Berlinale 2026, tre coproduzioni italiane nel programma ufficiale

Svelato il cartellone ufficiale della Berlinale 2026, 76esima edizione del Festival cinematografico della capitale tedesca. Anche quest’anno, nessun film italiano è in corsa per l’Orso d’oro né figurano altri lungometraggi nelle sezioni principali. Il nostro Paese è tuttavia presente grazie a tre coproduzioni internazionali, di cui due in concorso e una nella sezione Perspectives. La kermesse, che sarà aperta da No Good Men, terzo film della regista afgana Shahrbanoo Sadat, si svolgerà dal 12 al 22 febbraio. Il cartellone ufficiale è stato presentato in conferenza stampa dalla direttrice Tricia Tuttle, affiancata dai co-direttori Jacqueline Lyanga e Michael Stütz, che hanno annunciato un’edizione che punterà a valorizzare l’esperienza in sala, la scoperta dei nuovi talenti e la difesa della cultura cinematografica con lungometraggi provenienti da oltre 80 Paesi.

Berlinale 2026, tre coproduzioni italiane nel programma ufficiale
I trofei della Berlinale (Ansa).

Berlinale 2026, quali sono le due coproduzioni italiane in concorso

Tra i film più attesi della 76esima Berlinale, come conferma anche Variety, c’è Rosebush Pruning di Karim Aïnouz, coproduzione tra Italia, Germania, Spagna e Regno Unito che vanta un cast stellare con Riley Keough, Callum Turner, Elle Fanning, Jamie Bell e Pamela Anderson. Satira contemporanea, si svolge in una villa spagnola dove i fratelli americani Jack, Ed, Anna e Robert vivono nell’isolamento e nella fortuna che hanno ereditato dalla loro famiglia. Quando il primo desidera cambiare casa per andare a vivere con la sua compagna e il secondo scopre la verità sul decesso della madre, il tessuto familiare inizia irrimediabilmente a disfarsi.

Seconda e ultima coproduzione italiana in concorso per l’Orso d’oro è Nina Roza Genevieve Dulude-de Celle, frutto della collaborazione fra il nostro Paese, il Canada, il Belgio e la Bulgaria. La trama si concentra su un mercante d’arte in viaggio dal Quebec verso la patria che ha abbandonato sperando di mettere gli occhi sui dipinti di una sfuggente ma talentuosa giovane donna, vero prodigio che vive nella campagna bulgara. Soltanto osservando le opere da vicino potrà infatti stabilire se si tratta di un vero genio oppure di un’ennesima frode. Nel cast, assieme a Galin Stoev, Ekaterina Stanina e Sofia Stanina, recita anche l’italiana Chiara Caselli.

Italia presente anche nella sezione Perpectives

Terza e ultima coproduzione italiana presentata nel programma ufficiale della Berlinale 2026 è The Red Hangar (Hangar rojo) di Juan Pablo Sallato. Realizzata dal nostro Paese assieme ad Argentina e Cile, si svolge nel 1973 durante il golpe cileno che portò alla presa del potere da parte di Pinochet. Questi film si aggiungono ai già annunciati Mambo Kids di Emanuele Tresca in Generation e Wax & Gold di Adama Bineta Sow nella sezione Berlinale Special Presentation. Presenti anche i corti Cosmonauts di Leo Černic e L’uomo più bello del mondo di Paolo Baiguera selezionati nei Berlinale Shorts.

Berlinale 2026, tre coproduzioni italiane nel programma ufficiale
La direttrice della Berlinale Tricia Tuttle (Ansa).

Dalla Groenlandia ai dazi, cosa ha detto von der Leyen nel suo intervento a Davos

Un momento che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito come «un cambiamento sismico» sta attraversando gli equilibri globali, segnati da dazi, conflitti e nuove tensioni legate al controllo delle materie prime. Intervenendo al Forum economico mondiale di Davos, von der Leyen ha spiegato che questa situazione può diventare per l’Europa un’occasione per rafforzare la propria autonomia strategica e costruire «una nuova forma di indipendenza». Un’esigenza che, ha sottolineato, «non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo», aggiungendo che «oggi esiste un vero consenso su questo».

LEGGI ANCHE: Davos, le minacce di Trump e la vera partita dell’Europa

Von der Leyen: «Un errore i dazi proposti da Trump»

Nel suo intervento la presidente ha criticato l’ipotesi avanzata da Donald Trump di introdurre tariffe del 200 per cento su vini e champagne francesi come ritorsione nel contesto delle tensioni sulla Groenlandia. «I dazi aggiuntivi proposti» dal presidente statunitense «sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data», ha affermato, ricordando che «l’Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio». Da qui il richiamo al rispetto degli impegni presi: «E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, deve significare qualcosa».

Von der Leyen: «Spetta al popolo della Groenlandia decidere del proprio futuro»

Sul dossier Groenlandia, von der Leyen ha ribadito che «spetta al popolo sovrano decidere del proprio futuro» e ha ricordato che l’Unione considera gli Stati Uniti «non solo come nostri alleati, ma come amici». Allo stesso tempo ha avvertito che «trascinarci in una pericolosa spirale discendente finirebbe solo per aiutare gli stessi avversari che entrambi siamo impegnati a tenere fuori dal nostro orizzonte strategico», annunciando che «la nostra risposta sarà quindi ferma, unita e proporzionata». L’Ue sta lavorando a un pacchetto di misure per la sicurezza dell’Artico fondato su quattro pilastri: il sostegno alla Groenlandia e al Regno di Danimarca, perché «la sovranità e l’integrità del loro territorio non è negoziabile», l’aumento degli investimenti «per supportare l’economia e le infrastrutture locali», la cooperazione con gli Stati Uniti e gli altri partner «per garantire una maggiore sicurezza nell’Artico» e il rafforzamento del coordinamento con Regno Unito, Canada, Norvegia e Islanda.

Il rendimento dei bond giapponesi a 40 anni supera il 4 per cento per la prima volta

Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 40 anni ha superato il 4 per cento, un livello mai raggiunto dalla loro introduzione nel 2007 e il più alto per qualsiasi scadenza del debito sovrano negli ultimi trent’anni. L’aumento riflette un sell-off dei bond innescato dalle elezioni anticipate annunciate dalla premier Sanae Takaichi, fissate per l’8 febbraio, e dai suoi piani di stimolo fiscale. Takaichi ha chiesto un mandato per un «cambiamento di politica di ampia portata», che include una spesa pubblica da 135 miliardi di dollari e la sospensione per due anni dell’Iva dell’8 per cento sui prodotti alimentari.

Il debito pubblico giapponese è già pari al 200 per cento del Pil

Il mercato non ha reagito bene ai piani della premier. Il debito pubblico giapponese è già pari al 200 per cento del Pil, e nuovi stimoli fiscali e tagli alle tasse stanno spingendo gli investitori a chiedere rendimenti più alti per detenere bond a lunga scadenza. Di conseguenza, il prezzo dei titoli è sceso e il rendimento è salito, mentre l’asta di titoli a 20 anni ha registrato una domanda relativamente debole, con un rapporto di copertura pari a 3,29 inferiore alla media dell’ultimo anno. Il sell-off segna un cambiamento significativo nel mercato obbligazionario giapponese, tradizionalmente caratterizzato da tassi ultra-bassi. I rendimenti dei bond a lungo termine hanno superato quelli di alcuni pari scadenza europei, come i Bund tedeschi a 30 anni. Gli investitori restano cauti, aspettando segnali chiari sull’evoluzione dei piani fiscali e sul comportamento della banca centrale, mentre il governo cerca di rassicurare il mercato sul fatto che le nuove misure non comprometteranno la sostenibilità delle finanze pubbliche.

Consob, Federico Freni verso la presidenza

Il Consiglio dei ministri che si riunirà nel pomeriggio di martedì 20 gennaio 2026 dovrebbe designare Federico Freni, sottosegretario all’Economia in quota Lega, come nuovo presidente della Consob, la Commissione nazionale per le società e la borsa. Succederà a Paolo Savona, il cui mandato è in scadenza a marzo, e resterà in carica per sette anni. Il governo ha deciso di muoversi per tempo perché la nomina della presidenza dell’ente è un processo lungo. Dopo l’indicazione del Cdm ci sarà infatti un passaggio alle commissioni Finanze di Camera e Senato, dopodiché, ottenuto il parere favorevole, la palla tornerà al Consiglio dei ministri per l’approvazione della delibera definitiva. Quindi il capo dello Stato dovrà firmare il decreto, che sarà sottoposto al vaglio della Corte dei conti per il via libera.

Chi è Federico Freni

Avvocato del Foro di Roma, dopo una laurea in Giurisprudenza e un dottorato in Diritto amministrativo alla Sapienza ha insegnato in diverse università tra cui la Luiss Guido Carli. Attualmente è professore straordinario di Diritto amministrativo presso l’università Pegaso. Prima di entrare attivamente in politica, è stato consulente giuridico per diversi ministeri e società a partecipazione pubblica. Già sottosegretario al Mef nel governo Draghi, Freni sarà il più giovane presidente nella storia della Consob.

Nevi: «No a guida politica, serve tecnico di alto livello»

La nomina di Freni è stata spinta in particolare dal vicepremier Matteo Salvini, che l’ha definito «un bravissimo sottosegretario all’Economia» che «penso che possa fare con altrettanta capacità altri ruoli». Non tutti, però, nel centrodestra appoggiano la scelta. Il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi ha infatti dichiarato che «non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob, secondo noi è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza». E ancora: «Non facciamo nomi, ci sono tante persone autorevoli che secondo noi potrebbero svolgere al meglio senza nulla togliere a Freni che è uno straordinario sottosegretario al ministero delle Finanze e penso stia facendo bene. La Consob deve essere trattata in modo completamente diverso».

Allianz Trade, Francesca Agostino è la nuova Cfo per l’Italia

Francesca Agostino è la nuova Chief Financial Officer di Allianz Trade, leader globale nell’assicurazione crediti, per l’Italia e la Regione Mmea (Mediterraneo, Medio Oriente e Africa). La nomina avrà effetto a partire dal primo febbraio 2026. Nell’ambito del suo nuovo incarico, Agostino entrerà a far parte anche dell’Executive Board della regione Mmea: riporterà direttamente al responsabile dell’area Luca Burrafato e funzionalmente a Limon Loeiz Duparcmeur, Group Chief Financial Officer. Svolgerà le sue funzioni principalmente dalla sede di Roma.

Allianz Trade, Francesca Agostino è la nuova Cfo per l’Italia
Luca Burrafato di Allianz Trade (Imagoeconomica).

Chi è Francesca Agostino, nuova Chief Financial Officer di Allianz Trade

Laureata in Economia all’Università La Sapienza di Roma, Francesca Agostino ha mosso i primi passi della carriera in Allianz Trade nel 1992, allora SIAC. Da allora ha maturato una forte esperienza in HR, traeasury e accounting, guidando anche diversi progetti chiave tra cui l’implementazione di SOX e SAP. Fra il 2015 e il 2021 ha ricoperto il ruolo di Cfao per la Business Unit italiana, con responsabilità su Finance, Accounting, Reinsurance e Legal. A partire dal 2022, invece, ha guidato i team Finance, Risk e Actuarial per la Regione Mmea, con focus sull’accuratezza delle riserve tecniche e sul reporting normativo.

L’ultima provocazione di Musk: «Dovrei comprare Ryanair?»

Continua sui social la faida tra Elon Musk e Ryanair, con il fondatore di SpaceX che è tornato a evocare l’ipotesi di acquistare la compagnia aerea irlandese dopo lo scontro con il suo amministratore delegato. Su X, Musk ha lanciato un sondaggio chiedendo agli utenti se dovesse rilevare il vettore low cost e «ripristinare Ryan come legittimo sovrano».

L’ultima provocazione di Musk: «Dovrei comprare Ryanair?»
Ryanair (Ansa).

In precedenza aveva replicato a un post di Ryanair domandando quale sarebbe il prezzo per l’acquisizione e tornando a sollecitare la rimozione di Michael O’Leary, storico ceo e volto pubblico della compagnia. La disputa è esplosa quando O’Leary ha escluso l’adozione del sistema Starlink sugli aerei Ryanair, motivando la scelta con l’aumento dei consumi legato al peso e alla resistenza aerodinamica dell’antenna installata sulla fusoliera. Musk ha accusato il manager di essere male informato, ricevendo in risposta l’etichetta di «idiota, molto ricco, ma pur sempre idiota», definendo X «una fogna. Lui è il tizio che sosteneva Donald Trump, non presterei a lui alcuna attenzione».

Chiara Baravalle alla guida di Dsquared2

Chiara Baravalle è la nuova General Manager di Dsquared2, il brand di moda fondato nel 1995 dai gemelli Dan e Dean Caten. La nomina avrà effetto a partire dal primo febbraio e giunge in un delicato e decisivo momento per il marchio, che spera di confermare la propria posizione sul mercato e di ridefinire la propria strategia dopo una fase di transizione. L’annuncio della nuova leadership affidata a Baravalle è stato accompagnato dall’estensione della licenza con Staff International, società gestita dal gruppo OTB (che controlla anche Diesel e Marni), per la produzione e la distribuzione di collezioni prêt-à-porter: in vigore dal 2000, l’accordo è stato prolungato fino all’autunno 2031.

Chiara Baravalle alla guida di Dsquared2
Un negozio Dsquared2 (Imagoeconomica).

Chi è Chiara Baravalle, nuova General Manager di Dsquared2

Formatasi alla Stanford University, Chiara Baravalle ha iniziato la sua carriera nella Silicon Valley prima di passare alla catena Bain & Company per la divisione moda e lusso. Dal 2021 al 2024 è stata Chief of Staff dell’allora Ceo Marco Bizzarri in Gucci, prima di ricoprire per poco meno di due anni il ruolo di General Manager & Board Member di Elisabetta Franchi, incarico terminato nell’ottobre 2025. Arriva ora in Dsquared dopo aver diretto la strategia, gli investimenti e lo sviluppo del portafoglio in Forel, società di investimento fondata dall’ex Ceo di Gucci Bizzarri.

Gigante di Kronplatz, prima manche: il ritorno di Federica Brignone

Coraggio, grinta e grande cuore. A circa 10 mesi dal terribile infortunio agli Assoluti in Val di Fassa, Federica Brignone è tornata a gareggiare in Coppa del Mondo. Nella prima manche del Gigante di Kronplatz, la 35enne azzurra è partita con il pettorale numero 13 chiudendo con il sesto tempo momentaneo (poi settimo poiché superato da Maryna Gasielica-Daniel) ad appena 1.17 secondi dalla leader svedese Sara Hector. La Tigre di La Salle ha spinto il possibile anche sulla gamba reduce dall’infortunio, dimostrando di essere come prevedibile distante dal suo solito ritmo, ma testimoniando di non aver perso la classe mettendosi alle spalle talentuose sciatrici come Lena Duerr, Paula Moltzan, Valerie Grenier e Lara Colturi, tuttavia debilitata dalla febbre. Niente da fare invece per l’altra azzurra Sofia Goggia: la gara della bergamasca è durata appena 15 secondi per una caduta dopo aver esagerato ad alcune porte. Alle spalle di Brignone anche Lara Della Mea, che ha chiuso a 1.89 dalla leader.

Federica Brignone a Kronplatz: «Rotto il ghiaccio, non ho sentito dolore»

Terminata la prima manche del Gigante sul Plan De Corones, Federica Brignone ha raccontato le sue sensazioni ai microfoni di Rai Sport. «È stato difficile, sono sempre stata tranquilla questi giorni ma quando ho messo i bastoni fuori ho pensato: “Non so se sono pronta”. Avevo paura di non andare abbastanza profonda», ha spiegato la Tigre di La Salle. «Sono partita un po’ rigida, poi mi sono ricordata di respirare e da lì è andata meglio. Mi sono sentita bene, più mi scaldo e meglio sto, con l’adrenalina non ho sentito troppo dolore. Buon test, sono molto felice ma voglio ritrovare le mie sensazioni, come so sciare. Ora ho rotto il ghiaccio, spero di farlo nella seconda manche». Si torna in pista alle 13.30: la gara è in diretta sui canali Rai ed Eurosport.

Groenlandia, Trump pubblica sui social la bandiera Usa sull’isola

Ci fossero ancora dubbi sulle sue intenzioni, Donald Trump ha rilanciato sui social la sua visione sulla Groenlandia condividendo su Truth un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo mostra sull’isola con la bandiera statunitense e un cartello con la scritta «territorio americano dal 2026». Nell’immagine compaiono anche il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Il presidente Usa ha ribadito la propria convinzione che l’opposizione europea al suo progetto sarà limitata, sostenendo che i leader del Vecchio Continente «non opporranno troppa resistenza». In Florida, parlando con i giornalisti, Trump ha insistito sull’importanza strategica dell’isola: «La Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale. Non si può tornare indietro. Su questo, tutti sono d’accordo».

Scott Bessent: «Sulla Groenlandia Europa faccia un bel respiro»

Sulla questione è intervenuto anche il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, che ha invitato gli alleati europei a evitare reazioni immediate. «Fate un respiro profondo e lasciate che le cose facciano il loro corso», ha detto, chiedendo di non adottare contromisure come nuovi dazi in risposta alla volontà di Trump di annettere la Groenlandia. A margine delle riunioni di Davos, Bessent ha paragonato le reazioni attuali a una fase di «isteria mediatica» simile a quella seguita al liberation day, quando furono annunciati i primi dazi, definendo «una falsa narrativa» l’ipotesi che l’Europa possa colpire i titoli di Stato americani, perché «sfida ogni logica». Di fronte ai timori su possibili ripercussioni per la Nato, il segretario ha inoltre assicurato che «certo che l’Europa è un alleato» degli Stati Uniti nell’Alleanza atlantica.

Treni deragliati in Spagna: salgono a 41 i morti, decine i dispersi

È salito a 41 il numero delle vittime accertate dell’incidente ferroviario avvenuto ad Adamuz, in Andalusia, dove due treni ad alta velocità si sono scontrati e tre vagoni sono deragliati finendo in un terrapieno. Le persone ricoverate sono 41, tra cui quattro bambini, e 12 pazienti si trovano in terapia intensiva. Il bilancio resta provvisorio e potrebbe aggravarsi anche a causa dell’alto numero di dispersi, che sono almeno 43, secondo le denunce di scomparsa presentate dai familiari. Per questo le operazioni di identificazione e di recupero stanno continuando senza sosta. Intanto il governo spagnolo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, mentre martedì re Felipe VI e la regina Letizia visiteranno il luogo dell’incidente insieme alla vicepremier María Jesús Montero.

Le ipotesi sulle cause dell’incidente

Nel frattempo le autorità spagnole hanno avviato un’indagine giudiziaria e una tecnica sulle possibili cause del deragliamento del treno Iryo. Gli investigatori stanno verificando eventuali guasti al mezzo e allo scambio dei binari di Adamuz. Il tratto di linea interessato, ha riferito il ministro dei Trasporti Oscar Puente, era stato rinnovato a maggio. Nonostante ciò, secondo quanto emerso finora, l’ipotesi principale riguarda la possibile rottura di un binario, forse di un giunto tra rotaie. Al momento gli inquirenti tendono quindi a escludere sia l’errore umano sia un atto di sabotaggio.

Treni deragliati in Spagna: salgono a 41 i morti, decine i dispersi
Una foto diffusa dalla Guardia Civil spagnola mostra gli ufficiali che raccolgono prove sul luogo (Ansa).

Australian Open, Sinner avanza al secondo turno

Tutto facile al primo turno degli Australian Open 2026 per Jannik Sinner. L’azzurro, campione in carica e numero due del ranking mondiale, ha superato il francese Hugo Gaston, costretto al ritiro per un problema fisico al termine del secondo set quando era sotto nel punteggio per 6-2, 6-1. Debilitato, il transalpino è uscito in lacrime dalla Rod Laver Arena dopo poco più di un’ora di gioco. L’altoatesino attende ora uno fra l’australiano James Duckworth, numero 88 del mondo e presente in tabellone grazie a una wild card, e il croato Dino Prizmic, 127esimo nel ranking e ripescato come Lucky Loser.

LEGGI ANCHE: Australian Open 2026, i risultati degli italiani al primo turno

Jannik Sinner dopo il successo: «Non volevo vincere così, lui ha grande talento»

«Non volevo vincere così, Hugo ha un grande talento e un grande tocco», ha spiegato Sinner, che ha subito consolato il suo avversario nel momento del ritiro, dopo la vittoria. «Ho visto che non stava servendo forte nel secondo set». Poi spazio anche a un’analisi sul proprio gioco e sulle sue condizioni fisiche e tattiche. «Sono contento della partita e per come ho giocato», ha concluso l’altoatesino. «Mi sento pronto, ho lavorato molto. L’esibizione con Felix (Auger-Aliassime, ndr.) è servita, anche se le partite ufficiali sono diverse. Ero un po’ teso all’inizio, ma devo anche pensare a divertirmi. Ci si allena per questo».

Come accedere a NoiPA: guida alla consultazione del cedolino e dei pagamenti

La procedura su come accedere a NoiPA rappresenta un passaggio fondamentale per i dipendenti del pubblico impiego e della scuola che intendano monitorare il proprio cedolino di stipendio. Attraverso il portale istituzionale, infatti, impiegati, docenti e collaboratori possono verificare l’accredito dei mensili e degli arretrati contrattuali, gestendo in autonomia le informazioni previdenziali e fiscali. L’utilizzo della piattaforma richiede il possesso di strumenti di identità digitale certificati, a garanzia della massima protezione dei dati sensibili degli utenti. Oltre alla semplice visualizzazione dei pagamenti, il sistema offre servizi avanzati, come la modifica delle coordinate bancarie o la richiesta delle certificazioni necessarie per le dichiarazioni dei redditi. La corretta configurazione del profilo iniziale assicura una navigazione fluida e previene eventuali problematiche legate al blocco delle credenziali di sicurezza.

Come accedere a NoiPA: le modalità di autenticazione

Come accedere a NoiPA: guida alla consultazione del cedolino e dei pagamenti
Busta paga di una dipendente del pubblico impiego (Ansafoto).

NoiPA rappresenta lo strumento fondamentale per il personale della scuola che desideri gestire in autonomia il proprio profilo economico e previdenziale. Per comprendere come accedere al portale del ministero dell’Economia e delle Finanze per la prima volta, è necessario essere a conoscenza del fatto che la piattaforma telematica richieda sistemi di identità digitale certificati. La procedura standard prevede l’utilizzo di Spid, Cie (Carta di identità elettronica) o Cns (Carta nazionale dei servizi). Una volta effettuato il primo ingresso, l’utente viene invitato a compilare i dati di contatto per completare la registrazione a NoiPA. Sebbene l’identità digitale sia ormai il canale prevalente, è possibile accedere a NoiPA senza SPID. L’opzione, alternativa e gratuita rispetto all’abbonamento allo Spid anche di Poste Italiane, si può attuare mediante l’utilizzo della Carta di identità elettronica e la tecnologia Nfc dal proprio smartphone. Si garantisce, in ogni modo, il massimo livello di sicurezza informatica richiesto per la protezione dei dati sensibili dei dipendenti pubblici.

Come entrare per la prima volta su NoiPA?

Per il personale di nuova immissione o per chi non ha mai effettuato il login, l’attivazione dell’utenza avviene in modo automatico non appena l’amministrazione di appartenenza inserisce i dati nel sistema. Il dipendente deve collegarsi alla pagina ufficiale e selezionare l’area riservata. Al primo accesso, è fondamentale configurare correttamente le credenziali e verificare che l’indirizzo e-mail sia aggiornato. In questa fase si stabilisce la password dell’area riservata di NoiPA che, insieme al codice Pin (se previsto per alcune tipologie di servizi dispositivi), consente di operare in totale autonomia. È importante conservare con cura queste informazioni, poiché esse sono strettamente personali e indispensabili per ogni successiva operazione di consultazione o modifica dei dati anagrafici e di pagamento.

Soluzioni ai problemi comuni e consultazione dei pagamenti

Capita frequentemente che, durante i periodi di picco come l’emissione degli arretrati di gennaio 2026, si riscontrino rallentamenti o errori di sistema. Se un utente nota che NoiPA non funziona, il primo passo è verificare lo stato della connessione o provare a svuotare la cache del browser. Nel caso in cui il messaggio visualizzato sia «non riesco ad accedere a NoiPA», è consigliabile controllare la validità delle proprie credenziali Spid o della Cie. Una volta entrati nel portale, la sezione più visitata è senza dubbio quella dedicata alla consultazione dei pagamenti, dove è possibile visualizzare l’importo netto dello stipendio prima ancora della pubblicazione del documento ufficiale. Ecco le operazioni principali effettuabili nella propria area personale:

  • visualizzazione del cedolino mensile in formato Pdf;
  • consultazione del modello Cu (Certificazione unica) per la dichiarazione dei redditi;
  • gestione delle modalità di riscossione (cambio Iban);
  • richiesta di piccoli prestiti Inps;
  • monitoraggio dei contratti a tempo determinato per i supplenti;
  • variazione dei dati di residenza e domicilio fiscale.

Perché Brooklyn Beckham attacca David e Victoria: «Umiliato alle mie nozze»

È guerra all’interno della famiglia Beckham. Con sei lunghe stories sul suo profilo Instagram Brooklyn, il primogenito di David e Victoria, ha attaccato duramente i genitori, rompendo per la prima volta il silenzio dopo mesi di voci e speculazioni sulla fine dei rapporti. «Sono rimasto zitto per anni e ho fatto ogni tentativo per mantenere privata ogni questione», ha esordito il 26enne. «I miei genitori e il loro team, purtroppo, hanno continuato a rivolgersi alla stampa, lasciandomi senza altra scelta che parlare per me stesso e dire la verità solo su alcune delle bugie che sono state pubblicate. Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia. Sto solo difendendo me stesso per la prima volta nella mia vita».

Perché Brooklyn Beckham attacca David e Victoria: «Umiliato alle mie nozze»
Le stories di Brooklyn Beckham contro i genitori (da Instagram).

Brooklyn Beckham contro i genitori: «Sempre ostili verso mia moglie»

In lunghissimo messaggio di sei pagine, pubblicato su Instagram, Brooklyn Beckham ha accusato la madre e il padre di aver «cercato incessantemente di rovinare» la sua relazione con l’attrice Nicola Peltz, sposata nell’aprile 2022. Nel lungo sfogo sui social, ha raccontato una serie di episodi molto discutibili di come l’ex Spice Girls avrebbe provato più volte a mettere in difficoltà la nuora nel corso degli anni, annullando anche di proposito la realizzazione di un abito da sera per Nicola all’ultimo momento e «rubandole» il primo ballo di nozze. «Mia madre l’ha dirottato, nonostante fosse stato programmato con settimane di anticipo sulle note di una romantica canzone d’amore», ha affermato Brooklyn. «Davanti ai 500 invitati, Marc Anthony (cantante e attore americano, ndr.) mi ha chiamato sul palco, dove era previsto il ballo con mia moglie, invece mia madre stava ballando con me».

Perché Brooklyn Beckham attacca David e Victoria: «Umiliato alle mie nozze»
Brooklyn Beckham con Nicola Peltz al Met Gala 2023 (Ansa).

Brooklyn Beckham ha poi aggiunto che la stessa Victoria avrebbe «ballato in modo inappropriato davanti a tutti» gli invitati, facendolo sentire fortemente a disagio: «Non mi sono mai sentito così umiliato in tutta la mia vita». Non finisce qui, in quanto David e Victoria avrebbero in più occasioni sottolineato come Peltz non fosse «di sangue» e non facesse «parte della famiglia», mancandole in continuazione di rispetto. E ancora: «Settimane prima del grande giorno, i miei genitori mi hanno ripetutamente fatto pressione e hanno cercato di farmi cedere i diritti sul mio nome, cosa che avrebbe avuto ripercussioni su di me, mia moglie e i nostri futuri figli».

Il 50esimo compleanno di David Beckham: «Io e mia moglie respinti per una settimana»

Nelle stories su Instagram, Brooklyn Beckham ha spiegato anche come andarono le cose tra lui e la sua famiglia in occasione del 50esimo compleanno del padre David. Il 2 maggio 2025 a Londra si tenne una festa memorabile per l’ex calciatore inglese, con un passato anche in Italia al Milan, ma all’evento non era presente il primogenito. All’epoca si parlò di una scelta del figlio di non partecipare volutamente, ma oggi si scopre che le cose andarono diversamente. Brooklyn ha raccontato che lui e la moglie Nicola vennero «respinti per una settimana» mentre aspettavano nella camera d’albergo «cercando di organizzare del tempo di qualità» con David. «Mio padre ha rifiutato tutti i nostri tentativi di incontrarlo lontano dal clamore, a meno che non si trattasse della sua grande festa di compleanno con 100 invitati e telecamere a ogni angolo». David avrebbe «alla fine ha accettato» a condizione che Peltz non fosse presente.

Perché Brooklyn Beckham attacca David e Victoria: «Umiliato alle mie nozze»
Le stories di Brooklyn Beckham contro i genitori (da Instagram).

L’ultimo attacco: «Il marchio Beckham viene prima di tutto»

Nel terminare il suo attacco in cui ha sparato a zero sulla propria famiglia, Brooklyn Beckham ha poi descritto un vero e proprio «sistema Beckham» fatto di apparenza e affari. «Il marchio Beckham viene prima di tutto», ha scritto il 26enne. «“L’amore” per la famiglia è deciso da quanto si pubblica sui social media. Sono stato controllato dai miei genitori per gran parte della mia vita. Per anni abbiamo fatto di tutto per essere presenti e sostenere ogni sfilata, ogni festa e ogni attività stampa per mostrare “la nostra famiglia perfetta”». Poi la liberazione grazie alla moglie: «Sono cresciuto con un’ansia opprimente. Per la prima volta nella mia vita, da quando mi sono allontanato dalla mia famiglia, quell’ansia è scomparsa. Ogni mattina mi sveglio grato per la vita che ho scelto e ho trovato pace e sollievo».

Caso Signorini, cosa ha detto Antonio Medugno ai pubblici ministeri

Antonio Medugno è stato ascoltato a Milano dai pubblici ministeri nell’ambito dell’indagine che ruota attorno alle accuse di violenza sessuale ed estorsione legate ad Alfonso Signorini. Il 27enne, convocato come persona offesa, ha trascorso oltre tre ore in procura confermando integralmente quanto già raccontato nel format Falsissimo di Fabrizio Corona. L’audizione si inserisce nel filone aperto dopo la querela presentata dal direttore di Chi contro Corona per revenge porn: secondo quanto emerso, Medugno non è indagato e si è presentato con il suo avvocato.

Medugno: «Altre denunce? Credo che non rimarrò il solo»

Al termine della testimonianza, il modello ha ribadito la propria versione dei fatti, parlando di un presunto meccanismo di favori sessuali per accedere al Grande Fratello. «Non sono io a dover dire se esiste un sistema, penso a quello che ho subìto e che ho raccontato, ho detto tutta la verità e ho fiducia nella magistratura», ha dichiarato. Alla domanda sulla possibilità che altri decidano di denunciare, ha aggiunto: «Credo che non rimarrò solo». Medugno ha anche denunciato le conseguenze mediatiche della vicenda, sostenendo di essere bersaglio di attacchi online. Sul punto la sua legale ha parlato di «linciaggio mediatico» e di «vittimizzazione secondaria» nei confronti di un uomo che denuncia una violenza.

Le accuse nei confronti di Signorini: «So che è successo ad altre persone»

Secondo quanto messo a verbale, nella primavera del 2021 Signorini gli avrebbe lasciato intendere che «se mi fossi concesso, sarei entrato nella Casa» dell’edizione 2021-2022 del Grande Fratello. Medugno ha riferito di aver respinto le avances e di essere riuscito a entrare successivamente nel Gf Vip 6 soltanto come «ripescato», dopo un incontro con Clarissa Selassie. Durante l’audizione ha ribadito anche il presunto ricatto «se non vieni con me non entri al Grande Fratello» e ha affermato: «So che è successo anche ad altre persone». La procura di Milano, guidata da Marcello Viola, sta ora raccogliendo le diverse versioni in due fascicoli distinti: uno su Fabrizio Corona per revenge porn e l’altro che vede Medugno indicato come presunta parte offesa nella denuncia contro il conduttore.

Australian Open 2026, da Musetti a Sonego: i risultati degli italiani nella notte

Tre passaggi del turno e due eliminazioni: è il bilancio azzurro della notte fra lunedì 19 e martedì 20 gennaio agli Australian Open 2026, che si apprestano a chiudere il match di primo turno. Avanzano Lorenzo Sonego e Lorenzo Musetti, rispettivamente contro Carlos Taberner e Raphael Collignon, che ora sono attesi dal derby al secondo turno. Bene anche Luciano Darderi, che supera in tre set tirati il cileno Cristian Garin. Eliminati Luca Nardi, battuto dal cinese We Yibing, e nel femminile Elisabetta Cocciaretto, che arrivava dalle fatiche per la vittoria al Wta 250 di Hobart. Alle ore 9 in campo invece Jannik Sinner, ultimo italiano impegnato nel primo turno, che affronterà il francese Hugo Gaston.

Australian Open 2026, da Musetti a Sonego: i risultati degli italiani nella notte
Lorenzo Musetti agli Australian Open 2026 (Ansa).

Australian Open 2026, Musetti fatica ma batte Collignon: troverà Sonego

Debutto complesso e più intenso del previsto per Lorenzo Musetti agli Australian Open. Il carrarino avanza al secondo turno dopo aver battuto il belga Raphael Collignon, numero 72 del ranking Atp, costretto al ritiro nel quarto set sul punteggio di 4-6, 7-6, 7-5, 3-2 in favore dell’azzurro. Per Musetti una partita in crescendo, con i primi due parziali segnati profondamente da problemi al servizio che gli hanno fatto perdere per tre volte la battuta. Nel terzo, quando era avanti 4-2, il belga ha accusato grossi guai fisici, vedendosi costretto a chiedere l’intervento del fisioterapista sul 4-4 prima di cedere cinque dei sei game successivi. «Ho faticato a trovare ritmo», ha spiegato Musetti alla fine del match. «Applausi a Collignon, ha giocato una grande partita».

Al secondo turno, Musetti è atteso dal derby azzurro contro Lorenzo Sonego, che ha invece battuto agevolmente lo spagnolo Carlos Taberner in tre set con il punteggio di 6-4, 6-0, 6-3. Il torinese, che ha concesso solamente un break al suo avversario nel terzo set, ha chiuso l’incontro con 12 ace e il 70 per cento di prime palle in campo, rafforzate da una resa dell’81 per cento. Proprio il servizio ha fatto la differenza, con lo spagnolo danneggiato da ben 11 doppi falli in 13 game alla battuta. Passa al secondo turno anche Luciano Darderi: l’italoargentino ha eliminato il cileno Cristian Garin con il punteggio di 7-6, 7-5, 7-6 in tre ore di partita. Debutto tutt’altro che semplice per l’azzurro che nel finale ha dovuto fare i conti anche con alcuni problemi di stomaco. Attende ora lo spagnolo Sebastian Baez che ha superato in cinque set il francese Giovanni Mpetshi Perricard.

Eliminati Luca Nardi ed Elisabetta Cocciaretto

Niente da fare invece per Luca Nardi, alla seconda partecipazione nel main draw di Melbourne. Il pesarese si è dovuto arrendere al cinese Wu Yibing in quattro set con il punteggio di 7-5, 4-6, 6-4, 6-2 in tre ore esatte di gioco. Per l’azzurro, che non ha quasi mai trovato il ritmo per impensierire il suo avversario, si tratta della terza sconfitta su altrettanti match giocati dall’inizio della stagione 2026. Il 26enne di Hangzhou torna dunque a vincere in uno Slam due anni e mezzo dopo l’ultima volta. Nel femminile si è fermata invece Elisabetta Cocciaretto: la campionessa del Wta 250 di Hobart è infatti stata battuta al primo turno dall’austriaca Julia Grabher, 95esima del ranking, per 7-5, 2-6, 6-4 in due ore e mezza di gioco. Un risultato che lascia molti rimpianti all’azzurra, che non ha saputo sfruttare i 10 doppi falli e 56 errori gratuiti della sua avversaria.

Australian Open 2026, da Musetti a Sonego: i risultati degli italiani nella notte
Elisabetta Cocciaretto (Ansa).

Ottimo esordio nel doppio femminile per Errani e Paolini

Tutto facile infine nel doppio femminile per Sara Errani e Jasmine Paolini, teste di serie numero due del torneo. Le azzurre, che giocavano il loro primo match ufficiale in coppia dalle Finals di Riyad dello scorso novembre, hanno battuto la britannica Maia Lumsden e la cinese Qianhui Tang 6-3, 6-2 in un’ora e 19 minuti. Al secondo turno attendono le australiane Birrel/Gibson oppure le giapponesi Kobori/Shimizu, in campo nella giornata di mercoledì 21 gennaio.

Sanità militare, tutte le ombre della riforma

Non è una riforma sanitaria. È un riordino di potere. Il governo la presenta come una modernizzazione interforze, una razionalizzazione necessaria, persino come un contributo alla sanità pubblica. Ma leggendo lo schema di decreto e i documenti interni alle Forze Armate, emerge un quadro molto diverso: la nascita di un Corpo sanitario autonomo, con una propria catena di comando, vertici dedicati e canali economici separati. Di fatto, una quinta Forza Armata sanitaria. Non è una definizione polemica, ma il modo in cui la riforma presentata il 21 novembre con un decreto legislativo viene descritta da sindacati e osservatori qualificati, quando si prende atto che il futuro assetto sanitario militare dipenderà direttamente dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, svuotando le sanità di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri della loro autonomia funzionale.

Sanità militare, tutte le ombre della riforma
Guido Crosetto (Imagoeconomica).

Si scrive modello interforze, si legge corpo unico

Un modello interforze coordina, armonizza, mette in rete strutture che restano all’interno delle rispettive Forze Armate. Un corpo unico, invece, assorbe personale, carriere, progressioni, identità. Ed è esattamente questo il nodo sollevato da USMIA Interforze (l’unione sindacale militare Interforze associati) e SAM (il sindacato autonomo dei militari) che hanno contestato sia il metodo sia lo schema di decreto, denunciando l’assenza di un confronto reale e la mancanza di chiarimenti su criteri di transito, effetti economici e trattamento previdenziale del personale sanitario. Alle stesse criticità si è aggiunta USIC/ USICC, che rappresenta il mondo dell’Arma dei Carabinieri, evidenziando il rischio concreto di una perdita dell’identità ordinamentale e dello status per il personale entrato nell’Arma tramite concorso. È, nei fatti, un trasferimento ordinamentale mascherato da coordinamento. Ed è qui che nasce il primo problema giuridico serio: una delega pensata per razionalizzare lo strumento militare può spingersi fino a creare un corpo autonomo con una propria catena di comando, assimilabile a una nuova Forza Armata? 

La riforma promette risparmi ma crea nuove gerarchie

Il governo parla di efficienza e di invarianza di spesa. Ma i numeri raccontano un’altra storia. Secondo le ricostruzioni basate sulle tabelle allegate allo schema, il ruolo normale degli ufficiali della sanità militare arriverebbe a 1.443 unità, contro le 1.008 attuali dei ruoli normali dei corpi sanitari di Esercito, Marina e Aeronautica: un aumento di 435 ufficiali. Non solo. Crescono anche i gradi apicali: cinque brigadieri generali e 25 colonnelli in più. Quando una riforma che promette risparmi produce una nuova piramide gerarchica, il punto non è quanto costerà. Il punto è perché serve. Se l’obiettivo fosse davvero sanitario, non si partirebbe dall’alto.

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Il policlinico militare del Celio (Imagoeconomica).

Il vertice blindato per due anni con richiamo in servizio

C’è poi una disposizione che chiarisce il metodo seguito dal legislatore delegato. L’articolo 3, comma 1, lettera d dello schema prevede che il comandante del nuovo Corpo sanitario rimanga in carica per almeno due anni e che, qualora raggiunga il limite di età, venga richiamato in servizio dall’autorità fino al termine del secondo anno di mandato. È una clausola eccezionale, che non risponde a esigenze organizzative ordinarie ma serve a blindare il vertice, anche in barba all’anagrafe. Ed è legittimo chiedersi se questa previsione non delinei, di fatto, una figura già individuata: il generale di Corpo d’armata Carlo Catalano, che – secondo quanto risulta – maturerebbe il pensionamento il 28 agosto 2026. È solo un dubbio che però una riforma trasparente dovrebbe evitare di generare.

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Il generale Carlo Catalano (Imagoeconomica).

I conti dell’operazione

Per comprendere davvero la riforma bisogna seguire i flussi finanziari. La Corte dei Conti ha quantificato la spesa sanitaria a carico del ministero della Difesa, per il 2018, in 367.818.354 euro. Una cifra coerente con le stime che collocano il costo annuo della sanità militare tra 340 e 370 milioni di euro. Oggi, dunque, la sanità militare è finanziata dal bilancio della Difesa. Il progetto che emerge dal decreto, però, va oltre e prevede ristrutturazione di strutture, il loro accreditamento, l’apertura all’utenza civile intercettando flussi del Servizio Sanitario Nazionale. Non per rafforzarlo dall’interno, ma per costruire un canale parallelo.

Il ruolo di Difesa Servizi spa

Nel documento circolato tra i Carabinieri compare una previsione che non dovrebbe comparire in una riforma sanitaria se l’obiettivo fosse esclusivamente assistenziale: la possibilità di attivare sinergie con operatori pubblici e privati del settore sanitario «anche per il tramite di Difesa Servizi spa». Qui il punto è strutturale. Difesa Servizi è uno strumento di valorizzazione economica del perimetro Difesa. Inserirlo esplicitamente nel decreto significa trasformare la sanità in asset, non in servizio. Il meccanismo è evidente: oggi lo Stato finanzia la sanità militare con risorse della Difesa, domani, attraverso accreditamenti e convenzioni, fondi del SSN possono affluire in un perimetro con governance militare ed economica separata. In un Sistema Sanitario Nazionale già sottofinanziato, questo non è integrazione: è spostamento di risorse.

Sanità militare, tutte le ombre della riforma
Il logo di Difesa Servizi.

A rischio l’identità professionale dell’Arma

Il fronte più esplosivo è quello dell’Arma dei Carabinieri. Qui la riforma non incide solo sull’organizzazione, ma sull’identità professionale costruita tramite concorso, ordinamento e carriera. Nei documenti interni la posizione è netta: interforze sì, ma ognuno deve restare nella propria Forza Armata, conservando uniforme, status, trattamento economico e previdenziale. Il transito forzato in un Corpo unico non significa solo cambiare comando: significa modificare il regime pensionistico, le indennità e le prospettive di fine carriera. È una perdita secca di diritti acquisiti, non una riorganizzazione neutra.

Sanità militare, tutte le ombre della riforma
Berretti dell’Arma dei Carabinieri (Imagoeconomica).

Mancano accordi chiari con le Regioni

Il governo promette di aiutare i cittadini e ridurre le liste d’attesa utilizzando la sanità militare. Ma, allo stato degli atti, non esiste alcun piano pubblico verificabile che spieghi come questa promessa dovrebbe tradursi in prestazioni reali. Non sono stati indicati il numero degli specialisti effettivamente impiegabili, il monte ore trasferibile senza compromettere la sanità operativa delle Forze Armate, le discipline coinvolte, le strutture interessate né i volumi misurabili di prestazioni aggiuntive in grado di incidere concretamente sulle liste d’attesa. Mancano, soprattutto, accordi chiari con le Regioni e un modello di integrazione con i sistemi di prenotazione e con la programmazione sanitaria territoriale. Senza numeri, senza programmazione e senza un impianto operativo trasparente, la promessa resta uno slogan. E quando una riforma sanitaria prende forma aumentando i vertici, blindando il comando e introducendo nel testo strumenti economici come Difesa Servizi spa, lo slogan smette di essere credibile.

L’obiettivo non è curare i cittadini, ma concentrare comando e flussi

Insomma, questa riforma ha un problema di sostanza. Crea un Corpo autonomo sotto comando centrale, amplia le gerarchie, introduce deroghe sul vertice, apre a sinergie pubblico-private tramite una società economica della Difesa e promette aiuto al Servizio Sanitario Nazionale senza un piano verificabile. Non è una riforma per curare i cittadini. È una riforma per concentrare comando e flussi, spostando pezzi di sanità pubblica in un recinto militare-economico. Nella prossima puntata dell’inchiesta entreremo nel dettaglio di ciò che questa riforma significa per l’Arma dei Carabinieri: concorsi, status giuridico, trattamento pensionistico e perché, per l’Arma, questa non è una riorganizzazione ma un esproprio.

Von der Leyen lavora a un incontro con Trump per evitare un’escalation

Donald Trump porta le mire sulla Groenlandia e la minaccia dei dazi dentro il forum di Davos, che da oggi al 23 gennaio riunirà leader politici ed economici sotto il titolo ufficiale “Lo spirito del dialogo”. L’Unione europea vuole provare la strada della de-escalation. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen sta lavorando a un faccia a faccia in territorio neutrale con il presidente americano. L’incontro non è ancora ufficiale: Repubblica scrive che la Casa Bianca non ha risposto all’invito, ma i contatti con Washington, anche tramite il commissario al Commercio Maros Sefcovic, sono stati intensi. Bruxelles vuole tentare il dialogo prima di qualsiasi contromisura. Giovedì il Consiglio europeo straordinario dovrà infatti decidere se e come reagire alle tariffe minacciate del 10 per cento ai Paesi che ostacoleranno le mosse americane in Groenlandia. L’ipotesi principale è di lasciare scattare automaticamente i controdazi per 93 miliardi sospesi l’anno scorso.

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Trump ventila dazi del 200 per cento sui vini francesi

Il presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti in Florida, ha attaccato Emmanuel Macron dopo la sua decisione di non aderire al cosiddetto «Board of Peace» per la ricostruzione di Gaza, e per l’ennesima volta ha annunciato ritorsioni commerciali. «Beh, nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto, quindi va bene così», ha detto Trump. Poi ha aggiunto: «Applicherò dazi del 200 per cento sui suoi vini e champagne e lui si unirà», «ma non è obbligato a farlo». Poco prima, su Truth, aveva pubblicato lo screenshot di un messaggio privato ricevuto da Macron, la cui autenticità è stata confermata dall’Eliseo. «Amico mio, siamo totalmente d’accordo sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia», scrive il presidente francese, proponendo un G7 a Parigi dopo Davos e una cena insieme giovedì. In questo clima di minacce, Trump è convinto che i leader europei non «opporranno troppa resistenza» alle mire americane sulla Groenlandia.

Morte di Valentino, il cordoglio dal mondo della politica e dello spettacolo

Dalla politica al mondo dello spettacolo, in tanti piangono la morte di Valentino. A partire dalla premier Giorgia Meloni, che sui social ha scritto: «Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto». Anche Elly Schlein affida ai social il suo cordoglio: «Valentino Garavani ha contribuito a rendere grande la creatività italiana nel mondo, interpretando, con il suo lavoro, l’eleganza e la cultura del nostro Paese in modo unico e irripetibile. L’Italia perde un grande protagonista della moda, un simbolo internazionale di stile che ha ispirato e continuerà a ispirare altri stilisti e creativi». Non mancano le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Con la scomparsa di Valentino l’Italia perde uno stilista di successo, capace di guardare oltre le tendenze e le convenzioni. Il mondo della moda gli deve grandi intuizioni e splendide creazioni. Esprimo ai suoi familiari e ai collaboratori cordoglio e vicinanza».

Numerosi colleghi e amici hanno reso omaggio al designer. La maison Armani ha affermato: «Maestro indiscusso di grazia ed eleganza, per il quale Giorgio Armani ha sempre nutrito grande stima, Valentino ha incarnato l’eccellenza della couture, il rigore del mestiere e una visione unica della moda fatta di linee pure, colori iconici e bellezza assoluta. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso». Donatella Versace ha scritto su Instagram: «Abbiamo perso un vero Maestro, sarà sempre ricordato per la sua arte. I miei pensieri vanno a Giancarlo, che in tutti questi anni non è mai andato via. Valentino non sarà mai dimenticato». Giancarlo Giammetti, storico compagno di vita e lavoro dello stilista, ha postato una foto con la scritta «…forever…».

Tra le numerose testimonianze anche quelle di personalità del mondo dello spettacolo e della moda. L’attrice Gwyneth Paltrow ha scritto: «Sono stata così fortunata ad aver conosciuto e amato Valentino, ad aver conosciuto l’uomo vero, nella sua vita privata. Mancherà profondamente a me e a tutti coloro che lo hanno amato. Riposa in pace, Vava». Sophia Loren ha ricordato: «Mio caro Valentino, la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente. Con te ho condiviso momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca. Avevi un animo gentile, ricco di umanità. Sei stato un amico e la tua arte e la tua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione». Un pensiero anche da parte di Chiara Ferragni: «È stato uno dei più grandi maestri della moda italiana e mondiale. Con la sua visione ha definito un’idea di eleganza senza tempo, rendendo l’Italia un punto di riferimento assoluto nel lusso. La sua eredità creativa continuerà a ispirare i giovani designer del futuro».

Groenlandia e Danimarca: «Proposta una missione Nato sull’isola»

Danimarca e Groenlandia hanno avanzato all’interno della Nato la proposta di istituire una missione di monitoraggio sull’isola artica. L’annuncio è arrivato dal ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen al termine di un incontro con il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte. «L’abbiamo proposta noi, il segretario generale ne ha preso atto e credo che ora potremo, auspicabilmente, ottenere un quadro che ne definisca l’attuazione», ha dichiarato Poulsen alla televisione danese, intervenendo insieme alla ministra degli Esteri della Groenlandia Vivian Motzfeldt.

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Trump: «L’Europa pensi a Russia e Ucraina, non alla Groenlandia»

Sul dossier Groenlandia è tornato a esprimersi anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che a una domanda su un possibile ricorso alla forza ha risposto con un «no comment» durante una breve intervista telefonica con Nbc News. Nel colloquio, Trump ha ribadito che porterà avanti «al 100 per cneto» i suoi piani di imporre dazi doganali ai Paesi europei se non otterrà il territorio artico e ha invitato l’Europa a occuparsi di altre priorità, affermando che «dovrebbe concentrarsi sulla guerra con la Russia e l’Ucraina, perché, francamente, si vede dove li ha portati…» e «non sulla Groenlandia».