Gaza, la Francia dice no alla partecipazione al Board of Peace
Chiusura della Francia all’ipotesi di aderire al Board of Peace per Gaza promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A riferirlo all’agenzia France Presse sono fonti vicine al capo dell’Eliseo, secondo le quali l’iniziativa «suscita interrogativi importanti». In particolare, viene sottolineato come la Carta del progetto vada «oltre lo stretto quadro di Gaza», discostandosi dalle aspettative iniziali. Le stesse fonti mettono in guardia sui possibili effetti dell’organismo proposto, che «suscita importanti interrogativi, in particolare, circa il rispetto dei principi e della struttura delle Nazioni Unite, che non possono in nessun modo venire rimessi in discussione».
La posizione del Canada: «Non pagheremo per entrare nel Board»
Diversa la posizione del Canada, che ha fatto sapere di non essere disposto a versare alcuna somma per ottenere un posto nel Board of Peace voluto da Trump. Secondo quanto riferito dalla Afp citando fonti governative di Ottawa: «Il Canada non pagherà per un seggio nel Consiglio, e al momento non è stata avanzata alcuna richiesta in tal senso», in riferimento al miliardo di dollari ipotizzato per un posto permanente. Allo stesso tempo, il governo canadese ha confermato l’intenzione del primo ministro Mark Carney di «accettare l’invito» a partecipare all’organismo. L’organo, inizialmente pensato per seguire la ricostruzione di Gaza, secondo la bozza di statuto avrebbe però un mandato più ampio, senza un riferimento esplicito al territorio palestinese, puntando a contribuire alla soluzione dei conflitti armati a livello globale. Tra i leader invitati a farne parte figurano numerosi capi di Stato, incluso il presidente russo Vladimir Putin.




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