Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, è morto all’età di 76 anni. Lo ha reso noto il club viola con una nota pubblicata sui social: «Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso, con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del presidente Rocco B. Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa». La famiglia, conclude la nota, «desidera ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicino in questi momenti così delicati ed è certa che il ricordo e la memoria di Rocco rimarrà per sempre nei cuori delle tante persone che gli hanno voluto bene e che hanno passato momenti difficili e momenti bellissimi insieme a lui. Un pensiero grande in un momento così triste va a tutte le persone della Fiorentina, staff, giocatori, dipendenti, a tutti le persone che conoscevano Rocco, a tutto il popolo viola e soprattutto a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che continueranno a portare in Italia e nel mondo i colori viola e il ricordo del nostro Rocco. Ci manchi e ci mancherai sempre».
Dal 2019 era proprietario del club viola
Nato a Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria) nel 1949, era emigrato in America con la madre e le due sorelle nel 1961 per raggiungere il padre falegname. Laureato in ingegneria alla Columbia University, dove ottenne una borsa di studio come calciatore, dopo varie attività imprenditoriali nel 2017 aveva acquistato le quote di maggioranza della squadra di calcio New York Cosmos e nel 2019 aveva poi acquisito la Fiorentina. Aveva anche acquistato un’area di proprietà privata per costruire il nuovo centro sportivo della squadra nel comune di Bagno a Ripoli. Il progetto, denominato Viola Park, è una struttura all’avanguardia dall’ampiezza di 22 ettari con 10 campi di allenamento, di cui uno stadio da 3 mila posti dove giocano le squadre primavera e femminile e uno da 1.500 posti per le giovanili, nonché un padiglione eventi da 400 posti. Il decesso è avvenuto negli Stati Uniti, dove risiedeva.
«Siamo l’alternativa alle palesi menzogne dei media mainstream del sistema bipartitico». A sostenerlo non sono i soliti complottisti che si spacciano per nuovi profeti, ma le pagine social e YouTube di Bipartidismo Stream, il canale aperto a inizio 2025 da Fundación Disenso, think tank presieduto dal leader di Vox Santiago Abascal. L’obiettivo dell’operazione è meno nobile di quanto reciti lo slogan. Si tratta, semplicemente, di diffondere l’ideologia di estrema destra con un’estetica che strizza l’occhio ai più giovani. Gli under 45, d’altronde, sono il cuore dell’elettorato del partito tanto caro a Giorgia Meloni. Le recenti intenzioni di voto suddivise per età parlano chiaro: Abascal e i suoi avrebbero l’appoggio del 31 per cento dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni. E se la giocano bene sia nella fascia dai 25 ai 34 sia in quella tra i 35 e i 44. In entrambi i casi con il 23 per cento delle preferenze.
Giorgia Meloni con Santiago Abascal a Atreju 2023 (Imagoeconomica).
Con Abascal il canale macina visualizzazioni
Bipartidismo Stream ha chiarito il suo dna fin dal primo video pubblicato. Il contenuto includeva una clip rubata da Don’t Look Up in cui il il dottor Mindy (interpretato da Leonardo DiCaprio) critica l’uso di termini come “estrema destra”, “ultradestra” o “fascismo”: «Aprite gli occhi», perché coloro che criticano il fascismo «non sono la soluzione, ma il problema». Chi ha visto il film sa bene che il messaggio è stato totalmente travisato. Anzi, Don’t Look Up si prende gioco del negazionismo climatico che tanto piace proprio ai partiti come Vox. A macinare visualizzazioni sono soprattutto le lunghe interviste ad Abascal, presenza fissa. È solo grazie a lui che i numeri crescono. A gennaio 2026, a meno di un anno dal lancio del canale, viaggiano verso i 12 milioni. Cifra che, escludendo i video con gli interventi del leader di Vox, crollerebbe miseramente visto che alcune clip non arrivano nemmeno a quota 500. Gli iscritti hanno invece superato la soglia dei 35 mila in linea col numero di follower su Instagram (quasi 36 mila).
Santiago Abascal (Ansa).
L’estrema destra è venduta come unica alternativa al PP e al PSOE
Chi, spinto dall’algoritmo e dallo scrolling, si imbatte nei contenuti di Bipartidismo Stream potrebbe pensare di essere finito su un semplice canale di interviste. Il set è minimalista: sfondo nero, tavolo di legno e microfoni. Insomma, sembra un podcast qualunque. Il mimetismo digitale scompare quando cominciano le ‘trasmissioni’. Il programma di punta si intitola El bolso de Soraya, un riferimento alla borsa dell’ex vicepresidente del governo Rajoy, Soraya Sáenz de Santamaría, poggiata sul seggio del primo ministro durante la discussione che portò alla sfiducia dell’esecutivo. Un simbolo di decadenza, secondo Bipartidismo Stream, perché poi sarebbe arrivato Pedro Sánchez. E una dimostrazione plastica del sistema bipartitico da combattere. Le cui vittime, sempre secondo la vulgata voxiana, sono gli elettori. In particolare quelli del Partito Popolare con cui Vox è alleato in molte amministrazioni locali. Ecco allora che l’estremismo è dipinto come l’unica alternativa al PP di Alberto Núñez Feijóo e al PSOE: due facce della stessa medaglia. «Solo una cosa li differenzia: il livello di menzogna», tuona Abascal.
Alberto Nunez Feijóo, presidente del PP (Imagoeconomica).
La battaglia contro i media mainstream
Nel mirino di Bipartidismo Stream c’è ovviamente anche l’immigrazione che non solo genera criminalità ma sarebbe addirittura la causa della crisi immobiliare. Un tema usato per attirare i giovani. «Vediamo costantemente servizi giornalistici che si chiedono se gli under 35 siano davvero diventati fascisti e franchisti. La verità è che sono stanchi di avere persone al governo impegnate a disseppellire cadaveri e parlare di una guerra civile di un secolo fa», dice Abascal. Con buona pace dei familiari degli oltre 110 mila desaparecidos. L’obiettivo non dichiarato è far sì che la Gen Z (e dintorni) convinca genitori e parenti a votare per Vox. Che, attenzione, non è come la dipingono i «corrotti e traditori» giornalisti mainstream al servizio dell’establishment. Quella è solo una caricatura, spiegano nel tentativo di seminare sfiducia nei confronti dei media tradizionali. La soluzione a tutto questo? I social, naturalmente. Un ambiente in cui l’estrema destra non viene demonizzata ed è libero da ogni intermediazione.
Bipartidismo Stream è, però, solo il tentacolo mediatico più recente di Vox che su Instagram vanta oltre un milione di follower, mentre PSOE, PP e Sumar non superano i 200 mila. Attraverso Fundación Disenso – su cui la Corte dei Conti ha acceso un faro per presunto dirottamento di fondi dal gruppo parlamentare – il partito controlla anche il quotidiano La Gaceta de la Iberosfera e la rete transnazionale Foro Madrid che organizza conferenze sui temi cari ad Abascal. Poi c’è il supporto dell’imprenditore Julio Ariza Irigoyen. Proprietario del gruppo Intereconomía che possiede due radio e un canale tv, il controverso imprenditore è considerato il patron mediatico di Vox.
Continuano le polemiche sul funzionamento di Grok, il chatbot di intelligenza artificiale a servizio di X. Stavolta a scagliarsi contro lo strumento è stata Ashley St Clair. La donna, influencer da un milione di follower sul popolare social, è anche la madre di uno dei figli di Elon Musk. Nelle scorse ore ha spiegato di aver depositato una causa contro la società di AI del miliardario al tribunale dello Stato di New York. L’accusa contro Grok è di aver generato immagini sessuali che la ritraggono, senza il suo consenso. E tra questi «numerosi deepfake sessualmente abusivi, intimi e degradanti» ce ne sarebbero anche alcuni di lei a 14 anni.
Musk blocca le modifiche alle immagini
Intanto lo stesso Elon Musk ha affermato in un post su X di aver dato l’input per bloccare le modifiche alle foto. Ha scritto: «Abbiamo implementato misure tecnologiche per impedire che l’account Grok consenta la modifica di immagini di persone reali in bikini o biancheria intima. Questa restrizione si applica a tutti gli utenti, compresi gli abbonati». Inizialmente aveva invece affermato, ha ricordato Reuters, di «non essere a conoscenza di alcuna immagine di minorenni nudi generata da Grok».
Lo studente di 18 anni accoltellato il 16 gennaio mattina all’interno dell’istituto professionale Domenico Chiodo della Spezia è morto. Il ragazzo è stato colpito all’addome, pare da un altro studente. Le condizioni sono apparse subito gravi a causa della gran quantità di sangue perso e di una lesione alla milza. Era stato condotto in sala operatoria, ma nonostante l’operazione non ce l’ha fatta. Il presunto aggressore, un giovane di origini marocchine, è stato fermato dalla polizia. Come riportato da Repubblica si tratterebbe di un altro studente, di 19 anni. Gli agenti hanno anche recuperato l’arma usata per l’aggressione: un coltello da cucina portato da casa.
Valditara: «Fatto di assoluta gravità»
A commentare la vicenda è stato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che nel pomeriggio ha affermato: «Quanto accaduto all’Istituto Einaudi – Chiodo della Spezia è di una gravità assoluta. Allo studente ferito ed alla sua famiglia va la mia sentita vicinanza. Episodi di questo genere non devono trovare spazio nella nostra società. La scuola è impegnata a trasmettere valori e ad insegnare il rispetto delle persone e delle regole, nel dialogo e nel rifiuto di ogni forma di violenza».
La Consob ha ufficialmente nominato i componenti del Comi, il Comitato degli operatori di mercato e degli investitori, per il biennio 2026-2028. A presiedere l’organismo sarà Pier Carlo Padoan, ex ministro dell’Economia. Al fianco del presidente ci sarà Antonio Pinto, in qualità di vice. Il mandato avrà durata biennale con possibilità di rinnovo. Tra i membri ci sono i docenti universitari Filippo Annunziata, Marina Brogi, Claudio Cacciamani, Fernando Greco, Michele Siri e Paolo Valensise. Con loro ci sono, tra gli altri, anche Marcello Bianchi, Fiorenzo Bortolato, Giovanna Dossena, Salvatore Rossi, Pietro Sella, Marco Tofanelli, Andrea Vismara, che rappresentano gli operatori di mercato. Per la rappresentanza dei consumatori, invece, Giuseppe Cammaroto e Antonio Pinto.
Lutto nel mondo della musica italiana: Tony Dallara è morto all’età di 89 anni. Il cantante di Come Prima e Romantica ha vinto Sanremo nel 1960 in coppia con Renato Rascel. Tra gli altri successi entrati nella storia della canzone italiana ci sono brani come Ti dirò o Bambina, bambina, che lo hanno lanciato a fine anni ’50. È stato uno dei primi “urlatori”. Nato a Campobasso il 30 giugno 1936, Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera, è cresciuto a Milano dove la famiglia si è trasferita quando era ancora bambino.
Mentre l’influenza continua a colpire gli italiani in ogni parte del Paese, c’è tempo anche per le polemiche. Tutto è partito da Belen Rodriguez, a cui ha risposto Matteo Bassetti. E l’argomento è ancora una volta il vaccino anti-Covid. La showgirl argentina, infatti, sui social ha raccontato di essere stata «malissimo» negli ultimi giorni. Ha spiegato: «Mi sono ripresa ora, ma sono stata con 39 di febbre, tosse, completamente ko. Molti miei amici stanno passando la stessa cosa. Sono una di quelle persone che pensa che dopo il vaccino ci sentiamo tutti un po’ così…».
Bassetti: «Uscita infelice»
Un riferimento, quest’ultimo, che ha trovato la replica dell’infettivologo. Intervenuto su AdnKronos, ha risposto: «Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questione sanitarie. Se Belen avesse fatto il vaccino dell’influenza, probabilmente avrebbe avuto meno problemi. Se si riferisce all’anti-Covid, quando parla di vaccini, è un’uscita infelice». E ancora: «È dimostrato che il vaccino anti-Covid ha cambiato in meglio la vita di tutti noi senza nessun aumento di patologie». Bassetti ha poi concluso: «Sono da sempre estimatore di Belen, donna molto capace e anche intelligente. Spero che le sia scappata» la frase. L’infettivologo ha poi lanciato un messaggio: «In un momento come questo non si devono confondere le idee alle persone, altrimenti abbiamo risultati al contrario».
Il presidente statunitense Donald Trump continua a parlare della Groenlandia. Durante un evento alla Casa Bianca, infatti, il tycoon ha affermato: «Potrei imporre dazi ai Paesi che non si allineano sulla Groenlandia, perché ci serve per la sicurezza nazionale». Non ha specificato altri dettagli ma il messaggio sembra indirizzato a quei Paesi europei che nelle scorse ore hanno inviato piccoli contingenti militari sull’isola. Intanto, come rivelato da Bloomberg, il Parlamento europeo starebbe valutando di subordinare l’approvazione del nuovo accordo commerciale con gli USA proprio alla risoluzione della vicenda sulla Groenlandia. L’accordo, infatti, pur essendo parzialmente operativo da mesi, per entrare pienamente in vigore ha bisogno del voto dell’Europarlamento. Diversi gruppi politici hanno chiesto il rinvio del voto, previsto originariamente per fine gennaio.
Ne è passato di tempo da quando Valentino Rossi, pluricampione del motociclismo e simbolo dello sport italiano e internazionale, era un tutt’uno con suo padre Graziano, che gli ha trasmesso la passione per le due ruote dentro e fuori dalla pista. Oggi una frattura profonda ha incrinato il loro rapporto, per via di questioni economiche dal valore di centinaia di migliaia di euro. Il campione di Pesaro ha denunciato l’attuale compagna del padre per circonvenzione d’incapace, accusandola di aver sottratto circa 200 mila euro dal suo conto dello stesso Graziano. Una storia dolorosa, come lo sono tutte quelle che rischiano di spaccare una famiglia.
Cos’è successo tra Valentino Rossi e il padre Graziano
Come ha riportato il Quotidiano Nazionale, tutto ha avuto inizio nel 2024, quando Valentino Rossi chiese e ottenne l’incarico di amministratore di sostegno del padre, secondo una perizia di parte in difficoltà e fragile. È in questo momento che il campione della MotoGP si accorse che la compagna del padre, stando a una sua ricostruzione, avrebbe prelevato dal suo conto 176 mila euro, di cui 100 mila con la causale “prestito”, cui se ne aggiungerebbero altri 34 mila in contanti presi nel corso di una relazione lunga 12 anni. Nonostante ciò, tuttavia, nel marzo 2025 Graziano Rossi chiese al figlio di liberarlo dal controllo legale. Intentando una causa civile dopo aver ricevuto un rifiuto. Il giudice gli diede ragione, sostenendo che Graziano, che nel frattempo aveva continuato a guidare oltre che a partecipare alle gare di rally, fosse perfettamente in grado di intendere e di volere.
Valentino Rossi con il padre Graziano (Ansa).
Valentino Rossi decise di non ricorrere in appello, tanto che la vicenda sembrò essersi ormai chiusa. Invece no, in quanto il nove volte campione del mondo ha ora spostato il suo obiettivo sull’attuale compagna del padre, un’impiegata di 54 anni, denunciandola per circonvenzione di incapace. Ne è scaturita una serie di perizie e controperizie, secondo il Quotidiano Nazionale almeno cinque fra le città di Pesaro e Bologna: l’ultima, affidata dal gip di Pesaro al professor Luca Cimino di Bologna ha confermato che Graziano Rossi non ha bisogno di amministratori di sostegno. Ora, mentre la Guardia di Finanza indaga sulle uscite dai conti di quest’ultimo, la parola passa alla pm di Pesaro Irene Lilliu, cui toccherà decidere cosa fare del fascicolo a carico della compagna del padre di Valentino. Restano fuori dalla vicenda la mamma del campione, Stefania Palma, e la figlia che Graziano ha avuto dalla compagna, Clara.
John Ratcliffe, direttore della Cia, il 15 gennaio ha incontrato a Caracas la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez «per trasmettere il messaggio che gli Stati Uniti auspicano un miglioramento delle relazioni di lavoro» tra i due Paesi. Lo ha riferito a Reuters un funzionario Usa. L’incontro, ovviamente «avvenuto su indicazione del presidente Donald Trump», ha previsto la prima visita di un alto funzionario statunitense dall’operazione Absolute Resolve, che ha portato all’arresto di Nicolas Maduro. La fonte di Reuters ha spiegato che Ratcliffe e Rodriguez hanno discusso di cooperazione di intelligence, stabilità economica e della necessità di garantire che il Venezuela «non sia più un rifugio sicuro per gli avversari dell’America, in particolare i narcotrafficanti». La visita ha avuto luogo lo stesso giorno in cui la leader dell’opposizione venezuelana, Maria Corina Machado, ha consegnato la sua medaglia del Premio Nobel per la Pace a Trump alla Casa Bianca.
Il 2026 si apre in continuità con la fine del 2025 sul fronte delle intenzioni di voto. È quanto emerge dalla prima Supermedia Agi-Youtrend, che fotografa un quadro politico sostanzialmente stabile nonostante il numero limitato di sondaggi diffusi dopo la ripresa dell’attività degli istituti demoscopici. Il dato più rilevante riguarda Fratelli d’Italia, che supera nuovamente la soglia del 30 per cento, attestandosi al 30,2 per cento (+0,6), mentre l’intero centrodestra registra una crescita complessiva di oltre un punto rispetto a fine dicembre. All’interno dell’area di opposizione, nello stesso arco temporale, si osserva invece un parziale riequilibrio: il Partito democratico sale al 22,4 per cento (+0,5), mentre il Movimento 5 stelle arretra al 12,0 per cento (-0,7).
Nel dettaglio delle altre forze politiche, Forza Italia si colloca all’8,9 per cento (+0,3), seguita dalla Lega all’8,4 per cento (+0,1), mentre Alleanza Verdi e Sinistra è stimata al 6,3 per cento (-0,1). Azione scende al 3,2 per cento (-0,1), Italia Viva sale al 2,5 per cento (+0,1), +Europa è all’1,5 per cento (-0,1) e Noi Moderati all’1,1 per cento. Sul fronte del referendum in programma il 22 e 23 marzo, i Sì restano nettamente avanti con il 58,9 per cento, in crescita di circa due punti rispetto alla rilevazione dell’11 dicembre, mentre i No scendono al 41,1 per cento.
Ah, il Giappone. Terra esotica, mitica. Che risveglia, soprattutto nei nati tra i 70 e gli 80, i ricordi dei cartoni animati dell’infanzia. E Giorgia Meloni, classe 1977, non fa eccezione. Così, dopo aver discusso con la collega Sanae Takaichi di dossier internazionali – dall’Ucraina alla Corea del Nord – e di collaborazionein settori strategici comeintelligenza artificiale, semiconduttori, alta tecnologia e spazio, la premier italiana si è goduta grazie all’ospitalità della sua nuova «migliore amica» – così l’ha definita – un po’ di sano pop nipponico.
La missione giapponese riassunta in un video
«Conta sempre su di me, per qualsiasi cosa tu abbia bisogno. So che non è facile, ma ce la faremo insieme», ha detto la premier italiana salutando Takaichi al termine del bilaterale a Tokyo, riassunto da un video che ripercorre i momenti clou della visita e pubblicato sull’account ufficiale della prima ministra giapponese.
Immancabile il selfiein stile anime. Non da meno il brindisi in onore di Meloni e il «salute» di Takaichi, fino al coro “Tanti auguri a te” intonato in italiano dalla delegazione giapponese “diretta” dalla premier nipponica. Ovviamente Meloni, che ha compiuto 49 anni il 15 gennaio, è stata festeggiata con torta e candeline. Tanti sorrisi e strette di mano. Takaichi poi ha regalato a Giorgia «un paio di orecchini in vetro di Edo Kiriko», e «alla giovane signorina» Ginevra – la figlia di Meloni – «un bicchiere di Sanrio», il marchio che ogni teenager di ieri e di oggi conosce visto che firma personaggi come Hello Kitty.
La foto ricordo con Tetsuo Hara, papà di Ken il Guerriero
Ma c’è stato un altro regalo particolarmente gradito da Meloni. Una stampa di Ken il Guerriero con dedica e l’incontro – anche in questo caso con foto, perché se non è su Instagram non è successo davvero – con il suo creatore, Tetsuo Hara. «Lo ringrazio di cuore per il dono prezioso che mi ha voluto fare e per un’opera che ha segnato la crescita di intere generazioni di italiani, diventando parte dell’immaginario collettivo della nostra Nazione», ha scritto Meloni.
E tra gli italiani cresciuti a pane e Ken il Guerriero c’è senza dubbio Tommaso Longobardi, responsabile social della premier. Che ha approfittato per scattarsi una foto ricordo con il maestro Hara. «A Tokyo ho avuto l’emozione di incontrare uno dei miti che ha segnato la mia crescita: Tetsuo Hara, il creatore di Ken il Guerriero, e di farmi firmare il mio numero uno dell’edizione italiana del 1997 di Star Comics, un volume che custodivo preziosamente». Ken, continua Longobardi, «non è stato solo un personaggio. È stato un compagno di crescita, capace di trasmettere valori che, senza nemmeno accorgertene, restano con te e contribuiscono a formarti. Incontrare chi ha dato vita a un’opera capace di segnare l’infanzia di intere generazioni è stato davvero emozionante».
Il responsabile social di Meloni risponde alle critiche
E proprio Longobardi, rispondendo a «qualche lamentela» circa l’utilizzo dello stile anime per raccontare un incontro istituzionale, ha difeso a spada tratta l’idea con tanto di lezione di comunicazione politica. «Non esistono linguaggi vietati, esistono linguaggi usati bene o male», scrive in una storia su Instagram. «Qui c’erano due leader con una immagine forte, una personalità coerente con questa scelta, un contesto internazionale e una cultura, quella giapponese, che ha reso questo linguaggio universale». E continua: «Se i meme sono da tempo parte della comunicazione politica, è difficile sostenere che il linguaggio manga sia meno legittimo o meno adatto». Insomma, per chi non avesse capito o colto, «non è folklore. È comunicazione che sceglie consapevolmente di parlare anche fuori dai formati tradizionali». Insomma, se non fosse chiaro: Meloni-Chan is back.
La media company Be Water, che controlla Chora Media e Will Media,ha completato l’acquisizione del 100 per cento di Cronache di Spogliatoio, testata giornalistica che sviluppa format editoriali originali dedicati al calcio su tutte le principali piattaforme social e che, sui vari canali, vanta una fanbase di oltre 3 milioni di follower. Nell’ambito dell’acquisizione, Be Water ha rilevato l’80,6 per cento di Cronache di Spogliatoio dal fondo di investimento Planven, che aveva scommesso sulla società a settembre del 2024, e il resto da altri soci, tra cui i fondatori Giulio Incagli e Stefano Bagnasco. Si tratta di un’operazione da 7,5 milioni di euro: come si legge in una nota, una parte del prezzo (4,5 milioni) verrà saldata «con una partecipazione pari al 3 per cento del capitale di Be Water, mediante aumento di capitale riservato ai soci venditori di CDS», per una valutazione implicita di Be Water pari a 150 milioni di euro. Cronache di Spogliatoio, molto popolare per i contenuti su Facebook e Instagram e negli ultimi anni anche per i suoi videopodcast, verrà ora integrata in Chora e Will, società del gruppo leader italiano nel giornalismo digitale, podcast e vodcast guidata da Riccardo Haupt (amministratore delegato) e Mario Calabresi (presidente e direttore editoriale).
Sin dal suo debutto nel 2008, il Bitcoin ha ispirato la nascita numerose altre criptovalute. Si tratta delle Altcoin, espressione che combina i due termini britannici Alternative e Coin e che viene usata per indicare tutte le monete virtuali e i token sviluppati come successori oppure, come dice lo stesso termine, in alternativa, alla crypto di Satoshi Nakamoto, la prima e più antica. Pur imitandone per la maggior parte dei casi la struttura e il funzionamento, le Altcoin sono nate soprattutto per superare alcuni limiti dei Bitcoin individuati negli anni, tra cui la scalabilità, la sicurezza oppure il consumo di energia molto elevato. Ecco una guida con tutto quello che bisogna sapere.
Altcoin, come funzionano e a cosa servono le alternative al Bitcoin
Un carrello con diverse criptovalute Imagoeconomica).
Come nel caso dei Bitcoin, anche le Altcoin si basano sulla tecnologia blockchain, ma presentano una serie di differenze: è il caso, per esempio, della dimensione dei blocchi, della velocità delle operazioni e delle commissioni sulle transazioni che permettono di eseguire. Cruciali anche alcune divergenze per quanto riguarda le funzionalità tecniche. Mentre da un lato la valuta di Nakamoto nacque come denaro virtuale e strumento di pagamento, le versioni alternative mirano a soddisfare specifiche esigenze di mercato e a introdurre alcune soluzioni tecnologiche più avanzate. Alcune costituiscono una riserva di valore, mentre altre offrono dei vantaggi tra cui maggiori livelli di sicurezza, algoritmi di consenso rinnovati oppure applicazioni decentralizzate basate su smart contract, ossia protocolli informatici basati sulla blockchain che facilitano, verificano o fanno rispettare una negoziazione. È il caso, per esempio, degli ecosistemi Ethereum oppure Cardano.
La storia delle Altcoin inizia nel 2011 quando, a tre anni dalla pubblicazione del White Paper di Bitcoin, venne lanciato Litecoin. Appena 12 mesi dopo debuttò Ripple, pensata per ridurre i lunghi tempi di blocco della rete di Satoshi Nakamoto. Nel 2013, Billy Markus e Jackson Palmer idearono Dogecoin, concepita in un primo momento come un progetto ironico tanto da ispirarsi al meme online del cane Doge. Contro ogni pronostico, tuttavia, la loro Altcoin ottenne un’incredibile popolarità tanto da raggiungere in sei anni una capitalizzazione di oltre 350 milioni di dollari. Nel 2026 esistono diversi tipi di Alternative Coins: ci sono, per esempio, le monete DeFi (Decentralized Finance) destinate a erogare prestiti senza intermediari oppure quelle Nft da investire come valuta per i Non-Fungible Token. Diffuse anche le Stablecoin come Tether o USD Coin, il cui valore è stabile in quanto ancorato a un altro asset come il dollaro.
I rischi di un investimento e come effettuare un acquisto
Un carrello con diverse criptovalute Imagoeconomica).
Prima di fare qualsiasi investimento, come in ogni ambito delle criptovalute, è opportuno ricordarsi che si tratta di un mercato soggetto a forte volatilità. Anche dopo un’analisi approfondita non si può escludere la possibilità che un Altcoin subisca un improvviso calo di valore e porti a ingenti perdite economiche. Per questo motivo, gli esperti sconsigliano fortemente di allocare l’intero capitale in un’unica classe di asset ed è preferibile adottare un approccio diversificato. Chiunque intenda però rischiare e acquistare Altcoin, può procedere in modo analogo a quanto avviene per i Bitcoin: prima di tutto bisogna scegliere fra le piattaforme di trading o exchange, come Coinbase, Kraken e Bitpanda, che si differenziano per numero di monete negoziabili, metodi di pagamento e commissioni.
L’interesse del governo per l’Artico «non è recente e coinvolge da tempo marina, aeronautica ed esercito». Lo ha ribadito il ministro Guido Crosetto alla conferenza di presentazione della Politica Artica Italiana a Villa Madama, prendendo tuttavia le distanze dall’ipotesi di inviare contingenti militari in Groenlandia. «Da tempo la Difesa si interessa dell’Artico, con la marina, l’aeronautica, l’esercito. Le esercitazioni non sono iniziate adesso. E che non sono sicuramente 15 soldati mandati in Groenlandia. Mi chiedo a fare cosa? Una gita? 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l’inizio di una barzelletta», ha detto il ministro, riferendosi alle decisioni di Svezia, Norvegia, Germania e Francia di rispondere all’appello della Danimarca per la difesa di Nuuk, anche alla luce delle mire di Donald Trump.
Crosetto: «In quella terra di nessuno qualcuno deve costruire le regole»
Sul possibile coinvolgimento italiano, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si è espressa e, secondo quanto emerge, Roma non sarebbe orientata a partecipare a questa fase di impegno militare Ue in Groenlandia, mentre a Bruxelles si discute l’eventuale attivazione dell’articolo 42 del Trattato sull’assistenza reciproca. Crosetto ha ribadito una linea favorevole al coordinamento internazionale: «Io sono per allargare», spiega Crosetto, «non frazionare in nazioni un mondo già troppo frazionato. Penso sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato, in ottica Onu». E ha aggiunto: «La nostra forza è nella sinergia tra le amministrazioni. Siamo disponibili a impegnarci come Difesa. In quella zona che è la terra di nessuno occorre che ci sia qualcuno che in qualche modo costruisce delle regole».
Negli ultimi giorni alcuni cittadini hanno ricevuto email che invitano a rinnovare o sostituire la tessera sanitaria. I messaggi sembrano provenire da enti ufficiali, utilizzano loghi istituzionali e toni urgenti, ma si tratta di truffe online. Il Ministero della Salute e l’Agenzia delle Entrate hanno confermato che non esistono comunicazioni autentiche di questo tipo e che l’obiettivo dei criminali è sottrarre dati personali e sensibili.
Come funziona la truffa della tessera sanitaria
Hacker (Ansa).
Le email invitano a cliccare su link per completare un presunto rinnovo. Il collegamento conduce a siti contraffatti, costruiti per sembrare portali istituzionali, dove viene richiesto di inserire informazioni personali e, in alcuni casi, estremi bancari. Le informazioni raccolte possono poi essere usate per furti di identità, clonazioni di documenti o frodi economiche. Questa tecnica rientra nella categoria del phishing, che può avvenire anche tramite sms o notifiche ingannevoli, sempre con lo stesso obiettivo.
Come difendersi
Il Ministero della Salute e l’Agenzia delle Entrate ribadiscono che la tessera sanitaria si rinnova automaticamente ogni sei anni e che le richieste di duplicato sono necessarie solo in caso di smarrimento, furto o deterioramento. Per proteggersi, è fondamentale non cliccare su link sospetti, non scaricare allegati e cancellare le email ingannevoli. In caso di dubbi, occorre verificare direttamente sui portali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate o del Sistema Tessera Sanitaria, usando Spid, Cie o Cns.
I procuratori del Canton Vallese incaricati del caso della strage di Crans-Montana hanno chiesto una cauzione di 200 mila franchi (quasi 215 mila euro) a testa per Jacques Moretti e Jessica Maric, i coniugi proprietari del locale Le Constellation nel cui rogo hanno perso la vita 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. I due sono accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi. Moretti si trova in carcerazione preventiva dal 9 gennaio, mentre per Maric sono state disposte misure alternative ai domiciliari: divieto di lasciare il territorio svizzero, sequestro dei documenti d’identità, obbligo quotidiano di presentarsi a un posto di polizia. Sulla richiesta dei procuratori di Sion dovrà adesso pronunciarsi il Tribunale delle misure coercitive. «Considerato che l’imputato non ha attualmente alcun reddito e che lui e la moglie possiedono beni ipotecati e veicoli in leasing, la somma di 200 mila franchi sembra adeguata», ha scritto il pubblico ministero nella sua richiesta.
L’Italia torna a ospitare le Olimpiadi invernali a 20 anni di distanza dall’edizione del 2006 di Torino. I Giochi di Milano-Cortina scatteranno ufficialmente il 6 febbraio con la cerimonia di apertura presso lo stadio San Siro, dove si esibiranno alcune star della musica e del cinema come Pierfrancesco Favino e Laura Pausini oltre alla diva internazionale Mariah Carey. Le performance accompagneranno anche la sfilata di tutti gli atleti impegnati nella manifestazione, che conterà 16 discipline e ben 116 eventi da medaglia. L’Italia sarà presente con una delegazionedi 196 atleti, nuovo record assoluto per la nostra Nazionale: battuto il primato di Torino 2006, quando parteciparono in 184. Portabandieradella nostra nazione al Meazza saranno Arianna Fontana e Federico Pellegrino, mentre a Cortina saranno presenti Federica Brignone e Amos Mosaner.
Olimpiadi Milano-Cortina 2026: l’elenco di tutti gli atleti italiani
L’Italia sarà presente ai Giochi olimpici di casa in tutte le 16 discipline del programma. Di seguito, la lista completa con tutti gli atleti impegnati nelle varie gare, in continuo aggiornamento seguendo gli annunci ufficiali delle Federazioni.
Biathlon
La Federazione non ha ancora rilasciato l’elenco completo dei partecipanti e delle partecipanti alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Presenti Elia Zeni, Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Nicola Romanin e Lukas Hofer tra gli uomini. Per quanto riguarda le donne sono state confermate Michela Carrara, Hannah Auchentaller, Rebecca Passler, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, vincitrice di tre bronzi in altrettante edizioni dei Giochi tra cui quello nello sprint di Pechino 2022. Si tratterà della sua ultima partecipazione della carriera.
Bob
Congiuntamente con il Coni, la Federazione Italiana Sport Invernali o FISI ha annunciato l’elenco degli atleti di bob che prenderanno parte ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Tra le punte di diamante della delegazione femminile la 30enne Giada Andreutti, presente da Sochi 2014 a Pechino 2022, e Simona De Silvestro, ex pilota di Indycar e Formula E. Con loro anche Alessia Gatti, Anna Costella e, come riserva, Noemi Cavalleri. Nel maschile scenderanno in pista Patrick Baumgartner, Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Gino Robert Mircea: riserva sarà Alex Verginer.
Combinata nordica
Per quanto riguarda invece la combinata nordica, a Milano-Cortina 2026 la delegazione azzurra conterà su Alessandro Pittin, unico medagliato italiano di sempre nella disciplina, e sui giovani talenti di Aaron Kostner e Samuel Costa.
Curling
Stefania Constantini e Amos Mosaner dopo la vittoria a Pechino 2022 (Ansa).
Tre le squadre presenti per quanto riguarda il curling: maschile, femminile e doppio misto. Tra gli uomini ci saranno, oltre al portabandiera Amos Mosaner che spera di replicare il trionfo nel misto del 2022, Joel Thierry Retornaz, Sebastiano Arman, Mattia Giovannella e Alberto Pimpini. Quanto invece alle donne, dopo il caos per l’esclusione di Angela Romei, oltre a Stefania Costantini – oro con Mosaner a Pechino nel misto – saranno a Milano-Cortina 2026 anche Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli, MartaLo Deserto e Rebecca Mariani
Freestyle
Per quanto riguarda invece il freestyle, nello skicross maschile è confermata la presenza di Simone Deromedis assieme a Federico Tomasoni, Edoardo Zorzi e Dominik Zuech. Per quanto riguarda le donne saranno a Milano-Cortina Andrea Chesi e Jole Galli. Quanto al freeski, annunciati Miro Tabanelli nel maschile e il duo Maria Gasslitter e Flora Tabanelli tra le donne. Infine, per il moguls femminile ci sarà Manuela Passaretta.
Hockey su ghiaccio
Per quanto riguarda l’hockey su ghiaccio, si conoscono i nomi del roster preliminare maschile. Sono Damian Clara, Diego Kostner, Daniel Mantenuto, Luca Zanatta, Thomas Larkin e Tommy Purdeller. Con loro in squadra ci saranno anche Matthew James Bradley, Tommaso De Luca, Dylan Damian Di Perna, Gregory Di Tomaso, Cristiano Digiacinto, Davide Fadani e Luca Frigo. E ancora, spazio anche per Mats Mikael Frycklund, Dustin James Gazley, Daniel Glira, Giovanni Morini, Alexander Franc Petan, Phil Pietroniro, Nicholas Samuel Saracino e Jason Thomas Alexander Seed. Completeranno la squadra Alessandro Segafredo, Alex Trivellato, Gianluca Vallini e Marco Zanetti.
La Federazione ha anche diffuso l’elenco della squadra femminile: ci saranno Aurora Enrica Abatangelo, Eleonora Bonafini, Anna Caumo, Kristin Della Rovere, Gabriella Frances Durante, Matilde Fantin e Martina Fedel. E ancora, Laura-Michele Fortino, Kristen Guerriero, Manuela Heidenberger, Sara Kaneppele, Laura Lobis, Nadia Mattivi, Marta Mazzocchi, Greta Niccolai, Margherita Ostoni, Jacqueline Malca Pierri e Justine Reyes. Completeranno il team Rebecca Roccella, Carola Saletta, Franziska Stocker, Kayla Tutino e Amie Fielding Varano.
Pattinaggio di figura
Disponibile invece l’elenco degli azzurri che parteciperanno alle Olimpiadi nel pattinaggio di figura. Fra gli uomini ci saranno Filippo Ambrosini, Marco Fabbri, Daniel Grassl, Matteo Rizzo e Niccolò Macii, mentre per quanto riguarda le donne spazio a Rebecca Ghilardi, Charlène Guignard, Lara Naki Gutmann e Sara Conti. L’obiettivo è tornare a medaglia a 12 anni dal bronzo di Carolina Kostner a Sochi 2014.
Pattinaggio di velocità
Ricca anche la delegazione azzurra che rappresenterà l’Italia nel pattinaggio di velocità. Fra le donne ci saranno Francesca Lollobrigida, Serena Pergher e Maybritt Vigl, mentre nel maschile scenderanno in pista Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Riccardo Lorello, Daniele Di Stefano, Francesco Betti e Jeffrey Rosanelli.
Salto con gli sci
Nel salto con gli sci, la nostra delegazione andrà a caccia della sua prima medaglia assoluta, finora mai vinta nelle 24 edizioni precedenti dei Giochi. Nel maschile ci proveranno Giovanni Bresadola, rientrato a fine 2025 dopo il brutto infortunio patito nel marzo del 2024, Alex Insam e Francesco Cecon. Più ricca le delegazione femminile, che conterà Martina Ambrosi, Jessica Malsiner, Annika Sieff e Martina Zanitzer.
Sci alpinismo
Come conferma il sito ufficiale della FISI, nello sci alpinismo per il nostro Paese ci saranno Michele Borsacci fra gli uomini e Alba De Silvestro e Giulia Murada per quanto riguarda le donne.
Sci alpino
Il discesista azzurro Dominik Paris (Ansa).
Tra le grandi notizie azzurre c’è l’ufficialità di Federica Brignone in pista per le Olimpiadi invernali 2026: assieme a lei, l’Italia spera di tornare a medaglia nel femminile con Sofia Goggia, capace di conquistare l’oro in discesa libera nel 2018 a Pyeongchang, Elena Curtoni, la giovanissima Giada D’Antonio, le sorelle Nadia e Nicol Delago, Lara Della Mea, Martina Peterlini, Laura Pirovano, Anna Trocker e Asja Zenere. Fra gli uomini ci saranno Tobias Kastlunger, Florian Schieder e soprattutto Dominik Paris, ancora a caccia della sua prima medaglia a cinque cerchi solo sfiorata proprio nell’edizione sudcoreana con il quarto posto in discesa libera. Con loro anche Mattia Casse, Luca De Aliprandini, Giovanni Franzoni – reduce dal successo in discesa a Kitzbühel – Christoph Innerhofer, Tommaso Saccardi, Tommaso Sala e Alex Vinatzer.
Sci di fondo
Ricca la delegazione di italiani nello sci di fondo. Alle Olimpiadi di Milano-Cortina ci saranno Simone Daprà, Elia Barp, Martino Corollo, Davide Graz, Simone Mocellini e Federico Pellegrino (tra l’altro anche portabandiera a San Siro nella cerimonia di apertura) per il maschile. Le gare femminili impegneranno invece Federica Cassol e Caterina Ganz, oltre a Anna Comarella, Iris Pinter De Martin, Maria Gismondi, Nicole Monsorno e Martina Di Centa. L’ultimo oro azzurro risale proprio all’edizione casalinga di Torino 2006 con le due medaglie di Giorgio di Centa nei 50 km e della staffetta maschile nella 4×10 km.
Short Track
L’icona dello short track Arianna Fontana (Ansa).
Per quanto riguarda lo short track ci sarà, ovviamente, Arianna Fontana, simbolo degli sport invernali azzurri. Con lei scenderanno in pista anche Arianna Sighel, Chiara Betti, Martina Valcepina ed Elisa Confortola. Nel maschile, a difendere i colori italiani ci penseranno Andrea Cassinelli, Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Lorenzo Previtali e Luca Spechenhauser. Fontana andrà a caccia del suo terzo oro consecutivo nei 500 metri dopo quelli di Pyeongchang e Pechino.
Skeleton
Quattro gli azzurri certi di rappresentare il nostro Paese nello skeleton ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Si tratta di Mattia Gaspari e Amedeo Bagnis nel maschile e Valentina Margaglio e Alessandra Fumagalli fra le donne. L’unica medaglia italiana nella disciplina risale addirittura all’edizione 1948 di Saint Moritz quando Nino Bibbia conquistò l’oro.
Slittino
Per quanto riguarda la delegazione di slittino, a Milano-Cortina l’Italia potrà contare nel maschile sull’esperienza di Dominik Fischnaller, bronzo a Pechino 2022: con lui Leon Felderer, Alex Gufler, Simon Kainzwaldner, Ivan Nagler, Fabian Malleier e Emanuel Rieder. Nel femminile ci saranno invece Marion Oberhofer, Andrea Voetter, Verena Hofer e Sandra Robatscher. L’ultima volta che il tricolore ha sventolato sul gradino più alto del podio è stato 20 anni fa nell’edizione di Torino 2006 con il trionfo di Armin Zoeggeler nel singolo, suo secondo successo di fila dopo quello di Salt Lake ottenuto quattro anni prima.
Snowboard
La snowboarder Michela Moioli (Ansa).
Ricca la delegazione di italiani attesi nelle gare di snowboard alle Olimpiadi 2026. Nel freesnow maschile ci saranno Ian Matteoli e Philip Louis Vito III, mentre nel femminile parteciperà solamente Marilù Poluzzi. Per quanto riguarda lo snowboard alpino, fra gli uomini spazio a Maurizio Bormollini, Mirco Felicetti, Aaron March e Roland Fischnaller; quanto alle donne, occhi puntati su Elisa Caffont, Jasmin Coratti, Lucia Dalmasso e Sofia Valle. Tre gli uomini per lo snowboardcross: si tratta di Lorenzo Sommariva, Filippo Ferrari e Omar Visintin. Per il femminile, grande attenzione soprattutto per Michela Moioli, medaglia d’oro a Pyeongchang 2018, tra l’altro ultimo successo dei nostri beniamini in un’edizione a cinque cerchi. A Pechino, l’azzurra ha vinto invece l’argento in coppia con Omar Visintin. Con lei scenderanno in pista anche Lisa Boirai Francesia e Sofia Groblechner.
Le tute di alcuni tedofori del Viaggio della Fiamma continuano il loro personale “viaggio” sulle piattaforme di second hand. Sta diventando un caso la vendita online delle divise ufficiali di Milano-Cortina 2026, consegnate esclusivamente ai portatori della torcia, che stanno comparendo sul mercato dell’usato online, su applicazioni come Vinted ed Ebay, a prezzi che arrivano fino a 2.000 euro per il kit completo. La rarità e l’esclusività hanno attirato i collezionisti, ma hanno anche sollevato dubbi sull’opportunità di vendere questo tipo di indumenti. Tanto che il caso è diventato anche politico.
I prezzi delle tute dei tedofori
Alcune tute e accessori dei tedofori su Vinted.
Gli annunci offrono giacche, pantaloni, guanti e cappellini, talvolta ancora con il cartellino attaccato, trasformando i kit personali in oggetti da collezione. Salomon ha prodotto 10.001 divise, una per ciascun tedoforo, e non sono mai state messe in commercio. Alcuni tedofori hanno già venduto il proprio kit, con richieste tra 500 e 2.000 euro, mentre singoli accessori possono essere acquistati a cifre più contenute, intorno ai 50 euro.
Salvini e Abodi convocano un vertice per fare luce sul caso
La rivendita delle tute è vietata dal Comitato Organizzatore Milano-Cortina 2026, che ha ribadito come i kit siano strettamente personali e non cedibili. La polemica è esplosa sui social, con gli utenti divisi tra chi difende la libertà dei tedofori di gestire come meglio credono le loro tute, e chi sottolinea la violazione dello spirito olimpico. La vicenda ha attirato anche l’attenzione politica: il 14 gennaio il vicepremier Matteo Salvini e il ministro dello Sport, Andrea Abodi, hanno convocato un vertice d’urgenza per fare chiarezza sul caso.
Nella tarda mattinata del 16 gennaio all’interno dell’istituto professionale “Domenico Chiodo” di LaSpezia, uno studente di 19 anni è stato accoltellato durante l’orario delle lezioni. L’aggressione, avvenuta poco dopo le 11 in aula, sarebbe stata compiuta da un altro studente che lo ha ferito all’addome. Il giovane ha riportato una forte emorragia ed è stato immediatamente portato in sala operatoria, con prognosi riservata. Soccorso dai volontari della Croce Rossa e dal personale del 118, è stato trasferito in codice di massima urgenza nella shock room del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea, mentre sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, impegnati a ricostruire la dinamica dei fatti.