Indagato per corruzione Fabio Lazzerini, ex amministratore delegato di Ita Airways

Fabio Lazzerini, amministratore delegato di Ita Airways dal 2020 al 2023 e oggi ceo di Comtel, è indagato per corruzione e peculato dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sul Garante della Privacy. Il filone di indagine riguarda alcune tessere Volare Executive del programma fedeltà di Ita Airways, del valore di 6 mila euro annui, regalate ai componenti del collegio dell’Authority. La notizia arriva dopo il blitz del nucleo Pef della Guardia di Finanza, che si è presentato negli uffici di Ita Airways per acquisire documenti.

Indagato per corruzione Fabio Lazzerini, ex amministratore delegato di Ita Airways
Fabio Lazzerini (Imagoeconomica).

L’ipotesi della procura di Roma

La procura di Roma era alla ricerca di riscontri concreti sul rapporto tra Ita Airways e il Garante per la protezione dei dati personali. Nel capo di imputazione in cui si contesta la corruzione, si legge che gli indagati «in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways, a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere “Volare”». L’ipotesi, insomma, è che il Garante abbia scelto a più riprese la linea morbida con Ita Airways, in cambio di queste card. Nell’inchiesta sul Garante della Privacy risultano indagati per peculato e corruzione il presidente Pasquale Stanzione e gli altri membri dell’Autorità: Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza, che nel frattempo si è dimesso.

LEGGI ANCHE: Le spese, la card Ita AIrways, la mancata sanzione a Meta: cosa c’è nelle carte dei pm sul Garante della privacy

Caso Equalize, chiesto il processo per Enrico Pazzali

La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell’agenzia investigativa Equalize, accusato di associazione per delinquere e altri reati per il caso delle presunte cyberspie e dei dossieraggi con accessi abusivi in banche dati. Allo stesso tempo, i pm milanesi hanno chiuso un secondo maxi filone di indagini a carico di 81 indagati a vario titolo per associazione per delinquere, intercettazioni illegali, intrusione in sistemi informatici di rilevanza pubblica, corruzione per la cessione di dati riservati e calunnia. La seconda tranche ha al centro i presunti clienti di Equalize, tra i quali figurano Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei figli del fondatore di Luxottica, Fulvio Pravadelli, ex manager di Publitalia, Stefano Speroni, capo dell’ufficio legale di Eni, e Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, e Cosimo Di Gesù, generale della Gdf.

Annullato l’arresto di Hannoun, attivista palestinese accusato di aver finanziato Hamas

La Corte di Cassazione ha annullato l’arresto di Mohammad Hannoun, l’attivista palestinese che a dicembre 2025 era stato arrestato assieme ad altre sei persone con l’accusa di aver finanziato Hamas con l’associazione da lui fondata (Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese). La Corte ha rinviato alla sezione del tribunale del Riesame di Genova la decisione sull’ordinanza di custodia cautelare sia per Hannoun, sia per le altre tre persone che erano rimaste in carcere. Il tribunale del Riesame è l’organo che si occupa di validare o annullare le misure cautelari, e Genova è la città in cui Hannoun viveva dal 1983. In attesa della decisione, resterà in carcere a Terni.

Legali soddisfatti: «Provato solo l’invio di aiuti umanitari»

Il collegio difensivo degli indagati nell’inchiesta della Procura di Genova ha espresso soddisfazione per la decisione della quinta sezione della Cassazione. In attesa delle motivazioni, hanno scritto i legali in una nota, «pare evidente che il tribunale dovrà riconsiderare le posizioni degli indagati per i quali era stato provato solo l’invio a Gaza di aiuti alimentari e di denaro destinato ad attività umanitarie di sostegno alla popolazione civile».

Finita la nuova fuga di Elia Del Grande, autore della “strage dei fornai”

I carabinieri hanno rintracciato e arrestato in provincia di Varese Elia Del Grande: l’autore della “strage dei fornai” il giorno di Pasqua era fuggito dalla casa-lavoro di Alba (Cuneo) che doveva frequentare e dalla quale era uscito grazie a una licenza. Del Grande, che era alla guida di un’auto rubata nel parcheggio del cimitero della frazione Lentate di Sesto Calende, ha cercato di eludere i controlli dei militari, che lo hanno bloccato e condotto in carcere su disposizione della Procura di Varese. Dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, in quanto nel tentativo di fuga ha provocato lievi lesioni a un carabiniere.

A ottobre era fuggito da una casa-lavoro del Modenese

Del Grande a fine ottobre era evaso da una casa-lavoro di Castelfranco Emilia (Modena) in cui si trovava dal mese precedente: da una località segreta aveva poi scritto una lunga lettera a Varese News, spiegando il motivo del suo allontanamento dalla struttura a cui era stato assegnato dopo aver scontato 26 anni e 4 mesi di carcere, perché giudicato ancora socialmente pericoloso. Era stato poi rintracciato poco dopo.

La “strage dei fornai”, l’arresto e la condanna

Il 7 gennaio 1998, quando aveva 22 anni, Del Grande sterminò a colpi di fucile la famiglia a Cadrezzate (Varese): il padre Enea, 58 anni, la madre Alida, 53, e il fratello Enrico, 27, che insieme gestivano una panetteria. Fuggì in Svizzera, ma fu arrestato e poi confessò il triplice delitto: alla base contrasti legati alla sua frequentazione con una ragazza della Repubblica Dominicana. Del Grande ha scontato in carcere 25 dei 30 anni ai quali era stato condannato in Appello, dopo l’ergastolo in primo grado e il riconoscimento della semi-infermità mentale. In libertà vigilata si è però reso protagonista di furti e molestie nei confronti del vicinato; da qui la decisione del tribunale di Sorveglianza alla misura cautelare del collocamento nella struttura di Castelfranco Emilia in avrebbe dovuto trascorrere in tutto sei mesi, perché ritenuto socialmente pericoloso.

‘Ndrangheta, maxi operazione della polizia in cinque regioni: 54 arresti

Gli agenti della polizia di Stato hanno effettuato l’arresto di 54 persone tra le province di Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Benevento, Milano, Rovigo e Viterbo, nell’ambito di un’inchiesta che ha dato conferma della piena operatività della consorteria di ‘ndrangheta nota come “Locale dell’Ariola” e, in particolare, della ‘ndrina che fa capo alle famiglie Emanuele e Idà di Gerocarne. Coinvolto per aspetti legati al traffico di stupefacenti anche Marco Ferdico, uno degli indagati dell’inchiesta “Doppia Curva”.

I reati contestati ai 54 arrestati

Le persone fermate sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, lesioni aggravate, ricettazione, danneggiamento aggravato, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, detenzione di materiale esplodente, estorsione, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento personale, trasferimento fraudolento di valori e uccisione di animali.

Le misure cautaleri disposte

Tra i nomi che spiccano per la gravità dei capi d’imputazione (che vanno dall’associazione mafiosa al narcotraffico) figurano elementi di spicco della ‘ndrangheta come Gerardo Accorinti, Ferdinando Bartone, Michele Carnovale e i componenti dei clan Emanuele, Idà e Castagna. Per loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Marco Idà, Michele Idà, Domenico Nardo e Domenico Zannino sono stati posti agli arresti domiciliari con il divieto assoluto di comunicare con l’esterno. Per altri indagati (tra cui Michelangela Alessandria e Marco Fiorillo) è stata invece applicata la misura congiunta dell’obbligo di dimora con permanenza notturna e di presentazione alla polizia giudiziaria per quattro giorni a settimana.

Teramo, arrestato un giovane che progettava attentati ispirandosi a Unabomber

Un ragazzo italiano residente a Teramo è stato arrestato con l’accusa di addestramento ad attività con finalità di terrorismo e apologia di reato. L’indagine, coordinata dalla procura distrettuale dell’Aquila, ha delineato il profilo di un uomo profondamente radicalizzato all’interno delle correnti anarco-primitiviste e accelerazioniste, il cui obiettivo dichiarato era la distruzione violenta del sistema tecnologico e democratico. Secondo gli inquirenti, l’indagato pianificava azioni terroristiche ispirandosi aTheodore Kaczynski, noto come Unabomber.

Forniva guide per fabbricare fucili e creare esplosivi

Attraverso canali telematici, diffondeva proclami volti a scatenare una rivoluzione antitecnologica, accompagnando i suoi messaggi con immagini di uomini armati e travisati per esaltare la lotta sovversiva. La sua non era solo propaganda teorica ma un vero e proprio supporto tecnico per la lotta armata attraverso la pubblicazione di guide dettagliate per la fabbricazione di pistole e fucili, suggerendo persino l’utilizzo di stampanti 3D. Oltre alla produzione di armi, l’uomo distribuiva istruzioni e manuali per la creazione di esplosivi e munizioni artigianali, indicando con precisione i bersagli strategici da colpire. Tra gli obiettivi individuati figuravano non solo i centri nevralgici della vita civile e dei servizi pubblici, ma anche data center e grandi società di gestione patrimoniale americane.

Attacco hacker agli Uffizi: rubati dati e password, chiesto un riscatto

L’attacco hacker che tra fine gennaio e inizio febbraio 2026 ha colpito i servizi amministrativi del polo delle Gallerie degli Uffizi — che comprende anche Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli — ha costretto la direzione a chiudere un intero pezzo di Palazzo Pitti, trasferire i gioielli più pregiati nel caveau della Banca d’Italia e murare porte e uscite di sicurezza con calce e mattoni. Secondo quanto riportato dal Corriere della sera, il gruppo hacker che ha violato la rete informatica del polo museale fiorentino avrebbe svuotato i server rubando archivio fotografico, codici di accesso, password, sistemi di allarme, mappe interne, ingressi, uscite e percorsi di servizio. Le informazioni così rubate, se utilizzate, consentirebbero di muoversi tra le sale sapendo esattamente dove passare e cosa disattivare. I ladri avrebbero minacciato di vendere questi dati sul dark web se le Gallerie non pagheranno un riscatto. Al lavoro, dopo la denuncia degli Uffizi, ci sono procura e polizia postale con il supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Maltempo, ponte crollato lungo la Statale Adriatica: le foto

Maltempo, ponte crollato lungo la Statale Adriatica: le foto
Maltempo, ponte crollato lungo la Statale Adriatica: le foto
Maltempo, ponte crollato lungo la Statale Adriatica: le foto
Maltempo, ponte crollato lungo la Statale Adriatica: le foto

Centro-Italia alle prese con il maltempo, che ha colpito soprattutto Abruzzo e Molise. Intorno alle 9 di giovedì 2 aprile 2026 è crollato il ponte sul fiume Trigno al confine tra le due regioni, sulla Statale 16, dopo tre giorni di piogge intense. Il cedimento è avvenuto improvvisamente mentre erano in corso le verifiche per una possibile riapertura al traffico. Fortunatamente la strada era chiusa già dall’1 aprile (a causa di allagamenti causati dall’esondazione del fiume) e non c’erano mezzi in transito. Il crollo interrompe uno dei principali collegamenti tra Molise e Abruzzo, nel territorio di Montenero di Bisaccia, con pesanti ripercussioni sulla viabilità. Di fatto l’Italia si trova, nella sua parte orientale, divisa in due. L’Unità di crisi della Protezione civile ha annunciato che «nei territori colpiti dal maltempo sono segnalate ancora criticità diffuse con allagamenti, frane e interruzioni della viabilità e del traffico ferroviario». Situazione critica anche in Puglia, dove molti fiumi hanno raggiunto la terza soglia idrometrica.

Il legale dei Caroccia: «Delmastro l’unico che ha teso una mano»

L’avvocato difensore di Miriam Caroccia e Mauro Caroccia, indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, ha dichiarato che «Andrea Delmastro andava alla Bisteccheria d’Italia (ndr il ristorante gestito dalla società Le 5 forchette di cui l’ex sottosegretario di Fdi era socio, sotto indagine perché sospettata di aver riciclato soldi del clan Senese) a mangiare con gli uomini della sua scorta, era un cliente ed è stato l’unico a tendere una mano a Mauro Caroccia a cui nel 2019 era stato bruciato il locale». «Nonostante abbia chiesto aiuto a tutti», ha aggiunto il legale, «è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni. Caroccia è vittima della criminalità organizzata».

L’avvocato: «I soldi sono stati messi da Delmastro»

Il difensore ha inoltre annunciato di voler chiedere ai magistrati «di dirci dove stanno i flussi di denaro della famiglia Senese perché, se ci fossero stati, credo che il mio assistito non sarebbe stato in questa condizione, lui non riusciva a portare da mangiare ai figli». E ancora: «L’apertura della società Le 5 forchette con la figlia Miriam è stata una scelta per sentirsi più tranquillo. Una parte della criminalità che lo vessava si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. Pensava di cambiare vita. Diremo ai magistrati che non c’è un centesimo della criminalità organizzata ne Le 5 forchette, non c’entra nulla la famiglia Caroccia, non c’entra nulla la famiglia Senese. I soldi sono stati messi da Delmastro, questo lo chiariremo perché è tutto tracciato».

Madre e figlia morte a Campobasso, la svolta: non fu intossicazione ma avvelenamento

Svolta nel caso delle due donne, mamma e figlia, morte durante le vacanze di Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso dopo una sospetta intossicazione alimentare. Un nuovo fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, ipotizza un duplice omicidio premeditato. Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Jelsi, 50 anni, sarebbero state avvelenate nella loro casa di Pietracatella con la ricina. Tracce del veleno sono state trovate durante gli esami effettuati sul sangue, sia in Italia che all’estero.

Eredità Agnelli, John Elkann verso il rinvio a giudizio per truffa ed evasione fiscale

Entro la metà di aprile, la procura di Torino potrebbe chiedere il rinvio a giudizio di John Elkann nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità Agnelli e sulla presunta residenza fittizia in Svizzera della vedova di Gianni Agnelli, Marella Caracciolo. Lo riporta il Fatto Quotidiano, aggiungendo che un analogo provvedimento potrebbe arrivare anche al commercialista di famiglia Gianluca Ferrero, attuale presidente della Juventus, e al notaio Remo Maria Morone. Intanto è stato notificato agli indagati l’avviso di chiusura delle indagini. I reati contestati a suo tempo a Elkann e Ferrero erano indicati nel decreto di sequestro per 73,8 milioni del 20 settembre 2024, ovvero truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale per dichiarazioni dei redditi fraudolente.

L’ex legale di Andrea Sempio lascia l’avvocatura e si candida a sindaco di Vigevano

Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio, ha deciso di lasciare l’avvocatura e di candidarsi come sindaco di Vigevano. Lo ha annunciato a Mattino Cinque il suo avvocato, Fabrizio Gallo. Nuovo colpo di scena, dunque, nell’intricato caso del delitto di Garlasco. «Vuole chiudere col passato, vuole rilasciare la toga. Questo è un danno per l’avvocatura, credetemi, perché ha aiutato tante e tante persone e ha l’avvocatura nel sangue. Amava questo lavoro ma al momento è costretto a fare un passo indietro. Le minacce, le varie cose in tv… Vuole occuparsi di altro. Vuole dedicarsi alla sua città e vuole fare il sindaco della sua città», ha detto Gallo, spiegando di non sapere «neanche il partito» con cui correrà Lovati. A supportare l’ex legale di Sempio sarà Democrazia Sovrana Popolare, il partito di Marco Rizzo.

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Lovati avrebbe ricevuto telefonate con minacce di morte

Secondo quanto affermato da Gallo nella puntata di Mattino Cinque del 30 gennaio, Lovati dopo aver pubblicamente parlato «delle ferite sulle palpebre di Chiara Poggi, che lui disse potevano essere per il fatto che non dovesse vedere qualcosa», ha ricevuto «una serie di telefonate da un numero anonimo» in cui veniva minacciato di fare «la fine di David Rossi», ovvero il capo della comunicazione di Mps trovato morto lungo la strada di Siena su cui si affacciava il suo ufficio presso Rocca Salimbeni.

Sempio ha revocato l’incarico a Lovati a ottobre 2025

Sempio, indagato per l’omicidio di Poggi, ha revocato l’incarico a Lovati a metà ottobre del 2025, dopo le numerose apparizioni dell’avvocato in televisione e dell’episodio di Falsissimo di Fabrizio Corona in cui aveva definito il suo assistito «un comunista, un disadattato», affermando di non averci mai parlato da solo. Dopo aver salutato Lovati, Sempio ha scelto come nuovo legale Liborio Cataliotti, cioè lo storico avvocato di Wanna Marchi, che ancora oggi assiste la figlia di lei, Stefania Nobile e l’ex compagno Davide Lacerenza.

Vendita di San Siro, indagati ex assessori e manager di Milan e Inter

L’inchiesta sulla vendita dello stadio “Giuseppe Meazza”, affidata ai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf di Milano, ipotizza la turbativa d’asta e la rivelazione del segreto di ufficio. Sono in corso perquisizioni in Comune a Milano, alla M-I Stadio di Milan e Inter e nelle abitazioni degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e del dg di Palazzo Marino, Christian Malangone, tutti e tre indagati. Ma sono nove nel complesso le persone iscritte nel fascicolo: tra esse anche Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan, e Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune e responsabile unica del procedimento su San Siro. Assieme a loro ci sono poi Mark Van Huukslot, già manager dell’Inter, Alessandro Antonello, ex ceo corporate del club nerazzurro, e Giuseppe Bonomi, presidente di Sport Life City, controllata del Milan.

Vendita di San Siro, indagati ex assessori e manager di Milan e Inter
Vendita di San Siro, indagati ex assessori e manager di Milan e Inter
Vendita di San Siro, indagati ex assessori e manager di Milan e Inter
Vendita di San Siro, indagati ex assessori e manager di Milan e Inter
Vendita di San Siro, indagati ex assessori e manager di Milan e Inter
Vendita di San Siro, indagati ex assessori e manager di Milan e Inter

Tancredi, Malangone e De Cesaris sono già indagati nell’inchiesta sull’urbanistica

Le perquisizioni (anche presso terzi) e i sequestri dei telefoni cellulari in corso oggi 31 marzo si sono resi necessari in seguito allo sviluppo dei contenuti delle chat e delle mail raccolte nell’indagine sull’urbanistica a Milano, che nell’estate del 2025 aveva portato ad alcuni arresti, poi annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Tancredi, Malangone e De Cesaris, peraltro, sono già indagati proprio nella maxi-inchiesta sull’urbanistica.

Vendita di San Siro, indagati ex assessori e manager di Milan e Inter
Lo stadio “Giuseppe Meazza” (Imagoeconomica).

Il Comune di Milano ha incassato 197 milioni dalla vendita di San Siro

Il fronte giudiziario sul Meazza è stato aperto dopo una serie di esposti arrivati in Procura, tra cui quello firmato dall’ex vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza. Il Comune di Milano ha incassato 197 milioni di euro dalla vendita di San Siro a Inter e Milan: il sospetto è che la legge sugli stadi sia stata usata per sostenere il progetto di urbanizzazione dell’area e quindi di determinate società costruttrici, favorendo interessi privati a scapito di quello pubblico.

Delmastro, nell’indagine sulla società dei Caroccia emerso utilizzo di soldi del clan Senese

Dagli atti dell’indagine della Dda di Roma sulla società Le 5 Forchette (che gestiva il ristorante Bisteccheria d’Italia a Roma), di cui è stato azionista anche l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, è emerso che sono stati «trasferiti e reinvestiti» proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese. I reati ipotizzati nell’inchiesta sono quelli di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni. Un’attività illecita aggravata dal fatto di averla «commessa al fine di agevolare» i Senese. Secondo l’impianto accusatorio, infatti, a dicembre 2024 Mauro e Miriam Caroccia (quest’ultima azionista della società) avrebbero “investito” nella Srl al fine di «permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche» e «di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni».

Pianificava una strage a scuola, 17enne arrestato a Perugia: cosa sappiamo

Un ragazzo di 17 anni, originario di Pescara e domiciliato in provincia di Perugia, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo: secondo le indagini a suo carico stava progettando una strage in una scuola, ispirata a quella del 20 aprile 1999 alla Columbine High School. Cosa sappiamo.

Stava lavorando alla fabbricazione di armi e ordigni chimici

L’arresto è stato effettuato nelle prime ore di lunedì 30 marzo. Il 17enne stava lavorando alla fabbricazione di armi da fuoco e di ordigni chimici e a tale scopo aveva reperito manuali contenenti istruzioni in merito. Sono stati sequestrati documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, ma anche vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali. Secondo quanto emerso dalle indagini, il minorenne aveva anche cercato informazioni sulla costruzione di armi in 3D e sulla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi.

Era iscritto al gruppo Telegram “Werwolf Division”

L’attività investigativa ha poi rilevato contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram “Werwolf Division”, di stampo neonazista e incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della “razza ariana”, così come sulla glorificazione di figure come Anders Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya nel 2011, e Brenton Tarrant, che sparò in due moschee a Christchurch nel 2019.

Il massacro della Columbine come fonte di ispirazione

Dall’analisi delle conversazioni su Telegram è emerso l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata quella della Columbine High School, seguita dal proprio suicidio. Nel massacro scolastico del 20 aprile 1999 morirono 13 studenti più i due assalitori, che si tolsero la vita.

Pianificava una strage a scuola, 17enne arrestato a Perugia: cosa sappiamo
Alcune pagine dei manuali sequestrati (Ansa/US Carabinieri).

Le perquisizioni nei confronti di altri sette minori

Nelle provincie di Perugia, Teramo, Pescara, Bologna e Arezzo sono state inoltre effettuate perquisizioni nei confronti di sette minorenni, che risultano inseriti «in un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista» e appaiono «particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo».

L’accusa: detenzione di materiale con finalità di terrorismo

Tutti i minorenni sono sono indagati in relazione all’articolo 604 del codice penale, che fa riferimento a propaganda, istigazione e violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Il 17enne arrestato a Perugia, come detto, è anche accusato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.

Il tribunale di Milano ordina a Corona di rimuovere i video su Signorini

Il tribunale di Milano ha ritenuto i contenuti diffusi da Fabrizio Corona su Alfonso Signorini «lesivi dell’onore, della reputazione e della riservatezza», non «giustificati dal diritto di cronaca o di critica, in assenza dei requisiti di verità, pertinenza e continenza». Pertanto, ha confermato l’ordine all’ex re dei paparazzi di rimuovere dagli hosting provider e dai social media i messaggi audio e video da lui pubblicati durante la sua trasmissione Falsissimo. Dovrà poi pagare 750 euro per ciascuna violazione delle misure indicate e per ciascun giorno di ritardo nell’esecuzione. Il tribunale ha inoltre affermato che non vi è alcun elemento concreto che consenta di ritenere sussistente l’ipotesi di estorsioni sessuali attribuite a Signorini, rilevando come tali accuse siano state diffuse come fatti certi senza adeguata verifica e senza riscontri oggettivi.

È morto Fabio Roversi Monaco, ex rettore dell’Università di Bologna

É morto a 87 anni Fabio Roversi Monaco, giurista e professore emerito di Diritto amministrativo dell’Università di Bologna. Dal 1985 al 2000 è stato magnifico rettore dell’Alma Mater, contribuendo in modo decisivo al suo sviluppo internazionale attraverso diverse iniziative, tra cui la Magna Charta Universitatum firmata da oltre 400 Rettori (1988) e il Bologna Process, che ha trovato compimento nella partecipazione di 29 ministri dell’Istruzione europei, riunitisi a Bologna nel 1999 per la comparabilità qualitativa dei titoli di istruzione dei vari Paesi e la libera circolazione di studenti e laureati europei. Gli incontri hanno portato alla redazione della Bologna Declaration, sottoscritta da 29 Paesi Europei.

Oltre 20 università gli hanno conferito la laurea honoris causa

Presidente della Fondazione Cassa di risparmio in Bologna dal 2000 al 2013, è stato anche amministratore delegato dell’Istituto Giovanni Treccani per l’Enciclopedia italiana dal 2001 al 2003. Oltre alla laurea ad honorem in Medicina e chirurgia dell’Alma Mater, a Roversi Monaco è stata conferita la laurea honoris causa da oltre 20 università. Il professore è inoltre stato insignito, tra gli altri, dei titoli di Cavaliere di Gran croce della Repubblica italiana e di Cavaliere della Lègion d’honneur dal presidente della Repubblica francese.

Molari: «Una delle figure più autorevoli e rappresentative»

«Con la scomparsa di Fabio Roversi Monaco», ha dichiarato l’attuale rettore di Unibo Giovanni Molari, «l’Università di Bologna perde una delle sue figure più autorevoli e rappresentative. Nel corso del suo lungo rettorato, ha saputo guidare l’ateneo con visione, determinazione e profondo senso delle istituzioni, contribuendo in modo decisivo al suo sviluppo internazionale. A nome di tutta la comunità universitaria, esprimo il più sentito cordoglio alla famiglia e la nostra riconoscenza per l’eredità culturale e istituzionale che lascia».

Corruzione: perquisizioni della Finanza al ministero della Difesa, in Terna e Rfi

Sono in corso perquisizioni da parte della Guardia di Finanza presso il ministero della Difesa e nelle sedi di Rete Ferroviaria Italiana, di Terna – società che gestisce la rete elettrica nazionale – e di Polo Strategico Nazionale. Le perquisizioni stanno avvenendo nell’ambito di una indagine della Procura di Roma (sviluppo di quella su Sogei) in cui sono stati ipotizzano i reati di corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio, oltre alla turbativa d’asta e al traffico di influenze illecite. Al centro dell’indagine, che ha portato all’iscrizione nel registro di 26 persone, ci sono presunte irregolarità negli appalti informatici.

Bergamo, insegnante accoltellata da uno studente di 13 anni

Uno studente di 13 anni si è presentato a scuola con una maglia recante la scritta “vendetta“, un coltello e una pistola scacciacani e ha accoltellato la sua insegnante di francese. È successo a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, all’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci di via Damiano Chiesa, dove ci sono elementari e medie. Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 7.45 di mercoledì 25 marzo 2026, prima che iniziassero le lezioni, il ragazzo si è scagliato contro la prof. Chiara Mocchi, 57 anni, davanti ad altri coetanei. Un professore e due collaboratori scolastici l’hanno poi fermato in attesa dell’arrivo dei carabinieri. Avendo 13 anni, non sarà nemmeno imputabile. La donna, colpita al collo e in altre parti del corpo, è stata trasportata in elisoccorso all’ospedale di Bergamo. È grave ma non in pericolo di vita. Ancora da chiarire il movente che, hanno spiegato i militari, «non è riconducibile a finalità terroristiche» ma a «un gesto isolato».

Valditara: «Gravità sconvolgente, approvare norme sui coltelli»

Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: «Quanto accaduto presso l’Istituto comprensivo di Trescore Balneario è un fatto di una gravità sconvolgente. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi familiari, alla scuola. Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani. Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiano già avviato nelle scuole sulla condotta e l’educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica».

Due morti nel crollo di un casale a Roma: la pista anarchica

Il crollo del solaio di un casale abbandonato nel parco degli Acquedotti a Roma è costato la vita a due persone: un uomo e una donna. Sulla vicenda sono in corso indagini della polizia, ma qualcosa è già emerso: le vittime sarebbero due appartenenti al mondo anarchico e tra le ipotesi c’è che stessero maneggiando un ordigno artigianale, in vista di un’azione da mettere in atto nelle prossime settimane.

Due morti nel crollo di un casale a Roma: la pista anarchica
Due morti nel crollo di un casale a Roma: la pista anarchica
Due morti nel crollo di un casale a Roma: la pista anarchica
Due morti nel crollo di un casale a Roma: la pista anarchica
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Due morti nel crollo di un casale a Roma: la pista anarchica
Due morti nel crollo di un casale a Roma: la pista anarchica
Due morti nel crollo di un casale a Roma: la pista anarchica

Non si esclude, filtra da ambienti investigativi, che nel mirino ci potesse essere la rete ferroviaria e il gruppo Leonardo – società attiva nei settori della difesa -, come anche un rilancio della campagna a favore dell’anarchico Alfredo Cospito: a maggio scade il decreto applicativo di 4 anni alla sua detenzione in 41 bis. L’ordigno sarebbe scoppiato nella serata di giovedì 19 marzo: diversi testimoni hanno infatti raccontato di aver sentito un forte boato. A dare l’allarme è stato poi stamattina un passante, che ha visto il solaio crollato e scoperto uno dei due corpi.