UniCredit, Mps e il golden power a geometrie variabili
Che genere sia è difficile dirlo. Dramma istituzionale, commedia regolatoria o teatro dell’assurdo? Di certo la trattativa con cui Delfin valuta la cessione della sua quota nel Monte dei Paschi di Siena a UniCredit non è una normale operazione di mercato. Il 17 per cento non è un di cui, ma una leva che forza molte porte del sistema.
UniCredit pronta a tornare al centro del risiko
Partiamo dalle conseguenze, che almeno sono più chiare delle sin qui confuse intenzioni. Se UniCredit entrasse in Mps, la banca guidata da Andrea Orcel tornerebbe al centro del risiko che nell’ultimo anno ha ridisegnato gli equilibri della finanza italiana. Non per amore improvviso di Rocca Salimbeni, ma per ciò che essa oggi incorpora: Mediobanca e, suo tramite, la posizione chiave in Assicurazioni Generali. Un perimetro che vale più della banca senese in quanto tale, che in questo schema è il mezzo, non il fine. Il che però rende inevitabile il confronto con quanto accaduto solo pochi mesi fa. Quando Orcel aveva provato a muoversi su Bpm, era stato fermato bruscamente. Il Mef aveva sfoderato il golden power, il governo con l’eccezione di Forza Italia aveva fatto quadrato, e nella foga qualcuno (indovinate chi?) si era spinto a definire UniCredit una banca straniera, come se la geografia potesse supplire alle argomentazioni. Risultato: operazione congelata, interesse nazionale messo in vetrina e salvaguardato nonostante le sopracciglia alzate di Bruxelles e Bce.

Perché Siena è accettabile mentre Bpm non lo era?
Oggi lo scenario è diverso, ma non per questo più lineare. L’acquirente è lo stesso. Cambia l’asset. E cambia soprattutto ciò che quell’asset consente di controllare indirettamente. La domanda, a questo punto, sorge spontanea e invoca una risposta logica che noi non abbiamo trovato: perché Siena è accettabile dove Bpm non lo era? Il Mef, peraltro ancora titolare di una quota residua di Mps, osserva e tace. Non per distrazione, ma per calcolo. Qualunque parola rischierebbe di riattizzare il putiferio. Evocare di nuovo il golden power significherebbe riaprire il fronte già bollente con Francoforte e Bruxelles. Non farlo espone a un altro interrogativo imbarazzante: davvero si è forzato quello strumento per fermare Orcel a Milano, salvo poi consentirgli un ingresso a Siena che, per effetti e ricadute, pesa molto di più?

L’inchiesta milanese suggerisce a Delfin prudenza
Lo stesso senso di straniamento si avverte guardando alla controparte, ovvero gli eredi di Del Vecchio. Ufficialmente la possibile uscita da Mps risponde a una valutazione industriale. In concreto è il contesto che conta. Francesco Milleri guida un gruppo che produce e vende occhiali in tutto il mondo: un’industria globale, poco incline a restare agganciata a dossier giudiziari i cui riverberi non controlla. L’inchiesta della Procura di Milano sulla vendita da parte del Mef delle azioni Mps a Francesco Gaetano Caltagirone, Delfin e Anima Holding non è una sentenza, ma è sufficiente a suggerire prudenza. In questi casi ridurre l’esposizione è una forma elementare di gestione del rischio.

Due pesi e due misure?
Il risultato finale è che UniCredit rientra nel grande gioco bancario rilanciando alla grande dopo l’operazione che le era stata negata. Bpm resta fuori, alle prese con un azionista forte, Crédit Agricole, che punta a ispessire il suo ruolo di azionista di riferimento. Mentre Siena è sul tavolo, con tutto ciò che si porta dietro, compresa la nomina di un nuovo cda che non vede i soci andare d’amore e d’accordo. Ma cercare una contraddizione esplicita alla fine serve poco. Il sistema funziona così, per spostamenti laterali, per asset che contano più di quanto dichiarano, per decisioni politiche dettate dalla foga del momento e che come tali sono sempre pronte a passare in cavalleria. Forse il governo ha altre priorità, forse Salvini è concentrato sul Ponte e Giorgetti si guarda bene dall’alzare nuovi polveroni. Però resta lo sconcerto: l’ops di Unicredit su Bpm era una operazione di mercato lecita quanto potrebbe essere quella su Mps. Due pesi e due misure? Veti o via libera della politica che rispondono alla convenienza del momento?







(@NicoDeSthall) 
Le feu se propageant à grande vitesse dans le bar de Crans-Montana (VS) filmé par de nombreuses personnes, qui tentent ensuite de s’échapper. (témoins) 





































, rissa sfiorata davanti Palazzo Chigi tra i deputati di 











