Regione Campania, chiesto l’arresto del consigliere Zannini

La procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto del consigliere regionale campano Giovanni Zannini, eletto con Forza Italia, nell’ambito di un’indagine che ipotizza i reati di corruzione e concussione. Nello stesso procedimento è stata avanzata anche la richiesta di divieto di dimora per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio di Castel Volturno e titolari della Spinosa Spa, azienda specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana e dei suoi derivati. Secondo gli inquirenti, l’ipotesi di corruzione riguarderebbe un intervento sollecitato a Zannini dai due imprenditori per superare ostacoli amministrativi legati alla realizzazione di un impianto produttivo, con l’impegno del consigliere, all’epoca presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania, a interessarsi presso gli uffici regionali in cambio di una gita su uno yacht di lusso.

Rinviata la nomina del presidente della Consob

Il Consiglio dei ministri ha rinviato la decisione sull’avvio della procedura di nomina del nuovo presidente della Commissione nazionale per le società e la Borsa. L’incarico di Paolo Savona scade l’8 marzo: secondo le indiscrezioni della vigilia il principale candidato alla successione era il sottosegretario all’Economia Federico Freni, deputato della Lega. È stata Forza Italia a esprimere perplessità sulla sua nomina. «Secondo noi è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza. Non facciamo nomi, ci sono tante persone autorevoli che secondo noi potrebbero svolgere al meglio, senza nulla togliere a Freni», ha detto a Sky TG24 il portavoce nazionale forzista Raffaele Nevi. Nel corso della discussione in Cdm, FI avrebbe avallato la nomina di Freni ma in qualità di componente del vertice Consob (che prevede un presidente e quattro commissari) ma non come successore di Savona. Il nuovo presidente resterà in carica per i prossimi sette anni.

Rinviata la nomina del presidente della Consob
Federico Freni (Imagoeconomica).

Il Tar annulla il provvedimento di Bologna ‘Città 30’

Accogliendo il ricorso dei tassisti contro i nuovi limiti di velocità, il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna dal primo luglio 2023 aveva istituito la ‘Città 30‘, portando tutte le strade urbane al limite massimo di 30 chilometri orari, fatta eccezione per quelle ad alto scorrimento (come i viali e le radiali). Dopo un periodo-test di sei mesi, le sanzioni erano scattate dal 16 gennaio 2024.

Il ricorso dei tassisti è stato sostenuto da Fratelli d’Italia

Il ricorso dei tassisti (solo due hanno poi proseguito la battaglia legale) è stato sostenuto da Fratelli d’Italia. «Il Tar ha rimarcato l’illegittimità dell’azione del Comune, che ha operato fuori dalle proprie competenze per meri scopi propagandistici», ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo dei meloniani alla Camera. Così l’europarlamentare di FdI Stefano Cavedagna: «La sentenza del Tar conferma che il sindaco Matteo Lepore ha forzato l’articolo 142 del codice della strada, solo per motivi ideologici».

Davos, le frecciate di Macron a Trump

Parlando al World Economic Forum di Davos, il presidente francese Emmanuel Macron ha puntato il dito contro Donald Trump, affermando che «i nuovi dazi sono inaccettabili, soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale». Il capo dell’Eliseo, nel suo intervento fitto di frecciate al presidente Usa – che oggi ha condiviso su Truth un messaggio privato dell’omologo transalpino – ha anche affermato che bisogna «smettere di perdere tempo con idee folli» di «imperialismo o di colonialismo», quando invece servirebbe collaborazione. Macron ha inoltre sottolineato che siamo passati a un «mondo senza regole, dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie», caratterizzato da «instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l’economia. «Il mondo pende verso l’autocrazia, nel 2024 ci sono state oltre 60 guerre anche se mi dicono che alcune sono state risolte», ha ironizzato Macron riferendosi al ruolo di pacificatore rivendicato da Trump (atteso in Svizzera il 21 e 22 gennaio). Proseguendo senza citare il tycoon, Macron ha poi dichiarato che «bisogna escludere di accettare passivamente la legge del più forte che porta alla vassallizzazione e alla politica del sangue». Nota di colore, il presidente francese ha iniziato il suo intervento scherzando così: «Viviamo tempi di pace, stabilità e prevedibilità».

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Netflix rivede i termini dell’offerta per Warner Bros: sarà interamente in contanti

Netflix ha rivisto i termini dell’operazione su Warner Bros trasformando l’offerta in un pagamento interamente in contanti, una modifica approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione del gruppo media. La proposta valuta ogni azione Warner 27,75 dollari e mantiene invariato il valore complessivo rispetto alla precedente struttura mista di cash e titoli. L’operazione attribuisce a Warner Bros un enterprise value di circa 82,7 miliardi di dollari, debito compreso, mentre il valore dell’offerta è stimato in 72 miliardi. Secondo Netflix, la scelta del cash-only consente di garantire maggiore certezza agli azionisti, eliminando l’esposizione alla volatilità dei mercati finanziari e favorendo un’accelerazione dell’iter autorizzativo, con l’obiettivo di arrivare al completamento entro il 2026.

Il ceo di Warner Bros: «Sempre più vicini alla chiusura dell’operazione»

Il via libera è arrivato da entrambi i consigli di amministrazione: «Questa transazione rivista ci spinge ancora più vicino all’unione delle due società», ha dichiarato l’amministratore delegato di Warner Bros, David Zaslav. Sulla stessa linea il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos, secondo cui «il consiglio di amministrazione di Warner Bros. continua a sostenere e a raccomandare all’unanimità la nostra transazione». Netflix ha chiarito che la revisione dell’offerta è funzionale a portare rapidamente al voto degli azionisti di WBD, atteso già entro aprile, passaggio per il quale il gruppo ha depositato presso la SEC la dichiarazione preliminare di delega. Gli azionisti beneficeranno inoltre del valore aggiuntivo delle azioni di Discovery Global, che saranno distribuite dopo la separazione societaria, mentre il finanziamento dell’operazione avverrà attraverso una combinazione di liquidità disponibile, linee di credito esistenti e fondi già impegnati.

Allarme per la centrale nucleare di Chernobyl: cosa è successo

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha reso noto che «diverse sottostazioni elettriche ucraine, vitali per la sicurezza nucleare, sono state colpite questa mattina da un’intensa attività militare» e che la centrale di Chernobyl «ha perso tutta l’energia elettrica esterna». Colpite anche le linee elettriche di altri impianti nucleari. «L’Aiea sta monitorando attivamente gli sviluppi per valutare l’impatto sulla sicurezza nucleare», ha aggiunto l’Aiea citando il direttore generale Rafael Grossi.

Kyiv: «La Russia è uno Stato terrorista»

«Gli attacchi sconsiderati della Russia minacciano la sicurezza nucleare. Mentre i funzionari russi parlano dell’importanza delle linee elettriche, le loro forze colpiscono deliberatamente le sottostazioni, mettendo direttamente a repentaglio la sicurezza nucleare e sfidando i ripetuti avvertimenti dell’Aiea». Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha: «La Russia è uno Stato terrorista che crea deliberatamente rischi per la sicurezza nucleare».

Gigante di Kronplatz, vince ancora Scheib: splendida Brignone al rientro

Federica Brignone torna a ruggire. Rientrata 10 mesi dopo il terribile infortunio agli Assoluti in Val di Fassa, la 35enne valdostana ha dato nuovamente prova della sua infinita classe. Settima al termine della prima manche del Gigante di Kronplatz, ha chiuso la seconda addirittura con un meraviglioso sesto posto che ha il gusto di una vittoria. La Tigre di La Salle, rientrata in Coppa del Mondo 292 giorni dopo l’ultima volta, ha chiuso a 1,23 secondi dall’austriaca Julia Scheib, al quarto successo stagionale e sempre più leader di specialità nonché favorita per la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Secondo posto per la svizzera Camille Rast, terza la svedese Sara Hector – campionessa olimpica – che aveva chiuso in testa la prima manche. Ai piedi del podio Mikaela Shiffrin, staccata di 86 centesimi. Ottima prova anche per Lara Della Mea, che si è classificata decima.

Gigante di Kronplatz, vince ancora Scheib: splendida Brignone al rientro
Julia Scheib nel Gigante di Kronplatz (Ansa).

Dalla Groenlandia ai dazi, cosa ha detto von der Leyen nel suo intervento a Davos

Un momento che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito come «un cambiamento sismico» sta attraversando gli equilibri globali, segnati da dazi, conflitti e nuove tensioni legate al controllo delle materie prime. Intervenendo al Forum economico mondiale di Davos, von der Leyen ha spiegato che questa situazione può diventare per l’Europa un’occasione per rafforzare la propria autonomia strategica e costruire «una nuova forma di indipendenza». Un’esigenza che, ha sottolineato, «non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo», aggiungendo che «oggi esiste un vero consenso su questo».

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Von der Leyen: «Un errore i dazi proposti da Trump»

Nel suo intervento la presidente ha criticato l’ipotesi avanzata da Donald Trump di introdurre tariffe del 200 per cento su vini e champagne francesi come ritorsione nel contesto delle tensioni sulla Groenlandia. «I dazi aggiuntivi proposti» dal presidente statunitense «sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data», ha affermato, ricordando che «l’Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio». Da qui il richiamo al rispetto degli impegni presi: «E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, deve significare qualcosa».

Von der Leyen: «Spetta al popolo della Groenlandia decidere del proprio futuro»

Sul dossier Groenlandia, von der Leyen ha ribadito che «spetta al popolo sovrano decidere del proprio futuro» e ha ricordato che l’Unione considera gli Stati Uniti «non solo come nostri alleati, ma come amici». Allo stesso tempo ha avvertito che «trascinarci in una pericolosa spirale discendente finirebbe solo per aiutare gli stessi avversari che entrambi siamo impegnati a tenere fuori dal nostro orizzonte strategico», annunciando che «la nostra risposta sarà quindi ferma, unita e proporzionata». L’Ue sta lavorando a un pacchetto di misure per la sicurezza dell’Artico fondato su quattro pilastri: il sostegno alla Groenlandia e al Regno di Danimarca, perché «la sovranità e l’integrità del loro territorio non è negoziabile», l’aumento degli investimenti «per supportare l’economia e le infrastrutture locali», la cooperazione con gli Stati Uniti e gli altri partner «per garantire una maggiore sicurezza nell’Artico» e il rafforzamento del coordinamento con Regno Unito, Canada, Norvegia e Islanda.

Il rendimento dei bond giapponesi a 40 anni supera il 4 per cento per la prima volta

Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 40 anni ha superato il 4 per cento, un livello mai raggiunto dalla loro introduzione nel 2007 e il più alto per qualsiasi scadenza del debito sovrano negli ultimi trent’anni. L’aumento riflette un sell-off dei bond innescato dalle elezioni anticipate annunciate dalla premier Sanae Takaichi, fissate per l’8 febbraio, e dai suoi piani di stimolo fiscale. Takaichi ha chiesto un mandato per un «cambiamento di politica di ampia portata», che include una spesa pubblica da 135 miliardi di dollari e la sospensione per due anni dell’Iva dell’8 per cento sui prodotti alimentari.

Il debito pubblico giapponese è già pari al 200 per cento del Pil

Il mercato non ha reagito bene ai piani della premier. Il debito pubblico giapponese è già pari al 200 per cento del Pil, e nuovi stimoli fiscali e tagli alle tasse stanno spingendo gli investitori a chiedere rendimenti più alti per detenere bond a lunga scadenza. Di conseguenza, il prezzo dei titoli è sceso e il rendimento è salito, mentre l’asta di titoli a 20 anni ha registrato una domanda relativamente debole, con un rapporto di copertura pari a 3,29 inferiore alla media dell’ultimo anno. Il sell-off segna un cambiamento significativo nel mercato obbligazionario giapponese, tradizionalmente caratterizzato da tassi ultra-bassi. I rendimenti dei bond a lungo termine hanno superato quelli di alcuni pari scadenza europei, come i Bund tedeschi a 30 anni. Gli investitori restano cauti, aspettando segnali chiari sull’evoluzione dei piani fiscali e sul comportamento della banca centrale, mentre il governo cerca di rassicurare il mercato sul fatto che le nuove misure non comprometteranno la sostenibilità delle finanze pubbliche.

Gigante di Kronplatz, prima manche: il ritorno di Federica Brignone

Coraggio, grinta e grande cuore. A circa 10 mesi dal terribile infortunio agli Assoluti in Val di Fassa, Federica Brignone è tornata a gareggiare in Coppa del Mondo. Nella prima manche del Gigante di Kronplatz, la 35enne azzurra è partita con il pettorale numero 13 chiudendo con il sesto tempo momentaneo (poi settimo poiché superato da Maryna Gasielica-Daniel) ad appena 1.17 secondi dalla leader svedese Sara Hector. La Tigre di La Salle ha spinto il possibile anche sulla gamba reduce dall’infortunio, dimostrando di essere come prevedibile distante dal suo solito ritmo, ma testimoniando di non aver perso la classe mettendosi alle spalle talentuose sciatrici come Lena Duerr, Paula Moltzan, Valerie Grenier e Lara Colturi, tuttavia debilitata dalla febbre. Niente da fare invece per l’altra azzurra Sofia Goggia: la gara della bergamasca è durata appena 15 secondi per una caduta dopo aver esagerato ad alcune porte. Alle spalle di Brignone anche Lara Della Mea, che ha chiuso a 1.89 dalla leader.

Federica Brignone a Kronplatz: «Rotto il ghiaccio, non ho sentito dolore»

Terminata la prima manche del Gigante sul Plan De Corones, Federica Brignone ha raccontato le sue sensazioni ai microfoni di Rai Sport. «È stato difficile, sono sempre stata tranquilla questi giorni ma quando ho messo i bastoni fuori ho pensato: “Non so se sono pronta”. Avevo paura di non andare abbastanza profonda», ha spiegato la Tigre di La Salle. «Sono partita un po’ rigida, poi mi sono ricordata di respirare e da lì è andata meglio. Mi sono sentita bene, più mi scaldo e meglio sto, con l’adrenalina non ho sentito troppo dolore. Buon test, sono molto felice ma voglio ritrovare le mie sensazioni, come so sciare. Ora ho rotto il ghiaccio, spero di farlo nella seconda manche». Si torna in pista alle 13.30: la gara è in diretta sui canali Rai ed Eurosport.

Groenlandia, Trump pubblica sui social la bandiera Usa sull’isola

Ci fossero ancora dubbi sulle sue intenzioni, Donald Trump ha rilanciato sui social la sua visione sulla Groenlandia condividendo su Truth un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo mostra sull’isola con la bandiera statunitense e un cartello con la scritta «territorio americano dal 2026». Nell’immagine compaiono anche il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Il presidente Usa ha ribadito la propria convinzione che l’opposizione europea al suo progetto sarà limitata, sostenendo che i leader del Vecchio Continente «non opporranno troppa resistenza». In Florida, parlando con i giornalisti, Trump ha insistito sull’importanza strategica dell’isola: «La Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale. Non si può tornare indietro. Su questo, tutti sono d’accordo».

Scott Bessent: «Sulla Groenlandia Europa faccia un bel respiro»

Sulla questione è intervenuto anche il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, che ha invitato gli alleati europei a evitare reazioni immediate. «Fate un respiro profondo e lasciate che le cose facciano il loro corso», ha detto, chiedendo di non adottare contromisure come nuovi dazi in risposta alla volontà di Trump di annettere la Groenlandia. A margine delle riunioni di Davos, Bessent ha paragonato le reazioni attuali a una fase di «isteria mediatica» simile a quella seguita al liberation day, quando furono annunciati i primi dazi, definendo «una falsa narrativa» l’ipotesi che l’Europa possa colpire i titoli di Stato americani, perché «sfida ogni logica». Di fronte ai timori su possibili ripercussioni per la Nato, il segretario ha inoltre assicurato che «certo che l’Europa è un alleato» degli Stati Uniti nell’Alleanza atlantica.

Treni deragliati in Spagna: salgono a 41 i morti, decine i dispersi

È salito a 41 il numero delle vittime accertate dell’incidente ferroviario avvenuto ad Adamuz, in Andalusia, dove due treni ad alta velocità si sono scontrati e tre vagoni sono deragliati finendo in un terrapieno. Le persone ricoverate sono 41, tra cui quattro bambini, e 12 pazienti si trovano in terapia intensiva. Il bilancio resta provvisorio e potrebbe aggravarsi anche a causa dell’alto numero di dispersi, che sono almeno 43, secondo le denunce di scomparsa presentate dai familiari. Per questo le operazioni di identificazione e di recupero stanno continuando senza sosta. Intanto il governo spagnolo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, mentre martedì re Felipe VI e la regina Letizia visiteranno il luogo dell’incidente insieme alla vicepremier María Jesús Montero.

Le ipotesi sulle cause dell’incidente

Nel frattempo le autorità spagnole hanno avviato un’indagine giudiziaria e una tecnica sulle possibili cause del deragliamento del treno Iryo. Gli investigatori stanno verificando eventuali guasti al mezzo e allo scambio dei binari di Adamuz. Il tratto di linea interessato, ha riferito il ministro dei Trasporti Oscar Puente, era stato rinnovato a maggio. Nonostante ciò, secondo quanto emerso finora, l’ipotesi principale riguarda la possibile rottura di un binario, forse di un giunto tra rotaie. Al momento gli inquirenti tendono quindi a escludere sia l’errore umano sia un atto di sabotaggio.

Treni deragliati in Spagna: salgono a 41 i morti, decine i dispersi
Una foto diffusa dalla Guardia Civil spagnola mostra gli ufficiali che raccolgono prove sul luogo (Ansa).

Australian Open, Sinner avanza al secondo turno

Tutto facile al primo turno degli Australian Open 2026 per Jannik Sinner. L’azzurro, campione in carica e numero due del ranking mondiale, ha superato il francese Hugo Gaston, costretto al ritiro per un problema fisico al termine del secondo set quando era sotto nel punteggio per 6-2, 6-1. Debilitato, il transalpino è uscito in lacrime dalla Rod Laver Arena dopo poco più di un’ora di gioco. L’altoatesino attende ora uno fra l’australiano James Duckworth, numero 88 del mondo e presente in tabellone grazie a una wild card, e il croato Dino Prizmic, 127esimo nel ranking e ripescato come Lucky Loser.

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Jannik Sinner dopo il successo: «Non volevo vincere così, lui ha grande talento»

«Non volevo vincere così, Hugo ha un grande talento e un grande tocco», ha spiegato Sinner, che ha subito consolato il suo avversario nel momento del ritiro, dopo la vittoria. «Ho visto che non stava servendo forte nel secondo set». Poi spazio anche a un’analisi sul proprio gioco e sulle sue condizioni fisiche e tattiche. «Sono contento della partita e per come ho giocato», ha concluso l’altoatesino. «Mi sento pronto, ho lavorato molto. L’esibizione con Felix (Auger-Aliassime, ndr.) è servita, anche se le partite ufficiali sono diverse. Ero un po’ teso all’inizio, ma devo anche pensare a divertirmi. Ci si allena per questo».

Caso Signorini, cosa ha detto Antonio Medugno ai pubblici ministeri

Antonio Medugno è stato ascoltato a Milano dai pubblici ministeri nell’ambito dell’indagine che ruota attorno alle accuse di violenza sessuale ed estorsione legate ad Alfonso Signorini. Il 27enne, convocato come persona offesa, ha trascorso oltre tre ore in procura confermando integralmente quanto già raccontato nel format Falsissimo di Fabrizio Corona. L’audizione si inserisce nel filone aperto dopo la querela presentata dal direttore di Chi contro Corona per revenge porn: secondo quanto emerso, Medugno non è indagato e si è presentato con il suo avvocato.

Medugno: «Altre denunce? Credo che non rimarrò il solo»

Al termine della testimonianza, il modello ha ribadito la propria versione dei fatti, parlando di un presunto meccanismo di favori sessuali per accedere al Grande Fratello. «Non sono io a dover dire se esiste un sistema, penso a quello che ho subìto e che ho raccontato, ho detto tutta la verità e ho fiducia nella magistratura», ha dichiarato. Alla domanda sulla possibilità che altri decidano di denunciare, ha aggiunto: «Credo che non rimarrò solo». Medugno ha anche denunciato le conseguenze mediatiche della vicenda, sostenendo di essere bersaglio di attacchi online. Sul punto la sua legale ha parlato di «linciaggio mediatico» e di «vittimizzazione secondaria» nei confronti di un uomo che denuncia una violenza.

Le accuse nei confronti di Signorini: «So che è successo ad altre persone»

Secondo quanto messo a verbale, nella primavera del 2021 Signorini gli avrebbe lasciato intendere che «se mi fossi concesso, sarei entrato nella Casa» dell’edizione 2021-2022 del Grande Fratello. Medugno ha riferito di aver respinto le avances e di essere riuscito a entrare successivamente nel Gf Vip 6 soltanto come «ripescato», dopo un incontro con Clarissa Selassie. Durante l’audizione ha ribadito anche il presunto ricatto «se non vieni con me non entri al Grande Fratello» e ha affermato: «So che è successo anche ad altre persone». La procura di Milano, guidata da Marcello Viola, sta ora raccogliendo le diverse versioni in due fascicoli distinti: uno su Fabrizio Corona per revenge porn e l’altro che vede Medugno indicato come presunta parte offesa nella denuncia contro il conduttore.

Von der Leyen lavora a un incontro con Trump per evitare un’escalation

Donald Trump porta le mire sulla Groenlandia e la minaccia dei dazi dentro il forum di Davos, che da oggi al 23 gennaio riunirà leader politici ed economici sotto il titolo ufficiale “Lo spirito del dialogo”. L’Unione europea vuole provare la strada della de-escalation. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen sta lavorando a un faccia a faccia in territorio neutrale con il presidente americano. L’incontro non è ancora ufficiale: Repubblica scrive che la Casa Bianca non ha risposto all’invito, ma i contatti con Washington, anche tramite il commissario al Commercio Maros Sefcovic, sono stati intensi. Bruxelles vuole tentare il dialogo prima di qualsiasi contromisura. Giovedì il Consiglio europeo straordinario dovrà infatti decidere se e come reagire alle tariffe minacciate del 10 per cento ai Paesi che ostacoleranno le mosse americane in Groenlandia. L’ipotesi principale è di lasciare scattare automaticamente i controdazi per 93 miliardi sospesi l’anno scorso.

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Trump ventila dazi del 200 per cento sui vini francesi

Il presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti in Florida, ha attaccato Emmanuel Macron dopo la sua decisione di non aderire al cosiddetto «Board of Peace» per la ricostruzione di Gaza, e per l’ennesima volta ha annunciato ritorsioni commerciali. «Beh, nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così», ha detto Trump. Poi ha aggiunto: «Applicherò dazi del 200 per cento sui suoi vini e champagne e lui si unirà», «ma non è obbligato a farlo». Poco prima, su Truth, aveva pubblicato lo screenshot di un messaggio privato ricevuto da Macron, la cui autenticità è stata confermata dall’Eliseo. «Amico mio, siamo totalmente d’accordo sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia», scrive il presidente francese, proponendo un G7 a Parigi dopo Davos e una cena insieme giovedì. In questo clima di minacce, Trump è convinto che i leader europei non «opporranno troppa resistenza» alle mire americane sulla Groenlandia.

Morte di Valentino, il cordoglio dal mondo della politica e dello spettacolo

Dalla politica al mondo dello spettacolo, in tanti piangono la morte di Valentino. A partire dalla premier Giorgia Meloni, che sui social ha scritto: «Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto». Anche Elly Schlein affida ai social il suo cordoglio: «Valentino Garavani ha contribuito a rendere grande la creatività italiana nel mondo, interpretando, con il suo lavoro, l’eleganza e la cultura del nostro Paese in modo unico e irripetibile. L’Italia perde un grande protagonista della moda, un simbolo internazionale di stile che ha ispirato e continuerà a ispirare altri stilisti e creativi». Non mancano le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Con la scomparsa di Valentino l’Italia perde uno stilista di successo, capace di guardare oltre le tendenze e le convenzioni. Il mondo della moda gli deve grandi intuizioni e splendide creazioni. Esprimo ai suoi familiari e ai collaboratori cordoglio e vicinanza».

Numerosi colleghi e amici hanno reso omaggio al designer. La maison Armani ha affermato: «Maestro indiscusso di grazia ed eleganza, per il quale Giorgio Armani ha sempre nutrito grande stima, Valentino ha incarnato l’eccellenza della couture, il rigore del mestiere e una visione unica della moda fatta di linee pure, colori iconici e bellezza assoluta. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso». Donatella Versace ha scritto su Instagram: «Abbiamo perso un vero Maestro, sarà sempre ricordato per la sua arte. I miei pensieri vanno a Giancarlo, che in tutti questi anni non è mai andato via. Valentino non sarà mai dimenticato». Giancarlo Giammetti, storico compagno di vita e lavoro dello stilista, ha postato una foto con la scritta «…forever…».

Tra le numerose testimonianze anche quelle di personalità del mondo dello spettacolo e della moda. L’attrice Gwyneth Paltrow ha scritto: «Sono stata così fortunata ad aver conosciuto e amato Valentino, ad aver conosciuto l’uomo vero, nella sua vita privata. Mancherà profondamente a me e a tutti coloro che lo hanno amato. Riposa in pace, Vava». Sophia Loren ha ricordato: «Mio caro Valentino, la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente. Con te ho condiviso momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca. Avevi un animo gentile, ricco di umanità. Sei stato un amico e la tua arte e la tua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione». Un pensiero anche da parte di Chiara Ferragni: «È stato uno dei più grandi maestri della moda italiana e mondiale. Con la sua visione ha definito un’idea di eleganza senza tempo, rendendo l’Italia un punto di riferimento assoluto nel lusso. La sua eredità creativa continuerà a ispirare i giovani designer del futuro».

Groenlandia e Danimarca: «Proposta una missione Nato sull’isola»

Danimarca e Groenlandia hanno avanzato all’interno della Nato la proposta di istituire una missione di monitoraggio sull’isola artica. L’annuncio è arrivato dal ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen al termine di un incontro con il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte. «L’abbiamo proposta noi, il segretario generale ne ha preso atto e credo che ora potremo, auspicabilmente, ottenere un quadro che ne definisca l’attuazione», ha dichiarato Poulsen alla televisione danese, intervenendo insieme alla ministra degli Esteri della Groenlandia Vivian Motzfeldt.

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Trump: «L’Europa pensi a Russia e Ucraina, non alla Groenlandia»

Sul dossier Groenlandia è tornato a esprimersi anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che a una domanda su un possibile ricorso alla forza ha risposto con un «no comment» durante una breve intervista telefonica con Nbc News. Nel colloquio, Trump ha ribadito che porterà avanti «al 100 per cneto» i suoi piani di imporre dazi doganali ai Paesi europei se non otterrà il territorio artico e ha invitato l’Europa a occuparsi di altre priorità, affermando che «dovrebbe concentrarsi sulla guerra con la Russia e l’Ucraina, perché, francamente, si vede dove li ha portati…» e «non sulla Groenlandia».

Bce, Boris Vujčić designato vicepresidente

L’Eurogruppo ha indicato il croato Boris Vujčić come candidato a ricoprire il ruolo di vicepresidente della Banca centrale europea, destinato a prendere il posto di Luis De Guindos, il cui mandato si concluderà a maggio. La decisione è maturata a Bruxelles e rappresenta un passaggio politico preliminare: ora spetterà al Consiglio adottare la raccomandazione formale da trasmettere al Consiglio europeo, che avrà l’ultima parola sulla nomina, dopo aver consultato la Bce e il Parlamento europeo.

Come si è arrivati alla designazione di Boris Vujčić

Vujčić, alla guida della banca centrale della Croazia dal 2012, è emerso al termine di una selezione che ha visto restringersi il numero dei candidati, inizialmente sei, nel contesto di un negoziato tra i Paesi dell’area euro finalizzato a raggiungere una maggioranza qualificata rafforzata. La sua designazione potrebbe inoltre favorire un maggiore equilibrio nella composizione geografica del consiglio direttivo della Bce, con l’ingresso di un rappresentante di uno Stato membro che ha aderito all’Eurozona in tempi più recenti.

Delitto di Federica Torzullo, i pm: «L’indagato progettava la fuga»

Claudio Carlomagno, marito di Federica Torzullo, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio. Gli inquirenti cercavano di ottenere dall’indagato chiarimenti sulla sua presunta responsabilità, sulla dinamica dei fatti tra l’8 e il 9 gennaio e sul movente, oltre all’individuazione dell’arma utilizzata, ancora sconosciuta. Secondo gli inquirenti, Carlomagno era pronto a fuggire non appena aveva compreso che tutti i sospetti convergevano su di lui, ma ha preferito non rispondere alle domande. L’uomo ha trascorso la prima notte in carcere, dopo il fermo avvenuto domenica, e dovrà rispondere delle accuse di «omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva» e di occultamento di cadavere.

Secondo il decreto di fermo, Carlomagno avrebbe tentato di bruciare il cadavere

Le indagini proseguono per ricostruire le ultime ore di vita della 41enne di Anguillara Sabazia e chiarire la dinamica dell’omicidio e lo strumento impiegato per ucciderla. Dai primi riscontri emerge un quadro di delitto di «particolare ferocia»: il procuratore capo ha spiegato che il corpo della donna era «irriconoscibile» quando è stato rinvenuto tra i detriti vicino all’azienda di Carlomagno. Secondo il decreto di fermo, l’indagato avrebbe tentato di bruciare il cadavere. Per questo motivo, i pm hanno disposto l’autopsia e ulteriori accertamenti. Nella giornata del 19 gennaio i carabinieri sono tornati nella villetta della coppia per effettuare verifiche irripetibili sulla scatola nera dell’auto del marito e sui cellulari, accertamenti che però verranno completati nei prossimi giorni.

È morto Valentino: lo stilista aveva 93 anni

Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto semplicemente come Valentino, si è spento all’età di 93 anni nella sua residenza romana. La notizia della morte dello stilista, creatore dell’omonima maison, è stata diffusa dalla Fondazione Valentino Garavani e da Giancarlo Giammetti, suo storico collaboratore e compagno di lunga data. Nato a Voghera nel 1932, Valentino ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda a Parigi, perfezionandosi negli atelier di Jean Dèsses e Guy Laroche, prima di rientrare in Italia e aprire a Roma, in Via Condotti, il suo laboratorio di sartoria. La sua consacrazione arrivò nel 1962, con la storica presentazione delle sue creazioni a Palazzo Pitti, evento che lo proiettò sulla scena internazionale.