Simest, Francesca Alicata direttore delle Relazioni esterne

Simest, realtà del Gruppo Cdp che supporta le imprese italiane nei processi di internazionalizzazione, ha nominato Francesca Alicata come nuovo direttore delle Relazioni esterne. Nel suo nuovo ruolo, la manager sarà alla guida delle relazioni istituzionali e del coordinamento dei rapporti con canali terzi, tra cui associazioni di categoria, società di consulenza e altri stakeholder strategici. La sua missione sarà quella di rafforzare il posizionamento di Simest nel panorama nazionale e internazionale, consolidando le partnership già esistenti e attivandone di nuove.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega

Tra la difesa pubblica di Andrea Pucci e l’attacco alle «bande di delinquenti» e «nemici dell’Italia» che hanno l’ardire di manifestare contro le Olimpiadi, Giorgia Meloni deve anche trovare il tempo per sistemare qualche casella vacante nell’esecutivo. Non si può parlare di rimpastino, certo, ma la poltrona di sottosegretario al Ministero delle imprese e del made in Italy liberata dal leghista Massimo Bitonci, chiamato dal presidente del Veneto Alberto Stefani in Giunta, deve essere riempita.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
Massimo Bitonci (Imagoeconomica).

Favorito il leccese Marti

Essendo bega leghista, l’incastro non sarà una passeggiata. Anche perché la bomba Vannacci ha scombinato le carte in tavola. Prima che l’ex generale strappasse con Matteo Salvini, sul posto di Bitonci aveva messo gli occhi il vicesegretario Claudio Durigon, intenzionato a promuovere il senatore leccese Roberto Marti. Ex forzista, nel 2017 è passato alla Lega di cui è coordinatore regionale in Puglia. Dopo la mancata elezione alle Europee 2024, Marti potrebbe rifarsi con una poltrona governativa. Senza contare il fatto che lascerebbe il posto di presidente della commissione Cultura al Senato al mantovano Andrea Paganella, ex stretto collaboratore di Salvini (come capo segreteria e poi al Viminale, nonché ex socio di Luca Morisi) che, in questo gioco a incastri, libererebbe a sua volta l’incarico di segretario d’Aula a Palazzo Madama. Per la poltrona di Bitonci, però, sgomita anche la veneta Mara Bizzotto, leghista della prima ora.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega

Ed è ancora viva, sebbene debole, l’ipotesi di un trasferimento a Roma di Guido Guidesi, assessore lombardo alle Attività produttive. Guidesi, tra gli ex deputati più vicini al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e già sottosegretario ai Rapporti con il parlamento nel Conte I (ministro era il cinque stelle Riccardo Fraccaro), nel 2021 venne “inviato” in Regione Lombardia proprio con l’idea di garantire una successione ad Attilio Fontana. Anche se su questo fronte l’accordo siglato tra Salvini e Meloni, che prevedeva la blindatura leghista del Veneto in cambio della Lombardia, pare aver congelato ogni ambizione degli ex lumbard. Vedremo.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
Guido Guidesi (Imagoeconomica).

Salvini potrebbe premiare il Centro-Sud in ottica anti Vannacci

Lo strappo di Vannacci, dicevamo, ha però innescato un terremoto nella Lega e nel centrodestra. Salvini, per evitare nuove fuoriuscite verso Futuro Nazionale (dopo quelle del barese Roberto Sasso e di Edoardo Ziello, nato a Civitavecchia ma pisano d’adozione), potrebbe promuovere al Mimit un esponente del Centro-Sud, area in cui l’ex generale ha più presa. Un modo per sottolineare l’attenzione di via Bellerio e la vocazione nazional-sovranista del partito. Per questo le quotazioni di Marti, già alte, stanno risalendo.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
Edoardo Ziello e Rossano Sasso (Ansa).

Resta aperta la partita per il dopo Savona alla Consob

Ma c’è un’altra partita che Meloni deve gestire. E si tratta della nomina del nuovo presidente della Consob. Riassumendo: il Mef e Palazzo Chigi avevano trovato la quadra su Federico Freni, sottosegretario all’Economia. Un nome che, si mormora, non dispiacerebbe a Francesco Gaetano Caltagirone. L’editore-costruttore dormirebbe sonni più tranquilli con una persona fidata al posto di Paolo Savona, vista la partita in corso per Generali. Antonio Tajani però all’ultimo si è messo di traverso. Forza Italia, che al dossier banche tiene parecchio, è contraria a una nomina politica e punta su un profilo tecnico. Come quello di Federico Cornelli, attuale commissario della Consob stimato anche dalle parti di via della Scrofa. Tra i nomi papabili c’è pure quello di Marina Brogi, professoressa di Economia e tecnica alla Bicocca di Milano. Il governo ha tempo fino all’8 marzo per decidere. E dunque ci sono ancora i margini per una trattativa. Certo è che l’eventuale nomina di Freni libererebbe in un colpo solo un posto al governo e un posto in parlamento. Una merce preziosa per Salvini. Che ora più che mai sta cercando di puntellare la sua leadership.

La partita per il posto di Bitonci al Mimit e i calcoli della Lega
Federico Freni (Imagoeconomica).

Reggia di Caserta, il caso della nomina del coordinatore di Fdi nel cda

Le nomine del cda della Reggia di Caserta finiscono in Parlamento. In particolare, il centrosinistra punta il dito contro il ministro della Cultura Alessandro Giuli per la presenza, nell’organo del sito Unesco, di un esponente politico, ovvero il coordinatore cittadino di Fdi Paolo Santonastaso (è stata nominata anche Nicla Virgilio, candidatasi alle elezioni regionali con la Lega). Il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare per conoscere nel dettaglio i curricula dei neo nominati «che risultano espressione diretta di forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia». I dem intendono così verificare il pieno rispetto delle normative vigenti, che prevedono che nei cda vengano nominate «persone di chiara e comprovata fama nella gestione e nella tutela del patrimonio culturale». La vicenda, sostengono, «assume contorni ancora più allarmanti se si considera che la Reggia è un bene patrimonio dell’umanità Unesco, e i protocolli di gestione Unesco sono estremamente rigidi e impongono una assoluta neutralità gestionale». Per loro, quello messo in campo dal ministro è un «atto politicamente e istituzionalmente irresponsabile». A sottoscrivere l’interrogazione anche M5s e Avs: «Non è accettabile che istituzioni culturali di rilevanza nazionale, come la Reggia di Caserta, vengano strumentalizzate a fini politici».

Reggia di Caserta, il caso della nomina del coordinatore di Fdi nel cda
Paolo Santonastaso ed Edmondo Cirielli (Facebook).

Perplessità anche nel centrodestra

La nomina di Santonastaso ha creato dissidi anche all’interno del centrodestra, con la commissaria provinciale di Forza Italia Amelia Forte che ha dichiarato: «Anche se una nomina è legittima, a volte bisogna fare un passo indietro per questioni di opportunità. Il fatto è che in questo periodo delicato, con all’orizzonte appuntamenti elettorali importanti, bisogna proteggere il centrodestra da attacchi strumentali di un centrosinistra che vuole a tutti i costi trovare spazio in Terra di Lavoro dopo gli innumerevoli errori commessi. Il mio intervento non è dunque contro Santonastaso, che credo però debba scegliere tra il cda della Reggia o la segreteria di Fdi, né tanto meno contro Fratelli d’Italia, nostro alleato, ma per preservare l’unità della coalizione rispetto a quelle che reputo delle vere e proprie aggressioni da parte degli avversari politici».

La replica di Fdi

A difesa del provvedimento si è schierato il sottosegretario Antonio Iannone, commissario regionale di FdI, che ha spiegato: «La scelta del ministro Giuli non poteva essere migliore. Ricordiamo peraltro che si tratta di un incarico a titolo gratuito».

Kenta Kon nuovo ceo e presidente di Toyota

Toyota ha annunciato la nomina, a partire dal 1 aprile 2026, di Kenta Kon come presidente e amministratore delegato del Gruppo. Attualmente direttore finanziario, prenderà il posto di Koji Sato, che diventerà vicepresidente e direttore della strategia industriale. Un cambiamento di ruoli che «mira ad accelerare il processo decisionale all’interno della direzione in risposta alle evoluzioni dell’ambiente interno ed esterno»ha spiegato la casa giapponese in un comunicato.

L’azienda alza le previsioni di utile netto e risultato operativo

Oltre ad aver annunciato il cambio del proprio amministratore delegato, Toyota ha dichiarato l’aumento delle previsioni di utile netto per l’esercizio 2025/26, rafforzando gli sforzi di redditività per far fronte all’impatto delle sovrattasse doganali statunitensi. L’azienda prevede ora un utile netto annuo di 3.570 miliardi di yen (19,3 miliardi di euro), in calo del 25,1 per cento su base annua ma superiore alle precedenti stime (2.930 miliardi di yen). Il gruppo prevede inoltre vendite annue in crescita del 4,1 per cento su base annua, a 50 mila miliardi di yen (271 miliardi di euro), leggermente riviste al rialzo. Anche il risultato operativo è atteso più alto rispetto alle precedenti previsioni. «Nonostante l’impatto persistente dei dazi americani, la forte domanda, sostenuta dalla competitività dei nostri prodotti, ha portato a un aumento dei volumi di vendita e abbiamo raggiunto un livello di profitto elevato grazie ad aggiustamenti dei prezzi», ha spiegato il costruttore.

Giuli ha nominato come consigliere l’ex capo ufficio stampa Tatafiore

Alessandro Giuli ha nominato come «consigliere per la comunicazione e la promozione culturale» l’ex capo ufficio stampa Pietro Tatafiore, che aveva rassegnato le dimissioni il 22 novembre a causa delle polemiche scaturite da una serie di comunicati sfacciatamente a favore di Edmondo Cirielli, candidato governatore (poi sconfitto) della destra in Campania. Non solo: il capro espiatorio Tatafiore è stato allontanato dal Collegio Romano, ma ha fatto rapidamente ritorno al ministero della Cultura, visto che la nomina a consigliere di Giuli era stata già sancita da un decreto ministeriale datato 25 novembre. Appena tre giorni dopo le dimissioni.

Giuli ha nominato come consigliere l’ex capo ufficio stampa Tatafiore
Alessandro Giuli (Imagoeconomica).

Tatafiore ha assunto il nuovo incarico da dicembre

Come spiega Repubblica, Tatafiore ha assunto il nuovo incarico il primo dicembre e può contare su un compenso di 50 mila euro all’anno. Il collaboratore di Giuli, esperto di comunicazione istituzionale e già direttore dell’agenzia Utopia, era approdato al Mic come consigliere a titolo gratuito a ottobre 2024, un mese dopo la nomina del sostituto di Gennaro Sangiuliano. A febbraio 2025 era diventato poi capo ufficio stampa. Come ha rivelato Dagospia, Tatafiore lo scorso settembre si è unito in rito civile con la fidanzata (ora moglie) Barbara Castorina. Chi ha officiato il matrimonio? Nientemeno che Giuli.

François-Louis Michaud presidente dell’Autorità bancaria europea

Durante la riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), gli Stati membri dell’Unione europea hanno indicato il francese François-Louis Michaud come nuovo presidente dell’Autorità bancaria europea (EBA), agenzia dell’Ue creata nel 2011 e incaricata di attuare un corpus di norme standard per regolamentare e vigilare sul settore bancario in tutti i Paesi dei Ventisette. Michaud ricopre da settembre del 2020 l’incarico di direttore esecutivo della stessa EBA. La nomina dovrà ora essere confermata dal Parlamento europeo e successivamente approvata formalmente dal Consiglio Ue, secondo la procedura istituzionale prevista. Michaud prenderà il posto dello spagnolo José Manuel Campa, che ha concluso prematuramente il suo secondo mandato il 31 gennaio per motivi personali e familiari.

Michele Pinto nuovo presidente dell’Associazione nazionale stampa online

L’Assemblea nazionale di Anso – Associazione nazionale stampa online, ha eletto Michele Pinto nuovo presidente per i prossimi tre anni. Pinto succede a Marco Giovannelli, che ha guidato l’Anso negli ultimi nove anni, per tre mandati consecutivi. Un lungo periodo nel quale l’ente è cresciuto, si è strutturato e ha ottenuto la sottoscrizione del contratto di lavoro giornalistico Anso–Fisc. «La presidenza di Marco Giovannelli e il lavoro del direttivo uscente hanno costruito basi solide. Il mio impegno sarà quello di proseguire su questo percorso, affrontando una nuova fase di crescita e di sfide per l’editoria locale online», ha detto Pinto. «L’editoria vive una fase complessa, ma l’informazione resta essenziale. Anso deve continuare a fornire agli editori strumenti concreti per crescere e rafforzarsi. Editori più solidi significano anche condizioni di lavoro più stabili e serene per chi fa informazione ogni giorno», ha aggiunto. Fondata nel 2003, Anso ha l’obiettivo di rappresentare e tutelare gli interessi degli editori di testate giornalistiche online a carattere locale.

Malagò beffato per un voto: non entra nel board del Cio

Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e attuale membro del Cio, nonché numero uno della Fondazione Milano-Cortina, non è stato eletto nel consiglio esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale. Malagò è stato superato di misura al ballottaggio dal cileno Neven Ilic, presidente dell’Organizzazione Sportiva Panamericana: nella prima votazione, a cui hanno partecipato 98 membri avevano ottenuto 48 voti a testa (con due astensioni). Si tratta di una doppia beffa per il manager italiano, visto che l’elezione (a scrutinio segreto) si è svolta a Milano – dove è in corso la 145esima assemblea del Cio -, sede dei Giochi Olimpici invernali alle porte.

Malagò beffato per un voto: non entra nel board del Cio
Giovanni Malagò (Imagoeconomica).

Malagò: «Accetto con serenità l’esito del voto»

«Accetto con serenità l’esito del voto. Ho sempre considerato i ruoli internazionali come un servizio al movimento sportivo, non come un traguardo personale. Continuerò a lavorare con la stessa passione e lo stesso impegno di sempre, mettendo a disposizione esperienza, relazioni e senso delle istituzioni, come ho fatto in tutti questi anni», ha dichiarato Malagò. Del board del Cio fanno parte il presidente (attualmente è Kirsty Coventry), quattro vicepresidenti e 10 membri.

Cambio ai vertici di PayPal: Enrique Lores nuovo ceo

Cambio ai vertici di PayPal dopo un quarto trimestre del 2025 chiuso con ricavi in aumento del 4 per cento a 8,68 miliardi di dollari, dunque sotto le attese degli analisti. Enrique Lores è stato nominato nuovo amministratore delegato e presidente al posto di Alex Chriss, che con il suo piano di rilancio non è riuscito a centrare gli obiettivi fissati per la società di Palo Alto, che offre servizi di pagamento digitale e di trasferimento di denaro tramite Internet.

Da più di sei anni era amministratore delegato di HP

Lores, che negli ultimi sei anni ha guidato come amministratore delegato del colosso tech HP, da quasi cinque fa parte del consiglio di amministrazione di PayPal: assumerà i nuovi incarichi a partire dal primo marzo. Nel frattempo sarà il direttore finanziario e operativo Jamie Miller a ricoprire il ruolo di ceo. Dopo l’addio di Lores, HP ha nominato il membro del cda Bruce Broussard amministratore delegato ad interim con effetto immediato.

Cambio ai vertici di PayPal: Enrique Lores nuovo ceo
Alex Chriss (LinkedIn).

Disney, Josh D’Amaro nuovo ceo

Josh D’Amaro, responsabile della divisione Experiences (parchi a tema, crociere e prodotti), assumerà il ruolo di ceo Walt Disney dal 18 marzo 2026, giorno in cui è in programma l’assemblea annuale della società. Il manager, incoronato da un voto unanime del cda, prenderà il posto di Robert A. Iger, che resterà nel consiglio di amministrazione e come consulente senior fino a fine anno A capo del più grande segmento di attività dell’azienda, con un fatturato annuo di 36 miliardi di dollari nel 2025, D’Amaro è un veterano Disney, in cui ha lavorato negli ultimi 28 anni. La sua divisione ha generato, nell’ultimo anno fiscale, il 38 per cento dei ricavi e il 57 per cento dell’utile operativo. La nomina chiude una corsa interna che ha visto in lizza anche Dana Walden (co-presidente dell’intrattenimento), Alan Bergman e Jimmy Pitaro.

Disney, il ceo Bob Iger pronto a lasciare

L’amministratore delegato Bob Iger, tornato al timone nel 2022 al posto dell’erede designato Bob Chapeek, potrebbe presto lasciare la guida di Disney, in netto anticipo rispetto alla scadenza prevista del suo mandato alla fine del 2026. Iger, scrivono i media Usa, avrebbe detto a persone a lui vicine di voler rinunciare alla carica perché infastidito dai conflitti interni alla Abc, a seguito della breve sospensione del conduttore televisivo Jimmy Kimmel. Secondo quanto riportato, il consiglio di amministrazione del colosso dell’intrattenimento si riunirà la prossima settimana presso la sede centrale di Burbank, in California, dove si terrà la votazione per la sostituzione di Iger. Il lizza per il ruolo di ceo ci sonoDana Walden e Alan Bergman, entrambi ai vertici di Disney Entertainment, Josh D’Amaro, a capo dei parchi a tema, e Jimmy Pitaro, presidente di Espn.

Disney, il ceo Bob Iger pronto a lasciare
Bob Iger (Ansa).

Generali, Cortese nominato ceo di AgorAI Innovation Hub

Maurizio Cortese è stato nominato ceo e direttore generale di AgorAI Innovation Hub, l’ecosistema nato per creare uno dei più importanti centri di ricerca applicata e di base sulla data science e l’intelligenza artificiale avanzata in Italia e in Europa. La nomina del cda segue quella del presidente della società, Raffaele Fantelli. Cortese ha ricoperto ruoli manageriali e di vertice in società leader in Italia e all’estero in diversi settori tra cui tecnologia, beni di consumo, immobiliare, istruzione e servizi finanziari. In AgorAI porta con sé competenze distintive nello sviluppo di iniziative imprenditoriali, nell’utilizzo strategico della tecnologia e nella promozione dell’innovazione attraverso partnership di profilo internazionale.

Cortese: «Costruiremo un player europeo nel campo dell’intelligenza artificiale»

«Sono orgoglioso di assumere la guida di AgorAI e di iniziare a lavorare insieme ai nostri prestigiosi partner per costruire un player europeo nel campo dell’intelligenza artificiale», ha detto Cortese dopo la nomina. «Vogliamo essere in prima linea sui mercati internazionali per offrire un contributo concreto all’umanizzazione dell’IA ed alla realizzazione di benefici autentici per le persone, le istituzioni e le aziende». Gli ha fatto eco il presidente Fantelli: «L’ingresso di Maurizio Cortese come ceo rafforza e accelera il nostro percorso che mira a conferire a Trieste e all’Italia un ruolo da autentico protagonista nel mondo dell’IA e delle sue applicazioni nei diversi ambiti della vita delle nostre comunità».

Bankitalia, Paolo Angelini nuovo direttore generale

Il Governatore e il Consiglio Superiore della Banca d’Italia, riuniti il 30 gennaio, hanno preso atto della decisione del direttore generale Luigi Federico Signorini di concludere in anticipo il proprio mandato per ragioni personali, con effetto dal 31 marzo. Nella stessa giornata, in una seduta straordinaria convocata su proposta del Governatore, il Consiglio Superiore ha deliberato la nomina di Paolo Angelini, attuale vice direttore generale, alla carica di direttore generale, e di Gian Luca Trequattrini, funzionario generale e segretario del direttorio, a vice direttore generale. Con l’assunzione del nuovo incarico, Angelini subentra inoltre alla guida dell’Ivass, prendendo il posto lasciato da Signorini.

Ilario Sorrentino sarà il nuovo Segretario generale di Arera

L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) ha nominato il nuovo Segretario generale e il nuovo Vice segretario generale. Con la deliberazione dell’11/2026/A, approvata nella riunione del 27 gennaio, Arera ha affidato l’incarico di Segretario generale a Ilario Sorrentino e quello di Vice segretario generale a Federico Meneghesso, entrambi con contratto a tempo determinato. Le nomine arrivano a seguito dell’insediamento del nuovo Collegio dell’Autorità, in carica dal 1° gennaio 2026, e della prossima cessazione degli incarichi attualmente ricoperti da Roberto Malaman e Paolo Del Vecchio.

Guideranno ad interim anche le relazioni esterne e la comunicazione

I regolamenti interni prevedono infatti che le posizioni di Segretario generale e Vice segretario generale abbiano carattere fiduciario e scadano entro 90 giorni dall’avvio della nuova consiliatura. Dopo aver valutato le professionalità interne, il Collegio ha dato mandato alla Direzione Affari generali e risorse di avviare una ricerca urgente di candidati esterni. L’esito di questa procedura, illustrato al Collegio con una nota del 23 gennaio, ha portato all’individuazione di Sorrentino e Meneghesso come figure in possesso dei requisiti professionali e fiduciari richiesti. Oltre ai nuovi ruoli apicali, la deliberazione assegna a Sorrentino anche l’incarico ad interim di Direttore della Direzione relazioni esterne e istituzionali, mentre Meneghesso assumerà ad interim la guida della Direzione Comunicazione e media. Gli incarichi decorreranno dal 1° febbraio 2026.

Fiorentina, Giuseppe Commisso è il nuovo presidente

Giuseppe Commisso è stato nominato nuovo presidente della Fiorentina, subentrando al padre Rocco, il magnate italo-americano morto il 16 gennaio scorso a New York all’età di 76 anni. La decisione è stata assunta dal Consiglio di Amministrazione del club, riunitosi il 27 gennaio a Firenze, che ha ufficializzato il passaggio di consegne alla guida della società viola. Commisso jr., già coinvolto in precedenza nella governance del club, assume così la massima carica dopo anni di presenza nei vertici dirigenziali.

Giuseppe Commisso: «Seguirò le orme di mio padre»

Nel corso della stessa riunione il Cda ha confermato Mark Stephan nel ruolo di Chief Executive Officer e Alessandro Ferrari come direttore generale. Attraverso i canali ufficiali della società, il nuovo presidente ha dichiarato: «È un grande onore. Desidero esprimere il mio pieno sostegno a Stephan e a Ferrari, la cui leadership e continuità manageriale rappresentano un elemento fondamentale per il presente e il futuro della società. Colgo inoltre l’occasione per ringraziare mia madre Catherine: la sua nomina nel Cda come membro riflette la continuità dell’impegno della nostra famiglia, seguendo le orme di quanto fatto da mio padre. Sono profondamente determinato a portare avanti la sua eredità e la sua visione nel costruire la Fiorentina».

Luigi Ferraris entra in Fastweb+Vodafone come vicepresidente esecutivo

Luigi Ferraris, ex ceo di Fibercop, è entrato a far parte del consiglio d’amministrazione di Fastweb+Vodafone con il ruolo di vicepresidente esecutivo. «L’ingresso di Ferraris ben riflette il nuovo posizionamento e il peso industriale dell’azienda a seguito dell’incorporazione di Vodafone Italia; conferma la volontà di dotarsi di una governance all’altezza delle sfide industriali, tecnologiche e strategiche che attendono l’azienda nel nuovo perimetro», ha dichiarato l’amministratore delegato Walter Renna.

Luigi Ferraris entra in Fastweb+Vodafone come vicepresidente esecutivo
Luigi Ferraris (Imagoeconomica).

Chi è Luigi Ferraris

Manager di spicco nel panorama italiano, Ferraris nel 1999 è entrato nel Gruppo Enel dove, con responsabilità crescenti, dal 2009 al 2014 ha assunto l’incarico di chief financial officer. Successivamente ha ricoperto lo stesso ruolo nel gruppo Poste Italiane, guidandone la quotazione in borsa. Dal 2017 al 2020 è stato amministratore delegato e direttore generale di Terna. Da giugno 2021 a giugno 2024 è stato ceo di Ferrovie dello Stato. Da luglio 2024 ricopriva il ruolo di ad di Fibercop.

Caltagirone, ampliato il cda della holding FGC

L’assemblea di FGC, holding di Francesco Gaetano Caltagirone a cui fanno capo tutti i business dell’imprenditore, ha deliberato l’ampliamento del consiglio d’amministrazione da tre a sei membri, integrandolo con «figure professionali indipendenti». Nel board entrano l’ex ministro dell’Economia Giovanni Tria, l’ex viceministro dell’Economia ed ex presidente della Consob Giuseppe Vegas e l’avvocato cassazionista Roberto Santi, esperto di diritto pubblico dell’economia. Si aggiungono ai consiglieri già in carica Azzurra Caltagirone (presidente), Francesco Caltagirone e Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso. Tutti i membri del cda scadranno alla data di approvazione del bilancio che si chiuderà al 31 dicembre 2027. L’assemblea ha inoltre costituito il comitato degli amministratori indipendenti composto dai consiglieri neonominati.

Caltagirone, ampliato il cda della holding FGC
Giovanni Tria (Imagoeconomica).

Giuli nomina il nuovo cda dei Musei dell’Umbria

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha nominato i nuovi membri del consiglio d’amministrazione della rete Musei Nazionali dell’Umbria. Entrano a far parte del cda l’imprenditrice Luisa Todini (designata dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici), il professore e politologo Alessandro Campi, Andrea Assenza e Federica Benda, imprenditrice e moglie di Brunello Cucinelli (designata da Giuli d’intesa con Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze). Prendono il posto dei consiglieri uscenti Corrado Azzollini, Brunello Cucinelli, Giovanna Giubbini e Laura Teza.

Giuli nomina il nuovo cda dei Musei dell’Umbria
Federica Benda (Imagoeconomica).

La rete Musei Nazionali dell’Umbria

La rete dei Musei Nazionali dell’Umbria comprende il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria e la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, il Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto, il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto, il Palazzo Ducale di Gubbio, l’Area archeologica di Carsulae, Castello Bufalini di San Giustino, l’Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone, Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, la Necropoli etrusca di Crocifisso del Tufo, il Teatro romano e Antiquarium di Gubbio, il Tempietto sul Clitunno e Villa del Colle del Cardinale.

Giuli nomina il nuovo cda dei Musei dell’Umbria
Alessandro Campi (Imagoeconomica).

Nomine, chi è la donna in corsa per Leonardo

Sarà una tornata di nomine pesante quella primaverile. Anche per Leonardo, dove ad aprile scade il mandato del presidente Stefano Pontecorvo. E, com’è naturale, è partita la solita girandola di nomi e relativi incastri. Con una possibile sorpresa.

Cossiga jr non dispiacerebbe a Crosetto

Tra i papabili, come riportato dal Fatto Quotidiano, c’è Giuseppe Cossiga, figlio dell’ex presidente della Repubblica. Classe 1963, laureato in Ingegneria aeronautica, Cossiga jr ha dalla sua un cv invidiabile: ex parlamentare di Forza Italia e sottosegretario alla Difesa nel Berlusconi IV, nel 2012 ha aderito a Fratelli d’Italia, suo main sponsor nella corsa alla poltrona. Dal 2017 è direttore delle relazioni istituzionali di Mdba, gruppo missilistico europeo controllato da Airbus, BAE Systems (entrambe con il 37,5 per cento) e la stessa Leonardo (25 per cento) e nel 2022 è subentrato a Guido Crosetto alla guida dell’Aiad, la Federazione aziende italiane per l’Aereospazio, la Difesa e la Sicurezza.

Nomine, chi è la donna in corsa per Leonardo
Giuseppe Cossiga (Imagoeconomica).

I desiderata di Forza Italia

Forza Italia, dal canto suo, spingerebbe per Stefano Cuzzilla, attuale presidente di Trenitalia. Ma le sue chance sono al lumicino, visto che i Berlusconi difficilmente rinunceranno alla presidenza di Paolo Scaroni all’Enel.

Nomine, chi è la donna in corsa per Leonardo
Stefano Cuzzilla (Imagoeconomica).

Della rosa fa parte anche Andrea De Gennaro, capo della Guardia di Finanza in scadenza a maggio. Le sue quotazioni sono in salita, anche se occupare la poltrona che fu del fratello Gianni (presidente di Leonardo dal 2013 al 2020) potrebbe sembrare poco ortodosso. Infine il jolly: il generale Francesco Paolo Figliuolo, ex commissario straordinario alla ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche.

Nomine, chi è la donna in corsa per Leonardo
Andrea De Gennaro (Imagoeconomica).

Torna a circolare il nome di Belloni

Fin qui i profili noti. Ma Lettera43 conferma che nella corsa alla presidenza del colosso italiano della Difesa c’è anche una donna. E non una qualunque, perché si tratta di Elisabetta Belloni, il cui nome riappare puntualmente ogni volta che spunta una poltrona strategica da assegnare come nel caso di Eni. C’è però un “ma” che non riguarda certo le competenze, semmai la funzione che Belloni andrebbe a ricoprire: Leonardo oggi gioca nel mondo delle guerre, delle fratture geopolitiche, delle tensioni UeUsa e dei dossier Nato. La presidenza non è un ruolo prettamente istituzionale e contro Belloni potrebbero giocare le frizioni che si porta dietro. La sua uscita dal DIS, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, è arrivata in un clima tutt’altro che lineare, con retroscena di attriti nel perimetro di Palazzo Chigi. E il passaggio a Bruxelles nello staff di Ursula von der Leyen si è chiuso dopo appena sei mesi, senza che restasse l’immagine di un addio “sereno”. In altre parole Belloni non è una figura neutra, ma porta con sé un carico politico già acceso, e in questo momento storico è un lusso che Leonardo non può permettersi. Perciò la domanda non è se Belloni “meriti” la poltrona. La domanda è se davvero “serva”.

Nomine, chi è la donna in corsa per Leonardo
Elisabetta Belloni con l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone (Imagoeconomica).

Anima Holding, il nuovo ceo è Saverio Perissinotto

Anima Holding, tra i principali operatori italiani nel settore del risparmio gestito, è vicina alla nomina di Saverio Perissinotto come nuovo amministratore delegato. In una nota, senza fare nomi, Anima Holding ha spiegato che in corso il processo di cooptazione nel board e la nomina del nuovo ceo, secondo «le procedure interne e le prassi di corporate governance», aggiungendo di aver ricevuto Banco Bpm, azionista di riferimento, «una candidatura per il ruolo», cioè quella di Perissinotto. La nomina avverrà nel prossimo cda, convocato per il 26 gennaio. Il nuovo ceo assumerà l’incarico a partire da febbraio, quando lascerà la presidenza di Eurizon Capital, la società di gestione del risparmio del gruppo Intesa Sanpaolo. Prenderà il posto di Alessandro Melzi d’Eril, da fine ottobre alla guida di Mediobanca.