Nuovi standard sulle Vepa: New Time contribuisce alla Uni 11998:2025

La Uni 11998:2025 rappresenta una svolta per il settore dei sistemi vetrati amovibili e un riconoscimento del percorso industriale di New Time, società che da anni progetta e produce Vepa come sistemi ingegnerizzati, con criteri strutturali, prestazionali e di sicurezza. L’azienda ha partecipato direttamente al tavolo tecnico che ha definito la norma, contribuendo a creare il primo riferimento nazionale per queste soluzioni. Oggi New Time è l’unica azienda italiana con Vepa già conformi alla Uni 11998:2025. Questo è possibile perché l’azienda ha realizzato il primo e unico impianto produttivo dedicato esclusivamente alle Vepa, con linee e protocolli conformi alle norme europee, tracciabilità completa, controlli continui e scarto sistematico di materiali non conformi. Ogni parametro, variazione di vetro o spessore è verificata con prove dedicate, integrando progettazione, produzione e controllo per garantire una conformità reale.

La norma definisce in modo univoco i sistemi vetrati amovibili…

Le Vepa New Time sono sistemi unitari – la sicurezza dipende dal comportamento complessivo, non dal singolo pannello. Studi strutturali, perizie e valutazioni prestazionali considerano resistenza al vento, urti, durabilità dei dispositivi e interazione tra vetro, profili e meccanismi di apertura. Anche il vetro viene gestito in modo sistemico – la sicurezza deriva dal progetto complessivo, non dal materiale isolato. Questo approccio trova piena corrispondenza nella Uni 11998:2025. La norma definisce in modo univoco i sistemi vetrati amovibili: installati in verticale, manuali, privi di profili verticali, scorrevoli su guide, destinati a delimitare spazi aperti senza creare volumi edilizi permanenti. Comprende Vepa e vetrate panoramiche amovibili, distinguendole da finestre, porte e facciate continue. Stabilisce anche dove possono essere applicati – balconi, logge, portici, terrazze, pergole, gazebo, chioschi, dehors e serre leggere, in contesti residenziali, commerciali, turistico-ricettivi e direzionali).

… con focus su prestazioni, sicurezza e immissione sul mercato

Il cuore della norma è il sistema prestazionale. Le Vepa devono dimostrare resistenza all’urto, al vento, sicurezza delle vetrate, resistenza dei dispositivi e, quando richiesto, tenuta all’acqua, permeabilità all’aria, isolamento acustico e proprietà radiative. Le prove riguardano il sistema nel suo insieme, non i singoli componenti. Per il vetro, la Uni 11998:2025 vieta sopra i parapetti il vetro stratificato senza telaio perimetrale continuo (rischio “effetto lenzuolo”) e impone l’uso di vetro temperato di sicurezza secondo Uni En 12150-1, con controlli periodici, test distruttivi e scarto delle non conformità. La sicurezza è quindi industriale e non commerciale. La norma disciplina anche l’immissione sul mercato – etichettatura, dichiarazione delle prestazioni, documentazione tecnica, istruzioni di posa, uso e manutenzione, smontaggio e smaltimento, e dichiarazione di corretta posa. Le prestazioni diventano prerequisito per marcatura Ce e commercializzazione.

La Uni 11998:2025 certifica un modello industriale già esistente

Per New Time questo passaggio non rappresenta un punto di arrivo, ma la formalizzazione di un percorso già intrapreso. Le Vepa dell’azienda sono state concepite fin dall’origine come chiusure non permanenti, verificabili, sicure e performanti, progettate a partire da parametri di sicurezza, processo e norma prima che diventassero obbligatori. Con la pubblicazione della Uni 11998:2025 si certifica un modello industriale già esistente. Oggi sicurezza certificata, conformità normativa e controllo del processo coincidono. In un mercato che cambia pelle, questo significa essere già un passo oltre.

Assunzioni A2A 2026 per 1.500 tra tecnici, ingegneri e operai: come candidarsi

Per il 2026, il Gruppo A2A ha annunciato assunzioni per 1.500 profili tra tecnici, ingegneri e operai al fine di rafforzare ulteriormente un organico che supera i 14 mila dipendenti. Il piano di reclutamento è un chiaro segnale di espansione per il comparto che si occupa di energia, acqua e ambiente grazie a un modello sostenibile che favorisce l’uso circolare delle risorse. La strategia risponde alla necessità di rafforzare la gestione dei servizi ambientali e la transizione energetica, settori che richiedono competenze sempre più specifiche. L’iniziativa mira a risolvere il mismatch tra la domanda del mercato e l’offerta di competenze disponibili, attraverso un piano che metta in fila i percorsi di crescita e la stabilità contrattuale. In questo contesto, A2A intende attrarre giovani talenti, in particolare gli appartenenti alla generazione Z e chi ha concluso da poco il percorso universitario.

Assunzioni A2A 2026: quali sono i profili ricercati?

Assunzioni A2A 2026 per 1.500 tra tecnici, ingegneri e operai: come candidarsi
Un dipendente che svolge ruoli amministrativi e contabili (Freepik).

La distribuzione dei nuovi ingressi in A2A riflette le necessità operative del gruppo, con una quota significativa destinata alle attività sul campo. Circa il 50 per cento dei profili ricercati per le nuove assunzioni riguarda i cosiddetti blue collar, ovvero operai specializzati che saranno impiegati in società come Amsa e Aprica per il decoro urbano. Tuttavia, l’attenzione resta alta anche per i profili amministrativi e tecnici, professioni per le quali si mira a raggiungere un pieno equilibrio di genere. Per quanto riguarda le condizioni economiche, i neolaureati che entrano nel gruppo possono contare su una retribuzione annua lorda competitiva, superiore ai parametri medi nazionali. Le posizioni aperte sono costantemente aggiornate sul portale ufficiali delle carriere della società, dove è possibile sottoporre la propria candidatura per le diverse sedi presenti sul territorio. Per raggiungere la pagina, è sufficiente inserire su un motore le parole «A2A carriere lavora con noi».

Formazione tecnica e competenze per la transizione

Per superare la carenza di profili Stem, il Gruppo A2A ha avviato programmi di formazione mirati che permettono di inserire anche candidati con percorsi di studio differenti. Attualmente, risultano attivi progetti di training specifici riguardanti:

  • corsi biennali per diplomati tra i 18 e i 24 anni;
  • contratti di apprendistato con 800 ore di formazione;
  • tirocini curriculari per studenti universitari;
  • aggiornamenti su intelligenza artificiale e gestione delle reti.

In un’intervista a Il Sole 24 Ore, il chief people and transformation officer Mauro Ghilardi ha confermato un investimento di oltre quattro milioni di euro in attività didattiche, con una media di 28 ore di formazione per dipendente. Queste iniziative si svolgono spesso all’interno di poli specializzati, come quello di Brescia, e includono agevolazioni come l’alloggio per i fuori sede, facilitando l’accesso dei giovani al mondo del lavoro.

Offerte di lavoro in A2A, quali sono le posizioni aperte?

Assunzioni A2A 2026 per 1.500 tra tecnici, ingegneri e operai: come candidarsi
Una persona entra nella sede di A2A a Milano (Ansafoto).

Le ricerche di personale attualmente attive permettono di individuare opportunità professionali suddivise per aree di competenza. Per i profili che richiedono una laurea in Ingegneria, le selezioni riguardano figure quali il civil engineer per gli impianti di trattamento, il process and project engineer e il maintenance engineer. In ambito tecnico, si segnalano posizioni per assistenti di impianti per il trattamento delle acque e specialisti nella manutenzione elettromeccanica. Infine, per quanto concerne gli operai, il gruppo ricerca addetti al piazzale presso Buccinasco (Mi), operatori ecologici per i comuni del Milanese e addetti alla conduzione di generatori di vapore. Risultano attualmente disponibili oltre 80 annunci di lavoro sul sito ufficiale, consultabili per reperire informazioni su inquadramento e modalità di invio del curriculum. Tali inserimenti mirano a potenziare le diverse unità operative, garantendo la continuità dei servizi essenziali sul territorio nazionale.

Costruttori Anfia, Ranieri Niccoli è il nuovo presidente

Ranieri Niccoli, chief manufacturing officer di Automobili Lamborghini, è stato designato alla guida del Gruppo Costruttori dell’associazione, subentrando a Umberto Tossini. Nel suo intervento dopo la nomina, Niccoli ha sottolineato il contesto che attraversa il comparto automotive, affermando: «Viviamo una fase di forte complessità per il settore, che rende ancora più necessario un impegno concreto dei costruttori verso l’innovazione e verso scelte industriali in grado di accompagnare l’evoluzione tecnologica in atto. L’automotive ha un ruolo strategico per l’Italia e per l’Europa e oggi più che mai è fondamentale ripartire dalla solida cultura industriale del saper fare, profondamente radicata nel nostro Paese e che deve essere sostenuta e valorizzata per dare alle nostre imprese l’opportunità di affrontare al meglio le sfide future».

Dennis Kinzelmann nuovo ceo di Mercedes-Benz Special Trucks

Mercedes-Benz Special Trucks, divisione dedicata ai veicoli speciali del marchio tedesco, ha affidato a Dennis Kinzelmann la carica di amministratore delegato. Il manager prende il posto di Franziska Cusumano, che dal primo aprile sarà la ceo Mitsubishi Fuso Truck and Bus Corporation in Giappone. Kinzelmann vanta quasi 20 anni di esperienza in posizioni di leadership all’interno del gruppo Mercedes-Benz. Nel suo nuovo incarico sarà responsabile dello sviluppo e delle vendite delle gamme Mercedes-Benz Unimog, Econic e Zetros, nonché del defence business globale di Daimler Truck, che comprende veicoli militari ad alte prestazioni. Riporterà direttamente ad Achim Puchert, amministratore delegato di Mercedes-Benz Trucks.

Michelin ha confermato Florent Menegaux Managing General Partner

Michelin ha deciso di confermare Florent Menegaux come Managing General Partner per altri quattro anni. La decisione è stata presa dalla SAGES, la Société Auxiliaire de Gestion, in qualità di Non-Managing General Partner della Compagnie Générale des Établissements Michelin (CGEM). Contemporaneamente è stato deciso di non rinnovare il mandato di Yves Chapot e di nominare nel ruolo di Direttore generale Philippe Jacquin. Si attende soltanto l’Assemblea degli azionisti per ratificare la conferma di Menegaux e la nuova nomina.

Cdp e Intesa Sanpaolo, nuovo accordo da 1 miliardo per la crescita di pmi e mid-cap

Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Intesa Sanpaolo hanno firmato un nuovo accordo di finanziamento da 1 miliardo di euro per sostenere l’accesso al credito e l’espansione sui mercati di micro, piccole e medie imprese, favorendo l’economia reale e lo sviluppo dei territori in cui operano. L’operazione si inserisce nell’ambito della lunga collaborazione volta a promuovere iniziative a favore delle aziende italiane che, a partire dal 2021, hanno consentito di mettere a disposizione complessivamente risorse pari a circa 5 miliardi di euro per la crescita di oltre 6 mila imprese.

La banca potrà erogare prestiti fino a 25 milioni alle imprese per singolo progetto

Nel dettaglio, il miliardo di euro previsto dall’attuale accordo sarà integralmente impiegato dalla banca per erogare prestiti fino a 25 milioni e di durata fino a 18 anni a pmi e mid-cap italiane per singolo progetto. Le risorse potranno essere destinate a investimenti da realizzare o in corso di realizzazione per rafforzare le principali filiere produttive nazionali, a spese per immobilizzazioni materiali o immateriali e a esigenze di capitale circolante. L’iniziativa congiunta di Cdp e Intesa risponde alla volontà di sostenere il tessuto imprenditoriale italiano in una fase di mercato in costante evoluzione, ampliando le opzioni di finanziamento a disposizione delle aziende nella prospettiva di stimolare anche i loro investimenti più complessi.

Andrea Rigogliosi è il nuovo Ceo di Diesel

Diesel ha nominato Andrea Rigogliosi nuovo Chief Esecutive Officer. Riporterà direttamente a Ubaldo Minelli, amministratore delegato del gruppo Otb di Renzo Rosso che controlla il brand. «Sono molto felice del suo arrivo», ha commentato lo stilista. «Insieme alla squadra potrà valorizzare il potenziale del marchio in un momento evolutivo di cruciale importanza. Diesel è un brand magico, da sempre rappresenta una realtà unica nel panorama della moda. La direzione creativa di Glenn Martens ha saputo trasformarlo, riscoprendone il Dna più autentico e rendendolo più fresco e contemporaneo e sempre più amato dai giovani. Oggi Diesel può considerarsi l’unica alternativa al mondo del lusso».

Andrea Rigogliosi è il nuovo Ceo di Diesel
Il logo di Diesel davanti a uno store (Imagoeconomica).

Chi è Andrea Rigogliosi, nuovo Ceo di Diesel

Laureato in International Business Administration alla Bocconi di Milano, Andrea Rigogliosi vanta un’esperienza ventennale nei settori di moda, lusso e retail. Global Head of Retail and Commercial in Miu Miu-Gruppo Prada dal gennaio 2024, ha rivestito alcune posizioni di primo piano all’interno del Gruppo Lvmh. È stato infatti, da luglio 2021 a gennaio 2024, Presidente Europa di Fendi, mentre dal 2013 al 2021 è stato in Christian Dior Couture dapprima come General Manager Italia e in seguito come Directeur General France & Monaco. All’inizio della sua carriera avea svolto ruoli manageriali in Gruppo Poltrona Frau (General Manager per quattro anni fra il 2009 e il 2013) e presso L’Oréal Luxury Products.

Kenny Wilson nuovo ceo di K-Way

Avvicendamento ai vertici di K-Way. A meno di un anno dalla nomina, Luca Lo Curzio ha lasciato il ruolo di amministratore delegato: gli subentra ad interim Kenny Wilson, già direttore non esecutivo e membro del cda. La nomina arriva in un momento chiave per il marchio, che si prepara a presentare la collezione autunno-inverno 2026-2027 durante la Milano Fashion Week. Wilson, che vanta un’esperienza trentennale nel settore, da aprile 2025 era presidente di Represent, marchio britannico di streetwear di lusso. In precedenza era stato per sette anni ceo di Dr. Martens e prima ancora di Cath Kidston. Dal 2009 al 2011 era stato presidente per l’Europa di Claire’s. Nel suo background anche una lunga esperienza in Levi Strauss.
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Netflix prepara una nuova offerta in contanti per Warner Bros. Discovery

Netflix potrebbe essere sul punto di giocare una nuova carta nella partita per Warner Bros. Discovery con Paramount. Il gigante dello streaming sta valutando l’idea di rimettere mano all’accordo da quasi 83 miliardi di dollari, presentando un’offerta di acquisizione interamente in contanti. Lo riporta in anteprima Bloomberg, citando alcune fonti vicine al dossier. Una mossa tramite cui semplificare la struttura dell’operazione, ridurne i rischi esecutivi e rafforzare l’appeal degli azionisti, accorciando se possibile i tempi di chiusura. Obiettivo dell’azienda californiana sarebbe anche quello di mettersi al sicuro dalla concorrenza di Paramount Skydance, che proprio poche ore prima aveva alzato il livello dello scontro portando l’accordo in tribunale e annunciando una proxy fight.

Netflix aggiorna l’offerta per Warner? Il quadro completo della situazione

L’accordo originario, firmato e annunciato a inizio dicembre 2025 da Netflix e WBD, ha valutato gli studi cinematografici di Warner Bros. e lo streaming (HBO Max) 27,75 dollari per azione (23,25 in contanti e 4,50 in azioni Netflix), portando l’offerta complessiva a 82,7 miliardi di dollari. L’eventuale passaggio a una proposta interamente in contanti punterebbe dunque a ridurre le complessità tipiche di un’operazione mista, avvicinando il closing. Sul tavolo tuttavia rimane anche la proposta ostile di Paramount da 30 dollari per azione, tutta cash, per l’intera società Warner Bros. Discovery – includendo anche la divisione della televisione via cavo tra cui la Cnn – da circa 108 miliardi di dollari. Nella giornata di martedì 13 gennaio, Paramount ha deciso di portare l’intesa in tribunale, chiedendo maggiori informazioni sulle cifre.

Netflix prepara una nuova offerta in contanti per Warner Bros. Discovery
I loghi di Netflix, Warner e Paramount (Ansa).

Warner Bros. Discovery, dal canto suo, ha confermato all’unanimità che l’offerta ostile di Paramount è inferiore rispetto a quella di Netflix, citando anche il tema di un rischio di finanziamento. Secondo la società di intrattenimento, la proposta degli Ellison dipenderebbe in maniera rilevante dal debito, creando incertezza per le capacità di closing. Timori cui Paramount ha risposto con il rafforzamento patrimoniale attraverso un sostegno di capitale riconducibile a Larry Ellison, patron di Oracle nonché padre del Ceo David. La partita per accaparrarsi franchise come Harry Potter, Il Trono di Spade e tanti altri è ancora aperta.

Valentino, Esther Hörmann nuova ceo per l’Europa

Valentino ha annunciato la nomina di Esther Hörmann come nuova Chief Executive Officer per l’Europa. Hörmann assume l’incarico dopo una carriera internazionale di quasi due decenni legata ad alcune delle principali aziende del settore del lusso e della moda. Arriva da Rimowa, dove è stata prima Managing Director EMEA e poi Chief Commercial Officer, in un periodo di forte consolidamento globale del marchio. In precedenza è stata per quattro anni direttrice di Prada Iberia e prima ancora Head of Southern Europe & Middle East per Loewe. Nel suo curriculum anche un periodo in Pronovias, dove ha ricoperto ruoli chiave come Global Retail Director e Global Franchise Manager, e in Mango.

Matteo Mascazzini è il nuovo Ceo di Giorgio Armani Corp.

Giorgio Armani Corp. ha annunciato la nomina, effettiva sin da subito, di Matteo Mascazzini per la carica di Chief Executive Officer, con responsabilità di sovrintendere tutte le attività del gruppo nelle Americhe. Succederà a Izumi Sasano, che ha ricoperto l’incarico dal 2023 dopo essere stato al timone di Giorgio Armani Giappone per quasi 20 anni. Lo riporta il sito specializzato Wwd, spiegando anche che Mascazzini risponderà direttamente a Michele Tacchella, Deputy Managing Director – Global Chief Branding and Commercial Officer di Giorgio Armani SpA.

Matteo Mascazzini è il nuovo Ceo di Giorgio Armani Corp.
Matteo Mascazzini (Imagoeconomica).

Chi è Matteo Mascazzini, Ceo di Giorgio Armani Corp.

Formatosi alla Bocconi in Business Administration and Management e poi specializzatosi alla London Business School, Matteo Mascazzini è stato presidente di Gucci Europa, Medio Oriente e Africa per tre anni. Ha ricoperto anche l’incarico di Chief Executive Officer di Geox fra il 2018 e il 2020, oltre a una lunga esperienza in Gucci, azienda in cui ha trascorso circa 10 anni occupando la posizione di Senior Vice President e Chief Operating Officer di Gucci America. All’inizio della sua carriera, dopo alcune esperienze in Versace, Matteo Mascazzini ha lavorato per circa 15 anni nel Gruppo Armani, di cui è stato, tra le altre cose, Chief Financial Officer per il Giappone, amministratore delegato per l’Australia e Chief Operating Officer per gli Stati Uniti.

Michele Cavigioli nuovo Head of Finance di Sogefi

Sogefi, società italiana con sede a Milano operante nel settore della componentistica per auto e parte del gruppo CIR – Compagnie Industriali Riunite, ha annunciato la conclusione dell’incarico di Olivier Proust come Chief Financial Officer. Al suo Michele Cavigioli, proveniente direttamente dalla controllante CIR, dove continuerà a ricoprire il ruolo di Cfo: il manager assumerà l’incarico di Head of Finance, Investor Relations and Special Projects. Contestualmente, Maria Beatrice De Minicis, finora alla redazione dei documenti contabili societari, è stata nominata Head of Group Accounting, Controlling, Planning and Risk Management.

Chi è Michele Cavigioli

Caviglioli, che ricopre da gennaio 2021 il ruolo di Chief Financial Officer di CIR, in Compagnie Industriali Riunite è stato anche Direttore Finanza Centrale e dirigente nella Direzione Investimenti. Dal 1996 al 2005 ha lavorato presso la sede milanese di McKinsey & Company, occupandosi di telecomunicazioni, high tech, finanza e largo consumo. Prima ancora ha lavorato in Deutsche Bank a Milano e in Magnemag AG a Copenhagen, nella progettazione di sistemi HW e SW per l’industria siderurgica. Attualmente è vicepresidente di KOS, azienda che gestisce una rete di 170 strutture sanitarie di ricovero e cura tra Italia e Germania.

Duolingo, Gillian Munson nuova Cfo

Duolingo ha nominato Gillian Munson nel ruolo di Chief financial officer. La nuova Cfo subentrerà a Matt Skarupp dal 23 febbraio 2026. Quest’ultimo lascia l’incarico dopo sei anni. Il manager, però, accompagnerà il passaggio in un ruolo consultivo. Munson non è un volto nuovo all’interno della società perché fa parte del cda e perché attualmente presidente del comitato Audit, Rischi e Conformità. Quest’ultimo incarico è stato assunto dal 2019 e le ha permesso di conoscere a fondo la struttura di Duolingo. In passato Munson è stata Cfo presso Vimeo, Iora Health e XO Group. Ha avuto ruoli dirigenziali anche in Union Square Ventures, Allen & Company, Symbol Technologies e Morgan Stanley.

Airbus ha scelto Matthieu Louvot come Ceo della divisione elicotteri

Matthieu Louvot sarà il nuovo Chief executive officer di Airbus Helicopters, una delle principali divisioni del gruppo Airbus SE. Il manager subentrerà a Bruno Even dal prossimo aprile 2026. Quest’ultimo, alla guida della divisione elicotteri dal 2018, ha lasciato l’incarico per motivi personali. Louvot è attualmente vice presidente esecutivo della strategia di Airbus. Anche per questo è stato scelto per guidare il settore Helicopters, così da garantire continuità strategica e rinnovamento. Il segmento rappresenta circa l’11 per cento dell’intero fatturato della società. Airbus è leader europeo e secondo operatore mondiale nel settore aerospaziale e della difesa.

Massimo Colella nuovo amministratore delegato di inPoste.it

Massimo Colella è il nuovo amministratore delegato di inPoste.it, operatore specializzato in servizi elettronici di recapito certificato (Serq) e primo soggetto qualificato da AgID, l’agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio che garantisce la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana coordinando tutte le Amministrazioni del Paese. Colella viene da oltre dieci anni ai vertici del reparto IT e Sviluppo di tNotice. Contestualmente Cristiano Guglielmi, product manager di tNotice, entra nel cda.

Il nuovo incarico per l’ex ad di Sace Alessandra Ricci

Dopo anni irrequieti in Sace, l’ex amministratrice delegata Alessandra Ricci ha trovato una nuova poltrona: approda a Maire Investments, la società di venture capital che fa capo a Maire Tecnimont, gruppo che si occupa di ingegneria, tecnologia ed energia per la transizione ecologica e che ha sempre vantato un ottimo rapporto proprio con Sace, la controllata del ministero dell’Economia attiva nell’assicurare i crediti delle aziende che esportano. Ricci, 56 anni, sarà la nuova direttrice generale. Dal 2024 aveva attraversato una serie di turbolenze lavorative: nominata dal governo Draghi nel 2022, aveva cercato di prolungare il mandato, poi scaduto nel 2025, avvicinandosi a Forza Italia dopo aver frequentato i salotti del Partito democratico: un riposizionamento infruttuoso, e che era finito nel mirino del ministero dell’Economia.

Il nuovo incarico per l’ex ad di Sace Alessandra Ricci
Alessandra Ricci (foto Imagoeconomica).

All’inizio dell’anno scorso Sace aveva proclamato uno stato di agitazione – il primo nella storia del gruppo, che ha coinvolto 600 dipendenti su 800 – proprio contro l’ex ad, accusata di una serie di provvedimenti da “pugno duro”, che poi Ricci si era rimangiata. Nel tentativo di affossarla, peraltro, i suoi detrattori avevano fatto filtrare presunte prove di finanziamenti da oltre 400 milioni approvati senza l’autorizzazione del Mef, ma le somme si erano rivelate gonfiate e quindi non veritiere. Nel risiko delle nomine, comunque, ad agosto l’ha spuntata Palazzo Chigi, nella figura del potente sottosegretario e fedelissimo di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari, che è riuscito a piazzare nel ruolo di ceo Michele Pignotti, manager descritto – nientepopodimeno – come il “Ronaldo del brokeraggio assicurativo”. A essere sostituito è stato anche il capo del personale di Sace Gianfranco Chimirri, ma questa è un’altra storia. Ora per Ricci si apre un nuovo capitolo. Si spera per lei meno burrascoso.

Il nuovo incarico per l’ex ad di Sace Alessandra Ricci
Il nuovo incarico per l’ex ad di Sace Alessandra Ricci
Il nuovo incarico per l’ex ad di Sace Alessandra Ricci

Valentina Bracaglia nuova Cfo di Gruppo Acea

Il Gruppo Acea ha nominato Valentina Bracaglia nuova Chief financial officer. La manager ha anche il ruolo di consigliere di amministrazione in Acque spa, Acquaser spa, e Acea ATO2 spa, tutti presidi strategici del gruppo. Bracaglia è entrata a far parte della multiutility italiana attiva nei settori idrico, energetico e ambientale nel luglio 2023 come Responsabile Group Planning & Control. Poi, dal dicembre 2024, ha assunto il suolo di Deputy Chief Financial Officer. Precedentemente, invece, ha lavorato in Autostrade per l’Italia dal 2016 al 2023.

Warner-Netflix, Paramount porta l’accordo in tribunale

Paramount Skydance non molla Warner Bros. Discovery. Il colosso cinematografico di proprietà di David Ellison ha infatti deciso di portare il gruppo dei media davanti alla Delaware Chancery Court, chiedendo maggiore trasparenza sull’accordo con Netflix da 82,7 miliardi di dollari. L’intento è quello di costringere il consiglio di amministrazione di WBD a rendere pubblici i dettagli finanziari relativi alla recente accettazione della proposta di acquisizione da parte del gigante dello streaming, mossa che ha escluso quella alternativa avanzata dalla stessa Paramount. Contestualmente, Ellison ha poi informato gli investitori dell’intenzione di avviare una proxy battle, ossia una battaglia per le deleghe, con l’obiettivo di piazzare i suoi consiglieri nel Cda con la prossima assemblea degli azionisti di WBD prevista per il 2026.

Perché Paramount ha fatto causa a Warner Bros. Discovery

La decisione di David Ellison arriva in seguito all’ennesimo no del board di Warner Bros. Discovery, guidato da David Zaslav, all’offerta ostile di Paramount per l’intera azienda (Netflix punta invece solo agli studios cinematografici e allo streaming), arrivata a 30 dollari in contanti per azione e 108 miliardi complessivi. «WBD non ha fornito alcuna informazione su come ha valutato il capitale azionario di Global Networks, su come ha valutato l’intera transazione Netflix, su come funziona la riduzione del prezzo di acquisto per il debito», ha attaccato il presidente e Ceo di Paramount Ellison in una lettera agli investitori. Da qui il ricorso, per chiedere alla Delaware Chancery Court di «ordinare a Warner di fornire informazioni in modo da prendere una decisione informata» sulla questione.

Warner-Netflix, Paramount porta l’accordo in tribunale
I Warner Bros. Studios a Burbank (Ansa).

Non finisce qui. Paramount Skydance ha infatti annunciato di voler presentare una propria lista di amministratori e proporre una modifica allo statuto per imporre il voto degli azionisti su «qualsiasi separazione di Global Networks» in vista della scissione di Warner Bros. Discovery prevista nel 2026 già prima dell’intesa con Netflix. Secondo gli Ellison, che puntano all’acquisizione integrale, infatti la futura Discovery Global rischia di non avere «alcun valore». Netta la replica di WBD che ha accusato Paramount di voler «distrarre l’attenzione con una causa infondata e attacchi a un board che hanno generato un valore per gli azionisti senza precedenti».

Gabetti Agency, Daniele Martignetti nuovo ceo

Gabetti Agency, società del Gruppo Gabetti specializzata in Advisory & Transactions, ha nominato un nuovo ceo. Si tratta di Daniele Martignetti, manager che vanta oltre 20 anni di esperienza nel settore immobiliare. Il nuovo amministratore delegato di Gabetti Agency, infatti, ha lavorato per gruppi come Pirelli RE, Savills Investment Management, Jones Lang LaSalle e BNP Paribas Real Estate. Recentemente ha guidato la direzione di Real Estate di BPER Banca.

Martignetti: «La competenza valore aggiunto»

Dopo la nomina Martignetti ha affermato: «La nostra sfida sarà avvicinare questa realtà a quelle che sono le esigenze attuali di un mercato immobiliare sempre più istituzionale, in cui la competenza rappresenta oggi è il vero valore aggiunto ricercato dai clienti. In sinergia con il team interno e il top management, saremo chiamati a portare la solidità e il know how del Gruppo all’interno di un contesto internazionale, veloce, evoluto e globale, confrontandoci con player europei e non solo. Un percorso che produrrà beneficio a Gabetti e contribuirà anche alla crescita e al rafforzamento del mercato immobiliare in Italia».

Dina Powell McCormick è la nuova presidente di Meta

Meta Platforms ha annunciato la nomina di Dina Powell McCormick nel ruolo di presidente e vice chairman. La decisione arriva a poche settimane dalle dimissioni dal consiglio di amministrazione del colosso di Menlo Park: Powell McCormick rientra in Meta con un ruolo operativo di primo piano, portando oltre 25 anni di esperienza maturata ai vertici della finanza mondiale e della politica estera Usa, anche sotto Trump. «Un’ottima scelta da parte di Mark Z!!!», ha scritto il presidente americano sui social, riferendosi all’amministratore delegato Mark Zuckerberg: «È una persona fantastica e di grande talento, che ha servito l’amministrazione Trump con forza e distinzione!».

Chi è Dina Powell McCormick

Membro del Partito Repubblicano e moglie di un senatore, Powell McCormick è stata Assistente Segretario di Stato e consigliera della Casa Bianca sotto George W. Bush e poi Vice Consigliera per la Sicurezza Nazionale durante il primo mandato di Donald Trump. Per quanto riguarda i ruoli di rilievo nella finanza, nel 2007 Powell è entrata a far parte di Goldman Sachs, dove è diventata amministratore delegato e poi partner dell’azienda, nonché presidente della controllata senza scopo di lucro Goldman Sachs Foundation. Tornata nella banca d’affari nel 2018 dopo l’incarico nella prima Amministrazione Trump, nel 2023 era entrata a far parte di BDT & MSD Partners.