Vannacci contro Cerno sulle fasce protette in tv: «Ha gusti invertiti»

Fasce protette, gusti invertiti, gusti normali, propaganda gender. Va in scena il duello a distanza tra Roberto Vannacci e Tommaso Cerno. Secondo l’ex generale, il direttore de Il Giornale «si è inventato che Futuro Nazionale voglia proibire a chi ha gusti omosessuali di comparire in tv», ha sbottato all’AdnKronos. «Non so se chi ha gusti invertiti abbia il patentino per sparare corbellerie più grosse rispetto a chi ha i gusti che si inquadrano nella normalità, ma le regole in televisione saranno uguali per tutti: in fascia protetta, quando ci sono i bambini davanti allo schermo, la propaganda gender e omosessualista non deve poterla fare né chi ha gusti omosessuali né chi ha gusti eterosessuali».

Vannacci contro Cerno sulle fasce protette in tv: «Ha gusti invertiti»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Il casus belli: 2 Di Picche e le fasce protette invocate da FN

Ma da cosa nasce l’attacco? Lunedì Cerno aveva criticato le posizioni di FnV sulle fasce protette in tv. «Pensate che meraviglia, in Rai c’è il pluralismo, e nel pluralismo ci vuole anche Cerno ogni tanto, perché non si capisce perché chiunque può dire tutto e io no», aveva detto il giornalista al debutto della seconda stagione di 2 Di Picche su Rai2. «Ci provano in tutte le maniere: ho sentito dire pure che siccome sono omosessuale dovrei andare in fascia protetta, l’ha detto il generale Vannacci. Io credo che la fascia più protetta di così non possa essere, perché le 14 è protetta dalla democrazia dalle famiglie, dalle persone normali a cui ti rivolgi. E se vogliono ribellarsi si ribellano, la loro protezione viene dalla libertà, caro generale». Anche perché, aveva fatto notare, «se togli tutti i gay dalla televisione dopo non ci resta nessuno, devono mandare la pubblicità praticamente dalle otto di mattina a mezzanotte». Una punzecchiatura, quella del direttore, che non stupisce e che suona come una provocazione per mandare in tilt Vannacci. A metà settembre infatti il quotidiano degli Angelucci aveva sganciato in prima pagina un’inchiesta sui conti che non tornano del «generale super fetecchia» firmata dall’ex Espresso Lirio Abbate. Un modo forse per proteggere Giorgia Meloni dalla minaccia elettorale proveniente da destra.

Vannacci: «Cerno di spazio ne ha dappertutto. Di che si lamenta?»

L’ex generale non ci sta. «Cerno che dichiara di avere una preferenza erotica per i maschietti, di spazio ne ha dappertutto: ha fatto il senatore del Partito Democratico, è stato dirigente di Arcigay, oggi è direttore de Il Giornale e fa il guru del centrodestra, ha addirittura una trasmissione in Rai». «Ma di cosa si lamenta?», ha concluso Vannacci. «A me, per esempio, son sempre piaciute le donne e ciò non mi ha garantito né una citazione eterna nella Commedia di Dante né il patentino di ‘sparare minchiate’, come dice lui, tantomeno sulla pelle dei bambini».

Vannacci contro Cerno sulle fasce protette in tv: «Ha gusti invertiti»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Il giornalista: «Faccia come crede, decideranno gli italiani»

Cerno non perde tempo e da Il Giornale risponde al generalissimo: «Chi non argomenta ma insulta non ha contenuti, d’altra parte conosco bene questo problema perché è quello che la sinistra ha da sempre. Mi insulta perché non ha nulla da dire nel merito, faccia come crede, decideranno gli italiani».

Vannacci contro Cerno sulle fasce protette in tv: «Ha gusti invertiti»
Tommaso Cerno (Imagoeconomica).



Legge elettorale, ok della Camera alla fiducia sull’articolo 1

Con 226 sì, 147 no e tre astenuti, la Camera ha dato il via libera alla fiducia posta dal governo sull’articolo 1 del testo di riforma della legge elettorale, che disciplina l’elezione della Camera con il nuovo sistema proporzionale con premio di maggioranza e l’introduzione delle preferenze. Si procederà ora a votare, con la stessa modalità, l’articolo 2 (che riguarda analogamente l’elezione del Senato).

Braga (Pd): «Schiaffo al Parlamento e tradimento delle donne»

Le tre fiducie poste dal governo «sono uno schiaffo al Parlamento» secondo la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga. «Le istituzioni non sono proprietà della maggioranza, sono la casa di tutti. Questa é una legge che sfida la Costituzione e, quindi, l’Italia libera e democratica», ha detto annunciando un no convinto. Ha poi parlato di «tradimento sulla pelle delle donne»: «Già oggi nessuna donna guida una commissione e nessuna donna guida gruppi di maggioranza, perché gli uomini scelgono altri uomini. E con questa legge il quadro sarà ancora più buio».

Baldino (M5s): «Fiducia prova di debolezza del governo»

«Se non vi fidate dei vostri parlamentari perché gli italiani si dovrebbero fidare di voi?». Così Vittoria Baldino, vicepresidente del Movimento 5 stelle, rivolgendosi alla maggioranza durante le dichiarazioni di voto. «Mettete la fiducia perché abbiamo visto cosa succede quando i vostri parlamentari si sentono liberi di votare. Questa fiducia non è una prova di forza ma di un’estrema debolezza politica, è la paura del Parlamento, dei franchi tiratori e dei vostri parlamentari».

Crans-Montana, Jessica Moretti chiede l’indennità per infortunio nell’incendio

Jessica Moretti, proprietaria del locale di Crans-Montana teatro della strage di Capodanno (41 morti e 115 feriti), potrebbe percepire un’indennità giornaliera per la «perdita di guadagno causata dai danni alla salute» conseguenti all’incendio. La pratica, secondo la legge svizzera per gli infortuni sul lavoro, è al vaglio dell’assicurazione Zurich che, in una lettera riportata nel dossier dell’indagine, ha chiesto alla procura del Cantone del Vallese il nulla osta per l’eventuale versamento, che è stato accordato. Jessica e il marito Jacques sono i principali indagati nell’inchiesta sul rogo del Constellation. Lei è sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma e deve rimanere nella sua abitazione di Lens. Suo marito si trova in carcere con l’accusa di averla picchiata e ci rimarrà, secondo quanto disposto dal tribunale, almeno fino all’11 novembre. In un rapporto della polizia cantonale, incaricata di sorvegliare sul rispetto delle restrizioni, la donna avrebbe espresso «timori», in vista delle festività di fine anno e dell’anniversario del rogo, «ritenendo che i media saranno di nuovo attivi su questa vicenda» e temendo «eventuali atti isolati da parte di parenti delle vittime».

Mundys presenta la nuova stagione del podcast Fly me to the moon

Torna Fly me to the moon – Futuri in arrivo, il podcast ideato e promosso da Mundys e condotto dal giornalista Riccardo Luna, con una seconda stagione dedicata alle persone, alle tecnologie e alle idee che stanno già cambiando il nostro modo di vivere e immaginare il futuro. Prodotta da MoST, la nuova stagione amplia lo sguardo su alcune delle trasformazioni più rilevanti del nostro tempo, dall’intelligenza artificiale alla robotica, dalla cybersecurity alla salute mentale, dalla sovranità tecnologica al futuro del lavoro e della scuola. Al centro, ancora una volta, non ci sono soltanto le tecnologie, ma soprattutto le persone che le stanno progettando, studiando e utilizzando per affrontare le sfide del presente.

Ospiti e temi delle puntate

Le nove puntate, registrate all’interno dell’Innovation hub dell’aeroporto di Roma Fiumicino, primo acceleratore di startup in Europa nel cuore di un aeroporto, affrontano così alcuni dei temi più importanti del dibattito contemporaneo.

Mundys presenta la nuova stagione del podcast Fly me to the moon
Innovation hub a Fiumicino (Mundys).

Silvia Wang, cofondatrice di Serenis, racconta il rapporto tra psicoterapia, nuove generazioni e intelligenza artificiale. Daniele Pucci, ricercatore e imprenditore, porta la robotica umanoide dalla ricerca all’industria e riflette sulla sfida europea. Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia, immagina il mondo del 2100 tra robot, medicina, AI e trasformazione del lavoro. La stagione affronta anche la sovranità tecnologica e la cybersecurity, con l’imprenditore Gianni Cuozzo, e il rapporto tra tecnologia, impresa e umanesimo con Andrea Pezzi. La prima chief information officer del Cern, Enrica Porcari, riflette invece sul futuro dell’AI, sulla condivisione della conoscenza e sul ruolo delle competenze umanistiche nell’innovazione. Francesca Cavallo, autrice di Storie della buonanotte per bambine ribelli, sposta il focus sull’educazione dei maschi e sulla costruzione dell’identità nell’era dei social e degli algoritmi. Tra gli ospiti anche Andrea Colamedici, che parte da un sorprendente esperimento editoriale costruito con l’AI per interrogarsi sul passaggio dalla post-verità alla post-realtà.

Dove ascoltare il podcast

Con la seconda stagione, Fly me to the moon prosegue il suo viaggio attraverso i futuri in arrivo, mettendo in dialogo scienza, tecnologia, impresa e cultura e cercando, attraverso storie personali e prospettive originali, di trasformare l’innovazione da tema per specialisti a una conversazione che riguarda tutti. I nuovi episodi, della durata di circa 30-50 minuti, sono disponibili sulle principali piattaforme di ascolto e sui canali digitali (Spotify, Apple podcast e YouTube), sulla pagina web del Corriere della Sera e sul sito e i social di Mundys.

Commissariamento Figc, Malagò commissario all’unanimità per la Giunta Coni

La Giunta esecutiva del Coni ha votato all’unanimità il commissariamento della Federcalcio, affidando l’incarico di commissario all’attuale presidente Giovanni Malagò. La nomina dovrà essere ratificata dal Consiglio nazionale, convocato per le 14. La scelta è frutto dell‘intesa di mediazione tra due “schieramenti”, contrapposti al voto alla vigilia della Giunta, raggiunta nell’incontro che ha preceduto la riunione dell’esecutivo tra il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e quello della Figc Giovanni Malagò. L’ultimo commissario Figc fu nel 2018 Roberto Fabbricini, nominato dalla Giunta Coni presieduta dallo stesso Malagò.

Il caso del mancato tesseramento di Malagò

Il Coni era chiamato a valutare se la Figc avesse violato le regole fondamentali ammettendo la candidatura di Malagò. La vicenda riguardava il mancato tesseramento di Malagò al momento dell’elezione. L’articolo 29 dello statuto Figc stabilisce infatti che alle cariche federali possono essere eletti o nominati soggetti «in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura». La Figc sostiene che essere in regola non voglia dire essere già tesserati, mentre la procura generale dello Sport ha ritenuto che il requisito presupponga l’esistenza di un tesseramento.

Stagione finita per Sinner: «Ginocchio necessita di ulteriore trattamento»

Su consiglio del suo staff medico, Jannik Sinner non gareggerà più nel corso della stagione 2026 per sottoporsi a un trattamento per un’infiammazione al ginocchio. Ad annunciarlo è stato lo stesso tennista in un video condiviso sui social: «La stagione è ufficialmente conclusa, con il mio staff abbiamo deciso che il mio ginocchio ha bisogno di un ulteriore trattamento». Niente Atp Finals, dunque. «Il finale delle ultime stagioni, specialmente a Torino, mi ha regalato bellissime emozioni e sentimenti, ma quest’anno andrà diversamente visto che devo pensare alla mia carriera a lungo termine. Farò tutto il possibile per tornare al 100 per cento», ha spiegato ringraziando tutti per il supporto.

Binaghi: «Tutela dell’integrità fisica viene prima degli impegni»

Questo il commento del presidente della Fitp Angelo Binaghi: «La tutela dell’integrità fisica di Jannik viene prima di qualsiasi risultato e di qualsiasi impegno agonistico. È una priorità assoluta, che deve guidare ogni scelta. In questo momento la cosa più importante è che possa recuperare pienamente e affrontare con serenità il percorso che lo attende. Lo aspettiamo a braccia aperte, con la stima e l’affetto di sempre, e con la certezza che tornerà in campo quando sarà nelle condizioni migliori per farlo. La Federazione sarà al suo fianco, come sempre».

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno

Giorgia Meloni è ormai in modalità aspirapolvere: per raggiungere il famigerato 42 per cento che le permetterebbe di accomodarsi per altri cinque anni a Palazzo Chigi (salvo trasferimento a edificio più prestigioso, e ci siamo intesi) ha bisogno di ogni zerovirgola disponibile, per compensare il calo di Lega e Forza Italia. Così guarda al centro.

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
Giorgia Meloni (Ansa).

In quest’ottica va letta la benedizione di FdI alla nascita di Sindaci d’Italia, una sorta di listone civico di centrodestra battezzato domenica scorsa ad Assisi. L’operazione non è piaciuta troppo ai centrini sparsi per l’Italia e soprattutto a Carlo Calenda. Il più fedele degli avversari di Meloni teme infatti che questo listone – sempre che riesca a correre – finisca per andare a pescare nel suo elettorato, ma pure nel suo ceto politico. La scommessa di Calenda è che Meloni, senza l’alleanza con Roberto Vannacci, non riuscirà a ottenere il premio di maggioranza e avrà bisogno di lui per formare il governo dopo le elezioni. Se però Giorgia inizia a pescare nel suo stesso stagno elettorale, per Calenda si mette male…

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
Carlo Calenda (Imagoeconomica).

Futuro Nazionale ha già bisogno di un ritocchino?

Roberto Vannacci cresce ancora in Campania: martedì ufficializza il passaggio a Futuro Nazionale l’ex sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello. Già parlamentare di Forza Italia, Borriello sarà responsabile provinciale di FnV a Napoli. L’uomo non è nuovo ai cambi di casacca: ha militato nella Dc, in FI, nell’Udeur e pure in Italia dei Valori. Vannacci prosegue così nell’acquisizione di esponenti politici dal voto strutturato sui territori, da unire a quello di opinione che lui stesso intercetta in prima persona. In Campania l’ex generale sta puntellando la sua rete: si va dal vicario regionale Antonio Ambrosio al responsabile agli Enti locali, Attilio Pierro (deputato ex FI); dal responsabile Organizzazione con delega alla provincia di Avellino Sabino Morano alla responsabile per l’Amministrazione Lucia Abagnale. E ancora: per la provincia di Salerno il punto di riferimento è Franco Cardiello, per quella di Caserta è Paolo Santulli mentre per il Beneventano è confermato il coordinatore regionale Catello Di Capua. Curiosità: Borriello è un chirurgo plastico di primissimo piano, evidentemente Fn ha già bisogno di un ritocchino…

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Se la mostra di Keith Haring irrita il Vaticano…

Roberto Gualtieri avrebbe irritato qualcuno in Vaticano. Tutta colpa della mostra su Keith Haring, retrospettiva che raccoglie più di 140 opere dell’artista statunitense inaugurata il 6 ottobre al museo di Palazzo Braschi. Sede museale dal 1952, il Palazzo venne realizzato per volontà di Pio VI e poi venduto dalla famiglia Braschi al Regno d’Italia nel 1871. Eppure qualcuno Oltretevere, osservando alcune opere esposte, tra falli e scene hard, ha avuto da ridire rispolverando le origini papali dell’edificio. «Se avessero allestito la mostra in un museo di costruzione recente e quindi ‘senza una storia’ legata al passato, come per esempio il Maxxi, tanto per dirne uno, nessuno avrebbe avuto qualcosa da obiettare», si mugugna tra i sacri palazzi. E c’è già chi si preoccupa per lo shock che alcune opere e dettagli potrebbero provocare ai bambini che visiteranno l’esposizione. Per il momento, però, l’unica vera polemica capitolina legata al celebre artista newyorkese risale a qualche decennio fa e fu innescata dalla distruzione di due suoi murales. Il primo, realizzato da Haring sulla facciata sinistra del Palazzo delle Esposizioni, venne cancellato dal Comune nel 1992 in occasione della visita di Mikhail Gorbachev. Il secondo, dipinto sulle barriere trasparenti del Ponte Pietro Nenni lungo la linea A della metro, fece la stessa fine nel 2001.

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
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I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
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I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
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I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno

60 under 30, all’Università Link l’evento che unisce giovani talenti e leader politici

Si rinnova l’appuntamento con i giovani che stanno cambiando il Paese grazie all’evento 60 under 30, la cui quarta edizione andrà in scena venerdì 9 ottobre 2026 dalle ore 14.00 presso gli spazi dell’Università degli Studi Link di Roma. Il riconoscimento vedrà anche la partecipazione di leader istituzionali protagonisti della scena politica contemporanea, pronti ad alternarsi sul palco con i 60 giovani premiati. Ad assistere agli speech saranno centinaia di ragazzi che ogni anno prendono parte all’evento gratuito, ideato e promosso da POLITICA e La Giovane Roma. Per partecipare basterà registrarsi online su eventi.politicamag.it.

Tra gli ospiti attesi Salvini, Tajani, Renzi e Schlein

L’edizione 2026 di 60 under 30 si aprirà con i saluti di Federico Lobuono, presidente dell’associazione organizzatrice La Giovane Roma che ha dichiarato: «Siamo grati alle personalità politiche che hanno deciso di prendere parte alla nostra iniziativa, dimostrando che il dialogo con le nuove generazioni è fondamentale per disegnare l’Italia di domani». Tra gli ospiti attesi ci sono Angelo Bonelli, Carlo Calenda, Roberto Gualtieri, Maurizio Lupi, Alessandro Onorato, Matteo Renzi, Francesco Rocca, Matteo Salvini, Elly Schlein e Antonio Tajani. La giornata si chiuderà tra musica e djset – prima il live del cantautore romano Eddie Brock e poi, a seguire, le selezioni musicali dei dj resident di Room26.

Mercoledì 7 ottobre l’inaugurazione del nuovo anno accademico

L’evento arriva a due giorni dall’inaugurazione del nuovo anno accademico 2026/2027 previsto per mercoledì 7 ottobre presso l’Aula Magna Franco Frattini in Via del Casale di San Pio V. Un momento centrale per la vita dell’ateneo che, dopo il passaggio del corteo accademico, vedrà la presenza del presidente Pietro Luigi Polidori, del magnifico rettore Carlo Alberto Giusti, del presidente del Consiglio di Stato Luigi Maruotti e del prorettore Francesco Paolo Tronca. A conferire ulteriore valore alla giornata, la presenza tra gli ospiti d’eccezione di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati.

Assegnato il Nobel per la Fisica 2026 

Il Nobel per la Fisica 2026 è stato assegnato al belga Francis Louis Halzen «per il contributo decisivo all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica». Professore ordinario presso l’Università del Wisconsin-Madison, Halzen è principal investigator di IceCube presso la stazione Amundsen-Scott South Pole in Antartide, il più grande rivelatore di neutrini al mondo operativo dal 2010.

Sondaggi Swg 5 ottobre 2026, Fdi torna a crescere mentre Vannacci cala

Prima battuta d’arresto per Futuro nazionale che, secondo il sondaggio realizzato da Swg per il TgLa7 del 5 ottobre 2026, perde lo 0,2 per cento rispetto alla settimana precedente e scende sotto l’8 per cento. Di riflesso salgono invece gli altri partiti di maggioranza, soprattutto Fratelli d’Italia che guadagna lo 0,3 per cento. Sul fronte dell’opposizione torna a crescere, seppure di poco, il Partito democratico (+0,1), mentre subisce una lieve flessione il Movimento 5 stelle. Di seguito le percentuali dei singoli partiti con la differenza rispetto alla rilevazione del 29 settembre:

  • Fratelli d’Italia: 27,7% (+0,3%)
  • Partito Democratico: 20,7% (+0,1%)
  • Movimento 5 Stelle: 12,6% (-0,2%)
  • Futuro Nazionale: 7,8% (-0,2%)
  • Forza Italia: 7,1% (+0,2%)
  • Verdi e Sinistra (AVS): 6,6% (invariato =)
  • Lega: 5,2% (+0,1%)
  • Azione: 3,1% (-0,1%)
  • Italia Viva: 2,3% (-0,1%)
  • +Europa: 1,6% (-0,1%)
  • Noi Moderati: 1,0% (invariato =)
  • Avanti PSI: 1,0% (invariato =)
  • Altre liste: 3,3% (invariato =)
  • Non si esprime (astensione/indecisi): 29,0% (+3,0%)

Trump approva la fucilazione per l’autore della strage nella base di Fort Hood

Donald Trump ha approvato la fucilazione per Nidal Hasan, ex psichiatra dell’esercito condannato a morte nel 2009 per l’attacco nella base militare di Fort Hood nel quale uccise 13 persone e ne ferì 32. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva raccomandato la fucilazione da parte di un plotone d’esecuzione dell’esercito statunitense, cosa che il presidente americano ha approvato. L’uomo aveva urlato Allah Akbar durante l’attacco. Tutti i morti tranne uno erano soldati, tra cui una soldatessa incinta che si era buttata per terra implorando perché fosse risparmiato il figlio ancora non nato. La sparatoria finì solo quando Hasan fu colpito alla schiena da un militare che aveva reagito al fuoco. L’ex psichiatra, musulmano di origini palestinesi, aveva detto di aver agito per proteggere ribelli islamici all’estero dall’aggressione degli Stati Uniti. Aveva ammesso di aver aperto il fuoco in un’affollata sala d’aspetto dove decine di soldati aspettavano l’ultima visita medica prima del dispiegamento al fronte in Iraq e Afghanistan.

Massiccio attacco ucraino sulla regione di Mosca, due morti

Nella notte tra lunedì 5 e martedì 6 ottobre 2026 la regione di Mosca è stata bersaglio di un massiccio attacco ucraino che ha coinvolto 650 droni, causando almeno due vittime e nove feriti secondo quanto dichiarato dal governatore della regione Andrey Vorobyov. Si tratta di un uomo di 71 anni, rinvenuto senza vita sotto le macerie di un’abitazione privata, e di un ragazzo di 20 anni. Il sindaco moscovita Sergej Sobjanin ha precisato che la maggior parte dei droni è stata abbattuta dalla difesa antiaerea. I velivoli ucraini sono entrati simultaneamente nella regione russa da diverse direzioni e in più ondate. Secondo quanto riportato dai canali di monitoraggio, avrebbero preso di mira un grande impianto petrolifero. Un drone ucraino avrebbe colpito il centro di produzione e distribuzione lineare di Volodarsk, vicino al villaggio di Konstantinov.

La Bulgaria: «Due navi colpite da droni sulle coste del Mar Nero»

Intanto la Bulgaria ha annunciato che alcuni droni hanno colpito due navi mercantili al largo delle coste del Paese nel Mar Nero, una delle quali è affondata e il suo equipaggio risulta disperso.

Autostrade, terminato lo scavo della galleria San Donato

Donne e uomini del Gruppo Autostrade per l’Italia hanno lavorato, per un totale di 495 mila ore, per poter portare la luce dentro la nuova galleria San Donato. Con la caduta dell’ultimo diaframma, Uno scavo condotto su due fronti, per 950 metri complessivi, utilizzando tecniche tradizionali. Una scelta realizzativa che risponde anche alla necessità di assicurare la piena fruibilità delle gallerie esistenti che hanno continuato a garantire per la durata dei lavori i collegamenti tra il Sud e il Nord, preservando un nodo strategico per la viabilità del paese che ospita quotidianamente circa il 30 per cento in più di traffico rispetto alla media nazionale.

L’opera rientra nel progetto di potenziamento del tratto tra Firenze Sud e Incisa

La realizzazione della nuova galleria, che a lavori conclusi ospiterà il traffico su tre corsie in direzione Sud, si inserisce nell’ambito del progetto di potenziamento tra Firenze Sud e Incisa per 18 km complessivi, di cui 6,2 km già aperti al traffico nel 2021. Rientrano tra le principali opere del tracciato di circa 12 km i due viadotti Ribuio, già aperti al traffico. Si tratta di infrastrutture composte da due impalcati separati di 150 metri, realizzati in acciaio e calcestruzzo, con solette larghe 14 metri e travi metalliche alte 2,5 metri. In prossimità di Incisa Reggello si trova il nuovo Viadotto Massone anch’esso realizzato in acciaio e calcestruzzo e composto da due strutture separate a tre campate. Nell’intervento di ampliamento è stata prevista anche la demolizione e la ricostruzione di 11 cavalcavia. Nelle prossime settimane verranno inoltre resi transitabili ulteriori 4 km di nuova carreggiata (tra le aree di servizio Chianti e le gallerie San Donato). Lo spostamento del traffico sul nuovo tratto in variante consentirà di poter avviare i lavori di riqualificazione del tracciato originario della A1. Il valore complessivo dell’intero intervento di ampliamento, in cui operano in media 500 persone, è pari a circa 1 miliardo.

Al via i lavori necessari per renderla transitabile

La conclusione dell’attività di scavo della nuova galleria San Donato segna un punto di svolta nella realizzazione dell’ampliamento. Nella nuova San Donato, infatti, potranno essere avviati i lavori necessari per renderla transitabile, a partire dalle finiture strutturali della calotta e del piano viabile, fino all’allestimento delle dotazioni tecnologiche e della creazione dei by-pass di collegamento con le gallerie esistenti. Da qui a un anno il traffico potrà pertanto essere deviato all’interno del nuovo fornice, mentre a partire dal 2028 inizieranno ad essere resi via via disponibili i nuovi tratti a tre corsie.

Perché Schlein ha cambiato passo con Conte e gli alleati

Transatlantico, giovedì pomeriggio. In Aula sono ancora in corso le votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità della legge elettorale. Sotto le plafoniere che hanno ispirato il nome del salone – come quelle che illuminavano le grandi navi delle rotte transoceaniche – si aggirano i massimi esponenti del Pd. Poche ore prima, Elly Schlein aveva dettato una linea all’esecutivo del partito che suonava come un avvertimento a Giuseppe Conte e ai suoi. «Il tavolo del programma deve essere fatto con tutti», centristi compresi. E tra gli alti dignitari dem c’è quello che viene considerato coram populo il Richelieu della segretaria, Igor Taruffi. A sentirlo, però, sembra più a suo agio nella veste di Theodor Robinson: «Non c’è problema». Lo ripete a ogni cronista che gli si avvicini. Il programma? «Non c’è problema». Le primarie? «Non c’è problema». I riformisti dem? «Non c’è problema». Vero è che Taruffi è abituato a lavorare lontano dai riflettori e chi pensava che il Nazareno fosse in modalità semaforo forse si sbagliava.

Perché Schlein ha cambiato passo con Conte e gli alleati
Igor Taruffi (Imagoeconomica).

Le stoccate di Schlein a Meloni e a Conte

Un passo avanti. Venerdì 2 ottobre, Nazareno. È in corso la relazione della segretaria alla direzione del partito. Un appuntamento atteso, che prepara quello dell’assemblea chiamata a prorogare il mandato della leader fino a dopo le Politiche. Ci si attende una Schlein in formato «volemose bene», come dice un deputato. E invece la segretaria indossa l’elmetto e distribuisce stoccate a destra e a sinistra, dentro e fuori il partito. Incalza Giorgia Meloni sulla spesa sanitaria e le armi, sul prezzo dei carburanti e il caro vita, per chiosare: «Prima andate a casa e meglio è per l’Italia». Ma è soprattutto a Conte e agli altri alleati del centrosinistra che parla quando dice che «uno non vale uno», ovvero che il Partito Democratico «ha il doppio dei voti degli altri partiti». In qualsiasi altro Paese europeo basterebbe questo a stabilire a chi appartiene la leadership dell’alleanza di centrosinistra. Quindi, se Schlein accetta di fare le primarie lo fa come gesto di generosità. Ma attenti: «Generosi sì, ingenui no».

Perché Schlein ha cambiato passo con Conte e gli alleati
Elly Schlein alla direzione nazionale del Pd, 2 ottobre 2026 (Ansa)

Per le primarie servono regole certe e un patto di ferro tra alleati

Insomma, le primarie si fanno con regole certe e, soprattutto, con un patto di ferro che stabilisce che, una volta incoronato il leader, non ci saranno scappatoie: si resta e si sostiene l’alleanza. Altro che diktat sulle armi all’Ucraina. Il nodo rimane quello, senza dubbio, e Conte lo rimette sul tavolo ogni volta che ne ha la possibilità. Sa che è una faglia che divide il Pd prima ancora che il fronte di centrosinistra. «Si troverà una sintesi», continua a dire Schlein ribadendo, allo stesso tempo, che la linea del suo partito non cambia: ogni aiuto a Kyiv, ma contemporaneamente uno sforzo negoziale che veda in campo anche l’Europa. Conte non ci sta e a Frosinone, dove fa tappa per presentare il suo libro, avverte che il punto sull’Ucraina è quello posto dalla base del M5s con la campagna di ascolto. Da lì non si passa.

Perché Schlein ha cambiato passo con Conte e gli alleati
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

La nuova apertura della segretaria a Renzi

A impensierire l’ex premier, però, è anche la nuova apertura arrivata da Schlein a Matteo Renzi, sul tavolo del programma. Per Conte è Schlein a doversi fare garante di questa scelta. In altre parole, se poi Renzi dovesse strappare – come accaduto quando ha fatto cadere il suo governo – dovrà essere Schlein a risponderne. «Vogliamo garanzie», è la sintesi di Conte. Renzi sembrava non attendere altro per rispolverare un vecchio adagio di Clint Eastwood: «Se vuoi garanzie, comprati un tostapane», dice dal palco della Leopolda (il film è La Recluta del 1990). Quanto a quell’«uno non vale uno» scandito dalla segretaria dem in direzione, il presidente M5s si limita a dire: «Mi pare evidente che, arrivati a questo punto, non ci siano alternative alle primarie». La segretaria non pare impressionata: «Siamo pronti a fare le primarie, a vincerle e andare al governo del Paese», ribadisce in direzione, per poi aggiungere: «C’è un pezzo di establishment che non vuole una donna di sinistra a Palazzo Chigi».

Perché Schlein ha cambiato passo con Conte e gli alleati
Matteo Renzi alla Leopolda (Imagoeconomica).

L’irritazione sull’ipotesi di un terzo nome

A sondare fonti del Pd sembra che ad aver fatto cambiare il mood a Schlein – da «testardamente unitaria» a «generosa sì, ingenua no» – sia stata l’uscita di Conte sul terzo nome. «Per la leadership del centrosinistra avevo proposto di cercare un nome terzo», si era fatto scappare poche ore prima del voto sulle pregiudiziali, «ma c’è stata indisponibilità». Sottinteso: da parte di Schlein. Altri, fra i dirigenti più vicini alla segretaria, affermano però che la relazione sia stata, come al solito, ben ponderata, studiata guardando soprattutto alla «vivacità» della minoranza interna e degli alleati. Proprio alla minoranza del suo partito, Schlein riserva la terza e ultima parte della sua relazione, dopo quella dedicata a Meloni e quella rivolta a Conte. Titolo: “Mi tolgo dei sassolini dalle scarpe“. Il seguito è un bilancio del cammino fatto dal Pd con lei in plancia di comando, «siamo cresciuti in tutte le tornate elettorali, riaperto e riacquistato sedi storiche, mandato sui territori il triplo delle risorse rispetto agli anni precedenti, ricucito legami spezzati con mondi che si erano allontanati. Abbiamo risanato il bilancio, il migliore degli ultimi 15 anni, lo abbiamo fatto restituendo dignità ai nostri dipendenti, abbiamo applicato quello che chiediamo al Paese come la riduzione dell’orario a parità di salario, abbiamo fatto ripartire la formazione». E poi, «siamo il primo partito nella maggior parte delle Regioni».

Perché Schlein ha cambiato passo con Conte e gli alleati
Elly Schlein (Ansa).

Sigfrido Ranucci sospeso dalla Rai per 10 giorni

La Rai ha sospeso Sigfrido Ranucci per 10 giorni. L’azienda non ha comunicato per quali specifici giorni sarà effettivo il provvedimento né ha chiarito gli elementi che hanno portato alla decisione giunta, secondo l’Adnkronos, dopo l’analisi della Commissione per il Codice etico della Rai. Tra i fatti addebitati al giornalista, a quanto si apprende, una cinquantina di ingressi di una sua stretta collaboratrice in Rai, le email aziendali girate a Valter Lavitola e la denigrazione dei colleghi nominati al suo posto per la conduzione di Report. La sospensione arriva alla vigilia della sentenza sulla richiesta di reintegro fatta da Ranucci, attesa a giorni.

Corsini: «Ranucci reintegrato a Report? Speriamo di no»

Contro il giornalista, in mattinata era arrivata la sferzata del direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini: «Ranucci reintegrato alla conduzione di Report? Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere, è ucronia. Io quello che dovevo fare l’ho fatto. Sarebbe strano che adesso auspicassi un risultato opposto a quello atteso, cioè il rientro di Ranucci. Stiamo lavorando serenamente, pensiamo di essere nel giusto e di avere fatto tutto correttamente».

Legge elettorale, il governo pone la fiducia sui primi tre articoli

Il governo pone la questione di fiducia alla Camera sugli articoli 1, 2 e 3 della legge elettorale. Il presidente di turno Giorgio Mulè ha spiegato tutte le tappe della votazione, che inizierà martedì 6 ottobre alle 12.10 con le dichiarazioni di voto sull’articolo 1, a cui seguirà la votazione per appello nominale non prima delle 14. Poi ci saranno le dichiarazioni di voto sull’articolo 2 e il voto per appello nominale. Mercoledì, dalle 9, inizieranno le dichiarazioni di voto sull’articolo 3, con voto per appello nominale non prima delle 10.50. Al termine e fino alle 13.30 si passerà alla votazione dell’articolo 8 della legge elettorale. Dalle 16.15, con eventuale prosecuzione notturna, si andrà avanti con gli odg. Giovedì, a partire dalle 10.30 si svolgeranno le dichiarazioni di voto finale sul provvedimento in diretta tv. La votazione finale è prevista non prima delle ore 12.30.

Le opposizioni: «Maggioranza ha paura, schiaffo al Parlamento»

Protestano le opposizioni. Federico Fornaro del Partito democratico ha dichiarato alla Camera che «l’apposizione della fiducia è indegna», per poi esprimere «il disagio più profondo per uno schiaffo a questo ramo del Parlamento». «Avete paura della tenuta della vostra maggioranza e del voto segreto che fortunatamente ci sarà», ha aggiunto. Stesso concetto ribadito da Filiberto Zaratti di Avs: «Avete paura della democrazia e dei vostri parlamentari», le parole di Filiberto Zaratti di Avs. Enrica Alifano del M5s accusa il governo di «mettrere in soffitta la democrazia parlamentare» mentre Riccardo Magi di Più Europa ha lanciato un appello: «Fermatevi, si può fare una normativa più ragionevole»

Cosa sappiamo sul presunto caso di peste polmonare in Siberia

Le autorità della regione di Irkutsk, nella Siberia meridionale, hanno adottato misure straordinarie per rischio epidemiologico dopo che il 2 ottobre una donna di 28 anni che lavorava in un centro di ricerca sulla peste è morta dopo aver accusato sintomi di una grave polmonite. Secondo i media locali, almeno quattro ospedali della città di Irkutsk sono stati messi in quarantena, vale a dire non permettono ai pazienti di uscite, non ne accettano di nuovi hanno sospeso le visite. La notizia sta avendo risalto su molti media internazionali soprattutto per la possibilità che la donna sia stata vittima di peste polmonare, una malattia molto rara e associata al passato il cui batterio causante, lo Yersinia pestis, è ancora in circolazione, seppure in forme estremamente ridotte. La peste di tipo polmonare è molto contagiosa perché si può trasmettere attraverso particelle respiratorie infette, tipicamente durante contatti ravvicinati. Causa tosse, difficoltà respiratorie e se non viene trattata per tempo può provocare complicazioni gravi, fino alla morte.

Cosa sappiamo sulla diagnosi e sull’eventuale infezione

Va specificato che ci sono pochissime informazioni per poter confermare questa diagnosi. L’ente federale russo che tutela la salute pubblica e la sicurezza sanitaria, chiamato Rospotrebnadzor, per ora ha solo riferito che la donna è morta per una polmonite dalle cause sconosciute. A parlare di peste polmonare sono stati Lyudi Baikala, un giornale locale indipendente, e il canale Telegram Mash. Per ora non ci sono state conferme ufficiali né attribuzioni più dettagliate. Su come la donna possa essersi eventualmente infettata è circolata soprattutto una teoria, ripresa da diversi media internazionali ma per ora poco solida, secondo cui avrebbe rotto una provetta che conteneva il batterio della peste mentre stava lavorando. Il Rospotrebnadzor ha però smentito questa ricostruzione e ha detto che dai test fatti sulla donna «non è stato rilevato alcun microrganismo associato alla sua attività professionale». Va anche detto che, pur essendo una fonte istituzionale, anche il Rospotrebnadzor – che dipende dal regime russo – potrebbe avere interesse a limitare le informazioni sul caso.

Usa e Ue monitorano la situazione

Dopo che la notizia è circolata in tutto il mondo, l’Unione europea e gli Stati Uniti si sono attivati seguendo con attenzione gli sviluppi. La portavoce per la Salute Eva Hrncirova ha spiegato che la Commissione Ue è in contatto con l’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e monitora con molta attenzione quanto sta avvenendo a Irkutsk. Ha poi ricordato che il batterio Yersinia pestis, responsabile della peste bubbonica e polmonare, è assente dall’Europa da circa 50 anni ed è trattabile con antibiotici. L’Ecdc, assicura, ha i suoi canali per ottenere informazioni sulla situazione in Siberia. Anche la Casa Bianca monitora la situazione, secondo quanto riportato da Axios.

Cremlino: «Fidatevi delle autorità sanitarie, non delle dicerie»

Sul caso è intervenuto anche il Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov, ha invitato a fare riferimento esclusivamente alle valutazioni dell’agenzia sanitaria Rospotrebnadzor, respingendo le indiscrezioni circolate sul presunto contagio. «Rospotrebnadzor è l’agenzia principale con giurisdizione in questo ambito. Dobbiamo fare affidamento sulle sue dichiarazioni ufficiali, senza dare ascolto a varie voci e speculazioni. L’agenzia si avvale di professionisti altamente qualificati in questo campo».

Ft: «L’Estonia sposta le truppe più vicino al confine con la Russia»

Secondo quanto riportato dal Financial times, l’Estonia si sta preparando a possibili provocazioni da parte della Russia e sta spostando truppe più vicino al confine russo, acquistando armi in grado di colpire in profondità nella Federazione. Come parte della nuova strategia di «difesa attiva», la base di Johvi, a 50 chilometri dal confine con la Russia, è stata ampliata e modernizzata. Il quartier generale della 1 Brigata di Fanteria è stato trasferito lì dalla principale base militare estone nella città di Tapa (circa 150 chilometri dal confine con la Russia). Inoltre, a Narva è in costruzione una nuova base militare, progettata per 1.000 militari. Si presume che 200 militari saranno stanziati qui in modo permanente, e la base potrà accogliere altre 800 persone in caso di situazione di crisi al confine. L’Estonia, scrive ancora il Financial times, ha inoltre firmato contratti per l’acquisto di nove lanciatori Himars di fabbricazione statunitense – capaci di lanciare missili con una gittata fino a 300 chilometri – e di nove sistemi lanciarazzi multipli sudcoreani Chunmoo, dotati di una portata analoga.

L’allarme dell’intelligence tedesca: «Si rischia conflitto violento con la Russia»

Intanto il presidente del Servizio federale di intelligence tedesco ha lanciato un allarme sulla possibilità che la Germania rischi di entrare in un «conflitto violento» con la Russia dopo il «tentato attentato di Lipsia». Il riferimento è al tentato attacco con droni contro un velivolo ucraino all’aeroporto di Lipsia/Halle. «Il pericolo di attentati contro obiettivi in Germania resta reale e attuale. Dobbiamo contrastarlo. La Russia conduce una guerra ombra contro di noi. Questa guerra non dichiarata non può essere inquadrata nelle tradizionali categorie militari o giuridiche. Non ci troviamo in una situazione di difesa e tuttavia veniamo attaccati, è appunto una guerra ombra», ha aggiunto.

Il video dei Giovani di FI Campania contro Occhiuto e le altre pillole del giorno

I giovani di Forza Italia Campania prendono in giro il vicesegretario azzurro Roberto Occhiuto. Il presidente della Regione Calabria, da tempo critico nei confronti della leadership insieme con la corrente “arcoriana”, aveva definito FI sotto la guida di Antonio Tajani un partito «ingiallito».

Il video dei Giovani di FI Campania  contro Occhiuto e le altre pillole del giorno
Antonio Tajani con il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto (Ansa).

La giovanile azzurra locale ha così ben pensato di rispondere al “fuoco amico” con una gag pubblicata sui social. Due “berluschini” con camicia d’ordinanza e bandierone entrano in un negozio gestito da cinesi: «Secondo voi, Forza Italia si è ingiallita?». «Ora sì, ma solo qui», la risposta dei coetanei sorridenti dietro il bancone. Il tutto accompagnato dalla colonna sonora Mah-nà mah-nà (oViva la sauna svedese) che Pietro Umiliani compose nel 1968. Un’ironia stereotipata e – quella sì – davvero «ingiallita»…

Nasce Sindaci d’Italia (con un occhio a FdI)

Si chiama Sindaci d’Italia e si propone come obiettivo quello di riunire gli amministratori dei piccoli Comuni in un unico soggetto politico. Il debutto pubblico è il 5 ottobre alla Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro a Roma, evento organizzato dall’Associazione degli ex parlamentari della Repubblica. «Stiamo provando a metterci insieme, a non delegare più ad altri. Nasce il partito dei sindaci, con una rappresentanza di tutto il territorio nazionale», ha spiegato Paolo Amenta, primo cittadino Canicattini Bagni (dove è stato eletto nel 2022 con la lista civica Canicattini futura, ma ha un passato nel Pd) e presidente di Anci Sicilia. Amenta è tra i promotori del movimento insieme con Ernesto Magorno, ex sindaco di Diamante, in Calabria, con un passato da deputato e senatore: venne eletto nel 2018 a Palazzo Madama con il Pd per poi passare l’anno successivo con Italia viva, partito che ha lasciato nel 2024. L’ambizione del nuovo soggetto politico è dare voce a «una classe dirigente che viene dai territori», che ogni giorno si misura con «i problemi concreti» delle comunità locali. Secondo le indiscrezioni, Sindaci d’Italia potrebbe trovare una sponda in Fratelli d’Italia. La linea del nuovo partito sarà discussa durante la prima assemblea nazionale, in programma a Roma dal 27 al 29 ottobre. Vedremo…

Il video dei Giovani di FI Campania  contro Occhiuto e le altre pillole del giorno
Paolo Amenta e a fianco il logo di Sindaci d’Italia.

L’ex meloniano che finanzia Vannacci

Ben 81.900 euro di finanziamento a Futuro Nazionale. A elargire la sostanziosa donazione, come scoperto da Domani, è l’imprenditore lombardo Dylan Pedico, a capo, con il fratello, della Cartongraf accoppiati srl, azienda che si occupa di produzione e trasformazione di materiali autoadesivi e soluzioni per il packaging, con sede legale a Milano e stabilimento a Burago di Molgora, in Brianza. Orbene, fino a qualche anno fa Pedico compariva tra i componenti della direzione “Italiani nel mondo” di Fratelli d’Italia. Dunque un meloniano passato, almeno con il portafoglio, nelle fila di Vannacci. Il quale, commentando la notizia, ha ringraziato Pedico e «chi sceglie la destra vera e fiera».


Giorgia Meloni ha registrato il suo marchio vocale contro i cloni AI e i deepfake

La premier Giorgia Meloni ha depositato il suo marchio vocale all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. Un sistema per evitare che la sua voce, contraffatta dall’intelligenza artificiale, possa essere utilizzata dai malintenzionati per scopi truffaldini. Una voce clonata può infatti diventare una dichiarazione mai rilasciata, una telefonata mai fatta o un audio falso che in pochi minuti rimbalza sui social. Di qui la decisione di depositare il proprio timbro che, con le sue inflessioni e caratteristiche riconoscibili, rende appunto riconoscibile chi emette un suono, tutelando da eventuali deepfake. Secondo quanto riportato da Repubblica che l’ha ascoltato, il marchio consisterebbe in quattro secondi che sembrano riportare a quel «io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana» che negli anni è stato ripreso, campionato, remixato e trasformato in meme e canzoni da discoteca. Prima di Meloni, hanno depositato il proprio marchio vocale anche Giusy Ferreri e il doppiatore Luca Ward.