Torna in Italia Alvin, il bimbo portato via dalla madre arruolata nell’Isis

Il bambino era stato preso dalla mamma nel 2014 ed era andato con lei in Siria. Dove vive nel campo profughi di al Hol. Lei sarebbe morta in un'esplosione.

Sta tornando in Italia, dopo ricerche da parte dello Scip della Polizia e del Ros dei carabinieri, il bimbo di 11 anni portato da Barzago (Lecco) in Siria dalla madre Valbona, che lasciò il marito e padre del bimbo per arruolarsi nell’Isis, il 17 dicembre 2014. Il ragazzino di nome Alvin, la cui madre sarebbe morta in un’esplosione, si trovava nel campo profughi di Al Hol in Siria. A Milano, dove pende un procedimento sulla donna coordinato dal pm Alberto Nobili, il gup Guido Salvini attivò le ricerche della donna e del figlio. Il bambino potrebbe rientrare in Italia già l’8 novembre.

«SI RICORDA DELL’ITALIA»

«Ricorda di avere avuto dei pregressi in Italia, il minore», ha spiegato in un verbale di fine settembre, di fronte al gup di Milano Guido Salvini, un investigatore del Ros dei carabinieri raccontando passo passo le ricerche per ritrovare e riportare in Italia il bambino. Una foto del piccolo, che veniva da personale della Croce Rossa, è stata mostrata al padre «che ha riconosciuto nel minore il figlio».

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Seggiolini antiabbandono obbligatori dal 7 novembre

Il decreto fiscale ha creato un fondo che dà un incentivo di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato. Per gli automobilisti inadempienti sanzioni da 81 a 326 euro e decurtazione di 5 punti dalla patente.

Doveva partire a marzo dell’anno prossimo, ma scatta invece il 7 novembre 2019 l’obbligo di montare sulle auto i seggiolini antiabbandono per il trasporto di bambini di età inferiore ai quattro anni. Il ministero dei Trasporti ha infatti appena pubblicato una circolare in cui spiega che il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada, pubblicato il 23 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale, entra in vigore 15 giorni dopo, ovvero il 7 novembre. Chi non si doterà dei seggiolini antiabbandono incorrerà in una sanzione amministrativa da 81 a 326 euro e subirà la decurtazione di 5 punti dalla patente.

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Come procedono le indagini sull’esplosione della cascina nell’Alessandrino

Il proprietario dell'edificio saltato in aria e in cui hanno perso la vita tre vigili del fuoco esclude il movente dei dissidi familiari: «Questa è una cattiveria, il movente di questo gesto è l'invidia».

Il giorno dopo la tragedia costata la vita a tre vigili di fuoco nell’esplosione della cascina a Quargnento, piccolo paese in provincia di Alessandria, so indaga ancora sulle origini di un gesto dalla chiara natura dolosa e i cui responsabili non sono ancora stati individuati.

«L’UNICA SPIEGAZIONE PUÒ ESSERE L’INVIDIA»

Giovanni Vincentti, proprietario dell’edificio, non sa darsi spiegazioni: «Il perché non lo so, o meglio, penso per pura e semplice invidia». «Io negli anni ho subito diversi atti dolosi» – ha aggiunto – «non siamo mai stati ben acquisiti da quel paese da quando ci siamo trasferiti, siamo una famiglia un po’ riservata, per questo non abbiamo mai avuto grossi rapporti con il vicinato».

«CHI PARLA DI DISSIDI FAMILIARI DICE UNA CATTIVERIA»

Vincenti, però, ha escluso che all’origine dell’accaduto ci siano, com’è stato ipotizzato nelle prime ore, dei dissidi familiari. «Questa è la cattiveria più grossa che potevano dire, io non ho problemi con mio figlio assolutamente». E ancora: «Andiamo d’amore e d’accordo, ci sono gli alti e bassi, lui se n’è andato via di casa perché la fidanzata voleva andare a Torino, io non l’ho presa benissimo, siamo stati tre-quattro mesi a litigare poi è finita».

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Le novità della guida Michelin Italia 2020

Ampio successo per lo chef Enrico Bartolini al Mudec di Milano. Male Vissani che perde una stella. Nel 2020 11 ristoranti con tre riconoscimenti.

Pioggia di stelle alla 65ma guida Michelin Italia. Una new entry tra le Tre stelle Michelin, Enrico Bartolini al Mudec di Milano. Tutti confermati i dieci al top della guida 2019. Milano entra così nel gotha della ristorazione italiana.

Tra le novità anche doppia stella per Glam di Enrico Bartolini a Venezia, e La Madernessa di Michelangelo Mammoliti, nel cuneese. Perdono una stella, scendendo da due a una, Al sorriso di Soriso (No), Locanda Don Serafino a Ragusa, Vissani a Baschi (Tr) e Locanda Margon a Ravina (Tn). La guida Michelin Italia 2020 ha premiato 11 ristoranti con tre stelle Michelin, 35 locali hanno ricevuto due stelle, e a 328 è stata assegnata una stella per un totale di 374 ristoranti stellati.

Nella nuova guida sono 13 i ristoranti italiani ad aver perso la stella. Sono I due buoi a Alessandria, San Marco a Canelli (At), Pomiroeu a Seregno (Mi), La Locanda del notaio a Pellio Intelvi, Locanda Stella D’oro a Soragna (Pr), Poggio Rosso a Castelnuovo Berardenga (Si), Winter garden by Caino a Firenze, Relais blu a Massa Lubrense, Mosaico a Ischia, Vairo del volturno a Vairano Patenora (Ce), Caffè Les paillotes a Pescara, Alpes a Sarentino (Bz), La Sponda a Positano.

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I funerali di Luca Sacchi a Roma, assente la fidanzata Anastasia

Chiesa gremita per l'ultimo addio al giovane ucciso il 24 ottobre scorso. Le lacrime della famiglia e l'omaggio degli amici.

Era gremita la chiesa del Santissimo nome in Maria all’Appio dove si sono svolti i funerali di Luca Sacchi, il giovane ucciso da un colpo di pistola durante una compravendita di droga a Roma. All’arrivo del feretro qualcuno ha pianto e altri si sono abbracciati. Tante le corone di fiori di amici, parenti e semplici cittadini.

ASSENTE LA FIDANZATA ANASTASIYA

Un lungo applauso ha accompagnato l’uscita del feretro al termine dei funerali. La mamma, tra le lacrime, ha abbracciato a lungo la bara con sopra una grande corona di rose bianche e la fascia «mamma, papà e Federico». Assente alla funzione la fidanzata di Luca, Anastasia, che era con lui la notte dell’omicidio.

LE PAROLE DEL SACERDOTE: «CON UCA MORTI ANCHE NOI»

«Non ci sono parole per colmare il vuoto di una persona cara che ci lascia soprattutto per i genitori. Solo il silenzio», queste le parole del sacerdote durante l’omelia. «La morte di Luca ci ha colpito, in un certo senso ci ha fatto morire», ha sottolineato, «Nel mondo in cui viviamo a volte ci sentiamo scoraggiati. Facciamo che la morte di Luca sia per tutti noi motivo di vita».

IL CUGINO: SARAI IL NOSTRO ANGELO

«Ancora oggi non riesco a realizzare quello che è accaduto. Non è giusto che accadano cose del genere alle persone buone in un mondo ormai allo sbaraglio». A dirlo è stato Roberto, il cugino di Luca Sacchi durante i funerali. «Luca era un ragazzo d’oro che tutti i genitori avrebbero voluto come figlio», ha aggiunto, «Sempre sorridente. Ognuno di noi ha un destino, ma questo è troppo. Non abbandonare mai tuo padre, tua madre e Federico. Da oggi sarai il loro angelo. Non ti dimenticheremo mai».

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