Fremantle Italia, Daniela D’Antonio a capo di PR, Communication & Marketing

Dal primo gennaio Daniela D’Antonio assumerà l’incarico di Head of PR, Communication & Marketing di FremantleMedia Italia, società produttrice di programmi televisivi di successo come X Factor, Italia’s Got talent e Un posto al sole. Il dipartimento seguirà tali attività per l’intera azienda e per tutte le label del gruppo, come Wildside, The Apartment e Pico Media. D’Antonio riporterà direttamente ad Alessandro Saba, co-ceo di FremantleMedia Italia. A sua volta guiderà un team composto da Federica Ceraolo (Head of Publicity), Chiara Friggi (Communication Manager), Martina Prosperi (Senior Marketing & PR Manager), Flavia Berruti (Marketing & PR Manager), Serena Catalano (Marketing & PR Specialist).

Netflix, Dani Dudeck nominata Cco

Dani Dudeck è la nuova Chief Communications Officer di Netflix. Entrerà ufficialmente in carica dal 12 gennaio 2026 e prenderà il posto lasciato vacante lo scorso marzo da Rachel Whetstone, alla guida delle comunicazioni della piattaforma streaming dal 2018. Riferirà al co-Ceo Ted Sarandos e arriverà in un contesto molto delicato per l’azienda, che ha da poco annunciato la conclusione dell’accordo da quasi 83 miliardi di dollari per l’acquisizione di Warner Bros. «Dani Dudeck ha lavorato con alcune delle aziende in più rapida crescita al mondo negli ultimi 20 anni», ha spiegato Sarandos in una nota. «È nota per aver guidato team globali altamente performanti e per aver plasmato narrazioni in grado di influenzare in modo significativo la cultura, il business e la fiducia degli stakeholder».

Netflix, Dani Dudeck nominata Cco
Il logo di Netflix su un edificio (Imagoeconomica).

Chi è Dani Dudeck, nuova Cco di Netflix

Laureata all’Università della California del Sud, Dani Dudeck vanta una lunga esperienza nel settore delle comunicazioni. Dal 2006 al 2010 ha lavorato come Vice President of Global Communications per MySpace in News Corp, prima di passare in Zynga, società con sede a San Francisco specializzata nello sviluppo dei videogiochi per browser Internet e piattaforme social come Facebook e MySpace. Rimasta Chief Communications Officer fino al 2018, ha lasciato per diventare Chief Corporate Affairs Officer in Instacart, impegnata nella consegna e nel ritiro di generi alimentari fra Usa e Canada. «I team di Netflix sono tra i più laboriosi e creativi nel campo dell’intrattenimento e della tecnologia e, dopo 28 anni, continuano a espandere i confini del possibile», ha spiegato in una nota. «Sono carica per il futuro e non vedo l’ora di unirmi al team il mese prossimo».

Gruppo Caltagirone, voto su Mps e Generali passa dal Comitato indipendenti

Francesco Gaetano Caltagirone rinuncia in qualità di presidente a esercitare «i poteri delegati per l’esecuzione del voto nelle assemblee di Banca Mps e Assicurazioni Generali». La scelta, precisa la nota, è stata adottata «allo scopo di evitare ogni possibile strumentalizzazione dannosa per la Società rispetto alla gestione delle partecipazioni direttamente e indirettamente detenute in Mps e Assicurazioni Generali».

Caltagirone: «Con Delfin acquisti differenziati e non coordinati nel tempo»

Nel corso della riunione, il presidente Francesco Gaetano Caltagirone ha inoltre illustrato un’analisi sui rapporti con Delfin, chiarendo che gli acquisti di azioni Mediobanca da parte delle due realtà «non sono stati coordinati differenziandosi invece negli anni per entità e tempistiche» e che, nella maggior parte delle occasioni, «hanno espresso, nella gran parte dei casi, voto divergente». È stato anche ricordato che, durante il consiglio di amministrazione di Mps che ha deliberato sull’Ops su Mediobanca, i due consiglieri indicati dal gruppo Caltagirone «hanno volontariamente abbandonato l’adunanza che ha deliberato l’Offerta senza dunque prendere parte alla votazione». Sempre al termine del Cda, Generali Spa ha diffuso una nota nella quale, «ribadendo la piena fiducia nella magistratura procedente», ha confermato «la piena convinzione nella correttezza dei comportamenti del Presidente della Società auspicando che, in tempi celeri, la stessa possa essere riconosciuta anche a tutela di una buona gestione del gruppo».

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti

L’Italia ha bisogno di un ricambio generazionale che porti i 30-40enni al potere? In tanti hanno accolto con favore le parole di Pier Silvio Berlusconi sulla classe dirigente di Forza Italia, il partito fondato nel 1994 da suo papà Silvio: «Apprezzo il lavoro fatto da Antonio Tajani, che ha tenuto insieme il partito dopo la scomparsa di mio papà. Ritengo che in Forza Italia siano necessarie facce nuove, idee nuove, un programma rinnovato». Il ragionamento di Pier Silvio, vicepresidente e amministratore delegato di MfeMediaset, non si ferma alla politica, perché «il discorso sulle facce nuove vale per tutti i partiti, e per il mondo dell’economia in generale». E allora andiamo un po’ a vedere con quali criteri è organizzata Mfe-Mediaset, la nuova multinazionale italiana attiva nei media alla conquista dell’Europa. A sentire le formule somministrate da “Dudi“, darà sicuramente spazio ai giovani, all’aria fresca e al rinnovamento. E invece…

Il più anziano è l’88enne Confalonieri, in azienda da 50 anni

Il presidente di Mfe-Mediaset è Fedele Confalonieri, 88 anni, in Fininvest-Mediaset dal 1975. Esattamente 50 anni. Il numero uno operativo, Pier Silvio Berlusconi, ha 56 anni, è in Fininvest-Mediaset dal 1992, ed è vicepresidente di Mfe-Mediaset dal 2000: un quarto di secolo.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Fedele Confalonieri (foto Imagoeconomica).

Proviamo a scendere nell’organigramma per cercare una ventata di novità. Ma invece… Ecco Marco Giordani, 64 anni, direttore finanziario di Mediaset dal 2000 al 2025, e appena nominato amministratore delegato di ProSieben, la tivù tedesca (con canali anche in Austria e Svizzera) di cui Mfe-Mediaset è da poco diventata azionista di controllo. Quindi si è liberata la poltrona di direttore finanziario: a chi è andata? A Simone Sole, 57 anni, in Mediaset dal 2001.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti

L’unica donna: Gina Nieri, direttrice affari istituzionali e legali

L’uomo che porta a casa i soldi veri nelle casse di Mediaset, quelli della raccolta pubblicitaria, è Stefano Sala, 63 anni, amministratore delegato della concessionaria Publitalia dal 2013. È il manager di vertice con l’anzianità di servizio più breve al Biscione. Nelle stanze che contano a Cologno Monzese ecco che finalmente ci si imbatte in una donna: Gina Nieri, 72 anni, in Fininvest-Mediaset dal 1990 (35 anni), attualmente direttrice affari istituzionali e legali.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti

E che dire di Niccolò Querci, 64 anni, uno dei consiglieri più ascoltati da Pier Silvio. Un manager che dal 1992 (33 anni) lavora in Fininvest-Mediaset, e che da molte stagioni ricopre l’incarico di direttore centrale risorse umane, operazioni, tecnologie del gruppo.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Niccolò Querci.

Giorgio Restelli, 67 anni, ci aveva anche provato ad andare in pensione nel 2022. Ma è stato richiamato in servizio dopo pochi mesi. È in Fininvest-Mediaset dal 1982 (43 anni), e dal 2000 ha ricoperto l’incarico di direttore delle risorse artistiche.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Giorgio Restelli con Pier Silvio Berlusconi (foto Imagoeconomica).

Il re dell’informazione in Mediaset è invece Mauro Crippa, 66 anni, dal 1994 in Fininvest-Mediaset, direttore centrale, appunto, dell’informazione.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Mauro Crippa (foto Imagoeconomica).

Infine, per chiudere il cerchio sul management più rilevante per le sorti del Biscione, ecco Alessandro Salem, 63 anni, in Fininvest-Mediaset dal 1988 (37 anni), e adesso ceo di Mediaset España.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Alessandro Salem (foto Imagoeconomica).

La teoria del rinnovamento quindi non vale per Cologno Monzese

Insomma, l’età media dei 10 manager più importanti di Mfe-Mediaset è di 66 anni; e ciascuno di loro, mediamente, lavora in Fininvest-Mediaset da oltre 32 anni. C’è una sola donna in mezzo a nove uomini. Allora, in conclusione, la teoria del rinnovamento e delle facce nuove, come dire, vale per Forza Italia ma non trova molto spazio dalle parti di corso Europa, a Cologno Monzese. E di freschi dirigenti in ascesa non se ne vedono all’orizzonte.

Generali pubblica un nuovo numero del Bollettino dal titolo Nuovi orizzonti

Generali presenta la nuova edizione del Bollettino, storico magazine del Gruppo dal 1893 e più antica rivista aziendale d’Italia, dal titolo Nuovi orizzonti. Attraverso le voci autorevoli di giornalisti, esperti e top manager della compagnia, insieme al contributo della redazione interna, il nuovo numero del magazine offre una riflessione corale sulle trasformazioni geopolitiche, tecnologiche, demografiche e ambientali che stanno ridefinendo il nostro tempo. Il tema dell’orizzonte diventa così metafora di futuro, meta e visione, in un mondo attraversato da cambiamenti profondi e rapidi. Il nuovo numero e le edizioni passate del Bollettino Generali sono disponibili su www.generali.com/it/info/bollettino.

Generali pubblica un nuovo numero del Bollettino dal titolo Nuovi orizzonti

I temi affrontati, dalla transizione demografica alle trasformazioni geopolitiche

Il Bollettino affronta la tematica dell’orizzonte da molteplici prospettive. Dalle trasformazioni geopolitiche e tecnologiche che ridefiniscono il ruolo dell’Europa e delle grandi potenze alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla data science nei modelli di business assicurativi e finanziari. Dalla transizione demografica e dall’invecchiamento della popolazione alle nuove forme di partnership pubblico-private per la resilienza delle comunità e delle imprese. I contributi esplorano le opportunità e i rischi di un mondo multipolare, approfondiscono l’impatto della sostenibilità e dell’innovazione, danno voce alle nuove generazioni e propongono soluzioni concrete per affrontare l’incertezza e costruire un futuro più inclusivo e sostenibile.

Donnet: «Opportunità per plasmare un futuro più sicuro e sostenibile»

«In un mondo in continua evoluzione, negli ultimi cinque anni abbiamo più di una volta avuto la sensazione di trovarci dinnanzi ad avvenimenti particolarmente inattesi e dirompenti», ha commentato il ceo di Generali Philippe Donnet. «Ma affrontiamo questi nuovi orizzonti da una posizione di grande forza, come dimostrato dal successo dei nostri ultimi tre piani strategici consecutivi. Guardiamo a questa fase storica nella convinzione che, per quanto non manchino le incertezze e i rischi, vi siano opportunità significative per plasmare un futuro collettivo più sicuro e sostenibile. E, come facciamo da quasi 200 anni, siamo pronti a fare la nostra parte in prima persona per riuscirci».

Editoriali e contributi presenti nella nuova edizione del magazine

La copertina del nuovo numero del Bollettino è firmata da Giordano Poloni. All’interno del magazine, l’editoriale del presidente Andrea Sironi, un approfondimento del ceo Philippe Donnet e contributi di autori esterni tra cui Charles Myers (Signum global advisors), David Keating (France 24), Catherine E. de Vries (Ie University), Dante Roscini (Harvard business school), Francesco Billari (Università Bocconi), David Quammen (scrittore e divulgatore scientifico). Dal contributo della redazione interna, infine, uno sguardo sui “nuovi orizzonti” che Generali esplora attraverso iniziative internazionali – dalle attività della Fondazione The human safety net alle partnership con Undp, Ocse e Insurance development forum, fino al ruolo centrale affidato ad Agorai innovation hub (il nuovo polo di ricerca su intelligenza artificiale e data science inaugurato a Trieste, simbolo della volontà del Gruppo di investire in conoscenza e innovazione per affrontare le grandi trasformazioni globali).

Sironi: «Assicurazione leva di progresso»

«Il mondo che ci circonda è attraversato da trasformazioni profonde e sempre più rapide», ha affermato Andrea Sironi, presidente di Generali. «Ma il cambiamento che stiamo vivendo non è solo geopolitico. È il prodotto dell’innovazione e, al contempo, ne è il motore, in un ciclo che definisce il progresso del genere umano sul pianeta. In questo contesto, anche il nostro settore è chiamato a evolvere. L’assicurazione non è solo uno strumento di protezione ma è una leva di progresso, un ponte tra rischio e opportunità, tra presente e futuro».

Gruppo Piquadro, Laura Grinzato nuova CCO

Gruppo Piquadro ha nominato Laura Grinzato come Chief Commercial Officer. La manager inizierà il nuovo incarico da gennaio 2026 e riporterà direttamente a Marco Palmieri, presidente e Ceo della società. Gruppo Piquadro riunisce tre marchi: Piquadro, The Bridge e Lancel. Grinzato, già Chief Omnichannel Officer dell’azienda, avrà la responsabilità di definire ed eseguire la strategia commerciale globale per tutti e tre i marchi e su tutti i canali. Guiderà le aree commerciale e retail, Crm e online.

Enel acquisisce un portafoglio di impianti eolici onshore in Germania

Enel ha perfezionato l’acquisizione di un portafoglio composto da due impianti eolici onshore in Germania che hanno una potenza installata complessiva di 51 mw. L’operazione apporta un contributo di circa 10 milioni di euro l’anno all’ebitda ordinario di Gruppo, grazie a una tariffa regolata in regime di feed-in premium, che garantisce un livello minimo di remunerazione qualora i prezzi di vendita sul mercato risultino inferiori alla soglia prevista.

Il mercato tedesco delle rinnovabili è il più grande e uno dei più interessanti d’Europa

Questa operazione, con un enterprise value di circa 80 milioni di euro, rappresenta la prima significativa acquisizione del Gruppo Enel di un portafoglio di impianti operativi in Germania, un mercato chiave all’interno della strategia di espansione geografica del Gruppo. Tale strategia prevede una crescita nel settore delle rinnovabili anche attraverso acquisizioni mirate, focalizzandosi su aree caratterizzate da stabilità regolatoria e macroeconomica. Il mercato tedesco delle rinnovabili è infatti il più grande e uno dei più interessanti d’Europa grazie al potenziale di crescita e al contesto regolatorio favorevole, che prevede meccanismi di incentivazione per le fonti di energia rinnovabile.

Mundys lancia Neya, società benefit per la lotta al cambiamento climatico

Mundys mette in campo una nuova società benefit dedicata alla lotta al cambiamento climatico. Neya, questo il nome del nuovo asset controllato al 100 per cento, sarà focalizzata sulla selezione e adozione di iniziative prevalentemente “nature based” per la rimozione del carbonio, con l’obiettivo di produrre crediti Co2 utili per la decarbonizzazione delle infrastrutture di trasporto nelle quali opera Mundys, a livello globale.

Rimboschimento e gestione sostenibile di terreni tra le soluzioni per rimuovere il carbonio dall’atmosfera

Il valore del mercato internazionale dei crediti di carbonio nel 2024 è stato di circa 115 miliardi di dollari e per il 2030 le stime prevedono circa 300 miliardi, con possibilità di crescita fino a oltre 500 miliardi. È in questo contesto che Neya si inserisce con la propria missione per la rimozione permanente di Co2 dall’atmosfera, attraverso soluzioni come il rimboschimento e la gestione sostenibile di foreste e terreni agricoli, promuovendo la sostenibilità ambientale e sociale.

Il primo progetto in Madagascar per la riforestazione di 500 ettari di coste

Neya diventa immediatamente operativa in Madagascar con la promozione di un progetto di riforestazione per 500 ettari lungo le coste a Nord dell’isola (nelle zone di Sofia e Melaky). Il ripristino delle piantagioni in aree deforestate localmente negli ultimi decenni contribuirà alla rimozione di Co2, grazie alla particolare tipologia di piante prescelte. Le mangrovie, infatti, sono foreste costiere tropicali formate da alberi e arbusti capaci di vivere in acque salmastre tipicamente lungo le coste, le foci dei fiumi e le lagune. Hanno radici aeree che spuntano dal fango o dall’acqua e sono fondamentali perché proteggono le coste dall’erosione e dalle tempeste, ospitano molte specie di pesci, uccelli e crostacei e immagazzinano grandi quantità di carbonio. Il progetto, denominato Ma Honko, si avvale di un’azienda locale che genererà occupazione sul territorio nello spirito di produzione di valore lungo la filiera, al centro della strategia di business sostenibile della visione di Mundys. L’attività detiene i requisiti per ottenere la certificazione Gold standard, ente internazionale che attesta la qualità e la credibilità dei progetti che riducono le emissioni di gas serra, assicurando al contempo benefici sociali e ambientali misurabili.

I crediti Co2 compenseranno le emissioni prodotte dalle infrastrutture della capogruppo

I crediti di carbonio generati, nel tempo, potranno così contribuire a compensare le emissioni delle infrastrutture di Mundys, a loro volta in corso di progressiva riduzione grazie all’esecuzione del framework di sostenibilità messo in campo dalla capogruppo. Una strategia, quella Esg di Mundys, trasparente e responsabile e che le ha appena nuovamente fatto conseguire – per il terzo anno consecutivo – il livello A-list, massimo score rilasciato da Cdp (ex Carbon disclosure project), rating internazionale di riferimento per la valutazione delle performance climatiche e ambientali su oltre 25 mila aziende. Lungo la roadmap di sostenibilità della capogruppo sono molti i traguardi segnati fin qui, anche in termini di leadership innovativa, solco nel quale Neya sembra segnare il prossimo passo. Mundys è stata, infatti, tra le prime società in Italia a dotarsi di un Climate action plan per promuovere la transizione energetica e la decarbonizzazione delle attività economiche lungo tutta la catena del valore in ambito aeroportuale, autostradale e dei servizi di mobilità, ponendosi obiettivi chiari e concreti tra i quali l’azzeramento delle emissioni nette dirette (Scope 1 & 2) entro il 2040.

Christophe Rabatel nuovo direttore degli ipermercati di Carrefour Francia

Christophe Rabatel è il nuovo direttore degli ipermercati di Carrefour Francia. Forte dell’esperienza maturata in Carrefour Italia, di cui è stato Ceo dal 2020 al 2025, prenderà dunque il comando di un settore centrale per il gruppo. La notizia, anticipata da Lineaires, è stata confermata successivamente dalla stessa azienda. La sua nomina rientra nell’ambito di una serie di cambiamenti nella leadership, che avranno effetto a partire dal 5 gennaio 2026 e che puntano a ottimizzare la filiera logistica e a potenziare il canale dell’e-commerce.

Christophe Rabatel nuovo direttore degli ipermercati di Carrefour Francia
Christophe Rabatel (Imagoeconomica).

Carrefour Francia, le altre nomine ai vertici dell’azienda

Carrefour Francia ha parallelamente nominato Tina Schuler, già alla guida della divisione franchising, per la carica di direttrice di Market France. Mourad Bensadik, attuale responsabile della supply chain, assumerà il ruolo di Ceo di Match, insegna acquisita da Carrefour nel 2024. E ancora, Julien Munch, finora direttore operativo di Carrefour Francia, si trasferirà in Sud America per diventare vicedirettore generale della divisione brasiliana. Emmanuel Granier invece guiderà il dipartimento che integra la supply chain, i progressi, i sistemi informativi, il digitale e l’e-commerce. Infine, Alice Rault, oltre a conservare la direzione della strategia, della trasformazione e dell’energia, assumerà anche la guida della divisione Non Food.

Chi è Christophe Rabatel, nuovo direttore degli ipermercati

Laureato all’Institut Commercial de Nancy con un Master in Business Administration all’Università della Pennsylvania, Christophe Rabatel ha iniziato la sua carriera in Deloitte come senior manager nel 1995 rimanendovi per nove anni. Nel 2004 l’ingresso in Carrefour ricoprendo funzioni finanziarie per l’Europa prima di ottenere la nomina, nel 2006, come Chief Financial Officer per la divisione della Turchia. Negli anni è stato anche direttore esecutivo per Carrefour Polonia prima di diventare, nel 2020, amministratore delegato di Carrefour Italia, incarico che ha ricoperto fino al 2025 con la chiusura dell’acquisizione da parte di NewPrinces Group. «È stato un momento ricco di emozioni e ricordi», ha scritto su LinkedIn. «Mi ha permesso di maturare un senso di profonda gratitudine nei confronti di tutte le colleghe e tutti i colleghi con cui ho condiviso questo straordinario percorso lungo cinque anni».

Christophe Rabatel nuovo direttore degli ipermercati di Carrefour Francia
Il logo di Carrefour sui carrelli (Imagoeconomica).

Poste Italiane, il Black Friday si tinge di giallo per 200 mila famiglie

Il tradizionale Black Friday di fine novembre diventa Yellow Friday in Poste Italiane, con sconti riservati alle 200 mila famiglie di dipendenti e pensionati del gruppo. Si parte con le promozioni sui prodotti di Poste come il Conto BancoPosta, l’offerta luce e gas di Poste Energia, la connessione Internet PosteCasa Ultraveloce e le spedizioni Poste Delivery Web e Firma Digitale Remota. Sconti che si aggiungono alle oltre 500 offerte di prodotti e servizi di aziende partner nei settori del benessere, la cura della casa, i viaggi, lo sport, la gastronomia e tanto altro ancora.

Le iniziative di Yellow Friday a sostegno di famiglie, salute e prevenzione

L’iniziativa, attiva dal 20 al 30 novembre – si inserisce nell’ambito del più ampio piano di welfare aziendale di Poste Italiane che comprende Poste Mondo Welfare, grazie al quale i dipendenti possono convertire in beni e servizi il Premio di Risultato godendo dei vantaggi fiscali offerti dalla normativa. Di fronte alla crisi demografica, Poste Italiane mette in campo anche diverse iniziative per sostenere i dipendenti che diventano genitori come Fiocco giallo, che prevede l’invio di un cofanetto con tutto l’occorrente per i bebè – dal biberon ai prodotti per la cura e l’igiene personale fino ai capi d’abbigliamento per i primi mesi.

Poste Italiane, il Black Friday si tinge di giallo per 200 mila famiglie
Dipendente di Poste Italiane (Poste Italiane).

A queste si affiancano le iniziative dedicate alla salute e alla prevenzione, a partire dalla realizzazione, presso la sede centrale di Roma, del Poste Centro Medico, un polo di eccellenza dedicato alla cura dei dipendenti di Poste Italiane, dei loro familiari e dei pensionati. A novembre, infine, busta paga più corposa per i dipendenti dell’azienda, che riceveranno un bonus una tantum di 1.000 euro per contrastare il caro vita.

Editoria, Ciancio Sanfilippo vende La Sicilia a Mirri

Editoria siciliana in subbuglio. La notizia è che il 91enne Mario Ciancio Sanfilippo, storico editore de La Sicilia e di un gruppo di televisioni e radio collegate, ha deciso di vendere il quotidiano catanese, uno dei più diffusi dell’isola. A comprare, secondo indiscrezioni sempre più insistenti, sarà Dario Mirri, dal 2019 presidente del Palermo Calcio e titolare di numerose iniziative imprenditoriali.

Editoria, Ciancio Sanfilippo vende La Sicilia a Mirri
Mario Ciancio Sanfilippo, a sinistra, negli Anni 80 assieme all’Avvocato Agnelli (Imagoeconomica).

Nell’affare anche Perricone, presidente di Magnolia e di Ntv

A fargli da consulente sarà Antonello Perricone, figura ben nota nel mondo dell’editoria, in passato amministratore delegato di Rcs, di Itedi e Sipra, la concessionaria di pubblicità della Rai, nonché presidente della casa di produzione Magnolia e di Ntv, la società proprietaria di Italo treno. Perricone vanta una lunga frequentazione con Mirri, e in passato è stato anche membro del cda del club rosanero.

Editoria, Ciancio Sanfilippo vende La Sicilia a Mirri
Antonello Perricone (Imagoeconomica).

Il nuovo direttore? Si fa già il nome del palermitano Marcello Sorgi

Con La Sicilia verranno anche ceduti gli stabilimenti che fanno capo alla Etis 2000, la più grande tipografia del Sud, le cui rotative oltre al quotidiano catanese stampano le copie dei principali quotidiani nazionali. Intanto già si pensa al nome del futuro direttore del quotidiano. E tra i più gettonati c’è quello di Marcello Sorgi, siciliano doc, ex direttore del Tg1 e de La Stampa, di cui è a tutt’oggi editorialista di punta per la politica.

Editoria, Ciancio Sanfilippo vende La Sicilia a Mirri
Marcello Sorgi (Imagoeconomica).

Il voltafaccia di Massimo Sarmi che ha tradito i francesi nella partita Tim

Quando le grandi battaglie finanziarie si incrudeliscono, ci sono uomini che danno il meglio di sé, rivelando doti fino a quel momento nascoste. Ce ne sono altri che invece rivelano, per citare quella che fu la fortunata rubrica di un noto settimanale, il loro lato debole. Prendi la vicenda Tim, i cui incerti destini stanno tenendo banco da oltre un anno, complice un governo dove l’elevata schiera di ministri e sottosegretari che hanno voluto metterci becco ha creato una babele. E un azionista di riferimento, Vivendi, che di mosse incomprensibili ne ha fatte, inclusa quella di ritirare i suoi rappresentanti dal consiglio d’amministrazione salvo poi cercare di condizionarlo dall’esterno con una campagna acquisti (sia detto in senso puramente metaforico) che non ha dato i frutti sperati, se è vero che nella decisione di vendere la rete agli americani di Kkr, cosa che i francesi hanno sempre visto come l’aglio i vampiri, s’è ritrovata dalla sua parte solo tre consiglieri rispetto agli 11 che gli hanno votato contro.

Bolloré e soci impantanati anche sul fronte Mediobanca e Mediaset

Insomma, qualcosa non ha funzionato. Premesso che è difficile per chiunque muoversi in un Paese che non è il tuo, Vincent Bolloré e soci non hanno fatto tesoro della passata esperienza che ha visto i loro obiettivi sviliti per ben due volte, prima in Mediobanca e poi in Mediaset, dove sono tuttora impantanati senza che alle viste ci sia un onorevole e non oneroso disimpegno. E anche gli uomini su cui avevano puntato per difendere le loro ragioni in cda, o sono caduti sotto la controffensiva del governo, vedi l’ex capo dell’Aise Luciano Carta, mossa che nelle intenzioni avrebbe dovuto ammorbidire l’ostilità di Palazzo Chigi che però al generale ha sbarrato la strada. O sono passati dalla parte nel nemico e nel momento cruciale hanno voltato le spalle. Come ha fatto l’ineffabile Massimo Sarmi, manager di lunghissimo corso, di cui nella carriera non si contano, tanti sono, gli incarichi svolti.

Il voltafaccia di Massimo Sarmi che ha tradito i francesi nella partita Tim
Massimo Sarmi (Imagoeconomica).

Per Sarmi un posto in cda e la presidenza di FiberCop

Era soprattutto a lui che Vivendi aveva affidato la difesa delle sue ragioni, prima favorendo il suo ingresso nel cda al posto del suo candidato dimessosi. Poi, per dimostrare quanto fosse per loro importante, dandogli la presidenza di FiberCop, la società che possiede le chiavi della rete secondaria. Il 75enne Sarmi poteva vantare anche un pedigree politicamente corretto per i tempi che corrono, visto che da sempre il suo cuore batte forte a destra. In teoria aveva dunque tutte le caratteristiche per essere abile e arruolabile sotto le insegne d’oltralpe.

Il voltafaccia di Massimo Sarmi che ha tradito i francesi nella partita Tim
Massimo Sarmi col ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso (Imagoeconomica).

Il doppio salto carpiato in cambio di una poltrona di indubbio prestigio

Ma poi ci sono gli uomini con le loro ambizioni, e con quelle è difficile fare i conti a tavolino. Fatto sta che nel momento cruciale, quello in cui era chiamato a schierarsi con i suoi dante causa francesi, con un doppio salto carpiato il manager è passato dall’altra parte. Si dice che governo e Kkr non ci abbiano messo molto a fargli cambiare idea, promettendogli la presidenza della nuova società che gestirà, una volta scorporata, la rete. Una poltrona in più delle cento su cui si è seduto, ma di indubbio prestigio e visibilità. Di sicuro maligne insinuazioni che l’interessato respingerà con sdegno. Ci saranno sicuramente nobili ragioni alla base della sua giravolta, sulle quali però solo lui può illuminarci.

FS e MSC danno vita a una newco per la creazione di nuovi terminal marittimi

Sviluppare l’intermodalità fra trasporto marittimo e ferroviario con maggiori e più efficaci sinergie per ampliare la rete logistica del trasporto merci da e verso i porti italiani ed europei, attraverso una newco per la creazione di nuovi terminal. È il principale obiettivo del memorandum of understanding firmato a Ginevra da Sabrina De Filippis, ad di Mercitalia Logistics, capofila del Polo Logistica del Gruppo FS Italiane, e Giuseppe Prudente, chief Logistics officer di MSC e presidente di MEDLOG. Presenti Luigi Ferraris, ad del Gruppo FS, e Gianluigi Aponte, chairman del Gruppo MSC.

Verranno creati nuovi terminal per sviluppare il traffico intermodale marittimo

L’accordo prevede la creazione di una nuova società controllata da Mercitalia Logistics (51 per cento) e partecipata da MEDLOG (49 per cento), società del Gruppo MSC che si occupa di intermodalità e logistica, con la finalità di progettare, realizzare e gestire nuovi terminal merci all’interno dei siti dei due gruppi in Italia. Il memorandum segue quello firmato tra le due società a settembre 2022, proprio con la finalità di verificare la possibilità e il reciproco interesse a realizzare un progetto di partnership commerciale e operativa finalizzato allo sviluppo del trasporto marittimo combinato. La collaborazione consentirà quindi di creare nuova capacità di terminal in funzione dello sviluppo del traffico intermodale marittimo, da e verso i porti italiani, migliorando la qualità dei servizi e fornendo un’alternativa competitiva al trasporto su strada ed anche sull’asse Italia-Nord Europa. Tali iniziative si inquadrano nella mission comune di Ferrovie dello Stato Italiane e Gruppo MSC per sostenere lo sviluppo dell’economia italiana tramite l’uso sempre maggiore della mobilità ferroviaria, modalità molto più sostenibile dal punto di vista ambientale.

Mercitalia Logistics: «Continua l’impegno di FS per diventare player europeo della logistica»

Sabrina De Filippis, ad di Mercitalia Logistics, ha così commentato l’intesa: «Il memorandum firmato oggi, con un importante partner internazionale, conferma l’impegno che il Gruppo FS sta portando avanti per diventare il player europeo della logistica. L’accordo rientra tra le azioni del nostro Piano Industriale, che prevede il potenziamento dei terminal esistenti e la realizzazione di nuovi hub multimodali, tecnologicamente avanzati e a basso impatto sull’ambiente. Questo permetterà di incrementare i volumi delle merci trasportate in treno anche grazie a connessioni sempre più efficaci dei nostri porti e dei nostri terminal alla rete nazionale e ai corridoi ferroviari europei, consolidando l’integrazione dei sistemi di trasporto mare-ferro-gomma».

MSC: «Soluzioni ottimizzate e sempre più sostenibili»

Gli ha fatto eco Giuseppe Prudente, chief Logistic officer del Gruppo MSC e Presidente di MEDLOG: «Crediamo fortemente nella collaborazione tra i nostri Gruppi. Questo importante accordo è figlio di un progetto aziendale nato con l’ambizione di diventare uno degli operatori più importanti in Europa, per offrire ai clienti soluzioni logistiche ottimizzate e sempre più sostenibili. Inoltre, va ricordato come la riduzione del trasporto su gomma per le lunghe distanze, contribuisce non solo a minori emissioni ma anche ad una maggiore sicurezza e qualità di vita per i nostri dipendenti».

Fincantieri, approvati i risultati al 30 settembre 2023: EBITDA in crescita del 60 per cento

I risultati dei primi nove mesi del 2023 confermano la solidità e resilienza di Fincantieri, che prosegue con successo la delivery del Piano 2023-2027 basato su una visione di lungo periodo e sulla concentrazione sul core business della cantieristica Cruise, Difesa e Offshore.

EBITDA in crescita: più 60 per cento

In particolare, i ricavi del leader mondiale nello shipbuilding sono stati pari a 5,4 miliardi di euro, lievemente in crescita rispetto ai primi nove mesi del 2022 (5,3 miliardI). L’EBITDA è salito invece a 276 milioni di euro (+60 per cento), con un margine del 5,1 per cento. Confermate le previsioni al 5 per cento per il 2023.

Carico di lavoro pari oltre quattro volte i ricavi

Il carico di lavoro complessivo è stato pari a 32,6 miliardi – circa 4,4 volte il fatturato del 2022 – di cui 22,2 miliardi di backlog (86 navi in consegna fino al 2030) e circa 10,4 miliardi di euro di soft backlog. I nuovi ordini acquisiti sono stati pari a 4,0 miliardi di euro, di cui 1,9 miliardi nel terzo trimestre, con un book to bill superiore a 1. La posizione finanziaria netta è risultata negativa per 2,7 miliardi di euro, in linea con l’andamento dei fabbisogni operativi e di investimento del periodo.

Le navi da crociera valgono metà del fatturato

I ricavi relativi all’area di business Cruise sono stati pari a 2,9 miliardi di euro, pari alla metà del fatturato totale. In questo segmento ci sono alcune novità non ancora contemplate nei conti: Fincantieri ha finalizzato a ottobre un ordine per due navi a idrogeno che si uniranno alla flotta MSC Explora Journeys e il contratto con la Regione Sicilia per la costruzione di un nuovo traghetto Ropax a propulsione ibrida (diesel e gas naturale liquefatto) che coprirà le tratte tra la Sicilia e le isole di Lampedusa e Pantelleria.

La Difesa: crescono i volumi nei cantieri americani

Nel segmento Naval, i ricavi sono stati pari a 1,4 miliardi di euro, circa un quarto del totale. Sono cresciuti i volumi dei cantieri americani. Fincantieri ha inoltre sottoscritto nel terzo trimestre contratti per il terzo sottomarino del programma U212NFS per la Marina militare italiana, per tre Offshore Patrol Vessel per la stessa Marina, più altri tre in opzione, e per l’ammodernamento delle fregate classe Horizon italiane e francesi, assegnato a Naviris, la joint venture paritetica con Naval Group, ed Eurosam, un consorzio formato da MBDA e Thales.

Eolico offshore: EBITDA più che raddoppiato

Il settore Offshore e navi speciali ha chiuso i primi nove mesi del 2023 con ricavi in aumento del 28,2 per cento e un EBITDA positivo per 31 milioni di euro, più che doppio rispetto a quello di fine settembre 2022. Inoltre, nel primo semestre di quest’anno il Gruppo ha siglato ordini per otto unità Commissioning Service Operation Vessel (CSOV), cui va ad aggiungersi la commessa finalizzata a ottobre per la progettazione e costruzione di due CSOV ibridi e due in opzione.

Subacquea, Fincantieri «locomotiva della supply chain»

Il Gruppo ha inoltre firmato a ottobre un Memorandum of Understanding nell’ambito della subacquea, rafforzando la collaborazione strategica con Leonardo con l’obiettivo di mettere a fattor comune le rispettive competenze e capacità nel settore dell’underwater. «Siamo la locomotiva di questa nuova supply chain che abbraccia attori istituzionali e civili», ha detto l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero rispondendo agli analisti durante la conference call.

Contrabbando, presentata la seconda indagine del Rapporto M.A.C.I.S.T.E.

Si è svolta mercoledì 15 novembre 2023 al Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, a Roma, la presentazione del secondo Rapporto sul commercio illecito nel settore tabacco ed E-cig realizzato da Eurispes in collaborazione con la Fondazione Osservatorio Agromafie e con il contributo di Philip Morris Italia. L’elaborazione del Rapporto è frutto del lavoro svolto dal Tavolo M.A.C.I.S.T.E. (Monitoraggio Agromafie Contrasto Illecito Settori Tabacchi e E-cig), coordinato dalla Fondazione e che ogni anno coinvolge i principali protagonisti del settore a livello nazionale per restituire un quadro esaustivo del fenomeno criminale nel settore del tabacco.

In Italia illecito del 2,3 per cento

Ai tavoli di lavoro hanno partecipato esponenti delle forze dell’ordine, dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, della Direzione investigativa e della Direzione nazionale antimafia, esperti del settore e i componenti del Comitato scientifico della Fondazione Agromafie. Hanno preso parte ai diversi tavoli, inoltre, diversi esponenti dei ministeri competenti tra cui il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, il ministero degli Esteri e il ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Secondo gli ultimi dati rilevati, nel 2022 l’Italia, con una quota di illecito sostanzialmente invariata al 2,3 per cento del consumo nazionale, si è confermata una best practice a livello europeo, dove si registra un consumo di sigarette illecite pari a 35,8 miliardi, causando ai governi una perdita stimata di 11,3 miliardi di euro di entrate fiscali, l’8,5 per cento in più rispetto al 2021 (KPMG, 2022). Il mercato dei prodotti del tabacco in Italia vale circa 20 miliardi di euro, con entrate per il fisco che superano i 14,5 miliardi di euro e circa 50 mila lavoratori impiegati.

Persi oltre 280 milioni l’anno

Se circa due sigarette su 100 in Italia sono di provenienza illecita, il Paese si colloca tra gli ultimi posti in Europa per diffusione del fenomeno. Ai primi posti si collocano invece Francia (32,4 per cento), Irlanda (24,4 per cento), Inghilterra (21,2 per cento) e Grecia (20,9 per cento). Che il nostro Paese si collochi in una posizione sicuramente bassa della classifica non deve far perdere di vista la pericolosità di un fenomeno che produce, tra l’altro, un danno erariale rilevante: le perdite per le casse dello Stato italiano si attestano infatti su valori che vanno oltre i 280 milioni di euro l’anno. L’entità dei sequestri testimonia come l’Italia sia comunque un paese di passaggio verso gli altri mercati europei, ben presidiato dalle forze dell’ordine che oppongono un’efficace azione di contrasto nei confronti dei flussi illeciti.

Intesa Sanpaolo, dalla divisione IMI Corporate & Investment Banking due iniziative dedicate ai giovani 

La divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo, in linea con il piano strategico del Gruppo, rafforza il proprio impegno e attenzione nei confronti dei giovani attraverso due iniziative di formazione per l’acquisizione di competenze trasversali e multidisciplinari. 

Il Next Generation Executive Program per gli under 36

Ha preso il via, a novembre, la seconda edizione del programma biennale Next Generation Executive Program, in collaborazione con SDA Bocconi School of Management e con Digit’Ed. Il percorso formativo è dedicato a colleghe e colleghi under 36 della divisione IMI CIB che operano in Italia e all’estero. In aumento, rispetto alla prima edizione, sia il numero dei partecipanti – con particolare attenzione alla rappresentatività di genere – sia le ore di apprendimento. I giovani selezionati avranno la possibilità di effettuare test individuali, lavori di gruppo e un project work finale sotto l’attenta supervisione di un team di specialisti del mondo accademico e del Gruppo. L’obiettivo di questa iniziativa è preparare i professionisti e i manager della next generation a lavorare sinergicamente in una community internazionale e multiculturale.

Intesa Sanpaolo punta ai vertici mondiali per impatto sociale

Il programma si inserisce negli obiettivi del piano strategico del Gruppo Intesa Sanpaolo, fra cui il potenziamento dei servizi di advisory per tutti i clienti corporate e la forte attenzione alla digitalizzazione e all’innovazione. Nel biennio 2023-2025, infatti, alle tematiche specialistiche di Corporate & Investment Banking verranno affiancate sessioni dedicate all’acquisizione di competenze in ambiti strategici quali l’ESG, l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale. Con specifico riferimento alla tematica ESG, l’iniziativa rientra nella più ampia cornice del forte impegno del Gruppo in tale ambito, che ha visto la Banca moltiplicare i suoi sforzi per raggiungere una posizione ai vertici mondiali per impatto sociale e focus sul clima, con un contributo pari a circa 1,5 miliardi di euro di costi complessivamente nel quinquennio 2023-2027 al supporto di iniziative per far fronte ai bisogni sociali. Tale impegno ha in particolare trovato testimonianza nell’evento dello scorso 26 ottobre intitolato Nessuno escluso – Crescere insieme in un Paese più equo dedicato all’impegno sociale di Intesa Sanpaolo e nel corso del quale è stata data evidenza anche delle iniziative intraprese per l’inclusione educativa e il sostegno all’occupabilità soprattutto dei giovani.

Un ciclo di incontri sui mercati finanziari con gli studenti universitari

A ulteriore conferma dell’attenzione della divisione IMI CIB verso i giovani non ancora inseriti nel mondo del lavoro, viene lanciata una nuova iniziativa che vedrà un ciclo di incontri in alcune delle principali università italiane dal titolo La finanza e le buone storie in collaborazione con Guido Maria Brera, imprenditore e scrittore autore del libro best seller Diavoli. Obiettivo del progetto è avvicinare i giovani in maniera consapevole ai meccanismi che regolano i mercati finanziari moderni. L’autore, nel suo racconto, percorrerà alcuni dei principali avvenimenti che hanno cambiato il volto e i protagonisti della finanza mondiale, come le crisi dei mutui subprime e dei debiti sovrani dei Paesi europei e la stagione del quantitative easing. Il primo appuntamento è fissato il 16 novembre presso l’Università LUISS di Roma, dove è previsto un saluto di benvenuto da parte del direttore del dipartimento di Economia e Finanza, il professore Paolo Santucci De Magistris, e un intervento di Mauro Micillo, chief della divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo. Nei prossimi mesi saranno coinvolte altre importanti università italiane.

Micillo: «Fondamentale trasmettere ai giovani valori etici e professionali»

Queste le dichiarazioni di Micillo a commento delle attività dedicate ai nuovi talenti: «Sono orgoglioso di dare avvio a queste due iniziative, concepite per ispirare i giovani e accompagnarli in un percorso di comprensione della finanza e di acquisizione di competenze trasversali, che bene si sposano con il mio personale impegno quale docente presso l’Università LUISS-Guido Carli a Roma. Sono certo che, grazie all’avvio di questi nuovi progetti, i nostri giovani talenti potranno emergere come veri protagonisti in un mercato, quello del Corporate & Investment Banking, sempre più competitivo e in costante evoluzione Guardando in prospettiva, infine, è fondamentale per la nostra Divisione trasmettere ai giovani talenti i valori etici e professionali che ci guidano quotidianamente all’interno del Gruppo Intesa Sanpaolo».

TIM, Sofia Goggia è la protagonista dello spot del Black Friday

È Sofia Goggia la protagonista del nuovo spot TIM dedicato al Black Friday on air da mercoledì 15 novembre. La campionessa olimpica di sci e quattro volte vincitrice della Coppa del Mondo di discesa libera, eccellenza dello sport, del talento femminile e dell’italianità nel mondo accompagna la nuova offerta.

TIM, Sofia Goggia è la protagonista dello spot del Black Friday
Spot TIM con Sofia Goggia (TIM).

Lo spot on air sulle principali emittenti nazionali 

Lo spot è il nuovo capitolo della campagna TIM La forza delle connessioni, che sottolinea l’importanza della connettività e della digitalizzazione per rafforzare le relazioni tra persone e condividere le passioni come quella per lo sport. La hit dei Måneskin Honey (Are U Coming?) è la colonna sonora dello spot da 30” e 20”, che è on air sulle principali emittenti nazionali. La campagna televisiva sarà affiancata da una pianificazione stampa, digital adv, videostrategy dedicata, affissione digitale e da materiali BTL nei punti vendita.

TIM, donato al FAI il convento di San Bernardino a Ivrea: era la storia casa degli Olivetti

Il convento di San Bernardino a Ivrea, che fu casa degli Olivetti, sarà un nuovo bene del FAI grazie alla donazione del Gruppo TIM e degli eredi della famiglia. Ad annunciarlo sono stati, direttamente dalla chiesa del convento, Marco Magnifico, presidente del FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, Beniamino de’ Liguori Carino, nipote di Adriano Olivetti – tra i numerosi eredi che hanno donato la chiesa e primo ad aver intuito quest’opportunità -, dal segretario generale della Fondazione Adriano Olivetti e dalla stessa TIM, che ha donato il convento ed è stata rappresentata in un video messaggio dal presidente Salvatore Rossi e di persona da Maria Enrica Danese, direttrice Institutional Communications, Sustainability Projects & Sponsorship.

Il convento di San Bernardino a Ivrea donato al FAI

Il convento con la sua chiesa, così riuniti nella proprietà e nella gestione del FAI, saranno oggetto di un grande progetto di restauro e valorizzazione reso possibile dal finanziamento di 6 milioni di euro da parte del ministero della Cultura, rappresentato in loco dal sottosegretario Vittorio Sgarbi. Elaborato dal FAI, supportato da studi storico-archivistici e campagne diagnostiche e condiviso in tutto con la soprintendenza competente, il progetto di restauro sarà coordinato dallo stesso ministero attraverso il segretariato regionale come stazione appaltante.

Il convento di San Bernardino a Ivrea è stato donato al FAI da TIM e dagli eredi Olivetti
Convento di San Berardino a Ivrea (FAI).

Concluse le necessarie procedure amministrative, il cantiere aprirà a metà 2024 e durerà due anni. Saranno affrontati il restauro conservativo degli edifici storici, l’adeguamento normativo e impiantistico, il miglioramento sismico, con massima attenzione a soluzioni per la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico, la rifunzionalizzazione degli spazi interni ed esterni per l’apertura completa e la regolazione del pubblico e l’offerta di servizi culturali e di accoglienza. Si procederà per lotti: dapprima sul convento, bisognoso di lavori strutturali e ingenti, poi sulla chiesa e di seguito sulle pertinenze novecentesche dell’edificio – dai campi da tennis e di bocce al sentiero attrezzato nel parco sulla collina di Monte Navale. Complessivamente verranno recuperati oltre 40 mila mq di edifici storici e di verde nel cuore delle architetture della città industriale di Ivrea, riconosciute patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Il convento di San Bernardino a Ivrea è stato donato al FAI da TIM e dagli eredi Olivetti
Convento di San Berardino a Ivrea (FAI).

Il convento di San Bernardino, che dal 1908 è stato la casa della famiglia Olivetti – di Camillo, di sua moglie Luisa Revel e dei loro sei figli -, dagli Anni 50 è divenuto sede del gruppo sportivo ricreativo Olivetti e tornerà a essere un centro culturale e ricreativo aperto a tutti. Un bene storico da visitare, di cui saranno conservate e valorizzate le testimonianze architettoniche e artistiche quattrocentesche, ma anche un luogo antico che racconterà una storia moderna: la vicenda umana e familiare, culturale, politica e imprenditoriale di Adriano Olivetti, che ha segnato la storia del nostro Paese con sorprendenti echi di notorietà internazionale e straordinaria attualità.

Le dichiarazioni dei vertici FAI e TIM

Il presidente del FAI Marco Magnifico ha così commentato l’iniziativa: «A Giulia Maria Crespi, nel centesimo anno dalla nascita, il FAI ha deciso di dedicare questa sua nuova impresa nella consapevolezza dell’unità di atteggiamento, di spirito e di intenti che, pur senza mai essersi conosciuti e facendo parte di due generazioni diverse seppur assai contigue, lega la sua figura a quella di Adriano Olivetti, che come lei ha fatto bene all’Italia e agli italiani. Due figure egualmente mosse da un rigore morale e da un travaglio interiore e spirituale che li spinse tutta la vita a dedicare le proprie forze migliori a‘far bene alla comunità».

Il convento di San Bernardino a Ivrea è stato donato al FAI da TIM e dagli eredi Olivetti
Convento di San Berardino a Ivrea (FAI).

Gli ha fatto eco Maria Enrica Danese, direttrice Institutional Communication, Sustainability & Sponsorship di TIM: «Con la nostra donazione al FAI del complesso di San Bernardino, un’area di oltre 40 mila mq che include spazi boschivi e ricreativi, abbiamo voluto far diventare patrimonio del territorio, ossia accessibile al pubblico, un bene unico sotto il profilo artistico e culturale. Sono molte le iniziative che stiamo mettendo in campo per la valorizzazione dei beni artistici e culturali italiani, la maggior parte delle quali ci vedono impegnati sul fronte delle tecnologie e dei servizi per la loro digitalizzazione. Questa volta era necessario partire da un progetto di recupero, restauro e gestione dell’accesso del pubblico e in questo senso il FAI rappresenta per TIM il partner d’eccellenza, in quanto da sempre impegnato nel restituire alla collettività le grandi bellezze italiane. Siamo infatti convinti che la sfida dello sviluppo del nostro Paese debba passare necessariamente per il mondo della cultura attraverso progetti come quello del Complesso che partono da risorse pubbliche e private e si sviluppano attraverso un modello virtuoso di gestione economica. Essere parte di questa iniziativa oggi ci rende particolarmente orgogliosi».

 

RFI, l’ad Strisciuglio: «4 mila cantieri in corso per la rete del futuro»

Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, ha fatto il punto sui 4 mila cantieri ferroviari e stradali attivi in tutta Italia per realizzare nuove opere e manutenere quelle esistenti. Tra questi quelli per gli snodi nevralgici della penisola come la Direttrice Adriatica, il Passante di Firenze e la Brescia-Verona-Padova (la cui realizzazione è attualmente al 50 per cento).

L’ad di RFI Strisciuglio fa il punto sui cantieri attivi

In un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, il manager ha dichiarato: «I 180 miliardi di investimenti previsti dal Piano Industriale del Gruppo FS, per il Polo Infrastrutture, nei prossimi 10 anni giocano un ruolo fondamentale per migliorare la mobilità e i servizi, colmare il gap tra Nord e Sud Italia ed essere connessi all’Europa. Il nostro obiettivo è avere infrastrutture ferroviarie e stradali con standard di sicurezza sempre più elevati per offrire al Paese una rete sempre più integrata, accessibile, performante, affidabile e veloce. Il PNRR, con circa 24 miliardi affidati a RFI – di cui oltre l’80 per cento già in fase realizzativa -, ne rappresenta una parte importante per realizzare opere che entreranno in funzione entro il 2026».

L'ad di RFI Strisciuglio fa il punto sui cantieri attivi in Italia
Rete Ferroviaria Italiana (RFI).

Durante il colloquio c’è stato spazio per parlare anche dei Cantieri Parlanti, il progetto di trasparenza e informazione realizzato da RFI con Italferr, in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per raccontare i cantieri ai territori e alle comunità interessate attraverso un linguaggio semplice e immediato. Il tutto senza perdere d’occhio il tema della sostenibilità, centrale nella realizzazione delle nuove opere. In tutte le gare, infatti, sono stati inseriti criteri di premialità legati a temi ambientali come l’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili e la riduzione della carbon footprint per i mezzi di cantiere.

Previste 8 mila assunzioni nel corso del 2023

Strisciuglio ha infine confermato l’impegno di RFI per l’innovazione delle Ferrovie italiane: «Dalla riduzione dei tempi di percorrenza all’elevazione degli standard di sicurezza e di affidabilità, saranno tante le opportunità ma anche le sfide che si apriranno negli anni a venire e che già proiettano i trasporti italiani in un futuro all’avanguardia. Attività che saranno portate avanti anche grazie alle 8 mila nuove assunzioni previste nel corso dell’anno».