Ok definitivo del Senato alla riforma dello statuto del Friuli-Venezia Giulia

Via libera definitivo di Palazzo Madama alla riforma dello statuto del Friuli-Venezia Giulia. Il disegno di legge costituzionale era al quarto e ultimo passaggio parlamentare: l’Aula del Senato lo ha approvato con 110 voti favorevoli, 50 contrari e 3 astensioni. Tra le opposizioni hanno dichiarato voto contrario M5s e Pd. Favorevole Avs, mentre Italia Viva si è astenuta. La legge – di iniziativa del Consiglio regionale – prevede il ripristino delle Province e l’introduzione degli ‘enti di area vasta’. Modifica poi la disciplina del referendum confermativo sulla legge su forma di governo e sistema elettorale regionale. Inoltre prevede un numero fisso di 49 consiglieri regionali.

Putin-Witkoff, confermato il nuovo incontro a Mosca

Vladimir Putin «ha previsto in agenda» di incontrare il 22 gennaio a Mosca l’inviato statunitense Steve Witkoff. Lo ha riferito alla Tass il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, confermando quanto annunciato dallo stesso Witkoff a margine del World Economic Forum in corso a Davos. Anche se c’è una leggera discrepanza sui tempi: l’inviato Usa ha infatti dichiarato che partirà – assieme a Jared Kushner, genero di Donald Trump – nella serata di giovedì 22 gennaio e che l’arrivo a Mosca è previsto «a tarda notte». Witkoff ha inoltre dichiarato: «La Russia ha richiesto l’incontro. Penso che si tratti di un segnale importante. E ho semplicemente la sensazione che tutti vogliano la pace in Ucraina». Il viaggio di Witkoff e Kushner proseguirà poi negli Emirati Arabi Uniti «per incontri nell’ambito dei gruppi di lavoro».

Putin-Witkoff, confermato il nuovo incontro a Mosca
Vladimir Putin (Imagoeconomica).

Ritrovato a Milano il 14enne scomparso nel Veronese

È stato ritrovato a Milano Diego Baroni, il 14enne scomparso il 12 gennaio da Pozzo, frazione di San Giovanni Lupatoto, nel Veronese. Il ragazzo stava camminando per le strade del capoluogo lombardo quando, nella mattinata del 21 gennaio, è stato fermato da alcuni agenti. Chiamato per nome, si è voltato e si è consegnato senza opporre resistenza, scoppiando in lacrime. Giorni di angoscia per la madre, Sara Agnolin, che poco prima del ritrovamento aveva diffuso un video-appello rivolto al figlio: «Diego torna a casa! Mettiti in contatto in qualche maniera, vengo a prenderti subito. Io e le tue sorelline non possiamo stare senza di te. .Si risolve tutto, torna a casa, non credere a quello che ti hanno raccontato. La tua vita è qua con noi, i tuoi amici e la tua famiglia, Per piacere mettiti in contatto torna a casa dalla mamma. Ti vogliamo bene, ti voglio bene, mi manchi». L’appello, però, non ha fatto in tempo a raggiungerlo: poco prima la polizia lo aveva già individuato. Restano da chiarire alcuni aspetti dei giorni trascorsi lontano da casa, compresa la possibilità che non fosse solo.

Contrabbando dalla Cina, maxisequestro di capi di abbigliamento e tessuto a Prato

Su disposizione della procura europea a Prato sono scattate perquisizioni in quattro magazzini e in una residenza privata, che hanno portato al sequestro complessivo di oltre 5,5 milioni di metri di tessuto grezzo e di 237 mila capi di abbigliamento, importati illegalmente dalla Cina senza il pagamento di dazi doganali e Iva. Il valore stimato della merce sequestrata è superiore ai 10 milioni di euro.

A capo del sistema una donna, assunta in un’azienda di pronto-moda e commercio all’ingrosso

Il sequestro è solo l’ultimo compiuto nell’ambito di un’ampia operazione denominata Fraus ab oriente. Le indagini, avviate da oltre un anno, si sono concentrate sui magazzini di stoccaggio a Prato: già nel corso dell’autunno è stato individuato un articolato sistema di imprese “apri e chiudi”, con immobili apparentemente sfitti o affittati a società estranee, ma utilizzati in realtà come hub logistici per lo smercio dei tessuti di contrabbando. A capo del sistema è stata individuata una donna di nazionalità cinese, residente a Prato, formalmente dipendente di una società di pronto moda e commercio all’ingrosso di tessuti, al momento non coinvolta nell’indagine. Contestati i reati di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

I grossi danni della tempesta Harry in Sicilia

La Sicilia si è svegliata davanti a danni ingenti sul territorio dopo il passaggio del ciclone Harry, una tempesta di eccezionale intensità che nelle ultime ore ha provocato piogge, vento forte e mareggiate violente sul litorale. Fortunatamente, non si registrano vittime, ma i danni alle infrastrutture e alle abitazioni costiere sono ingenti. In totale, circa 190 persone sono state evacuate in tutta l’isola, tra cui gli ospiti della RSA Villa Aurora a Giampilieri Marina e residenti di Capo Mulini, Santa Maria La Scala e Riposto. In queste ore le squadre di soccorso continuano a lavorare per ripristinare energia elettrica, acqua e viabilità. Anche a Catania sono decine i nuclei familiari e le persone evacuate dalle abitazioni dei villaggi a mare della Plaia, zona in cui l’esondazione dei torrenti Buttaceto e Acquicella ha provocato l’allagamento della strada statale 121, mentre il fiume Simeto in alcuni tratti ha superato i livelli di guardia riversandosi nelle aree limitrofe.

I grossi danni della tempesta Harry in Sicilia
I danni sul lungomare di Catania (Ansa).
I grossi danni della tempesta Harry in Sicilia
I danni sul lungomare di Catania (Ansa).

A Itala spazzato via il tratto di un binario

Il ciclone ha paralizzato il sistema dei trasporti ferroviari: la circolazione sulla linea Messina – Catania – Siracusa e sulla tratta Catania – Caltanissetta Xirbi è completamente sospesa. A Itala, la furia del mare ha spazzato via un tratto di massicciata ferroviaria, lasciando i binari sospesi nel vuoto. Secondo gli esperti, la mareggiata potrebbe durare fino a «36-48 ore con onde alte fino a 7 metri», ha detto il meteorologo Daniele Ingemi al giornale locale Tempostretto. «Parliamo di un ciclone che rimane bloccato nella stessa posizione per diversi giorni consecutivi. Il moto ondoso va a battere sulle stesse aree. Più dura, più fa danni, più crea erosione e compromette tutti quei centri rivieraschi che si affacciano sul mare».

I danni più gravi nel Messinese

La fascia ionica del Messinese mostra i danni più gravi. A Santa Teresa di Riva il lungomare è completamente devastato per circa 800 metri, con blackout idrici ed elettrici diffusi. Letojanni e Roccalumera hanno registrato il crollo parziale di tratti del lungomare, case invase da acqua e sabbia, e danni a strutture turistiche e commerciali. Anche Sant’Alessio Siculo ha subito gravi danni a infrastrutture e lungomare. Nel Siracusano, il fiume Anapo è esondato a Siracusa, con ordinanze di evacuazione per le zone di Pantanelli, Traversa Cozzo Pantano, Fonte Ciane e Serramendola. Circa 20 persone sono state trasferite temporaneamente presso la Palestra Akradina, con supporto della Croce Rossa e della Protezione Civile. A Lentini, una casa disabitata è crollata a causa del maltempo, senza feriti.

Presidente Consob, scontro tra Lega e Forza Italia

La nomina di Federico Freni alla presidenza della Consob resta sospesa dopo lo stop arrivato dal Consiglio dei ministri, che nel pomeriggio del 20 gennaio ha rinviato ogni decisione almeno di una settimana. La scelta del sottosegretario all’Economia, indicato dalla Lega, sembrava ormai prossima alla ratifica, ma si è arenata a causa di un confronto interno alla maggioranza. Il vertice di governo, durato circa venti minuti, non ha sciolto il nodo e ha lasciato invariata la situazione alla guida della Commissione nazionale per le società e la Borsa, attualmente presieduta da Paolo Savona, in carica dal 2019 e con mandato in scadenza all’inizio di marzo.

Molinari: «Eventuale sostituto di Freni deve essere in quota Lega»

A rivendicare apertamente la candidatura di Freni è stato il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, intervenuto a Skytg24: «Freni è un nome che noi abbiamo proposto. C’era un accordo di massima in Cdm», ha spiegato, sottolineando che «è sottosegretario al Mef e ha le competenze per ricoprire quel ruolo, riteniamo che sia la persona adatta». Molinari ha poi accusato Forza Italia di aver «messo un freno e se ne discuterà». Ribadendo la posizione del Carroccio, ha aggiunto: «Noi continueremo a portare avanti quel nome», ricordando che «la Lega ha rinunciato ad altre nomine su altri enti». Alla domanda sulla necessità che anche un eventuale sostituto resti in quota Lega, la risposta è stata netta: «Assolutamente sì».

Nevi (Forza Italia): «La designazione di un politico alla Consob non convince»

Raffaele Nevi di Forza Italia ha spiegato che «la designazione di un politico alla Consob non ha mai convinto» il partito, che preferirebbe un profilo tecnico «autorevole e riconosciuto dagli operatori». Poi, rispondendo alle parole di Molinari: «Nessun accordo, nemmeno di massima». Da Fratelli d’Italia, Marco Osnato ha osservato che Freni «ha tutte le caratteristiche» per guidare la Consob, ma è anche «una pedina importante nello scacchiere del Mef». A sostegno del sottosegretario sono arrivati gli interventi di Matteo Salvini, secondo cui «Freni è stato un bravissimo sottosegretario all’Economia, può fare con altrettanta capacità altri ruoli», e di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, che ha invitato a evitare veti: «Evitiamo veti pregiudiziali, soprattutto in un momento così delicato per l’economia italiana. Non sempre, peraltro, i tecnici si dimostrano migliori».

Groenlandia, von der Leyen: «Massiccio aumento degli investimenti Ue»

Dopo il suo intervento a Davos, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, parlando all’Eurocamera, ha nuovamente illustrato la linea europea sulla sicurezza nell’Artico: «L’Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma siamo pienamente preparati ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione». In questo quadro si inserisce il lavoro su un pacchetto dedicato alla sicurezza artica, che prevede come primo elemento «un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia, in particolare per sostenere l’economia e le infrastrutture locali».

Von der Leyen: «Spesa per la difesa utile ad acquistare attrezzature adatte all’Artico»

Von der Leyen ha ricordato il rafforzamento della presenza europea nell’isola e l’impegno finanziario già messo in campo. «Due anni fa, prima che tutto questo accadesse, mi trovavo a Nuuk per inaugurare il nostro primo ufficio in quella città. E nel prossimo bilancio europeo abbiamo già proposto di raddoppiare il nostro sostegno finanziario. Ma dobbiamo fare di più e più rapidamente», ha detto, sottolineando anche l’importanza di orientare l’aumento delle spese militari verso mezzi adeguati alle condizioni estreme del Nord. «Dovremmo utilizzare l’aumento della spesa per la difesa per acquistare attrezzature adatte all’Artico», ha aggiunto, indicando inoltre la necessità di rafforzare gli accordi di sicurezza con partner come Regno Unito, Canada, Norvegia, Islanda.

La Francia chiede un’esercitazione Nato in Groenlandia

La Francia, che assieme ad altri Paesi europei ha inviato personale militare in Groenlandia nel quadro dell’esercitazione congiunta Arctic Endurance, guidata dalla Danimarca, ha richiesto che nel territorio autonomo danese – nelle mire di Donald Trump – si svolgano esercitazioni Nato, dicendosi «pronta a contribuire». Lo ha annunciato l’Eliseo. Parigi, hanno spiegato fonti vicine a Emmanuel Macron citate da Le Parisien, auspica ora un’esercitazione sotto ombrello Nato «per lo stesso motivo della partecipazione» a quella a guida danese: inviare un segnale a Trump, perché la sicurezza nella regione artica «viene presa sul serio». La proposta è stata già avanzata da Danimarca e Groenlandia.

La Francia chiede un’esercitazione Nato in Groenlandia
Donald Trump (Ansa).

La Francia è stato il Paese a inviare più militari per l’esercitazione Arctic Endurance

La Francia è stato il Paese a inviare il maggior numero di militari in Groenlandia: 15 specialisti. Poco dopo l’avvio delle esercitazioni, Trump ha minacciato dazi commerciali del 10 per cento per la Francia e altri Paesi coinvolti: Regno Unito, Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia e Svezia. Le tariffe, ha fatto sapere Washington, sono destinate a rimanere in vigore fino al raggiungimento di un accordo sulla cessione dell’isola agli Usa.

L’Italia non parteciperà al Consiglio di pace di Trump su Gaza

Con ogni probabilità l’Italia non parteciperà al Board of Peace voluto da Donald Trump per la supervisione post-bellica della Striscia di Gaza. Secondo quanto rivela il Corriere della Sera, la premier Giorgia Meloni potrebbe partecipare all’appuntamento a Davos che suggellerà la nascita del board, ma non firmerà l’ingresso formale del Paese. I motivi sono principalmente due. Il primo è inderogabile: l’articolo 11 della Costituzione consente la partecipazione italiana solo a organismi internazionali fondati sulla «parità tra Stati», mentre il board nasce come struttura privata, con gli Stati Uniti in posizione di primato e un accesso subordinato al pagamento di una quota stimata in un miliardo di dollari. C’è poi un nodo politico. L’idea stessa di un organismo privato svuota il diritto internazionale e il ruolo delle Nazioni Unite, attirando soprattutto la contrarietà di Forza Italia, apprende il Corriere, secondo cui anche la Lega si rimette alla linea del governo.

La posizione degli altri Paesi sul Consiglio di Pace

Tra i Paesi che si sono sfilati dal progetto di Trump c’è la Francia, che ha sollevato dubbi sul rispetto dei principi e della struttura delle Nazioni Unite. Il Canada ha escluso il pagamento di qualsiasi quota per ottenere un seggio permanente, pur confermando la partecipazione all’incontro a Davos. Secondo il Financial Times il premier britannico Keir Starmer è orientato a rifiutare l’invito, e anche la Germania considera l’adesione «improbabile» nella forma attuale. Hanno invece aderito Israele, con l’annuncio del primo ministro Benjamin Netanyahu, l’Autorità nazionale palestinese e diversi Paesi tra cui Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam.

Board of Peace, Netanyahu accetta l’invito di Trump

La firma per la nascita del Board of Peace, l’organismo promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump con l’obiettivo di vigilare sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e di intervenire più in generale nella risoluzione dei conflitti internazionali, è prevista per giovedì 21 gennaio, a margine del World Economic Forum di Davos, in Svizzera. All’iniziativa ha aderito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, come comunicato dal suo ufficio. La notizia è stata riportata dal Times of Israel. Tel Aviv entra così a far parte del gruppo di Paesi che hanno accettato l’invito di Trump, insieme ad Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam.

La composizione del Board: le posizioni di Italia, Francia e Ucraina

In vista della cerimonia, sta prendendo forma la composizione del nuovo organismo, anche se l’iniziativa ha suscitato perplessità tra diversi leader europei e ha già registrato defezioni importanti, come quella del presidente francese Emmanuel Macron. La decisione dell’Eliseo ha provocato una reazione da parte di Trump, che ha minacciato misure commerciali contro la Francia. «Applicherò dazi del 200 per cento sui suoi vini e champagne. E lui accetterà. Ma non è obbligato a farlo». Resta in bilico la decisione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo l’invito rivolto anche al presidente russo Vladimir Putin e a quello bielorusso Aleksandr Lukashenko, appare invece poco probabile la partecipazione del leader ucraino Volodymyr Zelensky, che ha fatto sapere che per ora non si recherà a Davos.

Corea del Sud, condannato a 23 anni di carcere l’ex premier Han

L’ex primo ministro sudcoreano Han Duck-soo è stato condannato a 23 anni di carcere per il ruolo avuto nel maldestro tentativo dell’ex presidente Yoon Suk-yeol di imporre la legge marziale il 3 dicembre 2024. Come ha spiegato Lee Jin-gwan, giudice della Corte distrettuale centrale di Seul, Han «ha ignorato il suo dovere e la sua responsabilità di premier fino alla fine», in quanto pur esprimendo preoccupazioni a Yoon «non si è opposto esplicitamente» al «piano di sovversione dell’ordine democratico», svolgendo dunque «un ruolo significativo negli atti insurrezionali di Yoon e di altri, garantendo, almeno formalmente, il rispetto dei requisiti procedurali». Il team del procuratore speciale Cho Eun-suk aveva chiesto la pena detentiva di 15 anni per Han con l’accusa di favoreggiamento dell’insurrezione.

Corea del Sud, condannato a 23 anni di carcere l’ex premier Han
Han Duck-soo (Ansa).

Yoon rischia addirittura la pena di morte

Durante il processo, Han ha negato ogni illecito, affermando di non aver mai sostenuto o favorito la dichiarazione di legge marziale da parte di Yoon, che aveva poi sostituito ad interim come presidente dopo la rimozione dall’incarico a seguito dell’impeachment validato dalla Corte costituzionale, carica poi lasciata a maggio per una nuova candidatura presidenziale (a cui ha successivamente rinunciato). Yoon è già stato condannato a 5 anni di carcere per reati che vanno dall’ostruzione alla giustizia ad altre legate alla dichiarazione della legge marziale, ma rischia ben di più: in un altro processo è stata infatti chiesta la pena di morte per l’ex presidente, sul banco degli imputati perché accusato di insurrezione.

Spagna, deragliano altri due treni dopo l’incidente ad Adamuz

Due nuovi incidenti hanno colpito la rete ferroviaria spagnola a due giorni dalla strage ferroviaria di Adamuz, in Andalusia. Martedì sera un treno di pendolari è deragliato a Gèlida, una trentina di chilometri a nord-est di Barcellona, dopo che un muro di contenimento della vicina autostrada AP-7 è crollato direttamente sui binari. Uno dei macchinisti ha perso la vita nello scontro, e almeno 37 persone sono rimaste ferite, quattro delle quali in condizioni critiche. L’operatore ferroviario Adif ha indicato che le forti piogge che hanno colpito la Catalogna negli ultimi giorni è la causa più probabile del crollo del muro di contenimento. Sempre in Catalogna, nelle stesse ore, c’è stato un altro deragliamento per dei massi caduti sui binari tra Maçanet Massanes e Tordera, in provincia di Gerona, ma per fortuna senza vittime.

Il bilancio di Adamuz è salito a 42 morti

Il bilancio ufficiale dell’incidente ad Adamuz è salito a 42 morti, mentre nove persone restano ricoverate in terapia intensiva. La Guardia Civil ha ricevuto 45 denunce di scomparsa: secondo le autorità, alcune potrebbero riferirsi alla stessa persona, in quanto molti dei corpi recuperati non sono ancora stati identificati. L’Istituto di Medicina Legale è riuscito finora a identificare 25 vittime tramite le impronte digitali, mentre per le altre è in corso la comparazione del Dna con quello dei familiari dei dispersi.

Newsom e l’appello all’Europa: «Sveglia, Trump è un T-Rex»

Insistere nel cercare un dialogo, nonostante l’aggressività delle parole e delle intenzioni, oppure con Donald Trump è più utile mostrarsi intransigenti? Gavin Newsom, governatore della California e tra i papabili candidati Dem alle presidenziali Usa 2028, non ha alcun dubbio. «Lui è un tirannosauro. O ti allei e fai coppia con lui oppure ti divora», ha dichiarato ad alcuni giornalisti al World Economic Forum di Davos. «Con lui la diplomazia non serve, non ci sono vie di mezzo. Un messaggio per i leader europei? Sì, dovete reagire. È ora di fare sul serio e smetterla di essere complici. È il momento di essere saldi e forti, mostrare un po’ di spina dorsale».

Gavin Newsom: «Trump è una palla da demolizione, vuole un mondo a sua immagine»

Per Gavin Newsom, ciò che i leader europei non devono fare è «continuare a fare quello che hanno fatto finora», piegandosi alla volontà di Trump. «Lui capisce solo e unicamente la forza, non esiste mai una situazione in cui si vince entrambi: se avverte le tue debolezze, le sfrutta a suo vantaggio», ha spiegato il governatore californiano. «Questo tizio è una palla da demolizione, spero che la gente apra gli occhi: siamo di fronte a un codice rosso, con lui vige la legge della giungla. Basta lusinghe: distribuire corone e riconoscimenti, premi Nobel che vengono regalati, è tutto così patetico. Questo tizio sta manipolando la gente, prende tutti per scemi. È imbarazzante».

Newsom e l’appello all’Europa: «Sveglia, Trump è un T-Rex»
Il presidente Usa Donald Trump (Imagoeconomica).

L’obiettivo di Trump, che Newsom ha definito «un narcisista», è quello di creare «un mondo a sua immagine». Nell’intervista rilasciata ai giornalisti, tra cui Corriere e La Repubblica, ha lanciato anche un monito per quanto riguarda la questione della Groenlandia. «Se userà la forza militare? Chi può dirlo con lui», ha chiosato il governatore della California. «Avete visto cosa è successo a Maduro. Avete visto cosa sta succedendo nelle strade americane, cosa è successo in California, dove ha schierato 700 marines in servizio attivo. Ora ci sono 1.500 membri delle forze armate in servizio vicino a Minneapolis. Questo tizio ha instaurato uno Stato di polizia. Avete visto cosa sta succedendo con l’Ice, la polizia segreta, le persone che scompaiono? Svegliatevi, basta con questa diplomazia del c***o fatta di convenevoli».

Guasto all’Air Force One, Trump costretto a ritardare la partenza per Davos

Il viaggio di Donald Trump verso il Forum Economico Mondiale di Davos, in programma dal 19 al 23 gennaio, è iniziato con un imprevisto tecnico. L’aereo presidenziale decollato dalla base di Andrews, un VC-25 derivato dal Boeing 747, è stato costretto a rientrare poco dopo il decollo per un problema elettrico minore. Per precauzione, l’equipaggio ha invertito la rotta e il presidente degli Stati Uniti ha proseguito il viaggio a bordo di un altro velivolo, un Boeing C-32A, versione militare del 757. Anche su questo aereo Trump continua ufficialmente a volare come “Air Force One“, il nominativo che indica la presenza del presidente a bordo e non il modello del velivolo.

Trump rifiuta l’incontro con Macron dopo il suo discorso a Davos

Il ritardo ha avuto ripercussioni sull’agenda del presidente, atteso nelle prossime ore in Svizzera, dove sono previsti oltre 2.500 esponenti del mondo economico, politico, scientifico e culturale. Prima della partenza, Trump ha affidato a Truth un messaggio diretto ai suoi sostenitori: «L’America sarà ben rappresentata a Davos da me. Dio vi benedica tutti». Parlando con l’emittente NewsNation, ha affrontato anche il tema della Groenlandia, abbassando leggermente i toni dopo le dichiarazioni più dure dei giorni scorsi, alle quali Emmanuel Macron ha replicato direttamente dal palco di Davos dandogli indirettamente del bullo: «Probabilmente riusciremo a trovare una soluzione con l’Europa», ha detto Trump, aggiungendo che un accordo potrebbe arrivare «possibilmente anche a Davos nei prossimi giorni». Come prevedibile, tuttavia, il presidente ha respinto l’invito del presidente francese a un incontro del G7 a Parigi. Alla domanda dei cronisti ha risposto: «No, non lo farei. Perché, sapete, Emmanuel non resterà lì a lungo. È un mio amico. È una brava persona. Mi piace Macron, ma non resterà lì a lungo, come sapete». La scadenza del suo mandato è a maggio del 2027.

Jacobs torna ad allenarsi con Camossi

Marcell Jacobs tornerà ad allenarsi con Paolo Camossi, il tecnico con cui aveva conquistato i due ori alle Olimpiadi di Tokyo 2021 nei 100 metri e nella 4×100, prima della separazione avvenuta a settembre del 2023. Lo ha annunciato Stefano Mei, presidente della Fidal: «Jacobs è un patrimonio dello sport azzurro, ha ritrovato le motivazioni e può dare ancora tantissimo in pista, da qui alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, passando per gli Europei di Birmingham in agosto. Camossi è un tecnico professionale e preparato, la sua storia parla per sé: con Marcell ha scritto pagine memorabili e sono convinto che questo riavvicinamento possa regalarci nuove soddisfazioni».

Jacobs: «Possiamo scrivere altre grandi pagine dello sport italiano»

Termina così la collaborazione tra Jacobs e il tecnico americano Rana Reider, allenatore per il quale il velocista azzurro aveva deciso di trasferirsi in Florida. Assieme a Camossi, oltre ai due ori olimpici Jacobs ha vinto anche l’oro nei 100 m agli Europei di Monaco nel 2022, il titolo mondiale sui 60 indoor a Belgrado nel 2022 e quello europeo a Torun 2021, oltre all’argento mondiale nella 4×100 a Budapest nel 2023. Sono poi arrivate pure le dichiarazioni di Jacobs: «Insieme abbiamo scritto una grande pagina dello sport italiano, insieme crediamo di poterne scrivere altre. Il percorso di ognuno è fatto di cadute e risalite: esperienze che non devono abbattere, ma aiutare a rinascere».

Jacobs torna ad allenarsi con Camossi
Marcell Jacobs (Ansa).

La Fenice, Venezi rompe il silenzio: «Teatro in mano ai sindacati»

Prima risposta di Beatrice Venezi alla mobilitazione dell’Orchestra e del Coro del teatro La Fenice di Venezia contro la sua nomina a direttrice musicale, che sarà effettiva da ottobre. Parlando in conferenza stampa a Pisa in occasione della “Carmen” di Georges Bizet che dirigerà il 23 e il 25 gennaio al Teatro Verdi, dopo una lunga serie di concerti al Teatro Colòn di Buenos Aires, Venezi ha dichiarato di non aver seguito molto le polemiche, in quanto «impegnata per lavoro dall’altra parte del mondo». Poi la stoccata: «Dico soltanto che sono così raccomandata che, praticamente, lavoro esclusivamente all’estero e che di questa vicenda parlerò a tempo debito. Chiuderei al momento con una battuta calcistica che faceva spesso l’allenatore di calcio Vujadin Boskov: ‘la partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia».

LEGGI ANCHE: Beatrice Venezi e La Fenice: un reality show dal finale aperto

La Fenice, Venezi rompe il silenzio: «Teatro in mano ai sindacati»
Protesta dei lavoratori del Teatro La Fenice contro la nomina di Venezi (Ansa).

Venezi: «La Fenice in mano ai sindacati»

Venezi ha poi rincarato la dose: «Avrei potuto intervenire commentando l’immagine che il teatro La Fenice ha dato di sé a livello internazionale con questa vicenda, perché nella narrazione manca ciò che se ne dice all’estero. Ci si chiede come sia possibile che un teatro o una fondazione finanziata con fondi pubblici dello Stato sia di fatto gestita dai sindacati, in un contesto che appare totalmente anarchico. In alternativa, avrei potuto limitarmi a commentare le spillette della protesta: personalmente le avrei fatte un po’ più stilizzate, magari anche con uno Swarovski». Infine, ai giornalisti che le chiedevano un commento sui presunti fraintendimenti con gli orchestrali della Fenice, Venezi ha risposto: «Quali fraintendimenti? Io non ho ancora messo piede a Venezia».

Federica Torzullo uccisa con 23 coltellate, contestato il nuovo reato di femminicidio

Ben 23 coltellate, di cui 19 al collo e al volto. Una gamba, la sinistra, completamente amputata. E poi segni di ustioni sul corpo. È il drammatico quadro che emerge dall’autopsia sul corpo di Federica Torzullo, uccisa ad Anguillara Sabazia (Roma) dal marito Claudio Carlomagno, che poi l’ha seppellita in un canneto alle spalle della sua azienda. Secondo gli inquirenti, l’assassino ha provato a fare a pezzi il corpo e bruciarlo per «ostacolarne il riconoscimento», prima di nasconderlo in una buca che aveva scavato nel terreno. Sono state rilevate almeno quattro ferite da arma da taglio alle mani di Torzullo, segno che la vittima ha provato a difendersi. Alla luce delle risultanze investigative, la Procura di Civitavecchia ora contesta a Carlomagno il nuovo reato di femminicidio (e non “semplice” omicidio) oltre che l’occultamento di cadavere. L’articolo 577 bis del codice penale prevede la condanna all’ergastolo per l’omicidio di una donna che viene commesso «per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la sua libertà, i suoi diritti o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione».

Gedi, trattativa esclusiva con Sae per cedere La Stampa

Gedi ha informato il direttore e il comitato di redazione del quotidiano La Stampa di aver avviato una trattativa in esclusiva con il gruppo Sae, riguardante la cessione della testata, gli asset collegati e le rotative. Del network di Sae, di cui è presidente e amministratore delegato l’editore Alberto Leonardis, fanno parte le testate La Provincia Pavese, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara. A pesare a favore di Sae, rispetto al concorrente Nem di Enrico Marchi (editore tra l’altro di Messaggero Veneto e Piccolo), ci sono state anche le garanzie offerte: il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi complessivi in crescita a 175,5 milioni di euro, di cui 45,5 registrati nel settore editoria e 130 in quello della comunicazione integrata. Inoltre Sae avrebbe anche aperto ai soggetti istituzionali piemontesi.

La replica di David Beckham al figlio Brooklyn: cosa ha detto

David Beckham ha risposto al figlio Brooklyn, che ha attaccato l’ex calciatore e la moglie Victoria con una serie di durissime stories su Instagram, affermando di aver chiuso definitivamente i contatti con i genitori che lo hanno «oppresso e controllato per tutta la vita».

A poche ore dallo sfogo del primogenito, durante un’intervista al programma Squawk Box della Cnbc riguardante l’uso dei social media, Beckham – senza citare il 26enne Brooklyn – ha di fatto minimizzato, affermando che «i figli commettono errori» e che «bisogna lasciare li commettano», perché «è così che imparano».

La replica di David Beckham al figlio Brooklyn: cosa ha detto
Brooklyn e David Beckham (Ansa).

L’intervista è stata diffusa poco dopo che l’ex calciatore, a Davos per il World Economic Forum, si era rifiutato di commentare – su richiesta di un giornalista di Sky News – le dichiarazioni del primogenito.

La replica di David Beckham al figlio Brooklyn: cosa ha detto
David e Victoria Beckham (Ansa).