Scontri di Torino, la procura valuta il reato di devastazione: quando si configura

Tre gli arrestati e 24 le persone identificate e denunciate, per reati che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale al travisamento, fino all’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità al porto di armi improprie. Ma la procura di Torino sta valutando l’ipotesi di devastazione per gli scontri del 31 gennaio, avvenuti durante la manifestazione per il centro sociale Askatasuna. Ecco quando si configura questo reato.

Scontri di Torino, la procura valuta il reato di devastazione: quando si configura
Scontri tra attivisti di Askatasuna e forze dell’ordine (Ansa).

Cosa prevede l’articolo 419 del Codice penale

Tale reato è previsto e punito dall’articolo 419 del Codice penale, in base al quale «chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 285, commette fatti di devastazione o di saccheggio è punito con la reclusione da 8 a 15 anni». L’articolo 419 prevede un aumento della pena se «il fatto è commesso nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico ovvero su armi, munizioni o viveri esistenti in luogo di vendita o di deposito». Per “devastazione” si intende «l’effetto di una condotta di rovina e di danneggiamento esercitata a danno di un elevato numero di cose in un’area spaziale dalle ampie dimensioni, al punto da considerarsi minacciato l’ordine pubblico».

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Il reato viene quasi sempre compiuto da più soggetti

Insomma, la devastazione è un danneggiamento compiuto su larga scala e tale da interessare la collettività. In teoria l’autore del reato potrebbe essere unico, ma nella pratica viene quasi sempre compiuto da più soggetti, riuniti o comunque accomunati dal medesimo scopo illecito, come i partecipanti a una manifestazione che mettono a ferro e fuoco una città. Per quanto riguarda il citato articolo 285, esso configura il reato di devastazione più grave, che ha lo scopo di «attentare alla sicurezza dello Stato»: è il caso delle stragi terroristiche o mafiose.

Scontri di Torino, la procura valuta il reato di devastazione: quando si configura
Gli scontri al Partenio in occasione di Avellino-Napoli del 2003.

Dal G8 di Genova al derby Avellino-Napoli: alcuni precedenti

Per il reato di devastazione (e saccheggio) furono condannati 10 manifestanti del G8 di Genova del 2001, ritenuti responsabili a vario titolo di aggressioni violente alle forze dell’ordine con uso di armi o oggetti contundenti. Un ambito nel quale si è verificato il reato di devastazione è quello degli eventi sportivi. Il 20 settembre 2003, in occasione del derby Avellino-Napoli (poi non disputato) allo stadio Partenio ci furono violenti scontri tra tifosi partenopei e forze dell’ordine: la guerriglia causò danni ingenti e portò alla morte del supporter napoletano Sergio Ercolano, così come a condanne per otto ultrà, confermate in Cassazione nel 2025. Il reato di devastazione viene inoltre contestato in caso di esplosioni deflagranti, provocate volontariamente e causa di gravi danni alle aree circostanti.

Morte Omerovic, poliziotto rinviato a giudizio con l’accusa di tortura

Il tribunale di Roma ha disposto il rinvio a giudizio del poliziotto Andrea Pellegrini, imputato per tortura e falso nell’inchiesta sulla morte di Hasib Omerovic, precipitato da una finestra il 25 luglio 2022 durante un intervento degli agenti del commissariato di Primavalle nell’abitazione di via Gerolamo Aleandro. Nello stesso procedimento, definito in parte con rito abbreviato, il giudice ha condannato l’agente Alessandro Sicuranza a un anno e quattro mesi per falso, mentre per la medesima accusa è stata pronunciata l’assoluzione di Maria Rosa Natale. Per Pellegrini, in servizio all’epoca dei fatti nel distretto Primavalle, l’udienza di apertura del processo è stata fissata al 2 novembre 2026. Nel fascicolo figura anche il ministero dell’Interno in qualità di responsabile civile.

Famiglia nel bosco, esposto dei coniugi Trevallion nei confronti dell’assistente sociale

Alla vigilia della perizia sulle capacità genitoriali di Nathan e Catherine Trevallion, i genitori della cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli, registra un nuovo sviluppo, con i coniugi che attraverso i loro legali infatti hanno presentato un esposto nei confronti dell’assistente sociale nominata dal Tribunale, mettendo in discussione il suo operato nel percorso che ha portato alla decisione di allontanare i bambini dal nucleo familiare. La segnalazione è stata inoltrata sia all’Ordine professionale degli assistenti sociali sia alla struttura regionale che sovrintende ai servizi sociali del Comune di Palmoli.

I legali dei Trevallion: «Troppa esposizione mediatica ha minato la neutralità che l’incarico imporrebbe»

L’iniziativa porta la firma degli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas e riguarda Veruska D’Angelo, incaricata dal giudice come curatrice dei diritti dei minori. Secondo la difesa dei Trevallion, «la professionista non avrebbe mantenuto la necessaria equidistanza richiesta dal ruolo, mostrando un atteggiamento pregiudizievole nei confronti della famiglia, soprattutto nella fase successiva al trasferimento dei bambini deciso dall’autorità giudiziaria». I legali segnalano inoltre che, dopo l’allontanamento, i contatti tra l’assistente sociale, i genitori e i figli sarebbero stati rari e non sufficienti a fornire una valutazione completa e imparziale della situazione. Nell’esposto viene infine richiamata anche la presenza mediatica della professionista: «D’Angelo avrebbe partecipato a diverse interviste, un’esposizione che rischierebbe di minare la neutralità e la riservatezza che l’incarico imporrebbe».

Tre cadaveri rinvenuti nel Messinese: sono stati uccisi a colpi di fucile

Tre uomini sono stati trovati morti in una zona boscosa di Montagnareale, sulle alture che sovrastano Patti, nel Messinese. A scoprire i corpi è stato un passante che stava attraversando l’area e che ha immediatamente avvisato le forze dell’ordine. Le prime verifiche indicano che i cadaveri presentano lesioni riconducibili a colpi d’arma da fuoco.  L’area in cui è avvenuto il ritrovamento è abitualmente frequentata da cacciatori e, secondo quanto emerso, le tre vittime indossavano abiti da caccia ed erano residenti nella zona. Sarebbero usciti di casa in mattinata per una battuta nei boschi. Accanto a uno dei corpi i militari hanno rinvenuto un fucile, mentre sono in corso ricerche per individuare eventuali altre armi. Le indagini sono ancora in una fase iniziale e al momento non viene esclusa alcuna ipotesi: gli inquirenti valutano sia la possibilità di un duplice omicidio seguito da un suicidio, sia quella di un’azione compiuta da una quarta persona.

Frana di Niscemi, «l’intera collina sta scendendo verso la piana di Gela»

Non si ferma la frana iniziata domenica 25 gennaio a Nisceni (Caltanissetta), dove la situazione è estremamente critica: 1.500 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni, non solo quelle impraticabili rimaste sull’orlo del precipizio. Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile nazionale, dopo un giro in elicottero ha fatto il punto della situazione con le autorità locali: «In realtà è l’intera collina che sta scendendo verso la piana di Gela». Intanto i residenti di Niscemi accusano i governi e le amministrazioni locali di non aver fatto nulla, per un problema noto fin dal 1997: il 12 ottobre di quell’anno, infatti, la gente scese in strada gridando al terremoto, quando invece la terra aveva tremato per una frana. Che aveva interessato esattamente gli stessi quartieri dell’attuale cedimento: Sante Croci, Pirillo e Canalicchio.

Per gli sfollati in arrivo i contributi del fondo Cas

Per gli sfollati della frana di Niscemi sono in arrivo aiuti dal fondo statale Cas (Contributo di autonoma sistemazione): 400 euro a famiglia, più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. L’Ansa scrive che la procedura, già attivata con l’ordinanza di sgombero, dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno.

Lorenzo Pellegrini ha chiesto 100 mila euro di risarcimento a Fabrizio Corona

Il centrocampista della Roma Lorenzo Pellegrini ha avanzato una richiesta di risarcimento danni pari ad almeno 100 mila euro nei confronti di Fabrizio Corona, indagato dalla procura di Roma per diffamazione in relazione a un’intervista pubblicata su dillingernews.it. L’istanza è stata formalizzata attraverso la costituzione di parte civile depositata all’udienza preliminare dal legale del calciatore, e coinvolge anche una donna di 25 anni, di origini romene, a sua volta indagata per calunnia e diffamazione ai danni del giocatore. Il procedimento, incardinato davanti al gup di Roma, è stato rinviato al prossimo 17 marzo.

Le accuse nei confronti di Pellegrini ritenute infondate dalla procura

La vicenda prende le mosse dalle accuse di stalking rivolte al calciatore da una escort residente a Parma, che aveva sostenuto di aver intrattenuto una relazione con Pellegrini, poi degenerata in comportamenti persecutori, arrivando a presentare cinque denunce. Le dichiarazioni erano state rilanciate da Corona tramite l’intervista e i suoi canali social, contribuendo alla diffusione della storia. Dagli accertamenti è emerso che non vi sarebbero mai state molestie né alcun rapporto tra i due, e le analisi tecniche sui telefoni hanno escluso contatti o incontri tra il calciatore e la donna.

Fallimento Ifil, la procura di Salerno chiede due anni di reclusione per Piero De Luca

La procura generale di Salerno ha avanzato una richiesta di condanna a due anni di reclusione nei confronti di Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito democratico in Campania, figlio dell’ex presidente della Regione Vincenzo De Luca. L’istanza è stata formulata nel corso dell’udienza del 26 gennaio davanti alla Corte d’Appello di Salerno, dove è in corso il processo di secondo grado legato al fallimento della società di consulenza immobiliare Ifil, guidata da Mario Del Mese. Il parlamentare, assistito dall’avvocato Andrea Castaldo, era stato assolto in primo grado dall’accusa di concorso in bancarotta, nonostante anche allora la procura avesse sollecitato una pena di due anni.

Le accuse nei confronti di Piero De Luca

Secondo l’accusa, a De Luca viene attribuito un presunto coinvolgimento nella bancarotta della società salernitana impegnata in operazioni come il progetto del Crescent in piazza della Libertà e la mancata riconversione dell’ex Pastificio Amato. Il nome del deputato era emerso in relazione ad alcuni voli verso il Lussemburgo, ritenuti dagli inquirenti possibili distrazioni di fondi per circa 14 mila euro, somme che tra il 2009 e il 2011 sarebbero state utilizzate da Del Mese per coprire viaggi di lavoro all’estero dell’attuale esponente dem, all’epoca impiegato proprio nel Granducato prima dell’ingresso in Parlamento.

Agente spara a Milano e uccide un giovane: è indagato

La Procura di Milano indaga per omicidio volontario il poliziotto che ieri ha sparato e ucciso un 28enne marocchino durante un servizio antidroga in via Impastato, nel quartiere Rogoredo. L’agente, assistito dall’avvocato Pietro Porciani, è stato interrogato in Questura dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, che coordina le indagini della Squadra mobile insieme al procuratore Marcello Viola. Sul piano politico, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha invitato a evitare «presunzioni di colpevolezza», sostenendo che non ci saranno «scudi immunitari», mentre Matteo Salvini ha scritto: «Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma».

La dinamica della sparatoria

Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, poco prima delle 18 una pattuglia composta da agenti in divisa e in borghese stava fermando un presunto spacciatore quando il 28enne si è avvicinato. Gli agenti gli hanno intimato l’alt. L’uomo avrebbe estratto una pistola e l’avrebbe puntata contro la pattuglia. A quel punto un poliziotto ha sparato, colpendolo alla testa. Solo successivamente si è accertato che l’arma era a salve. Il giovane è morto sul posto: i soccorritori del 118 hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Nel verbale l’agente ha riferito di aver agito «per paura e per difesa», spiegando di essersi trovato a circa 15-20 metri dall’uomo al momento dello sparo. La Procura ha disposto l’autopsia e gli accertamenti balistici per ricostruire traiettoria, distanza e dinamica dell’azione, anche perché nell’area non risultano telecamere.

Milano-Cortina, fonti Usa: «Ice alle Olimpiadi a supporto di altre agenzie»

Agenti dell’Ice prenderanno parte al dispositivo di sicurezza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, affiancando altri apparati statunitensi nell’ambito delle attività coordinate dal Servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato. Lo riferiscono fonti dell’Ambasciata degli Stati Uniti, precisando che il personale americano opererà a supporto e che «tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l’autorità italiana».

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Dipartimento della Sicurezza: «L’Ice non svolgerà operazioni di controllo dell’immigrazione»

Secondo le stesse fonti, il Servizio di sicurezza diplomatica avrà un ruolo di guida per la tutela degli interessi Usa durante i Giochi, come già avvenuto in precedenti edizioni olimpiche, quando diverse agenzie federali hanno collaborato al dispositivo, inclusa Homeland Security Investigations, la componente investigativa dell’Ice. In questo quadro, il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha chiarito che «ovviamente l’Ice non svolge operazioni di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri».

Milano, 20enne ucciso da un agente durante una sparatoria

Un 20enne ha perso la vita nel tardo pomeriggio del 26 gennaio a Milano, in via Giuseppe Impastato, a seguito di un intervento di polizia conclusosi con l’esplosione di colpi d’arma da fuoco. L’episodio si è verificato poco prima delle 18 e, secondo quanto emerso dalle prime informazioni, a sparare sarebbe stato un agente appartenente a una pattuglia in abiti civili. Gli operatori del commissariato Mecenate sarebbero intervenuti dopo aver notato il giovane avvicinarsi impugnando quella che appariva come una pistola: si trattava di una Beretta 92 a salve. La situazione ha generato allarme tra i poliziotti e uno di loro ha aperto il fuoco. Il ragazzo, di origine nordafricana, è stato subito soccorso in condizioni critiche ma è deceduto prima di poter essere salvato. Nessun componente delle forze dell’ordine è rimasto ferito.

Femminicidio di Federica Torzullo, morti suicidi i genitori del marito accusato del delitto

Non ha fine la tragedia di Anguillara Sabazia. Dopo il femminicidio di Federica Torzullo, sono stati trovati morti i genitori di Claudio Carlomagno, il marito della donna accusato di averla uccisa. A casa dell’altro figlio, a Roma, trovato un biglietto di addio che avevano lasciato nel pomeriggio. È stato proprio lui che, allarmato per la sorte dei familiari, ha contattato una zia che, raggiunta la villetta sul Tevere dove vivevano i coniugi, ha fatto la tragica scoperta. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 per la constatazione del decesso e i carabinieri per i rilievi. Gli investigatori hanno ipotizzato fin da subito il suicidio.

Chi erano i genitori di Claudio Carlomagno

La donna, Maria Messenio, era una figura nota nell’amministrazione locale della cittadina laziale, dov’è stata assessora alla sicurezza del Comune di Anguillara fino a pochi giorni prima. Dopo il ritrovamento del corpo della nuora nell’azienda di famiglia e l’arresto del figlio, aveva presentato le dimissioni. Il marito, Pasquale Carlomagno, era finito nei giorni scorsi nelle carte delle indagini. Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso il suo furgone transitare davanti alla villa della coppia nelle ore a ridosso del delitto e fermarsi per nove minuti. Nei giorni scorsi non si escludeva che la coppia potesse essere sentita dai carabinieri, anche se non era stata fissata una convocazione.

Milano, morto in un incidente l’ex bodyguard di Alberto Genovese

Incidente mortale all’alba di sabato 24 gennaio 2026 in centro a Milano. Secondo le prime ricostruzioni, un mezzo dell’Amsa (la società che si occupa della raccolta dei rifiuti) non avrebbe dato la precedenza all’incrocio tra corso Sempione e via Filiberto, urtando una Bmw. Dopo l’impatto, avvenuto intorno alle 5.30, l’auto è stata trascinata in avanti, abbattendo semaforo e segnaletica verticale, ed è andata a sbattere contro un’altra vettura che arrivava dalla direzione opposta. Il conducente della Bmw, 45 anni, è morto poco dopo l’incidente, nonostante il trasporto d’urgenza in Pronto soccorso. Si tratta di Simone Bonino, ex bodyguard di Alberto Genovese, l’imprenditore condannato per le violenze e gli abusi di Terrazza sentimento. Bonino, secondo quanto riporta il Corriere, sarebbe stato l’uomo che faceva da guardia mentre Genovese era in camera da letto anche con le ragazze che poi denunciarono i fatti. Il dipendente dell’Amsa è stato trasportato in codice giallo al San Carlo mentre il terzo automobilista è rimasto illeso.

Il cordoglio dell’Amsa

In una nota, l’Amsa ha espresso «profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’automobilista». «In attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti in corso, l’azienda si è immediatamente messa a disposizione delle autorità competenti per contribuire a chiarire ogni aspetto dell’accaduto e accertare la dinamica dell’incidente», si legge nel comunicato.

È morto l’avvocato Giuliano Spazzali

È morto a Milano Giuliano Spazzali, uno degli avvocati più noti della storia giudiziaria italiana, protagonista dagli Anni di Piombo alla stagione di Mani Pulite. Nato a Trieste il primo gennaio 1939, negli anni Sessanta si era trasferito nel capoluogo lombardo, dove aveva avviato una lunga carriera diventando legale di Soccorso Rosso e difensore di esponenti della sinistra extraparlamentare. In oltre 40 anni di attività ha assistito, tra gli altri, gli anarchici milanesi tra cui Pietro Valpreda, accusato ingiustamente per la strage di piazza Fontana, e Toni Negri. Negli anni Novanta era tornato alla ribalta come difensore di Sergio Cusani nel processo Enimont, segnato dai celebri confronti in aula con Antonio Di Pietro.

Crans-Montana, le reazioni del governo alla scarcerazione di Jacques Moretti

La decisione del tribunale di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, ha scatenato la rabbia del governo. Giorgia Meloni ha espresso la propria indignazione sui social, definendo il provvedimento «un oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno e un insulto alle loro famiglie, che stanno soffrendo per la scomparsa dei loro cari», aggiungendo che «il governo italiano chiederà conto alle Autorità svizzere di quanto accaduto».

Parole di condanna sono arrivate anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che su X ha scritto: «Non ho parole per commentare la scarcerazione in Svizzera di Jacques Moretti. È un atto che rappresenta un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana, che non tiene conto del lutto e del dolore profondo che queste famiglie condividono con il Popolo italiano». Nello stesso messaggio, il titolare della Farnesina ha assicurato che «rafforzeremo il nostro sostegno e la nostra solidarietà ai genitori delle vittime di questa incredibile sciagura» e che l’Italia continuerà a collaborare «affinché le autorità svizzere accertino la verità e le responsabilità di quanto accaduto». Sulla vicenda è intervenuto anche il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, che ha commentato con un secco «Vergogna!» la decisione della magistratura elvetica.

È morto l’attore Carlo Cecchi

È morto Carlo Cecchi, attore e regista tra i più importanti del teatro italiano: nato a Firenze nel 1939, avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 25 gennaio ed è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Campagnano, alle porte di Roma. Protagonista nel mondo del teatro, interpretò Finale di partita di Samuel Beckett, e ha attraversato il cinema d’autore scegliendo registi e progetti lontani dai circuiti commerciali, a partire da Morte di un matematico napoletano di Mario Martone. Nel corso della carriera ha lavorato, tra gli altri, con Cristina Comencini, Bernardo Bertolucci, Ferzan Özpetek, Pupi Avati e Valeria Golino, mentre nel 2007 ha ricevuto il Premio Gassman come miglior attore teatrale italiano. Nelle ultime stagioni aveva portato in scena La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth.

Crans-Montana, due ragazzi lasciano l’ospedale Niguarda

Due ragazzi sopravvissuti al rogo di Crans-Montana hanno lasciato il centro grandi ustionati dell’ospedale Niguarda per tornare nelle proprie case. Si tratta di due studenti milanesi tra i 15 e i 16 anni, ricoverati ai primi di gennaio e dimessi dopo circa 20 giorni di cure intensive. La notizia è stata confermata dalla Regione Lombardia e dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso durante un punto stampa davanti al pronto soccorso: «Abbiamo fatto una visita approfondita e ho parlato con tutti i sanitari che stanno curando i nostri ragazzi e ho potuto anche salutare i due ragazzi che questa mattina vengono dimessi. La prognosi per loro è stata sciolta dai nostri medici curanti e quindi loro possono tornare a casa». Bertolaso ha precisato che, pur tornando a casa, i due giovani dovranno seguire un percorso di riabilitazione e medicazioni, ma già tra circa due settimane potranno riprendere la scuola.

Al Niguarda sono ancora ricoverati otto pazienti

Restano ancora ricoverati al Niguarda otto pazienti, di cui quattro in terapia intensiva, tre al centro ustioni e uno in reparto ordinario. Durante il punto stampa, l’assessore ha raccontato anche il dialogo con i ragazzi rimasti ricoverati: «Con alcuni nel centro ustioni sì, in particolare con uno che è cosciente ma stanco di stare in queste condizioni. Abbiamo fatto esercizi con le dita perché ha entrambe le mani ustionate e la sua preoccupazione è poterle riutilizzare, anche perché fa sport, gioca a tennis. L’ho confortato: ci vorrà tempo, sarà duro, ma molto dipenderà anche dalla sua forza di volontà, oltre al lavoro straordinario dei medici». Bertolaso ha inoltre espresso un augurio per il ragazzo di Roma: «Abbiamo iniziato a organizzarci per andare a vedere insieme Inter-Roma fra qualche settimana».

Incidenti sul lavoro, due morti in Toscana e in Abruzzo

Altri due incidenti mortali sul lavoro in Italia. Un trasportatore 51enne di Ponsacco (Pisa), ha perso la vita questa mattina a Livorno, mentre stava scaricando materiale edile da un camion. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava movimentando dei laterizi sul pianale del mezzo, quando è stato schiacciato dalla benna della gru dell’autoarticolato. A dare l’allarme è stato un collega: purtroppo il medico del 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso del trasportatore.

L’altro incidente mortale in Abruzzo

Nella notte è invece morto un operaio 59enne di nazionalità romena, residente a Civitavecchia, vittima di un incidente con un mezzo meccanico nel cantiere della nuova centrale idroelettrica in costruzione a Petrella Liri, frazione di Cappadocia (L’Aquila). L’uomo lavorava per una ditta impegnata nella realizzazione di un grande serbatoio idrico destinato ad approvvigionare una vasta porzione di territorio abruzzese. L’operaio è deceduto all’ospedale di Avezzano, dove era stato trasportato in condizioni critiche.

Famiglia nel bosco, manca l’interprete: slitta la perizia psichiatrica per i genitori

La perizia psichiatrica su Nathan Trevallion e Catherine Birmingham per valutare se la coppia anglo-australiana abbia «caratteristiche psichiche idonee a incidere sull’esercizio della responsabilità genitoriale», è slittata di una settimana a causa dell’indisponibilità dell’interprete del tribunale, chiesto dalla difesa per permettere al padre e alla madre della “famiglia nel bosco” di comprendere a pieno domande tecniche e personali. «Ogni giorno che passa è un giorno di dolore che si aggiunge», ha dichiarato Danila Solinas, assieme a Marco Femminella legale della coppia. La perizia è stata affidata alla dottoressa Simona Ceccoli in rappresentanza del tribunale dei minorenni e, per la difesa, allo psichiatra Tonino Cantelmi. Ma ci sarà da aspettare ancora qualche giorno.

Maltempo Sardegna, Todde: «Danni da centinaia di milioni»

I danni provocati dal ciclone Harry in Sardegna ammontano a cifre ingenti, con conseguenze rilevanti sulle infrastrutture e sul patrimonio culturale e ambientale. Lo ha sottolineato la governatrice Alessandra Todde durante un sopralluogo alla spiaggia del Poetto di Cagliari, duramente colpita dall’evento atmosferico, insieme al capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano. «Qui stiamo parlando di danni di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali», ha dichiarato Todde, spiegando che «prima di discutere di fondi regionali dobbiamo discutere con il governo e avere le giuste risorse», ha aggiunto, precisando che «non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, è una situazione in cui bisogna reagire seriamente».

Maltempo Sardegna, Todde: «Danni da centinaia di milioni»
Alessandra Todde (a sinistra) al Poetto di Cagliari (Ansa).

«La macchina della protezione civile ha dato una risposta solida e noi dobbiamo dare ugualmente una risposta solida, immediata certamente, ma non rispondendo semplicemente perché c’è l’urgenza di farlo», ha detto la governatrice. Todde ha evidenziato la necessità di mettere i sindaci «nelle condizioni di agire immediatamente. A loro è stato chiesto di lavorare e di stimare i danni e noi faremo la nostra parte per infrastrutture e tutto il resto, ma lo faremo. Correttamente con i fondi che devono essere stanziati e non semplicemente con una risposta demagogica per dire che stiamo facendo qualcosa. Questo i sardi non se lo meritano», ha concluso.

Un operaio 25enne è morto incastrato in un macchinario nel Torinese

Andrea Cricca, operaio 25enne, è morto un un’azienda agricola di Brusasco (Torino) dopo essere caduto, per cause ancora da accertare, all’interno di un macchinario per lo sminuzzamento del fieno, un carro autocaricante. A trovarlo quando non c’era più nulla da fare sono stati i colleghi. La madre del giovane, giunta sul posto, è stata colta da malore e soccorsa dai sanitari del 118 di Azienda Zero.

Il dramma dei morti sul lavoro

Secondo gli ultimi dati Inail, da gennaio a ottobre 2025 sono stati denunciati 497.341 infortuni sul lavoro, in netta crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando c’erano stati 5.902 casi in meno. Quelli con esito mortale sono arrivati a 896, +7 per cento rispetto al 2024: quasi tre decessi sul lavoro al giorno.