Strage Crans-Montana, le dichiarazioni di Moretti nell’interrogatorio

A poche ore dalla strage di Crans-Montana, i titolari del Constellation, Jacques e Jessica Moretti, sono stati ascoltati dagli investigatori. Durante l’interrogatorio sono emersi diversi aspetti critici: la porta di servizio «era bloccata dall’interno», il soffitto era rivestito con schiuma isolante e infiammabile, il personale «non era formato» per affrontare emergenze e sull’uso di candele nel seminterrato hanno ammesso che «non era la prima volta». A seguito dell’incendio che è costato la vita a 40 persone, lui è finito in carcere, lei ai domiciliari.

Strage Crans-Montana, le dichiarazioni di Moretti nell’interrogatorio
Jacques Moretti (Ansa).

La ricostruzione dei momenti immediatamente precedenti al rogo è stata riferita da BfmTv. Dopo la mezzanotte del 31 dicembre il locale era affollato, tra musica, brindisi e camerieri che, sollevati dai colleghi, portavano bottiglie di champagne tra i clienti. Jessica racconta di aver notato improvvisamente «una luce arancione verso l’angolo del bar»: le candele accese sulle bottiglie avrebbero raggiunto il soffitto, innescando le fiamme. «Ho urlato: tutti fuori! Sono uscita dall’ingresso principale, salendo le scale, per dire alla guardia giurata di far uscire tutti. Ho chiamato il 118. Era l’1.28». Subito dopo contatta il marito, che si trovava in un altro pub: «Gli ho detto: c’è un incendio, venite subito! Ero nel panico, la chiamata è durata 11 secondi».

Il locale ristrutturato «dalla A alla Z» e l’utilizzo delle candele

Jacques arriva poco dopo e tenta di entrare, ma «era impossibile, troppo fumo». Si dirige allora verso l’uscita posteriore, al piano terra, trovandola «chiusa e bloccata dall’interno con un chiavistello», una situazione che sostiene non si verificasse mai. «L’abbiamo forzata e ha ceduto in pochi secondi». All’interno vede persone a terra, «tra loro la mia figliastra. Le abbiamo tirate fuori» per prestare i primi soccorsi. Chiede poi alla moglie, ferita a un braccio, di allontanarsi: «Le ho detto di non restare ad assistere a questa tragedia. Volevo proteggerla». Jessica conferma: «Ero nel panico, stordita, il mio corpo stava cedendo». Sul locale, Jacques afferma che era «ristrutturato dalla A alla Z», compreso il soffitto, e che in dieci anni «i vigili del fuoco hanno effettuato due o tre ispezioni» senza «alcuna richiesta di modifica». Ammette però l’assenza di un sistema antincendio e, alla domanda sulla preparazione dello staff, risponde: «No». Sull’uso delle candele precisa che non erano una consuetudine fissa: «Non era una cosa che facevamo sistematicamente. Non ho mai impedito di farlo, ma non li ho nemmeno mai obbligati».

Hong Kong, Musetti ko in finale contro Bublik

Si allunga ancora l’attesa di Lorenzo Musetti per tornare a vincere un torneo Atp: la finale di Hong Kong si è chiusa con la settima sconfitta consecutiva in un atto conclusivo, una serie iniziata dopo il successo ottenuto il 23 ottobre 2022 contro Matteo Berrettini a Napoli, che resta l’ultimo titolo in carriera nel circuito maggiore. Nel torneo Atp 250 asiatico l’attuale numero 5 al mondo si è arreso ad Aleksandr Bublik, condizionato anche da un problema al braccio destro che ne ha limitato il rendimento: il kazako ha chiuso la finale 7-6, 6-3 dopo aver avuto tre match point. Per Bublik si tratta del nono titolo della carriera, un successo che gli vale anche l’ingresso per la prima volta tra i primi dieci del ranking mondiale, con il sorpasso sull’infortunato Jack Draper e il nuovo best ranking da numero 10 a partire da lunedì.

L’Iran a Trump: «Se attaccati colpiremo basi Usa e Israele»

Il bilancio delle vittime delle proteste in Iran ha registrato un’impennata nel giro di poche ore. Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dalla ong statunitense Human Rights Activists News Agency, rilanciato da Sky News, i morti sono saliti da 65 ad almeno 116. Tra le persone uccise figurano anche sette minorenni. L’organizzazione riferisce che la maggior parte delle vittime sarebbe stata colpita con munizioni vere o con armi che sparano pallini, spesso da distanza ravvicinata. Sempre secondo l’Hrana, 37 dei deceduti apparterrebbero alle forze armate o ai servizi di sicurezza, tra le vittime ci sarebbe anche un pubblico ministero. Il numero degli arresti avrebbe raggiunto quota 2.638.

Il capo della polizia iraniana: «Il livello degli scontri è aumentato»

Intanto da Teheran è arrivato un messaggio diretto a Washington. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, intervenendo davanti ai deputati, ha avvertito che «qualsiasi attacco statunitense porterebbe Teheran a reagire contro Israele e le basi militari statunitensi» nella regione, che ha definito «obiettivi legittimi». Intanto, il comandante in capo della polizia nazionale iraniana, Sardar Radan, ha fatto sapere che «il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato», rivendicando quelli che ha descritto come «arresti importanti» e precisando che «i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati», come riportato da Sky News.

Francia, mozioni di sfiducia per Lecornu: il premier minaccia elezioni anticipate

La Francia ha votato contro la decisione dell’Unione europea, ma l’accordo col Mercosur è passato e verrà siglato il 17 gennaio in Paraguay. L’intesa raggiunta da Bruxelles ha scatenato (ancora) le forti proteste degli agricoltori, che hanno portato i loro trattori fin sotto la Tour Eiffel. Ma anche in parlamento a Parigi, sia dalla sinistra che dalla destra: La France Insoumise e il Rassemblement National hanno infatti depositato due mozioni di censura contro il primo ministro Sebastien Lecornu, che saranno esaminate tra il 13 e il 14 gennaio. A un anno dalle Presidenziali l’ipotesi di una caduta del governo appare improbabile, ma – scrive Le Monde – il premier (in concerto col presidente Emmanuel Macron) ha ufficialmente incaricato Laurent Nuñez, ministro dell’Interno, di valutare la fattibilità di elezioni legislative anticipate, per il 15 e 22 marzo, in contemporanea con le Amministrative.

Strage di Crans-Montana, l’ammissione del proprietario del Constellation

Jacques Moretti, proprietario del Constellation, avrebbe ammesso di fronte agli inquirenti che la porta di emergenza situata nel seminterrato del locale di Crans-Montana era bloccata dall’interno. Lo riferisce la televisione svizzera Rts. Moretti, che è stato arrestato, avrebbe anche affermato di aver sbloccato lui stesso la porta dall’esterno, una volta giunto sul posto, trovando diversi corpi senza vita ammucchiati. Inoltre avrebbe anche dichiarato di aver sostituito lui stesso la schiuma fonoassorbente che ha preso fuoco, innescando il rogo in cui sono morti 40 ragazzi. Moretti è al momento accusato con la moglie Jessica Maric (ai domiciliari con braccialetto elettronico), di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Ma adesso si potrebbe configurare la contestazione del reato di omicidio per dolo eventuale.

La vicesindaca di Crans-Montana chiede scusa per i mancati controlli

Bonvin Clivaz, vicesindaca di Crans-Montana, in una intervista rilasciata sempre a Rts, ha chiesto scusa alle famiglie delle vittime e dei feriti. Questo dopo le polemiche suscitate dal primo cittadino Nicolas Féraud, che non lo aveva fatto nella conferenza stampa all’indomani della tragedia. «Non ci sono scuse per non aver chiesto scusa. Sui controlli c’è stata una mancanza, non li abbiamo fatti e ammettiamo di non averli fatti e ci prendiamo la responsabilità per questa mancanza ma sarà l’inchiesta a dirlo, adesso non abbiamo ancora le vere risposte». Clivaz ha però allontanato le ipotesi di dimissioni da parte dell’attuale amministrazione di Crans-Montana.

Iran, Khamenei alza il livello di allerta dei Guardiani della rivoluzione

Non si placano le proteste di piazza in Iran, dove è salito ad almeno 65 morti il bilancio delle vittime tra i manifestanti e le persone arrestate sono più di 2.300. La rivolta popolare, giunta al 14esimo giorno, preoccupa a tal punto il regime di Teheran da aver portato l’ayatollah Ali Khamenei a porre il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica in uno stato di allerta più elevato rispetto a quello in cui si trovava a giugno del 2025, durante la guerra con Israele. Lo hanno detto al Telegraph alcuni funzionari di Teheran, spiegando che «Khamenei è in stretto contatto più con le Guardie della Rivoluzione che con l’esercito o la polizia, perché ritiene che il rischio di defezioni tra i pasdaran sia pressoché inesistente, mentre altri lo hanno fatto in passato».

Il Procuratore generale: «Tutti i manifestanti rischiano la pena di morte»

Nell’Iran senza Internet, il regime ormai spara a vista sui manifestanti: secondo la Bbc gli ospedali di Teheran e Shiraz sono al collasso, con centinaia di pazienti feriti alla testa e agli occhi dalle forze dell’ordine. E c’è chi parla di oltre 200 morti, circa il triplo di quanto stimato dalle ong. La televisione di Stato, però, manda in onda solo immagini di palazzi e moschee distrutti da «rivoltosi e criminali». Tutti i manifestanti alle proteste che dilagano in Iran saranno accusati di essere “nemici di Dio” (“mohareb”), reato punibile con la pena di morte: lo ha dichiarato il procuratore generale del Paese, Mohammad Movahedi Azad.

Tennis, Musetti batte Rublev a Hong Kong e diventa numero 5 al mondo

Grande inizio di anno per Lorenzo Musetti, che a Hong Kong in un colpo solo raggiunge la finale del Bank of China Tennis Open e diventa numero 5 al mondo. L’azzurro si è imposto nella semifinale dell’Atp 250 sul russo Andrey Rublev in rimonta e in tre set con il punteggio di 6-7 (3), 7-5, 6-4, in 2 ore e 45 minuti di gioco: all’ultimo atto del torneo affronterà il vincente tra Marcos Giron e Aleksandr Bublik. La finale è in programma domenica 11 gennaio: nello stesso giorno Musetti giocherà anche la finale in doppio insieme a Lorenzo Sonego.

Musetti, certo di scavalcare con 4.105 punti Alex De Minaur (fermo a 4.080) dopo l’eliminazione dell’Australia in United Cup, sarà il terzo azzurro capace di entrare in top 5 nell’era del ranking computerizzato – iniziata nel 1973 – dopo Adriano Panatta e Jannik Sinner. Da lunedì, dunque, l’Italia avrà per la prima volta due giocatori tra i primi cinque del mondo.

Can Yaman è stato arrestato in Turchia in un raid antidroga

L’attore turco Can Yaman, popolarissimo in Italia per aver interpretato il ruolo di protagonista in alcune serie tivù di successo e nuovo volto di Sandokan, è stato arrestato in Turchia nell’ambito di un’inchiesta sul traffico e il consumo di sostanze stupefacenti. Il fermo è avvenuto a Istanbul, nell’ambito di blitz che nella notte tra il 9 e il 10 gennaio hanno colpito nove night club della metropoli affacciata sul Bosforo: assieme a Yaman sono state fermate altre sei persone, tra cui la collega attrice Selen Görgüzel, alcuni pusher e un gestore di un locale. L’operazione di polizia sta andando avanti da diverse settimane e ha già portato all’arresto di oltre 20 personaggi noti in Turchia.

Can Yaman è stato arrestato in Turchia in un raid antidroga
Can Yaman è stato arrestato in Turchia in un raid antidroga
Can Yaman è stato arrestato in Turchia in un raid antidroga
Can Yaman è stato arrestato in Turchia in un raid antidroga
Can Yaman è stato arrestato in Turchia in un raid antidroga

Morte di Alex Marangon, svolta nel caso: cinque indagati

Svolta nelle indagini per la morte di Alex Marangon, 25enne barista di Marcon (Venezia), che fu trovato senza vita nel Piave il 2 luglio 2024, dopo aver preso parte a un rito sciamanico a Vidor, nel Trevigiano. Cinque persone sono state infatti iscritte nel registro degli indagati, con le accuse di morte in conseguenza di altro reato e cessione di sostanze stupefacenti. Secondo la ricostruzione ipotizzata dalla magistratura, Marangon sarebbe precipitato sul letto ghiaioso del fiume da un terrapieno alto una decina di metri, probabilmente privo di lucidità a causa dell’assunzione di varie sostanze. (aveva sicuramente consumato un decotto di ayahuasca).

Chi sono le cinque persone iscritte nel registro degli indagati

Sono stati iscritti nel registro degli indagati Diana Da Sacco, moglie del proprietario dell’abbazia di Santa Bona (ex edificio religioso oggi adibito a residenza privata e sede per eventi), Andrea Zuin e Tatiana Marchetto, ovvero gli organizzatori dell’evento, e i due curanderos colombiani Jhonni Benavides e Sebastian Castillo, che gestirono la liturgia pagana. Quest’ultimi, tornati nel loro Paese dopo il ritrovamento del cadavere di Marangon, sono tuttora irreperibili. Il 15 gennaio la procura conferirà l’incarico al medico legale di effettuare l’analisi dei capelli di tutte le 20 persone che tra il 29 e il 30 giugno 2024 parteciparono al rito sciamanico, già prelevati nelle prime fasi dell’inchiesta.

Minneapolis, il video dalla prospettiva dell’agente che ha ucciso Renee Good

Sono state diffuse le immagini riprese col cellulare da Jonathan Ross, l’agente dell’Ice che a Minneapolis ha sparato a Renee Good, uccidendo la donna durante un raid anti-immigrati. Nel video si vede Good dire a Ross (che aveva il passamontagna): «È tutto ok, non ce l’ho con te, puoi mostrare il volto». In sottofondo si sente la voce della compagna, che viene poi ripresa nel tentativo di aprire la portiera, come per andare via. A questo punto arrivano gli altri agenti dell’Ice, che urlano a Good di uscire. La donna al volante prova ad allontanarsi, facendo una piccola marcia indietro, per poi ripartire. Dopo un «oh!» di sorpresa da parte di un agente, ecco i tre spari.

Il video è stato su X dal vicepresidente americano JD Vance. «A molti di voi è stato detto che questo agente delle forze dell’ordine non è stato investito da un’auto e ha assassinato una donna innocente», ha scritto il numero due della Casa Bianca, proseguendo poi: «La realtà è che la sua vita era in pericolo e ha sparato per legittima difesa». il filmato però non mostra affatto che l’agente rischiava di essere investito.

Terremoto di magnitudo 5.1 al largo della Calabria

Un terremoto di magnitudo 5.1 si è verificato alle 5:53 lungo la costa calabrese sud-orientale. L’epicentro, secondo quanto riporta il sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato individuato nel Mar Ionio a una profondità di 65 chilometri. La scossa è stata avvertita in tutta la Calabria e nelle province della Sicilia orientale, con segnalazioni da Catania, Ragusa e Messina. Ma è stata percepita anche in Puglia, tra Taranto e Bari, e persino a Malta. Nonostante la magnitudo elevata, non si segnalano danni a cose o persone. La circolazione ferroviaria è stata però sospesa in Calabria, possibili ritardi e cancellazioni.

L’annuncio di Trump sul sequestro della petroliera Olina

Gli Stati Uniti hanno agito in accordo con le autorità venezuelane per bloccare una nave cisterna salpata dal Paese sudamericano: lo ha annunciato Donald Trump riferendosi alla petroliera Olina, spiegando che l’imbarcazione «era partita dal Paese senza la nostra autorizzazione». Il presidente ha precisato che la petroliera è stata rimandata indietro e che «sta ora tornando in Venezuela e il petrolio verrà venduto attraverso l’accordo energetico che abbiamo creato appositamente per questo tipo di transazioni». Nel corso di un incontro alla Casa Bianca con i vertici delle principali compagnie petrolifere internazionali, Trump ha inoltre chiarito che saranno gli Stati Uniti a stabilire «quali compagnie potranno lavorare in Venezuela» e, rivolgendosi agli amministratori delegati presenti, tra cui quello di Eni, ha assicurato che «Ora in Venezuela avete la sicurezza totale».

La replica dell’Anm a Meloni: «Delegittimazione pericolosa»

La frattura tra Giorgia Meloni e magistratura si acuisce con la replica dell’Associazione Nazionale Magistrati alle parole della premier espresse in conferenza stampa. L’Anm contesta una «delegittimazione pericolosa per la stessa tenuta dello stato di diritto» e ribadisce che «i magistrati italiani svolgono il compito previsto dalla Costituzione, quello di applicare la legge e tutelare i diritti. Lo hanno fatto costantemente in maniera equilibrata nonostante i pesanti attacchi ricevuti da più parti. La costante delegittimazione dei magistrati, del loro lavoro e delle decisioni prese solo ed esclusivamente in base alla legge è pericolosa». L’associazione invita il governo a chiarire sui tagli in bilancio, i precari, l’informatica e l’edilizia giudiziaria: «Per far funzionare in maniera più efficace la macchina della giustizia sarebbe auspicabile che il governo desse risposte sui tagli in legge di Bilancio, sui precari e sui problemi dell’informatica e dell’edilizia giudiziaria. Chiediamo da tempo risposte su questi temi per garantire un miglior servizio agli italiani».

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Le accuse di Meloni: dall’imam di Torino al caso Almasri

Nel contesto della campagna referendaria per la riforma della giustizia del 22-23 marzo, Meloni ha criticato i magistrati per alcuni casi recenti, come quello dell’imam di Torino, dove «la polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l’espulsione e l’espulsione viene bloccata», auspicando unità con forze dell’ordine e Parlamento: «occorre lavorare tutti nella stessa direzione, governo, forze di polizia e magistratura». Ricorda precedenti come il «danno alla nazione» dell’inchiesta su Almasri da parte di «un pezzetto di magistratura» che voleva «governare», e i blocchi ai trasferimenti in Albania. Sul referendum e la separazione delle carriere, accusa l’Anm di auto-delegittimarsi con la campagna nelle stazioni: «Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima»; un no non implicherà sue dimissioni. Il Comitato Giusto Dire no risponde: «Rifiutiamo la campagna di delegittimazione che è in corso nei nostri confronti: ciò che è stato scritto sui nostri manifesti è frutto di ciò che stato affermato dal ministro della Giustizia».

La conferma di Rodriguez: «Delegazione Usa arrivata a Caracas»

Il governo venezuelano guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato l’arrivo a Caracas di un team del Dipartimento di Stato statunitense incaricato di «realizzare valutazioni tecniche e logistiche inerenti le funzioni diplomatiche». Lo si apprende da un comunicato ufficiale che preannuncia la partenza di diplomatici venezuelani verso gli Stati Uniti per condurre analoghe verifiche. Caracas, che si definisce «vittima di un’aggressione», ha sottolineato di voler gestire la questione percorrendo «la via diplomatica» e ha rivelato l’avvio di colloqui «esplorativi» volti a ricucire i legami interrotti nel 2019 durante la presidenza di Nicolás Maduro, inclusa la possibile riattivazione dell’ambasciata americana.

Iran, secondo le Ong sono «oltre 50 i morti nelle manifestazioni»

Un’organizzazione per i diritti umani ha reso noto che più di 50 dimostranti sono morti nelle quasi due settimane di agitazioni in Iran, innescate dall’indignazione per il rincaro dei prezzi. «Almeno 51 manifestanti, tra cui nove minori di 18 anni, sono stati uccisi e centinaia di altri sono rimasti feriti nei primi 13 giorni del nuovo ciclo di proteste nazionali in Iran», ha affermato l’Ong norvegese Iran Human Rights, aggiornando il precedente conteggio di 45 vittime reso pubblico l’8 gennaio.

L’appello Onu: «Indagare sulle morti durante le manifestazioni»

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha sollecitato un’inchiesta «rapida» e «indipendente» sulle uccisioni verificatesi durante le manifestazioni che hanno attraversato l’Iran per giorni. «I responsabili delle violazioni si adeguino in conformità con le norme e gli standard internazionali», ha dichiarato Türk, segnalando inoltre allarme per l’interruzione della rete internet nel territorio. «Tali azioni compromettono la libertà di espressione e l’accesso alle informazioni, e incidono sul lavoro di coloro che documentano le violazioni dei diritti umani, nonché sull’accesso ai servizi essenziali e di emergenza», ha sottolineato.

La denuncia di Kyiv: «La Russia ha attaccato due navi cargo nel Mar Nero»

Le autorità ucraine hanno reso noto che unità russe hanno attaccato due mercantili al largo della costa meridionale nel Mar Nero, causando la morte di un marittimo siriano imbarcato su una delle unità colpite. Una delle navi era diretta a caricare cereali nel terminal di Chornomorsk, mentre l’altra ha subito l’aggressione in prossimità di Odessa durante il trasferimento di soia, come dettagliato dal ministro della Restaurazione Oleksiy Kuleba via Telegram. «Purtroppo, l’attacco ha provocato la morte di un membro dell’equipaggio, un cittadino siriano», ha precisato.

Reazioni occidentali e Mosca sulle parole di Meloni

Il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno denunciato gli assalti russi, inclusi i lanci con il missile balistico Oreshnik a medio raggio in Ucraina occidentale, definendoli «un’escalation inaccettabile», hanno dichiarato al termine del loro colloquio telefonico successivo alla conferenza della coalizione dei volenterosi del 6 gennaio a Parigi. Intanto l’inviato di Putin, Kirill Dmitriev, ha approvato le dichiarazioni della premier italiana Giorgia Meloni, che nella conferenza stampa del 9 gennaio ha auspicato: «È ora che la Ue parli con la Russia» e si è detta «favorevole» a nominare un inviato speciale Ue sull’Ucraina. Su X, Dmitriev ha commentato: «Un dialogo rispettoso è sempre una buona cosa».

Germania, palazzina esplode per una fuga di gas: sterminata una famiglia italiana

Un intero nucleo familiare italiano è morto a Albstadt, in Germania, a seguito del crollo di una palazzina a causa di un’esplosione, che sarebbe stata provocata da una fuga di gas. Le vittime sono Francesco Liparoto, 33 anni, la moglie Nancy Giarraca, 30 anni, e il loro bambino di sei anni, Bryan. La coppia era originaria di Castellammare del Golfo (Trapani). Liparoto viveva in Germania da circa 10 anni e lavorava in una ditta del settore del vetro.

Confermato l’ergastolo per l’ex medico della Virtus Giampaolo Amato

La Corte d’assise di appello di Bologna ha ratificato la condanna all’ergastolo nei confronti di Giampaolo Amato, un tempo medico della Virtus, ritenuto responsabile degli omicidi della moglie Isabella Linsalata, ginecologa di 62 anni spirata tra il 30 e il 31 ottobre 2021, e della suocera Giulia Tateo, 87 anni, mancata 22 giorni prima. I magistrati hanno avallato il verdetto emesso in primo grado, sposando l’istanza avanzata dalla procura generale, secondo cui le due vittime sarebbero perite a causa di un cocktail di medicinali somministrati con intento letale.

Le parole di Amato prima della sentenza

Prima che i giudici si pronunciassero, Amato, recluso da aprile 2023, ha proclamato la propria innocenza: «Sono solo un uomo che ha visto la sua vita travolta dal sospetto di un duplice delitto. Le morti di Isabella e di sua mamma sono spiegabili, ed è stato fatto in maniera logica dai miei difensori. È stata solo una tragedia. Quello che voglio farvi comprendere è che io non ne porto la responsabilità. Sono innocente e non smetterò mai di gridarlo. Per me, per i miei figli e per la verità, senza la quale non c’è giustizia». «Non ho commesso quello che mi viene addebitato», ha ribadito Amato, «non ho ucciso mia moglie e mia suocera, non ho mai commesso un gesto di violenza verso altre persone. Sono un medico, ho dedicato tutta la mia vita alle cure».

Venezuela, le forze Usa sequestrano un’altra petroliera

Le forze armate americane hanno fermato una quinta imbarcazione dedita al trasporto di greggio venezuelano sotto regime sanzionatorio. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la Guardia costiera statunitense ha bloccato nella notte la petroliera Olina, un tempo chiamata Minerva e già colpita da misure punitive per aver gestito spedizioni di petrolio russo. La nave, che figura sotto bandiera di Timor Est, risultava con l’ultima posizione rilevata a metà novembre al largo del Venezuela, come indicato dai dati di monitoraggio navale citati dal quotidiano.

Venezuela, le forze Usa sequestrano un’altra petroliera
Donald Trump (Ansa).

L’abbordaggio è stato validato anche da Vanguard, ditta specializzata in sicurezza e rilevamento marittimo. L’operazione rientra in un piano esteso di controllo e blocco attuato dagli Stati Uniti su natanti accusati di aggirare le restrizioni sulle petroliere legate al Venezuela. Secondo le fonti, questo ennesimo sequestro potrebbe intensificare i contrasti tra Washington e Mosca, specie dopo il recente fermo di un’altra unità ritenuta di bandiera russa.