Israele, primo sì della Knesset alla commissione d’inchiesta sul 7 ottobre
La Knesset ha dato il via libera in prima lettura al disegno di legge che istituisce una commissione d’inchiesta sugli eventi del 7 ottobre. Il provvedimento è passato con 53 voti favorevoli e 48 contrari, mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu non ha preso parte alla votazione. Il testo ora passa alla Commissione costituzione, diritto e giustizia del Parlamento israeliano, che dovrà prepararlo per le successive letture necessarie all’approvazione definitiva. La proposta stabilisce che la commissione sarà composta da sei membri e da un presidente, nominati con una maggioranza qualificata di 80 deputati su 120. Qualora non si raggiunga un accordo entro due settimane, maggioranza e opposizione potranno designare tre componenti ciascuna, ai quali si aggiungeranno quattro supervisori in rappresentanza delle famiglie in lutto.
Le proteste dei familiari degli ostaggi: «Il governo seppellisce la verità»
La legge prevede inoltre che, in caso di mancata collaborazione o di impossibilità a indicare i nomi, la scelta finale spetti al presidente della Knesset, una clausola che garantirebbe alla coalizione di governo il controllo effettivo dell’organismo qualora l’opposizione decidesse di boicottare il processo. Netanyahu e i suoi alleati hanno a lungo respinto l’ipotesi di una commissione statale d’inchiesta, ritenuta la massima autorità investigativa del Paese, perché la sua composizione sarebbe affidata alla magistratura, istituzione verso cui l’attuale esecutivo manifesta diffidenza e che è al centro della contestata riforma giudiziaria. All’esterno, piccoli gruppi di manifestanti – in gran parte familiari delle vittime e degli ostaggi – hanno protestato davanti alle abitazioni dei ministri, accusando il governo di «seppellire la verità».


Shipwreck of boat carrying about 117 people feared in the central Mediterranean
STRUCK: Several Hezbollah launch sites in several areas in southern Lebanon.



