Le reazioni della politica italiana all’attacco Usa contro il Venezuela

L’attacco sferrato dagli Stati Uniti contro il Venezuela, che ha portato all’arresto del presidente Nicolas Maduro, ha provocato immediate reazioni a livello di politica internazionale. E per quanto riguarda l’Italia? Da parte della maggioranza quanto espresso equivale a un “no comment”. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha fatto sapere che la Farnesina «segue con attenzione la situazione» e lo stesso sta facendo Giorgia Meloni, che è molto vicina a Donald Trump. Dure condanne sono invece arrivate dall’opposizione, con prese di posizione ufficiali di Partito democratico e Movimento 5 stelle.

Conte: «L’aggressione Usa non ha basi giuridiche»

Giuseppe Conte, presidente del M5s, da buon avvocato ha sottolineato che «l’aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica», esortando il governo Meloni a condannare i raid: «Per noi il diritto internazionale non vale fino a un certo punto».

Pd: «Chiediamo al governo di pronunciare parole chiare»

Chiediamo al governo di pronunciare parole chiare e di lavorare con urgenza in tutte le sedi multilaterali e internazionali per il pieno ripristino e rispetto del diritto internazionale e per il primato della diplomazia», ha dichiarato in una nota Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Pd. Pina Picierno, esponente dem e vicepresidente del Parlamento europeo, ha scritto su X: «Il regime sanguinario di Maduro deve cessare di esistere, ma ogni bomba americana che cade sul Venezuela ne prolunga la vita sul piano simbolico, rafforzando la retorica antioccidentale e preparando nuove risposte autoritarie. L’operazione venezuelana porta alla luce una evidenza che tendiamo a dimenticare: Trump, Putin e XI si stanno spartendo il mondo in sfere di influenza».

Le parole di Calenda, Bonelli, Fratoianni e Magi

Carlo Calenda, leader di Azione, applaude alla rimozione di Maduro, ma non alle modalità con cui è avvenuta: «Buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura. Il modo in cui è stato fatto desta però molta preoccupazione». Sulla stessa lunghezza d’onda Riccardo Magi, segretario di +Europa: «Maduro è un dittatore che tiene ostaggio il Venezuela da oltre un decennio, impoverendo il Paese, arrestando gli oppositori, favorendo la corruzione. Ma l’attacco con le forze armate nel cuore di Caracas rischia di scardinare ulteriormente i già fragili equilibri internazionali». Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno invocato la condanna da parte del governo italiano dell’attacco Usa, definito «inaccettabile», chiedendo anche la convocazione immediata delle commissioni Esteri.

La provocazione del senatore leghista Borghi

il senatore leghista Claudio Borghi ha rilanciato sui social un suo post in cui affermava: «Ma se per caso gli Usa attaccassero il Venezuela che facciamo? Mandiamo 12 pacchetti di armi a Maduro?», spiegando: «Questo post era ovviamente una provocazione. Il mio intento era smascherare le ipocrisie della morale con cui molti dei sostenitori dell’invio di armi in Ucraina ammantavano il sostegno militare (che è una scelta politica legittima, non è IL BENE)».

Crans-Montana, Tajani: «Nessun italiano tra i sei corpi identificati»

Non ci sono nuove notizie sui sei italiani che risultano dispersi in Svizzera. Lo ha dichiarato Antonio Tajani, nel corso di un collegamento con Tg2. «La polizia svizzera ha già identificato sei cadaveri, ma non sono di cittadini italiani. Nel caso di vittime siamo pronti a organizzare un volo di Stato con un C130».

Bertolaso: «Italiani due ragazzi ustionati gravi ricoverati a Zurigo»

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso ha riferito intanto che i sette feriti nell’incendio di Crans-Montana ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano sono tutti «in condizioni molto critiche, in rianimazione». Bertolaso ha poi parlato di due ragazzi molto gravi, che si trovano al centro ustionati di Zurigo: «Abbiamo la ragionevole certezza che si tratti di italiani, ma dobbiamo ancora fare le prove del dna. Non riusciamo a identificarli perché hanno il volto completamente coperto dalle medicazioni».

Ucraina, Zelensky sostituisce anche il ministro della Difesa

Dopo l’avvicendamento tra Andriy Yermak e Kyrylo Budanov a capo dell’Ufficio del presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky ha annunciato la sostituzione del ministro della Difesa, Denys Shmyhal, con il 34enne Mykhailo Fedorov, attualmente alla guida del dicastero per la Trasformazione Digitale che, «molto coinvolto nelle questioni relative ai droni, sta lavorando in modo molto efficace alla digitalizzazione dei servizi e dei processi pubblici». Shmygal, rimosso dalla Difesa, è stato proposto come nuovo ministro dell’Energia e primo vicepremier.

Le reazioni della politica internazionale all’attacco Usa contro il Venezuela

Non si sono fatte attendere le prime reazioni della politica internazionale all’attacco condotto dagli Stati Uniti contro il Venezuela, che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro e al suo trasferimento fuori dal Paese sudamericano, almeno stando a quanto riferito da Donald Trump.

Petro, presidente della Colombia: «Aggressione alla sovranità del Venezuela»

«La Colombia ribadisce il suo incrollabile impegno nei confronti dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, in particolare il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati, il divieto dell’uso o della minaccia della forza e la risoluzione pacifica delle controversie internazionali. A tale riguardo, il governo colombiano respinge qualsiasi azione militare unilaterale che possa peggiorare la situazione o mettere in pericolo la popolazione civile». Così il presidente colombiano Gustavo Petro: «Respingiamo l’aggressione alla sovranità del Venezuela e dell’America Latina. I conflitti interni tra i popoli vengono risolti pacificamente dai popoli stessi. Questo è il principio di autodeterminazione, fondamento del sistema delle Nazioni Unite».

Milei: «La libertà avanza, viva la libertà»

Il presidente argentino Javier Milei ha commentato a modo suo l’aggressione Usa in Venezuela: «La libertà avanza, viva la libertà, cazzo».

Cuba sollecita un risposta internazionale all’azione Usa

Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha condannato fermamente l’aggressione contro il Venezuela, definendola «un attacco criminale». L’Avana ha ribadito pieno sostegno a Maduro, sollecitando una risposta internazionale urgente per fermare l’azione di Washington.

Pechino: «Choc per l’atto egemonico da parte degli Stati Uniti»

La Cina «è profondamente scioccata e condanna con forza il palese uso della forza da parte degli Stati Uniti contro uno Stato sovrano e l’attacco al suo presidente». È quanto afferma un portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, puntando il dito contro «l’atto egemonico da parte degli Usa».

Lula: «Oltrepassato un limite inaccettabile»

«I bombardamenti sul territorio venezuelano e la cattura del suo presidente hanno oltrepassato un limite inaccettabile. Questi atti rappresentano un grave affronto alla sovranità del Venezuela e un ulteriore precedente estremamente pericoloso per l’intera comunità internazionale». Così Lula, presidente del Brasile.

Mosca: «L’ostilità ideologica ha prevalso sul pragmatismo pratico»

«Il Venezuela non ha rappresentato alcuna minaccia per gli Stati Uniti, né militare, né umanitaria, né criminale, né legata alla droga. Pertanto, l’attuale operazione militare, così come le azioni contro il Venezuela degli ultimi giorni e settimane, non hanno alcuna base sostanziale». Lo ha scritto su Telegram il vicepresidente del Consiglio federale russo (la Camera alta della Duma), Konstantin Kosachev: «Il diritto internazionale è stato chiaramente violato e l’ordine stabilito in questo modo non dovrebbe prevalere». Successivamente il ministero degli Esteri ha diffuso una nota: «Questa mattina gli Stati Uniti hanno commesso un atto di aggressione armata contro il Venezuela. Ciò è profondamente preoccupante e condannabile. I pretesti utilizzati per giustificare tali azioni sono infondati. L’ostilità ideologica ha prevalso sul pragmatismo pratico e sulla volontà di costruire relazioni basate sulla fiducia e sulla prevedibilità».

Ue: «Maduro illegittimo, ma serve una transizione pacifica»

Così Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione europea: «L’Ue sta monitorando attentamente la situazione in Venezuela. L’Ue ha ripetutamente affermato che Maduro non ha legittimità e ha difeso una transizione pacifica. In ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati».

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha scritto su X: «Siamo al fianco del popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica. Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite».

Guardian: l’AI Overview di Google ha dato informazioni mediche sbagliate

Un’indagine del Guardian mette in discussione l’affidabilità delle Al Overview di Google, i riassunti generati con l’intelligenza artificiale che compaiono in cima ai risultati di ricerca. Secondo il quotidiano britannico, alcune sintesi contengono informazioni sanitarie errate o fuorvianti, con potenziali rischi concreti per la salute. La ricostruzione, sottolinea la testata, è stata fatta dopo che un numero rilevante di associazioni e professionisti sanitari hanno sollevato preoccupazioni sull’affidabilità delle informazioni contenute in AI Overview.

Guardian: l’AI Overview di Google ha dato informazioni mediche sbagliate
La finestra AI Overview nel motore di ricerca di Google.

Le informazioni sbagliate su tumore al pancreas e test oncologici femminili

Tra i casi citati c’è quello sul tumore al pancreas: l’IA ha suggerito di evitare cibi ad alto contenuto di grassi, un’indicazione che gli esperti definiscono «completamente sbagliata» e potenzialmente pericolosa, perché in realtà andrebbe fatto l’esatto contrario: mantenere un buon apporto calorico per sostenere cure come la chemioterapia o un intervento chirurgico. Tra gli altri esempi citati dal Guardian ci sono i test oncologici femminili. In una ricerca su «sintomi e test del cancro vaginale», l’Al Overview indicava il Pap test come esame diagnostico per questo tipo di tumore, quando invece serve per lo screening del tumore cervicale. Secondo le associazioni, un errore del genere potrebbe spingere alcune donne a ignorare sintomi reali, rassicurate da un recente esito negativo dello screening. L’azienda di Mountain View sostiene che la maggior parte delle Al Overview è accurata e che eventuali errori vengono corretti, ma l’indagine del Guardian evidenzia il rischio di affidarsi alle sintesi automatiche o ai chatbot AI su temi sensibili come la salute.

Nel 2025 Byd ha superato Tesla nelle vendite per la prima volta

I dati sulle vendite globali certificano un passaggio di testimone nel mercato dell’auto elettrica: nel 2025 il gruppo cinese Byd ha venduto più veicoli a batteria della statunitense Tesla, cosa che non era mai accaduta su base annuale. Byd ha consegnato 2,26 milioni di auto elettriche, contro 1,64 milioni di Tesla. Un sorpasso che arriva dopo il 2024, anno in cui il gruppo cinese aveva già superato il competitor americano sul fatturato. Le vendite di Byd nel 2025 sono cresciute del 28 per cento rispetto all’anno precedente, mentre quelle di Tesla si sono ridotte dell’8 per cento, con cali diffusi nella maggioranza dei Paesi europei. In risposta al calo, l’azienda di Elon Musk sta cercando di compensare il rallentamento puntando su guida autonoma e intelligenza artificiale.

Nel 2025 Byd ha superato Tesla nelle vendite per la prima volta
Auto Byd in produzione (Ansa).

I risultati di Byd in Italia

In Italia, Byd ha chiuso dicembre 2025 con risultati record: 3.347 vetture immatricolate e una quota di mercato del 3,1 per cento, entrando nella Top 10 dei costruttori in appena quindici mesi, esclusivamente con modelli elettrici e ibridi plug-in. Nell’intero 2025 le immatricolazioni sono state 25.226, contro le 2.881 del 2024, con una quota dell’1,5 per cento. Nel segmento dei veicoli a nuova energia (elettrici e plug-in hybrid), la quota ha raggiunto il 15,4 per cento a dicembre e il 12,3 per cento sull’anno. A sostenere la crescita ha contribuito l’espansione della rete commerciale sul territorio italiano, con 101 punti vendita guidati da 30 concessionari.

Il mercato auto in Italia nel 2025

Il mercato automobilistico italiano ha chiuso il 2025 a 1.525.722 immatricolazioni, in calo del 2,1 per cento rispetto al 2024, secondo il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. A dicembre, però, si è registrata una crescita del 2,2 per cento, con 108.075 auto vendute. Segno positivo per le elettriche: nell’anno sono state immatricolate 94.230 vetture full electric, in aumento del 46,1 per cento, con una quota di mercato del 6,2 per cento. Nel solo mese di dicembre le registrazioni sono salite a 12.015 unità, più 107,2 per cento su base annua, grazie anche agli incentivi lanciati a ottobre.

Il ministro della Cultura israeliano: «Gaza è nostra, i palestinesi sono ospiti»

Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar, esponente del Likud, il partito del premier Netanyahu, ha affermato che la Striscia di Gaza appartiene a Israele e che i palestinesi che vi risiedono sono «ospiti» a cui Israele permette di vivere lì per ora. Le dichiarazioni sono state rilasciate in un’intervista all’emittente pubblica Kan: «Gaza è anche nostra. Li lasciamo lì come ospiti fino a un certo punto, ma Gaza è nostra», ha detto Zohar.

Il ministro della Cultura israeliano: «Gaza è nostra, i palestinesi sono ospiti»
Il quartiere di Sheikh Radwan a Gaza City (Ansa).

Il ministro stava spiegando perché sta valutando la possibilità di negare fondi statali all’industria cinematografica israeliana, dopo che il premio Ophir – il più importante riconoscimento del cinema israeliano – è stato assegnato a The Sea (HaYam in ebraico) di Shai Carmeli-Pollak, un film che racconta la storia di un ragazzo palestinese della Cisgiordania a cui viene negato il permesso di entrare in Israele per visitare una spiaggia. Zohar ha dichiarato di non aver visto il film, ma sostiene che presenti l’Idf e Israele in modo negativo. Nel corso dell’intervista, il ministro ha affermato: «La Giudea e la Samaria sono nostre», utilizzando il termine biblico per la Cisgiordania, che Israele occupa illegalmente. Le dichiarazioni del ministro sono potenzialmente rilevanti nel procedimento in corso davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, che sta esaminando il caso presentato dal Sudafrica per presunte violazioni della Convenzione sul genocidio nella Striscia di Gaza. Il procedimento si trova in una fase documentale avanzata: la Corte ha concesso a Israele una proroga per il deposito della memoria difensiva, fissando la scadenza al 12 marzo 2026.

Proteste in Iran, il regime replica a Trump: «Qualsiasi ingerenza avrà conseguenze»

Dopo le parole di Donald Trump sulla repressione delle proteste in Iran, esponenti di primo piano del regime di Teheran hanno avvertito che qualsiasi interferenza americana violerebbe una «linea rossa». In un messaggio pubblicato su Truth, Trump ha avvertito che «se l’Iran spara e uccide violentemente manifestanti pacifici, com’è sua abitudine, gli Stati Uniti d’America accorreranno in loro soccorso. Siamo carichi e pronti a partire». Il post di Trump è arrivato dopo che almeno sette persone sono state uccise durante le proteste, tra cui, secondo l’agenzia statale Irna, un volontario delle Basij, le forza civili inquadrate nei Guardiani della Rivoluzione. Si teme che proprio la sua morte possa spingere il regime ad aumentare la repressione violenta delle manifestazioni. A innescarle è stato il crollo senza precedenti del rial iraniano, sceso a circa 1,4 milioni per dollaro, in un contesto di inflazione oltre il 42 per cento e di crescente crisi economica.

La replica dell’Iran a Trump

Alla minaccia di Trump ha risposto Ali Shamkhani, consigliere della guida suprema Ali Khamenei, affermando su X che la sicurezza nazionale iraniana è «una linea rossa, non materiale per tweet avventuristi». «Qualsiasi mano che si avvicini alla sicurezza dell’Iran con dei pretesti sarà tagliata con una risposta che provocherà rimpianto», ha scritto. Sulla stessa linea Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, che ha accusato Stati Uniti e Israele di interferenze: «Trump deve rendersi conto che l’intervento degli Stati Uniti in questa questione interna porterà alla destabilizzazione dell’intera regione e alla distruzione degli interessi americani». Anche i Guardiani della Rivoluzione hanno avvertito che reagiranno duramente contro ogni interferenza straniera. 

Crans-Montana, avviate indagini per incendio e omicidio colposi

Le ipotesi di reato nell’inchiesta aperta dalle autorità svizzere sulla strage di Crans-Montana sono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Lo ha detto a Sion in conferenza stampa Beatrice Pilloud, procuratrice generale del Canton Vallese, precisando che «tutte le piste sono aperte». Sotto la lente d’ingrandimento i lavori svolti nel locale Constellation e i materiali impiegati, le misure di sicurezza e antincendio, il numero di persone presenti e di persone autorizzate, le vie di evacuazione e di accesso.

LEGGI ANCHE: I ragazzi di Crans-Montana e l’emergenza che non spezza la narrazione social

Valanga in valle Maira, coinvolti quattro escursionisti

Una valanga di grandi proporzioni si è verificata in alta valle Maira, nel territorio comunale di Acceglio, nella zona del bivacco Bonelli, a una quota superiore ai 2.300 metri. La massa di neve ha investito almeno quattro escursionisti; le squadre impegnate nei soccorsi stanno verificando se vi siano ulteriori persone coinvolte. Le prime ricostruzioni parlano di una vittima accertata e di almeno due feriti recuperati in condizioni gravi. L’allarme è stato lanciato poco dopo le 13 e ha attivato un’imponente macchina dei soccorsi. L’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, ha espresso «cordoglio per la vittima e massima vicinanza alle persone rimaste ferite e alle loro famiglie. In momenti come questi la Regione segue con attenzione l’evolversi della situazione ed è in costante contatto con l’amministrazione comunale e con le squadre di soccorso. Ringrazio tutti i soccorritori per la rapidità e la professionalità dimostrate nelle operazioni di soccorso, rese sono particolarmente complesse dalle condizioni difficili».

Attacchi israeliani in Libano, colpiti siti di Hezbollah

L’esercito di Israele ha annunciato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale: nel mirino dell’Idf un complesso per l’addestramento utilizzato dalla forza d’elite Radwan e strutture militari usate per immagazzinare armi.

L’esercito israeliano, secondo quanto riporta il quotidiano libanese L’Orient Le Jour, ha messo a segno 12 attacchi aerei nell’arco di 20 minuti in diverse località nel sud del Libano. Un altro raid, inoltre, è stato effettuato nella valle della Beqaa, che si estende al confine con la Siria. I nuovi attacchi, sottolinea Tel Aviv, sono avvenuti in un contesto di continue violazioni, da parte di Hezbollah, degli accordi di cessate il fuoco tra Israele e Libano.

Bce, l’analisi del Financial Times sui compensi di Lagarde

Christine Lagarde percepisce un compenso complessivo significativamente più alto rispetto a quanto ufficialmente dichiarato. Almeno secondo il Financial Times, che in un’analisi ha riscontrato come nel 2024 il totale dei suoi guadagni ha raggiunto circa 726 mila euro, oltre il 50 per cento in più rispetto allo stipendio “base” di 466 mila euro riportato nel rapporto annuale della Bce. Questo livello di retribuzione posiziona Lagarde quasi quattro volte al di sopra del presidente della Federal Reserve statunitense, Jerome Powell, il cui salario è fissato dalla legge a 203.000 dollari (172.720 euro). Già lo stipendio base colloca Lagarde al vertice della retribuzione dei funzionari europei, superando di oltre il 20 per cento quello della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, come ricorda il quotidiano finanziario britannico.

Come si suddividono i guadagni di Lagarde

Oltre allo stipendio ufficiale, Lagarde percepisce altri compensi per funzioni aggiuntive e benefit. Tra questi ci sono circa 135 mila euro destinati a coprire alloggio e spese accessorie, oltre a circa 125 mila euro derivanti dal ruolo di uno dei 18 membri del consiglio di amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali. Secondo il Financial Times, la relazione annuale della Bce non menziona questi importi extra legati alla posizione presso la Bri, rendendo il totale effettivo della retribuzione della presidente più alto di quanto normalmente riportato.

Morte di Aurora Livoli, c’è un indagato

A distanza di diversi giorni dal ritrovamento del corpo della 19enne Aurora Livoli in un cortile di via Paruta, a Milano, spunta il primo indagato. Secondo quanto ricostruito si tratta di un uomo di 57 anni, peruviano. I carabinieri lo hanno fermato il giorno dopo al ritrovamento per una tentata rapina commessa poco prima del presunto incontro con la giovane. Il cadavere è stato trovato all’alba del 29 dicembre. Soltanto il 30 è però stato identificato, grazie a un’immagine della ragazza estrapolata dai filmati di videosorveglianza. Secondo quanto riportato da Open, dell’uomo ha parlato lo zio della giovane, che all’agenzia La Presse ha rivelato: «Abbiamo saputo che è in stato di fermo un cittadino peruviano che è stato indagato per articolo 575 del codice penale e quindi omicidio volontario».

Ucraina, Zelensky nomina Budanov nuovo capo dell’ufficio presidenziale

Volodymyr Zelensky ha nominato Kyrylo Budanov, finora alla guida dell’intelligence militare, nuovo capo dell’Ufficio del presidente dell’Ucraina: prende il posto di Andriy Yermak, che è stato costretto a dimettersi per il coinvolgimento nel vasto scandalo-corruzione che ha scosso il Paese. «L’Ucraina necessita di maggiore attenzione alle questioni di sicurezza, allo sviluppo delle Forze di Difesa e di Sicurezza ucraine, nonché al percorso diplomatico dei negoziati, e l’Ufficio del Presidente servirà principalmente all’adempimento di questi compiti del nostro Stato», ha spiegato Zelensky su X, aggiungendo che Budanov «ha esperienza specialistica in questi settori e la forza sufficiente per produrre risultati».

Maduro ha detto di essere pronto a parlare con Trump di lotta ai narcos e petrolio

Il Venezuela è aperto a negoziare un accordo con gli Stati Uniti per combattere il narcotraffico, così da porre fine a mesi di ostilità da parte dell’amministrazione di Donald Trump. Lo ha dichiarato il presidente Nicolás Maduro in un’intervista trasmessa dalla televisione di Stato, ribadendo che il vero obiettivo del massiccio dispiegamento militare Usa nel Mar dei Caraibi è rovesciare il suo governo, al fine di avere facile accesso alle vaste riserve petrolifere venezuelane. «Se vogliono discutere seriamente di un accordo per combattere il narcotraffico, siamo pronti. Se vogliono il petrolio, il Venezuela è pronto agli investimenti statunitensi, come con la Chevron, quando vogliono, dove vogliono e come vogliono», ha detto Maduro. Che si è rifiutato di commentare il recente attacco condotto dalla Cia con droni in un’area di attracco venezuelana che l’Amministrazione Trump ritiene sia stata utilizzata dai cartelli della droga.

Droni sulla residenza di Putin, Mosca: «Fornite le prove agli Usa»

La Russia afferma di aver trasmesso alle autorità statunitensi i dati ricavati dai sistemi di navigazione di un drone che, secondo Mosca, era diretto verso la residenza del presidente Vladimir Putin. Il ministero della Difesa ha spiegato che le informazioni sono state estratte dagli apparati elettronici del velivolo e analizzate da specialisti dei servizi di sicurezza. A riferirlo è stato Igor Kostyukov, capo della Direzione generale dello Stato maggiore, citato dall’agenzia Ria Novosti: «La decodifica della memoria dei controllori di navigazione del drone, eseguita da specialisti dei servizi speciali, conferma inequivocabilmente che l’obiettivo dell’attacco era il complesso della residenza presidenziale. Riteniamo che questo passo risolva tutti i dubbi e faciliti l’accertamento della verità».

Kyiv: «La Russia diffonde fake news per arrivare a ulteriore escalation»

Intanto secondo quanto riportato da Rbc, gli 007 di Kyiv sostengono che Mosca starebbe diffondendo versioni costruite ad arte per giustificare una nuova escalation. «L’operazione è di natura globale. Dopo il cosiddetto attacco alla residenza del presidente russo Vladimir Putin, stiamo registrando la diffusione da parte del Cremlino di nuove informazioni inventate e pretestuose per preparare il pubblico russo e straniero a un’ulteriore escalation», affermano i servizi ucraini. La finestra temporale indicata sarebbe intorno al 7 gennaio e il possibile obiettivo un luogo religioso o un sito di forte valore simbolico, in Russia o nei territori ucraini occupati. Per attribuire la responsabilità a Kyiv, verrebbero utilizzati rottami di droni occidentali, fatti arrivare dalla linea del fronte. Secondo il Foreign Intelligence Service, «Sfruttare la paura e compiere atti terroristici con vittime umane sotto falsa bandiera corrisponde pienamente allo stile operativo dei servizi segreti russi».

Primo sbarco del 2026 a Lampedusa: arrivati 30 sudanesi

Primo sbarco di migranti dell’anno a Lampedusa, dove sono giunti 30 sudanesi: erano a bordo di un gommone di otto metri, che è stato soccorso dalla motovedetta V1104 della Guardia di finanza. I migranti, trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola che era vuoto, hanno raccontato di essere salpati da Sorman, in Libia, e di aver pagato l’equivalente di 950 euro per la traversata.

Crans-Montana: «Tra le vittime anche il 17enne Emanuele Galeppini»

Tra le vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana c’è anche il 17enne Emanuele Galeppini, promessa del golf che risultava nella lista dei dispersi. Lo ha annunciato sui social la Federazione Italiana Golf: «In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori». Nato a Genova ma da anni residente a Dubai con la famiglia, Galoppini – che continuava a tornare in Europa per le vacanze – nel 2023 aveva riportato il Circolo Golf e Tennis Rapallo sul podio del Campionato Italiano Under 14. Ad aprile si era aggiudicato l’Omega Dubai Creek Amateur Open. Determinante per il riconoscimento di Galeppini il ritrovamento nel locale Le Constellation de suo telefono cellulare. «Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna», ha detto all’Adnkronos lo zio Sebastiano Galeppini.

Brasile, Bolsonaro torna in carcere dopo le operazioni

Jair Bolsonaro è rientrato nel quartier generale della Polizia federale di Brasilia, dove sta scontando una condanna a 27 anni per il tentato golpe, dopo la fine del ricovero ospedaliero durato otto giorni. L’ex presidente brasiliano, in carica tra il 2019 e il 2022, era stato trasferito in ospedale il 24 dicembre con il via libera della Corte suprema per sottoporsi a un intervento chirurgico finalizzato alla correzione di due ernie inguinali. L’operazione, eseguita il giorno successivo senza complicazioni, ha segnato la prima uscita dal luogo di detenzione in cui Bolsonaro si trova dallo scorso novembre.

Il ritorno il carcere dopo il no agli arresti domiciliari

Durante la degenza, i medici hanno effettuato altri tre interventi per tentare di alleviare il singhiozzo persistente che lo affligge da mesi, oltre a un’endoscopia che ha riscontrato esofagite e gastrite. Secondo i sanitari, le condizioni generali dell’ex capo di Stato restano stabili, anche se il disturbo non è stato risolto. I problemi di salute di Bolsonaro sono legati anche alle conseguenze della coltellata all’addome subita nel 2018 durante una manifestazione elettorale. Il rientro in custodia è avvenuto dopo che il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes ha respinto, come già due settimane prima, la richiesta della difesa di concedere gli arresti domiciliari per motivi umanitari dopo le dimissioni dall’ospedale, rilevando che non sono stati presentati «nuovi fatti che possano annullare le ragioni della decisione di respingere la richiesta di arresti domiciliari umanitari emessa il 19 dicembre 2025».