Musk e Zuckerberg uno contro l’altro al Vegas Octagon

Quanta verità ci sia nello scambio a colpi di tweet è ancora da accertare: Elon Musk e Mark Zuckerberg hanno accettato di trovarsi l’uno contro l’altro in un’area da combattimento in Nevada, almeno e soltanto durante un botta e risposta sul social. La notizia è stata diffusa dalla BBC dopo che Musk ha pubblicato un messaggio sulla sua piattaforma di social media, Twitter, scrivendo di essere «pronto per una sfida» con Zuckerberg. Il proprietario della società madre di Facebook e Instagram Meta, ha replicato pubblicando uno screenshot del tweet di Musk con la scritta «inviami la posizione».

I due miliardari avrebbero accettato di sfidarsi, almeno su Twitter, dopo un botta e risposta iniziato da Musk.
Tweet di Mark Zuckerberg (foto Twitter).

Sfida tra Musk e Zuckerberg

La risposta del miliardario Musk non si è fatta attendere: «Vegas Octagon», ha twittato, riferendosi all’area utilizzata per gli incontri dell’Ultimate Fighting Championship (UFC). L’UFC ha sede a Las Vegas, Nevada. L’imprenditore ha poi twittato: «Ho questa grande mossa che chiamo The Walrus, dove mi sdraio semplicemente sopra il mio avversario e non faccio nulla». In seguito ha pubblicato brevi video di animali, facendo intendere che la sua sfida verso Zuckerberg non fosse seria. La BBC ha contattato Twitter per delle conferme, ma non è stata rilasciata alcuna dichiarazione. Intanto, il consulente aziendale Seyi Taylor ha twittato: «Scegli il tuo combattente» con le immagini dei due miliardari.

Verona, morto l’operaio travolto da una trave d’acciaio

Non ce l’ha fatta il giovane che, nella giornata del 16 giugno, era rimasto vittima di un grave incidente sul lavoro. Il venticinquenne era stato colpito da una trave d’acciao del peso di circa undici tonnellate. L’operaio era stato soccorso immediatamente, per poi essere trasferito d’urgenza al policlinico di Borgo Trento, a Verona, dove era stato ricoverato in prognosi riservata.

Verona, un giovane venticinquenne è morto a causa dei traumi riportati dopo un incidente sul lavoro avvenuto venerdì 16 giugno.
Ambulanza (Getty Images).

L’operaio colpito da una trave d’acciaio è morto

La triste notizia del decesso, diffusa da VeronaSera, è stata commentata dall’amministrazione comunale di Valeggio sul Mincio che, attraverso una nota, ha voluto esprimere il proprio «profondo cordoglio per la scomparsa del lavoratore di 25 anni coinvolto nella scorsa settimana in un tragico incidente sul lavoro avvenuto nello stabilimento valeggiano di Fincantieri». Alessandro Gardoni, sindaco di Valeggio, ha dichiarato: «Di fronte a fatti come questo, che purtroppo si verificano troppo spesso, le parole rischiano di essere vane. Il mio pensiero va innanzitutto al giovane lavoratore e alla sua famiglia, a cui vanno le condoglianze mie e dell’amministrazione tutta».

Il sindaco: «Serve l’investimento di risorse congrue»

Il primo cittadino ha aggiunto: «Al di là delle eventuali responsabilità che saranno accertate nelle sedi opportune, voglio porre una riflessione sulla necessità di impegnarci tutti per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Unitamente alla consapevolezza da parte delle istituzioni e delle imprese, serve l’investimento di risorse congrue alla prevenzione degli incidenti sul lavoro. Dobbiamo eliminarne le cause e fare in modo che tutti non allentino la loro attenzione su questa priorità fondamentale».

Reggio Calabria, morto quattordicenne alla guida di un trattore

Si era messo alla guida del trattore all’insaputa dei genitori, Vincenzo Cordì, il quattordicenne morto a Laureana di Borrello, in provincia di Reggio Calabria, dopo essere stato travolto dal mezzo che si è ribaltato. Il tragico incidente è accaduto in un terreno di proprietà della famiglia del ragazzo, che gestisce un agriturismo in contrada Barbasano.

In Calabria un ragazzo di soli quattordici anni è morto dopo che il trattore su cui si era messo alla guida si è ribaltato.
Vincenzo Cordì (foto Facebook).

Trattore si ribalta, muore quattordicenne

Secondo le prime informazioni raccolte, il ragazzo avrebbe trovato le chiavi del mezzo, senza targa, in un cassetto e si sarebbe messo alla guida. Nonostante la tempestività dei soccorsi, per il giovane, a causa della gravità delle ferite riportate, non c’è stato nulla da fare. Sul posto, in contrada Barbasano, sono intervenuti i Vigili del fuoco e la Polizia che ha avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Il quattordicenne, solo lo scorso mercoledì, aveva sostenuto gli esami di terza media. A dicembre, Vincenzo Cordì scomparve per quasi un giorno, per poi essere ritrovato a Rosarno a casa di un amico.

Mosca, il giornalista statunitense Evan Gershkovich resta in carcere

A stabilirlo è il tribunale di Mosca con la decisione secondo la quale il giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich deve rimanere in prigione, con l’accusa di spionaggio, almeno fino alla fine di agosto. Come riportato da AP, l’appello del giornalista americano per il rilascio è stato presentato tramite impugnazione della decisione del tribunale da parte dei suoi legali, ma è stato respinto.

Mosca, il giornalista Evan Gershkovich, del Wall Street Journal, resta in carcere per spionaggio. Il processo si è volto a porte chiuse.
Manifestazione per Evan Gershkovich (Getty Images).

Mosca, resta in carcere il giornalista del Wall Street Journal

Evan Gershkovich, con indosso una maglietta nera e jeans azzurri, è apparso teso e camminava avanti e indietro all’interno dello spazio riservato agli imputati, prima dell’inizio dell’udienza presso il tribunale della città di Mosca, ma ha anche sorriso e chiacchierato con i suoi genitori, presenti in aula. Il procedimento si è svolto a porte chiuse e ai giornalisti è stato chiesto di uscire. La sentenza è stata trasmessa su due grandi schermi in ​​una stanza separata del tribunale.

Visite in prigione negate all’ambasciata americana 

L’ambasciatrice statunitense Lynne Tracy, sul posto, ha dichiarato che: «Evan ha continuato a mostrare una forza e una resilienza notevoli in queste circostanze molto difficili», ma si è detta «estremamente delusa» dalla sentenza, ribadendo che Gershkovich è «innocente» e che le accuse della Russia contro di lui sono prive di fondamento. Tracy ha concluso dicendo: «chiediamo alla Federazione Russa di rilasciarlo», rivelando che all’ambasciata degli Stati Uniti è stato negato l’accesso in prigione in tre occasioni dall’ultima volta, risalente al mese di aprile. Il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha detto ai giornalisti che il ministero sta valutando un’altra richiesta di visita da parte dell’ambasciata.

Emanuela Orlandi scomparsa 40 anni fa: l’appello della famiglia al Papa e alla premier

A 40 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, la famiglia ha lanciato un appello a Papa Francesco e Giorgia Meloni affinché diano il loro contributo nella ricerca della verità su una delle vicende di cronaca che sconvolsero l’Italia negli Anni 80. Era il 22 giugno 1983 quando la ragazza, allora 15enne, scomparve nel nulla dopo essere uscita da una scuola di musica nel centro di Roma. Da allora si sono susseguite piste, indagini e illazioni coinvolgenti diversi soggetti, dal Vaticano alla Banda della Magliana, ma nessuna che abbia portato a capire cosa sia successo alla giovane. La famiglia non si è mai arresa, sopratutto il fratello Pietro, e da decenni si batte per far luce sull’accaduto.

L’appello della famiglia di Emanuela Orlandi a 40 anni dalla scomparsa

L’avvocato Laura Sgrò, legale degli Orlandi, ha dichiarato che questi ultimi si auspicano che il Santo Padre rievochi il caso di Emanuela durante l’Angelus: «L’auspicio della famiglia è che Papa Francesco ricordi con parole di speranza la prossima domenica, durante l’Angelus, Emanuela, una sua cittadina che manca da 40 anni. Sarebbe un gesto importante, di carità, in pieno spirito evangelico, che metterebbe fine a ogni polemica e rafforzerebbe la volontà di tutti nel cercare la verità».

Un appello simile è stato rivolto anche alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «La famiglia Orlandi ritiene che gli ideali della verità e della giustizia non abbiano colore politico e non appartengano a nessun partito, ma a tutti gli uomini di buona volontà. Per tale motivo, rivolge un appello alla premier con l’auspicio che possa contribuire, nel rispetto dei ruoli, alla ricerca della verità sulla scomparsa di Emanuela e al contempo a chiarire tutti i fatti che in questi 40 anni hanno segnato l’Italia e sono ancora rimasti oscuri».

40 anni fa la scomparsa di Emanuela Orlandi
Pietro Orlandi (Getty Images).

Lo stesso Pietro, in un’intervista al Fatto Quotidiano, si è augurato l’intervento della leader di Fratelli d’Italia per evitare ulteriori rinvii in Senato della commissione parlamentare dedicata proprio al caso della giovane scomparsa. Da settimane sta infatti subendo slittamenti, l’ultimo il 21 giugno, e il suo auspicio è che Meloni «chiarisca questa anomalia».

 

Previsioni meteo weekend 24-25 giugno 2023: meno caldo e qualche temporale

Come sarà il meteo per il primo vero weekend di questa estate 2023? Secondo le ultime previsioni dei metereologi, le temperature dovrebbero essere destinate a calare a partire dal fine settimana del 24 e 25 giugno, con alta pressione quasi ovunque e qualche acquazzone sparso.

Le previsioni del tempo per sabato 24 giugno 2023: ampie schiarite quasi ovunque e temperature in calo

Il calo delle temperature previsto per le prossime ore (che si porterà via la terribile afa di questi giorni) sarà registrato a dire il vero già a partire dalla serata di venerdì, soprattutto in certe parti dell’arco alpino e in alcune zone interne della Sardegna. La colonnina di mercurio scenderà poi anche nelle regioni centro-meridionali che si affacciano sul Mar Adriatico, grazie ad un provvidenziale fronte di aria fresca. Al Nord si registrerà la tendenza ad ampie schiarite, con variabilità sulle Alpi e sulla Romagna, e temperature in calo con massime tra i 28 e i 32 gradi; al Centro si registrerà ancora una possibile instabilità, con rovesci temporaleschi concentrati soprattutto su Abruzzo e Lazio (mentre altrove il cielo sarà piuttosto sgombro di nuvole); al Sud si segnala la possibilità di rovesci pomeridiani in modo particolare sugli Appennini, mentre sulle coste e sulle isole sono previste schiarite.

Il meteo di domenica 25 giugno 2023: previste lievi piogge al Sud

Il 25 giugno i metereologi prevedono ampie schiarite in quasi tutto il Nord Italia, con qualche nube sparsa sul Veneto e sulle Dolomiti. Per quanto riguarda il Centro invece si prevedono nubi sparse con ampie schiarite solo sul Gran Sasso e sulla dorsale, mentre sarà sereno sui litorali e sulle subappenniniche. Per la giornata di domenica si prevedono pioggie solo sul Sud Tirreno a livello della dorsale calabra, mentre sull’Adriatico è previsto tempo nuvoloso con locali aperture a livello della dorsale lucana. Le piogge sono previste solo nel Catanese e in alcune zone interne della Sicilia, mentre sarà piuttosto sereno sulle coste e nelle zone interne della Sardegna.

Teorema di Rolle alla seconda prova di Maturità 2023: cos’è

Il 22 giugno 2023 si è svolta in tutta Italia la seconda temutissima prova degli esami di Maturità, quella che rispetto al tema di italiano cambia a seconda dell’indirizzo di ogni singolo istituto. Per il liceo scientifico, come sempre, il MIUR ha selezionato matematica, invitando per quest’anno gli studenti ad affrontare anche il teorema di Rolle. Ecco di cosa si tratta.

Cos’è il teorema di Rolle proposto alla Maturità 2023

Secondo la Treccani, il teoema di Rolle stabilisce che «se una funzione ƒ(x), continua in un intervallo chiuso [a, b] e dotata di derivata nell’intervallo aperto (a, b), assume gli stessi valori ƒ(a) = ƒ(b) agli estremi dell’intervallo, allora esiste almeno un punto ξ ∈ (a, b) in cui la derivata ƒ′ (ξ) si annulla. Per esempio la funzione ƒ(x) = √(x) − x è continua in [0, 1], derivabile in (0, 1] e ƒ(0) = ƒ(1); la sua derivata formula si annulla per x = 1/4. Intuitivamente, nelle condizioni poste, o la funzione è costante, e allora la sua derivata si annulla in ogni punto dell’intervallo, oppure ha in esso almeno un punto di massimo o di minimo. Il teorema di Rolle è un caso particolare del teorema del valore medio».

L’applicazione del teorema di Rolle, ad ogni modo, è stata al centro solo di uno degli 8 quesiti proposti agli studenti maturandi in mattinata. Tra i problemi della seconda prova di matematica c’è infatti stato spazio anche per lo studio degli zeri in una funzione, il calcolo delle probabilità legato ad un dado truccato e alcuni esercizi di geometria legate a dimostrazioni su parallelepipedi e triangoli.

La storia del teorema di Rolle

Sembra che i primi studi sul teorema siano da attribuire al matematico indiano Bhaskara, vissuto tra il 1114 e il 1185. Il teorema, il cui nome deriva dallo studioso Michel Rolle, venne utilizzato per la prima volta da parte del tedesco Moritz Wilhelm Drobisch nel 1834 e dall’italiano Giusto Bellavitis nel 1846.

Sciopero Trenord venerdì 23 giugno 2023: orari e fasce garantite

Per la giornata di venerdì 23 giugno 2023 è stato indetto uno sciopero Trenord che riguarderà il trasporto ferroviario in Lombardia. L’agitazione è in programma dalle 9.01 alle 16.59.

Lo sciopero di Trenord in Lombardia del 23 giugno 2023

Le otto ore di sciopero, proclamate dai sindacati Uilt Uil, Fast, Faisa Cisal e Orsa Ferrovie, porteranno variazioni al traffico e al servizio su tutte le direttrici della regione. Inevitabile, dunque, un aumento delle auto e del traffico sulle arterie che conducono in città, dove i mezzi Atm (metro, bus e tram) funzioneranno regolarmente. Tra le motivazioni dietro l’agitazione il mancato rispetto degli accordi, le relazioni industriali inadeguate e la mancanza di parità tra le organizzazioni sindacali.

I disagi riguarderanno sia il personale Mobile e del TPL sia quello della Lunga Percorrenza a causa dell’annullamento delle trattative sui turni che non rispettano né il contratto né gli accordi. In più il team di Manutenzione ha ancora bisogno di un riequilibrio tra le squadre in termini di capacità e numero di risorse ma, nonostante i vari solleciti, l’azienda non ha fornito i documenti richiesti rispetto al CCNL AF e al Contratto Aziendale.

La compagnia Trenord ha invitato tutti i cittadini interessati a seguire gli aggiornamenti sulla circolazione dei treni in real time sull’App Trenord. Si consiglia anche di prestare attenzione, nelle stazioni, sia agli annunci sonori sia alle informazioni che sono pubblicate sui monitor, continuamente aggiornate.

Sciopero Trenord venerdì 23 giugno 2023, fasce garantite
Treno (Pixabay).

Le fasce garantite

Trenord ha dichiarato in una nota che effettuano regolarmente la corsa i treni partiti alle 9 o prima e in corsa durante l’orario di sciopero purché terminino il viaggio entro le 10. I treni in partenza alle 9 ma con arrivo dopo le 10 rischiano invece di essere soppressi così come quelli in partenza tra le ore 09:01 e le 16:59. Dopo le 17, il traffico ferroviario ritorna alla normalità.

Trenord informa anche che potrebbe esserci anche un coinvolgimento dei collegamenti aeroportuali Milano Cadorna/Milano Centrale/Milano Porta Garibaldi – Malpensa Aeroporto e S50 Malpensa Aeroporto – Bellinzona. Per il solo servizio aeroportuale sono previsti autobus sostitutivi, senza fermate intermedie, tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto T1-T2 (da Milano Cadorna partiranno da via Paleocapa 1), Stabio e Malpensa Aeroporto T1- T2 per la linea S50.

Maturità 2023, seconda prova: al Classico un brano di Seneca

È il giorno della seconda prova per gli oltre 500 mila studenti che stanno affrontando l’esame di maturità 2023. Come da tradizione, la traccia varia a seconda della tipologia di istituto ed è inerente ad una delle materie di indirizzo: latino al Classico, matematica allo Scientifico, prima lingua e cultura straniera al Linguistico. Alle 8:30 è stata pubblicata la chiave per aprire i plichi telematici con le prove e pochi minuti dopo è giunta notizia del contenuto. I maturandi del liceo Classico dovranno tradurre e analizzare un brano di Seneca che si rivolge all’amico Lucilio. Un testo in cui l’autore latino mostra come i precetti della filosofia possano guidare alla virtù in mezzo ai falsi valori.

Le tracce della seconda prova della maturità 2023

Chi è saggio non segue il volgo è il titolo del brano tratto dalle Epistulae ad Lucilium. Seneca, filosofo e drammaturgo attivo durante l’età giulio-claudia, non usciva dal 2017 e, con questa apparizione, è diventato l’autore più proposto alla maturità dal dopoguerra ad oggi. Il ministero l’ha infatti scelto 16 volte, al pari di Cicerone (assente dal 2009). Nell’ultimo esame di stato pre-pandemia era stato proposto un brano di Tacito, il più temuto dagli studenti.

Allo Scientifico, invece, gli alunni dovranno risolvere due problemi attraverso lo studio di funzioni. Si tratta di problemi dall’approccio classico, senza riferimenti a casi reali come invece accadde nel 2017 con la ormai celebre «ruota quadrata».

Le materie scelte per i licei

Di seguito tutte le materie che, mesi fa, il ministero ha scelto per la seconda prova nei licei:

  • Liceo classico: Latino
  • Liceo scientifico: Matematica
  • Liceo scientifico – Opzione scienze applicate: Matematica
  • Liceo linguistico: Lingua e cultura straniera
  • Liceo artistico – Architettura e Ambiente
  • Liceo artistico – Arti figurative plastico scultoreo: Discipline plastico-scultoree
  • Liceo Scienze Umane: Scienze umane
  • Liceo Scienze Umane, opzione economico sociale: Diritto ed economia politica
  • Liceo Musicale e Coreutico – Sezione Musicale: Teoria, analisi e composizione
  • Liceo Musicale e Coreutico – Sezione Coreutica: Tecniche della danza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Molestie e sessismo, We Are Social sotto accusa: «In una chat foto in bikini e voti alle donne»

L’agenzia di comunicazione We Are Social, un vero colosso del settore pubblicitario con oltre mille dipendenti e sedi in ogni parte del mondo, è finita al centro di una pioggia di accuse di sessismo, dopo un’intervista in cui si parla di una chat con decine di uomini che commentano le colleghe. Tutto è nato dalle parole di Massimo Guastini, un decano tra i creativi, che due settimane aveva dichiarato in un’intervista a Monica Rossi, pseudonimo dietro cui ci sarebbe un professionista del settore: «Potrei parlarti di una famosa chat in cui diversi uomini catalogavano e davano i voti chi al culo, chi alle tette, chi alle gambe di queste giovani stagiste che potevano essere le loro figlie». Il 21 giugno, poi, Corriere della Sera pubblica un’intervista a un ex dipendente di We Are Social che conferma.

Lo scandalo colpisce una grande agenzia di comunicazione: in una chat 80 uomini davano voti e si scambiavano foto delle colleghe con commenti sessisti
Due uomini scrivono e osservano i propri smartphone (Getty).

Guastini: «Chat di almeno 80 uomini»

Andando con ordine, Guastini racconta sul profilo Facebook di Monica Rossi di questa chat di un’agenzia «molto famosa, potente e importante» in cui diversi uomini davano i voti alle colleghe: «Comprende almeno 80 uomini. Quasi tutti quelli che lavorano nell’agenzia, dagli stagisti ai capi reparti. Decine e decine di messaggi ogni giorno. Un solo argomento: quanto sono scopabili, fighe, ribaltabili o cesse le colleghe». E Guastini va anche nello specifico, con frasi rivoltanti che sono state pronunciare, spiega, anche da alcuni capi di vari team. E conclude sottolineando: «Il tutto in una chat, vale la pena ricordarlo, lavorativa in cui i membri più attivi sono i capi dei vari team di lavoro. Arrivano a scoprire anche l’esistenza di foglio Excel che non contiene numeri e voti ma i nomi delle proprietarie dei più bei culi femminili in azienda».

L’ex dipendente: «Foto in bikini e nomi dei fidanzati»

Monica Rossi chiama poi in causa un ex dipendente che parla di «ambiente machista», conferma i commenti in tempo reale e parla del funzionamento della chat: «Tutti sapevano in anticipo i movimenti di una collega. Lo sapevamo perché c’era la sentinella di turno che avvisava letteralmente del passaggio indicandone l’outfit condito di commenti sessisti. Venivano usati acronimi per indicare le colleghe e ne ricordo diversi». Dettagli confermati anche sul Corriere della Sera da un altro intervistato: «Ancor prima che una nuova collega arrivasse, giravano i suoi contatti social, le foto in bikini, i nomi degli eventuali fidanzati. E poi commenti al fisico, classifiche. Cose che preferirei non ripetere. Anche io sono stato autore di alcuni messaggi».

Lo scandalo colpisce una grande agenzia di comunicazione: in una chat 80 uomini davano voti e si scambiavano foto delle colleghe con commenti sessisti
L’appello lanciato su Instagram dal profilo Taniume, di una delle donne che denuncia molestie sul posto di lavoro (Instagram).

We Are Social risponde: «Condanniamo forme di discriminazione»

E l’agenzia risponde. In una nota si legge: «In relazione alle notizie apparse a mezzo stampa – relative a fatti risalenti al periodo compreso tra il 2016-2017 – We Are Social condanna, da sempre, qualsiasi forma di discriminazione e atteggiamenti inappropriati. We Are Social è da sempre impegnata nel creare un ambiente di lavoro sano e inclusivo. La società, nel corso degli anni, ha messo in atto numerose iniziative con partner qualificati affinché il benessere e la tutela delle persone siano al primo posto». Anche la Federazione delle relazioni pubbliche italiana prende posizione: «Ferpi ribadisce ancora una volta che è giunta l’ora di voltare pagina una volta per tutte e mettere al bando qualsiasi tipo di comportamento sessista e discriminatorio a partire dal nostro mondo professionale. È giunta l’ora di ispirare e farsi portavoce, come Federazione, di un nuovo paradigma finalmente pensato da donne e uomini, insieme». Sui social, intanto, molte donne stanno denunciando di aver subito molestie.

Oliviero Toscani «felicissimo» per la morte di Berlusconi: «Ha rovinato l’Italia»

L’eco della morte di Silvio Berlusconi non si spegne e con esso non lo fanno nemmeno le polemiche. Le ultime in ordine temporale le ha scatenate Oliviero Toscani. Il fotografo si è reso protagonista di dichiarazioni che hanno stupito durante la presentazione del festival sociale Tutt’ egual song’ e criature, nell’aula magna del polo di Scampia dell’Università Federico II di Napoli, nel pomeriggio del 20 giugno. Parlando della scomparsa del leader di Forza Italia ha dichiarato: «Per fortuna è morto Berlusconi. Ci rendiamo conto della dignità sociale che ci ha rubato? Eravamo un paese dignitoso, con lui c’è stata una grande rovina, un bombardamento culturale e una grande deviazione dell’Italia negli ultimi tempi». Un concetto espresso anche 24 ore dopo sulle pagine di Adnkronos: «Sì, sono felice che non ci sia più».

Il fotografo Oliviero Toscani ha spiegato di essere felice per la scomparsa di Berlusconi, accusato di aver rovinato l'Italia
Oliviero Toscani durante un evento del 2019 (Getty).

Toscani: «In Italia sono eroi i gangster e Berlusconi»

Il fotografo è intervenuto nell’aula magna dell’ateneo dopo aver realizzato a Scampia una istallazione con i ritratti di circa un centinaio tra ragazze e ragazzi su un grande telone per un cantiere. Durante il suo discorso, si è soffermato sul mondo del lavoro, ma anche sulla società odierna e sul ruolo della stessa Scampia: «Famosa al mondo per il gangsterismo? È ridicolo accettare questa condizione, anche se a qualcuno fa comodo. Ma è disumano perché i gangster qui sono una minoranza. Ma purtroppo, in Italia gli eroi sono i gangster e i Berlusconi». Ed è allora che ha parlato di un’Italia «rovinata» dall’ex premier, morto il 12 giugno 2023.

Toscani insiste: «Berlusconi la rovina dell’Italia»

E non è finita, perché a distanza di 24 ore non c’è stato alcun dietrofront, anzi Toscani ha confermato quanto detto, intervistato telefonicamente dall’Adnkronos. «Sì, sono uno di quelli che pensa che Berlusconi sia stato la rovina dell’Italia. Sono felice che non ci sia più, felicissimo», conferma il celebre fotografo. E lo fa nonostante la presa di posizione del consorzio Smean Energy, promotore dell’evento a Scampia, che si è dissociato dalle dichiarazioni con una nota.

Il fotografo Oliviero Toscani ha spiegato di essere felice per la scomparsa di Berlusconi, accusato di aver rovinato l'Italia
Il fotografo Oliviero Toscani (Imagoeconomica).

Toscani, invece, spiega: «Penso che la morte di Berlusconi sia stata una fortuna per questo paese non sono l’unico a pensarlo. Berlusconi è stato la rovina dell’Italia, in tutto: la sua etica, la sua educazione, il modo di trattare le donne. Ha avuto la possibilità di avere una maggioranza schiacciante in Parlamento e non è riuscito a fare niente, quindi non è neanche un grande statista. Ha fatto interessi privati in atto d’ufficio, ha messo le mani dappertutto ma non ha migliorato niente. Se parliamo di Berlusconi all’estero ci prendono in giro, mentre in Italia quando qualcuno muore diventa santo. Ma il tempo mi darà ragione».

Sardegna, maxi corteo a difesa della sanità pubblica

Si terrà sabato 24 giugno a Cagliari la manifestazione organizzata dal coordinamento di tutti i comitati regionali in difesa della sanità pubblica. Obiettivi principali: «La sanità come diritto universale, prima condizione della dignità umana, la salvaguardia del diritto dei sardi alle cure e il no allo smantellamento degli ospedali esistenti». Tra le motivazioni riportate nel comunicato del coordinamento vi sono «la chiusura dei reparti ospedalieri, la riduzione dei posti letto, la diminuzione del numero dei medici, degli infermieri e degli OSS, le lunghe liste per le visite specialistiche, la prevenzione inesistente e la mancanza di medici di medicina generale e di pediatri sul territorio». La partenza è prevista alle 9.30 da piazza dei Centomila con termine del corteo in piazza Vittime del Moby Prince.

Sabato 24 giugno si terrà a Cagliari un maxi corteo a difesa della sanità pubblica, organizzato dal coordinamento dei comitati regionali.
Sanità, proteste Sardegna (foto Facebook).

Il corteo a difesa della sanità in Sardegna si veste di giallo

Alessandro Rosas, uno dei portavoce del coordinamento ha dichiarato all’Ansa: «Sabato è la prima uscita a livello isolano organizzata dal coordinamento dei comitati in difesa della sanità pubblica regionale, stiamo lavorando da diversi anni per cercare di unire tutte le forze impegnate in Sardegna, per poter avere un’unica voce».  Il corteo vestirà di giallo, il colore, prosegue Rosas, che «abbiamo fatto nostro dalle battaglie dell’Ogliastra. […] Abbiamo invitato i sindaci: a gennaio abbiamo inviato una proposta a tutti e 377 comuni della Sardegna per l’approvazione di un ordine del giorno in consiglio comunale in difesa della sanità pubblica, ci sono state tante amministrazioni che hanno portato all’attenzione del proprio consiglio comunale questa proposta e sabato interverranno cinque sindaci in rappresentanza di tutti».

No alla privatizzazione della sanità

Un altro portavoce del coordianamento organizzatore della manifestazione, Francesco Carta, ha aggiunto: «Rispetto alle richieste iniziali del nostro comitato è intervenuto un fatto nuovo, abbiamo appreso della delibera della giunta del primo giugno sui nuovi ospedali e della decisione di bloccare e sospendere i lavori di ristrutturazione negli ospedali pubblici della città di Cagliari. Bloccare questa ristrutturazione è un atto estremamente grave, estremamente sbagliato, che noi contestiamo». Secondo il coordinamento dei comitati «nell’Isola c’è la tendenza all’ulteriore privatizzazione del settore della sanità, che noi contestiamo e riteniamo sia la causa principale della crisi della sanità in Sardegna e in Italia».

«Giù le mani dall’Ogliastra» non parteciperà al corteo

Mentre si diffonde la notizia della manifestazione prevista per sabato, il comitato Giù le mani dall’Ogliastra, uno dei primi nell’isola a protestare per la crisi della sanità pubblica, ha annunciato di non aderire alla manifestazione sottolineando di non condividere la scelta di aprire il corteo anche ai politici e motivando le proprie posizioni in un comunicato postato sulla pagina Facebook: «Alla manifestazione del 24 giugno sono state invitate a intervenire proprio le forze politiche regionali e questo, duole dirlo, contrasta fortemente col modus operandi che ci ha sempre contraddistinto. Giù le mani dall’Ogliastra non può scendere in piazza al fianco di coloro che, il 25 ottobre 2017, hanno votato o contribuito alla scellerata riforma Arru, né tantomeno può essere attorniata da mille simboli che nulla hanno a che vedere con le proteste dei cittadini».

Global Gender Gap, al ritmo attuale ci vorranno 132 anni per la parità

Il 2022 ha segnato una battuta d’arresto a livello globale nella parità di genere. A segnalarlo è il report del Global Gender Gap stilato dal World Economic Forum in 146 Paesi: l’anno passato si è chiuso con un gap complessivo del 68,1 per cento, il che significa che al ritmo attuale serviranno 132 anni per raggiungere la parità totale. «La battuta d’arresto verso la parità è una catastrofe per il futuro delle nostre economie, società e comunità. L’accelerazione della parità deve essere una parte fondamentale dell’agenda pubblica e privata», ha dichiarato Saadia Zahidi, manager del Global Report.

In Italia il divario di genere è particolarmente marcato nella partecipazione politica 

Il Global Gender Gap Report, introdotto dal Forum economico mondiale nel 2006, fornisce un quadro che mostra l’ampiezza e la portata della divario di genere in tutto il mondo. La battuta d’arresto del 2022 ha avuto diversi fattori: crisi multiple e complesse, aumento del costo della vita, strascichi della pandemia, emergenza climatica, conflitti su vasta scala, esodi migratori. Il rischio di inversione dei progressi è evidente nel caso dell’Italia che, dal 63esimo posto in classifica nel 2021, si è ritrovata al 79esimo. Il divario di genere in Italia è particolarmente marcato nella partecipazione delle donne in politica, in cui il Paese è scivolato dal 40esimo al 64esimo posto. Un passo indietro anche nell’accesso all’educazione, dove l’Italia è passata dal 59esimo al 60esimo posto del ranking mondiale.

Global Gender Gap, al ritmo attuale ci vorranno 132 anni per la parità. Il 2022 ha segnato una battuta d'arresto a livello mondiale.
Donne afghane a Kabul (Getty Images).

Sul podio Islanda, Norvegia e Finlandia, chiudono la classifica Algeria, Chad e Afghanistan

Un lievissimo miglioramento si registra invece nel sotto indice relativo alla partecipazione economica e opportunità di lavoro, dove il Belpaese è passato dalla posizione 110 alla 104, sempre sul totale di 146 Paesi. Bene anche nel sub-indice relativo alla salute e alle prospettive di vita, con un balzo in avanti dalla posizione 108 alla 95. Sul podio del Global Gender Gap Report ci sono, nell’ordine, Islanda, Norvegia e Finlandia, mentre i tre ultimi piazzamenti sono occupati da Algeria, Chad e Afghanistan come fanalino di coda.

Global Gender Gap, al ritmo attuale ci vorranno 132 anni per la parità. Il 2022 ha segnato una battuta d'arresto a livello mondiale.
Reykjavik, capitale dell’Islanda (Getty Images).

A Cesena un educatore di un centro estivo allontanato perché gay: la parrocchia annulla tutto

A Cesena, in Emilia-Romagna, i cittadini fanno i conti con la storia di un centro estivo parrocchiale annullato, dopo che il sacerdote ha deciso che l’unico organizzatore maggiorenne non era adatto poiché gay. La vicenda risale ai giorni scorsi e ha generato non poche polemiche, dopo l’articolo del Corriere Romagna che l’ha raccontata. Tutto è partito da una semplice foto pubblicata dal giovane sul proprio profilo Instagram, mentre baciava un altro ragazzo. E il protagonista del post è stato poi richiamato dal parroco che lo ha definito «inadatto». Al ragazzo è stato detto che avrebbe potuto organizzare le attività, senza però poter fare l’educatore. Lui ha risposto ritirandosi del tutto e, essendo lui l’unico con più di 18 anni, è saltato l’intero centro estivo.

Il giovane è stato definito inadatto dal parroco dopo una foto su Instagram in cui bacia un altro ragazzo
Alcuni bambini giocano in un campetto (Getty).

Il sindaco di Cesena: «Pensavo che il Medioevo fosse alle spalle»

Si tratta di una vicenda grave che è stata commentata anche dal sindaco di Cesena, Enzo Lattuca. Su Facebook il primo cittadino ha scritto: «Pensavo che il Medioevo fosse ormai alle nostre spalle e che episodi di discriminazione come questo, inaccettabili, fossero estranei alla nostra città. Evidentemente mi sbagliavo». Repubblica riporta le parole del sindaco che parla di «un pregiudizio vomitevole e intollerabile il pensiero che un educatore non sia adatto a stare vicino ai bambini perché omosessuale, una cosa forse di 50 anni fa». Lattuca insiste: «Questo ragazzo mi è stato descritto come una vera colonna portante della parrocchia, un persona conosciuta e impegnata, non un esterno di cui si sapeva poco. Tra l’altro ci sono educatori dichiaratamente omosessuali che lavorano nelle scuole paritarie di Cesena, quindi la decisione presa da questo punto di vista davvero non si capisce, perché non è un orientamento generale della Chiesa».

L’amarezza di Lattuca: «Rammarica che ancora oggi succeda una cosa simile»

Lattuca poi conclude: «Il fatto che sia stato annullato il centro estivo non è un problema dal punto di vista organizzativo delle famiglie. Le proposte nel nostro Comune sono tantissime, sia pubbliche che legate alle parrocchie, trovare un’alternativa per i bambini non è un problema in nessun modo. Ma quello che deve rammaricare i cittadini di Cesena è che ancora oggi, nella nostra città che credevamo tutti evoluta e accogliente, possa succedere una cosa simile. Questo pregiudizio fuori dalla realtà non può in nessun caso essere accettato dalla nostra comunità».

Il giovane è stato definito inadatto dal parroco dopo una foto su Instagram in cui bacia un altro ragazzo
Il sindaco con alcuni bambini (Facebook)

Maturità 2023, l’ex ministro Bianchi: «Traccia su di me offensiva e indecente»

L’ex ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi non ha gradito il suo coinvolgimento nella prima prova della maturità 2023, dove il ministero ha proposto, tra le tracce, una lettera aperta di un gruppo di accademici che a fine 2021 si era rivolto a lui per chiedere che nel 2022 venissero ripristinate le tradizionali modalità di svolgimento dell’esame (ridimensionate causa Covid). L’economista ha trovato fuori luogo, offensivo e pretestuoso «offrire ai maturandi una traccia basata su cose vecchie che non si sono avverate».

L’ex ministro Bianchi commenta le tracce della prima prova della maturità 2023

Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex titolare dell’Istruzione ci ha tenuto a rivendicare che la maturità 2022 «non è stata «burletta ma un esame vero e proprio». Il testo scelto dal ministero, ha spiegato, «si riferisce ad un appello del dicembre 2021 basato su indiscrezioni lette sui giornali che non hanno trovato poi fondamento nella realtà». E soprattutto non tiene conto di quello che è successo dopo, ovvero una prova fatta in presenza e con un parziale ripristino della struttura ante pandemia.

Quindi l’attacco: «Trovo offensivo e indecente offrire una traccia così, anche per tutti coloro che con me hanno lavorato per riportare gli studenti in classe, per il bene della scuola e per fare un esame vero lo scorso anno. Se questo deve servire per propugnare un’idea di scuola selettiva, ci si confronta a viso aperto. Non con riferimenti in un tema di maturità. Sono senza parole e lo trovo un attacco vergognoso».

«Il confronto si fa a viso aperto»

Non volendo entrare nel merito della politica, ma solo dell’educazione, ha quindi concluso con parole ulteriormente forti: «Chiedere ai ragazzi un parere su un’opinione superata dai fatti è devastante. Non tenere conto di quello che è successo è come discutere su una chiacchiera. Se invece vogliamo discutere di scuola e sviluppo del paese, due temi che mi stanno a cuore come tutti sanno, sono pronto. Ma a viso aperto».

 

Islanda, il governo sospende la caccia alle balene

Una decisione storica. Come riportato dal Guardian, il governo islandese ha dichiarato che sospenderà la caccia alle balene di quest’anno fino alla fine di agosto a causa di preoccupazioni per il benessere degli animali, una prima mossa che probabilmente porrà fine alla pratica contestata da più parti. I gruppi per i diritti degli animali e gli ambientalisti hanno salutato la decisione con soddisfazione, come la Humane Society International che l’ha definita «una pietra miliare nella conservazione compassionevole delle balene». La stagione della caccia alle balene in Islanda va da metà giugno a metà settembre. Un sondaggio pubblicato all’inizio di giugno indicava che il 51% degli islandesi era contrario alla caccia e il 29% favorevole, con gli ultrasessantenni i più favorevoli.

Il governo islandese sospende la caccia alle balene di quest'anno fino al mese di agosto. Le associazioni animaliste esprimono soddisfazione.
Caccia alle balene (Getty Images)

Sospesa la caccia alle balene in Islanda

Il ministro dell’Alimentazione Svandis Svavarsdottir ha preso la decisone a seguito del rapporto commissionato dal governo le cui conclusioni sono arrivate al fatto che la caccia non è conforme alla legge islandese sul benessere degli animali. Secondo l’autorità alimentare e veterinaria islandese, l’uccisione delle balene è in contrasto con gli obiettivi principali del Paese a tutela degli animali. I video schock trasmessi dall’autorità veterinaria hanno mostrato l’agonia di una balena mentre veniva cacciata per cinque ore. Il ministro ha poi aggiunto: «Se il governo e i concessionari non possono garantire i requisiti assistenziali, queste attività non hanno futuro». Il paese ha solo una compagnia baleniera rimasta, Hvalur, e la sua licenza per cacciare le balenottere comuni scade nel 2023. Un’altra compagnia si è fermata definitivamente nel 2020, dicendo che non era più redditizia.

I dati annuali sulla morte delle balene

Le quote annuali registrano l’uccisione di 209 balenottere comuni – il secondo mammifero marino più lungo dopo la balenottera azzurra – e 217 balenottere minori, una delle specie più piccole, anche se le morti sono diminuite drasticamente negli ultimi anni a causa della riduzione del mercato della carne di balena. Islanda, Norvegia e Giappone sono gli unici paesi al mondo che hanno continuato a cacciare le balene nonostante le feroci critiche di ambientalisti e difensori dei diritti degli animali. Negli ultimi due decenni, nel settore turismo, sono aumentate le richieste dei tour di osservazione delle balene, divenuti un elemento chiave per l’economia.

Salvini, ritiro della patente per chi ha il cellullare in mano o è sotto effetto di droghe

Secondo alcune fonti del Mit e come riportato da Tgcom24, stanno per arrivare sostanziali modifiche al codice della Strada secondo la linea della tolleranza zero intrapresa dal vicepremier e ministro Matteo Salvini. Tra le misure previste nel ddl, la sospensione della patente per chi viene fermato dopo aver assunto droghe, ma anche per chi è sorpreso alla guida col cellulare, contromano e per tutti quei comportamenti che, statisticamente, determinano un’alta incidentalità. Divieto assoluto inoltre di bere alcol prima di mettersi alla guida e l’obbligo dell’alcolock (un etilometro montato sull’auto, ndr) per i bevitori recidivi.

Durante il Consiglio dei ministri di domani, verrà presentato il ddl con le novità sul codice della strada e i casi di ritiro della patente.
Polizia stradale (Getty Images).

Ritiro patente e modifiche al codice della strada

Non solo misure su guida in stato di ebrezza, alterazione da sostanze o utilizzo del cellulare alla guida, ma anche maggiori garanzie per i ciclisti, che verranno tutelati soprattutto in caso di sorpassi, e la tanto attesa chiarezza sui monopattini con targhe, assicurazione e obbligo di casco. Il ddl che verrà presentato domani prevedrà anche nuove norme sulle ztl, sugli autovelox, per prevenire l’uso di strumenti di rilevazione della velocità non omologati, spesso installati per moltiplicare le sanzioni.

Città di Castello, una 90enne tra i banchi di scuola per fare l’esame di Maturità

Si pensa sempre che gli studenti che affrontano gli esami di Maturità siano soltanto giovani ragazzi e ragazze, ma in realtà a volte ci possono anche essere delle eccezioni. Questo è stato il caso anche per gli Esami di Maturità 2023, iniziati quest’oggi (21 giugno) e ai quali sta partecipando, tra gli altri, anche un’arzilla novantenne. Ecco la sua curiosa storia.

Chi è Imelda Starnini, la novantenne che sta facendo la Maturità 2023 a Città di Castello

La vicenda che già ha fatto il giro del web è legata al comune di Città di Castello, in Umbria. Tra i banchi dell’istituto San Francesco di Sales è infatti tornata in queste ore a sedersi anche la novantenne Imelda Starnini, classe 1933, che ha deciso di rimettersi in gioco affrontando tutte le prove necessarie ad ottenere il diploma di scuola superiore.

A condividere gli scatti dell’anziana signora seduta ai banchi di scuola con davanti il dizionario per affrontare la prima prova di italiano è stato il comune di San Giustino, che ha scherzosamente rinominato Starnini «la nonna della Maturità».

Il commento della maturanda e delle autorità locali

Intervistata dall’ufficio stampa dell’amministrazione comunale, l’anziana donna ha dichiarato fieramente: «Lo studio, il sapere e il desiderio di conoscere non hanno età ed io ne sono la dimostrazione. Dopo il diploma anche la laurea? Chissà perché no? […] Ora sono qui e grazie all’aiuto della mia famiglia inizio il percorso di prove, che spero, mi condurranno ad ottenere il diploma. Li abbraccio tutti questi bellissimi giovani che oggi qui con me ed in tutta Italia sono pronti a superare gli ostacoli degli esami. Bisogna crederci, così mi hanno insegnato i miei genitori. Avanti ragazzi ora non si scherza più».

A salutare con un plauso la signora Imelda Starnini anche le istituzioni locali, rappresentate dai sindaci di Città di Castello e San Giustino, Luca Secondi e Paolo Fratini. Attraverso gli assessori alle politiche scolastiche locali Letizia Guerri e Milena Crispoltoni, i due primi cittadini hanno commentato: «Crediamo di poter dire che la storia di Imelda sia una sorta di “favola” che diventa finalmente, oggi, una bella realtà. Una testimonianza forte, foriera di notevoli e diversi significati per ognuno di noi, adulto, giovane o adolescente che sia. Imelda, nata a Selci Umbro, Comune di San Giustino, residente a Cerbara, Comune di Città di Castello, è un po’ anche il simbolo di unione tra due Enti che, limitrofi, sono caratterizzati da rapporti di amicizia e volontà di andare insieme nell’andare ad intercettare le esigenze dei cittadini e operare insieme per poter fornire le risposte più consone».

Mengoni a Padova: «Una cosa che dovrebbe essere proibita è poter decidere che cos’è una famiglia»

Il cantante Marco Mengoni, in concerto a Padova, davanti a uno stadio Euganeo gremito, ha lanciato il suo messaggio prendendosi un momento tra una canzone e l’altra: «Amore, proibizione e limitazione non possono convivere, Mai. E ora, dato che siamo a Padova, vorrei aggiungere un’altra cosa: una cosa che dovrebbe essere proibita è poter decidere cos’è una famiglia e decidere sui bambini. Grazie».

Marco Mengoni, in concerto nello stadio Euganeo di Padova, prende una pausa e lancia il suo messaggio sull'amore e sulla famiglia.
Marco Mengoni, cantante (Getty Images)

Marco Mengoni a Padova: la reazione del pubblico

Frasi chiare inconfutabili quelle dell’artista, che, senza neanche aver terminato il suo discorso, viene acclamato da uno scroscio di applausi da parte del pubblico. Mengoni sceglie una modalità indiretta per comunicare il suo pensiero su quanto accaduto nelle ultime ore nella città in cui la Procura di Padova ha impugnato 33 atti di nascita. Il tour, che si chiuderà al Circo Massimo ha registrato il sold out in tutti gli stadi. Dopo il concerto, il cantante è stato intervistato da Fabrizio Basso di Skytg24, al quale ha dichiarato: «Mi sembra una cosa disumana privare un bambino di un genitore e di una famiglia, non fa bene. Chiunque può essere famiglia. Io ho genitori meravigliosi ma ho imparato a vivere da mio nonno, dunque non sono solo papà e mamma a essere famiglia, è famiglia chi ti dà amore e chi ti aiuta a capire cosa è giusto o sbagliato».

Intervista con la storia di Oriana Fallaci: di cosa parla il brano uscito alla Maturità 2023

Le migliaia di studenti italiani che oggi, 21 giugno 2023, hanno dovuto affrontare la prima prova degli esami di Maturità 2023 si sono ritrovati di fronte tra le varie opzioni anche una traccia di carattere artistico-letterario che fa riferimento a Interviste con la storia, un importante progetto della compianta scrittrice Oriana Fallaci. Ecco di cosa si tratta.

Cosa sono le interviste con la storia di Oriana Fallaci, al centro della prima prova della Maturità 2023

Nel 1974 la scrittrice Oriana Fallaci (morta nel 2006 per un tumore) aveva pubblicato il libro all’interno del quale raccoglieva tutte le coraggiose interviste condotte negli anni precedenti. Si trattava di incontri con alcune delle personalità più importanti ma anche controverse del Novecento, da Henry Kissinger a Willy Brandt, passando per Golda Meir, Indira Gandhi, ma anche per Arafat a Hussein di Giordania, Nenni ad Amendola e Giulio Andreotti.

Nella premessa della sua opera, Fallaci aveva scritto a proposito: «Non riesco a escludere che la nostra esistenza sia decisa da pochi, dai bei sogni o dai capricci di pochi, dall’iniziativa o dall’arbitrio di pochi… Certo è un’ipotesi atroce. Ancor più sconsolato ti chiedi come siano quei pochi: più intelligenti di noi, più forti di noi, più illuminati di noi, più intraprendenti di noi? Oppure individui come noi, né meglio né peggio di noi, creature qualsiasi che non meritano la nostra collera, la nostra ammirazione, la nostra invidia?».

Il significato dell’opera e le riflessioni della scrittrice

Trattandosi di una traccia di carattere argomentativo, ogni studente avrà la possibilità di sviluppare il suo personale pensiero a partire dalle riflessioni dell’autrice, che in sostanza si è interrogata a lungo se fosse giusto o meno che una minuscola parte della popolazione mondiale, composta essenzialmente dai grandi statisti, potesse avere un tale dominio su milioni di persone.

Nell’opera, Oriana Fallaci lasciava in particolar modo aperta un’interessante domanda per i suoi lettori, ovvero: «È un pensiero che offende perché, in tal caso, noi che diventiamo? Greggi impotenti nelle mani di un pastore ora nobile ora infame? Materiale di contorno, foglie trascinate dal vento?».