Sinner torna ancora in semifinale agli Australian Open

Sinner si conferma imbattibile sul cemento degli Australian Open. Con la 19esima vittoria consecutiva a Melbourne, l’altoatesino ha sconfitto l’americano Ben Shelton per la nona volta di fila e ha raggiunto ancora una volta la semifinale dopo quelle del 2024 e del 2025. Il campione in carica ha chiuso con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-4 in poco meno di due ore e mezza di gioco. Dopo aver strappato la battuta all’inizio sia del primo sia del secondo parziale, nel terzo Sinner ha rotto gli indugi nel nono gioco, piazzando l’allungo decisivo per mettere la parola fine alla partita al secondo match point. Lo attende ora la sfida a Novak Djokovic, che in precedenza aveva approfittato del ritiro di Lorenzo Musetti, avanti di due set, per passare il turno.

Sinner torna ancora in semifinale agli Australian Open
Jannik Sinner nel match contro Shelton agli Australian Open 2026 (Ansa).

Morto Franco Menichelli, ginnasta medaglia d’oro a Tokyo 1964

È morto Franco Menichelli, ex ginnasta oro nel corpo libero a Tokyo 1964 e vincitore in tutto di cinque medaglie in due edizioni delle Olimpiadi. Aveva 84 anni. Considerato il più grande atleta italiano in questa disciplina fino all’avvento di Jury Chechi, Menichelli dopo il ritiro – avvenuto nel 1973 – era stato allenatore della Nazionale maschile di ginnastica artistica fino al 1979. Nel 2003 è stato inserito nella International Gymnastics Hall of Fame.

Morto Franco Menichelli, ginnasta medaglia d’oro a Tokyo 1964
Franco Menichelli a Tokyo 1964 (Ansa).

Tutti i successi di Menichelli

Oltre all’oro nel corpo libero, a Tokyo aveva vinto anche l’argento negli anelli e il bronzo alle parallele. Ai Giochi Olimpici di Roma, nel 1960, si era aggiudicato due medaglie di bronzo: nel corpo libero e nel concorso generale a squadre. Nel corso della carriera aveva anche vinto cinque ori agli Europei (fu campione assoluto nel 1965) e tre bronzi ai Mondiali. Inoltre si era laureato sei volte campione nazionale nel concorso generale. Nel suo palmares, infine, otto ori ai Giochi del Mediterraneo. La carriera ad alti livelli di Menichelli si interruppe nel 1968 ai Giochi Olimpici di Città del Messico, dove subì la rottura del tendine d’Achille durante la fase finale della prova al corpo libero di qualificazione del concorso a squadre.

L’infortunio contro Djokovic e i precedenti: cos’è successo a Musetti

Il dominio su un 24 volte campione Slam per due set, poi l’imprevisto che infrange il sogno di tutti gli italiani. Lorenzo Musetti, autore di una delle migliori prestazioni in carriera, si è dovuto ritirare ai quarti degli Australian Open 2026 quando era avanti 2-0 su Novak Djokovic, fino ad allora in balia dei suoi colpi, un misto di eleganza e potenza. «Ero sulla via di casa», ha dichiarato il fuoriclasse serbo, 10 volte vincitore a Melbourne. «Oggi il migliore in campo è stato lui, io sono stato solo molto fortunato». A fermare Musetti è un nuovo problema all’anca, che all’inizio del terzo parziale gli ha completamente impedito di correre, costringendolo ad alzare bandiera bianca sul punteggio di 1-3 per Djokovic. L’ennesimo fastidio muscolare che richiama alla memoria quanto accaduto durante la stagione sul rosso 2025.

Musetti, l’infortunio e le lacrime: cos’è successo nei quarti con Djokovic

Sebbene il match si sia fermato dopo quattro giochi del terzo set, le prime avvisaglie di un problema erano arrivate già durante il secondo parziale, con Musetti che ha lamentato qualcosa al suo angolo. «Rilassati, stai vincendo», lo aveva rassicurato José Perlas, coach del carrarino dallo scorso dicembre. E così l’azzurro, approfittando anche una prestazione sottotono di Djokovic condita da oltre 30 errori non forzati, era riuscito a portarsi avanti di due set. A inizio del terzo, dopo aver subito il break del 2-1 e aver chiamato il fisioterapista, Musetti si è di nuovo consultato con il suo team, stavolta con maggior preoccupazione in viso: «Ho una sfiga ragazzi…». Poi la risposta di Perlas: «Sei tu che conosci il tuo corpo, decidi liberamente. Io appoggerò qualunque scelta». Da qui, il ritiro, forse per evitare danni peggiori in vista del prosieguo della stagione.

L’infortunio contro Djokovic e i precedenti: cos’è successo a Musetti
Musetti durante il match con Djokovic agli Australian Open 2026 (Ansa).

Musetti è così il primo giocatore dell’Era Open a ritirarsi in un quarto di finale Slam avanti di due set. Lo scorso anno, un caso simile è avvenuto negli ottavi di Wimbledon, con il bulgaro Grigor Dimitrov costretto a lasciare il campo quando era avanti di due parziali contro Jannik Sinner (6-3, 7-5, 2-2). Sfuma per Musetti anche il sorpasso in classifica allo stesso Djokovic e ad Alexander Zverev, a oggi rispettivamente numero tre e quattro del ranking Atp. In caso di successo, infatti, il carrarino sarebbe salito per la prima volta sul terzo gradino del podio mondiale, alle spalle dei soli Alcaraz e Sinner, scrivendo un’altra pagina di storia del tennis italiano.

Montecarlo, Roland Garros e Hong Kong: i precedenti che preoccupano

Per provare nuovamente l’attacco al podio del ranking bisognerà recuperare e soprattutto valutare l’entità di un infortunio che ricorda da vicino altri problemi fisici accusati da Musetti nella stagione 2025. A Montecarlo, infatti, dovette arrendersi in finale contro Alcaraz dopo che un guaio muscolare alla gamba destra – la stessa cui ha avvertito dolore oggi – lo aveva condizionato per tutto il terzo set, perso 6-0. Poche settimane dopo, il carrarino aveva dovuto alzare bandiera bianca, sempre in un match contro lo spagnolo, al Roland Garros, fermandosi al quarto set della semifinale dopo aver giocato alla pari con il numero uno iberico. Quella volta si trattò di un problema agli adduttori della gamba sinistra, che compromisero anche la stagione sull’erba, facendogli saltare il Queen’s e non consentendo una preparazione ottimale per Wimbledon, con conseguente uscita al primo turno.

L’infortunio contro Djokovic e i precedenti: cos’è successo a Musetti
L’infortunio di Musetti al Roland Garros 2025 (Ansa).

Musetti aveva iniziato anche la stagione 2026 con l’ennesimo infortunio. A Hong Kong, primo torneo dell’anno, ha perso la finale contro Alexander Bublik anche per via di un guaio al braccio destro per cui ha chiesto due volte il medical time out. Si è trattato della settima finale consecutiva persa dal tennista italiano in poco più di tre anni, se si esclude quella per la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024. Anche a Melbourne, nei match di esibizione pre-torneo, si era fermato per un fastidio all’anca. Nel secondo set contro Zverev, dopo che il tedesco aveva vinto il primo al tie break, l’azzurro aveva sentito dolore all’anca, chiedendo l’intervento del fisioterapista. Dopo un breve trattamento, la decisione di non rischiare per non compromettere il torneo.

Australian Open, Musetti avanza di due set contro Djokovic poi si ritira

Lorenzo Musetti si ritira all’inizio del terzo set e Novak Djokovic vola in semifinale agli Australian Open. È questo il colpo di scena che chiude il quarto di finale sulla Rod Laver Arena, quando l’azzurro era avanti di due set, 6-4 6-3, dopo aver giocato una delle sue partite più solide contro il serbo. Musetti aveva preso il controllo del match fin dall’avvio, sfruttando gli errori di Djokovic e imponendo il suo ritmo negli scambi. Però, all’inizio del terzo parziale, qualcosa si spezza. Sul punteggio di 1-2, l’azzurro chiede il medical time-out per un problema muscolare alla coscia destra, forse lo stesso problema all’adduttore che gli aveva dato fastidio a Hong Kong. Il fisioterapista lo massaggia a lungo, Musetti prova a riprendere, ma capisce quasi subito di non poter continuare. Poco dopo arriva la decisione di ritirarsi. Djokovic, che fino a quel momento era apparso in difficoltà, accede così alla semifinale, dove affronterà il vincente tra Jannik Sinner e Ben Shelton, in programma questa mattina. Il serbo non nasconde l’amarezza per l’epilogo: «Ero pronto ad andare a casa, oggi il migliore è stato Musetti: ma è stato davvero sfortunato. Gli auguro di guarire presto». E ancora: «Il migliore in campo oggi era lui».

Milano-Cortina: Fontana conferma la presenza dell’Ice, poi la smentita

Agenti dell’Immigration and Custom Enforcement, che si occupa del contrasto dell’immigrazione negli Stati Uniti, saranno in Italia in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Lo ha confermato in un primo momento Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, spiegando che gli agenti saranno in servizio «soltanto in misura difensiva», con il compito di «fare la guardia del corpo al vicepresidente J.D. Vance e al segretario di Stato Marco Rubio». Tentando di porre fine alla polemica nata nei giorni scorsi per la presenza degli agenti dell’Ice, nell’occhio del ciclone negli Stati Uniti, Fontana ha aggiunto: «Che ci siano loro, che ci siano altri, il lavoro che devono fare è sempre lo stesso, stare attenti che nessuno gli dia uno spintone o che gli succeda qualcosa». Poi la precisazione: «Ho risposto a una domanda che sottintendeva il loro arrivo».

Milano-Cortina: Fontana conferma la presenza dell’Ice, poi la smentita

La smentita della Regione dopo le parole di Fontana

Dopo la sorpresa suscitata da queste affermazioni, a stretto giro è arrivata la puntualizzazione della Regione Lombardia. Il presidente Fontana, si legge in una nota, «ha esclusivamente commentato, in via ipotetica, rispondendo a un’affermazione dei giornalisti che, qualora fossero presenti agenti incaricati della sicurezza, il loro ruolo sarebbe limitato alla tutela delle personalità statunitensi eventualmente presenti». Insomma, Fontana, «rispondendo a una domanda dei giornalisti, che sottintendeva la presenza dell’Ice a Milano, non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo».

Australian Open, Sinner vince il derby con Darderi

Jannik Sinner resta imbattuto nei derby. L’altoatesino si è aggiudicato il match contro Luciano Darderi con il punteggio di 6-1, 6-3, 7-6, staccando il biglietto per i quarti di finale degli Australian Open 2026. Dopo un primo set dominato dal campione in carica a Melbourne, l’italoargentino è entrato sempre più in partita fino a duellare alla pari nel terzo parziale, in cui ha avuto anche quattro palle break nel nono gioco con l’opportunità di andare a servire per il set. È il 18esimo trionfo su altrettanti match contro tennisti italiani, il sesto negli Slam, per il numero due del mondo, che si conferma bestia nera per i connazionali nel circuito. Attende ora uno fra Casper Ruud e Ben Shelton, che scenderanno in campo attorno alle 10.45 italiane. Ai quarti anche Lorenzo Musetti, che nella notte ha eliminato lo statunitense Taylor Fritz con una prova strepitosa in tre set.

Le parole dopo il successo: «Partita difficile, felice di essere ai quarti»

Al termine del match, Jannik Sinner ha fatto i complimenti a Darderi per la prova messa in campo «È stato molto difficile giocare con lui, siamo amici e questo ha complicato le cose», ha spiegato l’azzurro nell’intervista post-partita. «Ho avuto le mie opportunità anche nel terzo set, ma lui ha giocato molto bene. Abbiamo cambiato qualcosa nel servizio: c’è ancora spazio per migliorare ma sono soddisfatto di come sto servendo, è un colpo stabile. Sto cercando di venire più spesso a rete ed essere meno prevedibile e ci sto riuscendo». Poi un’anticipazione sul prossimo turno: «Shelton o Ruud? Li conosco bene, sono migliorati nel loro aspetto del gioco. Sarà una partita diversa. Ora devo recuperare, qui le partite possono essere lunghe e fisiche. Sono felice di essere di nuovo nei quarti».

Sinner ai quarti degli Australian Open: la cronaca del match

Dopo un primo game complicato, in cui ha dovuto annullare due palle break sul 15-40, Sinner ha dominato il parziale giocando un tennis aggressivo e sempre a una spanna dalla riga. Per l’altoatesino, che ha inanellato colpi a un ritmo quasi impossibile da gestire per l’avversario, due break consecutivi che gli hanno permesso di salire 5-0 e chiudere il parziale al settimo game. Più equilibrato il secondo parziale, con Darderi – nervoso con il suo angolo lamentando la troppa velocità del campo – che ha trovato più solidità al servizio, cedendo 6-3. L’italoargentino, testa di serie numero 22 del tabellone, ha messo in difficoltà il campione di Sesto Pusteria soprattutto però nel terzo, arrivando ad avere ben quattro palle break nel nono gioco, salvate da Sinner anche con la seconda di servizio. Al tiebreak, dopo essere andato sotto 0-2 il quattro volte campione Slam ha chiuso conquistando sette punti di fila.

Australian Open, Sinner vince il derby con Darderi
Luciano Darderi nel match contro Sinner agli Australian Open 2026 (Ansa).

Super Bowl 2026, le squadre che si giocheranno il titolo

Sarà Seattle Seahawks contro New England Patriots. Nella notte italiana si sono disputate le finali di National Football Conference e American Football Conference che decretano le due concorrenti per il Super Bowl 2026, in cui si assegna il titolo di Nfl. Il match si disputerà l’8 febbraio al Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, con kick off alle 15.30 locali (00.30 italiane). Sarà la replica del match del 2015, quando si imposero i ragazzi di Boston per 28-24 guidati dal quarterback e Mvp della partita Tom Brady. Il Super Bowl tornerà invece a Santa Clara esattamente 10 anni dopo l’ultima volta: nel 2016, anno della 50esima edizione, i Denver Broncos batterono i Carolina Panthers.

Super Bowl 2026, come arrivano Patriots e Seahawks

I primi a staccare il biglietto per il Super Bowl 2026 sono stati i New England Patriots, tornati dopo sette anni alla finale di Nfl. A Denver, sotto un’intensa nevicata, si sono imposti 10-7 contro i Broncos grazie a una difesa di ferro e senza aver mai perso un possesso nonostante le proibitive condizioni meteo. Partiti male in regular season, con un record di quattro vittorie e 13 sconfitte, hanno invertito la tendenza prima di restare immacolati nei playoff e vincere le ultime nove partite in trasferta. Sarà un ritorno al Super Bowl sette anni dopo l’ultima volta e la prima senza la star Tom Brady, considerato il più grande quarterback della storia del football americano che aveva guidato i suoi al successo di sei titoli fra il 2001 e il 2018. L’8 febbraio a Santa Clara i Patriots incroceranno i Seattle Seahawks, che nella notte hanno eliminato i Los Angeles Rams con il punteggio di 31-27.

Sugli spalti di Santa Clara non ci sarà Donald Trump: ecco perché

Domenica 8 febbraio, sugli spalti di un Levi’s Stadium gremito non ci sarà il presidente Donald Trump, che ha lamentato un volo troppo lungo tra Washington e Santa Clara. In realtà, il tycoon non ha digerito la line up dell’halftime show, il concerto in programma nell’intervallo fra il primo e il secondo tempo, cui headliner sarà il rapper portoricano Bad Bunny. «Non ho mai sentito parlare di lui», aveva già detto il capo della Casa Bianca a ottobre, poco dopo l’annuncio. «Non so chi sia, non capisco perché lo stiano facendo: è assurdo e poi danno la colpa a un promotore che hanno assunto per occuparsi dell’intrattenimento. Penso che sia assolutamente ridicolo». Ora, dopo l’annuncio che i Green Day saranno band di apertura della gara, Trump è tornato a parlare dell’evento: «Sono contrario a loro, penso che sia una scelta terribile. Non fa altro che seminare odio».

Super Bowl 2026, le squadre che si giocheranno il titolo
Il rapper portoricano Bad Bunny (Ansa).

Lorenzo Musetti conquista i quarti degli Australian Open per la prima volta

Lorenzo Musetti supera Taylor Fritz in tre set e conquista per la prima volta in carriera i quarti di finale degli Australian Open. A Melbourne Park l’azzurro ha battuto lo statunitense per 6-2, 7-5, 6-4 in poco più di due ore, firmando una delle prestazioni più solide del suo torneo: variazioni continue, ritmo spezzato e un servizio decisivo nei momenti chiave. Con questo risultato Musetti diventa il terzo italiano di sempre a raggiungere i quarti in tutti e quattro i tornei dello Slam. Mercoledì lo aspetta Novak Djokovic sulla Rod Laver Arena.

Le parole di Musetti

«Sono molto orgoglioso di me stesso», ha detto Musetti a margine del match. «Non avevo mai superato la prima settimana qui a Melbourne: aver raggiunto la finale a Hong Kong, il titolo in doppio, i quarti qui… è davvero un sogno. Mi sento più maturo in campo. Voglio continuare a giocare così», spiega l’azzurro. Guardando al prossimo match aggiunge: «Djokovic? Abbiamo già giocato tante volte io e Novak e ogni volta per me è una lezione. È un grande onore condividere il campo con lui». Il numero 5 al mondo sa che non sarà semplice: «So che non sarà stanco, ma spero che il ritmo che ho adesso mi porti fortuna». Djokovic raggiungerà Musetti ai quarti senza scendere in campo nella giornata precedente, dopo il forfait di Mensik.

Australian Open, Sinner lotta con i crampi e finisce agli ottavi

Jannik Sinner è agli ottavi degli Australian Open 2026. Dopo quasi quattro ore di lotta con i crampi e il caldo, l’altoatesino ha battuto lo statunitense Eliot Spizzirri per 4-6, 6-3, 6-4, 6-4. Nel prossimo turno sfiderà in derby Luciano Darderi, che ha avuto la meglio contro il russo Karen Khachanov. Prosegue la corsa anche Lorenzo Musetti, che ha vinto sul ceco Tomas Machac, per un’edizione da record per il nostro tennis con ben tre azzurri agli ottavi. L’atleta toscano sfiderà il vincente tra lo svizzero Stan Wawrinka e lo statunitense Taylor Fritz.

Iva Jovic, chi è la tennista 18enne che ha battuto Paolini agli Australian Open

Jasmine Paolini è fuori dagli Australian Open, eliminata per il secondo anno di fila al terzo turno. La 30enne azzurra si è arresa in due set (6-2, 7-6) alla 18enne americana Iva Jovic, promessa del tennis a stelle e strisce di origini serbo-croate che aveva già affrontato – e battuto – agli US Open dell’anno scorso. A frenare la toscana, ottava nel ranking Wta, alcuni problemi di stomaco, riconducibili forse allo stesso virus intestinale che ha colpito Flavio Cobolli al debutto nel tabellone maschile. Seppur non nella sua giornata migliore, Paolini ha dovuto far fronte a un’avversaria in piena forma, che nel 2026 ha vinto nove partite su 11, tanto da essere certa di chiudere il torneo almeno da 22 al mondo.

Chi è Iva Jovic: dai successi con Tyra Grant al debutto nel circuito maggiore

Iva Jovic, chi è la tennista 18enne che ha battuto Paolini agli Australian Open
Iva Jovic (da Instagram).

Nata a Torrance, vicino Los Angeles, il 6 dicembre 2007, Iva Jovic è figlia di Bojan, papà serbo, e mamma Jelena, croata. Due farmacisti che, come ha rivelato lei stessa in una lunga intervista sul sito del Cincinnati Open nel 2025, «hanno dovuto ricominciare da capo» dopo aver cambiato vita. Si dipinge come la «classica ragazza californiana» cui piacciono, ça va san dire, attività legate al mare e ai grandi parchi divertimento della zona. Molto legata alla sorella Mia, con cui ha imbracciato per la prima volta una racchetta, ha per idolo di infanzia Novak Djokovic, non a caso serbo come suo padre. «È stato di grande ispirazione per me, così come vedere Serena Williams dominare», ha spiegato lo scorso anno. «Ora mi ispiro a Sinner, adoro come gioca. Cerco di copiare quanto più possibile da lui».

Nel 2021 ottenne il primo grande successo, vincendo l’Orange Bowl, prestigioso torneo giovanile di Miami. Tra il 2022 e il 2023 ha diviso il campo nel doppio femminile con Tyra Caterina Grant, tennista italo-americana che proprio dal 2025 ha deciso di giocare con i colori azzurri. Assieme hanno vinto sia il torneo in Florida sia, soprattutto, gli juniores agli Australian Open e a Wimbledon, fermandosi in finale al Roland Garros e in semifinale agli Us Open. L’anno prima si erano portate a casa invece la Billie Jean King Cup giovanile, chiudendo senza perdere neanche un set in tutto il torneo. Iva Jovic ha debuttato nel circuito Wta sempre nel 2024, tanto che a soli 16 anni vinse il suo primo match agli Us Open. Nel 2025 già il primo titolo Wta 500 a Guadalajara, mentre lo scorso 17 gennaio ha perso la finale del 250 di Hobart contro la nostra Elisabetta Cocciaretto.

Australian Open, Paolini fuori al terzo turno

È già finita l’avventura di Jasmine Paolini agli Australian Open. La tennista italiana, ottava del ranking Wta, ha perso al terzo turno contro la 18enne statunitense Iva Jovic, testa di serie numero 29, che adesso si giocherà un posto nei quarti di finale con la kazaka Yulia Putintseva. Paolini ha ceduto in due set col punteggio di 6-2, 7-6(3), complice un malessere allo stomaco che l’ha debilitata (e non è il primo caso a Melbourne). Verso la fine del primo set, al cambio campo sul 5-2 per l’avversaria, l’azzurra è stata costretta a chiedere l’intervento del medico. Poi ha proseguito la partita, senza però riuscire a eguagliare il miglior risultato ottenuto nel primo Slam dell’anno (ottavi nel 2024).

Australian Open, Paolini fuori al terzo turno
Iva Jovic (Ansa).

Subito fuori Errani-Vavassori nel doppio misto

Subito fuori al primo turno Sara Errani e Andrea Vavassori, teste di serie numero 1 del tabellone del doppio misto. Gli azzurri hanno perso 6-4, 6-2 contro la coppia formata dalla tedesca Laura Siegemund e dal francese Edouard Roger-Vasselin.

Gianluca Gazzoli entra in Lega Basket come Strategic Media Advisor

Lega Basket Serie A ha annunciato l’ingresso di Gianluca Gazzoli nel proprio team operativo con il ruolo di Strategic Media Advisor: il podcaster sarà impegnato nello sviluppo di progetti di comunicazione in grado di rendere la pallacanestro italiana più visibile e rilevante nel panorama sportivo e culturale.

Chi è Gianluca Gazzoli

Gazzoli è un volto noto del mondo radiofonico e televisivo italiano. Ha iniziato a carriera a Radio Number One, storica emittente nel Nord Italia. Successivamente è passato alla radio nazionale diventando voce di Rai Radio 2. Dopo l’esordio televisivo, avvenuto a Quelli che il calcio, nel 2019 Gazzoli è approdato a Radio Deejay. Nel 2022 ha lanciato il podcast BSMT, diventato in breve uno dei più seguiti in Italia. Gazzoli è un grande appassionato di palla a spicchi: nel 2021 ha condotto su DMAX il programma Basket Zone, approfondimento sul campionato italiano di pallacanestro. A fine 2025 ha condotto su Rai 2 Sanremo Giovani, venendo affiancato da Carlo Conti durante la serata finale.

Sinner qualificato al terzo turno degli Australian Open 2026

Tutto facile per Jannik Sinner, che avanza al terzo turno degli Australian Open 2026. L’altoatesino e numero due del ranking Atp ha infatti eliminato agevolmente il padrone di casa James Duckworth in poco meno di due ore con il punteggio di 6-1, 6-4, 6-2. Primo set in totale controllo per l’azzurro che, dopo aver allungato già con un break nel quarto gioco, ha strappato nuovamente la battuta subito dopo chiudendo al primo set point a disposizione. Più in equilibrio il secondo parziale, in cui Sinner ha dovuto anche annullare palla break nel secondo gioco prima di piazzare la zampata decisiva con il break del 4-3. L’australiano affonda poi completamente in apertura di terzo con ben due servizi ceduti all’azzurro che, salito 4-0, chiude senza problemi per 6-2. Ora affronterà l’americano Eliot Spizzirri, 85esimo del ranking, che al debutto ha eliminato il brasiliano Joao Fonseca.

Il commento di Jannik Sinner: «Contento della prestazione»

«Ogni match è molto difficile, sono molto contento di essere al prossimo turno», ha spiegato Sinner alla fine della partita. «Oggi ho servito e risposto bene, sono felice della mia prestazione. So che Duckworth ha avuto tanti problemi fisici, è bello rivederlo qui ad alti livelli e gli auguro il meglio per il prosieguo della stagione». Parlando delle sue condizioni fisiche, l’altoatesino ha detto di sentirsi «davvero bene» sia per quanto riguarda il corpo sia la mente. «Non c’è modo di iniziare meglio la stagione, soprattutto in un torneo così speciale per me», ha proseguito. «Prepariamo le partite nel modo migliore possibile: sempre proviamo a spingere e mettere qualcosa in più. Devo migliorare sulla palla corta di rovescio. Chi ha la migliore palla corta? Certamente Alcaraz». Poi un accenno al suo prossimo avversario: «Spizzirri? Il suo è un tennis aggressivo e serve bene, sarà la prima volta con lui».

Caos nel curling, Romei esclusa dalle Olimpiadi: il dt Mariani convoca sua figlia

Inizia con un caso l’esperienza della Nazionale azzurra di curling femminile alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. A due settimane dal via dei Giochi invernali, il direttore tecnico della disciplina Marco Mariani, in carica da giugno 2024, ha escluso dalle convocazioni Angela Romei, 28enne con sei partecipazioni ai Mondiali e ben nove agli Europei, sostituendola con una debuttante di 19 anni, sua figlia Rebecca. Immediata la reazione della stessa veterana azzurra, che in un’intervista a La Stampa si è detta «distrutta» parlando di «un’ingiustizia per tutto il movimento». La Federazione invece ha fatto muro attorno al responsabile, parlando di una «scelta esclusivamente di natura tecnica».

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Olimpiadi 2026, il caso nel curling: l’accusa di Romei e la difesa della Federazione

Ad accendere la miccia è stata la stessa Angela Romei in un’intervista al quotidiano torinese. «Sono distrutta e il mio dispiacere è soprattutto per le modalità e le tempistiche con cui è avvenuto tutto», ha raccontato l’atleta. «Il direttore tecnico me lo ha comunicato pochi giorni fa, con una telefonata avvenuta subito dopo l’ultimo raduno, limitandosi a dirmi che era una sua decisione. Sua figlia ha zero manifestazioni internazionali con la nazionale senior, speravo fosse un errore o un brutto sogno ma è tutto vero. Avremmo potuto parlarne di persona, mi sarei aspettata almeno una discussione fondata su dati e risultati». Parlando di «un’ingiustizia nei confronti del lavoro fatto in questi anni e di tutto il movimento», Romei ha descritto l’accaduto come «l’antitesi di fair play e rapporti umani».

Caos nel curling, Romei esclusa dalle Olimpiadi: il dt Mariani convoca sua figlia
Angela Romei durante una gara (Ansa).

Immediata la smentita da parte della Federazione italiana sport del ghiaccio, che ha parlato in una nota stampa di una «scelta fatta di concerto con gli allenatori delle singole nazionali squisitamente di natura tecnica». Sempre secondo la Federghiaccio, «Rebecca Mariani nel ruolo di riserva possiede caratteristiche di gioco che le consentono di occupare tutti e quattro i ruoli in squadra a differenza di Romei che ne ha sempre occupato uno soltanto e un secondo in appena due occasioni». Parlando al portale IlNordEst.it, Mariani ha aggiunto di aver previsto che la sua decisione avrebbe generato polemiche: «Allo stesso tempo non vedo quale sia il motivo per cui Rebecca debba essere discriminata solo perché è mia figlia: non ho visto nessuno mettere in discussione i meriti tecnici».

Australian Open 2026, Musetti e Darderi al terzo turno: i risultati degli italiani

Nottata agrodolce per gli azzurri agli Australian Open. Bene Lorenzo Musetti, che si è aggiudicato il derby con Lorenzo Sonego, raggiungendo il terzo turno del primo slam stagionale – massimo risultato a Melbourne – per il secondo anno di fila. Si è qualificato anche Luciano Darderi, che ha eliminato in quattro set l’argentino Sebastian Baez. Si è infranto invece su Novak Djokovic il sogno di Francesco Maestrelli, alla prima partecipazione in un major, nonostante un’ottima prestazione contro il 10 volte vincitore del torneo. Alle 9 tocca a Jannik Sinner, opposto all’australiano James Duckworth. Tutte le partite sono visibili in diretta sui canali Eurosport, disponibili su Dazn, HBO Max, Discovery+ e Prime Video Channels.

Australian Open 2026, le vittorie di Musetti e Darderi

A pochi mesi dalla sconfitta sul cemento indoor di Parigi, Musetti si è preso la rivincita contro l’amico e rivale Sonego conquistando il pass per il terzo turno degli Australian Open 2026. Il carrarino si è imposto sul torinese dopo quasi tre ore di gioco con il punteggio di 6-3, 6-3, 6-4 giocando un match convincente soprattutto in risposta, tanto da ottenere ben 23 palle break e convertendone sei. Non altrettanto bene invece Sonego, che ha terminato la partite con 61 errori non forzati e sei doppi falli. Per Musetti, che prosegue il suo trend positivo nei derby dove ha un bilancio di 15-6 a livello Atp e 5-1 negli Slam (l’unica sconfitta con Sinner agli US Open 2025), attende ora uno fra Thomas Machac e Stefanos Tsitsipas: l’obiettivo è superare per la prima volta in carriera il terzo turno in Australia.

Australian Open 2026, Musetti e Darderi al terzo turno: i risultati degli italiani
Lorenzo Sonego agli Australian Open 2026 (Ansa).

Vittoria in quattro set invece per Darderi, che ha eliminato il numero 36 del mondo argentino Baez con il punteggio di 6-3, 1-6, 6-4, 6-3 in quasi due ore e mezza. Dopo un inizio complicato, in cui si è quasi trovato sotto 3-0, l’azzurro ha cambiato passo e recuperato il break di svantaggio prima di piazzare l’allungo decisivo e far suo il parziale in 43 minuti. Dopo un secondo set dominato da Baez, il terzo si è protratto in equilibrio fino alle sue battute finali quando Darderi, pur avendo perso la propria battuta al momento di chiudere, ha sfruttato nel gioco successivo un doppio fallo del suo avversario. Sotto di un break anche nel quarto, Darderi ha recuperato subito prima di salire anche 4-2 e non concedere più nulla all’argentino. Al terzo turno sfiderà il russo Karen Khachanov.

Troppo Djokovic per Maestrelli: la cronaca del match

Si è chiuso al secondo turno invece il primo Slam della carriera di Francesco Maestrelli. A vincere è stato infatti il 10 volte campione degli Australian Open Novak Djokovic, che si è imposto in poco più di due ore con il punteggio di 6-3, 6-2, 6-2. Per il serbo è la 101esima vittoria a Melbourne e sarà la 18esima volta al terzo turno, dove troverà l’olandese Botic Van de Zandschulp. Buon approccio alla partita per Maestrelli, che pur avendo perso la battuta in apertura è rimasto attaccato al serbo fino al 6-3 finale, raggiunto dall’ex numero uno del mondo dopo 47 minuti. Simile l’andamento anche del secondo parziale, dove tuttavia l’azzurro ha anche avuto due palle per ristabilire la parità, entrambe annullate da Djokovic.

Australian Open 2026, Musetti e Darderi al terzo turno: i risultati degli italiani
Novak Djokovic dopo la vittoria su Maestrelli agli Australian Open 2026 (Ansa).

Alle 9 tocca a Sinner contro l’australiano Duckworth

Ultimo azzurro in campo oggi sarà Jannik Sinner, opposto all’australiano James Duckworth. Il numero due del mondo è atteso verosimilmente dalla prima vera partita di questo torneo, dopo che all’esordio aveva approfittato del malessere di Hugo Gaston per avanzare agevolmente dopo appena due set dominati. In caso di passaggio del turno, per Sinner ci sarà l’americano Eliot Spizzirri, 85esimo del ranking, che ha battuto il cinese Wu Yibing e che al debutto aveva eliminato il giovane talento brasiliano Joao Fonseca.

Australian Open 2026, Musetti e Darderi al terzo turno: i risultati degli italiani
Jannik Sinner agli Australian Open 2026 (Ansa).

America’s Cup 2027 a Napoli, quali team parteciperanno

Inizia il conto alla rovescia per l’America’s Cup 2027, 38esima edizione della massima competizione di vela al mondo, che per la prima volta si svolgerà in Italia. I maestri del mare si sfideranno infatti a partire dal 10 luglio nelle acque di Napoli: antipasto in programma invece a Cagliari già quest’anno, dal 21 al 24 maggio 2026, con le Regate Preliminari. La nuova edizione del torneo rappresenta anche una cesura con il passato grazie all’inserimento di importanti novità, tra cui l’organizzazione non più in mano al solo Defender, ossia il campione in carica, ma condivisa da cinque team che si divideranno onori e oneri del torneo e che sono, per ora, i soli iscritti. Mancano gli Stati Uniti dopo la rinuncia di American Magic, ma le iscrizioni saranno aperte fino al 31 dicembre.

America’s Cup 2027, i team che parteciperanno al torneo

America’s Cup 2027 a Napoli, quali team parteciperanno
I team partecipanti all’America’s Cup 2027 (Ansa).

Tra i presenti all’America’s Cup ovviamente non potranno mancare i campioni in carica, quel Team New Zealand sulle ultime tre edizioni della competizione, battendo nel 2021 in finale l’italiana Luna Rossa. Presente anche la compagine britannica, che ha presentato GB1, nuovo nome e identità del team Athena Racing del Royal Yacht Squadron Racing. Al timone, per la seconda Coppa America della carriera, tornerà Dylan Fletcher, oro olimpico e attuale campione di SailGP. Team principal sarà però come sempre Sir Ben Ainslie, quattro volte medaglia d’oro ai Giochi a cinque cerchi nonché leggenda della vela internazionale. A rappresentare l’Italia sarà invece ancora una volta Luna Rossa. «A Napoli sarà qualcosa di unico», ha spiegato il Ceo Max Sirena. «È fondamentale che tutta Napoli faccia il tifo per Luna Rossa. Abbiamo in mente di venire qua in primavera per prendere confidenza prima di tornare definitivamente per le regate».

America’s Cup 2027 a Napoli, quali team parteciperanno
Luna Rossa in azione all’America’s Cup 2024 (Imagoeconomica).

A Napoli arriveranno anche gli elvetici di Tudor Alinghi Team, unici senza sbocco sul mare ad aver vinto l’America’s Cup (nel 2003 e nell’edizione successiva, sempre contro i neozelandesi). Infine sarà in acqua anche la francese K-Challenge, che in Italia spera di costruire il proprio futuro. Per adesso, come detto, non si è iscritto alcun team degli Stati Uniti. Dopo la rinuncia di American Magic, che lo scorso ottobre ha comunicato che non avrebbe preso parte alla manifestazione. Ciò non implica però che la bandiera a stelle e strisce non sventolerà sul Golfo di Napoli: le iscrizioni chiuderanno infatti il 31 dicembre e potrebbe salire in corsa Riptide Racing, qualora dovesse raccogliere in tempo tutti i finanziamenti necessari. È una corsa contro il tempo, ma non è ancora detta l’ultima parola. Restano da definire gli equipaggi, con l’obbligo per la prima volta di una donna a bordo.

America’s Cup a Napoli, svelata la data di inizio: quando comincia

L’America’s Cup 2027, 38esima edizione e prima in Italia nella storia, scatterà nelle acque del Golfo di Napoli il 10 luglio. La più importante competizione internazionale di vela è stata presentata al Teatro di Corte di Palazzo Reale, nel capoluogo campano, da Grant Dalton, leader dei detentori della coppa Team New Zealand, alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi e del ministro dello Sport Andrea Abodi. «I team stanno pensando di venire qui ad aprile», ha anticipato il Ceo dei Kiwi. La corsa verso il trofeo delle Cento Ghinee scatterà tuttavia già quest’anno con le Regate Preliminari del 21-24 maggio a Cagliari, antipasto della finale per il titolo di Napoli 2027. Cinque i team iscritti: Emirates Team New Zealand, campioni in carica, i britannici di GB1 (ex Athena Racing), l’italiana Luna Rossa, la svizzera Alinghi e la francese K-Challenge.

America’s Cup 2027, le nuove regole della competizione velistica

America’s Cup a Napoli, svelata la data di inizio: quando comincia
Grant Dalton, Ceo di Team New Zealand (Imagoeconomica).

La 38esima edizione dell’America’s Cup porta con sé anche una ventata di novità. Innanzitutto una nuova formula, più democratica, della competizione: d’ora in poi non sarà più il solo detentore della coppa a dettare le regole, ma un gruppo di lavoro formato da membri di tutti i cinque team fondatori. Siglata infatti l’America’s Cup Partnership, documento di 800 pagine firmato dal defender Emirates Team New Zealand e dai challenger GB1, Luna Rossa, Tudor Team Alinghi e K-Challenge. Novità anche per quanto riguarda la cadenza: non sarà più triennale o quadriennale, come fino a Barcellona 2024, ma biennale. Previste la condivisione dei ricavi oltre che misure di controllo dei costi per dare vita a una sfida equilibrata e un campo di gara più livellato. Spazio anche per le pari opportunità: ogni equipaggio dovrà avere almeno una donna a bordo: per Luna Rossa si fa il nome di Margherita Porro.

Le parole del ministro Abodi e del sindaco di Napoli Manfredi

America’s Cup a Napoli, svelata la data di inizio: quando comincia
La presentazione dell’America’s Cup a Napoli (Ansa).

Alla presentazione dell’America’s Cup 2027 era presente anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha sottolineato l’importanza e la centralità dell’area di Bagnoli, che ospiterà le basi e gli hangar dei team. «Siamo semplicemente alla conferma di un impegno assunto e nell’ambito di un percorso che quasi ogni giorno ha delle cose da raccontare», ha dichiarato al Teatro di Corte. «Ci sono più cantieri aperti, quello di Bagnoli è il più affascinante, c’è un cantiere organizzativo che è molto strutturato, di cui si vedranno sempre di più strada facendo i contorni e che farà della città un teatro naturale».

Presente anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che si è detto orgoglioso di guidare la prima città italiana che ospiterà le finali della Coppa: «È un’occasione unica di crescita e di opportunità di lavoro, quindi veramente una grande sfida. Sono convinto che la città nella sua interezza sarà in grado di cogliere questa grande opportunità. I lavori stanno procedendo con grande regolarità, rispetteremo i tempi. Un voto? Siamo oltre la sufficienza. Si assisterà dal lungomare, ma faremo in modo che tutti possano partecipare all’evento, dalle scuole alle comunità delle isole».

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Jacobs torna ad allenarsi con Camossi

Marcell Jacobs tornerà ad allenarsi con Paolo Camossi, il tecnico con cui aveva conquistato i due ori alle Olimpiadi di Tokyo 2021 nei 100 metri e nella 4×100, prima della separazione avvenuta a settembre del 2023. Lo ha annunciato Stefano Mei, presidente della Fidal: «Jacobs è un patrimonio dello sport azzurro, ha ritrovato le motivazioni e può dare ancora tantissimo in pista, da qui alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, passando per gli Europei di Birmingham in agosto. Camossi è un tecnico professionale e preparato, la sua storia parla per sé: con Marcell ha scritto pagine memorabili e sono convinto che questo riavvicinamento possa regalarci nuove soddisfazioni».

Jacobs: «Possiamo scrivere altre grandi pagine dello sport italiano»

Termina così la collaborazione tra Jacobs e il tecnico americano Rana Reider, allenatore per il quale il velocista azzurro aveva deciso di trasferirsi in Florida. Assieme a Camossi, oltre ai due ori olimpici Jacobs ha vinto anche l’oro nei 100 m agli Europei di Monaco nel 2022, il titolo mondiale sui 60 indoor a Belgrado nel 2022 e quello europeo a Torun 2021, oltre all’argento mondiale nella 4×100 a Budapest nel 2023. Sono poi arrivate pure le dichiarazioni di Jacobs: «Insieme abbiamo scritto una grande pagina dello sport italiano, insieme crediamo di poterne scrivere altre. Il percorso di ognuno è fatto di cadute e risalite: esperienze che non devono abbattere, ma aiutare a rinascere».

Jacobs torna ad allenarsi con Camossi
Marcell Jacobs (Ansa).

Olimpiadi, la Giamaica qualificata nel bob: «Servono soldi, aiutateci»

Lo hanno fatto di nuovo. La Nazionale di bob a quattro della Giamaica si è qualificata ufficialmente alle Olimpiadi per la nona volta della sua storia. Con un breve post sui social, la Federazione ha infatti comunicato che Andrae Dacres, Junior Harris,Joel Fearon e Tyquendo Tracey saranno ai Giochi al via il prossimo 6 febbraio. Non sarà tuttavia semplice e occorreranno aiuti economici: per questo motivo è stata lanciata una raccolta fondi. «Ce l’abbiamo fatta», si legge nel messaggio affidato ai social. «Ci siamo ufficialmente qualificati per le Olimpiadi! Ora ci rivolgiamo ai nostri fantastici sostenitori, voi, per aiutarci a superare un ostacolo finanziario. La vostra generosità coprirà le spese di viaggio essenziali e l’acquisto di attrezzature di alta qualità». Il sogno giamaicano è iniziato. Da Calgary 1988 a oggi, il Paese tropicale ha mancato solamente un’edizione, quella italiana di Torino 2006.

Giamaica alle Olimpiadi, un progetto che ha ispirato anche la Disney

L’incredibile storia della Giamaica alle Olimpiadi invernali iniziò negli Anni 80 quando George Fitch, addetto commerciale dell’ambasciata americana di Kingston e appassionato di sport, si convinse che gli atleti locali, se preparati a dovere, avrebbero potuto competere in qualsiasi disciplina, anche quelle apparentemente più distanti da loro come quelle invernali. Si scelse il bob: il resto è storia. Il progetto avrebbe ispirato anche il cinema: nel 1997 la Disney realizzò infatti Cool Runnings, uscito in Italia con il titolo di Quattro sottozero, per la regia di Jon Turtletaub (Il mistero dei templari). Ispirato alla vera storia della nazionale giamaicana, racconta in maniera romanzata la preparazione verso le Olimpiadi fino alla qualificazione.

Gigante di Kronplatz, vince ancora Scheib: splendida Brignone al rientro

Federica Brignone torna a ruggire. Rientrata 10 mesi dopo il terribile infortunio agli Assoluti in Val di Fassa, la 35enne valdostana ha dato nuovamente prova della sua infinita classe. Settima al termine della prima manche del Gigante di Kronplatz, ha chiuso la seconda addirittura con un meraviglioso sesto posto che ha il gusto di una vittoria. La Tigre di La Salle, rientrata in Coppa del Mondo 292 giorni dopo l’ultima volta, ha chiuso a 1,23 secondi dall’austriaca Julia Scheib, al quarto successo stagionale e sempre più leader di specialità nonché favorita per la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Secondo posto per la svizzera Camille Rast, terza la svedese Sara Hector – campionessa olimpica – che aveva chiuso in testa la prima manche. Ai piedi del podio Mikaela Shiffrin, staccata di 86 centesimi. Ottima prova anche per Lara Della Mea, che si è classificata decima.

Gigante di Kronplatz, vince ancora Scheib: splendida Brignone al rientro
Julia Scheib nel Gigante di Kronplatz (Ansa).