Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella

A volte ritornano. Emanuela D’Alessandro, attuale ambasciatrice a Parigi, a 65 anni rientra al Quirinale dove ha già ricoperto fino a quattro anni fa il ruolo di consigliera diplomatica di Sergio Mattarella. Prima donna a esercitare questa funzione, una delle più prestigiose nella carriera diplomatica, D’Alessandro fu nominata, a ridosso del bis del capo dello Stato, ambasciatrice in una delle capitali cruciali per i rapporti internazionali dell’Italia.

Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella
Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella
Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella
Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella
Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella

Ottimo il rapporto tra Mattarella ed Emmanuel Macron, più conflittuale quello tra l’inquilino dell’Eliseo e Giorgia Meloni: D’Alessandro si è trovata a gestire mesi difficili, riuscendo a tenere sempre aperto il canale di dialogo tra Roma e Parigi. Negli anni al Colle aveva assecondato la “politica estera” del presidente, tra sostegno a Onu, Unione europea e Nato e apertura a Cina, Sud Est asiatico, Africa e Sud America.

Segnale di quanto sia importante per Mattarella il rapporto con la Francia

Ora rieccola al Quirinale. Un segnale di quanto sia importante per Mattarella il rapporto con la Francia che entra in un difficile anno elettorale (si vota nel 2027, così come in Italia). Tra le due consigliature di D’Alessandro, la feluca del Colle è stato l’ambasciatore Fabio Cassese, ora destinato a un’altra capitale fondamentale per Roma e per il futuro di Nato e Ue: Londra.

Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella
Fabio Cassese (foto Imagoeconomica).

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma

Oltre alle grandi sfide di questa tornata di ComunaliVenezia, Reggio Calabria e Salerno su tutte – l’attenzione, per lo meno quella mediatica, era concentrata anche su corse chiamiamole vip che vedevano protagonisti big appannati, viceré, feudatari e nuove leve agguerrite.

Casalino non è stato eletto, ma si prenota per le Politiche

Partiamo con Rocco Casalino. Ex factotum di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e già deus ex machina della comunicazione cinque stelle, Casalino non solo da marzo 2026 dirige il sito La Sintesi, edito dalla TaTaTu di Andrea Iervolino, ma è tornato alla politica candidandosi a consigliere comunale nella “sua” Ceglie Massapica, località del Brindisino spesso scelta dalla premier Giorgia Meloni per le vacanze estive.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Rocco Casalino con Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Sfida persa per Casalino, ma solo a metà. Con 246 voti raccolti, l’ex portavoce è risultato il secondo più votato della lista “Uniti si cambia”, appoggiata anche dal M5s, al suo debutto in città e risultato primo partito del campo largo con il 10,67 per cento (il Pd si è fermato a un modestissimo 6 per cento). Vero, Ceglie Massapica resta convintamente di centrodestra – è stato eletto Angelo Palmisano (67 per cento) – ma forse Casalino non resterà fuori da un palazzo ancora per molto. Stando all’articolo 2 del Codice etico del Movimento 5 stelle, «per proporre la propria candidatura al parlamento italiano, al parlamento europeo e nelle Regioni, è necessario essere stati candidati in una lista comunale o di municipio/circoscrizione avendo conseguito un numero di preferenza non inferiore alla media delle preferenze raccolte dai candidati della lista». Quelle 246 preferenze sono così il pass per poter correre alle prossime Politiche. Vedremo.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Rocco Casalino (Imagoeconomica).

Vannacciani col botto a Vigevano

Un altro risultato che si riverbera sul palcoscenico nazionale è quello ottenuto da Furio Suvilla a Vigevano, comune di 60 mila abitanti nella provincia pavese. Suvilla, frontrunner di Roberto Vannacci, ha incassato un sorprendente 14,33 per cento, superando la Lega, con l’assessore uscente Riccardo Ghia fermo all’11 per cento.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Furio Surilla (da Fb).

Suvilla non andrà al ballottaggio, ma il suo tesoretto di preferenze potrebbe pesare parecchio l’8 e il 9 giugno. «Vigevano è apripista per le prossime elezioni politiche», ha commentato il generale che in Lombardia ha appena accolto due consiglieri regionali inaugurando così una sua componente al Pirellone. Restando a Vigevano, si segnala anche il flop di Massimo Lovati. L’ex avvocato di Andrea Sempio era appoggiato da Marco Rizzo: per lui un tombale 1 per cento.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Massimo Lovati (Ansa).

A Cene dopo 36 anni tramonta il regno leghista

Schiaffo simbolico per la Lega anche nella Bergamasca. A Cene, comune di 4 mila abitanti in Val Seriana, Gaia Anselmi ha dovuto cedere il passo al civico Roberto Radici che ha incassato il 61 per cento con 1.178 voti. Anselmi si è fermata a 752: fine dei 36 anni di potere leghista.

Santa Marinella non premia Mariarosaria Rossi

Difficilmente avrà un altro palcoscenico Mariarosaria Rossi. L’ex “badante” del Cav, un tempo zarina di Forza Italia, era in corsa con Noi Moderati, FI e due liste civiche, a Santa Marinella, a pochi chilometri da Roma, ma si è dovuta accontentare del 5,27 per cento. Al ballottaggio nella località costiera in cui il centrodestra si è presentato diviso, vanno Damiano Gasparri sostenuto da Fratelli d’Italia, Futura, Lega, Lista Civica Gasparri (32,58 per cento) e il civico Alessio Manuelli appoggiato da Noi con Manuelli sindaco, Orizzonti Comuni, Uniti per Manuelli sindaco, Onda Nuova Manuelli sindaco (27,77 per cento).

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Mariarosaria Rossi (dal profilo Fb).

Cateno De Luca in chiaroscuro

La tornata elettorale è stata caratterizzata anche per la conferma a Messina del regno di Cateno De Luca, ex primo cittadino e leader di Sud chiama Nord. Nella città dello Stretto ha vinto il suo fedelissimo Federico Basile. Male invece ad Agrigento, dove Luigi Gentile non è riuscito ad arrivare al ballottaggio, e pure a Milazzo, dove l’ex viceministra all’Economia Laura Castelli, già storica esponente del M5s e presidente di Sud chiama Nord, si è fermata al 15 per cento, molto più delle liste che la sostenevano (8 per cento) e superando di gran lunga il Pd.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Cateno De Luca (Imagoeconomica).

Festa per i Cuffaro, derby per i Fitto

Sempre in Sicilia, a Raffadali, nell’Agrigentino, il Comune resta in mano ai Cuffaro. Con una percentuale bulgara – 75,5 per cento – ha trionfato Ida Cuffaro, 27enne figlia del sindaco uscente Silvio Cuffaro, fratello dell’ex governatore Totò. Infine non poteva mancare un derby familiare.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Il manifesto elettorale di Ida Cuffaro.

A Maglie, nel Leccese, è stato eletto sindaco l’uscente Ernesto Toma, con cui era candidato consigliere Felice Fitto, fratello di Raffaele, vicepresidente della commissione Ue. Toma ha avuto la meglio su Antonio Fitto, zio di Raffaele e Felice, già per tre volte sindaco di Maglie e sostenuto dalla Lega.

Flotilla terrestre, rientreranno in Italia gli attivisti sgomberati in Libia

Nella serata di ieri 25 maggio gli attivisti del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla sono stati sgomberati dal campo che avevano allestito nei pressi di Sirte, in Libia: i sette italiani potrebbero tornare già oggi in patria con voli di linea.

«Siamo stati attaccati dalle forze libiche dell’ovest nel nostro accampamento verso le 18:30. Eravamo in presidio ad attendere il rilascio delle compagne e dei compagni, quando abbiamo visto arrivare le camionette nere con a bordo i militari. Erano tutti a volto coperto. Prima due, poi quattro, poi altri ancora. Ci siamo radunati tutti nella moschea ma i militari hanno iniziato a intimarci violentemente di sgomberare l’area, di salire sui pullman e di andare via». Questo il racconto all’Adnkronos di Sara Suriano, attivista pugliese: il gruppo è stato scortato verso Misurata e ha avuto comunicazione dal console che presto verrà rimpatriato.

Ancora a Bengasi gli altri due attivisti italiani

Nelle sue parole, Suriano ha fatto riferimento alla delegazione di 10 persone che si era diretta verso un checkpoint per negoziare il passaggio, ma successivamente fermata dalle autorità. Tra loro anche i due italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia: gli attivisti in questione non sono stati ancora rilasciati. Secondo quanto emerso, sono stati trasferiti a Bengasi: trattati come possibili immigrati clandestini, potrebbero essere presto espulsi dalla Libia dopo un processo per direttissima.

Il convoglio era partito dalla Tripolitania occidentale

Del Global Sumud Land Convoy, partito dalla Tripolitania occidentale, facevano parte circa 250 persone, sette ambulanze e 10 camion di aiuti per la popolazione di Gaza. La missione terrestre, che puntava a raggiungere la Striscia dopo aver attraverso Libia ed Egitto, è stata fermata a Sirte, uno dei principali punti di transizione tra le aree occidentali, controllate dal Governo di unità nazionale di Tripoli, e la Cirenaica orientale sotto influenza dell’Esercito nazionale libico (Enl), guidato dal feldmaresciallo Khalifa Haftar. Il convoglio era rimasto accampato per nove giorni proprio vicino alla stessa moschea citata da Suriano, senza che accadesse nulla.

Giffoni Film Festival, contestato danno erariale: sequestro da 478 mila euro

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, hanno notificato un invito a dedurre, con contestuale atto di messa in mora, nei confronti dell’ente autonomo Giffoni Experience, del direttore artistico e organizzativo e del Responsabile Unico del Procedimento in relazione ai contributi pubblici erogati dalla Regione, in quanto ritenuti responsabili di un danno erariale di 478.769 euro, riferito alle edizioni del Giffoni Film Festival dal 2016 al 2024.

Giffoni Film Festival, contestato danno erariale: sequestro da 478 mila euro
Claudio Gubitosi (Imagoeconomica).

I fondi pubblici “dirottati” dal 2016 al 2024

Parte dei fondi pubblici assegnati alla kermesse sarebbero stati “dirottati” dal 2016 al 2024 all’associazione presieduta dalla moglie del direttore artistico, Claudio Gubitosi, che avrebbe una sola dipendente, la figlia della coppia, sotto forma di servizi di inclusione e solidarietà sociale. Questo, peraltro, avrebbe determinato «una situazione di conflitto d’interessi tra i vertici dell’ente organizzatore e l’associazione destinataria degli affidamenti».

L’indagine è lo sviluppo di una precedente inchiesta

Contestualmente, su decreto del Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti, è stato anche eseguito un sequestro conservativo di conti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai destinatari del provvedimento, equivalente al danno erariale contestato, comprensivo di rivalutazione e interessi. L’indagine è lo sviluppo di una precedente inchiesta su sprechi legati all’utilizzo di bus per ospiti e giurati durante il festival, per il quale è pendente un giudizio davanti alla Corte dei conti.

Antitrust, istruttoria su easyJet per pratica commerciale scorretta

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet Airline Company Limited per una pratica commerciale scorretta. La società, spiega l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, «avrebbe strutturato – sul proprio sito internet – la procedura di acquisto online del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, per viaggi di andata e ritorno, pubblicizzando solo il prezzo medio del servizio e proponendo come opzione di default l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte, anche quando non effettivamente interessato».

L’Antitrust: «Consumatore indotto in errore»

Il consumatore, si legge nella nota Antitrust, «sarebbe così indotto in errore sull’effettivo prezzo del servizio per ciascuna tratta di viaggio e, nel caso voglia acquistare il servizio accessorio per una sola delle tratte, dovrebbe attivarsi per superare la scelta di default operata da easyJet, interrompendo la procedura di prenotazione online (tramite sito o app)». Secondo l’Autorità, la condotta della compagnia aerea «potrebbe costituire una pratica commerciale ingannevole e aggressiva, ai sensi degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo».

Negative all’ebola le due persone rientrate nel Comasco dall’Uganda

Sono risultati negativi all’ebola i due cooperanti residenti nel Comasco che, rientrati domenica 24 maggio dall’Uganda, avevano accusato sintomi riconducibili al virus. I due, un 30enne di Lurate Caccivio e di una 31enne di Bulgarograsso, erano stati prelevati dalle loro abitazioni e portati in isolamento all’ospedale Sacco di Milano, in attesa dei risultati dei test. I cooperanti sono stati sottoposti a tutte le analisi per malattie infettive potenzialmente responsabili dei loro sintomi: alla fine sono risultati positivi a un batterio responsabile di forme acute di gastroenterite.

Nuovo attacco americano nel sud dell’Iran: «Autodifesa»

Gli Usa hanno condotto un raid nel sud dell’Iran «per autodifesa», colpendo nei pressi di Bandar Abbas, sede di una grande base navale vicina allo stretto di Hormuz. Nel mirino, secondo quanto affermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti, alcune imbarcazioni che cercavano di collocare mine nel braccio di mare e anche postazioni per il lancio di missili.

«Abbiamo appena scoperto che è possibile uccidere 80 mila persone, tra cui più di 10 mila bambini, sfollare 2 milioni di persone e chiamarla legittima difesa»: così la tv di Stato iraniana ha commentato la notizia dei nuovi raid americani.

Nuovo attacco americano nel sud dell’Iran: «Autodifesa»
Un manifesto su Hormuz per le strade di Teheran (Ansa).

Teheran minaccia una «risposta durissima, anche fuori regione»

«Se verremo attaccati, i nostri attacchi saranno più duri, più intensi e più potenti. La nostra risposta andrà oltre la regione. L’obiettivo è già stato individuato ed è pronto. La risposta a qualsiasi nuova aggressione sarà diversa. Se impediranno le nostre esportazioni, l’Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione», ha dichiarato Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane. Nel suo messaggio per l’Hajj, cioè l’annuale pellegrinaggio islamico verso La Mecca, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha detto che «l’ago della lancetta del tempo non torna indietro e le nazioni e i territori della regione non saranno più uno scudo per le basi americane», aggiungendo: «L’America non avrà più un punto sicuro per le sue malefatte e per l’installazione di basi militari nella regione».

Nuovo attacco americano nel sud dell’Iran: «Autodifesa»
Donald Trump (Ansa).

Trump: «L’uranio arricchito verrà distrutto, in Iran o altrove»

L’attacco è avvenuto poco dopo un nuovo annuncio di Donald Trump sull’approssimarsi di un accordo con Teheran. «L’uranio arricchito (polvere nucleare!) sarà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere portato qui e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con l’Iran, distrutto in loco o in un’altra località accettabile», ha scritto su Truth il presidente Usa, che nel frattempo ha incassato il “no” di Islamabad alla sottoscrizione degli Accordi di Abramo, che normalizzano le relazioni con Israele. «Non credo che dovremmo aderire ad alcuna intesa che contrasti con le nostre ideologie fondamentali», ha dichiarato il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif.

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria

Oltre il referendum c’è di più. I dati definitivi e ufficiali devono ancora essere certificati, è vero, ma una prima analisi del voto amministrativo che avrebbe dovuto portare alle urne 6 milioni di italiani (e invece ne ha portati poco più della metà) consegna la foto di un pareggione tra centrodestra e centrosinistra, con una città che spariglia, Venezia, e fa pendere la bilancia politica a favore di Giorgia Meloni

La vittoria di Venturini suona come una sberla al campo largo

I dati saranno poi pesati, letti e valutati in controluce, ognuno canterà vittoria, nessuno pronuncerà la parola sconfitta. Ma quando sui desk delle redazioni è arrivata la prima notizia della possibile e non prevista vittoria in Laguna di Simone Venturini, civico di centrodestra, sul compassato dem Andrea Martella, la lettura che ha prevalso è stata quella di una sberla al campo largo. O perlomeno, di un sano bagno di realismo dopo la sbornia del referendum. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Simone Venturini (Imagoeconomica).

Le battaglie nazionali alle Comunali contano poco

Perché troppi nei palazzi avevano fatto una facile equazione: Meloni sconfitta al referendum vuol dire Meloni sconfitta alle Politiche tra un anno. E invece oltre al No al referendum c’è di più. Innanzitutto chi bazzica un po’ la politica sa che le elezioni amministrative anticipano i trend politici ma non si fanno anticipare da loro. Chi spera di conquistare i Comuni grazie alle battaglie nazionali spesso sbaglia. Contano i candidati forti e non piazzati a fine carriera (e in questa tornata hanno vinto o i giovani o i capipopolo, come Vincenzo De Luca pronto a tornare regnante della sua Salerno per la quinta volta), contano i programmi più puntuali, dal futuro dei bus alla realizzazione di un marciapiede. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Vincenzo De Luca (Imagoeconomica).

Al campo largo non basta che il centrodestra combini guai

Eppure tutti a Venezia, dopo i disastri del trio Nordio-Venezi-Buttafuoco/Giuli, si aspettavano la vittoria del senior Andrea Martella sul giovane braccio destro dell’uscente Brugnaro. La vittoria del diligente e ordinato centrosinistra però non è arrivata nemmeno a fronte di un centrodestra pasticcione e scombussolato. Perché evidentemente non basta al campo largo che il centrodestra combini guai, nemmeno guai di rango internazionale, per vincere le elezioni. Un promemoria, questo, arrivato abbastanza in tempo per correre ai ripari, se Elly Schlein e Giuseppe Conte capiscono il messaggio. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

La scelta di un sindaco scalda meno del No al referendum

Martedì con calma si cercherà anche di capire perché l’affluenza continua a calare; si cercherà di capire se, come molti temono, quei giovani corsi in massa a votare No al referendum sulla giustizia siano rimasti invece a casa quando si trattava di scegliere un sindaco. Ma intanto il messaggio degli elettori è arrivato forte e chiaro: servono programmi concreti e non ambigui, alleanze certe, candidati brillanti, insomma un progetto con la P maiuscola. Gli errori degli altri, l’antipatia degli italiani per Trump, la timidezza del governo nel criticare Israele, i salari bassi, le ristrettezze della sanità pubblica, non bastano. Per vincere, oltre al No, serve di più. 

Le Comunali svegliano il campo largo dalla sbornia referendaria
Giorgia Meloni (Ansa).

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso

Secondo i suoi detrattori più incalliti è più bravo ad allenare i giornalisti che i giocatori. Nel senso che Massimiliano Allegri, reduce da un cocente fallimento alla guida del Milan, è forse il tecnico della Serie A che più gode di buona stampa. Difficilmente finisce sul banco degli imputati, spesso viene assolto anche di fronte a risultati modesti. Che farebbero rotolare la testa di qualsiasi altro collega meno protetto. Insomma, una narrazione benevola, alimentata in particolar modo da una nutrita e agguerrita schiera di opinionisti che popolano le tivù e i salotti in cui si litiga sul pallone difendendo la posizione del 58enne livornese con un trasporto che tradisce amichettismo. Questa volta però, almeno involontariamente, anche la carta stampata ha teso un imprevedibile agguato a Max. E per di più su La Gazzetta dello Sport, il quotidiano più letto d’Italia e di certo nella lista di quelli indulgenti con Allegri.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso

“Meglio di una vittoria di corto muso c’è solo un colpo sul muso”

A pagina 4 della Rosea, infilata proprio tra gli articoli che raccontavano la disfatta rossonera in casa contro il Cagliari, lunedì 25 maggio è comparsa un’enorme pubblicità sul wrestling che sponsorizzava la Wwe trasmessa in esclusiva su Netflix. Peccato che il claim fosse questo: “Meglio di una vittoria di corto muso c’è solo un colpo sul muso”, con tanto di immagine di un calcione in faccia tra due combattenti sul ring. Beffardo, quasi canzonatorio per l’allenatore del Milan che aveva metaforicamente appena sbattuto il muso fortissimo, mancando in modo clamoroso la qualificazione alla Champions League 2026-2027 per colpa della sconfitta a San Siro, dopo essere stato tra le prime quattro posizioni praticamente per tutto il campionato.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
La beffarda pubblicità sul wrestling.

Per chi fosse sbarcato da Marte nel weekend, quella del corto muso è una filosofia teorizzata da Allegri il 13 aprile 2019, quando allenava la Juventus, dopo una partita persa a Ferrara contro la Spal: «Sei intenditore di ippica?», chiese a un giornalista in conferenza stampa. «Nelle corse dei cavalli non c’è bisogno di vincere di cento, basta mettere il musetto davanti. Fotografia: corto muso».

Game over per i “risultatisti” senza risultati

Pragmatismo e vittorie speculative al fotofinish, senza dare spazio allo spettacolo: il neologismo divertì tutti tantissimo e finì sulla Treccani nel 2021, ma dopo quel campionato il tecnico non ha vinto (quasi) più nulla, eccezion fatta per una Coppa Italia nel 2023-2024. A dimostrazione che il modo sparagnino e “risultatista” di intendere lo sport (e la vita) è stato superato dalla storia e dall’evoluzione del calcio, che va nella direzione dei “giochisti” alla Cesc Fabregas (Como), chiamati con disprezzo «filosofi» dalla claque allegriana, ma che alla fine guarda caso hanno superato il Milan all’ultima curva, per un punto. Di corto muso.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
L’allenatore del Como Cesc Fabregas (foto Ansa).

Da “Solo Max” alla rivoluzione che gli costerà la panchina

E pensare che fino a tre giorni prima la stessa Gazza titolava in prima pagina “Solo Max”, profetizzando per lui un contratto allungato fino al 2028 con ingaggio alzato da cinque a sei milioni di euro l’anno più bonus. Poi è arrivato lo sgambetto cagliaritano e la probabile rivoluzione degli assetti societari che non risparmierà nemmeno l’allenatore: secondo Sky Sport il proprietario Gerry Cardinale vuole accompagnare alla porta l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il responsabile dell’area scouting Geoffrey Moncada, il direttore sportivo Igli Tare oltre allo stesso Allegri. Che forse, secondo radio mercato, potrebbe però trovare subito una nuova sistemazione al Napoli, chiamato dal presidente Aurelio De Laurentiis. Un altro che rischia così di farsi abbindolare dalla grancassa mediatica dei tirapiedi di Max. Fino al prossimo colpo sul muso.

Allegri, il disastro al Milan e la beffarda pubblicità con il colpo sul muso
La prima pagina de La Gazzetta di giovedì 21 maggio 2026.

Sospetti casi di ebola nel Comasco: test su due persone rientrate dall’Uganda

Due persone residenti in provincia di Como e da poco rientrate dall’Uganda sono in isolamento all’ospedale Sacco di Milano per sospetta ebola, virus che sta colpendo in modo grave alcuni Paesi dell’Africa: si tratta di un 30enne di Lurate Caccivio e di una 31enne di Bulgarograsso. Entrambi hanno accusato sintomi e, prelevati dalle loro abitazioni, sono stati portati in isolamento all’ospedale Sacco di Milano.

Sono rientrati da una zona non lontana da Congo e Ruanda

Come ha spiegato Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Milano, i pazienti «appartengono a due nuclei familiari diversi di persone che lavorano come cooperanti in Uganda» e sono rientrati «da una zona non lontana da Congo e Ruanda, dove sono rimasti tre mesi». La notte scorsa i due hanno avuto sintomi che possono anche essere riconducibili all’ebola: da qui l’attivazione del protocollo. Dei due pazienti, quella in condizioni più serie è a donna: «I sintomi in realtà fanno pensare più alla malaria, che aveva avuto anche la figlia prima di rientrare in Italia. Attendiamo a breve l’esito dei primi test». L’uomo portato al Sacco ha invece febbre non elevata e sintomi gastrointestinali lievi. I familiari dei due pazienti sono in isolamento fiduciario nelle loro abitazioni.

Trump lega le trattative con l’Iran agli Accordi di Abramo

«I negoziati con la Repubblica Islamica dell’Iran stanno procedendo bene! O si raggiungerà un ottimo accordo per tutti, oppure non ci sarà alcun accordo: si tornerà al fronte, ma più forti e determinati che mai, e nessuno lo vuole!». Lo ha scritto Donald Trump su Truth, a stretto giro dalle affermazioni del segretario di Stato Marco Rubio, che ha fatto intendere di un accordo in dirittura di arrivo. Il presidente Usa, sempre sulla sua piattaforma social, ha legato le trattative con Teheran agli Accordi di Abramo a cui, ha spiegato, dovrebbero aderire anche Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania.

Trump: «Arabia Saudita e Qatar dovrebbero firmare subito»

Trump, nel suo post, ha scritto di aver parlato con leader e ministri dei vari Stati citati, a cui ha spiegato che «dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti per cercare di ricomporre questo puzzle molto complesso, dovrebbe essere obbligatorio per tutti questi Paesi, come minimo, firmare simultaneamente gli Accordi di Abramo». Il presidente Usa ha poi aggiunto: «Può darsi che uno o due abbiano una ragione per non farlo, e ciò sarà accettato, ma la maggior parte dovrebbe essere pronta, disposta e in grado di rendere questo accordo con l’Iran un evento di portata ben maggiore rispetto a quanto sarebbe altrimenti». Arabia Saudita e Qatar, ha sottolineato Trump, dovrebbero «firmare immediatamente» e «tutti gli altri dovrebbero fare altrettanto». E in futuro, ha aggiunto il tycoon, sarebbe auspicabile anche l’adesione dell’Iran.

Delegazione iraniana di alto livello a Doha per nuovi colloqui

Intanto, secondo quanto riferito all’Afp da una fonte, una delegazione iraniana di alto livello, comprendente il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati, è giunta a Doha, in Qatar, per discutere l’accordo di pace con gli Stati Uniti e lo sblocco dei fondi congelati, «contemplata nel Memorandum d’intesa come parte di un eventuale intesa finale».

Elezioni amministrative: i risultati

Si sono chiuse alle ore 15 le urne per le elezioni amministrative che hanno visto chiamati al voto oltre 6,6 milioni i cittadini chiamati in un totale di 895 Comuni, di cui 121 superiori a 15 mila abitanti e i 18 capoluogo: Venezia, Mantova, Lecco, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Salerno, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria, Agrigento, Enna e Messina. Affluenza al 61 per cento, in calo di oltre 4 punti percentuali rispetto ai precedenti.

Venezia

A Venezia gli exit poll Opinio per Rai danno avanti Simone Venturini, candidato del centrodestra, con una forbice tra 47 e 51 per cento. Per il candidato del campo largo Andrea Martella la forbice va dal 40 al 44 per cento.

Elezioni amministrative: i risultati
Schede elettorali (Ansa).

Reggio Calabria

Il candidato del centrodestra, in questo caso Francesco Cannizzaro, è dato come vincitore – con ampio margine – anche a Reggio Calabria: forbice tra 64 e 68 per cento. Nettamente staccato Domenico Battaglia (21-25 per cento), nome del campo largo.

Elezioni amministrative: i risultati
Donna al voto per le elezioni amministrative (Ansa).

Gli altri capoluoghi

A Messina gli exit poll danno in testa il candidato civico Federico Basile (51-55 per cento) su Marcello Scurria del centrodestra (27-31 per cento). A Salerno gli exit poll vedono avanti l’ex governatore campano Vincenzo De Luca (56-60 per cento), nettamente dietro Gherardo Maria Marenghi del centrodestra: forbice del 14-18 per cento, la stessa di Franco Massimo Lanocita, sostenuto da M5s e Avs. A Prato ampiamente avanti l’ex sindaco Matteo Biffoni (centrosinistra) con una forbice tra 49,5 e 53,5 per cento, staccato Gianluca Banchelli (centrodestra) con una forbice tra 26 e 30 per cento. A Chieti econdo il primo exit poll Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra, è in vantaggio nella corsa a sindaco con il 46-50 per cento, davanti ai due candidati di centrodestra Cristiano Sicari (22-26 per cento) e Mario Colantonio (17-21 per cento).

LEGGI ANCHE: Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno

Il generale si gonfia. Anche nei territori. Questa volta il campo di battaglia è la Lombardia. Due consiglieri regionali sono entrati nelle schiere di Futuro Nazionale. E lo scippo stavolta non è ai danni della Lega. I due nuovi parà-cadutati sono infatti Luca Daniel Ferrazzi da Gallarate e il meloniano Pietro Macconi da Bergamo. Ferrazzi, per anni portabandiera di Alleanza Nazionale nel Varesotto, entrò per la prima volta in Consiglio regionale nel 1995. Rieletto nel 2000 e nel 2005, dal 2008 al 2010 fu assessore all’Agricoltura. Nel 2013 passò alla Lista Maroni e alle Regionali del 2023 venne rieletto nella circoscrizione di Varese con la lista Lombardia Migliore, la civica a sostegno di Letizia Moratti dalla quale si allontanò dopo il ritorno dell’ex sindaca di Milano in Forza Italia, per passare nel Misto. Strappo quanto mai lungimirante, visto che Moratti ha recentemente ribadito il suo no a un eventuale ingresso di Vannacci nel centrodestra, per incompatibilità valoriale.

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno
Luca Daniel Ferrazzi (Imagoeconomica).

Macconi, 75 anni, è un ex alpino, e come Ferrazzi ha un passato in AN. È stato eletto alle Regionali 2023 con FdI nella circoscrizione di Bergamo, accreditato nella corrente dei La Russa (soprattutto Romano). Al Pirellone nascerà così la prima componente politica dei vannacciani. «L’ingresso di Ferrazzi e Macconi rappresenta un importante rafforzamento del progetto politico di Futuro Nazionale in Lombardia, all’interno di un percorso volto a consolidare una presenza sempre più radicata sui territori e nelle istituzioni», commentano da Futuro Nazionale. I due verranno annunciati martedì 26 maggio, all’incontro in programma alle ore 11 nella Sala Ghilardotti del Pirellone, e ovviamente sarà presente anche Vannacci per la presentazione della nuova componente politica in Consiglio regionale.

I nuovi vannacciani di Lombardia e le altre pillole del giorno
Pietro Macconi (Imagoeconomica).

E potrebbero non essere gli unici a fare il salto, mentre il generale si vanta di aver raggiunto quota 60 mila iscritti al partito a livello nazionale, di cui 10 mila solo negli ultimi cinque giorni. La campagna acquisti in terra lombarda potrebbe continuare. Oltre alle due new entry Ferrazzi e Macconi, negli ultimi tempi hanno aderito a FN Massimiliano Bastoni, ex leghista (il suo slogan ai tempi del Carroccio era “Bastoni contro gli immigrati”), poi passato a Forza Italia in cui era stato nominato responsabile degli enti territoriali per la città di Milano. Sempre da Forza Italia arrivano anche altri due recenti ingressi a Bresso: la consigliera comunale Cheyenne Pagano e il padre Mario, ex consigliere comunale e vicesegretario cittadino di Bresso. Fino all’ingresso vip di Laura Ravetto, ex pasionaria salviniana, cuneese ma eletta alle Politiche 2022 nel collegio uninominale Lombardia 1-05 di Legnano.

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Laura Ravetto in un’immagine realizzata con l’IA.

Intanto, alle Amministrative del 24-25 maggio 2026, Vannacci testerà il suo peso politico a livello locale a Vigevano, dove molto si è speso per il candidato Furio Suvilla di Vigevano Futura. Mentre l’altro front runner vannacciano è Luigi Corò di Futuro per Venezia.

Borgonzoni e Smargiassi, da Bologna a Roma

Bologna per un giorno trasloca a Roma: tutta “colpa” della sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, leghista, già candidata senza successo alla guida della Regione Emilia-Romagna. Bisogna dare il via al convegno intitolato “La fotografia ai tempi della I.A.”, nella sede della Biblioteca nazionale centrale di Roma, a Castro Pretorio: il primo incontro sarà “Tra testimonianza e forma. Fotografia di reportage e fotografia d’arte nel dibattito contemporaneo”, in programma nella mattinata di mercoledì 27 maggio. Prevista la presenza di due veterani della fotografia come Elio Vergati e Marcellino Radogna, oltre che dei bolognesi Claudio Marra, già docente al dipartimento delle arti dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, del moderatore della tavola rotonda, il giornalista Michele Smargiassi, esperto di treni e di orari ferroviari (nel senso che ha scritto molti articoli sul tema dei ritardi, ma non ditelo al ministro dei Trasporti, il leader della Lega Matteo Salvini) e “critico visuale”, e soprattutto storica colonna della redazione bolognese del quotidiano la Repubblica. Che poi a parlare di immagini la storia appare piena di connessioni, dato che il geometra Luigi Ghirri, emiliano, dalla casa di Roncocesi divenne poi un grande fotografo grazie alla spinta della moglie Paola Borgonzoni. Da ricordare sempre che “donna Lucia”, come qualcuno la chiama al Collegio Romano, è ormai la veterana tra i politici al MiC, dato che è sottosegretaria dal 2018, quando c’era il primo governo del pentastellato Giuseppe Conte. Poi, dopo una parentesi di un paio d’anni, è tornata con Mario Draghi presidente del Consiglio e ha trovato un posto anche con Giorgia Meloni, lottando col titolare del Mef Giancarlo Giorgetti per le sforbiciate sul cinema e venendo in un certo senso esautorata proprio sui suoi temi

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La sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni (Ansa).

Da Rai Cinema un film su Gaza. Qualcuno storcerà il naso…

Rai Cinema racconta la politica. E pure i… Servizi. Di sicuro i filo-israeliani non saranno per niente contenti. Cosa succede? È stato annunciato il progetto di Linea di difesa – Gaza, un film action ispirato a fatti reali che tratta «il lavoro dell’intelligence italiana, delle forze speciali d’élite e dell’Unità di Crisi della Farnesina, impegnate in un’operazione ad alto rischio per evacuare da un ospedale di Gaza un gruppo di bambini palestinesi feriti dai bombardamenti israeliani». Un progetto «dall’alto profilo istituzionale nato in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis), l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise), il ministero della Difesa, il ministero degli Affari Esteri. Nel cast c’è l’attrice Sara Serraiocco, nella parte di un’analista dell’intelligence proveniente dalla polizia di Stato, Stefano Accorsi, in quella di un veterano delle forze speciali, passato all’Aise come agente sotto copertura, e Vinicio Marchioni nel ruolo di Twist, al comando del Nono reggimento dell’esercito, gli incursori del reparto d’élite. Il film sarà girato in italiano, inglese e arabo; le riprese avranno inizio in estate. Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, ha detto che il film nasce «da una collaborazione tra cinema e istituzioni dello Stato per raccontare il lavoro silenzioso di chi opera nelle aree di crisi. Il dialogo con gli enti coinvolti ha permesso di costruire un racconto autentico, che restituisce la complessità delle operazioni umanitarie e il senso profondo della cooperazione tra apparati civili e militari. È un progetto ispirato a fatti realmente accaduti che mette al centro il valore della vita e il coraggio di chi opera in scenari estremi. Crediamo che questo film possa parlare a un pubblico ampio, riuscendo a costruire una storia dal forte impatto emotivo e civile».

Ma una targa per Pannella dove la mettiamo?

«Intitoleremo proprio nell’area antistante la casa circondariale di Rebibbia una piazza come Largo Marco Pannella», ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri parlando del leader dei Radicali a 10 anni dalla morte. Ma non solo: «Ricorderemo Marco Pannella con una targa commemorativa a Palazzo Braschi». E due. Sotto la storica sede radicale di via di Torre Argentina intanto è apparsa una targa di cartone, affissa al muro del palazzo. Una in marmo non si è ancora riusciti a piazzarla a Montecitorio. Pure in via della Panetteria è arrivata una targa cartonata, proprio dove abitava Pannella. Martedì al Senato ci sarà il presidente Ignazio La Russa a ricordare «Giacinto detto Marco». Nella sala della biblioteca intitolata a Giovanni Spadolini interverranno Giulio Terzi di Sant’Agata in qualità di presidente Commissione Politiche dell’Ue del Senato della Repubblica, e poi Fausto Bertinotti, Francesco Rutelli, Mirella Parachini, vicesegretaria Associazione Luca Coscioni, Gian Domenico Caiazza, Claudio Velardi e molti altri.

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Marco Pannella è morto nel 2016 (foto Imagoeconomica).

Mattarella per Confindustria. E le banche

Nuovi impegni per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Due appuntamenti in particolare, nell’agenda presidenziale, sono da sottolineare. Si comincia martedì 26 maggio, di mattina, nel centro congressi La Nuvola, dove il capo dello Stato parteciperà all’assemblea generale di Confindustria. E poi il 28 maggio, nel pomeriggio, Mattarella è atteso a Palazzo Altieri, per la cerimonia di intitolazione di due sale delle Scuderie in memoria dei presidenti emeriti dell’Associazione bancaria italiana, Piero Barucci e Maurizio Sella. Tante strette di mano in vista con i vertici delle banche italiane.

A Roma i vip per il concerto di Lang Lang

La serata di lunedì è attesissima dai vip a Roma: va in scena a Santa Cecilia il pianista cinese Lang Lang, classe 1982, con un repertorio che partirà dal classicismo viennese per arrivare alle sonorità iberiche. La prima volta arrivò a Roma nel 2003, e torna dopo poco più di due anni dalla sua ultima apparizione. A tre anni, racconta sempre, fu la visione di un cartone animato di Tom & Jerry al pianoforte. Ha anche fondato la “Lang Lang International Music Foundation” per sostenere giovani talenti. Il programma della serata, trasmessa in diretta su Rai Radio 3, si apre nel segno del classicismo con il Rondò in re maggiore K 485 di Wolfgang Amadeus Mozart. Chiusura affidata al virtuosismo romantico di Franz Liszt, e l’impegnativa Tarantella da Venezia e Napoli.

Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione

Uscito Roberto Cingolani, e con lui buona parte della squadra di manager che aveva portato in azienda, il nuovo amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, sta costruendo il suo team. Per la comunicazione, che Cingolani aveva affidato con più di qualche mal di pancia interno all’ex giornalista di Sky Helga Cossu, si sta ragionando sull’ipotesi di dare l’incarico a Stefano Amoroso, che l’arrivo di Cossu aveva messo in ombra e che ora Mariani vorrebbe riportare alla direzione della comunicazione, soprattutto per il lavoro svolto negli ultimi cinque anni sul posizionamento internazionale dell’azienda. Una curiosità: Amoroso, un passato in Dompé Farmaceutica ed Edison prima di trasferirsi nel 2021 in Leonardo, a dicembre 2025 ha giurato come ufficiale della Riserva selezionata dell’esercito.

Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Stefano Amoroso.
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione

Lecco, bufera sulla leghista che ha augurato a Schlein di essere investita

È bufera su Debora Piazza, segretaria cittadina della Lega a Barzanò e responsabile lombarda del dipartimento tutela animali del partito. Nel mirino il suo commento sotto al video di un comizio di Elly Schlein in cui augura a quest’ultima di essere investita. «Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore», ha scritto con riferimento ai fatti di Modena. A far esplodere il caso è stato il segretario provinciale del Pd lecchese, Manuel Tropenscovino, che ha salvato il post e lo ha denunciato pubblicamente. «Ci ha tenuto a fare sapere che si augurava che la segretaria nazionale del Pd venisse investita, come successo a Modena qualche giorno fa», ha scritto. «Mai augureremmo che qualcuno venga investito. Una vergogna, ancora peggiore perché scritta da chi ricopre ruoli politici e amministrativi».

La Lega prende le distanze e sospende Piazza

Nel giro di poche ore è arrivata la risposta della Lega che, si legge in una nota, «prende fermamente le distanze da qualsiasi frase o espressione che possa essere interpretata come un augurio di violenza, odio o danno nei confronti di persone, rappresentanti politici o cittadini». Di qui la decisione di sospendere Piazza da ogni incarico e attività riconducibile alla struttura provinciale del partito «in attesa delle opportune valutazioni interne».

La replica e le scuse: «Non era mia intenzione augurare del male a nessuno»

Alla fine sono arrivate anche le parole della diretta interessata, affidate a una dichiarazione riportata dalla Lega provinciale: «Non era mia intenzione augurare del male a nessuno né alimentare odio politico. Se le mie parole sono state interpretate in questo modo, me ne scuso sinceramente. Credo nel confronto democratico e nel rispetto delle persone, valori che devono sempre prevalere su qualsiasi tensione politica».

Flotilla, la procura di Roma valuta i reati di tortura e violenza sessuale

Circa una cinquanta di attivisti della Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Lo si apprende da fonti della missione. Tra di loro risulta anche un italiano ricoverato, sulle cui condizioni di salute «stiamo cercando di avere notizie», come spiegato dalla portavoce italiana Maria Elena Delia. «Ci riferiscono che in tanti hanno riportato lesioni serie e alcuni sono sotto shock», ha aggiunto.

La procura analizzerà il video Ben-Gvir

Intanto la procura di Roma che indaga sull’abbordaggio della Flotilla, oltre al reato di sequestro di persona sta valutando anche altri reati, tra cui la tortura e la violenza sessuale. Secondo quanto si apprende i magistrati di piazzale Clodio, dopo aver acquisito il video diffuso dai canali social del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, in cui si vedono gli attivisti inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena, analizzeranno il filmato per verificare la presenza di italiani in quella situazione e valuteranno le parole di scherno rivolte dal ministro.

Reati prescritti, Vendola esce dal processo sull’ex Ilva

L’ex governatore della Regione Puglia Nichi Vendola esce dal processo Ambiente svenduto sul presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva di Taranto. Lo ha deciso il collegio della Corte d’Assise del Tribunale di Potenza, presieduto da Marcello Rotondi, durante la terza udienza dibattimentale del processo in corso di svolgimento nel capoluogo lucano. Per Vendola e altri 14 è stato deciso il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. All’ex presidente pugliese era contestato il reato di concussione.

Il 5 giugno la prossima udienza

La prossima udienza dibattimentale è stata fissata per il 5 giugno. Il processo è ricominciato dall’udienza preliminare a Potenza il 21 marzo 2025,dopo l’annullamento, per la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili, della sentenza di primo grado che il 31 maggio del 2021 aveva portato a 26 condanne per 270 anni complessivi di carcere.

Lombardia confermata nel cda di Sviluppo Lavoro Italia

Simona Tironi, assessore di Regione Lombardia all’Istruzione, Formazione e Lavoro, è stata confermata all’unanimità dalle Regioni italiane come componente del consiglio di amministrazione di Sviluppo Lavoro Italia, la società che eredita storia, esperienza e rete territoriale di Anpal Servizi. La società opera come punto di raccordo tra ministero del Lavoro, Regioni e Province autonome ed è un ente strategico dedicato alla promozione e al coordinamento di iniziative finalizzate allo sviluppo occupazionale, alla formazione professionale e all’integrazione tra domanda e offerta di lavoro. La presenza di Regione Lombardia nel cda consentirà di portare a livello nazionale le migliori esperienze sviluppate sul territorio lombardo, valorizzando modelli innovativi legati alle politiche attive del lavoro, alla formazione e all’occupazione.

Tironi: «Lombardia continua a essere trainante»

«La Lombardia continua a essere la regione trainante dell’economia italiana, con un tessuto produttivo dinamico e innovativo. Stiamo vivendo una fase complessa, caratterizzata da vertenze occupazionali e difficoltà che coinvolgono molte realtà produttive, ma dobbiamo continuare a investire sulla qualità del lavoro, sulle competenze e sulla formazione», ha commentato Tironi. «L’obiettivo è favorire un’occupazione di qualità, capace di rispondere ai fabbisogni delle imprese e alle aspirazioni professionali delle persone. Credo profondamente nel valore della collaborazione istituzionale e sono davvero onorata della fiducia unanime che tutte le Regioni italiane hanno scelto di accordarmi», ha aggiunto, ringraziando «gli assessori regionali al Lavoro di tutta Italia per questa riconferma che accolgo con grande senso di responsabilità. Continuerò a lavorare con impegno per rappresentare al meglio la Lombardia e contribuire alla crescita occupazionale e alla competitività del nostro Paese».

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno

La Fiamma resta sempre accesa, ci mancherebbe. Soprattutto quando c’è chi, a destra che più a destra non si può, cerca di scipparla (vero generale Vannacci?).

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno

Nel 38esimo anniversario della morte di Giorgio Almirante, Giorgia Meloni ha tenuto a ricordare il fondatore del MSI, con un post sui social: «Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante, il mio pensiero va a una figura che ha segnato profondamente la storia della destra italiana», scrive la premier. «Di lui restano il carattere, la forza delle idee, l’amore per l’Italia e una concezione della politica vissuta con passione, dignità e rispetto. Un ricordo che continua a vivere nel percorso della destra italiana e nella memoria di una comunità politica che, ancora oggi, non si risparmia, per aggiungere il proprio pezzo di cammino, con coraggio e determinazione».

Puntuale è arrivato anche il ricordo di Ignazio La Russa. «A 38 anni dalla sua scomparsa ricordiamo e rendiamo omaggio alla figura di Giorgio Almirante. Un uomo che ha dedicato la sua vita alla politica e alla Nazione, con coerenza, passione e profondo rispetto delle Istituzioni repubblicane e dell’avversario politico, come quando tra lo stupore generale, arrivò a Botteghe Oscure per rendere omaggio alla salma di Enrico Berlinguer», scrive il presidente del Senato postando a corredo l’immagine di una frase di Giorgio Napolitano.

Una botta di nostalgia e un esercizio di memoria selettiva che non sono andati giù al dem Andrea Orlando: «Oggi sui suoi profili social Giorgia Meloni rivendica la continuità con il percorso politico di Giorgio Almirante. Un percorso iniziato con la redazione della rivista La difesa della razza, passando per i repubblichini di Salò, fucilando partigiani, intrecciandosi poi con la stagione delle trame nere e dell’estremismo neofascista. Un bel percorso davvero!». Ma per la destra a essere divisivo resta il 25 aprile.

Calderone e marito al Festival del Lavoro

Riecco Marina Elvira Calderone & Rosario De Luca. La ministra del Lavoro e il marito, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro (fondatori della società di consulenza CDL passata in mano a lui dopo la nomina di lei) sono protagonisti del Festival del Lavoro, kermesse che si tiene a Roma negli spazi della Nuvola dal 21 al 23 maggio e che riunisce istituzioni, imprese, professionisti, studiosi e parti sociali. Nel tardo pomeriggio di venerdì, in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico, Sport e Salute e Inail, si tiene presso il Centro di Preparazione Paralimpica di Via delle Tre Fontane, la Run4Job, seguita, come recita il programma, «da un momento dedicato al networking e alle riflessioni su sport, pari opportunità e valore sociale del lavoro, anche con la partecipazione di atleti paralimpici». Tra l’altro Ignazio Marino, omonimo dell’ex sindaco di Roma ed ex ItaliaOggi, è il direttore della comunicazione del Festival del Lavoro, ed è stato il portavoce di Calderone prima di lasciare il posto a Marco Ventura che a sua volta, a gennaio 2025, lo ha passato a Gianmario Mariniello. Tanti i ministri presenti alla tre giorni. Venerdì alle 15 il vicedirettore del Tg5, Giuseppe de Filippi, dialogherà con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Sabato sono previsti interventi di Paolo Zangrillo, ministro della PA, e di Adolfo Urso, titolare del Mimit. Ma gli occhi sono puntati su Calderone che a mezzogiorno sarà intervistata dalla vicedirettrice del Tg2 Maria Antonietta Spadorcia. A seguire la cerimonia di chiusura condotta da De Luca.

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Marina Elvira Calderone e Rosario De Luca (Imagoeconomica).

Riotta gioca in Difesa

Pochi lo ricordano, ma l’ex direttore del Tg1 Gianni Riotta fa parte del Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della Difesa, istituito nel 2023 da Guido Crosetto. Un think tank «creato per promuovere la consapevolezza e la conoscenza delle tematiche di geopolitica, sicurezza e interesse nazionale». Giovedì alla Camera, nella biblioteca dedicata a Nilde Iotti, con la benedizione del forzista Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e già sottosegretario alla Difesa nel governo Draghi, si è tenuto il convegno Cultura della Difesa con annesso “tomo”. Nella sala qualcuno bofonchiava: «Me lo ricordo bene, Gianni, quando era nella redazione del Manifesto»…

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Gianni Riotta (Imagoeconomica).

Urso, pure un francobollo per Frate Indovino

La passione di Adolfo Urso per i francobolli è cosa nota. Da quando è al Mimit, ne ha emessi oltre 270 (tra cui quelli dedicati a Silvio Berlusconi, Aldo Moro, Giacomo Matteotti, Sergio Ramelli, Enrico Berlinguer, Giorgio Napolitano, i fratelli Mattei, Giovanni Spadolini, ma anche alle Winx, a Goldrake e alla Pimpa). Da poco alla lista se ne è aggiunto un altro per celebrare il Calendario di Frate Indovino. Il 14 maggio, al Salone del Libro di Torino, si è tenuta la cerimonia di primo annullo filatelico del francobollo ordinario appartenente alla serie tematica «Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano». L’immagine «riproduce la figura iconica di un frate cappuccino, il cui volto sereno accompagna i lettori dal 1946, anno di inizio della pubblicazione». Alla cerimonia hanno partecipato della sottosegretaria al Mimit Fausta Bergamotto, del direttore commerciale Italia di Poste Italiane Marco di Nicola e di fra Carlo Maria Chistolini, Presidente della Fondazione Assisi Missio ETS.

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Il francobollo di Frate Indovino (dal sito del Mimit).

Cassese e padre Benanti, che coppia

Appuntamento imperdibile al Festival dell’Economia a Trento, nella mattinata di domenica: nell’incontro intitolato “Gli imperi digitali, la vecchia e la nuova globalizzazione”, protagonisti saranno padre Paolo Benanti, in qualità di Presidente del comitato per l’intelligenza artificiale presso il dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e il giudice emerito della Corte Costituzionale e professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, Sabino Cassese.

Caro carburanti, verso taglio accise fino alla prima settimana di giugno

C’è attesa per il Consiglio dei ministri del 22 maggio 2026, che dovrà prorogare, fra le altre cose, il taglio delle accise su benzina e gasolio. Nell’ultima proroga era stato confermato un taglio di 20 centesimi per il gasolio e uno più leggero di 5 centesimi per la benzina fino appunto al 22 maggio. Ora il governo dovrebbe prorogarlo per altre due settimane, fino alla prima settimana di giugno. Il rinnovo della misura, che rappresenta un sostegno cruciale per le famiglie e per il settore dei trasporti e di quello agricolo, è stato confermato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al Festival dell’Economia di Trento. «Credo che si andrà a un decreto legge domani sera. Prevediamo interventi che andranno incontro ad esempio agli autotrasportatori e trasporto pubblico locale, con il taglio delle accise fino alla prima settimana di giugno», ha detto il titolare del Mef, aggiungendo che il Cdm dovrà anche esaminare un provvedimento a favore dell’ex-Ilva, per garantire il proseguimento delle attività. Si parla di una proroga del prestito ponte di 149 milioni di euro concesso a fine aprile, cifra che basterebbe solo fino alla fine di giugno (ma il governo sembra orientato a fare uso della maggiore flessibilità concessa dall’Ue sino a 380 milioni). Fra le altre misure al vaglio di Palazzo Chigi c’è anche il via libera allo stanziamento di 150 milioni per la frana di Niscemi.