Dopo una lunga riflessione, nel fine settimana Stefano Coletta ha declinato la proposta dei vertici Rai, che lo avrebbero voluto alla conduzione di Chi l’ha visto? dopo l’addio di Federica Sciarelli, che ha lasciato il programma dopo 22 anni. Il passaggio di testimone sembrava cosa fatta, ma l’attuale capo della Direzione distribuzione e coordinamento generi, che peraltro nel 2008 come responsabile del “nucleo produttivo di programmi di servizio sociale” aveva contribuito a innovare il format di Chi l’ha visto?, ha poi deciso di dire no.
Federica Sciarelli (Imagoeconomica).
Chi torna in corsa dopo il no di Coletta
Il no è arrivato quando manca peraltro pochissimo alla presentazione dei palinsesti autunnali Rai, che si terrà ad Ancona il 3 luglio. Davvero difficile che il nome del nuovo conduttore di Chi l’ha visto? possa essere annunciato nel capoluogo marchigiano. Accantonato Coletta, tornano così in corsa Veronica Briganti o Chiara Cazzaniga, storiche inviate del programma e già indicate in passato da Sciarelli come possibili eredi. E resta in lizza anche Luisella Costamagna, che avrebbe buone chance. Sembra invece tramontata l’ipotesi Eleonora Daniele, mentre non è mai davvero decollata quella di Massimo Giletti.
Luisella Costamagna (Imagoeconomica).
Le novità in arrivo nei palinsesti autunnali
A proposito dei già citati palinsesti, le novità non interesseranno solo Chi l’ha visto?. Sempre a Rai 3, Annalisa Bruchi prenderà il posto di Roberto Inciocchi al timone di Agorà. Antonino Monteleone, invece, erediterà il nuovo programma di informazione del martedì sera (non si chiamerà più FarWest) da Salvo Sottile, che traslocherà su Rai 2 per prendere il posto di Milo Infante – passato a Mediaset – a Ore 14.
Alla presentazione dei palinsesti Rai (la kermesse è in programma venerdì 3 luglio ad Ancona) i vertici della tivù pubblica ci arrivano in un momento di grande difficoltà. Innanzitutto, entro quella data si deve decidere il nuovo conduttore o conduttrice di Chi l’ha visto?. L’intenzione è arrivare ad Ancona con un nome da presentare a stampa e inserzionisti, dando così l’idea di non essere stati presi in contropiede dalla rinuncia di Federica Sciarelli. Come invece è stato, nonostante la giornalista abbia mandato da tempo segnali di stanchezza e lasciato intendere la volontà di fermarsi col programma, dopo 22 anni, e intraprendere qualcosa di nuovo.
Al momento il nome più accreditato alla sostituzione, anche se non è un’interna Rai, sembra essere quello di Luisella Costamagna. Ma naturalmente girano anche altri candidati come Francesca Fagnani, Eleonora Daniele, Francesca Fialdini e addirittura Stefano Coletta, che però è un dirigente che non ha mai condotto nulla. Staremo a vedere. Intanto Sciarelli e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi stanno discutendo su un nuovo progetto, che però deve ancora prendere forma.
Sembra invece risolta, ma vedremo poi come andranno gli ascolti, la sostituzione di Milo Infante, passato a Mediaset. Ore 14 sarà condotto da Salvo Sottile, mentre a Far West arriverà Antonino Monteleone, che questa estate è impegnato anche con Filorosso.
Polemiche su due programmi cancellati
Mentre hanno fatto discutere altre chiusure: il programma di Stefano MassiniRiserva indiana, quello di Stefano Bollani e sua moglie Valentina CenniVia dei matti numero 0 e anche il programma radiofonico Caterpillar. Le polemiche sembrano però esagerate, anche perché, come fa notare qualcuno, «non è che un programma Rai è un diritto divino, ogni prodotto può essere cambiato, modificato o cancellato quando si mette a punto un nuovo palinsesto».
È anche vero che non si è mai visto un amministratore delegato vantarsi della perdita di telespettatori, come ha fatto Rossi parlando di Rai 3. «Prima era TeleKabul, ora è molto più pluralista e poco importa che se molte persone che la guardavano si sono trasferite su La7», è stato il suo ragionamento molto poco aziendale partorito alla festa de Il Foglio.
Marano e Sergio, lite durante il cda
Ai palinsesti si arriva anche con un vertice Rai spaccato, con il presidente Antonio Marano e il direttore generale Roberto Sergio che non si parlano, dopo lo scontro avuto in un consiglio di amministrazione in cui si discuteva del piano immobiliare messo a punto dal dg. Tanto che Sergio ha fatto ventilare la possibilità di dimissioni, salvo poi smentire le voci messe in giro da lui stesso.
Il problema nasce dal fatto che lo stesso Sergio aveva architettato un piano per portare Simona Agnes a diventare direttrice generale al suo posto e lui sarebbe diventato presidente sostituendo Marano. Cosa che il dirigente leghista ha sventato, ma se l’è legata al dito, contrattaccando. La questione Agnes resta quindi bloccata, con la conseguenza che è paralizzata pure la commissione di Vigilanza Rai, che ogni tanto riesce a riunirsi, ma dove il braccio di ferro tra maggioranza e opposizione continua proprio sulla candidatura di Agnes alla presidenza.
La redazione del Tg1 contro il direttore Chiocci
A tutto ciò si aggiunge anche il conflitto al Tg1 tra una parte della redazione e il direttore Gian Marco Chiocci dopo le sue parole pro-Meloni. «Siamo amici, ci sentiamo spesso, ma lei sul Tg1 non è mai intervenuta perché si fida». La parte della redazione iscritta all’Usigrai è subito partita all’attacco, con l’idea di sfiduciare Chiocci (anche se poi in Rai le mozioni di sfiducia delle redazioni ai direttori contano poco), ma la novità è che il sindacato rosso ha trovato sponda anche in una parte di Unirai, la sigla di destra, dove c’è una fazione che non ha particolare simpatia per il direttore, ex capo dell’Adnkronos.
Gianmarco Chiocci (foto Imagoeconomica).
Infine, si sono aperti altri due casi. Con il siluramento di Giuseppe Carboni dalla direzione di Rai Parlamento, i cinque stelle sono rimasti senza alcun direttore di testata e questo è stato fatto notare dal partito di Giuseppe Conte ai vertici della tivù pubblica. Nelle prossime nomine i pentastellati attendono dunque una compensazione. Mentre è andato in scena sotto Via Asiago un flash mob di parlamentari e militanti di Futuro nazionale.
Giuseppe Carboni (Imagoeconomica).
Il movimento di Roberto Vannacci, infatti, nonostante i sondaggi in continua crescita non ha praticamente alcuna visibilità nei programmi e nei tg della televisione di Stato. Tanto che qualcuno ipotizza ci sia stato un diktat da Fratelli d’Italia e Lega per dare il minor spazio possibile al generale. Che però se n’è accorto e ora reclama visibilità. Con i palinsesti all’orizzonte, davvero un bel clima.
Qui Roma, presidio sotto la sede Rai per protestare contro la censura della tv di Stato nei confronti di Futuro Nazionale, orchestrata dal centrodestra moderato. Un partito che in 3 mesi può contare su 112.000 iscritti e che sta cambiando gli equilibri politici nazionali, secondo… pic.twitter.com/2t8mkhOVv8
La Rai avrebbe individuato in Stefano Coletta, attualmente direttore del Coordinamento Generi, il successore diFederica Sciarellialla conduzione di Chi l’ha visto?, che la giornalista abbandonerà dopo 22 anni. Il nome di Coletta, già citato come possibile candidato di Sciarelli assieme a quelli di Eleonora Daniele, Massimo Giletti, Francesca Fagnani, Giorgia Cardinaletti e Serena Bortone, avrebbe assunto i contorni di una scelta quasi definitiva. Ma, va precisato, le altre ipotesi non sono state ancora accantonate. Coletta, spiega Adnkronos che dà per quasi fatto l’avvicendamento, rappresenterebbe una precisa strategia editoriale da parte della Rai: affidare uno dei programmi più identificativi del servizio pubblico a una figura che ne conosce la storia e la missione. Il diretto interessato, ormai abituato a lavorare dietro le telecamere, starebbe valutando la proposta.
Romano classe 1965, Coletta è entrato in Rai nel 1991 come redattore e conduttore radiofonico a Radio 2, prima di passare alla televisione tra Rai 1 e Rai 3. Tra il 1997 e il 2007 ha firma da autore e capo progetto diversi programmi di prima e seconda serata, come Mi manda Raitre, Tatami e Amore criminale. Nel 2008 è stato scelto come responsabile del Nucleo Produttivo di Programmi di servizio sociale: in queste vesti si è occupato anche di Chi l’ha visto?. La svolta dirigenziale è arrivata nel 2013, quando è stato nominato vicedirettore di Rai 3 con delega a palinsesto e marketing. Quattro anni dopo ha poi assunto la direzione della terza rete. Nel 2020 Coletta – di area Pd – è diventato direttore di Rai 1, per poi essere “retrocesso” nel 2022 alla direzione di genere Intrattenimento Prime Time, ottenendo peraltro ottimi risultati con il Festival di Sanremo targato Amadeus. Nel 2023 l’ultimo – finora – spostamento: la direzione di Distribuzione e Coordinamento Generi.
Amadeus dice addio a Warner Bros Discovery, dove era approdato nell’agosto del 2024 dopo aver lasciato la Rai, con due anni di anticipo. A dare la notizia è la stessa multinazionale attraverso una nota: «Warner Bros Discovery e Amadeus comunicano di aver raggiunto un accordo per la risoluzione consensuale del contratto che legava per altre due stagioni televisive la media company internazionale e il conduttore. Il percorso, avviato nel 2024, ha visto Amadeus impegnato nella realizzazione di diversi programmi andati in onda su Nove in prime time e nelle fascia dell’access prime time. Warner Bros. Discovery desidera ringraziare Amadeus per il lavoro svolto, per la professionalità dimostrata e per il valore profuso da lui e dalla sua squadra nella realizzazione dei progetti insieme al gruppo Warner Bros Discovery».
Amadeus: «Sono stati due anni intensi»
«Sono stati due anni intensi, ringrazio Alessandro Araimo (ndr l’amministratore delegato) per la stima, assolutamente reciproca, e faccio un grosso in bocca al lupo a tutto il gruppo Warner Bros Discovery per i progetti futuri», ha detto Amadeus.
Nei giorni del Mondiale di calcio 2026 si intercettano sui social molti commenti sulle telecronache della Rai. Qualcuno si lamenta di Giuseppe Galati, sconosciuto giornalista passato di botto dai match della Serie C italiana alle partite della Coppa del mondo, altri esaltano Stefano Bizzotto, voce puntuale e competente in grado di spaziare dal pallone ai tuffi dal trampolino, passando per l’hockey su ghiaccio. E allora è quasi inevitabile che si accenda una lampadina: chissà che fine ha fatto Paolo Petrecca, protagonista della sfortunata telecronaca Rai per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina di febbraio. Una performance talmente negativa da costringere il giornalista, che era anche direttore di RaiSport, alle dimissioni dall’incarico.
Ebbene, in questi cinque mesi Petrecca cosa ha combinato? Verrebbe da dire: nulla. Infatti, come riportato dal sito istituzionale della Rai, «da febbraio è alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato». Con una retribuzione che è pur sempre di 217.781 euro all’anno. Niente male.
Paolo Petrecca (Imagoeconomica).
La trasparenza amministrativa della Rai impone poi di segnalare pubblicamente i dipendenti con retribuzioni superiori ai 200 mila euro. Ed ecco, allora, che ci si imbatte in altri fenomeni interessanti.
L’ex vicedirettore di Rai News 24 che ora fa l’editorialista
Per esempio Diego Antonelli, ex vicedirettore di Rai News 24, che dal settembre 2023 ricopre l’incarico di «editorialista per la pagina sportiva di Rai News». Dunque dispensa le sue opinioni da una testata giornalistica che di sicuro non ha nello sport il suo piatto forte, avendone la Rai una ad hoc, RaiSport, che si occupa solo di quello impiegando 120 giornalisti. Il tutto per la modica cifra di 224.243 euro all’anno. Contributi preziosissimi.
Diego Antonelli.
La manager dell’infornata di Campo Dall’Orto sparita dai radar
Scorrendo gli elenchi pubblicati sul sito della Rai, si scovano altri dipendenti lautamente pagati per incarichi oscuri. C’è Antonella Di Lazzaro, manager dell’infornata di Antonio Campo Dall’Orto, rimasta in Rai pubblicità fino al 2025, e che dall’ottobre di quell’anno è un po’ caduta in disgrazia, essendo «alle dirette dipendenze del direttore relazioni internazionali e affari europei». Cosa farà? Boh. Ma lo fa comunque per 240 mila euro annui.
Antonella Di Lazzaro (foto Imagoeconomica).
Progetto interdirezionale di digitalizzazione… Cioè?
Roberta Enni, dopo aver diretto Rai 4, Rai Italia, Rai Premium, dal luglio 2022 è «alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato come referente per il progetto interdirezionale di digitalizzazione del patrimonio audiovisivo aziendale». Avete capito? No? Comunque si mette in tasca 215.428 euro all’anno.
Roberta Enni (foto Imagoeconomica).
Un incarico alla direzione Rai per la Sostenibilità-Esg
Stefano Luppi nel maggio 2019 è stato nominato «direttore della direzione relazioni istituzionali». Però da ottobre 2021 a giugno 2022 è stato «vice direttore della direzione relazioni istituzionali», quindi è tornato indietro in modalità gambero. Poi da luglio 2022 è stato assegnato «alle dirette dipendenze della direzione Rai per la Sostenibilità-Esg, con l’incarico di seguire progetti per tecnologie sostenibili nella piattaforma satellitare Tivù, come vice direttore». Un enorme punto interrogativo che gli assicura 226.197 euro annui.
Stefano Luppi (foto Imagoeconomica).
Chi si è fatto una carriera sui vini
Ma il migliore di tutti è Rocco Tolfa, 67 anni, una vita al Tg2, dal 2018 alle dirette dipendenze del direttore del Tg2 come «curatore di rubriche», tra cui Tg2 Motori e soprattutto Tg2 Di-Vino. «Per Rai 2», scrive nel suo profilo sul sito della Rai, «è stato inoltre tra gli autori e i conduttori dei programmi Signori del Vino e In viaggio con Marcello, forte della sua competenza nel settore dell’enogastronomia. Al riguardo, ha ottenuto i diplomi di “Sommelier” con l’Ais, di “Executive Wine Master” con la Fis e di “Assaggiatore di vino” con l’Onav. Attualmente tiene seminari sui territori del vino presso la cattedra di “Enologia applicata” del corso di laurea “Tecnologie alimentari ed enologiche” dell’Università della Tuscia». Un grandissimo, questo Tolfa. Ah, dimenticavamo: 200.332 euro all’anno di stipendio Rai.
Alessandro Baracchini è stato sospeso dalla conduzione di Rai News 24 dopo il gesto del doppio dito medio in diretta, fatto il 19 giugno al termine dell’edizione del telegiornale delle 12. Il giornalista aveva cercato di bloccare la sigla per dare le ultime notizie, ma non aveva fatto in tempo. Così, pensando di non essere più in onda, aveva fatto il gestaccio rivolgendosi alla regia. Ma le telecamere, appunto, lo stavano ancora riprendendo. Rilanciato sui social, il video era subito diventato virale.
Ricordate Emilio Fede? Abbiamo l'erede, #AlessandroBaracchini di #RaiNews, ma non per il modo di leccare, ma per quello di mandare a fanc*lo la regia P.S. Manca molto per arrivare al mitico Germano Mosconi pic.twitter.com/Sy3Uood1TE
«Considerati anche i comunicati sindacali dei tecnici e il risalto avuto dalla vicenda su social e organi di stampa ritengo opportuno, anche a tutela dell’immagine della Testata e del collega, sospendere immediatamente dalla conduzione Alessandro Baracchini». È quanto si legge nel comunicato del direttore della testata, Federico Zurzolo, al Comitato di Redazione di Rai News 24.
«Sarà Federica Sciarelli la figura in grado di coalizzare il campo largo in vista delle elezioni del 2027? L’ormai ex conduttrice di Chi l’ha visto? è bionda e sportiva come Silvia Salis, navigata come Pier Luigi Bersani, dalla parte degli ultimi come Nicola Fratoianni, ben vista dal Quirinale fin dai tempi di Francesco Cossiga, e tecnicamente pure “Cav” (Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica), titolo che col suo richiamo berlusconiano potrebbe attirare nostalgicamente anche qualche voto da Forza Italia». Sarebbe stato bello leggere questa indiscrezione su Dagospia, il sito delle voci che puntualmente diventano realtà. E invece anche il sito più pettegolo si limita a confermare la notizia che oggi ha gettato tutti noi Chilhavisters nello sconforto: quella di mercoledì primo luglio sarà l’ultima puntata condotta da Sciarelli.
Ma siccome è Dagospia, lascia scivolare l’insinuazione più ovvia, visto l’andazzo di Telemeloni: è stata «silurata». In effetti, la nota diffusa dalla Rai emana l’aria gelida e maleodorante che ti investe quando apri il frigorifero di un serial killer: «Rai e Federica Sciarelli, in vista della scadenza del contratto della professionista con la tv pubblica… bla bla… futuro professionale… nuovi progetti che la vedano protagonista». Ora, affidare il proprio futuro professionale alla Rai attuale è prudente come comprare un iPhone 17 nel parcheggio di un Autogrill, visto che gli ultimi «nuovi progetti» sfornati dalla tivù di Stato «vedono protagonisti» per lo più figure vicine al governo, e attirano meno spettatori di un cantiere stradale.
federica sciarelli lascia ufficialmente chi l’ha visto, non mi parlate sono in lutto. pic.twitter.com/IYqyhLfK7F
Immergersi nelle angosce di tante persone è un lavoro usurante
E certo, c’è il contratto in scadenza, i 22 anni di anzianità al programma di punta di Rai 3, anzi, forse di tutte le reti Rai, l’ammissione della stessa Sciary che immergersi ogni settimana nelle angosce di tante persone alla lunga è un lavoro usurante, anche per una sgobbona dai nervi d’acciaio come lei. Mettiamoci anche il fatto che nei suoi 37 anni di vita, Chi l’ha visto? ha attraversato felicemente diversi cambi di conduzione, dalla coppia originaria Donatella Raffai–Paolo Guzzanti, alla bravissima e compianta Marcella De Palma, all’attrice Daniela Poggi, da cui Federica Sciarelli ereditò il programma nel 2004.
Testardamente rimasta una trasmissione di servizio
Un successo costante nel tempo, grazie alla formula nazional-popolare a prova di bomba inventata da Lio Beghin negli anni d’oro di Rai 3 (quelli di Angelo Guglielmi), e anche di una scelta sempre accorta dei conduttori: professionisti dal tratto discreto e autorevole, affabili, ma mai così empatici da farsi sopraffare dal pathos che spesso scorre a fiumi. I più controindicati sarebbero i gigioni dall’ego straripante, inadatti a quella che è sempre testardamente – e fieramente – rimasta una trasmissione di servizio. (E di servizi alla verità e alla giustizia Chi l’ha visto? ne ha resi davvero parecchi, anche solo tenendo sempre acceso un faro su casi che sarebbero caduti nel dimenticatoio, dal Circeo a Giulio Regeni a decine di altri).
Angelo Guglielmi, storico direttore di Rai 3 dal 1987 al 1994, morto nel 2022 (foto Imagoeconomica).
L’erede perfetta, a nostro parere, sarebbe l’inviata di punta
Per questo noi fan, se proprio dovessimo rinunciare a Sciarelli, auspicheremmo una successione interna, come aveva ventilato di recente la stessa conduttrice in un’intervista a Vanity Fair dove non aveva fatto nomi. L’erede perfetta, a nostro parere, sarebbe la valorosa e intrepida Chiara Cazzaniga, l’inviata di punta della redazione, l’unica a cui affideremmo la trasmissione a occhi chiusi.
Chiara Cazzaniga.
Giletti no grazie, Fagnani troppo glamour
I nomi che circolano per il dopo-Sciary, invece, mettono i brividi. Massimo Giletti, “il Pasolini con la coppola”, come lo chiama Il Foglio? Troppo narciso e autoriferito, il programma dovrebbe cambiare il titolo in Chi mi ha visto?. Francesca Fagnani? Troppo glamour, intimidirebbe i familiari degli scomparsi e porrebbe al povero Nicodemo Gentile dell’associazione Penelope domande aggressive tipo «lei che belva si sente?».
Eleonora Daniele apprezzata dalla dirigenza (auguri)
Si parla anche di Eleonora Daniele, la conduttrice di Storie italiane, «molto apprezzata dall’attuale dirigenza», pare, e basta questo dettaglio per visualizzare uno share in picchiata. Lo share del campo largo, invece, si impennerebbe, se Elly Schlein e Giuseppe Conte avessero davvero la buona idea di sollevare il telefono e arruolare la cavaliera Federica Sciarelli, ora libera e bella, come leader del centrosinistra, in vista delle Politiche del 2027. Chi più di lei sarebbe in grado di ritrovare un consenso scomparso da anni?
La Rai ha confermato le indiscrezioni sull’addio di Federica Sciarelli a Chi l’ha visto?, programma che la giornalista conduceva dal 2004, anno in cui aveva ricevuto il testimone da Daniela Poggi. «Rai e Federica Sciarelli, in vista dello scadere del contratto che lega la professionista alla tv pubblica, stanno ragionando insieme sul futuro professionale della giornalista e sui possibili progetti che la vedano protagonista nelle prossime stagioni», si legge in una nota dell’emittente pubblica: «Parallelamente sono in corso riflessioni anche su Chi l’ha visto?, programma di cui Sciarelli è da oltre 20 il volto di riferimento e centrale nell’offerta del Servizio pubblico e su chi potrebbe raccoglierne l’eredità».
Sciarelli non dovrebbe passare alla concorrenza
Secondo quanto riportato da Affari Italiani, alla base della decisione di Sciarelli di lasciare Chi l’ha visto? ci sarebbe «la stanchezza che ha davvero preso il sopravvento per un programma che ormai ha tanti cloni sparsi per la tv», oltre che il carico emotivo accumulato in molti anni trascorsi a stretto contatto con le famiglie delle persone scomparse. Nel 2024, con l’avvicinarsi dell’età pensionabile (raggiunta nel 2025), la Rai aveva “blindato” Sciarelli con un contratto biennale come collaborazione esterna: secondo le indiscrezioni, il passo indietro riguardante Chi l’ha visto? non comporterebbe un addio alla tv di Stato, in quanto la giornalista non dovrebbe passare alla concorrenza. Tra i nomi che circolano per sostituire Sciarelli al timone di Chi l’ha visto?, ci sono quelli di Eleonora Daniele e Massimo Giletti.
L’ultima puntata di Striscia la notizia nella sua tradizionale collocazione quotidiana in access prime time, ossia su Canale 5 dopo il Tg5 delle 20, è andata in onda nel lontano 7 giugno 2025, un sabato di oltre un anno fa: share del 13,2 per cento, per un programma esausto. Da allora tutto il mondo di Antonio Ricci, il deus ex machina che aveva monopolizzato per decenni l’access prime time di Canale 5 (producendo 220 puntate di Striscia e 140 puntate di Paperissima ogni anno), è di fatto scomparso: chiusa Paperissima e chiusa anche Striscia, salvo una breve apparizione in cinque puntate speciali settimanali in prime time (cioè, per Canale 5, alle ore 22) da fine gennaio a metà febbraio del 2026.
Un gruppo di fedelissimi che prova a tenere in vita il marchio
Quel circo di conduttori, inviati, imitatori, ballerine, autori che per lunghi anni aveva vissuto alla corte di Ricci ha dovuto trovarsi impegni alternativi. Tuttavia, nelle stanze di Mediaset è rimasto un piccolo esercito di “giapponesi nella giungla”, fedelissimi di Ricci, gente che segue un po’ l’ufficio stampa, un po’ i social, un po’ il museo di Striscia: una decina di persone, pagate dal Biscione e che da circa un anno si prodigano in attività più o meno utili per tenere in vita un brand, Striscia, sul quale Mediaset e Pier Silvio Berlusconi, ormai lo si è capito, non credono più.
Pier Silvio Berlusconi (foto Ansa).
Servizi d’archivio per cavalcare i fatti d’attualità
Il team, all’interno del quale lavora pure una delle figlie di Ricci, Vittoria, si occupa della rassegna stampa, per avere una panoramica di tutto quanto esca sui media, ancora oggi, su Striscia. E poi lavora molto al sito e ai vari account social dell’ex tg satirico, provando a tenerli vivi. Come? Be’, per ogni argomento di attualità in questi giorni esistono, nell’archivio, vecchi servizi che si sono occupati del tema e che vengono caricati quotidianamente. In questo modo i vari social di Striscia tentano di cavalcare la cronaca anche se il programma da tempo non realizza più servizi originali. I media stanno parlando di un calciatore, di un’attrice, di una conduttrice? Ecco che arriva il servizio del 2014 o del 2021 in cui Valerio Staffelli consegnava un Tapiro al personaggio in questione.
Contenuti che non producono ricavi, ma rappresentano solo dei costi
La cosa curiosa di queste iniziative web e social è che, per patti intercorsi tra Ricci e Mediaset, la concessionaria Publitalia non può raccogliere pubblicità per nessuno dei contenuti digitali. Quindi il sito e i social di Striscia sono attività che non producono ricavi, e rappresentano solo dei costi che potevano avere un senso, per la promozione del marchio, fin quando Striscia trovava spazio nei palinsesti del Biscione. Ma ora rasentano davvero l’inutilità.
La gestione del museo trasferito negli studi di Cologno Monzese
Poi c’è la gestione del museo di Striscia: nel 2007 la Triennale di Milano dedicò al programma di Ricci una mostra. E il materiale raccolto venne successivamente trasferito negli studi Mediaset di Cologno Monzese per creare una sorta di mausoleo a imperitura memoria, nel quale, come spiegava Mediaset ai tempi, «sono esposti cimeli legati a fatti memorabili della trasmissione. Ed è la prima e unica esposizione permanente al mondo dedicata a un programma televisivo. Tra i pezzi forti, il costume delle veline denunciato per vilipendio alla bandiera italiana e la lettera scritta al Gabibbo dall’allora presidente del Consiglio Massimo D’Alema. Tra le curiosità, una copia del romanzo Mamma, li Turchi!, dello scrittore transalpino Gabriel Matzneff, dove un gruppo di francesi in Italia impara la nostra lingua guardando in tivù Striscia la notizia».
E ancora: «Tutti i visitatori possono sperimentare dal vivo la tecnica televisiva del chroma key e scattare foto ricordo tra fantasiose installazioni, come la colonna di plexiglass con i documenti sulle centinaia di cause giudiziarie affrontate da Striscia, o come i 1.690 monitor che trasmettono vecchie puntate. Lo spirito giocoso del museo e del vicino studio nasce dall’esigenza di trasformare un luogo tetro e triste in un posto accogliente, un mondo dove immergersi e sentirsi come a casa, divertendosi. Striscia la notizia organizza visite guidate al museo per le scuole secondarie di primo e secondo grado (dalle 14 alle 16.30) e per le Università».
Il contratto del 75enne Ricci con Mediaset scade a fine 2026
Ora, è facile immaginare quante classi e quanti studenti stiano facendo a gara per chiedere a Mediaset di visitare il museo a un anno dalla chiusura di Striscia quella vera, quella in access prime time. Peraltro il contratto del 75enne Antonio Ricci con Mediaset sarebbe in scadenza a fine 2026. E il forte sospetto è che una volta sciolto il legame con l’ideatore di Striscia, anche tutti i catafalchi correlati andranno a finire in soffitta.
Ai tempi d’oro fatturato annuo attorno ai 40 milioni di euro
D’altronde, dopo 42 anni di lavoro e di successi per Cologno Monzese, Ricci ha riempito di soldi il Biscione ma è pure diventato un uomo molto ricco: nei tempi d’oro, quando si autoproduceva sia Striscia sia Paperissima, il suo fatturato annuo era attorno ai 40 milioni di euro, secondo indiscrezioni di stampa.
E l’ultimo bilancio disponibile della Stone srl, società della famiglia Ricci, ha chiuso con un patrimonio netto di 107,7 milioni di euro, utili portati a nuovo per 85 milioni di euro, immobilizzazioni materiali (ossia case e terreni) per quasi 107 milioni di euro e immobilizzazioni finanziarie per 38,3 milioni di euro. Ricci, la moglie, le figlie, i nipoti e i figli dei nipoti, a occhio e croce, sono già a posto così.
«In Ancona», come dicono nelle Marche, è stata organizzata la presentazione dei palinsesti della Rai, il 3 luglio. Il sindaco Daniele Silvetti ha esultato, dicendo che «sarà un momento straordinario per mostrare la bellezza e le eccellenze architettoniche e ambientali della città, anche in qualità di Capitale italiana della Cultura 2028. E di una Regione che finalmente è protagonista sulla scena nazionale e internazionale». Sono attese «migliaia di persone e centinaia di vip», dicono in città: già, ma qual è il vero motivo della scelta di Ancona? Alla Rai, in via Alessandro Severo, ossia la nuova sede romana che ha preso il posto (tra i mugugni) di quella storica di viale Mazzini, per spiegare tutto spifferano solo un nome e un cognome: Roberto Sergio. Ancona, di fatto, è molto più vicina a San Marino che a Roma, e Sergio, che è dg della Rai e della tivù di San Marino (il suo “giocattolo” che si atteggia da grande broadcaster), sta lavorando tantissimo in terra sanmarinese. «Sforzi titanici», si commenta scherzando sulla realtà della “Repubblica del Titano”, cioè il monte che caratterizza la nazione estera circondata dal territorio italiano. Nei corridoi qualcuno esagera, sussurrando che se Leone XIV si presenterà la mattinata di sabato 22 agosto nella Repubblica di San Marino, nell’ambito della visita nella Diocesi di Rimini e al Meeting, 15 anni dopo l’ultimo Pontefice, «il merito è tutto di Sergio». Tra l’altro nel 2026 cade il centesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra San Marino e la Santa Sede. Insomma, il democristianissimo Sergio sarebbe stato fondamentale per far riuscire l’operazione. A questo punto, magari proprio «in Ancona», alla fine della presentazione dei palinsesti, potrebbe esserci la comunicazione dell’addio alla Rai romana da parte di Sergio, intenzionato a blindarsi a San Marino. Anche perché il posto di direttore generale di Sergio, a Roma, serve a Simona Agnes, che da anni lotta inutilmente per conquistare quella presidenza che il consigliere anziano Antonio Marano, “l’architetto”, non ci pensa proprio a mollare. Poi mettiamo nel calderone anche che i rapporti tra Sergio e Marano sono tesissimi, e non da oggi…
Al giornale a lavorare? Meglio andare in giro per convegni
«Dove sono i capi del giornale? In giro per convegni», dicono al Corriere della Sera. In effetti l’attività di moderatore è diventata protagonista, per i corrieristi, che sono ricercatissimi da aziende e gruppi di ogni tipo per partecipare a congressi e incontri. Per esempio, cos’è successo a Roma nella giornata di martedì 16 giugno? Primo evento, all’Auditorium Parco della Musica, “Healthcare & Pharma Talk – Sistema Salute”, con la condirettrice del quotidiano Fiorenza Sarzanini che ha guidato il dibattito e condotto l’intervista di apertura con il ministro della Salute Orazio Schillaci. E c’erano pure, sempre per il Corriere, Antonella Baccaro e Monica Guerzoni. Qualche ora dopo, alla Casina Valadier, ecco Federico Fubini, per “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide, opportunità”, convegno promosso da Motus-E «per fare il punto sullo scenario che il settore automobilistico sarà chiamato ad affrontare nei prossimi anni». Poi all’Abi, nelle Scuderie di Palazzo Altieri, tocca al vicedirettore Daniele Manca, per l’assemblea Feduf, incentrata sui nuovi scenari e l’educazione finanziaria…
Il trasloco era nell’aria da settimane e adesso è ufficiale: Milo Infante lascia la Rai per passare a Mediaset. Ad annunciare il divorzio è stata l’emittente pubblica, con un comunicato in cui ha reso noto di aver ricevuto la lettera di dimissioni. A stretto giro è arrivata la nota del Biscione: «Giornalista, autore e conduttore tra i professionisti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana, Infante sarà da subito al lavoro con il vertice aziendale per sviluppare nuovi progetti editoriali e televisivi. Il giornalista avrà inoltre un ruolo di vertice nell’area dell’informazione del Gruppo, contribuendo alla definizione delle strategie e allo sviluppo dell’offerta news di Mediaset».
Infante era vicedirettore dell’Approfondimento Rai
Infante, che ha condotto con buoni ascolti il programma Ore 14, era vicedirettore dell’Approfondimento Rai. Ad attenderlo in Mediaset una striscia quotidiana oppure una prima serata d’approfondimento. Forse entrambe le cose. Potrebbe pure co-dirigere Videonews, affiancando Siria Magri. Ancora non ci sono certezze al riguardo. Queste le sue parole dopo l’ufficialità del cambio di casacca: «Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare a far parte di una rearà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee».
Sarà Selvaggia Lucarelli la conduttrice dell’Isola dei famosi 2026. A riportare l’indiscrezione è il settimanale Chi nella rubrica «C’è Chi dice» di Giuseppe Candela, secondo cui il reality sarà registrato a giugno nelle Filippine ma sarà trasmesso su Canale 5 in autunno, motivo per cui la giornalista non potrà sedere dopo 10 anni nella giuria di Ballando con le stelle. La stessa rivista ha anche anticipato alcuni concorrenti, tra i quali figurano Pierpaolo Pretelli – impegnato lo scorso anno nel ruolo di inviato -, Zeudi Di Palma, ex Miss Italia e concorrente del Grande Fratello, Daniele Iaià, vincitore della prima edizione del reality Too Hot To Handle, e Francesco Chiofalo.
La sua newsletter è la più seguita al mondo nella categoria cultura
Un nuovo colpo per la giornalista, reduce da una stagione come opinionista del Gf Vip. Di recente, inoltre, Substack ha fatto sapere che la sua newsletter, Vale tutto, è la più seguita al mondo nella categoria cultura, nonostante sia scritta in italiano. Il suo progetto ha circa 220 mila iscritti tra gratuiti e paganti, numeri simili a quelli dei cronisti statunitensi che, negli ultimi anni, sono riusciti a raccogliere centinaia di migliaia di iscritti sulla piattaforma.
Secondo quanto riporta Adnkronos, Francesca Fagnanisarebbe pronta a sostituire Selvaggia Lucarelli come giurata a Ballando con le stelle. Il programma di Milly Carlucci si prepara dunque ad accogliere la conduttrice di Belve (e dello spin-off Belve Crime) e a salutare invece Lucarelli, che dovrebbe ampliare la sua collaborazione con Mediaset. Dopo l’esperienza come opinionista al Grande Fratello VIP, le indiscrezioni la vogliono infatti al timone della nuova edizione de L’Isola dei Famosi. Già nell’estate del 2025 si era vociferato di un approdo di Fagnani al talent show di Rai 1. Contattata dall’allora direttore di Novella 2000 Roberto Alessi, la giornalista aveva ammesso: «Me lo hanno proposto diverse volte». Sempre Fagnani ha smentito le ultime voci: «Anche questa volta non è vero. Continuerò a guardare il paso doble comodamente seduta sul divano di casa mia».
È tutto pronto a Vienna per l’Eurovision Song Contest 2026. La kermesse musicale, che verrà ospitata nella capitale austriaca per la terza volta (dopo le edizioni del 1967 e del 2015), quest’anno compie 70 anni. La città si è aggiudicata il diritto di organizzare il contest grazie alla vittoria di JJ nel 2025. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso la Wiener Stadthalle, una delle arene più importanti d’Europa. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su date, orari, Paesi in gara e canali dove vedere la competizione.
Eurovision Song Contest 2026: quando e dove vederlo
Il calendario segue il format tradizionale articolato in tre serate. La prima semifinale si terrà martedì 12 maggio 2026, la seconda semifinale giovedì 14 maggio 2026, mentre la finale è in programma per sabato 16 maggio 2026. Anche quest’anno la Rai garantirà una copertura completa dell’evento. Le due semifinali saranno trasmesse in diretta alle 21 su Rai 2, mentre la finale andrà in onda su Rai 1 sempre in prima serata. Sarà inoltre possibile seguire tutte le serate in simulcast su RaiPlay, Rai Radio2 e RaiPlay Sound. La telecronaca italiana sarà affidata a Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, mentre la conduzione internazionale a Victoria Swarovski e Michael Ostrowski.
Eurovision Song Contest 2026: i Paesi in gara
L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di 35 Paesi, un numero inferiore rispetto agli anni precedenti. La riduzione è dovuta ai ritiri annunciati da Spagna, Irlanda, Islanda, Slovenia e Paesi Bassi, in dissenso con la decisione di non escludere Israele dalla competizione. Alla finale accederanno i 20 Paesi qualificati attraverso le due semifinali, ai quali si aggiungeranno i cinque membri storici del Big Five — Italia, Francia, Germania, Regno Unito — e l’Austria, qualificata automaticamente in quanto Paese ospitante.
Eurovision Song Contest 2026: la scaletta della prima semifinale
Ecco l’elenco dei Paesi in gara durante la prima semifinale, con i rispettivi cantanti e titoli delle canzoni:
Moldavia, Satoshi con Viva, Moldova!
Svezia, Felicia con My System
Croazia, Lelek con Andromeda
Grecia, Akylas con Ferto
Portogallo, Bandidos do Cante con Rosa
Georgia, Bzikebi con On Replay
Finlandia, Linda Lampenius & Pete Parkkonen con Liekinheitin
Montenegro, Tamara Živković con Nova zora
Estonia, Vanilla Ninja con Too Epic to Be True
Israele, Noam Bettan con Michelle
Belgio, Essyla con Dancing on the Ice
Lituania, Lion Ceccah con Sólo quiero más
San Marino, Senhit feat. Boy George con Superstar
Polonia, Alicja con Pray
Serbia, Lavina con Kraj mene
Nel corso della serata si esibiranno anche due dei cinque artisti che sono di diritto in finale, ovvero Sal Da Vinci per l’Italia e Sarah Engels per la Germania.
Eurovision Song Contest 2026: la scaletta della seconda semifinale
Questi invece i Paesi che gareggeranno durante la seconda semifinale:
Bulgaria, Dara con Bangaranga
Azerbaigian, Jiva con Just Go
Romania, Alexandra Căpitănescu con Choke Me
Lussemburgo, Eva Marija con Mother Nature
Repubblica Ceca, Daniel Žižka con Crossroads
Armenia, Simón con Paloma rumba
Svizzera, Veronica Fusaro con Alice
Cipro, Antigoni con Jalla
Lettonia, Atvara con Ēnā
Danimarca, Søren Torpegaard Lund con Før vi går hjem
Australia, Delta Goodrem con Eclipse
Ucraina, Leléka con Ridnym
Albania, Alis con Nân
Malta, Aidan con Bella
Norvegia, Jonas Lovv con Ya Ya Ya
Si esibiranno poi i restanti tre artisti che sono di diritto in finale, ovvero Monroe (Francia), Cosmó (Austria) e Look Mum No Computer (Regno Unito).
Irama è stato scelto da Sky come quarto giudice di X Factor 2026 al posto di Achille Lauro, che si è chiamato fuori dal talent show dopo due edizioni. Lo scrive Luca Dondoni, speaker di RTL 102.5 e giornalista de La Stampa. Come “erede” di Achille Lauro continua a girare anche il nome di Tananai.
Prende il via mercoledì 29 aprile 2026, sul canale unico 550 di San Marino Rtv, la trasmissione Point Break, il punto di rottura, il nuovo appuntamento settimanale dedicato all’attualità politica ed agli scenari internazionali. Andrà in onda alle 22.30 con la conduzione di Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti. Per 10 puntate, il programma offrirà analisi e confronto sui principali fatti di politica interna ed estera, con spazio anche alle tendenze social del momento, analizzate ed interpretate per coglierne l’impatto sul dibattito pubblico. Elemento distintivo della trasmissione sarà il coinvolgimento degli studenti della Scuola di giornalismo della Luiss Guido Carli, che nel corso di ogni puntata proporranno domande, osservazioni e commenti, arricchendo il confronto con lo sguardo delle nuove generazioni.
Bergamini e Parsi tra gli ospiti della prima puntata
Per l’esordio del 29 aprile sarà in studio Debora Bergamini, vicesegretaria di Forza Italia e responsabile Esteri del partito, chiamata ad analizzare i nuovi assetti internazionali e le traiettorie di rinnovamento del suo partito. A seguire l’intervento di Vittorio Emanuele Parsi, politologo, tra i più autorevoli studiosi di geopolitica e relazioni internazionali. Nella parte finale della trasmissione, il confronto sarà affidato a due voci di primo piano del panorama culturale italiano, ovvero Giovanni Orsina, politologo e direttore della School of government della Luiss Guido Carli, e Michela Ponzani, storica, autrice di numerosi saggi e studi sulla Resistenza e sull’Italia repubblicana. Attraverso le loro competenze, il programma proporrà una lettura trasversale del crescente clima di odio che attraversa le società occidentali, dalla radicalizzazione del confronto pubblico fino alla crisi del dialogo democratico.
Fallita la procedura di mediazione, Barbara D’Urso ha fatto causa a Mediaset, portando in tribunale l’azienda che tre anni fa l’ha messa alla porta. Lo scrive l’edizione online de La Stampa. La conduttrice ha denunciato diritti non pagati e ingerenze da parte di Mediaset nei suoi programmi, in particolare per quanto riguarda la scelta degli ospiti. E poi c’è la questione degli insulti pubblicati online da un account ufficiale del Biscione.
Barbara D’Urso (Imagoeconomica).
I motivi della denuncia da parte di Barbara D’Urso
La conduttrice contesta a Mediaset il mancato corrispettivo dei diritti d’autore per i programmi firmati come autrice nei suoi 20 anni in azienda, nonché per il format di sua proprietà Live non è la D’Urso. La presentatrice ha inoltre denunciato presunte ingerenze di Mediaset, in quanto avrebbe avuto l’obbligo di far approvare preventivamente l’elenco di tutti gli ospiti delle sue trasmissioni alle produzioni di Maria De Filippi e Silvia Toffanin. D’Urso, inoltre, non ha ancora ricevuto le scuse per le ingiurie apparse a marzo del 2023 in un post social del profilo ufficiale ‘Qui Mediaset’, di proprietà dell’azienda, che ha sempre sostenuto di avere subito un hackeraggio.
Barbara D’Urso in una foto dei suoi primi anni a Mediaset (Ansa).
La nuova edizione del Grande Fratello Vip, che vede al timone Ilary Blasi e Selvaggia Lucarelli al fianco di Cesara Buonamici come opinionista, non è iniziata in modo brillante. La prima puntata, andata in onda il 17 marzo su Canale 5, non è infatti andata oltre il 18,4 per cento di share (2.146.000 spettatori): peggio del debutto dell’ultima edizione condotta da Alfonso Signorini, che l’11 settembre 2023 era partita col 23,01 per cento di share (2.994.000 spettatori).
La sfida agli ascolti tv del prime time ha visto trionfare la serie Le Libere Donne – andata in onda su Rai 1 – con 3.046.000 spettatori, pari al 18,7 per cento di share.
Sono stati 9 milioni e 543 mila, pari al 60,6 per cento di share, i telespettatori che in media hanno seguito la terza serata del Festival di Sanremo 2026. Rispetto alla seconda serata, Carlo Conti ha dunque recuperato sia in teste (erano state 9 milioni e 53 mila) sia in percentuale (59,5 per cento). L’anno scorso, invece, la terza serata fu seguita da 10 milioni e 700 mila persone, pari al 59,8 per cento di share. Il conduttore può tirare un sospiro di sollievo, visto che si tratta del miglior share per una terza serata del festival costruito su cinque serate. Per trovarne uno migliore bisogna infatti risalire al 1990, con la conduzione di Johnny Dorelli e Gabriella Carlucci, quando la terza serata ottenne il 64,59 per cento di share, ma la kermesse durava quattro serate.
Selvaggia Lucarelli affiancherà Cesara Buonamici come opinionista della prossima edizione del Grande Fratello VIP, che andrà in onda da martedì 17 marzo in prima serata su Canale 5 per sei settimane, con la conduzione di Ilary Blasi dopo la rinuncia di Alfonso Signorini. L’indiscrezione è stata confermata da un comunicato di Mediaset.
Selvaggia Lucarelli nei panni di giudice di “Ballando con le stelle” (Ansa).
Per Lucarelli la classica offerta che non si può rifiutare
Lucarelli, dal 2016 giudice di Ballando con le stelle, aveva ufficiosamente annunciato la sua partecipazione con una storia su Instagram già il 21 febbraio: «Nel cast del GF c’è un personaggio che vi farà sognare», aveva scritto, lasciando intendere che ci sarebbe stata in qualche veste anche la sua presenza. Il 25 febbraio, durante La vita in diretta, il conduttore Alberto Matano – opinionista del dance show di Milly Carlucci – le ha detto: «Possiamo dire che ti vedremo per un po’ su altri schermi? Però tornerai, l’importante è che ritorni». Per Lucarelli, che non è legata alla Rai con un’esclusiva ma da un contratto rinnovato di anno in anno, si parla di un cachet importante: la classica offerta che non poteva rifiutare. Il suo ritorno nella prossima edizione di Ballando con le stelle, comunque, è dato praticamente per certo.