Negli Stati Uniti sono giornate di fortissima tensione sociale e politica dopo un’altra uccisione in Minnesota da parte dell’ICE, gli agenti federali per l’immigrazione. Barack e Michelle Obama hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui condannano l’uccisione di Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva di 37 anni colpito con nove colpi di pistola dopo essere stato immobilizzando mentre aiutava una donna durante una protesta. I due ex inquilini della Casa Bianca definiscono la morte di Pretti «una tragedia straziante» e «un campanello d’allarme per tutti gli americani, indipendentemente dal partito», chiedendo un’indagine completa sull’operato delle forze federali. Nella dichiarazione, gli Obama accusano gli agenti di non agire «in modo legale o responsabile» e denunciano «tattiche pensate per intimidire, molestare, provocare e mettere in pericolo i residenti di una grande città americana». Secondo il Dipartimento per la Sicurezza interna, Pretti si sarebbe avvicinato agli agenti con una pistola semiautomatica con l’intenzione di «massacrare le forze dell’ordine». Il procuratore generale del Minnesota Keith Ellison ha definito questa versione «totalmente folle». Un’analisi dei video, girati da più angolazioni, mostra che Pretti aveva l’arma nella fondina e che un agente l’ha rimossa prima di sparare all’infermiere.
Bill Clinton: «Chi è al comando ci ha mentito»
Poco dopo è intervenuto anche Bill Clinton. L’ex presidente democratico ha condannato l’uccisione di Pretti e di Renee Good parlando di «scene orribili» legate alla stretta sull’immigrazione. «A peggiorare le cose, a ogni passo, chi è al comando ci ha mentito, dicendoci di non credere a ciò che abbiamo visto con i nostri occhi». Dello stesso tono le parole del governatore del Minnesota Tim Walz, che ha definito quanto accaduto «un punto di svolta per l’America» e ha rinnovato la richiesta al presidente di ritirare gli agenti federali da Minneapolis.
Trump sull’ICE: «Hanno fatto un lavoro fenomenale»
Nonostante le proteste che hanno portato centinaia di migliaia di persone in strada in diverse città degli Stati Uniti, la Casa Bianca continua a difendere l’operato degli agenti federali. Intervistato dal Wall Street Journal, Donald Trump non ha risposto direttamente quando gli è stato chiesto per due volte se l’agente che ha sparato ad Alex Pretti avesse agito correttamente. Incalzato ulteriormente, il presidente ha dichiarato: «Stiamo esaminando e valutando tutto e prenderemo una decisione al riguardo». Per quanto riguarda le richieste delle autorità locali di ritirare l’ICE dal Minnesota, ha detto: «A un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale».
Le critiche arrivano anche da repubblicani e lobby per le armi
Le critiche alle modalità violente degli agenti per l’immigrazione stanno arrivando anche da alcuni repubblicani e dalla National Rifle Association, la lobby per il libero possesso delle armi vicina a Trump. Il governatore dell’Oklahoma Kevin Stitt ha detto che gli americani «stanno guardando altri americani essere uccisi in televisione» e che «tattiche federali e responsabilità» sono diventate una preoccupazione centrale. Il senatore Bill Cassidy ha definito la sparatoria «incredibilmente inquietante», aggiungendo che «la credibilità di ICE e del Dipartimento per la Sicurezza interna è in gioco». L’NRA ha chiesto «un’indagine completa», prendendo le distanze da chi sostiene che avvicinarsi alle forze dell’ordine mentre si porta legalmente un’arma giustifichi automaticamente l’uso della forza letale. «Questo sentimento è pericoloso e sbagliato», ha scritto la NRA.