Val Venosta, ragazzo di 11 anni morto mentre si arrampicava con un amico

Un ragazzo di 11 anni è morto nel tardo pomeriggio di venerdì 19 dicembre 2025, in Val Venosta, dopo essere caduto mentre si stava arrampicando con un amico al parco giochi del paese. L’incidente è avvenuto a Laudes, frazione del Comune di Malles. Secondo le prime ricostruzioni i due si stavano arrampicando su un pendio particolarmente scosceso nel bosco e uno dei due avrebbe perso l’equilibrio, cadendo per decine di metri e morendo sul colpo. L’altro sta bene. Immediato l’allarme lanciato da alcuni uomini di una vicina falegnameria che hanno sentito le grida. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri e il soccorso alpino, ma per il giovane non c’è stato nulla da fare.

Da Clinton in piscina al principe Andrea, cosa c’è nei file Epstein pubblicati

Il dipartimento di Giustizia americano ha iniziato a pubblicare centinaia di migliaia di file sul caso di Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori morto suicida in carcere nel 2019. La pubblicazione è avvenuta in ottemperanza alla legge del Congresso, approvata alcune settimane prima e firmata da Trump. Non riguarda tutti i file ma oltre 300 mila pagine che contengono i nomi di almeno 1.200 vittime, nella maggior parte cancellati. Nei documenti c’è un elenco di 254 massaggiatrici e di decine di “visitors massage”. La lista dei contatti di Epstein era impressionante, anche se non significa nulla sul piano dei comportamenti di quelle persone o su eventuali reati. Ci sono tra gli altri Jose Aznar, Tony Blair, Michael Bloomberg, Naomi Campbell, il Duca di York, Leonardo Ferragamo, Ralph Finnies, Dustin Hoffman, Mick Jagger, Ted Kennedy, Henry Kissinger, Rupert Murdoch, Peter Soros, Eduardo Teodorani Fabbri e Bob Weinstein.

Da Clinton in piscina al principe Andrea, cosa c’è nei file Epstein pubblicati
Michael Jackson in una foto contenuta nei file Epstein (X).

Le foto nei file Epstein

I file includono inoltre moltissime foto, tra cui alcune di Bill Clinton mai viste prima. In uno scatto viene immortalato mentre nuota in una piscina coperta con Ghislaine Maxwell, l’ex fidanzata e complice di Epstein, e un’altra donna il cui volto è stato oscurato. In un’altra foto c’è una giovane seduta sul bracciolo della poltrona di Clinton che gli circonda le spalle col braccio (volto anche qui oscurato).

Da Clinton in piscina al principe Andrea, cosa c’è nei file Epstein pubblicati
Bill Clinton in una foto contenuta nei file Epstein (X).

Ci sono poi scatti di Epstein insieme a Michael Jackson e immagini di una cena con Maxwell, Clinton, Jackson e Mick Jagger. Oltre che dell’ex principe Andrea sdraiato sulle gambe di una sfilza di donne (l’unica non oscurata è Maxwell).

I dem attaccano: «Documenti censurati»

La Casa Bianca ha dichiarato che la pubblicazione dei file «dimostra che l’amministrazione Trump è la più trasparente della storia», ma i dem non sono d’accordo. Il deputato Ro Khanna, promotore della legge per la pubblicazione dei documenti, evidenzia che non sono stati rilasciati tutti e che molti sono stati censurati.

Golden Goose passa ai cinesi di Hsg e a Temasek

L’azienda di calzature italiana Golden Goose cambia assetto proprietario con un’operazione da circa 2,5 miliardi: la cinese Hsg rileva la quota di maggioranza, mentre Temasek – fondo sovrano di Singapore – entra con una partecipazione di minoranza insieme a True Light Capital. I fondi gestiti da Permira hanno venduto una parte delle quote ma restano nel capitale come soci di minoranza. La governance resta stabile: l’amministratore delegato Silvio Campara continuerà a guidare l’azienda e Marco Bizzarri, oggi consigliere non esecutivo, assumerà il ruolo di presidente non esecutivo.

Le ragioni dell’investimento

L’investimento, spiegano le parti, punta a sostenere l’espansione internazionale del marchio facendo leva sull’esperienza dei nuovi azionisti nel lusso e nella tecnologia. Hsg ha già investito in Pop Mart, RedNote e Marshall; Temasek in Moncler ed Ermenegildo Zegna Group. Nelle dichiarazioni ufficiali si insiste sul rafforzamento della crescita senza snaturare l’identità produttiva italiana. Campara parla di partner strategici per «rafforzare le ambizioni di crescita globale» e Hsg si dice «onorata» di accompagnare Golden Goose nel nuovo capitolo mantenendo l’autenticità del brand. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro l’estate 2026. Golden Goose prevede anche di rimborsare integralmente, alla data del closing o a ridosso, le Senior Secured Floating Rate Notes con scadenza 2031 per complessivi 480 milioni.

Manovra: Meloni convoca d’urgenza Tajani, Salvini e Giorgetti

Venerdì sera la premier Giorgia Meloni ha riunito d’urgenza i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il viceministro Maurizio Leo, per affrontare lo scontro interno alla Lega sulla manovra. Il vertice arriva dopo lo stop del partito di Salvini al pacchetto previdenziale che il Tesoro aveva inserito nel maxi-emendamento alla legge di bilancio. Secondo quanto riportato da Repubblica, nella notte i senatori leghisti avevano minacciato di lasciare il governo se Giorgetti non avesse tolto l’inasprimento dei criteri pensionistici per chi ha riscattato la laurea e l’ipotesi di un allungamento delle finestre mobili per chi vuole andare in pensione anticipata. Nel pomeriggio Tajani ha provato a ridimensionare lo scontro, parlando di «misunderstanding» dentro la Lega e confermando che la manovra verrà approvata «nei tempi previsti», rivendicando il sostegno al ceto medio. Intanto Elly Schlein  punta il dito contro l’esecutivo: «Meloni pochi giorni fa alla camera faceva la spavalda, ma stanotte si è rotta la sua maggioranza». 

Sondaggi politici: Atreju non premia FdI, sale Azione

La nuova Supermedia Agi/YouTrend, aggiornata al 18 dicembre e basata sui sondaggi effettuati tra il 4 e il 17 dicembre, chiude il 2025 con un quadro elettorale sostanzialmente immobile. La stabilità è la cifra dominante dopo le elezioni regionali in Campania, Puglia e Veneto, con variazioni minime per quasi tutte le forze politiche. Niente “effetto Atreju” per Fratelli d’Italia, che resta il primo partito al 29,8 per cento, con una flessione dello 0,1, mentre il Partito democratico segna un lieve incremento dello 0,1 e sale al 22,2 per cento.

Balzo per Azione

Nel campo progressista il calo più evidente è quello del Movimento 5 stelle, che perde lo 0,3 e scende al 12,2 per cento. Tra Forza Italia e Lega continua il duello per la terza posizione nel centrodestra: gli azzurri arretrano all’8,8 per cento (-0,2), mentre la Lega è all’8,4 (-0,1). Alleanza Verdi e Sinistra è sostanzialmente ferma al 6,4, con una variazione negativa dello 0,1. Nel quadro dei partiti minori emerge il rimbalzo di Azione, che sale al 3,5 per cento con un +0,4. Italia Viva è al 2,5 (-0,1) e +Europa all’1,7 (+0,1). Spostando lo sguardo sulle coalizioni, il centrodestra mantiene un vantaggio ampio al 48,3 per cento (-0,1). Il centrosinistra è al 30,3 (+0,1), il M5s al 12,2 e il Terzo Polo al 5,9 (+0,2).

Ft: Controllata di Tether vende il mining a società dei suoi vertici

Tether torna sotto osservazione per il nodo della governance, dopo che il Financial Times ha ricostruito un’operazione interna al gruppo che coinvolge la vendita del business di mining di bitcoin Peak Mining, controllato dalla tedesca Northern Data, di cui Tether è azionista di maggioranza. La società aveva annunciato a novembre la cessione dell’asset per un valore fino a 200 milioni di dollari, ma i documenti depositati negli Stati Uniti hanno poi indicato come acquirenti tre società — Highland Group Mining Inc, Appalachian Energy LLC e 2750418 Alberta ULC — finora sconosciute al mercato. La ricostruzione del quotidiano arriva dopo che a fine novembre S&P Global Ratings ha declassato la stablecoin a 5, il livello più basso della scala di valutazione, citando un aumento dell’esposizione ad asset rischiosi, ridotta trasparenza e criticità sul quadro regolamentare.

Le tre società apparterebbero ai vertici di Tether

Secondo i documenti societari citati dal Ft, i direttori di Highland Group sono Giancarlo Devasini, co-fondatore e presidente di Tether, e Paolo Ardoino, amministratore delegato; la società canadese ha come unico direttore Devasini. Non è chiaro invece chi gestisca la società registrata nel Delaware. La conseguenza è che asset maturati nell’orbita Tether vengono trasferiti a veicoli riconducibili agli stessi manager, senza che vi sia disclosure pubblica sulle parti correlate. La cessione arriva inoltre a ridosso dell’accordo con Rumble, piattaforma social di area conservatrice di cui Tether detiene una quota vicina al 50 per cento, per l’acquisizione di Northern Data. Il quotidiano richiama inoltre tre elementi che completano il quadro finanziario: un precedente accordo non vincolante in cui Northern Data aveva previsto di vendere Peak Mining per 235 milioni di dollari a Elektron Energy, società anch’essa diretta da Devasini; una quota del 48 per cento in Rumble, di cui Tether è già uno dei principali azionisti; e un prestito da 610 milioni di euro erogato da Tether a Northern Data che, secondo la struttura annunciata, dovrebbe essere saldato per metà attraverso una conversione in azioni Rumble e per l’altra metà tramite un nuovo prestito da Tether a Rumble garantito dagli asset di Northern Data.

C’è una nuova persona indagata nel caso di Emanuela Orlandi

C’è una nuova persona indagata nel caso della scomparsa di Emanuela Orlandi. Si tratta di una donna, secondo quanto apprende l’Adnkronos, alla quale viene contestato il reato di false informazioni al pubblico ministero. L’iscrizione nel registro degli indagati arriva all’interno del nuovo filone di accertamenti avviato dalla procura di Roma nel maggio 2023, quando l’indagine è stata riaperta con l’ipotesi di sequestro di persona a scopo di estorsione. La donna è stata ascoltata venerdì mattina in presenza del suo difensore. Gli inquirenti intendono approfondire le circostanze su cui aveva riferito in passato, valutando eventuali discordanze rispetto alle risultanze raccolte nell’ultimo anno e mezzo. 

La riapertura delle indagini su Emanuela Orlandi

Dal 2023 i pm, insieme ai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, stanno procedendo a una rilettura sistematica degli atti accumulati in oltre quattro decenni di inchieste, iniziative parlamentari, piste archiviate e testimonianze spesso contraddittorie. L’obiettivo è verificare elementi ritenuti rilevanti sulle ore immediatamente precedenti alla scomparsa della cittadina vaticana, avvenuta il 22 giugno 1983. A 42 anni dai fatti, l’inchiesta torna dunque a concentrarsi su testimoni, dichiarazioni e ricostruzioni che potrebbero aver inciso sulle direzioni intraprese dagli investigatori, nel tentativo di chiarire se informazioni non veritiere abbiano condizionato dei passaggi chiave di una delle storie giudiziarie più controverse del Paese.

La Fontana di Trevi sarà a pagamento dal primo febbraio

Ora è ufficiale: la Fontana di Trevi diventa a pagamento, almeno per i turisti. Lo ha annunciato Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, in una conferenza stampa alla sala Esedra, spiegando che dal primo febbraio 2026 verrà istituto «un biglietto a pagamento per i turisti» per sei siti monumentali e museali della Capitale, che finora erano gratuiti: Fontana di Trevi appunto (solo per l’ingresso davanti al catino con un ticket di 2 euro), Villa di Massenzio, Museo Napoleonico, Museo Carlo Baracco, Museo Pilotti e Museo Canonica. Il primo cittadino ha poi aggiunto che l’ingresso a tutti i musei e siti monumentali di Roma Capitale sarà gratuito, sempre dal primo febbraio, per le persone residenti nella città metropolitana.

Versa la droga nella minestra della dipendente e la stupra: fermato

Un uomo di 59 anni è stato fermato nella notte dei carabinieri di Prato. Secondo la ricostruzione della Procura avrebbe versato di nascosto la droga dello stupro nella minestra di una dipendente all’interno della sua ditta, dopo averla convinta a restare qualche ora in più a lavoro. La vittima, 24 anni, è stata poi violentata. La ragazza si è risvegliata priva di conoscenza all’interno di un camper, con vestiti diversi rispetto a quelli che indossava. Così si è recata in ospedale e ha denunciato l’accaduto. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle videocamere di sorveglianza che avrebbero ripreso la violenza. Nell’organismo della vittima era presente, inoltre, del benzodiazepine, sostanza spesso associata a episodi simili.

Manovra, Schlein: «Stanotte si è rotta la maggioranza»

Dopo la notte complicata della maggioranza sul tema manovra, dall’aula del Senato Elly Schlein punta il dito contro l’esecutivo: «È finita Atreju ma il paese reale è lì con i suoi problemi. Meloni pochi giorni fa alla camera faceva la spavalda, ma stanotte si è rotta la sua maggioranza», ha dichiarato. Secondo la leader dem: «Giorgetti sfiduciato ha ritirato la sua proposta ma l’aumento dell’età pensionabile è già in manovra, aumenterà per il 96 per cento dei lavoratori incluse le forze dell’ordine». Schlein ha poi parlato di una situazione di forte confusione, chiedendo un chiarimento diretto da parte della presidente del Consiglio e del titolare del Mef.

Schlein: «Pazzesco il colpo di mano tentato sulle pensioni»

Nel suo intervento e successivamente in conferenza stampa, la segretaria del Pd è tornata con forza sul tema previdenziale. «In un momento di caos per il momento vorremmo chiarezza da Meloni e Giorgetti. Trovo pazzesco questo colpo di mano tentato sulle pensioni perché non si scherza con i risparmi di chi ha lavorato una vita intera. Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento delle promesse elettorali della Meloni», ha affermato. Schlein ha inoltre precisato che «l’aumento dell’età pensionabile non cade con il ritiro dell’emendamento». Poi l’appello: «Chiediamo alla maggioranza di votare il nostro emendamento per il blocco. Così come il resto del pacchetto messo a punto con l’opposizione». E infine la richiesta al governo a fornire «garanzie» sulle parti eliminate della manovra che riguardano «Transizione 5.0, caro materiale e Zes unica».

Ue, la nuova possibile data della firma dell’accordo col Mercosur

Dopo il rinvio annunciato nella serata del 18 dicembre, l’Unione europea punta a firmare l’accordo commerciale con il Mercosur il 12 gennaio in Paraguay. Lo riferiscono fonti diplomatiche. Al termine del vertice Ue, che ha sancito lo slittamento a gennaio della firma rispetto alla data prevista del 20 dicembre (in Brasile), la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen si è detta fiduciosa che verrà raggiunta una «maggioranza sufficiente» tra i 27 Paesi per approvare l’intesa con ulteriori garanzie: tra quelli che hanno preso tempo c’è anche l’Italia. Palazzo Chigi ha fatto sapere che «il Governo italiano è pronto a sottoscrivere l’intesa non appena verranno fornite le risposte necessarie agli agricoltori, che dipendono dalle decisioni della Commissione europea e possono essere definite in tempi brevi».

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Primo attacco di Kyiv contro una petroliera russa nel Mediterraneo

Per la prima volta droni di Kyiv hanno colpito una petroliera della flotta ombra russa nel Mar Mediterraneo. Lo scrive Reuters, citando un funzionario del servizio di sicurezza ucraino Sbu. Secondo quanto riferito, i droni hanno colpito la nave Qendil in acque a oltre 2 mila chilometri dall’Ucraina, causando danni gravi all’imbarcazione. L’operazione avrebbe causato danni strutturali tali da rendere la nave inutilizzabile, ma senza sversamenti di greggio in quanto la petroliera era vuota al momento dell’attacco.

Famiglia nel bosco, la Corte d’Appello rigetta il ricorso

La Corte d’Appello dell’Aquila ha rigettato il ricorso dei legali di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni del capoluogo abruzzese, che aveva sospeso la responsabilità genitoriale alla coppia anglo-australiana, disponendo il trasferimento dei tre figli dalla casa nel bosco di Palmoli (Chieti) in una struttura protestta di Vasto. Nella casa famiglia si trova anche la madre, che può stare con i figli in alcuni momenti della giornata. Il padre, invece, si è trasferito momentaneamente in un casolare messo gratuitamente a disposizione da un ristoratore a pochi chilometri da Palmoli, in attesa dei lavori di ristrutturazione della casa nel bosco.

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Salvini: «I giudici si vergognino»

Immediato è arrivato il commento via social di Matteo Salvini, che nelle scorse settimane si è espresso a più riprese a favore di Nathan e Catherine: «Per questi giudici una sola parola: VERGOGNA. I bambini non sono proprietà dello Stato, i bambini devono poter vivere e crescere con l’amore di mamma e papà!».

Manovra, scontro sulle pensioni: la chiamata tra Romeo e Giorgetti

Salta il pacchetto previdenziale inserito dal governo nell’emendamento alla legge di bilancio ed è scontro all’interno della maggioranza. A determinare lo strappo la posizione della Lega, che ha respinto l’impianto messo a punto dal ministero dell’Economia. A raccontare la notte agitata è Repubblica, con Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio al Senato, che chiama il titolare del Tesoro, ponendo un ultimatum: «O togli le norme sulle pensioni dall’emendamento o noi ce andiamo a casa». Un aut-aut che, sempre secondo Repubblica, riflette la linea dettata da Matteo Salvini, regista dell’offensiva contro le misure previdenziali contenute nel maxi-emendamento.

Romeo: «Giorgetti d’accordo sull’utilizzo di fondi alternativi»

Fonti leghiste, citate dallo stesso quotidiano, raccontano di una chiamata tesa, durante la quale Giorgetti avrebbe provato a spiegare la logica degli interventi, sostenendo che l’allungamento delle finestre potesse essere corretto prima dell’entrata in vigore. Una linea che non convince l’ala dura del partito. Romeo insiste e, come confermerà il mattino seguente: «Ho chiamato Giorgetti, anche lui sosteneva la tesi che fosse possibile utilizzare fondi alternativi, erano i tecnici del Mef che insistevano sulle pensioni. Allora abbiamo deciso di cancellare quelle misure, facendo un emendamento più light». Poi il tentativo di distensione: «Nessuno scontro interno alla Lega».

Renzi: «Giorgetti ha perso la faccia»

Intanto in aula al Senato, il capogruppo dem Francesco Boccia affonda il colpo: «Il ministro dell’Economia è stato completamente smentito dal suo stesso partito. Chiediamo che il ministro dell’Economia venga immediatamente in Parlamento: se non è più in grado di svolgere il suo ruolo rassegni le dimissioni, se è ancora in grado venga in commissione e ci dica come si va avanti, perché la commissione è in gravissimo ritardo e in queste condizioni sarà difficilissimo essere in Aula lunedì mattina». Sul caso è intervenuto anche Matteo Renzi: «Penso davvero che Meloni e Salvini dovrebbero essere “spernacchiati” a vita (ho messo questa parola tra virgolette perché è una parola usata da Salvini). Nel frattempo, comunque finisca la telenovela emendamento, Giorgetti ha perso la faccia», ha scritto l’ex premier.

Cosa ha detto Putin nella conferenza stampa di fine anno

Durante la tradizionale lunga conferenza stampa di fine anno trasmessa in tivù, in cui risponde anche alle domande dei cittadini, Vladimir Putin ha affermato che la Russia «è disponibile a negoziare sull’Ucraina basandosi sulle proposte del 2024». Lo zar ha anche ribadito che Kyiv «non ha mostrato alcuna volontà di fare concessioni territoriali». Parlando del Donbass, il presidente russo ha detto che le autorità ucraine «si sono rifiutate di ritirare le loro truppe, hanno successivamente rifiutato di attuare gli Accordi di Istanbul e ora si rifiutano di risolvere pacificamente questo conflitto», bollando poi ironicamente Volodymyr Zelensky come un «attore di talento», visto il suo passato nella recitazione. Non poteva inoltre mancare un commento alla decisione dell’Unione europea di non usare gli asset russi congelati per aiutare l’Ucraina: «Il furto è l’appropriazione segreta di beni altrui, ma questa sarebbe stata una rapina, che è fallita».

Cosa ha detto Putin nella conferenza stampa di fine anno
Un momento della conferenza stampa di fine anno di Vladimir Putin (Ansa).

Francia, salta l’accordo sulla finanziaria

Nuovi guai per il governo francese. Il tentativo di mediazione tra Assemblea Nazionale e Senato sul progetto di manovra finanziaria per il 2026 si è concluso senza esito. La commissione, riunita in mattinata con deputati e senatori, ha preso atto dell’impossibilità di raggiungere un compromesso, secondo quanto riferito da fonti parlamentari. Come segnala l’agenzia France presse, il fallimento del confronto impedisce l’approvazione del bilancio dello Stato entro il 31 dicembre. Di conseguenza, il governo guidato dal primo ministro Sébastien Lecornu si prepara a ricorrere a una legge speciale per assicurare il funzionamento delle istituzioni, mentre il bilancio della Previdenza sociale per il 2026, già approvato definitivamente nei giorni scorsi, resta escluso da questo stallo.

Al Consiglio di Stato il compito di progettare una legge speciale

Il ricorso alla legge speciale consentirà di evitare un vuoto operativo, prorogando in via tecnica i crediti del 2025 e garantendo in particolare la continuità del prelievo fiscale. Una volta attivato questo meccanismo, il confronto sulla finanziaria 2026 dovrebbe riprendere a gennaio. In questa prospettiva, il capo del governo affiderà al Consiglio di Stato la redazione del testo necessario: «Il consiglio di Stato verrà incaricato di un progetto di legge speciale», fanno sapere i servizi del primo ministro da Matignon, chiarendo che si tratta di uno strumento provvisorio previsto dall’ordinamento per fronteggiare l’assenza di un bilancio approvato.

Lecornu: «Deluso dalla mancanza di alcuni di giungere a un accordo»

Dopo l’esito negativo della commissione, Lecornu ha commentato la situazione, scrivendo che «il governo prende atto del fallimento in commissione mista paritaria» sul progetto di bilancio per il 2026. In un messaggio diffuso su X, il premier ha ringraziato i parlamentari che «hanno lavorato e ricercato, in buona fede, un compromesso ragionevole», ma ha anche deplorato «la mancanza di volontà di alcuni parlamentari di giungere a un accordo, come c’era da temere, purtroppo, da qualche giorno». Lecornu ha quindi ricordato che «conformemente ai termini previsti dalla costituzione e dalle leggi organiche il Parlamento non potrà dunque approvare un budget per la Francia prima di fine anno», aggiungendo: «Mi rammarico di questo e i nostri connazionali non meritano di subirne le conseguenze». Infine ha annunciato che «riunirò, a partire da lunedì, i principali responsabili politici per consultarli sul cammino da seguire per proteggere i francesi e trovare le condizioni di una soluzione».

Leonardo Maria Del Vecchio rileva il 30 per cento de Il Giornale

Dopo il no di Exor all’offerta presentata per Gedi, Leonardo Maria Del Vecchio entra nel mondo dell’editoria puntando su Il Giornale. LMDV Capital, holding di investimento dell’erede del patron di Luxottica, ha infatti sottoscritto un accordo per l’acquisizione del 30 per cento del quotidiano da Finanziaria Tosinvest, società della famiglia Angelucci. «L’operazione rappresenta un passo strategico per lo sviluppo e la valorizzazione dell’informazione come asset centrale per il sistema Paese, con l’obiettivo di coniugare qualità editoriale, innovazione tecnologica e sostenibilità economica», si legge in una nota di Tosinvest. La famiglia Angelucci, che deteneva il 70 per cento, non scenderà al 40 per cento ma al 65 per cento: questo grazie all’acquisto di un quarto del capitale societario da Paolo Berlusconi, che passerà dal 30 al 5 per cento.

Del Vecchio rileverà il 30 per cento per circa 3 milioni di euro

Del Vecchio rileverà il 30 per cento de Il Giornale per una somma di circa 3 milioni di euro, entrando così nel mondo dell’editoria dopo aver presentato un’offerta per tutte le attività editoriali messe in vendita da Gedi, respinta da John Elkann che ha rinnovato almeno fino a febbraio 2026 l’esclusiva per trattare solo con i greci di Antenna. «Le due iniziative delineano il primo perimetro del polo editoriale italiano che Leonardo Maria Del Vecchio intende sviluppare come base del proprio futuro piano industriale nei media. Un progetto industriale per l’editoria italiana», spiega Lmvd.

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Palermo, bimbo di 11 anni violentato dai compagni fuori da scuola

A Madonie, in provincia di Palermo, un bambino di 11 anni è stato vittima di una violenza sessuale di gruppo avvenuta fuori da scuola. A riportarlo è Repubblica, secondo cui gli aggressori sarebbero un gruppo di ragazzi più grandi che frequentano lo stesso istituto della vittima. L’abuso è emerso grazie al racconto del piccolo che, rientrato a casa in stato di shock e con evidenti segni sul corpo, ha confessato l’accaduto alla madre. I successivi accertamenti medici presso l’ospedale Termini Imerese hanno confermato lesioni compatibili con la violenza denunciata. Sul caso indaga la procura dei minori di Palermo. Venerdì il bambino verrà ascoltato dalla procuratrice Caramanna in presenza di uno psicologico, come previsto dal protocollo del “codice rosso”.

Brown University, trovato morto il presunto autore dell’attacco

Claudio Neves Valente, 48 anni, con rapporti consolidati con la Brown University, è stato identificato come l’autore della sparatoria nel campus dell’ateneo e dell’omicidio di un docente del Massachusetts Institute of Technology avvenuto a circa 80 chilometri di distanza. Nel primo attacco sono morti due studenti e altri nove sono rimasti feriti. L’uomo è stato poi rinvenuto senza vita: per l’Fbi e per la polizia di Providence si è trattato di un suicidio. Valente, cittadino portoghese, risultava iscritto all’Università del Rhode Island. Portoghese era anche Nuno Loureiro, 47 anni, fisico nucleare e direttore di un centro di ricerca al Mit, ucciso nella sua abitazione di Brookline, a Boston, due giorni dopo l’assalto al campus.

Brown University, trovato morto il presunto autore dell’attacco
L’esterno della Brown University (Ansa).

L’azione alla Brown University risale a sabato 12 dicembre, quando l’uomo ha raggiunto a piedi l’edificio del dipartimento di Fisica e ha aperto il fuoco all’interno di un’aula, per poi fuggire. Le registrazioni delle telecamere di sorveglianza hanno ripreso una figura vestita di nero, con il volto coperto da una mascherina. Successivamente il killer si sarebbe spostato verso l’area di Boston. Gli inquirenti ritengono che l’uomo, capito di essere stato individuato, si sia tolto la vita. Dalle verifiche è emerso che Valente era entrato negli Stati Uniti una prima volta tra il 2000 e il 2001 e che era tornato nel 2017 per intraprendere un dottorato alla Brown University. Nella richiesta di visto aveva indicato come indirizzo quello del dipartimento di Fisica dell’ateneo dove ha poi compiuto l’attacco. Accanto al suo corpo sono stati rinvenuti una borsa, due armi da fuoco e «prove corrispondenti alla scena del crimine».

TikTok ha firmato l’accordo per cedere le attività negli Usa

TikTok ha firmato l’accordo, proposto dal presidente americano Donald Trump, per cedere le attività negli Usa a un consorzio di imprenditori locali. La notizia, riportata in anteprima da Axios, è stata poi confermata dallo stesso amministratore delegato Shou Chew con una nota interna allo staff, ripresa da diverse testate. «I vostri sforzi ci consentono di operare ai massimi livelli e garantiranno che TikTok continui a crescere e prosperare negli Stati Uniti e in tutto il mondo», ha spiegato il Ceo. «Con questi accordi in vigore, il nostro obiettivo sarà immutato: garantire agli utenti, ai creator e alle aziende un servizio impeccabile». La chiusura dell’operazione è prevista entro il 22 gennaio 2026.

TikTok, come saranno divise le quote della divisione Usa

Secondo le anticipazioni, la nuova divisione statunitense si chiamerà TikTok USDS Joint Venture LLC. Circa la metà, ossia il 45 per cento, sarà controllato da un consorzio composto da Oracle, dalla società di private equity Silver Lake e dal fondo di investimento statale di Abu Dhabi MGX. Un ulteriore cinque per cento sarà di proprietà di nuovi finanziatori. Quasi un terzo sarà invece in mano ad affiliati degli attuali investitori, mentre il restante 20 per cento rimarrà alla casa madre ByteDance. Il Ceo Chew, nel confermare la firma dell’accordo, ne ha definito alcuni termini tra cui «la riqualificazione dell’algoritmo di raccomandazione dei contenuti sui dati degli utenti americani per garantire che il feed dei contenuti sia esente da manipolazioni esterne» e la supervisione della protezione dei dati da parte di Oracle.

TikTok ha firmato l’accordo per cedere le attività negli Usa
La sede di ByteDance negli Usa (Ansa).

La Casa Bianca e il governo cinese avevano raggiunto, lo scorso settembre, un accordo di principio per vendere le operazioni statunitensi di TikTok a una joint venture controllata da un gruppo di investitori americani guidato da Andreessen Horowitz, Silver Lake e Oracle. Il presidente Trump aveva emesso per la prima volta un ordine esecutivo nel 2020 chiedendo a ByteDance di vendere le operazioni statunitensi. Nel 2024, il Congresso aveva invece approvato una legge, confermata nel gennaio dell’anno successivo dalla Corte Suprema, per imporre il divieto dell’app in caso di mancata cessione. Trump ne ha ripetutamente rinviato l’applicazione tramite una serie di ordini esecutivi, mentre la sua amministrazione cercava di negoziare una vendita.