La nomina di Federico Freni alla presidenza della Consob resta sospesa dopo lo stop arrivato dal Consiglio dei ministri, che nel pomeriggio del 20 gennaio ha rinviato ogni decisione almeno di una settimana. La scelta del sottosegretario all’Economia, indicato dalla Lega, sembrava ormai prossima alla ratifica, ma si è arenata a causa di un confronto interno alla maggioranza. Il vertice di governo, durato circa venti minuti, non ha sciolto il nodo e ha lasciato invariata la situazione alla guida della Commissione nazionale per le società e la Borsa, attualmente presieduta da Paolo Savona, in carica dal 2019 e con mandato in scadenza all’inizio di marzo.
Molinari: «Eventuale sostituto di Freni deve essere in quota Lega»
A rivendicare apertamente la candidatura di Freni è stato il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, intervenuto a Skytg24: «Freni è un nome che noi abbiamo proposto. C’era un accordo di massima in Cdm», ha spiegato, sottolineando che «è sottosegretario al Mef e ha le competenze per ricoprire quel ruolo, riteniamo che sia la persona adatta». Molinari ha poi accusato Forza Italia di aver «messo un freno e se ne discuterà». Ribadendo la posizione del Carroccio, ha aggiunto: «Noi continueremo a portare avanti quel nome», ricordando che «la Lega ha rinunciato ad altre nomine su altri enti». Alla domanda sulla necessità che anche un eventuale sostituto resti in quota Lega, la risposta è stata netta: «Assolutamente sì».
Nevi (Forza Italia): «La designazione di un politico alla Consob non convince»
Raffaele Nevi di Forza Italia ha spiegato che «la designazione di un politico alla Consob non ha mai convinto» il partito, che preferirebbe un profilo tecnico «autorevole e riconosciuto dagli operatori». Poi, rispondendo alle parole di Molinari: «Nessun accordo, nemmeno di massima». Da Fratelli d’Italia, Marco Osnato ha osservato che Freni «ha tutte le caratteristiche» per guidare la Consob, ma è anche «una pedina importante nello scacchiere del Mef». A sostegno del sottosegretario sono arrivati gli interventi di Matteo Salvini, secondo cui «Freni è stato un bravissimo sottosegretario all’Economia, può fare con altrettanta capacità altri ruoli», e di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, che ha invitato a evitare veti: «Evitiamo veti pregiudiziali, soprattutto in un momento così delicato per l’economia italiana. Non sempre, peraltro, i tecnici si dimostrano migliori».