Brasile, Bolsonaro torna in carcere dopo le operazioni

Jair Bolsonaro è rientrato nel quartier generale della Polizia federale di Brasilia, dove sta scontando una condanna a 27 anni per il tentato golpe, dopo la fine del ricovero ospedaliero durato otto giorni. L’ex presidente brasiliano, in carica tra il 2019 e il 2022, era stato trasferito in ospedale il 24 dicembre con il via libera della Corte suprema per sottoporsi a un intervento chirurgico finalizzato alla correzione di due ernie inguinali. L’operazione, eseguita il giorno successivo senza complicazioni, ha segnato la prima uscita dal luogo di detenzione in cui Bolsonaro si trova dallo scorso novembre.

Il ritorno il carcere dopo il no agli arresti domiciliari

Durante la degenza, i medici hanno effettuato altri tre interventi per tentare di alleviare il singhiozzo persistente che lo affligge da mesi, oltre a un’endoscopia che ha riscontrato esofagite e gastrite. Secondo i sanitari, le condizioni generali dell’ex capo di Stato restano stabili, anche se il disturbo non è stato risolto. I problemi di salute di Bolsonaro sono legati anche alle conseguenze della coltellata all’addome subita nel 2018 durante una manifestazione elettorale. Il rientro in custodia è avvenuto dopo che il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes ha respinto, come già due settimane prima, la richiesta della difesa di concedere gli arresti domiciliari per motivi umanitari dopo le dimissioni dall’ospedale, rilevando che non sono stati presentati «nuovi fatti che possano annullare le ragioni della decisione di respingere la richiesta di arresti domiciliari umanitari emessa il 19 dicembre 2025».

Proteste in Iran, Trump minaccia Teheran

Gli Stati Uniti interverranno militarmente se l’Iran reprimerà violentemente le proteste che si stanno tenendo nella Repubblica Islamica contro il carovita e il deterioramento della situazione economica. Lo ha scritto Donald Trump su Truth: «Se l’Iran spara e uccide violentemente manifestanti pacifici, com’è sua abitudine, gli Stati Uniti d’America accorreranno in loro soccorso. Siamo carichi e pronti a partire. Grazie per l’attenzione». Le proteste in Iran si sono allargate da Teheran fino a grandi città come Isfahan, Shiraz e Mashhad, mentre l’inflazione ha superato il 42 per cento a livello nazionale.

La repressione sarebbe già diventata violenta in Iran

Dopo un primo momento in cui il governo si era mostrato accomodante verso le più grandi proteste in Iran dal 2022, sembra che la repressione da parte del regime sia già diventata violenta. Almeno sette persone sarebbero rimaste uccise in scontri tra i manifestanti e le forze di sicurezza tra il primo e il 2 gennaio. L’unica persona uccisa di cui le autorità hanno dato conferma ufficiale, tramite l’agenzia di stampa Irna, è un membro volontario delle Guardie rivoluzionarie.

Gaza, nuova stretta di Israele sugli aiuti

Il ministro per gli Affari della diaspora e la lotta all’antisemitismo Amichai Chikli ha comunicato che, a partire dal 1° marzo, 37 organizzazioni internazionali non potranno più operare a Gaza e nei Territori palestinesi. Secondo quanto riferito dal suo dicastero, «Le licenze sono scadute ed è vietato loro far arrivare aiuti. Hanno due mesi per ritirare i loro team». Alla base del provvedimento, spiegano le autorità, ci sarebbero motivazioni legate alla sicurezza e alla necessità di «impedire l’infiltrazione di operatori terroristici all’interno delle strutture umanitarie» straniere. Chikli ha ribadito: «L’assistenza umanitaria è benvenuta, lo sfruttamento delle strutture umanitarie a fini terroristici non lo è». Il confronto con il mondo delle Ong dura da marzo, quando Israele ha modificato le procedure di registrazione per le organizzazioni non governative.

L’impatto del lavoro di Medici senza frontiere a Gaza

Tra i soggetti coinvolti figurano realtà di primo piano come Norwegian Refugee Council, Oxfam, World Vision e Medici senza frontiere.  Le conseguenze di un blocco delle attività di Msf sono evidenziate dai dati: a Gaza un neonato su tre viene al mondo in strutture sostenute dall’organizzazione, un posto letto su cinque negli ospedali della Striscia resta operativo grazie al suo supporto e nel 2025 sono stati assistiti oltre 100 mila pazienti con traumi di guerra. La commissaria europea alla cooperazione Hadja Lahbib ha sollecitato Israele a rivedere la legge sulla registrazione delle Ong, ma il 29 dicembre la Knesset ha approvato un ulteriore irrigidimento delle norme, esteso anche ai rapporti con l’Unrwa, prevedendo l’interruzione delle forniture di acqua e gas alle sue sedi. Una scelta contestata dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che ha chiesto a Israele di ripristinare le garanzie giuridiche internazionali a tutela del lavoro dell’Unrwa e delle altre agenzie delle Nazioni Unite.

Mps, convocata un’assemblea straordinaria per modifiche allo statuto

Banca Monte dei Paschi di Siena ha convocato un’assemblea straordinaria il 4 febbraio 2026, alle ore 14:30. Tra i punti all’ordine del giorno alcune modifiche allo statuto, riguardanti in particolare la facoltà del cda uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo dell’organo; la rieleggibilità degli amministratori (e dunque l’abrogazione dell’articolo che prevede la non applicabilità all’ad del limite massimo di mandati); la riduzione alla quota minima di legge della percentuale degli utili da destinare a riserva legale e all’eliminazione della riserva statutaria. Gli azionisti potranno partecipare esclusivamente tramite il rappresentante designato. Mps precisa che l’efficacia delle proposte di modifica statutaria «è subordinata, oltre che al voto favorevole da parte dei soci – anche all’approvazione da parte della Banca Centrale Europea».

Zohran Mamdani ha revocato una misura pro-Israele del suo predecessore

La cerimonia di giuramento di Zohran Mamdani, celebrata prima con un rito notturno privato in una stazione della metropolitana dismessa di City Hall e poi con l’evento ufficiale davanti al municipio di New York, ha segnato l’inizio di una fase politica che il nuovo sindaco ha definito «audace» e senza compromessi. Il 34enne socialdemocratico è il primo sindaco musulmano nella storia della città, oltre al più giovane da oltre un secolo. È stato anche il primo a giurare sul Corano, e appena insediato ha revocato una delle ultime misure del suo predecessore Eric Adams che secondo i critici limitava la libertà di critica a Israele.

Mamdani revoca una misura pro-Israele ma mantiene l’Ufficio per il contrasto all’antisemitismo

In uno dei suoi primi atti da sindaco, Zohran Mamdani ha cancellato in blocco i decreti esecutivi firmati dal suo predecessore, Eric Adams, dopo il 26 settembre 2024, data dell’incriminazione dell’ex sindaco per corruzione. Tra le misure revocate, rientra l’adozione da parte delle agenzie di New York, a giugno, della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), utilizzata dall’amministrazione precedente e ritenuta problematica da parte di giuristi e organizzazioni per i diritti civili. La definizione dell’Ihra include una serie di esempi che, secondo i critici, tendono a sovrapporre l’antisemitismo a determinate forme di critica politica allo Stato di Israele. In particolare, alcuni passaggi equiparano l’odio antiebraico al sostegno a campagne di boicottaggio o pressione economica contro Tel Aviv. Dalla scorsa estate le agenzie comunali avevano quindi il divieto di aderire a boicottaggi o disinvestimenti contro Israele. Mamdani, però, non ha cancellato l’Ufficio comunale per il contrasto all’antisemitismo, istituito da Adams, ribadendo l’impegno a garantire sicurezza e riconoscimento alla comunità ebraica della città.

Zohran Mamdani ha revocato una misura pro-Israele del suo predecessore
Il giuramento di Zohran Mamdani davanti al senatore Bernie Sanders (Ansa).

Mamdani considera il suo mandato come un laboratorio politico da tenere d’occhio

Nel suo discorso inaugurale, Mamdani ha rivendicato apertamente la propria identità di socialista democratico, promettendo di governare come ha fatto in campagna elettorale: con un’agenda centrata su accessibilità economica, diritti sociali e classe lavoratrice. Ha respinto l’idea di «abbassare le aspettative» ora che è in carica, e ha parlato di New York come di un possibile laboratorio politico da osservare a livello nazionale e internazionale. Accanto a lui c’erano gli altri esponenti dell’ala più a sinistra del Partito democratico: Bernie Sanders, che lo ha ufficialmente insediato, e Alexandria Ocasio-Cortez.

Strage a Crans Montana, chi sono gli italiani coinvolti

L’ultimo bilancio aggiornato della strage di Capodanno a Crans-Montana conta almeno 47 vittime e 112 feriti. Tra loro ci sono anche numerosi italiani: 13 sono ricoverati in ospedale, mentre sei risultano ancora dispersi. È quanto emerge dal bollettino delle autorità svizzere e della Farnesina, mentre proseguono le operazioni di identificazione in una delle peggiori tragedie avvenute negli ultimi anni in una località turistica europea. L’incendio è divampato poco dopo l’1.30 del 31 dicembre nel bar Le Constellation, affollato da decine di giovanissimi riuniti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Le autorità stanno ancora lavorando all’identificazione delle decine di vittime, molte delle quali hanno subito ferite così gravi da rendere difficile la loro immediata identificazione. Per questo motivo le liste dei nomi non sono state ancora pubblicate e non si sa se ci siano cittadini italiani tra i morti.

Gli italiani identificati finora tra i dispersi e i feriti

Tra gli italiani che mancano ancora all’appello c’è Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna: era in vacanza con il padre e sarebbe stato visto per l’ultima volta mentre tentava di fuggire dal locale in fiamme. Disperso anche Riccardo Minghetti, sedicenne romano. Nessuna notizia nemmeno di Emanuele Galeppini, 17 anni, genovese, che viveva con la famiglia a Dubai e aveva telefonato a casa per gli auguri poco prima della tragedia. È ancora irreperibile Chiara Costanzo, 16 anni, di Milano, attesa per ore invano negli ospedali svizzeri dai familiari. Sul fronte dei feriti, c’è Francesca Nota, 16 anni, milanese, è in coma all’ospedale di Zurigo e non è stata trasferita perché non trasportabile. Nella serata di ieri sono invece arrivati al Niguarda di Milano Giuseppe Giola, 16 anni, di Milano, Manfredi Marcucci, 16 anni, romano, ed Eleonora Palmieri, 29 anni, di Cattolica: hanno ustioni gravi ma non sarebbero in pericolo di vita.

Strage a Crans Montana, chi sono gli italiani coinvolti
Una squadra del soccorso alpino nella cittadina svizzera di Crans-Montana (Ansa).

Le ipotesi sulle cause dell’incendio

Secondo le prime ricostruzioni, il rogo sarebbe stato innescato da candele scintillanti fissate su bottiglie di champagne, sollevate verso il soffitto in legno durante i festeggiamenti. Le autorità parlano di una dinamica di “flashover“: il rapido accumulo di calore e gas combusti sotto il soffitto avrebbe provocato l’estensione improvvisa delle fiamme a tutto l’ambiente: un evento considerato tra i peggiori dai vigili del fuoco. È stata aperta un’inchiesta per chiarire le responsabilità, mentre è stata esclusa fin dall’inizio l’ipotesi di un attacco terroristico.

Strage di Crans-Montana, coinvolti anche degli italiani

È salito ad almeno 47 morti e un centinaio di feriti il bilancio dell’incendio divampato la notte di Capodanno nel bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. Lo riporta il quotidiano svizzero Blick. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, tra i dispersi ci sono almeno 16 italiani che si teme possano essere rimasti coinvolti nel rogo. Tajani ha aggiunto che 12 sono stati rintracciati negli ospedali svizzeri. «Mi auguro non ci siano vittime ma non possiamo escludere nulla», ha dichiarato a SkyTg24, spiegando che «la situazione è caotica». I soccorritori, infatti, stanno procedendo con cautela all’interno del locale in quanto pericolante, e non tutte le vittime sono immediatamente identificabili a causa delle gravi ustioni riportate. Il vicepremier ha inoltre annunciato il trasferimento in Italia di tre ustionati gravi all’ospedale Niguarda.

La premier Giorgia Meloni esprime condoglianze

In una nota di Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha espresso «le più sentite condoglianze per il drammatico incendio verificatosi in Svizzera, a Crans-Montana». La presidente del Consiglio «segue con attenzione l’evolversi della situazione» ed è «in stretto contatto» con Tajani «al fine di assumere tutte le informazioni sull’accaduto e sul possibile coinvolgimento di connazionali». Nel comunicato, Meloni ringrazia anche «le risorse della Protezione civile già operative» ed esprime vicinanza «ai familiari delle vittime, ai feriti, alle istituzioni e al popolo elvetici».

Le possibili cause dell’incendio a Crans-Montana

La polizia cantonale ha escluso l’origine dolosa del rogo, ma le cause restano in fase di accertamento. Due giovani francesi hanno raccontato a BfmTv che sarebbe partito da alcune candeline di compleanno accese dai camerieri su bottiglie di champagne. Una testimone ha riferito: «Durante la serata, un cameriere è salito sulle spalle di un altro cameriere. Teneva in mano una candelina di compleanno, che era molto vicina al soffitto e il soffitto ha preso fuoco in un paio di minuti». Le autorità cantonali hanno spiegato che la tragedia sarebbe stata causata da un flashover, ovvero un «fenomeno pericolosissimo che vede il fuoco propagarsi all’improvviso e con violenza in ambienti chiusi provocando una o più esplosioni». I testimoni hanno raccontato anche di aver avuto difficoltà con l’evacuazione: all’interno del locale era presente una sola via di accesso e di fuga nel seminterrato.

Dl Milleproroghe, salta il bonus giovani e donne

Nel decreto Milleproroghe pubblicato in Gazzetta Ufficiale non c’è la proroga dei bonus per l’occupazione giovanile e femminile. Nel testo definitivo è infatti scomparso lo slittamento di un anno che figurava in una versione precedente del provvedimento e che avrebbe consentito di estendere gli incentivi anche oltre le scadenze già fissate. Restano quindi esclusi dal rinnovo il bonus giovani under 35 e il bonus donne, due strumenti pensati per favorire l’ingresso stabile nel mercato del lavoro di categorie considerate più fragili. Con la stessa scelta decadono anche altri interventi: la proroga del bonus per lo sviluppo occupazionale nelle Zes del Mezzogiorno e gli incentivi all’autoimpiego nei settori legati alle nuove tecnologie e alla transizione digitale ed ecologica.

Cos’era il bonus giovani

Il bonus giovani, introdotto con il decreto Coesione del 2024, prevedeva per i datori di lavoro un esonero totale dai contributi previdenziali per un massimo di 24 mesi, entro un limite di 500 euro al mese, in caso di assunzione o trasformazione a tempo indeterminato di under 35 mai occupati stabilmente. Una misura analoga era prevista per il bonus donne, riservato alle assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate. Con l’assenza della proroga nel Milleproroghe, gli incentivi restano applicabili solo alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2025. Oltre quella data, salvo nuovi interventi normativi, i benefici non saranno più disponibili.

I dati sanitari di migliaia di pazienti lombardi sono in vendita sul dark web

I dati sanitari di migliaia di pazienti lombardi sono finiti in vendita sul dark web. Secondo quanto scrive Il Post, a “offrirli” è un utente che si firma wizgun, legato all’attacco hacker che lo scorso ottobre ha colpito la piattaforma Paziente Consapevole, usata da molti medici di medicina generale per inviare prescrizioni. Secondo un’analisi di Cyberoo, sul mercato clandestino circolerebbero i profili di circa 90mila pazienti: ogni scheda completa costa 35 euro, mentre l’intero database viene proposto a 1,84 bitcoin, circa 140mila euro.

I dati sanitari di migliaia di pazienti lombardi sono in vendita sul dark web
Hacker (Ansa).

Nei file non ci sono solo nomi e contatti, ma anche informazioni sanitarie sensibili: prescrizioni mediche, certificati di malattia, esenzioni. È questo che rende i dati particolarmente preziosi. Con documenti reali e dettagli clinici verificabili, i criminali possono costruire truffe molto credibili, come false richieste di pagamento per prestazioni sanitarie, già arrivate a diversi pazienti via mail. Le stesse informazioni possono essere usate per furti d’identità, per attivare servizi a nome delle vittime o per campagne di phishing mirate, via telefono e posta elettronica. I dati erano stati sottratti con un attacco ai server di Murex Software, che gestisce il portale oggi messo offline. La Regione Lombardia ha escluso il coinvolgimento dei propri server, ma l’episodio ha riacceso l’allarme sulla sicurezza delle piattaforme sanitarie usate dai medici, sollecitati dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso a utilizzare software istituzionali per garantire maggiore sicurezza ai cittadini.

Zohran Mamdani giura come sindaco di New York nella metropolitana di City Hall

Poco dopo la mezzanotte del 1° gennaio, con una cerimonia privata tenuta nella vecchia stazione della metropolitana di City Hall, chiusa al pubblico da decenni, Zohran Mamdani si è insediato come sindaco di New York. La scelta del luogo non è casuale ma legata a uno dei temi principali del suo mandato: il ruolo centrale del trasporto pubblico nella vita quotidiana della città. Durante la cerimonia Mamdani ha presentato il nuovo commissario ai trasporti, Mike Flynn, urbanista con una lunga esperienza nell’amministrazione cittadina. 

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ll giuramento di Mamdani, 34enne democratico-socialista, si è svolto davanti a solo una ventina di persone. A officiare la cerimonia è stata la procuratrice generale dello Stato di New York Letitia James. Accanto a lui c’erano la moglie Rama Duwaji, i genitori Mira Nair e Mahmood Mamdani e altri familiari. Il sindaco, il primo musulmano a guidare la Grande Mela, ha giurato con la mano su due Corani: uno appartenuto al nonno e uno che fu di Arturo Schomburg, scrittore e storico afroamericano, messo a disposizione dalla New York Public Library. Nato in Uganda e cresciuto negli Stati Uniti, Mamdani fino a poco più di un anno fa era un deputato statale poco conosciuto. La sua popolarità è esplosa dopo una campagna elettorale centrata sul costo della vita, sull’accessibilità ai servizi e alla casa. Nel pomeriggio di giovedì è prevista una cerimonia pubblica sui gradini del City Hall, con l’intervento della deputata Alexandria Ocasio-Cortez e il giuramento cerimoniale affidato al senatore Bernie Sanders, entrambi esponenti dell’ala socialista del Partito democratico. Da lì, inizierà la fase operativa del suo mandato. 

Amsterdam, un incendio ha distrutto la chiesa di Vondelkerk

Un incendio scoppiato nella notte di Capodanno ha distrutto la Vondelkerk di Amsterdam, una chiesa monumentale in stile neogotico situata ai margini del Vondelpark. L’allarme è scattato poco prima dell’una, quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi dal tetto per poi avvolgere la torre campanaria. Il campanile è crollato completamente e anche una porzione della struttura centrale è collassata. La Regione di sicurezza Amsterdam-Amstelland ha comunicato che l’edificio non è più recuperabile, e che le operazioni si sono concentrate sul contenimento del rogo e sulla protezione delle abitazioni circostanti. 

Il problema principale, secondo i soccorritori, è stata la pioggia di scintille e detriti proiettati su un’area ampia, con rischio di propagazione alle case vicine. Per precauzione sono state evacuate alcune decine di abitazioni e l’area è stata transennata. Non risultano feriti, mentre le cause del rogo restano da accertare. La sindaca Femke Halsema, presente sul posto, ha definito l’incendio «terribile». Costruita nel 1872 e progettata da P.J.H. Cuypers, architetto del Rijksmuseum, la Vondelkerk era un bene storico tutelato a livello nazionale ed era stata riconvertita negli ultimi decenni in spazio per eventi e concerti.

Svizzera, esplosione in un bar di una stazione sciistica: diversi morti

Nella notte di Capodanno un’esplosione ha devastato un bar a Crans-Montana, nota località sciistica del Canton Vallese, provocando almeno 10 morti e 10 feriti, secondo quanto ha riferito la polizia a Sky News. L’incidente è avvenuto intorno all’1:30 all’interno del bar Le Constellation, dove erano in corso i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno. La polizia cantonale ha detto di non trattare l’episodio come un attentato terroristico e che è in programma una conferenza stampa alle ore 10 per chiarire ulteriori dettagli.

Secondo la Radiotelevisione svizzera, la prima esplosione si sarebbe verificata nel seminterrato del locale, da cui è poi divampato un incendio che ha distrutto l’intero edificio. Al momento dell’incidente all’interno del bar si trovavano oltre cento persone, anche se il locale poteva accoglierne fino a 400. I soccorsi sono intervenuti immediatamente: numerose ambulanze e gli elicotteri di Air-Glaciers hanno trasportato i feriti negli ospedali della regione. L’area è stata chiusa al pubblico e la polizia ha attivato una linea di assistenza per le famiglie. Il ministero degli Esteri italiano ha fatto sapere di seguire la situazione tramite il consolato a Ginevra e di aver avviato verifiche su un eventuale coinvolgimento di cittadini italiani.

Campania, Fico nomina la giunta regionale

La nuova giunta regionale della Campania guidata da Roberto Fico è stata ufficializzata nel primo pomeriggio del 31 dicembre, al termine di una fase di confronti con le forze della maggioranza che ha richiesto più passaggi rispetto alle previsioni iniziali. Alla vicepresidenza, secondo le attese, è stato nominato l’esponente del Pd Mario Casillo, che seguirà le deleghe a Trasporti, Mobilità e Mare. Confermata anche la presenza di Fulvio Bonavitacola, per un decennio vice del presidente uscente Vincenzo De Luca e volto della lista “A Testa Alta”. La squadra comprende quattro donne e vede lo stesso Fico mantenere per sé competenze centrali come Sanità, Bilancio e gestione dei fondi nazionali ed europei.

Da chi è composta la giunta

Tra le novità annunciate dal neo governatore figura il ritorno di un assessorato dedicato alla Cultura, affidato a Onofrio Ninni Cutaia, a lui vanno anche le deleghe a Eventi e Personale. Completano la Giunta Vincenzo Cuomo, sindaco Pd di Portici, con competenze su Governo del territorio e Patrimonio, Andrea Morniroli, cui spettano Scuola e Politiche sociali, Claudia Pecoraro alle Politiche abitative e Pari opportunità, Angelica Saggese al Lavoro e Formazione, Vincenzo Maraio per Turismo, Promozione del territorio e Transizione digitale. Infine figurano Fiorella Zabatta con pacchetto che include Politiche giovanili, Protezione civile, Sport, Biodiversità, Riforestazione, Pesca, Acquacoltura e Tutela degli animali e Maria Carmela Serluca con delega all’Agricoltura.

Mosca diffonde le immagini del drone che avrebbe colpito la residenza di Putin

L’agenzia russa Tass ha diffuso un filmato che mostrerebbe i resti di un drone che, secondo la versione di Mosca, si sarebbe schiantato nei pressi della residenza del presidente Vladimir Putin. In un briefing, il generale Alexander Romanenkov ha ricostruito quello che le autorità russe definiscono un attacco contro la residenza presidenziale sul lago Valdaj, nella regione di Novgorod: «Intorno alle 19:20 del 28 dicembre 2025, unità delle truppe radio-tecniche delle forze aerospaziali hanno rilevato un attacco con droni ad ala fissa operanti a quote estremamente basse dalle regioni di Sumy e Chernihiv in Ucraina», ha dichiarato l’alto ufficiale, aggiungendo che «L’attacco nemico, come mostrato sulla mappa, è stato condotto in diverse direzioni verso la residenza del presidente russo, sorvolando le regioni di Bryansk, Smolensk, Tver e Novgorod, utilizzando 91 droni».

Kallas: «Da parte di Mosca una deliberata distrazione»

Alle accuse russe ha replicato l’Unione europea attraverso l’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, che in un messaggio pubblicato su X ha contestato la ricostruzione di Mosca. «L’affermazione della Russia secondo cui l’Ucraina avrebbe recentemente preso di mira siti governativi chiave in Russia è una deliberata distrazione. Mosca mira a ostacolare i reali progressi verso la pace dell’Ucraina e dei suoi partner occidentali», ha scritto, invitando a non dare credito alla versione del Cremlino. «Nessuno dovrebbe accettare affermazioni infondate da parte dell’aggressore che ha preso di mira indiscriminatamente le infrastrutture e i civili ucraini dall’inizio della guerra».

Israele, stop della Corte suprema alla commissione sul 7 ottobre

La Corte Suprema israeliana ha bloccato l’iniziativa voluta dal primo ministro Benjamin Netanyahu sulle responsabilità del massacro del 7 ottobre 2023. I giudici hanno infatti emesso un’ordinanza che sospende la commissione d’inchiesta istituita dal governo e affidata al Controllore dello Stato Matanyahu Englman, un organismo che era stato fin dall’inizio contestato da numerosi oppositori per una presunta impostazione politica e per la mancanza di garanzie di imparzialità. Con il provvedimento, la Corte ha ordinato a Englman di interrompere immediatamente le attività, vietandogli sia di proseguire con gli interrogatori sia di rendere pubbliche eventuali conclusioni, anche parziali, maturate nel corso dell’indagine.

Netanyahu definisce i coloni «un manipolo di ragazzini»

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito «un manipolo di ragazzini» gli autori delle violenze attribuite ai coloni in Cisgiordania, rispondendo a una domanda sul tema. «Quando ne parlano, parlano di un manipolo di ragazzini», ha spiegato, precisando che «Si tratta di circa 70 ragazzi. Non sono della Cisgiordania. Sono adolescenti che compiono azioni come abbattere ulivi e talvolta tentano di incendiare una casa. Non posso accettarlo». Dopo l’incontro con Donald Trump, Netanyahu ha riferito di una convergenza di vedute con il presidente statunitense: «penso entrambi vogliamo vedere un futuro in cui quel territorio non viene usato per attacchi terroristici» e «vogliamo anche costruire molte infrastrutture, per noi e per i nostri vicini palestinesi». Il premier ha inoltre ribadito che «Israele deve avere il controllo militare sull’area».

Netanyahu: «A Gaza ancora circa 20 mila persone armate»

Parlando della situazione a Gaza, Netanyahu ha dichiarato in un’intervista a Fox News che Hamas dispone ancora di «ancora circa 20 mila persone armate, fondamentalmente di fucili Kalashnikov che usano periodicamente per giustiziare chiunque non voglia la continuazione della loro tirannia. Bisogna prendere tutte queste armi, toglierle, e distruggere i tunnel del terrore». Il premier ha anche affermato di ritenere opportuno dare «una possibilità» alla seconda fase del piano di pace per Gaza promosso da Donald Trump, richiamando «un tentativo di portare una forza internazionale» nell’enclave palestinese. Riguardo alla Forza internazionale di stabilizzazione prevista dal piano statunitense, Netanyahu ha precisato: «Finora non si è concretizzato, ma gli daremo una possibilità», avvertendo che, in caso di fallimento, si procederà «in un altro modo».

Cina, dazi al 55 per cento sull’importazione di carne bovina

La Cina ha reso noto che dal 2026 introdurrà dazi aggiuntivi del 55 per cento su una parte delle importazioni di carne bovina provenienti da Brasile, Australia e Stati Uniti. La decisione, comunicata dal ministero del Commercio, segue la conclusione di un’indagine secondo cui l’afflusso di carne dall’estero avrebbe arrecato danni all’economia nazionale. Il provvedimento riguarda sia i prodotti freschi sia quelli congelati, disossati e non, ed è stato adottato con l’obiettivo di sostenere i prezzi interni e tutelare gli allevatori locali. Secondo le autorità, l’intervento potrebbe anche contribuire a ridurre le tensioni sui mercati internazionali della carne bovina, dove i prezzi rischierebbero di toccare livelli record a causa dell’elevata domanda e della limitata disponibilità in aree chiave, inclusi gli Stati Uniti.

Pechino: «Il mercato cinese resta aperto e ci sono margini di cooperazione»

Durante l’applicazione delle nuove regole saranno inoltre sospese le clausole di salvaguardia sulla carne bovina previste dall’accordo di libero scambio tra Cina e Australia. Sono escluse dal provvedimento le forniture provenienti da Paesi o regioni in via di sviluppo con una quota inferiore al 3 per cento, a condizione che il totale non superi il 9 per cento, anche se tali esenzioni potranno essere revocate in futuro qualora le soglie vengano oltrepassate. Un portavoce del Mofcom ha precisato che la misura ha carattere temporaneo e non mira a ostacolare gli scambi, sottolineando che «il mercato cinese resta aperto e vi sono ampi margini di cooperazione con i partner commerciali».

La Russia dice di aver spostato dei missili con capacità nucleare in Bielorussia

La Russia ha annunciato il dispiegamento in Bielorussia del nuovo sistema missilistico Oreshnik, con capacità nucleare. Secondo il ministero della Difesa russo, i missili sarebbero già entrati in servizio operativo. Le immagini diffuse mostrano mezzi militari mimetizzati nelle foreste innevate e una base aerea nella parte orientale della Bielorussia, vicino al confine russo. Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha parlato di dieci sistemi Oreshnik destinati al suo Paese, mentre Vladimir Putin ha ribadito l’intenzione di proseguire l’offensiva militare e conquistare nuovi territori ucraini, inclusa Zaporizhzhia. L’annuncio è arrivato all’indomani delle accuse del Cremlino su un presunto maxi attacco di droni ucraini contro una residenza di Putin nella regione di Novgorod. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha minacciato ritorsioni, ma il Cremlino non ha fornito prove. Testimonianze locali e media indipendenti russi riferiscono di assenza di esplosioni, allarmi o immagini di danni, mentre Kyiv ha respinto le accuse accusando la Russia di voler ostacolare i negoziati.

Lo stato dei negoziati al 1.407mo giorno dall’inizio dell’invasione russa

Nel 1.407mo giorno dall’inizio dell’invasione russa la risoluzione del conflitto appare ancora lontana. Nelle ultime ore nella regione di Mosca si sono verificati blackout estesi durante attacchi di droni a infrastrutture elettriche, mentre le forze russe hanno colpito Odessa, ferendo quattro civili, tra cui tre bambini. Lo Stato maggiore ucraino segnala oltre 140 scontri in 24 ore lungo il fronte, con un uso massiccio di droni e bombe guidate da parte russa. Sul piano diplomatico, le trattative sono in stallo a causa di alcuni nodi centrali sui quali la Russia non vuole cedere. Mosca considera le regioni orientali del Donbas – Donetsk e Luhansk – come territorio da annettere definitivamente, ponendo la loro cessione come condizione per qualsiasi accordo. Volodymyr Zelenskyy ha escluso la possibilità di cedere territori, proponendo come compromesso la creazione di una zona demilitarizzata e un cessate il fuoco verificabile come prerequisito per un eventuale referendum nella regione. Neanche l’incontro tra i leader ucraino con Donald Trump ha prodotto aperture su questo punto, che resta il principale ostacolo politico e militare ai negoziati.

Wsj: A Epstein fu vietato l’accesso a Mar-a-Lago

Il Wall Street Journal ha ricostruito in dettaglio il rapporto tra Jeffrey Epstein e Donald Trump, rivelando che l’ex finanziere fu per anni un frequentatore abituale di Mar-a-Lago, la residenza privata del presidente americano. Secondo il giornale, Epstein chiedeva che alcune giovani dipendenti della spa interna di proprietà di Trump fossero mandate nella sua villa in Florida per effettuare massaggi a domicilio. Le visite sarebbero proseguite fino al 2003, fino a quando un’estetista di 18 anni, rientrata da una di queste trasferte, riferì ai manager del club di aver subito pressioni per avere rapporti sessuali.

Wsj: A Epstein fu vietato l’accesso a Mar-a-Lago
Donald Trump immortalato a un party con Jeffrey Epstein (Ansa).

Uno dei responsabili inviò un fax a Trump descrivendo l’episodio e suggerendo di vietare l’accesso a Epstein, che non tornò più a Mar-a-Lago. Epstein era già noto a livello internazionale per i suoi legami con politici e personaggi del jet set, e la seconda moglie di Trump, Marla Maples, aveva messo in guardia il marito e altri, definendolo «strano» e dicendosi preoccupata per la sua influenza. La polizia di Palm Beach, in Florida, aveva iniziato a indagare su Epstein poco dopo l’allontanamento da Mar-a-Lago, nel 2005, dopo che un genitore lo aveva denunciato per abuso sessuale. Nel 2008 fu condannato per aver procurato delle ragazze minorenni ad alcuni politici, e fu arrestato di nuovo nel 2019 con l’accusa di traffico sessuale di minori. La Casa Bianca ha respinto la ricostruzione del Wsj. La portavoce Karoline Leavitt ha parlato di «falsità e insinuazioni», ribadendo che Trump non ha commesso illeciti e che Epstein fu allontanato perché considerato una persona spregevole.

Chico Forti potrà lavorare fuori dal carcere

Il tribunale di sorveglianza di Venezia ha autorizzato Chico Forti a svolgere attività fuori dalla casa circondariale di Verona, consentendogli di partecipare a un percorso di formazione per pizzaioli, di impegnarsi in iniziative di volontariato rivolte agli anziani e di insegnare windsurf a persone con disabilità. Come riferisce Il Gazzettino, il via libera è arrivato su richiesta dei suoi difensori dopo che, a settembre, era stata respinta un’istanza di libertà condizionale. Nei mesi precedenti Forti aveva già beneficiato di alcune aperture: a febbraio aveva ottenuto permessi per recarsi a Trento a trovare la madre, mentre a giugno gli era stato concesso l’accesso alle aule studio del carcere. A settembre, però, lo stesso tribunale aveva bocciato una prima domanda ritenendo che non fossero emersi «sentimenti di colpa o di autentico dispiacere per i familiari della vittima né per i propri familiari», evidenziando anche il «mancato risarcimento del danno, anche solo parziale». Diverso l’esito, invece, per la successiva richiesta di permessi lavorativi avanzata dalla direttrice dell’istituto penitenziario, che è stata accolta.