Isobel Kinnear è una ballerina nata in Australia nel 2003. La giovane si è fatta conoscere partecipando all’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi e balla da quando aveva tre anni.
Isobel Kinnear, la sua carriera di ballerina e l’ingresso ad Amici
Prima di partecipare ad Amici 2022/2023, Isobel era entrata a far parte della compagnia Dream Dance Company e nel 2018 aveva anche vinto il premio Australia’s dancer of the year. È quindi arrivata in Italia dove, dopo aver frequentato un corso di lingua, l’estate scorsa ha partecipato ad uno stage con Christian Stefanelli, allievo di Raimondo Todaro lo scorso anno ad Amici. Nel talent è entrata grazie ad una sfida immediata nei confronti di Claudia Bentrovato, che ha vinto con tante acclamazioni. Insieme a Nicolò De Devitiis e Giulia Stabile, è stata scelta per condurre, martedì 20 giugno 2023, l’evento Amici Full Out in onda su Italia 1 in prima serata.
Isobel Kinnear e il presunto fidanzato Cricca (Facebook).
Isobel Kinnear e la storia con Cricca
All’interno della scuola di Amici di Maria De Filippi, fin da subito Isobel ha creato un bel rapporto con Cricca, uno degli allievi di questa edizione. Durante il programma i due si erano messi insieme per qualche settimana ma, dopo il rientro di lui nel programma, prima del serale, si erano lasciati perché lei lo vedeva cambiato.
Dopo l’eliminazione dal serale di Cricca, Isobel aveva promesso che si sarebbero visti fuori. Una promessa che pare essere stata mantenuta, dato che i due sono stati paparazzati insieme a Roma lasciando i fan in un vortice di emozioni e speculazioni. Potrebbe essere l’inizio di un nuovo capitolo nella loro storia d’amore, un capitolo che li vede superare gli ostacoli del passato e riavvicinarsi l’uno all’altra? Solo il futuro potrà parlare.
Nicolò De Devitiis è un conduttore televisivo nato a Roma il 6 luglio 1990. Dopo aver iniziato la sua carriera come content creator, in particolare bike blogger, è stato notato dai primi programmi tv e radiofonici.
Nicolò De Devitiis, la carriera televisiva
Nel 2014 è stato nel cast del programma Le ienedi Italia 1 e successivamente ha condotto su SkySport1 Estate Mondiale (2016) e, fino al 2019, Goal Deejay. Nel 2015 ha fatto parte degli inviati per la trasmissione televisiva Open Space condotta su Italia 1 da Nadia Toffa e nell’estate 2017 ha condotto con Alessia Marcuzzi e Daniele Battaglia il Summer Festival in prima serata su Canale 5.
Nel 2018 ha condotto la seconda edizione di DanceDanceDance, in prima serata su Fox Life e TV8, con Andrea Delogu. A dicembre dell’anno seguente ha iniziato a condurre Storytellers per VH1, il canale del digitale terrestre di MTV.
Nicolo De Devitiis a un evento Paramount+ (Getty Images).
La radio e la conduzione
Oltre alle trasmissioni per la televisione, Nicolò è stato speaker radiofonico per Radio 105 con le Kris in Kris & Love e su Radio 2 con Angela Rafanelli in Radio2 Sunset. Dal 2020 fino al 2022 è stato il conduttore ufficiale del Giffoni Film Festival. Da agosto 2021 ha condotto, su Radio Zeta, Collettivo Zeta insieme al cantante Alfa e, su Sky, la 2ª stagione di On The Road Again con Guido Meda. Da gennaio 2022 è anche speaker radiofonico per Radio 105 con la conduzione di puntate settimanali del programma 105 Loves Music. Il 20 giugno 2023 è conduttore, insieme a Isobel Kinnear, di Amici Full Out, il concerto all’Ippodromo delle Capannelle dedicato ai giovani artisti del talent di Maria De Filippi.
Nicolò De Devitiis, la vita privata
Dal giugno del 2019 Nicolò è fidanzato con l’ex Iena Veronica Ruggeri e la relazione è stata confermata proprio da lui durante un’intervista a Grazia: «Mi sento molto bene con lei. Per via del lavoro che ci impegna entrambi, non abbiamo mai avuto molto tempo per stare insieme». Tra le sue ex più note c’è l’ex Miss Italia Eleonora Pedron.
Cristiano Caccamo, nato il 21 marzo del 1989 a Taurianova in provincia di Reggio Calabria, è un attore celebre per aver recitato in alcune fiction di Rai 1 come Che Dio ci aiuti (2017) e Don Matteo (2018). Vediamo quali sono state le tappe principali della sua carriera fin qui e cosa si sa della sua vita privata.
Cristiano Caccamo, le origini e i film
Cristiano è figlio del poeta e scrittore Michele Caccamo, direttore editoriale di Emersioni e della collana Tasti per le edizioni Castelvecchi. A 15 anni ha lasciato il paese dov’è nato per trasferirsi in un convitto ad Assisi, in Umbria, dove ha studiato e si è diplomato. Si è poi trasferito a Roma per studiare Lingue alla Sapienza, ma ha abbandonato gli studi per frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e diplomarsi.
Ha iniziato la sua carriera da attore a teatro con Ciechi, dove ha ottenuto un ruolo minore. Nel 2013 è stato protagonista di una serie tv insieme ad Emanuela Rei, Anastasia Love Dance, dove ha interpretato uno degli amici della protagonista. Nel 2014 ha preso parte a La vita oscena di Renato De Maria. Il suo primo film da protagonista è stato invece Cenere, uscito nel 2014, dove ha vestito i panni di Julien, un artista di strada ribelle.
A marzo 2018 è uscito nelle sale il film Puoi baciare lo sposo, di cui è protagonista insieme a Salvatore Esposito. A settembre dello stesso anno ha esordito nella miniserie televisiva La vita promessa accanto a Luisa Ranieri e diretta da Ricky Tognazzi, interpretando un giovane ragazzo siciliano, Michele Carrizzo. Nel 2021 è nel cast del film Una famiglia mostruosa di Volfango De Biasi.
Cristiano Caccamo al Festival del Cinema di Venezia 2021 (Getty Images).
Le fiction televisive
Il suo debutto televisivo è arrivato nel 2015, prima con Questo è il mio paese, dove ha interpretato Cosimo, figlio di un latitante, e poi neIl paradiso delle signoredi Monica Vullo, dove ha interpretato Quinto, un timido magazziniere. Nel 2017 è entrato a far parte del cast di Che Dio ci aiuti, interpretando un giovane cardiochirurgo, e l’anno successivo ha recitato in Don Matteo nei panni di Giovanni Santucci, fidanzato del capitano Anna Olivieri.
Nel 2020 è stato uno dei concorrenti di Celebrity Hunted: Caccia all’uomo, il reality show disponibile su Amazon Prime, insieme alla collega e amica Diana del Bufalo. Sempre per Amazon, nel 2023 ha partecipato alla terza edizione di Lol – Chi ride è fuori.
Cristiano Caccamo, la vita privata
Per quanto riguarda la vita privata, l’attore è molto riservato. Un possibile amore, di cui si è vociferato ma che non è mai stato ufficializzato, è stato quello con la collega e co-protagonista nella fiction Questo è il mio paeseValentina Romani. Molti hanno parlato di una ipotetica relazione anche con la sua amica attrice e cantante Diana del Bufalo, ma i due hanno sempre smentito di avere un rapporto che vada al di là dell’amicizia.
Lo scorso lunedì 19 giugno i telespettatori di Canale 5 hanno finalmente scoperto chi è stato incoronato come vincitore dell’Isola dei famosi 2023: a portarsi a casa il traguardo più ambito è stato Marco Mazzoli, ecco tutto quello che c’è da sapere su di lui.
Chi è Marco Mazzoli, il vincitore dell’Isola dei famosi 2023: la sua storia e la sua biografia
Nato il 19 ottobre del 1972 (oggi ha dunque 51 anni) a Milano, Mazzoli ha passato gran parte della sua infanzia negli Stati Uniti, a Los Angeles, dove il padre lavorava come direttore artistico per la Walt Disney Company. Fin da subito si appassiona al mondo radiofonico, iniziando a collaborare con piccole radio locali della Lombardia. Sbarca nella sua prima radio importante nel 1993, iniziando a lavorare come speaker per la nota RTL 102.5, dove rimarrà per due anni. Dal 1995 al 1996 collaborerà con Radio Capital insieme a DJ Angelo, poi passerà a Station One fino al 1998.
La collaborazione con Radio 105 inizia proprio nel 1998: a partire da questo momento Mazzoli tornerà negli USA, a New York, per presentare un programma nel fine settimana. Una volta tornato dagli USA inventa il format Lo Zoo di 105, programma particolarmente sboccato e sopra le righe che scatenerà non poche polemiche ma che, allo stesso tempo, diventerà uno dei format di maggior successo di 105.
Marco Mazzoli e i suoi colleghi allo Zoo di 105 (Instagram)
Negli ultimi anni Mazzoli è tornato a vivere in pianta stabile negli Stati Uniti, ottenendo la cittadinanza nel 2015 e diventando editore della radio locale Miami Evolution 935. Il pubblico televisivo l’ha imparato a conoscere e apprezzare proprio grazie alla sua partecipazione all’Isola dei famosi, dove ha gareggiato al fianco del collega e amico Paolo Noise.
Chi è la moglie di Marco Mazzoli
Mazzoli, che oggi lavora a distanza su 105 da Miami, vive negli Stati Uniti in pianta stabile con la moglie Stefania Pittaluga. La coppia si è conosciuta nel 2009 e si è sposata nel 2010: almeno per il momento, i due non hanno avuto figli.
Emanuela Rei, nata a Roma il 26 febbraio 1991, è una famosa attrice nota per le sue interpretazioni in alcune serie tv per ragazzi, tra cui Sketch Up, eBand, Talent High School – Il sogno di Sofia e Anastasia <3 Dance.
Emanuela Rei, il vero nome dell’attrice e le serie tv
Emanuela Rei è il nome d’arte di Emanuela Di Crosta. L’attrice ha iniziato ad avvicinarsi alla recitazione prima imitando alcuni personaggi famosi che vedeva in televisione, poi iscrivendosi alla Clesis Arte Roma diretta da Carlo Merlo. Ha ottenuto uno dei suoi primi ruoli televisivi in una puntata della serie tv Mediaset I Cesaroni. Ha poi partecipato alla sitcom eBand con Pino Insegno e, tra il 2012 e il 2013, è entrata nel cast di Talent High School – Il sogno di Sofia e in quello di Anastasia <3 Dance.
Nel 2016-2017 è arrivato il successo con Maggie & Bianca Fashion Friendsed Emanuela è diventata una star. 400 mila spettatori a puntata per tre stagioni, numeri che rappresentano un record e la annoverano come la serie italiana per ragazzi più vista del 2017 approdata anche in Francia, Germania e in tanti altri paesi.
Questo risultato ha premiato la Rei nelle vesti di cantante. L’attrice ha pubblicato un album (con all’interno la colonna sonora della serie tv) ed è stata protagonista di un tour musicale prima di venir ingaggiata a teatro nel ruolo di Jasmine in Aladin – Il Musical Genialedi Maurizio Colombi al Teatro Brancaccio. Nessuna informazione, invece, trapela sulla sua vita privata.
Presto al cinema con Una famiglia mostruosa
Nel 2021, l’attrice è scelta per interpretare un ruolo nel nuovo film di Volfango De Biasi, Una famiglia mostruosa. Ha così recitato accanto a Massimo Ghini, Lucia Ocone, Pasquale Petrolo, Ilaria Spada e Cristiano Caccamo. Una commedia horror ma che, tra una risata e l’altra, parla di pregiudizi e diversità. Il 21 giugno 2023 uscirà al cinema il seguito di questo film, che si intitola Un matrimonio mostruoso, sempre con la regia di Volfango De Biasi e ancora una volta con Massimo Ghini, Paola Minaccioni, Ricky Memphis, Ilaria Spada, Cristiano Caccamo e la stessa Rei.
Silvia Verdone, nata a Roma il 5 febbraio del 1958, è la figlia dello storico del cinema Mario Verdone e sorella del più noto attore Carlo Verdone. Attualmente è una produttrice cinematografica molto affermata.
Silvia Verdone, la carriera al cinema e in tv
Silvia ha esordito negli anni ’70-’80 in televisione come signorina buonasera per l’appena nata Rete 3 della Rai. Negli anni ’80, dopo questa breve apparizione, è convolata a nozze con Christian De Sica, diventando madre e abbandonando momentaneamente il mondo dello spettacolo per seguire la crescita dei figli. La Verdone ha iniziato la sua carriera attuale ritornando alla vita pubblica negli anni Duemila, iniziando a produrre, tra le altre, alcune pellicole del marito come 3 e Simpatici & antipatici nonché lo spettacolo teatrale Parlami di me.
Christian De Sica e Silvia Verdone (Getty Images).
Silvia Verdone, il matrimonio con Christian De Sica
I due si sono sposati nel 1980 e da allora il loro amore procede a gonfie vele. Quando si sono incontrati, lui aveva 21 anni e lei appena 14. L’attore, come da lui stesso raccontato, stava attraversando un momento molto difficile: «Quando ci siamo conosciuti, mio padre era morto da poco e io ero senza una lira in tasca, solo i debiti precedenti. Una volta giravo un film in Francia alla fine degli anni ’70, a colazione ci davano due uova con la pancetta, io le prendevo e le davo a Silvia. Per me era il digiuno».
Christian De Sica, Silvia Verdone e la loro figlia (Getty Images).
La loro relazione non fu presa inizialmente molto bene dal fratello maggiore di lei, Carlo Verdone. Quest’ultimo conosceva il figlio d’arte De Sica da una vita, essendoci cresciuto insieme come amico e compagno di scuola. Appresa la notizia del fidanzamento tra Christian e la sorella, Verdone si sarebbe dimostrato fin da subito contrario e, stando al racconto dello stesso De Sica, la discussione tra i due sarebbe finita in rissa. Ora sono però tornati amici.
Dal matrimonio di Christian e Silvia sono nati due figli: Brando, nato il 10 marzo del 1983, che ha seguito le orme del padre nel mondo dello spettacolo, e Maria Rosa, nata il 24 giugno del 1987. Quest’ultima è stata presente con il padre nello show di Rai 1 del 3 aprile 2021 Una serata tra amici.
Carlo Buccirosso è un noto attore di commedie italiane al cinema e in televisione nato a Napoli il 7 luglio 1954. È inoltre un regista teatrale e commediografo.
Carlo Buccirosso, la carriera al cinema e a teatro
L’attore inizia la sua carriera nel 1989 recitando nel film L’ultima scena accanto ad Aldo Giuffré, Vittorio Caprioli e Marina Suma. Dalla fine degli anni ’90,Vincenzo Salemme lo vuole in gran parte dei suoi film: Premiata Pasticceria Bellavista (1998), L’amico del cuore (1998), Amore a prima vista (1999) e A ruota libera (2000). In queste pellicole continua a interpretare l’uomo napoletano medio-borghese costantemente in ansia e trafelato.
Carlo Buccirosso (Getty Images).
Dopo aver recitato nei film Il grande botto (2000) e Il mare non c’è paragone (2002), diventa anche uno degli attori dei lavori di Carlo Vanzina. Lo si vedrà infatti recitare in: Febbre da cavallo – La mandrakata (2002), Le barzellette (2004) e In questo mondo di ladri (2004). Recentemente ha messo in scena, con la propria compagnia teatrale, due spettacoli: I compromessi con Carlo Croccolo e Graziella Marina e Vogliamoci tanto bene.
Gli ultimi film e alcune candidature
Tra le sue interpretazioni più famose vi è quella di Cirino Pomicino ne Il Divo di Paolo Sorrentino e l’amico imprenditore di Jep Gambardella ne La grande bellezza, sempre di Sorrentino. Nel 2009, grazie a Il Divo, riceve una candidatura come Miglior attore non protagonista ai David di Donatello. Nel 2014 l’attore ottiene una nomination ai Nastri d’Argento come Miglior attore non protagonista con il film Song ‘e Napule mentre l’anno dopo riceve la medesima nomination per Noi e la Giulia.
Carlo Buccirosso (Getty Images).
Dopo Ammore e malavita (2017) dei Manetti, Bros, interpreta 5 è il numero perfetto (2019) di Igor Tuveri, Sono solo fantasmi (2019) di Christian De Sica e Ritorno al crimine (2020) di Massimiliano Bruno. Nel 2022 ha recitato nel film di Luca Miniero Tutti a bordo.
Carlo Buccirosso, la vita privata
Non si conosce molto della vita privata di Carlo Buccirosso, che è molto riservato a riguardo. Durante numerose interviste ha dichiarato, con il suo tono scherzoso, che ha sempre recitato nella vita solo per sedurre una donna, non riuscendo però nell’intento. Non si sa, dunque, se l’attore sia al momento impegnato né se abbia dei figli.
L’attore Gianmarco Tognazzi, nato a Roma l’11 ottobre 1967, è sposato con Valeria Pintori dalla quale ha avuto due figli. La sua carriera è stata costellata da numerosi successi e prosegue, con altrettanti riconoscimenti, sia teatro sia al cinema.
Gianmarco Tognazzi, i primi passi dell’attore
Figlio del noto attore Ugo Tognazzi e di Franca Bettoja, Gianmarco inizia la sua carriera partecipando ai film in cui recitava il padre, come L’anatra all’arancia di Salce, Romanzo popolare di Monicelli o Il petomane di Pasquale Festa Campanile. Negli anni ’80, poco più che ventenne, inizia a recitare in film come Vacanze in America di Carlo Vanzina (1984), Sposerò Simon Le Bon di Carlo Cotti (1986) e Una notte al cimitero di Lamberto Bava (1987). Nel 1989 ha iniziato a studiare recitazione cominciando la carriera in teatro e successivamente al cinema.
Gianmarco Tognazzi, i film dagli anni ’90 a oggi
Tra i primi film realizzati per il grande schermo vi sono Crack di Giulio Base (1991), Una storia semplice di Emidio Greco (1993), Teste rasate nel 1995 e I laureati di Leonardo Pieraccioni. In coppia con Alessandro Gassmann interpreta Uomini senza donne (1996) e Facciamo fiesta (1997), entrambi di Angelo Longoni.
Gianmarco Tognazzi (Getty Images).
Tra gli ultimi film interpretati vi sono Cielo e terra (2005) e Romanzo criminale (che gli vale la nomination ai Nastri d’Argento). Nel 2007 è nel film Guido che sfidò le Brigate Rosse, l’anno seguente in Il mattino ha l’oro in bocca con Elio Germano, nel 2012 in Bella addormentata di Marco Bellocchio, quattro anni dopo in Il Ministro di Giorgio Amato e nel 2019 in Sono solo fantasmi con Christian De Sica. Lo rivedremo al cinema dal 29 giugno 2023 con il film Lo Sposo Indeciso di Giorgio Amato.
Gianmarco Tognazzi, la vita privata: moglie e figli
L’attore, figlio d’arte, è fratello di Maria Sole e fratellastro di Ricky Tognazzi e Thomas Robsahm. Dal 2006 è sposato con Valeria Pintori, originaria di Sassari, che ha 11 anni in meno di lui. La coppia ha due figli: Andrea Viola nata nel 2007 e Tommaso Ugo nato nel 2012.
Gianmarco Tognazzi e Valeria Pintori (Getty Images).
Nel 2010 ha preso le redini dell’impresa di famiglia, La Tognazza amata, azienda eno-gastronomica fondata dal padre nel 1969 a Velletri e che ha trasformato ne La Tognazza azienda vitivinicola. Come il padre, è un grande tifoso del Milan.
Oggi 20 giugno 2023 alle ore 21.20 andrà in onda lo show Amici Full Out, programmato all’Ippodromo delle Capannelle. Si tratta di un concerto nel quale si esibiranno i giovani artisti e i partecipanti del talent show Amici di Maria de Filippi.
Amici Full Out in onda stasera 20 giugno 2023 su Italia 1: gli ospiti del concerto
Sono diversi gli ospiti che parteciperanno ad Amici Full Out 2023. Lo show verrà inaugurato con l’esibizione del vincitore del talent di quest’anno Mattia Zenzola seguito da Angelina Mango, la vincitrice della sezione canto. Le esibizioni dei giovani talenti saranno intervallate dagli ospiti della serata, ovvero Lorella Cuccarini che intervisterà Giulia e Isobel (ma canterà anche insieme a Cricca), Arisa che proporrà una versione live di una delle sue canzoni e anche Alessandra Celentano.
Alessandra Celentano, giudice severa del talent show Amici (Getty Images).
Amici Full Out in onda stasera 20 giugno 2023 su Italia 1: i conduttori
Il palco del concerto è stato allestito all’Ippodromo delle Capannelle di Roma e i padroni dello show saranno Nicolò De Devitiis e Isobel Kinnear, a cui è affidata la conduzione. I conduttori saranno supportati dalla ballerina Giulia Stabile, in passato vincitrice del talent di Maria de Filippi. Gli artisti si esibiranno in una location che ricorderà quella dello studio di Amici con tanto di banchi con sopra i nomi.
Amici Full Out in onda stasera 20 giugno 2023 su Italia 1: la scaletta del concerto
Ecco qual è la scaletta del concerto Amici Full Out:
Mattia – Trumpets
Angelina – Voglia di Vivere
Alessandra Celentano ospite
Wax – Turista per sempre
Samu – Mamacita
Aaron – Universale
Maddalena – Anche fragile
Cricca – Just the way you are
Lorella Cuccarini ospite e intervista doppia a Giulia Stabile e Isobel
Lorella Cuccarini e Olly – La notte vola
Federica – Scivola
Tommy Dali e NDG – Miss
Ramon – Pakita
Piccolo G – Acquario
Vincenzo de Lucia ospite: imiterà Maria De Filippi
Megan – Crazy in love
Niveo – Scarabocchi
Isobel e Gianmarco – Dancing in the moonlight
Mattia e Umberto – Human
Angelina – 9 maggio
Gianmarco – Las Vegas
Federica – Proud mary
Momento di intrattenimento a cura dei ragazzi di Amici
Isobel – Be Italian
Wax – Laurea ad Honorem
Maddalena – Nera
Lorella Cuccarini e Cricca – Se mi guardi così
Lorella Cuccarini e Isobel
Vincenzo de Lucia e le sue imitazioni
Alessio – Fire On Fire
Piccolo G – Hai delle isole negli occhi
Ramon – Schiaccianoci
Niveo – Ma che freddo fa
Arisa ospite e canterà la sua canzone Non vado via
NDG – Fuori
Samu – Cenere
Tommy Dali – Finisce bene
Intrattenimento con Vincenzo de Lucia
Megan – Bon apetite
Aaron – Somebody to love
Wax – Anni 70
Maddalena – This is me
Angelina – Ci pensiamo domani
Mattia e Benedetta – Crazy little thing called love
Questa sera, 20 giugno 2023, andrà in onda su Canale 5 il film Sono solo fantasmialle ore 21.20. Si tratta di una commedia fantastica che ha debuttato al cinema in Italia durante l’anno 2019. La pellicola è stata diretta da Christian De Sica, al suo nono lungometraggio in carriera, e vede come protagonisti lo stesso De Sica, Carlo Buccirosso e Gianmarco Tognazzi. Alla regia del film ha contribuito anche il figlio di Christian, Brando De Sica, anche se il suo lavoro non è accreditato nei titoli di coda. Inoltre, Christian De Sica ha curato anche la sceneggiatura del film coadiuvato da Andrea Bassi, Luigi Di Capua e Gianluca Ansanelli – con quest’ultimo che ha curato i dialoghi.
Sono solo fantasmi, trama e cast del film in onda stasera 20 giugno 2023 su Canale 5
Carlo Buccirosso (Getty Images).
La trama di Sono solo fantasmi ruota intorno a tre fratelli: Thomas (Christian De Sica), Carlo (Carlo Buccirosso) e Ugo (Gianmarco Tognazzi). Non si tratta però di tre fratelli «normali», infatti sono nati da tre madri diverse. Tuttavia condividono lo stesso padre, ovvero Don Vittorio di Paola, originario di Napoli. Dopo la morte di quest’ultimo, i tre, che non hanno legami molto stretti, sono costretti a recarsi nella città partenopea così da sperare di ricevere qualcosa in eredità. Per diverse circostanze personali ogni figlio desidererebbe avere un lascito, così da sistemare problemi finanziari e non solo. Con loro amara sorpresa, i tre scoprono che il padre ha perso tutto perché ha preferito dedicarsi alla bella vita infischiandosene dei suoi figli. L’unica eredità possibile per Thomas, Carlo e Ugo è un immobile posto sotto sequestro.
Pur di mettere le mani sull’immobile i tre hanno una geniale intuizione: improvvisarsi acchiappa-fantasmi e guadagnare grazie alla superstizione napoletana. In realtà, nel palazzo sembra esserci davvero uno spirito maligno e nella loro nuova professione dovranno sconfiggere l’invasione di fantasmi che sta per abbattersi su Napoli. Riusciranno Thomas, Carlo e Ugo a trasformarsi da cialtroni a veri e propri eroi per l’intera città? Con un po’ di pazzia, ironia e forza della disperazione, i tre fratelli da madri diverse otterranno il riscatto e magari anche un po’ di benessere economico.
Sono solo fantasmi, 5 curiosità sul film
Sono solo fantasmi, gli incassi del film di Christian De Sica
Gli incassi del film con Christian De Sica, Carlo Buccirosso e Gianmarco Tognazzi sono stati di buon livello. Infatti, la pellicola di produzione italiana, secondo quanto riportato da MyMovies.it, ha incassato circa 1 milione e 400 mila euro.
Sono solo fantasmi, l’interpretazione di Gianmarco Tognazzi apprezzata dalla critica
Gianmarco Tognazzi (Getty Images).
Se il pubblico, almeno al botteghino, ha apprezzato Sono solo fantasmi, la critica ha spesso criticato questa pellicola diretta da De Sica. Tuttavia, in molti si sono complimentati con Gianmarco Tognazzi per la sua parte comica e interessante. Non a caso, per l’interpretazione di Ugo nel film, Gianmarco Tognazzi ha ottenuto una candidatura come Miglior attore commedia ai Nastri d’Argento 2020. Tuttavia, Tognazzi non riuscì a vincere il premio italiano ed è stato battuto dal collega Valerio Mastandrea per il suo ruolo nel film Figli di Giuseppe Bonito.
Sono solo fantasmi, la colonna sonora di Clementino nel film
Per questo film, il rapper campano Clementino ha scritto un brano esclusivo intitolato Fantasmi. La colonna sonora del film, comunque, è stata curata da Andrea Farri. La musica è stata una parte integrante della creazione del film. Il regista Christian De Sica, a questo proposito, ha affermato: «Ci sono tanti miscuglietti in questo film, tanti generi e anche tante musiche diverse, generi musicali diversi che commentano gli stati d’animo del film».
Sono solo fantasmi, le riprese in un luogo esclusivo di Napoli
Alcune delle riprese del film Sono solo fantasmi sono state realizzate all’interno di un luogo esclusivo di Napoli: la Biblioteca dei Girolamini. Si tratta di una biblioteca dall’incredibile bellezza estetica che si trova di fronte al noto Duomo di Napoli. Il luogo è molto antico e venne aperto al pubblico addirittura nel 1586.
Sono solo fantasmi, il cambio di nome per il film in corso d’opera
Il film di Christian De Sica doveva inizialmente intitolarsi Sos Fantasmi. Tuttavia, forse per evitare problemi d’omonimia con il film interpretato da Bill Murray nel 1988, il nome è stato cambiato in Sono solo fantasmi. Inoltre, sembra che inizialmente De Sica volesse fare il remake del film Oscar insanguinato in coppia con Massimo Boldi ma che poi abbia deciso di procedere con questo progetto.
Stasera 20 giugno 2023 andrà in onda alle ore 21.20 su Rai 2 il film Una Famiglia Mostruosa. Si tratta di una commedia fantasy-grottesca del 2021 con protagonisti Cristiano Caccamo ed Emanuela Rei. La pellicola è diretta da Volfgango De Biasi che ha curato anche la sceneggiatura in collaborazione con Tiziana Martini, Filippo Bologna e Alessandro Bencivenni. Nel cast ci sono anche Massimo Ghini, Lucia Ocone, Pippo Franco e Paolo Calabresi.
Una Famiglia Mostruosa, trama e cast del film in onda stasera 20 giugno 2023 su Rai 2
Cristiano Caccamo (Getty Images).
La trama del film ruota intorno a una giovane coppia di studenti fuorisede, vale a dire Adalberto (Cristiano Caccamo) e Luna (Emanuela Rei). I due sono innamorati e portano avanti la loro relazione, tuttavia, quando Luna resta incinta Adalberto si vede costretto a far conoscere i suoi genitori alla fidanzata. Quest’ultima non sa che la famiglia del suo partner è «mostruosa»: infatti, il futuro suocero Vladimiro (Massimo Ghini) è un vampiro, la futura suocera Brunilde (Lucia Ocone) è una strega, lo zio di Adalberto è un mostro di Frankenstein (Paolo Calabresi), la sua piccola sorellina Salmetta (Sara Ciocca) è una vampiretta mentre la nonna Crisilde (Barbara Bouchet) è un fantasma. D’altronde, anche Adalberto è un mostro e durante le notti di luna piena si trasforma in Lupo Mannaro. La coppia, dopo alcune discussioni, decide di raggiungere il castello dove si trova la famiglia di Adalberto. Qui avranno luogo numerosi equivoci e alcune situazioni grottesche visto che la famiglia di lui utilizza uno specchio magico per capire la natura del nascituro Sirio: tutti vogliono scoprire se nasca umano o mostro.
A complicare le cose ci penserà la famiglia della ragazza composta dal padre Nando (Lillo), dalla madre Stella (Ilaria Spada), dal piccolo Ivano (Vincenzo Sebastiani) e dal nonno Paride (Pippo Franco). Questi ultimi si dimostreranno dei «mostri» in senso figurativo visto che avranno dei modi rozzi, volgari e decisamente poco eleganti. Il confronto tra le due famiglie arriverà a un punto di non ritorno, ma il vero amore tra Adalberto e Luna sarà la chiave per sistemare la situazione e trovare una convivenza pacifica e civile tra mostri, metaforici e letterali, e umani.
Una Famiglia Mostruosa, 4 curiosità sul film
Una Famiglia Mostruosa, l’incasso del film di Volfgango De Biasi
Il film di Volfgango De Biasi ha ottenuto un buon risultato al cinema al momento del suo debutto. Secondo i dati raccolti da Wikipedia, ha incassato al botteghino mondiale circa 736 mila dollari.
Una Famiglia Mostruosa, il sequel in uscita nel 2023
Visto il buon risultato, i produttori Fulvio Lucisano e Federica Lucisano hanno deciso di produrre un sequel del film. Quest’ultimo si intitolerà Un Matrimonio Mostruoso e vedrà il ritorno di alcuni attori del cast principale come Massimo Ghini, Cristiano Caccamo, Emanuela Rei, Paolo Calabresi, Ilaria Spada, Sara Ciocca e Vincenzo Sebastiani. Ci saranno anche alcune aggiunte al cast con i personaggi interpretati da Maurizio Mattioli, Ricky Memphis, Claudio Greg Gregori, Irene Girotti e Mattia Lucentini. Il film uscirà nelle sale italiane il 21 giugno 2023.
Una Famiglia Mostruosa, le parole di Massimo Ghini sul film
Massimo Ghini, uno dei protagonisti principali del film, ha parlato in merito alla pellicola. Come riportato da Movieplayer, le sue parole sono state: «Mi piaceva l’idea di una commedia che non fosse scontata. Spero che sia un passo avanti, una provocazione». Ghini ha anche aggiunto: «Ho cercato di far parlare il mio personaggio come l’Avvocato Agnelli perché è un personaggio nato tra il 1300 e il 1400 e non può parlare un dialetto. Mi ha fatto ridere l’idea di mettere insieme delle persone che cercassero di far capire agli altri chi sono veramente i mostri. I mostri veri si impressionano quando arrivano la banda di Lillo con la Hummer gialla. Era interessante perché lì scattava un meccanismo di comicità».
Massimo Ghini (Getty Images).
Una Famiglia Mostruosa, gli effetti speciali un mix tra innovazione e tradizione
Il regista di Una Famiglia Mostruosa, Volfgango De Biasi, ha spiegato che gli effetti speciali del film sono un mix di stili vecchi e nuovi: «Ci siamo seduti con gli sceneggiatori e gli esperti di effetti speciali, dicendoci: mettiamo tutto quello che abbiamo nel fotogramma. Abbiamo cercato di far diventare tutto verosimile: molto umilmente, artigianalmente, abbiamo cercato di arricchire il fotogramma». De Biasi ha aggiunto: «In qualche maniera cerchi di capire cosa viene meglio, giocare con quel cinema di immaginazione, come quello di Méliès».
Una intervista-confessione, nata durante il podcast Tintoriacon Daniele Tinti e Stefano Rapone, di cui Madame è stata ospite, e durante la quale la cantante ha parlato del suo passato nel gruppo cattolico dei neocatecumenali: «Ho frequentato per qualche anno una comunità neocatecumenale, c’erano belle canzoni, il fondatore è spagnolo e ha riarrangiato tutti i salmi con ritmi latini… Sono dei canti incredibili, voglio sposare qualcuno, stonato, che me li canti mentre vado all’altare».
Madame, Festival di Sanremo (Getty Images)
Madame e la frequentazione dei neocatecumenali
Quando parla della sua esperienza con i neocatecumenali, Madame afferma: «È un genere di ambiente difficile, in cui devi avere consapevolezza di quello che stai facendo». L’intervista prosegue toccando altri aspetti della vita dell’artista, come i social, in particolare Twitter, «C’è chi mi ama, chi mi odia, e chi mi difende da chi mi odia. È un mondo che non mi vuole. Qualsiasi cosa io dica, su Twitter c’è qualcuno che sottolinea quanto io sia una persona di merda… è un social in cui o ti amano, come succede a Tananai ed Elodie, o ti odiano, tipo me. Infatti invidio Tananai, tutti ne parlano bene, beato lui che si è preso il popolo di Twitter. Io ora mi faccio problemi anche a pubblicare la data di uscita del mio nuovo singolo». Del suo passato, Madame racconta gli anni in cui socializzare non è stato facile: «Sono sempre stata abbastanza odiata a Vicenza, dai 15-16 anni ho cominciato a farmi degli amici, prima era abbastanza difficile. Anche perché diventare un rapper del tuo paese è un po’ come fare le elezioni comunali: per farlo devi proprio piacere alla tua zona».
Cosa sono i neocatecumenali
Il Cammino neocatecumenale è un itinerario di formazione cattolica di iniziazione cristiana. Diffuso in Spagna nei primi anni sessanta, è nato per volere del pittore Kiko Argüello e di Carmen Hernández. Secondo i suoi fondatori, «non è un movimento o un’associazione, ma uno strumento nelle parrocchie al servizio dei Vescovi per riportare alla fede tanta gente che l’ha abbandonata». Per Statuto è rivolto principalmente a coloro che: pur battezzati si sono allontanati dalla Chiesa; non sono stati sufficientemente evangelizzati e catechizzati; desiderano approfondire e maturare la loro fede; non sono battezzati e desiderano diventare cristiani; provengono da confessioni cristiane non in piena comunione con la Chiesa cattolica. Gli aderenti hanno il compito di «rendere visibile un nuovo modo di vivere il Vangelo, tenendo presenti le esigenze degli uomini contemporanei», senza distruggere niente, ma rispettando tutto e «presentando il frutto di una Chiesa che si rinnova».
Il nuovo Festival di Sanremo è scritto. A dichiararlo è lo stesso Amadeus, in collegamento da Milano, durante lo spazio Caffè con al Tg1 Mattina Estate, ospite di Giorgia Cardinaletti: «Ho finito di scriverlo e lo sto mandando all’approvazione degli avvocati della Rai». Lo showman annuncia che ci saranno delle novità, a partire dal regolamento di Sanremo 2024: «Sarà diverso da quello degli anni scorsi: ci saranno novità che magari verrò a svelare al Tg1. Siamo al lavoro, anche alla scenografia con Gaetano Castelli».
Festival di Sanremo, Fiorello e Amadeus (Getty Images).
Amadeus e le novità di Sanremo 2024
Per arrivare alla stesura della prima bozza del prossimo Sanremo 2024, Amadeus utilizza un metodo fidato: «Ho un quadernone, dal mio primo Festival, su cui appunto a penna nomi, idee, che poi possono andare in porto o no, mi serve per focalizzare quello che sto pensando». Per la selezione delle canzoni in gara, conferma e ringrazia i suoi consiglieri: «Grazie ai miei figli, Alice che ha 25 anni, Josè che ne ha 14, ascolto molta musica, poi arrivo dalla radio… Per me era impensabile che le canzoni di Sanremo dopo una settimana non fossero tra i primi 10 in classifica, ritenevo necessario far sì che il festival rispecchiasse i gusti musicali dei giovani. Sanremo è diventato così un programma per giovani: oltre l’80%, con punte del 90%, dei ragazzi di 14-24 anni seguono il festival». Senza considerare, prosegue il conduttore, che «ho sempre ascoltato musica giovane, sono abbastanza contemporaneo, raramente guardo le foto, non amo voltarmi indietro, mi piace scoprire il presente, anticipare i tempi e cerco di farlo anche nei programmi tv, nelle idee. Amo il passato, ma mi piace soprattutto il presente e il futuro, adesso ancora di più per motivi di lavoro, ma l’ho sempre fatto».
Ultimo Festival per Amadeus: «Fiorello ci sarà»
Dopo l’annuncio da parte di Amadeus sul fatto che questo sarà l’ultimo festival sotto la sua conduzione, la prossima domanda è se Fiorello ci sarà o no nella prossima edizione 2024. Il comico e conduttore televisivo e radiofonico ha già annunciato che sarà a Sanremo 2024 nella serata finale, per portar via l’amico Amadeus che non smentisce: «Sicuramente me lo ha promesso. Poi, come dico sempre, con lui non c’è mai certezza sul nulla, ma il fatto che possa essere sul suolo ligure mi rende già felice, non può mancare» anche perché, aggiunge Amadeus, lavorare al fianco di Fiorello «è sempre un imprevisto piacevole, mi affido completamente a lui. […]. Ricordo che una volta eravamo a Ibiza, per Deejay Television: erano le 2 del pomeriggio e io ero in difficoltà nel fare un annuncio, e lui venne in soccorso. E poi la mia prima trasmissione in Rai, Festa di classe, su Rai2: la prima puntata era andata benino ma non benissimo, allora gli chiesi di venirmi a dare una mano. Lui venne e la puntata fece record di ascolti e poi il programma andò bene, insomma diede il via». Insieme anche per le vacanze estive: «Prendo una casetta vicino alla sua, nel sud della Sardegna, e stiamo insieme una quindicina di giorni. Anche d’estate si sveglia prestissimo, mi telefona alle sette per fare colazione».
Luciana Littizzetto potrebbe essere pronta a passare a Mediaset. L’indiscrezione è stata diffusa da Giuseppe Candela su Dagospia. La comica e attrice, oltre che conduttrice radiofonica, scrittrice e opinionista, potrebbe fare il suo ingresso nella società televisiva come giurata del talent show di Canale 5 Tu sì que vales.
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto (Getty Images).
Luciana Littizzetto al posto di Teo Mammucari
Secondo quanto riportato da Candela, Teo Mammucari sarebbe sul punto di lasciare il suo ruolo da giurato all’interno di Tu sì que vales e al suo posto arriverebbe proprio la Littizzetto. Ecco dunque che l’umorista si troverebbe a dividersi tra due ruoli: con Fabio Fazio a Discovery Channel e al fianco dei nomi già confermati di Gerry Scotti, Rudy Zerbi e Sabrina Ferilli a Tu sì que vales.
Nuovi aggiornamenti sulla fine della relazione fra Giorgia Soleri e Damiano David. Secondo Novella 2000, che per prima ha pubblicato la notizia, la influencer avrebbe avuto per diversi mesi una relazione parallela con un imprenditore del settore dei cosmetici. Quest’ultimo però l’avrebbe già lasciata poiché scontento di alcune sue recenti dichiarazioni. Soleri e Damiano avevano ufficializzato la rottura dopo che sui social era trapelato un video in cui il frontman dei Maneskin baciava un’altra ragazza.
Giorgia Soleri: «La nostra relazione non era monogama»
Al momento, come ha sottolineato ancora Novella 2000, non si conosce l’identità dell’imprenditore e (ormai pure lui già ex) fidanzato di Giorgia Soleri. Stando ad alcuni rumors, si pensa possa essere una figura legata ai prodotti che la stessa influencer promuove da tempo sui suoi profili online. Ha infatti da poco lanciato una propria linea di cosmetici, la Neonude, in collaborazione con il brand italiano Mulac. Damiano tramite il suo profilo Instagram aveva fatto sapere: «Sono molto dispiaciuto sia uscito questo video, non era così che volevamo gestire questa situazione. Io e Giorgia ci siamo lasciati da qualche giorno, quindi non ci sono tradimenti di nessun tipo. Spero che questa cosa non infici l’immagine di Giorgia e che possiate rispettare la delicatezza di questo momento».
I quattro membri dei Maneskin in un recente evento pubblico (Getty Images)
L’annuncio aveva però diviso l’opinione pubblica sui social network, con i fan dell’uno e dell’altra che hanno commentato a lungo la rottura. Non si era fatta attendere pertanto la replica di Soleri, intervenuta come Damiano tramite i propri canali social: «Trovo che poter vivere la propria sessualità in modo libero, consensuale e completo sia bellissimo e arricchente per sé e per tutte le persone che, in modi diversi, si rapportano a noi». L’influencer aveva proseguito dicendosi aperta sostenitrice dell’inclusività invece che dell’esclusiva. «La relazione tra me e Damiano era, di comune accordo e in modo del tutto consensuale, non monogama». Alcuni utenti hanno però notato che, al momento della separazione, ha smesso di seguire l’intera band dei Maneskin.
Nuovi aggiornamenti sulla fine della relazione fra Giorgia Soleri e Damiano David. Secondo Novella 2000, che per prima ha pubblicato la notizia, la influencer avrebbe avuto per diversi mesi una relazione parallela con un imprenditore del settore dei cosmetici. Quest’ultimo però l’avrebbe già lasciata poiché scontento di alcune sue recenti dichiarazioni. Soleri e Damiano avevano ufficializzato la rottura dopo che sui social era trapelato un video in cui il frontman dei Maneskin baciava un’altra ragazza.
Giorgia Soleri: «La nostra relazione non era monogama»
Al momento, come ha sottolineato ancora Novella 2000, non si conosce l’identità dell’imprenditore e (ormai pure lui già ex) fidanzato di Giorgia Soleri. Stando ad alcuni rumors, si pensa possa essere una figura legata ai prodotti che la stessa influencer promuove da tempo sui suoi profili online. Ha infatti da poco lanciato una propria linea di cosmetici, la Neonude, in collaborazione con il brand italiano Mulac. Damiano tramite il suo profilo Instagram aveva fatto sapere: «Sono molto dispiaciuto sia uscito questo video, non era così che volevamo gestire questa situazione. Io e Giorgia ci siamo lasciati da qualche giorno, quindi non ci sono tradimenti di nessun tipo. Spero che questa cosa non infici l’immagine di Giorgia e che possiate rispettare la delicatezza di questo momento».
I quattro membri dei Maneskin in un recente evento pubblico (Getty Images)
L’annuncio aveva però diviso l’opinione pubblica sui social network, con i fan dell’uno e dell’altra che hanno commentato a lungo la rottura. Non si era fatta attendere pertanto la replica di Soleri, intervenuta come Damiano tramite i propri canali social: «Trovo che poter vivere la propria sessualità in modo libero, consensuale e completo sia bellissimo e arricchente per sé e per tutte le persone che, in modi diversi, si rapportano a noi». L’influencer aveva proseguito dicendosi aperta sostenitrice dell’inclusività invece che dell’esclusiva. «La relazione tra me e Damiano era, di comune accordo e in modo del tutto consensuale, non monogama». Alcuni utenti hanno però notato che, al momento della separazione, ha smesso di seguire l’intera band dei Maneskin.
La SPA – no, non quelle dove andiamo a rilassarci sbocconcellando sedani e tisane avvolti da accapatoi immacolati tra una sauna e un massaggio col sale – è la Sindrome da Pensiero Accelerato. Qualcosa di molto vicino alla cristallizzazione dell’oggi, quell’oggi in cui siamo talmente sommersi da continui input, spesso virtuali, frammentati, iperveloci, continui, da rimanere come intossicati dalle troppe informazioni, sul punto di entrare in overdrive e collassare, psicoticamente. Più in concreto la SPA è quella condizione per la quale possiamo passare qualche minuto, pochi, a leggere un articolo, una pagina di libro, a parlare distrattamente con qualcuno, a guardare una puntata di una serie tv, senza però trattenere nessun tipo di informazioni, tabula rasa, o per dirla coi CSI, tabula rasa elettrificata. Questo ovviamente nei casi più leggeri, perché la SPA è una patologia, quindi gli effetti sul nostro corpo, meglio sulla nostra mente, possono essere anche gravi, dagli attacchi di panico al disturbo dell’attenzione, passando per i burnout, altra caratteristica saliente dei nostri tempi, via via fino a disturbi cardiaci e veri e propri attacchi psicotici.
L’app TikTok (Getty)
Dai 15 minuti di Andy Warhol ai 15 secondo di un reel
Lasciando però da parte l’ambito sanitario, che non ci compete, è evidente che una certa accelerazione della comunicazione sia tratto saliente di questi malsani tempi. Niente a che vedere con la fretta che un tempo associavamo, quasi ingenuamente, a chi viveva nelle città industriali, specie quelle del Nord, contrapposta a una lentezza quasi marqueziana, tipica dei luoghi che nella vulgata sono associati al viversi la vita come viene. Piuttosto la vaporizzazione dei contenuti, estremizzazione della realtà liquida ipotizzata o fermata su carta da Bauman, le informazioni che si affastellano una sull’altra, disordinatamente, riempiendo velocemente la memoria, non solo quella digitale, e rendendo di conseguenza impossibili l’utilizzo di molte applicazioni, mi si passi la metafora. Siccome però viviamo in questi tempi qui – non dentro un romanzo di fantascienza, ma in una perenne connessione, come ipotizzato dai cattivi ragazzi del cyberpunk (cattivi ragazzi si fa per dire, William Gibson è un anziano signore di 75 anni) e nessuno vive su Marte: non siamo in guerra con gli alieni né i robot sono sul punto di soppiantarci dal dominio del pianeta Terra (bè, sì, forse questo sì, credo a giorni arriverà un nuovo Asimov a vergare le tre leggi dell’Intelligenza artificiale) – continuiamo a stare pragmaticamente coi piedi per terra. Questa frammentazione iperveloce la possiamo riscontrare non nel vivere fisicamente tutta una vita in poche settimane, quanto piuttosto in un processo di esposizione sotto i riflettori e relativa scomparsa che ha trasformato i famosi 15 minuti di andywarholiana memoria nei 15 secondi scarsi di un reel.
La story di Damiano (Instagram)
Da Damiano che limona a Luis Sal fino al dito medio di Arisa: la trottola social-mediatica
Prendiamo i trending topic, un tempo oggetto di discussioni per giorni, a volte anche settimane. Oggi si susseguono alla velocità della luce, vecchio retaggio di un linguaggio che appunto a una fantascienza quasi verniana fa riferimento, spesso senza lasciare traccia dietro di sé, alla faccia della lunga memoria della Rete, quella per cui tutto tornerebbe a galla con una certa celerità. Succede quindi, ma magari è un caso limite, che un breve video nel quale Damiano David dei Maneskin limona con una tipa, tale Martina Taglienti, professione modella, non la sua Giorgia Soleri, scateni l’inferno di voci sulla fine della relazione tra i due, voci che lo stesso Damiano conferma, da una parte prendendosi colpe per aver incautamente spoilerato la notizia che i due avrebbero dovuto annunciare insieme, dall’altra chiedendo un rispetto e una discrezione che limonare in discoteca potrebbe non comprendere. Così Giorgia Soleri defollowa tutti i membri della band. Neanche il tempo di commentare che ecco che Luis Sal risponde alle stories con cui Fedez ci aveva, da parte sua, spiegato che fine avesse fatto il suo ex socio di Muschio Selvaggio, andando a creare il meme dei meme «Dillo alla mamma, dillo all’avvocato», scatenando a sua volta una serie di risposte del rapper di Rozzano, letteralmente seppellite da una sorta di plebiscito a favore di Luis. E via, ecco che Arisa sfancula Paola Iezzi, rea di aver cautamente risposto a esplicita domanda riguardo le uscite della prima su Giorgia Meloni, sede la conferenza stampa del Pride di Roma, una risposta assai scomposta, quella di Arisa, con tanto di dito medio finale, prontamente rinnegato dalla medesima, nel mentre divenuta ovvio oggetto a sua volta di meme e di critiche piuttosto feroci sui social. Una notizia via l’altra, senza modo di lasciare però traccia nella memoria, a meno che la memoria non sia quella cosa flebile che ci permette di fare di quel “dillo alla mamma…” o quel “dito medio” qualcosa di facilmente decodificabile, scorciatoia ulteriore verso una frammentazione che ha sempre più bisogno di essere stringati, veloci, sintetici.
Luis Sal e Fedez (Getty)
Anche in musica si brucia velocemente per dirla alla Kurt Cobain
Tutto questo, atterrando sul pianeta musica, si traduce in un vero bombardamento di brani, tipo notte di Dresda, quasi sempre collaborazioni tra più artisti, spesso lì a scambiarsi ruoli di brano in brano con la certezza di rimanere impigliati nella memoria dell’ascoltatore, quindi nelle classifiche di vendita, ci si passi un termine decisamente fuori tempo massimo, tanto quanto il termine discografia, lo spazio di un meme, poco più. E lo spazio di un meme, poco più, sembra oggi il tempo medio di durata delle carriere di artisti, Dio ci perdoni, che danno il senso all’immagine del “bruciare velocemente” evocata da Kurt Cobain nella sua lettera d’addio, anno del Signore 1994, anche se in questo caso non è certo la volontà degli artisti in questione a rendere possibile il tutto. Pensiamo, che so?, a gente come Benji e Fede, che a lungo hanno dominato le classifiche coi loro singolini leggeri leggeri e oggi sono praticamente relegati al ruolo di comparse. E il resto che scorre velocemente in un piano inclinato che prevede un cestino dell’immondizia alla fine, come certi scivoli per i panni sporchi degli hotel nei quali personaggi in fuga trovano scampo dai propri inseguitori. Volendo lasciare da parte pensieri anche sensati come quello che vuole che ci si faccia molto male se quando si cade lo si fa dall’alto, indicando nel “sei un talento” o nei “dove eri nascosto fino a oggi” tipici dei complimenti che si ascoltano dai giudici dei talent una qualche aggravante, illudere è sempre qualcosa di abietto, resta che la carriera media di un artista, pregate per la mia anima, oggi dura davvero il tempo che un tempo si concedeva a un pari artista per capire che nome usare nel primo album, spesso anche meno. Certo, ascoltando le musiche che detti artisti producono si potrebbe chiosare che non tutti i mali vengono per nuocere; come diceva un vecchio inciso di quando non era ancora stato codificato il politicamente corretto, era meglio ammazzarli da piccoli, ma in questa continua accelerazione della realtà anche la colonna sonora sembra destinata a durare pochi secondi, giusto il tempo di arrivare a un inutile ritornello per scomparire dai radar, breve ma intenso, diremmo in un meme. È proprio vero, mai come oggi in cui siamo tutti sempre connessi, connettere sembra essere diventato un privilegio per pochi.
Joker è il film con maggiori candidature. A sorpresa escluso Robert De Niro anche se The Irishman conquista nove papabili piazzamenti.
Il 9 febbraio il Dolby Theatre di Hollywood si appresta a ospitare la cerimonia di premiazione degli Oscar edizione 2020. In vista di uno degli eventi più attesi del mondo, l’Academy ha reso note nella giornata di lunedì 13 gennaio le nomination per il conseguimento della prestigiosa statuetta. di film, registi e attori candidati a una statuetta. Joker, il film di Todd Phillips con Joaquin Phoenix nei panni del rivale di Batman, è stato candidato a 11 statuette. Segue con 10 C’era una volta Hollywood di Quentin Tarantino e The Irishman di Martin Scorsese con nove nomination. Ma non sono mancate nemmeno le sorprese. Come ad esempio l’assenza di Robert De Niro tra i papabili vincitori di una statuetta o le sei candidature per 1917.
LE NOMINATION AGLI OSCAR 2020
Miglior film 1917 The Irishman Piccole donne Jojo Rabbit Joker Storia di un matrimonio C’era una volta… a Hollywood Parasite Le Mans 66 – La grande sfida
Miglior attore protagonista Joaquin Phoenix – Joker Adam Driver – Storia di un matrimonio Leonardo DiCaprio – C’era una volta… a Hollywood Jonathan Pryce – I due papi Antonio Banderas – Dolor y Gloria
Miglior regia Martin Scorsese – The Irishman Sam Mendes – 1917 Quentin Tarantino – C’era una volta… a Hollywood Bon Joon Ho – Parasite Todd Phillips – Joker
Miglior attrice protagonista Scarlett Johansson – Storia di un matrimonio Saorsie Ronan – Piccole donne Charlize Theron – Bombshell Renee Zellweger – Judy Cynthia Erivo – Harriett
Miglior attore non protagonista Tom Hanks – Un amico straordinario Anthony Hopkins – I due papi Al Pacino – The Irishman Joe Pesci – The Irishman Brad Pitt – C’era una volta… a Hollywood
Miglior attrice non protagonista Laura Dern – Storia di un matrimonio Scarlett Johansson – Jojo Rabbit Margot Robbie – Bombshell Kathy Bathes – Richard Jewell Florence Pugh – Piccole donne
Miglior sceneggiatura originale C’era una volta… a Hollywood Storia di un matrimonio Parasite Cena con delitto – Knives Out 1917
Miglior sceneggiatura non originale Jojo Rabbit Joker Piccole donne The Irishman I due papi
Miglior film di animazione Dov’è il mio corpo? Klaus Dragon Trainer – Il mondo nascosto Toy Story 4 Missing Link
Migliore film straniero Les Misérables (Francia) Honeyland (Macedonia del Nord) Corpus Christi (Polonia) Parasite (Corea del Sud) Dolor y Gloria (Spagna)
Miglior documentario American Factory The Cave The Edge of Democracy For Sama Honeyland
Miglior cortometraggio documentario In the Absence Learning to Skateboard in a Warzone (Id You’re a Girl) Life Overtakes Me St. Louis Superman Walk Run Cha-Cha
Miglior cortometraggio Brotherhood Nefta Football Club The Neighbor’s Widow Saria A Sister
Miglior cortometraggio animato Dcera Hair Love Kitbull Memorable Sister
Migliore colonna sonora Joker Piccole Donne Storia di un matrimonio 1917 Star Wars: L’ascesa di Skywalker
Migliore canzone originale “I’m standing With You” da Atto di fede “Into the Unknown” da Frozen II – Il segreto di Arendelle “Stand Up” da Harriet “(I’m Gonna) Love Me Again” da Rocketman “I Can’t Let You Throw Yourself Away” da Toy Story 4
Miglior fotografia 1917 C’era una volta… a Hollywood Joker The Irishman The Lighthouse
Miglior effetti speciali (“visual effects”) Avengers: Endgame The Irishman Il re leone 1917 Star Wars: L’ascesa di Skywalker
Miglior trucco e acconciature Bombshell Joker Judy Maleficent – Signora del Male 1917
Migliore scenografia The Irishman 1917 C’era una volta… a Hollywood Parasite Jojo Rabbit
Migliori costumi Joker Piccole donne C’era una volta… a Hollywood The Irishman Jojo Rabbit
Miglior montaggio Le Mans 66 – La grande sfida The Irishman Parasite Jojo Rabbit Joker
Miglior sonoro (“sound editing”) 1917 Le Mans 66 – La grande sfida Joker C’era una volta… a Hollywood Star Wars: L’ascesa di Skywalker
Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”) 1917 Le Mans 66 – La grande sfida Joker C’era una volta… a Hollywood Ad Astra
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Il veto Rai alla presenza della giornalista ha scatenato le polemiche. Ma cosa ci faceva la Jebreal in una kermesse canora? Quale sarebbe stato il suo ruolo? E in quanti si sono chiesti «che ci azzecca»?
Quando ha cominciato a montare – sui giornali e sui social – la polemica sulla partecipazione di Rula Jebreal al prossimo Festival di Sanremo, in non pochi ci siamo chiesti «che ci azzecca?», Che ci azzecca la polemica (con tutto quel che sta succedendo nel mondo), ma anche che ci azzecca Rula con il Festival.
CANTANTE O VALLETTA?
Rula cantante? Rula valletta? Non sembrerebbe il ruolo adatto per questa giornalista ormai di profilo internazionale, cittadina del mondo, consulente del presidente Macron per il gender gap, stabilmente insediata nell’élite intellettuale ed ebraica newyorchese, ma spesso di ritorno in Italia per partecipare a talk show televisivi in cui non le manda certo a dire.
PERCHÉ ACCETTARE?
Cioè, ancora prima di chiedersi perché è stata invitata, ci si domanda perché lei avrebbe accettato, con quale intento e con quale scopo. Tanto più che il direttore artistico del Festival, Amadeus, ha precisato in un’intervista a Repubblica che quello di Jebreal «non sarà un intervento politico, chi viene a Sanremo non farà politica. Non mi interessa». E allora, che cosa farà? Sfilerà indossando preziose creazioni degli stilisti Made in Italy? Presenterà le canzoni? Reciterà un monologo teatrale? Danzerà? Nemmeno il tempo di approfondire la questione, che già erano partiti i razzi della polemica, dopo la decisione dei vertici Rai di sospendere la firma del contratto e non confermare i voli per la discussa ospite.
LA POLITICA CHE SI DIVIDE
Da un lato, coloro che inneggiano alla decisione della Rai, contestando la Jebreal soprattutto per la veemenza con cui esprime le sue critiche a un’Italia gretta, razzista e fascisteggiante; dall’altra i suoi difensori, che sbandierando l’hashtag #iostoconRula denunciano censura e discriminazione contro la giornalista, segno della sottomissione della Rai alle volontà sovraniste e leghiste. «La Jebreal potrebbe essere incaricata a Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo» (Daniele Capezzone). «Sarebbe “discriminazione di Stato” non dare a Rula Jebreal il palco dell’Ariston con i soldi degli italiani. Gli stessi italiani accusati dalla signora di essere fascisti, razzisti, impresentabili» (Daniela Santanché). Sul fronte opposto, soprattutto esponenti di Italia Viva, come per esempio Gennaro Migliore («L’estromissione di #RulaJebreal dal festival di Sanremo puzza lontano un miglio di epurazione sovranista») e Davide Faraone («Vergognoso che la Rai, la tv pubblica si pieghi al diktat di Salvini. Porterò il caso in vigilanza Rai. Non possiamo stare zitti»).
LA SOLIDARIETÀ FEMMINISTA
E naturalmente non manca la solidarietà femminile e femminista: «Si esclude un’ottima giornalista per le proteste dei sovranisti. Dimenticando che la presenza di Rula al Festival avrebbe dimostrato che le persone non si scelgono per il genere o per il colore della pelle, ma solo per competenza e professionalità», (Teresa Bellanova); «Se è vero che sulla decisione hanno pesato le polemiche scatenate sui social dai sovranisti allora non ci siamo. Il servizio pubblico deve valutare le competenze di una persona non piegarsi alla prepotenza di chi la insulta», (Laura Boldrini). Già, ma torniamo a bomba. Di quali competenze parliamo, nell’ambito del Festival di Sanremo?
UNA TOP TEN DI DONNE PER AMADEUS
Secondo le anticipazioni di Amadeus, Rula Jebreal avrebbe fatto parte di una top ten di donne che dovrebbero affiancarlo sul palco, donne speciali per meriti e talenti particolari, dunque rappresentative di un universo femminile positivo e vincente. Peccato che delle altre nove non si sia saputo nulla. Tranne di una, la co-conduttrice Diletta Leotta, indubbiamente una ragazza di successo. I cui meriti e talenti sono ben chiari nella mente e nelle fantasie di milioni di maschi italiani, che pur di accarezzarne le curve per tre o quattro serate, si beccherebbero pure le rampogne antirazziste della Jebreal, peraltro non meno bella e fascinosa della Leotta. Al limite, il sovranista toglierà l’audio, il democratico di sinistra posterà sui social #iostoconRula e qualcuno risponderà al volo «sì, ti piacerebbe».
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Sam Mendes e Quentin Tarantino conquistano i premi per i migliori film. Netflix esce ridimensionata dopo le 34 nomination.
Due grandi firme sui Golden Globe 2019. I premi più ambiti, quelli per il miglior film drammatico e la migliore commedia cinematografica, sono andati a Sam Mendes, con 1917e Quentin Tarantino, con C’era una volta…a Hollywood. Mendes e Tarantino si sono portati a casa anche un altro premio a testa, il primo come miglior regista, il secondo per la sceneggiatura. C’era una volta… a Hollywood è poi valso a Brad Pitt il riconoscimento come migliore attore non protagonista. Beffata Netflix, che per la prima volta sembrava superfavorita della vigilia con le sue produzioni e che aveva messo insieme ben 34 candidature, e che invece è uscita ridimensionata dai premi.
LA SALA BATTE LO STREAMING
«Spero che significhi che la gente vada a vedere questi film sul grande schermo, nel modo che era inteso», ha detto Mendes inserendosi nella lunga e infinita diatriba tra sala e streaming. Solo due i premi per Netflix, quello a Laura Dern per Marriage Story e quello a Olivia Colman per The Crown, che però è una serie tv, quindi decisamente fuori dal perimetro della distribuzione cinematografica.
MENDES BATTE IL JOKER
Marriage Story e Due Papi, altre due produzioni Netflix, hanno subito la sconfitta da 1917, esattamente come Jokerdi Todd Phillips. Quattro premi su 15 candidature per Hbo, con Chernobyl e Succession, due per Amazon, grazie a Fleabag, che si è aggiudicata il globo come miglior serie comica e quello come migliore attrice per Phoebe Waller-Bridge. Successo di Parasitedel sudcoreano Bong Joon-Ha nella categoria dei film stranieri, mentre Renée Zellweger e Joaquin Phoenix hanno vinto come migliori attori protagonisti.
LA POLITICA NEI DISCORSI DELLE STAR
Spizzichi di politica nella serata condotta dal britannico Ricky Gervais: Michelle Williams ha fatto appello per la difesa dei diritti di scelta delle donne in fatto di aborto accettando il premio come migliore attrice in una miniserie per Fosse/Verdon, mentre Joaquin Phoenix ha chiesto ai vip dell’entertainment di far di più per combattere il clima impazzito. Nicole Kidman è apparsa in lacrime sul red carpet per gli incendi che stanno devastando la sua Australia.
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