Bozza decreto Pnrr 2026: via all’obbligo di conservare le ricevute dei Pos per 10 anni
Nella bozza del decreto Pnrr 2026, si prevede l’eliminazione dell’obbligo di conservazione delle ricevute del Pos, misura che mira a snellire le procedure burocratiche delle attività produttive e a favorire i consumatori. Il testo è emerso come parte integrante delle riforme necessarie per la digitalizzazione e la trasparenza amministrativa. L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’articolo 8 del provvedimento, che punta a razionalizzare gli adempimenti previsti dal decreto legislativo numero 33 del 2013. Tale intervento legislativo riconosce che il mantenimento fisico degli scontrini emessi dai terminali di pagamento rappresenta un onere spesso gravoso e non più coerente con le moderne infrastrutture digitali. Pertanto, la semplificazione intende rimuovere i cosiddetti doppioni documentali che appesantiscono la gestione quotidiana senza apportare un reale beneficio ai fini della tracciabilità. Quest’ultima è garantita, invece, dai flussi bancari e dai documenti aventi valore fiscale.
Obbligo di conservazione delle ricevute Pos, quali novità nel 2026?

La principale novità introdotta dalla bozza del decreto Pnrr 2026, contenente le «Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano
nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e in materia di coesione» e recante, all’articolo 8, le «Semplificazioni in materia di obblighi amministrativi e di pubblicazione per amministrazioni e imprese», riguarda l’abrogazione dell’onere di conservare i supporti cartacei generati dai pagamenti con carta di debito, carta di credito o carta prepagata. La modifica è giustificata dal fatto che queste ricevute non costituiscano documenti contabili necessari per la redazione del bilancio o per la dichiarazione dei redditi. In sintesi, i punti principali della riforma prevedono:
- l’eliminazione dell’obbligo di archiviazione per cittadini e imprese;
- il superamento della valenza della ricevuta cartacea come prova fiscale esclusiva;
- la centralità dei documenti fiscali standard per i controlli delle autorità;
- la riduzione dei costi di gestione documentale per gli esercenti.
Le finalità di verifica possono essere perseguite tramite la documentazione fiscale ufficiale, rendendo inutile la sovrapposizione di ricevute non rilevanti ai fini del Codice civile.
Per quanto tempo bisogna conservare gli scontrini del Pos?
La normativa tuttora in vigore, reperibile all’articolo 2220 del Codice civile, prevede la conservazione della documentazione per 10 anni. Tuttavia, la bozza del decreto Pnrr 2026 stabilisce che questo termine non sia più applicabile alle ricevute dei terminali abilitati.
La scelta di eliminare il vincolo deriva dalla natura della ricevuta Pos, considerata una mera prova di avvenuto pagamento. Poiché non influisce direttamente sulla determinazione del reddito, il legislatore ha ritenuto opportuno sollevare i soggetti economici da un adempimento considerato oneroso e non strettamente necessario agli obiettivi di trasparenza.



























