Il Cnel di Brunetta ospita i produttori di vini e le altre pillole del giorno

Renato Brunetta, si sa, produce vini nella periferia della Capitale, nella sua tenuta agricola Capizucchi, situata a sud di Roma nell’Agro Romano, vicino al santuario del Divino Amore. E le sue bottiglie godono anche di buona reputazione. Fatto sta che mercoledì 8 luglio, l’assemblea generale dell’Unione Italiana Vini si svolgerà nella sede del Cnel, presieduto proprio da Brunetta. Sarà lui ad aprire i lavori della sessione pubblica “Oltre l’Atlantico: l’Europa ridisegna i propri confini. Sfide e opportunità per il vino italiano”. Immancabili poi i saluti istituzionali del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e del collega al Made in Italy Adolfo Urso. E qualche maligno già ci vede l’ombra di un conflitto d’interessi. Cin cin.

Il Cnel di Brunetta ospita i produttori di vini e le altre pillole del giorno
Renato Brunetta (Imagoeconomica).

Salvini inaugura il cantiere

Matteo Salvini se ne va in giro a inaugurare cantieri: lunedì è stata la volta del “campo base” di Ghislarengo, al confine tra le province di Novara e Vercelli, dove il ministro per le Infrastrutture insieme con il collega all’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha dato il via ai lavori del tratto della Pedemontana Piemontese tra Ghemme e Masserano. La visita del segretario leghista arriva dopo quella del capogruppo FdI alla Camera, Giangaleazzo Bignami, con cui il partito di Giorgia Meloni ha cercato di “scippare” alla Lega la paternità dello sblocco definitivo dell’opera. L’investimento complessivo ammonta a quasi 400 milioni di euro. L’infrastruttura permetterà di connettere direttamente il casello di Ghemme sull’autostrada A26 con Masserano, punto di partenza della superstrada per Biella e prevede la realizzazione di circa 15 chilometri di nuovo tracciato stradale con quattro svincoli strategici pensati per migliorare i collegamenti.

Il Cnel di Brunetta ospita i produttori di vini e le altre pillole del giorno
Matteo Salvini all’inaugurazione della Pedemontana Piemontese (dalle story su Instagram)

A Roma da Panetta c’è Isabel Schnabel

Giornate campali alla Banca d’Italia, quelle di lunedì e martedì. Presso il Centro Convegni Carlo Azeglio Ciampi a via Nazionale, si tiene la conferenza del Network ChaMP – Challenges for Monetary Policy Transmission in a Changing World. Presente Isabel Schnabel, componente del comitato esecutivo della Bce, con il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta per discutere la trasmissione della politica monetaria.

Il Cnel di Brunetta ospita i produttori di vini e le altre pillole del giorno
Isabel Schnabel (Imagoeconomica).

La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole

I Tavernicoli: sono i presenzialisti di Villa Taverna, la residenza romana dell’ambasciatore degli Stati Uniti. In questa edizione del 2026, tra i Tavernicoli mancano, per una volta, Giorgia Meloni (al suo posto c’è Arianna) e Giuseppe Conte. In compenso, ecco Rocco Casalino con augusta genitrice. Quindi la pattuglia della sicurezza: Gianni De Gennaro, Marco Minniti, Lorenzo Guerini, Guido Crosetto, Carlo Nordio. Non poteva mancare Marco Tronchetti Provera che ha messo ko la compagine cinese presente nella Pirelli, per la gioia di Washington. In “quota generale Vannacci” si presenta Laura Ravetto. Gli hamburger, sussurrano i presenti, sono duri come la suola di una scarpa. Per la delusione di Matteo Salvini, che al profumo della carne non capisce più niente (a proposito, sembra che Tilman Fertitta proprio non riesca a pronunciare il suo nome, storpiato in “Mario”). Matteo Renzi si muove come se fosse il padrone di casa. Al posto di Elly Schlein si presenta Francesco Boccia, ma non è la stessa cosa. Alfredo Mantovano sembra appena uscito da un frigorifero, e circola senza apparente fatica in giacca e cravatta. Francesco Lollobrigida tiene fede al suo compito e da ministro dell’Agricoltura gira con un piatto in mano per testare le pietanze. C’è pure Simona Agnes. Sipario…

La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
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La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
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La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
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La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole

Magistrati in riunione nel weekend

Occhio: nelle giornate di sabato 4 e domenica 5 luglio, a Roma, nella Corte di Cassazione, è in programma il comitato direttivo dell’Associazione nazionale magistrati. I temi da discutere sono numerosi, e tutti di grande interesse (per il governo).

Addio a Giovanni Verusio, quanti aneddoti su quei salotti romani…

Se n’è andato Giovanni Verusio. Sul Corriere della sera di venerdì sono apparsi i necrologi per la morte di uno dei più famosi avvocati italiani: era nato il 27 ottobre 1932 ed era iscritto all’albo dal 1957. Nonostante la sua conclamata abilità professionale, la notorietà del cognome era legata a quel salotto romano che era animato dalla moglie Sandra, deceduta nel 2018: era il quartier generale della sinistra, con Massimo D’Alema protagonista. Quando un esponente “rosso” percorreva di sera via dei Coronari, la destinazione poteva essere solo una: l’attico dove a San Salvatore in Lauro potevi trovare Giovanni Sartori, Fausto Bertinotti e Carlo Azeglio Ciampi, quando non era ancora diventato presidente della Repubblica. Il soprannome di Sandra era «la compagna»: lei si arrabbiò in grande stile solo una volta, quando venne a sapere di una cena voluta da Maria Angiolillo per Piero Fassino. Per l’allora sindaco di Torino «fu l’inizio della fine», spiffera una storica frequentatrice del salotto Verusio. L’avvocato aveva clienti di altissimo livello, oltre a rapporti strettissimi con la famiglia Kennedy: quando Pietro Barilla ricomprò l’azienda dagli americani di Grace, il legale della proprietà Usa era Verusio. Il funerale è previsto per la mattina del 4 luglio nella basilica di San Sebastiano fuori le mura, in via Appia Antica.

La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole

A Roma bus elettrici già vecchi, viva la burocrazia

I modelli full-electric dei nuovi bus romani hanno problemi: il direttore generale di Atac, Paolo Aielli, si è lamentato pubblicamente dei mezzi a disposizione, puntando il dito contro il sistema degli appalti italiani, caratterizzati da una lentezza esasperante. Cosa ha detto Aielli? Che i mezzi elettrici, immatricolati adesso, si riferivano «a un capitolato di quattro anni fa con le conoscenze disponibili allora sul mercato», mentre «siamo venuti a sapere di una società cinese che produce batterie di capacità doppia a parità di volume». Insomma, con gli appalti italiani compri qualcosa che quando lo utilizzi è già obsoleto. Chissà all’authority competente cos’hanno da dire a proposito…

La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
Paolo Aielli, dg di Atac (foto Imagoeconomica).

Il Salemi dell’Avvenire

È stato capo ufficio stampa del ministero del Commercio internazionale, come responsabile dei rapporti con i media italiani ed esteri e della preparazione e della comunicazione delle missioni svolte all’estero per Emma Bonino. Poi ha lavorato per Paolo Romani, il forzista ministro per lo Sviluppo economico. Quindi è stato al servizio del governo Mario Monti e portavoce della vicepresidente del Senato, Linda Lanzillotta. Se avete la copia del 3 luglio del quotidiano cattolico Avvenire in prima pagina c’è Giancarlo Salemi, con il titolone “Enti e imprese sociali al centro delle politiche”. Non c’è dubbio: la Chiesa perdona anche il passato, la parabola del Vangelo di Luca con protagonista il figliol prodigo è sempre attuale.

La sfilata dei Tavernicoli, i ricordi sui salotti romani di lady Verusio e le altre pillole
Giancarlo Salemi.

La marcia dei tifosi laziali contro Lotito e le altre pillole del giorno

Giovedì pomeriggio lo zoccolo duro dei tifosi della Lazio torna a scendere in piazza contro la gestione Lotito. L’appuntamento è alle 17.30 a Ponte Milvio. Il corteo si dirigerà verso piazzale Ankara, proprio sotto la curva Sud dello Stadio Flaminio, al grido dello slogan: «La libertà è una conquista». La giornata si concluderà con interventi e musica fino a notte inoltrata. Chissà se sul palco o in strada si scorgerà qualche tifoso vip oltre a Tommaso Paradiso, la cui presenza è già stata confermata – come Angelo Mellone o Pino Insegno. L’obiettivo degli organizzatori è superare le 20 mila presenze per quella che si preannuncia come la più grande manifestazione di dissenso della storia delle tifoserie italiane.

LEGGI ANCHE: Le mire di Lotito sulla Reggina, un’operazione più politica che calcistica

Lotito ha di che preoccuparsi, perché si sa il consenso dei tifosi è strettamente legato a quello elettorale. E lui eletto al Senato con Forza Italia (e per di più in vista delle Politiche del 2027) dovrebbe saperlo bene…

A Villa Taverna Giorgia Meloni manda Arianna

L’unica brutta sorpresa potrebbe arrivare dal cielo. Nel senso di rovesci. Dopo il gelo tra Palazzo Chigi e Donald Trump, al ricevimento per l’Independence Day organizzato a Villa Taverna, residenza ufficiale dell’ambasciatore Usa Tilman Fertitta, alla fine parteciperà mezzo governo: i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, il ministro della Difesa Guido Crosetto e quello del Made in Italy Adolfo Urso. Giorgia Meloni no, non è attesa. Qualcuno però scommette che potrebbe affacciarsi al party con il favore delle tenebre, al ritorno da Padova dove interverrà al congresso della Uil. La premier però ha inviato la sorella Arianna e da Palazzo Chigi il sottosegretario Alfredo Mantovano. Diserteranno invece il barbecue a stelle e strisce i leader delle opposizioni, a partire da Elly Schlein (ci sarà però una mini-delegazione del Pd) che nella tarda mattinata di giovedì si è presentata al convegno di Federmanager. Forfait anche per Giuseppe Conte, Bonelli & Fratoianni, Carlo Calenda e pure Roberto Vannacci. Matteo Renzi deve ancora sciogliere la riserva. Vedremo…

La marcia dei tifosi laziali contro Lotito e le altre pillole del giorno
La festa dell’Independence Day del 2025 (Ansa).

Al convegno Aepi c’è Alma Manera, e alla cena il marito Petrecca

Mercoledì, nella cornice della Terrazza Caffarelli in Campidoglio, sontuosa serata della Confederazione Aepi (Associazioni Europee di Professionisti e Imprese), guidata da Mino Dinoi, per il premio Le Eccellenze del Made in Italy. Iniziativa nata «con l’obiettivo di valorizzare personalità, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e protagonisti del mondo produttivo che, nei rispettivi ambiti, contribuiscono a diffondere i valori del Made in Italy, simbolo riconosciuto di qualità, cultura, innovazione e tradizione».

La cerimonia di premiazione è stata condotta da Alma Manera, attrice, cantante e conduttrice di Rai Radio 1. Presente anche il marito Paolo Petrecca, ex direttore di Rai Sport.

La marcia dei tifosi laziali contro Lotito e le altre pillole del giorno
Paolo Petrecca e Alma Manera (da Instagram).

Colosseo, si ride da morire con Dario Argento

Ridere con Dario Argento. L’idea è venuta a Csc – Cineteca Nazionale e Parco archeologico del Colosseo, con la rassegna “Morire dal ridere. Classici dell’orrore tra paura e parodia”. Ecco il vampiro scheletrico e perturbante di Nosferatu (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau, la creatura tragica di Frankenstein (1931) di James Whale e poi Freaks (1932) di Tod Browning. A chiudere questo itinerario sarà Opera (1987) di Dario Argento, definito come «vertice visionario del thriller horror italiano, dove lo sguardo stesso diventa strumento di ossessione e violenza». E Argento introdurrà la proiezione nella serata di martedì 14 luglio.

A Cinevillage c’è Rocco Siffredi

Parlare di cultura con Rocco Siffredi? A Roma si può: dal 6 luglio al 6 settembre Villa Lazzaroni ospita la terza edizione di Cinevillage, la rassegna estiva organizzata da Agis Lazio che, anno dopo anno, si è ritagliata un ruolo sempre più centrale nella programmazione culturale della Capitale. Nel parco del VII Municipio la manifestazione sarà aperta da un incontro con Rocco Siffredi, in occasione della proiezione di Blue, film di Eleonora Puglia.

La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole

Nel caldo africano romano già girano i nomi di una squadra di Giorgia Meloni nell’ipotesi (per adesso ancora remota, ma presto chissà) di un’ascesa al Quirinale. Il posto più ambito è quello ora nelle mani di Giovanni Grasso, cioè la comunicazione: tutti scommettono su un nome, quello di Nicola Porro, dato che è lui ad aver fornito l’assist della dichiarazione meloniana sul tabù del presidente di centrodestra al Colle. Anche se, spifferano i soliti bene informati, «vuoi che un incarico del genere possa sfuggire a uno come Gennaro Sangiuliano? È capace di fare fuoco e fiamme pur di tornare a Roma con un ruolo quirinalizio». Altri puntano su Tommaso Cerno e Daniele Capezzone. La carica di consigliere culturale era perfetta per Pietrangelo Buttafuoco, ma dopo quello che è successo a Venezia con il padiglione della Russia la questione si è fatta più complicata. E anche qui, allora, riappare il nome di Sangiuliano. Consigliere del presidente, dove ora c’è Ugo Zampetti? Alfredo Mantovano. Ma l’elenco è lungo e rimane nell’ambito della fantapolitica. Per ora.

La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole

Di Pietro sindaco a Milano? E alla Consob…

Antonio Di Pietro candidato a sindaco di Milano? Se a Matteo Salvini piacerebbe vedere Giuseppe Cruciani al posto di Beppe Sala (anche perché farebbe contento il capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo, visto che il fratello “Champagne” è uno dei protagonisti della trasmissione radiofonica La zanzara), ecco che nel capoluogo lombardo “tendenza Santanchè” scatta l’operazione Di Pietro. Tonino si era speso tanto nella battaglia referendaria, miseramente persa, e ora qualcuno vuole rimetterlo in campo.

La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
Antonio Di Pietro (Ansa).

Ma la candidatura “vera” in quota Ignazio La Russa è quella per la presidenza della Consob, con Marco Osnato in pole position. Osnato ha sposato la figlia di Romano La Russa, fratello di Ignazio. E, come si dice a Roma, «la Consob vale più di tre ministeri».

La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
Marco Osnato (foto Imagoeconomica).

Donnarumma non c’è, presenzia Inchingolo

Stefano Antonio Donnarumma nel corso di un consiglio d’amministrazione straordinario di Fs ha lasciato il suo posto: e allora chi va a presenziare gli eventi? Giuseppe Inchingolo per Fs (dato in ascesa) e Simone Gorini per Trenitalia sono stati chiamati a partecipare da protagonisti, nella mattinata del primo luglio, alla presentazione del nuovo treno Frecciarossa Napoli-Lecce alla FrecciaLounge della stazione di Napoli Centrale. L’evento non finisce a Napoli: altro appuntamento è fissato nel primo pomeriggio al binario 10 della stazione di Bari Centrale, dove è previsto l’arrivo del primo convoglio della nuova tratta. Alla cerimonia presenti sempre Inchingolo in qualità di chief corporate affairs, communication & sustainability officer del Gruppo Fs, e Gorini come direttore Operations Alta Velocità di Trenitalia, insieme con i rappresentanti delle istituzioni locali. Da segnalare, per la gioia del pentastellato Giuseppe Conte e dei pugliesi “del Nord”, la fermata in quel di Foggia.

La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole

Sal Da Vinci si laurea con Mastella

Sal Da Vinci ora è laureato. Si farà chiamare “dottore” prima di andare in scena, nelle serate estive in giro per l’Italia? In quel di Benevento, alla presenza di Clemente Mastella, al cantante napoletano è stata conferita la laurea honoris causa dal Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento. «Un diploma accademico in canto pop rock», ricevuto davanti alla moglie Paola Pugliese, la sua musa ispiratrice, anche della canzone Per sempre sì che ha permesso a Sal da Vinci di vincere il Festival di Sanremo 2026. Il sindaco di Benevento, Mastella, è stato protagonista dell’evento.

La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
Sal Da Vinci (Ansa).

Suor Smerilli fa carriera anche con papa Leone

Papa Leone XIV ha nominato prefetta del dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale suor Alessandra Smerilli, finora segretaria dello stesso dicastero. La nomina avrà effetto dal primo settembre. Suor Alessandra ha subito ringraziato il cardinale Michael Czerny, attuale prefetto del dicastero, «per la sua visione e dedizione, e per il cammino percorso insieme negli ultimi anni»: la suora abruzzese, nata a Vasto, nel marzo 2021 era stata nominata sottosegretaria da papa Francesco e da agosto 2021 segretaria ad interim dello stesso dicastero e delegata per la Commissione vaticana Covid-19. Ad aprile 2022 Francesco l’aveva nominata segretaria. Il dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale è stato istituito da Bergoglio il primo gennaio 2017 fondendo insieme quattro precedenti pontifici consigli con il Motu Proprio Humanam Progressionem: insomma, un maxi ministero. Papa Leone XIV ha inoltre nominato pro-prefetto del dicastero il cardinale Fabio Baggio, finora sotto-segretario, con l’incarico speciale del Centro di Alta Formazione “Laudato si’”, e ha nominato segretario del medesimo dicastero Mons. Jozef Barlaš, finora sotto-segretario.

La squadra di Meloni per il Colle, Di Pietro a Milano e Osnato alla Consob: le pillole
Suor Alessandra Smerilli (foto Imagoeconomica).

Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno

Giù la maschera, ora tutti conoscono il tabù di Giorgia. Che poi su questo sito l’indiscrezione era apparsa da più di un anno: parliamo della partita sulla scelta del prossimo capo dello Stato. «Non è detto che non si possa superare questo altro grande tabù e avere un presidente della Repubblica che non sia di centrosinistra», ha detto la leader di Fratelli d’Italia ospite di 10 minuti su Rete 4. Che magari potrebbe entrare nella storia in prima persona: Meloni è nata a Roma il 15 gennaio 1977, e ovviamente si può ambire alla carica di capo dello Stato allo scoccare del 50esimo anno di età. Quindi sia attendere la fine della legislatura sia anticiparne la chiusura ad aprile del 2027 significa comunque vedere la premier già potenzialmente in pista per il Quirinale. I maligni, che non mancano mai, dicono che «quello di Giorgia è stato un test per vedere le reazioni». Già, perché qualcuno ipotizza che qualora Sergio Mattarella decidesse con congruo anticipo di porre fine al suo settennato, che scade nel 2029, scardinerebbe il piano meloniano. E se le elezioni si tenessero in autunno, con un risultato di sostanziale pareggio? L’argomento è degno del mago Otelma, ma di certo il tabù di Giorgia farà ballare tutta l’estate.

Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Un fotomontaggio di Meloni e Mattarella in versione Una poltrona per due.

Chi sta alla finestra ed è pronto a intervenire in qualsiasi momento è Matteo Renzi, che essendo nato nel 1975 può guardare con attenzione la situazione e «offrirsi sapendo che una sua salita al Colle permetterebbe di disintegrare il suo movimento, per la gioia di tutta la sinistra, il centro e la destra». Fantapolitica? Può darsi, anche se i contatti giusti a livello mondiale Renzi li ha, come ha dimostrato con l’invito rivolto solo a lui, in Italia, da parte di Barack Obama. E anche in ambito europeo l’ex rottamatore sguazza che è un piacere…

Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno

Per Conte il campo largo… non esiste

Nel corso della lunga sfida televisiva di lunedì sera tra Nicola Porro e Giuseppe Conte, durante l’ultima puntata di Quarta Repubblica concentrata sul tema delle mascherine per il Covid e la gestione commissariale di Domenico Arcuri, l’avvocato del popolo sembra aver seppellito il cosiddetto campo largo. Per Conte «non esiste», e anzi c’è un «campo progressista»: tutto per non mettere in mezzo Matteo Renzi, che ormai fa la parte dell’ospite indesiderato in qualunque compagnia, tanto che l’ex premier pentastellato ha chiesto a bruciapelo a Porro «ma lei si fida di Renzi?», e il conduttore, che era già molto provato dal faccia a faccia, se ne è uscito con un rapido «no». La serata era andata avanti tra un «non rida», «non faccia quelle risatine», «non faccia il fenomeno», «questa è diffamazione», fino a una stretta di mano. Da segnalare che Conte ha elogiato il giornalismo d’inchiesta de La Verità, per poi andare pesante sui quotidiani del gruppo Angelucci, mettendo Porro in serie difficoltà…

Il “regalino” di Giorgetti a Malagò

Come sarà la gestione del calcio nelle mani di Giovanni Malagò? Qualcuno spiffera di un piano per far mandare su tutte le furie l’ex presidente del Coni: se ne parla dalle parti del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il tema è sempre quello delle tasse: avendo sotto mano la relazione della Corte dei conti sulla flat tax per i super ricchi è balzato agli occhi un dato molto particolare. La mega agevolazione concessa a chi si trasferiva in Italia, con tanto di residenza nel nostro Paese, ideata per attirare i Paperoni di ogni parte del mondo, alla fine interessa il mondo del calcio. Non a caso era stata battezzata, in origine, legge Ronaldo. I “pedatores”, per usare un termine che era caro a Gianni Brera, rappresentano una vasta fascia dei fortunati, con redditi da lavoro dipendente, gente che ha trasferito la residenza in Italia per motivi professionali perché chiamati dai club del calcio tricolore.

Il tabù di Meloni e quella pista Quirinale: le pillole del giorno
Giancarlo Giorgetti e Giovanni Malagò (foto Imagoeconomica).

In realtà la norma era nata per attrarre i possessori dei grandi patrimoni internazionali, consentendo di pagare un’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all’estero. E chi gioca al pallone magari dopo qualche anno se ne va, senza rimanere più in Italia, perché chiamato da un club straniero, rendendo inutile la norma e creando vantaggi solo per le squadre che possono attirare talenti con ingaggi praticamente esentasse per chi gioca sul campo. Oltretutto, a sentire i tecnici, questo “favoritismo fiscale” ha distrutto le scuole per i giovani calciatori italiani, visto che c’è uno straordinario interesse a muoversi su scala internazionale, specie quando ci sono cambi con valute non appartenenti all’area euro. E quale sarebbe l’idea per azzoppare Malagò, appena arrivato a guidare il calcio italiano? Cancellare la flat tax per coloro che sono destinati a fare i lavoratori dipendenti e arrivano dall’estero, e in particolare per gli sportivi. In difesa dello sport italiano. La trovata piacerebbe anche al ministro competente, Andrea Abodi, che ha sempre duellato con Malagò. Non resta che attendere: in effetti, una riforma più sovranista di questa non c’è…

La grande campagna acquisti de La Stampa, le albe al Corriere e altre pillole

La Stampa sta attirando molti giornalisti. Il nuovo corso della storica testata sabauda sembra favorire la fuga da altri quotidiani famosi, con Antonio Di Rosa alla guida pronto a imbarcare nuovi “neo-torinesi”. Nel gruppo Sae è arrivato Vito Ribaudo, nuovo direttore generale del gruppo di Alberto Leonardis ed ex numero uno delle risorse umane di RcsCorriere della Sera. A Roma si parla molto dell’uscita dal quotidiano Il Messaggero di un big delle pagine dell’economia, Rosario Dimito, pronto dal primo settembre a entrare nel gruppo Sae e a fare contenuti per tutto il digital. Già orfana di Osvaldo De Paolini, che lasciò il gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone per approdare a il Giornale e dirigere anche il settimanale Moneta, la redazione economica di via del Tritone ora ha come capo Andrea Bassi, ex di Milano Finanza. Come lo era De Paolini, che era stato il direttore del giornale di via Marco Burigozzo, a Milano. E pure Dimito è un altro ex MF. Tutti professionisti che in tempi lontani hanno lavorato nello stesso giornale, e con la stessa “filosofia giornalistica”. Ma la diaspora è destinata a continuare…

La grande campagna acquisti de La Stampa, le albe al Corriere e altre pillole
La grande campagna acquisti de La Stampa, le albe al Corriere e altre pillole
La grande campagna acquisti de La Stampa, le albe al Corriere e altre pillole
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La grande campagna acquisti de La Stampa, le albe al Corriere e altre pillole
La grande campagna acquisti de La Stampa, le albe al Corriere e altre pillole

Corriere, chi entrerà alle 6 del mattino?

A settembre si cambia, al Corriere della Sera. La nuova direttiva di Luciano Fontana, alla guida di via Solferino, prevede la chiusura obbligatoria del giornale alle 22.30. Sì, perché risparmiando sulla notte così si può “alimentare” la mattina, anche a beneficio delle altre realtà del gruppo di Urbano Cairo che comprende pure l’emittente televisiva La7. E il sito del Corriere ha bisogno di battere la concorrenza, con i lettori che si collegano a internet appena svegli e vogliono essere aggiornati con news fresche. I contenuti digitali vengono ritenuti strategici per far crescere la testata. Allora che si fa? Dalle 6 del mattino scatterà il primo turno, già definito come quello degli “avanguardisti”, un drappello di scalpitanti giornalisti che vedrà aumentare la consistenza alle 7. Quindi, secondo turno alle 11, per dare corpo al giornale, e ultimo alle 15, che sgobberà fino all’orario di chiusura. Una faticaccia, aprire all’alba: chi si assumerà questo ingrato compito di “alzare la saracinesca”? Lo schema 6-11-15 nella realtà sarà un 30-30-40, vista la percentuale di utilizzo del lavoro nei diversi turni. Il più consistente è dedicato al giornale su carta. Sperando sempre che non ci siano notizie importantissime alla fine della giornata, quando il quotidiano ormai è chiuso

La grande campagna acquisti de La Stampa, le albe al Corriere e altre pillole
Luciano Fontana (foto Imagoeconomica).

Buttafuoco al Lirico. Come Mussolini

Il Teatro Lirico di Milano è un luogo fondamentale nella storia d’Italia: proprio lì il 16 dicembre 1944 si tenne l’ultimo discorso e l’ultima apparizione pubblica di Benito Mussolini in qualità di capo della Repubblica Sociale Italiana. «Vogliamo che tutta l’Italia sia repubblicana», disse ai “camerati milanesi”: e Mussolini era appena sfuggito da Salò, dove era tenuto sotto controllo dal generale tedesco Karl Friedrich Wolff (quello che l’anno successivo liberò il capo partigiano Ferruccio Parri). Fatto sta che per la destra italiana quel discorso di Mussolini è storico, e viene ritenuto ancora un “testamento politico”, una linea da seguire (a cominciare dal ripudio dei regnanti di casa Savoia). Non a caso, visto che Sky Tg24 Live torna a Milano per una nuova tappa del suo percorso itinerante tra le principali città italiane, al canale all news diretto da Fabio Vitale non poteva dire di no un uomo di destra come Pietrangelo Buttafuoco: il 6 luglio il Teatro Lirico, che oggi porta il nome di Giorgio Gaber, vedrà la presenza di protagonisti della politica, dell’economia, della cultura e della ricerca. Buttafuoco parteciperà in qualità di presidente della Fondazione La Biennale di Venezia. Il Teatro Lirico ha sempre il suo fascino, a destra. Magari ci scappa pure una lacrima…

La grande campagna acquisti de La Stampa, le albe al Corriere e altre pillole
Pietrangelo Buttafuoco (Ansa).

Fs, per qualcuno c’è «Strisciuoglio»

Nominarlo è difficile, tanto che sembra uscito da una commedia di Eduardo de Filippo, ma anche dalle barzellette di Uccio De Santis, pugliese doc: Gianpiero Strisciuglio conosce fin da piccolo questo tema, avendo un cognome complicato. L’ingegnere barese che è stato indicato dai più come il successore di Stefano Antonio Donnarumma alla guida di Fs se la deve vedere anche con i giornalisti che storpiano il suo cognome: Veronica Gervaso, per esempio, durante il Tg5 lo ha fatto diventare «Strisciuoglio». Senza nessuna rettifica. Urgono comunicati ufficiali dell’azienda con il nome scritto in stampatello, e con un formato gigante per chi ha problemi di vista, per evitare gaffe di ogni tipo. Che poi con Strisciuglio ci manca pure quel nome, «Gianpiero», con la “enne” invece che con la “emme”, come succede a tutti gli altri «Giampiero» sparsi nel territorio nazionale.

La grande campagna acquisti de La Stampa, le albe al Corriere e altre pillole
Gianpiero Strisciuglio (foto Imagoeconomica).

Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole

Alla faccia di Giorgia Meloni, ancora alle prese con gli strascichi della rissa con Donald Trump, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti andrà alla festa di Villa Taverna, il tradizionale ricevimento dell’ambasciatore degli Stati Uniti Tilman Fertitta per le celebrazioni del 4 luglio, Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Giorgetti nella giornata di venerdì 26 giugno è impegnato con gli “Stati Generali della Cultura della Lega Lombarda” (sì, esiste anche un appuntamento sui temi delle arti e delle lettere, nel Carroccio) e poi, ma sempre in video collegamento, il 2 luglio al mattino farà sentire la sua voce all’assemblea dell’Ania, ossia il mondo delle assicurazioni. Invece all’Independence Day, sempre il 2 luglio ma alle 18.30, come si legge nella sua agenda, ci sarà in carne e ossa. Per la gioia di Matteo Salvini.

Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la premier Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Cardini e d’Orsi, che coppia

Nella mattina di sabato 27 giugno, a Roma, nella sala congressi Cavour, a pochi passi dalla stazione Termini, imperdibile assemblea nazionale di “Agorà“, cioè «il primo polo delle piazze fisiche e digitali che vogliono uscire dall’Ue del riarmo e dell’economia di guerra». Patron dell’evento lo storico Angelo d’Orsi, che avrà accanto un collega di estrazione politicamente opposta come Franco Cardini. E poi l’ex giornalista del Tg5 Paolo Di Mizio, che conduceva la rassegna stampa nell’edizione notturna, quindi Moni Ovadia e non solo…

Quel “Mozzico” in arrivo da parte di Vannacci e Alemanno

«Annamo sulla Tiburtina a festeggià Gianni», era il coro di tanti militanti che in auto si sono presentati per celebrare il ritorno alla libertà di Gianni Alemanno. «Non sulla Tuscolana, meglio di no, quello era il locale dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro…», scherza qualcuno. Fatto sta che al ristorante “Il Mozzico”, vicino al carcere di Rebibbia, erano in tanti, insieme al gruppo del partito Futuro nazionale sotto la guida del generale Roberto Vannacci. C’era anche Sylvie Lubamba. «Ho trovato empatia. Non ci crederete, ma i detenuti sono quasi tutti di destra», ha detto Alemanno, non facendo grande pubblicità alla sua parte politica. Comunque nella Capitale il suo ritorno fa discutere, e a destra incute persino paura per la capacità dell’ex sindaco di Roma di entrare in sintonia con le fasce popolari della città. Un “mozzico” – che nello slang romano vuole dire “morso” – che punta direttamente ai polpacci delle gambe di Fratelli d’Italia.

Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole

Bellisario, premio a Minozzi jr

Sarà la cantautrice Malika Ayane a condurre su Rai 1 le tradizionali Mele d’oro del Premio Marisa Bellisario: commissione esaminatrice presieduta da Gianni Letta, premiate Alessandra Galloni, direttrice di Reuters, Reem Al Hashimy, ministro per la Cooperazione internazionale degli Emirati Arabi Uniti, suor Nathalie Becquart, sottosegretaria del Sinodo dei vescovi, Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, Valentina Pellegrini, ad del gruppo Pellegrini, Elisabetta Colacchia, Head of People & Organization di Enel, Raffaella Pannuti, presidente della Fondazione Ant, Francesca Sofia, dg della Fondazione Cassa depositi e prestiti. Il Premio Women Value Company Intesa Sanpaolo, giunto alla sua decima edizione e dedicato alle Pmi virtuose, sarà assegnato a 3TI Progetti, realtà italiana di ingegneria integrata, attiva a livello internazionale, e ad Antur, società benefit impegnata nei settori della sostenibilità ambientale, della ricerca scientifica e dell’innovazione Esg. Il Premio Women Empowerment Company promosso in collaborazione con Confindustria va a Iris Ceramica Group, storica eccellenza italiana guidata da Federica Minozzi. La famiglia Minozzi vanta partecipazioni azionarie in Snam e Mediobanca, in passato deteneva quote di Italgas e Terna. Lo scenario del premio? Il Colosseo, nella serata di sabato.

Acquazzone sul premio Agnes

Quando meno te l’aspetti, dopo una giornata caldissima, ecco che il cielo di Roma in serata ha regalato un acquazzone improvviso, fortissimo. E dove poteva cadere, se non su piazza di Spagna, location del premio Biagio Agnes? Panico tra i presenti, tutti vestiti da sera, con corse a cercare un riparo sotto un cornicione di uno dei palazzi che circondano l’area. Quello che nella Capitale viene chiamato “sgrullone” ha fermato per più di un’ora la kermesse, con serie difficoltà per Mara Venier e Antonio Matano che conducevano la premiazione. Un diluvio che ha colpito anche la vicina Villa Medici, dove i francesi avevano organizzato “La nuit des cabanes”, con allestimento di eventi e spettacoli nei giardini.

Giorgetti vuò fà l’Amerikano, il “mozzico” di Alemanno e le altre pillole
Simona Agnes e Giampaolo Rossi alla cerimonia del Premio Biagio Anges (foto Imagoeconomica).

Ferrarelle in America e la “Monda family”

L’acqua minerale italiana sbarca sulla tivù americana. Ferrarelle e Fremantle hanno siglato un accordo di sponsorizzazione all’interno di America’s Got Talent, il programma creato da Simon Cowell, co-prodotto da Fremantle e Syco Entertainment, in onda su Nbc dal 2006. Obiettivo, rafforzare la notorietà del marchio e consolidarne la presenza, eccetera eccetera. L’operazione è frutto della collaborazione tra il team marketing di Ferrarelle e il team global branded entertainment di Fremantle, si legge nei dispacci diramati dalle società: «Questa partnership segna un passo significativo nel nostro percorso di crescita internazionale», ha detto Gabriele Monda, marketing director di Ferrarelle. Già, Monda: e a tutti vengono subito in mente i fratelli Monda, uno alla guida de L’Osservatore Romano, Andrea, e l’altro «l’uomo del cinema», Antonio, più noti nel circuito della politica come «i nipoti di Riccardo Misasi», lo scomparso democristiano calabrese, più volte presente nei governi della Prima Repubblica.

I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole

Alla fine Stefano Antonio Donnarumma ha deragliato. Dopo un vertice col ministro dei Trasporti Matteo Salvini, si è dimesso dal ruolo di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Il passo indietro era concordato e, secondo fonti del Mit, l’obiettivo sarebbe far partire subito la “Fase 2”, chiusi gli obiettivi del Pnrr: la scelta del successore avverrà quindi all’interno del gruppo, e circola insistentemente il nome di Gianpiero Strisciuglio, attuale ad e direttore generale di Trenitalia. Mentre Giuseppe Inchingolo, ora a capo della comunicazione, è in ballo per la poltrona di vicedirettore generale.

I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole
I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole
I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole
I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole

L’uscita di Donnarumma era nell’aria: al manager è mancato da sotto ai piedi il terreno dell’appoggio politico leghista, e non ha più voluto restare sulla graticola. A maggior ragione dopo le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Fs da parte di Caterina Belletti, arrivata alla presidenza di Fs International, e soprattutto di Tiziana De Luca, che era in quota Mef, vicecapa di gabinetto del ministro Giancarlo Giorgetti.

I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole
Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

A proposito, le frizioni tra Donnarumma e Giorgetti non erano certo mancate. C’era disaccordo sulla Rab (acronimo di Regulatory Asset Base), cioè il modello di finanziamento che deve attrarre capitali privati per sviluppare le grandi infrastrutture ferroviarie (come per esempio l’Alta Velocità): l’ad avrebbe aperto ai fondi esteri, Giorgetti assolutamente no. E ai più attenti non è sfuggito il duro intervento del ministro in conferenza stampa il 27 maggio, davanti all’ad: «Pensiamo a casa nostra! Guardo qui Donnarumma. Ma perché noi dobbiamo andare a cercare il fondo pensione canadese o australiano per le nostre infrastrutture, quando abbiamo i fondi pensione italiani? Perché nessuno parla di questo?».

I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole
Stefano Donnarumma (Imagoeconomica).

Anche sui dossier principali non c’era intesa, per esempio sull’acquisizione del ramo ferroviario di Pizzarotti e di Firema. Con Donnarumma se ne vanno anche due big: il direttore finanziario Fabio Paris, dimissionario (lo attende Open Fiber) e il numero uno delle Risorse umane Gian Luca Orefice (futuro nella Difesa). Quale sarà la buonuscita dell’ad? Anche qui si è discusso: da contratto la cifra è intorno agli 1,5 milioni, ma il manager vorrebbe di più. Donnarumma, ex Acea e Terna, era arrivato nel gruppo nel giugno del 2024, voluto da Salvini. Le sue avventure nelle partecipate di Stato fin qui non sono state proprio fortunatissime.

Arianna sul vulcano

Arianna Meloni punta sul vulcano, l’Etna. Sarà un sabato infuocato quello in programma a Zafferana Etnea, in provincia di Catania, luoghi carissimi al presidente del Senato Ignazio La Russa: c’è la convention “Etna tricolore” promossa dai coordinamenti regionale e provinciale di Fratelli d’Italia. Ad aprire i lavori “sister Arianna”, capa della segreteria politica nazionale di FdI e ovviamente sorella della premier Giorgia. Interverranno, tra gli altri, Luca Sbardella, in qualità di commissario regionale di FdI Sicilia, ed Enrico Trantino, sindaco della Città Metropolitana di Catania ed erede di una storica dinastia della destra catanese. Sono attesi i commenti di ‘Gnazio…

I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole
Arianna Meloni (Imagoeconomica).

Lega, una lacrima su Treviso

Altro che Una lacrima sul viso, la canzone di Bobby Solo, qui c’è una lacrima su Treviso. Niente da fare, nemmeno un appuntamento si riesce a tenere fissato tra i leghisti. Balla tutto. E così quello che doveva essere un incontro al vertice per mettere la parola fine alla guerra intestina nella Lega è saltato: il 4 e il 5 luglio nel Trevigiano era in programma una “cabina di regia”, ossia la riunione del tavolo dei territori della Lega, usando una terminologia che poteva essere cara a re Artù, ma anche ai Puffi. Tra Matteo Salvini e Luca Zaia (l’ex governatore poteva festeggiare il vertice nella sua zona, con tanto di prosecco per tutti) ormai regna l’incomunicabilità, come in un film di Michelangelo Antonioni. Intanto il partito annaspa, e Salvini si mette a chiedere l’esercito per presidiare le ferrovie: «Io militarizzerei le stazioni, altro che togliere i militari dalle strade e dalle stazioni, fosse per me ci sarebbero su tutti i treni». In questo modo, dato che ha capito che il titolare del dicastero dell’Interno si chiama Matteo Piantedosi e resterà fino al termine della legislatura, Salvini vuole far arrabbiare il ministro della Difesa Guido Crosetto, punzecchiandolo sul tema della gestione dei militari italiani nelle città. Che poi Crosetto ha già i suoi problemi con il numero uno della Nato, Mark Rutte, ci manca solo il leghista a fargli aumentare il travaso di bile.

I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole
Matteo Salvini e Luca Zaia (foto Ansa).

Grafica Pride, scivolone e censura pure sul “recap”

Al ministero della Cultura a dar scandalo c’è sempre il direttore dell’Istituto centrale della grafica, cioè Fabio De Chirico. Prima ha provocato disastri politici per colpa del “Grafica Pride”, un evento dedicato ai temi dell’inclusione e dei diritti LGBTQIA+ andato in scena venerdì 19 giugno, il giorno prima del Roma Pride. La locandina dell’evento aveva i colori dell’arcobaleno sulla Fontana di Trevi (che tra l’altro non è statale, ma comunale) e in effetti doveva esserci una proiezione di quei colori sulla facciata. Che poi però non è mai avvenuta, dopo aver scatenato le proteste dei “pro-vita” di Massimo Gandolfini e aperture pesantissime (e che strizzavano l’occhio agli omofobi, tanto per gradire) in prima pagina del quotidiano La Verità.

I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole
I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole
I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole
I motivi dietro l’addio di Donnarumma a Fs, un nuovo pasticcio al Mic e altre pillole

De Chirico poi ha messo di nuovo in seria difficoltà il suo “nume tutelare” ministeriale Massimo Osanna, che guida i musei. Ha infatti pensato bene di pubblicare, a evento avvenuto, un “recap” della serata sul sito dell’Istituto, composto dalle immagini delle attività ospitate nella sede museale, con tanto di personale dedicato alla bisogna. Inutile dire che quella specie di “bignami” è durato solo l’espace d’un matin, anzi nemmeno, ed è stato fatto sparire tutto, per non lasciare più tracce di una manifestazione tanto controversa. Anno 2026, al governo di destra fanno ancora così tanto paura i diritti LGBTQIA+

Tajani a Farmindustria. Con tanti ombrelli…

Antonio Tajani, Adolfo Urso, Anna Maria Bernini e ovviamente Orazio Schillaci: sono andati tutti all’assemblea pubblica 2026 di Farmindustria, dedicata a “Geopolitica e innovazione: l’industria farmaceutica asset strategico per la salute e la crescita della Nazione”, dove è stato messo al centro il ruolo della farmaceutica italiana nel nuovo scenario globale. Nella romana via della Conciliazione una giornata caldissima: e nessuno ha ancora capito perché a ogni assemblea di Farmindustria, in pieno giugno, con un sole che spacca le pietre e un clima da savana, all’uscita viene sempre regalato un ombrello brandizzato. Addirittura c’è chi se ne è portati via tre, andando via dall’evento…

De Martino e Gerry Scotti per Simona Agnes

La serata romana va in scena giovedì 25 giugno, ma andrà in onda sulla Rai il 3 luglio: per il premio Biagio Agnes si sono mobilitati in tanti nel servizio pubblico radiotelevisivo pur di accontentare Simona Agnes, da anni pretendente al trono di presidente della Rai ma puntualmente respinta al punto di partenza, ossia il ruolo di semplice consigliere d’amministrazione. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi parla di «una grande festa del giornalismo e della televisione»: premiati e ospiti dovrebbero anche segnare una sorta di “pax televisiva” tra Rai e Mediaset. E così via alle presenze di Stefano De Martino e Gerry Scotti, più Lino Banfi, in una kermesse che bloccherà il centro storico romano, dato che si svolgerà in piazza di Spagna.

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Simona Agnes (Imagoeconomica).

Preziosi verso Tv2000 e l’effetto domino con Sechi: le pillole del giorno

Nonostante Antonio Preziosi sia stato riconfermato alla guida del Tg2, in Rai dicono che «per lui presto si preannuncia un nuovo incarico». Quale sarebbe? Gli spifferi indicano Preziosi come il candidato numero uno alla direzione della televisione dei vescovi, Tv2000. Intanto “a bordo campo” c’è Mario Sechi che attende una collocazione di riguardo, in area governativa, dopo essere stato detronizzato dalla famiglia Angelucci a Libero: chi meglio di lui, Sechi, se al telegiornale della seconda rete Rai dovesse liberarsi un posto? Anche perché tutti, a cominciare dalla “sodale” e corregionale Bianca Berlinguer, chiamano sempre Sechi «direttore». E Vincenzo Morgante, l’attuale direttore di Tv2000, che fine farebbe? Per ora è andato a Bruxelles, facendosi fotografare con Pina Picierno, fuggita dal Partito democratico, alla presentazione al parlamento europeo del documentario KM333, ultima fermata diretto da Gianni Vukaj e scritto con Beatrice Bernacchi, a 10 anni dalla tragedia in cui 13 studentesse persero la vita il 20 marzo 2016 al chilometro 333 dell’autostrada tra Valencia e Barcellona, tra cui sette giovani italiane. Picierno ha tenuto un discorso di benvenuto. Chissà se c’è la politica nel futuro di Morgante, dato che lui ha lavorato fianco a fianco con il capo del dicastero della Comunicazione della Santa Sede Paolo Ruffini, che tra l’altro è il fratello di Ernesto Maria, da molti ritenuto il prossimo numero uno della futura Dc, sempre elogiato dall’ex presidente del Consiglio Romano Prodi.

Preziosi verso Tv2000 e l’effetto domino con Sechi: le pillole del giorno
Preziosi verso Tv2000 e l’effetto domino con Sechi: le pillole del giorno
Preziosi verso Tv2000 e l’effetto domino con Sechi: le pillole del giorno
Preziosi verso Tv2000 e l’effetto domino con Sechi: le pillole del giorno
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Ravasi, ormai ribattezzato «il cardinale ovunque»

Il cardinale Gianfranco Ravasi, come Jep Gambardella de La grande bellezza, non perde un evento. Ormai lo chiamano «il cardinale ovunque»: nella serata di martedì 23 giugno era in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, dove il premio internazionale per la leadership e la benevolenza Joaquín Navarro-Valls veniva conferito ad Andrea Bocelli e Giulia Lapertosa: immancabile una lectio magistralis del cardinale, dal titolo “Unità e benevolenza per le sfide del mondo attuale”. L’agenda è fittissima: giovedì sempre a Roma, nella sede dell’Associazione della stampa estera, ecco Ravasi impegnato in un “Dialogo sul futuro dell’Uomo”, a colloquio con Roberto Sommella. E lì, a Palazzo Grazioli, c’è stato per tanti anni un uomo che ha ricoperto d’oro Ravasi: Silvio Berlusconi. Il cardinale ogni domenica mattina, su Canale 5, per una trentina d’anni ha condotto Le frontiere dello spirito, con laute soddisfazioni…

Preziosi verso Tv2000 e l’effetto domino con Sechi: le pillole del giorno
Il cardinale Gianfranco Ravasi (Ansa).

Pronti per la nuova Dc? Dopo il Concistoro

In Vaticano, e anche fuori dai sacri palazzi, è cominciato il countdown (del resto con papa Leone XIV, che è americano, il linguaggio è quello degli States): tutto è pronto per ricominciare a mettere in campo i cattolici, nel terreno della politica, anche con un movimento ad hoc. Il gong verrà dato dal Concistoro, in programma in Vaticano nelle giornate del 26 e del 27 giugno: ai cardinali riuniti verranno poste tante domande, alle quali servirà dare una risposta. Una tra tutte: «Quali linguaggi, atteggiamenti e pratiche possono aiutare a costruire riconciliazione, convivenza e pace?», con un programma di lavoro che non prevede soste e si concluderà con una cena presieduta dal pontefice. Si parte con una messa nella Basilica di San Pietro, quindi nell’aula Paolo VI ecco il cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio Cardinalizio e la prima sessione, sul tema “In quale mondo siamo chiamati ad annunciare il Vangelo?”, con una meditazione biblica del cardinale Grzegorz Ryś. Nessuno ne fa mai il nome, ma il “convitato di pietra” è Donald Trump, presidente degli Stati Uniti. E dopo, che succederà? L’attesa dei cattolici italiani in politica è grande, per capire se fare il passo verso un partito che dovrebbe ricordare, agli elettori, la vecchia Dc.

L’ad della Rai Rossi legge solo Il Messaggero

Avvisate Mario Orfeo, il direttore del quotidiano la Repubblica, l’uomo che ha ricoperto ogni tipo di incarico nel servizio pubblico radiotelevisivo italiano: alla Rai dicono che l’amministratore delegato Giampaolo Rossi legga solo un giornale, Il Messaggero di Francesco Gaetano Caltagirone, diretto da Roberto Napoletano.

Preziosi verso Tv2000 e l’effetto domino con Sechi: le pillole del giorno
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La strana coppia Mulè-Cannella e le mire sulla Sicilia: le pillole del giorno

Al ministero della Cultura da poco tempo c’è un nuovo sottosegretario, Pietro Cannella (anche se c’è chi lo chiama Giampiero), che ha preso il posto di Gianmarco Mazzi, nominato ministro del Turismo al posto di Daniela Santanchè. Cannella è siciliano, e anche se fa parte di Fratelli d’Italia “fa coppia” con il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, che ha preso parte domenica sera, all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, al concerto organizzato in occasione della Festa della Musica 2026. C’era un “Omaggio a Paolo Conte”. Ma Mulè e Cannella si sono presentati in “missione istituzionale” al Museo del Prado di Madrid che ha approvato il prestito temporaneo in Sicilia del celebre capolavoro Cristo in pietà e un angelo di Antonello da Messina. Al presidente della Regione Sicilia Renato Schifani il viaggio della coppia non è sfuggito: Mulè punta da tempo alla poltrona di governatore dell’isola, un obiettivo che si scontra con le lotte interne al centrodestra.

La strana coppia Mulè-Cannella e le mire sulla Sicilia: le pillole del giorno
La strana coppia Mulè-Cannella e le mire sulla Sicilia: le pillole del giorno
La strana coppia Mulè-Cannella e le mire sulla Sicilia: le pillole del giorno

Il duo Salvini-Sardone fa discutere molto a Roma…

A Roma l’accoppiata tra Matteo Salvini e Silvia Sardone fa parlare. Molto. I due sono stati i più votati ai gazebo leghisti che cercavano un possibile futuro candidato sindaco di Milano. Sai che sorpresa. Silvia Serafina Sardone (sì, c’è anche Serafina nel nome) una volta era di Forza Italia, «tra quei forzisti che piacevano senz’altro a Mario Giordano ma che Marina Berlusconi non tollera proprio», spifferano i fedelissimi dell’erede del Cavaliere (a proposito della famiglia del fondatore del partito, a Roma si è affacciata Marta Fascina, sempre con accanto il fidato Tullio Ferrante, e qualche giorno fa la “vedova” è stata notata a Napoli, a Marechiaro, con Eleonora Berlusconi). Comunque a Milano la lotta è appena cominciata. A Roma, intanto, la Lega è diventata la materia prima per le barzellette politiche, dato che quello che era stato candidato da Salvini come sindaco della Capitale, cioè Antonio Maria Rinaldi, se n’è andato via dal Carroccio per entrare nelle truppe del generale Roberto Vannacci. E pensare che aveva appena rinnovato la tessera leghista…

La strana coppia Mulè-Cannella e le mire sulla Sicilia: le pillole del giorno
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La strana coppia Mulè-Cannella e le mire sulla Sicilia: le pillole del giorno
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La strana coppia Mulè-Cannella e le mire sulla Sicilia: le pillole del giorno
La strana coppia Mulè-Cannella e le mire sulla Sicilia: le pillole del giorno

Malagò debutta a Confcommercio

Singolare battesimo per Giovanni Malagò come nuovo numero uno del calcio italiano: nella mattinata di mercoledì 24 giugno sarà a Roma nel Centro Congressi Confcommercio, tra i protagonisti del convegno intitolato “Equità e sicurezza: le due leve dello sport che verrà”, insieme al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. Malagò era stato chiamato a partecipare in qualità di presidente della Fondazione Milano Cortina 2026. Nel frattempo ha ampliato i suoi incarichi…

La strana coppia Mulè-Cannella e le mire sulla Sicilia: le pillole del giorno
Giovanni Malagò (Imagoeconomica).

Mezzo governo da Belpietro (ma non Giuli!)

A Roma va in scena la terza edizione del “giorno de La Verità“, evento promosso dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro. Gli annunci sui partecipanti parlano della presenza di mezzo governo: Giorgia Meloni, presidente del Consiglio; Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia; Guido Crosetto, Difesa; Francesco Lollobrigida, Agricoltura; Gilberto Pichetto Fratin, Ambiente; Marina Calderone, Lavoro. Chissà perché non appare tra gli invitati il titolare della Cultura Alessandro Giuli

La strana coppia Mulè-Cannella e le mire sulla Sicilia: le pillole del giorno
Alessandro Giuli (Imagoeconomica).

All’Inps Fava vuole l’albo delle… badanti

Un albo professionale per le badanti: quella che viene definita come «una stravagante idea» è venuta in mente al presidente dell’Inps Gabriele Fava, che ha spiegato come l’istituzione di un «albo nazionale per colf e badanti» sarebbe «capace di qualificare e certificare le competenze degli assistenti familiari». Può servire? La stragrande maggioranza di deputati e senatori valuta negativamente la proposta, sottolineando che si tratta in gran parte di straniere, ormai vicine alla terza età, spesso senza titoli di studio spendibili in Italia. «Rischia di essere l’ennesimo via libera a un’ondata di migrazione», si sente dire, una specie di «regolarizzazione di massa di persone presenti in Italia che si farebbero certificare una presenza in una famiglia come domestico per avere un documento». Nel Sud, poi, da sempre sono tantissime le colf senza contratto, che spesso sono al servizio di anziani e vengono sposate quando “il badato”, ormai solo al mondo, è in fin di vita.

Lancio a Roma per il Pride Barcelona

Pride Barcelona sbarca in Italia, con tanto di presentazione ufficiale della candidatura di WorldPride Barcellona 2030 nell’Ambasciata di Spagna a Roma, in un evento organizzato con il supporto di Turespaña e della stessa ambasciata. Con una folla di interventi, tra i quali sono da segnalare quelli di Alberto Lacasta, dg delle Politiche Pubbliche Lgbtq+ della Generalitat de Catalunya, e di Javier Rodríguez, commissario per le Politiche dell’Infanzia, dell’Adolescenza, della Gioventù e Lgbtq+ del Comune di Barcellona, c’erano attivisti internazionali in «difesa dei diritti umani in un contesto internazionale caratterizzato dalla crescita dei discorsi d’odio, dei movimenti reazionari e delle minacce ai valori democratici». Cosa è stato detto? Che «la comunità Lgbtq+ rappresenta la resistenza di fronte a un’agenda politica dell’odio guidata dall’estrema destra, dal fascismo e da tutti quei movimenti politico-sociali contrari ai diritti umani e alla democrazia». E giusto per non dimenticare nulla, a pochi passi da Giorgia Meloni è stato sottolineato che «nel 2030 ricorreranno il 25esimo anniversario dell’approvazione del matrimonio egualitario in Spagna e il 50esimo anniversario della legalizzazione della prima organizzazione sociale Lgbtq+ del Paese: il Front d’Alliberament Gai de Catalunya. Queste due ricorrenze non rappresentano semplici celebrazioni commemorative, ma opportunità strategiche per attivare la memoria collettiva, riconoscere l’eredità delle lotte del passato e proiettare impegni concreti verso il futuro».

Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno

L’eco del botta e risposta tra Donald Trump e Giorgia Meloni non si esaurisce. Una sbornia continua, tra familiari del presidente americano che evocano malattie mentali, disturbi psichiatrici di ogni tipo, manie e vizi (con tanto di intervista al Corriere della sera) e quotidiani italiani che ormai hanno titolato ogni offesa possibile contro Trump. Tra deputati e senatori di Fratelli d’Italia tutti si chiedono: «Quando finirà?». C’è un appuntamento segnato di rosso, il tradizionale party per il 4 luglio, Giorno dell’Indipendenza americana. Cade di sabato, ma anche quest’anno, come nel 2025, si festeggia il 2 luglio: per quel giovedì ministri, politici e vipponi di vario genere dovranno decidere se accettare l’invito ed entrare a Villa Taverna per l’evento a stelle e strisce, come se nulla fosse (o quasi). La lite non sembra avere termine e quella data si avvicina pericolosamente, anche se Palazzo Chigi ora ha chiesto di abbassare i toni, e la clamorosa idea di disertare il ricevimento con l’imbarazzato ambasciatore americano a Roma Tilman Fertitta sembra essere rientrata. A meno che qualcuno proprio non ce la faccia e, per scelta personale, non si presenti. L’anno scorso sul palco, oltre alla premier, erano saliti il presidente del Senato Ignazio La Russa e i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Male che vada, il rischio quest’anno è che hot dog e sandwich vari possano finire nei camion della nettezza urbana per mancanza di clienti. Qualcuno mette già le mani avanti, visto che «è meglio non andarci alla festa americana, si mangia malissimo».

Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno
Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno
Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno
Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno
Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno

Qualcuno dica a Salvini che il ministro dell’Interno non è lui

«Gioca in casa, a Milano, e vuol far credere che il responsabile della sicurezza in Italia, il vero ministro dell’Interno, è lui, Matteo Salvini»: così tra i leghisti viene commentata la visita in agenda nella mattinata di lunedì 22 giugno del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, in via Francesco Caracciolo, per un «sopralluogo tecnico» nel cantiere dei lavori per la realizzazione della nuova sede della polizia di Stato all’interno del compendio demaniale “Caserma Montello”. Al Viminale in teoria ci sarebbe Matteo Piantedosi, ma per Salvini il cuore è rimasto lì, sul colle romano dove voleva tornare…

Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno
Sopralluogo tecnico del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini al cantiere dei lavori per la realizzazione della nuova sede della polizia di Stato a Milano (foto Ansa).

La Capitale copia gli americani: nasce la Roma Walk of Fame

Come al solito, quando si è provinciali si copia tutto quello che fanno gli americani. Pure a Roma, in Campidoglio, dove il sindaco è il piddino Roberto Gualtieri: il I Municipio, con una risoluzione del Consiglio, ha deciso di realizzare la “Roma Walk of Fame”, ovviamente nella strada della Dolce vita, via Veneto. Mischiando vivi e morti, per far più confusione: tra i primi, ecco Francesco Totti e Adriano Panatta, chiamati in rappresentanza dello sport. Per lo spettacolo non si contano più i defunti che verranno celebrati: Federico Fellini, al quale verrà dedicata una stella da collocare davanti al Cafè de Paris, e poi Marcello Mastroianni, Anna Magnani, Monica Vitti, Vittorio Gassmann, Alberto Sordi, Pier Paolo Pasolini e Ennio Morricone. Comunque, sul tema “parità di genere” non ci siamo proprio: per la stragrande maggioranza si tratta di uomini.

Tg5, c’è Vicinanza con Confcooperative

Non è il miglior periodo per parlare degli Stati Uniti, però Giancarmine Vicinanza ha prodotto un libro intitolato La Costituzione Americana? È nata a Venezia. L’autore, che da mesi va in giro a diffondere la sua fatica editoriale e viene presentato come «storico», anche dal Tg5 di Mediaset sabato 20 giugno nell’edizione delle 13 (e la prefazione del libro è firmata da uno “di casa” nelle reti televisive berlusconiane, cioè Giuseppe De Filippi), si dilunga su temi dei legami tra l’Italia e gli Stati Uniti. Che poi Vicinanza nella vita di tutti i giorni, e ormai da vent’anni, è il capo dell’ufficio stampa di Confcooperative, prodigo di pacchi natalizi ricchi di ogni ben di Dio a beneficio di chi lavora nei piani alti dei giornali, senza dimenticare inviti alle cene grazie alla presenza di aziende del settore food nel “corpaccione” delle coop bianche. Altro che «storico»…

Gualtieri ci tiene a Coldiretti (e al Circolo San Pietro)

“Campagna Amica”, ossia gli stand alimentari di Coldiretti, nella serata di giovedì 18 giugno hanno invaso il Maxxi di Roma. Il giorno dopo è arrivato il taglio del nastro, in via Tiburtina, del mercato di “Campagna Amica Tiburtino”, inaugurato in una tensostruttura alla presenza del sindaco di Roma Gualtieri, dei rappresentanti di Coldiretti di Roma e Lazio e Campagna Amica. Uno spazio è dedicato ai prodotti a chilometro zero, alla filiera corta e al rapporto diretto tra aziende agricole e cittadini. Che poi è Niccolò Sacchetti il presidente di Coldiretti Roma, il marchese che è anche presidente del Circolo San Pietro. Fatto sta che Gualtieri ci teneva tantissimo a presenziare, e ha tenuto anche un discorso: «I mercati sono spazi fondamentali. Non sono solo luoghi commerciali, sono luoghi di socialità. Veicolano un’idea di comunità dove le persone si incontrano e si conoscono, e promuovono un rapporto sano con il cibo e con le nostre filiere agricole. Oggi siamo invasi da cibi ultraprocessati, mentre abbiamo un patrimonio preziosissimo nelle aziende di prossimità. Lavorano con passione, offrono qualità straordinaria e portano avanti molto più di un banco: custodiscono un pezzo della nostra civiltà che fa bene alle persone e all’economia. Lavoreremo perché questi spazi crescano ancora». E in Campidoglio spifferano: «Dopo il “patto” con Francesco Gaetano Caltagirone, adesso Gualtieri ha stretto un accordo anche con la nobiltà “nera”, quella papalina, della Capitale».

Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno
Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno

Il re di Benevento Mastella ora beve Acea

Grande festa per i 50 anni in politica del 79enne Clemente Mastella da Ceppaloni, “il re di Benevento”. E proprio in occasione dei preparativi per le celebrazioni mastelliane, è stata aggiudicata ad Acea Acqua Spa la gara, dal valore stimato di oltre un miliardo di euro, per la gestione del Servizio idrico integrato dell’area sannita. Acea Acqua sarà il socio privato di Sannio Acque Srl, quest’ultima una realtà mista pubblico-privata costituita al 55 per cento da soci pubblici e al 45 per cento da Acea Acqua Spa. La concessione, che avrà durata fino al 2051, riguarda un ambito territoriale di grande rilevanza e comprende il Comune di Benevento e altri 77 Comuni della provincia, per un totale di 272 mila abitanti serviti.

Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno
Clemente Mastella (foto Imagoeconomica).

Per Tortora, Bpm è un’ottima banca. Ma dai?

In vista del consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena, in programma il 22 giugno, c’è chi guarda nel dettaglio cosa è accaduto nelle settimane che hanno preceduto le offerte di Banco Bpm da una parte e di Intesa e Bper dall’altra. Un faro è stato acceso sulla “lista Tortora”, quella che permise a Luigi Lovaglio di tornare a bordo del Monte, dopo esserne stato cacciato. Al Corriere della Sera, intervistato, Pierluigi Tortora ha detto: «L’offerta di Intesa su Mps? Non ho pregiudizi». Per poi rispondere, a una domanda su Banco Bpm, che si tratta di «un’ottima banca». Poteva dire altrimenti, Tortora? A marzo, con una curiosa coincidenza temporale, il suo gruppo, Plt, ha ottenuto da Banco Bpm un fido da 159 milioni di euro. Che non sono bazzecole. La notizia è circolata solo per un giorno, e sulla stampa specializzata. Fatto sta che sul sito di Plt è descritta tutta l’operazione.

Meloni e l’imbarazzo per il party americano a Villa Taverna: le pillole del giorno
Pierluigi Tortora e Luigi Lovaglio. Alle loro spalle, Rocca Salimbeni.

In sintesi si tratta di un finanziamento per l’acquisizione e il rifinanziamento di sei impianti fotovoltaici, e «l’operazione è stata guidata da Banco Bpm in qualità di global coordinator, in pool con UniCredit, Bper Corporate & Investment Banking, Crédit Agricole Italia, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Mediocredito Centrale». Plt energia si descrive come «primario operatore italiano nel settore delle energie rinnovabili e controllato da Plt holding appartenente alla famiglia Tortora» e annuncia di aver sottoscritto, «tramite la propria sub-holding Plt Res 2 S.r.l., un finanziamento in pool su base “project finance” con capofila Banco Bpm per complessivi 159,1 milioni di euro. Per quanto riguarda i tempi, un’operazione come questa, anche per gli importi in ballo, non nasce nel giro di pochi giorni, perché richiede una serie di interlocuzioni tra le numerose parti coinvolte. Qualcuno si incuriosisce per la contemporaneità del finanziamento con il ritorno di Lovaglio nella corsa per riconquistare Mps, per non parlare del ruolo di Banco Bpm, che poi è stato il primo a lanciare l’attacco al Monte, in una domenica di fuoco che ha fatto intervenire, come risposta all’azione dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna, Intesa e Bper, insieme. In precedenza, a gennaio, Plt era stato protagonista di un altro intervento, un finanziamento multilinea su base project financing per complessivi 54,2 milioni di euro con UniCredit in qualità di Sole Mandate Lead Arranger, Bookrunner e Lender. Alla fine, l’unica banca con cui Tortora non ha avuto contatti, in questi mesi, è Intesa. Interessante, molto interessante…

Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole

Lollo show. Lollo senza sosta. Lollo inesauribile. Chi ha vissuto la giornata di giovedì 18 giugno seguendo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida alla fine è arrivato stravolto a casa: mattinata a Milano per Assolatte, dove ha detto che «il settore lattiero-caseario è un modello virtuoso che ci viene invidiato dal mondo e che rappresenta appieno il Made in Italy» (che poi quest’ultimo sarebbe un argomento di competenza di Adolfo Urso), senza dimenticare frasi a effetto come quella di voler assicurare ai «nostri imprenditori di avere le spalle coperte quando decidono di investire in nuove esperienze di mercato, riuscendo a contaminare in senso positivo il resto del Pianeta con ciò che sappiamo fare e con quanto abbiamo garantito in termini di benessere». Quindi si torna a Roma, c’è anche l’assemblea di Assica, ossia il mondo della carne, fino allo show nel Chiostro del Bramante, con il ventennale di “Italia del Gusto”, per consegnare a Giovanni Rana, fondatore e presidente onorario di Italia del Gusto, la moneta dedicata alla Cucina italiana patrimonio Unesco. L’unico riposato e in forma, a tarda sera, era proprio Lollo.

Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole
Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole
Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole
Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole
Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole
Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole
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Pure Napoletano per Gualtieri alla Festa dell’Unità

Il feeling tra il quotidiano Il Messaggero e il sindaco di Roma ha superato ogni aspettativa: ci mancava solo l’intervista a Roberto Gualtieri in programma nella serata di venerdì alla Festa dell’Unità condotta da Roberto Napoletano, direttore del giornale di proprietà di Francesco Gaetano Caltagirone. «Siamo all’apoteosi», si sente dire da via del Tritone, la sede del quotidiano: anche perché «Napoletano non è mai stato di sinistra, e vederlo in mezzo ai “compagni” sarà uno spettacolo». Certo è che l’asse tra il costruttore-editore-finanziere e il primo cittadino della Capitale è saldissimo.

Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole
Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole
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Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole
Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole

Obama invita Renzi: altro che la grotta di un’osteria romana…

Barack Obama chi ha invitato a Chicago, per l’inaugurazione della biblioteca presidenziale a lui intitolata? Matteo Renzi. Mentre in Italia il campo largo discute nella grotta di un’osteria romana (anche se per il numero dei componenti è stata battezzata come “la banda dei quattro”, evocando la storia della Cina), chi esce allo scoperto e va all’estero facendosi notare è sempre lui, l’ex sindaco di Firenze, che negli Stati Uniti è ascoltatissimo. E, alla faccia di tanti altri, coltiva le amicizie che contano.

Il Lollobrigida show, la sinistra in piazza Dalla alla faccia di Vannacci e le altre pillole
Matteo Renzi e Barack Obama (Ansa).

La sinistra riparte da piazza Lucio Dalla. Capito, Vannacci?

Appuntamento a Bologna con la Fiom, nella giornata di venerdì 19 giugno. Una festa con la partecipazione annunciata della segretaria del Pd Elly Schlein, del leader M5s Giuseppe Conte e di Nicola Fratoianni per Sinistra italiana. Dove? Nella piazza intitolata a Lucio Dalla. Una scelta che sembra fatta apposta per rispondere al generale Roberto Vannacci, che aveva chiuso il suo incontro romano di Futuro nazionale con la canzone Futura di Dalla. Facendo protestare parenti e amici del cantautore…

Ruini, secondo funerale: stavolta a Reggio Emilia

Dopo l’addio solenne nella basilica di San Pietro, con papa Leone XIV, per il cardinale Camillo Ruini nella giornata di venerdì ecco il secondo funerale, a Reggio Emilia, nella cattedrale, in una celebrazione presieduta dall’arcivescovo Giacomo Morandi: nel Modenese tutti lo chiamano simpaticamente «monsignor Ferrari» perché per anni è stato vicario parrocchiale in quel di Fiorano, la patria della casa del Cavallino rampante. Il papa ha definito Ruini «pastore saggio e sollecito», in una cerimonia, quella romana, che verrà ricordata per i 34 cardinali celebranti.

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Il papa celebra il funerale del cardinale Camillo Ruini (foto Ansa).

A Sport e Salute piace la Volvo

Roma, Stadio dei Marmi del Foro Italico: première romana dei nuovi modelli Volvo, con 800 ospiti presenti «con forme e luci che hanno sfidato la solennità delle statue classiche che coronano lo stadio» (chissà cosa ne pensa il ministro della Cultura Alessandro Giuli). Protagonista Michele Crisci, presidente e managing director Volvo Car Italia, per annunciare la partnership con Sport e Salute, «la società dello Stato che si occupa dello sviluppo dello sport in Italia e alla quale il governo affida la promozione dell’attività fisica e dei corretti stili di vita», con Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute. Tra l’altro, a partire dal quarto trimestre del 2026 chi guida una Volvo potrà utilizzare l’app della casa automobilistica per ricaricare la propria auto a trazione completamente elettrica presso oltre 20 mila stazioni Supercharger di Tesla in tutta Europa. Per la gioia di Elon Musk. C’erano una volta le auto italiane…

Salvini sotto un treno, i diktat di Calta diventati inchieste e le altre pillole

“Furti di cavi da parte di ignoti”: niente da fare, a Matteo Salvini non ne va bene una, né come capo della Lega (mentre i sondaggi registrano i primi sorpassi da parte di Futuro nazionale di Roberto Vannacci) e nemmeno come ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Poche ore dopo aver sgominato il gruppo di anarchici che metteva a rischio la circolazione ferroviaria, ecco che qualche ladruncolo di rame ha messo in ginocchio i treni. Federconsumatori ha rigirato il coltello nella piaga sciorinando gli impietosi dati del 2026: «In quattro mesi, ogni mese, sei giorni su 30 il servizio funziona regolarmente, mentre nei restanti 24 giorni si registrano disagi di varia entità che ricadono sistematicamente sui cittadini, in particolare su lavoratori, pendolari e soggetti con minore flessibilità negli spostamenti». Non solo, ci mancavano le frasi scritte su Il Foglio e nate da una conversazione tra Carmelo Caruso e Simonetta Matone, con l’esponente leghista che ha detto chiaramente cosa succede tra Luca Zaia e Salvini. La voglia di scappare è tanta, da parte di deputati e senatori eletti nelle liste del Carroccio, e Caruso ha riportato queste parole di Matone: «Io sono stata eletta anche grazie a Fratelli d’Italia che mi ha fatto votare in un seggio gioiello». Un messaggio per chi vuole capire quale potrebbe essere la destinazione…

Salvini sotto un treno, i diktat di Calta diventati inchieste e le altre pillole
Simonetta Matone con Matteo Salvini (foto Imagoeconomica).

Calta ordina, Il Messaggero esegue

Francesco Gaetano Caltagirone lo aveva detto chiaramente, nel suo discorso a Villa Miani, che a Roma vale come quello del “predellino” fatto da Silvio Berlusconi: parlando di tasse, con la voce bene impostata, Calta ha sentenziato lentamente, davanti al sindaco di Roma Roberto Gualtieri seduto accanto ad Azzurra Caltagirone: «Faccio un esempio, piazza Navona. I ristoratori occupano lo spazio pubblico con tavolini all’aperto. Quello spazio è il più ambito. Il cliente lo preferisce. Il canone che il ristoratore versa non riflette questo valore. La collettività sovvenziona un vantaggio privato. La misura è semplice: il canone di occupazione del suolo pubblico deve essere fissato dal valore di mercato. Se un posto al coperto vale 100, quello all’aperto vale 100». È passato solo qualche giorno, giusto il tempo per fare un’inchiesta approfondita, ed ecco che giovedì 18 giugno sulla prima pagina de Il Messaggero è apparso un titolone: “Centro di Roma, giungla dehors. Evasione e anarchia dei tavolini: 4 su 10 non pagano il (poco) dovuto”, con la firma tra l’altro del neo caporedattore dell’economia. Sembra quasi uno “sbobinato”, come si diceva una volta, delle parole dell’editore, fatto sta che il diktat caltagironiano ora è diventato notizia. Il testo? «Il suolo è pubblico. Come pure il disagio. Il profitto, invece, è privato. Uno scandalo che si consuma impunito tra un pranzo e una cena, con l’intermezzo di uno spritz o di un gin tonic». Pare molto difficile scoprire le differenze tra l’articolo giornalistico e le frasi della proprietà…

Salvini sotto un treno, i diktat di Calta diventati inchieste e le altre pillole
L’inchiesta del Messaggero sui dehors.

Sindrome da Bourlot

È uno «del giro di Raffaele Ranucci», il potentissimo braccio destro di Francesco Gaetano Caltagirone: e così ecco un nuovo acquisto in Campidoglio, che risponde al nome di Giuseppe Cornetto Bourlot, che ha ricevuto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri l’incarico di collaborazione, a titolo gratuito, «a supporto delle attività di sviluppo economico, attrazione degli investimenti e promozione del mecenatismo». Gualtieri sta allargando la sua schiera di amici anche nel mondo dell’economia, e questa nomina è stata voluta fortemente, con l’obiettivo di rafforzare «il posizionamento internazionale di Roma Capitale», per promuovere la capacità della città di attrarre investimenti, innovazione e opportunità di sviluppo economico. Non solo: tra i compiti di Cornetto Bourlot c’è la promozione e il coordinamento di progetti di fundraising, mecenatismo e partenariato pubblico-privato destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico, musicale e architettonico della città. Classe 1960, Cornetto è stato presidente dell’agenzia di stampa Askanews, cara alla famiglia Abete, e siede nel cda della casa editrice di Internazionale, nel ruolo di vicepresidente.

Salvini sotto un treno, i diktat di Calta diventati inchieste e le altre pillole
Giuseppe Cornetto Bourlot (foto Imagoeconomica).

Ruini e quel filo diretto con Letta

È morto il cardinale Camillo Ruini, e con lui se ne va un pezzo della storia italiana, quella della Seconda Repubblica. Con tanto di funerale nella basilica di San Pietro, celebrato da papa Leone XIV. «Quel prete di Sassuolo che si chiamava don Camillo»: una coincidenza straordinaria, perfetta, per ricordare la serie fortunata di film con protagonisti Peppone e don Camillo, che deve aver ispirato anche Silvio Berlusconi e il centrodestra, contribuendo a schierare gran parte dell’elettorato cattolico verso Forza Italia, e non solo, pur di «combattere i comunisti». I contatti personali con Berlusconi erano pochi, perché Ruini il filo diretto lo aveva con Gianni Letta: due super mediatori, che potevano dialogare avendo alle spalle due big, perché uno parlava a nome di papa Giovanni Paolo II, e l’altro era il plenipotenziario del Cavaliere. Ruini esercitava il potere senza averne paura, una sorta di Richelieu che aveva la fortuna di essere italiano con un pontefice straniero, polacco, anti-comunista. Per uno come Ruini «la gioiosa macchina da guerra» evocata da Achille Occhetto da segretario del Pds bisognava solo combatterla.

Salvini sotto un treno, i diktat di Calta diventati inchieste e le altre pillole
Camillo Ruini con Silvio Berlusconi e Gianni Letta (foto Imagoeconomica).

I palinsesti Rai ad Ancona e il futuro di Sergio a San Marino: le pillole del giorno

«In Ancona», come dicono nelle Marche, è stata organizzata la presentazione dei palinsesti della Rai, il 3 luglio. Il sindaco Daniele Silvetti ha esultato, dicendo che «sarà un momento straordinario per mostrare la bellezza e le eccellenze architettoniche e ambientali della città, anche in qualità di Capitale italiana della Cultura 2028. E di una Regione che finalmente è protagonista sulla scena nazionale e internazionale». Sono attese «migliaia di persone e centinaia di vip», dicono in città: già, ma qual è il vero motivo della scelta di Ancona? Alla Rai, in via Alessandro Severo, ossia la nuova sede romana che ha preso il posto (tra i mugugni) di quella storica di viale Mazzini, per spiegare tutto spifferano solo un nome e un cognome: Roberto Sergio. Ancona, di fatto, è molto più vicina a San Marino che a Roma, e Sergio, che è dg della Rai e della tivù di San Marino (il suo “giocattolo” che si atteggia da grande broadcaster), sta lavorando tantissimo in terra sanmarinese. «Sforzi titanici», si commenta scherzando sulla realtà della “Repubblica del Titano”, cioè il monte che caratterizza la nazione estera circondata dal territorio italiano. Nei corridoi qualcuno esagera, sussurrando che se Leone XIV si presenterà la mattinata di sabato 22 agosto nella Repubblica di San Marino, nell’ambito della visita nella Diocesi di Rimini e al Meeting, 15 anni dopo l’ultimo Pontefice, «il merito è tutto di Sergio». Tra l’altro nel 2026 cade il centesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra San Marino e la Santa Sede. Insomma, il democristianissimo Sergio sarebbe stato fondamentale per far riuscire l’operazione. A questo punto, magari proprio «in Ancona», alla fine della presentazione dei palinsesti, potrebbe esserci la comunicazione dell’addio alla Rai romana da parte di Sergio, intenzionato a blindarsi a San Marino. Anche perché il posto di direttore generale di Sergio, a Roma, serve a Simona Agnes, che da anni lotta inutilmente per conquistare quella presidenza che il consigliere anziano Antonio Marano, “l’architetto”, non ci pensa proprio a mollare. Poi mettiamo nel calderone anche che i rapporti tra Sergio e Marano sono tesissimi, e non da oggi

I palinsesti Rai ad Ancona e il futuro di Sergio a San Marino: le pillole del giorno
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I palinsesti Rai ad Ancona e il futuro di Sergio a San Marino: le pillole del giorno

Al giornale a lavorare? Meglio andare in giro per convegni

«Dove sono i capi del giornale? In giro per convegni», dicono al Corriere della Sera. In effetti l’attività di moderatore è diventata protagonista, per i corrieristi, che sono ricercatissimi da aziende e gruppi di ogni tipo per partecipare a congressi e incontri. Per esempio, cos’è successo a Roma nella giornata di martedì 16 giugno? Primo evento, all’Auditorium Parco della Musica, “Healthcare & Pharma Talk – Sistema Salute”, con la condirettrice del quotidiano Fiorenza Sarzanini che ha guidato il dibattito e condotto l’intervista di apertura con il ministro della Salute Orazio Schillaci. E c’erano pure, sempre per il Corriere, Antonella Baccaro e Monica Guerzoni. Qualche ora dopo, alla Casina Valadier, ecco Federico Fubini, per “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide, opportunità”, convegno promosso da Motus-E «per fare il punto sullo scenario che il settore automobilistico sarà chiamato ad affrontare nei prossimi anni». Poi all’Abi, nelle Scuderie di Palazzo Altieri, tocca al vicedirettore Daniele Manca, per l’assemblea Feduf, incentrata sui nuovi scenari e l’educazione finanziaria…

I palinsesti Rai ad Ancona e il futuro di Sergio a San Marino: le pillole del giorno
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I palinsesti Rai ad Ancona e il futuro di Sergio a San Marino: le pillole del giorno
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I palinsesti Rai ad Ancona e il futuro di Sergio a San Marino: le pillole del giorno

A Salvini mancava solo la grana Marano in Rai: le pillole del giorno

Matteo Salvini è furioso. Il bersaglio non sono le opposizioni né qualche giornalista “ostile”. Nel mirino, questa volta, c’è Antonio Marano, consigliere anziano della Rai e, come tale, facente funzione di presidente, accusato dentro la Lega di pensare soprattutto alle proprie partite mentre ai piani alti ci si prepara l’ennesimo risiko delle nomine. La tensione si concentra su Rai Cinema, dove la possibile riconferma di Paolo Del Brocco (area Pd) come amministratore delegato e di Nicola Claudio alla presidenza vengono osservate con crescente irritazione da chi ritiene che Marano stia costruendo equilibri che vanno ben oltre i confini del centrodestra.

A Salvini mancava solo la grana Marano in Rai: le pillole del giorno
Paolo Del Brocco (Imagoeconomica).

Ma il vero terreno dello scontro è un altro. Da settimane, infatti, nei corridoi dell’azienda circola il nome di Simona Agnes, questa volta non per la presidenza (questione che sta bloccando i lavori della commissione di Vigilanza da quasi due anni) ma per la direzione generale, poltrona ora occupata da Roberto Sergio. Un’operazione la cui regia molti attribuiscono proprio a Marano, ma che si sta rivelando più complicata del previsto. Per una ragione molto semplice: il direttore generale viene nominato dall’amministratore delegato e Giampaolo Rossi, almeno per ora, non sembra avere alcuna intenzione di agevolare la nomina della figlia di Biagio, vicina a Forza Italia e in particolare a Gianni Letta. 

A Salvini mancava solo la grana Marano in Rai: le pillole del giorno
Da sinistra Roberto Sergio, Giampaolo Rossi e Simona Agnes (Imagoeconomica).

A complicare ulteriormente il quadro c’è lo statuto della Rai. Il direttore generale è una figura operativa che partecipa ai consigli d’amministrazione ma senza diritto di voto. Una condizione che rischierebbe di entrare in conflitto con l’attuale ruolo di Agnes nel board. Una sovrapposizione che potrebbe offrire il fianco a ricorsi e contestazioni, trasformando una nomina in un problema giuridico. E non finisce qui. Se Agnes dovesse lasciare il consiglio per assumere l’incarico operativo, si aprirebbe immediatamente il tema della sua sostituzione. Un nuovo consigliere significherebbe nuovi equilibri e, potenzialmente, una nuova partita per la presidenza. Uno scenario che Marano vorrebbe evitare e che invece altri osservano con crescente interesse. È per questo che il malumore della Lega continua a salire. Dietro una discussione apparentemente tecnica si sta consumando uno scontro molto politico. E come spesso accade in Rai, le norme statutarie contano. Ma contano ancora di più i rapporti di forza che quelle norme finiscono per mettere in discussione. 

A Salvini mancava solo la grana Marano in Rai: le pillole del giorno
Antonio Marano (foto Imagoeconomica).

Landini a Livorno per i 125 anni della Fiom

La Fiom compie 125 anni e per l’occasione, martedì 16 giugno, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini è arrivato a Livorno, dove nel 1901 si svolse il congresso fondativo e 20 anni dopo venne fondato il Partito Comunista Italiano. Sono previsti, tra gli altri, interventi di Mona Abuamara, ambasciatrice straordinaria della Palestina in Italia, Luigi Ciotti, presidente di Libera, Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’Anpi. Un parterre non da poco. A qualcuno nel Pd lato riformista fischieranno le orecchie.

A Salvini mancava solo la grana Marano in Rai: le pillole del giorno
Maurizio Landini (Imagoeconomica).

Fiumicino attende Fazzolari in spiaggia

Dicono che «potrebbe esserci anche Fazzolari», il potente sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e fedelissimo di Giorgia Meloni. Fatto sta che la mattina di sabato 20 giugno, a Fiumicino, sul Lungomare della Salute, sarà inaugurata la “Spiaggia per Tutti”, progetto promosso dal Comune che gode del sostegno della Presidenza del Consiglio dei ministri e della Regione Lazio. Alla cerimonia interverranno il sindaco Mario Baccini, il presidente del Consiglio comunale Roberto Severini e l’assessore alle Pari Opportunità Monica Picca. Il lido, «senza barriere architettoniche e accessibile a tutti, negli anni ha riscosso un grande apprezzamento da parte dei cittadini e rappresenta oggi un punto di riferimento per numerose famiglie del territorio che finalmente possono vivere il mare in piena libertà». Saranno disponibili bagni e docce accessibili, passerelle dedicate e sedie da mare speciali per agevolare l’ingresso in acqua. Il progetto prevede inoltre 70 ombrelloni, 140 lettini. Ma perché si parla di Fazzolari? Perché la segreteria tecnica di “Fazzo” a Palazzo Chigi è guidata da Emilio Scalfarotto che a Fiumicino è cresciuto politicamente prima come assessore alle Risorse Umane, Affari Generali, Avvocatura e Giovani (dal 2008 al 2011) e poi come dirigente amministrativo (dal 2018 al 2022). E c’è chi scommette che potrebbe accompagnare il “capo” al taglio del nastro.

A Salvini mancava solo la grana Marano in Rai: le pillole del giorno
Giovanbattista Fazzolari (Imagoeconomica).

Gli intrecci dietro la polemica su Più libri più liberi e le altre pillole del giorno

La storia è da feuilleton. Ha fatto rumore la tirata di Giorgia Meloni contro Più libri più liberi, la storica kermesse romana della piccola e media editoria che si svolge alla Nuvola, per la decisione di introdurre una dichiarazione di antifascismo da far sottoscrivere ai partecipanti. Orrore e sacrilegio, tutti a commentare le parole della presidente del Consiglio. Ma il sasso per primo lo aveva gettato Luca Ricolfi con un editoriale in prima pagina su Il Messaggero in cui citava pure “lo scandalo Leonardo Caffo”. Fatto sta che nei salotti romani non si parla d’altro e si ricorda che la presidente e «anima della manifestazione è Annamaria Malato, ex moglie di Raffaele Ranucci», e, si fa notare, «nota antifa». Lui, Ranucci, è uno dei pochi uomini fidatissimi di Francesco Gaetano Caltagirone, l’editore del quotidiano, e dopo il naufragio del matrimonio con la figlia di Enrico Malato, storico filologo ed editore con i marchi Salerno e Antenore, ha impalmato Kerssty Torres, stella della moda e amica di Malvina, l’attuale «metà di Calta». Roma è davvero un romanzo… 

Gli intrecci dietro la polemica su Più libri più liberi e le altre pillole del giorno
Gli intrecci dietro la polemica su Più libri più liberi e le altre pillole del giorno
Gli intrecci dietro la polemica su Più libri più liberi e le altre pillole del giorno
Gli intrecci dietro la polemica su Più libri più liberi e le altre pillole del giorno

Raduno europeista a Milano con Monti

Lunedì sera, al Teatro Parenti di Milano, va in scena la presentazione del Movimento Europeisti.eu, con l’apertura dei lavori affidata all’ex presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti. Tra gli ospiti dell'”imperdibile” appuntamento meneghino ci sono ovviamente Carlo Calenda, la pasionaria riformista ex Pd, Pina Picierno, Matteo Hallissey, l’economista specializzato in riserve della Repubblica Carlo Cottarelli, Filippo Rossi, Gianni Vernetti, Giuseppe De Mita, Giuseppe Benedetto e la politologa Sofia Ventura. I maligni dicono che Monti «sta tornando a pensare al Quirinale…».

Gli intrecci dietro la polemica su Più libri più liberi e le altre pillole del giorno
Mario Monti (Imagoeconomica).

Gianni Letta punta sulla cultura

Gianni Letta punta sulla cultura. Mercoledì a Roma si terrà una giornata sul tema “Cultura, leva per una crescita sostenibile”, organizzata dall’Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito, sotto la presidenza di Ercole Pellicanò, con il supporto della Fondazione Silvano Toti. Tra i presenti Claudio Strinati in qualità di “patron” dell’Accademia Nazionale di San Luca, la bocconiana Paola Dubini, Simonetta Giordani segretaria generale dell’Associazione Civita, Salvatore Rossi “economista e divulgatore”, Innocenzo Cipolletta presidente Associazione Italiana Editori, Francesco Rutelli come presidente Soft Power Club, Barbara Tagliaferri, Head of Arts & Culture Deloitte. A concludere, ovviamente, ci penserà Letta.

Gli intrecci dietro la polemica su Più libri più liberi e le altre pillole del giorno
Gianni Letta (Imagoeconomica).

IA, nei giornali è emergenza

Ai piani alti dei giornali italiani, o meglio quelli che rimangono in vita nonostante la continua ecatombe di edicole, è scattata l’emergenza: troppa IA negli articoli. Se all’estero chi fa svolgere tutto il lavoro all’Intelligenza artificiale viene cacciato seduta stante, in Italia riesce a dormire sonni tranquilli. In un noto quotidiano, da una verifica è emerso che un pezzo era stato realizzato dall’IA al 100 per cento. Per essere precisi al 98,75 per cento, ma è bastato togliere la firma per raggiungere l’en plein. Intanto non si sa più che pesci pigliare per giustificare l’accaduto tra «figli di», «quella è potente», «ma questa ci porta la pubblicità» e, ciliegina sulla torta: «Si tratta di un settore molto specialistico dove è meglio non sbagliare»…

Chi si rivede a sinistra? La Malfa

Giorgio La Malfa, classe 1939, non si ferma mai: venerdì pomeriggio era alla convention di Alessandro Onorato all’Eur, al Palazzo dei Congressi, e sabato mattina sempre a Roma, a Teatro Flaiano, ha organizzato la seconda assemblea di Officina Repubblicana dal tema “Uscire dalla crisi. Il programma economico per le prossime elezioni politiche”. Tra gli invitati Giuseppe Conte, Stefano Fassina, Antonio Misiani, Luigi Zanda e anche Onorato, fresco della volata tiratagli da Goffredo Bettini. «Chissà cosa ha in mente, il figlio di Ugo», si sente dire nel Pd.

Gli intrecci dietro la polemica su Più libri più liberi e le altre pillole del giorno
Giorgio La Malfa (foto Imagoeconomica).

Vannacci, tra ex An e Ravetto

L’ingresso dell’ex leghista, e prima ancora ex forzista, Laura Ravetto in Futuro Nazionale è stato tra i più contestati da parte della maggioranza di governo. Ma anche la pattuglia di ex aennini alla corte del generale potrebbe dare filo da torcere. All’assemblea costituente di FnV che si è tenuta il 13 e il 14 giugno all’Auditorium Conciliazione hanno tenuto banco il coordinatore nazionale del neo partito Massimiliano Simoni e Massimo Arlechino, ex presidente di Indipendenza, il movimento fondato da Gianni Alemanno confluito in Futuro Nazionale. Simoni, consigliere regionale in Toscana e parà in congedo, già tra i fondatori di Alleanza Nazionale, nel 2024 aveva lasciato il posto di responsabile nazionale Dipartimento Spettacolo e Teatro di Fratelli d’Italia, caro all’attuale ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, per seguire il generale. Arlechino invece ha lavorato fianco a fianco a Umberto Croppi (entrambi hanno ricoperto ruoli di vertice nella Fondazione Valore Italia), già assessore alla Cultura della prima Giunta Alemanno, esponente storico della nuova destra romana e tra gli ideatori dei Campi Hobbit. Dopo essersi sganciato dall’orbita meloniana, Croppi è diventato big di Federculture e ora è presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con un incarico dalla durata triennale. Vannacci intanto ha parlato, durante l’assemblea, della necessità di dare vita ad «avanguardie futuriste». Per quanto riguarda Alemanno – che uscirà da Rebibbia il 24 giugno – al Foglio ha dichiarato di aver rivisto dopo parecchio tempo Isabella Rauti e di aver rinsaldato la coppia.

Gli intrecci dietro la polemica su Più libri più liberi e le altre pillole del giorno
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Tutti a Ferentino con Tajani

Qualche giorno fa in quel di Ferentino è stato inaugurato un nuovo polo logistico realizzato da Techbau nell’area dell’ex stabilimento Bonser: 89 mila metri quadrati, capacità fino a 40 mila posti pallet, un hub pensato «per diventare un acceleratore industriale e un volano occupazionale per il territorio». E trattandosi della provincia Frosinone, al taglio del nastro poteva mancare Antonio Tajani? Con lui c’erano lo storico forzista Giorgio Simeoni, il parlamentare di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini, il vicepresidente del gruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio Daniele Maura (con un passato da leader del Fronte della Gioventù), l’assessore regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli, il sindaco di Ferentino Piergianni Fiorletta, Raffaele Trequattrini per il Consorzio Industriale del Lazio.

La ritirata di Abodi e le quotazioni di Fitto in Europa: le pillole del giorno

Da quando si è sfilato dalla possibile corsa per il Campidoglio lo chiamano «don Abodi», manco fosse il don Abbondio manzoniano. Fare il sindaco «è un lavoro meraviglioso, amare la città è la cosa più bella del mondo, poterla migliorare e cambiare è fantastico. Ma non è il mio caso», ha messo in chiaro il ministro dello Sport a Un giorno da pecora. «Non credo sia questa la mia prospettiva». Forse Abodi non ha troppa voglia di correre contro Roberto Gualtieri partendo sfavorito, almeno stando ai sondaggi. Senza contare che le “faccende locali” nella Capitale sono pericolosissime da gestire. Nel centrodestra agitato dal fantasma Vannacci – per Futuro Nazionale potrebbe correre l’ex leghista Antonio Maria Rinaldi, che a gennaio era stato indicato come candidato di bandiera da Matteo Salvini – i nomi che continuano a girare sono quelli dei meloniani Fabio Rampelli e Roberta Angelilli, che comunque non sarebbero in grado, a quanto pare, di scalfire il dominio di Gualtieri, specie da quando Il Messaggero dell’ottavo re di Roma, ossia Francesco Gaetano Caltagirone, tratta con i guanti di velluto il primo cittadino.

La ritirata di Abodi e le quotazioni di Fitto in Europa: le pillole del giorno
Andrea Abodi e Roberto Gualtieri (Imagoeconomica).

Fitto for president

Mentre in Italia si litiga, pure tra ex alleati (imperdibile l’attacco in Aula a Giorgia Meloni della neo-vannacciana Laura Ravetto) in Europa c’è chi punta ad alti traguardi. Nel silenzio, come spesso accade tra Bruxelles e Strasburgo, un italiano sta seminando e pare molto proficuamente per il suo futuro. Stiamo parlando di Raffaele Fitto, meloniano con Dna democristianissimo, che da vicepresidente della Commissione Ue continua a coltivare relazioni a tutto campo e senza dare nell’occhio. Fitto riceve e ascolta tutti, non alza mai la voce, offre la massima disponibilità su ogni argomento. Una linea così efficace che secondo alcuni europarlamentari, anche nordeuropei, sarebbe «un ottimo presidente per voi italiani». Insomma, Fitto potrebbe essere un avversario davvero temibile per chi spera di diventare presidente della Repubblica dopo Sergio Mattarella. Solo fantapolitica?

La ritirata di Abodi e le quotazioni di Fitto in Europa: le pillole del giorno
Raffaele Fitto (Imagoeconomica).

Il Pd per i vigilantes nel centro di Roma

Incredibile ma vero: il Partito democratico si converte ai vigilantes nel centro della Capitale. Dopo Cicalone e Serpico, protagonisti di blitz contro i borseggiatori in metropolitana, ecco che la presidente del Primo Municipio, la piddina Lorenza Bonaccorsi, ha avviato un piano per l’impiego di vigilantes privati a supporto delle forze dell’ordine nel centro storico. L’iniziativa mira a presidiare le aree più critiche e contrastare il degrado, integrando il lavoro di polizia, carabinieri e polizia locale.

Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole

Pina Picierno se ne va dal Partito democratico. E questo si sa. Ma intanto che fa? Propone film al parlamento europeo. Mercoledì 10 giugno infatti Bruxelles ha ospitato la proiezione speciale del film Elena del ghetto, diretto da Stefano Casertano. Un «evento privato» promosso proprio da Picierno, vicepresidente del parlamento europeo con delega alla Giornata della memoria (che si celebra il 27 gennaio) e alla lotta contro l’antisemitismo. Il film è stato presentato nell’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, mentre a Bruxelles si è detto che «l’iniziativa rappresenta un importante momento di riflessione dedicato alla memoria della Shoah. In un contesto storico in cui il contrasto all’antisemitismo e la tutela dei valori democratici sono quanto mai urgenti, il cinema si conferma un linguaggio universale capace di parlare alle coscienze, promuovere la consapevolezza civile e dialogare con le nuove generazioni». Con Picierno c’erano Maria Grazia Saccà, ceo di Titanus Production, il regista Casertano, l’attore Marcello Maietta e Guido Lombardo, presidente di Titanus Spa.

Ma al di là del “Nuovo Cinema Picierno”, come l’ha ribattezzata qualcuno, cosa farà politicamente ora la fuoriuscita dem? L’appuntamento è al Teatro Franco Parenti di Milano, lunedì 15 giugno. Lì, dalle 17 alle 20, verrà presentato ufficialmente il Movimento degli europeisti. A proposito di quella “Cosa centrista” che sa tanto di chimera. Hanno aderito al progetto, tra gli altri, Mario Monti, il leader di Azione Carlo Calenda, l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, il presidente di +Europa Matteo Hallissey. Si punta forte su «difesa comune», «difesa dell’Ucraina», «difesa dei confini». C’è davvero un elettorato pronto a dire ciaone a Elly Schlein per seguire questa iniziativa?

Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole

A Cardinaletti ormai il Tg1 va stretto

Il Tg1 ormai sta stretto a Giorgia Cardinaletti, sposa promessa del giornalista del quotidiano Il Messaggero Francesco Bechis, figlio di Franco, oggi direttore di Open. Dopo l’exploit al Festival di Sanremo, la conduttrice del tg della rete ammiraglia del servizio pubblico condurrà il mega concerto “Vita!”, al Circo Massimo, nella Capitale, lunedì 22 giugno. In occasione della giornata mondiale contro la droga e le dipendenze, sono attesi 10 artisti: sul palco saliranno Andrea Bocelli, Annalisa, Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Emma, Antonello Venditti, Alessandra Amoroso, Gigi D’Alessio, Riccardo Cocciante e Il Volo, accompagnati dalla Nuova Orchestra Sinfonietta diretta dal maestro Leonardo De Amicis. A condurre la serata, assieme a Giorgia Cardinaletti, ci sarà Nek. Ospiti Lorella Cuccarini e Raoul Bova. Patrocinano Gianmarco Mazzi e Alessandro Giuli, con i ministeri del Turismo e della Cultura, con la “regia” dell’evento nelle mani di Salvo Nastasi, presidente della Siae. Tra l’altro Cardinaletti sarà sul palco di quel Circo Massimo dove per due giorni, il 6 e 7 giugno, c’è stato il suo ex Cesare Cremonini, con concerti sold out…

Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole

Anche Carraro junior a La Stampa

C’è pure Luigi Carraro, figlio di Franco, ex presidente del Coni, nel board del quotidiano La Stampa “deagnellizzato”. Luigi è a capo della federazione del padel, sport amatissimo nei circoli romani, formalmente indipendente ma nei fatti “costola” di quella Fit che è guidata da Angelo Binaghi. E il salotto di casa Carraro, nella Capitale, con Sandra, è sempre stato lo snodo di tanti accordi e trattative, con la benedizione di Gianni Letta. Maria Angiolillo, la regina dei salotti con il suo villino a Trinità de’ Monti, definiva Sandra Carraro la sua «migliore amica». Il mondo è piccolo…

Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Luigi Carraro (Imagoeconomica).

L’Inps e quei concorsi che fanno discutere

È un classico: ormai l’Inps mette a concorso decine di posti di dirigenti di seconda fascia per chi vanta «almeno cinque anni di servizio nella pubblica amministrazione, oppure in alternativa, requisiti specifici equivalenti per dipendenti di organismi internazionali o con funzioni dirigenziali già maturate». Insomma, si assume chi già lavora nello Stato. Una modalità che suscita qualche polemica, ma che stranamente viene vista “di buon occhio” dai sindacati, che da sempre hanno vantato nel board i loro rappresentanti (è sufficiente vedere quanti numeri uno dell’istituto facevano il mestiere di sindacalista, uno fra tutti lo scomparso Giacinto Militello, Cgil e presidente Inps, compagno di Laura Pennacchi, sottosegretaria al Tesoro nel primo governo di Romano Prodi). E pensare che Beppe Grillo favoleggiava anni fa di un sistema potentissimo con un gigantesco computer che avrebbe permesso a una persona sola di gestire le pensioni di tutti gli italiani, senza avere uffici sparsi in ogni città…

Niente Salerno? Erri De Luca va al festival “Ebraica”

Cacciato dalla kermesse che Salerno dedica alla letteratura, Erri De Luca diventa protagonista a Roma del festival “Ebraica”. E probabilmente per lo stesso motivo (cioè le sue parole su Gaza). Si parte domenica 14 giugno, di sera, nel Palazzo della Cultura, con “Difendiamo le parole”, una conversazione tra lo scrittore e l’ex direttore di Repubblica Maurizio Molinari per «proteggere il linguaggio da veleni, aggressività e fake news che generano intolleranza, con l’idea che rispettare le parole significhi rispettare chi le pronuncia». Non mancheranno le polemiche. A seguire, “Disegnare il futuro. Cultura, innovazione, speranza. Il caso Roma” , un dibattito con protagonisti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Enrico Vanzina e ancora Molinari.

Picierno tra film e nuovi movimenti, l’ascesa di Cardinaletti e altre pillole
Erri De Luca (Imagoeconomica).

L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole

L’uscita di Milo Infante dalla Rai era nell’aria, così come l’approdo a Mediaset. Mercoledì 10 giugno è arrivata l’ufficialità. L’azienda ha comunicato che si è conclusa la collaborazione professionale del 57enne conduttore di Ore 14, in seguito «alla sua lettera di dimissioni formalizzata questa mattina al capo del personale». «Nel ringraziarlo per l’attività svolta nel corso degli anni nelle strutture editoriali e produttive della Rai», prosegue il comunicato, «l’azienda gli rivolge i migliori auguri per il prosieguo del proprio percorso professionale». Alla base dello strappo ci sarebbero promesse non mantenute e il venire meno del rapporto di fiducia, nonostante i buoni ascolti del programma su Rai 2 in fascia pomeridiana e anche in prima serata. Dal canto suo la Rai avrebbe provato a giocarsi un’ultima carta economica per trattenere Infante (una volta esclusa la promozione a direttore a cui, si mormora, l’interessato mirava): portare il suo compenso a 240 mila euro con la possibile aggiunta di una quota variabile. L’offerta non è però bastata. Anche se qualcuno in Rai, si dice, tutto sommato ha tirato un sospiro di sollievo. Dunque Infante traslocherà a Cologno Monzese. Resta da capire dove e chi pagherà il prezzo del passaggio.

L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole
L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole
L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole
L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole
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Gualtieri con Calta non guarda l’orologio

Roberto Gualtieri come sindaco di Roma ha tanto da fare. Ma quando c’è Francesco Gaetano Caltagirone non guarda l’orologio: nel pomeriggio di martedì 9 giugno è arrivato a Villa Miani per restarci fino a tarda sera, dopo la cena organizzata in occasione della kermesse del Messaggero. Risolvendo così anche il piccolo giallo sulla sua presenza, che inizialmente non era annunciata: Gualtieri voleva esserci. Seduto accanto ad Azzurra Caltagirone, la figlia che amministra i quotidiani del gruppo, a cominciare proprio dal Messaggero, il primo cittadino ha ascoltato il lungo pistolotto dell’Ingegnere, che ha sottolineato come lui, «da proprietario di cinque palazzi su via Barberini», solo di Imu paga «due milioni di euro sui sette che versa l’intera strada», e che vuole un ritorno di quell’importo in sicurezza, pulizia, decoro. «E pensare che non ha citato via del Tritone», dove c’è la sede del Messaggero, si è sentito dire in sala. Quando poi Calta ha chiesto più tasse sul turismo il sindaco ha annuito, tanto che poi nel suo discorso se ne è uscito ricordandosi del suo passato nel Pci, affermando, con una frase che non faceva parte dell’intervento, che «non è possibile che al Bulgari Hotel con la suite da 30 mila euro si paghino 10 euro di tassa di soggiorno come tutti gli altri». Gualtieri poi ha elogiato senza sosta Calta, per quello che fa, che pensa, che predice. In sala c’erano Raffaele Ranucci, Mauro Masi e Claudio Lotito (i due erano vicini, e tutti a spifferare: «Stanno parlando della Lazio»), poi è arrivato anche Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri. Presenti anche tutti i manager attesi, con protagonisti i big dell’energia, a cominciare da Flavio Cattaneo, numero uno di Enel, contentissimo anche perché nel giornale distribuito ai partecipanti c’era una pagina e mezza dedicata a Sabrina Ferilli, la sua dolce metà…

L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole
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L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole
L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole
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Le battute su De Mita alla riunione dei Ccd

Renzo Lusetti che racconta aneddoti su Ciriaco De Mita, tra Pier Ferdinando Casini, Bruno Tabacci, Alfredo Antoniozzi e Roberto Sergio. Un amarcord targato Ccd, Centro cristiano democratico, al Circolo Canottieri Aniene, con protagonista Maurizio Talarico, il “re delle cravatte”, tra i fondatori del Ccd in Calabria. E tra chi proviene dalla regione calabrese ecco Pino Galati. Per Sergio qualcuno scommette un futuro in politica, dopo una vita passata alla Rai. Giampiero D’Alia ricorda la nomina a ministro nel governo di Enrico Letta, arrivando a Roma da Palermo, dove ricevette la telefonata, con la moglie che gli portò un vestito di flanella, caldissimo, tanto che «il sudore arrivò alle stelle». Alla fine, brindisi con torta dedicata al Ccd.

L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole
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Del Fante cavaliere del calcio storico

Flavio Cobolli, il tennista, sarà il “Magnifico Messere” della finale del calcio storico del 24 giugno, giorno dedicato a San Giovanni Battista, patrono di Firenze. Ma la notizia che fa più gola in città è questa: per la semifinale del 13 giugno il “Magnifico Messere” sarà Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane. Il calcio storico, si dice a Firenze, «è una vecchia passione per Del Fante, coltivata per anni insieme a un suo amico di gioventù, Matteo Renzi».

L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole
Matteo Del Fante, ad di Poste Italiane (foto Imagoeconomica).

Tutti alla corte di Massimo Caputi

Massimo Caputi, fedelissimo di Francesco Gaetano Caltagirone, si appresta “all’intronizzazione” a presidente di Federturismo Confindustria. Dopo aver partecipato alla kermesse aziendale di “Calta” a Villa Miani, Caputi sarà protagonista nella giornata di giovedì 11 giugno con l’assemblea pubblica 2026 di Federturismo in programma al Maxxi di Roma con l’evento “Nuovi turismi verso il 2030: Economia stellare per occupazione stabile, sostenibilità, sviluppo”. Presentissimo il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Quindi, un focus sulla “trasformazione del comparto” a industria in proiezione verso il 2030, con l’intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e le riflessioni di Marina Lalli, presidente uscente di Federturismo. Via a un dibattito politico su “La partita politica della crescita”, con Antonio Misiani per il Pd, Gianluca Caramanna per Fratelli d’Italia, Deborah Bergamini per Forza Italia, Stefano Patuanelli per M5s, affiancati da Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i Trasporti e il Turismo (che terrà banco anche la mattina nella sede confederale in viale dell’Astronomia). Interverrà poi il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sulla proiezione internazionale e l’attrattività del brand Italia. E i sindaci? Eccoli: da Napoli arriverà Gaetano Manfredi, anche nella veste di presidente Anci, da Catania giungerà Enrico Trantino, da L’Aquila ecco Pierluigi Biondi, da Firenze il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Imperdibile lo «sguardo globale» fornito da Manfredi Lefebvre d’Ovidio, presidente del World Travel & Tourism Council, e da Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea. Il percorso di Federturismo per lo sviluppo del sistema sarà quindi tracciato da Caputi, con la carica di nuovo presidente, mentre il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi illustrerà il quadro della futura azione governativa, e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini chiuderà l’assemblea.

L’addio di Milo Infante alla Rai, Gualtieri da Calta e le altre pillole
Massimo Caputi (Imagoeconomica).

Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno

Le giornate di Pier Ferdinando Casini sono frenetiche. Lunedì mattina ha cominciato con un funerale: nella romana piazza Ungheria, a San Roberto Bellarmino, era in programma l’ultimo saluto a Vania Protti Traxler, protagonista del mondo del cinema nel ruolo della distribuzione e che per decenni ha segnato la vita mondana della Capitale, e non solo, nell’appartamento situato a Palazzo Carandini, a due passi dal Quirinale, dove il vicino di casa si chiamava Gianni Agnelli. Vania Protti per anni aveva avuto una boutique a Riccione, dopo la fine del matrimonio con Teddy Reno (che l’11 luglio compie 100 anni) e prima di impalmare Manfredi Traxler, morto nel 2000 a 63 anni.

Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
Manfredi Traxler con la moglie Vania Protti (foto Imagoeconomica).

E poi incontri vari fino alla giornata di martedì, tra la kermesse aziendale di Francesco Gaetano Caltagirone nel pomeriggio a Villa Miani e in serata una cena dove proprio Casini sarà protagonista assieme a Maurizio Talarico, nel Circolo Canottieri Aniene, con una riunione che metterà insieme i vecchi amici del Ccd, il Centro cristiano democratico fondato nel 1994 da esponenti della Democrazia cristiana che non volevano la svolta a sinistra del Partito popolare e poi confluito nel 2002 nell’Udc, l’Unione di Centro: attesi Lorenzo Cesa, Mario Baccini, Renzo Lusetti, Bruno Tabacci, Roberto Sergio, Gianfranco Rotondi, Giampiero D’Alia e molti altri ancora.

Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno

Il menù è per palati fini: prosciutto di Parma e melone, mozzarella di bufala campana, tagliolini con pesce spada e pomodori pachino, spigola al forno, millefoglie di patate al rosmarino, torta di millefoglie con fragole.

Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
Il menù visionato da L43.

Mercoledì? Si comincia di mattina nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, dove è stata organizzata la presentazione del volume Vino & Turismo. Teoria e pratica dell’enoturismo in cantina, firmato da Donatella Cinelli Colombini, direttrice del Ceseo (Centro studi enoturismo e oleoturismo), e da Dario Stefano, presidente del Ceseo e già parlamentare. L’incontro è promosso proprio su iniziativa di Casini e vedrà la partecipazione di Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura. Non mancherà Riccardo Cotarella, enologo dei vip. Cin cin…

Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
Riccardo Cotarella e Francesco Lollobrigida (foto Imagoeconomica).

Zuppi contro il gioco d’azzardo: frecciata all’ambasciatore di Trump

Il cardinale Matteo Zuppi è pronto a lanciare la sua crociata contro il gioco d’azzardo, nella mattina di mercoledì. Il luogo? La sede di Roma dell’Associazione della stampa estera in Italia, a Palazzo Grazioli. Dove ci sono i giornalisti stranieri. Zuppi, che guida la Cei, la Conferenza episcopale italiana, esprime la linea di papa Leone XIV, americano, che sottotraccia ha ingaggiato una sua battaglia contro Donald Trump. E quindi contro l’ambasciatore americano a Roma, che si chiama Tilman Fertitta, che tra le sue attività più remunerative vanta proprio… il gioco d’azzardo. L’imprenditore texano di origine siciliana è proprietario della catena di casinò Golden Nugget, parte di un “impero” che comprende anche il gruppo di ristorazione Landry’s, numerosi marchi dell’hospitality e la squadra Nba degli Houston Rockets. Il miliardario Fertitta pochi giorni fa ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Caesars Entertainment per circa 5,7 miliardi di dollari, con “Fertitta Entertainment” pronta a pagare agli azionisti di Caesars 31 dollari per azione facendosi carico di circa 11,9 miliardi di dollari di debiti residui della società. E non mancano in Italia le voci di iniziative ideate per “legalizzare” i casinò, rendendo il mercato del gioco meno rigido. Casualmente, ora arriva Zuppi alla Stampa estera per «rimettere le persone al centro delle scelte politiche». Con il cardinale ci sarà il presidente del Forum delle Associazioni familiari Adriano Bordignon, il sociologo Maurizio Fiasco, la storica firma del quotidiano Avvenire Toni Mira, più una tavola rotonda alla quale parteciperanno Stefano Vaccari del Partito democratico, Ylenja Lucaselli di Fratelli d’Italia, Paola Boscaini di Forza Italia, Laura Cavandoli della Lega e Andrea Quartini del Movimento 5 stelle.

Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
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Fendi? Sfilerà in un museo, alla Gnamc di Roma

Roma sarà il palcoscenico della prima collezione couture autunno/inverno 2026-2027 di Fendi, firmata Maria Grazia Chiuri. La location resta al momento top secret, ma c’è una data confermata: giovedì 9 luglio. Top secret per tutti, non per Lettera43: il luogo scelto è la Gnamc, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, a Valle Giulia. Il museo guidato da Renata Cristina Mazzantini sarà il palcoscenico per la sfilata con protagonista Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Fendi, incarico che ricopre da ottobre 2025.

Casini ovunque tra funerali, “Calta” e cene: le pillole del giorno
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Davanti a Fini, Monda abbraccia Bocchino

Si chiamano “Conversazioni”, sono gli incontri che si svolgono a Roma nell’Hotel de Russie, nel giardino. Nella serata di lunedì c’erano Gianfranco Fini e Fausto Bertinotti, con Antonio Monda a condurre le danze. Tra chi chiedeva a Fini di alzare la voce, ma senza ottenere successo, e le visibilissime presenze di Alessia Fabiani, Camilla Morabito e Francesca Lo Schiavo, il dibattito è andato avanti con l’ex capo di Alleanza nazionale che parlava di Brigate rosse e il sub-comandante Fausto impegnato a ripetere cosa era accaduto al G8 di Genova del 2001. In tutto questo contesto, Monda ha avuto il tempo di abbracciare Italo Bocchino, che poi durante l’incontro era impegnatissimo con il telefono cellulare. Meno male che c’era un potente ventilatore per combattere il caldo, a beneficio della “sora Lella”, ossia la moglie di Bertinotti…