Joint venture Prysmian-Fincantieri per l’acquisizione di Xtera

Una joint venture guidata da Prysmian (partecipazione dell’80 per cento) con Fincantieri ha firmato un accordo per l’acquisizione da H.I.G. Capital di Xtera, società con sede nel Regno Unito e negli Stati Uniti: si tratta di una delle sole cinque aziende al mondo in grado di realizzare reti sottomarine globali. La transazione implica un enterprise value pari a 65 milioni di dollari. L’acquisizione di Xtera rimane soggetta alle approvazioni regolamentari: il completamento dell’operazione avverrà nel primo trimestre del 2026. Come si legge in una nota congiunta, Prysmian (azienda italiana specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell’energia e delle telecomunicazioni e di fibre ottiche) e Fincantieri hanno inoltre avviato una partnership che prevede lo sviluppo di servizi innovativi di installazione e sicurezza, con l’obiettivo di offrire un modello ‘one-stop shop’ per soluzioni complete di telecomunicazioni sottomarine.

Enel, cresce nel mondo la capacità di stoccaggio energetico del Gruppo

Con l’entrata in funzione degli ultimi impianti come Gulfstar negli Stati Uniti (355 mw) e Codrongianos in Italia (138 mw), sono stati superati a livello globale i 3 gigawatt di potenza installata in esercizio degli impianti Enel con tecnologia Bess (Battery energy storage system), ossia quei sistemi di stoccaggio che utilizzano le batterie per immagazzinare l’energia. Una tecnologia chiave per la decarbonizzazione, perché consente di accumulare l’elettricità prodotta dalle rinnovabili (come sole e vento) e di rilasciarla nei momenti di maggiore domanda, rendendo anche il sistema elettrico più flessibile, stabile e sicuro. Le Bess superano così il limite principale delle fonti green – la loro non programmabilità – e abilitano una rete più resiliente e a basse emissioni. Il portafoglio Bess ora copre, quindi, circa 1.5 gw negli Stati Uniti, circa 1.7 gw in Italia (gestite per la quasi totalità dalla società Enel Libra Flexsys), e circa 0.2 gw in Cile. Una distribuzione che ben evidenzia la scala e la copertura geografica delle operazioni.

Lo stoccaggio contribuisce a rendere la rete elettrica più stabile

Il risultato raggiunto consolida un percorso di crescita nel settore dello storage e conferma l’impegno del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo a valorizzare a livello globale questa tecnologia come leva per la transizione energetica. Lo stoccaggio è oggi indispensabile per ridurre il ricorso ai combustibili fossili, con benefici diretti sulla riduzione delle emissioni e sulla qualità dell’aria. Inoltre, contribuisce alla stabilità della rete elettrica, riducendo il rischio di blackout e supportando servizi come il capacity market, sistema di mercato utile a garantire che vi sia sempre sufficiente capacità di generazione disponibile per soddisfare la domanda di energia, anche durante i picchi (per esempio in estate, quando c’è l’apice del consumo per via dei condizionatori). Nel dettaglio, un impianto Bess è infatti composto da moduli di batterie che immagazzinano energia tramite processi elettrochimici restituendola quando necessario, come un “power bank” per la rete. Rispetto ad altri sistemi di accumulo – idroelettrici, meccanici o termici – offrono rapidità, efficienza e modularità, perché possono essere potenziati facilmente aggiungendo nuovi blocchi.

Enel costruirà sei nuovi impianti Bess nel Sud Italia

Alla capacità installata attualmente, tra l’altro, si aggiungerà presto quella recentemente aggiudicata nell’ambito dell’asta Macse (Mercato di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico) che prevede l’ingresso di ulteriore energia in storage in Italia entro pochi anni. Il 30 settembre scorso, infatti, si è svolta la prima asta del Macse per l’anno di consegna 2028, che riguarda la costruzione di nuovi impianti di accumulo di energia elettrica nel Sud Italia e nelle isole. Enel, attraverso le sue società controllate, si è aggiudicata contratti per una capacità complessiva di 6,7 gigawatt/ora e potrà costruire sei nuovi impianti Bess per una potenza installata complessiva di 1.1 gigawatt. Gli impianti saranno localizzati nel meridione, in parte all’interno di siti già di proprietà del Gruppo Enel. Particolarmente rilevante sarà la Bess che sorgerà all’interno dell’impianto di Brindisi che, una volta operativa, sarà tra gli impianti di batterie più grandi al mondo.

Enel e Rummo insieme per la transizione energetica industriale

Dalla collaborazione tra Enel e Rummo, storica azienda italiana specializzata nella produzione di pasta di alta qualità, nasce un progetto che unisce tradizione e innovazione, vale a dire la realizzazione di un impianto fotovoltaico ad alta efficienza dedicato all’autoconsumo industriale. L’iniziativa segna un passo importante nella transizione energetica dell’industria agroalimentare italiana e conferma la volontà condivisa di ridurre le emissioni, migliorare l’efficienza energetica e promuovere un modello produttivo più sostenibile. Grazie a questa collaborazione, due eccellenze italiane, una nel campo dell’energia, l’altra nel mondo dell’alimentare, si uniscono per costruire un futuro fondato sull’innovazione, la responsabilità e il rispetto per l’ambiente.

Un impianto fotovoltaico ad alta efficienza Made in Italy

L’impianto fotovoltaico sarà composto da circa 15 mila moduli fotovoltaici prodotti da 3Sun, la gigafactory del Gruppo Enel. Interamente realizzati nello stabilimento di Catania, sono basati sulla tecnologia proprietaria Hjt Core – H e registrati alla lettera C del registro Enea.
3Sun si distingue come unica gigafactory europea capace di realizzare celle e moduli fotovoltaici con tecnologia avanzata confermando il ruolo strategico dell’Italia nella transizione energetica. L’impianto avrà una potenza complessiva di circa 9 Mwp, rappresentando un passo significativo verso la sostenibilità energetica. Sarà installato su diverse sezioni tra tetto e terreno. Quest’ultima sarà dotata di tecnologia con tracker monoassiali ad inseguimento solare, progettata per massimizzare la produzione di energia. Con una produzione annua stimata tra i 15Gwh e 17Gwh, l’impianto coprirà una quota tra il 65 e il 75 per cento del fabbisogno di energia elettrica dello stabilimento Rummo, contribuendo in modo concreto alla sua transizione verso un modello produttivo più sostenibile.

Sostenibilità ambientale e responsabilità industriale

Oltre al vantaggio economico, l’impianto rappresenta una scelta di responsabilità sociale e ambientale. Grazie a questo progetto, l’azienda potrà registrare un risparmio delle emissioni di Co2 stimata tra 3.500 e 4.000 tonnellate ogni anno. Ridurre le emissioni significa contribuire alla decarbonizzazione del settore agroalimentare, ma anche generare valore per il territorio e per le comunità locali. Rummo si impegna inoltre a proseguire su questa strada con ulteriori progetti di generazione distribuita ed efficientamento energetico, con l’obiettivo di decarbonizzare completamente il sito produttivo di Benevento entro i prossimi cinque anni.

Una partnership strategica per un’energia 100 per cento rinnovabile

In attesa della piena operatività dell’impianto fotovoltaico, Rummo ha scelto Enel 100 per cento rinnovabile per la fornitura di energia nel biennio 2026–2027. Una decisione coerente con la visione dell’azienda e con la volontà di mantenere un approvvigionamento energetico interamente rinnovabile già durante la fase di transizione. L’accordo conferma il ruolo di Enel come partner energetico di riferimento per le imprese italiane che intendono accelerare il proprio percorso verso la decarbonizzazione, grazie a soluzioni integrate che combinano innovazione tecnologica, efficienza e riduzione dell’impatto ambientale. Enel, Rummo e 3Sun dimostrano che la transizione energetica industriale è una sfida possibile e concreta, un modello virtuoso di collaborazione che, grazie al Made in Italy, rafforza la resilienza delle industrie locali e costruisce un futuro più pulito, competitivo e responsabile.

Maire, Andrea Balboni nuovo Head of Financial Planning & Treasury

Andrea Balboni è stato nominato Group Head of Financial Planning & Treasury di Maire, gruppo societario attivo nel settore ingegneristico, tecnologico ed energetico, con competenze specifiche nell’impiantistica (in particolare nel settore degli idrocarburi), nella chimica verde e nello sviluppo di tecnologie per la transizione energetica.

Chi è Andrea Balboni

Balboni è entrato in Maire nel 2015 come Financial Planning Manager, dopo un’esperienza ultradecennale in Saipem, dove ha ricoprendo i ruoli di Cash Flow Manager e Senior Financial Analyst. All’inizio della carriera è stato Junior Financial Controller in Citigroup.

BYD accelera in UK con le nuove nomine

BYD, colosso dell’auto cinese, ha deciso di rafforzare la propria presenza nel Regno Unito accelerando attraverso nuove nomine nel campo di vendita e post-vendita. Per questo la casa automobilistica ha nominato Claudio de Freitas a responsabile delle Vendite della flotta in UK. Il manager è stato responsabile nazionale del Noleggio a Lungo Termine e del Leasing, posizione che aveva assunto all’inizio dell’anno ed è entrato in BYD nel 2023 dopo aver lavorato in gruppi come Sytner o Tesla. Contestualmente Malcom Fryer assumerà il ruolo di responsabile del Remarketing per il Regno Unito. Anche lui ha fatto il proprio ingresso nella società cinese nel 2023, dopo aver lavorato per Ineos. Infine Marcus Hazelwood e Thomas Brady sono stati nominati rispettivamente responsabile delle Vendite al Dettaglio e responsabile dello Sviluppo della Rete.

Gilles Bariguian nuovo ceo globale di Delsey

Delsey ha annunciato la nomina di Gilles Bariguian come come Global Chief Executive Officer. Subentra a Isabelle Parize, che aveva ripreso la guida del marchio francese del settore della valigeria, dopo aver già ricoperto il l’incarico di amministratrice delegata tra il 2018 e il 2021.

Chi è Gilles Bariguian

Bariguian vanta oltre tre decenni di esperienza manageriale internazionale, di cui 20 anni in Procter & Gamble. Dopo l’esperienza in P&G (dove era arrivato al ruolo di vicepresidente di Braun), il manager ha ricoperto ruoli di vertice nei settori moda, lusso e retail in varie società: dal 2012 al 2016 è stato presidente di Guess EMEA, successivamente ceo di Hugo&Victor e di Etoile, uno dei principali gruppi della moda e del lusso nel Medio Oriente.

Leonardo Del Vecchio fonda Lmdv Media per investire nell’editoria

Leonardo Maria Del Vecchio accelera sull’editoria e formalizza il suo ingresso nel settore con la nascita di Lmdv Media, una nuova società di investimento dedicata ai media. Il progetto arriva dopo una serie di mosse ravvicinate: l’offerta (poi respinta) da 140 milioni di euro per il gruppo Gedi e l’acquisto del 30 per cento de Il Giornale tramite Lmdv Capital, il family office di cui è presidente e che opera separatamente dalla holding di famiglia Delfin. Parallelamente sono in corso trattative avanzate per QN – Quotidiano Nazionale, che riunisce Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Il Telegrafo.

La visione di Del Vecchio sull’editoria

In un’intervista al Corriere della Sera, Del Vecchio spiega la logica dell’operazione e la sua visione industriale: «L’editoria ha bisogno di una nuova forza, anche per ristabilire il collegamento con i giovani che cercano informazione ma nei posti sbagliati. Vorrei che questi giovani tornassero a sfogliare i giornali di carta sporcandosi le mani di inchiostro». Al centro del progetto c’è un modello dichiaratamente non schierato: «Non mi interessa un giornalismo “contro” o “per”, bensì un modello che informi i lettori. I fatti prima di tutto poi saranno le persone a farsi la propria opinione». Il piano industriale ruota attorno a tre pilastri: valorizzazione delle firme giornalistiche, tecnologia come infrastruttura e nuove fonti di ricavo meno dipendenti dalla pubblicità tradizionale. «Il nostro è un piano industriale di ricostruzione del motore», spiega Del Vecchio, che parla apertamente di responsabilità civica più che di rendimenti finanziari: «È ovvio che non punto a grandi ritorni. La mia è più una responsabilità civica».

Maserati, a Giuseppe Rubinato la guida di pianificazione vendite e governance commerciale

Maserati ha affidato a Giuseppe Rubinato l’incarico di Head of Global Sales Planning, Business Intelligence and Governance. In precedenza, sempre in Maserati, Rubinato è stato Head of Business and Sales Operations per Sudest asiatico, India, Europa, Medio Oriente e Africa. Prima di entrare in Maserati nel 2022, Rubinato ha maturato una lunga esperienza nel gruppo BMW: tra gli incarichi più significativi quello di Global Head of Price & Product Steering Mini (2018-2022).

BP vende la quota di maggioranza di Castrol per 6 miliardi di dollari

BP ha annunciato la vendita del 65 per cento di Castrol alla società di investimenti Stonepeak con sede a New York. L’operazione da circa 6 miliardi di dollari fa parte di un accordo che valuta l’unità di lubrificanti della grande azienda petrolifera 10,1 miliardi. Mantenendo il 35 per cento, la big oil – che di recente ha nominato Meg O’Neill nuova amministratrice delegata – conserverà l’esposizione al piano di crescita nei prossimi anni. Potrebbe cedere la partecipazione dopo un periodo di lock-in di ulteriori 24 mesi. La vendita di Castrol rientra in una strategia attraverso la quale BP vuole ridurre il proprio debito e tagliare i costi: come anticipa Reuters, il colosso britannico intende disfarsi di 20 miliardi di asset entro il 2027.

BP vende la maggioranza di Castrol: «Ottimo risultato per gli stakeholder»

La transazione dovrebbe ultimarsi entro la prima metà del 2026, previa approvazione delle autorità competenti. «L’annuncio di oggi rappresenta un ottimo risultato per tutti gli stakeholder: abbiamo concluso un’approfondita revisione strategica di Castrol, che ha generato un notevole interesse e ha portato alla vendita di una quota di maggioranza a Stonepeak», ha dichiarato Carol Howle, Ceo ad interim di BP in attesa che subentri O’Neill. «Con questo, abbiamo completato o annunciato oltre la metà del nostro programma di disinvestimento da 20 miliardi di dollari, i cui proventi rafforzeranno significativamente il bilancio di BP. La vendita segna un traguardo importante nell’attuazione continua della nostra strategia di rilancio».

Stonepeak: «Entusiasti di lavorare al fianco dei dipendenti Castrol»

Entusiasta anche Anthony Borreca, Senior Managing Director e Co-Head of Energy di Stonepeak. «I lubrificanti sono un prodotto essenziale per il funzionamento sicuro ed efficiente di ogni veicolo, macchina e processo industriale al mondo», ha dichiarato in una nota. «I 126 anni di esperienza di Castrol hanno creato una posizione di leadership sul mercato, un marchio iconico e un portafoglio di prodotti differenziati che offrono un valore significativo ai clienti. Siamo entusiasti di lavorare a fianco dei talentuosi dipendenti di Castrol, con la costante guida di BP in qualità di azionista di minoranza, per supportare la continua crescita dell’azienda».

Stefano Pellegrino presidente del nuovo cda di Health Italia

A seguito delle dimissioni dell’intero board precedente, l’assemblea degli azionisti di Health Italia – tra i principali attori nel mercato della sanità integrativa e delle soluzioni per il welfare e il benessere di famiglie e dipendenti aziendali – ha proceduto alla nomina dei nuovi consiglieri d’amministrazione, scelti tra i candidati presentati dalla società Lonvita. Eletto presidente del cda Stefano Pellegrino, ex Mediobanca. Il rinnovato consiglio d’amministrazione, che resterà in carica per tre esercizi (2025-2027) e sarà composto in tutto da sette membri, di cui due indipendenti. Oltre a Pellegrino sono stati eletti Giovanni Giuliani, Mario Fera, Roberto Ippolito, Giorgio Ortolani, Matteo Almini (indipendente) e Daniele Sotgiu (indipendente).

Alberto Piscioneri prossimo direttore generale di Melinda e La Trentina

Alberto Piscioneri assumerà da aprile 2026 il ruolo di direttore generale del consorzio Melinda e della cooperativa La Trentina, realtà di riferimento dell’ortofrutta trentina e dell’agroalimentare italiano.

Chi è Alberto Piscioneri

Cinquant’anni e originario di Genova, Piscioneri è laureato in Economia e ha conseguito un Executive MBA presso la SDA Bocconi School of Management. Vanta oltre 25 anni di esperienza nei settori del general management, marketing e vendite nel largo consumo in aziende come Lavazza, SC Johnson, Danone e Saiwa. Viene da sei anni in Tonitto 1939, dove è stato prima direttore commerciale e poi general manager.

Arepo Fiduciaria, Claudio Calabi nominato presidente

L’assemblea dei soci di Arepo Fiduciaria, società interamente controllata da Banca Profilo, ha rinnovato i vertici nominando Claudio Calabi, già amministratore delegato di Fenice, la società fondata da Chiara Ferragni, alla presidenza. Il nuovo presidente lavorerà al fianco dell’amministratore delegato Massimo Longhi. Nel corso della stessa riunione è stata approvata anche la nomina di Maria Rita Scolaro come componente del consiglio di amministrazione: Scolaro fa già parte del board di Banca Profilo, dove è recentemente rientrato come amministratore delegato Matteo Arpe, ed è inoltre presente nel cda di Arepo BP.

Discovery Global, Adrienne O’Hara a capo delle comunicazioni

Adrienne O’Hara è la nuova vicepresidente esecutiva, responsabile delle comunicazioni e degli affari pubblici di Discovery Global, divisione incentrata sulla televisione. La nomina, anticipata in esclusiva da Variety, arriva in vista della scissione di Warner Bros. Discovery prevista nel terzo trimestre 2026, prima dell’acquisizione da parte di Netflix degli studi cinematografici e dello streaming. A meno che le nuove offerte di Paramount, presentate con il sostegno economico di Larry Ellison, non facciano fallire l’accordo. O’Hara entrerà in carica il 7 gennaio e riferirà direttamente a Gunnar Wiedelfels, Cfo di WBD e pronto a divenire Ceo e presidente di Discovery Global.

Chi è Adrienne O’Hara, responsabile delle comunicazioni di Discovery Global

Formatasi alla Rowan University del New Jersey in Giornalismo e Public Relations, Adrienne O’Hara ha mosso i primi passi in Toys”R”Us, catena di negozi di giocattoli e prodotti per l’infanzia, per cui ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali nella comunicazione. Dopo 10 anni, nel 2017 è passata in Old Navy, azienda di abbigliamento di proprietà di Gap Inc. per cui è divenuta Head of Global Communications nel marzo 2020. Dal 2022 ricopriva l’incarico di Senior Vice President of Global Communications and Engagement. «Discovery Global vanta uno straordinario portfolio e una chiara opportunità per poter ridefinire il proprio posizionamento sul mercato», ha spiegato in una nota. «Sono entusiasta di collaborare con Gunnar e l’intero team globale per contribuire a plasmare la narrativa dell’azienda».

Discovery Global, Adrienne O’Hara a capo delle comunicazioni
Adrienne O’Hara (da LinkedIn).

Dopo lo spin-off di WBD, Discovery Global dovrebbe contenere la Cnn oltre a Discovery, Tnt, Tbs, Tlc, Own, Food Network, Animal Planet, Cartoon Network e Adult Swim. «Adrienne è una leader affermata, con una profonda esperienza nel guidare marchi iconici attraverso la trasformazione e il cambiamento», ha affermato Wiedenfels. «La sua capacità di tradurre la strategia in narrazioni chiare e convincenti sarà fondamentale per coinvolgere i nostri investitori, dipendenti, partner e altri stakeholder, rafforzando la fiducia nell’incredibile potenziale di Discovery Global come azienda indipendente».

Maxi multa dell’Antitrust a Ryanair

Dopo un’istruttoria avviata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, è arrivata la sanzione nei confronti di Ryanair. L’Antitrust ha inflitto alla compagnia aerea una multa da 256 milioni di euro per abuso di posizione dominante, condotta ritenuta in essere dal mese di aprile 2023 fino almeno ad aprile 2025. La decisione tiene conto anche del peso della società nel mercato italiano: Ryanair, infatti, gestisce circa il 40 per cento del traffico passeggeri sulle rotte da e verso l’Italia. Una quota che, secondo l’Autorità, le ha consentito di operare senza subire reali condizionamenti né dai concorrenti né dai consumatori.

Le motivazioni della sanzione: «Limitato l’operatività delle agenzie di viaggio sulla vendita dei biglietti»

Al centro del procedimento vi è la strategia che avrebbe limitato l’operatività delle agenzie di viaggio nell’acquisto dei voli tramite il sito ryanair.com, favorendo invece la vendita diretta ai clienti finali. L’Antitrust contesta in primo luogo l’introduzione di procedure di riconoscimento facciale per i passeggeri che acquistavano biglietti attraverso agenzie fisiche. In una fase successiva, sarebbero state bloccate le prenotazioni delle agenzie online, come Booking ed Expedia, attraverso il divieto di utilizzo di alcuni metodi di pagamento e la chiusura degli account a esse riconducibili. A ciò si aggiungono l’imposizione di accordi commerciali alle agenzie digitali e l’obbligo, per quelle tradizionali, di utilizzare la piattaforma Travel Agent Direct, condizioni che hanno impedito di combinare i voli con altri servizi turistici. Secondo l’Autorità, tali pratiche, accompagnate dal blocco intermittente delle prenotazioni e da una comunicazione aggressiva contro le agenzie, hanno ridotto le vendite dei canali tradizionali e il traffico online di quelli digitali, con effetti negativi sull’offerta turistica e sulla concorrenza, incidendo anche sulla qualità e sulla varietà dei servizi disponibili per i consumatori.

Markus Strobel nuovo ceo ad interim e presidente esecutivo del cda di Coty

Coty Inc ha scelto Markus Strobel come nuovo amministratore delegato ad interim e presidente esecutivo del Consiglio d’amministrazione. La nomina avrà effetto dal primo gennaio. Strobel subentrerà a Sue Nabi, che lascia dopo cinque anni e in un periodo in cui il colosso del beauty sta facendo i conti con un calo di oltre il 50 per cento del valore delle proprie azioni. Il nuovo ceo proviene da Procter & Gamble e ha alle spalle una lunga carriera nel settore dei beni di consumo confezionati. Dopo la nomina ha affermato di voler «accelerare la crescita, rafforzare la nostra posizione nel settore beauty di prestigio e di massa, e offrire valore sostenibile per azionisti, partner e consumatori in tutto il mondo».

Paramount-Warner Bros, Cardinale all’attacco dopo il no

A pochi giorni dalle notizie sul no degli azioni di Warner Bros. Discovery all’offerta di acquisizione presentata da Paramount, a parlare è Gerry Cardinale. Il fondo americano RedBird, proprietario del Milan, è infatti al fianco della famiglia Ellison nella trattativa che vede Paramount contrapposto a Netflix. Nei giorni scorsi, in un podcast chiamato The Town, Cardinale ha parlato di «un falso racconto. È tutto un mucchio di diversivi». Ha spiegato: «La responsabilità fiduciaria qui è fornire il massimo valore e la massima certezza agli azionisti di Warner Bros.Per favore, ditemi che un’operazione da 108 miliardi di dollari può concludersi o meno per problemi di comunicazione o per questioni formali. La nostra proposta è superiore. La nostra offerta è tutta in contanti: 30 dollari per azione per il 100% della società. E abbiamo un percorso regolatorio più pulito. Non serve alcuna interpretazione. Zero congetture».

Cardinale attacca

Ha poi attaccato Netflix di aver presentato un’offerta complicata, che «richiede occhiali 3D per capirla». E ha parlato del debito che grava sulla Warner: «Per quel gruppo di asset, 15 miliardi di debito sono circa quattro volte l’Ebitda. La matematica è matematica: la nostra stima porta a un dollaro per azione, non tre». Nel respingere la ricostruzione di Warner, secondo cui l’offerta si basava soltamente sul patrimonio personale di Ellison, Cardinale ha poi sottolineato: «Le attività di Larry Ellison sono tutte nel trust che abbiamo messo a garanzia. Quel trust ha 250 miliardi di valore… sei volte la copertura dei 40 miliardi di equity garantiti. Assolutamente, è lui a essere responsabile. La garanzia assicura che il finanziamento sia disponibile al momento del closing».

Infine, un passaggio sulla mancata risposta all’offerta: «Continuano a metterci ostacoli da superare, senza alcuna intenzione di chiudere con noi. E lo dimostra che dal 1° dicembre non abbiamo sentito più nulla da parte loro. Le loro azioni parlano più delle parole. Ci hanno chiesto di affrontare altri punti dopo quella data. Non è un concorso di popolarità. Non stiamo correndo per il consiglio studentesco. È roba seria. Si tratta di consegnare valore superiore agli azionisti. È questo che il capitalismo richiede. Non è la loro azienda. È dei suoi azionisti. David Ellison ha fatto più per gli azionisti di Warner Bros. in tre mesi di quanto David Zaslav abbia fatto in tre anni. È irrispettoso verso di me e verso gli Ellison».

E infine: «Sono 35 anni che faccio tutto nel modo giusto. Larry Ellison ha sempre rispettato ciò che promette. Quando dice che farà qualcosa, lo fa. Se il cuore del loro argomento è questo, allora non hanno alcun argomento. Un futuro rilancio? Sarebbe un po’ strano, dato che non abbiamo ancora ricevuto una risposta alla nostra sesta proposta. Prima di pensare a un settimo rilancio, vorremmo una risposta. Abbiamo mandato la lettera perché sembrava una procedura senza campo da gioco livellato. La matematica non mente. Cash is king».

Da Bei e Intesa Sanpaolo 700 milioni per sostenere le imprese italiane

La Banca europea per gli investimenti (Bei) e Intesa Sanpaolo hanno finalizzato due nuovi accordi dal valore complessivo di 700 milioni di euro per sostenere l’accesso al credito e gli investimenti delle piccole e medie imprese (pmi) e delle mid-cap in Italia. Le due operazioni contribuiranno a sostenere circa 1.000 imprese italiane, mobilitando oltre 1,9 miliardi di euro di investimenti nell’economia reale.

Gli accordi prevedono un covered bond e una garanzia risk sharing

La prima operazione riguarda la sottoscrizione, da parte della Bei, di un covered bond da 500 milioni di euro emesso da Intesa Sanpaolo. Le risorse raccolte contribuiranno a sostenere l’accesso al credito di pmi e mid-cap. Il 25 per cento dei fondi sarà destinato al finanziamento di progetti green che promuovono l’azione per il clima, come interventi di efficientamento energetico, investimenti in energie rinnovabili e iniziative di mobilità sostenibile. Una parte dei finanziamenti potrà inoltre essere destinata a progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno, che potranno beneficiare delle ulteriori agevolazioni previste dalla Zes Unica. Si stima che questa operazione possa contribuire a mobilitare circa 1.4 miliardi di euro in nuovi investimenti. La seconda operazione consiste in una garanzia risk sharing da 200 milioni concessa dalla Bei a Intesa Sanpaolo per sostenere gli investimenti di mid-cap italiane, di cui una parte pari al 25 per cento del plafond destinata all’azione per il clima. La Bei condividerà il rischio di credito delle nuove operazioni sottostanti e con questo strumento consentirà a Intesa di ampliare la propria capacità di finanziamento alle imprese e di favorire la realizzazione di nuovi investimenti produttivi, con un effetto leva stimato in oltre 500 milioni nell’economia reale. La garanzia della Bei rientra nel programma RePowerEu, volto a promuovere la sicurezza energetica dell’Unione europea attraverso investimenti in fonti di energia rinnovabile, efficienza energetica e reti elettriche.

Vigliotti: «Confermiamo l’impegno a sostegno del tessuto imprenditoriale»

Queste le dichiarazioni di Gelsomina Vigliotti, vicepresidente Bei: «Con questi accordi confermiamo il nostro forte impegno a sostegno del tessuto imprenditoriale italiano, con particolare attenzione alla transizione verde delle imprese e allo sviluppo economico del Mezzogiorno. Poter contare su partenariati solidi come quello con Intesa Sanpaolo ci permette di mobilitare risorse significative e generare un impatto concreto sull’economia reale, sostenendo gli investimenti e favorendo una crescita sostenibile nei territori».

Barrese: «Agiamo da ponte tra finanza ed economia reale»

Gli ha fatto eco Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei territori di Intesa Sanpaolo: «La nostra banca agisce come ponte tra l’economia reale e la finanza e il nostro obiettivo è rendere sempre più competitive pmi e mid-cap accompagnandone le migliori strategie di crescita secondo un approccio sostenibile e di medio-lungo periodo. Guardiamo allo sviluppo della piccola e media impresa italiana insieme a partner istituzionali come Bei, con cui condividiamo il sostegno al tessuto produttivo del Paese».

Antitrust, maxi multa a Apple per abuso di posizione dominante

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto a Apple, Apple Distribution International Ltd e Apple Italia «una sanzione di 98.635.416,67 euro per abuso di posizione dominante». Apple, spiega l’Antitrust, «ha violato l’articolo 102 del TFUE per quanto riguarda il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS». In tale mercato, il colosso di Cupertino risulta infatti «in posizione di assoluta dominanza» tramite il suo App Store. Nel mirino in particolare le regole imposte agli sviluppatori terzi di app, che devono duplicare le dichiarazioni sulla privacy. Per l’Agcm si tratta di regole imposte unilateralmente, lesive degli interessi dei partner commerciali e non proporzionate all’obiettivo di raggiungimento della privacy.

Starbucks, Anand Varadarajan è il nuovo Cto

Starbucks ha nominato Anand Varadarajan per la carica di Chief Technology Officer e Vicepresidente esecutivo con decorrenza dal 19 gennaio 2026. Farà parte dell’Executive Leadership Team e riferirà direttamente al Ceo Brian Niccol. «Sono certo che aiuterà la squadra a proseguire il proprio lavoro in corso e ad accelerare gli sforzi per offrire il meglio a partner e clienti», ha spiegato l’amministratore delegato in una nota ufficiale. «Anand è un appassionato di caffè e inizia la maggior parte delle sue giornate con un latte macchiato o un caffè espresso, seguito da uova di Starbucks per pranzo». Dal prossimo anno, Varadarajan prenderà il posto di Ningyu Chen, nominato ad interim a settembre in seguito alle dimissioni di Deb Hall Lefevre.

Chi è Anand Varadarajan, nuovo Cto di Starbucks

Nuovo direttore della divisione tecnologica di Starbucks, Anand Varadarajan si è laureato all’Indian Institute of Technology prima di conseguire un master in Ingegneria civile alla Purdue University e uno in Informatica a Washington. Per quanto riguarda la carriera professionale, ha lavorato per due anni fra il 1998 e il 1999 come ingegnere software in Oracle prima di passare in Viquity, fornitore di servizi B2b per la supply chain. È stato direttore software per Motorola dal 2004 al 2007, anno in cui è passato in Amazon: in 19 anni, ha diretto le operazioni tecnologiche e di supply chain per il business alimentare globale. «Sa creare sistemi affidabili e sicuri», ha precisato il Ceo di Starbucks Niccol. «Promuove l’eccellenza operativa e sviluppa soluzioni che pongono il cliente sempre al centro».

Starbucks, Anand Varadarajan è il nuovo Cto
Anand Varadarajan (da LinkedIn).