Le Nazioni Unite condannano l’attacco americano in Venezuela
Dalla riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite arriva una condanna aperta all’operazione militare condotta dagli Stati Uniti in Venezuela, che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro. Durante la sessione, numerosi Stati membri hanno definito le azioni della Casa Bianca un «crimine di aggressione» ai danni di uno Stato sovrano, contestandone la legittimità sul piano del diritto internazionale. Brasile, Cina, Colombia, Cuba, Francia, Eritrea, Messico, Russia, Sudafrica e Spagna sono tra i Paesi che hanno condannato Washington. Durante il vertice sono state criticate anche le minacce di Donald Trump riguardo alla possibilità di usare la forza sulla Groenlandia e altri Paesi centro-sudamericani, tra cui Messico, Cuba e Colombia, accusati di narcotraffico.
Guterres: «Il rischio è di creare un precedente su come vengono condotte le relazioni tra Stati»
Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze politiche e sulla sicurezza in Venezuela e in America Latina. «Sono profondamente preoccupato per la possibile intensificazione dell’instabilità nel Paese, per il potenziale impatto sulla regione e per il precedente che potrebbe creare su come vengono condotte le relazioni tra Stati», ha dichiarato. L’Ufficio dell’Alto commissario Onu per i diritti umani ha espresso una valutazione ancora più critica. Un portavoce di Volker Türk ha affermato che è «chiaro» come l’operazione statunitense abbia «minato un principio fondamentale del diritto internazionale», ossia il divieto per gli Stati di «minacciare o usare la forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di un altro Stato». L’Onu ha riconosciuto il grave deterioramento dei diritti umani in Venezuela, ma ha chiarito che «la responsabilità per tali violazioni non può essere raggiunta attraverso un intervento militare unilaterale».
LEGGI ANCHE: Venezuela, Trump avrebbe voltato le spalle a Machado perché ha accettato il Nobel per la Pace

Cosa dice il diritto internazionale sull’uso della forza nelle relazioni tra Stati
Gli Stati Uniti hanno difeso la loro condotta attraverso l’ambasciatore all’Onu Mike Waltz, che sostiene che Washington abbia agito nell’ambito di una legittima operazione di «applicazione della legge», contro un leader definito «illegittimo». Ma l’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite del 1945 vieta agli Stati di usare o minacciare l’uso della forza nelle relazioni internazionali. La stessa Carta ammette solo due eccezioni esplicite, da interpretare in modo restrittivo: la legittima difesa, individuale o collettiva, in risposta a un attacco armato; le azioni militari autorizzate dal Consiglio di sicurezza per mantenere o ristabilire la pace. Il diritto internazionale non riconosce altre deroghe automatiche e decise unilateralmente da uno Stato.


ALERTE INFO | « FAITES GAFFE À LA MOUSSE ! ».



