Groenlandia, dazi Usa contro i Paesi europei che hanno inviato militari

A partire dal 1° febbraio gli Stati Uniti introdurranno dazi del 10 per cento sulle importazioni provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, con un ulteriore aumento al 25 per cento previsto da giugno. L’annuncio è arrivato direttamente da Donald Trump attraverso il suo social network Truth, dove il presidente ha chiarito che «le tariffe saranno dovute fino a quando non si raggiungerà un accordo per il completo e totale acquisto della Groenlandia». In Danimarca, nelle ore precedenti alla comunicazione ufficiale, si era tenuta una grande manifestazione di protesta contro Trump.

Gli obiettivi di Trump e la posizione dell’Italia

Trump ha motivato la decisione sostenendo che «Abbiamo sovvenzionato la Danimarca e tutti i Paesi dell’Unione europea per molti anni, non imponendogli dazi. Ora, dopo secoli, è il momento che la Danimarca restituisca ciò che ha avuto».. Secondo il presidente, la misura rappresenta una punizione nei confronti dei Paesi che hanno inviato militari in Groenlandia nell’ambito di una missione Nato per rafforzare la difesa dell’Artico. L’Italia non ha preso parte all’operazione, anche se Giorgia Meloni non ha escluso un possibile coinvolgimento futuro. Nel suo intervento, Trump ha anche affermato che «Cina e Russia vogliono la Groenlandia, e non c’è niente che la Danimarca possa fare a riguardo. Al momento hanno due slitte trainate da cani come protezione, di cui una aggiunta di recente», aggiungendo che l’isola è considerata strategica per il nuovo sistema di difesa missilistica Golden Dome, descritto come «fantastico, ma altamente complesso, può funzionare al massimo del suo potenziale e della sua efficienza, a causa di angoli, metri e limiti, se questa terra è inclusa».

Stretta sui locali dopo Crans-Montana, chiusi tre club a Roma

Dopo la tragedia di Crans-Montana, anche in Italia sono aumentati i controlli sui locali per verificarne la sicurezza e riscontrare eventuali irregolarità. A Roma, in particolare, sono stati chiusi tre club sviluppati ciascuno su un piano dello stesso edificio in via del Tritone, gestiti dalla stessa società titolare di una licenza unica per attività di somministrazione e trattenimenti danzanti. Si tratta di Toy Room (discoteca nel seminterrato), White Bar (bar al piano terra) e Clamore (dinner club al primo piano). La polizia li ha sequestrati dopo un blitz che ha svelato uno scenario di irregolarità diffuse e gravi carenze sul fronte della sicurezza antincendio.

Estintori mancanti, passaggi ostruiti, installazioni fuori norma

In dettaglio, nella sala da ballo sono state trovate installazioni non previste dalla planimetria autorizzata dalla Commissione comunale di vigilanza, tra cui casse acustiche e sistemi di illuminazione appesi al soffitto fuori norma. Oltre al tavolo allestito come un privé, tavoli e divani erano disposti in modo diverso da quanto consentito. Inoltre mancavano due estintori rispetto al numero originariamente previsto e lo spazio da adibire ad “area di protezione” in caso di emergenza era inaccessibile – chiuso a chiave e trasformato in magazzino. Stessa cosa al primo piano, dove la zona destinata all’evacuazione era ostruita dai motori degli impianti, i sensori antifumo sono risultati sottodimensionati e mancava l’unico estintore previsto. La situazione più grave, però, è stata riscontrata al piano terra, dove confluivano le uscite degli altri due livelli. Una porta di emergenza era coperta da un pesante tendaggio e bloccata con una spranga in ferro, un’altra era ostruita da un elemento decorativo, la terza parzialmente coperta da un frigorifero e priva di maniglione antipanico. Il titolare dovrà pagare sanzioni di migliaia di euro.

Draghi: «L’Europa ha più nemici che mai, si rafforzi»

«In questo momento l’Europa ha molti nemici, forse più che mai, sia interni che esterni. Dobbiamo superare le nostre debolezze autoinflitte. E dobbiamo diventare più forti militarmente, economicamente e politicamente». Lo ha affermato l’ex premier Mario Draghi in un video messaggio trasmesso durante l’annuncio del vincitore del premio Carlo Magno, andato proprio a lui per la sua azione per l’unità europea.

«Nessuno come lui è sinonimo di rafforzamento economico dell’Europa»

Queste le motivazioni dell’assegnazione del riconoscimento, che verrà consegnato a Draghi a maggio: «La situazione è drammatica e l’Europa rischia di diventare un giocattolo nelle mani di altre potenze. Per questo motivo, in questa fase decisiva, è fondamentale garantire la capacità di azione e la sovranità dell’Europa. Sono stati compiuti passi importanti nel campo della difesa, ma la sicurezza e l’indipendenza strategica richiedono fondamentalmente un’Europa economicamente forte. La competitività e la forza economica sono quindi la base indispensabile per un’Europa sovrana, forte e autonoma. Come nessun altro, Mario Draghi è sinonimo del rafforzamento economico dell’Europa e il suo “Rapporto Draghi” del 2024, che prende il nome da lui, rappresenta la strategia necessaria per garantire competitività, crescita e stabilità nell’Unione europea».

Groenlandia, in migliaia protestano a Copenaghen contro Trump

Diverse migliaia di persone sono scese in piazza a Copenaghen per protestare contro Donald Trump e le sue mire sulla Groenlandia. I manifestanti, muniti di bandiere groenlandesi e danesi, hanno formato una marea rossa e bianca scandendo il nome della Groenlandia in groenlandese: «Kalaallit Nunaat!». Hanno sventolato cartelli con scritte come Make america go away, una parodia dello slogan Maga (Make America great again), o «Gli Stati Uniti hanno già abbastanza ghiaccio». Altre manifestazioni sono previste nel Paese scandinavo ad Aarhus (Centro), Aalborg (Nord) e Odense (Sud), su iniziativa di diverse organizzazioni groenlandesi.

Khamenei attacca Trump: «Colpevole per i morti in Iran»

La Guida suprema iraniana Ali Khamenei è intervenuta in occasione della festività islamica dell’Eid al-Mab’ath, attaccando Donald Trump e accusandolo di essere responsabile dei morti in Iran durante le proteste degli ultimi giorni, che per lui sono state una «rivolta americana». «Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole per le vittime, i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione iraniana». «Non porteremo il Paese verso la guerra, ma non lasceremo nemmeno impuniti i criminali interni e internazionali», ha aggiunto sostenendo che l’obiettivo degli Usa sia inghiottire l’Iran e ottenerne «il dominio militare, politico ed economico». E ancora: «Nella lotta contro questa sedizione americana e sionista, le forze dell’ordine e i funzionari della sicurezza hanno veramente sacrificato la propria vita e, per quanto possibile, hanno completamente distrutto la sedizione che era stata creata a spese del nemico. L’intelligence americana e sionista ha addestrato i leader dei rivoltosi all’estero».

Studente ucciso a La Spezia, arrivano le prime ammissioni dell’aggressore

Zouhair Atif, il ragazzo accusato di aver ucciso il suo compagno di scuola Abanoud Youssef all’istituto professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia, ha ammesso di aver commesso l’omicidio per aver visto delle foto che coinvolgevano la vittima e la ragazza che frequenta. «Non doveva fare quello che ha fatto, scambiare quelle foto con la ragazza che frequento», avrebbe detto l’aggressore durante l’interrogatorio davanti al magistrato, che sta valutando se contestare l’aggravante della premeditazione dovuta all’essersi portato il coltello da casa. Secondo quanto appreso, Abanoud conosceva fin da bambino la ragazza che Atif frequentava e si sarebbero scambiati foto di quando erano piccoli.

Un altro studente accoltellato davanti a scuola

Uno studente di 17 anni è stato accoltellato da un giovane davanti al liceo artistico di Sora, in provincia di Frosinone. I fatti si sono verificati intorno alle 14 di venerdì 16 gennaio 2026. Secondo le prime ricostruzioni, i due avrebbero discusso in maniera accesa, dopodiché uno ha estratto un coltello e ha colpito l’altro al collo causandogli alcune escoriazioni, per poi fuggire – è ancora ricercato dalle forze dell’ordine, che stanno raccogliendo testimonianze e visionando i filmati delle telecamere della zona. Il ragazzo ferito è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Sora, dove i sanitari gli hanno medicato l’escoriazione al collo giudicandola guaribile in 10 giorni. La vicenda segue di pochi giorni i fatti di La Spezia, dove uno studente di 18 anni è morto dopo essere stato accoltellato da un compagno di classe.

Trump annuncia i nomi del Board of Peace per Gaza

Donald Trump ha annunciato i nomi di alcuni componenti del Board of Peace per Gaza, il Consiglio previsto dalla seconda fase dell’accordo tra Israele e Hamas per gestire la Striscia. Ci sono il segretario di Stato Marco Rubio, gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, l’ex premier britannico Tony Blair, l’imprenditore miliardario Marc Rowan, il direttore della Banca mondiale Ajay Banga e il l’ex produttore televisivo e collaboratore di Trump Robert Gabriel. Tra i compiti del Board c’è quello di supervisionare l’operato del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, un organismo composto da figure tecniche in gran parte palestinesi che dovrebbe governare il territorio esautorando Hamas.

Mladenov alto rappresentante per Gaza

«Ogni membro del Consiglio esecutivo supervisionerà un portafoglio definito, fondamentale per la stabilizzazione e il successo a lungo termine di Gaza, tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, il rafforzamento delle capacità di governance, le relazioni regionali, la ricostruzione, l’attrazione di investimenti, i finanziamenti su larga scala e la mobilitazione di capitali», si legge in una nota della Casa Bianca. S.E. Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per la pace in Medio Oriente (dal 2015 al 2020) ed ex ministro degli Esteri bulgaro, ricoprirà il ruolo di alto rappresentante per Gaza e fungerà da collegamento sul campo tra il Board of Peace e il comitato tecnico di 15 palestinesi. A breve verranno resi noti anche i nomi dei ruoli politici dell’organismo. A tal proposito, la premier Meloni ha detto che «l’Italia è disponibile a entrare nel Board».

Meloni non esclude una presenza italiana in Groenlandia

Giorgia Meloni non esclude, nel contesto di una missione della Nato, una presenza italiana in Groenlandia. L’ha detto in un punto stampa al termine della sua missione a Tokyo: «Ritengo che la questione del rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati in Groenlandia sia un tema serio, che però sta nell’ambito del dialogo all’interno dell’Alleanza atlantica. La Groenlandia va considerato territorio di responsabilità della Nato, la questione che gli americani pongono è una questione seria, ovviamente, e credo che il ragionamento di rafforzare la nostra presenza sia un ragionamento sicuramente necessario da fare all’interno dell’Alleanza, quello è l’ambito nel quale discutere questa materia, anche per quello che eventualmente riguarda la nostra presenza». Ciò avverrebbe dunque nella cornice Nato senza l’idea di muoversi con «intenti divisivi» rispetto agli Stati Uniti di Donald Trump – che per lei ha «metodi assertivi» ma non tanto da arrivare a «un intervento militare di terra», che ritiene «molto difficile».

È morto Rocco Commisso, presidente della Fiorentina

Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, è morto all’età di 76 anni. Lo ha reso noto il club viola con una nota pubblicata sui social: «Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso, con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del presidente Rocco B. Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa». La famiglia, conclude la nota, «desidera ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicino in questi momenti così delicati ed è certa che il ricordo e la memoria di Rocco rimarrà per sempre nei cuori delle tante persone che gli hanno voluto bene e che hanno passato momenti difficili e momenti bellissimi insieme a lui. Un pensiero grande in un momento così triste va a tutte le persone della Fiorentina, staff, giocatori, dipendenti, a tutti le persone che conoscevano Rocco, a tutto il popolo viola e soprattutto a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che continueranno a portare in Italia e nel mondo i colori viola e il ricordo del nostro Rocco. Ci manchi e ci mancherai sempre».

Dal 2019 era proprietario del club viola

Nato a Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria) nel 1949, era emigrato in America con la madre e le due sorelle nel 1961 per raggiungere il padre falegname. Laureato in ingegneria alla Columbia University, dove ottenne una borsa di studio come calciatore, dopo varie attività imprenditoriali nel 2017 aveva acquistato le quote di maggioranza della squadra di calcio New York Cosmos e nel 2019 aveva poi acquisito la Fiorentina. Aveva anche acquistato un’area di proprietà privata per costruire il nuovo centro sportivo della squadra nel comune di Bagno a Ripoli. Il progetto, denominato Viola Park, è una struttura all’avanguardia dall’ampiezza di 22 ettari con 10 campi di allenamento, di cui uno stadio da 3 mila posti dove giocano le squadre primavera e femminile e uno da 1.500 posti per le giovanili, nonché un padiglione eventi da 400 posti. Il decesso è avvenuto negli Stati Uniti, dove risiedeva.

È morto lo studente di 18 anni accoltellato a La Spezia

Lo studente di 18 anni accoltellato il 16 gennaio mattina all’interno dell’istituto professionale Domenico Chiodo della Spezia è morto. Il ragazzo è stato colpito all’addome, pare da un altro studente. Le condizioni sono apparse subito gravi a causa della gran quantità di sangue perso e di una lesione alla milza. Era stato condotto in sala operatoria, ma nonostante l’operazione non ce l’ha fatta. Il presunto aggressore, un giovane di origini marocchine, è stato fermato dalla polizia. Come riportato da Repubblica si tratterebbe di un altro studente, di 19 anni. Gli agenti hanno anche recuperato l’arma usata per l’aggressione: un coltello da cucina portato da casa.

Valditara: «Fatto di assoluta gravità»

A commentare la vicenda è stato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che nel pomeriggio ha affermato: «Quanto accaduto all’Istituto Einaudi – Chiodo della Spezia è di una gravità assoluta. Allo studente ferito ed alla sua famiglia va la mia sentita vicinanza. Episodi di questo genere non devono trovare spazio nella nostra società. La scuola è impegnata a trasmettere valori e ad insegnare il rispetto delle persone e delle regole, nel dialogo e nel rifiuto di ogni forma di violenza».

È morto Tony Dallara: aveva 89 anni

Lutto nel mondo della musica italiana: Tony Dallara è morto all’età di 89 anni. Il cantante di Come Prima e Romantica ha vinto Sanremo nel 1960 in coppia con Renato Rascel. Tra gli altri successi entrati nella storia della canzone italiana ci sono brani come Ti dirò o Bambina, bambina, che lo hanno lanciato a fine anni ’50. È stato uno dei primi “urlatori”. Nato a Campobasso il 30 giugno 1936, Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera, è cresciuto a Milano dove la famiglia si è trasferita quando era ancora bambino.

Groenlandia, Trump minaccia: «Potrei imporre dazi a chi non è d’accordo»

Il presidente statunitense Donald Trump continua a parlare della Groenlandia. Durante un evento alla Casa Bianca, infatti, il tycoon ha affermato: «Potrei imporre dazi ai Paesi che non si allineano sulla Groenlandia, perché ci serve per la sicurezza nazionale». Non ha specificato altri dettagli ma il messaggio sembra indirizzato a quei Paesi europei che nelle scorse ore hanno inviato piccoli contingenti militari sull’isola. Intanto, come rivelato da Bloomberg, il Parlamento europeo starebbe valutando di subordinare l’approvazione del nuovo accordo commerciale con gli USA proprio alla risoluzione della vicenda sulla Groenlandia. L’accordo, infatti, pur essendo parzialmente operativo da mesi, per entrare pienamente in vigore ha bisogno del voto dell’Europarlamento. Diversi gruppi politici hanno chiesto il rinvio del voto, previsto originariamente per fine gennaio.

Be Water ha comprato Cronache di spogliatoio

La media company Be Water, che controlla Chora Media e Will Media, ha completato l’acquisizione del 100 per cento di Cronache di Spogliatoio, testata giornalistica che sviluppa format editoriali originali dedicati al calcio su tutte le principali piattaforme social e che, sui vari canali, vanta una fanbase di oltre 3 milioni di follower. Nell’ambito dell’acquisizione, Be Water ha rilevato l’80,6 per cento di Cronache di Spogliatoio dal fondo di investimento Planven, che aveva scommesso sulla società a settembre del 2024, e il resto da altri soci, tra cui i fondatori Giulio Incagli e Stefano Bagnasco. Si tratta di un’operazione da 7,5 milioni di euro: come si legge in una nota, una parte del prezzo (4,5 milioni) verrà saldata «con una partecipazione pari al 3 per cento del capitale di Be Water, mediante aumento di capitale riservato ai soci venditori di CDS», per una valutazione implicita di Be Water pari a 150 milioni di euro. Cronache di Spogliatoio, molto popolare per i contenuti su Facebook e Instagram e negli ultimi anni anche per i suoi videopodcast, verrà ora integrata in Chora e Will, società del gruppo leader italiano nel giornalismo digitale, podcast e vodcast guidata da Riccardo Haupt (amministratore delegato) e Mario Calabresi (presidente e direttore editoriale).

Groenlandia, Crosetto: «Invio di piccoli contingenti? Una barzelletta»

L’interesse del governo per l’Artico «non è recente e coinvolge da tempo marina, aeronautica ed esercito». Lo ha ribadito il ministro Guido Crosetto alla conferenza di presentazione della Politica Artica Italiana a Villa Madama, prendendo tuttavia le distanze dall’ipotesi di inviare contingenti militari in Groenlandia. «Da tempo la Difesa si interessa dell’Artico, con la marina, l’aeronautica, l’esercito. Le esercitazioni non sono iniziate adesso. E che non sono sicuramente 15 soldati mandati in Groenlandia. Mi chiedo a fare cosa? Una gita? 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l’inizio di una barzelletta», ha detto il ministro, riferendosi alle decisioni di Svezia, Norvegia, Germania e Francia di rispondere all’appello della Danimarca per la difesa di Nuuk, anche alla luce delle mire di Donald Trump.

Crosetto: «In quella terra di nessuno qualcuno deve costruire le regole»

Sul possibile coinvolgimento italiano, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si è espressa e, secondo quanto emerge, Roma non sarebbe orientata a partecipare a questa fase di impegno militare Ue in Groenlandia, mentre a Bruxelles si discute l’eventuale attivazione dell’articolo 42 del Trattato sull’assistenza reciproca. Crosetto ha ribadito una linea favorevole al coordinamento internazionale: «Io sono per allargare», spiega Crosetto, «non frazionare in nazioni un mondo già troppo frazionato. Penso sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato, in ottica Onu». E ha aggiunto: «La nostra forza è nella sinergia tra le amministrazioni. Siamo disponibili a impegnarci come Difesa. In quella zona che è la terra di nessuno occorre che ci sia qualcuno che in qualche modo costruisce delle regole».

Crans-Montana, fissata la cauzione per i proprietari del Constellation

I procuratori del Canton Vallese incaricati del caso della strage di Crans-Montana hanno chiesto una cauzione di 200 mila franchi (quasi 215 mila euro) a testa per Jacques Moretti e Jessica Maric, i coniugi proprietari del locale Le Constellation nel cui rogo hanno perso la vita 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. I due sono accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi. Moretti si trova in carcerazione preventiva dal 9 gennaio, mentre per Maric sono state disposte misure alternative ai domiciliari: divieto di lasciare il territorio svizzero, sequestro dei documenti d’identità, obbligo quotidiano di presentarsi a un posto di polizia. Sulla richiesta dei procuratori di Sion dovrà adesso pronunciarsi il Tribunale delle misure coercitive. «Considerato che l’imputato non ha attualmente alcun reddito e che lui e la moglie possiedono beni ipotecati e veicoli in leasing, la somma di 200 mila franchi sembra adeguata», ha scritto il pubblico ministero nella sua richiesta.

La Spezia, 19enne accoltellato a scuola: è grave

Nella tarda mattinata del 16 gennaio all’interno dell’istituto professionale “Domenico Chiodo” di La Spezia, uno studente di 19 anni è stato accoltellato durante l’orario delle lezioni. L’aggressione, avvenuta poco dopo le 11 in aula, sarebbe stata compiuta da un altro studente che lo ha ferito all’addome. Il giovane ha riportato una forte emorragia ed è stato immediatamente portato in sala operatoria, con prognosi riservata. Soccorso dai volontari della Croce Rossa e dal personale del 118, è stato trasferito in codice di massima urgenza nella shock room del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea, mentre sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, impegnati a ricostruire la dinamica dei fatti.

Playoff Conference League, il sorteggio: l’avversaria della Fiorentina

Sorteggiati a Nyon, in Svizzera, gli accoppiamenti per i playoff di Conference League. In campo anche la Fiorentina di Paolo Vanoli, che ha pagato una fase campionato molto negativa soprattutto nella seconda parte con tre sconfitte nelle ultime quattro partite. Giunta al 15esimo posto in classifica, la Viola affronterà i polacchi dello Jagiellonia, che hanno chiuso a pari punti (nove) ma con una differenza reti peggiore. L’andata si giocherà il 19 febbraio allo stadio municipale di Bialystok, mentre il ritorno sarà al Franchi di Firenze dopo una settimana esatta, giovedì 26 febbraio. In caso di passaggio del turno, per Moise Kean e compagni ci sarà il difficile confronto con una fra Strasburgo e Rakow, qualificatesi rispettivamente al primo e al secondo posto della fase campionato.

Playoff Conference League, il sorteggio: l’avversaria della Fiorentina
L’allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli (Ansa).

Conference League, i playoff: tutti gli accoppiamenti

Sigma Olomuc – Losanna

Zrinjski – Crystal Palace

Kups – Lech Poznan

Shkhendija – Samsunspor

Noah – AZ Alkmaar

Drita – Celje

Jagiellonia – Fiorentina

Omonia – Rijeka

Il blackout di Internet in Iran potrebbe durare fino a marzo

L’interruzione della connessione web imposta dal regime di Teheran nel tentativo di reprimere le proteste antigovernative ha già superato come lunghezza quello del 2019. Ma è solo l’inizio: Issa Zarepour, ministro delle Comunicazioni, ha infatti annunciato alla tv di Stato che «per ragioni di sicurezza» il blocco all’accesso a Internet continuerà a tempo indeterminato, aggiungendo che in ogni caso non è previsto un ripristino completo prima di Nowruz, il capodanno persiano che nel 2026 cadrà il 20 marzo.

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Garlasco, la decisione della Cassazione sui sequestri a Venditti

La Corte di Cassazione ha messo il punto sulla vicenda del sequestro dei dispositivi informatici di Mario Venditti, respingendo il ricorso presentato dalla procura di Brescia contro la decisione del Tribunale del Riesame. La sesta sezione ha pronunciato un «rigetto totale», confermando quindi l’impossibilità di acquisire e utilizzare il materiale contenuto nei telefoni e nei computer dell’ex procuratore di Pavia.

Le contestazioni del legale di Venditti confermate dalla Cassazione

Venditti è coinvolto in due filoni investigativi distinti: da un lato l’inchiesta Clean della procura pavese, che ipotizza un sistema di corruzione tra imprenditori del territorio e magistrati, dall’altro un procedimento della procura di Brescia collegato alla riapertura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. In questo contesto è indagato Andrea Sempio, figlio dell’uomo che, secondo l’accusa, avrebbe corrotto Venditti. Le perquisizioni e i sequestri disposti nei confronti di Venditti, all’epoca dei fatti procuratore a Pavia, erano stati contestati dal suo legale, Mario Aiello, che aveva evidenziato l’assenza dell’indicazione delle parole chiave necessarie per la ricerca dei dati sui dispositivi, elemento ritenuto indispensabile per legittimare il sequestro. Una linea difensiva accolta dal Riesame e ora definitivamente confermata dalla Cassazione.