Presunto dirottamento ad Amsterdam, per la compagnia è un falso allarme

La polizia olandese è intervenuta per una «situazione sospetta» nello scalo di Schiphol. Ma poi l'allarme si è rivelato infondato, come confermato dalla stessa compagnia coinvolta.

Momenti di grande paura questa sera all’aeroporto di Amsterdam Schiphol, quando si è temuto un tentativo di dirottamento di un aereo della Air Europa. Per fortuna, invece, si è trattato di un falso allarme, attivato per errore dal pilota, come ha reso noto in seguito la stessa compagnia aerea.

L’allerta è scattata intorno alle 19.30 nello scalo olandese, uno dei più trafficati d’Europa. Il pilota di un volo in partenza per Madrid ha premuto il pulsante che attiva l’allarme dirottamento. Immediate sono scattate le procedure d’emergenza a terra, con diverse ambulanze accorse sul posto, insieme con i reparti speciali della polizia, che nel frattempo ha diramato un avviso cosiddetto Grip 3, che indica un livello di rischio per «un elevato numero di persone».

L’ALLARME VISSUTO DAL GOVERNO

Notizie su un possibile dirottamento sono subito rimbalzate sui social, facendo temere il peggio, perché più fonti hanno confermato l’attivazione dell’allarme dirottamento dall’aeroplano, quando a bordo c’erano circa 27 persone tra passeggeri ed equipaggio. Creando agitazione fino ai piani alti del governo: «Sta succedendo qualcosa, spero che finisca bene», ha fatto sapere il premier Mark Rutte, costantemente aggiornato sulla situazione in corso. Un meeting alla Camera bassa è stato sospeso e un giornalista del quotidiano locale Telegraaf ha spiegato che il ministro della giustizia e sicurezza Ferdinand Bernhard Joseph Grapperhaus «aveva altro per la testa», evidentemente concentrato su quello che stava succedendo ad Amsterdam.

L’AMMISSIONE DI COLPA DELLA AIR EUROPA

Poco più di un’ora dopo, alle 20.30, c’è stata la prima volta che ha fatto tirare un sospiro di sollievo. La polizia ha reso noto che tutti i passeggeri e l’equipaggio erano stati sbarcati dall’aereo in sicurezza. Pochi minuti dopo, l’Air Europa ha chiarito tutta la vicenda, ammettendo la propria responsabilità: «Falso allarme. Nel volo Amsterdam-Madrid, questa sera, è stato attivato, per errore, un allarme che avvia protocolli sui dirottamenti. Non è successo nulla, tutti i passeggeri aspettano di volare presto. Siamo spiacenti». Anche l’aeroporto di Schiphol, che aveva chiuso il gate D, ha poi fatto sapere che l’operatività dello scalo è stata ripristinata.

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La Turchia ha catturato la moglie di al-Baghdadi

Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha confermato che una delle consorti del Califfo è stata catturata. Ma Ankara non ha fornito altri dettagli.

Nuovo colpo della Turchia alla cerchia di Abu Bakr al-Baghdadi, il leader dell’Isis ucciso il 27 ottobre in un blitz americano nel nord della Siria: dopo aver annunciato nei giorni scorsi la cattura della sorella maggiore, Ankara ha rivelato di avere in mano anche una delle quattro mogli dell’autoproclamato Califfo.

Mentre gli Usa hanno condotto una «gigantesca campagna di comunicazione» sulla morte di al-Baghdadi, «noi abbiamo preso sua moglie, lo dico oggi per la prima volta, ma non abbiamo creato clamore. Continueremo a lavorare in questo senso», ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan in un discorso ad Ankara.

Nessun dettaglio è stato finora reso noto sulle circostanze della cattura, né quando sia avvenuta esattamente. Segreta resta al momento anche l’identità della donna. Le informazioni al riguardo saranno diffuse «presto», ha assicurato il ministro della Difesa turco Hulusi Akar.

LE POSSIBILI MOGLI DEL CALIFFO

Secondo le notizie di intelligence disponibili, il defunto leader dell’Isis aveva quattro mogli, il massimo consentito dalla legge islamica. Tra queste, un’irachena conosciuta come Nour, figlia di un suo stretto collaboratore, Abu Abdullah al-Zubaie, e una donna di cui si sa che venne arrestata in Libano nel 2014 e liberata l’anno dopo in uno scambio di prigionieri. Un’altra ex moglie irachena, Saja al-Dulaimi, lo avrebbe abbandonato nel 2009 mentre era incinta della figlia.

IL VALORE DELL’ARRESTO DELLA SORELLA DI AL BAGHDADI

Solo un paio di giorni fa era stata catturata la sorella maggiore di al-Baghdadi, in questo caso subito identificata come la 65enne Rasmiya Awad, con tanto di diffusione di una foto segnaletica. La donna, definita dagli 007 turchi «una miniera d’oro» sul piano delle informazioni di intelligence, era stata fermata in compagnia di marito, nuora e 5 figli ad Azaz, località nel nord-ovest della Siria sotto il controllo di Ankara sin dal 2016 a seguito dell’operazione militare Scudo d’Eufrate, condotta proprio conto il sedicente Califfato. Non è stato indicato tuttavia se abbia anche portato alla cattura della cognata.

ANKARA RIMARCA LA LOTTA AL TERRORSMO

Per la Turchia è comunque l’occasione di ribadire il suo impegno nella lotta ai jihadisti, dopo la valanga di accuse da tutto il mondo di aver aperto spazi per un ritorno dell’Isis con la sua offensiva militare in Siria contro le milizie curde, che invece l’avevano sconfitto sul campo e ne detenevano migliaia di combattenti nelle loro prigioni.

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