Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori

Una lista unica di centro, in cui tutti abbiano pari dignità. L’ultimo appello alla galassia centrista è arrivato da Riccardo Magi, leader di Più Europa alle prese con forze centripete e centrifughe all’interno del suo stesso partito. Sull’opportunità di schierarsi con Carlo Calenda, ipotesi gradita a Benedetto Della Vedova o, al contrario, federarsi con Italia Viva di Matteo Renzi, con il Psi di Enzo Maraio e con Progetto Civico di Alessandro Onorato, soluzione più gradita a Magi, si è sviluppato un lungo braccio di ferro condito da richieste di congresso anticipato e dibattiti in punta di statuto del partito.

Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori

La centralità strategica data dal Melonellum a Renzi e Calenda

Al di là di quanto accade dentro Più Europa, però, il tema della lista o delle liste di centro nel centrosinistra è sentito. Di più: potrebbe essere esiziale per il campo largo. Per rendersene conto basta leggere le recenti dichiarazioni di Giuseppe Conte contro la norma inserita nella legge elettorale – Stabilicum o Melonellum a seconda delle declinazioni – che porta da 1.500 a 6 mila le firme da raccogliere in ogni collegio per presentarsi alle elezioni. Sempre che non si sia già in parlamento. I partiti che hanno già dei gruppi parlamentari, infatti, sono dispensati dal raccogliere le sottoscrizioni. Da qui la centralità assunta da Renzi e Calenda rispetto alle sigle non rappresentate in parlamento. Centralità che rende il leader di Italia Viva il ‘banco’ che distribuisce le carte nel centro del centrosinistra. Diverso il caso di Calenda che non riesce a immaginarsi allo stesso tavolo di Conte e Fratoianni.

Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Matteo Renzi (Imagoeconomica).

Le barricate di Conte e il niet a Italia Viva

Ecco, il tavolo: la posta in gioco rimane quella di sedere al tavolo del programma (in attesa di sapere se ce ne sarà uno per la formazione della squadra di governo) come leader al pari di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. La prospettiva di dover trattare con l’ex rottamatore, con colui che ha fatto cadere il Conte 2 e aperto la strada al governo Draghi, risulta indigesta al capo del M5s. Un precedente che spiega le barricate annunciate da Conte contro l’aumento del numero di firme per la presentazione delle liste. Da parte di Renzi arrivano parole di distensione: «Se vincerà le primarie sosterrò Giuseppe Conte», assicura dopo essersi detto disponibile a farsi da parte e a non partecipare al tavolo della coalizione. «C’è gente che dice “non voglio vedere Renzi nella foto con Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni”. Vi do una notizia: io in quella foto non ci devo essere e non voglio esserci. Non sono qui per uno strapuntino, ci sono perché porto idee».

Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Nicola Fratoianni, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Angelo Bonelli (Instagram).

La simpatia di Conte per Onorato

Il leader M5s non ha mai fatto mistero della sua simpatia per il Progetto Civico di Alessandro Onorato, assessore capitolino che gode anche del sostegno del ‘suo’ sindaco, Roberto Gualtieri, e di un bel pezzo di Pd, romano e non solo. Per chi, invece, auspica la presenza di Renzi al tavolo del centrosinistra, e tra questi anche i riformisti del Pd, quella di Onorato è un’operazione studiata a tavolino per tenere il leader Iv a distanza di sicurezza. Conte non fa mistero, d’altra parte, della diffidenza che ancora nutre nei confronti del senatore di Rignano sull’Arno. Dal palco della festa di Avs, Conte ha fatto sapere di ritenere indispensabile avere la garanzia che i compagni di viaggio non «scartino con disinvoltura» o creino rotture per «ragioni opportunistiche personali o partitiche». Pochi giorni dopo, l’ex premier è stato più esplicito ricordando quanto accaduto nel gennaio 2021 quando i nodi del Mes, del Pnrr e della delega ai servizi portarono Italia Viva a rompere con l’esecutivo.

Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Giuseppe Conte e Alessandro Onorato (Imagoeconomica).

Cercasi federatore di centro

È anche per superare queste resistenze di Conte che Elly Schlein ha adottato ormai da due anni a questa parte il mantra del testardamente unitari. La segretaria Pd sa bene che per vincere occorre avere un centro moderato forte e coeso. La memoria corre alla partita del cuore e all’abbraccio tra Renzi e la stessa Schlein, condito con l’appello «basta veti» arrivato dalla leader dem. Ed è sempre per superare questi veti che si è cominciato a parlare di un federatore di centro, di un esponente che possa sedere a quel tavolo in rappresentanza dei soggetti centristi senza essere leader di uno di essi. Renzi ha già fatto sapere di essere pronto a farsi da parte: in vista del programma del centrosinistra «io individuerei un sindaco o una sindaca per stare al tavolo che rappresenti il mondo riformista e poi si va alle elezioni e chi c’ha i voti si vedrà», sono state le parole del leader Iv alla festa dell’Unità. «Devi prendere un sindaco o una sindaca di centrosinistra che non sia iscritto a nessun partito e rappresenti il centrosinistra. Abbiamo già due nomi, Salis e Manfredi».

Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Matteo Renzi ed Elly Schlein durante la Partita del cuore (via X).

Ruffini e gli altri papabili, tra veti e contro-veti

Tuttavia, anche qui, pesano i desiderata dei leader. Inizialmente si era fatto il nome di Ernesto Maria Ruffini, ex numero uno dell’agenzia delle Entrate, oggi leader di Più Uno, soggetto politico che si aggiunge a quella galassia centrista in perenne espansione. Nella lista dei potenziali federatori comparivano anche il sindaco di Milano Beppe Sala – che piaceva in ambienti dem e di Italia Viva ma è uscito quasi immediatamente dal ventaglio delle possibilità – e un’altra sindaca, Silvia Salis, che sembrava poter mettere d’accordo renziani e dem, ma non ha suscitato l’entusiasmo dell’ala sinistra della coalizione, compreso il M5s. E, soprattutto, non ha suscitato l’entusiasmo della diretta interessata che si è chiamata fuori dalla partita. Per Salis si era espresso, prima dell’estate, anche Vincenzo Spadafora, già ministro e sottosegretario nei governi Conte e fondatore dell’associazione Primavera. «La sindaca di Genova rappresenta una delle poche figure nuove capaci di parlare oltre i confini tradizionali del centrosinistra», aveva detto Spadafora che, su Renzi, aveva aggiunto: «È tornato a fare opposizione vera». Più gradito ai cinque stelle e Avs il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che però intende continuare a dedicarsi alla sua città.

Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori
Il centro cerca casa nel campo largo: veti, strategie e possibili federatori

Poste italiane, via all’integrazione con Tim

Il consiglio di amministrazione di Poste italiane – come ha riportato il Tg Poste – ha deliberato l’avvio dell’esercizio delle attività di direzione e coordinamento su Tim, approvando anche il relativo Regolamento di governo operativo. Dopo la chiusura dell’opas, che ha portato il Gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco a detenere circa l’86 per cento di Tim, il board ha approvato il documento che disciplina i rapporti e i flussi informativi tra le due aziende, assicurando l’allineamento e il coordinamento di Tim e delle sue controllate, in quanto società appartenenti al gruppo facente capo a Poste italiane. L’ingresso di Tim in Poste prevede la condivisione di obiettivi strategici, il coordinamento delle politiche industriali e gestionali, l’integrazione di attività e competenze per favorire lo sviluppo e la creazione di valore dell’intero Gruppo.

Tracciato il percorso per sviluppare le nuove sinergie tra i due gruppi

L’attività di direzione e coordinamento su Tim saranno disciplinate dal cda, dall’amministratore delegato, dal direttore generale attraverso l’esercizio dei poteri a loro attribuiti, nonché dalle strutture organizzative di Poste italiane negli ambiti di rispettiva competenza. Il regolamento garantisce la gestione accentrata delle attività ovvero il coordinamento funzionale per realizzare economie di scala e migliorare l’efficienza dei processi. Con il nuovo assetto, Poste italiane avrà così piena visibilità sulle principali attività e iniziative di Tim e verrà coinvolta preventivamente nella valutazione delle operazioni di maggiore rilievo strategico – incluse le operazioni rilevanti – ferma restando l’autonomia giuridica di Tim e delle sue controllate, a tutela anche degli azionisti di minoranza. A soli cinque giorni dalla conclusione dell’opas, il board di Poste ha così già tracciato il percorso aprendo una nuova fase destinata a guidare lo sbarco di Tim nel perimetro del Gruppo, con l’obiettivo di mettere a fattor comune infrastrutture, tecnologie e competenze e sviluppare le nuove sinergie industriali tra i due gruppi.

Il caos in Campidoglio su Wanna Marchi, la furia di Gualtieri e il consigliere nel mirino

Roberto Gualtieri è andato su tutte le furie, ma non vuole metterci la faccia: c’è grande caos in Campidoglio dopo il premio conferito a Wanna Marchi e alla figlia Stefania Nobile nella sala della Protomoteca, un “luogo trofeo” del Comune di Roma, nell’ambito di un’iniziativa organizzata dalla casa editrice 100 Edizioni. Premiate in qualità di scrittrici: Nobile è stata insignita del “Premio Internazionale della Cultura” per il suo libro Vendere… cara la pelle e la madre ha ottenuto il riconoscimento grazie a La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore. Entrambi i volumi, non a caso, sono editi proprio da 100 Edizioni.

Il consigliere presente, Dario Nanni, ha fatto pubblica ammenda dopo le polemiche sorte per l’iniziativa: «Mi assumo personalmente la responsabilità di aver richiesto, in qualità di consigliere comunale, la concessione della Protomoteca per il Premio organizzato dalla casa editrice 100 Edizioni. È una procedura spesso utilizzata nel tempo dai consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Ovviamente non ero assolutamente a conoscenza della presenza di Wanna Marchi e Stefania Nobile tra le persone premiate. Se lo avessi saputo, chiaramente, non avrei mai sostenuto la richiesta di utilizzare la sala».

Il caos in Campidoglio su Wanna Marchi, la furia di Gualtieri e il consigliere nel mirino
Dario Nanni (foto Imagoeconomica).

Ci aveva messo anche il suo “carico da undici” l’ex sindaco di Roma Virginia Raggi, oggi consigliere comunale del Movimento 5 stelle: «Forse il Campidoglio vuole ridefinire i confini della cultura. Che l’amministrazione non sapesse chi e cosa sarebbe stato celebrato nella sala della Protomoteca, la più prestigiosa del Campidoglio, appare davvero surreale».

Il caos in Campidoglio su Wanna Marchi, la furia di Gualtieri e il consigliere nel mirino
Virginia Raggi (foto Imagoeconomica).

Ma qual è il problema? La leggerezza con cui si gestisce l’accesso alla sala della Protomoteca, ossia la possibilità di ottenere la “location”. Un luogo che ha un costo, con tanto di tariffario per accedere e allestire un’iniziativa. La spesa può essere annullata grazie a un’antica consuetudine, usata da decenni da politici locali di maggioranza e di opposizione: un eletto dal popolo alla carica di consigliere comunale ha diritto di ottenere la sala a titolo gratuito, specificando che l’iniziativa da ospitare ha, appunto, valore culturale.

E nel tempo il concetto è stato allargato agli eventi gastronomici, dato che la cucina italiana gode del patrocinio dell’Unesco, oltre ai classici appuntamenti con il mondo del cinema, del teatro, della danza, dell’arte contemporanea. Un’elasticità che ha portato ad allestire eventi spesso borderline, godendo però del fatto che la domanda era appoggiata da un consigliere comunale. Alcuni infatti sono presenti nella sala con una decina di appuntamenti, ogni anno, sempre con finalità culturali. Ora Gualtieri vuole mettere una stretta, selezionando le domande o, come dicono alcuni consiglieri (anche della maggioranza), mettendo becco sui nomi dei partecipanti.

Anche nella prima edizione c’era lo zampino del consigliere ex calendiano

Formalmente era un’iniziativa culturale, quella con Wanna Marchi e Stefania Nobile: si trattava della cerimonia per il Premio Internazionale alla Cultura, un riconoscimento inventato dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri e dall’imprenditore Silvestro Muccillo. Un premio giunto alla sua seconda edizione, sempre in Campidoglio dove era presente il consigliere comunale Nanni, ex Partito democratico poi eletto con la lista di Carlo Calenda, passato al gruppo misto ed entrato in maggioranza a dicembre del 2025. Stavolta però Nanni ha voluto comunicare a tutti il suo mea culpa, battendosi il petto. Ma anche alla prima edizione (in quel caso il premio era stato dato a Muccillo per due libri autobiografici, tanto per capirci) è stato sempre lui, Nanni, ad aver appoggiato la domanda per allestire la kermesse nella sala della Protomoteca. Solo che stavolta il Campidoglio non si è trovato «d’accordooo!» (cit.).

Piantedosi annuncia l’avvio delle procedure per sei nuovi Cpr

Intervenuto in question time alla Camera, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato l’avvio delle procedure per sei nuovi Centri di Permanenza per il Rimpatrio: uno in Campania, uno in Calabria, uno in Toscana, uno in Emilia-Romagna e due in Trentino-Alto Adige. Il governo, ha aggiunto, continuerà inoltre a «lavorare all’attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio».

Piantedosi: «Cpr indispensabili per la sicurezza dei cittadini»

«Riteniamo che una rete adeguata di Cpr sia indispensabile non solo per una gestione sostenibile della politica migratoria, ma anche per la sicurezza dei cittadini, tenuto conto che la quasi totalità dei soggetti ad oggi trattenuti in queste strutture risulta denunciata per gravi reati sia contro il patrimonio sia contro la persona», ha affermato Piantedosi, sottolineando che il governo ha «sempre respinto con fermezza le campagne ideologiche e le opposizioni strumentali contro la realizzazione o il potenziamento» di strutture di questo tipo. L’obiettivo, ha aggiunto il titolare del Viminale, è «consolidare ulteriormente i risultati ottenuti in tema di espulsioni, affermando il principio che, in un sistema migratorio serio e credibile, chi entra illegalmente e rappresenta un pericolo per la sicurezza pubblica va rimpatriato».

Trenord, Roberto Cattaneo alla guida di comunicazione e relazioni territoriali

Trenord ha ufficializzato l’ingresso nell’azienda di Roberto Cattaneo, con il ruolo di direttore comunicazione e relazioni territoriali. Nel suo nuovo incarico coordinerà media, brand, digitale e social e riporterà direttamente ad Andrea Severini, amministratore delegato dell’azienda di trasporti, che svolge ogni giorno il proprio servizio per quasi 800 mila e che ha circa 5 mila dipendenti.

Chi è Roberto Cattaneo

Cattaneo ha iniziato la carriera nel giornalismo tecnologico. Successivamente è passato alla comunicazione d’impresa, con incarichi in NRG Italia (Ricoh Italia), IBM Italia e Gruppo Bracco. Nel 2019 è entrato in Brembo, di cui due anni dopo è diventato Chief Communication Officer. Nel 2021 l’approdo a Prometeon Tyre Group, dove ha assunto la guida di Comunicazione e Relazioni istituzionali

Villa Certosa vs Napoli: Forza Italia divisa anche nel ricordo di Berlusconi

Del ricordo del Cav non si butta via niente. Tanto più in campagna elettorale e con un partito, Forza Italia, in difficoltà nei sondaggi e sempre più balcanizzato al suo interno. Anche le celebrazioni per il 90esimo compleanno di Silvio Berlusconi hanno restituito la distanza ormai incolmabile tra Milano-Arcore e Roma. Mentre in Sardegna, a Villa Certosa, si sono ritrovati gli amici più stretti del Cav e una parte della famiglia, a Napoli il partito guidato da Antonio Tajani ha organizzato un party simil convention, che però è stato disertato dai big, più in linea con gli eredi.

L’ultimo pranzo a Villa Certosa prima del passaggio di proprietà

Alla messa e al pranzo organizzato nella villa affacciata sul golfo di Marinella erano presenti i figli Eleonora e Luigi – mentre non sarebbero pervenuti Barbara, Marina e Pier Silvio – oltre a Veronica Lario, Marta Fascina, Paolo Berlusconi. E ancora: Fedele Confalonieri, Adriano Galliani, Gianni Letta e Marcello Dell’Utri. Da uno dei van scuri che hanno prelevato alcuni ospiti dall’aeroporto di Olbia è spuntato pure Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa, amico di Luigi e soprattutto papabile candidato sindaco per il centrodestra a Milano. La rimpatriata nella tenuta tanto amata dal Cav è servita anche per congedarsi prima di lasciare la proprietà alla famiglia reale del Qatar che l’ha acquistata tramite un fondo lussemburghese per 350 milioni di euro. 

Villa Certosa vs Napoli: Forza Italia divisa anche nel ricordo di Berlusconi
Villa Certosa vs Napoli: Forza Italia divisa anche nel ricordo di Berlusconi
Villa Certosa vs Napoli: Forza Italia divisa anche nel ricordo di Berlusconi
Villa Certosa vs Napoli: Forza Italia divisa anche nel ricordo di Berlusconi

La festa-convention alla Mostra d’Oltremare con cartonati e torta

Alla Mostra d’Oltremare di Napoli, invece, è andata in scena la festa del partito organizzata da Maurizio Gasparri e dal segretario campano Fulvio Martusciello. In altre parole dal cerchio magico di Tajani. Un evento con tanto di mega torta decorata con l’immagine di Silvio che pulisce la sedia usata da Marco Travaglio a Servizio Pubblico, cartonati a grandezza naturale, gadget, fazzoletti con la scritta “siete solo poveri comunisti”. Tra gli ospiti, come raccontato dal Foglio, anche Cristina D’Avena, Maurizio Belpietro e il convalescente Bruno Vespa. Gran cerimoniere, il conduttore Giuseppe Brindisi.

Dalle parti del Vesuvio, però, non si sarebbe visto nessuno dei big azzurri dati più in sintonia con la family: da Giorgio Mulé a Paolo Zangrillo, da Alessandro Cattaneo a Deborah Bergamini, da Licia Ronzulli a Roberto Occhiuto, fresco della vittoria di Fabio Roscioli alle Suppletive di Reggio Calabria. Tajani, impegnato a blindare la sua leadership con la stagione congressuale, sarebbe arrivato solo al taglio della torta, di ritorno da Bruxelles dove aveva partecipato all’evento “Silvio Berlusconi. 90 anni: una storia italiana”.

Trevi, l’offerta di Webuild punta su valore certo e crescita industriale

Il confronto per il futuro di Trevi entra in una nuova fase dopo il rilancio di Icop che, il 25 settembre 2026, ha annunciato un incremento del corrispettivo offerto nell’ambito dell’ops lanciata sull’azienda cesenate. Sul tavolo restano due proposte profondamente diverse per struttura: da una parte i 4,50 euro in contanti per azione offerti da Webuild, dall’altra 0,165 azioni Icop per ogni titolo Trevi. Una differenza che non riguarda soltanto il valore delle offerte, ma anche la natura del corrispettivo – un valore certo e interamente in contanti nel caso di Webuild, uno scambio azionario il cui valore è legato all’andamento futuro del titolo in quello di Icop.

Da Webuild un’offerta cash con un progetto industriale…

L’offerta Webuild prevede infatti un corrispettivo certo e interamente in contanti, con un premio di circa il 30 per cento rispetto al prezzo ufficiale alla data di riferimento, senza alcuna esposizione degli azionisti aderenti all’andamento futuro dei mercati finanziari. L’offerta è inoltre interamente coperta da un contratto di finanziamento volto a sostenere l’esborso per l’acquisto di tutte le azioni e l’eventuale rifinanziamento del debito di Trevi, sul quale l’offerta Webuild non pone condizioni. Ma la proposta punta anche su un progetto industriale di lungo periodo. L’integrazione delle competenze specialistiche di Trevi nelle fondazioni speciali in una piattaforma industriale globale consentirebbe alla società di proseguire ed espandere la propria attività, con accesso diretto alla rete del Gruppo Webuild, presente in 50 Paesi da più di 120 anni. Webuild ha chiuso il 2025 con 13,6 miliardi di euro di ricavi e dispone di un portafoglio ordini di 54 miliardi al 30 giugno 2026.

… che punta a garantire continuità e crescita a Trevi

Un elemento centrale della proposta riguarda inoltre la continuità per Trevi. L’ingresso nel Gruppo Webuild, secondo quanto previsto dall’offerta, consentirebbe di preservarne identità, centro direzionale in Italia e patrimonio di competenze tecniche, progettuali e manageriali, mantenendo un approccio aperto al mercato. L’operazione si inserisce peraltro in una collaborazione industriale già esistente: Webuild e Trevi lavorano fianco a fianco su alcuni dei maggiori cantieri italiani e internazionali, dalla diga di Rogun in Tagikistan alla Linea C della metropolitana di Roma. Per Webuild, l’operazione avrebbe anche una valenza industriale più ampia, consentendo di internalizzare fasi di lavoro ad alto valore aggiunto e di rafforzare il proprio posizionamento nelle gare per grandi progetti complessi, offrendo una soluzione integrata end-to-end. L’appartenenza al gruppo potrebbe inoltre ampliare il perimetro commerciale di Trevi, garantendo accesso a nuove geografie, nuovi clienti e gare di maggiore dimensione e complessità.

Da Icop un’ops basata sul concambio azionario

L’offerta Icop presenta invece una struttura differente. Gli azionisti Trevi che aderissero all’ops non monetizzerebbero il proprio investimento, ma diverrebbero azionisti dell’offerente, assumendo i rischi connessi all’andamento futuro del titolo Icop. Il consiglio di amministrazione di Trevi ha inoltre evidenziato profili di incertezza legati alle condizioni di efficacia dell’operazione e alla posizione che gli azionisti Trevi assumerebbero all’interno di una società a controllo familiare e caratterizzata da un flottante limitato. Anche le valutazioni economiche rappresentano un elemento del confronto. Secondo le analisi degli advisor di Trevi, Mediobanca e Vitale, il concambio ritenuto congruo si colloca tra 0,222 e 0,312 azioni Icop per ogni azione Trevi, a fronte dello 0,165 proposto da Icop. La partita resta quindi aperta, ma le due proposte delineano percorsi differenti per Trevi. Da un lato un’offerta cash dal valore certo, sostenuta da un progetto industriale e dalla prospettiva di integrazione in un gruppo internazionale. Dall’altro un’operazione basata sul concambio azionario e sulla futura evoluzione del valore di Icop.

Autostrade, Amplia si rafforza con il ramo Ingegneria di Tecne

Autostrade per l’Italia avvia una nuova fase con la riorganizzazione dei due pilastri del Gruppo nei settori dell’ingegneria e delle costruzioni, Amplia Infrastructures e Tecne, in vista delle prossime fasi dell’imponente piano di rigenerazione della rete autostradale in gestione. L’operazione punta a rafforzare la filiera, integrando e valorizzando al meglio le competenze e l’expertise delle due società.
Al termine del processo, il ramo di Tecne dedicato alla progettazione ingegneristica confluirà in Amplia, rafforzandone ulteriormente la struttura. Alle oltre 1.500 persone di Amplia si aggiungeranno 500 tecnici e ingegneri di Tecne. Quest’ultima manterrà, con oltre 500 risorse, le attività di direzione lavori e di coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione. Si concretizza così un passaggio strategico della visione dell’amministratore delegato di Aspi, Arrigo Giana, finalizzato a rafforzare il Gruppo e ad accelerare la realizzazione del piano di investimenti in corso.

Giana: «Operazione che valorizza nostro know-how per realizzazione piano investimenti»

«L’integrazione tra culture, professionalità ed esperienze diverse», ha affermato l’ad, «è la principale leva di valore del nuovo assetto. Maggiore sinergia tra competenze di ingegneria e costruzione, maggiore rapidità nella gestione delle decisioni e snellimento dei processi, soprattutto nella fase tra progettazione e realizzazione, sono presupposti fondamentali per l’avanzamento del grande piano di rigenerazione della rete autostradale. Un’operazione volta a valorizzare le nostre persone e il know-how di una grande azienda come Autostrade per l’Italia».

Strage di Ustica, la Procura Roma ha ritirato la richiesta di archiviazione

La Procura Roma ha ritirato la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980. La decisione è stata presa a seguito della mossa della Francia, che ha annunciato l’intenzione di collaborare alle indagini dopo 46 anni di sostanziale silenzio e reticenza.

Lo Voi: «Nuovo filone con nuove prospettive»

«Si apre un nuovo filone con nuove prospettive», ha spiegato il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, nel motivare il ritiro della richiesta di archiviazione durante l’udienza che davanti al gip Livio Sabatini: «Dopo le notizie arrivate dalla Francia, che si è detta pronta a collaborare, procediamo in tal senso». La nuova inchiesta sulla strage di Ustica è stata avviata nel 2008, dopo le dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che indicava nei francesi i responsabili dell’abbattimento del DC9 Itavia che, partito da Bologna e diretto a Palermo, precipitò invece nel Mar Tirreno.

L’annuncio di Parigi a 46 anni dalla strage

Parigi ha annunciato la disponibilità al trasferimento all’Italia di tutta la documentazione relativa alla strage del 27 giugno 1980, costata la vita alle 81 persone a bordo del DC9 Itavia. Nel corso dei decenni, la magistratura italiana ha inviato numerose rogatorie internazionali a diverse nazioni (tra cui appunto la Francia) per ottenere i tracciati radar e i registri di volo di quella notte. Finora, i tentativi di ottenere piena collaborazione si erano scontrati con forti reticenze. Il governo italiano si era formalmente opposto alla richiesta di archiviazione presentata originariamente dai pubblici ministeri, unendosi alla storica battaglia dell’Associazione Parenti delle Vittime.

Grillo e l’ipotesi di un nuovo partito finanziato da Musk

Beppe Grillo, in guerra con Giuseppe Conte per il nome e il simbolo del Movimento 5 stelle, di recente ai microfoni di Pulp Podcast ha escluso la possibilità di fondare un nuovo partito. Ma qualcosa, al di là delle smentite, forse bolle davvero in pentola. Il cofondatore del M5s, a Roma per il ricevimento in onore della nuova ambasciatrice cinese, ha incontrato nella Capitale Andrea Stroppa, referente di Elon Musk in Italia: c’è chi ipotizza che sul tavolo ci sia la creazione di una nuova formazione politica, che verrebbe sostenuta finanziariamente dal magnate.

Grillo e l’ipotesi di un nuovo partito finanziato da Musk
Andrea Stroppa (Imagoeconomica).

Come riporta il Fatto Quotidiano, Grillo si è poi visto con i due ex parlamentari pentastellati Elio Lannutti e Marco Bella. Inoltre la sua assistente, Nina Monti, avrebbe telefonato nei giorni scorsi ad alcuni ex esponenti del M5s per tastare il terreno.

Grillo e l’ipotesi di un nuovo partito finanziato da Musk
Elon Musk (Imagoeconomica).

Il messaggio criptico di Stroppa alla festa de Il Tempo

Intercettato da un giornalista di LaPresse che gli ha chiesto di cosa avesse parlato con Stroppa, Grillo ha risposto con una battuta: «Andremo su Marte». Ma, oltre all’incontro, c’è un altro indizio a sostegno della tesi un nuovo partito targato Grillo-Musk. Stroppa, che andrà alla Leopolda di Matteo Renzi, il 24 settembre è intervenuto come ospite alla prima edizione della Festa del quotidiano Il Tempo a Roma. E dal palco ha detto: «L’intelligenza artificiale non è senza rischi, ma dobbiamo smetterla di vivere nella paura. L’Italia ha ancora una finestra aperta, ma è veramente piccola. Se ci affacciamo, si vedono ancora le stelle, ma sta a noi». Che siano proprio le stelle che Grillo ha detto di non vedere più nel Movimento guidato da Conte?

Burnham apre alla riadesione del Regno Unito all’Ue: «Tutte le opzioni sul tavolo»

Il premier britannico Andy Burnham ha dichiarato che «tutte le opzioni» sono sul tavolo per le future relazioni del Regno Unito con l’Unione europea, da «restare come siamo» fino ad «andare fino in fondo», con la riadesione all’Ue. Lo ha affermato alla trasmissione Today di Bbc Radio 4, dopo che nel suo discorso al congresso Labour aveva fortemente criticato la Brexit, sostenendo che «ha fatto più male che bene al Paese», e annunciato di voler rafforzare i legami con Bruxelles in vista del prossimo summit coi rappresentanti Ue.

Le parole del premier britannico

Queste le sue parole: «Potremmo restare come siamo. È certamente un’ipotesi, se le persone pensano sia il posto giusto dove stare. Potremmo guardare a quanto George Osborne (ndr l’ex ministro delle Finanze dei Conservatori) ha detto su un’unione doganale, o quello che i Liberaldemocratici hanno detto alla loro convention sul mercato unico, oppure potremmo andare fino in fondo». Con «andare fino in fondo» intende, appunto, rientrare nell’Unione europea. Alla convention annuale del Partito Laburista, Burnham aveva fatto capire di voler scartare la prima ipotesi (rimanere nella situazione attuale) a favore delle altre, e cioè tornare nell’unione doganale, nel mercato unico europeo o addirittura nell’Unione europea.

Botta e risposta tra Cazzullo e Vannacci: cosa è successo

«Argomenti, faccia valere le sue posizioni. L’ho imparato alle elementari: chi mi attacca per il mio cognome di solito non ha argomenti. Lo so, è buffo, ma è il nome di mio padre, che è pure morto, e non potrò mai averne un altro. Lei invece ha ancora tempo a cambiare idea sul duce», così Aldo Cazzullo ha replicato su Instagram a Roberto Vannacci, che aveva storpiato il suo cognome dopo l’invito del giornalista guardare la puntata di Una giornata particolare dedicata all’armistizio dell’8 settembre 1943.

Cazzullo: «Vannacci dice un sacco di inesattezze storiche»

Cazzullo, nella conferenza stampa di presentazione della quinta stagione del suo programma su La7, aveva invitato Vannacci a seguire la prima puntata. «Non mi dispiacerebbe che la guardasse, perché si renderebbe conto che sta dicendo un sacco di inesattezze storiche. La Decima Mas dopo l’8 settembre in gran parte resta fedele al re e quindi combatte contro Hitler, contro Mussolini. Tranne un gruppo di criminali che sì tracciavano la X di Decima Mas sul petto dei partigiani torturati», aveva detto Cazzullo citando la formazione inquadrata nell’esercito della Repubblica sociale italiana sotto gli ordini del Duce e autrice di diversi crimini di guerra tra il 1943 e 1945, tornata ciclicamente nella simbologia dell’estrema destra in Italia e ben presente in quella di Futuro Nazionale: «Uccisero, bruciarono villaggi, massacrarono sacerdoti, nell’entroterra di La Spezia (dove è nato Vannacci, ndr) la Decima Mas fece delle cose terribili».

L’infelice battuta di Vannacci sul cognome del giornalista

Interpellato sull’invito, Vannacci aveva replicato: «Cazzullo continua a fare il cazzullo, non mi interessa quello che scrive, quello che fa». Poi il fondatore di Futuro Nazionale aveva aggiunto di non avere il tempo per guardare la puntata.

Ft, Trump valuta uno stop all’export di gasolio

Donald Trump ha tenuto colloqui d’emergenza con i suoi consiglieri per valutare se imporre un divieto di esportazione del gasolio o altre misure per contenere la crisi dei carburanti che minaccia di compromettere la campagna elettorale di midterm del suo Partito repubblicano. Lo riporta il Financial times. Secondo fonti vicine alla vicenda, aggiunge, i collaboratori del presidente Usa hanno presentato diverse opzioni, tra cui la limitazione delle vendite internazionali di gasolio, e i funzionari dell’amministrazione hanno informato gli alleati stranieri, incluso il Regno Unito, di possibili interruzioni nelle forniture. Londra è la prima destinazione del gasolio americano in Europa – dipende dagli Stati Uniti per un terzo delle sue importazioni di gasolio. Il bando potrebbe avere gravi conseguenze sulle forniture e sui prezzi dei carburanti in Europa che già viaggiano su livelli record. Dall’inizio della guerra in Iran, le esportazioni di diesel americano verso l’Europa sono aumentate del 50 per cento, raggiungendo i 506 mila barili al giorno. Oggi circa metà delle importazioni di diesel europee arrivano via mare dagli Stati Uniti.

Di Battista: «Ho avuto un edema cerebrale dovuto a un tumore»

Alessandro Di Battista ha raccontato, in collegamento con DiMartedì, su La7, i dettagli del suo ricovero a Cuba in seguito a un malore, spiegando di aver avuto un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore. I medici cubani «hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l’edema permettendo di operarmi» e «mi hanno asportato quasi tutto il tumore». «Adesso farò le cure sperando che funzionino». All’ospedale Hermanos Ameijeiras a L’Avana, ha spiegato, «mi hanno fatto un’operazione raffinatissima con tecnologie che qua si usavano 30 anni fa, eppure il neurochirurgo mi ha salvato la vita». Ha quindi puntato i riflettori sulla difficile situazione di Cuba: «Non hanno la possibilità di sterilizzare per l’assenza di corrente. Sono stato operato in un ospedale senza acqua. La popolazione
subisce un assedio medievale e Trump, come nel caso dell’Iran,
spera si possa rivoltare contro il governo. Cuba però non vuole
fare la fine di paesi come Honduras, Haiti, Repubblica Dominicana
e Guatemala. Trump spera di vincere le elezioni con lo scalpo, ma
i cubani sono abituati purtroppo a soffrire».

Sulle politiche: «Candidarmi? Devo pensare ad altro»

Alla domanda del conduttore Giovanni Floris se si candiderà alle elezioni politiche ha risposto: «Dovrò iniziare presto le terapie, la priorità per me è curarmi. Noi, con l’associazione Schierarsi, avevamo fatto i passi giusti per arrivarci, almeno con la possibilità di decidere. Poi la vita è imponderabile… Ma quello che dobbiamo fare è continuare a far crescere Schierarsi, per quando ci saranno altre tornate in futuro. Quanto a me, devo iniziare presto le terapie. E ora devo pensare ad altro. A curarmi».

Emergenza su un volo da Dubai a Tel Aviv, decollati jet israeliani

Un aereo di linea della Flydubai (FZ 1073), in volo da Dubai a Tel Aviv, ha segnalato un’emergenza trasmettendo per breve tempo un codice indicante un dirottamento, poi è sceso a una quota sospetta e ha deviato la rotta verso l’Arabia Saudita. Lo riportano diversi media dello Stato ebraico: due caccia dell’Aeronautica militare israeliana sono stati fatti decollare d’urgenza. A bordo del velivolo ci sono 150 passeggeri.

L’invio del segnale di dirottamento

Secondo i dati di tracciamento del volo, segnalati da FlightRadar, il volo FZ 1073 ha trasmesso inizialmente il codice transponder 7700, segnale internazionale di emergenza generica. Poco dopo però, ha inviato il codice 7500, che indica invece un dirottamento o un atto di interferenza illecita. Una fonte della sicurezza ha sottolineato a Ynet che «non ci sono informazioni confermate su un dirottamento». Sempre secondo la testata israeliana, il volo dovrebbe atterrare in Arabia Saudita.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai

Il canale televisivo San Marino Rtv presenta i suoi palinsesti autunno-inverno. E le star che sfilano sono Myrta Merlino, Morgan, Red Ronnie, Roberto Giacobbo, Giovanni Terzi, Mauro Mazza, Fabrizio Maffei, l’esperto di geopolitica Dario Fabbri, persino l’ex centrocampista di Torino e Napoli Eraldo Pecci.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai

Un bel parterre di volti noti esclusi però, perlomeno al momento, dalla televisione che conta; ma c’è anche un’aria di festa e di libertà, che è poi il filo conduttore editoriale che il direttore generale Roberto Sergio cerca di dare a questo canale di fatto locale, che però è pure una tivù nazionale dello Stato di San Marino. Con, per esempio, una serie di appuntamenti di intrattenimento verso l’Eurovision song contest 2027.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
Roberto Sergio (Imagoeconomica).

Il tema vero è: chi paga? Perché la Serenissima Repubblica di San Marino è uno Stato con 34 mila residenti. E San Marino Rtv è la società, al 50 per cento di Eras (Ente per la radiodiffusione sammarinese) e al 50 per cento della Rai, che controlla i canali televisivi e radiofonici pubblici sammarinesi. Il broadcaster è stato fondato nel 1991, ha un capitale sociale di poco più di 500 mila euro e ha come bacino di riferimento qualche decina di migliaia di persone sparse attorno al Titano. Insomma, come una qualunque tivù o radio locale.

Un porto sicuro per dirigenti Rai sulla via della pensione o non più strategici

San Marino Rtv, storicamente, è tuttavia sempre stata un porto sicuro per dirigenti Rai sulla via della pensione o ritenuti ormai non più strategici: dal 2012 al 2021 il direttore generale è stato Carlo Romeo, uno che dal 2000 al 2012 aveva ricoperto l’oscuro incarico di “responsabile del segretariato sociale Rai”.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
Carlo Romeo (foto Imagoeconomica).

Poi, nel dicembre 2021, gli era subentrato Ludovico Di Meo (rimosso, causa audience in calo, dalla direzione ad interim di Rai 2). E alla morte di Di Meo, nel gennaio 2023, era stata la volta di Andrea Vianello: il giornalista, mandato via dalla direzione del GR1 Rai, aveva assunto la direzione generale del servizio pubblico di San Marino nel luglio 2023.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
Ludovico Di Meo, morto nel 2023 (foto Imagoeconomica).

Un gruppo che si regge sui 4,5 milioni di euro versati dal governo italiano

Salvo poi dimettersi, dopo pochi mesi, nel marzo 2024, per i grossi problemi di bilancio del broadcaster, con quasi 2 milioni di euro di passivo nell’esercizio 2023, rispetto al rosso di 90 mila euro del 2022, per un gruppo radiotelevisivo che si regge soprattutto sui 4,5 milioni di euro pubblici versati dal governo italiano e sui circa 1,3 milioni assicurati da quello sammarinese.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
Andrea Vianello (foto Imagoeconomica).

Quindi, ecco la risposta al quesito: paga soprattutto la Rai. Dal novembre 2024 Roberto Sergio, ex amministratore delegato della nostra tivù pubblica e a questo punto anche ex direttore generale, ha assunto l’incarico di direttore generale di San Marino Rtv, poltrona che manterrà nonostante il suo addio alla Rai a partire dal 30 settembre 2026. E l’entusiasmo a Sergio certo non manca.

I conti nel frattempo sono migliorati

Peraltro i conti, nel frattempo, sono anche migliorati: nel 2024 il bilancio di San Marino Rtv si è chiuso con 18.786 euro di utili, quello del 2025 con utili per 103.313 euro, e anche le previsioni per il 2026, visto il buon andamento della raccolta pubblicitaria, lasciano intendere un profitto interessante a fine anno.

San Marino Rtv, il super parterre di Sergio: un broadcaster pagato da mamma Rai
Alberto Leonardis del gruppo Sae (foto Imagoeconomica).

La novità più importante per il palinsesto autunno-inverno 2026-27 di San Marino Rtv è comunque data dall’accordo con il gruppo editoriale Sae di Alberto Leonardis, che insieme alla televisione costruirà una serie di format informativi a cura dei migliori giornalisti delle testate Sae (da La Stampa a La Nuova Sardegna passando per La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara e La Provincia pavese). «Saremo glocal», intona Alberto Leonardis, presidente di Sae. E Sergio annuisce, sornione.

La Russia alla Nato: «Difenderemo Kaliningrad con l’intero arsenale»

Nuovo capitolo delle tensioni tra la Russia e la Nato. Mosca, attraverso la sua ambasciata in Belgio, ha infatti scritto all’Alleanza atlantica una lettera formale per protestare contro la linea «avventurista e irresponsabile» della Nato: la missiva cita esercitazioni volte a «simulare l’isolamento» dell’exclave di Kaliningrad, operazioni queste che, scrive la Federazione Russa, aumentano «notevolmente i rischi di uno scontro armato diretto». Mosca, si legge nella lettera inviata dall’ambasciata a Bruxelles, è pronta a ricorrere «all’intero arsenale di armi a sua disposizione» per difendere l’oblast’ di Kaliningrad, affacciata sul Mar Baltico e confinante con Lituania e Polonia.

La Nato ha ricordato a Mosca la sua natura difensiva

La Nato «sta conducendo una campagna informativa su larga scala per alimentare il mito della “minaccia russa” e diffondere informazioni non corrispondenti alla realtà sulle presunte “intenzioni” di Mosca di attaccare uno degli Stati baltici entro il 2029, o anche prima», si legge nella nota diffusa dall’ambasciata russa in Belgio. E poi: «Vengono annunciati piani per l’evacuazione transfrontaliera della popolazione “in caso di grave crisi” e, allo stesso tempo, le dichiarazioni ripetutamente espresse dai vertici del nostro Paese circa l’assenza di intenzioni o motivi per avviare un’azione militare vengono completamente ignorate, così come la proposta rivolta ai Paesi della Nato di mettere nero su bianco garanzie reciproche di sicurezza». L’Allenza atlantica ha confermato di aver ricevuto la missiva e di aver anche risposto, ricordando la natura difensiva della Nato e denunciando a sua volta le minacce di usare la forza da parte della Russia.

Chi è Eric Schmitt, possibile candidato vicepresidente di Vance nel 2028

Il Segretario di Stato Marco Rubio sarebbe il preferito di Donald Trump per il ruolo di possibile vicepresidente di JD Vance, che con ogni probabilità sarà il candidato repubblicano per la Casa Bianca (a meno di clamorose sorprese nelle primarie del GOP). Tuttavia il capo della diplomazia Usa ma non sembra entusiasta di ricoprire tale incarico. E così, scrive Axios, per questo ruolo sta guadagnando consensi Eric Schmitt, senatore del Missouri al primo mandato, ritenuto dallo stesso Vance una figura affidabile e un abile stratega politico.

Chi è Eric Schmitt, possibile candidato vicepresidente di Vance nel 2028
JD Vance (Ansa).

La carriera politica del senatore repubblicano Schmitt

Classe 1975, Schmitt è nato a Bridgeton e si è laureato con lode in scienze politiche alla Truman State University nel 1997. Successivamente ha vinto una borsa di studio per frequentare la facoltà di legge alla Saint Louis University, dove si è laureato nel 2000. Di professione avvocato, ha iniziato la sua carriera politica come consigliere comunale di Glendale. Dal 2009 al 2017 ha rappresentato il 15esimo distretto nel Senato del Missouri e, una volta terminato il mandato, ha servito come tesoriere dello Stato Usa fino al 2019. In seguito è stato indicato dall’allora governatore Mike Parson come nuovo procuratore generale, incarico nel quale si è fatto notare per la linea dura contro la criminalità e mantenuto fino alle elezioni del 2022, che lo hanno visto approdare al Senato degli Stati Uniti d’America, in rappresentanza del Missouri (grazie al 55,4 per cento dei voti contro la dem Trudy Busch Valentine). Attualmente Schmitt è anche vicepresidente della Commissione economica congiunta del Congresso Usa.

Chi è Eric Schmitt, possibile candidato vicepresidente di Vance nel 2028
Stretta di mano tra Eric Schmitt e Donald Trump (Ansa).

Ridimensionato l’allarme terrorismo per il presunto attacco alla base Raf

Non è stato trovato materiale esplosivo sui tre furgoni fermati nei pressi della base della Raf di Fairford, potenziale obiettivo di un presunto piano di attacco terroristico per il quale erano stati fermati cinque uomini, poi rilasciati su cauzione. Lo scrivono diverse testate britanniche.

Resta al vaglio un possibile collegamento con l’Iran

L’indiscrezione arriva sullo sfondo delle contraddizioni e dei dubbi emersi sull’accaduto e, soprattutto, dopo il rilascio a sorpresa di tutti e cinque i cittadini britannici – tra i 23 e i 25 anni di età – che erano stati fermati per sospetta «pianificazione di un attacco terroristico».
La loro scarcerazione su cauzione suggerisce che gli inquirenti ritengano improbabile che stessero per compiere un attentato con numerose vittime facendo esplodere una bomba nei pressi della base, usata da decenni anche dalle forze Usa. Sarebbe ancora al vaglio un possibile collegamento con l’Iran (che ha smentito ogni coinvolgimento), così come l’eventualità che i cinque siano stati pagati – da capire a che pro – per inscenare una minaccia terroristica.

San Marino Rtv, nel nuovo palinsesto Myrta Merlino e Morgan

San Marino Rtv ha presentato il nuovo palinsesto 2026/2027. Una stagione ricca di produzioni inedite, conferme e volti noti della televisione e della musica italiana con l’obiettivo di rafforzare l’identità dell’emittente e, allo stesso tempo, ampliare il pubblico oltre i confini della Repubblica. La programmazione è stata illustrata nel corso di una diretta tra gli studi di San Marino e Roma.

Myrta Merlino, Morgan e il ritorno di Roxy Bar

Tra le principali novità del palinsesto spicca l’arrivo di Myrta Merlino, che il venerdì sera condurrà Myrta Confidential, un nuovo programma di interviste dedicato a personalità delle istituzioni, dell’economia, della scienza e della cultura. Grande spazio anche alla musica. Morgan sarà alla guida di Il libertario della musica, un viaggio attraverso la canzone d’autore e i grandi cantautori italiani. Torna poi Roxy Bar, lo storico programma di Red Ronnie, che andrà in onda la domenica sera sul canale 550.

Informazione e geopolitica

Il nuovo palinsesto punta anche sul rafforzamento dell’informazione e dell’approfondimento. Mauro Mazza e Silvia Pelliccioni presenteranno Titano globale, mentre Dario Fabbri e Gianmarco Morosini saranno protagonisti de Il grande gioco, programma dedicato alla geopolitica. Confermato Point Break – Il punto di rottura, condotto da Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti, con il coinvolgimento degli studenti della Scuola di Giornalismo della Luiss Guido Carli. Giovanni Terzi condurrà invece Il colibrì – Spazio di libertà, uno programma che attraverserà politica, cultura e spettacolo.

Il docufilm sulla visita di Papa Leone XIV

Tra le produzioni più significative figura anche il docufilm Papa Leone XIV nell’antica terra della libertà, realizzato da Roberto Giacobbo e dedicato alla visita del Pontefice a San Marino del 22 agosto. Un appuntamento che si inserisce nella volontà dell’emittente di valorizzare la Repubblica e le sue peculiarità, raccontandole anche a un pubblico internazionale.

Verso l’Eurovision 2027

Resta inoltre strategico il percorso verso l’Eurovision song contest 2027, con una serie di appuntamenti che accompagneranno San Marino verso la prossima edizione della manifestazione a partire dal Junior Eurovision song contest di ottobre, passando per Dreaming San Marino song contest da ottobre a febbraio, fino alle tre serate del San Marino song contest di marzo e all’Eurovision song contest di maggio 2027.