Elezioni locali in Gran Bretagna: disfatta laburista, Reform UK primo partito

Le elezioni locali britanniche del 7 maggio si sono risolte in una disfatta per il Partito laburista e con un boom di Reform UK. I risultati al momento sono relativi solo all’Inghilterra, in attesa dello spoglio in Galles e Scozia, ma tant’è: il partito del premier Keir Starmer vede dimezzati i consiglieri che aveva in precedenza, superato come primo partito dalla formazione di destra guidata da Nigel Farage. Male anche i Conservatori. Guadagnano invece seggi sia i Liberaldemocratici centristi che i Verdi.

Elezioni locali in Gran Bretagna: disfatta laburista, Reform UK primo partito
Nigel Farage (Ansa).

«Reform sta conquistando un terzo dei seggi in tutto il Paese. Siamo un partito veramente nazionale», ha scritto Farage su X.

Assumendosi la responsabilità della disfatta laburista, Starmer ha dichiarato: «Giornate difficili come queste non indeboliscono la mia determinazione a realizzare il cambiamento che ho promesso. Anzi, rafforzano la mia determinazione a farlo».

Elezioni locali in Gran Bretagna: disfatta laburista, Reform UK primo partito
Keir Starmer e la moglie Victoria all’uscita dal seggio elettorale (Ansa).

Tensione a Hormuz, attacchi incrociati tra Usa e Iran

Torna la tensione nello Stretto di Hormuz, dove nella tarda serata di giovedì 7 maggio Usa e Iran si sono scambiati attacchi incrociati. Gli Stati Uniti hanno inizialmente preso di mira una petroliera iraniana che si spostava dalle acque costiere iraniane nella regione di Jask verso lo Stretto di Hormuz, così come un’altra nave che entrava nello Stretto di fronte al porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Teheran ha reagito immediatamente attaccando tre cacciatorpediniere americane con missili e droni. Il presidente Usa Donald Trump ha minimizzato gli scambi di colpi dichiarando che si è trattato solo di «un’energica carezza (love tap)» e che «il cessate il fuoco resta in vigore». Anche la tv iraniana ha affermato che la situazione è tornata alla normalità. «In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro accordo, e in fretta», ha aggiunto Trump.

Cina, condannati a morte con pena sospesa due ex ministri della Difesa

I due ex ministri cinesi della Difesa Wei Fenghe e Li Shangfu, già membri della Commissione militare centrale e consiglieri di Stato, sono stati condannati da un tribunale militare alla pena di morte con sospensione dell’esecuzione per due anni. Entrambi erano accusati di aver intascato tangenti. La stretta anticorruzione lanciata da Xi Jinping dentro l’esercito di Pechino ha colpito dunque con la massima durezza, anche se Wei e Li non verranno giustiziati: in Cina, una condanna a morte con sospensione condizionale della pena viene solitamente commutata in ergastolo.

Cina, condannati a morte con pena sospesa due ex ministri della Difesa
Xi Jinping (Ansa).

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Chi sono i due ex ministri della Difesa condannati

Li, generale dell’esercito e fin lì responsabile del Dipartimento per lo sviluppo degli equipaggiamenti, era stato nominato ministro della Difesa a marzo del 2023 per scelta diretta di Xi, anche come segnale di irriducibilità nei confronti degli Stati Uniti: era infatti da anni sotto sanzioni americane per l’acquisto di armi dalla Russia. Ad agosto dello stesso anno era però sparito dalla circolazione e poi rimosso ufficialmente a causa di un’indagine per corruzione, risalente a quando si occupava delle forniture militari.

Cina, condannati a morte con pena sospesa due ex ministri della Difesa
Li Shangfu (Ansa).

Wei, con un passato come comandante delle Forze missilistiche dell’Esercito Popolare di Liberazione, era stato il predecessore di Li come ministro della Difesa: nominato a ottobre 2018, era stato poi sostituito all’inizio del 2023. Li è stato riconosciuto colpevole sia di aver accettato tangenti sia di averle offerte, mentre Wei solo di corruzione passiva, cioè di aver intascato mazzette. Dopo che la condanna a morte sarà commutata in ergastolo in base alla legge, entrambi gli ex ministri saranno sottoposti a detenzione a vita, senza possibilità di commutazione ulteriore né di libertà condizionale.

Cina, condannati a morte con pena sospesa due ex ministri della Difesa
Wei Fenghe (Ansa).

Libano, soldato dell’IDF oltraggia una statua della Madonna con una sigaretta in bocca

Dopo la statua di Gesù presa a bastonate, ecco un nuovo oltraggio di un soldato israeliano a un simbolo religioso cristiano in Libano. Sta infatti facendo il giro del web una foto scattata a un militare dell’IDF che, mentre fuma, infila una sigaretta nella bocca di una statua della Madonna.

L’IDF ha affermato che «la condotta del soldato si discosta completamente dai valori che ci si aspetta» dal personale dell’esercito di Tel Aviv e che, «a seguito di una prima verifica, l’immagine in questione è stata scattata diverse settimane fa». L’incidente «sarà oggetto di indagine e, in base ai risultati, verranno presi provvedimenti disciplinari nei confronti del soldato». Il militare protagonista del precedente episodio di vilipendio e il collega che lo aveva ripreso sono stati rimossi dal servizio operativo e condannati a 30 giorni di carcere.

Trump: «Possibile accordo con l’Iran la prossima settimana»

Donald Trump ritiene possibile che Usa e Iran possano firmare un accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio 2026. L’ha affermato egli stesso in un’intervista a Pbs. Parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, ha evidenziato che Teheran «non può avere un’arma nucleare, e non l’avrà». «Hanno accettato questo, tra le altre cose. Vedremo se ci arriveremo. Loro vogliono fare un accordo. Abbiamo avuto colloqui molto positivi nelle ultime 24 ore, ed è molto possibile che concluderemo un accordo», ha aggiunto. La Casa bianca si attende una risposta alla bozza del memorandum di intesa inviato all’Iran entro le prossime 24-48 ore. Secondo la Cnn, ciò potrebbe già avvenire in giornata. Il memorandum, di una pagina, è articolato in 14 punti e include la sospensione dell’arricchimento dell’uranio iraniano, la revoca delle sanzioni statunitensi, la distribuzione dei fondi iraniani congelati e l’apertura dello stretto di Hormuz alle navi.

È morto Ted Turner, fondatore della Cnn

Addio a Ted Turner, fondatore della Cnn, morto all’età di 87 anni. Lo riferisce l’emittente statunitense citando un comunicato della Turner Enterprises. Originario dell’Ohio, oltre che un imprenditore è stato un dirigente sportivo, un filantropo – ha fondato la Fondazione delle Nazioni unite -, un attivista e un ambientalista. Ha anche creato il cartone animato Captain Planet per educare i bambini al rispetto dell’ambiente. A renderlo famoso è stata la sua visione audace di fornire notizie da tutto il mondo in tempo reale, a tutte le ore. La Cnn è infatti stata il primo canale all news della storia. Nel 1991 fu nominato Uomo dell’anno dalla rivista Time per «aver influenzato la dinamica degli eventi e trasformato gli spettatori di 150 paesi in testimoni istantanei della storia».

Thompson: «Era e sarà sempre lo spirito che presiede la Cnn»

Mark Thompson, presidente e amministratore delegato della Cnn, ha dichiarato in una nota: «Ted era un leader intensamente coinvolto e impegnato, intrepido, impavido e sempre pronto a sostenere un’intuizione e a fidarsi del proprio giudizio. Era e sarà sempre lo spirito che presiede la Cnn. Ted è il gigante sulle cui spalle stiamo, e oggi ci prenderemo tutti un momento per riconoscere lui e il suo impatto sulle nostre vite e sul mondo». Poco più di un mese prima del suo ottantesimo compleanno nel 2018, Turner aveva rivelato di avere la Demenza a corpi di Lewy, un disturbo cerebrale progressivo. All’inizio del 2025, era stato ricoverato in ospedale per un lieve caso di polmonite prima di riprendersi in una struttura di riabilitazione. Lascia cinque figli, 14 nipoti e due pronipoti.

Hantavirus, la nave da crociera MV Hondius attraccherà a Tenerife

La nave da crociera MV Hondius con il focolaio di hantavirus attraccherà sabato 9 maggio sull’isola di Tenerife (nel porto di Granadilla) e i passeggeri stranieri saranno evacuati nei rispettivi Paesi d’origine. Lo ha annunciato la ministra spagnola della Sanità, Monica Garcia, dopo la riunione interministeriale alla Moncloa sulla crisi sanitaria. I 14 spagnoli che viaggiano sulla nave saranno sottoposti a controlli alle Canarie e trasferiti poi in aereo a Madrid, dove trascorreranno un periodo di quarantena in un ospedale militare. L’imbarcazione al momento è ancorata al largo di Capo Verde.

Il presidente delle Isole Canarie è contrario alla decisione di Madrid

Termina così lo stallo sulla MV Hondius, la nave da crociera partita dall’Argentina su cui sono verificati alcuni casi di hantavirus, con tre decessi (e probabilmente una trasmissione da uomo a uomo). Fernando Clavijo, presidente del governo delle Isole Canarie, si era infatti opposto al piano del governo di Pedro Sanchez di consentire l’attracco della nave nell’arcipelago. «Se i passeggeri sono sani e salvi, non ha senso che debbano venire alle Isole Canarie per essere rimpatriati, potrebbero farlo dall’aeroporto internazionale di Capo Verde», aveva dichiarato.

L’Oms: «Basso il rischio complessivo per la salute pubblica»

Intanto, tre pazienti affetti da hantavirus sono stati appena evacuati dalla MV Hondius e sono in viaggio verso i Paesi Bassi per ricevere cure mediche. Lo ha reso noto Tedros Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, aggiungendo che l’organizzazione continua a collaborare con l’armatore della nave, oltre che con i governi di Capo Verde, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi. Sottolineando che «il rischio complessivo per la salute pubblica rimane basso», Ghebreyesus ha inoltre affermato che la situazione della nave da crociera colpita da hantavirus non è simile all’inizio della pandemia di Covid.

Zelensky: «Mosca ha violato la tregua, agiremo di conseguenza»

Il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato che la Russia ha violato il cessate il fuoco, con un «evidente disprezzo per la salvaguardia delle vite umane», aggiungendo che l’Ucraina, «sulla base dei rapporti serali delle nostre forze armate e dell’intelligence», deciderà come agire di conseguenza. Il cessate il fuoco unilateralmente dichiarato da Kyiv, in risposta a quello richiesto da Putin per le celebrazioni della Giornata della vittoria del 9 maggio, è scattato a mezzanotte. Stando alle accuse, sei ore dopo Mosca l’ha violato sferrando un nuovo attacco. Gli allarmi sono scattati in diverse regioni ucraine e le autorità di Zaporizhzhia hanno segnalato un raid aereo contro attrezzature industriali nella zona. «Questo dimostra che la Russia rifiuta la pace e che i suoi falsi appelli al cessate il fuoco del 9 maggio non hanno nulla a che fare con la diplomazia. A Putin interessano solo le parate militari, non le vite umane», ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga.

Quasi pronto un memorandum Usa-Iran per la fine delle ostilità

Iran e Stati Uniti starebbero finalizzando la stesura di un memorandum per mettere fine alla guerra. Lo riporta Axios, citando funzionari anonimi a conoscenza del dossier. A condurre il negoziato sull’intesa, in 14 punti, sarebbero Steve Witkoff e Jared Kushner per parte americana e diversi funzionari iraniani, sia direttamente che attraverso i mediatori. Fonti pakistane confermano i progressi. Il testo dichiarerebbe la fine del conflitto nella regione e l’inizio di un periodo di 30 giorni di negoziati su un accordo dettagliato per aprire lo stretto di Hormuz, limitare il programma nucleare iraniano, revocare le sanzioni statunitensi e rilasciare gradualmente i fondi iraniani congelati.

Le reciproche restrizioni verrebbero revocate gradualmente durante i 30 giorni

Le nuove trattative potrebbero avvenire a Islamabad o Ginevra. Le restrizioni dell’Iran sul trasporto marittimo attraverso lo stretto e il blocco navale degli Stati Uniti verrebbero gradualmente revocate durante i 30 giorni. Se le trattative fallissero, le forze statunitensi potrebbero ripristinare il blocco o riprendere l’azione militare, ha spiegato una fonte Usa. A quanto si apprende, i mediatori americani si aspetterebbero una risposta iraniana entro 48 ore. Intanto Trump ha sospeso l’operazione Project Freedom per liberare le navi bloccate a Hormuz.

Colpita una portacontainer francese in transito nello Stretto di Hormuz: ci sono feriti

La nave portacontainer francese San Antonio è stata colpita mentre transitava nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato in un comunicato CMA CGM, colosso francese delle spedizioni (è la terza compagnia al mondo), spiegando che alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti e che l’imbarcazione ha subito danni. I feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: si tratterebbe di cittadini filippini.

L’attacco nel giorno della sospensione del Project Freedom

La San Antonio è stata attaccata lo stesso giorno in cui Donald Trump ha sospeso in via temporanea il Project Freedom, cioà l’operazione lanciata il 3 maggio per facilitare l’uscita delle navi dallo Stretto di Hormuz. Il presidente Usa ha dichiarato di aver ordinato la sospensione per verificare se «per verificare se l’accordo con l’Iran possa essere finalizzato e sottoscritto».

Stretto di Hormuz, Trump sospende il Project Freedom

Donald Trump ha sospeso temporaneamente il Project Freedom, ovvero l’operazione lanciata per liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz duramente condannata dall’Iran, «al fine di verificare se l’accordo» con Teheran «possa essere finalizzato e sottoscritto». La decisione, ha spiegato Trump su Truth, è stata presa «su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l’Iran» e anche perché «sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani». Il blocco navale imposto dalla Marina Usa ai porti della Repubblica Islamica resterà in vigore, ha precisato il presidente Usa.

Il caso degli ex agenti della Cia nell’ufficio elettorale di Meta

Il Partito democratico ha chiesto alla Commissione europea chiarimenti sulla presenza di ex membri della Cia negli Election Operations Center di Meta, struttura attivata dall’azienda di Mark Zuckerberg in occasione delle varie tornate elettorali per monitorare contenuti, campagne e flussi informativi.

Meta ha attivato questo ufficio in occasione delle Europee del 2024

Meta, ad esempio, ha attivato questa struttura in occasione delle Europee del 2024, anche in Italia. Sandro Ruotolo e Nicola Zingaretti, annunciando un’interrogazione al Parlamento europeo, hanno chiesto: «È accettabile che i flussi informativi durante le elezioni europee possano essere influenzati da strutture opache gestite da piattaforme private, nelle quali operano figure con un passato nei servizi di intelligence di Paesi terzi?». Già nel corso del 2022 era emerso il massiccio impiego da parte di Meta di ex membri della Cia, della National Security Agency, dell’Fbi e di altre agenzie governative americane, tutti assunti dal colosso di Menlo Park con l’obiettivo di controllare le policy di gestione dei contenuti e garantire formalmente scrutini di sicurezza più elevati.

Il caso degli ex agenti della Cia nell’ufficio elettorale di Meta
Palazzo Berlaymont (Ansa).

I nomi degli ex agenti dell’intellicence negli Election Operations Center

Sono peraltro usciti i nomi di alcune figure con esperienze in ambiti di intelligence Usa, coinvolti negli Election Operations Center: Aaron Berman, Hagan Barnett, Bryan Weisbard e Mike Bradow. Il primo, in Meta dal 2019 dove guida il team globale che definisce le policy sulle elezioni, in passato ha lavorato per 15 anni nella Cia occupandosi di influenza e analisi delle campagne informative in grado di incidere sui processi politici. Barnett, che in Meta opera nell’area legata all’IA, è un ex contractor della Cia, con un passato anche al Dipartimento del Tesoro nel settore del controterrorismo. Anche Weisbard, che fino a poco tempo fa in Meta guidava la strategia sulla privacy e sull’uso dei dati, è stato nell’intelligence Usa, oltre che nel Dipartimento di Stato. Bradow, che in Meta si occupa di fact-checking, viene invece da Usaid, ovvero l’agenzia americana che fornisce assistenza allo sviluppo economico, aiuto umanitario e sostiene il settore dell’informazione in molti Paesi.

Hantavirus, sulla nave da crociera «possibile trasmissione da uomo a uomo»

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sospetta che sulla nave da crociera MV Hondius ci sia stata una trasmissione da uomo a uomo dell’hantavirus. L’imbarcazione, sulla quale si sono verificati tre decessi, batte bandiera dei Paesi Bassi e al momento è ancorata al largo delle coste di Capo Verde con a bordo circa 150 persone. Non è ancora chiaro quando e dove verrà fatta approdare.

Ci sarebbe stata una trasmissione interumana sulla nave

Considerata la durata del periodo di incubazione (che può variare da una a sei settimane), per l’Oms l’ipotesi più plausibile è che le infezioni che hanno dato origine al focolaio di hantavirus si siano verificate all’esterno della nave, durante il viaggio in Sud America dei primi due croceristi deceduti. Successivamente ci sarebbe stata una trasmissione interumana del patogeno all’interno della imbarcazione. Tutto questo dovrà essere confermato dalle indagini in corso. «Al 4 maggio 2026 sono stati identificati sette casi: due casi di Hantavirus confermati in laboratorio e cinque casi sospetti. Tra i sette casi ci sono tre decessi, un paziente in condizioni critiche e tre persone che hanno riportato sintomi lievi», si legge in una nota dell’Oms.

Cos’è l’hantavirus e come si trasmette: le cose da sapere

«Sebbene raro, l’hantavirus può essere trasmesso da persona a persona e causare gravi malattie respiratorie. Richiede un attento monitoraggio dei pazienti, un supporto adeguato e una gestione appropriata», spiega l’Oms. Si trasmette all’uomo attraverso roditori selvatici infetti, come topi o ratti, che eliminano il virus con la saliva, l’urina e le feci. Un morso, il contatto con questi roditori o con i loro escrementi, così come l’inalazione di polvere contaminata, possono causare l’infezione.

Trump attacca ancora il papa: «Sta mettendo in pericolo molti cattolici»

Durante un’intervista con Hugh Hewitt sul canale televisivo Salem News Channel, Donald Trump è tornato a criticare duramente papa Leone XIV. «Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare», ha affermato il tycoon con un tempismo non proprio perfetto: il segretario di Stato Usa Marco Rubio sarà a Roma dal 6 all’8 maggio per un viaggio che ha tra gli obiettivi (non dichiarati) quello di ricucire i rapporti con la Santa Sede dopo lo scontro dialettico che si era verificato a Pasqua.

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Le tappe dello scontro tra The Donald e il pontefice

Indispettito dalla parole di Prevost contro la guerra all’Iran, Trump lo aveva definito «debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera», aggiungendo che non sarebbe in Vaticano senza di lui alla Casa Bianca. Il pontefice aveva replicato di non aver paura dell’Amministrazione Trump, aggiungendo che avrebbe continuato a «parlare del Vangelo e quindi ad alta voce contro la guerra». Il presidente Usa a quel punto aveva rincarato la dose: «Qualcuno può per favore dire a papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42 mila manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile?». Al fianco del capo della Casa Bianca si era schierato il vicepresidente JD Vance, cattolico convertito (e pure ricevuto dal papa in Vaticano), il quale era arrivato a dire che «il papa dovrebbe essere cauto quando parla di teologia», aggiungendo poi: «Come si può dire che Dio non sia mai dalla parte di chi impugna la spada? Non era forse dalla parte degli americani che liberarono i campi di concentramento?». Successivamente, durante il suo viaggio apostolico in Africa, Leone XIV ha lanciato (senza citarlo) una frecciata a Trump: «Guai a coloro che manipolano la religione nel nome stesso di Dio per il loro guadagno militare, economico o politico, trascinando ciò che è sacro nell’oscurità e nella sporcizia».

Trump attacca ancora il papa: «Sta mettendo in pericolo molti cattolici»
Papa Leone XIV (Imagoeconomica).

L’ambasciatore Usa: «Tra il papa e Rubio incontro franco»

«Le nazioni hanno dei disaccordi, e credo che uno dei modi per superarli sia attraverso la fraternità e un dialogo autentico. Credo che il Segretario venga qui con questo spirito. Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo». Lo ha detto a Reuters Brian Burch, ambasciatore americano presso la Santa Sede.

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Tensione a Hormuz, Iran: «Project Freedom senza sbocco»

Tensione a Hormuz, dove lunedì 4 maggio 2026 è scattata l’operazione americana Project Freedom per liberare le navi bloccate nello Stretto dall’inizio della guerra. Gli Stati Uniti sostengono di aver aperto un corridoio per garantire il passaggio sicuro nell’area, mentre l’Iran smentisce e annuncia di aver sparato missili contro unità statunitensi, sostenendo che l’operazione è «un progetto morto». A dirlo è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha evidenziato: «Gli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica. Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie al cortese sforzo del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall’essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati».

Trump: «Non posso dirvi se la tregua sia ancora in vigore»

Donald Trump si è rifiutato di dire se il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran sia ancora in vigore, dopo che entrambe le parti hanno rivendicato uno scambio di colpi nello Stretto di Hormuz. Ospite del programma The Hugh Hewitt Show, al presidente americano è stato chiesto se la tregua fosse finita e se gli attacchi sarebbero ripresi. «Beh, non posso dirvelo», ha risposto Trump, aggiungendo che «se rispondessi a questa domanda, direste che quest’uomo non è abbastanza intelligente per essere presidente».

Maersk: «Una nostra nave ha lasciato Hormuz sotto scorta militare Usa»

Il colosso danese del trasporto merci Maersk ha annunciato che una delle sue navi ha attraversato con successo lo Stretto di Hormuz sotto scorta statunitense. L’imbarcazione, la Alliance Fairfax battente bandiera americana, era rimasta bloccata nel Golfo dallo scoppio della guerra a febbraio e le è stata offerta l’opportunità di partire scortata dalle forze armate statunitensi. Ha quindi lasciato il Golfo Persico senza incidenti e tutti i membri dell’equipaggio sono sani e salvi.

Stretto di Hormuz, nave sudcoreana in fiamme dopo un’esplosione: cosa sappiamo

Un’esplosione e un incendio si sono verificati a bordo di una nave battente bandiera panamense della compagnia di navigazione sudcoreana HMM Co., ancorata nelle acque vicino agli Emirati Arabi Uniti, all’interno dello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Seul: a bordo della portarinfuse c’erano 24 persone, di cui sei di nazionalità coreana. Non ci sarebbero vittime.

L’incendio è scoppiato nella sala macchine

Il ministero degli Esteri sudcoreano ha spiegato che le cause dell’esplosione e dell’incendio, così come l’entità dei danni, sono attualmente oggetto di indagine. «Il governo continuerà a comunicare strettamente con i Paesi interessati in merito all’incidente e adotterà le misure necessarie per garantire la sicurezza delle navi e dei membri dell’equipaggio sudcoreani nello Stretto di Hormuz», si legge in una nota. La compagnia di navigazione ha dichiarato che l’incendio è scoppiato nella sala macchine.

Putin mette a capo delle Forze aerospaziali uno dei responsabili dei massacri di Bucha

Il colonnello generale Alexander Chaiko è stato nominato nuovo comandante in capo delle forze aerospaziali russe: prende il posto di Viktor Afzalov. Non si tratta di una promozione come le altre: il 16 marzo 2026, in occasione del quarto anniversario dei fatti, Chaiko è stato infatti sanzionato dall’Ue assieme ad altri comandanti in quanto responsabile dei massacri compiuti dalle forze di Mosca a Bucha. Vladimir Putin ha deciso di sostituire Afzalov dopo una serie di attacchi con droni che le difese aeree russe non sono riuscite a respingere. Dal 2019 al 2021 Chaiko è stato comandante del contingente russo in Siria, per poi dirigere il Distretto Militare Orientale: ritenuto responsabile da (tra gli altri) Human Rights Watch del bombardamento di ospedali e scuole nel Paese mediorientale, nonché dell’uso indiscriminato di armi in aree civili, era già stato sanzionato dal Regno Unito.

Meloni-Rubio, incontro a Palazzo Chigi venerdì 8 aprile

Giorgia Meloni riceverà Marco Rubio a Palazzo Chigi venerdì 8 maggio alle ore 11:30. Lo si legge sul sito del Governo in un aggiornamento dell’agenda della presidente del Consiglio. Il segretario di Stato degli Stati Uniti d’America sarà a Roma dal 6 all’8 maggio per promuovere le relazioni bilaterali con l’Italia e il Vaticano.

Meloni-Rubio, incontro a Palazzo Chigi venerdì 8 aprile
Marco Rubio (Ansa).

La nota del Dipartimento di Stato Usa

Il Dipartimento di Stato Usa ha spiegato che il segretario Rubio «incontrerà i vertici della Santa Sede per discutere della situazione in Medio Oriente e degli interessi comuni nell’emisfero occidentale», mentre «gli incontri con le controparti italiane si concentreranno sugli interessi di sicurezza condivisi e sull’allineamento strategico». L’incontro con l’omologo Antonio Tajani era stato già confermato.

Hormuz, Trump autorizza a colpire motoscafi e postazioni missilistiche dei pasdaran

Nuove regole di ingaggio per le forze statunitensi nello Stretto di Hormuz. Donald Trump, che ha appena lanciato l’operazione Project Freedom per liberare le navi bloccate nel braccio di mare che separa Iran e Oman, ha infatti autorizzato le forze Usa a colpire «i motoscafi dei Guardiani della rivoluzione o le postazioni missilistiche» dei pasdaran che rappresentano «minacce immediate» per le imbarcazioni che attraversano lo stretto. Lo ha detto un funzionario americano a Barak Ravid, analista di Axios.

Hormuz, Trump autorizza a colpire motoscafi e postazioni missilistiche dei pasdaran
Murale anti-Usa e Teheran (Ansa).

Il Centcom smentisce Teheran: «Nessuna fregata Usa colpita»

«I cacciatorpediniere lanciamissili della Marina degli Stati Uniti stanno attualmente operando nel Golfo Arabico dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz a supporto dell’operazione Project Freedom . Le forze americane stanno attivamente contribuendo agli sforzi per ripristinare il transito per la navigazione commerciale. Come primo passo, due navi mercantili con bandiera statunitense hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e sono in sicurezza dirette verso la loro destinazione», ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), smentendo inoltre la notizia, diffusa dai media iraniani, di una fregata americana colpita da due missili dai pasdaran mentre tentava di attraversare lo stretto.

Cosa sappiamo sulla possibile epidemia di hantavirus su una nave da crociera olandese

L’Oms ha segnalato tre decessi collegati a una possibile epidemia di hantavirus, una malattia trasmessa all’uomo dai roditori, a bordo della nave da crociera Mv Hondius nell’Oceano Atlantico. Le vittime sono una coppia di coniugi di circa 70 anni e un’altra persona di cui non sono ancora note le generalità. Al momento solo un caso di hantavirus è stato confermato in laboratorio, mentre ci sono altri cinque casi sospetti. Delle sei persone colpite (tra cui le tre vittime), una è attualmente ricoverata in terapia intensiva in Sudafrica. Sono in corso discussioni per stabilire se le altre due persone verranno poste in isolamento in un ospedale di Capo Verde. La nave, battente bandiera olandese, era partita dall’Argentina circa tre settimane prima per una crociera che includeva visite in Antartide, alle Isole Falkland e altre tappe. La destinazione finale era prevista alle Canarie, in Spagna. La compagnia che gestisce la crociera ha dichiarato che il mezzo si trova ora al largo delle coste di Capo Verde e che le autorità locali stanno fornendo assistenza ma non hanno permesso a nessuno di sbarcare. Non è noto se l’infezione sia avvenuta a bordo della nave oppure prima di partire.

Cos’è l’hantavirus e come si trasmette

 «Sebbene raro, l’hantavirus può essere trasmesso da persona a persona e causare gravi malattie respiratorie. Richiede un attento monitoraggio dei pazienti, un supporto adeguato e una gestione appropriata», ha indicato l’Oms. Si trasmette all’uomo attraverso roditori selvatici infetti, come topi o ratti, che eliminano il virus con la saliva, l’urina e le feci. Un morso, il contatto con questi roditori o con i loro escrementi, così come l’inalazione di polvere contaminata, possono causare l’infezione.