Niscemi, Musumeci: «Sospenderemo le rate del mutuo»

Misure di sostegno e interventi urgenti sarebbero in fase di definizione per fronteggiare l’emergenza a Niscemi. A fare il punto è stato il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, intervenuto su Rtl 102.5, spiegando che «come per tutte le calamità naturalmente c’è una sospensione, non un esonero, una sospensione del pagamento delle rate di mutuo, di ogni altra obbligazione». Il ministro ha aggiunto che il governo sta lavorando con la ministra Calderone per definire gli strumenti di tutela per le imprese ferme: «Stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per quelle aziende che dovrebbero pagare i contributi per i dipendenti e che in questo contesto non potrebbero farlo perché inattive e non operative». Secondo Musumeci, alcuni provvedimenti sono imminenti: «alcune misure credo che siano già alla firma del Dipartimento di Protezione Civile, quindi parliamo di ore», mentre altre richiederanno un iter normativo e saranno affrontate «oggi pomeriggio al Consiglio dei ministri».

Musumeci: «Proporrò in Cdm un’indagine amministrativa su quanto successo»

È stato inoltre annunciato l’avvio di un approfondimento tecnico sul futuro del territorio. Ai microfoni di RaiNews24, Musumeci ha spiegato di attendersi che un gruppo di specialisti, tra cui geologi, possa fornire indicazioni precise «nello spazio di 15 giorni con molta dovizia di particolari che cosa accadrà a Niscemi tra un mese, un anno e 10 anni». Un passaggio ritenuto necessario perché «abbiamo il dovere di comprendere se il fenomeno potrà coinvolgere altre aree del centro abitato» e perché «chi vive in quella cittadina ha il diritto di sapere come progettare la propria vita». Sempre a RaiNews24, il ministro ha annunciato: «Proporrò una indagine amministrativa rispetto a quanto avvenuto a Niscemi. Presenterò il programma in Consiglio dei ministri», chiarendo le finalità dell’accertamento: «Perché se si è sottovalutato qualcosa serve intervenire».

L’Iran sta allentando il blackout di internet

Le autorità iraniane hanno iniziato ad allentare il blackout di internet imposto l’8 gennaio. I dati di Cloudflare e Kentik mostrano che da martedì il traffico internet verso l’Iran è risalito in modo disomogeneo, arrivando in alcuni momenti a circa il 60 per cento dei livelli precedenti allo shutdown. La connettività è a macchia di leopardo, con picchi irregolari che indicano un controllo ancora attivo delle connessioni. Secondo Filterwatch, alcuni servizi come Google, Bing e ChatGPT risultano accessibili solo in determinate province, mentre molte piattaforme social e di messaggistica restano inutilizzabili o instabili. Nel mentre, gli Stati Uniti hanno rafforzato la pressione su Teheran dispiegando una flotta navale guidata dalla portaerei USS Abraham Lincoln, minacciando un intervento militare in assenza di un accordo sul programma nucleare.

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Il blackout, imposto dopo quasi due settimane di proteste antigovernative, ha oscurato la repressione più violenta degli ultimi anni e ha avuto un costo economico elevato. Un ministro iraniano ha stimato perdite fino a 36 milioni di dollari al giorno. Interi settori produttivi si sono fermati e dirigenti d’azienda hanno potuto collegarsi a internet solo per mezz’ora, sotto monitoraggio governativo, nei locali della Camera di commercio di Teheran. Sul piano internazionale, Donald Trump ha scritto che il tempo per Teheran «sta finendo» e che la flotta statunitense è pronta ad agire «con velocità e violenza» se l’Iran non negozierà un accordo che gli impedisca di produrre armi nucleari. Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto al Senato che il governo iraniano è «probabilmente più debole che mai», pur restando in grado di colpire le forze statunitensi nella regione.

Ue, Kallas: «Inseriremo la Russia nella lista nera del riciclaggio»

Arrivando al Consiglio Affari Esteri, l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha messo in dubbio la reale volontà russa di arrivare a una soluzione negoziata nel conflitto in Ucraina, spiegando che «assistiamo anche ai colloqui ad Abu Dhabi, ma da parte russa sono presenti solo militari che non hanno il mandato di concordare nulla, il che significa che non sono affatto seriamente intenzionati a raggiungere la pace. È esattamente il contrario». Nello stesso contesto, Kallas ha annunciato che Bruxelles intende inserire la Russia «nella lista nera del riciclaggio di denaro, perché sta utilizzando questi mezzi per finanziare la guerra». Kallas ha anche riferito che i ministri degli Esteri dell’Ue dovrebbero concordare l’inserimento delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista europea delle organizzazioni terroristiche dopo la repressione delle proteste, ribadendo che «se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista».

Kallas: «No a un esercito comune»

Sul fronte della difesa, Kallas ha escluso la nascita di un esercito comunitario autonomo, chiarendo che «ogni paese europeo ha un esercito e gli eserciti di 23 paesi fanno anche parte delle strutture della Nato. Non riesco a immaginare che i Paesi creeranno un esercito europeo separato». Kallas ha inoltre sottolineato: «Per me è comprensibile che nell’esercito sia necessaria una catena di comando molto chiara e comprensibile, in modo che, quando succede qualcosa, sia chiaro chi dà ordini a chi», avvertendo che «se creiamo strutture parallele, finiremo solo per confondere le idee. Sapete, in tempi difficili, gli ordini potrebbero semplicemente cadere nel vuoto».

Tesla interrompe la produzione delle Model S e X e punta sulla robotica

Tesla accelera la svolta verso l’intelligenza artificiale e la robotica e prepara l’uscita di scena di due dei suoi modelli storici. Durante la call con gli investitori di mercoledì, Elon Musk ha annunciato che l’azienda interromperà la produzione della berlina Model S e del SUV Model X, spiegando che la produzione verrà progressivamente chiusa già dal prossimo trimestre. Lo stabilimento di Fremont, in California, oggi dedicato a S e X, verrà riconvertito per la produzione di Optimus, il robot umanoide su cui Musk punta il futuro del gruppo.

Musk punta alla vendita di Optimus dal 2027

La decisione arriva mentre Tesla registra un rallentamento del business auto: nel 2025 i ricavi automobilistici sono scesi dell’11 per cento su base annua e le consegne del quarto trimestre hanno segnato un calo del 16 per cento, con l’Europa particolarmente in difficoltà. Nel bilancio trimestrale Tesla parla apertamente di una «transizione da azienda hardware a società di intelligenza artificiale fisica». Nonostante il primo calo annuo dei ricavi complessivi, meno 3 per cento, i risultati hanno superato le attese di Wall Street, spingendo il titolo in rialzo nell’atter-hours. Musk continua a descrivere Optimus come «il prodotto più grande di tutti i tempi» e prevede l’avvio della produzione entro il 2026, con la vendita al pubblico dal 2027. Resta però alta l’incertezza: i progetti su robot e robotaxi non sono ancora testati su larga scala, mentre la concorrenza di BYD cresce e il Cybertruck ha registrato un forte calo delle vendite.

Metal detector nelle scuole, cosa prevede la circolare di Valditara e Piantedosi

I metal detector potranno essere utilizzati nelle scuole, su richiesta dei dirigenti scolastici e con il coinvolgimento delle autorità di pubblica sicurezza: lo prevede una circolare congiunta firmata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, già inviata agli istituti e alle amministrazioni territoriali. La misura nasce dopo l’omicidio di uno studente a La Spezia, Abanoub Youssef, ed è inserita in un pacchetto di interventi con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di illegalità negli ambienti scolastici.

In quali casi le scuole potranno chiedere l’uso dei metal detector

La circolare indica che i controlli non saranno automatici né generalizzati, ma valutati caso per caso. I prefetti, d’intesa con i dirigenti scolastici regionali, dovranno convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per analizzare le singole situazioni e definire le modalità di vigilanza. A questi tavoli potranno partecipare anche rappresentanti dei servizi sociali e delle strutture sanitarie, così da avere un quadro condiviso delle criticità presenti nei diversi territori. Il documento individua alcuni contesti che possono giustificare controlli mirati: comportamenti violenti, episodi di spaccio di stupefacenti e atti di bullismo segnalati e ripetuti. In questi casi è previsto un livello di intervento crescente, che può arrivare, nelle situazioni più gravi e previo accordo con le autorità competenti, all’installazione di strumenti di controllo agli accessi degli edifici scolastici, compresi i metal detector manuali. La circolare precisa che l’uso di questi dispositivi potrà avvenire solo su richiesta dei dirigenti scolastici e nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali. A La Spezia, l’istituto professionale Chiodo-Einaudi in cui è avvenuto l’omicidio, ha già chiesto di poter utilizzare i metal detector.

La Federal Reserve lascia i tassi invariati

La Federal Reserve ha deciso di mantenere invariato il costo del denaro, confermando i tassi nella forchetta compresa tra il 3,50 per cento e il 3,75 per cento, dopo una fase segnata da tre tagli consecutivi. La scelta arriva mentre c’è un’indagine in corso nei confronti del presidente Jerome Powell, e non ha raccolto il consenso unanime del board: dieci i voti favorevoli, due quelli contrari, espressi dai governatori Stephen Miran, nominato da Donald Trump, e Christopher Waller, attualmente in corsa per la guida della Fed. La banca ha sottolineato che «L’incertezza sulle prospettive economiche resta elevata», ribadendo al tempo stesso che continuerà a «osservare attentamente i prossimi dati per valutarne gli effetti sull’evoluzione del quadro economico».

Il nuovo brano di Bruce Springsteen contro le violenze dell’Ice

Bruce Springsteen ha scelto i social per pubblicare a sorpresa un nuovo brano, Streets of Minneapolis, nato come reazione agli eventi legati all’operato dell’Ice nella città americana. Il Boss ha spiegato il contesto della canzone con parole dirette: «Sabato ho scritto questa canzone, ieri l’ho registrata e oggi l’ho pubblicata in risposta al terrore di Stato nella città di Minneapolis. È dedicato alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini di casa immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good. Stay free, rimani libero».

Il pezzo, costruito in parte su un impianto acustico, richiama atmosfere e intenzioni di Streets of Philadelphia, la celebre canzone scritta da Springsteen per il film Philadelphia. Questa volta però il bersaglio è esplicito: nel brano si alza il coro «Ice out now» e Minneapolis viene raccontata come «una città in fiamme» stretta tra «fuoco e ghiaccio» sotto «gli stivali di un occupante, l’esercito privato di Re Trump», «venuti a Minneapolis per far rispettare la legge».

Tre cadaveri rinvenuti nel Messinese: sono stati uccisi a colpi di fucile

Tre uomini sono stati trovati morti in una zona boscosa di Montagnareale, sulle alture che sovrastano Patti, nel Messinese. A scoprire i corpi è stato un passante che stava attraversando l’area e che ha immediatamente avvisato le forze dell’ordine. Le prime verifiche indicano che i cadaveri presentano lesioni riconducibili a colpi d’arma da fuoco.  L’area in cui è avvenuto il ritrovamento è abitualmente frequentata da cacciatori e, secondo quanto emerso, le tre vittime indossavano abiti da caccia ed erano residenti nella zona. Sarebbero usciti di casa in mattinata per una battuta nei boschi. Accanto a uno dei corpi i militari hanno rinvenuto un fucile, mentre sono in corso ricerche per individuare eventuali altre armi. Le indagini sono ancora in una fase iniziale e al momento non viene esclusa alcuna ipotesi: gli inquirenti valutano sia la possibilità di un duplice omicidio seguito da un suicidio, sia quella di un’azione compiuta da una quarta persona.

Crans-Montana, indagato l’ex responsabile della sicurezza del Comune

La Procura del Vallese ha compiuto un primo passo significativo nelle indagini sul rogo del bar Constellation a Crans-Montana, che ha provocato la morte di 40 persone, iscrivendo nel registro degli indagati uno degli ex responsabili della sicurezza del Comune. Secondo la tv svizzera RTS, l’uomo, incaricato di effettuare diversi controlli antincendio nel locale, sarà ascoltato il 9 febbraio. Fino a oggi, le indagini avevano riguardato esclusivamente i proprietari del bar, Jacques e Jessica Moretti, già iscritti tra gli indagati.

Che cosa ha detto Robert Fico su Donald Trump

Secondo Politico.eu, citando cinque funzionari europei, il primo ministro slovacco Robert Fico sarebbe rientrato dal suo incontro Donald Trump alla tenuta di Mar‑a‑Lago in Florida il 17 gennaio con forti preoccupazioni sulle condizioni psicologiche del presidente usa, dichiarandosi «allarmato» e in apprensione per lo stato mentale del leader statunitense durante colloqui informali a margine di un vertice Ue. Una versione dei fatti che il premier di Bratislava ha negato tramite un lungo post su X, respingendo ciò che ha definito «bugie per destabilizzare i rapporti» e affermando che «nessuno ha sentito nulla, nessuno ha visto nulla, non ci sono testimoni» e sottolineando di non aver parlato né formalmente né informalmente con altri leader al vertice sugli esiti del suo viaggio negli Stati Uniti.

Referendum giustizia, no del Tar al ricorso sulle date del voto

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal comitato promotore della raccolta di firme per il referendum sulla giustizia, che chiedeva l’annullamento della decisione del Consiglio dei Ministri di fissare le votazioni per il 22 e 23 marzo. Nella sentenza, i giudici hanno sottolineato che «la pretesa dei ricorrenti è destituita di fondamento, non potendosi lasciar dipendere la deroga ad un precetto normativo primario chiaro […] da un evento futuro ed incerto (l’ammissione del quesito referendario proposto dai promotori)», evidenziando come la normativa preveda una tempistica «certa e vincolante per lo svolgimento dei referendum costituzionali, anche al fine di evitare prolungati stati di incertezza sulla validità delle modifiche normative». Il Tribunale amministrativo ha inoltre respinto le eccezioni sollevate dai promotori riguardo al difetto di giurisdizione, chiarendo che «la deliberazione del Consiglio dei Ministri ed il conseguente Dpr di indizione del referendum, nella parte relativa all’individuazione della data per lo svolgimento della consultazione referendaria, hanno natura di atti di alta amministrazione e, pertanto, il relativo sindacato rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo».

Bovino silenziato sui social e criticato da Trump

Dopo l’uccisione di Alex Pretti a Minneapolis e le successive critiche all’Amministrazione Trump, il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti non solo ha rispedito il comandante Gregory Bovino in California, ma lo ha anche messo a tacere sui social: il suo account su X (@CMDROpAtLargeCA) risulta infatti inattivo da lunedì 26 gennaio. Come spiega il New York Times citando un funzionario del ministero, la decisione di impedire a Bovino l’accesso alla piattaforma non è stata presa dalla Casa Bianca, ma dai suoi superiori presso la la U.S. Customs and Border Protection, ossia la polizia di frontiera (da non confondere con l’Ice). Un altro funzionario ha riferito al Nyt che Bovino riavrà accesso al suo account una volta tornato al suo precedente incarico in California, dove supervisiona una parte del confine col Messico. Parlando su Fox News dell’ormai ex volto della Border Patrol in Minnesota, Donald Trump ha definito Bovino «molto bravo», ma anche «piuttosto eccentrico», aggiungendo: «In alcuni casi è un bene, forse qui non lo è stato».

Paesi Bassi, accordo a tre per un governo di minoranza

I Paesi Bassi vanno verso la formazione di un governo di minoranza. I progressisti del D66 capitanati da Rob Jetten, i liberali di destra del Pvv di Dilan Yesilgoze i cristiano-democratici del Cda guidati da Henri Bontenbal hanno infatti formalizzato l’intesa, dopo l’accordo di principio annunciato il 9 gennaio. Il nuovo esecutivo potrà contare su 66 seggi alla Tweede Kamer, nove in meno di quelli necessari per la maggioranza assoluta.

Il nuovo premier sarà il 38enne Jetten

Il nuovo primo ministro sarà il 38enne Jetten, europeista e paladino dei diritti civili, vincitore a sorpresa delle elezioni di ottobre. Si tratterà del premier più giovane nella storia dei Paesi Bassi, oltre che il primo apertamente omosessuale.

Trump, nuova minaccia di attacco all’Iran senza un accordo su nucleare

Torna ad alzarsi la tensione tra Washington e Iran. Rispondendo al ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi secondo cui «condurre la diplomazia attraverso la minaccia militare non può essere efficace o utile», Donald Trump ha fatto esattamente il contrario di quanto “consigliato”. Il presidente americano ha infatti avvertito la Repubblica Islamica che il tempo per impedire un intervento militare Usa sta per scadere.

Le minacce di Trump all’Iran

«Speriamo che l’Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo giusto ed equo – NIENTE ARMI NUCLEARI – che sia vantaggioso per tutte le parti. Il tempo stringe, è davvero essenziale!», ha scritto Trump su Truth. Poi, riferendosi all’operazione Midnight Hammer di giugno 2025 contro obiettivi nucleari iraniani, ha avvertito che «il prossimo attacco sarà molto peggiore». A tal proposito, il tycoon ha evidenziato che un gruppo d’attacco navale statunitense, «un’enorme armata» guidata dalla portaerei USS Abraham Lincoln, «si sta muovendo rapidamente, con grande potenza, entusiasmo e determinazione», pronta a intervenire contro l’Iran.

La replica della missione iraniana all’Onu

«L’ultima volta che gli Stati Uniti si sono lanciati in guerre in Afghanistan e Iraq hanno sperperato oltre 7 mila miliardi di dollari e perso più di 7 mila vite americane». Lo ha scritto su X la missione iraniana alle Nazioni Unite, aggiungendo che la Repubblica Islamica «è pronta a un dialogo basato sul rispetto e sugli interessi reciproci», ma che, «se venisse costretta, si difenderà e reagirà come mai prima d’ora».

Mosca annuncia la data dei nuovi colloqui Russia-Ucraina-Usa

Dopo il primo round (a porte chiuse) del 23-24 gennaio negli Emirati Arabi, delegati di Russia, Ucraina e Stati Uniti terranno nuovi colloqui trilaterali – sempre ad Abu Dhabi – il primo febbraio. Lo ha annunciato il Cremlino. «È positivo che i contatti diretti siano iniziati. Sono trattative molto difficili, iniziate a livello di esperti», ha detto Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin.

Amazon ha annunciato il licenziamento di 16 mila dipendenti

Amazon ha informato i propri dipendenti dell’intenzione di procedere a un nuovo ridimensionamento dell’organico che coinvolgerà circa 16 mila posizioni a livello mondiale, nell’ambito di una riorganizzazione volta a snellire le attività e contenere la burocrazia interna. La decisione arriva a distanza di appena tre mesi dall’ultimo piano di esuberi, che aveva interessato 14 mila lavoratori, con la maggior parte delle riduzioni previste ancora una volta negli Stati Uniti. In una comunicazione interna l’azienda ha sottolineato che «stiamo lavorando per supportare tutti coloro che saranno coinvolti» e che «ove possibile, saranno offerte nuove posizioni ad alcuni dipendenti». In una nota separata, la vicepresidente senior Beth Galetti ha chiarito che l’obiettivo dei tagli è «ridurre i livelli, aumentare la proprietà e rimuovere la burocrazia».

Nazione Futura di Giubilei accusa Vannacci: «Simbolo troppo simile»

Il marchio “Futuro Nazionale” depositato da Roberto Vannacci continua a far discutere. E non solo all’interno della Lega. Il nome e il simbolo scelti dall’ex generale e vicesegretario del Carroccio, infatti, richiamano – un po’ troppo – quelli del think tank di Francesco Giubilei “Nazione Futura”. Che ha espresso il proprio disappunto. «A fronte delle numerosissime segnalazioni ricevute dopo il lancio del marchio “Futuro Nazionale” da parte di Vannacci con cui ci è stata evidenziata la somiglianza sia con il nome “Nazione Futura” sia con il nostro logo (un cerchio su sfondo blu con scritta bianca e bandiera tricolore stilizzata) facciamo presente che l’Associazione Nazione Futura e l’omonima rivista nulla hanno a che fare con il nuovo soggetto lanciato e stiamo valutando la possibilità di tutelarci». È quanto si legge in un post su X della rivista Nazione Futura, diretta da Giubilei.

E poi: «In questi anni Nazione futura è diventato il più autorevole think tank conservatore italiano riconosciuto a livello internazionale e non possiamo che prendere le distanze da iniziative di cui non eravamo a conoscenza che possano generare confusione sulla nostra attività per la somiglianza di nome e logo». Infine una valutazione politica e frecciata a Vannacci: «Il collocamento di Nazione futura è sempre stato fin dalla sua nascita e sempre sarà all’interno dell’area politico-culturale del centrodestra, ritenendo qualsiasi iniziativa che nasce al di fuori dell’attuale coalizione di governo un favore alla sinistra».

Deutsche Bank, perquisizioni all’interno delle sedi

Su disposizione della procura, nella mattinata del 28 gennaio agenti dell’Ufficio federale di polizia criminale tedesca hanno eseguito perquisizioni nella sede centrale di Deutsche Bank a Francoforte sul Meno e in una filiale di Berlino. Secondo quanto riferito da Der Spiegel, poco dopo le 10 una trentina di investigatori in abiti civili è entrata negli uffici della banca nel centro di Francoforte. L’operazione si inserisce in un’indagine che, come confermato dagli inquirenti, riguarda presunte irregolarità finanziarie. Secondo fonti citate dai media tedeschi, l’indagine sarebbe collegata a una possibile carenza nei controlli antiriciclaggio legata a un ex cliente di rilievo, il miliardario russo Roman Abramovich, sanzionato dall’Unione europea dal marzo 2022, per il quale l’istituto non avrebbe segnalato tempestivamente operazioni considerate sospette.

I sospetti di riciclaggio sulla Deutsche Bank

La Procura di Francoforte ha precisato di aver avviato un procedimento «contro responsabili e dipendenti al momento non identificati della Deutsche Bank» con l’ipotesi di riciclaggio di denaro, spiegando che in passato l’istituto avrebbe avuto rapporti d’affari con società straniere sospettate di essere state «utilizzate a fini di riciclaggio». Al momento, hanno aggiunto gli investigatori, non è possibile fornire ulteriori elementi sull’inchiesta. Contattata da Der Spiegel, la banca ha confermato che «è attualmente in corso un intervento della Procura di Francoforte nei propri locali», assicurando la piena collaborazione con le autorità ma senza rilasciare altri commenti.

La classifica delle università migliori d’Europa: più italiane, ma peggiorano le posizioni

Con 65 atenei l’Italia è il quarto paese europeo più rappresentato nella classifica ‘Qs World University Rankings: Europa 2026‘, che comprende in tutto 958 università di 42 Paesi e territori. Ma le buone notizie finiscono qui o quasi. A fronte di un aumento della presenza, c’è infatti un peggioramento delle posizioni in classifica.

Quattro italiane in top 100: svetta ancora il Politecnico di Milano

Sono 14 le new entry, tra esse l’Università di Cagliari e l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Delle 51 università italiane precedentemente classificate, 14 hanno fatto passi in avanti e 35 invece indietro. Due quelle rimaste stabili nelle loro posizioni. Il Politecnico di Milano resta l’università italiana con il punteggio più alto nella classifica europea, ma scende di sette posizioni dal 38esimo al 45esimo posto. L’Alma Mater Studiorum di Bologna esce dalla top 50, passando dal 48esimo al 59esimo posto. La Sapienza di Roma passa dal 66esimo al 77esimo posto. Giù anche l’Università di Padova, ultima delle quattro italiane in top 100, sceda dall’87esimo al 92esimo posto. Scorrendo la classifica, tra la posizione 101 e 200 ci sono 10 atenei italiani, in generale calo: Statale di Milano, Politecnico Torino, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma), Pisa, Tor Vergata (che fa un balzo di 17 posizioni fino alla 150esima), Federico II (Napoli), Torino, Firenze, Trento e Pavia.

Domina il Regno Unito sette università nelle prime dieci

Come detto, l’Italia è il quarto paese europeo più rappresentato. In testa c’è il Regno Unito, con ben 129 università, seguito da Turchia (107) e Germania (102). Ci sono ben sette università britanniche nelle prime dieci posizioni. Tra esse anche la “regina” Oxford, al terzo posto nel 2025: soffiato lo scettro al Politecnico federale di Zurigo (ETH), che scivola al secondo posto. Gradino più basso del podio – a pari merito – per l’Imperial College di Londra e lo University College London (rispettivamente secondo e quinto nel 2025). Chiude la top 5 Cambridge. Per quanto riguarda i singoli Paesi in classifica, dopo il Regno Unito ci sono Turchia (107) e Germania (102).

Sinner torna ancora in semifinale agli Australian Open

Sinner si conferma imbattibile sul cemento degli Australian Open. Con la 19esima vittoria consecutiva a Melbourne, l’altoatesino ha sconfitto l’americano Ben Shelton per la nona volta di fila e ha raggiunto ancora una volta la semifinale dopo quelle del 2024 e del 2025. Il campione in carica ha chiuso con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-4 in poco meno di due ore e mezza di gioco. Dopo aver strappato la battuta all’inizio sia del primo sia del secondo parziale, nel terzo Sinner ha rotto gli indugi nel nono gioco, piazzando l’allungo decisivo per mettere la parola fine alla partita al secondo match point. Lo attende ora la sfida a Novak Djokovic, che in precedenza aveva approfittato del ritiro di Lorenzo Musetti, avanti di due set, per passare il turno.

Sinner torna ancora in semifinale agli Australian Open
Jannik Sinner nel match contro Shelton agli Australian Open 2026 (Ansa).