Le reazioni della politica italiana all’attacco Usa contro il Venezuela
L’attacco sferrato dagli Stati Uniti contro il Venezuela, che ha portato all’arresto del presidente Nicolas Maduro, ha provocato immediate reazioni a livello di politica internazionale. E per quanto riguarda l’Italia? Da parte della maggioranza quanto espresso equivale a un “no comment”. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha fatto sapere che la Farnesina «segue con attenzione la situazione» e lo stesso sta facendo Giorgia Meloni, che è molto vicina a Donald Trump. Dure condanne sono invece arrivate dall’opposizione, con prese di posizione ufficiali di Partito democratico e Movimento 5 stelle.
Conte: «L’aggressione Usa non ha basi giuridiche»
Giuseppe Conte, presidente del M5s, da buon avvocato ha sottolineato che «l’aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica», esortando il governo Meloni a condannare i raid: «Per noi il diritto internazionale non vale fino a un certo punto».
L’aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica. Siamo di fronte a una palese violazione del diritto internazionale, che certifica il predominio del più forte e meglio equipaggiato militarmente. Il Governo Meloni condanni questi attacchi e tuteli i nostri… pic.twitter.com/JMkFdzkQRq
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) January 3, 2026
Pd: «Chiediamo al governo di pronunciare parole chiare»
Chiediamo al governo di pronunciare parole chiare e di lavorare con urgenza in tutte le sedi multilaterali e internazionali per il pieno ripristino e rispetto del diritto internazionale e per il primato della diplomazia», ha dichiarato in una nota Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Pd. Pina Picierno, esponente dem e vicepresidente del Parlamento europeo, ha scritto su X: «Il regime sanguinario di Maduro deve cessare di esistere, ma ogni bomba americana che cade sul Venezuela ne prolunga la vita sul piano simbolico, rafforzando la retorica antioccidentale e preparando nuove risposte autoritarie. L’operazione venezuelana porta alla luce una evidenza che tendiamo a dimenticare: Trump, Putin e XI si stanno spartendo il mondo in sfere di influenza».
Il regime sanguinario di Maduro deve cessare di esistere, ma ogni bomba americana che cade sul Venezuela ne prolunga la vita sul piano simbolico, rafforzando la retorica antioccidentale e preparando nuove risposte autoritarie.
— Pina Picierno (@pinapic) January 3, 2026
L’operazione venezuelana porta alla luce una…
Le parole di Calenda, Bonelli, Fratoianni e Magi
Carlo Calenda, leader di Azione, applaude alla rimozione di Maduro, ma non alle modalità con cui è avvenuta: «Buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura. Il modo in cui è stato fatto desta però molta preoccupazione». Sulla stessa lunghezza d’onda Riccardo Magi, segretario di +Europa: «Maduro è un dittatore che tiene ostaggio il Venezuela da oltre un decennio, impoverendo il Paese, arrestando gli oppositori, favorendo la corruzione. Ma l’attacco con le forze armate nel cuore di Caracas rischia di scardinare ulteriormente i già fragili equilibri internazionali». Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno invocato la condanna da parte del governo italiano dell’attacco Usa, definito «inaccettabile», chiedendo anche la convocazione immediata delle commissioni Esteri.
Il rovesciamento di Maduro è una buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura. Il modo in cui è stato fatto desta però molta preoccupazione. Ci auguriamo che la situazione trovi subito una stabilizzazione con il coinvolgimento dell’opposizione… pic.twitter.com/rQ2X4ADDPX
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) January 3, 2026
La provocazione del senatore leghista Borghi
il senatore leghista Claudio Borghi ha rilanciato sui social un suo post in cui affermava: «Ma se per caso gli Usa attaccassero il Venezuela che facciamo? Mandiamo 12 pacchetti di armi a Maduro?», spiegando: «Questo post era ovviamente una provocazione. Il mio intento era smascherare le ipocrisie della morale con cui molti dei sostenitori dell’invio di armi in Ucraina ammantavano il sostegno militare (che è una scelta politica legittima, non è IL BENE)».
Questo post era ovviamente una provocazione. Il mio intento era smascherare le ipocrisie della morale con cui molti dei sostenitori dell'invio di armi in Ucraina ammantavano il sostegno militare (che è una scelta politica legittima, non è IL BENE). Temo che oggi tornerà di moda. https://t.co/gNlXr86x5A
— Claudio Borghi A. (@borghi_claudio) January 3, 2026





are getting serious, triggered by collapse of the currency and inflation, but also with political slogans in the traditionally important bazaar of Teheran.
STRUCK: Hezbollah Terror Infrastructure Sites in Several Areas in Southern Lebanon.