Puglia, si dimette l’assessora Starace indagata per concussione

L’assessora pugliese al Turismo Grazia Maria Starace, indagata per concussione ai danni dell’ex marito e imputata per abusi edilizi, si è dimessa. «Ringrazio il presidente per la fiducia nei miei confronti, tuttavia ritengo sia giusto rimettere nelle sue mani le mie deleghe assessorili, con l’impegno di continuare a lavorare per la mia terra dai banchi del Consiglio regionale, per l’estremo valore che io ho sempre attribuito alle istituzioni e che riconosco in questo momento all’istituzione di cui faccio parte, la Regione Puglia», ha dichiarato. «Ho sempre vissuto il mio impegno politico ispirandomi ai principi di legalità, trasparenza e rispetto delle regole. E sono certa di essermi sempre comportata correttamente nello svolgimento delle mie funzioni pubbliche», ha aggiunto. «Tuttavia, in questo momento devo essere libera di raccontare le mie verità e di tutelare la mia famiglia dall’esposizione mediatica che ha assunto la vicenda, che mio malgrado mi vede coinvolta. Oggi sento il dovere di difendere il mio nome, la mia storia e la storia della mia famiglia, e posso farlo solo avendo la possibilità di dimostrare la correttezza del mio operato».

Atm, in otto sulla chat sessista: anche un “tranviere dell’anno”

Emergono nuovi particolari sulla vicenda che vede al centro alcuni dipendenti dell’Atm, “pizzicati” a scambiarsi in chat foto delle passeggere rubate dalle telecamere di sorveglianza dei mezzi pubblici e a commentare le immagini con frasi sessiste. È di ieri la notizia dell’iscrizione di un 58enne nel registro degli indagati per accesso abusivo a sistema informatico. Come spiega Il Giorno tra conducenti (due, più uno in pensione), controllori (uno) e impiegati (quattro), sono in tutto otto i partecipanti accertati alla chat di WhatsApp “Staff Ticinese”. Tra essi, oltre all’unico indagato, anche un suo coetaneo in servizio da quasi tre decenni, premiato tempo fa agli “Atm Awards” su segnalazione dei colleghi, che ne hanno sempre apprezzato professionalità, abnegazione e capacità di fare squadra.

Alcuni dei dipendenti Atm coinvolti hanno cercato di cancellare le tracce della chat

Alcuni dei dipendenti Atm coinvolti hanno cercato di cancellare le tracce del gruppo subito dopo lo scoppio del caso. In cinque hanno subito perquisizioni e tre di essi, riporta Repubblica, si sono presentati in deposito per provare a chiarire, chiedendo scusa e dicendosi pronti a collaborare. Uno di loro ha anche fornito l’elenco dei componenti del gruppo Whatsapp finito nella bufera. Da parte sua, Atm ha disposto la sospensione dei dipendenti coinvolti.

Maturità, le tracce della prima prova

Primo giorno di esami di Stato per i 527.747 maturandi d’Italia. Si parte, come sempre, con il tema. Le tracce, comuni a tutti gli indirizzi di studio, sono in tutto sette, divise in tre tipologie diverse: due analisi del testo (uno poetico e l’altro in prosa), tre di testo argomentativo e due di attualità. Eccole.

Le analisi del testo (poesia e prosa)

Una delle due analisi del testo proposte ai maturandi riguarda la poesia Passerò per Piazza di Spagna di Cesare Pavese, che parla dell’amore non ricambiato per l’attrice statunitense Constance Dowling. L’altro brano proposto, in prosa, è tratto da I piaceri di Vitaliano Brancati, diario nel quale lo scrittore espresse riflessioni, fantasie, nostalgie e ricordi di esperienze anche dolorose.

Maturità, le tracce della prima prova
Studenti pronti a sostenere l’esame di Stato (Ansa).

Le tracce di tipo argomentativo

Le tracce di tipo argomentativo sono tre. La prima riguarda l’Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat, pronunciato il 26 giugno 1946 a Montecitorio. Agli studenti viene chiesto di individuare gli «altri doveri» che per Saragat sovrastavano l’Assemblea costituente e di spiegare per quale motivo la democrazia «è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo» e a quali eventi si riferiva Saragat con l’espressione «pesante eredità di miserie e di dolori». Un’altra traccia di tipo argomentativo è un brano tratto dal libro Alzarsi all’alba di Mario Calabresi. C’è poi un passaggio dal libro Te lo dico con parole tue di Piero Bianucci, volume che passa in rassegna le diverse forme giornalistiche e affronta argomenti delicati come la scelta delle fonti e l’etica professionale di chi scrive.

Le proposte legate all’attualità

Per quanto riguarda le tracce di attualità, uno di due temi proposti ruota attorno al concetto di “incanto”. La fonte è un articolo della giornalista Wenke Husmann, intitolato “Funziona a meraviglia” e apparso su Internazionale a gennaio. Tra le proposte ai maturandi per la prima prova scritta, infine, c’è un brano tratto da I confini contano: Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere di Frank Furedi.

Trump: «Ho firmato il memorandum d’intesa con l’Iran»

«Il memorandum of understanding è firmato, l’ho firmato a Versailles». Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg. La Cnn ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno inviato una foto dell’accordo firmato dal tycoon agli iraniani. «Domenica il memorandum è stato firmato digitalmente da Vance e Ghalibaf alla presenza di Trump. Ora è stato firmato da Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian», ha spiegato un funzionario. Il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ospiterà venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma.

Sempio, la madre ricoverata d’urgenza per overdose da farmaci

Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, è stata ricoverata in ospedale per un’intossicazione da farmaci. Soccorsa dal personale del 118 nella sua abitazione di Garlasco, è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Vigevano (Pavia) dove le è stata effettuata la lavanda gastrica. Le sue condizioni non sono gravi ed è tenuta in osservazione. A confermare quanto accaduto è stato il suo legale Liborio Cataliotti: «È al pronto soccorso per eccesso nell’assunzione di farmaci. Come team difensivo abbiamo mandato un messaggio al figlio di solidarietà e augurio. Lo abbiamo invitato per quanto ovvio a stare vicino alla mamma, a tranquillizzarla, a dirle che moltiplicheremo gli sforzi in sede processuale per riconsegnare a suo figlio e a tutta la famiglia serenità». Resta ancora da chiarire se l’assunzione dei medicinali sia stata volontaria o accidentale.

Macron: «Per Hormuz pronta un’iniziativa europea con 20 Paesi»

È pronta l’iniziativa europea per garantire la libera navigazione nello stretto di Hormuz. Lo ha assicurato il presidente francese Emmanuel Macron, nella conferenza stampa che ha chiuso il G7 di Evian. «Abbiamo convenuto che un’iniziativa europea, guidata da Francia e Regno Unito, è pronta a giocare un ruolo importante per facilitare il traffico marittimo nello stretto e proteggere le navi mercantili», ha spiegato il capo dell’Eliseo, definendo la ripresa del libero transito la «pietra angolare» dell’accordo tra Stati Uniti e Iran. All’iniziativa, che scatterà se arriverà una richiesta in tal senso, hanno dato la disponibilità «una ventina di Paesi».

Macron: «Per Hormuz pronta un’iniziativa europea con 20 Paesi»
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Meloni: «Italia pronta a fare la propria parte»

Sulla questione si è espressa anche Giorgia Meloni: «Ora è importante lavorare per la sua attuazione a partire dalla necessità di assicurare la sicurezza delle rotte marittime internazionali, la piena libertà di navigazione nello stretto di Hormuz. In questo quadro ho chiaramente confermato ai partner che l’Italia è pronta a fare la propria parte anche nell’ambito di missioni che dovessero essere volte a garantire la sicurezza dei traffici commerciali, fermo restando le necessarie autorizzazioni che sono dovute e richieste in questi casi».

Delfin, per il maxi finanziamento del riassetto spunta il fondo Apollo

È spuntato un piano B per il finanziamento da 11 miliardi di euro che porterebbe Leonardo Maria Del Vecchio al 37,5 per cento di Delfin, finanziaria di famiglia a capo di EssilorLuxottica e con partecipazioni in Generali, Mps e UniCredit, acquisendo le quote dei fratelli Luca e Paola. Le trattative con il pool di banche avrebbero registrato un rallentamento, sia per il risiko bancario sia per la mancata quadratura del cerchio sui termini complessivi dell’operazione. Perciò, come spiegano il Sole 24 Ore e l’Ansa citando fonti vicine al dossier, LMDV Capital – holding di investimento di Delvecchio – avrebbe avviato contatti per coinvolgere investitori istituzionali del private credit: tra essi anche il colosso statunitense Apollo Global Management, uno dei principali fondi a livello mondiale.

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Delfin, per il maxi finanziamento del riassetto spunta il fondo Apollo
Leonardo Maria Del Vecchio (Ansa).

Un fondo offrirebbe condizioni diverse rispetto alle banche

Sarebbe al momento questa la pista privilegiata. Un fondo come Apollo, infatti, offrirebbe condizioni diverse (leggasi più vantaggiose) rispetto alle banche: contratti più flessibili e una durata del prestito fino sette anni contro i 18 mesi tipici del credito ordinario. L’operazione, aggiungono le stesse fonti dell’Ansa, mantiene piena opzionalità sugli strumenti da utilizzare. Alcune delle banche del consorzio originario, su tutte UniCredit, resterebbero comunque nel perimetro delle interlocuzioni.

Ue, Costa ha avviato contatti con la Russia per colloqui sull’Ucraina

L’ufficio del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, a quanto si apprende da fonti Ue, nelle ultime settimane ha avviato brevi contatti per aprire canali di comunicazione con la Russia, nel tentativo di coinvolgere il presidente russo Vladimir Putin in discussioni su una possibile conclusione della guerra in Ucraina. Nel corso di questi contatti, anticipati oggi da Bloomberg, non si è discusso di questioni di merito. Le fonti sottolineano che «l’Ue ha interessi specifici che dovranno essere difesi, pertanto è importante disporre di canali diplomatici consolidati con la Russia. L’Ue, in questi colloqui, non è un mediatore».

Il monito di Trump all’Iran: «Pronto a sganciare bombe se non si comporta bene»

A due giorni dalla firma in Svizzera dell’accordo tra Washington e Teheran, Donald Trump è tornato a minacciare l’Iran. «Non è un testo finale, è un memorandum d’intesa. E se non mi piacerà, se non si comporteranno bene, ricominceremo a sganciare bombe sulle loro teste. Perché si sono comportati male per 47 anni», ha affermato il presidente americano nel corso di un bilaterale con l’omologo egiziano Abdel Fatah Al-Sisi, a margine del vertice G7 di Evian.

Trump: «L’accordo è ottimo per molte ragioni»

«È un ottimo accordo per molte ragioni, ma la prima, con una probabilità del 99,9 per cento, è che l’Iran non avrà mai un’arma nucleare, e non si può dare all’Iran un’arma nucleare. Non la avrà mai», ha aggiunto Trump. E poi: «Nessuno sa esattamente cosa preveda, ma è molto solido. E la maggior parte delle persone sembra molto contenta. Chi è veramente contento è il mercato, perché è salito di migliaia di punti negli ultimi quattro o cinque giorni da quando si è saputo dell’accordo. Lo stretto di Hormuz sta per essere riaperto, è già parzialmente aperto, e sarà completamente aperto nei prossimi uno o due giorni, e il mercato è impazzito, il petrolio è crollato a 73-74 dollari e si sta avvicinando molto al livello pre-crisi».

Approvato il nuovo regolamento Ue sui rimpatri, cosa prevede

Il Parlamento Ue ha approvato in via definitiva le modifiche alla politica europea sui rimpatri dei cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Ue. Il regolamento, approvato con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni, mira ad accelerare le procedure di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali e del diritto internazionale, incluso il principio di non respingimento e il divieto di espulsioni collettive, e a prevenire al contempo abusi e movimenti non autorizzati all’interno dell’Ue. In base alle modifiche, una decisione di rimpatrio emessa dalle autorità nazionali competenti nei confronti di un cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare comporta l’obbligo di lasciare immediatamente, o entro un termine stabilito, il territorio dello Stato membro interessato. Ora il testo dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale prima di entrare in vigore.

Obbligo di cooperazione e trattenimento

I cittadini di paesi terzi soggetti a una decisione di rimpatrio saranno tenuti a cooperare con le autorità. Ai fini della preparazione del rimpatrio, questi potranno essere trattenuti sulla base di una valutazione individuale, ad esempio in caso di mancata cooperazione, rischio di fuga o rischio per la sicurezza. Il trattenimento dovrà essere disposto da un’autorità amministrativa o giudiziaria e potrà durare fino a 24 mesi. Sarà inoltre possibile una proroga fino a sei mesi complessivi in caso di cambiamento delle circostanze, nuove informazioni o miglioramento della cooperazione con un paese terzo. Se il cittadino si sposta in un altro paese Ue, potrà applicarsi un nuovo periodo di trattenimento. Gli Stati membri potranno inoltre imporre l’obbligo di presentarsi regolarmente alle autorità competenti o di risiedere in un luogo designato. In alternativa al trattenimento, potranno essere previste misure quali una garanzia finanziaria o il monitoraggio elettronico.

Accordi con paesi terzi per l’accoglienza dei rimpatriati

Sarà possibile trasferire i migranti destinatari di una decisione di rimpatrio, esclusi i minori non accompagnati, verso i cosiddetti “centri di rimpatrio” situati nel territorio di un Paese terzo che accetti di accoglierli, sulla base di un accordo concluso da uno Stato membro dell’Ue. Tali accordi potranno essere conclusi solo con paesi terzi che rispettino i diritti umani, il diritto internazionale e il principio di non respingimento.

Regno Unito, Streeting sfida Starmer: ma il principale avversario del premier è Burnham

Auspicando una rapida soluzione «all’incertezza e alla paralisi» politica del Regno Unito, l’ex ministro della Sanità britannico Wes Streeting ha dichiarato di essere pronto ad avviare una competizione per la leadership del Partito Laburista, con l’obiettivo di sostituire il sempre più traballante Keir Starmer come premier già dalla prossima settimana.

Regno Unito, Streeting sfida Starmer: ma il principale avversario del premier è Burnham
Keir Starmer (Ansa).

Streeting avrebbe il sostegno di 81 parlamentari

Intervenuto a BBC Newsnight, Streeting ha affermato di avere il sostegno degli 81 parlamentari laburisti necessari per avviare la sfida, «da iniziare il prima possibile». La replica di Starmer, impegnato nel G7 di Evian, non si è fatto attendere. Il premier britannico ha messo in chiaro che farà di tutto per rimanere al suo posto: «Non credo che ci debba essere una competizione, perché ritengo che sarebbe una cosa negativa per il Paese. Ma se ci sarà, intendo combattere qualsiasi tentativo di sfidare la mia leadership».

Regno Unito, Streeting sfida Starmer: ma il principale avversario del premier è Burnham
Andy Burnham (Ansa).

I bookmakers continuano però a puntare su Burnham

Streeting non è l’unico politico che punta alla leadership labour e, dunque, a Downing Street. E non è nemmeno il favorito nella corsa alla sostituzione di Starmer. In pole c’è infatti Andy Burnham, sindaco della Greater Manchester e attualmente il politico britannico più popolare, al punto da essere stato soprannominato “Re del Nord”. Ritenuto in grado di attrarre anche elettori extra-Labour e dato appunto come favorito dai bookmakers, non ha un seggio in parlamento, requisito necessario nel Regno Unito per poter ricoprire la carica di primo ministro. Potrebbe però tornare a Westminster (è stato parlamentare dal 2001 al 2017) in caso di vittoria nelle elezioni suppletive a Ashton-in-Makerfield, che giovedì 18 giugno assegneranno il seggio lasciato strategicamente vacante da suo alleato Josh Simons. Di fatto, il destino del primo ministro britannico e la direzione del Partito Laburista sono nelle mani di un elettorato composto da appena 76 mila persone.

Regno Unito, Streeting sfida Starmer: ma il principale avversario del premier è Burnham
Manifesto elettorale pro-Burnham (Ansa).

Usa-Iran, i 14 punti del Memorandum d’intesa

Bloomberg e Al Arabiya hanno diffuso il testo integrale del Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran che verrà firmato venerdì in Svizzera, nei pressi di Lucerna. La bozza diventata di dominio pubblico è stata subito “contestata” da Teheran, che ha evidenziato la presenza di «numerose inesattezze». Ecco – ad ogni modo – i 14 punti dell’accordo.

1. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti, assieme ai loro alleati nella guerra in corso, dichiarano con la firma del presente memorandum la fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, Libano compreso, e si impegnano a non intraprendere d’ora in poi alcuna azione ostile l’uno contro l’altro e ad astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza reciproca. L’accordo finale confermerà le disposizioni del presente articolo e di quelli successivi.

2. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti si impegnano a rispettare reciprocamente sovranità e integrità territoriale e ad astenersi dall’interferire nei rispettivi affari interni.

3. Le due parti si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo definitivo entro un periodo massimo di 60 giorni, prorogabile solo con il consenso di entrambe.

4. Immediatamente dopo la firma, gli Stati Uniti si impegnano a revocare il blocco navale e a evitare qualsiasi interferenza o ostruzione nei confronti dell’Iran, ripristinando il traffico entro un massimo di 30 giorni alla sua piena capacità. Il traffico navale dovrà essere proporzionale al volume di traffico prebellico da parte della Repubblica islamica dell’Iran. Gli Stati Uniti si impegnano inoltre a ritirare le proprie Forze dalle aree circostanti entro 30 giorni dall’accordo definitivo.

5. A seguito della firma del presente memorandum, la Repubblica islamica dell’Iran adotterà immediatamente le misure necessarie per garantire che il transito delle navi mercantili dal Golfo Persico al Mar d’Oman e viceversa riprenda entro 30 giorni ai livelli prebellici, tenendo conto della necessità di rimuovere gli ostacoli tecnici e di neutralizzare le mine da parte dell’Iran.

6. Gli Stati Uniti si impegnano, insieme ai loro partner regionali, a creare un piano globale concordato da entrambe le parti per la riabilitazione e lo sviluppo economico della Repubblica islamica dell’Iran, garantendo un finanziamento di almeno 300 miliardi di dollari. Il meccanismo di attuazione di questo piano, nell’ambito dell’accordo finale, sarà definito entro 60 giorni.

7. Gli Stati Uniti si impegnano a porre fine, secondo un calendario da concordare nell’ambito dell’accordo finale, a tutte le tipologie di sanzioni attualmente in vigore nei confronti della Repubblica islamica dell’Iran, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), nonché a tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, sia primarie che secondarie.

8. La Repubblica islamica dell’Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti hanno concordato che il destino del materiale arricchito e il destino di tutte le altre questioni nucleari, comprese le esigenze nucleari dell’Iran, saranno adeguatamente affrontati in un accordo finale che confermerà le disposizioni del presente articolo.

9. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti concordano che, in attesa di un’intesa definitiva, manterranno lo status quo: l’Iran manterrà lo status quo sul suo programma nucleare e gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni all’Iran né accresceranno le proprie Forze nella regione.

10. Gli Stati Uniti si impegnano a rilasciare, immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d’intesa e fino alla data di revoca delle sanzioni, deroghe per le esportazioni di petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e loro derivati, nonché per tutti i servizi correlati, inclusi quelli bancari, assicurativi, di trasporto e simili.

11. Gli Stati Uniti si impegnano a garantire che, alla luce dei progressi compiuti nei negoziati per raggiungere un accordo definitivo, i fondi e i beni congelati o vincolati della Repubblica islamica dell’Iran vengano sbloccati e resi pienamente disponibili. Tali fondi, siano essi detenuti nel conto principale o trasferiti, saranno utilizzati per qualsiasi pagamento finale ai beneficiari determinato dalla Banca Centrale della Repubblica islamica dell’Iran e saranno pienamente disponibili. Gli Stati Uniti si impegnano a rilasciare tutti i permessi e le licenze necessari a tal fine.

12. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti concordano sulla creazione di un meccanismo di attuazione per sovrintendere alla corretta implementazione e al futuro rispetto dell’accordo finale.

13. A seguito della firma del presente Memorandum d’intesa e dopo aver ricevuto garanzie circa l’avvio dell’attuazione degli articoli 4, 5, 10 e 11 del presente Memorandum d’intesa e la continua attuazione di tali misure, la Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti avvieranno negoziati per un accordo finale esclusivamente in relazione ai restanti articoli.

14. L’accordo finale sarà approvato mediante una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Teheran: «La bozza pubblicata è inesatta»

Fonti del team negoziale di Teheran hanno fatto sapere che la bozza di memorandum d’intesa diventata di dominio pubblico «non è accurata e presenta numerose inesattezze», soprattutto sulla gestione dello stretto di Hormuz, dove l’Iran intenderebbe imporre pedaggi. Il testo del memorandum «sarà pubblicato dopo la firma, prevista per venerdì, come concordato da entrambe le parti».

Ucraina, l’impegno dei leader del G7: più armi a Kyiv e nuove sanzioni a Mosca

Nonostante alcune iniziali preoccupazioni riguardo alla posizione di Donald Trump, i leader del G7 riuniti a Evian, in Francia, hanno concordato una dichiarazione congiunta in cui hanno sottolineato il loro «incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale», riaffermando la «solidarietà al popolo ucraino, le cui infrastrutture critiche e il cui patrimonio culturale sono sotto attacco.

Ucraina, l’impegno dei leader del G7: più armi a Kyiv e nuove sanzioni a Mosca
Donald Trump e Emmanuel Macron (Ansa).

La dichiarazione congiunta dei leader del G7

«Lodiamo l’Ucraina per la sua resilienza e per i progressi compiuti in prima linea negli ultimi mesi e sottolineiamo che ora c’è un rinnovato slancio», si legge nella dichiarazione dei leader del G7. «Per sostenere e amplificare questo slancio, abbiamo concordato di aumentare la fornitura di capacità di difesa aerea, di sistemi e di intercettori ulteriori nonché di capacità a lungo raggio. Siamo inoltre pronti a concedere all’Ucraina licenze per aumentare la sua produzione militare». La dichiarazione prosegue: «Sottolineiamo l’importanza della resilienza energetica, sulla base delle esigenze e delle priorità definite dalle autorità di Kyiv. Abbiamo concordato di fornire ulteriore sostegno all’Ucraina per consentire al Paese di affrontare il prossimo inverno». E poi: «Ci impegniamo ad aumentare la pressione sull’economia di guerra russa. In questo contesto, rafforzeremo le nostre sanzioni, comprese quelle sui settori petrolifero e del gas. Riteniamo che questo sia il momento opportuno per procedere con ulteriori misure, poiché il presidente Trump ha raggiunto un accordo che sosteniamo per la riapertura dello stretto di Hormuz».

Banco Bpm starebbe valutando l’acquisizione di Bff Bank insieme ad Amco

Banco Bpm starebbe valutando un’operazione su Bff Bank insieme ad Amco. Lo scrive Milano Finanza, spiegando che l’ipotesi allo studio prevederebbe una suddivisione delle attività della banca a lungo sotto ispezione di Bankitalia e in fase di revisione strategica sotto il nuovo ceo Giuseppe Sica. Banco Bpm rileverebbe la banca depositaria e i servizi di pagamento, mentre Amco (controllata dal Mef) acquisirebbe il business del factoring verso la pubblica amministrazione. Negli scorsi mesi Bff ha avviato contatti, grazie agli advisor Mediobanca e Morgan Stanley, per individuare un compratore.

Hormuz, petroliere iraniane oltre il blocco navale Usa: prime esportazioni in due mesi

Dopo la revoca annunciata da Donald Trump e confermata poi dalle autorità di Teheran, alcune petroliere iraniane hanno oltrepassato la zona di blocco navale dei porti iraniani imposta dagli Stati Uniti il 13 aprile: dopo più di due mesi la Repubblica Islamica sta dunque riprendendo le esportazioni. «Autorizzo pienamente la libera riapertura dello stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo la rimozione immediata del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio torni a scorrere!», aveva scritto Trump su Truth.

Hanno superato la zona di blocco navale almeno tre navi

Come ha rilevato piattaforma di monitoraggio marittimo TankerTrackers, nella serata di ieri hanno oltrepassato il perimetro del blocco navale statunitense nel Golfo di Oman due superpetroliere appartenenti alla National Iranian Tanker Company (Nitc), la Diona e la Hero 2, trasportando un totale di 3,8 milioni di barili di petrolio greggio. A queste due imbarcazioni si è poi aggiunta una terza petroliera con un milione di barili di greggio. Una quarta nave, la Stream, si stava invece avvicinando al blocco dalla zona economica esclusiva del Pakistan, dove è rimasta per sette settimane in attesa di entrare in Iran.

Carta d’identità cartacea, validità prorogata anche oltre il 3 agosto

Il Consiglio dei ministri ha stabilito che le carte d’identità cartacee non ancora scadute manterranno la propria validità fino alla naturale scadenza, anche oltre il termine del 3 agosto 2026, «per determinate finalità e nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi». Nelle more del rilascio della carta d’identità elettronica, i comuni potranno inoltre rilasciare un documento di identità provvisorio. Chi è in possesso di una vecchia carta di identità cartacea ancora valida potrà dunque utilizzarla come documento di riconoscimento anche oltre il 3 agosto.

Morto il cardinale Camillo Ruini: le reazioni di Chiesa e politica

È morto a 95 anni il cardinale Camillo Ruini, a lungo vicario per la diocesi di Roma e arciprete della basilica papale di San Giovanni in Laterano e presidente della Conferenza episcopale italiana dal 1991 al 2007. Eminenza grigia della Chiesa, Ruini fu ordinato vescovo (nel 1983) e cardinale (otto anni dopo) da Giovanni Paolo II. Vicinissimo al suo successore Benedetto XVI, si era sempre schierato su posizioni fortemente conservatrici su temi come aborto e eutanasia.

Morto il cardinale Camillo Ruini: le reazioni di Chiesa e politica
Camillo Ruini e Silvio Berlusconi (Ansa).

Noto per l’amicizia con Silvio Berlusconi – anche se tra i due non mancarono momenti di tensione – in occasione di un’intervista al Corriere della Sera per i suoi 95 anni aveva elogiato Giorgia Meloni: «Il giudizio è decisamente positivo sotto entrambi gli aspetti, sia politico sia personale». E proprio la premier è stata tra i primi a omaggiare Ruini, per decenni la voce pubblica più autorevole della Chiesa in Italia.

Meloni: «Una delle menti più lucide della società italiana»

«Un grande uomo di Chiesa, dalla straordinaria intelligenza e dalla profonda umanità, che ha difeso con vigore l’identità, la missione e il ruolo dei cattolici nella società italiana», ha dichiarato Meloni: «Sono onorata di averlo conosciuto, di aver stretto con lui un affettuoso legame di amicizia e di aver potuto raccogliere i suoi preziosi insegnamenti. È stata una delle menti più lucide della società italiana e mi auguro che la sua eredità spirituale, culturale e umana possa essere raccolta come merita, per generare nuovi e generosi frutti».

La Russa: «Appassionato difensore della testimonianza cristiana»

Così Ignazio La Russa, presidente del Senato: «Attento alle donne e agli uomini che vivevano nelle difficoltà della vita vera, il cardinale Ruini è stato un appassionato difensore della testimonianza cristiana come punto di leva per l’intera società civile e le istituzioni democratiche». Queste le parole di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati: «Con intelligenza, lungimiranza e grande sapienza ha accompagnato passaggi importanti della storia del nostro Paese, richiamando costantemente il valore della presenza dei cattolici nella società e la responsabilità di custodire e testimoniare il messaggio cristiano».

Salvini: «Punto di riferimento per milioni di cattolici italiani»

Antonio Tajiani, ministro degli Esteri, vicepremier e leader di Forza Italia, ha ricordato Ruini come «una figura autorevole della Chiesa» e uno «strenuo difensore dei valori tradizionali». Così Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, vicepremier e segretario della Lega: «Punto di riferimento per milioni di cattolici italiani, ha dedicato la sua vita alla Chiesa, al dialogo e alla difesa dei valori dell’Occidente, sempre con coraggio e coerenza».

Prodi: «La nostra amicizia era autentica e profonda»

Tra gli Anni 90 e Duemila, Ruini fu interlocutore dei due principali soggetti politici dell’epoca: Berlusconi e Romano Prodi. Gelidi i rapporti col secondo durante la sua permanenza a Palazzo Chigi. Eppure tra i due c’era un legame profondo e storico, nato in Emilia e culminato con la celebrazione del matrimonio di Prodi nel 1967. Ma il legame si incrinò a causa di un muro contro muro politico su temi etici e sociali, come la fecondazione medicalmente assistita, la ricerca scientifica sulle cellule staminali e i Patti di Solidarietà (Pacs) per le coppie di fatto.

Morto il cardinale Camillo Ruini: le reazioni di Chiesa e politica
Camillo Ruini e Romano Prodi (Ansa).

Questo il messaggio di Prodi: «Riaffiorano oggi tanti ricordi della mia giovinezza quando, sotto la sua guida, con i giovani cattolici di Reggio Emilia, operavamo insieme nel Circolo Leonardo. Era il nostro assistente ecclesiastico, un sacerdote interessato a unire culture diverse, profondo conoscitore della teologia tedesca e molto attento alla fase post conciliare della Chiesa. La nostra amicizia era autentica e profonda, abbiamo trascorso insieme molte giornate, organizzato iniziative, discusso dell’evoluzione della Chiesa e della società. Fu lui a tenere l’omelia al matrimonio tra Flavia e me. E in queste ore prevale il senso profondo di quell’antico legame che, nonostante le intervenute diversità, io non ho mai sentito spezzato».

Zuppi: «Ha servito con passione pastorale e profondo senso ecclesiale»

Così il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei: «Ruini ha servito la Chiesa con intelligenza, passione pastorale e profondo senso ecclesiale. Ha svolto il suo ministero con la consapevolezza che la fede non è mai estranea alla storia. L’annuncio cristiano, ha sempre sostenuto, deve incontrare le domande reali dell’uomo, della società e della cultura. In questo impegno ha aiutato la Chiesa in Italia a pensare, discernere, parlare e camminare nel proprio tempo, custodendo il legame vivo con il Successore di Pietro e con la Chiesa universale». Questo il ricordo di Baldassare Reina, vicario generale per la diocesi di Roma: «Acuto nel discernere le svolte politiche e sociali del Paese, Ruini ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere, adempiendo il suo motto episcopale “Veritas liberabit nos”».

Carlo Ginzburg morto a 87 anni: addio allo storico teorico della microstoria

Addio a Carlo Ginzburg, grande storico e teorico della microstoria, morto all’età di 87 anni. Figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg, era famoso in tutto il mondo per le sue ricerche sulla stregoneria e le credenze popolari. I suoi libri sono stati tradotti in oltre 20 lingue.

L’esordio con I benandanti

Nato a Torino nel 1939, professore emerito alla Scuola Normale di Pisa in cui si era formato, negli Anni 60 scoprì un culto pagano diffuso in Friuli nel 500 e nel 600, i cui membri erano una specie di guaritori sciamani accusati di eresia dall’Inquisizione, detti “benandanti”. Così intitolò il suo primo libro, uscito nel 1966, in cui ricondusse le origini di questo culto contadino a più antiche credenze diffuse in Europa centrale. I benandanti, pubblicato da Einaudi, è diventato un esempio dell’approccio di Ginzburg alla microstoria, un metodo di ricerca che si concentra su casi particolari che a volte sfuggono alla grande storia andando a spulciare atti giudiziari, epistolari, registri, diari.

Ha scritto anche un saggio per la Storia d’Italia della Einaudi

Con Il formaggio e i vermi (1976) prese invece in esame le vicende di un mugnaio friulano del XVI secolo, Menocchio, per due volte sottoposto a processo da parte dell’inquisizione romana, una prima volta condannato al carcere a vita (fu poi liberato con un atto di clemenza per le cattive condizioni di salute e per la precaria situazione economica della sua famiglia) e in seguito arso al rogo come relapso e pertinace. In virtù dell’esperienza maturata nel campo della ricerca relativa alla storia delle mentalità, condotta generalmente mediante l’analisi di figure apparentemente poco importanti e marginali, ma giudicate emblematiche di orientamenti in realtà ampiamente diffusi, è stato invitato a scrivere il saggio Folklore, magia, religione per il primo volume della Storia d’Italia della Einaudi (I caratteri originali). Negli Anni 80 ha anche diretto, con Giovanni Levi, la collana Microstorie della Einaudi. In altri libri, pubblicati perlopiù nella seconda parte della sua vita, Ginzburg si è concentrato sulla storia del pensiero politico, su questioni di metodo storico e sulla relazione tra verità e menzogna.

Chat sessista degli autisti Atm: c’è un primo indagato

C’è un primo indagato per il caso della chat sessista degli autisti Atm, che si scambiavano su WhatsApp foto delle passeggere estratte dalle riprese dei sistemi di videosorveglianza dei mezzi pubblici di Milano. La procura meneghina ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di accesso abusivo a sistema informatico. Sono state inoltre effettuate perquisizioni nei confronti di almeno altre cinque persone: non è escluso che altri nomi possano essere aggiunti nel registro degli indagati.

La chat è stata scoperta da una passeggera

Il caso è stato aperto dalla segnalazione di una passeggera di un tram, che ha fotografato la schermata dello smartphone di un dipendente di Atm e ha deciso di segnalare l’accaduto. Annunciando l’avvio di un’indagine interna, l’azienda dei trasporti di Milano ha spiegato in una nota di essersi «prontamente attivata con la massima attenzione per fare piena luce sull’episodio, per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali, per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città». Oggi è arrivata la prima mossa della Procura.

Usa-Iran, l’accordo verrà firmato vicino a Lucerna

La cerimonia di firma del protocollo d’intesa tra Stati Uniti e Iran si terrà venerdì 19 giugno al Bürgenstock Resort, hotel a cinque stelle situato nei pressi di Lucerna sull’omonima montagna che domina il Lago dei Quattro Cantoni, difficilmente accessibile e dunque facilmente adattabile ai protocolli di sicurezza richiesti. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri svizzero, spiegando che il luogo «è stato proposto dai mediatori pachistani e qatarioti, nonché da Usa e Iran». Il 15 e 16 giugno 2024 il Bürgenstock Resort aveva ospitato la Conferenza sulla pace in Ucraina, che aveva radunato 100 delegazioni e 57 tra capi di Stato e di Governo, provenienti da tutti gli angoli del globo.