Oscar 2027, designato il film che rappresenterà l’Italia

Il Comitato di selezione per il film italiano da designare agli Oscar ha votato L’Estranea di Paolo Strippoli quale pellicola che rappresenterà l’Italia alla 99esima edizione della kermesse nella selezione per la categoria Miglior film internazionale. Questa la motivazione: «È un film nuovo, di genere, di un giovane autore, che ha da poco iniziato il suo percorso ed è stato apprezzato dal pubblico e dalla critica nazionale e internazionale». L’Estranea concorrerà per la shortlist che includerà i 15 migliori film internazionali selezionati dall’Academy e che sarà resa nota il 15 dicembre 2026. L’annuncio delle nomination (la cinquina dei film nominati per concorrere al premio) è previsto invece per il 21 gennaio 2027, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 14 marzo 2027. Dopo l’anteprima a Venezia 83, il film di Paolo Strippoli è stato presentato a Toronto con il titolo internazionale The spiral.

Uscirà nelle sale l’8 ottobre

La pellicola, un thriller familiare dalle venature horror, arriverà nelle sale l’8 ottobre e ha per protagonisti Jasmine Trinca, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi e Romana Maggiora Vergano. La trama parte dall’arrivo improvviso di una donna a casa di sua figlia per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea. Un segreto custodito troppo a lungo che ora torna a reclamare il suo prezzo.

Il Cremlino allontana i negoziati di pace

Attualmente «non esistono i presupposti» per avviare negoziati di pace sull‘Ucraina, sebbene la Russia «rimanga aperta a questa possibilità». Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, all’indomani dell’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky andato in scena a New York a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Peskov: «Gli appelli per una tregua? Pura retorica»

Commentando l’appello di Trump e Zelensky a favore di una tregua energetica, Peskov ha detto: «La militarizzazione dell’Ucraina sta proseguendo. Gli Stati europei cercano di reperire sempre più fondi per l’acquisto di armamenti. Il regime di Kyiv continua la sua attività di stampo terroristico». Il portavoce di Putin ha poi definito «pura retorica» le dichiarazioni dei presidenti di Stati Uniti e Ucraina sulla necessità di una tregua.

Le parole di Trump all’Assemblea delle Nazioni Unite

«La pace tra Russia e Ucraina si farà prima di quanto si pensi», aveva affermato Trump durante il suo discorso all’Assemblea dell’Onu, sottolineando che sia Kyiv che Mosca «non ne possono più» del conflitto. Il capo della Casa Bianca ha poi detto di essere pronto a usare i nuovi poteri in materia di dazi per colpire la Russia e i suoi partner commerciali.

Studente pianifica di accoltellare la prof: fermato dopo la segnalazione dei compagni

I carabinieri di Lamezia Terme hanno fermato uno studente di 14 anni dell’Istituto comprensivo “Nicotera-Costabile” che, come accaduto qualche giorno fa a Roma, era pronto ad aggredire con un coltello la sua docente di italiano. Lo riporta la Gazzetta del Sud. Il giovane, che voleva vendicarsi per essere stato bocciato, avrebbe manifestato le sue intenzioni su un gruppo Telegram dove erano presenti i compagni di classe: sono stati proprio loro a effettuare la segnalazione a un adulto, che a sua volta ha allertato i carabinieri. Il giovane, è emerso, aveva già nascosto l’arma nei bagni della scuola. Nel corso di una perquisizione domiciliare sono stati sequestrati il cellulare e gli abiti usati dal giovane nelle foto sui social.

Cosa era successo a Roma

Venerdì 18 settembre, alla scuola media “Giovanni Verga” nel quartiere romano di Centocelle, un alunno di 13 anni ha colpito con tre coltellate la professoressa di italiano Isabella Marsilio, dopo averle spruzzato dello spray urticante. La docente, portata in ospedale e poi dimessa, con una prognosi di 15 giorni per ferite superficiali alla zona ascellare, ha espresso pubblicamente il proprio perdono verso l’alunno, sottolineando la presenza di un grave malessere psicologico latente nel minore.

Marco Tronchetti Provera sale al 29,9 per cento di Pirelli

Marco Tronchetti Provera, Camfin, Camfin alternative assets (Caa) e Longmarch Holding hanno reso noto che si è perfezionato l’acquisto del 3,34 per cento del capitale di Pirelli da parte di Caa da un primario istituto bancario. In seguito all’operazione, la catena di controllo che fa capo a Marco Tronchetti Provera detiene quindi una quota complessiva pari a circa il 29,9 per cento di Pirelli, rinsaldando così il ruolo di Camfin e Mtp quali azionisti stabili e ribadendo la fiducia e l’impegno nel sostenere i progetti industriali di Pirelli. L’acquisto è stato effettuato a completamento di quanto deliberato dai consigli di amministrazione delle società, come comunicato al mercato a ottobre 2024, in merito all’autorizzazione ad acquisti fino a una partecipazione massima complessiva del 29,9 per cento del capitale di Pirelli nel corso dei 24 mesi successivi alla delibera.

L’Ocse rivede al rialzo le stime sul Pil dell’Italia nel 2026

L’Ocse ha rivisto al rialzo le stime del Pil dell’Italia nel 2026. La crescita sarà dello 0,9 per cento contro lo 0,5 precedentemente stimato. Resta invece invariata la stima per il 2027 allo 0,6 per cento. Per quanto riguarda l’inflazione, nell’Interim Outlook, viene confermata la stima del 3 per cento nel 2026 ma viene rivista al rialzo la stima per il 2027 dal 2,2 al 2,6 per cento.

Rivisto al rialzo anche il Pil mondiale

Il Pil mondiale crescerà del 2,9 per cento nel 2026 e del 3 per cento nel 2027, contro il 3,4 per cento del 2025. Le stime sono state leggermente riviste rispetto al precedente Outlook di giugno. Prima dell’estate, l’organizzazione prevedeva una crescita del 2,8 per cento (0,1 punti in meno rispetto ad oggi) per il 2026 e del 3,1 per cento per il 2027 (0,1 punti in più rispetto ad oggi). Secondo l’organizzazione parigina, le prospettive economiche globali restano fortemente condizionate dal raggiungimento di una soluzione duratura al conflitto in Medio Oriente. Negli Stati Uniti, sottolinea l’Ocse, la crescita annuale dovrebbe attestarsi al 2,2 per cento nel 2026 e al 2,1 per cento nel 2027, con i forti investimenti legati all’intelligenza artificiale parzialmente compensati da un rallentamento della spesa dei consumatori e della crescita del reddito reale. Per l’eurozona, l’organizzazione internazionale stima un aumento del Pil dell’1,0 per cento sia nel 2026 sia nel 2027, grazie al rafforzamento della domanda man mano che i prezzi dell’energia si normalizzeranno e le nuove iniziative nel settore della difesa prenderanno slancio. In Cina, infine, la crescita dovrebbe contrarsi al 4,5 per cento nel 2026 e al 4,2 per cento nel 2027.

Precipita durante lavori notturni al Colosseo, morto operaio di 22 anni

Attorno alla mezzanotte un operaio rocciatore di 22 anni, addetto ai lavori di installazione in quota di un nuovo impianto di illuminazione del Colosseo, è morto dopo essere caduto da un’altezza di circa 10 metri. La vittima si chiamava Andrea Moretti: era specializzato per lavori in fune in quota.

Giuli chiude il Colosseo in segno di lutto

Dopo l’incidente il ministro della Cultura Alessandro Giuli si è subito recato sul posto e, riporta Adnkronos, ha trascorso la notte al Colosseo, disponendo poi la chiusura al pubblico dell’Anfiteatro Flavio in segno di rispetto dopo la tragedia. Lo ha reso noto il Parco Archeologico del Colosseo, spiegando che la decisione «è stata attuata dopo aver gestito il primo turno di visita, composto da migliaia di persone ignare dell’accaduto», in quanto «una chiusura immediata degli accessi avrebbe infatti determinato una forte concentrazione di visitatori all’esterno del monumento, con possibili ripercussioni sulla sicurezza e sull’ordine pubblico». Così il ministro Giuli: «Un evento tragico che ci lascia sgomenti e storditi. Le poche parole che riusciamo a esprimere le dedichiamo ad Andrea, alla sua famiglia, ai suoi affetti: rivolgiamo a tutti il nostro profondo, dolente cordoglio di fronte alla morte assurda di un giovane uomo impegnato nel proprio lavoro».

La Procura indaga per omicidio colposo

La Procura di Roma sta procedendo per omicidio colposo in relazione alla morte dell’operaio. Il procedimento, legato alle norme sulla sicurezza del lavoro, è al momento contro ignoti. Le indagini sono affidate ai carabinieri, che stanno acquisendo una serie di documenti per accertare eventuali responsabilità. Disposta l’autopsia.

Morti sul lavoro: i dati Inail del 2025

La tragedia al Colosseo è avvenuta all’indomani della diffusione dei dati Inail sui morti sul lavoro nel 2025. La Relazione annuale ha evidenziato che i casi mortali denunciati sono stati 1.198, in calo del 3,3 per cento rispetto ai 1.239 del 2024. In particolare, nel 2025 sono stati registrano 1.189 decessi tra i lavoratori (37 in meno) con una riduzione del 3,02 per cento, e nove tra gli studenti (quattro in meno) con una flessione del 30,77 per cento. Per i casi mortali, la diminuzione dei 37 casi tra i lavoratori si traduce in un decremento dei decessi avvenuti in occasione di lavoro (-4,1 per cento) e in una sostanziale stabilità di quelli in itinere (da 298 a 299), rimasti al di sotto del dato del 2019 (335). Le denunce di infortunio complessive sono state 600 mila (+1,2 per cento), delle quali 519 mila per lavoratori (+0,8 sul 2024) e 81 mila per studenti (+3,4).

Le circolari di Mattarella sugli alunni stranieri per classe citate da Meloni

Ospite di Bruno Vespa a Cinque minuti, parlando del tema caldo del momento Giorgia Meloni ha detto che «quando il presidente della Repubblica era ministro dell’Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare ragazzi stranieri nella stessa classe». Sono state due le circolari con cui, tra il 1989 e il 1990, l’allora ministro (del governo Andreotti VI) Sergio Mattarella indicava un numero massimo di alunni stranieri. Ecco cosa prevedevano.

Le circolari di Mattarella sugli alunni stranieri per classe citate da Meloni
Giorgia Meloni (Ansa).

La prima circolare, firmata nel 1989

Il primo documento è la circolare ministeriale 301 dell’8 settembre 1989, che aveva come oggetto: “Inserimento degli stranieri nella scuola dell’obbligo“. Da ministro Mattarella scriveva che l’immigrazione, già all’epoca, rendeva necessario «da parte della scuola, una attenta considerazione ed una serie di interventi intesi a garantire alla generalità degli immigrati l’esercizio del diritto allo studio ed a valorizzare le risorse provenienti dall’apporto di culture diverse». In tale ottica, indicava la circolare, «ove si presentino più alunni immigrati da uno stesso Paese e con analogo livello culturale, potrebbe essere didatticamente proficuo inserirli in una medesima classe, tenendo conto che sarà bene non superare le quattro-cinque unità». Ai singoli istituti il compito di valutare «specifiche esigenze e situazioni», per trovare «le soluzioni più opportune, avendo cura di promuovere la partecipazione degli alunni in questione alle attività globali della classe».

Le circolari di Mattarella sugli alunni stranieri per classe citate da Meloni
Sergio Mattarella nel 1990, quando era ministro dell’Istruzione (Ansa).

La seconda circolare, firmata nel 1990

Meno di un anno dopo, Mattarella firmò una seconda circolare sul tema: la numero 205 del 26 luglio 1990, che aveva come oggetto “La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione interculturale”. I concetti erano praticamente gli stessi, espressi però con termini più perentori. «L’assegnazione alle classi è effettuata, ove possibile, raggruppando alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di cinque per ogni classe», si legge nel documento. E poi: «Sembra opportuno ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani, mentre può essere utile costituire gruppi anche superiori alle cinque unità nei momenti di specifiche attività linguistiche». La circolare precisa che «rispetto ad un fenomeno così complesso, le strategie di intervento educativo richiedono una elaborazione in sede locale sulla base della conoscenza puntuale delle situazioni, dell’analisi dei bisogni e della ricognizione delle risorse disponibili», invitando a «distinguere i soggetti di recente immigrazione da quelli il cui arrivo nel nostro paese è più remoto: i primi avranno non solo problemi di integrazione linguistica, ma manifesteranno problemi di adattamento alle nuove condizioni di vita». Poi la sottolineatura, molto importante: «La necessaria specificazione non deve tuttavia far dimenticare che gli alunni stranieri sono prima di tutto alunni: bambini e bambine, ragazzi e ragazze, con le loro individualità e differenze, fra le quali l’appartenenza ad una diversa etnia si colloca come una delle variabili da prendere in considerazione, senza tuttavia escludere gli opportuni accertamenti sul piano motorio, cognitivo e socio-affettivo che sono alla base di una corretta azione programmatoria per tutti gli alunni». Il documento poi sottolinea che «l’educazione interculturale avvalora il significato di democrazia, considerato che la “diversità culturale” va pensata quale risorsa positiva per i complessi processi di crescita della società e delle persone». Pertanto «l’obiettivo primario dell’educazione interculturale si delinea come promozione delle capacità di convivenza costruttiva in un tessuto culturale e sociale multiforme: essa comporta non solo l’accettazione e il rispetto del diverso, ma anche il riconoscimento della sua identità culturale, nella quotidiana ricerca di dialogo, di comprensione e di collaborazione, in una prospettiva di reciproco arricchimento».

Violenza sessuale, chiesta l’archiviazione per il senatore forzista Silvestro

La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del procedimento per violenza sessuale nei confronti del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, accusato da un’imprenditrice di un presunto episodio di abusi che sarebbe avvenuto a febbraio del 2025 all’interno del suo studio da parlamentare nel complesso di San Luigi dei Francesi, a Roma.

Perché è stata chiesta l’archiviazione

Lo ha reso noto l’avvocata Teresa Manente, responsabile dell’Ufficio legale di Differenza Donna e legale della persona offesa, sottolineando che «la richiesta di archiviazione è fondata esclusivamente su una questione relativa alla procedibilità del reato», avendo la presunta vittima querelato oltre i termini previsti dalla legge, ovvero un anno dopo la violenza. Non è stato dunque smentito, nel merito, il suo racconto.

Il racconto dell’imprenditrice

I due si erano incontrati per parlare di un possibile acquisto di vini (lei è un agente di commercio). L’incontro è stato confermato dallo stesso senatore, che ha spiegato essere avvenuto tramite un carabiniere sposato con sua cugina. Il militare avrebbe infatti detto alla donna che Silvestro aveva bisogno di una fornitura di bottiglie pregiate per l’inaugurazione della sua villa a Capri. Stando al racconto di lei, mentre parlavano a voce di questo ordine, lui avrebbe fatto allusioni sessuali, dicendo che il vino lo eccita e gli fa perdere i freni inibitori. Infine, l’avrebbe bloccata con la forza e costretta a un rapporto sessuale. Sul fatto che abbia denunciato i fatti oltre un anno dopo, ha detto che stava male ed era andata in psicoterapia, aggiungendo di essersi rivolta allo studio dell’avvocato Bongiorno già ad aprile 2025 (che però non poteva seguirla perché aveva troppi casi), e di essere stata dissuasa dal denunciare dal carabiniere che aveva fatto da tramite tra lei e Silvestro.

Tetto agli stranieri in classe, Meloni lo difende tirando in ballo Mattarella

La premier Meloni ha risposto al presidente Mattarella che, all’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, si era espresso sulla proposta del governo di inserire un tetto al numero di stranieri nelle classi. «La scuola deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità», aveva detto il capo dello Stato. Dal salotto di Bruno Vespa, la premier ha risposto ricordando come anche Mattarella, quando era ministro dell’Istruzione, «redigeva circolari» che invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nelle stesse classi.

Cos’ha detto Meloni e a che circolari si riferisce

«Ho letto questa interpretazione prevalente, per la quale le parole del presidente della Repubblica erano delle parole per contestare l’iniziativa del governo, ma personalmente non la leggo così», ha detto a Cinque minuti. «Il presidente della Repubblica, per l’appunto, dice: “La scuola deve superare i ghetti, non creare ghetti”. Creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire che un ragazzo straniero, quanto anche i ragazzi italiani, possa sentirsi nel ghetto». Quindi il riferimento all’attività politica di Mattarella: «Il presidente della Repubblica quando era ministro dell’Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buonsenso e che quindi mi pare sia giusto portarla avanti». Il riferimento è alle circolari emanate tra il 1989 e il 1990 dove si raccomandava di distribuire gli studenti stranieri tra le classi e di non superare cinque alunni dello stesso gruppo linguistico.

Nel 2024 Fdi si oppose all’idea di un tetto stabilito per legge

Già nel 2024 il ministro dell’Istruzione Valditara aveva parlato dell’urgenza di porre un tetto agli stranieri per classe. Erano i giorni delle polemiche sulla scuola scuola di Pioltello, nel Milanese, chiusa per il Ramadan. Ma Fratelli d’Italia, in quel momento, si diceva esplicitamente contraria all’idea di fissare una percentuale per legge. L’allora capogruppo alla Camera Tommaso Foti aveva dichiarato che «una legge che dovesse avere carattere di perentorietà nei numeri rischierebbe di scontrarsi contro un limite invalicabile, la realtà dei fatti». Secondo Foti, dunque, un’idea del genere in molti territori non sarebbe stata attuabile, visto che la popolazione scolastica in alcune aree è rappresentata soprattutto da stranieri: «Dico solo che nella città in cui vivo, Piacenza, la presenza di alunni non italiani è superiore al 20 o 30 per cento del totale in molti istituti. Non è una scelta. Se in una scuola ci sono 100 bambini, 70 stranieri e 30 italiani, anche se li ridistribuisci in quattro classi, il rapporto rimane lo stesso».

Le mosse delle correnti Pd per prepararsi al voto e blindare Schlein al Nazareno

I riformisti a Prato, il ‘correntone’ dem a Montepulciano. Come un anno fa, ma con le elezioni molto più vicine. Le correnti del Pd cominciano a organizzarsi in vista di una campagna elettorale di fatto già in pieno corso, ma soprattutto di alcuni passaggi statutari che attendono la segretaria. E con essa il partito.

La sfida tra Schlein e Conte ha messo la sordina alle polemiche interne

Sabato 26 settembre, i riformisti si vedranno alla Casa del Popolo di via Bisenzio a San Martino per la seconda assemblea, dal titolo Cambiare!, che suona come un auspicio e un’esortazione rispetto alla sfida contro Giorgia Meloni. A ottobre invece la maggioranza Pd si è data appuntamento a Montepulciano, dove l’anno scorso è stata tenuta a battesimo dalle tre aree che fanno riferimento a Dario Franceschini, ad Andrea Orlando e a Stefano Bonaccini, ormai parte integrante della maggioranza dem. Da sottolineare la ‘sordina’ messa alle polemiche interne dalla corsa ingaggiata da Elly Schlein contro Giuseppe Conte per la leadership del centrosinistra. Corsa nella quale, nonostante le tensioni che hanno attraversato il partito dall’avvio dell’amministrazione Schlein, i riformisti sostengono convintamente la segretaria, non fosse altro che per scacciare lo spettro di una coalizione a trazione contiana.

Le mosse delle correnti Pd per prepararsi al voto e blindare Schlein al Nazareno
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

I passaggi per prorogare il mandato della segretaria

I due appuntamenti, dunque, serviranno per preparare la corsa al voto e, prima ancora, i due passaggi in Direzione e in Assemblea che servono a prorogare il mandato di Schlein. Un passaggio dovuto, ma scontato, dicono nel partito, visto che nessuno si sogna in questo momento di chiedere un passo indietro alla segretaria. Schlein ha bisogno di mettere il sigillo degli organi statutari alla proroga del mandato al Nazareno perché, in caso contrario, ogni suo provvedimento da segretaria potrebbe essere impugnato. Comprese le liste, vera arma di fine mondo di ogni leader del Pd che, con esse, può decidere della vita o della morte politica di ogni parlamentare o esponente che aspiri a entrare a palazzo.

Le mosse delle correnti Pd per prepararsi al voto e blindare Schlein al Nazareno
La sede del Pd (Imagoeconomica).

Il difficile equilibrismo del Nazareno sull’Ucraina

Nonostante la ‘sordina’ alle polemiche interne, però, alcuni segnali dicono che i due appuntamenti delle aree non saranno del tutto privi di strascichi. I riformisti, che terranno un’assemblea incentrata su tre parole d’ordine – proteggere, prendersi cura e crescere – prevedono un focus sull’aiuto in armi all’Ucraina. Si tratta del tema più spinoso sul tavolo della segretaria, tirata sia dagli alleati perché dica un no convinto all’invio di armi a Kyiv sia dagli stessi riformisti – ma non solo loro – che spingono per una posizione più netta a favore del sostegno al popolo ucraino. Finora Schlein è riuscita a mantenere la barra sul «sostegno al popolo ucraino ingiustamente invaso», ma con un maggiore impegno diplomatico, soprattutto da parte dell’Unione Europea. Resta da vedere se con le primarie di coalizione alle porte questo basterà a sopire il duello con Conte. Anche perché il leader M5s continua a sottolineare che, comunque andranno le consultazioni, non si potrà continuare a inviare armi ad libitum. Un concetto ribadito anche dalle proposte uscite da Nova e ora al vaglio della base M5s: «Continuare a inviare armi» all’Ucraina, «significa allontanare la pace».

Le mosse delle correnti Pd per prepararsi al voto e blindare Schlein al Nazareno
Elly Schlein (Imagoeconomica).

Continua il balletto delle primarie

Uno iato davanti al quale i maggiorenti di centrosinistra tornano a interrogarsi sull’opportunità di convocare i gazebo. Il rossoverde Angelo Bonelli, per esempio, avverte che «i gazebo rischiano di accentuare le differenze e di produrre conseguenze sugli elettori. I problemi programmatici e politici si risolvono con la politica». Un padre nobile del centrosinistra come Massimo D’Alema non nasconde le sue molte «perplessità verso un percorso che inevitabilmente mette l’accento sulle divisioni, sulle distinzioni e non sulle cose che uniscono. Perché se si fa una campagna elettorale all’interno del centrosinistra, ognuno è portato a distinguersi dagli altri. Non mi pare utile».

Le mosse delle correnti Pd per prepararsi al voto e blindare Schlein al Nazareno
Massimo D’Alema con Elly Schlein (Imagoeconomica).

Chi chiede di accelerare verso le primarie è, invece, il riformista Filippo Sensi: «Vorrei che ci fossero le primarie e mi piacerebbe che fossero a doppio turno. Dobbiamo scegliere e decidere noi un percorso, non aspettare che la data delle elezioni la dia Giorgia Meloni. Se facciamo così siamo appesi a quel che dice lei. E se ci facesse ‘il cucchiaio’, dicendo “votiamo a ottobre” e invece le elezioni si fanno ad aprile?».

Le mosse delle correnti Pd per prepararsi al voto e blindare Schlein al Nazareno
Filippo Sensi (Imagoeconomica).

Cantiere Navale Vittoria, stipendi non pagati: milioni sotto indagine

Per acquistare il cantiere erano arrivati milioni di euro attraverso una rete di società campane. Ma per pagare gli operai, invece, i soldi continuano a mancare. È la seconda estate consecutiva segnata da problemi salariali al Cantiere Navale Vittoria, l’azienda di Adria finita nelle inchieste di Report (che tornerà sul tema nella prima puntata della nuova edizione) e nelle carte giudiziarie sull’attentato al conduttore Sigfrido Ranucci. Il 21 settembre la Fiom-Cgil di Rovigo ha denunciato in una nota come Cnv Srl non abbia versato le retribuzioni di luglio e agosto 2026. I due appalti acquisiti con Actv, l’azienda che gestisce i traghetti a Venezia, non sarebbero ancora partiti e nello stabilimento restano 22 dipendenti, contro la sessantina prima della crisi. Il sindacato proclama lo stato di agitazione e diffida l’azienda. Ci sono 10 giorni per saldare gli arretrati, altrimenti valuterà anche il ricorso al giudice. E non si capisce dove siano finiti gli 1,4 milioni di euro di anticipo versati da Actv: sarebbero dovuti servire per pagare proprio gli stipendi.

Cantiere Navale Vittoria, stipendi non pagati: milioni sotto indagine
Il varo del pattugliatore delle Fiamme Gialle (Ansa)

Il passaggio dalla famiglia Duò a Roberto Cavazzana

Per capire quello che sta succedendo serve un piccolo passo indietro. Fondato nel 1927 dalla famiglia Duò, il Vittoria ha costruito centinaia di imbarcazioni: vedette per Guardia costiera e Guardia di finanza, mezzi militari, commerciali e da lavoro, conquistando commesse anche all’estero. Un patrimonio industriale fatto di progettisti, saldatori e maestranze specializzate, non soltanto di capannoni e banchine. Poi è arrivata la crisi finanziaria della precedente gestione, la ricerca di un acquirente e il rischio di chiusura. Nel settembre 2024 è stata selezionata la proposta di Roberto Cavazzana, nell’ambito di un piano di ristrutturazione omologato dal Tribunale di Rovigo. Il rogito è stato firmato il 14 febbraio 2025: 8,2 milioni di euro per il complesso aziendale e immobiliare. La nuova proprietà si è presentata con l’impegno di salvaguardare l’occupazione e riportare il cantiere alla produzione. Nel frattempo la precedente gestione è finita sotto inchiesta. La Procura Europea di Venezia indaga per presunta truffa aggravata ai danni dell’Ue Paolo Duò, ultimo presidente della vecchia Cnv Spa, e l’allora direttore amministrativo Gabriele Busetto. Al centro ci sono circa quattro milioni di euro di finanziamenti ottenuti durante la pandemia da tre banche, con garanzie di un fondo europeo destinato alle imprese in crisi. Gli inquirenti verificano se il cantiere potesse accedere a quelle garanzie, considerata l’attività nel settore militare.

Cantiere Navale Vittoria, stipendi non pagati: milioni sotto indagine
Il proprietario del Cantiere Navale Vittoria di Adria (Rovigo), Roberto Cavazzana (da Report).

Un rilancio rimasto solo sulla carta

La promessa di Cavazzana è quella di una seconda vita. A ottobre 2025 la Regione ha presentato il piano industriale della nuova Cnv: tre unità operative, manutenzioni, costruzione di imbarcazioni, ricerca e sviluppo. C’era anche la prospettiva di una commessa Actv. Ma già a novembre il gruppo dirigente che aveva accompagnato il passaggio di proprietà era uscito dall’azienda. È stato allontanato Francescomaria Tuccillo, socio al 5 per cento e manager considerato dalla Regione una figura centrale per la transizione. Con lui se n’è andata anche la direttrice generale Valentina Cristanini. Cavazzana, rimasto amministratore unico, al tavolo regionale del 27 novembre aveva assicurato che il piano restava valido e sarebbe stato rafforzato con una nuova squadra. Dieci mesi dopo, secondo la Fiom, i lavori non sono ancora partiti. Il rilancio è rimasto solo sulla carta. 

Il nuovo rinvio del tavolo regionale

La questione degli stipendi, poi, ha una storia lunga più di un anno. Nel verbale reso alla Dda di Roma il 21 novembre 2025, Tuccillo ha raccontato di ripetuti contrasti con Cavazzana per i pagamenti bloccati. Ha detto di essersi fatto garante nei confronti dei dipendenti che non ricevevano la paga e di aver anticipato personalmente circa 40 mila euro. Il 27 agosto 2025, dopo l’ennesimo confronto sulle retribuzioni, Cavazzana gli avrebbe affidato una delega finanziaria rimasta, secondo il manager, lettera morta. Oggi, a distanza di oltre 12 mesi, il problema si ripresenta.  Cavazzana intanto ha chiesto il rinvio del tavolo regionale del 21 settembre, dopo quello già slittato il 2 luglio. Nella mail inviata sabato 19 settembre parla di un impegno aziendale «strategico» e non differibile, che gli impedirebbe di partecipare persino da remoto. Nega di sottrarsi al confronto e propone nuove date. Veneto Lavoro lo prende in parola: riunione fissata per lunedì 28 settembre alle 15, a Mestre e online, esattamente nel giorno e nell’orario indicati dall’azienda. Eppure in questi mesi Cavazzana aveva trovato il tempo di difendere sui giornali l’acquisizione e negare legami con la camorra.

Cantiere Navale Vittoria, stipendi non pagati: milioni sotto indagine
I Cantieri Vittoria di Adria, Rovigo (Ansa).

I presunti legami con il Casertano

L’altra storia del Cantiere passa infatti per Caserta, Padova e Rovigo. Nel suo verbale, Tuccillo racconta che il 25 agosto 2025 il commercialista avrebbe lamentato la mancanza dei documenti giustificativi delle somme utilizzate per gli acquisti, compresi gli otto milioni del Vittoria. Tre giorni dopo Cavazzana gli avrebbe annunciato un viaggio a Caserta per «sbloccare i fondi». Così flussi provenienti dalla Campania diventano oggetto degli accertamenti della Guardia di finanza, riportati negli atti della Dda romana. Tra luglio 2024 e febbraio 2025 la società casertana Arkipiù avrebbe bonificato quasi 7 milioni di euro alla Rete Het, riconducibile a Cavazzana. Le causali indicavano consulenze e riqualificazioni energetiche. Ma, secondo l’ipotesi dei militari, le somme provenivano invece dalla monetizzazione di crediti Superbonus creati attraverso fatture per lavori inesistenti. Nel circuito compare Pev Lavorazione Alluminio, società del Casertano sulla quale gli atti segnalano sospetti di contiguità con ambienti camorristici: avrebbe emesso fatture per 3.248.956,16 euro quando, secondo gli investigatori, le opere non erano ancora state eseguite.

Quali fondi sono stati destinati a produzione e stipendi?

Da quel circuito, secondo la ricostruzione investigativa, il denaro avrebbe raggiunto Cnv attraverso finanziamenti infruttiferi: cinque milioni da M6 e 1,99 milioni da Solid Epcm, società riferibili a Cavazzana. I bonifici urgenti da Het a M6 sarebbero seguiti al rifiuto delle banche di trasferire direttamente fondi al cantiere. Gli atti registrano altri 815.936 euro affluiti tra marzo e settembre 2025. Gli inquirenti ipotizzano un sistema di reimpiego di capitali di provenienza illecita. Cavazzana respinge questa lettura. Arkipiù sostiene che i rapporti commerciali fossero leciti e documentati e nega legami consapevoli con ambienti camorristici. Sul piano industriale una domanda resta però aperta, indipendentemente dall’esito dell’inchiesta: quali risorse sono state effettivamente destinate alla produzione e alle retribuzioni? 

L’inchiesta di Report

Un’intercettazione del 12 maggio 2026 aggiunge un altro capitolo. Parlando con l’architetto di Badia Polesine Giorgio Faccioli, Cavazzana riferisce di contatti con «istituzioni governative, della Difesa» e della necessità di pagare Pev con contabilità dettagliate e importi precisi «al centesimo». I Carabinieri ipotizzano una sistemazione documentale successiva e la ricerca di una «schermatura» istituzionale. Nel settembre 2025 Report stava indagando sul Vittoria quando nel cantiere furono trovate due mitragliatrici, poi sequestrate.

Cantiere Navale Vittoria, stipendi non pagati: milioni sotto indagine
Le mitragliatrici trovate nel magazzino dei Cantieri Vittoria (Ansa).

Il 16 ottobre esplose la bomba davanti alla casa di Ranucci. Il giorno dopo Cavazzana comunicò a Tuccillo la revoca dell’incarico. La Dda romana approfondì un possibile movente economico, parlando di «allarmante coincidenza temporale», ma precisò che mancavano elementi chiari per attribuire a Cavazzana la decisione dell’attentato. L’indagine sulla bomba ha poi portato al faccendiere Valter Lavitola e Clesio Tavares Gomes. Nelle carte si prospetta comunque un possibile passaggio del relativo filone dalla Dda di Venezia a Napoli. Il 28 settembre Cavazzana avrà così davanti Regione, Confindustria e sindacati. Dovrà spiegare perché, dopo gli anticipi salariali raccontati da Tuccillo nel 2025, si sia arrivati a una seconda estate di stipendi in ritardo. E quando partiranno le commesse Actv. Il Vittoria ha quasi un secolo di storia e un patrimonio di competenze che la crisi sta distruggendo. Il cantiere è stato comprato. Gli operai aspettano ancora di sapere quando tornerà davvero a costruire navi e quando saranno pagati.

Trump, nuove minacce all’Iran nel discorso alle Nazioni Unite

Nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Donald Trump è tornato a minacciare l’Iran. «Ho una decisione importante da prendere: si concluderà un accordo che permetta loro di ricostruire e creare un Paese molto più grande di quanto non sia mai stato in passato, magari una delle nazioni più importanti del Medio Oriente o addirittura del mondo, oppure devo annientare la Repubblica Islamica, e farlo in fretta, senza mai dare loro la possibilità di uccidere e distruggere ancora persone e Paesi?», ha domandato il tycoon davanti ai leader di tutto il mondo.

Trump: «L’Iran non è più il bullo del Medio Oriente»

«Devo forse spedirli all’inferno, senza alcuna possibilità di sopravvivenza e senza alcuna speranza di grandezza futura o di una discendenza?», ha rincarato la dose Trump, dicendosi però fiducioso su un accordo che potrebbe essere raggiunto appena dopo le elezioni di midterm, «perché per loro non avrebbe senso fare diversamente». Trump ha poi dichiarato: «Per 51 anni, il fanatico regime iraniano ha governato attraverso spargimenti di sangue e massacri, seminando morte, carneficina e caos in tutto il Medio Oriente e oltre; agivano da bulli in Medio Oriente, ma non lo sono più».

Il riferimento al 7 ottobre e le parole su Hormuz

Nel suo discorso alle Nazioni Unite, Trump ha rivendicato la bontà del suo operato in Medio Oriente: «Dopo aver concesso all’Iran ogni possibilità di raggiungere un accordo, ho agito per garantire che né gli Stati Uniti né alcuna nazione dovessero mai trovarsi ad affrontare un simile incubo, un problema così catastrofico», ha detto riferendosi all’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele da parte di Hamas. Così sullo stretto di Hormuz: «Anche dopo aver concordato una tregua in vista dei negoziati sul nucleare, l’Iran l’ha prontamente violata con sfacciati atti di terrorismo contro navi civili di altri Paesi. Desidero ringraziare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU per aver approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che condanna i vili attacchi terroristici dell’Iran contro il traffico marittimo commerciale».

Trump: «Cuba uno Stato fallito, cadrà»

Sempre riferendosi al Medio Oriente, Trump ha aggiunto: «Altri parlavano di pace, io l’ho realizzata. Quella tra Ucraina e Russia si farà presto». Nella sede del Palazzo di vetro, dove si sono riuniti circa 200 tra presidenti, primi ministri, ministri e diplomatici provenienti da tutto il mondo, Trump non ha poi “risparmiato” nemmeno Cuba: «È uno Stato fallito e cadrà» ha detto The Donald. Le sue parole hanno spinto la delegazione dell’Avana ad alzarsi e lasciare l’aula dell’Assemblea generale.

Sole 24 Ore, il vicedirettore Daniele Bellasio passa al Corsera

Nuovo assetto per l’area economica del Corriere della Sera. Daniele Bellasio lascia il Sole 24 Ore (dov’era vicedirettore) e passa ufficialmente al quotidiano diretto da Luciano Fontana, di cui dal primo ottobre sarà caporedattore della sezione economia. Bellasio verrà affiancato da Paola Pica, che passerà da vicecaporedattrice a caporedattrice vicaria, e da Paolo Ligammari, caporedattore e responsabile del digitale della redazione economica.

Sole 24 Ore, il vicedirettore Daniele Bellasio passa al Corsera
Nicola Saldutti (Imagoeconomica).

Bellasio subentra Saldutti, che diventa responsabile editoriale di Corriere Economia

Bellasio prenderà il posto di Nicola Saldutti, che dopo 17 anni lascerà il ruolo di caporedattore della redazione economia del Corsera per diventare responsabile editoriale (dal primo novembre) del settimanale Corriere Economia: guiderà sia l’edizione cartacea che quella digitale, subentrando a Massimo Fracaro. Saldutti manterrà inoltre il ruolo di editorialista, proseguendo l’attività di analisi e commento all’interno del sistema editoriale del Corriere. La riorganizzazione coinvolge anche Giuditta Marvelli, promossa vicecaporedattrice del settimanale.

L’Arabia Saudita riapre l’oleodotto Est-Ovest: era fermo dal 13 settembre

L’Arabia Saudita ha riavviato le operazioni dell’oleodotto Est-Ovest, che erano state interrotte «in via precauzionale» il 13 settembre dopo una serie di attacchi di droni attribuiti alle milizie filoiraniane attive in Iraq, nel contesto dell’escalation nello Yemen tra le forze governative sostenute da Riad e i ribelli Houthi. Le esportazioni dal Mar Rosso potrebbero riprendere già oggi. Lo scrive Reuters citando tre fonti informate sulla questione.

Cos’è l’oleodotto Est-Ovest

L’oleodotto Est-Ovest è lungo 1.200 chilometri: si estende dal giacimento petrolifero di Abqaiq (nei pressi del Bahrain e del Qatar, sulla costa del Golfo Persico) e attraversa l’intera penisola arabica fino a Yanbu, sul Mar Rosso. Fu costruito negli Anni 80, durante la guerra tra Iran e Iraq, per consentire alle esportazioni di petrolio saudita di evitare la “guerra delle petroliere” in corso nello stretto di Hormuz.

Sky lancia il nuovo Sky Mobile

Sky lancia il nuovo Sky Mobile e rafforza la sua offerta per migliorare l’esperienza dei clienti. Come operatore mobile virtuale, Sky gestirà direttamente la propria offerta mobile consolidando la propria strategia di crescita e il suo ruolo come partner delle famiglie, grazie al suo ecosistema unico di contenuti tv esclusivi e connettività. Il nuovo Sky Mobile dà ai nuovi clienti un’opportunità in più per scegliere Sky e offre ulteriore valore a chi ha scelto Sky negli anni, grazie a condizioni particolarmente vantaggiose. L’offerta mobile si potrà combinare sia con l’ultrabroadband di Sky Wifi sia con la ricchissima offerta di contenuti di sport, cinema e intrattenimento. Tutto con la qualità che da sempre contraddistingue Sky e un ottimo rapporto qualità-prezzo. La combinazione che prevede tv, mobile e Wifi partirà infatti da 35,90 euro al mese per 18 mesi.

Le offerte Sky Mobile

Dal 23 settembre, per chi non ha ancora scelto Sky, saranno disponibili due diversi piani, entrambi in 5G, con minuti illimitati, 200 SMS e un prezzo particolarmente competitivo:

  • Sky Mobile Maxi con 150 GB a 7,90 euro al mese
  • Sky Mobile Ultra con 250 GB a 9,90 euro al mese

Per i già clienti Sky, le offerte sono ancora più vantaggiose. Sky Mobile Maxi passerà infatti a 250 GB, mentre Sky Mobile Ultra avrà giga illimitati e fino a sei mesi in regalo, a seconda degli anni trascorsi con Sky. Anche gli attuali clienti Sky Mobile powered by Fastweb avranno la possibilità di scegliere il nuovo Sky Mobile. Sky Mobile si baserà sulla qualità e la capillarità dell’infrastruttura di rete Fastweb + Vodafone, grazie al rafforzamento della partnership tra le due aziende. Sono inoltre previste offerte combinate – tutte con giga e minuti illimitati – anche per chi non è ancora cliente Sky:

  • Sky Mobile + Sky Wifi + Sky Tv a 35,90 euro al mese per 18 mesi
  • Sky Tv + Sky Mobile a 25,99 euro al mese per 18 mesi
  • Sky Mobile + Sky Wifi a 29,90 euro al mese per 12 mesi

Caso Cospito, le motivazioni della sentenza che ha confermato la condanna a 8 mesi per Delmastro

L’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, «consapevole della pubblicità dei lavori assembleari, non esitò a riportare al deputato Giovanni Donzelli le informazioni segrete che con tanta insistenza aveva ottenuto dal capo del Dap in vista della discussione che questi era in procinto di fare in Parlamento evidentemente ritenendo prevalente la finalità politica dell’uso di quelle informazioni (e questo a prescindere dal fatto che l’imputato sapesse che Donzelli aveva l’intenzione di utilizzarla per ledere gli avversari di partito) e confidando sul fatto che Donzelli le avrebbe riportate in Aula in modo generico (cosa che in effetti fece)». È quanto si legge nelle 24 pagine di motivazioni con cui il 20 maggio i giudici della terza Corte d’Appello di Roma hanno confermato per l’esponente di FdI la condanna a 8 mesi per il reato di rivelazione di segreto d’ufficio in relazione al caso dell’anarchico Alfredo Cospito.

L’accusa di diffusione di documenti riservati su Cospito

Il 29 gennaio 2023 Delmastro contattò il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Russo, per ottenere relazioni della polizia penitenziaria contenenti informazioni sui dialoghi tra Cospito – detenuto al 41 bis – e detenuti mafiosi sottoposti allo stesso regime carcerario. Sebbene i documenti avessero una classificazione di «limitata divulgazione», Delmastro li condivise con Donzelli, che il 31 gennaio li citò in Parlamento durante un attacco politico ai deputati del Pd che avevano visitato Cospito in carcere.

Le richieste di assoluzione respinte e la condanna

Il sostituto procuratore generale aveva sollecitato l’assoluzione per Delmastro, con la formula perché «il fatto non costituisce reato». La richiesta di assoluzione era stata formulata anche in primo grado, con la tesi secondo cui sarebbe mancato l’elemento soggettivo del dolo da parte dell’ex sottosegretario. L’istanza non era stata accolta dai giudici di primo grado dell’ottava sezione penale del tribunale di Roma, che al termine del processo a cui si era arrivati dopo l’imputazione coatta disposta dal gip avevano condannato Delmastro a 8 mesi, respingendo inoltre le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili (quattro parlamentari del Pd).

Caso Cospito, le motivazioni della sentenza che ha confermato la condanna a 8 mesi per Delmastro
Giovanni Donzelli (Imagoeconomica).

I riferimenti di Donzelli alle informazioni segrete del Nic

I giudici hanno ritenuto «inverosimile che, dopo una conversazione telefonica assolutamente generica, incontrando casualmente Donzelli e in vista dell’intervento in Aula che era in procinto di fare, Delmastro fosse in grado di sciorinare a memoria il contenuto del documento del Nic» proprio nella parte che interessava al responsabile nazionale di FdI. «Emerge quindi che l’imputato rivelò a Donzelli le esatte informazioni annotate dal Nic circa i colloqui» tra Cospito e due detenuti, «come si desume anche dall’espresso riferimento che il deputato fece, nel suo intervento, a specifici documenti (“Come si può vedere dai documenti che sono presenti al ministero della Giustizia”) e dalla coincidenza testuale delle frasi da lui utilizzate rispetto a quelle annotate dal Nucleo investigativo centrale: “Devi mantenere l’andamento“, “Fuori non si stanno muovendo solo gli anarchici, ma anche altre associazioni. Adesso vediamo che succede a Roma”, “Sarebbe importante che la questione arrivasse a livello europeo e magari ci levassero l’ergastolo ostativo”».

Acea partecipa alla European water academy

Acea partecipa alla European water academy in qualità di primo champion. Il Gruppo ha accolto con favore questa importante iniziativa della Commissione europea, sviluppata nell’ambito della European water resilience strategy, ed è onorata di contribuire all’academy fin dalla sua primissima fase. Crede fermamente che il rafforzamento delle conoscenze, delle competenze e delle capacità professionali sia essenziale per affrontare le sfide del settore idrico europeo e per sostenere la transizione verso servizi idrici più resilienti, sostenibili e innovativi. In qualità di principale operatore di infrastrutture idriche in Italia, Acea investe da tempo nell’istruzione, nella formazione professionale e nel trasferimento di competenze. Attraverso i propri programmi di formazione aziendale e le collaborazioni con università, business school ed enti di ricerca, l’azienda promuove lo sviluppo continuo di competenze tecniche, gestionali e di leadership lungo l’intera catena del valore dell’acqua.

Acea partecipa alla European water academy
Enrico Pezzoli (Acea).

I percorsi offerti da Acea

Nell’ambito della European water academy, Acea è lieta di contribuire con le seguenti attività di sviluppo delle competenze:

  • Executive master in Water management (italiano e Inglese): un programma executive sviluppato con 24Ore Business school, pensato per professionisti del settore idrico, manager e specialisti tecnici, focalizzato su servizi idrici integrati, sostenibilità, trasformazione digitale, innovazione, gestione degli asset ed evoluzioni normative. A partire da gennaio 2027.
  • Learning path: water treatment, water quality and environmental sustainability (italiano): un programma di formazione tecnica per formatori interni ed esperti di materia sui temi del trattamento delle acque, della qualità dell’acqua, della sostenibilità ambientale, dell’economia circolare e dei contaminanti emergenti. A partire da gennaio 2027.
  • Learning path: water networks, infrastructure and operational excellence (italiano): un programma dedicato alla gestione delle infrastrutture idriche, all’asset management, all’eccellenza operativa e alla qualità del servizio, rivolto a istruttori interni ed esperti tecnici. A partire da gennaio 2027.
  • Le forme dell’acqua (italiano): una serie di cicli formativi multidisciplinari che riunisce esperti internazionali e professionisti Acea per esplorare gli aspetti strategici, ambientali, tecnologici e normativi del settore idrico. Il programma si svolgerà da settembre 2026 a luglio 2027.
  • Water education (italiano): un’iniziativa educativa volta a promuovere la consapevolezza e la sostenibilità idrica tra gli studenti delle scuole superiori attraverso contenuti di e-learning e il coinvolgimento degli esperti Acea. Il programma prenderà il via a gennaio 2027.
  • Post-graduate Water education (Italiano) :attività a supporto di studenti post-laurea e dottorandi attraverso progetti di tesi, tirocini di ricerca e collaborazioni con università e programmi di ricerca. L’iniziativa è attualmente in corso.

Inchiesta Ops: arrestato Luca Carleo, ex dirigente lombardo di Futuro Nazionale

Il gip di Milano ha ordinato l’arresto e la custodia cautelare in carcere per l’imprenditore Ciro Di Meglio e Luca Carleo, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale di Ops, conglomerato di società quotate a Piazza Affari. I due sono sospettati di aver messo in piedi, con la complicità di 33 persone, una frode finanziaria da circa 30 milioni di euro. Il provvedimento, accompagnato da altre otto misure interdittive, è stato emesso dopo gli interrogatori preventivi che si sono svolti negli scorsi giorni: Di Meglio e Carleo, entrambi dimissionari da inizio agosto, avevano scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Inchiesta Ops: arrestato Luca Carleo, ex dirigente lombardo di Futuro Nazionale
Luca Carleo (Instagram).

Di cosa sono accusati Di Meglio e Carleo

Le persone iscritte nel registro sono in tutto 35, indagate a vario titolo di manipolazione del mercato, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale, malversazione di erogazioni pubbliche. Le indagini, come ha spiegato il il procuratore capo Marcello Viola, hanno evidenziato «condotte illecite» da parte di Di Meglio e Carleo, «con il concorso di 33 tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti, finalizzate a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale, drenare liquidità dalle società quotate, raccogliere fondi anche attraverso l’ottenimento di finanziamenti garantiti dallo Stato per destinarli a fini diversi da quelli indicati nel contratto di finanziamento, frodare il mercato finanziario attraverso l’utilizzo distorto dello strumento dei Prestiti obbligazionari convertibili non standard (Pco) per oltre 30 milioni di euro». Insomma, i due ex dirigenti di Ops avrebbero cercato di ottenere profitti personali ai danni degli investitori e del mercato, sfruttando di fatto la crisi di alcune società, a fronte dell’intento dichiarato di risanarle.

Il brevissimo incarico di Carleo all’interno di FN

Poco prima delle perquisizioni e dei sequestri avvenuti a fine luglio, Carleo il 28 del mese era stato nominato da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci coordinatore vicario regionale per la Lombardia (e dunque vice del consigliere regionale Luca Ferrazzi, numero uno in dei futuristi), con delega per la città di Milano. Subito dopo, per via dell’indagine della procura di Milano e del nucleo speciale di polizia valutaria della GdF, Carleo si era poi dimesso dal coordinamento di FN in regione: il suo incarico non è durato nemmeno un giorno.

Inchiesta Ops: arrestato Luca Carleo, ex dirigente lombardo di Futuro Nazionale
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Interdittive per altri otto indagati: chi sono

La gip ha anche ordinato otto interdittive dall’esercizio di attività imprenditoriale o incarichi direttivi nelle società ad altrettanti indagati: il presunto prestanome Angelo Di Lorenzo (presidente di Orion Capital) e la commercialista Serena Plebani, per cui erano stati chiesti i domiciliari, e poi una serie di amministratori delle società, cioè Filippo Fanelli, Fabio Del Corno, Rosalba Chielli, Marco Gnecchi, Erika Mazzitelli e Massimo Cristofori.

Mattarella ospite della Cgil, i malumori leghisti le altre pillole del giorno

Se da una parte Giorgia Meloni si affida alle tv e alle kermesse di partito per diffondere il verbo del suo governo, dall’altra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mette un freno agli entusiasmi elettorali della destra. Ad Amatrice per l’inaugurazione dell’anno scolastico, il capo dello Stato ha parlato agli studenti per farsi ascoltare dagli adulti: «La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati», ha detto, non deve «formare ghetti» e «alzare le barriere», perché «la scuola prepara tutti, è aperta a tutti, così dispone l’articolo 34 della Costituzione». Sul tema è intervenuta pure la Cei, guidata dal cardinale Matteo Zuppi, che sulle orme del Colle, ha tirato le orecchie all’esecutivo.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, al Corriere, ha poi spiegato meglio il provvedimento. Il tetto non si applicherà «agli studenti che hanno frequentato la scuola dell’infanzia ed entrano in prima elementare o a quanti hanno frequentato positivamente alcuni anni di scuola, perché si può pensare che abbiano acquisito una certa conoscenza dell’italiano». E riguarderà anche i ragazzi con passaporto europeo, giusto per chiarire che non si tratta del colore della pelle. Il monito sulla scuola però è solo l’antipasto. Scorrendo l’agenda del Quirinale, c’è una data che ha fatto venire l’orticaria a più di un ministro: il 30 settembre Mattarella sarà alla Scala di Milano per il 120° anniversario della fondazione della Cgil. Si prevede un’accoglienza calorosa per il capo dello Stato alla presenza, ovviamente, del segretario generale Maurizio Landini. Si parlerà di politiche sociali, lavoro, equità, fisco, salute, scuola: roba da far saltare i nervi agli esponenti della maggioranza. Tra l’altro, alcuni sussurrano che «Landini ha preso per il naso pure il ministro Adolfo Urso» con la sua smania di emettere francobolli. Non poteva infatti mancare il bollo dedicato proprio alla Cgil. Il sindacato però lo presenterà nella sede nazionale di Corso d’Italia e non al Mimit, nel fascistissimo Palazzo Piacentini.

Mattarella ospite della Cgil, i malumori leghisti le altre pillole del giorno
Maurizio Landini (Imagoeconomica).

Le manovre (ristrette) dei nordisti in vista del Congresso della Lega

Roberto Maroni definiva la Lega «l’ultimo partito leninista» esistente. Con questa accezione, seppur ironica, faceva riferimento alla ferrea disciplina di partito rispetto agli ordini impartiti dal capo, Umberto Bossi, e alla imponente struttura gerarchica che il Senatùr aveva costruito attorno al suo movimento. Di quell’organigramma è rimasto solo lo scheletro ma l’iperbole maroniana sembra diventata una profezia nel 2026. A quattro anni dalla morte di Bobo, tra i lumbard c’è chi parla addirittura di «modello Ceausescu» in via Bellerio. La segreteria di Matteo Salvini si appresta infatti a organizzare un congresso “confermativo” richiamando gli stessi delegati di un anno e mezzo fa, che perlopiù fanno riferimento al leader. La notizia, anticipata dal palco di Pontida, è stata confermata nel corso di un consiglio federale durato quattro ore, in cui Salvini è tornato a chiedere unità ai suoi. Il capo leghista ha detto di volere un «congresso vero», perché la Lega in futuro «deve parlare con una sola voce». In vista dei prossimi appuntamenti e scadenze elettorali, occorre essere compatti – ha ammonito – basta con i distinguo. «Se poi si vuole eleggere un altro segretario non ho problemi», ha aggiunto, «ma occorre fare chiarezza con un congresso». E dopo l’assise tirare le somme.

Mattarella ospite della Cgil, i malumori leghisti le altre pillole del giorno
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Nei prossimi giorni si dovrebbe riunire la commissione del regolamento e, in seguito, dovrà essere convocato un altro consiglio federale per stabilire la data dell’assemblea. Uscendo dalla sede della Lega, il segretario ha detto ai giornalisti di auspicare che qualcuno si candidi contro di lui. Ma si tratta di una strada in salita, persa in partenza dal potenziale avversario (Massimiliano Romeo?), vista la composizione dei delegati che saranno chiamati a votare («per alzata di mano», ha già annunciato Salvini a Pontida). Assenti Massimiliano Fedriga, Luca Zaia, e Maurizio Fugatti, il lombardo Attilio Fontana era l’unico del fronte dei governatori presenti al federale (Il veneto Alberto Stefani invece ha avuto un incidente mentre stava raggiungendo Milano). Ora dovrà esserci un confronto, tra i nordisti, per decidere se presentare almeno una mozione di minoranza all’assise. I margini di azione sono veramente molto risicati.

Mattarella ospite della Cgil, i malumori leghisti le altre pillole del giorno
Luca Zaia, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Massiliano Fedriga a Pontida (Ansa).

Report, Piervincenzi non sarà relegato ai Lab

Ancora tensioni a Report. Non solo buona parte della redazione teme un eventuale reintegro di Sigfrido Ranucci, ma si registrano fibrillazioni anche tra conduttori e autori. Daniele Piervincenzi inizialmente doveva essere relegato alla presentazione dei Lab, mentre Claudia Di Pasquale alle inchieste principali. Dopo un’accesa discussione davanti al salomonico “Don” Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai, si è giunti a una mediazione: i due co-conduttori si divideranno equamente gli spazi.

Mattarella ospite della Cgil, i malumori leghisti le altre pillole del giorno
Daniele Piervincenzi esce dalla sede Rai di via Teulada (Ansa).

L’ultima sparata di Vannacci: «Gonna corta o lunga? Meglio senza»

«Visto che la domanda è leggera, rispondo in modo altrettanto leggero. Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza». Ecco l’ultima sparata di Roberto Vannacci, che a Start su Sky Tg24 ha deciso di commentare così le affermazioni sessiste di Antonio Tajani, su una presunta correlazione tra la lunghezza della gonna di una donna e la sua affidabilità, oggetto di forti critiche.

Nemmeno le parole di Vannacci non sono passate inosservate. Azione parla infatti «Medioevo Nazionale» e di un ex generale che «è riuscito a portare il dibattito un secolo ancora più indietro» con la sua battuta: «Ormai abbiamo capito una cosa: contro Vannacci non serve inventarsi niente. Basta lasciargli un microfono e lasciarlo parlare».

Cosa aveva detto Tajani su donne e lunghezza delle gonne

Dal palco della kermesse Itaca di Formello (Roma), riflettendo sulla donna che consiglierebbe al figlio di sposare, Tajani aveva detto che è meglio convolare a nozze con una donna meno appariscente, magari «con una gonna più lunga ma di sicuro più seria e affidabile», rispetto a una più affascinante, che «ha avuto tanti fidanzati e li ha mollati» e quindi «portata a mettere qualche cornetto».

La reazione del web e della politica alla parole di Tajani

Le dichiarazioni di Tajani sulla presunta serietà di chi è meno appariscente hanno provocato aspre critiche da parte dell’opposizione e tantissimi meme sul tema. «Non si valutano le donne dalla lunghezza delle loro gonne, vergogna», ha commentato Elly Schlein, segretaria del Pd. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha dichiarato: «Le parole di Tajani ci restituiscono un’idea della donna ottocentesca. Si occupi del burqa delle donne afghane non delle minigonne delle ragazze italiane. E dire che Forza Italia un tempo era il partito di Silvio Berlusconi…». L’ex sindaca di Torino Chiara Appendino, esponente del M5s, ha postato una sua foto in minigonna affermando che «l’affidabilità non si misura in centimetri di stoffa». Ma sono solo alcuni esempi.

Le scuse del vicepremier: «Non volevo offendere»

Dopo le polemiche per le sue frasi, Tajani si è poi scusato: «Mi spiace molto che siano state fraintese alcune mie affermazioni, estrapolate da un discorso molto più articolato. Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di offendere le donne. Non l’ho mai fatto in vita mia, né nella vita privata né nella vita pubblica».