Israele, primo sì della Knesset alla commissione d’inchiesta sul 7 ottobre

La Knesset ha dato il via libera in prima lettura al disegno di legge che istituisce una commissione d’inchiesta sugli eventi del 7 ottobre. Il provvedimento è passato con 53 voti favorevoli e 48 contrari, mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu non ha preso parte alla votazione. Il testo ora passa alla Commissione costituzione, diritto e giustizia del Parlamento israeliano, che dovrà prepararlo per le successive letture necessarie all’approvazione definitiva. La proposta stabilisce che la commissione sarà composta da sei membri e da un presidente, nominati con una maggioranza qualificata di 80 deputati su 120. Qualora non si raggiunga un accordo entro due settimane, maggioranza e opposizione potranno designare tre componenti ciascuna, ai quali si aggiungeranno quattro supervisori in rappresentanza delle famiglie in lutto.

Le proteste dei familiari degli ostaggi: «Il governo seppellisce la verità»

La legge prevede inoltre che, in caso di mancata collaborazione o di impossibilità a indicare i nomi, la scelta finale spetti al presidente della Knesset, una clausola che garantirebbe alla coalizione di governo il controllo effettivo dell’organismo qualora l’opposizione decidesse di boicottare il processo. Netanyahu e i suoi alleati hanno a lungo respinto l’ipotesi di una commissione statale d’inchiesta, ritenuta la massima autorità investigativa del Paese, perché la sua composizione sarebbe affidata alla magistratura, istituzione verso cui l’attuale esecutivo manifesta diffidenza e che è al centro della contestata riforma giudiziaria. All’esterno, piccoli gruppi di manifestanti – in gran parte familiari delle vittime e degli ostaggi – hanno protestato davanti alle abitazioni dei ministri, accusando il governo di «seppellire la verità».

Naufragio al largo della Libia, morti più di 100 migranti

Nuova tragedia nel Mar Mediterraneo. Sarebbero 116 i migranti morti nel naufragio di un’imbarcazione che, salpata da Zuwarah in Libia la sera del 18 dicembre, aveva lanciato un SOS poco dopo la partenza, finendo poi alla deriva. L’unico sopravvissuto è stato salvato da un pescatore tunisino. Lunedì 22 dicembre i migranti erano stati cercati in mare con il velivolo Seabird di Sea Watch.

«Contro il silenzio e l’indifferenza delle autorità, esigiamo risposte. Le famiglie che cercano i loro cari scomparsi hanno diritto alla verità», ha scritto sui social l’organizzazione umanitaria Alarm-Phone.

Caso Breton, Ue: «Risponderemo con decisione agli Stati Uniti»

L’Unione europea ha reagito al divieto d’ingresso negli Stati Uniti imposto a Thierry Breton e ad altre quattro personalità europee, deciso dall’amministrazione Trump, con l’accusa a Washington di «attentare alla libertà di espressione». La Commissione ha affermato di condannare «fermamente la decisione degli Stati Uniti di imporre restrizioni di viaggio a cinque cittadini europei. La libertà di espressione è un diritto fondamentale in Europa e un valore fondamentale condiviso con gli Stati Uniti in tutto il mondo democratico». L’esecutivo Ue ha rivendicato inoltre «il diritto sovrano di decidere regole in linea con i nostri valori democratici», fa sapere di aver «chiesto chiarimenti a Washington» e avverte che «Se necessario risponderemo rapidamente e con decisione per difendere la nostra autonomia normativa da misure ingiustificate».

Von der Leyen: «Proteggeremo l’indipendenza dell’Europa»

Lo stesso Breton in un’intervista a Le Figaro ha parlato di un «attentato all’Europa e alle sue istituzioni». Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato «le intimidazioni» statunitensi e ha assicurato: «Continueremo a difendere la nostra sovranità digitale e la nostra autonomia regolamentare». Da Berlino, il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha definito il bando «inaccettabile». A nome dei governi dell’Unione, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha dichiarato: «L’Ue condanna le restrizioni di viaggio imposte dagli Stati Uniti ai cittadini e ai funzionari europei. Tali misure sono inaccettabili tra alleati, partner e amici. L’Ue resta ferma nella difesa della libertà di espressione, di norme digitali eque e della propria sovranità normativa». A chiudere, l’intervento di Ursula von der Leyen: «Ho appena parlato con Thierry Breton. L’ho ringraziato per il notevole lavoro svolto al servizio dell’Europa. Non cederemo e proteggeremo l’indipendenza dell’Europa e la libertà degli europei».

Leonardo Del Vecchio fonda Lmdv Media per investire nell’editoria

Leonardo Maria Del Vecchio accelera sull’editoria e formalizza il suo ingresso nel settore con la nascita di Lmdv Media, una nuova società di investimento dedicata ai media. Il progetto arriva dopo una serie di mosse ravvicinate: l’offerta (poi respinta) da 140 milioni di euro per il gruppo Gedi e l’acquisto del 30 per cento de Il Giornale tramite Lmdv Capital, il family office di cui è presidente e che opera separatamente dalla holding di famiglia Delfin. Parallelamente sono in corso trattative avanzate per QN – Quotidiano Nazionale, che riunisce Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Il Telegrafo.

La visione di Del Vecchio sull’editoria

In un’intervista al Corriere della Sera, Del Vecchio spiega la logica dell’operazione e la sua visione industriale: «L’editoria ha bisogno di una nuova forza, anche per ristabilire il collegamento con i giovani che cercano informazione ma nei posti sbagliati. Vorrei che questi giovani tornassero a sfogliare i giornali di carta sporcandosi le mani di inchiostro». Al centro del progetto c’è un modello dichiaratamente non schierato: «Non mi interessa un giornalismo “contro” o “per”, bensì un modello che informi i lettori. I fatti prima di tutto poi saranno le persone a farsi la propria opinione». Il piano industriale ruota attorno a tre pilastri: valorizzazione delle firme giornalistiche, tecnologia come infrastruttura e nuove fonti di ricavo meno dipendenti dalla pubblicità tradizionale. «Il nostro è un piano industriale di ricostruzione del motore», spiega Del Vecchio, che parla apertamente di responsabilità civica più che di rendimenti finanziari: «È ovvio che non punto a grandi ritorni. La mia è più una responsabilità civica».

Raid di Israele su siti di lancio di Hezbollah nel sud del Libano

Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver colpito «diversi siti di lancio di Hezbollah in varie aree del Libano meridionale». Su X l’Idf ha spiegato che gli attacchi «hanno smantellato le strutture militari e le infrastrutture da cui i terroristi avevano recentemente operato», di fatto «in violazione degli accordi tra Israele e Libano».

Breton: «L’Europa e le sue istituzioni sono sotto attacco»

L’ex commissario europeo Thierry Breton, al quale è stato vietato l’ingresso negli Usa, ha rilasciato un’intervista a Le Figaro, insieme all’ex ministro francese Arnaud Montebourg. Breton ha affermato come «L’Europa e le sue istituzioni sono sotto attacco. La storia ci insegna che quando un Paese dichiara chiaramente cosa si aspetta dai suoi alleati – o vassalli – e cosa intende fare per rafforzare questa dipendenza, va preso sul serio». Secondo l’ex commissario, il contesto globale è dominato da potenze che ragionano «con una logica imperiale. La Russia è un grande impero declinante, lo stesso vale per la Turchia, e anche gli Stati Uniti hanno tentazioni imperialistiche».

Breton: «L’Europa non deve farsi vassallizzare»

Poi sul futuro dell’Unione: «Per quanto ci riguarda, la questione è sapere cosa costituisce il nostro progetto, il progetto di noi europei». Un progetto che, precisa, non può avere come obiettivo la subordinazione: «In ogni caso, la sua finalità non è certamente quella di farci vassallizzare, di farci dare lezioni sul miglior modo di distruggere le nostre istituzioni, ancor meno farci dettare il nostro modo di pensare o di votare». Secondo Breton, l’attuale strategia americana non mira a una rottura formale con l’Unione, ma a un approccio selettivo verso i singoli Paesi: «Favorire relazioni bilaterali amichevoli con alcuni Stati membri». Una linea che, avverte, rischia di minare la coesione europea e si inserisce in una narrativa già sostenuta dal Cremlino: «Non sbagliamoci, il ragionamento Stato per Stato è concepito per indebolire l’Europa. Fa il paio con la narrazione di Vladimir Putin che non vuole un’Europa forte alle sue frontiere ma preferisce un’Europa divisa delle nazioni»

La Corte Suprema blocca il dispiegamento della Guardia Nazionale a Chicago

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di non autorizzare il dispiegamento della Guardia Nazionale nell’area di Chicago, infliggendo una battuta d’arresto significativa alla strategia di Donald Trump di inviare truppe federali nelle grandi città contro il parere delle autorità locali e statali. La Corte, che attualmente è a maggioranza conservatrice, ha chiarito che il governo non è riuscito a indicare una base giuridica che gli consenta di prendere il controllo della Guardia Nazionale per dispiegarla nella città. La forza di riservisti, infatti, è sotto il controllo dei singoli Stati: il presidente può assumerne il controllo solo in presenza di una ribellione o di un fallimento delle autorità locali nel mantenere l’ordine.

La Corte Suprema blocca il dispiegamento della Guardia Nazionale a Chicago
Donald Trump (Ansa).

Trump vuole dispiegare la Guardia Nazionale a sostegno dell’ICE

La decisione della Corte Suprema nasce dal ricorso presentato dal governo contro il blocco imposto a ottobre dalla giudice federale April Perry, che aveva vietato l’impiego operativo dei soldati in Illinois. Al centro della disputa c’è l’uso delle truppe per proteggere dalle proteste gli agenti dell’ICE impegnati in controverse operazioni anti-immigrazione, avviate a Chicago con l’operazione “Midway Blitz”. Il dipartimento di Giustizia ha descritto le proteste dei cittadini contro l’ICE come una «ribellione contro l’autorità federale», tesi respinta dalle autorità dello Stato dell’Illinois, secondo cui le manifestazioni non hanno mai impedito l’applicazione della legge e sono state gestite dalle forze di polizia locali. Il verdetto è temporaneo, perché la Casa Bianca può ancora dimostrare la necessità di dispiegare la Guardia Nazionale, ma segna la prima presa di posizione della Corte Suprema sui tentativi di Trump di allargare le maglie dei poteri presidenziali, e potrebbe pesare sui contenziosi ancora aperti in altre città, come Portland, Washington e Los Angeles.

Lo spot di Natale della tv russa che prende in giro l’Europa

L’emittente russa RT (ex Russia Today) ha “festeggiato” il Natale mandando in onda uno spot che prende in giro l’Europa, elencando tutti i problemi che affliggono il Vecchio Continente – dall’immigrazione incontrollata al caro bollette – e individuando ironicamente Vladimir Putin come causa per ogni disagio.

Nello spot dell’emittente, finanziata direttamente dal Cremlino tramite l’agenzia statale Ria Novosti, trovano spazio (realizzati con l’intelligenza artificiale) anche Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky, quest’ultimo in versione Babbo Natale con i colori ucraini: la presidente della Commissione europea spiega che se i burocrati non danno tregua alle famiglie la colpa è, ovviamente, di Putin. Per gli europei, infine arriva il consiglio: «Continuate ad avere fede in Babbo Natale».

Dall’ingresso nella Nato alle elezioni in Ucraina, cosa ha detto Zelensky

Il piano elaborato dagli Stati Uniti per la fine del conflitto tra Russia e Ucraina non impone a Kyiv una «rinuncia formale all’ingresso nella Nato». A chiarirlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un incontro con la stampa nella capitale ucraina. «Spetta alla Nato decidere se accogliere o meno l’Ucraina tra i suoi membri. La nostra scelta è stata fatta. Abbiamo rinunciato a modificare la Costituzione per includere una clausola che stabilisca che il Paese non aderirà alla Nato», ha dichiarato il capo dello Stato, ricordando che una precedente bozza statunitense prevedeva un impegno giuridico in tal senso, in linea con le richieste avanzate dalla Russia.

Zelensky: «Disaccordo con gli Usa su Zaporizhzhia»

Zelensky ha poi sottolineato che restano forti divergenze con Washington su alcuni nodi centrali del piano, in particolare sui territori e sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia: «Non abbiamo raggiunto un consenso con la parte americana riguardo al territorio della regione di Donetsk e alla centrale nucleare di Zaporizhzhia», ha affermato, precisando che Kyiv è disponibile a un confronto diretto: «Siamo pronti per un incontro con gli Stati Uniti a livello di leader per affrontare questioni delicate». Secondo il progetto americano, l’impianto di Zaporizhzhia dovrebbe essere amministrato congiuntamente da Ucraina, Stati Uniti e Russia, un’ipotesi che Zelensky ha giudicato problematica: «Questo ci sembra molto inappropriato e non del tutto realistico».

Zelensky: «Elezioni dopo la firma di un accordo di pace»

Nel quadro dell’ultima versione del piano Usa-Ucraina, Zelensky ha anche spiegato che è prevista l’organizzazione delle elezioni presidenziali subito dopo la firma di un accordo che metta fine all’invasione russa. Un passaggio del documento, già trasmesso a Mosca, stabilisce infatti: «L’Ucraina deve tenere le elezioni il prima possibile dopo la firma dell’accordo». Il presidente ha aggiunto che la proposta americana contempla inoltre il congelamento delle operazioni militari lungo le attuali linee del fronte e l’apertura di un dialogo sulle zone demilitarizzate. «La linea di dispiegamento delle truppe alla data dell’accordo è la linea di contatto de facto riconosciuta», ha spiegato, annunciando la creazione di un tavolo tecnico: «Un gruppo di lavoro si riunirà per determinare il ridispiegamento delle forze necessario per porre fine al conflitto, nonché per definire i parametri di possibili future zone economiche speciali».

Arrestato a Napoli il camorrista Ciro Andolfi: era nella lista dei latitanti più pericolosi

È stato arrestato nel quartiere Barra di Napoli il latitante Ciro Andolfi: era ricercato dal 2022, in quanto destinatario di un ordine di carcerazione per una una pena residua di 8 anni, 3 mesi e 10 giorni di reclusione, per i reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso e corruzione.

Andolfi era in un nascondiglio in muratura

Andolfi figurava nell’elenco dei primi 100 latitanti più pericolosi, stilato dal ministero dell’Interno: ritenuto parte del clan di camorra ‘Andolfi Cuccaro’, operante nell’area orientale di Napoli, è stato rintracciato all’interno di un nascondiglio in muratura ricavato all’interno di un appartamento sottoposto a perquisizione.

Meta, Antitrust: «Apra WhatsApp ai chatbot concorrenti»

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha disposto una misura cautelare nei confronti di Meta al termine di un’istruttoria avviata nel luglio 2025 per un presunto abuso di posizione dominante. Al centro dell’indagine c’è l’integrazione di Meta AI all’interno di WhatsApp, collocata in modo privilegiato rispetto alle soluzioni offerte da operatori concorrenti. Il procedimento è stato poi esteso il 25 novembre, quando l’Antitrust ha avviato anche un sub-procedimento cautelare legato alle nuove condizioni contrattuali dei WhatsApp Business Solution Terms, introdotte il 15 ottobre e destinate a diventare pienamente operative entro il 15 gennaio 2026. Secondo l’Autorità, tali clausole impediscono di fatto alle imprese che competono con Meta AI nel settore dei chatbot di intelligenza artificiale di accedere alla piattaforma WhatsApp.

Meta, Antitrust: «Apra WhatsApp ai chatbot concorrenti»
Il logo di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).

Nella comunicazione ufficiale, l’Antitrust spiega che, dopo l’esame delle memorie difensive e l’audizione delle parti, «ha ritenuto che sussistano i requisiti necessari per l’adozione della misura cautelare in relazione agli effetti della condotta sul territorio italiano». L’Autorità osserva che il comportamento di Meta appare potenzialmente abusivo perché idoneo a comprimere lo sviluppo e l’innovazione nel mercato dei servizi di chatbot AI, con possibili ricadute negative sui consumatori, oltre a determinare «un danno grave e irreparabile» alle dinamiche concorrenziali durante lo svolgimento dell’istruttoria.

Meta: «Decisione senza fondamento, faremo ricorso»

Meta ha replicato così: «La decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è infondata. L’emergere di chatbot di intelligenza artificiale sulle nostre Business API ha messo sotto pressione i nostri sistemi, che non erano stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo. L’Autorità italiana parte dal presupposto che WhatsApp sia, in qualche modo, un app store di fatto. I canali di accesso al mercato per le aziende di IA sono gli app store, i loro siti web e le partnership di settore, non la piattaforma WhatsApp Business. Faremo ricorso».

Mosca, esplode una bomba vicino al luogo dell’attentato al generale Sarvarov

Tre persone sono state uccise mercoledì a Mosca dall’esplosione di un ordigno, in un’area vicina al luogo in cui due giorni prima è stato ucciso il generale russo Fanil Sarvarov. Lo riporta Reuters, citando le autorità della Federazione Russa. Secondo il Comitato investigativo russo, due agenti di polizia si erano avvicinati a un uomo che mostrava un comportamento sospetto quando è esploso un dispositivo. Nell’esplosione sono morti entrambi i poliziotti e una terza persona, la cui identità non è stata resa nota. Alcuni canali Telegram russi non ufficiali hanno riferito che l’uomo fermato sarebbe stato l’attentatore e che avrebbe fatto detonare la bomba al momento del controllo. Reuters precisa di non essere stata in grado di verificare in modo indipendente queste informazioni. La Russia ha indicato l’intelligence ucraina come responsabile dell’omicidio di Sarvarov, senza che da Kyiv sia arrivato un commento ufficiale.

Gli Usa hanno negato il visto all’ex commissario Ue Thierry Breton

Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha imposto un divieto di ingresso nel paese a cinque cittadini europei, tra cui Thierry Breton, ex commissario europeo per il Mercato interno. La decisione è stata annunciata dal segretario di Stato Marco Rubio, che ha accusato i destinatari del provvedimento di aver esercitato pressioni sulle grandi piattaforme tecnologiche americane per limitare o sopprimere contenuti e opinioni statunitensi. La notizia arriva dopo che, il 5 dicembre, la Commissione europea ha sanzionato la piattaforma X (ex Twitter) con una multa di 120 milioni di euro per violazioni del Digital Services Act (DSA), la normativa europea entrata in vigore nel 2023 e fortemente sostenuta da Breton.

Gli Usa hanno negato il visto all’ex commissario Ue Thierry Breton
La vicepresidente della Commissione europa per i valori e la trasparenza Vera Jourova e il logo di X (Ansa).

Il Dsa impone alle grandi aziende digitali obblighi stringenti contro la disinformazione e i contenuti d’odio, prevedendo sanzioni fino al 6 per cento del fatturato globale in caso di violazioni. L’amministrazione Trump considera però questa legge uno strumento di censura che colpisce soprattutto le aziende tecnologiche americane. Oltre a Breton, il divieto riguarda Imran Ahmed, Anna-Lena von Hodenberg, Josephine Ballon e Clare Melford, tutti attivi in organizzazioni che contrastano odio e notizie false online. I nomi sono stati resi pubblici dalla sottosegretaria Sarah Rogers, che ha parlato di una presunta strategia coordinata per influenzare il dibattito pubblico americano.

Turchia, precipitato jet con a bordo il capo di stato maggiore della Libia

Il ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya ha reso noto che sono stati rinvenuti i resti dell’aereo scomparso dai radar che aveva a bordo il generale Mohammed Ali Ahmed Al-Haddad, capo di stato maggiore delle forze armate libiche. Il jet, che partito dall’aeroporto di Ankara Esenboğa era diretto a Tripoli, è precipitato a un paio di chilometri dal villaggio di Kesikkavak, nel distretto di Haymana, poco dopo il decollo e aver chiesto di poter effettuare un atterraggio di emergenza. A bordo c’erano in tutto cinque persone: nessun sopravvissuto. Incerte le cause del disastro, su cui è stata aperta un’inchiesta.

Russia, arresto in contumacia per Kasparov

Il tribunale distrettuale Zamoskvoretsky di Mosca ha ordinato l’arresto in contumacia di Garry Kasparov «per due mesi dalla data della sua detenzione in Russia o l’estradizione in Russia». L’ex campione di scacchi e attivista politico dell’opposizione, definito agente straniero, è accusato di apologia pubblica del terrorismo per il sostegno dato all’Ucraina: si tratta di un reato punito con pene detentive da cinque a sette anni dal Codice penale russo. Kasparov vive all’estero da una decina di anni.

Il sindaco di Cervia si è dimesso dopo le accuse di maltrattamenti alla moglie

Mattia Missiroli, sindaco di Cervia (Ravenna), ha annunciato le proprie dimissioni dopo le accuse di maltrattamenti nei confronti della moglie, da cui si sta separando. L’ormai ex primo cittadino ha comunicato la decisione con una lunga lettera che ha anticipato la seduta del 23 dicembre del Consiglio comunale.

La lettera di Missiroli

Missiroli, che ha ceduto alle molte pressioni arrivate da parte delle opposizioni e dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, nella lettera ha ribadito «la totale estraneità a qualsiasi episodio di maltrattamenti», motivando il passo indietro con l’impossibilità di affrontare «una situazione così complessa con la necessaria lucidità» e di garantire «la serenità che l’istituzione comunale merita». Nella lettera, Missiroli ha inoltre denunciato «giudizi pubblici formulati prima degli accertamenti giudiziari», ribadendo di non aver ricevuto comunicazioni formali, né di aver potuto visionare atti dell’indagine sui fatti, che si sarebbero verificati a partire dal 2009.

Calciomercato sbloccato per la Lazio, per il Napoli solo a saldo zero

Dopo il blocco ricevuto in estate, la Lazio potrà tornare a operare liberamente durante la sessione invernale del calciomercato. Il club biancoceleste ha infatti rispettato i parametri richiesti dalla Commissione indipendente che monitora i conti delle squadre italiane, ovvero un rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi inferiore allo 0,8, e dunque non avrà alcuna limitazione. Anche il Como potrà operare senza restrizioni, dopo aver sistemato una situazione difficile con aumento di capitale.

Calciomercato sbloccato per la Lazio, per il Napoli solo a saldo zero
Antonio Conte, allenatore del Napoli (Ansa).

Il Napoli potrà invece operare solo a saldo zero

Brutte notizie, invece, per Napoli e Pisa: i due club, che sono finite oltre il valore dello 0,8, dovranno operare a saldo zero: per ogni giocatore acquistato deve esserci un’uscita equivalente. In estate l’indicatore che diventerà ancora più restrittivo: il limite passerà infatti a 0,7.

Mattarella ha telefonato alla madre di Alberto Trentini

Sergio Mattarella nei giorni scorsi ha telefonato alla madre di Alberto Trentini, il cooperante veneto detenuto da oltre un anno in Venezuela. Lo scrive l’Ansa, citando fonti vicine alla famiglia dell’operatore umanitario. Il presidente della Repubblica ha manifestato vicinanza ad Armanda Colusso e solidarietà a nome di tutto il Paese: a metà novembre la donna aveva puntato il dito contro il Governo Meloni.

Mattarella ha telefonato alla madre di Alberto Trentini
Armanda Colusso (Ansa).

Morto per un malore il biatleta norvegese Sivert Guttorm Bakken

Tragedia nel mondo degli sport invernali. È morto per un malore a soli 27 anni Sivert Guttorm Bakken, biatleta della nazionale norvegese. L’atleta è stato trovato senza vita nella camera dell’albergo di Passo Lavazè, in Trentino, dove stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza assieme a dei compagni di squadra. Bakken, quattro vittorie in Coppa del Mondo tra 2021 e 2022, due anni fa era stato costretto a fermarsi dall’attività agonistica a causa di una pericardite. Ma dopo lo stop forzato durato un biennio, era tornato protagonista in Coppa del mondo con la Norvegia.

Violenza sessuale su anziane in una Rsa, arrestato un infermiere

Un infermiere è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Legnano per maltrattamenti e violenza sessuale ai danni due anziane ospiti di una Rsa di Parabiago (Milano), che avrebbe palpeggiato. L’uomo, dipendente della struttura, è stato fermato al termine di indagini scattate dopo una denuncia presentata a ottobre dai familiari di una delle due vittime, che avevano notato sul corpo dell’anziana segni di violenza: telecamere installate all’interno della struttura hanno ripreso l’infermiere, un peruviano di 46 anni residente appunto a Parabiago, avvicinare in più occasioni le due donne sole a letto. Il comando provinciale dei carabinieri di Milano, in un comunicato stampa, spiega che sono stati raccolti «forti elementi indiziari». L’infermiere è stato posto agli arresti domiciliari.