Lucasfilm, Dave Filoni nuovo presidente: guiderà il franchise Star Wars

Cambio ai vertici di Lucasfilm, la casa di produzione statunitense fondata da George Lucas e famosa per aver prodotto le saghe di Star Wars e Indiana Jones. Dopo quasi 15 anni al comando, Kathleen Kennedy ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di presidente: un addio, seppur vociferato da tempo, che segna comunque un cambiamento epocale per uno dei più grandi marchi di Hollywood. Al suo posto è stato promosso Dave Filoni, collaboratore di lunga data di Lucas e già regista di alcuni episodi di The Mandalorian e Ashoka. In qualità di presidente e direttore creativo, guiderà il franchise con la collaborazione di Lynwen Brennan, con esperienza in budget e bilanci, nominata co-presidente.

Lucasfilm, i nuovi presidenti dovranno rilanciare il franchise Star Wars

Lucasfilm, Dave Filoni nuovo presidente: guiderà il franchise Star Wars
La produttrice Kathleen Kennedy (Ansa).

Compito cruciale di Dave Filoni e Lynwen Brennan sarà escogitare una strategia per rilanciare Star Wars rendendolo fresco e al passo con i tempi e gestendo una fan base molto spesso critica e dura nei confronti delle nuove uscite, siano esse cinematografiche o seriali. Entrambi riferiranno ad Alan Bergman, co-presidente di Disney Entertainment di cui Lucasfilm è sussidiaria dal 2012. Kennedy, dal canto suo, non uscirà definitivamente: resterà in contatto con la società e, fra il 2026 e il 2027, sarà produttrice esecutiva dei prossimi due capitoli della saga, The Mandalorian & Grogu tratto dalla serie su Disney+ e l’atteso Star Wars: Starfighter con Ryan Gosling. «Quando abbiamo acquisito Lucasfilm più di 10 anni fa, sapevamo che avremmo portato nella famiglia Disney un team di straordinari talenti guidato da una regista visionaria», ha dichiarato il Ceo Bob Iger. «Siamo grati a Kathleen per la sua visione e gestione».

Produttrice stimata nel settore, Kennedy ha lavorato a stretto contatto con Steven Spielberg per anni, anche se, come sottolinea Variety, il suo mandato ha attraversato alti e bassi. Accanto ai successi di Star Wars Episodio VII – Il risveglio della forza e dello spin-off Rogue One, non sono mancati i flop al box office come Solo del 2018 oppure i tanti progetti accantonati per divergenze creative, tra cui quelli che avrebbero visto entrare nel franchise David Benioff e DB Weiss, creatori de Il Trono di Spade, o Taika Waititi. Non è andato bene nemmeno il rilancio di Indiana Jones, il cui quinto capitolo del 2023 con Harrison Ford nei panni del veterano archeologo ha deluso al botteghino. Discorso simile anche per il piccolo schermo, dove accanto ai successi The Mandalorian e Andor sono arrivate le delusioni come nel caso di The Acolyte.

Chi sono Dave Filoni e Lynwen Brennan

Lucasfilm, Dave Filoni nuovo presidente: guiderà il franchise Star Wars
La nuova co-presidente di Lucasfilm Lynwen Brennan (Ansa).

Veterano di lunga data in Lucasfilm, Dave Filoni è stato scelto direttamente dal regista e fondatore George Lucas nel 2005 per mettere in piedi lo studio cinematografico. Sue le serie di animazione The Clone Wars e Rebels, ma anche la sceneggiatura del prossimo The Mandalorian & Grogu con Pedro Pascal, atteso in sala a maggio. Brennan è invece entrata in Industrial Light & Magic, tra le più note aziende nel campo degli effetti speciali digitali oggi parte di Lucasfilm, nel 1999, diventandone dopo 10 anni la presidente. In seguito, nel 2024 ha ottenuto l’incarico di direttrice generale di Lucasfilm, guidando la strategia aziendale e le attività di produzione.

Kabir Bedi compie 80 anni: non solo Sandokan, 5 film e serie dell’attore indiano

Buon compleanno a una delle icone della televisione Anni 70. Oggi 16 gennaio compie 80 anni Kabir Bedi, attore indiano che appena trentenne conquistò anche il pubblico italiano nei panni di Sandokan nell’omonimo sceneggiato del 1976 diretto da Sergio Sollima, padre di Stefano. Avrebbe interpretato la Tigre della Malesia anche l’anno successivo nel film La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! e nel 1996 nella serie Il ritorno di Sandokan. In carriera, Bedi ha preso parte a oltre 60 lungometraggi di Bollywood ed è apparso in diverse produzioni italiane, tra cui Noi siamo angeli con Bud Spencer. Ed è stato anche uno degli antagonisti di James Bond.

Kabir Bedi, 5 film e serie tv oltre al personaggio di Sandokan

Kabir Bedi compie 80 anni: non solo Sandokan, 5 film e serie dell’attore indiano
L’icona di Bollywood Kabir Bedi (Ansa).

Il Corsaro Nero tratto dai libri d’avventura di Emilio Salgari

Oltre a vestire i panni di Sandokan, nel 1976 Kabir Bedi fu alla corte di Sollima per Il Corsaro Nero, altro film ispirato alle opere letterarie di Emilio Salgari. L’icona del cinema indiano ha interpretato il protagonista della storia, il conte Emilio di Roccabruna, gentiluomo di Ventimiglia e di Valpenta che lotta contro i filibustieri di Tortuga con l’identità di Corsaro Nero. Vendendo l’anima al diavolo, ha giurato vendetta al perfido Van Guld (Mel Ferrer), che ha ucciso i suoi fratelli Enrico (Jackie Basehart) e Amedeo (Niccolò Piccolomini), un tempo al suo fianco come Corsaro Rosso e Corsaro Verde. Il film è disponibile in streaming su Mediaset Infinity.

Octopussy – Operazione piovra, il villain di 007 con Roger Moore

Kabir Bedi ha legato la sua fama internazionale al personaggio di Gobinda, temibile maggiordomo del principe afgano Kamal Khan (Louis Jourdan) in Octopussy – Operazione piovra, 13esimo film della saga di James Bond e sesto con Roger Moore nei panni della spia protagonista. Nel cast anche Maud Adams nel ruolo dell’affascinante avventuriera e contrabbandiera di gioielli Octavia, alias Octopussy. Robert Brown interpreta invece M, il capo di 007, mentre Desmond Llewelyn è l’informatico Q. Il film è disponibile al noleggio o all’acquisto su Amazon Prime Video, Apple Tv, Chili e Rakuten Tv.

Beyond Justice al fianco di Carol Alt e Rutger Hauer

Nel 1991 Kabir Bedi tornò alla corte di un regista italiano con Beyond Justice, film di Duccio Tessari tratto dalla miniserie Il principe del deserto. Il divo indiano è qui Moulet Beni-Zair, ricco proprietario di origini arabe e residente negli Usa, che ha divorziato dall’affascinante imprenditrice Christine Sanders (Carol Alt). Quando lui decide di portare in Marocco il figlio Robert, l’ex moglie assume due agenti, interpretati da Rutger Hauer e Peter Sands, specializzati in operazioni di salvataggio di ostaggi per riportare il bambino a casa. Al momento il film non è disponibile in streaming.

Noi siamo angeli, la miniserie con Bud Spencer

Nel 1997 uscì Noi siamo angeli, miniserie televisiva andata in onda su Rai 1 con protagonisti Bud Spencer e Philip Michael Thomas nei panni di Bob e Joe, due detenuti dal cuore tenero imprigionati in un carcere di massima sicurezza. Riescono a scappare durante un attacco architettato da Napoleon Duarte (Kabir Bedi), capo di un gruppo di rivoluzionari, e per evitare di essere nuovamente condotti dietro le sbarre picchiano due frati e ne assumono l’identità. Nel cast anche Renato Scarpa e David Hess. È possibile recuperarla in streaming su Amazon Prime Video oppure su YouTube.

Purché finisca bene (2024), l’ultima apparizione in Italia

Tra le ultime performance di Kabir Bedi c’è quella in Questione di stoffa, capitolo del 2024 della collana Purché finisca bene prodotta da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction. Il divo del cinema indiano interpreta Ramesh che, assieme alle nipoti Dev e Rani, gestisce la Deepti’s Taylor, sartoria che entra in competizione con la Mampresol di Orlando (Nicola Pannelli) e Mina (Licia Navarrini), orgogliosi artigiani veneti con cui lavora anche il giovane disegnatore Matteo (Pierpaolo Spollon). Quando la stravagante stilista Ravagnin (Clotilde Sabatino) affida i bozzetti agli indiani per una sua sfilata di moda, inizia la competizione. È in streaming su RaiPlay.

Tomb Raider, Sophie Turner è Lara Croft nella prima foto della serie

Amazon Prime Video ha svelato la prima immagine ufficiale di Sophie Turner nei panni di Lara Croft, archeologa e avventuriera nonché icona dei videogame. La 29enne attrice britannica, celebre per aver interpretato Lady Sansa Stark nelle otto stagioni de Il Trono di Spade, sarà protagonista della nuova serie Tomb Raider sceneggiata da Phoebe Waller-Bridge (attrice vista in Indiana Jones e il quadrante del destino). Ancora ignota l’ambientazione e la trama degli episodi, che saranno tuttavia legati alla saga videoludica avviata nel 1996 con il primo storico capitolo che ha reso il personaggio un simbolo non solo del genere action ma dell’intero gaming. Turner sarà la terza a impersonarla dopo Angelina Jolie e Alicia Vikander. Nel cast di Tomb Raider anche Sigourney Weaver, Jason Isaacs, Martin Bobb-Semple, Jack Bannon, John Heffernan e Bill Paterson. Iniziate le riprese.

Non solo Tomb Raider: Prime Video svela anche il nuovo volto di Kratos

L’annuncio di Amazon Prime Video arriva a meno di 24 ore di distanza da quello relativo a un altro adattamento in arrivo. La piattaforma streaming è al lavoro sulla serie tv live action tratta dalla saga God of War, capolavoro dei Santa Monica Studios ambientato nelle mitologie greca e norrena. Nei panni del protagonista, il cruento guerriero spartano Kratos, ci sarà Ryan Hurst, già noto per la serie Sons of Anarchy e per aver interpretato Beta in The Walking Dead. Nel 2026 sarà anche in Odissea di Christopher Nolan. La trama seguirà il reboot norreno della saga, con Kratos ormai adulto e padre del giovane Atreus, con cui si imbarca in una lunga missione per spargere le ceneri della defunta moglie Faye dalla vetta di una montagna.

Euphoria 3, online il primo trailer: ecco la data di uscita della serie

Dopo quattro anni di assenza, torna Euphoria. HBO ha infatti rilasciato l’attesissimo primo trailer della terza stagione della serie cult creata da Sam Levinson e confermato la data di uscita online. Gli otto episodi, che in Italia usciranno in contemporanea assoluta con gli Stati Uniti, saranno disponibili a partire dal 13 aprile su Sky e in streaming su Now Tv e sulla nuova piattaforma HBO Max, che ha debuttato nel nostro Paese il 13 gennaio. Girata in 65 millimetri, prima produzione per il piccolo schermo a usare tale formato, riporterà sulla scena l’intero cast stellare: torneranno infatti Zendaya, Jacob Elordi, Hunter Schafer e Sydney Sweeney. Grande attesa per Sharon Stone e per il debutto di Rosalía, la star catalana del pop.

Euphoria 3, le anticipazioni della trama e il cast della terza stagione

Per quanto riguarda la trama, si svolgerà cinque anni dopo la fine degli eventi della seconda stagione, mostrando i protagonisti ormai cresciuti e divenuti giovani adulti. Rue (Zendaya) è una tossicodipendente al confine con il Messico e si trova a fare i conti con i debiti che ha contratto con la spacciatrice Laurie (Martha Kelly), mentre Cassie (Sweeney), pur avendo sposato Nate (Elordi) con cui vive in una località di periferia, continua a realizzare contenuti erotici online. Jules (Schafer) ha iniziato a frequentare invece una scuola d’arte, mentre Maddie (Alexa Demi) lavora presso un’agenzia di talenti di Hollywood. Infine Lexi (Maude Apatow) è divenuta assistente di una showrunner dello spettacolo, interpretata dalla new entry Sharon Stone. «Non so se la vita fosse esattamente come desideravo», afferma Rue nel trailer. «In qualche modo, per la prima volta, stavo iniziando ad avere fede».

È morto il comico Luciano Manzalini, metà dei Gemelli Ruggeri

Luciano Manzalini, membro dei Gemelli Ruggeri, è morto all’età di 74 anni. Il «secco», come era soprannominato durante gli show, si trovava nella Villa Paola di Bologna. A darne notizia è stato l’altra metà del duo, Eraldo Turra, con un omaggio sui social: «Luciano se n’è andato, povero amico amico mio». Formatisi nel 1979, i Gemelli Ruggeri hanno attraversato con il loro umorismo degli Anni 80, arrivando fino al nuovo millennio e facendo ridere con i loro sketch generazioni di appassionati sia a teatro sia in televisione. «Ci conoscevamo dal 1978», ha raccontato Turra al Resto del Carlino. «Ci siamo incontrati a uno spettacolo del Centro civico Mazzini e poi, dopo qualche stage, abbiamo iniziato con il teatro di strada e ricerca, sempre virato alla comicità».

È morto il comico Luciano Manzalini, metà dei Gemelli Ruggeri
I Gemelli Ruggeri (da Facebook).

Chi era Luciano Manzalini, comico dei Gemelli Ruggeri

Nato a Milano il primo gennaio 1952, Luciano Manzalini è stato un attore, comico, autore e scrittore. Laureato in Chimica, da dilettante aveva iniziato negli Anni 70 al Centro Teatrale Roselle, dove nacque il gruppo Gran Pavese Varietà di Bologna con alcuni dei volti comici più incisivi del periodo tra cui Syusy Blady, Patrizio Roverso e Freak Antoni. Consacratosi con i Gemelli Ruggeri, vestiva i panni di uno stralunato e demenziale Stanlio, mentre Eraldo Turra si calava nei panni di un novello Ollio. Il loro successo si è consolidato negli Anni 80 grazie alla televisione, tra cui la partecipazione al programma i Mixerabili su Rai 2 condotto da Gianni Minà. Poi il passaggio sotto l’ala di Antonio Ricci con Drive In nel 1983 e Lupo Solitario quattro anni dopo, dove hanno impersonato gli improbabili corrispondenti della tv di Stato di Croda, immaginario Paese dell’Europa dell’Est.

Seguirono poi anche diversi lavori per il cinema. Nel 1987 i Gemelli Ruggeri debuttarono sul grande schermo con Notte italiana di Carlo Mazzacurati, seguito da Mortacci di Sergio Citti e Affari speciali di Felice Farina. Attirarono persino l’attenzione di Federico Fellini, che come ricorda il Corriere li scritturò per il suo film del 1989 La voce della luna. In carriera, Luciano Manzalini aveva pubblicato con Pendragon alcuni libri come L’amore svenuto, raccolta di brevi poesie, e La felicità è un caso da risolvere intriso di aforismi. Alcuni anni fa era stato colpito da un ictus. «Era una persona schiva», ha raccontato Turra. «Non si può dire che non amasse stare sotto i riflettori: aveva uno sguardo ironico sulla vita, capace di guardare le cose in modo diverso».

L’omaggio del sindaco di Bologna Lepore: «Lascia un grande vuoto in città»

«Luciano Manzalini è stato un artista eclettico e una presenza importante a Bologna che lascia un grande vuoto in città», ha dichiarato il sindaco Matteo Lepore. «Dotato di un umorismo surreale, sottile e raffinato, da vero uomo di spettacolo ha saputo spaziare dal cinema al teatro, alla televisione, segnando gli anni d’oro del cabaret bolognese e nazionale con gli straordinari Gemelli Ruggeri, in coppia con Eraldo Turra. Ai suoi cari va il nostro più sincero affetto. Ricordarlo per noi sarà tornare inevitabilmente a sorridere, pensando agli infiniti sketch e alle risate che ha saputo donarci, vera e preziosa eredità che lascia un grande comico».

Trevor Noah condurrà i Grammy Awards per l’ultima volta

Cbs ha confermato Trevor Noah alla conduzione dei Grammy Awards 2026: sarà la sesta apparizione consecutiva del comico sudafricano, ex presentatore del Daily Show, sul palco della Crypto.com di Los Angeles che ospiterà l’evento il prossimo primo febbraio. «Sono felicissimo di dare il benvenuto ancora una volta a Trevor per la sua sesta e purtroppo ultima volta», ha dichiarato Ben Winston, produttore esecutivo della manifestazione che premia il meglio della musica internazionale. «È stato un presentatore fenomenale, il migliore dello show. Il suo impatto è stato spettacolare, non vediamo l’ora di farlo assieme un’ultima volta». A partire dall’edizione 2027, i Grammy cambieranno anche casa, spostandosi su Abc e Disney+.

Trevor Noah presenta i Grammy Awards ininterrottamente dal 2021

Collaboratore ricorrente del The Daily Show su Comedy Central dal 2014, Trevor Noah ne è stato il conduttore per sette anni dal 2015 al 2022 quando lasciò per dedicarsi alla stand-up comedy. Al suo posto c’è ora Jon Stewart, il cui contratto è tuttavia in scadenza. Il comico sudafricano ha preso in mano le redini dei Grammy Awards nel 2021, quando subentrò ad Alicia Keys che aveva presentato le due edizioni precedenti. Districatosi bene nelle difficili condizioni della pandemia da Covid-19 in un evento segnato dal distanziamento sociale e dall’uso di più palchi proprio nel 2021, lo scorso anno guidò la cerimonia di premiazione che seguì di poche settimane i devastanti incendi di Palisades e di Eaton.

Trevor Noah condurrà i Grammy Awards per l’ultima volta
Il comico e conduttore Trevor Noah (Ansa).

I favoriti per vincere un premio nel 2026

La cerimonia di premiazione dei Grammy Awards 2026 scatterà domenica primo febbraio alle ore 17 di Los Angeles, quando in Italia saranno ormai le 2 del mattino successivo. Per quanto riguarda le nomination, in vetta c’è il rapper Kendrick Lamar con nove, seguito da Lady Gaga con sette. Appaiati Sabrina Carpenter, Leon Thomas e Bad Bunny a quota sei. Da segnalare l’esordio tra i candidati dell’attore Timothée Chalamet, nominato nella sezione dedicata ai progetti per il visual media. Tra le canzoni dell’anno, favoriti Lady Gaga per Abracadabra, Doechii per Anxiety e il duo Rosé e Bruno Mars con APT, mentre fra gli album occhio a Bad Bunny, Kendrick Lamar e Lady Gaga. Per il premio Best New Artist, riflettori puntati sulle Katseye, su Lola Young e Alex Warren.

Morta l’attrice Lina Bernardi

È morta a 87 anni l’attrice di teatro, cinema e televisione Lina Bernardi. Nata a Latina nel 1938, aveva iniziato la sua carriera a teatro. E aveva continuato a calcare il palcoscenico anche quando il grande e il piccolo schermo le hanno regalato una popolarità più ampia: tratto distintivo della sua carriera era diventato il monologo “Mamma eroina” di Maricla Boggio, interpretato per 31 anni. Ricordata dal grande pubblico in particolare per il ruolo di Sophie Rousseau, interpretato tra il 2001 e il 2005 nella soap CentoVetrine, Bernardi aveva preso parte a numerose altre serie televisive trasmesse su Rai e Mediaset, tra cui Distretto di Polizia e Vivere. E al cinema aveva recitato in film come Pane e tulipani, Non ti muovere e L’ultimo bacio. «Il teatro è stato il fulcro della sua carriera, insieme all’impegno costante nella formazione dei giovani e nella promozione di cause sociali. Latina oggi perde una donna di grande valore umano e artistico», ha scritto sui social la sindaca Matilde Celentano.

Oscar 2026, iniziate le votazioni per le nomination: come funzionano e quando verranno annunciati i candidati

Parte ufficialmente il conto alla rovescia degli Oscar 2026, 98esima edizione degli Academy Awards. Alle 9 del mattino (ora del Pacifico, le 18 italiane) di lunedì 12 gennaio si è infatti aperta una finestra di cinque giorni destinata a definire le candidature per i premi cinematografici più importanti della stagione. Chiamati al voto gli oltre 11 mila membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che potranno esprimere la loro preferenza fino alle 17 di venerdì 16 gennaio. L’annuncio ufficiale delle nomination è previsto per il 22 gennaio in diretta streaming alle ore 14.30 italiane. Per quanto riguarda la cerimonia di gala, invece, bisognerà aspettare fino al 15 marzo.

Come funzionano le votazioni per le nomination degli Oscar

Oscar 2026, iniziate le votazioni per le nomination: come funzionano e quando verranno annunciati i candidati
Una statuetta degli Oscar (Ansa).

Le nomination dei premi Oscar sono frutto della votazione dei membri dell’Academy, il cui numero di aggira attorno agli 11 mila: tra di loro, esclusivamente professionisti del settore fra attori, registi, sceneggiatori, produttori e così via, fino ad arrivare alle maestranze tecniche come animatori, tecnici del suono ed esperti di trucco e acconciature. L’ingresso è esclusivo, in quanto possibile solamente su invito e riservato a coloro che hanno alle spalle una proficua carriera nel cinema. Per entrare nel ristretto club bisogna aver ricevuto una nomination nelle edizioni precedenti oppure possedere una raccomandazione da parte di almeno due membri e aspettare l’approvazione finale del Consiglio dei governatori dell’Academy.

Ciascun professionista può votare solo per la categoria di appartenenza (dunque gli attori per le performance, i registi per la direzione e così via) con la sola eccezione del Miglior film dove tutti esprimono la loro preferenza. Vige il voto preferenziale, dove ogni membro stila una classifica in ordine di preferenza. Il progetto o l’attore che riceve la maggioranza assoluta entra in cinquina, mentre in caso contrario si procede all’eliminazione progressiva dei meno votati. Una volta annunciate le candidature, solitamente un mese prima della cerimonia di premiazione finale, ogni membro vota il suo favorito. Per tutte le categorie, chi ottiene più preferenze vince, a eccezione del Miglior Film, dove ancora si ricorre anche per l’assegnazione della statuetta al voto preferenziale.

In arrivo un nuovo record assoluto nella storia degli Academy Awards?

Alla 98esima edizione dei premi Oscar potremmo assistere a un nuovo record assoluto. Secondo la rivista Variety, infatti, Sinners – I peccatori di Ryan Coogler è destinato a ottenere ben 15 nomination, stabilendo così un primato all-time in fatto di candidature, al momento condiviso da Eva contro Eva, Titanic e La La Land che ne hanno ricevute 14 a testa. Per il thriller-horror sui vampiri con Michael B. Jordan, oltre a miglior film, regia e attore protagonista, dovrebbe arrivare anche la nomination per il miglior casting, nuova categoria che sarà introdotta proprio nel 2026. Per vincere la statuetta, tuttavia, non è il favorito: a contendersela sembrano essere soprattutto Hamnet – Nel nome del figlio e Una battaglia dopo l’altra, rispettivamente miglior drama e comedy ai Golden Globes e che, nelle proiezioni di Variety, potrebbero ricevere 14 e nove candidature.

Cosa rimane su Sky e Now dopo lo sbarco di HBO Max in Italia

Il 2026 porta con sé un cambiamento importante nel panorama televisivo e streaming italiano. Da martedì 13 gennaio è infatti disponibile, anche nel nostro Paese con tre piani di abbonamento, HBO Max, piattaforma del network americano di proprietà di Warner Bros. Discovery (almeno fino alla tanto chiacchierata e discussa acquisizione da parte di Netflix). A disposizione per gli utenti un ricco catalogo di film e serie HBO e Warner, negli ultimi 15 anni trasmessi su Sky e Now Tv in esclusiva per via dell’accordo con il network, scaduto tuttavia il 31 dicembre. Ecco cosa cambierà e cosa sparirà per gli abbonati Sky.

HBO Max arriva in Italia: cosa cambia per gli utenti di Sky

Con l’arrivo di HBO Max in Italia, il catalogo di Sky e Now Tv subirà importanti decurtazioni. Non vi saranno infatti più le nuove serie HBO al debutto, come Il cavaliere dei sette regni – spin-off prequel de Il Trono di Spade in streaming dal 19 gennaio – oppure l’atteso adattamento per il piccolo schermo di Harry Potter, in arrivo nel 2027: saranno visibili solamente su HBO Max. Cambia casa anche The Pitt, medical drama con Noah Wyle premiato ai Golden Globes, la cui seconda stagione non uscirà su Sky che invece aveva trasmesso la prima tornata di episodi. Per le altre serie già avviate invece ci saranno alcune co-esclusive: Euphoria 3, in arrivo in primavera, e le future stagioni di House of the Dragon arriveranno anche su Sky. I cataloghi completi tuttavia saranno ad appannaggio esclusivo di HBO Max.

Novità anche per quanto riguarda il fronte cinema. Sky infatti perde anche le prime visioni di tutti i film Warner Bros., che approderanno prima su HBO Max. È il caso, per esempio, di Una battaglia dopo l’altra con Leonardo DiCaprio, premiato ai Golden Globes e disponibile già dal 13 gennaio, o di Superman, nuovo adattamento con protagonista il supereroe di Kripton diretto da James Gunn. Sulla piattaforma finiranno tutti i nuovi titoli DC, così come i franchise Harry Potter e Il Signore degli Anelli. I lungometraggi approderanno su Sky solamente in un secondo momento, verosimilmente qualche mese dopo l’arrivo su HBO Max.

Sky perde due tornei Slam di tennis: le novità per lo sport

Con un surplus di tre euro sul prezzo di abbonamento, HBO Max offre anche la visione dei due canali Eurosport. Gli abbonati potranno assistere dunque in diretta agli Australian Open e al Roland Garros di tennis, due dei quattro tornei dello Slam, ma anche alle tappe più adrenaliniche del ciclismo con il Tour de France, la Vuelta e il Giro d’Italia, alle corse mozzafiato della Le Mans e agli sport invernali come le gare di sci alpino maschile e femminile. Senza dimenticare i Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026 con tutte le discipline in programma.

HBO Max è arrivato in Italia: 10 film e serie da vedere sulla piattaforma

Martedì 13 gennaio si apre in Italia una nuova era dello streaming. È disponibile nel nostro Paese la piattaforma HBO Max, servizio del network americano di proprietà di Warner Bros. Discovery, con un vasto elenco di film, serie televisive ed eventi sportivi. Come funziona, quali sono i vari piani di abbonamento e, soprattutto, cosa è possibile trovare già online? Ecco una guida con tutto quello che bisogna sapere.

LEGGI ANCHE: HBO, le serie più attese del 2026

HBO Max, i piani di abbonamento e dove trovare la piattaforma

HBO Max Italia è disponibile su smart Tv, dispositivi streaming come Fire Stick, ma anche console di gioco, browser con controlli parentali e, ovviamente, smartphone, Pc e tablet. Per l’utente, sono tre le opzioni di abbonamento. Si parte dal piano Base con pubblicità da 5,99 euro al mese, che consente la visione in Full HD su due dispositivi. Più costoso (11,99 euro) lo Standard che, sempre in Full HD e su due device, elimina le pubblicità e permette anche 30 download per usare l’app anche in assenza di connessione. C’è infine la versione Premium da 16,99 euro al mese per guardare film e serie tv in 4K Ultra HD con Dolby Atmos su quattro dispositivi in contemporanea e che permette 100 download. A questi si può aggiungere il pacchetto sport che, con un supplemento di 3 euro mensili, consente l’accesso ai canali Eurosport per guardare gli Australian Open e il Roland Garros di tennis oppure le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Cinque film da guardare in streaming il giorno del lancio

Una battaglia dopo l’altra premiato ai Golden Globes

Tra i film disponibili al debutto di HBO Max in Italia c’è Una battaglia dopo l’altra, l’ultimo lavoro di Paul Thomas Anderson premiato ai Golden Globes come miglior comedy. Favorito per gli Oscar 2026 di marzo, racconta la storia di Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), attivista e rivoluzionario del gruppo French 75 che, dopo anni di militanza, abbandona la lotta per crescere la figlia piccola. Quando lei viene rapita da un colonnello senza scrupoli (Sean Penn) dovrà far leva su ogni risorsa per trovarla. Nel cast anche Benicio Del Toro e Teyana Taylor, vincitrice del Golden Globe.

Weapons, tra i film più visti in Italia nell’estate 2025

Altra novità di HBO Max già disponibile il giorno del lancio in Italia è Weapons, horror d’autore diretto e scritto da Zach Cregger. La trama si svolge in una cittadina di provincia degli Stati Uniti, dove una notte spariscono improvvisamente 17 bambini di una scuola elementare dopo essere usciti da soli dalle loro abitazioni. Una loro maestra (Julia Garner) unirà le forze con il padre di un ragazzo (Josh Brolin) e il preside (Benedict Wong) per trovare delle risposte. Con oltre 260 milioni di dollari al box office internazionale e quasi 3,5 in Italia, è stato uno dei film più visti dell’estate nel nostro Paese.

Superman, il nuovo adattamento diretto da James Gunn

Gli abbonati al servizio streaming HBO Max potranno anche guardare in streaming Superman, nuovo adattamento dell’eroe DC Comics diretto da James Gunn e destinato a inaugurare una nuova saga al cinema. Nei panni di Kal-el, alias Clark Kent, recita David Corenswet già noto per la serie Netlfix The Politician ideata da Ryan Murphy. La trama vede il protagonista già divenuto un eroe affermato nel mondo, pur non essendo stato ancora del tutto compreso. Impegnato nel combattere Lex Luthor (Nicholas Hoult) e il suo piano di dominio, dovrà anche battersi per il suo ruolo al Daily Planet, dove collabora con la giornalista Lois Lane (Rachel Brosnahan). Nel cast anche Isabela Merced, Nathan Fillion e Wendell Pierce.

The Conjuring: Il rito finale, tra i 10 film più visti del 2025 in Italia

Su HBO Max anche The Conjuring: Il rito finale, decimo film tra i più visti in Italia nell’intero 2025 con poco più di 9,5 milioni di euro al box office. Sequel di The Conjuring – Per ordine del diavolo e decimo capitolo della saga horror, si concentra ancora una volta su Ed e Lorraine Warren (Patrick Wilson e Vera Farmiga), esperti dei fenomeni paranormali impegnati a fronteggiare una nuova minaccia. Nel cast anche Ben Hardy, Elliot Cowan e Mia Tomlinson.

Nonostante, il film di e con Valerio Mastandrea

Su HBO Max non mancheranno ovviamente i film italiani. Gli abbonati al servizio streaming potranno vedere, tra gli altri, Nonostante di e con Valerio Mastandrea, che oltre a dirigere la pellicola ne veste i panni del protagonista, ricoverato da tempo in ospedale dove ha ritrovato la tranquillità perduta da anni. A scuotere la sua condizione è l’arrivo di una nuova compagna di reparto (Dolores Fonzi), il cui carattere è il suo esatto opposto in quanto furioso e insofferente per tutto. Una convivenza che, dopo i primi attriti, troverà il suo equilibrio.

Cinque serie da vedere su HBO Max a gennaio

The Pitt 2, arriva la seconda stagione del medical drama con Noah Wyle

Fresca vincitrice del Golden Globe come miglior drama, The Pitt torna su HBO Max con la seconda stagione. Al centro della narrazione torneranno il dottor Michael Robby Robinatovich (Noah Wyle, anch’egli premiato con la statuetta a Los Angeles), impegnato quotidianamente al The Pitt, l’ospedale di Pittsburgh. Ogni episodio, autoconclusivo e in uscita a cadenza settimanale, racconta un’ora del turno in corsia fra la frenesia per curare i pazienti e i rapporti tra i vari membri del personale medico e infermieristico. Nel cast anche Katherine LaNasa.

Industry, sbarca finalmente in Italia l’acclamato thriller finanziario

Con HBO Max sbarca finalmente in Italia Industry, acclamato thriller finanziario di HBO ideato dagli ex banchieri Mickey Down e Konrad Kay, che si sono basati sulle loro esperienze quotidiane di lavoro. Al centro della narrazione figura un gruppo di neolaureati che iniziano il loro percorso professionale nella Pierpoint & Co., uno dei più prestigiosi istituti di credito londinesi. Nel corso delle varie puntate compaiono vari termini tecnici e dinamiche del mondo economico, che contribuiscono a dare vita a uno spaccato molto dettagliato e attendibile dell’industria. Nel cast, fra gli altri, Marisa Abela e Kit Harington. Disponibili tutte le stagioni: la quarta è uscita domenica 11 gennaio.

Il cavaliere dei sette regni, il nuovo prequel di Game of Thrones

Bisognerà aspettare lunedì 19 gennaio invece per poter mettere le mani su Il cavaliere dei sette regni, nuovo spin-off e prequel de Il Trono di Spade (tra l’altro disponibile con tutte le otto stagioni su HBO Max). Ambientato circa 100 anni prima degli eventi della serie madre, racconta le avventure del cavaliere Sir Duncan l’Alto, noto anche con il nome di Dunk e destinato a diventare Lord Comandante della Guardia Reale, e del suo giovanissimo scudiero Egg, rampollo della casata Targaryen. Nei panni dei due protagonisti recitano rispettivamente Peter Claffey e Dexter Sol Ansell. Già annunciata la produzione della seconda stagione, attesa su HBO Max per il 2027.

The Big Bang Theory e Friends, su HBO Max le storiche sitcom

Oltre alle grandi novità, il catalogo di HBO Max offrirà anche grandi classici del piccolo schermo che hanno fatto la storia della televisione. È il caso, per esempio, di Friends, fra le sitcom più famose al mondo. In streaming sarà possibile infatti riguardare ancora una volta le vicende dei sei amici di New York che, vivendo nello stesso palazzo, affrontano le giornate assieme fra storie d’amore, situazioni divertenti e casi problematici. Nel cast, tra gli altri, Matthew Perry e Jennifer Aniston. In streaming anche The Big Bang Theory, indimenticabile sitcom incentrata sui quattro ricercatori dell’università di Pasadena Sheldon, Howard, Leonard e Raj e sulle loro rispettive partner.

Euphoria, Il Trono di Spade e I Soprano: tutti i grandi cult di HBO

Su HBO Max sarà possibile inoltre trovare tutte le produzioni che hanno fatto la storia del network. Saranno presenti The White Lotus, Il Trono di Spade ed Euphoria, di cui ad aprile arriverà l’attesissima terza e ultima stagione. E ancora, spazio al cult I Soprano con James Gandolfini nei panni del gangster Tony e The Wire, tra le serie più rappresentative dell’età dell’oro della televisione, ambientata nella città di Baltimora e incentrata su una squadra di poliziotti impegnata a indagare sul narcotraffico. In streaming anche Succession, The Last of Us e l’horror IT: Welcome to Derry, prequel della saga di Stephen King con Bill Skarsgard nei panni del clown Pennywise.

Jessie Buckley: età, carriera e marito dell’attrice di Hamnet

A Hollywood è nata una nuova stella. Jessie Buckley ha vinto il Golden Globe come miglior attrice protagonista in un film drammatico con Hamnet di Chloé Zhao, in cui veste i panni della moglie di William Shakespeare, Agnes. Una performance acclamata dalla critica che le ha permesso di vincere anche il Critics Choice Award e di iscriversi nella lista dei favoriti per il premio Oscar. «Non è una situazione normale in cui trovarsi, ma grazie a tutti», ha esordito sul palco di Los Angeles nel ritirare la statuetta, prima di ringraziare molti collaboratori, tra cui il capo macchinista per la zuppa che ha preparato sul set. Un plauso anche alle 400 comparse del film: «Vi adoro, passerei il resto della mia vita con voi».

Chi è Jessie Buckley, attrice di Hamnet premiata ai Golden Globes

Jessie Buckley: età, carriera e marito dell’attrice di Hamnet
Jessie Buckley con il Golden Globe 2026 (Ansa).

Pur nominata agli Academy Awards nel 2022, Jessie Buckley è ancora poco nota al grande pubblico, carattere che tuttavia non le dispiace. «Forse è per i capelli, li cambio spesso per nascondermi», ha spiegato in una recente intervista, in cui ha ammesso di amare quella maschera di anonimato che le consente di vivere una «vita tranquilla» e lontana dai riflettori. Classe 1989, è cresciuta a Killarney, in Irlanda, e lavora nel cinema e nello spettacolo da circa due decenni. Figlia di un barista e poeta e di un’insegnante di canto, prima di cinque fratelli, ha studiato pianoforte, clarinetto, arpa e sassofono, oltre al canto, alla Royal Irish Academy of Music di Dublino. Da sempre appassionata di recitazione e arte, a 17 anni ha vinto un provino con I’d Do Anything, talent show televisivo della Bbc per trovare la protagonista di uno spettacolo teatrale nel West End.

Jessie Buckley: età, carriera e marito dell’attrice di Hamnet
Jessie Buckley al Met Gala 2022 (Ansa).

Pur arrivata seconda alle spalle di Jodie Prenger, apparsa nella pièce accanto a Rowan Atkinson, ottenne un ruolo in A Little Night Music al teatro Menier Chocolate Factory. Laureatasi in recitazione alla Royal Academy of Dramatic Art nel 2013, ha accresciuto la sua fama grazie alla tv. Nel 2017 ha partecipato alla serie Taboo con Tom Hardy, Stephen Graham e Oona Chaplin, mentre dopo due anni ha ottenuto la parte di Ljudmila Ignatenko, moglie di una vittima di Pripyat, in Chernobyl. Dopo essere apparsa in una produzione teatrale di Enrico V con Jude Law, nel 2022 ha ottenuto la prima notorietà con La figlia oscura, film di Maggie Gyllenhaal in cui ha recitato nei panni della versione giovane della protagonista, Olivia Colman, e per cui ha ricevuto la nomination agli Oscar. Nel 2026 sarà ancora alla corte della regista americana per La sposa!, ispirata a La moglie di Frankenstein.

Il matrimonio e la maternità proprio dopo le riprese di Hamnet

Jessie Buckley: età, carriera e marito dell’attrice di Hamnet
L’attrice Jessie Buckley nel 2019 (Ansa).

Pur già nota agli esperti del settore, Jessie Buckley vive Hollywood lontana dai riflettori e dalle serate glamour. Tanto da lasciare persino Londra per vivere nella campagna del Norfolk. Lì, nel 2023, ha sposato il suo Freddie, di cui tuttavia non si conoscono dettagli circa la professione. Poco dopo aver terminato le riprese di Hamnet, è diventata mamma, spinta proprio dalle emozioni provate sul set del film di Zhao. «Questo film mi ha fatto sentire il bisogno profondo di diventare madre», ha spiegato all’edizione inglese di Vogue, che le ha dedicato una copertina, aggiungendo di essere rimasta incinta subito dopo la fine delle riprese. Diventare genitore è un cambiamento «sistemico, che ti rende una nuova persona per come ti relazioni con il mondo, con il tuo compagno, con il tuo lavoro».

Tax credit, quasi 800 mila euro al documentario su Corona

Io sono notizia, il documentario su Fabrizio Corona, continua a fare discutere. Stavolta nel mirino non è finito l’ex re dei paparazzi, né tantomeno qualcuna delle sue rivelazioni, vere o presunte. A fare notizia è la somma ottenuta da Netflix con il tax credit. Si tratta di 793.629 euro che il ministero della Cultura ha assegnato su una spesa complessiva di 2 milioni e mezzo di euro. A rivelare le cifre è stato il quotidiano La verità, dando inizio al dibattito. Io sono notizia è un documentario in cinque episodi del regista Massimo Cappello ed è stato pubblicato su Netflix lo scorso 9 gennaio. A produrlo è stata la società Bloom Media House, una srl guidata da Marco Chiappa, Alessandro Casati e Francesca Cimolai. I quasi 800 mila euro di contributo coprono il 30 per cento della cifra totale. Tra le parti più discusse, quelle sull’ex di Corona, Nina Moric, «costretta» ad abortire.

Dove vedere film e serie tv premiati ai Golden Globes 2026

Assegnati a Los Angeles gli 83esimi Golden Globes, premi cinematografici e televisivi della Hollywood Press Association. La cerimonia del Beverly Hilton Hotel ha puntato i riflettori su Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, principale favorito anche per gli Oscar di marzo, e Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao, rispettivamente miglior comedy e drama. Tra gli attori, niente da fare per Leonardo DiCaprio, battuto come nei Critics Choice Awards da Timothée Chalamet, applaudito per la performance in Marty Supreme. Sugli scudi anche Jessie Buckley, vera rivelazione dei Golden Globes 2026, volto della moglie di Shakespeare, Agnes, in Hamnet. Ecco dove recuperare al cinema oppure in streaming i film e le serie tv premiati in California.

Golden Globes 2026, dove vedere tutti i film premiati

Dove vedere film e serie tv premiati ai Golden Globes 2026
Wagner Moura dopo la vittoria ai Golden Globes 2026 (Ansa).

Una battaglia dopo l’altra: dal 13 gennaio su HBO Max

Diretto da Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra è il vero protagonista della stagione 2026 dei premi cinematografici. Protagonista è Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), un rivoluzionario fallito che vive in un cronico stato di paranoia assieme alla figlia Willa, nata dalla sua relazione con Perfidia Beverly Hills (Teyana Taylor). Quando quest’ultima viene rapita dal colonnello Lockjaw (Sean Penn), dovrà affannarsi per ritrovarla. Miglior comedy ai Golden Globes, ha vinto anche le statuette per la regia e la sceneggiatura, oltre che per attrice non protagonista con Taylor. Dal 13 gennaio sarà in streaming su HBO Max.

Hamnet, al cinema dal 5 febbraio

Uscirà invece al cinema il 5 febbraio Hamnet – Nel nome del figlio, nuovo film di Chloé Zhao tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell e premiato come miglior drama ai Golden Globes. Al centro della narrazione un grave lutto che, nel Cinquecento, colpì William Shakespeare e la moglie Agnes, privati del figlio Hamnet ucciso dalla peste. Nei panni dei due protagonisti recitano Paul Mescal e Jessie Buckley, vincitrice della statuetta come miglior attrice protagonista in un film comedy o musical.

L’agente segreto, a gennaio in sala il miglior film straniero

Il 29 gennaio sbarcherà al cinema invece L’agente segreto, produzione brasiliana diretta da Kleber Mendonça Filho con protagonista Wagner Moura, premiato come miglior attore protagonista in un drama. La storia si svolge nel 1977 in Brasile, durante gli ultimi anni della dittatura militare. Al centro della storia c’è Marcelo, professore universitario di mezz’età che spera di lasciarsi alle spalle una vita di violenze e segreti. Scoprirà tuttavia che il passato trova sempre un modo per riaffiorare. Premiato come miglior film straniero ai Golden Globes, è anche tra i favoriti per gli Oscar.

Marty Supreme, il film con protagonista Timothée Chalamet

Timothée Chalamet è l’asso del ping pong Marty Reisman in Marty Supreme, film di Josh Safdie per cui il giovane talento di Hollywood ha vinto il Golden Globe come miglior attore protagonista in una commedia, battendo Leonardo DiCaprio. Ispirato alla storia vera dell’atleta, medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo, ne racconta la vita privata e la carriera che oscillarono tra scommesse, truffe, passioni proibite e sogni di gloria. Nel cast anche Gwyneth Paltrow e Fran Drescher, a lungo presidente del sindacato degli attori SAG-Aftra. Il film sarà in sala il 22 gennaio.

Se solo potessi ti prenderei a calci: Rose Byrne miglior attrice comedy

Uscirà invece il 5 marzo Se solo potessi ti prenderei a calci, film di Mary Bronstein con protagonista Rose Byrne, premiata ai Golden Globes come miglior attrice in una comedy. Al centro della storia c’è Linda, giovane psicoterapeuta spinta al limite delle proprie forze da una serie di eventi concatenati che non le lasciano tregua. Sull’orlo del collasso tra ansia, stanchezza, un matrimonio infelice e alcuni pazienti difficili, dovrà far ricorso a ogni energia per poter riprendere in mano la sua vita.

Sentimental Value, il film di Trier premiato per Stellan Skarsgard

Il 22 gennaio uscirà al cinema Sentimental Value, premiato ai Golden Globes per la performance di Stellan Skarsgard come miglior attore non protagonista. Complessa storia dalle dinamiche familiari, il film si concentra su Nora, affermata attrice teatrale che dopo la morte della madre è in cerca di un nuovo equilibrio. Assieme alla sorella Agnes dovrà fare i conti con il ritorno del padre Gustav (Stellan Skarsgard), ex regista di fama internazionale a lungo distante dalle loro vite.

KPop Demon Hunters, il film d’animazione dell’anno

È già disponibile in streaming su Netflix, dove ha fatto incetta di visualizzazioni, KPop Demon Hunters, premiato come miglior film d’animazione della stagione ai Golden Globes. Diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans si concentra sulle componenti di un gruppo KPop al femminile ma segretamente anche cacciatrici di demoni che proteggono i loro fan dalle minacce soprannaturali. Dovranno unire le loro forze per combattere il più grande nemico mai affrontato: una boy band rivale composta solo da demoni. Il film ha trionfato anche con Golden, eletta miglior canzone originale.

Sinners – I peccatori, tra i più delusi dei Golden Globes

Appena due riconoscimenti (colonna sonora e miglior film per incassi) per Sinners – I peccatori, film di Ryan Coogler (Black Panther e Creed) tra i più acclamati dalla critica internazionale. Disponibile in streaming su Now Tv e sull’on demand di Sky, racconta le vicende dei gemelli Elijah ed Elias Smoke, entrambi interpretati da Michael B. Jordan, che decidono di tornare nella loro cittadina natale per ricominciare dopo un passato oscuro. All’arrivo, scoprono che un male ancor più terrificante di ciò che ricordavano è lì ad attenderli.

Dove vedere in streaming le serie tv premiate ai Golden Globes 2026

Dove vedere film e serie tv premiati ai Golden Globes 2026
Noah Wyle con la statuetta dei Golden Globes 2026 (Ansa).

The Pitt, il medical drama con Noah Wyle

Noah Wyle, già protagonista e icona di ER, torna in corsia con The Pitt, medical drama premiato ai Golden Globes. Il divo è il dottor Michael Robby Robinatovich, segnato dagli effetti della pandemia e dalla perdita del suo mentore. Lavora presso il sovraffollato e sempre sotto organico The Pitt, nome con cui viene chiamato affettuosamente l’ospedale di Pittsburgh, presso il quale un giorno arrivano alcuni tirocinanti pronti ad affrontare il loro turno con determinazione e umiltà. Ogni episodio segue un’ora in corsia vissuta al limite, offrendo uno sguardo sulla sanità americana. È disponibile su Sky e, dal 13 gennaio, anche su HBO Max.

Pluribus, la nuova serie nata dalla mente del creatore di Breaking Bad

È disponibile invece su Apple Tv+ Pluribus, serie televisiva di fantascienza nata dalle mente di Vince Gilligan, acclamato autore di Breaking Bad, con protagonista Rhea Seehorn (premiata come miglior attrice) già vista in Better Call Saul. Al centro della storia c’è una scrittrice di romanzi rosa di nome Carol Sturka che sta facendo un tour promozionale ad Albuquerque: proprio in quei giorni, un virus sembra aver contagiato gli abitanti rendendoli estremamente felici e ottimisti. Carol, apparentemente l’unica immune, si ritrova a vagare confusa e arrabbiata in un mondo sempre più distante da lei.

The Studio, la miglior serie comedy dell’anno

Sempre su Apple Tv+ è possibile trovare The Studio, miglior comedy ai Golden Globes dove ha battuto la concorrenza di serie acclamate come Only Murders in the Building e The Bear. Incentrata su Matt Remick, nuovo capo dei Continental Studios in piena crisi, offre uno spaccato del dietro le quinte di Hollywood, dove dominano i grandi conglomerati e primeggiano insicurezze degli artisti e discusse decisioni aziendali. Nei panni del protagonista recita Seth Rogen (premiato a Los Angeles): al suo fianco Catherine O’Hara, Kathryn Hahn e Ike Barinholtz.

Hacks, la serie con protagonista Jean Smart

Terzo Golden Globe e secondo consecutivo su quattro nomination per Jean Smart grazie ad Hacks, serie televisiva disponibile su Netflix in cui interpreta la leggendaria comica Deborah Vance. Quando i produttori decidono di ridurre il numero dei suoi spettacoli sperando di attirare un pubblico più giovane, si troverà costretta a unire le forze con Ava Daniels (Hannah Einbinder), una sceneggiatrice di 20 anni vittima della cancel culture per un tweet particolarmente problematico.

Adolescence, la miniserie Netflix diventata un fenomeno sociale

Vero fenomeno del 2025, Adolescence ha dominato la scena internazionale tanto da diventare la seconda serie in lingua inglese più vista di sempre su Netflix, alle spalle solo di Mercoledì in attesa dei dati definitivi di Stranger Things 5. Liberamente ispirata ad alcuni eventi reali, racconta la storia di un 13enne accusato per l’omicidio di una sua compagna di classe in Inghilterra. Durante le quattro puntate, gli spettatori conosceranno man mano la realtà dei suoi familiari, dei poliziotti coinvolti nelle indagini e della scuola frequentata dal ragazzino. Premiata come miglior miniserie, ai Golden Globes ha vinto anche per l’attore protagonista (Stephen Graham), non protagonista (Owen Cooper, il più giovane di sempre) e attrice non protagonista (Erin Doherty).

Dying for Sex: Golden Globe per Michelle Williams

Si ispira a una storia vera anche Dying for Sex, serie scritta e co-creata da Kim Rosenstock (Only Murders in the Building) ed Elizabeth Meriwether (New Girl). Protagonista è Molly (Michelle Williams, premiata ai Golden Globes) che, ricevuta una diagnosi di cancro al seno al quarto stadio, decide di lasciare il marito Steve per esplorare, per la prima volta, la varietà e la complessità dei suoi desideri sessuali. Decisa ad andare fino in fondo per sfruttare tutto il tempo che le resta, si imbarca in quest’avventura con l’amica Nikki. Gli otto episodi della miniserie sono disponibili in streaming su Disney+.

Checco Zalone, dove vedere in streaming i suoi film prima di Buen Camino

Checco Zalone è il re del cinema italiano. Con l’uscita di Buen Camino, capace di conquistare il box office del nostro Paese, il comico pugliese si è confermato il vero e proprio dominatore della settima arte, portando nelle sale più di 8 milioni di spettatori. Un primato incredibile, che gli ha consentito – secondo i dati Cinetel – di riscrivere i libri dei record nella storia dello spettacolo. Un successo che ha coinvolto anche lo streaming: nella prima settimana di gennaio, Quo Vado? e Cado dalle nubi sono entrati in Top 10 su Netflix rispettivamente al secondo e all’ottavo posto. Dal debutto fino a Tolo Tolo del 2020, ecco dove guardare per la prima volta oppure riscoprire i cinque film del comico pugliese.

LEGGI ANCHE: Checco Zalone, da Cado dalle nubi a Tolo Tolo: gli incassi dei suoi film

Checco Zalone, dove vedere in streaming tutti i film della carriera

Cado dalle nubi (2009)

Nel primo film della sua carriera, uscito nel 2009 per la regia di Gennaro Nunziante, Zalone interpreta un giovane cantante neomelodico con grossi problemi nello sbarcare il lunario: sognando il successo, nonostante la rottura con la sua storica fidanzata Angela, si trasferisce a Milano dal cugino Alfredo. E conosce la bella Marika. Capace di incassare 14 milioni di euro, Cado dalle nubi è disponibile in streaming su Netflix, Disney+, Amazon Prime Video, Now Tv, Mediaset Infinity e per gli abbonati Sky.

Che bella giornata (2011)

Due anni dopo Cado dalle nubi, Checco Zalone è tornato in sala con Che bella giornata. Qui il comico veste ancora una volta i panni di un ragazzo pugliese, che però da anni vive al Nord con i genitori Anna e Nicola e che si guadagna da vivere come buttafuori in una discoteca. Grazie allo zio carabiniere, ottiene dall’arcivescovo di Milano un posto come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano, ma con la sua incompetenza finisce per creare più guai che ordine. Sul posto di lavoro conosce Farah, ragazza araba che si finge studentessa di storia dell’arte per compiere un attentato terroristico. È disponibile in streaming su Netflix, Disney+, Amazon Prime Video, Now Tv, Mediaset Infinity e per gli abbonati Sky.

Sole a catinelle (2013)

Quasi 52 milioni di euro al box office per Sole a catinelle, terzo film della carriera di Checco Zalone, uscito nel 2013. Il comico pugliese è qui un cameriere che, stanco della vita monotona, lascia il lavoro ma sfortunatamente, nello stesso giorno, la moglie Daniele viene licenziata dalla fabbrica in cui era impiegata. Divenuto venditore di aspirapolveri, ottiene un enorme successo convincendo i suoi numerosi parenti ad acquistarne uno, ma terminati i familiari finisce sul lastrico. Deciso nell’osservare la promessa fatta al figlio di portarlo in vacanza, parte con lui verso la Basilicata, dove conosce la francese Zoe e il figlio Lorenzo. In streaming è possibile recuperarlo su Netflix, Disney+, Amazon Prime Video, Now Tv, Mediaset Infinity e TimVision: è disponibile anche sull’on demand di Sky.

Quo vado? (2016)

Nel quarto film della carriera, Quo Vado?, Zalone è un ragazzo pugliese che ha realizzato il suo sogno sin da bambino: avere un posto fisso. Quando un giorno però il governo approva una riforma per il taglio degli impiegati pubblici, viene spinto al licenziamento con cospicua buona uscita. Pur di mantenere il lavoro, tuttavia, accetta di trasferirsi all’estero e di ricoprire i ruoli più improbabili e pericolosi. Al Polo Nord conosce Valeria, ricercatrice di cui si innamora e con cui inizia una nuova avventura prima di sentire il richiamo dell’Italia. È disponibile in streaming sulle piattaforme Netflix, Amazon Prime Video, Disney+, Now Tv, Mediaset Infinity, TimVision e sull’on demand di Sky.

Tolo Tolo (2020)

In Tolo Tolo Zalone è invece un giovane imprenditore pugliese che sognava di fare successo con un ristorante di sushi in Puglia: oberato dai debiti, fugge in un resort africano, dove si confida con l’amico e collega Oumar. Quando una guerra civile spazza ogni cosa, finisce sulla rotta dei migranti verso l’Europa: determinato a non tornare in Italia, dove debiti e parenti attendono solo di condurlo alla giustizia, decide di sfruttare il viaggio per andare in Liechtenstein. Innamoratosi di Idjaba, anche lei in fuga con il figlio Doudou, finirà in un’avventura capace di insegnarli molto più di quanto potesse immaginare. Il film è disponibile in streaming su Netflix, Disney+, Amazon Prime Video, Now Tv, Mediaset Infinity e sulla piattaforma on demand di Sky.

Golden Globes 2026, la protesta contro Trump: gli attori indossano spille anti-Ice

A Hollywood, le spille sono diventate il nuovo strumento di protesta. Era accaduto con il conflitto a Gaza durante gli Oscar 2024 e gli Emmy 2025 e, ancor prima, con il Black Lives Matter e il movimento MeToo e si è ripetuto nuovamente ai Golden Globes 2026. Sul red carpet e durante la cerimonia al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, diverse celebrità hanno deciso di appuntarne una sul vestito per attaccare il presidente americano Donald Trump e l’Ice, l’agenzia federale che si occupa di applicare le leggi sull’immigrazione. Un omaggio a Renee Nicole Good, 37enne uccisa il 7 gennaio da un agente a Minneapolis.

Golden Globes 2026, la protesta contro Trump: gli attori indossano spille anti-Ice
Mark Ruffalo e Sunrise Coigney ai Golden Globes 2026 (Ansa).

Golden Globes 2026, origine e significato delle spille di protesta anti-Ice

Sia sul red carpet sia durante la cerimonia di premiazione, diverse celebrità hanno sfoggiato sul petto una spilla con due slogan in primo piano: «Ice Out» in chiara relazione all’Immigration and Customs Enforcement, e «Be Good» in omaggio alla giovane donna uccisa a colpi di pistola nella sua auto a Minneapolis. A ideare le spille è stata Nelini Stamp, attivista Working Families Power, associazione che si batte per la parità di diritti negli States, assieme a Jess Morales Rocketto, direttrice esecutiva di un gruppo di difesa dei latini chiamato Maremoto. «Abbiamo bisogno che ogni parte della società civile, la società, prenda la parola» ha dichiarato Stamp ad Associated Press. «Abbiamo bisogno dei nostri artisti, dei nostri intrattenitori. Abbiamo bisogno delle persone che riflettono la società».

«La campagna #BeGood mira a onorare Renée Nicole Good e Keith Porter (altra vittima degli agenti Ice, ndr.), ricordandoci anche cosa significhi essere buoni gli uni con gli altri di fronte a un simile orrore: essere buoni cittadini, vicini, amici, alleati e esseri umani», si legge in una nota congiunta di Maremoto, Move On e Working Families Power, tra gli organizzatori della protesta. La campagna non si fermerà ai Golden Globes, ma si protrarrà per l’intera stagione dei premi televisivi e cinematografici verosimilmente fino agli Oscar, attesi il 15 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles.

Le parole degli attori, Mark Ruffalo: «Gli agenti Ice come Stormtroopers»

«Abbiamo letteralmente degli Stormtroopers (unità d’assalto dell’esercito imperiale nella saga Star Wars, ndr.) che vanno in giro a spargere terrore», ha dichiarato Mark Ruffalo, noto per aver recitato nei panni di Hulk nel Marvel Cinematic Universe. «Anche se amo tutto ciò (i Golden Globes, ndr.) non so se posso far finta che questa follia non stia avvenendo». Parlando con Variety, invece, Wanda Sykes – che ha ritirato il premio per la stand-up comedy al posto di Ricky Gervais – ha precisato come l’intera comunità di Hollywood debba «essere là fuori per fermare questo governo allo sbando, perché quello che stanno facendo alle persone è semplicemente terribile». Sempre sul red carpet, Jean Smart (premiata ancora una volta per la serie Hacks) ha spiegato di aver aderito alla campagna #BeGood «non come attrice, ma come madre e cittadina». Tra le star che hanno indossato le spille anche Ariana Grande e Natasha Lyonne.

Golden Globes 2026, tutti i vincitori per film e serie tv

È andata in scena, nella notte italiana, la cerimonia degli 83esimi Golden Globes, premi per il cinema e la televisione assegnati dalla Hollywood Press Association, con la conduzione di Nikki Glaser. Come da pronostico e senza grandi sorprese, l’evento ha certificato il successo di Una battaglia dopo l’altra e Hamnet, che hanno trionfato rispettivamente come miglior commedia e miglior film drammatico e hanno lanciato la corsa agli Oscar di marzo. A Paul Thomas Anderson la statuetta per la regia. Fra gli attori, dopo l’antipasto dei Critics Choice Awards, Timothée Chalamet ha nuovamente battuto Leonardo DiCaprio nella categoria dei drama, mentre fra le donne si è imposta Jessie Buckley con Hamnet. Fra le serie, successi per The Pitt, The Studio e Adolescence, che rispettando i pronostici ha fatto man bassa di riconoscimenti. Owen Cooper a 16 anni ha fatto invece la storia come miglior attore non protagonista più giovane di sempre.

Golden Globes 2026, tutti i vincitori di ogni categoria

Golden Globes 2026, tutti i vincitori per film e serie tv
Timothee Chalamet ai Golden Globes 2026 (Ansa).

Miglior film drammatico

  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Un semplice incidente
  • L’agente segreto
  • Sentimental Value
  • Sinners – I peccatori

Miglior film musical o commedia

  • Blue Moon
  • Bugonia
  • Marty Supreme
  • No Other Choice – Non c’è altra scelta
  • Nouvelle Vague
  • Una battaglia dopo l’altra

Miglior regista

  • Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra
  • Ryan Coogler, Sinners – I peccatori
  • Guillermo del Toro, Frankenstein
  • Jafar Panahi, Un semplice incidente
  • Joachim Trier, Sentimental Value
  • Chloé Zhao, Hamnet

Miglior attore in un film drammatico

  • Joel Edgerton, Train Dreams
  • Oscar Isaac, Frankenstein
  • Dwayne Johnson, The Smashing Machine
  • Michael B. Jordan, Sinners – I peccatori
  • Wagner Moura, L’agente segreto
  • Jeremy Allen White, Springsteen: Liberami dal nulla

Miglior attrice in un film drammatico

  • Jessie Buckley, Hamnet
  • Jennifer Lawrence, Die My Love
  • Renate Reinsve, Sentimental Value
  • Julia Roberts, After the Hunt – Dopo la caccia
  • Tessa Thompson, Hedda
  • Eva Victor, Sorry, Baby

Miglior attore in un film musical o commedia

  • Timothée Chalamet, Marty Supreme
  • George Clooney, Jay Kelly
  • Leonardo DiCaprio, Una battaglia dopo l’altra
  • Ethan Hawke, Blue Moon
  • Lee Byung-hun, No Other Choice – Non c’è altra scelta
  • Jesse Plemons, Bugonia

Miglior attrice in un film musical o commedia

  • Rose Byrne, If I Had Legs I’d Kick You
  • Cynthia Erivo, Wicked – Parte 2
  • Kate Hudson, Song Sung Blue
  • Chase Infiniti, Una battaglia dopo l’altra
  • Amanda Seyfried, The Testament of Ann Lee
  • Emma Stone, Bugonia

Migliore attore non protagonista

  • Benicio del Toro, Una battaglia dopo l’altra
  • Jacob Elordi, Frankenstein
  • Paul Mescal, Hamnet
  • Sean Penn, Una battaglia dopo l’altra
  • Adam Sandler, Jay Kelly
  • Stellan Skarsgard, Sentimental Value

Migliore attrice non protagonista

  • Emily Blunt, The Smashing Machine
  • Elle Fanning, Sentimental Value
  • Ariana Grande, Wicked – Parte 2
  • Inga Ibsdotter Lilleaas, Sentimental Value
  • Amy Madigan, Weapons
  • Teyana Taylor, Una battaglia dopo l’altra

Miglior film straniero

  • Un semplice incidente
  • No Other Choice – Non c’è altra scelta
  • L’agente segreto
  • Sentimental Value
  • Sirat
  • La voce di Hind Rajab

Miglior sceneggiatura

  • Una battaglia dopo l’altra
  • Marty Supreme
  • I peccatori
  • Un semplice incidente
  • Sentimental Value
  • Hamnet

Miglior film d’animazione

  • Arco
  • Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba
  • Elio
  • KPop Demon Hunters
  • La piccola Amélie
  • Zootropolis 2

Miglior colonna sonora

  • Alexandre Desplat, Frankenstein
  • Ludwig Göransson, Sinners – I peccatori
  • Jonny Greenwood, Una battaglia dopo l’altra
  • Kangding Ray, Sirat
  • Max Richter, Hamnet
  • Hans Zimmer, F1

Miglior canzone originale

  • Dream As One, Avatar: Fire and Ash
  • Golden, KPop Demon Hunters
  • I Lied To You, Sinners – I peccatori
  • No Place Like Home, Wicked – Parte 2
  • The Girl in the Bubble, Wicked – Parte 2
  • Train Dreams, Train Dreams

Golden Globes 2026, tutti i premi per le serie tv

Golden Globes 2026, tutti i vincitori per film e serie tv
Owen Cooper con il Golden Globe 2026 per Adolescence (Ansa).

Miglior serie drammatica

  • The Diplomat
  • The Pitt
  • Pluribus
  • Scissione (Severance)
  • Slow Horses
  • The White Lotus

Miglior attore in una serie drammatica

  • Sterling K Brown, Paradise
  • Diego Luna, Andor
  • Gary Oldman, Slow Horses
  • Mark Ruffalo, Task
  • Adam Scott, Scissione (Severance)
  • Noah Wyle, The Pitt

Miglior attrice in una serie drammatica

  • Kathy Bates, Matlock
  • Britt Lower, Scissione (Severance)
  • Helen Mirren, Mobland
  • Bella Ramsey, The Last of Us
  • Keri Russell, The Diplomat
  • Rhea Seehorn, Pluribus

Miglior serie commedia o musical

  • Abbott Elementary
  • The Bear
  • Hacks
  • Nobody Wants This
  • Only Murders in the Building
  • The Studio

Miglior attore in una serie commedia

  • Adam Brody, Nobody Wants This
  • Steve Martin, Only Murders in the Building
  • Glen Powell, Chad Powers
  • Seth Rogen, The Studio
  • Martin Short, Only Murders in the Building
  • Jeremy Allen White, The Bear

Miglior attrice in una serie commedia o musical

  • Kristen Bell, Nobody Wants This
  • Ayo Edebiri, The Bear
  • Selena Gomez, Only Murders in the Building
  • Natasha Lyonne, Poker Face
  • Jenna Ortega, Mercoledì
  • Jean Smart, Hacks

Miglior miniserie o film televisivo

  • Adolescence
  • All Her Fault
  • The Beast in Me
  • Black Mirror
  • Dying for Sex
  • The Girlfriend

Miglior attore in una miniserie o un film televisivo

  • Jacob Elordi, La strada stretta verso il profondo Nord
  • Paul Giamatti, Black Mirror
  • Stephen Graham, Adolescence
  • Charlie Hunnam, Monster: The Ed Gein Story
  • Jude Law, Black Rabbit
  • Matthew Rhys, The Beast in Me

Miglior attrice in una miniserie o un film televisivo

  • Claire Danes, The Beast in Me
  • Rashida Jones, Black Mirror
  • Amanda Seyfried, Long Bright River
  • Sarah Snook, All Her Fault
  • Michelle Williams, Dying for Sex
  • Robin Wright, The Girlfriend

Miglior attore non protagonista in una serie, una miniserie o un film televisivo

  • Owen Cooper, Adolescence
  • Billy Crudup, The Morning Show
  • Walton Goggins, The White Lotus
  • Jason Isaacs, The White Lotus
  • Tramell Tillman, Scissione (Severance)
  • Ashley Walters, Adolescence

Miglior attrice non protagonista in una serie, una miniserie o un film televisivo

  • Carrie Coon, The White Lotus
  • Erin Doherty, Adolescence
  • Hannah Einbinder, Hacks
  • Catherine O’Hara, The Studio
  • Parker Posey, The White Lotus
  • Aimee Lou Wood, The White Lotus

Miglior performance di Stand-Up Comedy

  • Bill Maher, Is Anyone Else Seeing This?
  • Brett Goldstein, The Second Best Night of Your Life
  • Kevin Hart, Acting My Age
  • Kumail Nanjiani, Night Thoughts
  • Ricky Gervais, Mortality
  • Sarah Silverman, Postmortem

Miglior film per incassi

  • Avatar – Fuoco e cenere
  • F1KPop Demon Hunters
  • Mission: Impossible – The Final Reckoning
  • Sinners – I peccatori
  • Weapons
  • Wicked – Parte 2
  • Zootropolis 2

Miglior podcast

  • Armchair Expert with Dax Shepard
  • Call Her Daddy
  • Good Hang with Amy Poehler
  • The Mel Robbins Podcast
  • Smartless
  • Up First

Actor Awards 2026, tutte le nomination degli ex SAG Awards

Una battaglia dopo l’altra si prepara a dominare la stagione dei premi di Hollywood. Il film di Paul Thomas Anderson con Leonardo DiCaprio, già favorito ai Golden Globes del prossimo 11 gennaio e vincitore ai Critics Choice Awards, ha riscritto la storia ai SAG Awards, i riconoscimenti assegnati dal sindacato americano Screen Actors Guild agli interpreti del grande e del piccolo schermo e dal 2026 denominati Actor Awards. Con sette candidature ha stabilito un nuovo record nella storia della cerimonia, seguito da Sinners con cinque. Tra le 15 categorie totali, nove appartengono alle serie tv: qui domina The Studio di Apple TV con cinque nomination. La cerimonia verrà trasmessa da Netflix il primo marzo.

Chi sono i favoriti e quali sono le esclusioni a sorpresa

Per quanto riguarda la miglior performance corale in un film, con Una battaglia dopo l’altra sono in lizza Frankenstein, Hamnet, Marty Supreme e Sinners. Favoriti per il miglior attore protagonista sono Leonardo DiCaprio (Una battaglia dopo l’altra) e soprattutto Timothée Chalamet (Marty Supreme), già insignito del Critics Choice. Tra le donne occhio a Jessie Buckley di Hamnet, che potrebbe spuntarla su Emma Stone, habitué delle cerimonie di gala, quest’anno candidata per Bugonia. Non mancano le esclusioni eccellenti: snobbate infatti le performance di Cynthia Erivo in Wicked Parte 2 e Wagner Moura in L’agente segreto, così come quelle di Dwayne Johnson in The Smashing Machine e del cast di Sentimental Value di Joachim Trier. Escluse dalle nomination tutte le interpretazioni in una lingua diversa dall’inglese.

Quanto al piccolo schermo, stupisce l’assenza dalle nomination di attori e attrici protagonisti e non protagonisti di The Last of Us, presente solo fra gli stunt così come Stranger Things. Assente anche Jeremy Allen White che con il suo Carmy Berzatto in The Bear ha dominato la scena negli ultimi anni. Quanto al cast corale di un drama, se la giocheranno The Diplomat di Netflix, Landman di Paramount+, The Pitt e The White Lotus di HBO e Severance di Apple Tv. Fra le commedie, favorito The Studio (Apple) con Seth Rogen, seguito da The Bear (FX/Hulu), Hacks (HBO), Abbott Elementary (Abc) e Only Murders in the Building (Hulu).

Actor Awards 2026, tutte le nomination degli ex SAG Awards

Miglior cast corale in un film

  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners

Miglior attore protagonista in un film

  • Timothée Chalamet, Marty Supreme
  • Leonardo DiCaprio, Una battaglia dopo l’altra
  • Ethan Hawke, Blue Moon
  • Michael B. Jordan, Sinners
  • Jesse Plemons, Bugonia

Miglior attrice protagonista in un film

  • Jessie Buckley, Hamnet
  • Rose Byrne, If I Had Legs I’d Kick You
  • Kate Hudson, Song Sung Blue
  • Chase Infiniti, Una battaglia dopo l’altra
  • Emma Stone, Bugonia

Miglior attore non protagonista in un film

  • Miles Caton, Sinners
  • Benicio Del Toro, Una battaglia dopo l’altra
  • Jacob Elordi, Frankenstein
  • Paul Mescal, Hamnet
  • Sean Penn, Una battaglia dopo l’altra

Miglior attrice non protagonista in un film

  • Odessa A’zion, Marty Supreme
  • Ariana Grande, Wicked Parte 2
  • Amy Madigan, Weapons
  • Wunmi Mosaku, Sinners
  • Teyana Taylor, Una battaglia dopo l’altra

Miglior stunt in un film

  • F1
  • Frankenstein
  • Mission: Impossible – The Final Reckoning
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners

Miglior cast corale in una serie drammatica

  • The Diplomat
  • Landman
  • The Pitt
  • Severance
  • The White Lotus

Miglior attore in una serie drama

  • Sterling K. Brown, Paradise
  • Billy Crudup, The Morning Show
  • Walton Goggins, The White Lotus
  • Gary Oldman, Slow Horses
  • Noah Wyle, The Pitt

Miglior attrice in una serie drama

  • Britt Lower, Severance
  • Parker Posey, The White Lotus
  • Keri Russell, The Diplomat
  • Rhea Seehorn, Pluribus
  • Aimee Lou Wood, The White Lotus

Miglior cast corale in una comedy

  • Abbott Elementary
  • The Bear
  • Hacks
  • Only Murders in the Building
  • The Studio

Miglior attore in una serie comedy

  • Ike Barinholtz, The Studio
  • Adam Brody, Nobody Wants This
  • Ted Danson, A Man on the Inside
  • Seth Rogen, The Studio
  • Martin Short, Only Murders in the Building

Miglior attrice in una serie comedy

  • Kathryn Hahn, The Studio
  • Catherine O’Hara, The Studio
  • Jenna Ortega, Mercoledì
  • Jean Smart, Hacks
  • Kristen Wiig, Palm Royale

Miglior attore in una serie limitata

  • Jason Bateman, Black Rabbit
  • Owen Cooper, Adolescence
  • Stephen Graham, Adolescence
  • Charlie Hunnam, Monster: The Ed Gein Story
  • Matthew Rhys, The Beast In Me

Miglior attrice in una serie limitata

  • Claire Danes, The Beast In Me
  • Erin Doherty, Adolescence
  • Sarah Snook, All Her Fault
  • Christine Tremarco, Adolescence
  • Michelle Williams, Dying For Sex

Miglior stunt in una serie televisiva

  • Andor
  • Landman
  • The Last of Us
  • Squid Game
  • Stranger Things

Le 10 serie tv più viste nella storia di Netflix

A circa una settimana dall’uscita dell’episodio finale, Stranger Things 5 è già entrata tra le 10 serie televisive in lingua inglese più viste di sempre su Netflix. L’ultima stagione del fenomeno mondiale ideato dai fratelli Matt e Ross Duffer ha totalizzato infatti 105,7 milioni di visualizzazioni, posizionandosi al nono posto della classifica di tutti i tempi misurata sulle prime 13 settimane di distribuzione in streaming. Con 1,099 miliardi di ore trascorse dagli utenti davanti allo schermo, è già terza in questa speciale chart dietro solo alla prima stagione di Mercoledì, tuttavia più breve in termini di durata complessiva degli episodi, e a Stranger Things 4, che vanta una runtime maggiore.

Netflix, quali sono le 10 serie tv in lingua inglese più viste di sempre

Le 10 serie tv più viste nella storia di Netflix
Jenna Ortega alla première di Mercoledì 2 (Ansa).

In vetta alla classifica delle serie tv in lingua inglese più viste della storia, che tiene conto solamente dei primi 91 giorni di distribuzione, c’è la prima stagione di Mercoledì. La produzione di Tim Burton con Jenna Ortega tratta dalla famiglia Addams ha totalizzato 252,1 milioni di visualizzazioni per un totale di 1,7 miliardi di ore. Segue con 142 milioni di views Adolescence, miniserie con Owen Cooper e Stephen Graham che ha conquistato il mondo nel 2025. Sul podio Stranger Things 4 con 140 milioni di visualizzazioni e 1,8 miliardi di ore trascorse dagli utenti online. Ecco la Top 10 completa.

  • 1. Mercoledì: 252,1 milioni visualizzazioni
  • 2. Adolescence: 142,7 milioni di visualizzazioni
  • 3. Stranger Things 4: 140,7 milioni di visualizzazioni
  • 4. Mercoledì 2: 119,3 milioni di visualizzazioni
  • 5. Dahmer: Mostro: 115,6 milioni di visualizzazioni
  • 6. Bridgerton: 113,3 milioni di visualizzazioni
  • 7. La regina degli scacchi: 112,8 milioni di visualizzazioni
  • 8. Bridgerton 3: 106 milioni di visualizzazioni
  • 9. Stranger Things 5: 105,7 milioni di visualizzazioni (ancora in corsa)
  • 10. The Night Agent: 98,2 milioni di visualizzazioni

Le 10 serie tv non in lingua inglese più viste della storia

Le 10 serie tv più viste nella storia di Netflix
Le guardie rosa di Squid Game (Ansa).

Parallelamente, Netflix ha stilato anche la classifica delle 10 serie tv realizzate in una lingua diversa dall’inglese. In questo caso è un vero e proprio dominio di Squid Game, la produzione sudcoreana di Hwang Dong-hyuk che occupa con le sue tre stagioni tutte le posizioni sul podio. In cima c’è la prima stagione, capace di totalizzare 265,2 milioni di visualizzazioni per oltre 2,2 miliardi di ore e diventare così la più vista in assoluto sulla piattaforma streaming californiana. Medaglia d’argento per la seconda tornata di episodi (192,6 milioni di visualizzazioni), seguita dalla terza e ultima, fermatasi a 145,8 milioni di views che hanno confermato un calo di interesse e di qualità. In classifica anche alcune produzioni europee, tra cui La casa di carta.

  • 1. Squid Game: 265,2 milioni di visualizzazioni
  • 2. Squid Game 2: 192,6 milioni di visualizzazioni
  • 3. Squid Game 3: 145,8 milioni di visualizzazioni
  • 4. La casa di carta: parte 4: 106 milioni di visualizzazioni
  • 5. Lupin: 99,5 milioni di visualizzazioni
  • 6. La casa di carta: parte 5: 99,2 milioni di visualizzazioni
  • 7. La casa di carta: parte 3: 80 milioni di visualizzazioni
  • 8. La Palma: 70,3 milioni di visualizzazioni
  • 9. Lupin: Parte 2: 68,4 milioni di visualizzazioni
  • 10. Che fine ha fatto Sara?: 58,4 milioni di visualizzazioni

Stranger Things 7 gennaio, perché i fan pensano che esca un nuovo episodio

I fan di Stranger Things stanno ancora elaborando il finale della serie. Tra entusiasmo e aspre critiche, l’ottavo episodio della storia creata e diretta dai fratelli Matt e Ross Duffer sta dividendo il pubblico dei social tra chi celebra l’epica conclusione e chi invece elenca buchi di trama, irregolarità ed errori di continuità. Tanto da elaborare un’incredibile teoria secondo cui il finale, visto in streaming il primo gennaio 2026, sia in realtà finto, in quanto un’illusione provocata dal villain Vecna che ci ha soltanto fatto credere che gli eventi siano andati realmente così. La vera ultima puntata, invece, arriverebbe – sempre secondo tale teoria, nota come Conformity Gate – mercoledì 7 gennaio. Un sistema per elaborare l’addio a una delle produzioni più influenti degli ultimi anni, cui gli appassionati non sono evidentemente ancora pronti a rinunciare.

Stranger Things, cos’è il Conformity Gate e perché si parla di illusione

Diffusasi inizialmente negli Stati Uniti, la teoria del Conformity Gate – in italiano, ponte di conformità – ritiene che il finale di Stranger Things 5 sia solamente un’illusione. Gli appassionati ritengono che il villain Vecna (Jamie Cambell Bower) non sia mai stato sconfitto, ma abbia irretito i protagonisti e, con loro, anche il pubblico in uno stato di trance lasciando vedere loro solamente un’illusione. Una falsa situazione di comfort, normalità e sicurezza prima di attaccarli una volta per tutte. Anzi, c’è chi è convinto che la battaglia contro il Mind Flayer nell’Abisso sia stata persa da Will, Undici e compagni e ora tutti loro vivano attaccati ai cordoni assieme a Holly e agli altri 11 bambini rapiti da Henry. Sui social circolano decine di prove, dalle più “attendibili” fino alle più stravaganti che confermerebbero l’illusione e lascerebbero dunque aperte le porte per un nono episodio.

Dal fake ending al look dei personaggi, le “prove” dei fan

Per corroborare la loro tesi, i fan di Stranger Things hanno smontato scena per scena l’episodio finale della quinta stagione, isolando alcuni momenti a loro avviso non conformi alla trama. Secondo alcuni l’illusione di Vecna sarebbe iniziata nelle fasi iniziali della puntata, in un dei momenti che più di altri hanno fatto sobbalzare i fan. Steve Harringon (Joe Keery) è sul punto di cadere dalla torre radio nel Sottosopra, quando Jonathan Byers (Charlie Heaton) lo afferra salvandolo da morte certa. Nel mezzo, lo schermo si oscura per diversi secondi: un cliché narrativo utile ad aumentare la tensione che per gli appassionati sarebbe l’inizio dell’illusione creata dal villain della serie. L’amato Steve in realtà non è sopravvissuto e proprio da questa cruda scena potrebbe aprirsi Conformity Gate.

A sostegno del finto finale ci sarebbero poi i vestiti arancioni degli studenti alla fine dell’episodio, il cui colore richiamerebbe quello dei prigionieri (in questo caso di un’illusione). Persino la posa delle loro mani sarebbe identica a quella del personaggio di Henry Creel alias Vecna in alcune scene delle precedenti stagioni. E ancora, gli occhiali che Mike Wheeler (Finn Wolfhard) indossa nelle ultime scene sono identici a quelli del villain così come il taglio dei capelli. Che dire del fatto che tutti i personaggi si tengano per mano, ugualmente ai bambini rapiti durante lo stato di trance? C’è anche chi ha riesumato l’amato Eddie Munson (Joseph Quinn) che, in una scena della quarta stagione, descrive Vecna in Dungeons & Dragons come un mago cattivo ancora vivo pur essendo stato dato per morto in vecchie campagne.

Stranger Things 7 gennaio, perché i fan pensano che esca un nuovo episodio
La scritta “X è una bugia” rilevata dai fan.

Infine, i manuali da Dungeon Master che i protagonisti lasciano sulla mensola di casa Wheeler dopo la loro ultima partita a D&D formano – agli occhi dei complottisti – la scritta «X a Lie» ovvero «la dimensione X è una menzogna». Altri ideatori del Conformity Gate di Stranger Things 5 hanno invece scoperto che, scrivendo «fake ending» nella barra di ricerca di Netflix si arriva proprio alla serie dei fratelli Duffer. Una coincidenza dettata tuttavia dall’algoritmo che, spinto dalle tante ricerche, ha ora interiorizzato il collegamento ed erroneamente creato un legame.

Stranger Things 7 gennaio, perché i fan pensano che esca un nuovo episodio
Il risultato della scritta Fake ending su Netflix.

Quando dovrebbe uscire il vero finale di Stranger Things 5?

Secondo gli appassionati, dunque, l’ottava puntata non è la vera conclusione di Stranger Things. Il vero finale dovrebbe arrivare mercoledì 7 gennaio, quando tuttavia in Italia saranno le 2 del mattino di giovedì 8. Una data casuale? Nemmeno per sogno, in quanto anche qui si nasconderebbero indizi celati nella serie. Il numero sette infatti appare spesso: è quanto esce dal dado lanciato da Will nella prima puntata del 2016, ma anche l’intervallo di tempo che trascorre tra i fulmini nel Sottosopra. Se si contano dunque sette giorni dal “finto finale” si arriva al 7 gennaio. Curiosamente, Netflix è pronta a un importante annuncio nella medesima data, il «What Next», tramite cui la piattaforma anticipa i nuovi prodotti dell’anno. Non resta che attendere, dato che anche nel Sottosopra la speranza sembra l’ultima a morire.

Brigitte Bardot è morta di cancro: la rivelazione del marito

A uccidere Brigitte Bardot, morta a 91 anni lo scorso 28 dicembre, è stato il cancro. Lo ha rivelato il marito Bernard d’Ormale, per più di 30 anni accanto alla diva del cinema francese, in un’intervista a Paris Match mercoledì 7 gennaio, giorno dei funerali a Saint-Tropez. «Ha resistito molto bene alle due operazioni per curare il cancro che alla fine e ha tolto la vita, ma voleva assolutamente tornare a La Madrague (la sua residenza, ndr.)», ha spiegato al quotidiano. «Negli ultimi tempi, il dolore alla schiena la debilitava e rendeva complicata ogni sua riabilitazione». Una sofferenza che ha segnato i suoi ultimi giorni: «Le è sfuggito due o tre volte “Sono stufa, voglio andarmene”». D’Ormale, rimasto al capezzale della star fino alla fine, ha raccontato come l’ultimo giorno fosse «bellissima, come ai tempi della giovinezza» prima di andarsene circondata dai suoi amati cani e gatti.

Brigitte Bardot è morta di cancro: la rivelazione del marito
Una foto di Brigitte Bardot durante i funerali (Ansa).

Brigitte Bardot, il 7 gennaio i funerali a Saint Tropez: dove sarà sepolta

La mattina di mercoledì 7 gennaio, con inizio alle ore 11, è in programma la cerimonia funebre in forma privata presso la chiesa Notre-Dame de l’Assomption.  «Voleva esequie senza fronzoli», ha spiegato il marito d’Ormale. «Anche se tutto intorno a lei era complicato, era ciò che desiderava». Tra gli invitati Marine Le Pen, Mireille Mathieu, Paul Belmondo e Paul Watson. L’attrice sarà sepolta nella tomba di famiglia nel cimitero marino di Saint-Tropez, che si affaccia sul mare. L’area offre una vista panoramica sulla baia di Sainte-Maxime, sul massiccio dell’Estérel e sulle Alpi del Mercantour, completando il tributo a una delle figure più iconiche del cinema mondiale. La cerimonia religiosa sarà trasmessa su tre schermi giganti installati a Saint-Tropez, uno sul porto, uno in centro e un terzo davanti al municipio. Al termine, si terrà la processione dietro al feretro in direzione del cimitero.