Dopo aver ufficializzato la nascita della strana coppia con Giorgia Meloni, la premier socialdemocratica danese Mette Frederiksen è tornata ad affrontare la questione-migranti davanti al Folketing, il Parlamento di Copenaghen, nel corso del dibattito urgente convocato a seguito della crisi di Ceuta.
Le parole di Frederiksen in parlamento
La Danimarca, ha affermato Frederiksen, è pronta a rafforzare i controlli alle frontiere e, «in ultima istanza», anche a chiuderle del tutto nel caso di una nuova ondata migratoria attraverso l’Europa. «La cosa importante, per quanto riguarda Schengen, è che se sorgono problemi in un Paese, che si tratti di criminalità o di profughi, l’arma più efficace di cui disponiamo in Danimarca è il controllo delle frontiere. Grazie a questo strumento siamo riusciti a fermare dei criminali. Sono una sostenitrice molto convinta dei controlli alle frontiere», ha detto Frederiksen, sottolineando che «una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l’Europa» e definendo «inquietanti» le immagini provenienti dall’enclave spagnola di Ceuta.
Investire Sgr, società proprietaria dell’edificio sede di Spin Time in via Santa Croce in Gerusalemme 55, darà un contributo di 500 mila euro al Comune di Roma per aiutarlo a risolvere l’emergenza abitativa degli ex occupanti del palazzo, rimasti senza casa dopo l’incendio che ha colpito lo stabile il 29 luglio. Lo ha reso noto la stessa Investire Sgr in una nota: il contributo di mezzo milione di euro «sarà messo a disposizione di Roma Capitale mediante delegazione di pagamento, contribuendo così alle spese necessarie per il reperimento di soluzioni alloggiative temporanee». Saranno privilegiate, «per quanto possibile, le strutture situate nel quartiere Esquilino così da tutelare in particolare le situazioni di maggiore fragilità e favorire la continuità scolastica ed educativa dei minori, preservando il radicamento territoriale dei nuclei interessati».
Nell’immobile avevano trovato casa oltre 150 famiglie
Spin Time occupa un grande edificio (10 piani e 21 mila metri quadrati) a breve distanza dalla stazione ferroviaria di Roma Termini, che in passato è stato sede dell’Istituto nazionale di previdenza e assistenza dei dipendenti dell’amministrazione pubblica (Inpdap), poi confluito nell’Inps. La chiusura degli uffici dell’ente iniziò nel 2003, fino al definitivo abbandono del palazzo nel 2010. Successivamente lo stabile era stato venduto al fondo di investimenti immobiliari Investire Sgr. Poi l’occupazione da parte di Action, a seguito della quale hanno trovato casa nell’immobile oltre 150 famiglie, per un totale di circa 400 persone. A febbraio il Ministero dell’Interno è stato condannato dalla seconda sezione civile del Tribunale di Roma a risarcire oltre 21 milioni di euro a Investire Sgr per il mancato sgombero di Spin Time.
È morta a 73 anni Fiorenza Marchegiani, attrice nata a Osimo (Ancona) nel 1953 che si fece conoscere al cinema partecipando al primo film di Massimo Troisi, Ricomincio da tre, dove interpretò Marta. Dopo gli esordi in teatro allo Stabile di Genova, negli Anni 80 fece qualche apparizione in serie televisive Rai prima di ottenere successo sul grande schermo al fianco di Troisi. In seguito, proseguì la carriera prevalentemente in televisione ma alternandosi con cinema e teatro. Dal 1999 al 2006 interpretò Letizia Visconti Gherardi nella soap opera Vivere, per poi recitare in Incantesimo, Distretto di Polizia e Le tre rose di Eva. «Grazie Fiorenza per quanto hai dato alla cultura e al cinema italiano e grazie per aver portato sempre nel cuore le tue origini», ha scritto sui social Michela Glorio, sindaca di Osimo. «A nome mio personale e dell’intera comunità osimana ci stringiamo al dolore dei suoi famigliari e di quanti le hanno voluto bene».
Oggi 12 agosto la Luna coprirà completamente il Sole durante una rara eclissi totale, la prima visibile nell’Europa continentale dal 2006. In Italia il fenomeno – sebbene parziale – sarà visibile attorno alle 19:30, poco prima del tramonto. Come vederla, quando e dove: le cose da sapere sull’eclissi solare in arrrivo.
Cos’è un’eclissi solare
Un’eclissi solare totale si verifica quando le dimensioni apparenti di Luna e Sole si equivalgono perfettamente nel cielo, permettendo al disco lunare di mascherare del tutto quello solare. È un fenomeno raro, reso possibile da una particolare coincidenza: il Sole è circa 400 volte più grande della Luna, ma si trova anche circa 400 volte più lontano dalla Terra rispetto al suo satellite.
Dove vederls: al Nord copertura attorno al 90 per cento
L’eclissi totale sarà visibile (per circa due minuti) in una fascia larga circa 293 chilometri che attraverserà Russia artica, Groenlandia, Islanda, Spagna e l’estremità nord-orientale del Portogallo. In Italia, come detto, la copertura del Sole sarà solo parziale. E varierà di molto in base al luogo in cui ci si troverà. Questo perché l’eclissi si verificherà con il Sole già prossimo al tramonto: in alcune zone del Nord (dove avviene dopo) sarà possibile osservarla fino alla fine con percentuali di copertura attorno al 90 per cento, mentre il Centro e il Sud potranno seguirla solo nella fase iniziale (con un minimo del 10 per cento nel Salento).
Quando si verificherà in Italia, da Nord a Sud
In Italia l’eclissi inizierà, a seconda della località, poco prima o poco dopo le 19:30: la Luna coprirà progressivamente una porzione sempre maggiore del disco solare, mentre il Sole si avvicinerà all’orizzonte. Procedendo da Nord-Ovest verso Sud-Est, la durata visibile dell’eclissi e la percentuale di disco solare coperto diminuiranno progressivamente. Al Nord l’oscuramento massimo supererà il 90 per cento ed è atteso attorno alle 20:21. Al Centro è previsto un oscuramento massimo del 70 per cento, con il picco verso le 20:11. Al Sud la massima visibilità si verificherà alle 19:56 circa, poi in molte zone il tramonto renderà il fenomeno invisibile.
Come assistere all’eclissi solare in sicurezza
Per godere al massimo dello spettacolo ci si dovrà posizionare in un luogo con l’orizzonte ovest completamente privo di ostacoli, così da poter osservare il Sole fino alla sua scomparsa. Attenzione però: durante un’eclissi non bisogna guardare direttamente il Sole, ma è necessario usare un filtro adatto per evitare danni agli occhi. Gli occhiali per guardare l’eclissi devono avere filtri conformi allo standard internazionale “Iso 12312-2” e – ovviamente – provenire da produttori e rivenditori affidabili. Ogni altro mezzo deve essere evitato: i normali occhiali da sole, al pari di altre soluzioni fai-da-te come pellicole radiografiche, vetri affumicati o filtri fotografici, non garantiscono alcuna protezione dai raggi ultravioletti e infrarossi.
È morta a 80 anni Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti. Vero cognome Cornacchia, era nata a Bassano del Grappa il 23 gennaio 1946 e, tra la fine la fine degli Anni 60 e a prima metà degli Anni 70 aveva preso parte come attrice a diverse produzioni cinematografiche italiane, con ruoli di primo piano in film come Il corsaro nero, Una lucertola con la pelle di donna e Giornata nera per l’ariete e altri da comprimaria in Sono stato io!, Finché c’è guerra c’è speranza e Milano: il clan dei calabresi, prima dell’improvviso addio alle scene. Aveva sposato in prime nozze Luigi Donà dalle Rose, il fondatore di Porto Rotondo, al quale è rimasta sempre legata. Poi la separazione dopo 25 anni e, nel 1997, il matrimonio con De Benedetti, con cui viveva a Lugano.
Nei palazzi romani la voce gira ormai con una certa insistenza. Dopo l’estate Francesco Kamel, capo ufficio stampa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dovrebbe cambiare scrivania e approdare in Leonardo, alla guida delle Relazioni istituzionali. Un trasloco che, trattandosi del gruppo di piazza Monte Grappa, non è esattamente una questione di arredamento. Significa mettere mano a uno dei gangli più delicati dell’azienda, quello dei rapporti con la politica e le istituzioni, mentre alla Comunicazione resta ben saldo Stefano Amoroso. Che, dopo essere stato rudemente accantonato durante la gestione di Roberto Cingolani, è tornato grazie al nuovo amministratore delegato Lorenzo Mariani.
Si chiude nettamente una stagione
Il messaggio, per chi sa leggere nelle pieghe degli organigrammi, è chiaro. Comunicazione e Relazioni istituzionali tornano sotto stretto controllo della nuova dirigenza e, soprattutto, si chiude una stagione. Helga Cossu, che Cingolani aveva voluto accanto a sé affidandole, oltre alla Fondazione Leonardo, anche la Comunicazione del gruppo, ha recentemente annunciato sui social la sua uscita. Ora arriva Kamel, 51 anni, gli ultimi tre trascorsi al fianco di Piantedosi. Un profilo che dovrebbe servire a rimettere ordine in una casella diventata negli ultimi tempi piuttosto sensibile.
Del resto Mariani sembra avere altre priorità. Aumentare la capacità produttiva, fare acquisizioni, stringere alleanze e provare a costruire attorno a Leonardo un pezzo sempre più consistente dell’industria europea della Difesa. In questa chiave va letta anche la recentissima acquisizione di Raft negli Stati Uniti, operazione con cui il gruppo rafforza la sua presenza sul mercato americano puntando sullo sviluppo di software di intelligenza artificiale per la Difesa aerea.
Negli ultimi mesi il clima si era fatto irrespirabile
Ma il cambio di passo non riguarda soltanto strategie, alleanze e acquisizioni. A piazza Monte Grappa, raccontano, è cambiata anche l’aria. E non è un dettaglio secondario, visto che negli ultimi mesi il clima interno era stato descritto da più parti come tutt’altro che respirabile. A contribuire alla distensione sarebbe stata anche l’uscita di scena di alcune figure considerate fino a ieri intoccabili perché protette dai precedenti vertici.
Filippo Maria Grasso e le tante attività affidate all’esterno
Una su tutte, Filippo Maria Grasso, capo delle Relazioni istituzionali durante la gestione Cingolani e contemporaneamente presidente esecutivo di Leonardo Global Solutions, la Lgs. Durante la sua presidenza, la società ha visto crescere considerevolmente le attività affidate all’esterno nel campo della comunicazione e dell’organizzazione degli eventi. Tra i beneficiari compare una nota società di lobbying e comunicazione, al cui interno figurano persone con parentele illustri dentro e fuori la galassia leonardiana.
Filippo Maria Grasso (foto Imagoeconomica).
Ma il nome che ricorre più spesso è quello di Ninetynine, società romana che ha curato anche la cerimonia conclusiva del tour mondiale dell’Amerigo Vespucci e la cui proprietà è in ottimi rapporti proprio con l’ex responsabile delle Relazioni istituzionali. Leonardo l’ha utilizzata per parecchie cose: dall’Investor Day alle convention, dagli stand agli spazi espositivi fino alle feste aziendali. Un rapporto intenso anche dal punto di vista economico: per Ninetynine si parla di quasi 10 milioni di euro spesi dal 2024 all’aprile del 2026.
Cambio di registro, a cominciare dai fornitori
I risultati commerciali, naturalmente, hanno una loro vita e andranno giudicati come tali. Ma le indiscrezioni che filtrano da piazza Monte Grappa raccontano soprattutto la determinazione di Mariani, in piena sintonia con il condirettore generale Gian Piero Cutillo, nel tracciare una linea decisamente marcata tra il prima e il dopo.
Gian Piero Cutillo (foto Imagoeconomica).
A cominciare dai fornitori, che dovrebbero tornare a essere valutati secondo criteri il più possibile oggettivi, evitando il ripetersi di situazioni che hanno caratterizzato la precedente gestione. In particolare quelle mono-forniture che, quando diventano troppo frequenti, finiscono inevitabilmente per suscitare qualche domanda. E a Leonardo, evidentemente, è arrivato il momento in cui alle domande si preferisce non dover più rispondere.
Martedì 11 agosto 2026 si sono tenute le primarie in sei Stati americani, ovvero Wisconsin, Minnesota, South Carolina, Connecticut, Vermont e Alabama. L’attenzione nazionale era concentrata soprattutto sui primi tre.
I risultati delle primarie in Wisconsin, Minnesota e South Carolina
In Wisconsin la corsa per scegliere il candidato dem alla carica di governatore è stata molto più equilibrata del previsto. La socialista Francesca Hong, ex chef e figlia di immigrati sudcoreani, ha tallonato David Crowley, moderato sostenuto dall’establishment del Partito democratico, ma alla fine è stata sconfitta per pochi voti. Crowley è stato dichiarato vincitore dai media nazionali con il 98 per cento dei voti scrutinati, in vantaggio con il 39,8 per cento contro il 39,4. Per i repubblicani invece non c’è stata partita. Il deputato Tom Tiffany, esponente dell’ala più conservatrice del Gop e sostenuto da Trump, ha trionfato agevolmente con oltre il 90 per cento dei consensi. In Minnesota la nomination dem è stata conquistata dalla senatrice ed ex candidata alla Casa Bianca Amy Klobuchar. Tra i repubblicani Mike Lindell, imprenditore a capo di un’azienda di materassi e cuscini e grande alleato di Trump, è stato sconfitto da Lisa Demuth, prima donna speaker della Camera statale tra i Repubblicani. Quanto al South Carolina, la repubblicana Darline Graham sostenuta dal tycoon è risultata in vantaggio per la nomination al Senato ma non ha superato la soglia del 50 per cento necessaria a evitare il ballottaggio. Dovrà quindi affrontare il secondo turno contro il deputato Ralph Norman.
Poste italiane conferma anche per il 2026 Camera con vista, l’iniziativa di welfare aziendale che mette a disposizione dei dipendenti e delle loro famiglie soggiorni gratuiti di una settimana in appartamenti situati in rinomate destinazioni turistiche italiane. Il progetto, ideato con l’obiettivo di offrire ai lavoratori dell’azienda l’opportunità di vivere esperienze autentiche in alcuni dei luoghi più affascinanti d’Italia, dal 2019 ad oggi ha coinvolto quasi 4.500 persone tra dipendenti e familiari, accompagnandole alla scoperta delle bellezze del nostro Paese.
21 alloggi disponibili in tutta Italia
Camera con vista prende avvio dal recupero e dalla riqualificazione di appartamenti di servizio di proprietà dell’azienda, trasformati in accoglienti case vacanza moderne e funzionali. Gli alloggi, realizzati con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, rappresentano un esempio concreto di valorizzazione del patrimonio immobiliare aziendale e di utilizzo responsabile delle risorse. Dal mare alla montagna, passando per le località termali, gli appartamenti si trovano in alcune delle destinazioni più suggestive del Paese tra cui Capri, Favignana, Forte dei Marmi, Lipari, Chianciano Terme, Soverato, Cernobbio. Per l’edizione 2026 l’offerta si amplia ulteriormente con l’introduzione di quattro nuovi alloggi – Aldeno, Ostia Lido, Porto San Giorgio e Vasto Marina – portando a 21 il numero complessivo degli alloggi disponibili.
Come accedere all’iniziativa
L’accesso all’iniziativa è semplice e immediato. Attraverso la sezione dedicata dell’app aziendale NoidiPoste, riservata ai dipendenti del Gruppo, è possibile consultare le caratteristiche degli appartamenti disponibili e accedere alla piattaforma di booking online. Anno dopo anno, Camera con vista continua a registrare un ampio consenso tra i dipendenti, confermandosi un’iniziativa capace di coniugare welfare, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio aziendale. Un progetto che riflette l’impegno di Poste italiane nel promuovere il benessere delle proprie persone e che si inserisce nel più ampio modello di welfare sviluppato dall’azienda per favorire l’equilibrio tra vita privata e lavoro, attraverso opportunità concrete e accessibili.
Appena sceso dall’aereo presidenziale dopo il viaggio dall’Ohio a Washington, Donald Trump ha parlato per la prima volta della rocambolesca fuga dal vertice Nato di Ankara: per depistare eventuali attacchi iraniani, ritenuti tutt’altro che improbabili, il tycoon era salito regolarmente a bordo del vecchio Air Force One (non da quello nuovo donato dal Qatar), a favore di telecamera, per poi essere trasferito in gran segreto su un aereo militare più piccolo, un C-32A, transitando all’interno di un container per il catering aeroportuale. Poi, atterrato nel Regno Unito, aveva fatto il percorso inverso, scendendo poi dal velivolo presidenziale. «Ricevo molte minacce. Molte minacce di cui non siete a conoscenza. Chiunque abbia un ruolo di peso le deve affrontare. Chi non conta nulla non viene minacciato. Credo di essere il bersaglio principale», ha dichiarato The Donald. ha aggiunto. «Io mi limito a seguire le indicazioni del Secret Service».
La minaccia di Teheran e chi era rimasto sull’Air Force One
Il New York Times scrive, citando due funzionari statunitensi, che la minaccia iraniana includeva la possibilità di un missile terra-aria contro l’Air Force One e la conoscenza precisa del luogo in cui Trump alloggiava ad Ankara, compreso il piano dell’edificio. Addirittura, qualcuno nelle vicinanze del vertice Nato era stato avvistato con un razzo portatile. Tutto questo è emerso nelle prime ore dell’8 luglio, secondo e ultimo giorno del vertice Nato. Tra chi ha viaggiato sul volo dal quale Trump è stato segretamente fatto scendere c’erano il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario del Tesoro Scott Bessent, ma anche Stephen Miller, principale consigliere del presidente per la politica interna, e Steven Cheung, direttore delle comunicazioni della Casa Bianca. Tutti rimasti sul vecchio Air Force One, aereo-civetta esposto a un potenziale attacco iraniano.
Donald Trump (Imagoeconomica).
Trump intanto torna a parlare delle presidenziali del 2028
Trump ha anche parlato dell’ipotesi di candidarsi per un terzo mandato presidenziale. «Tutti mi chiedono se correrò nel 2028. Mi piacerebbe, ma la legge in materia è molto chiara e rigorosa». Com’è noto, un terzo mandato presidenziale è di fatto vietato dalla Costituzione Usa che pone il limite a due. E questo vale anche per Trump, sebbene i suoi mandati alla Casa Bianca siano stati intervallati dal quadriennio targato Joe Biden.
Negli Stati Uniti lo chiamano effetto Nader, in Italia parliamo di guastafeste: alle elezioni politiche 2027 la carambola potrebbe addirittura triplicarsi, creando il neologismo politico di “variabile Vannacci“, o “fattore Di Battista“, oppure “ago della bilancia Calenda“. Da noi la realtà supera spesso di gran lunga la fantasia.
L’ambientalista che fece vincere Bush
Il riferimento americano è dovuto a quando, in occasione delle Presidenziali del 2000, Ralph Nader, ambientalista che si candidò da indipendente, tolse voti al democratico Al Gore e fece vincere il repubblicano George W. Bush. Un trionfo per le idee liberal… Giusto per citare un esempio: in Florida, uno degli Stati chiave (swing state) Bush prevalse con un margine risicatissimo, di soli 537 voti. In quello stesso Stato Nader racimolò 97.488 preferenze.
Ralph Nader nel 2004. Oggi ha 92 anni (foto Ansa).
Occhio dunque alle tre schegge impazzite: il generale, il dissidente grillino e il centrista che rischia di essere il peggior nemico di se stesso. Una sorta di Sudoku dell’interdizione che però paradossalmente favorirebbe lo schieramento più lontano, con un bell’harakiri di programmi e valori che ha già suscitato un po’ di perplessità anche tra i follower (futuri papabili elettori) dei tre leader.
Per i sondaggi le coalizioni sono divise da meno di 3 punti
In realtà i veri disturbatori sono soprattutto due: Vannacci e Di Battista. Il primo, che nei sondaggi di inizio agosto ha superato stabilmente il 7 per cento, se si candidasse da solo farebbe svanire il sogno di Giorgia Meloni di ottenere il bis a Palazzo Chigi. Il centrodestra infatti, nelle ultime medie di Pagella politica, per esempio, è attestato al 41,7 per cento, mentre il centrosinistra è dato al 44,2 per cento. Non a caso la premier a Chi ha tagliato corto, definendo Futuro nazionale «un’operazione costruita per favorire la sinistra».
Il 3,5 per cento assegnato nei sondaggi di Renato Mannheimer all’ex Movimento 5 stelle in caso di discesa in politica ribalterebbe invece il quadro, portando o a un successo della destra o quantomeno a un pareggio. Agli osservatori politici non è sfuggito l’assist di Beppe Grillo alle intenzioni di Dibba, dopo tanti mesi di silenzio.
Se dunque si candidassero entrambi gli outsider, l’effetto potrebbe essere quello di annullarsi a vicenda, creando una situazione di stallo post-elettorale in cui sarebbe difficile formare un governo. E molti si chiedono: cui prodest? Mentre altri notano che mentre l’ex M5s sull’argomento è tranchant, le parole di Vannacci lasciano sempre aperto uno spiraglio di dialogo con Meloni: «Le coalizioni e gli accordi si fanno a ridosso delle elezioni», ha detto alla Versiliana, facendo intendere che è pronto a tenere Fratelli d’Italia & co. sul filo fino all’ultimo respiro.
L’effetto: una polarizzazione del discorso pubblico
Nel frattempo la conseguenza immediata della nascita di Futuro nazionale e delle ipotesi di Di Battista in campo è stata un’ulteriore polarizzazione dei due schieramenti. Il centrodestra rincorre il generale sui temi identitari (sicurezza, legittima difesa e immigrazione), il centrosinistra insegue Dibba sulla politica estera (Gaza, no al cosiddetto riarmo e fine degli aiuti all’Ucraina in particolare).
L’incognita sul sistema elettorale
Ovviamente ci sono due variabili di rilievo: la prima è che i sondaggi nelle ultime elezioni hanno spesso dimostrato una forte forbice rispetto ai voti reali; la seconda è che ancora non è certo il sistema elettorale con cui voteremo tra un anno. Non è un caso che proprio per dare meno instabilità parlamentare e più governabilità al Paese, molti costituzionalisti avevano chiesto a gran voce l’introduzione del ballottaggio, ma l’idea non ha sfondato. Il rischio di un potere di ricatto o di interdizione resta quindi molto alto, sia da una parte sia dall’altra.
Carlo Calenda (Imagoeconomica).
Per quel che riguarda Calenda, il discorso è diverso: non si candida per far perdere uno dei due schieramenti, ma per far pareggiare entrambi. La sua scommessa è uno stallo che porti a una scomposizione e ricomposizione delle coalizioni, con taglio delle ali estreme e baricentro moderato. Un governo di larghe intese o tecnico, a quel punto, potrebbe essere l’esito. Unica incognita, sia con l’attuale legge elettorale sia con l’eventuale Stabilicum: il 3 per cento. Perché senza il raggiungimento di quella soglia nelle urne, nessun partito che non si aggrega a una coalizione entrerebbe in parlamento, e allora addio sogni di gloria. Vannacci dorme sonni tranquilli, Dibba e Calenda ondeggiano sul filo del rasoio.
Il ministro degli esteri spagnolo José Manuel Albares, da Ceuta, torna ad attaccare il governo italiano che, dopo l’ingresso di massa di oltre 70 mila persone dal Marocco il 30 e 31 luglio, ha sospeso Schengen con la Spagna provocando una contro-decisione analoga di Madrid. Per lui quella dell’Italia è stata una ritorsione dettata solo da «esigenze partitiche e elettorali». Roma per ora mantiene la linea dura, decisa a non cambiare decisione almeno fino a Ferragosto. Giovedì 13 il comitato Schengen ha convocato in audizione a San Macuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il quale ribadirà la preoccupazione che ha spinto il governo a sospendere Schengen e ad aprire lo scontro diplomatico con la Spagna. Una decisione che, però, ribadiscono dal Viminale, potrà essere revocata quando la minaccia rientrerà.