Le “6000 sardine” hanno registrato il marchio in Ue

Uno dei leader del movimento, Mattia Santori ha confermato che si tratta di una mossa per evitare confusioni e fake news.

Le 6000 sardine proseguono la loro marca e stavolta registrano il marchio all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. Lo ha raccontato all’Adnkronos Mattia Santori: «Dovremmo registrarlo già oggi (il 21 novembre Ndr), ne stanno occupando alcuni amici, stanno sbrigando tutte le pratiche del caso. Ma questo non vuol dire che nasce un movimento o che diventiamo un partito», ha precisato.

LEGGI ANCHE: Il manifesto delle Sardine: «Populisti, ci troverete ovunque. Benvenuti in mare aperto».

SANTORI: «FATTO PER EVITARE CONFUSIONI»

Ufficialmente il marchio avrà il nome di “6000 sardine” e il logo è quello che si vede nel profilo Facebook ufficiale, il disegno, a matita, di una decine di sardine unite. «Lo facciamo per evitare confusioni», ha detto ancora Santori, «per tutelare» l’onda che ha riempito piazza Maggiore a Bologna e che ora si sta diffondendo in tutta Italia. «A Milano, per esempio scenderemo in piazza il 1 dicembre, ma in queste ore hanno lanciato un evento fake che, in poche ore, ha registrato migliaia di adesioni. Ecco, col marchio registrato potremo sconfessare eventi che non ci appartengono, dire ‘no, questi non siamo noi’ con una certa ufficialità».

REGISTRATO ANCHE IL DOMINIO UFFICIALE

La battaglia per il marchio è legata anche allo stesso dominio del sito di riferimento. Come ha scritto Adn lunedì 18 i servizi che permettono di vedere i nomi delle persone che registrano i vari domini mostrano che negli ultimi giorni sono stati registrati almeno due siti fake, “movimentodellesardine.it” e “movimentosardine.it”. Ufficialmente il quello movimento “seimilasardine.it” è stato registrato tra il 15 e 16 novembre, «all’1 e 41 per l’esattezza», ha detto Santori e fa capo a Alessandro Gabrielli, di Bologna.

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Cristiano Ronaldo ancora fuori con la Juventus sta diventando un caso?

L'allenatore Sarri annuncia che Cr7 «non ci sarà al 99% contro l'Atalanta» per noie fisiche. Dopo i quattro gol in due partite col Portogallo. Ruggini per la doppia sostituzione e voci di un addio a fine stagione: cosa sta succedendo attorno al fuoriclasse.

Ancora fuori. E questa volta dal primo minuto, senza lo “sfregio” di un’altra sostituzione. Cristiano Ronaldo non sta vivendo un grande momento con la Juventus, tanto che c’è già qualcuno che parla di «caso». A Bergamo, nella sfida di sabato 23 novembre alle 15 contro l’Atalanta, Cr7 non dovrebbe esserci. Come ha chiarito l’allenatore bianconero Maurizio Sarri nella conferenza stampa della vigilia: «Il problema è che nella seconda partita con la nazionale portoghese ci ha detto di avere avuto gli stessi problemi fisici che lamentava prima di partire. Stiamo cercando di togliere questo acciacco che lo sta condizionando, anche mentalmente. Domani al 99% non ci sarà, l’obiettivo è la partita di Champions league con l’Atletico Madrid» in programma martedì 26 novembre alle 21.

SARRI: «I GIOCATORI VANNO LASCIATI SBOLLIRE»

Solo questioni fisiche? A Torino si respirano ancora le scorie per quel doppio cambio nelle partite contro Lokomotiv Mosca e Milan che Ronaldo non ha digerito, con tanto di imprecazioni contro Sarri nella gara di campionato. Il tecnico però ha ridimensionato la questione: «Di chiarimenti ce n’è poco bisogno. Anche tra i dilettanti le reazioni ai cambi erano le stesse. I giocatori vanno lasciati sbollire».

QUATTRO GOL IN DUE PARTITE COL PORTOGALLO

Eppure col Portogallo aveva segnato quattro gol in due partite contro Lituania e Lussemburgo che sembrano avergli fatto ritrovare sorriso e forma fisica. Uno scambio di vedute coi compagni dovrebbe essere comunque previsto, anche se difficilmente qualcuno rimprovererà al fuoriclasse portoghese un atteggiamento da primadonna.

Nelle ultime tre settimane ho avuto un rendimento limitato, ma ho voluto aiutare la Juventus pur non essendo in perfette condizioni fisiche


Cristiano Ronaldo

Ronaldo ritiene di avere già abbondantemente spiegato tutto, confermando, per l’aspetto delle precarie condizioni, la ricostruzione fatta da Sarri subito dopo la coraggiosa scelta di sostituirlo già al 55′ contro i rossoneri. «Sapete tutti che non amo essere sostituito», ha precisato CR7, «e nelle ultime tre settimane ho avuto un rendimento limitato, ma ho voluto aiutare la Juventus pur non essendo in perfette condizioni fisiche».

NOTIZIE DI MERCATO SU UN IMMINENTE ADDIO

Finirà tutto bene? Dalla Spagna è circolata la notizia, ripresa anche in prima pagina dal Corriere dello sport, sull’intenzione che avrebbe Cristiano di lasciare la Juventus a fine stagione: starebbe cercando una exit strategy per salutare l’Italia.

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Cristiano Ronaldo ancora fuori con la Juventus sta diventando un caso?

L'allenatore Sarri annuncia che Cr7 «non ci sarà al 99% contro l'Atalanta» per noie fisiche. Dopo i quattro gol in due partite col Portogallo. Ruggini per la doppia sostituzione e voci di un addio a fine stagione: cosa sta succedendo attorno al fuoriclasse.

Ancora fuori. E questa volta dal primo minuto, senza lo “sfregio” di un’altra sostituzione. Cristiano Ronaldo non sta vivendo un grande momento con la Juventus, tanto che c’è già qualcuno che parla di «caso». A Bergamo, nella sfida di sabato 23 novembre alle 15 contro l’Atalanta, Cr7 non dovrebbe esserci. Come ha chiarito l’allenatore bianconero Maurizio Sarri nella conferenza stampa della vigilia: «Il problema è che nella seconda partita con la nazionale portoghese ci ha detto di avere avuto gli stessi problemi fisici che lamentava prima di partire. Stiamo cercando di togliere questo acciacco che lo sta condizionando, anche mentalmente. Domani al 99% non ci sarà, l’obiettivo è la partita di Champions league con l’Atletico Madrid» in programma martedì 26 novembre alle 21.

SARRI: «I GIOCATORI VANNO LASCIATI SBOLLIRE»

Solo questioni fisiche? A Torino si respirano ancora le scorie per quel doppio cambio nelle partite contro Lokomotiv Mosca e Milan che Ronaldo non ha digerito, con tanto di imprecazioni contro Sarri nella gara di campionato. Il tecnico però ha ridimensionato la questione: «Di chiarimenti ce n’è poco bisogno. Anche tra i dilettanti le reazioni ai cambi erano le stesse. I giocatori vanno lasciati sbollire».

QUATTRO GOL IN DUE PARTITE COL PORTOGALLO

Eppure col Portogallo aveva segnato quattro gol in due partite contro Lituania e Lussemburgo che sembrano avergli fatto ritrovare sorriso e forma fisica. Uno scambio di vedute coi compagni dovrebbe essere comunque previsto, anche se difficilmente qualcuno rimprovererà al fuoriclasse portoghese un atteggiamento da primadonna.

Nelle ultime tre settimane ho avuto un rendimento limitato, ma ho voluto aiutare la Juventus pur non essendo in perfette condizioni fisiche


Cristiano Ronaldo

Ronaldo ritiene di avere già abbondantemente spiegato tutto, confermando, per l’aspetto delle precarie condizioni, la ricostruzione fatta da Sarri subito dopo la coraggiosa scelta di sostituirlo già al 55′ contro i rossoneri. «Sapete tutti che non amo essere sostituito», ha precisato CR7, «e nelle ultime tre settimane ho avuto un rendimento limitato, ma ho voluto aiutare la Juventus pur non essendo in perfette condizioni fisiche».

NOTIZIE DI MERCATO SU UN IMMINENTE ADDIO

Finirà tutto bene? Dalla Spagna è circolata la notizia, ripresa anche in prima pagina dal Corriere dello sport, sull’intenzione che avrebbe Cristiano di lasciare la Juventus a fine stagione: starebbe cercando una exit strategy per salutare l’Italia.

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Putin: «Stiamo perfezionado un’arma unica al mondo»

Il presidente russo ha confermato che nell'incidente nucleare dell'8 agosto scorso i tecnici stavano testando un nuovo vettore nucleare.

Il misterioso incidente nucleare registrato lo scorso agosto in un poligono militare nella regione di Arkhangelsk, in Russia, è avvenuto durante il test di un’arma «che non ha analoghi al mondo». Lo ha confermato lo stesso Vladimir Putin mesi dopo l’incidente. Il presidente russo ha svelato “il mistero” parlando ai familiari delle vittime durante una cerimonia di premiazione al Cremlino trasmessa in tv.

«UN’ARMA PER ASSICURARE LA SOVRANITÁ DELLA RUSSIA»

Nel poligono navale di Nyonoksa, sul Mar Bianco, l’8 agosto un’esplosione ha ucciso due militari e cinque ingegneri nucleari facendo salire il livello delle radiazioni nella zona per un breve periodo. «Stiamo parlando delle più avanzate idee e soluzioni tecniche che non hanno analoghi al mondo, di armi progettate per assicurare la sovranità e la sicurezza della Russia nei decenni a venire», ha affermato Putin.

INCIDENTE L’8 AGOSTO SCORSO

Secondo la ricostruzione dell’agenzia nazionale per l’energia atomica Rosatom, gli ingegneri avevano completato una serie di test su una piattaforma offshore a Nyonoksa quando un incendio è scoppiato nell’area dei test con la conseguente esplosione di un motore. Oltre ai morti e feriti, il disastro ha comportato un aumento dei livelli di radiazioni 16 volte sopra la media nella vicina città di Severodvinsk.

COSA STAVANO TESTANDO I RUSSI

Nelle settimane successive all’esplosione si è scritto molto di cosa fosse oggetto di test. Mosca si è limitata a confermare che i tecnici stavano lavorando a un motore a propulsione nucleare. C’è chi ha parlato di un nuovo missile anti nave, o di un drone sottomarino, ma analisti americani hanno detto che i test potrebbero essere collegati al nuovo vettore 9M730 Burevestnik, denominato “Skyfall” dalla nato Nato. Stando a dichiarazioni successive di Putin lo Skyfall dovrebbe avere una gittata illimitata e sarebbe classificato come arma di “vendetta”, da utilizzare quindi dopo un eventuale attacco nucleare.

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Caso ArcelorMittal, blitz dei carabinieri all’Ilva di Taranto

Ispezione dell'Arma nello stabilimento pugliese dopo l'esposto dei commissari. Analisi concentrate nell'area a caldo per verificare lo stato di materie prime e impianti.

Blitz dei carabinieri del Noe di Roma nello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto. L’ispezione, delegata dalla procura, dei militari dell’Arma del Nucleo sulla sicurezza sul lavoro e del Comando provinciale è avvenuta nell’ambito delle indagini avviate dopo l’esposto dei commissari dell’Ilva in As. Le verifiche riguardano le operazioni di bonifica nello stabilimento, la situazione generale della fabbrica, le attività di manutenzione finora eseguite e la sicurezza sul lavoro. A queste indagini collaborerà anche l’Ispra.

ANALISI SU AREA A CALDO

L’attenzione dei carabinieri nell’ispezione si è concentrata su «un attento controllo dell’area a caldo». Lo si apprende da fonti giudiziarie. L’indagine mira ad accertare se c’è stato depauperamento delle materie prime, se sono state eseguite manutenzioni o se gli impianti rappresentano un pericolo per i lavoratori, poi una verifica complessiva di parchi minerali, nastri trasportatori, cokerie, agglomerato, altiforni e acciaierie in generale.

VERIFICA DELL’ESPOSTO DEI COMMISSARI

L’attività investigativa, in cui si ipotizzano i reati di “Distruzione di mezzi di produzione” e “Appropriazione indebita“, lunedì 18 novembre era sfociata in una ispezione della Guardia di finanza (con acquisizione e sequestro di documenti, supporti informatici e cellulari) negli uffici dello stabilimento. L’ispezione dei carabinieri, sotto il coordinamento del Comando provinciale, era già stata programmata dal procuratore Carlo Capristo, dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone e dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero, che si occupano dell’inchiesta. L’obiettivo, si apprende da fonti giudiziarie, è quello di «fare una fotografia dei luoghi per verificare le condizioni dello stabilimento secondo quello che è emerso dall’esposto dei commissari straordinari».

SCAMBIO DI ATTI TRA LE PROCURE DI TARANTO E MILANO

Nella stessa giornata le Procure di Taranto e Milano hanno dato il via a uno scambio di atti istruttori sulle indagini parallele sul caso ArcelorMittal. Fonti giudiziarie hanno confermato che «c’è pieno coordinamento e piena sintonia tra le due Procure nell’ambito dei rispettivi filoni investigativi. Non c’è alcun conflitto». L’indagine milanese ipotizza i reati di distrazione di beni dal fallimento e di aggiotaggio informativo, oltre ad un fascicolo autonomo per omessa dichiarazione dei redditi su una società lussemburghese di ArcelorMittal. La Procura di Taranto indaga per i reati di distruzione di mezzi di produzione e appropriazione indebita.

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Salvini archiviato sulla vicenda dei migranti a bordo della Alan Kurdi

Il tribunale dei ministri ha accolto la richiesta della procura di Roma. L'ex capo del Viminale era indagato per abuso d'ufficio e rifiuto di atti d'ufficio.

Matteo Salvini in questo caso l’ha scampata. Il tribunale dei ministri, accogliendo la richiesta della procura di Roma, ha archiviato l’indagine che vedeva indagato l’ex ministro dell’Interno per abuso d’ufficio e rifiuto di atti di ufficio per la vicenda Alan Kurdi della Organizzazione non governativa Sea Eye del 3 aprile 2019. Archiviata anche la posizione del prefetto Matteo Piantedosi, capo di gabinetto del Viminale.

IL NO DI SALVINI ALLO SBARCO DI 64 MIGRANTI

La nave della Ong tedesca soccorse al largo della Libia 64 migranti che si trovavano a bordo di un gommone. Dopo il “no” di Salvini allo sbarco, la nave, con a bordo donne e bambini, raggiunse il 13 aprile Malta e i migranti furono distribuiti tra Germania, Francia, Lussemburgo e Portogallo.

LA REAZIONE DELL’EX MINISTRO: «UNA BUONA NOTIZIA»

Salvini, che si trovava all’anteprima del Festival del lavoro, organizzato dai Consulenti del lavoro, ha commentato così gli sviluppi giudiziari: «Una buona notizia, ogni tanto…»,

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Christine Lagarde promette una Bce in continuità con le scelte di Draghi

Il nuovo capo dell'Eurotower conferma il supporto dell'istituto all'economia, ma avverte: «L'Europa va ripensata».

Per Christine Lagarde l’attuale scenario di incertezza globale potrebbe portare a svolte positive. La nuova presidente della Bce è intervenuta nel corso di un evento a Fancoforte, e ha parlato della situazione attuale e di come l’Europa può reagire: «Siamo di fronte a un ambiente globale caratterizzato da incertezza», ha spiegato, «ma credo che, se affrontiamo questa sfida nel modo giusto, può anche essere un momento di opportunità». Per l’ex capo del Fmi l’unico modo di superare questo momento delicato è quello di «pensare diversamente l’Europa». «Non sarà facile. Ma come disse una volta San Francesco d’Assisi, ‘Inizia facendo ciò che è necessario; quindi fai ciò che è possibile; e all’improvviso stai facendo l’impossibile».

POLITICA FISCALE COME FATTORE CHIAVE PER L’EUROZONA

«La politica monetaria», ha continuato Lagarde, «potrebbe raggiungere il suo obiettivo più rapidamente e con meno effetti collaterali se altre politiche sostenessero la crescita al suo fianco». Il capo dell’Eurotower ha anche aggiunto che un «elemento chiave è la politica fiscale dell’area dell’euro» e che «gli investimenti sono una parte particolarmente importante della risposta alle sfide odierne».

«LA BCE CONTINUERÀ A SOSTENERE L’ECONOMIA»

Per quanto riguarda le prossime mosse della Bce l’idea è quella di continuare nel segno di Mario Draghi. «La politica monetaria continuerà a sostenere l’economia e rispondere ai rischi futuri in linea con il nostro mandato di stabilità dei prezzi. E monitoreremo costantemente gli effetti collaterali delle nostre politiche», ha spiegato Lagarde ricordando che la «politica accomodante della Bce è stata un fattore chiave della domanda interna durante la ripresa e tale orientamento rimane in vigore».

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Carfagna in tregua con Berlusconi decide sulla Campania

L'azzurra sponsorizza il fedelissimo Paolo Russo al posto di Caldoro. Ma il suo tira e molla ha esacerbato gli animi in Forza Italia. E più d'uno si chiede perché, se tiene tanto al suo territorio, non si candidi lei a governatrice.

Forza Italia alla resa dei conti con le Regionali in Campania e Calabria. Dalle scelte che si faranno per le candidature dipende il destino, o la fine, del movimento di Silvio Berlusconi. Grande segnale di forza agli altri partiti della coalizione: quando a indicare il candidato presidente è il partito del Cavaliere scoppiano le liti e si perde tempo per la campagna elettorale.

LO STALLO IN CALABRIA

In Calabria, dove si vota il 26 gennaio e un gruppo di colonnelli locali era pronto alla battaglia, tutto è fermo perché Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza con grande consenso ma anche qualche problema giudiziario, non va bene alla Lega di Matteo Salvini e anche il fratello, Roberto, vice capogruppo di Mariastella Gelmini alla Camera dei deputati, non convince: inviso al cerchio magico di Arcore perché troppo vicino a Mara Carfagna. Dunque la corrente di qualche deputato vicino agli Occhiuto minaccia la scissione, ma sono al massimo tre: lo stesso Roberto, il suo sodale Francesco Cannizzaro e forse la coordinatrice regionale Jole Santelli.

CARFAGNA ALLE PRESE CON L’AFFAIRE CAMPANIA

Nel frattempo, e facendo arrabbiare tutti, Carfagna ha fatto pace con il vecchio Silvio e gestirà personalmente l’affaire Campania, pur senza candidarsi. In forse l’ipotesi Caldoro, che comunque resta la prima opzione del Cav con il gradimento di Salvini, visto che l’azzurra punta sul fedelissimo Paolo Russo, uomo a L’Avana, anzi a Napoli. In cambio di questo, cercherà di convincere anche i calabresi a cedere il passo a una outsider. Donna, che fa sempre bene: Caterina Chiaravalloti, dalla società civile, magistrato, ma figlia d’arte. Suo padre Giuseppe fu governatore della Calabria dal 2000 al 2006. 

L’INSOFFERENZA DELLE AZZURRE PER IL TIRA E MOLLA DI MARA

E vissero tutti felici e contenti? Non proprio. Il tira e molla carfagnesco ha esacerbato gli animi in Forza Italia. Le donne del partito non la sopportano più. Un tira e molla continuo, di Mara e del suo compagno sempre presente Alessandro Ruben, senza sapere neanche bene cosa vuole. La Regione davvero? La vicepresidenza di Forza Italia, che tanto non conta niente, sulle ceneri di Antonio Tajani? Continuare a fare la bella statuina istituzionale nei salotti romani, con l’obiettivo del salto in quelli internazionali? Perché, si chiedono in molti tra gli azzurri, Mara non va a fare la governatrice nella sua terra, se davvero le interessano il territorio, il partito e vuole metterci la faccia?

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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Segre non molla ed è pronta a guidare la Commissione anti-odio

La senatrice a vita al centro delle polemiche: «Non mi arrendo agli insulti. Ma quale bavaglio. Biella? Il gesto di Greggio un fiore raro. E sull'incontro con Salvini abbiamo scelto la riservatezza».

A 89 anni Liliana Segre è stanca di tutto questo. Ma non ha intenzione di tirarsi certo indietro. La senatrice a vita che fu internata nei campi di sterminio nazisti si è detta comunque pronta a guidare la Commissione anti-odio tanto contestata dal centrodestra: «Se me la propongono, sono dell’idea di dire sì. Sono stata in dubbio e certo il calendario degli anni non va indietro. Ma io credo in questa Commissione, dunque spero di reggere», ha detto in un’intervista al Corriere della sera.

«NON GIUDICHEREMO NÉ CENSUREREMO NESSUNO»

A chi definisce un “bavaglio” la Commissione (tipo Silvio Berlusconi, per citarne uno), Segre ha risposto che «sembra una barzelletta: “Qual è il colmo per un’ebrea sefardita? Diventare il capo dell’Inquisizione spagnola“. Ma figuriamoci!». E poi ha spiegato: «La Commissione che ho proposto non può giudicarecensurare nessuno e non può cambiare le leggi. Si tratta di studiare un fenomeno, di avanzare proposte su un problema per cui tutti, anche gli esponenti dell’opposizione quando parlano a telecamere spente, si dichiarano allarmati».

A quasi 90 anni credo sia normale chiedersi “ma chi me l’ha fatto fare?”. Però dura poco, non sono una che si arrende facilmente


Liliana Segre

Più in generale, la Segre ha parlato del momento complicato che sta vivendo: «La tentazione di abbandonare il campo ogni tanto si affaccia. Se a quasi 90 anni finisci bersagliata da insulti, e poi sotto scorta, senza più la vita semplice e riservata di prima, credo sia normale chiedersi “ma chi me l’ha fatto fare?”. Però dura poco, non sono una che si arrende facilmente». La senatrice a vita si è detta affaticata per «troppa esposizione, troppo odio, troppe polemiche, troppa popolarità».

PAURA DI STRUMENTALIZZAZIONI SULL’INCONTRO CON SALVINI

A una domanda sull’incontro col leader leghista Matteo Salvini, che poi lui aveva smentito, si è limitata a rispondere: «Ci siamo impegnati entrambi alla riservatezza per evitare strumentalizzazioni politiche».

«MI SPIACE AVER CREATO IMBARAZZO A BIELLA E SESTO»

Infine, quanto al caso della cittadinanza onoraria che le hanno negato i Comuni di Sesto San Giovanni e Biella, ha osservato: «Avere creato imbarazzo a quelle Giunte mi dispiace. Il caso di Biella è stato però l’occasione di ricevere un fiore raro come il gesto di Ezio Greggio (che ha rifiutato il riconoscimento in rispetto della Segre, ndr), che è molto più di una cittadinanza».

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Al via MySisal: nuovi servizi per il canale retail

L’azienda ha lanciato un’unica e innovativa piattaforma con un portafoglio ricchissimo pensato a misura dei rivenditori

Sisal lancia MySisal l’innovativo progetto ideato per supportare i rivenditori ed il loro business, per migliorare l’attrattività del punto vendita e la qualità di vita del titolare e dei suoi familiari. MySisal, tramite un’unica e innovativa piattaforma, offre un portafoglio ricco di servizi studiato a misura dei rivenditori per soddisfare le loro esigenze.

Il progetto di MySisal è stato studiato, nell’ambito della recente gara per l’aggiudicazione della concessione del SuperEnalotto e degli altri giochi numerici, per garantire a Sisal di consolidare il valore della propria rete, selezionando e qualificando i propri partner commerciali, migliorandone l’approccio al mercato. Un investimento che guarda al futuro e che punta alla crescita del canale retail sul quale Sisal ha sempre investito garantendo servizi all’avanguardia attraverso programmi di formazione, coinvolgimento e visibilità per i propri ricevitori.

Parte dunque una nuova fase per l’azienda che non solo lancia MySisal ma anche una rinnovata rete di ricevitorie: ad oggi sono già circa 4mila quelli che hanno accolto con interesse la proposta Sisal, confermandone la validità e convenienza.

TUTTO SULLA PIATTAFORMA

Tre le aree di interesse sulle quali la piattaforma MySisal si concentra realizzate grazie al costante ascolto delle necessità dei rivenditori. MY CUSTOMER è il servizio che consente di aumentare i clienti e il traffico presso il punto vendita grazie ad un’esclusiva territoriale, la visibilità sui siti del Gruppo e sul web con pagine dedicate. I rivenditori potranno inoltre richiedere e ricevere a domicilio materiali di marketing per il proprio punto di vendita e allestire il proprio locale per promozioni e iniziative in-store. MY BUSINESS,invece, è il canale che consente di incrementare i ricavi grazie alla copertura degli oneri relativi alla garanzia finanziaria e tecnologica legata alla concessione per il SuperEnalotto e gli altri giochi numerici, oltre che un’assicurazione a copertura delle principali esigenze del punto vendita. MY LIFE, infine, dà la possibilità ai rivenditori di accedere ad una polizza sanitaria permettendo loro di migliorare la propria vita privata e quella delle loro famiglie. È inclusa in questo servizio anche l’opportunità di vivere momenti di intrattenimento, occasioni di crescita culturale e altri benefit personali. 

Per aderire alla piattaforma MySisal i rivenditori possono chiamare il numero verde 800 778866, già attivo (digitando l’opzione 3).

Marco Caccavale, Direttore della Business Unit Lottery

LA PIATTAFORMA È PRONTA AD ARRICCHIRSI

«Sono particolarmente orgoglioso di annunciare l’avvio del percorso di selezione e qualificazione del nostro network di ricevitori, che integrato con il progetto MySisal, rappresenta un investimento sul futuro del retail nel nostro Paese – ha sottolineato Marco Caccavale, Direttore della Business Unit Lottery del Gruppo Sisal – Un’innovativa piattaforma che si arricchirà nel tempo, ideata e realizzata da un team interno di elevata professionalità, che certamente contribuirà a far evolvere il canale di prossimità nel suo complesso, migliorare la qualità del rapporto e consolidare la partnership tra Sisal e i punti vendita che aderiranno al progetto».

SISAL SI ESPANDE A LIVELLO INTERNAZIONALE

Un nuovo tassello quello di My Sisal per l’azienda che dopo l’aggiudicazione della concessione del business Giochi Numerici per altri nove anni, sta portando avanti una significativa espansione internazionale con una business purpose sempre più competitiva. Nel 2018, infatti, Sisal si è aggiudicata la gara indetta dalla Société de Gestion de la Loterie Nationale del Marocco che prevede, dal primo gennaio del 2019, la gestione delle Lotterie Nazionali in Marocco per ben 9 anni. Dal 2019, inoltre, il Gruppo è presente anche sul mercato spagnolo grazie alla licenza conseguita sul mercato del gioco online, traguardo che si affianca al contratto decennale per la gestione e lo sviluppo di un sistema giochi in Turchia.

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Incendio in un sottotetto a Milano: morta una coppia

Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 3 e mezza di notte. Le vittime, un uomo di 29 anni e una donna di 27, sorprese nel sonno. In corso gli accertamenti dei Vigili del fuoco.

Due persone sono morte, a Milano, a seguito dell’incendio di un sottotetto avvenuto la scorsa notte nella zona dei Navigli. Quando i pompieri hanno spento le fiamme hanno trovato un uomo e una donna deceduti. Una terza persona invece si è salvata e non ha avuto bisogno di cure mediche.

Secondo quanto riferito dai Vigili del fuoco le fiamme si sono sviluppate intorno alle tre e mezza di notte in una palazzina in alzaia Naviglio Grande 156, quando i due stavano dormendo profondamente. Secondo le prime informazioni di 118 la coppia sarebbe stata sorpresa nel sonno e sarebbe morta sia per l’intossicazione sia per le ustioni.

Si tratta di una donna di 27 anni e di un uomo di 29. La terza persona sarebbe, invece una parente della donna. L’autorità giudiziaria ha demandato gli accertamenti tecnici al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco mentre le indagini sono a cura dei Carabinieri.

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L’impatto del voto “emiliano” di Rousseau sul governo Pd-M5s

Di Maio dopo la scelta degli iscritti di presentarsi alle Regionali: «Nessuna ripercussione per l'esecutivo». E ribadisce: «Parlamentari ed esponenti locali ci chiedono di non allearci». Ma tra i dem sono al lavoro i "pontieri". Perché si teme una dispersione di preferenze che penalizzerà Bonaccini. Una cena con tutti i ministri ha provato a smorzare le tensioni.

E adesso? Rousseau ha votato, la linea di Luigi Di Maio è stata sconfessata. Gli iscritti al Movimento 5 stelle chiamati a esprimersi hanno deciso che bisogna correre alle elezioni regionali del 26 gennaio 2020 in Emilia-Romagna e Calabria, contrariamente a quanto voleva il capo politico grillino. Una scelta che avrà ripercussioni sul governo giallorosso? Lo stesso Di Maio ha scacciato fantasmi: «No, non ce ne saranno», ha detto al termine della cena con gli altri ministri. Ma le nubi sull’esecutivo restano.

DI MAIO: «TUTTI I NOSTRI CI CHIEDONO DI NON ALLEARCI»

Innanzitutto il M5s vuole presentarsi da solo. Anche se su questo aspetto non è stato interpellato Rousseau: «Non lo facciamo votare perché tutti i nostri parlamentari e i consiglieri hanno chiesto di non allearci alle Regionali», ha ribadito Di Maio.

BOCCIA: «NOI ANDIAMO AVANTI E VINCIAMO ANCHE DA SOLI»

Eppure nel Partito democratico qualcuno continua a lasciare la porta aperta. Come il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia: «Allearsi con noi? Lo spero per loro. Noi andiamo avanti e vinciamo anche da soli. Stefano Bonaccini è stato il presidente migliore per l’Emilia-Romagna».

SCAMBI DI BATTUTE ALLA CENA DELLE TENSIONI

Nella serata di giovedì 21 novembre il premier Giuseppe Conte ha riunito i ministri a cena. E ovviamente si è parlato anche della scelta del M5s di correre alle Regionali. Stando a quanto raccontato da più di un partecipante, tra gli esponenti dei diversi partiti di governo ci sarebbero stati scambi di battute, dal tono per lo più scherzoso.

TIMORI PER LA DISPERSIONE DEL VOTO ALLE REGIONALI

Ma, al di là delle dichiarazioni, qualche preoccupazione è trapelata per le ripercussioni che potrebbe avere anche sul governo la scelta annunciata da Di Maio di correre da soli (per parlare alla stampa il leader M5s ha lasciato il Consiglio dei ministri a riunione in corso). I dem temono che la dispersione del voto possa favorire i candidati del centrodestra, in particolare in Emilia-Romagna («Speriamo di no», ha commentato un ministro).

PONTIERI DEM AL LAVORO PER INDURRE A UN RIPENSAMENTO

Ma più d’uno nel Pd confida che i “pontieri” in azione aprano una discussione nel Movimento, che induca il ripensamento. Per quacuno «è vero che gli esponenti locali hanno chiesto a Di Maio di non allearsi, ma tra i loro dirigenti la questione è aperta: tanti volevano escludere la candidatura proprio per evitare i rischi che la scelta di correre divisi comporta anche per il governo. Vedremo nei prossimi giorni». Ma un collega è stato più pessimista: «Mi sembra un caso chiuso».

LO STESSO RISTORANTE DOVE CONTE PORTÒ SALVINI

La cena, al di là di questo, come è andata? Si è inserita tra un Consiglio dei ministri serale e un vertice mattutino. Conte ha invitato fuori la sua squadra di governo in un ristorante nel centro di Roma dove un anno prima portò Di Maio e Matteo Salvini per placare lo scontro che si era aperto sulla manovra. Non andò benissimo alla fine. «Le sorti dei governi non si decidono a tavola», ha risposto sorridendo Conte a chi gli ha sottolineato che il precedente non faceva ben sperare.

VOLTI SCURI TRA I MINISTRI GRILLINI

Anche questa volta in effetti i motivi di tensione tra alleati non sono mancati, a partire dal voto su Rousseau. A tavola si è parlato di Emilia-Romagna e Calabria, sono state fatte battute, ci si è punzecchiati. All’ingresso, subito dopo il Cdm, si è notato qualche volto scuro, soprattutto tra i ministri M5s. A microfoni spenti più d’uno ha ammesso che il voto di gennaio è delicato anche per la tenuta del governo.

TUTTO OFFERTO DA CONTE E FIORI ALLE MINISTRE

Il premier, che ha offerto la cena a tutti e regalato fiori alle ministre, è stato l’ultimo ad arrivare, intorno alle 23, al termine di un lungo Cdm, e l’ultimo ad andare via, verso l’una. Tavolo per 22: c’erano i rappresentanti di tutti i partiti. E a un certo punto è spuntata anche la torta, per festeggiare il compleanno di Lorenzo Guerini, con “tanti auguri a te” cantato in coro tra applausi e risate.

ARCHIVIATA L’IDEA DI UN CONCLAVE DI MAGGIORANZA

L’idea era quella di fare squadra: Conte aveva annunciato un “conclave” con i leader di maggioranza, forse un’idea del tutto archiviata. Per ora è bastata una cena post-Cdm, a base di amatriciana e cicoria. I ministri sono arrivati e andati via alla spicciolata, a piedi, in auto o in vespa come il dem Peppe Provenzano. Di Maio è stato il primo a entrare, poco dopo è toccato alla renziana Teresa Bellanova: tra gli ultimi Dario Franceschini («Che c’è di strano se ceniamo insieme?»), Luciana Lamorgese, Roberto Gualtieri e infine Conte.

DOSSIERI SCOTTANTI SU ILVA, ALITALIA E MES

Nell’attesa si è bevuto prosecco. E il presidente del Consiglio ha scherzato con i giornalisti: «Vi do una notizia, ho cucinato io», prima di assicurare che «non c’è alcun litigio, nessuna tensione». Ma i dossier scottanti sono tanti, dal voto di gennaio in Emilia-Romagna e Calabria che fa temere ripercussioni sul governo, a Ilva e Alitalia, fino al Mes, di cui si deve discutere in un vertice mattutino convocato alle 8.30 di venerdì. All’uscita dal ristorante si ostentavano sorrisi, dentro si brindava e si scherzava. Basta una cena per risolvere i problemi e iniziare davvero a fare squadra? Conte ha cercato ancora la battuta: «Se non ne basta una, ne facciamo due».

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L’impatto del voto “emiliano” di Rousseau sul governo Pd-M5s

Di Maio dopo la scelta degli iscritti di presentarsi alle Regionali: «Nessuna ripercussione per l'esecutivo». E ribadisce: «Parlamentari ed esponenti locali ci chiedono di non allearci». Ma tra i dem sono al lavoro i "pontieri". Perché si teme una dispersione di preferenze che penalizzerà Bonaccini. Una cena con tutti i ministri ha provato a smorzare le tensioni.

E adesso? Rousseau ha votato, la linea di Luigi Di Maio è stata sconfessata. Gli iscritti al Movimento 5 stelle chiamati a esprimersi hanno deciso che bisogna correre alle elezioni regionali del 26 gennaio 2020 in Emilia-Romagna e Calabria, contrariamente a quanto voleva il capo politico grillino. Una scelta che avrà ripercussioni sul governo giallorosso? Lo stesso Di Maio ha scacciato fantasmi: «No, non ce ne saranno», ha detto al termine della cena con gli altri ministri. Ma le nubi sull’esecutivo restano.

DI MAIO: «TUTTI I NOSTRI CI CHIEDONO DI NON ALLEARCI»

Innanzitutto il M5s vuole presentarsi da solo. Anche se su questo aspetto non è stato interpellato Rousseau: «Non lo facciamo votare perché tutti i nostri parlamentari e i consiglieri hanno chiesto di non allearci alle Regionali», ha ribadito Di Maio.

BOCCIA: «NOI ANDIAMO AVANTI E VINCIAMO ANCHE DA SOLI»

Eppure nel Partito democratico qualcuno continua a lasciare la porta aperta. Come il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia: «Allearsi con noi? Lo spero per loro. Noi andiamo avanti e vinciamo anche da soli. Stefano Bonaccini è stato il presidente migliore per l’Emilia-Romagna».

SCAMBI DI BATTUTE ALLA CENA DELLE TENSIONI

Nella serata di giovedì 21 novembre il premier Giuseppe Conte ha riunito i ministri a cena. E ovviamente si è parlato anche della scelta del M5s di correre alle Regionali. Stando a quanto raccontato da più di un partecipante, tra gli esponenti dei diversi partiti di governo ci sarebbero stati scambi di battute, dal tono per lo più scherzoso.

TIMORI PER LA DISPERSIONE DEL VOTO ALLE REGIONALI

Ma, al di là delle dichiarazioni, qualche preoccupazione è trapelata per le ripercussioni che potrebbe avere anche sul governo la scelta annunciata da Di Maio di correre da soli (per parlare alla stampa il leader M5s ha lasciato il Consiglio dei ministri a riunione in corso). I dem temono che la dispersione del voto possa favorire i candidati del centrodestra, in particolare in Emilia-Romagna («Speriamo di no», ha commentato un ministro).

PONTIERI DEM AL LAVORO PER INDURRE A UN RIPENSAMENTO

Ma più d’uno nel Pd confida che i “pontieri” in azione aprano una discussione nel Movimento, che induca il ripensamento. Per quacuno «è vero che gli esponenti locali hanno chiesto a Di Maio di non allearsi, ma tra i loro dirigenti la questione è aperta: tanti volevano escludere la candidatura proprio per evitare i rischi che la scelta di correre divisi comporta anche per il governo. Vedremo nei prossimi giorni». Ma un collega è stato più pessimista: «Mi sembra un caso chiuso».

LO STESSO RISTORANTE DOVE CONTE PORTÒ SALVINI

La cena, al di là di questo, come è andata? Si è inserita tra un Consiglio dei ministri serale e un vertice mattutino. Conte ha invitato fuori la sua squadra di governo in un ristorante nel centro di Roma dove un anno prima portò Di Maio e Matteo Salvini per placare lo scontro che si era aperto sulla manovra. Non andò benissimo alla fine. «Le sorti dei governi non si decidono a tavola», ha risposto sorridendo Conte a chi gli ha sottolineato che il precedente non faceva ben sperare.

VOLTI SCURI TRA I MINISTRI GRILLINI

Anche questa volta in effetti i motivi di tensione tra alleati non sono mancati, a partire dal voto su Rousseau. A tavola si è parlato di Emilia-Romagna e Calabria, sono state fatte battute, ci si è punzecchiati. All’ingresso, subito dopo il Cdm, si è notato qualche volto scuro, soprattutto tra i ministri M5s. A microfoni spenti più d’uno ha ammesso che il voto di gennaio è delicato anche per la tenuta del governo.

TUTTO OFFERTO DA CONTE E FIORI ALLE MINISTRE

Il premier, che ha offerto la cena a tutti e regalato fiori alle ministre, è stato l’ultimo ad arrivare, intorno alle 23, al termine di un lungo Cdm, e l’ultimo ad andare via, verso l’una. Tavolo per 22: c’erano i rappresentanti di tutti i partiti. E a un certo punto è spuntata anche la torta, per festeggiare il compleanno di Lorenzo Guerini, con “tanti auguri a te” cantato in coro tra applausi e risate.

ARCHIVIATA L’IDEA DI UN CONCLAVE DI MAGGIORANZA

L’idea era quella di fare squadra: Conte aveva annunciato un “conclave” con i leader di maggioranza, forse un’idea del tutto archiviata. Per ora è bastata una cena post-Cdm, a base di amatriciana e cicoria. I ministri sono arrivati e andati via alla spicciolata, a piedi, in auto o in vespa come il dem Peppe Provenzano. Di Maio è stato il primo a entrare, poco dopo è toccato alla renziana Teresa Bellanova: tra gli ultimi Dario Franceschini («Che c’è di strano se ceniamo insieme?»), Luciana Lamorgese, Roberto Gualtieri e infine Conte.

DOSSIERI SCOTTANTI SU ILVA, ALITALIA E MES

Nell’attesa si è bevuto prosecco. E il presidente del Consiglio ha scherzato con i giornalisti: «Vi do una notizia, ho cucinato io», prima di assicurare che «non c’è alcun litigio, nessuna tensione». Ma i dossier scottanti sono tanti, dal voto di gennaio in Emilia-Romagna e Calabria che fa temere ripercussioni sul governo, a Ilva e Alitalia, fino al Mes, di cui si deve discutere in un vertice mattutino convocato alle 8.30 di venerdì. All’uscita dal ristorante si ostentavano sorrisi, dentro si brindava e si scherzava. Basta una cena per risolvere i problemi e iniziare davvero a fare squadra? Conte ha cercato ancora la battuta: «Se non ne basta una, ne facciamo due».

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Le quotazioni di Borsa e lo spread del 22 novembre 2019

Piazza Affari si prepara all'apertura dopo un giornata in calo. Il differenziale Btp Bund a 150 punti base. I mercati in diretta.

La Borsa italiana si prepara all’apertura dopo una giornata negativa in Piazza Affari (-0,3%), nonostante l’Ocse abbia alzato le stime sul Belpaese. Giù i titoli, come per le principali Borse europee, sulle nuove tensioni Usa-Cina, dopo il plauso del Congresso americano alle proteste a Hong Kong.

LO SPREAD A QUOTA 150 PUNTI BASE

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude in calo a 150 punti base contro i 155 di ieri. Il rendimento del decennale italiano è all’1,17%.

Pesanti Fca (-3,7%), dopo le accuse da Gm e malgrado le rassicurazioni sui colloqui con Psa, e Exor (-2,8%), insieme ai costruttori come Atlantia (-1,7%) ancora penalizzata dal documento sul crollo del ponte Morandi e Buzzi (-1,7%). Male Snam (-1,1%) aggiornato il piano, Poste (-1,2%) e Stm (-1,9%). Non ha brillato il lusso con Moncler (-0,8%) e Ferragamo (-0,2%). In positivo Tim (+2,8%), promossa da Barclays, e le banche. Tra le migliori Ubi (+3,6%), Banco Bpm (+2,7%) e Unicredit (+0,8%), a distanza Intesa (+0,3%) coi lavori in corso per un possibile ingresso in Nexi (+0,9.%). Cauta Mediaset (+0,3%) in trattativa con Vivendi. Nuovo balzo di As Roma (+3,5%) su indiscrezioni di una possibile offerta da Friedkin.

I MERCATI IN DIRETTA

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La stretta di Google contro le fake news negli spot elettorali

Mountain View ha vietato a politici e candidati di prendere di mira categorie di utenti sulla base della loro affiliazione. Anche Fb corre ai ripari.

Stretta di Google sugli spot elettorali. Nel tentativo di fermare il dilagare della fake news in vista degli appuntamenti elettorali in Gran Bretagna prima e negli Stati Uniti poi, Mountain View vieta a politici e candidati di prendere di mira intere categorie di utenti ed elettori sulla base della loro affiliazione politica. Ma anche di mirare gli spot sulla base degli interessi degli utenti captati dal loro navigare online. Resta invece ancora possibile mirare le proprie pubblicità sulla base del genere e dell’età. La mossa di Google punta a stemperare le critiche contro la Silicon Valley, accusata da più parti di non aver fermato le interferenze russe sulle elezioni americane del 2016. Critiche che hanno riguardato soprattutto Twitter e Facebook.

TWITTER ANTICIPA TUTTI

La società che cinguetta è corsa di recente ai ripari, decidendo di vietare del tutto gli spot elettorali sulla sua piattaforma. Una mossa che ha spiazzato e aumentato la pressione sul social di Mark Zuckerberg. Facebook ha finora resistito a ogni modifica ma sembrerebbe pronta a tornare sui suoi passi. Secondo indiscrezioni, il colosso sta infatti valutando modifiche e lo sta facendo in contatto con gli inserzionisti democratici e repubblicani. La campagna di Donald Trump è una delle più attive su Facebook: da quando è esploso lo scandalo dell’Ucraina il 18 settembre ha lanciato sulla piattaforma circa 5.500 spot, il 40% dei quali con almeno un riferimento all’impeachment.

L’INCONTRO TRUMP-ZUCKERBERG

Zuckerberg ha avuto di recente modo di incontrare privatamente il presidente americano: lo scorso ottobre è andato a cena alla Casa Bianca su invito dello stesso Trump. I contenuti dell’incontro non sono stati resi noti, ma non è escluso che i due si siano soffermati sugli spot elettorali su Facebook, tema caro ai democratici e soprattutto alla candidata Elizabeth Warren che, nella sua piattaforma, ha anche lo smembramento di Facebook e di altri big tecnologici divenuti troppo potenti e una minaccia della democrazia.

L’ALLARME DI AMNESTY INTERNATIONAL

Convinta della pericolosità di Facebook e Google è anche Amnesty International: la loro sorveglianza onnipresente è una minaccia sistemica per i diritti umani, denuncia l’associazione augurandosi un cambio radicale del loro modello di business. Le critiche di Amnesty vanno così ad alimentare il dibattito intorno ai social, che nei prossimi appuntamenti elettorali vedono un esame da dover superare a ogni costo.

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Quali sono i cibi che hanno il maggior impatto ambientale

Nutrirsi ha un costo. Che ricade anche sull'ecosistema. Dall'avocado alle mandorle, un elenco degli alimenti che hanno forti ripercussioni sull'equilibrio del nostro pianeta.

Deforestazione, lavoro minorile, inquinamento, spreco d’acqua. Conoscere i retroscena della produzione alimentare ha riempito di dubbi la nostra tavola. Le numerose informazioni su come vengono allevati gli animali o sull’impatto che hanno certi nostri vizi alimentari ha reso ogni boccone un po’ più controverso. E visto che separare la realtà dalle fake news non è sempre immediato, il Guardian ha stilato un elenco dei prodotti più “problematici” che oggi il mercato propone.

LO SPRECO D’ACQUA PER L’AVOCADO SICILIANO

Il Messico è il principale esportatore di avocado al mondo. Ma il consumo del frutto che va tanto di moda causa ogni anno la perdita di 700 ettari di foresta. Per rispondere alla crescente domanda gli agricoltori piantano sempre più alberi, sacrificando lo spazio dei pini secolari. Il surriscaldamento climatico, tuttavia, sta allargando le possibilità di acquistare il frutto tropicale a chilometro zero. L’aumento delle temperature ha, infatti, trasformato il Sud d’Italia in un habitat ideale per la produzione di avocado. In Sicilia esistono 100 ettari in cui è coltivato il frutto esotico. L’aspetto controverso? Per coltivare anche solo due o tre frutti sono richiesti oltre 272 litri di acqua.

LE EMISSIONI LEGATE AL CONSUMO DI CARNE

Lasciando da parte il tema etico sollevato dall’uccisione di animali, la discussione sul consumo della carne bovina ruota anche attorno ai gas serra. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), i bovini (allevati sia per la carne che per il latte) sono la specie animale maggiormente responsabile per le emissioni. Secondo i dati forniti dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) l’inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi in Italia è passato dal 10,2% (nel 2000) al 15,1% (nel 2016), diventando così la seconda fonte di inquinamento totale da polveri.

L’IMPATTO DELL’OLIO DI PALMA E DELLA FRUTTA SECCA

Le grandi piantagioni di olio di palma hanno trovato posto a discapito di ampie regioni in Indonesia (maggiore produttore di olio di palma) e in Malesia. Queste aree del mondo sono state coinvolte in pesanti operazioni di disboscamento. Per mantenere il mercato sono state rase al suolo migliaia di chilometri di foresta tropicale, anche attraverso dei roghi, che hanno liberato nell’atmosfera diversi gas serra. Anche le mandorle e la frutta secca hanno un pesante impatto ambientale, per via di tutta l’acqua che la loro coltivazione richiede. Una mandorla per maturare richiede più di tre litri di acqua, una noce 19 litri .

GIAGUARO E ARMADILLO MESSI IN PERICOLO DALLA SOIA

L’impennata che ha coinvolto la soia destinata all’alimentazione animale è una delle cause della scomparsa di significative porzioni di foreste, savane e praterie, tra cui l’Amazzonia, il Cerrado, la foresta Atlantica, la foresta Chaco e Chiquitano che caratterizzano gran parte del territorio di Brasile, Argentina, Bolivia e Paraguay e le praterie del nord America. La soia è uno dei vegetali più coltivati al mondo, anche se la sua produzione sta mettendo a repentaglio l’esistenza di specie come il giaguaro, il formichiere gigante, l’armadillo e l’ara macao.

IL POLPO MINACCIATO DALLA PESCA INTENSIVA

La popolazione globale di polpo è minacciata dalla pesca intensiva. Il Marocco è stato uno dei più grossi produttori di polpo al mondo, con quasi 100 mila tonnellate annue nel 2000, più del doppio della quantità pescata dal secondo Paese nella classifica, il Giappone (in Italia ogni anno se ne pescano 3 mila tonnellate). Ma, a prescindere dalla quantità, la scoperta dell’elevata sensibilità del polpo mette il popolo di consumatori davanti a un dilemma etico: il polpo rappresenta infatti un modello di invertebrato complesso, sensibile e dotato della capacità di risolvere problemi.

LE FORESTE DELLA COSTA D’AVORIO IN PERICOLO PER IL CIOCCOLATO

Più del 70% del cacao mondiale viene prodotto in Costa d’Avorio e in Ghana. La pianta arriva dalla foresta pluviale che, nella Costa d’Avorio è caratterizzata da una scomparsa più rapida rispetto a qualsiasi altro Paese africano. Sul suo territorio, infatti, si è ridotta di oltre l’80% negli ultimi 60 anni. Ma di questo passo, la crescente domanda di cioccolato potrebbe portare alla totale scomparsa della foresta.

LE MANGROVIE A RISCHIO A CAUSA DEI GAMBERI

I gamberi di grandi dimensioni – tigre e reale – sono allevati nelle acque calde dei Paesi come la Thailandia, lo Sri Lanka e il Madagascar, dove la produzione è spesso fortemente coinvolta nella distruzione delle paludi di mangrovie. Secondo la Fondazione per la giustizia smbientale, il 38% circa del disboscamento globale di queste piante è collegato alla crescita delle aziende per l’allevamento dei gamberi.

LA PRODUZIONE DI LATTE A RISCHIO PER GLI OGM

L’Italia ha una posizione di rilievo nel settore caseario europeo, rappresenta il maggior produttore di formaggi a denominazione di origine protetta. Ogni anno, nel Paese, si producono 11 milioni di tonnellate di latte vaccino, 500 mila tonnellate di latte di pecora, oltre 200 mila di latte di bufala e 60 mila di latte caprino. Ma, anche se queste cifre sono alte, il consumo sta calando. Una diminuzione che va rintracciata soprattutto nel calo della natalità. Ma anche nella diffusione di fake news sul cosiddetto “oro bianco“. Una delle più radicate è che nel latte ci siano sostanze inquinanti. Ma tutte le fasi di produzione sono sottoposte a controllo. L’uso di ormoni, inoltre, è vietato in Italia e in tutta Europa. La qualità del latte dipende molto dalla derivazione: diventa poco sicura per l’organismo se arriva da un allevamento intensivo e se gli animali vengono nutriti con Ogm.

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Chi è Madman, il rapper ospite al quinto live di X Factor 2019

Ha esordito nell'ambiente hip hop nel 2006, affermandosi negli anni come uno dei rapper più talentuosi e versatili della sua generazione.

Si chiama Pierfrancesco Botrugno, ma sul palco è noto “solo” come Madman: il rapper pugliese giovedì 21 novembre sarà ospite all’X Factor Dome di Monza, insieme ai colleghi Mahmood e Gemitaiz, per esibirsi durante il quinto live del talent targato Sky. Durante questa puntata i concorrenti si sfideranno presentando al pubblico e ai giudici i propri inediti, esordendo ufficialmente nel mercato musicale.

LEGGI ANCHE: Chi sono i Sierra, i due rapper di X Factor 2019

L’ESORDIO A TECNICHE PERFETTE

Originario di Grottaglie in provincia di Taranto, Madman ha fatto il suo ingresso nell’ambiente hip hop nel 2006, partecipando alla competizione di freestyle Tecniche perfette in Puglia. Un anno dopo, ha esordito con l’album Riscatto mixtape, a cui sono seguiti Prequel, R.i.p. e Escape from heart.

Nel 2011 ha iniziato una collaborazione con il rapper Gemitaiz, pubblicando con l’artista romano Haterproof, Detto, fatto. e Kepler

Nel 2011 ha iniziato una collaborazione con il rapper Gemitaiz, pubblicando con l’artista romano Haterproof, Detto, fatto. e Kepler. Dal 2015 al 2018 ha pubblicato Doppelganger, MM volume 2 mixtape, Back home e MM volume 3. A partire dal 2019, ha riallacciato il sodalizio artistico con Gemitaiz, facendo uscire prima il singolo Veleno VII e poi l’album Scatola nera.

LEGGI ANCHE: X Factor 2019, l’eliminato Marco Saltari: «Ora tifo Sierra»

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Daddy gotta go 👨🏻😕

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Nonostante i generi siano differenti, Madman ha detto in passato che il suo idolo in gioventù è stato Marco Masini, aggiungendo che un giorno vorrebbe cimentarsi in un duetto con lui.

LA SUA RELAZIONE CON FISHBALL SUICIDE

Pugliese d’origine ma cresciuto artisticamente nella scena musicale romana, Madman, classe 1988, ha intrapreso la sua carriera prima dell’avvento del genere trap, facendosi notare come uno dei rapper più versatili e talentuosi della sua generazione. A livello sentimentale, il musicista è stato legato dal 2015 al 2017 alla modella sarda Felisja Piana, altrimenti nota con il nome di Fishball Suicide.

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Chi è Gemitaiz, il rapper ospite al quinto live di X Factor 2019

Classe 1988, ha esordito nel mondo musicale nel 2003, raggiungendo nel corso degli anni un discreto successo. Nel 2014 è stato arrestato con l'accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti.

All’anagrafe Davide De Luca, in arte Gemitaiz. Il rapper romano giovedì 21 novembre si esibirà sul palco dell’X Factor Dome di Monza, insieme al collega MadMan e al vincitore della 69esima edizione del Festival di Sanremo, Mahmood. Durante il quinto live del talent, gli artisti faranno compagnia ai sette concorrenti rimasti in gara, che nel corso della puntata sveleranno al pubblico i loro inediti, sancendo definitivamente il loro ingresso nel mercato musicale.

LEGGI ANCHE: Chi sono i Sierra, i due rapper di X Factor 2019

I SUCCESSI E IL PATTEGGIAMENTO PER POSSESSO DI STUPEFACENTI

Classe 1988, Gemitaiz ha esordito nel mondo musicale nel 2003, pubblicando tra il 2006 e il 2009 i suoi primi mixtape, Affare romano, Affare romano volume 2 e Affare romano zero. Nel 2011 ha iniziato un sodalizio artistico con il rapper pugliese Madman, con il quale ha prodotto Haterproof e Detto, fatto. L’anno successivo ha abbandonato la sua casa discografica, la Honiro Label, per entrare a far parte della Tanta roba, l’etichetta fondata Gué Pequeno e Dj Harsh, incidendo con questa uno dei suoi album più famosi, L’unico compromesso. Nel 2014, il rapper è stato arrestato con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti, dopo esser stato trovato in possesso, per strada, di ketamina e marijuana. Posto agli arresti domiciliari in seguito a una ulteriore perquisizione a casa sua, dove sono stati trovati un bilancino di precisone, hashish e altri stupefacenti, Gemitaiz ha patteggiato il mese successivo una condanna a un anno e 10 mesi di reclusione (pena sospesa). Nello stesso anno l’artista ha riallacciato la sua collaborazione con Madman, realizzando con lui l’album Kepler. Dal 2015 al 2018, ha pubblicato Nonostante tutto, il singolo Oro e argento e Davide. Nel 2019 ha realizzato, insieme a Madman, il suo ultimo album: Scatola nera.

LEGGI ANCHE: X Factor 2019, l’eliminato Marco Saltari: «Ora tifo Sierra»

UNA GRANDE ATTENZIONE PER LA PARTE MELODICA DELLE CANZONI

Artista talentuoso e di successo, Gemitaiz si è distinto dai rapper coetanei per l’attenzione alla parte melodica delle sue canzoni, mai posta in secondo piano rispetto al parlato.

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Omicidio Loris, confermata la condanna a 30 anni per Veronica Panarello

La Cassazione ha accolto la richiesta del procuratore generale, respingendo il ricorso della difesa.

È stata confermata dalla Cassazione la condanna a 30 anni di reclusione nei confronti di Veronica Panarello, la giovane mamma accusata di aver ucciso il figlioletto di otto anni, Loris Stival, strangolandolo con alcune fascette di plastica e di aver poi gettato il suo corpo in un canalone in campagna. Il bambino è stato ucciso il 29 ottobre 2014 nell’abitazione di famiglia a Santa Croce Camerina (Ragusa). Panarello venne fermata a dicembre.

RESPINTO IL RICORSO DELLA DIFESA

La Cassazione ha accolto la richiesta del procuratore generale. In particolare, il pg della Suprema Corte Roberta Maria Barberino aveva chiesto agli ‘ermellini’ il rigetto del ricorso presentato dalla difesa di Panarello.

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Commissione Ue al via dal primo dicembre, ma senza il Regno Unito

L'esecutivo a guida von del Leyen è in dirittura d'arrivo. Il 25 novembre dovrebbe arrivare il via libera del Consiglio e il 27 dell'Eurocamera. Il punto.

L’Ue ha tenuto la barra a dritta e punta decisa verso il traguardo dell’insediamento della Commissione a guida Ursula von der Leyen, il primo dicembre. Anche senza il commissario britannico. A precisare quali saranno i passaggi dell’ultimo miglio di un percorso piuttosto accidentato, che ha già ritardato l’inizio dei lavori del nuovo Esecutivo europeo rispetto ai tempi previsti dai Trattati, è stato il leader del Parlamento europeo David Sassoli.

VOTO DEL PARLAMENTO IL 27 NOVEMBRE

Al termine della Conferenza dei presidenti, il numero uno dell’Eurocamera ha reso ufficiale la decisione di mettere al voto la squadra della presidente eletta per l’ok finale, mercoledì 27 novembre, alla plenaria di Strasburgo. E il nuovo Esecutivo non si incaglierà sullo scoglio della mancata nomina del commissario britannico, ha chiarito Sassoli. Londra ha «un termine» per designare il proprio rappresentante, «che è venerdì 22 novembre» allo scoccare della mezzanotte. Ma «gli uffici legali» delle istituzioni Ue «sono concordi: ci sarà una dichiarazione del Consiglio dell’Ue per la formazione della Commissione a 27».

POSSIBILE VIA LIBERA AL CONSIGLIO UE DEL 25

In attesa di capire come si muoverà Londra, destinataria la settimana scorsa di una lettera di messa in mora (primo passo della procedura di infrazione), gli ambasciatori degli Stati membri il 22 novembre si riuniranno, per adottare la lista dei 27 commissari. La decisione sarà poi ufficializzata alla riunione del Consiglio europeo del 25, senza necessità di discussione. D’altra parte, il governo di Londra, con Boris Johnson impegnato in una campagna all’ultimo sangue per il voto del 12 dicembre, un paio di settimane fa aveva già fatto sapere, di non poter attribuire incarichi internazionali nel periodo pre-elettorale, in osservanza delle linee guida politiche nazionali, ma di non voler essere di ostacolo. E salvo colpi di scena, non si attendono discostamenti rispetto a quella linea.

ULTIMI PREPARATIVI PER L’ADDIO DI TUSK

Ultimi preparativi per il cambio della guardia sono in corso anche al Consiglio europeo, con l’attuale presidente, il polacco Donald Tusk (appena incoronato leader del Ppe al congresso di Zagabria), che passerà il testimone all’ex premier belga Charles Michel, in una cerimonia simbolica, venerdì 29 novembre. Ma anche in questo caso, per il via ufficiale bisognerà attendere il primo dicembre, quando tutti i tasselli delle istituzioni europee saranno finalmente al loro posto, e la nuova legislatura, che promette di spingere fin da subito sul Green deal, potrà accendere i suoi motori.

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