Università, l’annuncio sul semestre filtro di Medicina

Il semestre filtro d’accesso alla facoltà di Medicina, che ha debuttato alcuni mesi fa, sarà rivisto e corretto. La ministra dell’Università Anna Maria Bernini presenterà alcune modifiche per rivedere l’iter e dare maggiori garanzie agli studenti. Secondo Repubblica, Bernini ha escluso il ritorno ai test d’ingresso ma punta a intervenire sul nuovo sistema per dare più spazio alla didattica già dall’anno accademico 2026/2027. E quali potrebbe essere le modifiche? Innanzitutto si starebbe valutando una riduzione dei programmi d’esame, estendendo la durata delle lezioni e garantendo agli universitari più tempo tra la fine dei corsi e l’inizio degli esami. Bernini ne ha parlato al Consiglio nazionale degli studenti universitari, convocato a distanza di mesi dall’ultima volta. La ministra ha anche suggerito di istituire un tavolo di confronto permanente sulla riforma d’accesso a Medicina.

Semestre filtro, Bernini contestata ad Atreju

Le novità arrivano a distanza di alcuni giorni dallo scontro che la stessa Bernini ha avuto con alcuni studenti ad Atreju. La ministra è stata contestata e ha risposto citando Silvio Berlusconi: «Sapete come diceva il presidente Berlusconi? Siete sempre dei poveri comunisti. Prima di contestare fatemi parlare. Questo dimostra la vostra inutilità». Poco dopo è scesa tra il pubblico per confrontarsi direttamente con i giovani, ai quali ha rivolto anche la domanda: «Stavate meglio pagando 30 mila euro?». Bernini ha ricordato gli investimenti effettuati dal ministero, sostenendo: «Ho investito 9,4 miliardi sull’università e oltre 800 milioni sulle borse di studio». Ha poi accusato gli studenti di adottare «la strategia del caos», aggiungendo: «Parlano ma non ascoltano. Comincio a preoccuparmi quando qualche partito politico fa loro eco».

I risultati del primo appello

Ma il tema si è aperto dopo il primo appello delle tre prove d’esame, Chimica, Biologia e Fisica, tenutosi il 20 novembre. Soltanto il 22-23 per cento degli studenti ha superato le prime due materie. Mentre per la terza, ad aver preso almeno 18 è stato il 10-15 per cento degli esaminandi. Il secondo appello è stato il 10 dicembre e l’attesa per conoscere i risultati cresce. Il prossimo 12 gennaio, infine, sarà pubblicata la graduatoria nazionale. Un elenco in cui saranno inseriti anche gli studenti con solo due sufficienze su tre. Questi dovranno poi recuperare la terza materia entro il 28 febbraio.

L’Ue rivede i target sullo stop ai motori termici

La Commissione europea ha deciso di cancellare lo stop ai motori termici previsto nel 2035. Bruxelles ha parzialmente accolto le richieste dei produttori del settore automotive nel nuovo progetto di riforma del green deal, rivedendo i target precedentemente fissati sulla riduzione delle emissioni. Nel nuovo piano, le case automobilistiche dovranno rispettare un obiettivo di riduzione delle emissioni del 90 per cento dal 2035 in poi. Il restante 10 per cento, invece, dovrà essere compensato con l’utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell’Ue, oppure attraverso e-fuel e biocarburanti. Come spiegato da Repubblica, così facendo dal 2035 potranno continuare a circolare i veicoli ibridi plug-in, i range extender, i mild hybrid e quelli con motore a combustione interna. Inoltre nel pacchetto di riforme presentato, Bruxelles ha previsto, tra l’altro, maggiore flessibilità per adeguarsi ai target di taglio di emissioni nel triennio dal 2030 al 2032.

Emissioni e motori termici, dietrofront Ue

Già nel settembre 2025 era stata Ursula von der Leyen ad aprire alla possibilità di una riforma. La presidente della Commissione europea aveva affermato: «Vogliamo che il futuro delle automobili, e le automobili del futuro, siano prodotte in Europa. Stiamo quindi lavorando a stretto contatto con l’industria per far sì che tutto questo diventi realtà». In un lungo tweet von der Leyen aveva anche scritto: «Oggi abbiamo tenuto il nostro terzo dialogo strategico con il settore automobilistico e il nostro piano d’azione industriale sta già dando risultati. Stiamo tutelando le aziende europee dalla concorrenza sleale, migliorando l’accesso alle materie prime essenziali e supportando i lavoratori attraverso la riqualificazione. Abbiamo anche ascoltato le preoccupazioni del settore e concesso flessibilità di conseguenza. Combineremo la decarbonizzazione e la neutralità tecnologica. Ora che la tecnologia trasforma la mobilità e la geopolitica rimodella la competizione globale, non si può più tornare indietro come prima. Insieme, garantiremo che l’Europa rimanga all’avanguardia nell’innovazione automobilistica».

Manovra, dal Ponte sullo Stretto alla pensione anticipata: le novità

Arrivato il maxi emendamento alla Manovra annunciato dal ministro Giancarlo Giorgetti, che ridefinisce una Legge di bilancio da circa 3,5 miliardi di euro, intervenendo su più fronti: dalla Transizione 5.0 ai crediti d’imposta Zes fino alla questione Ponte sullo Stretto. La Manovra approderà in Senato lunedì 22 dicembre e il voto finale dovrebbe avere luogo il giorno successivo.

Spostati al 2033 i 780 milioni iscritti a bilancio nel 2025 per il Ponte sullo Stretto

Sul fronte delle grandi opere, sono stati spostati al 2033 i 780 milioni di euro iscritti a bilancio nel 2025 per l’avvio dei lavori per il Ponte sullo Stretto, posticipati sulla scia dello stop della Corte dei Conti. Non è stato modificato l’ammontare complessivo dei fondi autorizzati

Trasformazione 4.0 e 5.0, prorogate le agevolazioni per gli investimenti

Gli incentivi per la Transizione 4.0 e 5.0 vengono prorogati fino al 30 settembre 2028. Ma con due cambiamenti: è stata eliminata la maggiorazione prevista per gli investimenti “green” e l’accesso ai benefici è stato subordinato alla condizione che i beni acquistati siano prodotti all’interno dell’Ue. Iperammortamento e superammortamento diventano poi triennali per le imprese che investono in beni strumentali.

Balza al 58 per cento il credito d’imposta per la Zes unica agricoltura e pesca

Le percentuali del credito d’imposta per la Zes unica per agricoltura, pesca e acquacoltura nel 2026 salgono dal 15,2538 per cento al 58,7839 per cento, con riferimento agli investimenti effettuati dalle microimprese e dalle piccole e medie imprese nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e nel settore forestale, e dal 18,4805 per cento al 58,6102 per cento con riferimento agli investimenti effettuati dalle grandi imprese nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli.

Si allungano i mesi per la decorrenza della pensione anticipata

Aumentano i mesi per la decorrenza del trattamento pensionistico per i lavoratori che maturano i requisiti per il ritiro anticipato dal lavoro dal 2032. Per chi matura i requisiti per l’uscita anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi, con un anno in meno per le donne) nel 2031 c’è un posticipo della decorrenza di tre mesi. Che aumenta poi progressivamente: a quattro mesi per chi matura i requisiti nel 2032 e 2033, a cinque mesi per il 2034 e a sei mesi per il 2035.

Ampliata la platea delle aziende obbligate a versare il Tfr al fondo Inps

L’ultimo emendamento depositato dal governo alla manovra prevede anche, dal primo luglio 2026, l’adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione, con possibilità di rinunciare entro 60 giorni. Ampliata inoltre la platea delle aziende obbligate a versare il Tfr al fondo presso l’Inps. Per quanto riguarda le coperture, l’emendamento prevede un contributo da 1,3 miliardi di euro a carico delle assicurazioni, con un meccanismo di versamento anticipato pari all’85 per cento del contributo dovuto sui premi delle assicurazioni di veicoli e natanti relativi all’anno precedente.

Doppia Curva, le motivazioni delle condanne agli ultrà

La gestione esclusiva degli affari legati allo stadio avrebbe alimentato intimidazioni e violenze nella Curva Sud del Milan, garantendo introiti illegali, come quelli derivanti dalla rivendita dei biglietti, per oltre 100 mila euro all’anno. Diversa ma ugualmente rilevante la posizione della Curva Nord interista, definita «un mero contesto materiale di copertura» per traffici illeciti, sostenuti da «un rapporto di protezione di matrice mafiosa con l’avallo del clan di ‘ndrangheta dei Bellocco». È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza firmata dalla gup di Milano Rossana Mongiardo, citate dall’Ansa, che il 17 giugno ha condannato 16 imputati a pene complessive vicine ai 90 anni di carcere nel processo abbreviato nato dall’inchiesta della Dda e sfociato nell’inchiesta denominata Doppia curva.

Il perché delle condanne a Beretta e Lucci: gli ex leader delle curve

Le condanne più pesanti, dieci anni ciascuno, sono state inflitte agli ormai ex leader delle due curve di San Siro: Andrea Beretta per l’Inter e Luca Lucci per il Milan. Per l’interista il giudice ha riconosciuto le accuse contestate, dall’omicidio del 2024 di Antonio Bellocco, appartenente all’omonima cosca, fino a un tentato omicidio risalente a sei anni fa, oltre alle due associazioni per delinquere. Beretta dopo l’arresto è diventato collaboratore di giustizia dalla fine del 2024. Diversa la valutazione su Lucci, che secondo la giudice ha fatto quasi «da contrappeso» a Beretta, apparendo «scaltro e dotato di una intelligenza spietata», difendendosi «in maniera opportunistica negando ogni accusa». Pur definendosi «un vero tifoso» e ammettendo «errori di vita», Lucci non ha fornito elementi utili al procedimento, motivo per cui non gli sono state concesse attenuanti.

Omicidio Sharon Verzeni, chiesto l’ergastolo per Moussa Sangare

Il pubblico ministero Emanuele Marchisio, nel corso della sua requisitoria nel processo per l’omicidio di Sharon Verzeni, ha chiesto l’ergastolo per Moussa Sangare, spiegando che «non mancano le prove, ma le parole» per descrivere «un delitto assurdo» in cui «una vita è stata spezzata per un capriccio». Per l’accusa sussistono le aggravanti della minorata difesa e della premeditazione, ma soprattutto quella «gigantesca» dei futili motivi.

Sangare ha ritrattato dopo la confessione

Sangare, che ha ritrattato dopo aver confessato di aver accoltellato a morte la 33enne Verzeni nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola (Bergamo), ha cercato di intervenire durante la requisitoria. Ma il pm lo ha fermato: «Stia zitto, ora parlo io». Sottoposto a perizia psichiatrica, il 30enne Sangare è stato ritenuto capace di intendere e di volere.

Qatargate, il Parlamento europeo revoca l’immunità ad Alessandra Moretti

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla revoca dell’immunità parlamentare di Alessandra Moretti, consentendo così alla magistratura belga di proseguire le indagini nei suoi confronti nell’ambito del Qatargate, l’inchiesta esplosa nel dicembre 2022 sulla presunta compravendita di voti all’interno dell’Eurocamera. L’Aula ha confermato la decisione adottata il 3 dicembre dalla commissione Giuridica, approvandola a larga maggioranza: 497 i voti favorevoli, 139 i contrari e 15 le astensioni. Alla votazione hanno partecipato anche gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle, che avevano annunciato il loro sostegno alla revoca. Esito opposto, invece, per l’altra eurodeputata del Partito democratico coinvolta nella stessa richiesta. Nei confronti di Elisabetta Gualmini, infatti, l’Aula ha respinto la proposta di togliere l’immunità, confermando la linea indicata dalla commissione Juri: 382 voti a favore del mantenimento della protezione parlamentare, 254 contrari e 19 astenuti.

Paolo Tavian non è più presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici

Paolo Tavian non è più presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici (Fisip). Lo ha deliberato all’unanimità la Giunta del Comitato Italiano Paralimpico (Cip). La decisione di commissariare la Fisip arriva a meno di tre mesi dall’avvio dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026: come emerso da indagini condotte dal procuratore federale Stefano Comellini, Tavian (che era stato deferito) si sarebbe reso responsabile di abusi psicologici, molestie e minacce contro alcune donne che lavoravano con lui, e in particolare nei confronti dell’ex segretaria generale Sonia Nolli. Marco Giunio De Sanctis, presidente del Cip, ha dichiarato che la misura mira esclusivamente a «tutelare il percorso sportivo e istituzionale in vista dell’appuntamento olimpico».

La Fontana di Trevi sta per diventare a pagamento

Nel prossimo futuro per visitare la Fontana di Trevi si dovrà pagare un biglietto. L’ipotesi sul tavolo del Campidoglio è stata confermata dall’amministrazione comunale, che parla però di un progetto ancora in fase di definizione. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il contributo – pari a due euro – dovrebbe entrare in vigore dal 7 gennaio 2026, con accesso gratuito garantito ai residenti romani. Su questo punto, però, dal Comune arriva una precisazione: non esiste ancora una data ufficiale di avvio.

La precisazione del Campidoglio

Fonti del Campidoglio citate dall’Adnkronos chiariscono che si tratta di «un’ipotesi di lavoro su cui l’Amministrazione Capitolina sta ragionando da tempo» e che «ad oggi non sono state decise date, né sono state prese decisioni formali». Anche l’ufficio stampa dell’assessore al Turismo Alessandro Onorato conferma l’intenzione di introdurre il biglietto, ma smentisce che il calendario sia già definito. La ricostruzione del Corriere della Sera descrive comunque un modello già delineato: due corsie separate nella piazza – una per i residenti e una per i turisti — pagamento elettronico del ticket e mantenimento del numero chiuso già in vigore.

La Fontana di Trevi sta per diventare a pagamento
Fontana di Trevi (Imagoeconomica).

Le ragioni dell’introduzione del ticket per la Fontana di Trevi

Alla base della decisione c’è il sovraffollamento cronico dell’area. La Fontana di Trevi è uno dei luoghi più visitati di Roma: solo nei primi sei mesi del 2025 ha registrato oltre 5 milioni e 300 mila visitatori, più di quanti ne abbia avuti il Pantheon in tutto il 2024. Dopo la fine dei lavori di manutenzione straordinaria, il Comune ha già introdotto un limite massimo di 400 persone alla volta. Secondo le stime citate dal Corriere, il ticket da due euro potrebbe garantire circa 20 milioni di euro l’anno, risorse che l’amministrazione intende destinare alla gestione, alla sicurezza e alla tutela del monumento.

Cadavere sui binari nel Senese, bloccata l’Alta velocità tra Roma e Firenze

Forti ritardi sull’Alta velocità tra Roma e Firenze a causa del ritrovamento di un cadavere sulla ferrovia nei pressi della stazione di Chiusi-Chianciano Terme (Siena). Sono in corso le operazioni della Polfer e pertanto i treni potranno essere instradati sulla linea convenzionale, con un maggior tempo di percorrenza. Al momento si parla di ritardi quantificabili in 90 minuti, ma l’interessamento della linea ad alta velocità, su una tratta molto importante, ha temporaneamente diviso l’Italia in due e pertanto i disagi potrebbero aumentare.

Guerra in Ucraina, Mosca: «Nessuna concessione sui territori»

Dopo l’ottimismo di Trump, anche il viceministro degli Esteri russo Sergej Ryabkov, una via diplomatica per chiudere il conflitto in Ucraina sarebbe ormai vicina. In un’intervista esclusiva rilasciata ad Abc News, ha spiegato che le parti coinvolte sono «sul punto» di arrivare a una soluzione negoziata, sottolineando la disponibilità di Mosca a un’intesa. Nella stessa direzione vanno anche le valutazioni emerse da ambienti dell’amministrazione statunitense, secondo cui un accordo di pace tra Russia e Ucraina sarebbe più vicino che mai: funzionari americani hanno riferito che «letteralmente il 90 per cento» delle questioni aperte tra i due Paesi sarebbe già stato risolto.

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Ryabkov: «Non accetteremo truppe Nato sul territorio ucraino»

Ryabkov ha però fissato alcuni paletti ritenuti non negoziabili da Mosca. Nell’intervista ha ribadito che la Russia non accetterà in alcun modo la presenza di militari Nato in Ucraina, neppure nell’ambito di garanzie di sicurezza o di una eventuale Coalizione dei Volenterosi: «Non sottoscriveremo, accetteremo o saremo nemmeno soddisfatti di alcuna presenza di truppe Nato sul territorio ucraino». Il viceministro ha inoltre escluso qualsiasi concessione territoriali, chiarendo che Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e la Crimea restano fuori da ogni possibile compromesso: «Non possiamo assolutamente scendere a compromessi su di esse». Sul piano dei contatti diplomatici, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha smentito che vi siano state nuove conversazioni tra Vladimir Putin e Donald Trump dopo quella del 16.

No del Cremlino a una tregua natalizia: «Permette a Kyiv di prepararsi a continuare la guerra»

Il Cremlino ha poi respinto la proposta di una tregua natalizia avanzata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e sostenuta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo consultazioni con gli Stati Uniti a Berlino. Peskov ha chiarito la posizione di Mosca durante la consueta conferenza stampa telefonica, affermando: «Vogliamo la pace, non una tregua che dia sollievo agli ucraini e permetta loro di prepararsi a continuare la guerra». Lo stesso portavoce ha inoltre evitato di commentare le dichiarazioni dei leader europei sulle possibili garanzie di sicurezza per Kyiv, spiegando che il Cremlino non ha ancora ricevuto documenti ufficiali in merito. «Finora abbiamo visto solo resoconti giornalistici, ma non risponderemo», ha detto, aggiungendo: «Non abbiamo ancora ricevuto alcun testo. Quando li vedremo, li analizzeremo», come riportato da Ria Novosti.

Usa, nuovo raid nel Pacifico Orientale: uccisi otto presunti narcos

L’esercito degli Stati Uniti ha portato a termine una nuova serie di attacchi in acque internazionali contro navi dedite al traffico di droga. Su X lo US Southern Command ha infatti reso noto che la Joint Task Force Southern Spear «ha condotto attacchi cinetici letali su tre imbarcazioni gestite da organizzazioni terroristiche in acque internazionali», coinvolte in attività di narcotraffico nell’Oceano Pacifico orientale. Si tratta dell’ennesimo episodio dello scontro gli Stati Uniti di Donald Trump e il Venezuela di Nicolás Maduro.

«In totale, otto narcoterroristi di sesso maschile sono stati uccisi durante queste azioni: tre sulla prima imbarcazione, due sulla seconda e tre sulla terza», ha spiegato su X lo US Southern Command, sottolineando che l’attacco è stato condotto «sotto la direzione del Segretario Pete Hegseth». Da settembre gli Usa, nell’ambito della campagna lanciata da Trump contro il traffico di droga nella regione, hanno colpito 25 imbarcazioni nel Pacifico e nei Caraibi, uccidendo almeno 95 presunti narcos nelle varie operazioni.

Omicidio nel Bresciano, accoltellato un barista 55enne

Un uomo di 55 anni è stato ucciso nella tarda serata del 15 dicembre a Sarezzo, nel Bresciano, dopo essere stato ferito con un coltello all’esterno di un bar. L’aggressione è avvenuta intorno alle 23 e ha avuto come vittima Andrei Zakabluk, barista. Le sue condizioni sono apparse subito critiche: soccorso e trasportato in codice rosso all’ospedale di Gardone Val Trompia, è morto poco dopo il ricovero a causa delle lesioni riportate. L’uomo, cittadino italiano di origini ucraine, lavorava nel locale di proprietà della moglie.

Il presunto omicida si è presentato spontaneamente dai carabinieri

Il presunto responsabile dell’accoltellamento è Pirau Artenie, 32 anni, di nazionalità moldava, che si è presentato spontaneamente dai carabinieri ed è stato arrestato con l’accusa di omicidio aggravato. I militari hanno rinvenuto il coltello utilizzato per l’aggressione all’interno di un cassonetto vicino al luogo del ferimento. In base alle prime ricostruzioni investigative, il delitto sarebbe collegato a un episodio avvenuto alcuni mesi fa, quando il 32enne era stato coinvolto in una rissa all’interno del bar ed era stato denunciato dai titolari. L’uomo si sarebbe poi ripresentato nel locale, colpendo la vittima a una gamba e recidendo l’arteria femorale, ferita che si è rivelata fatale.

I repubblicani criticano Trump per il post su Rob Reiner

Pioggia di critiche su Donald Trump per il suo post sulla morte del regista Rob Reiner, per la quale lunedì è stato fermato il figlio Nick, di 32 anni. Il presidente ha attribuito la scomparsa del regista a una fantomatica «sindrome da ossessione per Trump», sostenendo che Reiner sarebbe morto «a causa della rabbia che ha provocato negli altri». Il riferimento è all’attivismo politico del regista, che negli ultimi anni aveva apertamente appoggiato i Democratici e criticato aspramente Trump. Dopo la pubblicazione del post su Truth, diversi repubblicani, democratici e celebrità di Hollywood hanno preso le distanze dal presidente.

Il deputato Massie: «Sfido il mio partito e il vicepresidente a difendere le parole di Trump»

Tra i primi a prendere le distanze c’è stato il deputato repubblicano Thomas Massie, del Kentucky: «Indipendentemente da come la si pensasse su Rob Reiner, questo è un linguaggio inappropriato e irrispettoso su un uomo che è stato appena brutalmente ucciso». Massie ha aggiunto: «Sfido chiunque nel mio partito, incluso il vicepresidente e lo staff della Casa Bianca, a difendere queste parole». Sulla stessa linea Marjorie Taylor Greene, che da fedelissima di Trump si è recentemente trasformata in una delle voci più critiche all’interno del partito. La deputata, che lascerà il Congresso dal 5 gennaio, ha ricordato al presidente che quanto accaduto è «una tragedia familiare, non una questione di politica o di nemici politici». Greene ha scritto che «molte famiglie affrontano la dipendenza da droghe e problemi di salute mentale di un familiare. È incredibilmente difficile e dovrebbe essere affrontato con empatia, soprattutto quando finisce in un omicidio». Il deputato di New York Mike Lawler ha liquidato il post di Trump come «sbagliato», aggiungendo: «Indipendentemente dalle opinioni politiche, nessuno dovrebbe essere vittima di violenza». Anche la repubblicana Stephanie Bice ha invitato a «pregare per la famiglia» invece di «fare politica».

I repubblicani criticano Trump per il post su Rob Reiner
Donald Trump (Ansa).

Le critiche dei Democratici e delle celebrità

Il governatore democratico della California Gavin Newsom ha definito il post del presidente incompatibile con il ruolo istituzionale che ricopre: «Quest’uomo è malato», ha scritto su X. Sulla stessa linea il deputato democratico della Florida Maxwell Alejandro Frost, che ha commentato: «Che pezzo di spazzatura spregevole». Il senatore del Connecticut Chris Murphy ha accusato Trump di aver oltrepassato ogni limite: «Ha completamente perso il controllo. Ora dice che Rob e Michele Reiner si sono causati da soli il loro omicidio perché non lo sostenevano. È disgustoso». Alle critiche politiche si sono aggiunte quelle degli attori. Patrick Schwarzenegger ha scritto: «Che dichiarazione disgustosa e vile». Whoopi Goldberg, che ha definito Reiner «un uomo davvero straordinario», ha attaccato direttamente il presidente ricordando il suo discorso al funerale di Charlie Kirk: «Dopo aver parlato a lungo di rispetto e compassione, pubblica questo. Non hai vergogna? Nessuna vergogna?».

Perché Trump ha intentato una causa da 10 miliardi di dollari contro la Bbc

Donald Trump ha avviato una causa civile contro la Bbc chiedendo un risarcimento complessivo di 10 miliardi di dollari per la diffusione, nel 2024, di un documentario contenente un montaggio ritenuto ingannevole di un suo intervento del 6 gennaio 2021, giorno dell’assalto al Congresso. L’azione legale, riferisce Bloomberg, è stata depositata presso un tribunale federale di Miami e contesta all’emittente britannica sia la diffamazione sia la violazione del Deceptive and Unfair Trade Practices Act della Florida, norma pensata per tutelare i consumatori da pratiche scorrette o fuorvianti. Per ciascuna delle due contestazioni, il presidente chiede un risarcimento di 5 miliardi di dollari.

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La spiegazione della Bbc: «Errore non intenzionale»

La Bbc aveva riconosciuto di aver alterato il discorso trasmesso all’interno del programma Panorama, spiegando che l’unione di due passaggi distinti era frutto di un errore non intenzionale e privo di finalità diffamatorie. L’emittente aveva inoltre inviato una lettera di scuse a Trump, sostenendo però l’assenza dei presupposti per un’azione legale, anche perché il documentario era stato trasmesso esclusivamente nel Regno Unito e non avrebbe arrecato danni al presidente, rieletto poco tempo dopo. Le spiegazioni non hanno però fermato l’iniziativa giudiziaria: «Bbc, un tempo rispettata e ora caduta in disgrazia, ha diffamato il presidente manipolando in modo intenzionale, maliziosamente e in modo ingannevole il suo discorso, nel tentativo sfacciato di interferire nelle elezioni del 2024», si legge nella dichiarazione dei legali di Trump.

Vertice di Berlino, l’Europa pronta a guidare una forza multinazionale in Ucraina

Il vertice di Berlino tra Stati Uniti, Ucraina e i principali alleati europei ha prodotto un avanzamento concreto sul capitolo delle garanzie di sicurezza per Kyiv, mentre resta irrisolto il nodo dei territori occupati dalla Russia. Dopo due giorni di consultazioni tra Volodymyr Zelensky e gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, americani ed europei parlano di un riallineamento politico che rende la possibilità di un cessate il fuoco «reale».

Il punto sulle garanzie di sicurezza e i territori occupati

Il punto di maggiore convergenza riguarda le garanzie di sicurezza post-cessate il fuoco. La Casa Bianca ha messo sul tavolo un pacchetto definito «molto robusto», con un meccanismo di monitoraggio sulla tregua guidato da Washington e la disponibilità europea a creare una forza multinazionale guidata dalla cosiddetta coalizione dei volenterosi, in particolare Francia, Germania e Regno Unito. La forza si occuperebbe di assistere le forze ucraine e mettere in sicurezza i cieli e i mari dell’Ucraina, anche operando all’interno del Paese. La proposta prevede anche il sostegno occidentale a un esercito ucraino di 800 mila militari. I funzionari americani hanno parlato di garanzie paragonabili al meccanismo dell’articolo 5 della Nato, pur senza l’ingresso di Kyiv nell’Alleanza. Sul fronte territoriale invece rimangono diversi ostacoli. Zelensky ha respinto l’ipotesi di cessioni territoriali, mentre gli Stati Uniti sono restano più aperti sul tema, esplorando soluzioni negoziali che includono formule come il congelamento della linea del fronte, lo status speciale e zona economica libera.

Vertice di Berlino, l’Europa pronta a guidare una forza multinazionale in Ucraina
Volodymyr Zelensky e Friedrich Merz (Ansa).

Trump: «Pace in Ucraina mai così vicina»

Donald Trump, parlando dallo Studio Ovale, ha dichiarato che l’Ucraina «ha già perso territorio», sottolineando però che l’obiettivo condiviso con l’Europa è evitare una nuova guerra attraverso solide garanzie di sicurezza. Il presidente americano ha detto di aver parlato con Vladimir Putin e ha affermato che la pace «non è mai stata così vicina». Sempre a margine del vertice la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha scritto su X: «Ottimo incontro stasera a Berlino. Stiamo assistendo a progressi concreti grazie all’allineamento tra Ucraina, Europa e Stati Uniti. Gli ucraini difendono coraggiosamente la loro indipendenza ogni giorno».

Usa, Pam Bondi: «Sventata serie di attacchi terroristici in California»

Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso noto l’arresto di quattro persone sospettate di far parte di un gruppo estremista e accusate di stare organizzando una serie di attacchi coordinati nel sud della California durante la notte di Capodanno. In base all’incriminazione depositata, i fermati erano stati arrestati nei giorni scorsi a Lucerne Valley, un’area desertica a est di Los Angeles, dove sarebbero stati impegnati nella preparazione di ordigni rudimentali destinati agli attentati pianificati.

Kash Patel: «Gruppo di sinistra, pro Pal e anti governativo»

Secondo quanto scritto dal direttore dell’Fbi, Kash Patel, in un messaggio pubblicato su X, gli indagati «si autodefiniscono membri del Turtle Island Liberation Front, gruppo estremista di sinistra motivato da un’ideologia pro Palestina, anti-forze dell’ordine e anti-governativa», e avrebbero «pianificato attacchi nella notte di Capodanno, prendendo di mira cinque diverse località a Los Angeles». La procuratrice generale Pam Bondi, ha dichiarato che l’Fbi e il dipartimento hanno «sventato quello che sarebbe stato un massiccio e orribile complotto terroristico in California».

Gruppo Caltagirone, voto su Mps e Generali passa dal Comitato indipendenti

Francesco Gaetano Caltagirone rinuncia in qualità di presidente a esercitare «i poteri delegati per l’esecuzione del voto nelle assemblee di Banca Mps e Assicurazioni Generali». La scelta, precisa la nota, è stata adottata «allo scopo di evitare ogni possibile strumentalizzazione dannosa per la Società rispetto alla gestione delle partecipazioni direttamente e indirettamente detenute in Mps e Assicurazioni Generali».

Caltagirone: «Con Delfin acquisti differenziati e non coordinati nel tempo»

Nel corso della riunione, il presidente Francesco Gaetano Caltagirone ha inoltre illustrato un’analisi sui rapporti con Delfin, chiarendo che gli acquisti di azioni Mediobanca da parte delle due realtà «non sono stati coordinati differenziandosi invece negli anni per entità e tempistiche» e che, nella maggior parte delle occasioni, «hanno espresso, nella gran parte dei casi, voto divergente». È stato anche ricordato che, durante il consiglio di amministrazione di Mps che ha deliberato sull’Ops su Mediobanca, i due consiglieri indicati dal gruppo Caltagirone «hanno volontariamente abbandonato l’adunanza che ha deliberato l’Offerta senza dunque prendere parte alla votazione». Sempre al termine del Cda, Generali Spa ha diffuso una nota nella quale, «ribadendo la piena fiducia nella magistratura procedente», ha confermato «la piena convinzione nella correttezza dei comportamenti del Presidente della Società auspicando che, in tempi celeri, la stessa possa essere riconosciuta anche a tutela di una buona gestione del gruppo».

Morte Rob Reiner e Michele Singer, arrestato il figlio Nick

Nick Reiner, figlio di Michele Singer e del regista Rob Reiner, è stato rinchiuso nel carcere della contea di Los Angeles con l’accusa di aver ucciso entrambi i genitori. A riportarlo è il Los Angeles Times, che cita i registri penitenziari: poche le informazioni disponibili, ma viene indicata una cauzione fissata a 4 milioni di dollari. A quanto emerso, il secondogenito del regista sarebbe stato fermato intorno alle 21.15 (ora locale), mentre l’arresto è stato formalizzato alle 5.04 della mattina.

I problemi di dipendenza di Nick Reiner

Nel corso degli anni Nick Reiner ha attraversato lunghi periodi segnati dalla dipendenza, alternando permanenze in centri di riabilitazione a momenti vissuti in strada. Nel 2015 aveva completato un percorso di disintossicazione e aveva collaborato con il padre al film La rivoluzione di Charlie, un’opera a carattere semi-autobiografico incentrata proprio sui temi della dipendenza e del recupero. I corpi del celebre regista e della moglie sarebbero stati scoperti da una delle figlie all’interno della loro abitazione di Los Angeles, con la gola tagliata. Restano al momento poco chiari i motivi che avrebbero portato alla violenza, ipotizzata dopo una lite in ambito familiare.

Trump: «Rob Reiner ossessionato da me»

Sulla vicenda è intervenuto anche Donald Trump con un messaggio pubblicato su Truth, nel quale ha commentato la morte di Rob Reiner e della moglie Michele attaccando il regista per il suo impegno politico a favore dei Democratici. «Ieri sera è accaduto un fatto molto triste a Hollywood. Rob Reiner, un regista e attore comico un tempo di grande talento, ma tormentato e in preda a gravi difficoltà, è deceduto insieme alla moglie, Michele, a quanto pare a causa della rabbia che aveva suscitato negli altri a causa della sua grave, irremovibile e incurabile afflizione, nota come Sindrome da Delirio di Trump», ha scritto il presidente degli Stati Uniti. Trump ha poi aggiunto che Reiner «era noto per aver fatto impazzire le persone con la sua ossessione sfrenata per il Presidente Donald J. Trump, e la sua evidente paranoia aveva raggiunto livelli inauditi mentre l’amministrazione Trump superava ogni obiettivo e aspettativa di grandezza, inaugurando un’Età dell’Oro per l’America, forse senza precedenti. Che Rob e Michele riposino in pace!», conclude il post.

Zaia eletto presidente del Consiglio Regionale del Veneto

L’ex governatore Luca Zaia è stato eletto presidente del Consiglio regionale del Veneto durante la prima seduta della nuova assemblea, riunitasi a Palazzo Ferro Fini. La nomina di Zaia (eletto consigliere con oltre 200 mila preferenze) è avvenuta con 34 preferenze su 51 al primo scrutinio, che richiedeva la maggioranza qualificata dei due terzi dei voti degli aventi diritto. «Non nego l’emozione. Questa per me è una nuova esperienza. Voglio ringraziare il gruppo di maggioranza che mi ha chiesto la disponibilità a presiedere questo Consiglio. Le dinamiche della Regione penso di conoscerle sufficientemente bene e sento fino in fondo questa responsabilità», ha detto Zaia nel suo primo intervento nel nuovo ruolo, definendosi una «figura terza» e una «fonte di garanzia» per l’intera assemblea. Nel corso della seduta sono stati eletti anche i vicepresidenti del Consiglio regionale. Per la maggioranza è stato scelto Francesco Rucco, ex sindaco di Vicenza, mentre per la minoranza l’incarico è andato ad Andrea Micalizzi, già vicesindaco di Padova.

Narges Mohammadi ricoverata due volte dopo l’arresto

Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace, è stata portata due volte in ospedale dopo l’arresto del 12 dicembre scorso. Lo ha raccontato su X la Fondazione Narges, dopo aver sentito telefonicamente la famiglia della donna. Sul profilo si legge che l’iraniana «Narges ha detto che l’intensità dei colpi era così forte e violenta che è stata portata al pronto soccorso due volte. Le sue condizioni fisiche al momento della chiamata non erano buone». Già nel giorno dell’arresto la fondazione aveva lanciato un appello temendo per l’incolumità della premio Nobel. Mohammadi è stata arrestata il 12 dicembre nella città nord-orientale di Mashhad durante la cerimonia di lutto dell’avvocato Khosrow Alikordi. Oltre alla 53enne sono state arrestate anche Sepideh Gholian, Hasti Amiri, Pouran Nazemi e Alieh Motalebzadeh.