Notte degli Oscar, dal 2029 la diretta sarà trasmessa su YouTube

A partire dal 2029 la notte degli Oscar sarà visibile in esclusiva mondiale su YouTube, grazie a un’intesa siglata con l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’ente che assegna ogni anno gli Academy Awards, permettendo la visione in tutti i Paesi in cui la piattaforma è disponibile, con un accordo valido fino al 2033. Fino al 2028, però, negli Stati Uniti la diretta resterà appannaggio di ABC, che arriverà a trasmettere la centesima edizione. I dettagli economici dell’accordo con YouTube non sono stati resi noti: finora Disney, proprietaria di ABC, versava circa 100 milioni di dollari l’anno per i diritti, e l’ultima cerimonia aveva raggiunto un’audience di quasi 20 milioni di spettatori.

Fallout 2: dove vederlo, location, episodi e cast

L’attesa è finita. Da mercoledì 17 dicembre è disponibile in streaming su Amazon Prime Video il primo episodio di Fallout 2, nuova stagione della serie tratta dall’iconico videogame survival di Bethesda. Otto le puntate previste, con uscita a cadenza settimanale e gran finale in programma il 4 febbraio 2025. Già in lavorazione la terza, il cui rinnovo è arrivato già diversi mesi prima della messa in onda della precedente. Il produttore esecutivo Jonathan Nolan, fratello del più acclamato Christopher, ha spiegato a IGN che spera di poter iniziare le riprese già entro l’estate 2026.

Fallout 2, trama e cast della seconda stagione

Fallout 2: dove vederlo, location, episodi e cast
Kyle MacLachlan alla premiere di Fallout (Ansa).

Per quanto riguarda la trama della nuova stagione, i dettagli sugli episodi sono molto scarsi. L’azione ripartirà tuttavia dal finale della prima con la giovane Lucy (Ella Purnell) alla ricerca di suo padre Hank (Kyle MacLachlan) e decisa a fare giustizia per i suoi crimini. La sua caccia la vedrà ancora una volta attraversare la Wasteland o Zona Contaminata al fianco del misterioso Ghoul (Walton Goggins), il cui passato sta man mano riaffiorando nel corso della narrazione. Contemporaneamente, Maximus (Aaron Moten) è ormai diventato un Cavaliere della Confraternita d’acciaio, il cui operato lo inizia a mettere sempre più in crisi. Torneranno in scena anche gli abitanti del Vault 33 da cui Lucy ha iniziato il suo viaggio: qui, il fratello della ragazza Norm (Moisés Arias) lavora sotto traccia per smascherare una cospirazione.

La seconda stagione porterà la narrazione all’interno di una delle città più note soprattutto ai fan di lunga data della saga videoludica. Come già visto nel finale della prima tornata di episodi, Lucy e il Ghoul finiranno per attraversare New Vegas, l’unica grande città del Nord America a essere stata risparmiata da un’esplosione nucleare che ha devastato il mondo. Tra le new entry più attese c’è il personaggio di Robert Edwin House, interpretato da Justin Theroux, molto noti agli appassionati gamer: si tratta di una figura di grande rilievo, paragonabile ai grandi tecnocrati del mondo moderno, ammirati ma anche temuti per la loro eccezionale inventiva e creatività. A lui si aggiungeranno Macaulay Culkin – il celebre Kevin di Mamma, ho perso l’aereo – e Kumal Nanjiani, di recente visto in Only Murders in the Building e Ghostbusters – Minaccia glaciale.

La terza stagione è già stata confermata

Sebbene la seconda stagione sia appena sbarcata in streaming, Amazon Prime Video ha confermato già la produzione della terza. «Ci sono un sacco di sorprese», ha dichiarato a Variety Todd Howard, direttore di Bethesda Game Studios, sviluppatore del videogioco omonimo e produttore esecutivo della serie. «La cosa principale è che pubblicheremo un episodio ogni settimana, quindi direi semplicemente di continuare così. Sono curioso di vedere come andrà a finire per tutti, perché ora sarà una serie settimanale, invece di una maratona da vedere tutta d’un fiato. Stiamo scrivendo la terza stagione ora e stiamo discutendo su cosa faremo e quali elementi potremo introdurre nei nostri giochi quando usciranno, senza che sembrino forzati o falsi».

Oscar 2026, quando verranno annunciate le nomination ufficiali

È iniziato ufficialmente il conto alla rovescia verso la 98esima edizione dei premi Oscar. L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha infatti annunciato le shortlist, elenco preliminare con i migliori titoli che possono sperare in una nomination. Per le candidature vere e proprie, che determineranno le cinquine che si giocheranno la statuetta nella cerimonia di gala del Dolby Theatre, bisognerà però aspettare ancora. L’annuncio è previsto, in diretta streaming sul sito ufficiale dell’organizzazione, il 22 gennaio, quando in Italia sarà tardo pomeriggio. La premiazione si terrà invece a Los Angeles il 15 marzo con la conduzione, per il secondo anno consecutivo, di Conan O’Brien.

Oscar 2026, tra le novità dell’edizione la categoria del casting

Oscar 2026, quando verranno annunciate le nomination ufficiali
Una replica delle statuetta degli Oscar (Ansa).

I 98esimi premi Oscar, che hanno purtroppo sancito l’esclusione del film italiano Familia e tagliato fuori dunque il nostro Paese dalla corsa per il miglior lungometraggio internazionale, saranno ricordati soprattutto per una grande novità: la categoria per il Casting. È la prima introduzione dal 2001, quando Shrek si aggiudicò la prima statuetta per un film animato. Atteso da tempo, il riconoscimento andrà a coloro che sono riusciti, tramite un lungo processo di selezione, a mettere assieme un gruppo di attori ben amalgamato e di alto livello. Nel novero della shortlist ci sono Sinners con Michael B. Jordan, Marty Supreme con Timothée Chalamet e Una battaglia dopo l’altra con Leonardo DiCaprio, che si dovrebbero giocare anche la statuetta per il miglior film. Presenti, tra gli altri, Hamnet, Sentimental Value e Frankenstein con Oscar Isaac e Jacob Elordi. Due le esclusioni eccellenti: Bugonia con Emma Stone e Jay Kelly con George Clooney.

Gli attori favoriti secondo la stampa americana

Oscar 2026, quando verranno annunciate le nomination ufficiali
Leonardo DiCaprio ai Governors Awards 2025 (Ansa).

Per quanto riguarda la regia, secondo la stampa americana il favorito è Paul Thomas Anderson con il suo Una battaglia dopo l’altra. Più staccati Ryan Coogler per Sinners e Jafar Panahi per Un semplice incidente, già premiato a Cannes. Per quanto riguarda gli attori, il 2026 potrebbe essere nuovamente l’anno di Leonardo DiCaprio, che potrebbe tornare a vincere 10 anni dopo Revenant – Il redivivo, suo unico trionfo su sette candidature, grazie all’opera di Anderson. Occhio però anche a Chalamet per Marty Supreme e a Wagner Moura per Agente segreto. Fra le donne, dovrebbe imporsi invece Jesse Buckley di Hamnet davanti a Emma Stone, immancabile presenza ormai nelle serate di gala dell’Academy, per Bugonia. Quanto agli interpreti non protagonisti, la stampa Usa punta su Benicio del Toro di Una battaglia dopo l’altra e Amy Madigan di Weapons.

Oscar 2026, l’Italia presente nelle shortlist nonostante l’esclusione di Familia: ecco con cosa

Buone e cattive notizie per l’Italia dalle shortlist degli Oscar 2026. Niente da fare per Familia, il film di Francesco Costabile selezionato dal nostro Paese per la corsa alla statuetta per il lungometraggio internazionale. In lizza per le nomination, che saranno annunciate il 22 gennaio, ci sono titoli come Un semplice incidente di Jafar Panahi, Sentimental Value di Joachim Trier e La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania. Un’esclusione sorprendente, soprattutto se si considera che le indiscrezioni di stampa americana davano il film italiano tra i favoriti della vigilia anche in ottica candidature. Tuttavia il nostro Paese può sorridere grazie all’animazione. A sfondo italiano, tra le 15 canzoni originali, c’è anche Sweet Dreams of Joy da Viva Verdi, il documentario di Yvonne Russo che racconta la vita degli ospiti della Casa di Riposo per Musicisti di Milano nota come Casa Verdi.

Oscar 2026, nelle shortlist dei corti animati anche due italiani

Oscar 2026, l’Italia presente nelle shortlist nonostante l’esclusione di Familia: ecco con cosa
Una riproduzione delle statuette degli Oscar (Ansa).

A rappresentare l’Italia saranno due cortometraggi animati. In lizza per una nomination ci sono infatti Playing God di Mattia Burani, vincitore del Tribeca Film Festival e dell’Animayo Festival delle Canarie, ed Éiru, esordio alla regia per la bolognese Giovanna Ferrari: ecco tutto quello che bisogna sapere.

Playing God, di cosa parla il cortometraggio di Burani

Completamente made in Italy, il cortometraggio Playing God di Mattia Burani, classe 1991 originario di Bologna, concorrerà per una candidatura ai premi Oscar nell’animazione. Body horror, racconta in sette minuti la storia di un artista tormentato che tenta in ogni modo di plasmare una figura umana dalle proporzioni ideali, modellando l’argilla come fosse carne viva. Quando tuttavia si accorge di aver fallito, la rinnega e abbandona sulla scia di un moderno Frankenstein. La creatura, nel tentativo disperato di raggiungerlo, finisce tuttavia per autodistruggersi, trovando compassione in altre opere come lei rifiutate. In scena 60 pupazzi in terracotta di 58 centimetri, plasmati da Arianna Gheller, fondatrice assieme a Burani dello Studio Croma di Bologna. «È stata un’odissea», ha spiegato l’autore all’Ansa. «Tuttavia, ci ha formati come artisti e produttori».

«Mi affascina l’imperfezione, la materia che resiste alla forma imposta», ha proseguito Burani. «La storia nasce dal desiderio di esplorare la fragilità del creato e del creatore. L’idea si è poi evoluta molto e la chiave è diventata il rapporto tra le creature. Quando anche l’ultima statuetta viene rifiutata perché imperfetta, cade, perde letteralmente la faccia, e sono le altre ad accoglierla, accettarla e capirla». Prima di poter sperare nel premio, Playing God dovrà superare l’ultimo ostacolo dell’annuncio delle nomination, in programma il 22 gennaio. Da notare, tuttavia, che lo scorso vincitore del Festival delle Canarie, In the Shadow of the Cypress, ha poi vinto l’Oscar a Los Angeles.

Éiru, l’esordio alla regia di Giovanna Ferrari

Oltre a Playing God, a rappresentare l’Italia sarà Giovanna Ferrari, bolognese classe 1979 e autrice di Éiru, la storia di una bambina minuta dai capelli color fiamma nell’Irlanda dei Celti. Il suo sogno è diventare una guerriera rispettabile e ben considerata dal suo clan durante l’Età del Ferro. Tuttavia, proprio per la sua corporatura gracile che la rende la più piccola del villaggio, combattere sembra un’impresa impossibile. Il riscatto arriva quando un pozzo si prosciuga improvvisamente, lasciando la gente senza acqua: solo lei è in grado di calarsi attraverso la piccola apertura e scoprire la causa del problema. «È una storia di ecologia, ma anche una riflessione sull’assurdità della guerra», ha spiegato la regista all’Ansa. «È un’emozione incredibile, sono davvero orgogliosa di essere tra i 15 corti più votati tra gli oltre 110 ammessi da tutto il mondo».

Film e serie tv più attesi del 2026

Il 2025 sta per terminare ed è già tempo di guardare alla prossima stagione cinematografica. Nelle sale italiane sono pronti a sbarcare alcuni dei titoli più attesi degli ultimi anni, tra cui grandi novità e importanti ritorni. Su tutti, quelli di Christopher Nolan, pronto a svelare il suo adattamento kolossal de L’Odissea di Omero, e degli Avengers dei Marvel Studios con Doomsday, che vedrà di nuovo in scena Robert Downey Jr., stavolta nell’inedita veste del villain. Il 2026 sarà ricco di qualità anche sul piccolo schermo: in arrivo la terza stagione di Euphoria e il prequel di Gomorra. Si partirà subito con il botto il primo gennaio con il finale-evento di Stranger Things. Il meglio del 2026.

I film più attesi al cinema nel corso del 2026

Film e serie tv più attesi del 2026
Un proiettore al cinema (Foto di Alex Litvin via Unsplash).

Il biopic su Michael Jackson e L’Odissea: quali film arriveranno nel 2026

Il 2026 al cinema si aprirà già il primo gennaio con No Other Choice, produzione sudcoreana con la star di Squid Game Lee Byung-hun, iconico volto del Front Man. Il 15 gennaio sarà il turno di 28 anni dopo: Il tempio delle ossa, sequel diretto di 28 anni dopo uscito appena sei mesi fa con Ralph Fiennes ancora una volta nei panni del dottor Kelson. Il 22 toccherà a Marty Supreme, film sul ping pong Anni 50 con Timothée Chalamet acclamato dalla critica. A febbraio sarà invece il turno dell’atteso Cime tempestose, adattamento del romanzo di Emily Brontë diretto da Emerald Fennell (Saltburn) con Jacob Elordi e Margot Robbie e colonna sonora di Charli XCX. Forte del successo di Frankenstein di Guillermo del Toro, l’opera di Mary Shelley tornerà il 5 marzo con La sposa!, con Jessie Buckley nel ruolo della moglie rianimata della creatura, interpretata da Christian Bale.

Il 24 aprile sarà il momento di ballare e cantare con Michael, atteso biopic sul Re del Pop con Jafaar Jackson, nipote della star, nei panni dello zio protagonista. Cinque giorni dopo torneranno al cinema Miranda Priestly e Andrea Sachs con Il diavolo veste Prada 2, sequel che vedrà ancora una volta in scena Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. Il 20 maggio si tornerà nell’universo di Star Wars con The Mandalorian & Grogu, sequel della serie tv Disney+ con Pedro Pascal nei panni del mercenario protagonista. Al suo fianco Sigourney Weaver e Jeremy Allen White. L’estate si aprirà il 17 giugno con il quinto capitolo di Toy Story con le nuove avventure di Buzz Lightyear e Woody. Il 16 luglio toccherà a L’Odissea di Nolan con un cast stellare che vede in scena Matt Damon, Tom Holland, Zendaya, Charlize Theron, Robert Pattinson e Anne Hathaway.

A dicembre sarà duello fra Dune – Parte 3 e Avengers: Doomsday

A ottobre i cinema accoglieranno Judy, nuovo film di Alejandro Gonzalez Inarritu con Tom Cruise nei panni dell’uomo più potente del pianeta che intraprende un’apparente missione suicida. Il 18 dicembre spazio invece a due colossi della stagione. In sala il terzo e ultimo capitolo della trilogia di Dune diretta da Denis Villeneuve. La trama si concentrerà su un Paul Atreides – sempre interpretato dall’eccezionale Chalamet – ormai sull’orlo della follia, prendendo spunto dal capolavoro letterario di Frank Herbert Messiah. Parallelamente uscirà anche Avengers: Doomsday, l’ultimo disperato tentativo dei Marvel Studios di riaccendere l’interesse verso i supereroi che hanno costantemente perso appeal. Per l’occasione tornerà anche Robert Downey Jr., che lasciata l’armatura di Iron Man è pronto a indossare il costume del dottor Destino.

Dal finale di Stranger Things 5 a Euphoria 3, le serie tv più attese del 2026

Per quanto riguarda il piccolo schermo, grande attesa il primo gennaio per l’ottava e ultima puntata di Stranger Things 5, che chiuderà definitivamente la serie sul Sottosopra firmata dai fratelli Duffer. Il 18 toccherà invece a Il cavaliere dei sette regni, nuovo spin-off/prequel de Il Trono di Spade con cui debutterà in Italia la piattaforma HBO Max. Protagonisti, circa un secolo prima della serie madre, Sir Duncan l’Alto e il suo scudiero Egg. A fine mese su Netflix sarà la volta di Bridgerton 4, prevista in due volumi. A marzo lo streamer rilascerà One Piece 2 con le nuove avventure di Cappello di Paglia e della sua ciurma tratte dall’omonimo manga giapponese. In aprile, dopo quattro lunghi anni di attesa, uscirà la terza stagione di Euphoria con Zendaya affiancata da star come Sidney Sweeney e Jacob Elordi. Ancora da confermare la data di uscita di Blade Runner 2099, serie televisiva spin-off del cult di Ridley Scott: nel cast Michelle Yeoh e Hunter Schafer.

Archiviato il successo di Stranger Things, Matt e Ross Duffer sono pronti a svelare il nuovo progetto streaming. Nel 2026 arriverà Something Very Bad is Going to Happen, la cui trama è ancora avvolta nel mistero: parlerà di una coppia durante la settimana che precede il loro matrimonio sventurato. A giugno uscirà invece su HBO Max e Sky Atlantic House of the Dragon 3, che riprenderà la Danza dei Draghi nel momento più delicato per Rhaenyra Targaryen. Ancora da confermare invece il debutto nel nostro Paese – negli Usa uscirà a febbraio – del revival di Scrubs che riporterà sugli schermi JD e Turk. E dall’Italia? Il 9 gennaio su Sky e Now uscirà Gomorra – Le origini, prequel della fortunata serie tratta dal libro di Roberto Saviano che racconterà la giovinezza di Pietro Savastano. A febbraio su HBO Max ci sarà Portobello con Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora.

Avatar, Disney e James Cameron accusati di violazione del copyright

James Cameron e Disney accusati di violazione del copyright per la saga di successo Avatar. Proprio nel giorno in cui il terzo capitolo, Fuoco e cenere, debutta nei cinema di tutto il mondo, il regista e la major statunitense sono stati citati in giudizio presso un tribunale federale della California. Ad alzare la voce è Eric Ryder, animatore 3D che afferma di aver collaborato con il cineasta alla fine degli Anni 90, secondo cui Cameron ha copiato un suo lavoro per realizzare La via dell’acqua, secondo capitolo di Avatar uscito nel 2022. Chiesti 500 milioni di dollari di risarcimento e lo stop alla distribuzione del nuovo film nelle sale. Ancora nessuna risposta da parte dei diretti interessati.

Perché James Cameron è stato accusato di violazione del copyright per Avatar

A ricostruire la vicenda è Reuters. Eric Ryder sostiene di aver ideato, negli Anni 90, un suo racconto di fantascienza dal titolo KRZ che presenta forti somiglianze con il cult Avatar. Protagonisti del film sono in entrambi i casi «esseri antropomorfi, un vasto ambiente oceanico e una sinistra corporazione terrestre impegnata in operazioni minerarie dannose per l’ambiente sulla luna di un pianeta gassoso gigante». Chiari i rimandi, quindi, a Pandora, teatro delle avventure dell’ex Marine Jake Sully (Sam Worthington) che decide di appoggiare la causa dei nativi Na’Vi contro le pretese degli umani, che dal pianeta intendono estrarre preziosi materiali da portare sulla Terra. La denuncia non si ferma qui. Secondo Ryder, Cameron ha copiato per il secondo capitolo, La via dell’acqua, l’idea della raccolta di una sostanza organica di origine animale con proprietà in grado di prolungare la vita umana.

Avatar, Disney e James Cameron accusati di violazione del copyright
Il regista James Cameron (Ansa).

Non è la prima volta che Ryder accusa James Cameron

Quella intentata in California non è la prima causa di Eric Ryder contro James Cameron. L’animatore aveva denunciato il regista di Titanic anche nel 2011 per il primo Avatar, ma un tribunale dello Stato aveva respinto le accuse dopo aver scoperto che il premio Oscar aveva ideato il suo cult fantasy ben prima che Ryder presentasse il suo KRZ. «Questa nuova azione non è un tentativo di rimettere in discussione precedenti rivendicazioni», ha precisato l’accusa. «Contesta nuovi atti di copia che si verificano per la prima volta in Avatar 2».

Rachael Carpani, 10 film e serie tv con l’attrice australiana

È morta Rachael Carpani, attrice australiana nota soprattutto per aver recitato nelle serie televisive Le sorelle McLeod e, più recentemente, NCIS: Los Angeles. A darne notizia è stata la sorella Georgia, compositrice musicale, che su Instagram ha condiviso un breve comunicato dei genitori Tony e Gael. «L’amata Rachael è mancata improvvisamente, ma serenamente, dopo una lunga battaglia contro una malattia cronica nelle prime ore di domenica 7 dicembre», si legge nella nota. «Chiediamo massima riservatezza in un momento così difficile». Nel 2021, l’attrice aveva parlato pubblicamente della sua diagnosi di endometriosi, di cui soffriva già dall’adolescenza ma diagnosticatale solo a 35 anni.

Morta Rachael Carpani: film e serie tv con l’attrice australiana

All Saints, uno dei primi ruoli in carriera

Poco più che ventenne – è nata nell’agosto 1980 a Sydney – Rachael Carpani ha ottenuto un piccolo ruolo nella serie televisiva All Saints, medical drama australiano andato in onda dal 1998 al 2004 per sette stagioni. È apparsa, nei panni di Emily Martin, in un solo episodio del 2001 intitolato Troppo poco e troppo tardi. Incentrata sulle giornate del personale dell’All Saints Western General Hospital, in particolare segue quello del complicato reparto 17 gestito da suor Terri Sullivan (Georgie Parker). Tra i personaggi ricorrenti anche gli infermieri Connor (Jeremy Cumpston) e Von Ryan (Judith McGrath).

Home and Away, due apparizioni nella 14esima stagione

Ancora agli inizi della sua carriera sul piccolo schermo, Rachael Carboni ha recitato in due puntate della 14esima stagione della soap opera Home and Away, rispettivamente l’87esima e l’88esima. La trama dello show, tra i più longevi della tv australiana tanto da essere ancora in onda su Seven Network, si concentra sugli amori e sulle vite degli abitanti di Summer Bay, immaginaria cittadina costiera del Nuovo Galles del Sud. Personaggi ricorrenti sono gli esponenti della famiglia Fletcher, tra cui Tom (Roger Oakley) e Pippa (Vanessa Downing) e i cinque figli adottivi.

Le sorelle McLeod, il ruolo che ha portato Rachael Carboni al successo

Sempre nel 2001, Rachael Carboni ottenne il primo ruolo principale in una produzione televisiva. Fu infatti ne Le sorelle McLeod, serie australiana di Nine Network fino al 2009 e giunta anche in Italia su Rai 1. Tratta da una miniserie quasi omonima degli Anni 90, racconta la storia di Claire e Tess che si ritrovano a dover gestire una tenuta in Australia ereditata dal padre. Sebbene in principio fra le due non scorra buon sangue, con il tempo imparano a gestire le loro divergenze e trovare un accordo. Carpani presta il volto per sette stagioni a Jodi Fountain, figlia di Meg un tempo fidanzata con il padre di Claire e Tess.

NCIS: Los Angeles, la comparsa nella produzione americana

Oltre a recitare in Australia, Rachael Carpani ha anche lavorato negli Stati Uniti, come testimonia la sua breve comparsa in NCIS: Los Angeles, spin-off di NCIS – Unità anticrimine andato in onda per 14 stagioni fino al 2023 e trasmesso in Italia da Italia 1 e Rai 2. Nel cast Chris O’Donnell, che interpreta il capo squadra ed ex agente della CIA Grisha Cullen, ma anche Daniela Ruah e LL Cool J. Carpani ha recitato in una puntata della prima stagione, vestendo i panni di una ragazza di nome Amy.

The Glades, una piccola parte anche nella serie poliziesca

Nel 2010 ha invece vestito, per tre episodi, i panni di Heather Thompson nella serie tv The Glades, produzione americana andata in onda per quattro stagioni su A&E Network. Protagonista è Jim Longworth (Matt Passmore), detective di Chicago che dopo essere stato ingiustamente accusato dal suo capo di essere andato a letto con sua moglie, decide di cambiare vita e trasferirsi in Florida. Qui spera di trovare una vita più tranquilla in una piccola cittadina, ma i crimini lo seguiranno ovunque. Nel cast anche Kiele Sanchez, Michelle Hurd e Natalia Cigliuti.

Against the Wall, Rachael Carpani in un altro ruolo da protagonista

Dieci anni dopo il suo debutto in All Saints, Rachael Carpani è stata protagonista di Against the Wall, serie televisiva statunitense di genere poliziesco trasmessa su Lifetime. L’attrice australiana veste qui i panni di Abby Kowalski, detective entrata a far parte della divisione Affari interni del Dipartimento di Chicago. Una decisione che la mette subito in conflitto con i membri della sua famiglia, a loro volta impiegati presso la stessa autorità dell’Illinois. Per quanto riguarda la sfera sentimentale, si trova coinvolta in due relazioni contemporanee, l’una con il partner di suo fratello John (Andrew Walker) e l’altra con Danny (Chris Johnson), suo vecchio amico conosciuto nell’ufficio del procuratore.

Triangle, sul grande schermo al fianco di Liam Hemsworth

In carriera, Rachael Carpani ha lavorato anche per il cinema. Nel 2009 è stata infatti nel cast del film Triangle di Christopher Smith, thriller-horror di ambientazione distopica, in cui ha interpretato una donna di nome Sally. Protagonista della storia è Jess (Melissa George), ragazza e madre di Tommy, un bambino affetto da autismo. Dopo un naufragio durante una giornata in barca a vela con amici, scopre che una tempesta elettrica l’ha trascinata in un loop temporale. Nel cast figurano anche Jack Taylor e soprattutto Liam Hemsworth, che presta il volto a un ragazzo di nome Victor.

Tornare a vincere, Rachael Carpani nel film con Ben Affleck

La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 2020, quando ha recitato nel film Tornare a vincere di Gavin O’Connor con protagonista Ben Affleck. Il divo di Hollywood è qui Jack Cunningham, carpentiere separato dalla moglie e con gravi problemi di alcolismo. Improvvisamente, ottiene una chance di riscatto quando gli viene offerto il ruolo di primo allenatore della Bishop Hayes, squadra di basket della scuola cattolica di cui, negli anni di studio, era campione indiscusso. Sfruttando la sua conoscenza dello sport, riuscirà a mettere assieme un gruppo di ragazzi talentuosi ma indisciplinati e riportare il club, dopo 25 anni di assenza, di nuovo ai playoff. Carpani veste i panni di una donna di nome Diane.

If There Be Thorns, la prima apparizione nel ruolo di Cathy

Tra gli ultimi ruoli della carriera di Rachael Carpani c’è quello di Cathy in If There Be Thorns, film televisivo di Lifetime tratto dall’omonimo romanzo di V.C. Andrews. Ambientato sei anni dopo il precedente capitolo, Petals on the Wind, vede la giovane ragazza (in quel film interpretata da Rose McIver) felicemente sposata con Chris (Jason Lewis), da cui ha avuto tre figli e assieme al quale vive in California. Il loro passato però non sembra volerli lasciare e torna a perseguitarli anche nella loro nuova abitazione. Nel cast anche Heather Graham, Mason Cook e Mackenzie Gray.

Seeds of Yesterday, il sequel di If There Be Thorns

Rachael Carpani ha ripreso il ruolo di Cathy anche nel sequel di If There Be Thorns, uscito nel 2015 con il titolo di Seeds of Yesterday. Ambientato 13 anni dopo gli eventi del capitolo precedente, vede ormai cresciuti i figli della coppia protagonista, tanto che uno di loro, Bart, sta per festeggiare i suoi 25 anni. Da tempo tuttavia non ha un rapporto con i genitori, tanto da aver persino cambiato il proprio cognome anagrafico per sottolineare la distanza da loro. Nel cast, oltre a Jason Lewis che ha ripreso il ruolo di Chris, figurano James Maslow Sammi Hanratty e Andrew Kerr.

Netflix svela il primo trailer della docuserie su Fabrizio Corona

Fabrizio Corona: Io sono notizia. È il titolo della nuova docuserie Netflix, in streaming dal 9 gennaio, incentrata sul re dei paparazzi, di cui racconterà ascesa e caduta. Composta da cinque episodi, sarà occasione non soltanto per ricordare la carriera dell’ex agente fotografico, ma fornire uno spaccato dell’Italia dagli Anni 90 fino a oggi, dove il confine tra realtà e reality show stia diventando sempre meno netto. Corona è un genio della comunicazione oppure un manipolatore senza scrupoli? Nella sua carriera è stato più vittima o carnefice? Sono le domande cui la serie, di cui è stato diffuso online il primo trailer, proverà a dare risposta. Alla regia Massimo Cappello (Il caso Alex Schwazer), che ha firmato anche la sceneggiatura assieme a Marzia Maniscalco.

Cosa sappiamo sulla docuserie di Netflix dedicata a Fabrizio Corona

La docuserie Fabrizio Corona: Io sono notizia racconterà l’Italia attraversando l’epoca berlusconiana, l’avvento dei social e le contraddizioni della sua giustizia. Come si intuisce dal teaser già diffuso sui social, è destinata a far discutere molto. «Lavoro, sesso, alcol: mi divertivo ed ero assolutamente maledetto», afferma a un certo punto Corona rivolto alle telecamere. «La mia personalità, la mia intelligenza, le mie arti erano troppo forti… e avevo in mano le vite di tutti». Poi la confessione: «Ho un’idea del mondo dove non esite il bene». Figlio di Vittorio Corona, giornalista che ha plasmato il settore editoriale negli Anni 80, Fabrizio è cresciuto con l’ossessione di essere all’altezza. E così, se il padre è stato emarginato dal sistema, opta per divorare quello stesso sistema dall’interno, trasformando il gossip in un’arma di potere e il denaro nel solo strumento di successo.

Netflix svela il primo trailer della docuserie su Fabrizio Corona
Un frame del trailer di Fabrizio Corona – Io Sono Notizia (Ansa).

Al fianco di Lele Mora, Fabrizio Corona ha costruito un impero basato sulla vendita delle vite altrui. Fino all’inchiesta Vallettopoli: accusato di estorsione, il golden boy diventa un nemico pubblico, ma al contempo un uomo capace di rendere la propria esistenza uno spettacolo estremamente vitale, costellato di personaggi surreali e situazioni ai limiti del tragicomico, dove realtà e finzione spesso si confondono tra loro. Tra immagini dei vari processi che lo hanno coinvolto, si delinea una vera guerra mediatica e giudiziaria combattuta con prime pagine e dichiarazioni al veleno volte a polarizzare e dividere l’opinione pubblica italiana. Nel trailer si può ascoltare anche Nina Moric, sua ex moglie, definirlo «un pagliaccio». Prima della chiosa di Corona: «Ci sarà da divertirsi».

Harry, ti presento Sally: dove vedere in streaming il film di Rob Reiner

Ampiamente riconosciuto come un capolavoro della commedia romantica, Harry, ti presento Sally è anche un pilastro della carriera di Rob Reiner, regista e produttore assassinato nella sua abitazione di Los Angeles assieme alla moglie Michele Singer. Basato su un copione di Nora Ephron, racconta l’evoluzione della relazione tra i due protagonisti, nei cui panni recitano Meg Ryan e Billy Crystal, che da amicizia si tramuta in amore. Candidato all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale e a cinque Golden Globes, è disponibile in streaming su varie piattaforme. Trama, cast e dove recuperarlo.

Harry, ti presento Sally: trama e cast del film di Rob Reiner

Protagonisti della storia sono, come si evince dal titolo, Harry (Crystal) e Sally (Ryan) che, terminata l’università, si trasferiscono da Chicago e New York per le rispettive carriere professionali. Il primo spera di diventare un consulente politico, mentre la seconda intende far strada nel giornalismo. Una volta entrati in contatto grazie ad Amanda (Michelle Nicastro), iniziano un viaggio di 18 ore in auto durante il quale hanno una discussione molto accesa sul rapporto fra uomo e donna. Lei infatti non è d’accordo con il pensiero secondo cui non possa mai esistere un’amicizia, in quanto «il sesso ci si mette sempre di mezzo». Arrivati nella Grande Mela, dunque, si separano credendo, e in cuor loro sperando, di non doversi mai più incontrare. Il destino tuttavia la pensa diversamente.

Cinque anni dopo, Harry e Sally si incontrano nuovamente in aeroporto, in procinto di imbarcarsi sullo stesso volo. La ragazza è riuscita nel suo sogno di diventare una giornalista e ha una relazione con Joe (Steven Ford), tra l’altro vecchio conoscente di Harry che, dal canto suo, ha soddisfatto le sue aspirazioni ed è ora un consulente politico. Come lei, anche lui ha un rapporto sentimentale solido, in quanto sta per sposare la fidanzata Helen (Harley Jane Kozak), un’avvocata. Ancora una volta tra i due nasce una discussione conflittuale sui rapporti tra uomo e donna, come cinque anni prima. Ne passeranno altrettanti prima del terzo incontro: entrambi ora hanno tuttavia rotto con i rispettivi partner e le loro solitudini faranno intraprendere loro una nuova e inaspettata direzione.

Dove trovare il film in streaming

Caposaldo della carriera di Rob Reiner, Harry, ti presento Sally è disponibile su diverse piattaforme streaming. È possibile trovarlo, infatti, su TimVision oppure su Apple Tv. Fino al primo gennaio 2026 sarà anche possibile recuperarlo on demand su Mediaset Infinity.

Come Michele Singer ha spinto Reiner a cambiare il finale

Harry, ti presento Sally: dove vedere in streaming il film di Rob Reiner
Il regista Rob Reiner (Ansa).

Nel 1989, sul set di Harry, ti presento Sally, Rob Reiner conobbe Michele Singer, fotografa che quello stesso anno avrebbe sposato. Un incontro che avrebbe influenzato anche la sua produzione. Reduce dal divorzio con la prima moglie Penny Marshall e in piena crisi personale, aveva deciso di raccontare i suoi tentativi di rifarsi una vita da single proprio con il lungometraggio con Ryan e Crystal. Traendo spunto dagli insuccessi privati, aveva scritto un finale diverso in cui i due protagonisti si sarebbero allontanati per sempre. «Avrebbero parlato e poi si sarebbero detti addio», ha rivelato nel 2024 alla Cnn. Dopo essere riuscito anche lui a ritrovare l’amore affianco a Singer, decise di modificare la trama e terminare la storia di Harry e Sally con il matrimonio.

Milano-Cortina, Mariah Carey a San Siro per la cerimonia di apertura

Annunciata la prima grande ospite internazionale della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. La Fondazione ha infatti ufficializzato che il 6 febbraio, allo stadio San Siro, ci sarà la star della musica nonché icona del Natale Mariah Carey. L’artista di All I Want for Christmas Is You, tornata come da tradizione in classifica con l’approssimarsi delle feste, terrà una performance per dare il via all’Olimpiade invernale alla Scala del calcio durante lo show inaugurale, realizzato da Balich Wonder Studio e incentrato sul tema dell’armonia per raccontare innovazione, creatività e lo Spirito italiano. «Ci vediamo a Milano», ha commentato l’artista sui social.

Milano-Cortina, arriva Mariah Carey: «Incarna lo spirito dei Giochi»

L’annuncio ufficiale è arrivato sul sito della Fondazione Milano-Cortina, secondo cui Mariah Carey è un’artista capace di incarnare «l’atmosfera emozionale che accompagna il percorso verso i Giochi» nonché «un’ulteriore prova del respiro internazionale della cerimonia di apertura e dei messaggi» che intende trasporre al grande pubblico. L’evento, in programma il 6 febbraio, sarà unico nel suo genere e pensato per sorprendere, unire e lasciare un ricordo indelebile nel cuore e nella mente di milioni di spettatori in tutto il mondo. «Lo sport, con i suoi valori di uguaglianza, rispetto e inclusione, amplifica questo racconto, trasformando Armonia in un’esperienza condivisa», spiega ancora la Fondazione. «Insieme, musica e sport danno vita a una Cerimonia in cui l’Armonia diventa esperienza viva, un luogo simbolico dove le comunità si incontrano, superano confini e si riconoscono parte della stessa energia collettiva dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026».

Gina Lollobrigida, Skofic: «Non posso badare ai cani di mia madre»

Il figlio di Gina Lollobrigida, Milko Skofic, ha lanciato l’appello per i cani della madre. Durante il programma Colpo di coda, in onda su Radio2, ha dichiarato: «Vivo all’estero, non posso seguire i cinque pastori tedeschi che erano di mia madre come meriterebbero. Servono adozioni consapevoli». L’uomo è stato intervistato da  Alessandra Zavoli e Pino Strabioli, insieme all’attrice Rosanna Banfi. L’intervista a Skofic è arrivata pochi giorni dopo la chiusura del processo all’ex factotum dell’attrice, Andrea Piazzolla. L’ex assistente di Gina Lollobrigida è stato condannato a tre anni per circonvenzione d’incapace.

LEGGI ANCHEGina Lollobrigida, la ricostruzione del processo Piazzolla per circonvenzione

Skofic: «Servono adozioni consapevoli»

Il figlio di Gina Lollobrigida ha raccontato: «L’amore di mamma e papà per i cani è stato qualcosa di speciale. Sono cresciuto circondato da pastori tedeschi che sorvegliavano la mia carrozzina. Era come avere tanti baby sitter a quattro zampe: bellissimo». Poi l’appello: «Sono due femmine e tre maschi. Io vivo all’estero e non potrò seguirli come meritano. Vorrei una mano dai rescue specializzati nella razza perché insieme possiamo valutare adozioni consapevoli».

Gina Lollobrigida, Skofic «Non posso badare ai cani di mia madre»
Milko Skofic (Imagoeconomica).

Banfi: «Adottare fa bene al cuore»

Nel tentativo di aiutare, Rosanna Banfi ha parlato del proprio amore per gli animali e dell’importanza dell’adozione: «La nostra casa è sempre stata aperta a cani e gatti sfortunati. Mamma era pazza d’amore per loro e anche papà Lino. La sua preoccupazione era: hanno mangiato i cani? Le ultime arrivate sono una coppia di cucciole abbandonate in una discarica. Lo ripeterò sempre: adottare fa bene al cuore».

Addio a Marisa Jossa, Miss Italia 1959: era la madre di Roberta Capua

All’età di 85 anni, è morta Marisa Jossa, Miss Italia 1959 e madre di Roberta Capua, a sua volta vincitrice del concorso di bellezza 27 anni dopo, nel 1986. Ad annunciare la scomparsa della donna è stata proprio la conduttrice tv, che ha pubblicato una foto con una semplice scritta: «Ciao mamma».

Chi era Marisa Jossa

Jossa è stata la prima miss della gestione di Enzo Mirigliani, che ha debuttato come patron dell’evento proprio nel 1959. In quell’anno, la donna aveva appena 21 anni e ha vinto davanti alle altre 33 ragazze partecipanti, durante la finale che si è svolta a Ischia. 27 anni dopo, sarà lei ad accompagnare la figlia Roberta Capua, diventata anch’essa Miss Italia. Si tratta di un caso unico e mai più ripetutosi nella storia della manifestazione. Nove anni fa Marisa Jossa è stata investita da uno scooter all’uscita di un mercatino nel quartiere napoletano del Vomero, a Napoli, città in cui ha vissuto ed è morta nelle scorse ore.

Mirigliani: «Vinse la più alta»

Gli organizzatori di Miss Italia hanno ricordato in un comunicato la finalissima, con le parole dello stesso Mirigliani. Il patron Mirigliani, ricordando la vittoria di Marisa Jossa, ha raccontato: «Vinse la più alta, che si era imposta nelle selezioni di Selva di Val Gardena, dove da dieci anni andava in vacanza con la famiglia. Marisa era accompagnata dalla mamma, Anna Vasdeki, di origine greca». Sui giornali dell’epoca, come ricorda Adnkronos, la vittoria della 21enne è stata descritta così: «Ha vinto una di quelle bellezze che non fanno voltare la gente per strada non si trucca gli occhi, né si tinge le sopracciglia e le unghie».

Shakira patteggia una multa milionaria per evitare il carcere

Lunedì 20 novembre 2023 Shakira ha accettato di patteggiare una multa milionaria, ammettendo di aver evaso il fisco, per evitare la galera ed eventuali danni all’immagine. La cantante colombiana ha raggiunto, quindi, un accordo con il pubblico ministero spagnolo nell’ambito del processo che si è aperto a Barcellona per frode fiscale.

Shakira evita otto anni di prigione

I procuratori spagnoli avevano richiesto una pena detentiva di oltre otto anni e una multa di 24 milioni di dollari per l’artista. I giudici hanno accusato la 46enne di aver evaso il fisco spagnolo per un ammontare di 14,5 milioni di euro (15,7 milioni di dollari), riferito ai redditi percepiti tra il 2012 e il 2014. Tali accuse sono state negate dalla cantante, la quale sostiene di essersi trasferita in Spagna a tempo pieno solo nel 2015. Alla fine, la pop star ha deciso di accettare il patteggiamento di 7 milioni e 432 mila euro.

Le udienze proseguiranno fino a dicembre 2023

Secondo il piano stabilito, le udienze continueranno fino al 14 dicembre 2023. La celebre cantante colombiana, che ha risieduto in Spagna per diversi anni durante la sua relazione con l’ex calciatore del Barcellona Gerard Piqué, ha costantemente dichiarato la propria innocenza rispetto alle accuse di reati fiscali. Nel frattempo, un giudice ha mantenuto aperta un’ulteriore indagine su possibili illeciti fiscali da parte di Shakira relative al pagamento dell’imposta sul reddito e dell’IVA nel 2018.

Morgan fuori da X Factor? Le indiscrezioni dopo le polemiche del quarto live

Morgan potrebbe essere cacciato da X-Factor dopo che nell’ultimo live, che ha visto tra l’altro l’eliminazione di due concorrenti della sua squadra, si è lasciato andare a una serie di comportamenti e commenti discutibili, molto criticati anche dal pubblico a casa. Nella litigiosissima puntata di giovedì 16 novembre, Morgan ha sparato a zero su quasi tutti i suoi colleghi, prendendosela con Dargen D’Amico, con Fedez e non mancando di lanciare una frecciatina alla conduttrice Francesca Michielin. Una scheggia impazzita tanto che, secondo quanto riferito da Il Fatto Quotidiano, la società di produzione di X-Factor (Fremantle) starebbe preparando le carte per licenziare il cantante dal ruolo di giudice. Se così fosse il programma si ritroverebbe improvvisamente senza uno dei suoi personaggi di maggiore importanza.

Il tavolo infuocato di X-Factor

La gara di X-Factor è venuta meno nel corso dell’ultimo live, con i giudici che hanno passato più tempo a litigare tra di loro che a guardare e giudicare le performance dei talenti in gara. Il primo grande scontro c’è stato tra Morgan e Dargen D’Amico, con il primo che ha accusato il secondo di far parte «del sistema musica» che a detta dell’ex leader dei Blue Vertigo sarebbe una cosa di cui non andare fieri. L’altro scontro, quello forse più ridondante anche nei giorni a seguire, è stato quello che ha visto Morgan rivolgersi a Fedez in questi termini: «Mi vuoi fare da psicologo? Sei troppo depresso». Poi un attacco diretto alla conduttrice del programma, Francesca Michielin, rea nel precedente live di aver commesso una gaffe su Ivan Graziani, e per questo stuzzicata da Morgan: «Dai Francesca, vai dietro le quinte che ti aspetta Ivan Graziani».

Dargen D'Amico, Francesca Michielin e Fedez
Dargen D’Amico, Francesca Michielin e Fedez (Getty Images).

Morgan: «C’è molta ignoranza»

Al live di giovedì erano seguite una serie di critiche a Morgan, specie per aver preso in giro la depressione e chi ne soffre. Lo stesso cantante si era poi spiegato meglio sui social, dicendo di conoscere molto bene e da tanto tempo quel problema, precisando ancora di non aver avuto nessun intento offensivo con le sue parole. Molte anche le dichiarazioni rilasciate dal cantante alla stampa sul tema. A Mow ha detto: «C’è molta ignoranza, è un problema serio tutto italiano, in giro c’è il ritorno degli analfabeti. Chi ha ascoltato la mia musica mi dice di mollare la televisione, però gioisce quando mi vede portare informazioni culturali al popolo». E ancora, a Fanpage: «Io sono andato a X-Factor per risollevare le sorti di un programma che era agonizzante e la mia funzione è stata quella di analizzare come mai lo era. È stato molto chiaro che il motivo per cui non interessava più alla gente è che si era spento l’interesse sulla musica e sulla qualità dei commenti, dei discorsi sulla musica. La musica può essere pretesto per affrontare argomenti di attualità, di cultura, di società, di utilità».

Barbara Exignotis, moglie di Nino Frassica: «Prendo lo Xanax per la scomparsa del nostro gatto»

Barbara Exignotis, moglie dell’attore Nino Frassica, durante una diretta su Instagram a inizio mese di novembre ha ammesso: «Io sono distrutta. Prendo Xanax, Frontal, Prozac da quando Hiro è entrato in quella maledetta casa. Chiedo scusa». La donna si è scusata per aver pronunciato «frasi indicibili» rivolte alla sua vicina di casa, ritenuta colpevole di aver cacciato il suo gatto Hiro, scomparso da settimane, entrato da una finestra.

La moglie di Nino Frassica indagata

La procura di Spoleto ha avviato un’indagine dopo la scomparsa di Hiro, il gatto della famiglia di Nino Frassica. Il felino, un Sacro della Birmania, era sparito alla fine di settembre quando si era allontanato dall’appartamento affittato dall’attore nella cittadina umbra dove stava lavorando sul set della serie televisiva Rai Don Matteo. I magistrati sono intervenuti dopo che la famiglia Conti, vicina di casa della coppia, ha presentato una denuncia il 3 novembre contro la moglie di Nino Frassica e la figlia Valentina Lubrano. Secondo la versione dei Conti, le due donne non solo sarebbero state diffamate sui social media, ma avrebbero anche subito veri e propri atti persecutori.

The Crown 6 stroncata dalla critica internazionale

È disponibile dal 16 novembre la prima parte di The Crown 6, ultima stagione della serie Netflix che segue gli eventi attorno alla famiglia reale britannica. Online le prime quattro puntate, mentre le restanti sei che condurranno all’atteso finale usciranno il 14 dicembre. In attesa di scoprire i dati degli ascolti in streaming, l’epilogo della storia scritta da Peter Morgan deve fare i conti con la spietata critica internazionale, che ne ha bocciato quasi in toto gli episodi inaugurali. Dura soprattutto la stampa britannica, che ha recensito The Crown 6 con votazioni pienamente insufficienti, parlando di «cattiva scrittura» e di «fallimenti formali». C’è però anche chi ha riservato parole al miele, ricordando «scene commoventi e indimenticabili».

LEGGI ANCHE: The Crown 6, le star tornano sul tappeto blu dopo lo sciopero

The Crown 6, la critica britannica ha stroncato la serie Netflix

Particolarmente duri il Telegraph e il Guardian, che hanno attribuito rispettivamente due e una stella su cinque a The Crown 6, «una serie ossessionata dal fantasma di Lady Diana». Le prime puntate della sesta stagione, infatti, raccontano gli eventi attorno alla morte della principessa del popolo, pur non mostrando mai l’incidente a Parigi. Tuttavia, l’ex moglie di Carlo appare continuamente sotto forma di spettro o visione alla Royal Family, confortando i figli e l’erede al trono nonché dando consigli persino alla regina Elisabetta II. «Il bizzarro fantasma di Diana rappresenta la disperazione dello sceneggiatore», ha scritto la stampa britannica. «La serie ha iniziato a vacillare già durante la terza stagione, per poi perdere l’equilibrio nelle due successive», ha ricordato il Telegraph. «Ora sta invece precipitando nell’abisso».

Troppe inesattezze storiche e una scrittura scadente. La stampa britannica ha stroncato la serie The Crown 6, dal 16 novembre su Netflix.
Il poster ufficiale della serie The Crown 6 (Netflix, Facebook).

Contrariamente alla narrazione, i media inglesi hanno però elogiato le performance degli attori. Sugli scudi per il Times, curiosamente, proprio la performance di Elizabeth Debicki, che veste i panni di Diana. «La sua empatia nel ritrarre le ultime otto settimane della principessa è straordinaria», si legge nella recensione. Le star della serie rappresentano il punto di forza anche per Empire che, assegnando quattro stelle su cinque a The Crown 6, ha descritto le quattro puntate iniziali come «un mix di lacrime, filmati realistici e fantasmi per piangere ancora una volta la principessa». Sulla produzione Netflix si è espresso anche il Financial Times che per un giorno ha abbandonato l’economia per raccontare lo show del momento, descritto però come «privo di ispirazione».

Non solo il fantasma di Lady D, sotto accusa anche inesattezze storiche

Non sono mancate anche alcune precisazioni circa importanti incongruenze con la realtà. «Come storica, a volte mi è venuto da piangere», ha raccontato Kelly Swaby, esperta della Royal Family, alla Bbc. «La gente si aspetta un elevato grado di precisione, data la qualità eccelsa della produzione. Qualche licenza artistica di troppo però c’è, scaturita dal fatto che nessuno sa come sono andati gli eventi a corte». Per esempio, non è noto come l’allora principe Carlo abbia comunicato ai figli la notizia del decesso di Lady D. Sotto accusa poi anche l’immagine di Mohamed Al-Fayed, padre di Dodi che intraprese una relazione con Diana. «The Crown sostiene che abbia organizzato lui la storia d’amore, ma è una totale assurdità», ha detto a Deadline Michael Cole, ex portavoce dell’imprenditore egiziano. «Era felice di quel rapporto, ma non ha imposto la loro unione».

LEGGI ANCHE: The Crown 6: chi è Meg Bellamy, l’attrice che interpreta Kate Middleton

Pucci e l’Ambrogino d’oro, l’assurda premiazione del politicamente scorretto e lo sbandamento di Sala

Sono uscite le liste dei personaggi che il 7 dicembre, festa di Sant’Ambrogio, verranno insigniti dal sindaco di Milano Beppe Sala del prestigioso encomio meneghino, l’Ambrogino d’oro. A leggere la lista ci è scappata una risata, e cosa ancor più strana, ci è scappata una risata leggendo il nome di un personaggio che, fino a oggi, di risate non ce ne aveva strappata mai una, neanche per sbaglio: quello di Andrea Pucci. Il comico – così recita Wikipedia – milanese, lanciato a suo tempo da Simona Ventura e da tempo immemore onnipresente dentro le nostre televisioni (almeno quelle televisioni che non subiscono una qualche forma di selezione da parte dei loro possessori), viene quindi considerato, inspiegabilmente, un milanese che abbia fatto qualcosa di abbastanza meritevole per venir insignito di quella che è la massima benemerenza da parte dell’amministrazione pubblica locale.

Sala è passato dai calzini arcobaleno a premiare Pucci

Ora, è chiaro che negli ultimi tempi Sala stia sbandando, viste le tante, troppe scelte fatte in ambito di urbanistica, una svolta green in forte odor di svendita del capoluogo a fondi di investimento e immobiliaristi, un presenzialismo ormai solo di facciata – si pensi alla promo fatta in video per il ritorno dei Club Dogo, passati dall’essere antieroi lì a rappare di bamba, fighe e pistole all’essere omaggiati dal primo cittadino milanese -, ma che ora il tutto converga nella premiazione simbolo di un chiaro caso di comico politicamente scorretto sembra davvero troppo. Specie da chi si è fregiato a lungo di essere inclusivo e open mind: lo testimoniano l’incontro coi rapper di Seven 7oo a Piazza Selinunte, tutti di seconda generazione, e i famosi calzini arcobaleno esibiti a favore di camera per dare sostegno alla comunità Lgbtq+ su tutto.

Battute contro le minoranze e non sul potere, sia mai che Pucci faccia satira

Infatti, neanche il tempo di metabolizzare la notizia – non che l’Ambrogino d’oro sia poi così centrale nella nostra vita, di italiani e anche di milanesi – che sui social è montata la polemica. Ovunque sono apparse tante battute e meme che Pucci ha diffuso negli ultimi mesi, tutte scorrette e anche poco divertenti, tutte per altro rivolte contro quelle minoranze che già di loro vengono discriminate, mai contro il potere, sia mai che Pucci intenda fare satira. Ecco quelle in cui il nostro eroe si chiede se Tommaso Zorzi sia uso fare il tampone non dal naso ma dal retto, per altro al termine di un “pezzo” che intendeva criminalizzare l’atto del fare tamponi: più volte durante il periodo Covid Pucci si è dimostrato intollerante alle restrizioni, con tesi non troppo distanti dai no vax.

Pucci e l'Ambrogino d'oro, l'assurda premiazione del politicamente scorretto e lo sbandamento di Sala
La battuta di Pucci su Tommaso Zorzi.

Repertorio di omofobia, sessismo e body shaming

Ecco quelle in cui si paragona Elly Schlein di volta in volta a Pippo Franco o Alvaro Vitali, suggerendole interventi di chirurgia estetica per correggere dentatura e orecchie a sventola. Insomma, un giusto mix di omofobia, sessismo e body shaming, ma tutto per comicità, ci mancherebbe pur altro. Un pensiero che sembra essere il medesimo di quello contenuto nel libro del generale Vannacci, Il mondo al contrario: mai prendersela con chi è parte della maggioranza, solo con chi è già di suo tenuto a bordo campo. Le voci su un suo passato da picchiatore allo stadio e anche quelli su certi suoi precedenti penali, voci appunto, hanno ripreso a circolare vorticosamente, come già era accaduto in passato, quando il nome di Pucci era cominciato a essere una costante dei programmi del servizio pubblico.

Pucci e l'Ambrogino d'oro, l'assurda premiazione del politicamente scorretto e lo sbandamento di Sala
Le stories di Pucci su Elly Schelin.

Il fatto è che Beppe Sala sembra oggi come oggi incarnare alla perfezione un certo pensiero ricorrente, da bravo politico sempre sul pezzo. Cioè da una parte sembra essere in costante necessità di praticare di volta in volta green washing come rainbow washing, con tutta una serie di iniziative di facciata che poco riscontro trovano poi nella vita di tutti i giorni; dall’altra sembra costantemente interessato a dare alla maggioranza quel che la maggioranza vuole, cioè pane e circo, appunto. Così un premio a un comico dal repertorio assai discutibile appare perfettamente coerente con una modalità d’azione che negli ultimi tempi sembra aver davvero poca aderenza col comune sentire dei suoi cittadini.

Becere sparate da bar e da caserma elevate a comicità

Però, questo dicono sui social coloro che stanno alzando barricate in difesa di Pucci e del suo prossimo Ambrogino d’oro, la maggior parte della gente ride di quelle battute bieche e triviali, si riconosce in chi attacca gay e pratica il body shaming, in chi ostenta un modo di vivere da Milanese Imbruttito, senza però avere in quel caso ambizioni comiche, e in chi, più che altro, cerca il plauso della pancia della gente, elevando a comicità, o presunta tale, le battute da bar, da caserma, insomma, quelle che solitamente nessuno avrebbe provato a portare in televisione perché troppo becere, oltre che poco divertenti.

Dalla stessa parte Pio e Amedeo, Maurizio Battista, Pino Insegno…

E se da una parte Pio e Amedeo, che potrebbero essere additati come i capostipiti di questa genia di non-comici, sembrano avere una marcia in più, visto che in loro il rovesciamento delle istanze del politicamente corretto ha un filo conduttore preciso, come per Checco Zalone, sbattendoci in faccia i nostri peggiori vizi e i nostri più evidenti tic, dall’altra ci sono poi figure come appunto Pucci, Maurizio Battista, gente che ride alle proprie battute, come per necessità di imboccare il pubblico, ma anche lo stesso Pino Insegno, ormai capace di farci ridere solo quando non è in onda, a metà mattina, nel momento in cui escono impietosi i dati Auditel che dimostrano come neanche il pubblico immobile di mamma Rai lo apprezzi più.

Ambrogino d’oro negato a chi lo meritava davvero, cioè Marracash

Un florilegio di comici triviali, pronti a mettersi dalla parte del vincitore, che il 7 dicembre vedranno un loro rappresentante celebrato dal sindaco Sala a Palazzo Marino, con un Ambrogino d’oro che, per la cronaca, è stato negato a quel Marracash che giusto qualche settimana fa ha portato per la prima volta in zona Ippodromo oltre 80 mila persone a un concerto interamente dedicato al rap, Marragheddon, dimostrandosi King di una scena che comunque domina il mercato musicale ormai da parecchi anni. Ma sia mai che a Palazzo Marino ci finisca qualcuno di davvero meritevole.

Pucci fa ridere quelli che rigettavano i tamponi e le mascherine

L’idea che il politicamente corretto sia un capestro imposto da non si sa bene chi – immagino intellettualoni e radical chic -, qualcosa che in fondo è lontano dal mondo reale, in concreto abitato da una pletora di analfabeti funzionali incapaci di distinguere una battuta da una offesa gratuita, l’assenza di sensibilità rivendicata neanche fosse un vanto si sta diffondendo come un virus. Normale che i primi a prenderselo siano quelli come Pucci, che rigettavano i tamponi e le mascherine e ne facevano oggetto di battute, incuranti delle emergenze.

Proposta di candidatura arrivata da Silvia Sardone della Lega

Resta l’imbarazzo di sapere che, stando a quanto ha deliberato Sala, che ha diritto di veto sulle indicazioni ricevute dalla giunta comunale, non abbia fatto nulla per impedire questo scempio, indicando come Milano si senta rappresentata da chi ha costruito la sua carriera di comico su battute su gay e donne, così come dal rap in stile gangsta dei Club Dogo. Sappiamo che a caldeggiare il nome di Pucci è stata Silvia Sardone della Lega, forse in assenza di degni rappresentanti da che per ovvie ragioni non ci sono più i Fichi d’India. Ci manca solo di vedere un post si Sala con l’hashtag #FreeShiva, il medesimo che molti trapper e rapper stanno usando, discutibilmente, per chiedere la scarcerazione, appunto, di Shiva, agli arresti per aver sparato a due suoi presunti aggressori, e sarà compiuto il salto da uomo eletto dal centrosinistra a prossimo rappresentante di quel neoliberismo accelerazionista che già nel decennio scorso faceva tremare intellettuali e filosofi, Mark Fisher in testa.

La strada del salto della quaglia, con un ritorno a destra, nel suo caso decisamente più repentino, è stato già indicato da Letizia Moratti. Mica è un caso che proprio Sala fosse al suo fianco ai tempi di Expo. In questa Milano che nel video di lancio dei Club Dogo viene descritta come novella Gotham City – percezione piuttosto diffusa tra i milanesi – non ci sarebbe da stupirsi se il primo cittadino decidesse di seguire le orme di colei che un tempo è stata la mamma di Batman.

Pucci e l'Ambrogino d'oro, l'assurda premiazione del politicamente scorretto e lo sbandamento di Sala
Silvia Sardone e Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Il pianista russo Andrei Gavrilov torna a esibirsi a Roma

Andrei Gavrilov, grande pianista di scuola russa, torna ad esibirsi a Roma dopo oltre 20 anni di assenza. Il musicista sarà sul palco il 18 novembre alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza per la stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti. Il programma prevede quattro Notturni di Chopin, la Sonata in “si” minore di Liszt e Quadri di un’esposizione di Musorgskij.

È stato il primo artista sovietico a poter rimanere in Occidente senza chiedere asilo politico

Andrei Gavrilov è nato a Mosca nel 1955 in una famiglia di artisti. Nel 1974, all’età di 18 anni, ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale Tchaikovsky e nello stesso anno ha debuttato al Festival di Salisburgo sostituendo Sviatoslav Richter. Da allora ha avuto una carriera internazionale straordinaria con esibizioni con le più grandi orchestre del mondo e nelle sale da concerto più prestigiose. Nel 1984 ha presentato con successo una petizione per la libertà a Mikhail Gorbaciov diventando il primo artista sovietico a cui è stato concesso il permesso di rimanere in occidente senza dover chiedere asilo politico. Tra il 1994 e il 2001 si è preso una pausa di sette anni, durante i quali non ha tenuto quasi nessun concerto, dedicandosi agli studi di filosofia e religione e alla ricerca di nuove idee e nuovi approcci alla musica. Nel 2001 è tornato sulle scene con una tournée in Russia. Nel 2019 ha fondato la propria etichetta discografica UCM dove ha realizzato la rivoluzionaria serie di registrazioni “consapevoli”: Musica come coscienza vivente.

Me contro Te, il 24 novembre esce il loro primo album di Natale

Dopo il successo dell’album Il Fantadisco dei Me contro te che ha esordito al n.1 nella classifica ufficiale FIMI/Gfk e ha ottenuto il disco di Platino, i Me contro te tornano con un nuovo album di canzoni di Natale. Natale con Luì & Sofì esce il 24 novembre e conterrà 10 brani di cui tre inediti e sette cover di classici natalizi.

Il disco di Natale dei Me contro te disponibile anche in edizione speciale

L’album uscirà con due formati, una standard con le sagome natalizie di Luì e Sofì, una pallina di Natale bidimensionale da appendere sull’albero e una letterina per fare gli auguri o un disegno di Natale per Luì e Sofì, e un’edizione speciale con una scatola contente il cd, una sciarpa di Natale dei Me Conto Te e una pallina per l’albero personalizzata. L’album si aggiunge alle numerose attività dei Me Contro Te e si inserisce in un momento d’oro della loro carriera. Luì e Sofì hanno, infatti, pubblicato 10 libri e sono usciti con cinque film campioni d’incassi, una serie tv che ha raggiunto ascolti altissimi (a breve uscirà la seconda stagione) e hanno riempito palazzetti con il loro live tour che ha emozionato grandi e piccini di tutta Italia. Inoltre il disco esce dopo un altro grande successo del singolo La canzone del cowboy che ha raggiunto 12 milioni di visualizzazioni in pochissimo tempo.

La tracklist dell’album

Queste le canzoni contenute in Natale con Luì & Sofì: Super Babbo Natale, Come il Grinch, Sotto l’Albero, 12 giorni a Natale, Il Natale arriva in città, Din Don Dan ( Jingle Bells), Lascia che nevichi (let it snow), Auguri di Buon Natale, Feliz Navidad, A Natale puoi.

La vita è una cosa meravigliosa stasera su Rete 4: trama, cast e curiosità

Stasera, 24 giugno 2023, andrà in onda il film La vita è una cosa meravigliosa alle ore 21.30 sul canale televisivo Rete 4. Il film ha debuttato nei cinema italiani nel 2010 ed è una commedia diretta da Carlo Vanzina che si è occupato di scrivere anche la sceneggiatura in collaborazione con il fratello Enrico. Il cast della pellicola include alcuni dei volti più noti del mondo dello spettacolo italiano come il compianto Gigi Proietti, Vincenzo Salemme, Enrico Brignano, Maurizio Mattioli, Nancy Brilli e Luisa Ranieri.

La vita è una cosa meravigliosa è il film che andrà in onda su Rete 4 il 24 giugno 2023, ecco curiosità, trama e cast.
Gigi Proietti (Getty Images).

La vita è una cosa meravigliosa, trama e cast del film in onda stasera 24 giugno 2023 su Rete 4

La trama di questa commedia intreccia le vite di svariati personaggi e le loro relazioni amorose. Cesare (Enrico Brignano) è un poliziotto che ha il compito di monitorare e ascoltare diverse intercettazioni, ha una relazione con Dorina (Julija Majarcuk), una giovane rumena e svolge il suo lavoro come da routine. Antonio (Vincenzo Salemme) è un importante direttore di un noto gruppo bancario ed è sposato con Federica (Orsetta De Rossi), casalinga che vuole apparire come una nobildonna. I due hanno anche una figlia di nome Vanessa (Virginie Marsan). Claudio (Gigi Proietti), amico di Antonio, è un chirurgo che lavora nella clinica del Dottor Terenzi (Sebastiano Lo Monaco), è sposato con Elena (Nancy Brilli) ed è il padre di Luca (Carlo Fabiano). Tra questi personaggi rientra anche la giovane massaggiatrice Laura (Luisa Ranieri), che di tanto in tanto si reca a casa della cliente Federica.

La vita di queste persone verrà stravolta a poco a poco a causa di numerosi incidenti che li coinvolgeranno direttamente o indirettamente. Difatti, Cesare scopre che Dorina è una escort e, dopo aver ascoltato delle intercettazioni a casa di Antonio, si innamora della massaggiatrice Laura. Elena, la moglie di Claudio, soffre di gelosia maniacale e, dopo aver consultato un cartomante, si convince che il marito la tradisca. Allo stesso tempo, il figlio Luca è uno scansafatiche e si ritrova impicciato in diverse faccende ambigue. Anche Antonio dovrà affrontare alcuni problemi perché viene ricattato da politici che vorrebbero dei fondi neri per le loro attività illecite. A un certo punto sembra tutto collassare per i diversi personaggi ma si sa, la vita è una cosa meravigliosa e alla fine si trova sempre una via d’uscita.

La vita è una cosa meravigliosa, 5 curiosità sul film

La vita è una cosa meravigliosa e l’omaggio a Frank Capra

Come gli appassionati cinefili avranno notato, il titolo di questa commedia non è stato scelto a caso. Infatti richiama il capolavoro di Frank Capra La vita è meravigliosa del 1946. Tuttavia, i due film sono completamente slegati per trama e temi, visto che la pellicola di Carlo Vanzina è una semplice commedia mentre l’opera di Capra è considerato un classico di Natale.

La vita è una cosa meravigliosa, la citazione a un altro film dei Vanzina

All’interno della pellicola c’è un riferimento a un altro film dei Vanzina, vale a dire Un’estate ai Caraibi. Infatti in una scena Cesare, interpretato da Gigi Proietti, entra in un bar e incontra Laura, interpretata da Luisa Ranieri. Alle spalle dei personaggi è possibile notare la locandina del film uscito nei cinema nel 2009.

La vita è una cosa meravigliosa, l’ultimo film per la carriera di un attore italiano

Questa pellicola rappresenta l’ultima nel quale compare Vincenzo Crocitti. L’attore, che interpreta Augusto, il padre di Marco, è infatti morto poco dopo le riprese del film. Nel corso della sua carriera ha interpretato altre commedie italiane di successo come Attila – Flagello di Dio e Un Borghese Piccolo Piccolo.

La vita è una cosa meravigliosa, il colpo ricevuto da Gigi Proietti durante le riprese

Gigi Proietti nel corso delle riprese è stato vittima di un incidente spiacevole. In una scena, Nancy Brilli, che interpreta la moglie gelosa di Proietti, scaglia un vaso finto sulla testa dell’attore. Tuttavia, il colpo ricevuto fu estremamente forte e Proietti si accasciò al suolo, perdendo i sensi per qualche secondo e rimanendo intontito per il resto della giornata di riprese.

La vita è una cosa meravigliosa è il film che andrà in onda su Rete 4 il 24 giugno 2023, ecco curiosità, trama e cast.
Gigi Proietti e Vincenzo Salemme (Facebook).

La vita è una cosa meravigliosa, i problemi tra Enrico Brignano e la vicina

Anche Enrico Brignano ha avuto dei problemi durante le riprese del film. Durante una scena girata in un appartamento sull’Appia, una vicina della location continuava a lamentarsi per lo scompiglio creato dalla troupe. Ciò rese impossibile continuare le riprese. Brignano prese in mano la situazione e decise di andare a parlare direttamente con la vicina, riuscendo a calmarla. Come? Le promise di acquistare quell’appartamento dopo aver terminato le riprese del film.