Tommy Lee Jones, la figlia Victoria trovata morta in un hotel

Grave lutto per Tommy Lee Jones. La figlia della star di Hollywood, Victoria, è stata trovata senza vita in una stanza d’albergo a San Francisco la notte di Capodanno. Lo riporta Tmz citando alcune fonti delle forze dell’ordine, spiegando che la 34enne è morta all’interno dell’elegante Hotel Fairmont. I soccorsi sono intervenuti poco prima delle tre del mattino per un’emergenza medica, ma all’arrivo i paramedici non hanno potuto far altro che constatare il decesso, di cui per il momento non sono note le cause. Spetterà ora al Dipartimento di polizia di San Francisco e all’ufficio del medico legale effettuare ulteriori accertamenti. Nessun commento ufficiale da parte dei rappresentanti dell’attore premio Oscar per Il fuggitivo.

Tommy Lee Jones, la figlia Victoria trovata morta in un hotel
Tommy Lee Jones con la figlia Victoria (Ansa).

Chi è Victoria, la figlia di Tommy Lee Jones morta a 34 anni

Victoria Jones era nata dal matrimonio tra Tommy Lee Jones e la prima moglie Kimberlea Cloughley. In giovane età aveva deciso di seguire le orme del padre, debuttando nella recitazione al suo fianco in Men in Black II interpretando una piccola parte. Successivamente, aveva preso parte alla serie tv One Tree Hill del 2003 e al film Le tre sepolture di due anni dopo, diretto dal padre, al quale aveva anche collaborato la matrigna Dawn Laurel-Jones come fotografa di scena. Negli ultimi anni, Victoria si era tenuta per lo più lontana dai riflettori, anche se occasionalmente era apparsa accanto al padre alle anteprime cinematografiche e ai festival internazionali.

Will Smith denunciato da un violinista per molestie sessuali

Will Smith accusato di molestie sessuali e comportamento predatorio. Come riporta Variety, il rapper e divo di Hollywood è stato denunciato a Los Angeles da un violinista che ha preso parte alla tournée Based on a True Story 2025. Ingaggiato alla fine dell’anno precedente per uno spettacolo a San Diego, Brian King Joseph – con un passato anche ad America’s Got Talent – è stato successivamente inserito nella band per il tour mondiale. Con il passare del tempo, il rapporto con la star di Men in Black e di Willy, il principe di Bel-Air si sarebbe trasformato in amicizia, accompagnato da presunte attenzioni ritenute inappropriate dal musicista, che ora chiede un risarcimento.

Will Smith accusato di molestie: il racconto del violinista

La causa depositata in un tribunale di LA menziona un episodio risalente al marzo 2025 durante una tappa a Las Vegas del tour. Il violinista sostiene di essere stato avvicinato sempre più da Will Smith, che a un certo punto gli avrebbe confessato di sentire con lui «un legame speciale» che non aveva con nessun altro membro della band. Joseph ha raccontato che in seguito qualcuno sarebbe entrato nella sua camera d’albergo senza permesso lasciando una serie di oggetti e messaggi indesiderati. Utilizzando la sua chiave personale, prelevata apparentemente dalla borsa a sua volta sparita per diverse ore, un ignoto individuo avrebbe lasciato in stanza alcune salviette, una bottiglia di farmaci contro l’Hiv con il nome di un’altra persona e un biglietto: «Tornerò non più tardi delle 17.30, solo noi».

Will Smith denunciato da un violinista per molestie sessuali
Will Smith in concerto in Spagna (Ansa).

Avvertita la sicurezza dell’hotel, Joseph ha raccontato di aver riferito l’accaduto ai rappresentanti di Will Smith prima di avvisare le forze dell’ordine. Pochi giorni dopo, tuttavia, un membro della troupe gli avrebbe comunicato il licenziamento immediato, insinuando che le sue fossero solo menzogne inventate per mettere in cattiva luce il team. L’accusa sostiene come l’allontanamento improvviso senza giusta causa abbia provocato conseguenze economiche e psicologiche rilevanti. Chiesto quindi un risarcimento per ritorsione, licenziamento immotivato e molestie sessuali. Al momento, né Will Smith né i suoi rappresentanti hanno commentato la vicenda.

È morto Isiah Whitlock Jr., star di The Wire e dei film di Spike Lee

Isiah Whitlock Jr., attore statunitense noto soprattutto per la serie HBO The Wire, è morto all’età di 71 anni. A darne notizia è stato il suo manager Brian Liebman con un breve post su Instagram: «Se lo avete conosciuto, lo avete amato. Un attore brillante e una persona ancora migliore. Che il ricordo di lui sia per sempre una benedizione, ci mancherà moltissimo». Celebre il suo sodalizio con Spike Lee, per cui ha recitato in cinque film tra cui La 25esima ora e BlacKkKlansman. In carriera ha avuto modo di collaborare anche con Martin Scorsese, Woody Allen, Antoine Fuqua ed Elizabeth Banks.

È morto Isiah Whitlock Jr., star di The Wire e dei film di Spike Lee
L’attore Isiah Whitlock Jr. (Ansa).

Isiah Whitlock Jr., la carriera e il suo ruolo simbolo

Nato a South Bend, in Indiana, il 13 settembre 1954 in una famiglia di 11 figli, Whitlock ha iniziato a studiare recitazione teatrale alla Southwest Minnesota State University laureandosi nel 1976. Ha poi frequentato l’American Conservatory Theater di San Francisco, ottenendo il primo ruolo nel film per la tv del 1981 A Christmas Carol. Per il debutto al cinema dovette aspettare nove anni, prima che nel 1990 ricevette la parte di un medico nel cult Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese. A consegnargli la fama è stato tuttavia il ruolo di Clay Davis, politico corrotto nonché uno dei volti più riconoscibili di The Wire, serie creata da David Simon. «Il pubblico ha capito che è stato davvero uno dei più grandi spettacoli di tutti i tempi», ha raccontato nel 2010 a Blackfilm. «Questo mi fa sentire molto, molto bene e molto orgoglioso di averne fatto parte».

In carriera, Isiah Whitlock Jr. ha recitato anche in diversi progetti di Spike Lee. È stato l’agente Flood ne La 25esima ora del 2002 con Edward Norton e Philip Seymour Hoffman, prima di partecipare due anni dopo a Lei mi odia con Anthony Mackie e Monica Bellucci. Per il regista di Atlanta è apparso in Chi-Raq, BlacKkKlansman e Da 5 Bloods – Come fratelli con il compianto Chadwick Boseman, alla sua ultima performance cinematografica. Di recente aveva recitato in Cocainorso di Elizabeth Banks e, sul piccolo schermo, nelle serie Your Honor con Brian Cranston e The Residence di Netflix.

Il ricordo di Spike Lee: «Ho perso un amato fratello»

Tanti gli omaggi sui social, tra cui quello di Spike Lee che lo ha diretto in diversi lungometraggi. «Oggi ho appreso della scomparsa del mio caro amato fratello Isiah Whitlock Jr.», ha postato il regista sui social assieme a una scena cult de La 25esima ora. «Possa riposare in pace». Tributi anche dalla HBO, che ha condiviso sui propri canali ufficiali una foto dell’attore nei panni di Clay Davis in The Wire.

Stranger Things 5, ecco il trailer della puntata finale

Si torna nel Sottosopra, un’ultima volta. Netflix ha rilasciato il trailer della puntata finale di Stranger Things 5 che concluderà una volta per tutte la trama iniziata nel 2016 con la prima stagione e che ha appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo. La scena si apre con il personaggio di Jim Hopper, interpretato da David Harbour, intento a pronunciare un emozionante discorso a Undici (Millie Bobby Brown) pronta all’ultimo scontro con il villain Vecna. «La vita è stata così ingiusta con te», afferma il padre adottivo della ragazza, mentre scorrono le immagini di tutte le precedenti puntate. «Ti hanno portato via l’infanzia, sei stata aggredita, manipolata, da persone orribili, ma non ti sei mai lasciata spezzare. Lotta per i giorni felici che verranno, per un mondo al di là di Hawkins. Facciamola finita». Intitolato Rightside Up, in chiaro contrasto con l’Upside Down (in italiano Sottosopra), sarà disponibile in streaming il primo gennaio 2026.

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George Clooney, la moglie Amal e i figli diventano cittadini francesi

George Clooney, la moglie Amal Alamuddin e i loro due gemelli di otto anni, Alexander ed Ella, sono cittadini francesi. Come rivela Paris Match, il decreto è stato pubblicato sabato 27 dicembre sulla Gazzetta Ufficiale. L’annuncio conferma un’ambizione che il divo di Hollywood aveva accennato già a inizio dicembre, quando aveva elogiato le leggi sulla privacy in vigore a Parigi, elemento cruciale per la sua decisione. «Amo la cultura francese, la vostra lingua», aveva spiegato l’attore parlando alla radio Rtl. «Anche se dopo 400 giorni di corsi ancora non la parlo bene».

Perché George Clooney e la famiglia hanno chiesto la cittadinanza francese

Il 64enne attore americano e l’avvocata 47enne specializzata in diritto internazionale, che possiede già doppia cittadinanza libanese e britannica, trascorrono da tempo parte dell’anno in Francia, Paese con cui hanno consolidato negli anni un rapporto sempre più stretto. La coppia ha acquistato infatti nel 2021 una villa con vigneto a Brignoles, nel dipartimento del Var, in Provenza. Una proprietà che, pur non ospitandoli tutti i giorni, da allora rappresenta un punto di riferimento importante della loro vita. «Crescendo nel Kentucky, tutto ciò che volevo era andarmene da una fattoria, allontanarmi da quella vita», ha raccontato Clooney al New York Times lo scorso febbraio. «Ora mi ritrovo di nuovo in quella vita. Guido un trattore. È la migliore possibilità di una vita normale».

George Clooney, la moglie Amal e i figli diventano cittadini francesi
George Clooney con la moglie Amal (Ansa).

«Qui non fotografano i bambini», ha dichiarato l’attore in varie interviste. «Non ci sono paparazzi nascosti davanti ai cancelli della scuola. Questo è il fattore più importante per noi». Parlando con la rivista Esquire a ottobre si era detto invece preoccupato dall’idea di dover crescere i suoi figli negli Usa: «Avevo la sensazione che a Los Angeles, immersi nella cultura di Hollywood, non avrebbero mai avuto una vita giusta. In Francia, a loro non importa nulla della fama. Non voglio che debbano andare in giro preoccupandosi dei paparazzi o che vengano paragonati ai figli famosi di qualcun altro». La proprietà in Provenza non è l’unica in Europa della famiglia Clooney: il divo e la moglie possiedono infatti una tenuta in Italia sul lago di Como, acquistata dall’attore nel 2002, e un maniero storico in Inghilterra.

Presto anche Jim Jarmusch prevede di chiedere la cittadinanza francese

George Clooney non è l’unica star di Hollywood a puntare alla cittadinanza francese. Parlando con la radio France Inter, il regista statunitense Jim Jarmusch ha spiegato di voler fare domanda: «Vorrei un posto in cui poter fuggire dagli Stati Uniti. La Francia, Parigi, la loro cultura, sono profondamente radicate in me. Credo che sarei molto onorato di avere un passaporto francese». Il 72enne ha anche aggiunto di voler girare nel Paese i suoi prossimi film: con il suo ultimo lavoro, Father Mother Sister Brother ha vinto il Leone d’Oro all’82esima Mostra del cinema di Venezia lo scorso settembre.

George Clooney, la moglie Amal e i figli diventano cittadini francesi
Il regista Jim Jarmusch con il Leone d’Oro 2025 (Ansa).

Peaky Blinders, online il trailer del film The Immortal Man

«Che fine ha fatto Tommy Shelby, il famoso gangster?». Inizia così il teaser trailer ufficiale di Peaky Blinders: The Immortal Man, film che proseguirà la pluripremiata saga della famiglia Shelby dopo le sei stagioni della serie Bbc. Diretto da Tom Harper, sarà disponibile in esclusiva su Netflix a partire dal 20 marzo 2026: nei panni del protagonista, ovviamente, tornerà il premio Oscar Cillian Murphy, mentre la sceneggiatura sarà ancora una volta opera di Steven Knight, già autore del copione per la serie originale. Tante le new entry del cast, tra cui spiccano Barry Keoghan, Rebecca Ferguson e Tim Roth. Il film non concluderà definitivamente la saga: già annunciate infatti due serie sequel.

Peaky Blinders, trama e cast del film The Immortal Man

Assieme al primo trailer, Netflix ha rilasciato anche alcune anticipazioni ufficiali sulla trama del film The Immortal Man. La narrazione riprenderà nel 1940, qualche anno dopo la conclusione degli eventi della sesta stagione di Peaky Blinders, e si svolgerà ancor una volta a Birmingham. Nel pieno caos della Seconda guerra mondiale, il noto gangster Tommy Shelby si vede costretto a far ritorno in città da un esilio autoimposto per affrontare la resa dei conti più distruttiva della sua vita. Con il futuro della sua famiglia e del Paese in bilico, dovrà affrontare una volta per tutte i suoi demoni e scegliere se battersi per la sua eredità oppure distruggerla definitivamente. «Sarà un capitolo esplosivo nella storia di Peaky Blinders», ha spiegato il creatore Knight. «Senza esclusione di colpi».

Nel cast torneranno Sophie Rundle, volto della sorella di Tommy Shelby, Ada, e Stephen Graham e Ned Dennehy, rispettivamente nei panni degli alleati del protagonista Hayden Stagg e Charlie Strong. Ancora ignoto il destino di Arthur, maggiore degli Shelby, interpretato per tutte le sei stagioni da Paul Anderson: l’attore non è indicato nel cast del film. Tante le new entry: in Peaky Blinders: The Immortal Man ci saranno infatti Rebecca Ferguson (Dune e Mission Impossibile), Barry Keoghan (Saltburn e Gli spiriti dell’isola) e Tim Roth (Le Iene e Pulp Fiction). Prima del debutto in streaming, il film uscirà dal 6 marzo in alcune sale selezionate, ma non è chiaro se sarà coinvolta anche l’Italia.

Natale 2025, cinque film da vedere in streaming

I classici Disney sulle reti Rai, gli intramontabili Una poltrona per due, Il Grinch e Polar Express sui canali Mediaset, che proporrà anche i primi due capitoli della saga di Harry Potter dopo aver dato spazio, sul 20, alla trilogia de Il Signore degli Anelli in versione integrale. Da diversi anni ormai, sulle principali emittenti generaliste si ripete ciclicamente la stessa programmazione che, dal 24 fino al 26 dicembre, accompagna i telespettatori a Natale. Chi è stanco dei soliti film, può ricorrere alle piattaforme streaming, dove sono disponibili decine di titoli freschi ma comunque intrisi dello spirito delle festività. Ecco cinque idee.

Da Netflix a Prime Video, cinque film da guardare in streaming a Natale

Natale senza Babbo, la commedia con Gassmann e Ranieri

È possibile un Natale senza Babbo? È quello che si chiede la nuova commedia di Stefano Cipani, già disponibile su Amazon Prime Video dal 26 novembre scorso. Nei panni di un Santa Claus in profonda crisi esistenziale c’è Alessandro Gassmann, che restituisce un personaggio alla disperata ricerca di un po’ di ferie e relax. Tanto da sparire all’improvviso senza lasciare alcuna istruzione. Toccherà alla moglie Margaret (Luisa Ranieri) l’arduo compito di salvare il Natale di miliardi di persone nel mondo. Un’impresa ancor più complessa per l’influenza della strega Sabrina (Caterina Murino), la Befana, che insieme all’amica Santa Lucia (Valentina Romani) hanno deciso di rubare la scena a Babbo Natale approfittando della sua assenza. Nel cast anche Diego Abatantuono, Angela Finocchiaro, Francesco Centorame e Simone Susinna.

Buon Natal-Ex, la proposta comedy di Netflix

Il 12 novembre 2025, Netflix ha inaugurato la stagione natalizia 2025 con Buon Natal-Ex, commedia di Steve Carr, già regista de Il dottor Dolittle 2, con protagonisti Oliver Hudson e Alicia Silverstone, la celebre Cher di Ragazze a Beverly Hills o Batgirl in Batman & Robin. I due vestono qui i panni di una coppia ormai prossima al divorzio che decide di trascorrere un ultimo 25 dicembre in famiglia nella piccola cittadina (immaginaria) di Winterlight, nel Vermont. Ai due, che si sono allontanati mentre crescevano i loro figli Sienna (Emily Hall) e Gabe (Wilder Hudson, vero figlio di Oliver), riesce tutto, tranne che aggiustare la loro relazione. Nel cast anche Jameela Jamil, volto della nuova fidanzata di lui, e Pierson Fodé, che interpreta un amico di lei.

My Secret Santa: se Babbo Natale fosse una lei?

Tra le nuove commedie natalizie di Netflix c’è anche My Secret Santa di Mike Rohl. Protagonista della narrazione è Taylor, interpretata da Alexandra Breckenridge, mamma single piena di energia e pronta a tutto pur di rendere speciale il Natale della figlia Zoey (Madison Maclsaac). Non si arrende neanche quando sprofonda in forti difficoltà economiche, che minacciano di rovinare le feste. Accetta quindi di lavorare, presso un lussuoso comprensorio sciistico, come Babbo Natale. Nascosta dietro una folta barba bianca e il tradizionale costume rosso, si innamora dell’affascinante Ethan (Ryan Eggold), capo dell’albergo che tuttavia non sospetta nulla del suo lavoro. Tra equivoci e risate, Taylor arriverà al punto di dover scegliere se continuare a nascondersi o rivelare la sua doppia identità.

Last Christmas, su Disney+ la commedia romantica con Emilia Clarke

Su Disney+ è invece possibile guardare Last Christmas, film sentimentale del 2019 con protagonista Emilia Clarke, celebre per aver interpretato Daenerys nella serie HBO Il Trono di Spade. Qui interpreta Kate, una giovane donna particolarmente goffa e afflitta da un’irrimediabile sfortuna, la cui vita da sempre è costituita di scelte sbagliate. Non ha tuttavia mai abbandonato il sogno di diventare una cantante famosa, sebbene le avversità non le abbiano mai permesso di mostrare il suo valore. Tutto cambia quando sul posto di lavoro, un negozio di decorazioni natalizie gestito da Santa (Michelle Yeoh), incontra Tom (Harry Golding), giovane troppo perfetto per essere vero.

A Very Jonas Christmas Movie, Natale insieme alla boy band americana

Natale in compagnia di Nick, Joe e Kevin. Sempre su Disney+ è disponibile A Very Jonas Christmas Movie, film con protagonisti i Jonas Brothers al completo. Sbarcato in streaming a metà dicembre, segue la storia dei tre fratelli artisti che, dopo aver concluso il loro ultimo tour a Londra, desiderano solamente tornare nelle loro case di New York per trascorrere le feste in famiglia. Il semplice viaggio verso la Grande Mela si trasforma tuttavia in una vera e propria avventura tra passaporti smarriti, treni bloccati e aeroporti colmi di ostacoli. Scopriranno che è stato Babbo Natale in persona (Jesse Tyler Ferguson) ad aver deciso di sfidarli per far ritrovare loro il vero spirito delle feste. Accanto alle canzoni della band, tra cui diversi inediti, c’è spazio anche per alcuni easter egg di Camp Rock, film che ne lanciò la carriera assieme a quella di Demi Lovato.

Eurovision, Marvin Dietmann è il nuovo direttore artistico

L’Eurovision ha un nuovo direttore artistico. L’emittente austriaca Orf ha nominato Marvin Dietmann, noto registra e coreografo, Head of Contest per l’edizione 2026, in programma a Vienna dal 12 al 16 maggio. Prende il posto di Christer Björkman, ex capo del Melodifestivalen svedese, che ha ricoperto l’incarico negli ultimi tre anni. Tra i suoi compiti, ci sarà il coordinamento delle delegazioni dei vari Paesi partecipanti, di cui dovrà tradurre in performance sul palco le idee artistiche, e la definizione dell’ordine di uscita per le semifinali e la finale. La sua nomina arriva in un momento di profonda riorganizzazione strutturale della manifestazione canora, che ha recentemente deciso di scorporare le funzioni manageriali e artistiche prima nelle mani di un solo Executive Supervisor. Accanto a Dietmann, infatti, Martin Green si dovrà occupare del comparto gestionale e operativo.

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Marvin Dietmann, chi è il nuovo Head of Contest dell’Eurovision

Regista e coreografo austriaco, Marvin Dietmann ha diretto e prodotto programmi televisivi, film, video musicali e opere teatrali. Originario di Vienna, dove è nato nel novembre 1986, ha iniziato a ballare all’età di sei anni e a 13 ha iniziato gli studi di danza classica a livello professionale, partecipando a opere come Il lago dei Cigni e Lo schiaccianoci. A 16 anni è passato al teatro musicale, seguendo corsi di canto e recitazione, per poi apparire stabilmente in diversi musical. Vittima di un grave infortunio a soli 22 anni, ha deciso di cambiare rotta e intraprendere la carriera di direttore artistico. Lunga la sua esperienza anche con l’Eurovision. Nel 2014 era nel team che ha portato al successo Conchita Wurst, mentre quattro anni dopo ha portato sul podio Cesar Simpson, inserito tra l’altro tra i papabili conduttori dell’edizione 2026.

Eurovision, Marvin Dietmann è il nuovo direttore artistico
Marvin Dietmann (da Instagram).

Tra le sue numerose collaborazioni figurano artisti di Spagna, Croazia, Germania, Estonia, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca e ovviamente Austria, per cui ha diretto le performance tra il 2012 e il 2017. Nel 2022 ha invece curato la performance del britannico Sam Ryder, che con la sua Spaceman si piazzò terzo nell’edizione andata in scena a Torino. Nel 2024 è stato Creative Producer per la cerimonia di chiusura del campionato europeo di calcio in Germania. Dal punto di vista personale, è sposato con l’artista Kaleen, cantante oltre che ballerina e coreografa classe 1994 che ha rappresentato l’Austria proprio lo scorso anno con la canzone We Will Rave a Malmö, piazzandosi 24esima.

È morto James Ransone: l’attore di The Wire e It – Capitolo 2 si è suicidato

James Ransone, attore statunitense noto soprattutto per aver recitato nella serie HBO The Wire, si è tolto la vita a 46 anni. Secondo l’ufficio del medico legale di Los Angeles, la star si sarebbe suicidata in un capanno lo scorso 19 dicembre. «Ti ho detto che ti avrei amato 1.000 volte e so che ti amerò ancora», ha scritto la moglie Jamie McPhee su Instagram. «Grazie per avermi fatto i doni più grandi: te, Jack e Violet (i due figli, ndr.). Saremo insieme per sempre». Nel 2021, Ransone aveva denunciato abusi sessuali subiti da bambino da parte di un ex tutor durante gli Anni 90 che lo costrinsero a lottare contro la tossicodipendenza per diverso tempo.

La carriera di James Ransone: da The Wire a It – Capitolo 2

Originario di Baltimora, dove era nato il 2 giugno 1979, James Ransone ha studiato presso il George Washington Carver Center for Arts and Technology prima di frequentare i corsi alla School of Visual Arts di Manhattan. Il primo ruolo è arrivato nel 2001 con il film The American Astronaut, cui due anni dopo ha fatto seguito il grande successo con The Wire. Nella serie HBO, racconto duro e realistico della società statunitense nel rapporto con il traffico di stupefacenti, ha vestito i panni dello sfacciato Charles “Ziggy” Sobotka, figlio del leader sindacale Frank (Chris Bauer). Pur avendo preso parte a soli 12 episodi, il suo personaggio è rimasto fra i più noti della seconda stagione, in quanto protagonista di alcune scene cult fra gli appassionati. Avrebbe collaborato con HBO anche nel 2008 con la serie Generation Kill, tratta dall’esperienza del giornalista di Rolling Stone Evan Wright in Iraq.

Fra il 2010 e il 2013, sempre sul piccolo schermo, fu nel cast della serie Treme, cui seguirono alcune esperienze in Bosch e Mosaic. Nella seconda parte di carriera, James Ransone ha recitato soprattutto al cinema. In Tangerine, diretto dal regista premio Oscar per Anora Sean Baker, fu un personaggio di nome Chester, losco fidanzato di una prostituta transgender. Fra il 2012 e il 2015 è apparso anche nella dilogia horror soprannaturale Sinister, dove ha vestito i panni del vicesceriffo di Chatford, paese della Pennsylvania teatro di orribili tragedie. Nel 2019 è stato invece Eddie Kaspbrak in It – Capitolo 2, secondo capitolo della saga tratta dal romanzo di Stephen King con Jessica Chastain, Bill Hader e Bill Skarsgard. Nel 2021 e nel 2025 ha interpretato Max in The Black Phone e nel sequel diretto con Mason Thames e Ethan Hawke.

Gli omaggi dei colleghi, da Spike Lee a Sean Baker

Immediato il cordoglio di Hollywood. «Riposa in pace, caro fratello», ha postato su Instagram Spike Lee, che ha diretto James Ransone in Inside Man e Red Hook Summer. Commosso anche Sean Baker, che oltre a Tangerine lo ha voluto nel cast di Starlet: «Mi mancherai tantissimo, amico mio». Anche Mya Taylor, sua co-protagonista proprio in Tangerine, gli ha reso omaggio parlando di «un ragazzo molto dolce e divertente» che, con il suo sorriso, l’ha aiutata «ad affrontare la celebrità». Sui social ha parlato anche Madeleine McGraw, apparsa in The Black Phone. «Faccio fatica a esprimere con le parole il profondo vuoto che avverto», ha scritto in una story Instagram. «Il mio cuore è a pezzi. Era pieno di gentilezza e colmo di passione, un’anima molto bella».

Sanremo 2026, quanto costano i biglietti e dove acquistarli

Manca sempre meno alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, in programma all’Ariston dal 24 al 28 febbraio 2026 e in diretta su Rai 1 e in simulcast su Rai Radio 2 e in streaming su RaiPlay. Pronti i 30 Big, che hanno svelato i titoli delle loro canzoni in gara, e le Nuove Proposte, selezionate due da Area Sanremo e altrettante dal talent Sarà Sanremo. Chiunque voglia assistere alla performance dal vivo deve dunque iniziare a pensare ai biglietti. Per l’acquisto, dati i posti limitati, bisognerà dapprima registrarsi sul sito ufficiale e poi aspettare la selezione, effettuata a sorte da un software automatico. Ciascun utente potrà, se estratto, comprare due ticket. Ecco il costo.

Sanremo 2026, quanto costano i biglietti: aumenti di circa il 20 per cento

Sanremo 2026, quanto costano i biglietti e dove acquistarli
Carlo Conti sul palco di Sanremo 2025 (Ansa).

Dopo anni in cui il prezzo era rimasto invariato, dal 2026 è aumentato il costo dei biglietti. A deciderlo il Comune di Sanremo assieme alla Rai, che hanno optato per un surplus pari a circa il 20 per cento rispetto allo scorso anno, giustificando la mossa come un’imposizione da parte del mercato, anche alla luce della grande richiesta. Quanto bisognerà spendere? Per un posto in galleria, ossia il settore più economico dell’Ariston, occorrerà sborsare 135 euro per le prime quattro serate, ossia dal 24 al 27 febbraio. Per la finale il costo salirà a 430 euro. Ben più alti invece i prezzi per la Platea, dove per i primi quattro appuntamenti saranno necessari 240 euro a persona. Il costo sale a 875 euro per la finale in cui scoprire tutti i premi. Nessuno sconto nemmeno se si acquista il carnet completo per le cinque serate: in galleria costa 958 euro, in platea ben 1.835.

Come registrarsi per sperare in un posto all’Ariston

Per potersi aggiudicare un posto al Teatro Ariston in vista di Sanremo 2026 bisognerà innanzitutto effettuare la registrazione su sanremo2026rai.vivaticket.it. Le iscrizioni saranno concesse nel periodo che va dalle ore 9 di lunedì 22 dicembre fino alle ore 18 dell’8 gennaio successivo. Ciascun utente dovrà inserire, negli appositi campi, diversi dati personali: nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, indirizzo di posta elettronica, numero di recapito telefonico e l’indicazione di un documento d’identità in corso di validità. Sempre in fase di registrazione sarà richiesto anche di inserire il giorno e il settore dell’Ariston (Galleria, più economica, o Platea) per cui si intende acquistare uno o due biglietti. È consentita una sola registrazione per utente: ulteriori iscrizioni multiple saranno bloccate o eliminate in un secondo momento.

Sanremo 2026, quanto costano i biglietti e dove acquistarli
L’esterno del Teatro Ariston durante Sanremo (Ansa).

A questo punto non resterà che aspettare. Sarà un software automatico a scegliere i partecipanti in modo del tutto casuale, alla presenza di un notaio per valutarne il corretto ed equo funzionamento. Svolti tutti i passaggi, infatti, dal 15 gennaio al 3 febbraio, tutti gli utenti che avranno completato la fase di registrazione riceveranno una mail all’indirizzo indicato all’iscrizione da parte di Vivaticket. I fortunati estratti troveranno anche le indicazioni su quando e come procedere con il proprio acquisto per assistere al Festival. Resta dunque inteso che completare la propria registrazione sul sito ufficiale non dà alcun diritto automatico all’acquisto del tagliando, ma consente solo di partecipare al processo di selezione.

Sanremo 2026, al via la registrazione per l’acquisto dei biglietti: da quando e come funziona

I 30 Big hanno presentato i titoli e il tema principale delle loro canzoni. Le Nuove Proposte sono state scelte. Ufficiali le conduttrici del PrimaFestival. Il conto alla rovescia per Sanremo 2026 è già iniziato, con il direttore artistico e presentatore della kermesse Carlo Conti pronto a salire sul palco del Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio, in un’edizione spostata in avanti di qualche giorno per lasciare spazio alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Per tutti gli appassionati è arrivato dunque il momento di iniziare a pensare ai biglietti per assistere dal vivo alle performance. In considerazione dei posti limitati, sarà necessaria una procedura di registrazione e selezione preliminare. Ecco come funziona.

Sanremo 2026, come funziona la selezione per l’acquisto dei biglietti

Sanremo 2026, al via la registrazione per l’acquisto dei biglietti: da quando e come funziona
L’esterno del Teatro Ariston (Imagoeconomica).

Per Sanremo 2026, la vendita e la gestione dei biglietti saranno curate da Vivaticket. Come fare per aggiudicarsi un posto nell’Ariston? Bisognerà innanzitutto registrarsi su sanremo2026rai.vivaticket.it: le iscrizioni apriranno alle ore 9 di lunedì 22 dicembre e chiuderanno alle ore 18 dell’8 gennaio 2026. Ciascun utente dovrà inserire, quando richiesto, nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, indirizzo di posta elettronica, numero di recapito telefonico e l’indicazione di un documento d’identità in corso di validità. Sempre in fase di registrazione sarà richiesto anche di inserire la data e il settore dell’Ariston (Platea, più costosa, o Galleria) per cui intenderebbe acquistare i biglietti. È ammessa una sola registrazione per utente: ulteriori iscrizioni multiple saranno immediatamente bloccate oppure eliminate a posteriori.

A questo punto non resterà che aspettare. Un software automatico infatti sceglierà i partecipanti in modo del tutto casuale, alla presenza di un notaio per valutarne il corretto ed equo funzionamento. Svolti tutti i passaggi, infatti, dal 15 gennaio al 3 febbraio, tutti gli utenti che avranno completato la fase di registrazione correttamente riceveranno una mail all’indirizzo indicato all’iscrizione da parte di Vivaticket. I fortunati estratti troveranno anche le indicazioni su quando e come procedere con il proprio acquisto per assistere al Festival di Sanremo 2026. Resta dunque inteso che completare la propria registrazione sul sito ufficiale non dà alcun diritto automatico all’acquisto del tagliando, ma consente solo di partecipare al processo di selezione.

Il prezzo è aumentato del 20 per cento rispetto all’anno scorso

Sanremo 2026, al via la registrazione per l’acquisto dei biglietti: da quando e come funziona
Carlo Conti insieme al pubblico di Sanremo nel 2025 (Ansa).

Capitolo prezzo. Dopo diversi anni in cui il costo dei biglietti è rimasto invariato per Sanremo 2026 il Comune, in accordo con la Rai, ha deciso per un aumento pari a circa il 20 per cento rispetto allo scorso anno. Per un posto in platea bisognerà spendere 240 euro per le prime quattro serate, arrivando a 875 euro per assistere dal vivo alla finale di sabato 28 febbraio. Nessuno sconto neanche se si acquista il carnet completo, dato che costerà 1.835 euro per tutti i cinque appuntamenti. Più popolare invece il costo della galleria. Per le prime quattro serate sarà necessario spendere 132 euro a posto, mentre per la finale bisognerà salire a 430 euro. Il totale per le cinque serate porterà a una spesa di 958 euro. Gli organizzatori hanno giustificato l’aumento con esigenze di mercato, alla luce anche delle enormi richieste. Tante le proteste sui social.

Sony acquisisce la maggioranza di Snoopy e Peanuts

Snoopy e Charlie Brown diventano giapponesi. Sony ha infatti raggiunto un accordo con il gruppo canadese WildBrain per acquistare il 41 per cento di Peanuts Holding, creatore dell’universo del cane a fumetti e del suo fidato amico, per 630 milioni di dollari canadesi, pari a circa 457 milioni di dollari americani. Il gigante giapponese dell’intrattenimento ha rafforzato la sua posizione nell’azionariato, in cui era già presente dal 2018 con il 39 per cento, salendo così all’80 per cento. L’acquisizione è avvenuta tramite due controllate, Sony Music Entertainment Japan e Sony Pictures Entertainment. La famiglia del creatore Charles M. Schultz manterrà il restante 20 per cento della proprietà, garantendo così continuità con l’eredità dell’artista originale.

Il Ceo di Sony: «Entusiasti di arricchire il valore dei Peanuts»

«Con questa ulteriore quota di partecipazione siamo entusiasti di poter accrescere ulteriormente il valore del marchio Peanuts attingendo all’ampia rete globale e all’esperienza collettiva del Gruppo», ha spiegato il presidente e Ceo di Sony Music Entertainment Japan, Shunsuke Muramatsu. «Siamo profondamente impegnati a portare avanti l’eredità di Charles M. Schultz e della sua famiglia. Con Sony Pictures Entertainment e il supporto della continua partnership con WildBrain continueremo a cogliere nuove opportunità per garantire che i Peanuts rimangano una presenza rilevante e amata attraverso più generazioni». Josh Scherba, presidente di WildBrain, ha confermato che Sony è stato «un partner eccellente sul brand Peanuts per molti anni» e che Charlie Brown, Snoopy e compagni «sono in buone mani».

Sony acquisisce la maggioranza di Snoopy e Peanuts
Charlie Brown nei fumetti Peanuts (Ansa).

L’annuncio arriva mentre Sony sta spostando sempre più la propria strategia verso l’animazione, con particolare attenzione agli anime e i live action: lo testimoniano i blockbuster Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba e Kokuho, inserito nella shortlist per gli Oscar fra i migliori film internazionali. Nati negli Anni 50, Charlie Brown, Snoopy e il resto dei Peanuts sono diventati rapidamente un vero successo internazionale che, oltre alla serie a fumetti e agli speciali su Apple Tv, hanno visto la diffusione di prodotti di consumo, parchi a tema, eventi culturali e social media. Nel 2015 è sbarcato al cinema il lungometraggio Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts.

È morta l’attrice svedese May Britt, moglie di Sammy Davis Jr.

May Britt, attrice svedese il cui matrimonio con Sammy Davis Jr. fu oggetto di controversia per via dell’atteggiamento degli Usa contro le nozze miste, è morta all’età di 91 anni. A darne notizia è stato il figlio Mark Davis in una nota all’Hollywood Reporter, spiegando che il decesso è avvenuto lo scorso 11 dicembre a Los Angeles per cause naturali. Originaria di un piccolo centro vicino Stoccolma, iniziò la carriera in Italia negli Anni 50 dopo essere stata scoperta da Carlo Ponti e Mario Soldati. A seguito delle nozze con Davis Jr., perse il contratto con la Fox e abbandonò definitivamente la recitazione.

La carriera di May Britt e i film in Italia per Soldati e Monicelli

Nata Maj-Britt Wilkens nel 1934, ottenne il primo ruolo per caso. Mentre lavorava come assistente di un fotografo di Stoccolma, fu notata appena 18enne da Ponti e Soldati, in cerca di una ragazza cui affidare il ruolo da protagonista nel loro nuovo film Jolanda, la figlia del Corsaro Nero. Presentatisi per vedere degli shooting con alcune modelle, non appena la videro decisero di scritturarla proprio per la parte principale della ragazza in cerca di vendetta per la morte del padre. Dopo il trasferimento a Roma, recitò in diverse produzioni di Cinecittà: ne Le Infedeli di Steno e Mario Monicelli interpretò Liliana al fianco di Gina Lollobrigida e Pierre Cressoy. Apparve anche ne La lupa di Alberto Lattuada, Il più comico spettacolo del mondo di Mario Mattioli e Vergine moderna di Marcello Pagliero.

Grazie alle sue performance ottenne una parte in Guerra e pace, adattamento di King Vidor del 1956, che la vide dividere il set con Vittorio Gassmann, Henry Fonda, Anita Ekberg e Audrey Hepbrurn. La sua interpretazione le valse un contratto con la 20th Century Fox, firmato l’anno seguente, che le permise di apparire ne I giovani leoni al fianco di Marlon Brando e ne I cacciatori con Robert Mitchum fra il 1958 e il 1959. Spesso descritta come «una Greta Garbo più calorosa», raggiunse la fama grazie a L’angelo azzurro di Edward Dmytryk, per cui vestì i panni della cabarettista Lola-Lola, negli Anni 30 interpretata da Marlene Dietrich. Un ruolo per cui vinse la concorrenza di Marilyn Monroe. Lo stesso anno apparve sulla copertina di Life, senza sapere che la sua carriera sarebbe finita poco dopo.

Il matrimonio con Sammy Davis Jr. che cambiò tutto

Reduce dal naufragio delle sue prime nozze con Edward Gregson, rampollo di un’agenzia immobiliare sposato nel 1958 ma da cui si separò dopo appena un anno, sul set de L’angelo azzurro May Britt fece la conoscenza di Sammy Davis Jr., icona della musica afroamericana e attivista per i diritti civili. Quest’ultimo, che a sua volta usciva da un flirt clandestino con Kim Novak, la invitò dapprima a cena. Dopo poche sere la coppia si fidanzò e qualche mese dopo annunciò le nozze. Immediatamente, la 20the Century Fox decise di non rinnovare il contratto di Britt: all’epoca, le unioni miste erano illegali in 31 Stati degli Usa e in 15 erano perseguite con la massima pena. I due, che si sposarono nel 1960 con Frank Sinatra testimone di nozze, ricevettero minacce di morte che li costrinsero ad assumere guardie del corpo 24 ore su 24.

Ebbero una figlia, Tracy, e adottarono due bambini, Mark e Jeff. Lei smise di lavorare, ma negli anni l’artista iniziò a bere troppo e ad esserci sempre meno. Nel 1968 Martin Luther King, grande amico di Sammy Davis Jr., venne assassinato e l’artista andò in pezzi e con lui anche il matrimonio. «Non potevo essere quello che lei voleva», avrebbe dichiarato il cantante anni dopo. «Non potevo essere un uomo di famiglia». Britt non si risposò fino al maggio 1993, quando convolò a nozze con Lennart Ringquist, dirigente del mondo dello spettacolo e allevatore di cavalli, morto nel 2017.

Emily in Paris 6 ci sarà? Cosa sappiamo

Emily in Paris è tornata. Giovedì 18 dicembre è infatti uscita la quinta stagione della serie Netflix con Lily Collins nei panni della giovane responsabile marketing di Agence Grateau. Nel corso delle nuove 10 puntate, sarà possibile seguire il prossimo capitolo nella vita professionale della protagonista, che ha lasciato la capitale francese per trovare stabilmente lavoro in Italia, a Roma. Al suo fianco ci sarà ancora il fidanzato Marcello, interpretato da Eugenio Franceschini. In attesa di scoprire i risvolti della trama, una domanda inizia ad aleggiare tra i fan: ci sarà Emily in Paris 6 oppure quelli in streaming saranno gli ultimi episodi della serie? Ecco quello che sappiamo finora.

Emily in Paris 6 si farà? Le indiscrezioni sul futuro

Per il momento, non ci sono conferme ufficiali per il ritorno di Emily in Paris per una sesta stagione. Netflix infatti non ha rinnovato la produzione, aspettando verosimilmente i dati sugli episodi ad oggi in streaming prima di prendere una decisione concreta. Tuttavia, come riporta Tv Insider, il Ceo della piattaforma Ted Sarandos sembra essersi lasciato sfuggire un futuro roseo per la serie. Durante una conference call con gli azionisti dello scorso ottobre per comunicare i risultati relativi al terzo trimestre del 2025, l’amministratore delegato ha anticipato alcuni dei titoli che arriveranno nel prossimo anno. Assieme a Bridgerton, di cui è attesa la quarta stagione a gennaio, e One Piece 2, che a marzo riporterà in scena Cappello di paglia e la sua ciurma di pirati, il Ceo ha inserito anche Emily in Paris. Lasciando intendere che un rinnovo è solo pura formalità.

La trama della quinta stagione e dove eravamo rimasti

Tornando alla quinta stagione, disponibile in streaming su Netflix, l’Italia torna a fare da sfondo alle avventure dell’ambiziosa Emily Cooper, interpretata da Lily Collins. A Roma, la ragazza di Chicago ha assunto la guida della sede italiana dell’Agence Grateau, trovandosi a gestire nuove responsabilità professionali mentre cerca anche di adattarsi a una nuova realtà cittadina dopo gli anni a Parigi. Con lei anche il fidanzato Marcello, con il quale scopre la Città Eterna e i suoi dintorni, visitando luoghi dal grande fascino come il buco della serratura sull’Aventino, tramite cui ammirare la Basilica di San Pietro attraverso il giardino del Priorato dei Cavalieri di Malta. Come spesso accade nella sua vita, tuttavia, la stabilità dura poco e una semplice idea sbagliata si rivelerà non solo un fallimento a livello lavorativo, ma anche un turbine capace di risucchiare la sua sfera sentimentale.

Parallelamente, Emily in Paris 5 racconterà anche l’evoluzione di tutti gli altri personaggi. Così, oltre a Emily e Marcello sarà possibile concentrarsi su Sylvie, vertice di Agence Grateau, protagonista di una fase di trasformazione che la porterà, come dichiarato dall’interprete Philippine Leroy-Beaulieu, a «rompere la sua armatura». Emily Cooper dovrà superare anche alcune divergenze con la sua amica Mindy, nei cui panni apparirà ancora una volta Ashley Park. Quest’ultima, che si esibisce nel cabaret di Parigi, ha ora molto di più da perdere, fattore che metterà in crisi la sorellanza che la lega a Emily. Nel cast anche Raoul Bova nei panni dell’amante romano di Sylvie.

Emily in Paris 5, tutte le location della nuova stagione della serie Netflix

Emily in Paris diventa ufficialmente Emily in Rome. Con la quinta stagione, disponibile in streaming su Netflix a partire da giovedì 18 dicembre con tutti i 10 episodi, la serie di Darren Star – già autore di Sex and the City e Beverly Hills 90210 – sbarca definitivamente in Italia dopo aver ambientato nel nostro Paese già diverse scene della precedente tornata di puntate. La responsabile marketing, nei cui panni c’è ancora ovviamente la 36enne Lily Collins, figlia della rockstar Phil, è al comando della sede romana dell’Agence Grateau di Sylvie (Philippine Leroy-Beaulieu). I critici, soprattutto francesi, hanno storto il naso fin dall’inizio, ma gli spettatori l’hanno promossa tanto che la quarta stagione è stata vista da più di 20 milioni di persone in quattro giorni.

Emily in Paris 5, le location italiane della quinta stagione della serie

Da Piazza Costaguti al Colosseo quadrato, Roma è l’anima della stagione

Con la nuova stagione, come detto, Emily in Paris abbandona la capitale francese per trasferirsi nel nostro Paese. «Girare a Roma e Venezia è assolutamente magico, mi do sempre qualche pizzicotto», ha rivelato Lily Collins sul sito ufficiale di Netflix. «Entrambe le città sono cinematograficamente meravigliose, ricche di storia e di un palpabile senso di magia: la puoi percepire, vedere e ascoltare, passeggiando per i vicoli o in riva al mare». Centrale nella quinta stagione sarà la Capitale. Emily si trasferisce in un nuovo appartamento in Piazza Costaguti, non lontana da Piazza Venezia o da Largo Argentina. «Tornare a Roma è stato speciale, sia per me sia per Emily», ha confessato Collins. «Per entrambe era più familiare». A lavoro, nella sede di Agence Grateau, di reca tra via Dora e Piazza Mincio, «luogo perfetto per allestire l’ufficio e radicare Emily nella sua vita professionale».

Nel corso della serie è possibile imbattersi nel ristorante Zuma con vista panoramica su Piazza di Spagna, a Palazzo Fendi: è qui che Sylvie si ritrova più volte a colazione sul rooftop con il suo amante romano Giancarlo, interpretato da Raoul Bova. In scena l’Hotel de Russie, nel cui giardino segreto si incontrano Emily e il fidanzato Marcello. Questi ultimi possono essere visti passeggiare per i Mercati di Traiano, vicino ai Fori imperiali, condividendo diversi momenti intimi e personali. In Emily in Paris 5 gli appassionati potranno anche vedere uno dei luoghi più suggestivi di Roma, ossia il buco della serratura sul portone del Priorato dei Cavalieri di Malta, sull’Aventino: un foro attraverso il quale ammirare, in tutta la sua magnificenza, la cupola della Basilica di San Pietro e il giardino di Santa Maria del Priorato. Appariranno anche il quartiere Coppedè e il Colosseo quadrato.

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Venezia ospita diverse scene della quinta stagione

Italia protagonista anche con Venezia. Qui le riprese si snodano attraverso calli e iconici canali, tra cui ovviamente Canal Grande, fino ad arrivare ai luoghi più iconici della città in laguna, tra cui Piazza San Marco. «Non ero mai stata a Venezia prima d’ora, era nella mia lista dei desideri. Ricordo il mio stupore alla vista di Piazza San Marco, sembrava rispecchiasse d’oro sull’acqua», ha raccontato Lily Collins. «Quando sono arrivata in hotel, sono entrata nella mia stanza, ho aperto le finestre e mi è sembrata una scena di una serie. Non riuscivo a credere alla bellezza davanti a me». Trovano spazio la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo oppure le aree vicine alle Gallerie dell’Accademia, ma anche delle gite in barca all’alba o al tramonto. Senza dimenticare gli alberghi Danieli e St. Regis, dove Emily alloggia con Marcello durante la settimana della moda.

Emily in Paris non dimentica ovviamente la capitale francese

Pur accogliendo la nuova vita professionale della protagonista a Roma, Emily in Paris non dimentica la capitale francese che resta comunque il cuore della serie Netflix. È possibile ancora trovare Gabriel (Lucas Bravo) nel suo L’Esprit de Gigi, ristorante in cui ha appena ottenuto una stella Michelin, che in realtà è un locale italiano chiamato La Torre Nera e situato in Rue des Fossés Saint-Jacques. Al nr. 1 di Place de l’Estrapade c’è ancora il condominio con gli appartamenti di Emily e dello stesso Gabriel, nel V arrondissement. Sorge in Place de Valois invece la sede centrale dei Agenzia Grateau, mentre Mindy (Ashley Park) continuerà a esibirsi nel cabaret di Avenue George V.

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Notte degli Oscar, dal 2029 la diretta sarà trasmessa su YouTube

A partire dal 2029 la notte degli Oscar sarà visibile in esclusiva mondiale su YouTube, grazie a un’intesa siglata con l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’ente che assegna ogni anno gli Academy Awards, permettendo la visione in tutti i Paesi in cui la piattaforma è disponibile, con un accordo valido fino al 2033. Fino al 2028, però, negli Stati Uniti la diretta resterà appannaggio di ABC, che arriverà a trasmettere la centesima edizione. I dettagli economici dell’accordo con YouTube non sono stati resi noti: finora Disney, proprietaria di ABC, versava circa 100 milioni di dollari l’anno per i diritti, e l’ultima cerimonia aveva raggiunto un’audience di quasi 20 milioni di spettatori.

Fallout 2: dove vederlo, location, episodi e cast

L’attesa è finita. Da mercoledì 17 dicembre è disponibile in streaming su Amazon Prime Video il primo episodio di Fallout 2, nuova stagione della serie tratta dall’iconico videogame survival di Bethesda. Otto le puntate previste, con uscita a cadenza settimanale e gran finale in programma il 4 febbraio 2025. Già in lavorazione la terza, il cui rinnovo è arrivato già diversi mesi prima della messa in onda della precedente. Il produttore esecutivo Jonathan Nolan, fratello del più acclamato Christopher, ha spiegato a IGN che spera di poter iniziare le riprese già entro l’estate 2026.

Fallout 2, trama e cast della seconda stagione

Fallout 2: dove vederlo, location, episodi e cast
Kyle MacLachlan alla premiere di Fallout (Ansa).

Per quanto riguarda la trama della nuova stagione, i dettagli sugli episodi sono molto scarsi. L’azione ripartirà tuttavia dal finale della prima con la giovane Lucy (Ella Purnell) alla ricerca di suo padre Hank (Kyle MacLachlan) e decisa a fare giustizia per i suoi crimini. La sua caccia la vedrà ancora una volta attraversare la Wasteland o Zona Contaminata al fianco del misterioso Ghoul (Walton Goggins), il cui passato sta man mano riaffiorando nel corso della narrazione. Contemporaneamente, Maximus (Aaron Moten) è ormai diventato un Cavaliere della Confraternita d’acciaio, il cui operato lo inizia a mettere sempre più in crisi. Torneranno in scena anche gli abitanti del Vault 33 da cui Lucy ha iniziato il suo viaggio: qui, il fratello della ragazza Norm (Moisés Arias) lavora sotto traccia per smascherare una cospirazione.

La seconda stagione porterà la narrazione all’interno di una delle città più note soprattutto ai fan di lunga data della saga videoludica. Come già visto nel finale della prima tornata di episodi, Lucy e il Ghoul finiranno per attraversare New Vegas, l’unica grande città del Nord America a essere stata risparmiata da un’esplosione nucleare che ha devastato il mondo. Tra le new entry più attese c’è il personaggio di Robert Edwin House, interpretato da Justin Theroux, molto noti agli appassionati gamer: si tratta di una figura di grande rilievo, paragonabile ai grandi tecnocrati del mondo moderno, ammirati ma anche temuti per la loro eccezionale inventiva e creatività. A lui si aggiungeranno Macaulay Culkin – il celebre Kevin di Mamma, ho perso l’aereo – e Kumal Nanjiani, di recente visto in Only Murders in the Building e Ghostbusters – Minaccia glaciale.

La terza stagione è già stata confermata

Sebbene la seconda stagione sia appena sbarcata in streaming, Amazon Prime Video ha confermato già la produzione della terza. «Ci sono un sacco di sorprese», ha dichiarato a Variety Todd Howard, direttore di Bethesda Game Studios, sviluppatore del videogioco omonimo e produttore esecutivo della serie. «La cosa principale è che pubblicheremo un episodio ogni settimana, quindi direi semplicemente di continuare così. Sono curioso di vedere come andrà a finire per tutti, perché ora sarà una serie settimanale, invece di una maratona da vedere tutta d’un fiato. Stiamo scrivendo la terza stagione ora e stiamo discutendo su cosa faremo e quali elementi potremo introdurre nei nostri giochi quando usciranno, senza che sembrino forzati o falsi».

Oscar 2026, quando verranno annunciate le nomination ufficiali

È iniziato ufficialmente il conto alla rovescia verso la 98esima edizione dei premi Oscar. L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha infatti annunciato le shortlist, elenco preliminare con i migliori titoli che possono sperare in una nomination. Per le candidature vere e proprie, che determineranno le cinquine che si giocheranno la statuetta nella cerimonia di gala del Dolby Theatre, bisognerà però aspettare ancora. L’annuncio è previsto, in diretta streaming sul sito ufficiale dell’organizzazione, il 22 gennaio, quando in Italia sarà tardo pomeriggio. La premiazione si terrà invece a Los Angeles il 15 marzo con la conduzione, per il secondo anno consecutivo, di Conan O’Brien.

Oscar 2026, tra le novità dell’edizione la categoria del casting

Oscar 2026, quando verranno annunciate le nomination ufficiali
Una replica delle statuetta degli Oscar (Ansa).

I 98esimi premi Oscar, che hanno purtroppo sancito l’esclusione del film italiano Familia e tagliato fuori dunque il nostro Paese dalla corsa per il miglior lungometraggio internazionale, saranno ricordati soprattutto per una grande novità: la categoria per il Casting. È la prima introduzione dal 2001, quando Shrek si aggiudicò la prima statuetta per un film animato. Atteso da tempo, il riconoscimento andrà a coloro che sono riusciti, tramite un lungo processo di selezione, a mettere assieme un gruppo di attori ben amalgamato e di alto livello. Nel novero della shortlist ci sono Sinners con Michael B. Jordan, Marty Supreme con Timothée Chalamet e Una battaglia dopo l’altra con Leonardo DiCaprio, che si dovrebbero giocare anche la statuetta per il miglior film. Presenti, tra gli altri, Hamnet, Sentimental Value e Frankenstein con Oscar Isaac e Jacob Elordi. Due le esclusioni eccellenti: Bugonia con Emma Stone e Jay Kelly con George Clooney.

Gli attori favoriti secondo la stampa americana

Oscar 2026, quando verranno annunciate le nomination ufficiali
Leonardo DiCaprio ai Governors Awards 2025 (Ansa).

Per quanto riguarda la regia, secondo la stampa americana il favorito è Paul Thomas Anderson con il suo Una battaglia dopo l’altra. Più staccati Ryan Coogler per Sinners e Jafar Panahi per Un semplice incidente, già premiato a Cannes. Per quanto riguarda gli attori, il 2026 potrebbe essere nuovamente l’anno di Leonardo DiCaprio, che potrebbe tornare a vincere 10 anni dopo Revenant – Il redivivo, suo unico trionfo su sette candidature, grazie all’opera di Anderson. Occhio però anche a Chalamet per Marty Supreme e a Wagner Moura per Agente segreto. Fra le donne, dovrebbe imporsi invece Jesse Buckley di Hamnet davanti a Emma Stone, immancabile presenza ormai nelle serate di gala dell’Academy, per Bugonia. Quanto agli interpreti non protagonisti, la stampa Usa punta su Benicio del Toro di Una battaglia dopo l’altra e Amy Madigan di Weapons.

Oscar 2026, l’Italia presente nelle shortlist nonostante l’esclusione di Familia: ecco con cosa

Buone e cattive notizie per l’Italia dalle shortlist degli Oscar 2026. Niente da fare per Familia, il film di Francesco Costabile selezionato dal nostro Paese per la corsa alla statuetta per il lungometraggio internazionale. In lizza per le nomination, che saranno annunciate il 22 gennaio, ci sono titoli come Un semplice incidente di Jafar Panahi, Sentimental Value di Joachim Trier e La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania. Un’esclusione sorprendente, soprattutto se si considera che le indiscrezioni di stampa americana davano il film italiano tra i favoriti della vigilia anche in ottica candidature. Tuttavia il nostro Paese può sorridere grazie all’animazione. A sfondo italiano, tra le 15 canzoni originali, c’è anche Sweet Dreams of Joy da Viva Verdi, il documentario di Yvonne Russo che racconta la vita degli ospiti della Casa di Riposo per Musicisti di Milano nota come Casa Verdi.

Oscar 2026, nelle shortlist dei corti animati anche due italiani

Oscar 2026, l’Italia presente nelle shortlist nonostante l’esclusione di Familia: ecco con cosa
Una riproduzione delle statuette degli Oscar (Ansa).

A rappresentare l’Italia saranno due cortometraggi animati. In lizza per una nomination ci sono infatti Playing God di Mattia Burani, vincitore del Tribeca Film Festival e dell’Animayo Festival delle Canarie, ed Éiru, esordio alla regia per la bolognese Giovanna Ferrari: ecco tutto quello che bisogna sapere.

Playing God, di cosa parla il cortometraggio di Burani

Completamente made in Italy, il cortometraggio Playing God di Mattia Burani, classe 1991 originario di Bologna, concorrerà per una candidatura ai premi Oscar nell’animazione. Body horror, racconta in sette minuti la storia di un artista tormentato che tenta in ogni modo di plasmare una figura umana dalle proporzioni ideali, modellando l’argilla come fosse carne viva. Quando tuttavia si accorge di aver fallito, la rinnega e abbandona sulla scia di un moderno Frankenstein. La creatura, nel tentativo disperato di raggiungerlo, finisce tuttavia per autodistruggersi, trovando compassione in altre opere come lei rifiutate. In scena 60 pupazzi in terracotta di 58 centimetri, plasmati da Arianna Gheller, fondatrice assieme a Burani dello Studio Croma di Bologna. «È stata un’odissea», ha spiegato l’autore all’Ansa. «Tuttavia, ci ha formati come artisti e produttori».

«Mi affascina l’imperfezione, la materia che resiste alla forma imposta», ha proseguito Burani. «La storia nasce dal desiderio di esplorare la fragilità del creato e del creatore. L’idea si è poi evoluta molto e la chiave è diventata il rapporto tra le creature. Quando anche l’ultima statuetta viene rifiutata perché imperfetta, cade, perde letteralmente la faccia, e sono le altre ad accoglierla, accettarla e capirla». Prima di poter sperare nel premio, Playing God dovrà superare l’ultimo ostacolo dell’annuncio delle nomination, in programma il 22 gennaio. Da notare, tuttavia, che lo scorso vincitore del Festival delle Canarie, In the Shadow of the Cypress, ha poi vinto l’Oscar a Los Angeles.

Éiru, l’esordio alla regia di Giovanna Ferrari

Oltre a Playing God, a rappresentare l’Italia sarà Giovanna Ferrari, bolognese classe 1979 e autrice di Éiru, la storia di una bambina minuta dai capelli color fiamma nell’Irlanda dei Celti. Il suo sogno è diventare una guerriera rispettabile e ben considerata dal suo clan durante l’Età del Ferro. Tuttavia, proprio per la sua corporatura gracile che la rende la più piccola del villaggio, combattere sembra un’impresa impossibile. Il riscatto arriva quando un pozzo si prosciuga improvvisamente, lasciando la gente senza acqua: solo lei è in grado di calarsi attraverso la piccola apertura e scoprire la causa del problema. «È una storia di ecologia, ma anche una riflessione sull’assurdità della guerra», ha spiegato la regista all’Ansa. «È un’emozione incredibile, sono davvero orgogliosa di essere tra i 15 corti più votati tra gli oltre 110 ammessi da tutto il mondo».

Film e serie tv più attesi del 2026

Il 2025 sta per terminare ed è già tempo di guardare alla prossima stagione cinematografica. Nelle sale italiane sono pronti a sbarcare alcuni dei titoli più attesi degli ultimi anni, tra cui grandi novità e importanti ritorni. Su tutti, quelli di Christopher Nolan, pronto a svelare il suo adattamento kolossal de L’Odissea di Omero, e degli Avengers dei Marvel Studios con Doomsday, che vedrà di nuovo in scena Robert Downey Jr., stavolta nell’inedita veste del villain. Il 2026 sarà ricco di qualità anche sul piccolo schermo: in arrivo la terza stagione di Euphoria e il prequel di Gomorra. Si partirà subito con il botto il primo gennaio con il finale-evento di Stranger Things. Il meglio del 2026.

I film più attesi al cinema nel corso del 2026

Film e serie tv più attesi del 2026
Un proiettore al cinema (Foto di Alex Litvin via Unsplash).

Il biopic su Michael Jackson e L’Odissea: quali film arriveranno nel 2026

Il 2026 al cinema si aprirà già il primo gennaio con No Other Choice, produzione sudcoreana con la star di Squid Game Lee Byung-hun, iconico volto del Front Man. Il 15 gennaio sarà il turno di 28 anni dopo: Il tempio delle ossa, sequel diretto di 28 anni dopo uscito appena sei mesi fa con Ralph Fiennes ancora una volta nei panni del dottor Kelson. Il 22 toccherà a Marty Supreme, film sul ping pong Anni 50 con Timothée Chalamet acclamato dalla critica. A febbraio sarà invece il turno dell’atteso Cime tempestose, adattamento del romanzo di Emily Brontë diretto da Emerald Fennell (Saltburn) con Jacob Elordi e Margot Robbie e colonna sonora di Charli XCX. Forte del successo di Frankenstein di Guillermo del Toro, l’opera di Mary Shelley tornerà il 5 marzo con La sposa!, con Jessie Buckley nel ruolo della moglie rianimata della creatura, interpretata da Christian Bale.

Il 24 aprile sarà il momento di ballare e cantare con Michael, atteso biopic sul Re del Pop con Jafaar Jackson, nipote della star, nei panni dello zio protagonista. Cinque giorni dopo torneranno al cinema Miranda Priestly e Andrea Sachs con Il diavolo veste Prada 2, sequel che vedrà ancora una volta in scena Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. Il 20 maggio si tornerà nell’universo di Star Wars con The Mandalorian & Grogu, sequel della serie tv Disney+ con Pedro Pascal nei panni del mercenario protagonista. Al suo fianco Sigourney Weaver e Jeremy Allen White. L’estate si aprirà il 17 giugno con il quinto capitolo di Toy Story con le nuove avventure di Buzz Lightyear e Woody. Il 16 luglio toccherà a L’Odissea di Nolan con un cast stellare che vede in scena Matt Damon, Tom Holland, Zendaya, Charlize Theron, Robert Pattinson e Anne Hathaway.

A dicembre sarà duello fra Dune – Parte 3 e Avengers: Doomsday

A ottobre i cinema accoglieranno Judy, nuovo film di Alejandro Gonzalez Inarritu con Tom Cruise nei panni dell’uomo più potente del pianeta che intraprende un’apparente missione suicida. Il 18 dicembre spazio invece a due colossi della stagione. In sala il terzo e ultimo capitolo della trilogia di Dune diretta da Denis Villeneuve. La trama si concentrerà su un Paul Atreides – sempre interpretato dall’eccezionale Chalamet – ormai sull’orlo della follia, prendendo spunto dal capolavoro letterario di Frank Herbert Messiah. Parallelamente uscirà anche Avengers: Doomsday, l’ultimo disperato tentativo dei Marvel Studios di riaccendere l’interesse verso i supereroi che hanno costantemente perso appeal. Per l’occasione tornerà anche Robert Downey Jr., che lasciata l’armatura di Iron Man è pronto a indossare il costume del dottor Destino.

Dal finale di Stranger Things 5 a Euphoria 3, le serie tv più attese del 2026

Per quanto riguarda il piccolo schermo, grande attesa il primo gennaio per l’ottava e ultima puntata di Stranger Things 5, che chiuderà definitivamente la serie sul Sottosopra firmata dai fratelli Duffer. Il 18 toccherà invece a Il cavaliere dei sette regni, nuovo spin-off/prequel de Il Trono di Spade con cui debutterà in Italia la piattaforma HBO Max. Protagonisti, circa un secolo prima della serie madre, Sir Duncan l’Alto e il suo scudiero Egg. A fine mese su Netflix sarà la volta di Bridgerton 4, prevista in due volumi. A marzo lo streamer rilascerà One Piece 2 con le nuove avventure di Cappello di Paglia e della sua ciurma tratte dall’omonimo manga giapponese. In aprile, dopo quattro lunghi anni di attesa, uscirà la terza stagione di Euphoria con Zendaya affiancata da star come Sidney Sweeney e Jacob Elordi. Ancora da confermare la data di uscita di Blade Runner 2099, serie televisiva spin-off del cult di Ridley Scott: nel cast Michelle Yeoh e Hunter Schafer.

Archiviato il successo di Stranger Things, Matt e Ross Duffer sono pronti a svelare il nuovo progetto streaming. Nel 2026 arriverà Something Very Bad is Going to Happen, la cui trama è ancora avvolta nel mistero: parlerà di una coppia durante la settimana che precede il loro matrimonio sventurato. A giugno uscirà invece su HBO Max e Sky Atlantic House of the Dragon 3, che riprenderà la Danza dei Draghi nel momento più delicato per Rhaenyra Targaryen. Ancora da confermare invece il debutto nel nostro Paese – negli Usa uscirà a febbraio – del revival di Scrubs che riporterà sugli schermi JD e Turk. E dall’Italia? Il 9 gennaio su Sky e Now uscirà Gomorra – Le origini, prequel della fortunata serie tratta dal libro di Roberto Saviano che racconterà la giovinezza di Pietro Savastano. A febbraio su HBO Max ci sarà Portobello con Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora.