D’Alema col partito dei sindaci, le tentazioni politiche di Ranucci: le pillole

Massimo D’Alema «si è stufato di guardare gli altri che fanno disastri». Gli amici del vecchio Pci romano sono contenti, “Baffino” sembra essere tornato nella battaglia politica. E ha scelto il suo “cavallo”, che poi è lo stesso che aveva individuato tanti anni fa, uno storico appassionato di Antonio Gramsci e della storia del partito, conosciuto grazie alla moglie Linda Giuva, archivista e “mente” dell’istituto che si occupa delle memorie di Gramsci: Roberto Gualtieri. Venne candidato al parlamento europeo proprio in “quota D’Alema”, ed era il 2009, la settima eurolegislatura: D’Alema, da non laureato, ama circondarsi di professori, come è la moglie e come è lo stesso Gualtieri. Anche stavolta vuole dire la sua, in vista delle elezioni 2027. Con la sua Fondazione Italianieuropei, Baffino segna una linea molto ben definita: martedì 15 settembre in Campidoglio tirerà le conclusioni di un convegnone dal titolo “Governare le città, governare l’Italia” che vuole far tornare in pista il vecchio, caro, partito dei sindaci. E i primi cittadini sparsi nel nostro Paese verranno messi a confronto sotto le insegne del Partito democratico e del progressismo: ecco così da Napoli il sindaco Gaetano Manfredi, da Firenze Sara Funaro, da Milano Beppe Sala, da Cagliari Massimo Zedda, da Bologna Matteo Lepore, da Perugia Vittoria Ferdinandi, da Bari Vito Leccese. D’Alema già procede spedito: sì, fare lo studioso gli piace tantissimo, ma la passionaccia per la politica è sempre lì, un tarlo. Di certo in quasi 30 anni deve aver mutato la sua idea sull’argomento: in un articolo del 1997 su il manifesto l’ex premier, allora leader della Quercia, caricava a testa bassa proprio contro… il partito dei sindaci! Ecco i virgolettati al veleno: «Accampamenti di cacicchi, ognuno con la sua tenda e la sua bandiera. Si avrebbe la versione moderna del vecchio notabilitato». Come si cambia…

D’Alema col partito dei sindaci, le tentazioni politiche di Ranucci: le pillole
D’Alema col partito dei sindaci, le tentazioni politiche di Ranucci: le pillole
D’Alema col partito dei sindaci, le tentazioni politiche di Ranucci: le pillole

Quel colloquio fitto tra Ranucci e Fratoianni

Sigfrido Ranucci continua a negare le voci che lo vorrebbero candidato alle prossime elezioni. Anche perché c’è ancora in ballo il reintegro d’urgenza a Report e presto si conoscerà la decisione del giudice. Nel frattempo lui continua a girare l’Italia col suo libro e ha iniziato a farsi vedere agli eventi politici. Mercoledì 9 settembre è stato a Terra!, la festa di Alleanza Verdi e Sinistra, mentre domenica 13 è atteso alla kermesse del Fatto Quotidiano. Piccola curiosità: alla festa di Avs l’intervento di Ranucci era atteso per le 18. Lui è arrivato puntualissimo. Ma è salito sul palco soltanto alle 18.30. Come mai? Semplice: è rimasto mezz’ora nel retropalco a parlare con Nicola Fratoianni. Avranno discusso di liste e candidature? Chissà…

D’Alema col partito dei sindaci, le tentazioni politiche di Ranucci: le pillole
Nicola Fratoianni, Sigfrido Ranucci e Angelo Bonelli (foto Imagoeconomica).





Di Battista, oggi il volo di rientro in Italia

Alessandro Di Battista dovrebbe partire da Cuba venerdì 11 settembre 2026, a distanza di due settimane dal malore che l’ha costretto a un ricovero prima a Santa Clara e poi a L’Avana. Secondo quanto appreso, si tratterebbe di un volo a tappe e a bassa quota che potrebbe durare 12 ore. L’arrivo in Italia è previsto per il pomeriggio di sabato. Da giorni si lavora per il rientro ma le sue condizioni, finora, non erano compatibili con il viaggio. Doveva infatti partire il 4 settembre ma un intervento chirurgico l’ha trattenuto sull’isola.

Il malore e il ricovero

L’ex parlamentare del M5s, 48 anni, si era sentito male venerdì 28 agosto mentre era a Cuba per realizzare un reportage per il Fatto quotidiano, con cui collabora. Un forte mal di testa, a cui è seguito il ricovero d’urgenza a Santa Clara, l’ospedale più vicino, e poi il trasferimento nel più attrezzato Hermanos Ameijeiras a L’Avana. Sull’isola, nel frattempo, era stato raggiunto dalla compagna Sahra Lahouasnia e da due specialisti del Policlinico Gemelli, un neurochirurgo e un rianimatore, che hanno collaborato con l’equipe cubana alla sua assistenza.

La vicepresidente di Taiwan in Italia, Pechino protesta con Roma

Tensione sull’asse Pechino-Roma: la Cina ha presentato una protesta formale all’Italia a causa del viaggio nella Penisola di Hsiao Bi-khim, vicepresidente di Taiwan, arrivata a Ventotene assieme al ministro degli Esteri Lin Chia-lung per partecipare alla seconda Conferenza europea per libertà e democrazia.

Dito puntato di Pechino contro le «forze straniere» che appoggiano Taipei

Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che le autorità del Partito Progressista Democratico (Dpp), al governo a Taiwan, stanno usando il pretesto della democrazia e della libertà «per cercare l’indipendenza facendo affidamento su forze straniere». La Repubblica Popolare Cinese considera Taiwan – ufficialmente Repubblica di Cina – parte proprio territorio e, come esplicitato a più riprese dal presidente Xi Jinping, non esclude l’uso della forza per ottenere la «riunificazione nazionale». Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri, ha parlato di «comportamento spregevole» e «vano» di Taipei, aggiungendo che la Cina «si oppone fermamente a qualsiasi forma di scambio ufficiale» con Taiwan da parte dei Paesi che hanno relazioni diplomatiche con Pechino».

OpenAI pronta a rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale più avanzata

Di fronte alle crescenti preoccupazioni sui rischi legati a un’intelligenza artificiale fuori controllo, espresse peraltro da alcuni ricercatori di Anthropic, OpenAI – l’azienda che ha lanciato la corsa globale ai chatbot – sta valutando di rallentare il ritmo di sviluppo dei suoi sistemi di IA più avanzati. Lo riporta l’agenzia Bloomberg, citando una riunione interna in cui l’amministratore delegato Sam Altman ha parlato della possibilità di coordinarsi su un’eventuale frenata con altre realtà del settore. Pochi giorni fa, il ricercatore britannico Jacob Coxon ha annunciato le proprie dimissioni da Anthropic (in precedenza aveva lavorato proprio per OpenAI), lanciando l’allarme riguardo ai pericoli di un’intelligenza artificiale fuori controllo, capace di distruggere l’umanità nel corso di un decennio.

Ex Ilva, confermato il blocco dell’area a caldo

La Corte d’Appello civile di Milano ha confermato il provvedimento con cui, a fine luglio, aveva disposto il blocco dell’area a caldo dello stabilimento dell’ex Ilva di Taranto, che dovrà essere messo in atto entro il 28 ottobre. I giudici hanno respinto l’istanza di sospensiva dello stop delle attività presentata dai legali di Acciaierie d’Italia e dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria.

«Fra il diritto all’attività di impresa e quello alla salute vince quest’ultimo»

A luglio i giudici avevano ordinato al gruppo siderurgico di interrompere entro 90 giorni l’attività produttiva dell’area a caldo degli altiforni, fin quando non fosse «rimosso integralmente l’amianto ancora presente negli impianti» e non fossero adottate «le misure necessarie per ricondurre l’emissione delle polveri sottili entro limiti di sicurezza». Ilva spa e Acciaierie d’Italia, avevano chiesto alla Corte d’Appello di sospendere il decreto, prospettando il pericolo di un grave danno economico in caso di spegnimento dell’area a caldo, con migliaia di licenziamenti e di messe in cassa integrazione. Ma i giudici non hanno accolto la richiesta, motivandola col fatto che «nel conflitto fra il diritto all’esercizio dell’attività di impresa e quello dei cittadini alla salute e al rispetto dei limiti di tollerabilità delle immissioni a cui sono assoggettati, non può che prevalere quest’ultimo».

Morto l’ex ministro Raffaele Costa

È morto a 90 anni l’ex ministro Raffaele Costa, ultimo segretario del Partito Liberale Italiano prima dello scioglimento avvenuto nel 1994 e poi esponente di Forza Italia, con cui aveva sfiorato l’elezione a sindaco di Torino.

La carriera politica di Costa

Nato a Mondovì (Cuneo), Costa era stato eletto alla Camera dei deputati la prima volta nel 1976 con il PLI. Confermato nelle successive sette legislature, sarebbe poi rimasto a Montecitorio per 30 anni esatti, fino al 2006. Nel 1994, dopo lo scioglimento del Partito Liberale Italiano, aveva fondato l’Unione di Centro, che si schierò al fianco di Forza Italia di Silvio Berlusconi, appena sceso in politica.
Dopo essere stato più volte sottosegretario di Stato tra 1979 e il 1989 in vari dicasteri, Costa tra il 1992 e il 1994 fu scelto come ministro per il Coordinamento delle politiche comunitarie e gli Affari regionali nel primo governo Amato, ministro dei Trasporti nel governo Ciampi e ministro della Sanità nel primo governo Berlusconi. Nel 1997 Costa si candidò a sindaco di Torino: perse con uno scarto di meno di 5 mila voti contro Valentino Castellani. Eurodeputato dal 1999 al 2004, successivamente (fino al 2009) è stato presidente della Provincia di Cuneo. Era il padre di Enrico Costa, anch’egli politico e deputato (è capogruppo alla Camera di Forza Italia), già ministro nei governi Renzi e Gentiloni.

Lo ha ricordato in un lungo post Guido Crosetto: «Raffaele è stato un liberale vero: laico, garantista, non incline alle mode e allergico alla burocrazia, agli sprechi, ai privilegi e a quel proliferare di norme, paletti e leggi contro cui ha condotto battaglie continue». E poi: «Alla Sanità aveva avuto un approccio innovativo: i blitz negli ospedali, visite a sorpresa per verificare di persona le attese, i disservizi e il funzionamento delle strutture. Lo stesso approccio con cui per anni ha messo nel mirino sprechi della macchina pubblica, privilegi e complicazioni burocratiche». Così Antonio Tajani: «Con lui se ne va un grande protagonista della politica italiana, un vero liberale impegnato nella difesa dei valori e nella lotta contro gli eccessi della burocrazia che paralizzano le attività di chi intraprende e creano grandi difficoltà ai cittadini».

Gli Houthi prendono il controllo dell’area di Bab al-Mandeb

Gli Houthi, i ribelli yemeniti sostenuti dall’Iran, hanno conquistato l’ultimo tratto della costa yemenita sul Mar Rosso, l’area di Bab al-Mandeb, portando a termine un’offensiva durata 18 ore che garantisce loro il pieno controllo dell’intero litorale. Le forze navali hanno poi proseguito l’offensiva in mare, conquistando l’isola di Mayyun e aprendo la strada con la forza verso l’isola di Zuqar, dove gli scontri sono ancora in corso. Lo riferiscono i corrispondenti sul campo di Al Jazeera e lo confermano fonti di France Press. La conquista arriva dopo aver preso il controllo della città portuale strategica di Mokha, sul Mar Rosso, finora controllata dal governo yemenita riconosciuto a livello internazionale. In pochi giorni oltre 25 missili l’hanno colpita, costringendo il porto a sospendere le operazioni. Insieme allo Stretto di Hormuz, quello di Bab el-Mandeb è uno dei corridoi più importanti per l’economia mondiale, da cui passano circa un quarto delle spedizioni quotidiane di petrolio e greggio.

Morte di Emma Bonino, le reazioni del mondo politico

Il mondo politico italiano e internazionale esprime il suo cordoglio per la morte di Emma Bonino, leader di Più Europa scomparsa all’età di 78 anni. Dalla premier Meloni al presidente del Senato La Russa fino alla presidente del Parlamento europeo Metsola, tutti ricordano il suo ruolo nella scena pubblica e le sue battaglie.

Meloni: «Voce forte e riconoscibile»

Questo il messaggio della premier Giorgia Meloni: «Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio».

Magi: «Ha lottato contro tutto ciò che nega le libertà»

Così Riccardo Magi, segretario di Più Europa: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti».

Metsola: «L’Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza»

Cordoglio anche da Bruxelles, con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola che ha scritto: «Emma Bonino non ha mai aspettato che il mondo fosse pronto. Ha sempre scelto di andare avanti, indicando la strada agli altri. È così che sarà ricordata in Italia e a Bruxelles, dove ha ricoperto il ruolo di deputata al Parlamento europeo e di Commissaria europea. L’Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza».

Calenda: «Le sue battaglie hanno portato alla modernizzazione del Paese»

Questo il messaggio di Carlo Calenda, leader di Azione: «È mancata Emma Bonino, l’ultima grande protagonista delle battaglie civili che hanno portato alla modernizzazione di questo Paese. È un pezzo della storia politica italiana ed europea che se ne va. A nome mio e di Azione esprimo la nostra vicinanza alla sua comunità politica e alla sua famiglia».

Gentiloni: «Esempio di militante per la libertà»

Così l’ex premier dem Paolo Gentiloni: «Emma Bonino ci ha lasciati. Ci mancherà il suo esempio di militante per la libertà e di leader italiana e europea. Voleva sempre cambiare le cose. E qualche volta ci è riuscita. Buon viaggio Emma».

La Russa: «Battaglie portate avanti con forza e tenacia»

Queste le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa: «Apprendo con sincero dispiacere della scomparsa di Emma Bonino, già vicepresidente del Senato, ministro degli Esteri nel governo Letta, ministro per il Commercio internazionale nel governo Prodi II, deputata, senatrice e Commissaria europea. Di lei ricordo le numerose battaglie portate avanti con forza e tenacia e che hanno segnato sempre il suo lungo impegno pubblico. Ai suoi familiari, ai suoi cari e alla sua comunità politica giungano le mie più sincere condoglianze e quelle del Senato della Repubblica».

Tusk: «Scongiurata una minaccia al confine polacco-ucraino»

La Polonia ha sventato nella notte del 10 settembre una «minaccia immediata» da parte della Russia a uno dei suoi valichi di frontiera con l’Ucraina. Lo ha rivelato il primo ministro polacco Donald Tusk, senza andare nei dettagli, ma limitandosi solo a spiegare che il pericolo è stato scongiurato grazie alla cooperazione con Kyiv.

Tusk: «Scongiurata una minaccia al confine polacco-ucraino»
Donald Tusk e Volodymyr Zelensky (Imagoeconomica).

Tusk, parlando con la stampa da Bratislava, ha ricordato che la Russia «ha già fatto ricorso ad attacchi provocatori contro i valichi di frontiera ucraini», ad esempio in Moldavia, e che il suo governo si aspetta «azioni simili» anche al confine ucraino-polacco da parte di Mosca, che ha l’obiettivo di indebolire economicamente Kyiv colpendo le rotte commerciali. Tusk ha affermato di aver ricevuto dalla Cia un «rapporto abbastanza accurato» sui possibili sviluppi dei prossimi mesi: «La Polonia e tutta l’Europa devono essere preparate a diversi scenari, non solo per quanto riguarda la situazione sul fronte russo-ucraino, ma anche lungo il fianco orientale dell’Ue», ha dichiarato il capo del governo di Varsavia. Il Cremlino non ha commentato le parole di Tusk, arrivate peraltro a stretto giro dalle rivelazioni della Reuters su un piano russo per il sabotaggio di alcuni cavi sottomarini nelle acque profonde artiche delle Svalbard, sventato dalla Nato.

È morta Emma Bonino

È morta Emma Bonino, fondatrice di +Europa e storica esponente del Partito Radicale. Aveva 78 anni. Ricoverata il 7 settembre a Roma a seguito di un’insufficienza respiratoria, era poi è uscita dalla terapia intensiva dell’ospedale Santo Spirito di Roma per essere trasferita in una struttura privata.

Trump lancia Vance verso il 2028: «Se non votate, andate al diavolo»

Il presidente Usa Donald Trump ha chiuso la convention repubblicana di midterm a Dallas ripercorrendo i risultati del suo secondo mandato e riproponendo molti dei temi affrontati il giorno precedente. Ha attaccato nuovamente i democratici, definiti «radicali» e «comunisti», e i media che avevano segnalato la presenza di numerosi posti vuoti nell’arena. Come riporta il Washington Post, il tycoon ha anche apparentemente indicato JD Vance come possibile erede politico alla guida del Partito repubblicano, pur senza un endorsement formale per le presidenziali del 2028. Il vicepresidente ha infatti avuto un ruolo centrale alla convention e, oltretutto, è stato anche “investito” dalla platea come candidato. La folla di delegati ha gridato «J.D 48», cioè 48° presidente, una sorta di investitura popolare a cui lui ha replicato che «bisogna curarsi di novembre» prima di pensare alla corsa per la presidenza. A tal proposito, Trump ha chiuso così la kermesse: «Sapete cosa succede se non votate? Andate al diavolo».

Accise, nuova proroga dello sconto sul diesel

Il Consiglio dei ministri, che si è riunito oggi a Palazzo Chigi, ha approvato il nuovo decreto legge contro il caro carburanti: prorogato di una settimana il taglio delle accise sul gasolio. Quello appena varato dal Cdm è il 15esimo decreto per tamponare l’impennata dei prezzi innescata dagli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La nuova proroga dello sconto sul diesel (17,1 centesimi al litro) sarà dunque valida fino alla mezzanotte di giovedì 17 settembre.

Gruppo Sae e media vaticani insieme per raccontare Leone XIV

Il Gruppo Sae e i media vaticani (Vatican News, Radio Vaticana e L’Osservatore Romano) del dicastero per la Comunicazione della Santa sede hanno siglato un accordo editoriale grazie al quale video e notizie su Papa Leone XIV e il suo pontificato saranno divulgate, 24 ore al giorno, sul sito internet de La Stampa e degli altri quotidiani del Gruppo Sae. È la prima volta che un gruppo editoriale italiano sigla un simile accordo con la Santa sede. Da venerdì 11 settembre, il widget sul sito web della Stampa informerà a getto continuo sull’attività di Leone XIV e della Chiesa nel mondo. Una finestra multimediale che offre una copertura globale su quanto accade nei sacri palazzi e nell’intera cattolicità.

Le rivelazioni sul piano russo nell’Artico sventato dalla Nato

La scorsa primavera, nelle profondità delle acque artiche vicino alle Svalbard, la Nato ha intercettato sommergibili russi intenti a esercitarsi nell’impiego di un’arma segreta, progettata per mettere fuori uso cavi sottomarini strategici senza lasciare tracce. Lo scrive la Reuters, citando due funzionari occidentali.

Le rivelazioni sul piano russo nell’Artico sventato dalla Nato
Bandiera della Nato (Ansa).

L’esercitazione clandestina di Mosca, spiegano le fonti della Reuters, è stata condotta dal Gugi (acronimo di Glavnoye Upravleniye Glubokovodnykh Issledovaniy), ovvero la Direzione principale per le ricerche in profondità della Russia, dipartimento militare segreto che gestisce sottomarini per acque profonde, navi spia e mezzi subacquei autonomi per operazioni di spionaggio. L’operazione della Nato ha coinvolto Regno Unito, Norvegia e Stati Uniti: alle imbarcazioni russe è stato impedito di portare a termine l’esercitazione e, alla fine, hanno lasciato l’area.

Le rivelazioni sul piano russo nell’Artico sventato dalla Nato

L’intelligence occidentale teme che la Russia possa testare l’applicazione dell’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, che prevede la mutua difesa tra i membri, con operazioni di sabotaggio in Europa. E la distruzione dei cavi sottomarini, pur non rappresentando un raid militare, sarebbe comunque un attacco all’Occidente, in quanto renderebbe inutilizzabili infrastrutture fondamentali per la connettività Internet globale e le transazioni finanziarie. In questo caso, la Russia aveva messo nel mirino – probabilmente – i due cavi in fibra ottica, lunghi circa 1.400 chilometri e siti anche a 2.700 metri di profondità, che collegano l’arcipelago delle Svalbard alla Norvegia (di cui fanno parte). Attraverso questi cavi transitano enormi quantità di dati satellitari scaricati alla stazione terrestre satellitare SvalSat, la più grande al mondo nel suo genere e parte della rete spaziale Near Space Network della Nasa. Il Ministero della Difesa russo non ha risposto alla richiesta della Reuters di un commento sull’incidente.

La trasferta greca del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Gedi

Ma sai che avere questo editore greco non è poi così male? Con la trasferta pagata in terra ellenica si guarda tutto da un’altra prospettiva. Chiedere alla rappresentanza sindacale dei giornalisti di Repubblica, pronta a volare ad Atene il 7 e l’8 ottobre ospitata da Theo Kyriakou. Motivo della missione del comitato di redazione? «Una visita alla sede centrale di Antenna e una serie di incontri con i nostri colleghi greci e con l’editore». Sullo sfondo, oltre al Partenone e all’Antica Agorà, per giustificare il viaggio è stato spiegato alla redazione che ci sarà «il nuovo piano strategico di Gedi, di cui potremmo avere qualche elemento, anche se per ora non conosciamo tempi e modi della sua pubblicazione. Vi terremo aggiornati». Tra un Pita Gyros e una Moussaka magari ci scappa qualche rivelazione sulla possibile virata televisiva del gruppo…

La trasferta greca del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Gedi
La trasferta greca del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Gedi
La trasferta greca del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Gedi
La trasferta greca del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Gedi

Intesa Sanpaolo, dall’assemblea via libera all’aumento per l’Opas su Mps

L’assemblea di Intesa Sanpaolo ha approvato, con 10.952.907.059 voti favorevoli, pari al 96,96025 per cento sulle azioni ordinarie rappresentate, la proposta di aumentare il capitale sociale, in una o più volte, con emissione di un numero massimo pari a 5,7 miliardi di azioni ordinarie – il cui prezzo di emissione sarà determinato in conformità alle previsioni di legge e alla delega conferita al cda – da liberare mediante conferimento in natura, in quanto a servizio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Mps.

Messina: «Integrazione con Mps accelerazione della nostra strategia di crescita»

«Ringrazio i nostri azionisti per il forte sostegno espresso oggi a favore della nostra proposta. L’approvazione dell’aumento di capitale rappresenta un passaggio fondamentale per realizzare l’operazione annunciata lo scorso giugno nei confronti del Monte dei Paschi di Siena e costruire un gruppo ancora più forte a beneficio di azionisti, clienti, famiglie, territori e dell’Italia nel suo insieme», ha commentato il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina. E ancora: «Intesa Sanpaolo affronta questa operazione da una posizione di grande forza. Siamo tra le banche più profittevoli in Europa e abbiamo dimostrato nel tempo di saper raggiungere gli obiettivi annunciati, mantenere una patrimonializzazione elevata e distribuire valore agli azionisti in misura significativa. L’integrazione con Monte dei Paschi di Siena rappresenta per noi l’acceleratore di una strategia di crescita che sta già producendo risultati importanti».

La Bce alza i tassi di interesse di un quarto di punto

Come da previsioni, il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha alzato i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale: quello sui depositi sale dal 2,25 al 2,5 per cento, quello sui rifinanziamenti principali dal 2,5 al 2,65 per cento, quello sui prestiti marginali dal 2,75 al 2,9 per cento. «Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato. La decisione odierna sottolinea l’impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine», spiega la Bce.

La Bce alza i tassi di interesse di un quarto di punto
Christine Lagarde (Imagoeconomica).

Confermata la stima di inflazione al 3 per cento per il 2026

«La crescita economica dovrebbe situarsi allo 0,9 per cento nel 2026, all’1,4 nel 2027 e all’1,5 nel 2028. La correzione al rialzo per il 2026 e il 2027 riflette principalmente una capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro maggiore delle attese», si legge poi nel comunicato della Bce sulla decisione di politica monetaria. Francoforte, inoltre, ha confermato la stima di inflazione al 3 per cento per quest’anno, rivedendo però al rialzo quelle per il 2027 e 2028, rispettivamente al 2,5 e al 2,1 per cento. «Lo scenario rimane molto incerto con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita. Con le decisioni di oggi rimaniamo ben posizionati per navigare le incertezze derivate dal conflitto in Medio Oriente», ha dichiarato in conferenza stampa Christine Lagarde, presidente della Bce.

Emma Bonino trasferita in struttura privata, come sta

Emma Bonino è uscita dalla terapia intensiva dell’ospedale Santo Spirito di Roma ed è stata trasferita in una struttura privata, sulla base di quanto concordato tra il suo medico curante Claudio Santini e i medici del Santo Spirito. La situazione resta delicata, secondo l’ultimo bollettino medico sulle condizioni della leader di +Europa. Intanto i familiari chiedono rispetto e massimo riserbo circa la struttura presso la quale è stata trasferita. Bonino, 78 anni, è arrivata nel pomeriggio del 7 settembre in al pronto soccorso dell’ospedale per problemi respiratori e in serata è stata trasferita in via precauzionale nel reparto di terapia intensiva. Nella sua storia clinica c’è anche un microcitoma polmonare diagnosticato nel 2015 e superato nel 2023.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse

Il mondo del tennis italiano, da quasi tre anni, ha alzato la voce contro il calcio, brandendo il vessillo di Jannik Sinner, le sue vittorie, i suoi primati, le masse di tifosi che affollano le arene, i palazzetti e ingrossano le audience televisive. E non è un caso che, per esempio, in concomitanza con le prossime Atp Finals di Torino in novembre, il calendario della Serie A di calcio abbia spostato la partita in casa della Juventus a lunedì, per evitare sovrapposizioni con i match del torneo di tennis.

Le polemiche per le sovrapposizioni con il calcio

Tutto ciò è stato fatto ascoltando le lamentele del presidente della Federtennis e padel, Angelo Binaghi, che aveva parlato di un mondo del calcio quasi intenzionato a ostacolare la cavalcata in popolarità del tennis, sia piazzando la finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma, proprio di fianco al Foro Italico e in concomitanza delle partite di tennis, sia per gli incontri di Torino e Juventus durante le Atp finals sotto la Mole.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse
Angelo Binaghi, presidente della Fitp (foto Ansa).

Binaghi ha spesso usato ironia e anche presunzione, quando si parlava di eventi sovrapposti, come il derby di Roma e le partite di tennis degli Internazionali: «Oggi, in Italia, dobbiamo spostarci noi o il calcio? Chiediamolo all’opinione pubblica. Noi ci siamo spostati per 25 anni». E poi ancora, la stilettata velenosa durante il Mondiale americano senza l’Italia: «A che ora gioca la Nazionale? Mi sono distratto con Wimbledon…».

Ok la cultura sportiva multidisciplinare, ma…

È obiettivamente giusto, per la Fitp, rivendicare più spazio, lungo un percorso che intende accrescere la cultura sportiva multidisciplinare in Italia, dove invece il calcio, per tradizione, la fa sempre da padrone. Ma è altrettanto doveroso ricordare al mondo del tennis che tutta la forza contrattuale del momento gli deriva esclusivamente dal fattore Sinner. Appena Jannik scompare, il mondo di racchette e palline, mediaticamente, evapora. Insieme ai tifosi.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse
Il post su Instagram di Sinner, infortunato e costretto a saltare gli Us Open.

I dati di ascolto dell’ultimo Us Open di tennis, senza Sinner, sono lì a dimostrarlo: su Sky -46 per cento di audience media giornaliera nella prima settimana del torneo rispetto all’edizione 2025; su Supertennis, in chiaro, -58 per cento.

Gli altri tennisti non scaldano i cuori degli italiani

Purtroppo i vari Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, Luciano Darderi (quello che ha resistito di più agli Us Open, eliminato agli ottavi da Alexander Zverev), Matteo Berrettini o Jasmine Paolini non scaldano i cuori degli italiani, che si emozionano solo per chi vince, non per chi arriva in finale, o in semifinale, o comunque lotta alla pari con i più forti. Senza Sinner, che sperando di riprendersi dall’infortunio al ginocchio è andato a Monza a godersi il Gran Premio di F1 (e lì c’era il fenomeno tutto italiano Kimi Antonelli che sta spingendo gli ascolti tivù della F1 su Sky e Tv8 a vette che da tempo non si vedevano), lo spazio riservato al tennis sulla stampa, nei notiziari e nella cosiddetta talkability sui social è stato davvero minimo.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse
Luciano Darderi, eliminato da Alexander Zverev agli ottavi degli Us Open (foto Ansa).

Nel frattempo, l’Italia sta sistemando lo scacchiere geografico dei tornei: dopo il torneo Atp 1000 di Roma, le Atp Finals di Torino e le Finali di Coppa Davis a Bologna, dal 2028 debutterà un torneo Atp 250 a Ca’ Tron di Roncade (Treviso): sarà in programma in giugno, subito dopo il Roland Garros, in preparazione a Wimbledon su campi in erba costruiti da privati con soldi privati sui terreni del campus di H-Farm (gruppo veneto specializzato in formazione, start-up, consulenze e sviluppo tecnologico), alle porte della laguna di Venezia.

Per il torneo a Ca’ Tron di Roncade versati 27 milioni di dollari

I diritti del torneo, si ricorderà, erano stati comprati dalla Fitp alcuni mesi fa, con il versamento ad Atp di 27 milioni di dollari per rilevare quelli che erano i diritti del torneo di Bruxelles. Insomma, è tutto quasi pronto, come conferma Gianni Milan, vicepresidente della Fitp. E il nuovo torneo italiano dovrà giostrarsi tra i due grandi Atp 500 al Queen’s di Londra o ad Halle (in Germania), facendo a spallate pure con gli altri tornei 250 su erba di Stoccarda, ’s-Hertogenbosch (Paesi Bassi), Maiorca (Spagna) ed Eastbourne (Inghilterra).

Sondaggi politici, la Supermedia: Vannacci aggancia Forza Italia

La prima Supermedia Agi/Youtrend dopo la pausa estiva, realizzata sulla base di otto sondaggi sulle intenzioni di voto condotti realizzati dal 26 agosto al 9 settembre luglio da cinque istituti, vede Futuro Nazionale appaiato a Forza Italia al 7,6 per cento e, dunque, ormai quarta forza politica del Paese.

Coalizioni: frenata del campo largo, pesa il calo dl M5s

Rispetto all’ultima Supermedia, risalente alla fine di luglio, si è leggermente allargata la forbice tra Fratelli d’Italia, che sale al 26,9 per cento (+0,2) e il Partito Democratico, che invece scende al 21 per cento (-0,2). Netto balzo indietro del Movimento 5 stelle, dato al 12,1 per cento (-0,9). Appaiati come detto FN e FI (-0,4): la crescita dei vannacciani è stata contenuta – mezzo punto in un mese e mezzo – rispetto a quanto visto in precedenza. Leggero calo per Alleanza Verdi e Sinistra al 6,3 per cento (-0,1), più netto quello della Lega al 5,6 per cento (-0,3). Segue al 3,7 per cento Azione, in decisa risalita (+0,6). Poi c’è Italia Viva al 2,4 per cento (+0,1). Stabili +Europa al 2,4 per cento e Noi Moderati all’1 per cento. Per quanto riguarda le coalizioni, decisa frenata del campo largo che paga soprattutto il calo di consensi del M5s: 43,2 per cento (-1,1). Resta comunque indietro di oltre due punti il centrodestra, dato al 41,1 per cento (-0,5).