Il soccorso renziano a Gualtieri, il fuoco amico contro Giuli: le pillole del giorno
«Allarghiamo la coalizione», ha spifferato il turborenziano Luciano Nobili, già deputato di Italia viva e ora consigliere regionale del Lazio: sì, in Campidoglio, dopo l’approvazione del bilancio, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri si trova un nuovo alleato, Matteo Renzi, «che porta Iv nella maggioranza di sinistra cercando di farla diventare di centrosinistra», dicono nel Partito democratico romano. Alla faccia di chi pronosticava un futuro meloniano per Renzi. Il passo compiuto nella Capitale dicono che abbia fatto preoccupare Elly Schlein, che teme sempre la vitalità politica dell’ex presidente del Consiglio. E invece per Gualtieri si tratta di un’astuta operazione di marketing elettorale, con l’obiettivo di annacquare il rosso che contraddistingue l’attuale coalizione.

Il gruppo di Iv è composto da Francesca Leoncini e Valerio Casini e ha votato favorevolmente la delibera del bilancio, l’ultimo del mandato di Gualtieri: «Il nostro è un voto di adesione a un progetto politico nel quale ci riconosciamo. Questo bilancio è un passo in avanti verso una visione di Roma europea e competitiva, nel medio e lungo periodo Roma deve diventare una Capitale pienamente all’altezza delle altre capitali europee, con la qualità della vita che migliori dal centro alle periferie».
A benedire l’operazione è intervenuta Maria Elena Boschi, presentissima sulla scena romana e presidente dei deputati renziani: «Dall’inizio di questa consiliatura Italia viva ha scelto un’opposizione costruttiva e responsabile, fondata sul merito dei provvedimenti e sull’interesse dei cittadini romani. Il nostro sostegno nasce dal riconoscimento del lavoro portato avanti dal sindaco Roberto Gualtieri e dalla sua giunta, in particolare nell’ultimo anno, segnato da passaggi decisivi come l’organizzazione del Giubileo e la gestione delle risorse del Pnrr. Roma è una città complessa, ma è evidente che sta cambiando in meglio». Va anche detto che tutti i sondaggi prevedono una vittoria bis, e a mani basse, di Gualtieri nel caso di una sua ricandidatura in Campidoglio. Senza alcuna speranza per un potenziale competitor di centrodestra.
Veneziani e Giordano, fuoco su Giuli
«Dopo Venezi ci mancava Veneziani». Le rogne per il ministro della Cultura Alessandro Giuli provengono da due cognomi quasi simili, con la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi nominata a La Fenice (attenti alla manifestazione prevista nel teatro a Capodanno dagli orchestrali) e Marcello Veneziani che verga editoriali contro l’ormai ex amico Alessandro, accusando la destra di non aver tolto dagli schermi Bruno Vespa e Roberto Benigni. Le accuse di Veneziani fanno male: «Nulla di significativo e di sostanziale è cambiato nella vita di ogni giorno, negli assetti del Paese, nella politica estera ma anche sul piano delle idee, della cultura e degli orientamenti pubblici e perfino televisivi, eccetto l’inchino al governo; tutto è rimasto come prima». Prima è arrivata la replica di Giuli, poi a ruota Mario Giordano sempre su La Verità ha difeso Veneziani, sparando ad alzo zero contro il ministro «adoratore del dio Pan e della dea Dia, già suonatore di flauti pagani, seguace dei fauni». Anche se chi lo conosce bene non si esime dal dire: «Lui, Veneziani, quando è stato nel consiglio d’amministrazione della Rai, vero e proprio luogo di potere, che cosa ha fatto?».
Napoletano grandi eventi
Titoloni. Convegnoni. Nel giornale diretto da Roberto Napoletano, Il Messaggero, si pensa in grande. Appena è tornato al posto di comando di via del Tritone, richiamato dall’editore Francesco Gaetano Caltagirone, ha inaugurato una sala televisiva intervistando il sindaco di Roma Gualtieri. Ed è già pronta una lunga lista di iniziative da realizzare nel 2026. E così, pronti a cominciare: alla fine del mese di gennaio, il 29, ecco una giornata in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, con il titolo “Roma città dei grandi eventi”. Il progetto porta la firma dell’assessorato di Roma Capitale che si occupa di grandi eventi, sport, turismo e moda, guidato da Alessandro Onorato, e vanta «il finanziamento del ministero del Turismo», dove al comando c’è Daniela Santanchè. Quindi è un convegno pubblico, nel senso che i soldi per realizzarlo provengono da un’istituzione. Però per partecipare alla giornata tocca chiamare la “segreteria organizzativa eventi” del quotidiano Il Messaggero, e non un ufficio capitolino. Ma è normale?

























































