Lmdv Capital acquisirà la maggioranza di Editoriale Nazionale

Lmdv Capital, la società di investimento di Leonardo Maria Del Vecchio, ha messo sul tavolo un’offerta vincolante per entrare con una quota di maggioranza in En – Editoriale Nazionale, la società che edita Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e Qn. Il consiglio di amministrazione di Monrif, attuale azionista di controllo del gruppo editoriale, ha approvato l’avvio della formalizzazione dell’operazione.
I dettagli economici non sono stati comunicati e non è stata indicata la percentuale esatta che verrà acquisita. Secondo Il Sole 24 Ore, però, la partecipazione dovrebbe essere intorno all’80 per cento, un livello che consentirebbe a Del Vecchio di assumere il controllo di Editoriale Nazionale.

Del Vecchio: «L’operazione rientra in un progetto industriale di lungo periodo»

Resta quindi aperta la partita sulla futura composizione dell’azionariato e su quali soci decideranno di cedere le proprie quote. L’acquisizione si inserisce in una fase di crescente attivismo nei media: di recente Del Vecchio ha infatti avviato Lmdv Media, una società dedicata agli investimenti editoriali, separata dalle altre attività finanziarie della famiglia. Del Vecchio ha spiegato che «l’operazione rientra in un progetto industriale di lungo periodo che riconosce all’editoria un ruolo centrale per il Paese», aggiungendo di credere «nel valore dell’informazione di qualità e nell’autonomia delle redazioni». Ha inoltre chiarito che l’obiettivo è «investire con capitale paziente, mettendo tecnologia e competenze al servizio del lavoro giornalistico», con l’intenzione di avviare un confronto con redazioni e comitati una volta completati i passaggi formali. Dal gruppo Monrif, il presidente Andrea Riffeser Monti ha definito l’accordo «un rafforzamento del futuro di un’informazione libera e responsabile».

Fassa Bortolo, Alessandro Trivillin nuovo ceo e presidente

Fassa Bortolo, azienda leader nel settore dei materiali per l’edilizia, ha annunciato la nomina di Alessandro Trivillin a presidente e amministratore delegato del gruppo. Il manager, già ceo di Snaidero, continuerà a guidare ad interim la società produttrice di mobili e cucine.

Chi è Alessandro Trivillin

Nel corso della sua trentennale carriera Trivillin è stato amministratore delegato di Acciaierie Bertoli Safau, divisione steelmaking del gruppo Danieli, di cui poi successivamente ha assunto la guida. In seguito è stato ceo di Calvi Holding, specializzata nella produzione di profili speciali in acciaio trafilati a freddo, e – come detto – di Snaidero. Per Trivillin si tratta di un ritorno in Fassa Bortolo: dal 1995 al 2008 era infatti stato responsabile amministrativo dell’azienda.

Marco Giudici Ceo ad interim di Lidl US

Avvicendamento ai vertici di Lidl US. Joel Rampoldt, Chief Executive Officer dal 2023, ha lasciato il suo incarico per passare a un ruolo di consulenza sempre all’interno della società. Al suo posto, ad interim è stato nominato Marco Giudici, attuale Chief Customer Officer nonché già amministratore delegato di Lidl Romania. Il cambio di leadership arriva in un momento delicato per il discounter di origine tedesca, che si trova ad affrontare diversi ostacoli per affermarsi sul mercato americano dove dominano player come Aldi e Walmart. Sotto la gestione Rampoldt, Lidl US aveva infatti intrapreso diverse iniziative per rafforzare il posizionamento, tra cui un rebranding e l’introduzione di una label per la carne fresca. Nominato anche il primo Chief Commercial Officer per il ramo statunitense.

Marco Giudici Ceo ad interim di Lidl US
Joel Rampoldt (da LinkedIn).

Sergio Marullo di Condojanni nuovo ceo di Angelini Pharma

Angelini Pharma ha annunciato la nomina di Sergio Marullo di Condojanni come nuovo amministratore delegato. Il manager dal 2020 ricopre la carica di ceo di Angelini Industries dal 2020: continuerà a svolgere tale ruolo, assumendo contestualmente la guida della divisione farmaceutica della multinazionale italiana, attiva nei settori della salute, della tecnologia industriale e del largo consumo. Jacopo Andreose, che ha guidato Angelini Pharma fino alla fine del 2025, entrerà a far parte del cda di Angelini Holding e diventerà senior advisor del cda di Angelini Pharma.

Davos 2026, Acea alla guida dell’alleanza per l’acqua

Anche nel 2026 il Gruppo Acea, primo operatore idrico italiano e secondo in Europa con 10 milioni di utenti serviti e 10 milioni all’estero, ha partecipato al World Economic Forum in scena a Davos, in Svizzera. Il Gruppo, che continua ad avere al centro dell’agenda la tutela e la valorizzazione dell’acqua, è stato presente per il terzo anno consecutivo con l’amministratore delegato Fabrizio Palermo, che è intervenuto in diversi panel e ha incontrato aziende e istituzioni, a partire dalla commissaria europea all’Ambiente, resilienza idrica ed economia circolare Jessika Roswall. In dettaglio, lunedì 19 gennaio Palermo è intervenuto nella tavola rotonda Ceo alliance on nature meeting in cui ha posto l’accento sulla necessità, per i Paesi, di prestare sempre più attenzione alle strategie di resilienza idrica. Martedì 20, invece, nel panel Resilient infrastructure for growth ha sottolineato come l’acqua sia un driver essenziale per lo sviluppo sociale e la crescita economica. Mercoledì 20, infine, ha incontrato Roswall e, dopo aver preso parte al meeting dell’Alliance of ceo climate leaders, ha presentato il report del World economic forum sullo stato delle risorse idriche realizzato in collaborazione con Acea e l’Università di Cambridge dal titolo Bridging the €6.5 trillion water infrastructure gap.

Necessario colmare entro il 2040 un divario di 6,5 mila miliardi

Il paper fa il punto sulla situazione del settore nel mondo e dimostra come le infrastrutture idriche siano al centro della crescita economica globale e della resilienza climatica. Dallo studio emerge quanto sia necessaria un’azione coordinata tra governi, industria e finanza per colmare entro il 2040 un divario a livello globale di 6,5 mila miliardi di euro nelle infrastrutture idriche che potrebbe generare 8,4 mila miliardi di euro di Pil aggiuntivo e sostenere oltre 206 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, equivalenti a 14 milioni di posti di lavoro ogni anno. Per garantire a tutti sistemi di approvvigionamento idrico e servizi igienico-sanitari equi, resilienti, sostenibili e tecnologicamente avanzati, la spesa globale dovrà raddoppiare entro il 2040. Per quanto riguarda l’Europa è stato stimato vi sia un fabbisogno di investimenti superiore a 1,7 mila miliardi di euro, equivalente a un gap di circa 695 miliardi rispetto agli attuali livelli di spesa, determinato principalmente dalla necessità di modernizzare infrastrutture idriche obsolete, nonché di potenziare e adeguare gli impianti di trattamento delle acque reflue. Quattro, secondo il paper, le direttrici su cui direzionare gli investimenti: l’accesso equo all’acqua potabile, la resilienza delle infrastrutture, la circolarità – ovvero il riuso – e infine l’innovazione.

Palermo a capo della Water industry istituita al Wef

L’obiettivo del Gruppo è quello di porsi come leader della transizione idrica non solo al livello nazionale ma anche europeo. Negli ultimi anni Acea si sta impegnando nell’aumentare la consapevolezza sull’importanza e sulla scarsità della risorsa idrica per costruire una cultura della tutela dell’acqua. Nella precedente edizione dell’annual meeting del Wef, Fabrizio Palermo ha introdotto per la prima volta il tema di «regia unica per la gestione dell’acqua», mentre con le proposte di cambiamento nel paper di giugno Strategia europea per la resilienza idrica, Acea ha contribuito a definire la Water resilience strategy della Commissione Europea. E per attuare tale strategia la Bei ha lanciato il Programma per la resilienza idrica, con oltre 40 miliardi di euro di investimenti previsti tra il 2025 e il 2027. L’obiettivo è mobilitare capitali privati e rafforzare gli investimenti in desalinizzazione, riuso delle acque reflue, controllo dell’inquinamento e soluzioni basate sulla natura. Infine, presso il World economic forum, è stata istituita la Water industry, che l’ad Palermo presiede. Si tratta di una community settoriale dedicata all’acqua, che riunisce allo stesso tavolo imprese e stakeholder pronti a dialogare e a definire una strategia comune per la tutela e la valorizzazione di questa preziosa risorsa.

Paola Nannelli è la nuova Ceo di Pulse Advertising

Pulse Advertising ha scelto Paola Nannelli come nuova Ceo global. È la prima italiana a essere nominata nel ruolo di amministratore delegato dell’azienda specializzata in social media e influencer marketing. Nannelli, tra l’altro, succede ai co-founder Chris Kastenholz e Lara Daniel, che continueranno a sostenere la direzione strategica dell’azienda in qualità di azionisti. Pulse oggi vanta oltre 125 professionisti in 11 Paesi in tutto il mondo. Nel 2025 ha collaborato con colossi del calibro di Apple, BlackRock, Nestlé ed Estée Lauder. La nuova Ceo ha precedentemente guidato il mercato italiano della società, prima di assumere il ruolo di Chief Sales Officer Global. Tra le precedenti collaborazioni anche quelle con Cheil Worldwide, Havas Worldwide Digital e J. Walter Thompson. Inoltre Nannelli è la fondatrice dell’Osservatorio InSIdE sui trend dei social media e ideatrice della ricerca internazionale “Made in Italy in social media age”, condotta in collaborazione con Eumetra.

Autostrade, il casello di Venezia Nord diventa porta tricolore delle Olimpiadi

La rete di Autostrade per l’Italia diventa parte integrante dello scenario olimpico e paralimpico Invernale, tingendosi di tricolore. Da mercoledì 21 gennaio 2026, la stazione di pedaggio di Venezia Nord, porta d’accesso verso le sedi delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, sarà dotata di installazioni luminose permanenti ispirate al tricolore italiano. L’iniziativa, che nei giorni successivi interesserà anche le stazioni di Belluno sulla A27, Arcoveggio sulla A13 e i principali ingressi autostradali di Milano (Sud, Est e Nord), segna l’avvio delle attività del Gruppo per i Giochi. L’obiettivo è trasformare l’infrastruttura autostradale in uno spazio di partecipazione all’evento, accogliendo atleti e visitatori diretti verso i poli di gara. L’illuminazione resterà attiva per l’intera durata della manifestazione. L’impegno della società riguarda anche l’identità visiva aziendale. I loghi ufficiali di Milano Cortina 2026 sono esposti nelle sedi del Gruppo e integrati nei touchpoint digitali, inclusi il sito istituzionale e i canali social.

Autostrade, il casello di Venezia Nord diventa porta tricolore delle Olimpiadi
Autostrade, il casello di Venezia Nord diventa porta tricolore delle Olimpiadi

Salomon, Heikki Salonen nuovo Direttore creativo

Salomon ha nominato Heikki Salonen nuovo Direttore creativo. Il finlandese, designer che vanta una lunga esperienza in Diesel e che recentemente è stato alla guida di MM6 Maison Margiela, guiderà lo sviluppo del brand. La società rappresenta un marchio storico specializzato nelle attrezzature sportive da montagna. Con lui Salonen, che pratica discipline come kayak ed escursionismo, porterà Laura Herbst. Anche lei ha lavorato a progetti per MM6 Maison Margiela e più recentemente per Céline.

Evolution Group, la macchina degli infoprodotti che sta cambiando il mercato dei creator in Italia

Lettera43 ha scelto di raccontare Evolution Group perché oggi, nel mercato degli infoprodotti, rappresenta uno dei casi più solidi e rilevanti in Italia. Un gruppo da circa 20 milioni di euro di fatturato, quattro sedi nel nostro Paese e una a Madrid, MCN YouTube, partner dei principali editori nazionali e protagonista della crescita di alcuni tra i talent digitali più interessanti degli ultimi anni. Nel 2025 Evolution Group ha gestito otto creator nel mondo degli infoprodotti, sviluppando un fatturato complessivo di circa 500 mila euro. Ma il dato più interessante è un altro: tutti e otto hanno rinnovato per il 2026, dopo una crescita significativa di pubblico, engagement e ricavi. Ne parliamo con Antonella Lai, responsabile del progetto Infoprodotti di Evolution Group.

D: Antonella, partiamo dall’inizio: perché Evolution Group ha deciso di investire così tanto sugli infoprodotti?
R
: Perché rappresentano l’evoluzione naturale del lavoro dei creator. Dopo anni in cui il focus era solo sull’audience, oggi il vero tema è il valore. Gli infoprodotti permettono di trasformare competenze, autorevolezza e fiducia in un progetto imprenditoriale strutturato. Evolution Group ha deciso di entrarci con lo stesso approccio con cui lavora da anni: industriale, strategico e orientato ai risultati.

Il mercato degli infoprodotti è affollato e spesso poco credibile. Cosa vi distingue?
La selezione e il metodo. Non lavoriamo con chiunque. Scegliamo solo talent che hanno reali competenze, una community sana e una visione di lungo periodo. E soprattutto costruiamo prodotti veri, non scorciatoie. È questo che fa la differenza tra chi incassa una volta e chi cresce davvero.

Nel 2025 avete gestito otto creator e mezzo milione di euro di fatturato. Che tipo di crescita hanno avuto?
Una crescita completa. Non parliamo solo di fatturato, ma di posizionamento, autorevolezza, qualità del pubblico e stabilità del business. Tutti e otto hanno aumentato engagement, reputazione e capacità di monetizzare in modo continuativo. Ed è il motivo per cui hanno scelto di rinnovare.

Fitness, crescita personale, psicologia, finanza, trading, lingue straniere: perché proprio questi settori?
Perché sono ambiti ad alta domanda e ad alto impatto, ma anche ad alto rischio se gestiti male. Qui servono competenze, compliance, comunicazione corretta. Un creator da solo spesso non ha gli strumenti per affrontare tutto questo senza errori.

Molti creator hanno paura di affidarsi a un’agenzia. Cosa risponde a chi teme strutture poco qualitative?
È una paura legittima. Il mercato è pieno di improvvisazione. Ma è proprio per questo che esistono realtà come Evolution Group. Un’azienda con 20 milioni di fatturato, sedi internazionali e partnership istituzionali non lavora sull’improvvisazione. Lavora su processi, dati e responsabilità.

Un’altra convinzione diffusa è: “Posso fare tutto da solo”. È davvero così?
Chi lo dice sottovaluta la complessità. Creare un infoprodotto di successo significa unire strategia, marketing, copywriting, tecnologia, customer care, advertising, legale e analisi dei dati. Un creator può essere bravissimo nel suo contenuto, ma non può gestire tutto da solo. E chi ci prova, spesso si ferma molto prima.

Qual è il valore concreto che Evolution Group porta a un creator?
Trasformiamo un’idea in un sistema che funziona. Dalla validazione del prodotto alla struttura di vendita, dalla comunicazione alla scalabilità. Il creator resta al centro, ma non è mai solo.

Essere MCN YouTube quanto incide in questo percorso?
«Moltissimo. Significa conoscere a fondo le piattaforme, le dinamiche di crescita e i modelli di monetizzazione. E significa poter integrare perfettamente contenuti, audience e prodotti digitali in un ecosistema coerente.

Che tipo di creator dovrebbe bussare alla porta di Evolution Group?
Chi vuole costruire qualcosa di serio. Non chi cerca il colpo veloce, ma chi ha una visione imprenditoriale e vuole crescere nel tempo, con metodo e credibilità.

Qual è l’errore più grande che vede fare oggi ai creator sugli infoprodotti?
Pensare che basti una community per vendere. Senza strategia, il pubblico si perde. E spesso anche la reputazione.

Se dovesse riassumere Evolution Group in una frase per un creator indeciso?
Se vuoi davvero avere successo, smetti di fare tutto da solo e inizia a lavorare come un’azienda. Evolution Group esiste per questo.

    Evolution Group oggi si candida come uno dei principali punti di riferimento per chi vuole trasformare il talento digitale in un progetto imprenditoriale solido. Nel mondo degli infoprodotti, il tempo dell’improvvisazione sembra finito.

    Alessandro Lazzaroni nuovo amministratore delegato di Sebeto

    Sebeto, società proprietaria del marchio Rossopomodoro, ha annunciato importanti cambiamenti ai vertici aziendali. Alessandro Lazzaroni è stato nominato amministratore delegato, mentre Nicola Saraceno – ceo dal 2022 di Rossopomodoro – ha assunto il ruolo di presidente esecutivo. Il riassetto arriva a pochi mesi dall’ingresso del Gruppo Spoon. Lazzaroni porta con sé un solido background nel food retail: a partire dal 2015 è stato infatti amministratore delegato delle divisioni italiane di Domino’s Pizza e Burger King e poi di Crazy Pizza, incarico che aveva assunto a giugno del 2022.

    Alessandro Lazzaroni nuovo amministratore delegato di Sebeto
    Nicola Saraceno (LinkedIn).

    Hannah Karp lascia la direzione di Billboard per Warner Music

    Hannah Karp lascia la direzione editoriale di Billboard dopo quasi 10 anni all’interno della rivista di musica fra le più riconosciute al mondo. La manager ha accettato infatti l’incarico di vicepresidente e responsabile delle comunicazioni per Warner Music Group, prendendo il posto di James Steven, passato in Universal. Nel nuovo ruolo, la cui nomina avrà effetto a partire dal 26 gennaio, Karp avrà le redini non solo delle comunicazioni, ma supervisionerà anche le iniziative filantropiche e gli eventi speciali di WMG. Riporterà al Chief Executive Officer Robert Kyncl, che l’ha accolta come una donna di «acuto istinto e approccio innovativo alla narrazione» che la rendono «una leader ideale». Al suo posto, Billboard ha promosso i redattori Leila Cobo e Jason Lipshutz condirettori dei contenuti.

    Chi è Hannah Karp, nuova Chief Communication Officer di Warner Music

    Formatasi alla Duke University, dove ha conseguito una laurea triennale in Economia, con un anno di studio al St. Stephen’s College di Delhi, Hannah Karp vanta anche un master alla Medill School of Journalism della Northwestern University. Prima di approdare in Billboard nel 2017, per 13 anni era stata reporter al Wall Street Journal, occupandosi dell’industria musicale e di numerosi altri temi, tra cui sport, viaggi ed economia trascorrendo periodi a Londra, Bruxelles e San Paolo. News Director di Billboard da maggio 2017 a dicembre 2018, per sette anni è stata direttrice dei contenuti con sede a New York.

    Roberto Bruzzone prossimo presidente di Msc Crociere

    A partire da luglio Roberto Bruzzone assumerà l’incarico di presidente di Msc Crociere. La nomina avviene in concomitanza con l’ambizioso piano industriale del gruppo controllato dalla famiglia Aponte, che prevede l’ampliamento della flotta da 23 a 35 navi entro il 2036. Avrà base professionale a Ginevra e riporterà all’amministratore delegato Gianni Onorato.

    Chi è Roberto Bruzzone

    Architetto e ingegnere navale con laurea a Genova e MBA presso la London Business School, Bruzzone vanta oltre due decenni di esperienza nel settore delle crociere, con incarichi di rilievo presso altri big delle vacanze a bordo: Carnival Corporation, Royal Caribbean, Silversea, Norwegian Cruise Line. Inoltre ha supervisionato le operazioni marine di Silversea, TUI Cruises e Hapag-Lloyd Cruises. A marzo del 2025 era stato nominato da Royal Caribbean al vertice del nuovo Marine Center of Excellence aperto nel Regno Unito, incarico poi lasciato l’estate successiva. Attualmente sta completando un master in International Hotel Management presso l’istituto Les Roches, in Svizzera.

    Pinterest, Lee Brown è il nuovo Chief Business Officer

    Importanti novità in Pinterest. La piattaforma social ha annunciato infatti l’ingresso di due dirigenti per ricoprire altrettante posizioni chiave in azienda. Lee Brown, veterano di DoorDash e Spotify, sarà il primo Chief Business Officer, ruolo di nuova creazione, mentre Claudine Cheever, ex di Amazon, subentrerà ad Andréa Mallard come Chief Marketing Officer. La conferma è arrivata tramite il Ceo Bill Ready con un post sul suo profilo LinkedIn. «È un momento importante per noi mentre facciamo crescere la nostra attività a livello globale», ha spiegato l’ad. «Lee è un leader aziendale affermato e dalla profonda esperienza nella leadership, mentre Claudine ha guidato il marketing del più grande rivenditore al mondo. Sono fiducioso che grazie a loro raggiungeremo importanti traguardi». Nel post, Ready ha anche ringraziato Bill Watkins, Chief Revenue Officer, che lascerà Pinterest dopo più di 10 anni.

    Chi sono Brown e Cheever, nuovi dirigenti nominati da Pinterest

    Formatosi in ingegneria alla Vanderbilt University di Nashville, nel Tennessee, Lee Brown arriva in Pinterest da DoorDash, azienda di consegna del cibo online, per cui era Chief Revenue Officer dall’agosto 2025. In precedenza, aveva trascorso sei anni in Spotify ricoprendo le cariche di Vicepresidente e di Head of Advertising. In carriera anche un passato in BuzzFeed, Tumblr e ben 11 anni in Yahoo!, dove ha lavorato dal 1999 al 2010. Per quanto riguarda invece Claudine Cheever, che in Pinterest sarà Cmo, ha studiato all’Università della Carolina del Nord e negli ultimi nove anni è stata in Amazon: entrata nel 2016 come Global GM Amazon Integrated Advertising, da febbraio 2021 era VP Global Brand and Marketing. Da giugno 2019 è anche membro del Board di Effie Worldwide, piattaforma americana che fornisce strumenti e formazione nel marketing.

    Pinterest, Lee Brown è il nuovo Chief Business Officer
    Claudine Cheever (da LinkedIn).

    Leo Rongone lascia Bottega Veneta: è il nuovo ceo di Moncler

    Importanti cambiamenti ai vertici del gruppo Moncler. Dal primo aprile l’amministratore delegato sarà Bartolomeo ‘Leo’ Rongone, che lascia il ruolo di ceo di Bottega Veneta, ricoperto negli ultimi sei anni. L’attuale amministratore delegato e presidente Remo Ruffini (che ha rilevato l’azienda nel 2003) sarà presidente esecutivo, mantenendo la direzione creativa. Moncler ha inoltre comunicato che Roberto Eggs, a partire da marzo lascerà l’incarico di Chief Business & Global Market Officer per intraprendere una nuova fase professionale.

    Leo Rongone lascia Bottega Veneta: è il nuovo ceo di Moncler
    Remo Ruffini (Imagoeconomica).

    Chi è Leo Rongone

    Rongone ha iniziato la carriera nel 2001 in Fendi, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità nelle aree della Business Intelligence, Supply Chain e Client Relationship Management. Dopo più di 10 anni nel gruppo LVMH, nel 2012 è approdato in Kering come Chief Operating Officer di Yves Saint Laurent con responsabilità per le aree Prodotto e Retail. Nel 2019 il passaggio a Bottega Veneta, di cui finora è stato amministratore delegato.

    Gedi, trattativa esclusiva con Sae per cedere La Stampa

    Gedi ha informato il direttore e il comitato di redazione del quotidiano La Stampa di aver avviato una trattativa in esclusiva con il gruppo Sae, riguardante la cessione della testata, gli asset collegati e le rotative. Del network di Sae, di cui è presidente e amministratore delegato l’editore Alberto Leonardis, fanno parte le testate La Provincia Pavese, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara. A pesare a favore di Sae, rispetto al concorrente Nem di Enrico Marchi (editore tra l’altro di Messaggero Veneto e Piccolo), ci sono state anche le garanzie offerte: il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi complessivi in crescita a 175,5 milioni di euro, di cui 45,5 registrati nel settore editoria e 130 in quello della comunicazione integrata. Inoltre Sae avrebbe anche aperto ai soggetti istituzionali piemontesi.

    Hyundai, Oscar Barlera nuovo responsabile Aftermarket in Europa

    Hyundai ha nominato Oscar Barlera nuovo Head of Aftermarket Department di Hyundai Motor Europe. Il manager da oltre 17 anni lavorava in Hyundai Italia. Dal 2021 ha ricoperto il ruolo di Responsabile del settore Post-Vendita. Adesso si trasferirà in Germania, alla sede centrale di Offenbach am Main. Da lì guiderà la divisione europea dedicata al post-vendita del marchio. Sul suo profilo LinkedIn ha scritto: «Sono profondamente grato a tutti i fantastici colleghi e amici che ho incontrato lungo il cammino e a Hyundai Italia per avermi dato l’opportunità di imparare, crescere e condividere questo percorso insieme. Non vedo l’ora di affrontare le nuove sfide e le nuove opportunità».

    Hearst Italia, cambi al vertice per Cosmopolitan e Marie Claire

    Hearst Italia annuncia un riassetto ai vertici di due dei suoi marchi editoriali di punta, Cosmopolitan e Marie Claire. Dal 2 febbraio 2026 Martina Mozzati assumerà la direzione di Cosmopolitan Italia, mentre Lavinia Farnese, che guida il magazine dal 2021, passerà al ruolo di direttrice editoriale e diventerà anche codirettrice di Marie Claire. Le nuove nomine accompagnano due numeri chiave — l’edizione di Cosmopolitan dedicata al Festival di Sanremo e la Fashion Issue di Marie Claire — segnando l’avvio di una fase di rinnovamento per entrambe le testate.

    Chi sono Martina Mozzati e Lavinia Farnese

    Classe 1995, laureata in Lettere Moderne con un master in Gestione del Patrimonio Culturale, Martina Mozzati è entrata in Cosmopolitan Italia nel 2021 come Responsabile Eventi e Progetti Speciali, contribuendo allo sviluppo di iniziative come Cosmopolitan a Sanremo, la presenza ai Pride di Roma e Milano, la partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia e numerose cover digitali. Nominata Brand Manager nel 2024 e Vice-direttrice l’anno successivo, diventa ora direttrice a 30 anni. Lavinia Farnese, con un percorso iniziato a La Repubblica e proseguito in Vanity Fair, ha guidato Cosmopolitan dal 2021 rafforzandone l’identità come brand integrato tra carta, digitale ed eventi, con una strategia orientata alla Gen Z. Nel 2024 è entrata nella squadra di Marie Claire come Vice-direttrice e Direttrice Digital ed Eventi.

    Hasbro nomina due nuovi membri nel Cda

    Hasbro ha nominato Doug Bowser e Carla Vernón come nuovi membri del proprio Consiglio di amministrazione. Una scelta non da poco per l’azienda leader nel settore del gioco e dell’intrattenimento. Basti pensare che il primo è ex presidente e Coo di Nintendo of America. Bowser è uno dei fautori del successo globale di Nintendo Switch e dell’espansione della società nel Sud America. Inoltre è stato in Electronic Arts e Procter & Gamble. Vernón, invece, attualmente è la Ceo di The Honest Company ed è stata vice president di Amazon oltre che president di General Mills. In quest’ultimo ruolo è tra le principali fautrici della crescita di brand come Cheerios e Nature Valley.

    Valentino, di chi è il marchio e chi controlla la maison

    La morte di Valentino Garavani, scomparso nella sua abitazione all’età di 93 anni, lascia un vuoto enorme nella moda italiana e internazionale. Il suo marchio, fondato a Roma nel 1960, rappresenta oggi un asset da miliardi di euro nonché un protagonista nel grande mercato del lusso globale. Dietro l’inconfondibile rosso e l’iconica V che campeggia sulle passerelle e sui capi di abbigliamento delle celebrità, tuttavia, non c’è più il suo ideatore ormai da anni. La maison è infatti passata più volte di mano negli ultimi decenni, andando dal controllo diretto del fondatore fino a quello degli investitori internazionali. Oggi è controllata dal qatariota Mayhoola for Investments, mentre il colosso francese Kering (che gestisce anche Gucci e Bottega Veneta, tra le altre) dal 2023 detiene una partecipazione di minoranza del 30 per cento. Quota che potrebbe salire al 100 per cento entro pochi anni.

    La storia di Valentino e i diversi passaggi di mano fino a oggi

    Valentino, di chi è il marchio e chi controlla la maison
    Lo stilista Valentino negli Anni 90 (Imagoeconomica).

    La storia della maison Valentino ha inizio nel 1960, quando l’omonimo stilista fondò un marchio che fosse a sua immagine, con un’idea di eleganza e di stile che coincidessero con l’alta moda italiana. Il primo passaggio di mano è arrivato tuttavia già alla fine degli Anni 90, quando nel 1998 entrò il gruppo Hdp, la finanziaria della famiglia Romiti partecipata anche da Gianni Agnelli, per una cifra che si aggirò attorno ai 500 miliardi di lire. Appena quattro anni dopo, nel 2002, un altro passaggio di testimone, stavolta al gruppo Marzotto, storico nome del settore tessile nel nostro Paese, per circa 240 milioni di euro: un’operazione mirata al raggiungimento e alla formazione di un polo nazionale del lusso. Il progetto durò tuttavia poco, dato che nel 2007 il fondo Permira acquisì la maggioranza, portando Valentino fuori da Piazza Affari.

    Valentino, di chi è il marchio e chi controlla la maison
    Lo stilista Valentino (Imagoeconomica).

    La svolta arrivò invece nel 2012, quando il qatariota Mayhoola for Investments rilevò l’intero gruppo per un valore di circa 700-720 milioni di euro, includendo anche la licenza di M Missoni. Oggi ha in mano ancora il 70 per cento del capitale, dato che dall’estate 2023 il restante 30 per cento è gestito dal colosso francese del lusso Kering, che lo acquisì per 1,7 miliardi di euro in un’operazione che valutò l’intera maison 5,6 miliardi. Una quota che tuttavia potrebbe salire fino all’intero pacchetto entro il 2028 oppure il 2029.

    Chi è il direttore creativo della maison

    Valentino, di chi è il marchio e chi controlla la maison
    Alessandro Michele, direttore creativo di Valentino (Ansa)

    Valentino aveva lasciato anche la direzione creativa da diverso tempo. Lo stilista infatti aveva deciso di fare un passo indietro nel 2007, dopo aver già progressivamente ceduto il controllo dell’azienda. Negli anni si sono succeduti alla guida del brand alcuni grandi protagonisti della moda e del fashion italiani, da Maria Grazia Chiuri a Pierpaolo Piccioli fino ad Alessandro Michele, direttore creativo unico dal 2024. Quanto alla questione operativa, dall’agosto 2025 Riccardo Bellini è amministratore delegato. Con più di 1.600 impiegati, Valentino ha registrato nel 2024 un fatturato superiore agli 1,3 miliardi di euro.

    Netflix rivede i termini dell’offerta per Warner Bros: sarà interamente in contanti

    Netflix ha rivisto i termini dell’operazione su Warner Bros trasformando l’offerta in un pagamento interamente in contanti, una modifica approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione del gruppo media. La proposta valuta ogni azione Warner 27,75 dollari e mantiene invariato il valore complessivo rispetto alla precedente struttura mista di cash e titoli. L’operazione attribuisce a Warner Bros un enterprise value di circa 82,7 miliardi di dollari, debito compreso, mentre il valore dell’offerta è stimato in 72 miliardi. Secondo Netflix, la scelta del cash-only consente di garantire maggiore certezza agli azionisti, eliminando l’esposizione alla volatilità dei mercati finanziari e favorendo un’accelerazione dell’iter autorizzativo, con l’obiettivo di arrivare al completamento entro il 2026.

    Il ceo di Warner Bros: «Sempre più vicini alla chiusura dell’operazione»

    Il via libera è arrivato da entrambi i consigli di amministrazione: «Questa transazione rivista ci spinge ancora più vicino all’unione delle due società», ha dichiarato l’amministratore delegato di Warner Bros, David Zaslav. Sulla stessa linea il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos, secondo cui «il consiglio di amministrazione di Warner Bros. continua a sostenere e a raccomandare all’unanimità la nostra transazione». Netflix ha chiarito che la revisione dell’offerta è funzionale a portare rapidamente al voto degli azionisti di WBD, atteso già entro aprile, passaggio per il quale il gruppo ha depositato presso la SEC la dichiarazione preliminare di delega. Gli azionisti beneficeranno inoltre del valore aggiuntivo delle azioni di Discovery Global, che saranno distribuite dopo la separazione societaria, mentre il finanziamento dell’operazione avverrà attraverso una combinazione di liquidità disponibile, linee di credito esistenti e fondi già impegnati.