Il Washington Post licenzierà oltre 300 giornalisti

Il Washington Post prevede di licenziare centinaia di giornalisti, almeno 300 degli 800 che compongono la redazione. Lo riporta il New York Times, secondo cui ci sarebbe stata una videochiamata con i dipendenti per annunciare l’inizio dei tagli. Una decisione che arriva pochi giorni dopo che il quotidiano, edito dal fondatore di Amazon Jeff Bezos, ha ridotto la copertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina a causa delle crescenti perdite finanziarie. La decisione di licenziare personale sarebbe infatti legata alla frenata, in termini di abbonamenti, lettori e quindi ricavi, subita dal giornale negli ultimi due anni.

I tagli alle redazioni Sport e Libri

Secondo quanto ricostruito, il direttore esecutivo Matt Murray e il responsabile delle risorse umane Wayne Connell hanno inviato una mail ai dipendenti invitandoli a «restare a casa per l’intera giornata», chiedendo di partecipare a una riunione su Zoom alle 8.30 del mattino in cui è stata annunciata la nuova linea. I tagli dovrebbero riguardare le sezioni Sport e Libri ma anche la redazione Metro, che si occupa di coprire Washington DC, Maryland e Virginia. Il giornale ha intenzione di puntare tutto sulla politica e aumentare la copertura su tematiche come scienze, salute, tecnologie e storie di vita quotidiana online. Il capo ufficio Matt Viser e altri sette cronisti della Casa Bianca hanno firmato una lettera con cui avvertono che il giornale non potrà mantenere i suoi standard di eccellenza se verranno colpite in modo significativo altre aree della testata: «Se il piano è riorientare il giornale quasi esclusivamente sulla politica, vogliamo sottolineare quanto il nostro lavoro dipenda dalla collaborazione con le redazioni esteri, sportive e locali. Se una parte viene indebolita, ne risentiremo tutti».

Ritiro parziale dell’antimmigrazione dal Minnesota: quanti agenti andranno via

Lo “zar dei confini” Tom Homan, inviato da Donald Trump a Minneapolis dopo l’uccisione del manifestante Alex Pretti, ha annunciato che il governo federale ritirerà «immediatamente» 700 agenti dal Minnesota, Questo lascerà circa 2 mila agenti sul campo, ha spiegato Homan, aggiungendo che il ritiro totale di Ice e Border Patrol «dipenderà dalla cooperazione con le forze dell’ordine locali e statali».

Ritiro parziale dell’antimmigrazione dal Minnesota: quanti agenti andranno via
Protesta contro l’Ice (Ansa).

Il sindaco di Minneapolis: «Non è una de-escalation»

Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha dichiarato che il ritiro di 700 militari da parte del Dipartimento per la Sicurezza Interna, annunciato da Homan, «non rappresenta una de-escalation». Il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha definito il parziale ritiro «un passo nella giusta direzione», aggiungendo che in ogni caso «l’Operazione Metro Surge non sta rendendo il Minnesota più sicuro».

Tmz ha pubblicato foto di Epstein senza vita dopo il suicidio in cella

Il sito Tmz ha pubblicato foto di Jeffrey Epstein senza vita dopo il suicidio avvenuto nel Metropolitan Correctional Center di Manhattan il 10 agosto 2019: le immagini mostrano il finanziere a torso nudo, con addosso i pantaloni arancioni da carcerato e la mandibola legata per tenere la bocca chiusa post mortem. Le foto fanno parte dell’ultima valanga di file diffusi dal Dipartimento della Giustizia Usa. Cinque scatti mostrano inoltre i tentativi di rianimazione dei sanitari e altri la cella di Epstein. In una foto si vede una striscia di stoffa arancione, ricavata probabilmente dalle lenzuola, usata dal finanziere per impiccarsi alla barra del letto. In altre immagini si possono vedere alcune aree del Metropolitan Correctional Center. Tmz ha inoltre diffuso alcuni documenti dell’autopsia di Epstein: la sua morte è stata dichiarata ufficialmente un suicidio, ma sono in molti a ritenere che in realtà sia stato ucciso, dato che aveva in scacco alcuni degli uomini più potenti al mondo.

Alternative für Deutschland apre a Vannacci dopo l’esclusione dai Patrioti

Roberto Vannacci «è un ottimo politico e siamo suoi fan, vediamo cosa succederà». Lo ha detto all’Ansa René Aust, eurodeputato di Alternative für Deutschland e capogruppo di Europa delle Nazioni Sovrane (Esn), rispondendo a una domanda riguardo il possibile ingresso dell’ex generale nella sua famiglia politica, dopo l’addio alla Lega e la conseguente esclusione dai Patrioti.

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Alternative für Deutschland apre a Vannacci dopo l’esclusione dai Patrioti
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Altro che dimissioni da europarlamentare: Vannacci si avvicina a Esn

Insomma, altro che dimissioni dal Parlamento europeo: nel futuro di Vannacci, che era già stato destituito dalla vicepresidenza dei Patrioti per volontà dei francesi del Rassemblement National a causa delle tesi esposte ne Il mondo al contrario, potrebbe profilarsi l’ingresso in Esn, gruppo di estrema destra nato 10 luglio 2024 a seguito delle Europee su iniziativa dei tedeschi di AfD. Del gruppo, che conta 27 seggi a Strasburgo, fanno parte (tra gli altri) anche i francesi di Reconquête, i polacchi di Nowa Nadzieja, gli slovacchi di Repubblica e i bulgari di Rinascita. Tra i partiti politici dei Patrioti per l’Europa – nato anch’esso nel 2024 – ci sono invece la Lega, il RN, gli ungheresi di Fidesz, gli spagnoli di Vox, i portoghesi di Chega e il Partito per la Libertà olandese.

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La faida tra primedonne nel mondo Maga

Mentre negli Stati Uniti continuano le proteste contro l’Ice, nel variegato mondo MAGA si sta consumando una faida tra primedonne, fiere portabandiera della womanosphere. Da una parte c’è l’influencer Candace Owens, famosa in Europa per avere diffuso la teoria secondo cui la première dame Brigitte Macron sarebbe un uomo. Bufala che le è costata una causa di diffamazione da parte del presidente francese e signora. Dall’altra invece c’è la vedova più famosa d’America: Erika Kirk.

La faida tra primedonne nel mondo Maga
Donald Trump e Erika Kirk (Ansa).

L’attacco di Candace Owens a Erika Kirk

In una puntata del suo podcast su YouTube, Owens ha diffuso un audio in cui Kirk si beava dell’impennata delle vendite del merchandising di Turning Point Usa, l’organizzazione fondata dal marito Charlie. Non ci sarebbe nulla di strano, si dirà. Ma ad avvelenare l’influencer è stata la tempistica. L’audio sarebbe infatti stato registrato meno di due settimane dopo l’uccisione dell’attivista di estrema destra alla Utah Valley University, nel settembre 2025.

«Il fatto che siamo riusciti a realizzare un evento che rimarrà nella storia di questo secolo è semplicemente pazzesco», commenta Mrs. Kirk riferendosi al funerale del marito a cui hanno partecipato, tra gli altri, Donald Trump, Elon Musk e J.D. Vance. «Abbiamo avuto oltre 275 mila spettatori e lo stadio era stracolmo», aggiunge ringraziando tutte le persone che hanno contribuito a organizzare e promuovere la cerimonia. Funzione-evento che avrebbe dato una spinta notevole alle vendite di cappellini, t-shirt, shopper, felpe, sticker col logo di Turning Point Usa: «Abbiamo superato le 200 mila unità», sottolinea la vedova soddisfatta. Un tono che Owens definisce «sgradevole». Fuori luogo sarebbe, in particolare, una risata che si sente nella clip di due minuti: «Non sono passate nemmeno due settimane dall’assassinio di suo marito e stiamo già parlando di numeri e obiettivi commerciali oltre le aspettative», sottolinea. Per poi aggiungere: «Sappiamo che ognuno affronta il lutto in modo diverso, ma mi aspettavo di sentirla più turbata».

La faida tra primedonne nel mondo Maga
Candace Owens (Ansa).

La vedova Kirk nel mirino degli haters

Owens non è comunque la prima a dubitare del dolore della vedova. Basta cercare Erika Kirk su X, Instagram e TikTok per essere sommersi dai meme. Molti si concentrano sul suo arrivo ad AmericaFest, la convention annuale di Turning Point Usa, a dicembre. «Manco fosse Katy Perry», scrivono i più gentili commentando la passerella della donna fasciata in un abito scintillante tra i fuochi d’artificio. Tra i tanti, si segnala la parodia della drag queen Erika Qwerk, con dollari in mano, che ha fatto imbestialire il popolo MAGA.

Candace Owens non ha comunque intenzione di mollare il colpo. Qualche ora dopo l’uscita del podcast su YouTube, ha pubblicato su TikTok una videocall di Erika Kirk con i dipendenti di TPUsa. Sono passati cinque giorni dalla morte del marito e la donna, in lacrime, promette che nessuno rischia il licenziamento: «Siamo una famiglia, sono molto legata a voi», assicura. Clip seguita a ruota dalla storia di una dipendente fatta fuori senza alcuna spiegazione dall’organizzazione.

Il complottismo sull’assassinio di Charlie Kirk

Che i rapporti tra Owens e la vedova Kirk non siano dei migliori non è certo un segreto. L’influencer non è stata invitata ad AmericaFest, nonostante sia tanto apprezzata da Donald Trump. Nonostante l’assenza, è stata comunque attaccata da alcuni ospiti. D’altronde la podcaster non ha mai sposato la versione ufficiale sull’assassinio di Charlie Kirk: ipotizza, infatti, che potrebbero essere coinvolti Francia, Israele ed Egitto e che l’attivista conservatore sia stato vittima di un complotto e “tradito” da persone di Turning Point Usa a lui vicine. Una verità scomoda che le forze dell’ordine starebbero insabbiando. Voci, insinuazioni e teorie assurde che hanno infiammato i MAGA tanto da da ‘costringere’ le due donne a un lungo faccia a faccia. Che però non pare essere stato risolutivo. Se Erika Kirk ha definito l’incontro «molto costruttivo», Owens non ha cambiato idea: per lei il 22enne Tyler Robinson non sarebbe l’unico responsabile dell’omicidio.

Milano-Cortina, sventati attacchi degli hacker filorussi Noname057(16): i precedenti

«Abbiamo sventato una serie di cyberattacchi a sedi del ministero degli Esteri, a cominciare da Washington e anche alcuni siti delle olimpiadi invernali, con gli alberghi di Cortina». Lo ha detto Antonio Tajani parlando con i giornalisti a Washington, sottolineando che si tratta di «azioni di matrice russa». L’attacco è stato infatti rivendicato dal gruppo di hacker filorussi Noname057(16): come già accaduto in passato, l’azione del gruppo pro-Cremlino è stata di tipo Ddos (Distributed denial of service), crimine informatico che mira a rendere inaccessibile un server, servizio o rete inondandolo con un traffico di dati falso e massiccio, proveniente da più fonti distribuite (botnet). Il sito dell’hotel a quattro stelle di Cortina oggetto dell’attacco, inaccessibile per un breve periodo, è ora regolarmente raggiungibile.

Milano-Cortina, sventati attacchi degli hacker filorussi Noname057(16): i precedenti
Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Il gruppo NoName057(16) è “ufficialmente” attivo da marzo del 2022

Il gruppo NoName057(16) si è “presentato” a marzo del 2022 con l’intento di attaccare (come recita il suo manifesto) «le risorse di propaganda ucraina che mentono sfacciatamente alle persone sull’operazione speciale della Russia in Ucraina, così come sui siti web degli hacker ucraini che cercano di sostenere il regime neonazista di Zelensky e la sua banda di tossicodipendenti e nazisti». Da allora ha rivendicato la responsabilità di svariati cyberattacchi contro agenzie governative, media e aziende dell’Ucraina e dei suoi alleati. Sempre con azioni di tipo Ddos.

Milano-Cortina, sventati attacchi degli hacker filorussi Noname057(16): i precedenti
Sergio Mattarela (Imagoeconomica).

L’Italia è il terzo Paese più colpito dagli hacker di NoName057(16) dopo Germania e Francia

Come ricorda il sito Cybersecurity360, il collettivo filorusso NoName057(16) «rivendica 487 attacchi DDoS contro il nostro Paese tra ottobre 2024 e gennaio 2026, all’interno di oltre 5.500 offensive confermate in poco più di un anno, con circa 894 attacchi concentrati negli ultimi 90 giorni». L’Italia risulta il terzo Paese più colpito dagli hacker di NoName057(16) dopo Germania e Francia. A maggio del 2023, ad esempio, il gruppo ha attaccato siti istituzionali e di aziende italiane in occasione della visita di Volodymyr Zelensky a Roma. Lo stesso è poi accaduto a gennaio del 2025. Nello stesso, anno, ma il mese successivo, ci sono stati nuovi attacchi dopo le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in un discorso all’Università di Marsiglia aveva paragonato la Russia di Vladimir Putin al Terzo Reich.

L’ex Fdi Pozzolo aderisce al partito di Vannacci

«Non è più tempo di una destra che chiede scusa e chiede permesso, che cerca legittimazione negli altri. È tempo di una destra che parla chiaro e agisce». Così l’ex deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, ora nel Gruppo Misto, ha annunciato sui social che aderirà al nuovo partito di Roberto Vannacci, Futuro nazionale. È il primo membro di Montecitorio a seguire l’ex generale nella sua nuova avventura dopo lo strappo con la Lega, ma altri sarebbero pronti a seguirlo – si parla dei leghisti Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Domenico Furgiuele. «Il suo progetto va molto oltre le vecchie categorie politiche. Vannacci può essere il Charles de Gaulle italiano, non solo il capo di un partito ma il punto di riferimento di una reazione del buonsenso, capace di superare gli steccati ideologici del Novecento. Su di lui possono convergere tradizioni diverse, unite dalla schiettezza di pensiero e di parola e dalla difesa dell’interesse nazionale», ha continuato Pozzolo.

Pozzolo: «Sicurezza, famiglia e lotta all’immigrazione per una destra autentica»

Questa la destra che ha in mente: «Una destra autentica difende la sicurezza: chi aggredisce deve sapere che il cittadino ha il diritto di difendersi, senza essere trattato da colpevole. Una destra autentica rimette al centro la famiglia: padre, madre, figli. Servono misure forti e concrete per fermare il suicidio demografico. Una destra autentica governa l’immigrazione unendo umanità e ordine, per evitare sradicamento e conflitto sociale. Come ricordava Giovanni Paolo II, il primo diritto dell’uomo è quello di non essere costretto a emigrare. Una destra autentica tiene la schiena dritta in Europa e nel mondo, difende prima gli interessi dell’Italia e cambia davvero il rapporto tra Stato e cittadini: meno tasse, meno assistenzialismo, più libertà per chi lavora e produce. Questa è una destra senza complessi, che non si piega al pensiero unico. Perché, come insegnava Gabriele D’Annunzio, memento audere semper».

Le Pen, chiesta l’interdizione per cinque anni in Appello

Il pubblico ministero ha confermato in Appello la richiesta di interdizione di cinque anni dai pubblici uffici per Marine Le Pen nell’ambito del processo che la vede imputata per appropriazione indebita di fondi pubblici – secondo l’accusa, le somme destinate agli assistenti parlamentari a Bruxelles e Strasburgo sarebbero state utilizzate per pagare personale e attività del partito in Francia. I pm hanno dunque chiesto la conferma della condanna di primo grado. La sentenza della Corte d’appello è prevista entro l’estate. Se i giudici seguiranno le raccomandazioni dell’accusa, Le Pen dovrebbe scegliere tra rinunciare alla candidatura all’Eliseo oppure fare ricorso in Cassazione, sperando in una svolta giudiziaria in suo favore, anche se a ridosso delle presidenziali previste nell’aprile 2027.

Live Nation ha acquisito il Gruppo ForumNet

Live Nation ha firmato un accordo per l’acquisizione del Gruppo ForumNet, uno dei principali operatori di venue in Italia, da Bastogi Spa, rafforzando il proprio impegno a investire nel dinamico ecosistema dell’intrattenimento dal vivo italiano. Fulcro dell’operazione è l’Unipol Forum, una delle arene più iconiche del Paese per musica e sport che, dalla sua inaugurazione nel 1990, accoglie ogni anno circa 2 milioni di spettatori e ha ospitato superstar internazionali e grandi protagonisti della musica italiana come Vasco Rossi, Cesare Cremonini, Tiziano Ferro e Marco Mengoni. Oltre alla musica, l’Unipol Forum è la casa dell’Olimpia Milano di basket e ospiterà le competizioni di pattinaggio di figura e short track alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Previsti investimenti sull’Unipol Forum

Live Nation prevede un piano di investimenti significativi sull’Unipol Forum per migliorare ulteriormente la partecipazione del pubblico, potenziare le infrastrutture dedicate ad artisti e produzioni e introdurre interventi orientati alla sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbone. Gli interventi valorizzeranno il lascito olimpico della venue, assicurandone il ruolo di riferimento nel lungo periodo per l’intrattenimento di livello internazionale e lo sport d’élite. L’accordo include, inoltre, Teatro Repower e la gestione della venue open-air Carroponte.

L’operazione verrà completata entro aprile 2026

Nel loro insieme, queste venue svolgono un ruolo chiave nel settore dell’intrattenimento dal vivo in Italia, che nel 2024 ha generato un valore complessivo di 4,5 miliardi di euro a livello nazionale. L’attuale team ForumNet continuerà a gestire le venue, accogliendo tutti gli organizzatori di eventi. Live Nation proseguirà l’attività di promozione degli spettacoli su tutto il territorio italiano. Il completamento dell’operazione è subordinato alle consuete condizioni di closing ed è previsto entro aprile 2026.

Il New York Times boccia l’organizzazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina

Ancora non c’è stata la cerimonia di apertura, ma i Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina sono stati già bocciati. Almeno dal New York Times e in particolare dal corrispondente Jason Horowitz, autore di un pezzo ironicamente titolato: «Trekking tra le sedi dei Giochi Invernali in Italia? Meglio non avere fretta». Al centro dell’articolo le enormi distanze tra le sedi di gara, che si trovano «a centinaia di chilometri l’una dall’altra». E «anche quelle apparentemente più vicine sono separate da strade di montagna tortuose e ghiacciate e da vaste valli», osserva Horowitz, che forse per aggiungere un po’ di colore al pezzo racconta di essere stato soccorso da un atleta di curling su una strada ghiacciata.

Il New York Times boccia l’organizzazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina
L’articolo sul sito del New York Times.

L’Italia ha però esaudito le richieste del Cio

Quelli di Milano-Cortina saranno infatti Giochi “diffusi” con varie sedi sparse in tre Regioni (Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige): «Le Olimpiadi si svolgeranno in otto località su circa 22 mila chilometri quadrati del nord Italia, una situazione che ha spinto i funzionari ad accogliere ogni nuovo tunnel, incremento dei servizi ferroviari o estensione delle linee di autobus come una piccola vittoria di fronte alle difficoltà organizzative», scrive Horowitz. Una scelta di sostenibilità, senza la costruzione di grandi opere ingegneristiche, evidentemente non apprezzata dal corrispondente del Nyt. L’Italia ha però esaudito in pieno le richieste del Cio, che dopo le enormi somme spese nei lavori per Pechino e Sochi aveva invitato le città candidate a privilegiare impianti esistenti.

Il New York Times boccia l’organizzazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina
Le sedi dei Giochi Olimpici invernali (Confcommercio).

Il racconto tra cantieri, app e una stoccata a Salvini

Per orientare atleti e spettatori, gli organizzatori – che hanno presentato la strategia diffusa come un’opportunità per esplorare porzione più ampia del territorio italiano – hanno anche lanciato una app ufficiale per i trasporti. Ebbene, il Horowitz spiega che, per uno spostamento tra Cortina e Livigno, viene consigliato un itinerario con mezzi pubblici e a piedi dalla durata di ben 18 ore e 6 minuti. Critiche anche al rush finale prima dell’inaugurazione, che ha costretto Horowitz a veri e propri slalom tra coni arancioni e cantieri. Nel pezzo hanno trovato poi spazio la storia del bambino fatto scendere da un bus in Cadore perché non aveva il biglietto olimpico e una stoccata a Matteo Salvini: «Lo spirito olimpico sembra aver portato via il populista antimmigrazione di estrema destra: ha perfino ringraziato i lavoratori stranieri che hanno contribuito alla costruzione del tunnel (a Tai di Cadore, ndr). Ma fino a un certo punto, perché ha precisato che i lavoratori immigrati non devono essere confusi con quelli che infestano le nostre stazioni».

Che ruolo avrà l’Ice durante le Olimpiadi di Milano-Cortina

Dopo le polemiche degli scorsi giorni, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che ruolo avranno gli agenti dell’Ice durante le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 in partenza venerdì 6 febbraio. «Sul piano fattuale», ha spiegato in un’informativa alla Camera, «gli investigatori di Hsi (ndr la componente investigativa dell’Ice) che verranno in Italia, a supporto del personale già presente nelle sedi diplomatiche statunitensi, non sono agenti operativi e non hanno alcuna funzione esecutiva». Inoltre, operando all’interno degli uffici diplomatici statunitensi, «non saranno neanche tecnicamente su suolo italiano». Il ministro ha aggiunto che «svolgono sempre lo stesso tipo di attività di natura investigativa senza che il governo abbia mai disposto o anche soltanto ipotizzato alcuna modifica al loro perimetro di azione né per le Olimpiadi né in vista di altri possibili scenari». E, ha concluso, «non è mai arrivata alcuna proposta o richiesta di modificare queste attività dalle autorità americane».

Piantedosi: «Preoccupazione infondata»

«Non vedremo sul territorio nazionale nulla che sia riconducibile a quanto si è visto sui media negli Stati Uniti», ha assicurato Piantedosi con riferimento alle violenze di Minneapolis. «È completamente infondata la preoccupazione che ha ispirato la polemica degli ultimi giorni, che questa informativa mi consente di spazzare via definitivamente. La cooperazione in questione tra le autorità italiane e l’Homeland security investigations (Hsi) risale a un accordo bilaterale del 2009, ratificato con legge nel luglio 2014, quando al governo c’era quella stessa opposizione che oggi mostra di indignarsi», ha aggiunto. «Potrei insistere su questa contraddizione, ma non lo faccio perché quell’iniziativa del governo dell’epoca fu vantaggiosa in quanto l’accordo bilaterale tra Stati Uniti e Italia sulla cooperazione di polizia nel contrasto ad alcuni delitti particolarmente gravi corrispondeva, e tuttora corrisponde, all’interesse di entrambi i Paesi, e contribuì ad aumentare la sicurezza dell’Italia».

I punti del manifesto di Futuro Nazionale di Vannacci

Dopo quasi nove mesi da vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci ha detto addio a via Bellerio e si prepara alla discesa in campo con Futuro Nazionale, il movimento politico di cui ha prima depositato il marchio (non senza polemiche) e poi anche il manifesto, presentato sui social. L’obiettivo dichiarato dell’ex generale è costruire «una destra diversa, non moderata e vitale», perché «innamorata della vita e protesa verso il futuro», capace di rappresentare gli «italiani stufi di braccia basse e dialettica timida». “Vitale” è l’acronimo usato per illustrare i sei punti del manifesto di Futuro Nazionale, con un paragrafo per ogni lettera: V di virtù, I di identità, T di tradizioni, A di amore, L di libertà, E di eccellenza e entusiasmo.

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Vannacci: «L’Italia è una polveriera pronta a deflagrare»

«Vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa: l’unica destra che io conosca». Questo il titolo del manifesto del nuovo progetto politico di Vannacci, che parla dell’Italia come di «una polveriera pronta a deflagrare» e di un Paese «in trepidante attesa colmo di energia trattenuta». Tanti, troppi gli italiani di destra che, delusi da «calici annacquati, linguaggi misurati e vie di mezzo», non votano più. Ma, scrive l’ex vicesegretario della Lega, «la mia Destra è diversa da quella che qualcuno propone o che qualcun altro si rassegna di rappresentare». Poi i sei punti dell’acronimo “vitale”.

V di virtù

«Coraggio, forza, dovere, spirito di sacrificio, iniziativa, determinazione, passione, memoria. Queste sono le virtù cui si ispira», scrive Vannacci nel primo punto del suo manifesto. L’ex generale parla di «coraggio che vince la paura», di «dovere verso la bandiera, la Nazione, la società e il prossimo», di «iniziativa, perché non siamo pecore che rispondono al fischio del pastore, ma uomini e donne talentuosi consapevoli della rotta e capaci e liberi di agire per raggiungere la meta». Quanto alla memoria, «chi non ha un passato – o non lo onora – non può pretendere un futuro».

I di identità

Nel secondo punto Vannacci parla di «quell’identità che ci rende unici, esclusivi: italiani», di una «Patria ben delimitata da confini che devono essere protetti e difesi, abitata da un popolo che si riconosce negli stessi ideali e valori» e di un Paese che «è il più bello e più rilevante della storia mondiale». D’altra parte, osserva l’ex generale, «qui la religione di Cristo ha posto il proprio centro». Pertanto l’Italia può e deve tornare a essere grande: insomma, Make Italy Great Again.

T di tradizioni

Le tradizioni, osserva Vannacci, «sono le radici che ancorano la nostra identità alla nostra terra». L’Italia, spiega, «deve riconquistare e custodire la propria civiltà, fondata su valori, riferimenti storici e basi precisi», come «il profumo del pane, i canti natalizi, la domenica in famiglia, il focolare domestico, le croci, le chiese, la cucina, i poeti, gli eroi». E poi: «Le nostre tradizioni non sono negoziabili. Non sono diluibili. Per chi non si integra e non si assimila la remigrazione diventa una necessità».

A di amore

Nel paragrafo dedicato all’amore, Vannacci parla della famiglia, ovviamente tradizionale: «L’unica, insostituibile, conforme alla natura. Lo insegna la biologia: per vincere il tempo un popolo deve procreare, e per fare figli servono un uomo e una donna. Di otto miliardi di persone su questo pianeta tutti sono nati da un uomo e da una donna». Poi: «Chi non si assimila ai valori, agli ideali, ai principi e ai sentimenti della nostra comunità non fa parte del nostro popolo. Chiunque venga in Italia a lavorare sarà rispettato ma non per questo diventerà italiano. L’Italia non può limitarsi a essere un Paese dove si rispettano le regole e non si commettono crimini».

I punti del manifesto di Futuro Nazionale di Vannacci
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

L di libertà

Nel capitoletto sulla libertà, Vannacci salta un po’ di palo in frasca, spiegando che «chi viola le regole della convivenza deve essere messo in condizione di non nuocere», ma anche che «la Repubblica è fondata sul lavoro», alla base di «ricchezza e benessere». Pertanto, «se violi la mia casa o mi aggredisci per la strada rischi la vita: la difesa è sempre legittima». E poi: «Ripudiamo il pensiero unico e i delitti d’opinione. Le idee non si processano. Crediamo nell’universalità della giustizia secondo cui la legge è uguale per tutti».

E di eccellenza e entusiasmo

Nell’ultimo dei sei punti, dedicato a due concetti, eccellenza e entusiasmo Vannacci auspica una politica «che sostenga le eccellenze, protegga il Made in Italy, investa sui migliori, creda nell’orgoglio di ciò che sappiamo essere e produrre». Poi spiega che «un Paese a cui basti sopravvivere, che appiattisce tutto verso il basso, che confonde uguaglianza con mediocrità, è condannato al declino». Infine: «Chi resta indietro verrà aiutato, ma l’eccellenza e la bellezza sono virali e contagiose».

Vannacci: «Questa è la mia destra. Chi mi ama, mi segua»

In chiusura del manifesto, Vannacci scrive poi: «La mia destra non è un menù à la carte, non è una sinistra sbiadita e un po’ meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata: nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati. La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa: è l’unica destra che io conosca. Chi mi ama, mi segua: io inseguo un sogno e vado lontano». Vannacci, che aveva raccolto 500 mila preferenze alle Europee, approdando a Strasburgo, sarebbe già pronto ad accogliere in Futuro Nazionale (che potrebbe valere attorno al 2 per cento) diversi parlamentari.

Quanto vale il partito di Vannacci secondo i sondaggi

Come cambiano gli equilibri tra i partiti con la nascita del nuovo partito di Roberto Vannacci? Escluso per il momento che possa entrare in maggioranza – ipotesi scartata sia da Fratelli d’Italia e Forza Italia che dalla stessa Lega, delusa e amareggiata per lo strappo dell’ex generale -, i sondaggisti hanno iniziato a ipotizzare quanto potrebbe prendere Futuro nazionale in caso di elezioni. Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, ha spiegato: «Oggi è ancora sotto il 2 per cento. Perché non basta un singolo. Un contenitore del 5-6 per cento si fa con la struttura. Ovvero con i consiglieri comunali, regionali». Per Antonio Noto, direttore dell’omonimo istituto di sondaggi, «il suo partito è in una forbice compresa tra il 2,5 e il 4,5 per cento». Si tratta di percentuali che al momento non sono basati su dati reali ma che potrebbero spingere il centrodestra ad alzare la soglia di sbarramento al 4 per cento per frenare la scalata di Vannacci.

Addio di Vannacci alla Lega, Salvini: «Un soldato non abbandona mai il proprio posto»

Dopo l’addio alla Lega di Roberto Vannacci, che forse alle prossime Politiche scenderà in campo con il neo-movimento Futuro Nazionale (ecco chi potrebbe aderire), e il messaggio di addio a via Bellerio affidato dall’ex generale ai social, è arrivato anche quello di Matteo Salvini, che si è detto «deluso e amareggiato», ma non «arrabbiato».

Addio di Vannacci alla Lega, Salvini: «Un soldato non abbandona mai il proprio posto»
Matteo Salvini e Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Salvini: «Far parte di un partito non significa solo ricevere»

«La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti», ha scritto Salvini in un lungo messaggio, corredato da un video in cui Vannacci al “Pratone” smentiva di voler lasciare il Carroccio. Ricordando le varie opportunità offerte all’autore de Il mondo al contrario (tra cui la posizione di vicesegretario della Lega), Salvini aggiunge: «Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà».

Salvini: «Un soldato non abbandona mai il proprio posto»

In questi mesi, invece, «abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni», osserva Salvini. E poi: «Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini». Il leader della Lega prosegue: «Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano». Infine un’altra affermazione a tema militare: «La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali».

Zaia: «Non ci stracceremo le vesti per Vannacci»

«Direi che il segretario è stato fin troppo inclusivo e anche comprensivo. Dopodiché, non conosco le dinamiche di questa sua dipartita. Non so come sia nata. È pur vero che è un film che avremmo già scritto, già sapevamo come sarebbe stata la fine. Vorrei sottolineare che questa grande militanza in Lega è durata meno di un anno». Lo ha detto Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale ed ex governatore del Veneto, tra i big del Carroccio. L’ex generale, «se è il Vannacci di oggi, può ringraziare la Lega, che ha investito su di lui», ha aggiunto. E poi: «Noi andiamo avanti per la nostra strada come già è capitato, ho visto situazioni migliori ne ho viste di peggiori in Lega. Di certo non stiamo qui a stracciarci le vesti perché Vannacci se ne va via. Ne prendiamo atto e andiamo avanti per la nostra strada».

Vannacci fuori anche dal Gruppo dei Patrioti europei

Ora è ufficiale. Sui suoi canali social, Roberto Vannacci ha annunciato la sua uscita dalla Lega per fondare un nuovo partito, Futuro nazionale. Di conseguenza, ha comunicato il Carroccio, l’ex generale non è più membro del gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo, perché la sua decisione rende la sua permanenza “incompatibile” con la struttura politica del gruppo. La formazione dell’Europarlamento ha comunque sottolineato che la Lega «resta un partito partner a pieno titolo all’interno della famiglia politica dei Patrioti» e la cooperazione con essa proseguirà invariata. Vannacci era già stato destituito dalla vicepresidenza del gruppo per volontà dei francesi del Rassemblement national a causa delle tesi esposte nel suo libro Il mondo al contrario. La carica, che spetta alla Lega, è rimasta vacante da allora.

Vannacci: «Continuo a combattere lontano da impicci, compromessi e inciuci»

Questo il post con cui Vannacci ha annunciato lo strappo con Salvini e la volontà di proseguire da solo: «Il mio impegno – da sempre – è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro nazionale è una realtà».

Perquisizioni nella sede francese di X, Musk convocato in procura a Parigi: cosa sappiamo

Perquisizione da parte dell’unità anticrimine informatico della procura di Parigi, dell’unità informatica della polizia nazionale e di Europol nella sede francese di X. Il raid fa parte di un’indagine avviata a gennaio del 2025 sul sospetto abuso di algoritmi e sull’estrazione fraudolenta di dati, che la procura ha affermato di aver ora ampliato per includere le denunce relative a Grok, lo strumento di intelligenza artificiale di X. La procura di Parigi ha spiegato in una nota le indagini a più ampio raggio riguardano anche i presunti reati di «complicità nel possesso e nella distribuzione organizzata di immagini di abusi su minori, violazione dei diritti d’immagine attraverso deepfake a sfondo sessuale e negazione di crimini contro l’umanità».

Perquisizioni nella sede francese di X, Musk convocato in procura a Parigi: cosa sappiamo
Grok, chatbot di X (Ansa).

Le autorità francesi hanno avviato le indagini dopo la denuncia presentata dal deputato di centrodestra Éric Bothorel, secondo cui algoritmi parziali sulla piattaforma avrebbero probabilmente distorto il suo sistema di elaborazione dati e influenzato il tipo di contenuti proposti. A novembre 2025, i procuratori hanno reso noto l’allargamento dell’inchiesta a Grok, che in pratica ha negato l’Olocausto, avanzando false affermazioni comunemente diffuse da chi sostiene che la Germania nazista non abbia davvero sterminato sei milioni di ebrei. Il chatbot, che ha pure inneggiato ad Adolf Hitler, si è inoltre reso protagonista di gravi insulti contro il primo ministro polacco Donald Tusk, definito «traditore». Non solo: l’IA generativa di Musk è finita nell’occhio del ciclone anche per la capacità di “spogliare” persone vestite, compresi bambini: l’Ue ha avviato un’indagine sulla produzione e diffusione di deepfake a sfondo sessuale che ritraggono donne e minori.

Perquisizioni nella sede francese di X, Musk convocato in procura a Parigi: cosa sappiamo
Linda Yaccarino (Ansa).

I procuratori hanno convocato il 20 aprile 2026 per “audizioni libere” (cioè senza stato di fermo) il patron Elon Musk e l’ex amministratrice delegata dell’azienda Linda Yaccarino – che ha guidato la piattaforma dopo l’acquisizione da parte del magnate da giugno 2023 a luglio 2025 – per interrogarli in qualità di «gestori di fatto e di diritto della piattaforma X al momento dei fatti». Le citazioni emesse a carico di Musk e Yaccarino sono obbligatorie, ma difficili da far rispettare a chi si trova al di fuori della Francia. Da parte sua, la procura di Parigi ha dichiarato che l’indagine è stata condotta «nell’ambito di un approccio costruttivo, con l’obiettivo finale di garantire che la piattaforma X rispetti le leggi francesi, nella misura in cui opera sul territorio nazionale».

Chi potrebbe seguire Vannacci nel suo Futuro nazionale

Mentre si attende l’ufficialità della rottura di Vannacci con Salvini, con l’ex generale pronto a lasciare la Lega per dar vita al suo nuovo partito Futuro nazionale, ci si chiede chi potrebbe seguirlo. Il pensiero va subito a due deputati leghisti, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, che il 15 gennaio 2026 hanno votato in dissenso rispetto al Carroccio sul decreto relativo agli aiuti per l’Ucraina (si sono espressi contro). Il primo non ha escluso di seguire Vannacci: «Se fosse confermato, farò una valutazione che mi riservo di esprimere nelle prossime giornate C’è una riflessione in corso da tempo». Il secondo non si è ancora espresso. Ma potrebbero non essere i soli ad andare con l’ex generale.

Da Pozzolo a Furgiuele, gli altri nomi possibili

Un altro deputato che negli ultimi mesi gli si è avvicinato moltissimo è Emanuele Pozzolo, l’ex parlamentare di Fratelli d’Italia (da cui è stato espulso) coinvolto nel caso dello sparo di Capodanno. «Ci parliamo sulla base di idee, c’è una comunanza di visioni con molte posizioni», aveva spiegato quando a metà dicembre incontrato l’ex comandante a Montecitorio. Della pattuglia potrebbe poi far parte anche il leghista Domenico Furgiuele, colui che aveva organizzato alla Camera la conferenza stampa sulla remigrazione poi saltata. «Spero non se ne vada», ha risposto a chi gli ha chiesto se lascerà il partito dopo l’addio di Vannacci. Tra i nomi circola anche quello di Manlio Messina, deputato ex Fdi ora nel gruppo Misto.

Chi sono gli arrestati per gli scontri di Torino

Le forze dell’ordine hanno arrestato tre ragazzi nell’ambito delle indagini sui violenti scontri di sabato 31 gennaio 2026 a Torino. Si tratta di volti sconosciuti agli agenti, incensurati e con nessuna precedente violenza o disordine di piazza nella fedina penale. Due sono stati fermati in flagranza con l’accusa di aver lanciato oggetti contro i poliziotti schierati, mentre uno in flagranza in differita perché individuato, attraverso i video, tra i componenti del gruppo responsabile dell’aggressione all’agente Alessandro Calista. La procura di Torino, guidata da Giovanni Bombardieri, ha chiesto il carcere per tutti e tre.

Chi sono i tre ragazzi arrestati

Tra i fermati c’è Angelo Francesco Simionato, 22 anni, originario della provincia di Grosseto. Attualmente frequenta le scuole serali e lavora saltuariamente come cameriere. È accusato di concorso in lesioni perché faceva parte del gruppo che ha accerchiato e colpito Calista con martellate, calci e pugni mentre era a terra, senza casco. Lui non sembra averlo colpito direttamente, ma era comunque lì con gli altri. C’è poi Matteo Campaner di 35 anni, lavoratore con contratto a tempo che vende dolci ungheresi nelle fiere. Per lui l’accusa è di aver preso a calci e pugni gli agenti mentre veniva bloccato. Infine Pietro Desideri, torinese di 31 anni lavoratore con contratti saltuari. Anche lui è accusato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Tutti e tre gli arrestati hanno preso le distanze da una loro vicinanza al centro sociale Askatasuna, che ha comunque espresso loro solidarietà sui social chiedendone la liberazione.

Calenda candidato sindaco di Roma per il centrodestra? La replica del leader di Azione

«Notizia destituita di ogni fondamento, né tantomeno verificata con il sottoscritto. Mai parlato con qualcuno del centrodestra di questo argomento. Continueremo a lavorare per costruire un centro liberale europeista. Il resto è fantascienza e creatività artistica del giornalista». È quanto ha scritto Carlo Calenda su X commentando un articolo del Corriere della Sera che parla di una «suggestione Campidoglio» per il leader di Azione e di un «piano nel centrodestra per candidarlo». Nella coalizione al governo l’indicazione del prossimo candidato sindaco della Capitale, scrive il Corsera, spetta a Fratelli d’Italia, «ma la sintonia con Forza Italia apre all’ipotesi di una sua corsa» per il dopo-Roberto Gualtieri. Il voto è previsto nel 2027.

Parlando con Corriere della Sera, Maurizio Gasparri ha detto: «Noi di FI pensiamo che stavolta si debba allargare il perimetro della coalizione, senza affidarci a candidati di bandiera», definendo poi la candidatura di Calenda «un’ipotesi realistica». Ma, ha precisato il senatore azzurro, «bisogna capire se è interessato».

Dai dazi al petrolio, cosa prevede il nuovo accordo tra Usa e India

Stati Uniti e India hanno firmato un nuovo accordo per cui il presidente americano Donald Trump ridurrà i dazi sui beni provenienti dallo Stato asiatico dal 25 al 18 per cento e, in cambio, il primo ministro indiano Narendra Modi ha assicurato che interromperà l’acquisto di petrolio russo. La decisione arriva dopo mesi di pressioni da parte del tycoon affinché l’India riducesse la propria dipendenza dal greggio russo a basso costo. Nuova Delhi, inoltre, inizierà a ridurre a zero le tasse sulle importazioni di beni statunitensi e ad acquistare prodotti americani per un valore di 500 miliardi di dollari.

Trump: «L’accordo contribuirà a fermare la guerra in Ucraina»

«È stato un onore parlare questa mattina con il primo ministro Modi, dell’India. È uno dei miei più grandi amici e un leader potente e rispettato del suo Paese. Abbiamo parlato di molte cose, tra cui il commercio e la fine della guerra tra Russia e Ucraina», ha scritto Trump su Truth. Il leader indiano, si legge nel post, «ha accettato di smettere di acquistare petrolio russo e di comprare molto di più dagli Stati Uniti e, potenzialmente, dal Venezuela. Ciò contribuirà a fermare la guerra in Ucraina, che è in corso in questo momento, con migliaia di persone che muoiono ogni settimana!». E ancora: «Per amicizia e rispetto per il primo ministro Modi e, su sua richiesta, con effetto immediato abbiamo concordato un accordo commerciale tra Stati Uniti e India, in base al quale gli Stati Uniti applicheranno una tariffa reciproca ridotta, portandola dal 25 per cento al 18 per cento. Anche loro procederanno a ridurre le loro barriere tariffarie e non tariffarie verso gli Stati Uniti, fino a zero».

Modi: «Si aprono enormi opportunità di cooperazione vantaggiosa»

Anche il primo ministro indiano ha condiviso i dettagli dell’accordo sui social. «È stato meraviglioso parlare oggi con il mio caro amico, il presidente Trump. Sono lieto che i prodotti Made in India beneficeranno ora di una tariffa ridotta al 18 per cento. Un grande ringraziamento al presidente Trump, a nome degli 1,4 miliardi di indiani, per questo straordinario annuncio», ha scritto su X. «Quando due grandi economie e le più grandi democrazie del mondo lavorano insieme, ne traggono beneficio i nostri popoli e si aprono enormi opportunità di cooperazione reciprocamente vantaggiosa», ha continuato Modi, che ha poi lodato il presidente Usa per le sue doti diplomatiche. «La leadership del presidente Trump è fondamentale per la pace, la stabilità e la prosperità globali. L’India sostiene pienamente i suoi sforzi per la pace».