Christie’s, Kimberly Miller alla guida del lusso globale

Kimberly Miller è la nuova Global Managing Director di Christie’s per la categoria del lusso. Manager dalla lunga esperienza nel settore, prende il posto di Emmanuel Dunan, che ha lasciato il gruppo nel 2025 dopo un anno di risultati record per la casa d’aste. Nel suo nuovo ruolo, continuerà a operare a New York, dirigendo tutti gli aspetti legati al business del Luxury, dalle aste dal vivo a quelle online fino alle vendite private, collaborando a stretto contatto con i dirigenti dei dipartimenti specializzati di Ginevra, Hong Kong, Londra, New York e Parigi. La sua nomina arriva al termine di un anno record per Christie’s con vendite per 795 milioni di dollari, il 17 per cento in più rispetto al 2024. Successi culminati a novembre, quando il Blue Mellon, diamante Fancy Color da 9,51 carati, è stato battuto per 25,6 milioni.

Christie’s, Kimberly Miller alla guida del lusso globale
Il logo di Christie’s (Imagoeconomica).

La carriera di Kimberly Miller, nuova guida del Luxury di Christie’s

Laureatasi con lode in Storia dell’arte alla Temple University di Philadelphia, ha conseguito anche un master in Business Administation alla NYU Stern School of Business. Entrata in Christie’s nel 2010 nel dipartimento Wine, ha scalato rapidamente le gerarchie ricoprendo posizioni di responsabilità fino a imporsi come figura centrale nello sviluppo del business. Dopo una parentesi di quattro anni in Sotheby’s, dal 2015 al 2019, dove è stata anche Head of Sale, nel settembre 2021 è rientrata nella casa d’aste londinese in qualità di Managing Director del Luxury per le Americhe, dove ha guidato la strategia aziendale, l’espansione delle vendite e la performance finanziaria dei dipartimenti gioielli, orologi, vini e borse. Sotto la sua direzione è avvenuta anche l’integrazione di Gooding, casa d’aste di riferimento per le auto da collezione.

Kkr acquisisce Arctos Partners: operazione da un miliardo

Kkr, colosso americano del private equity, ha raggiunto un accordo da un miliardo di dollari per l’acquisizione di Arctos Partners, azienda pioniera degli investimenti nel mondo dello sport. Secondo quanto riportato da Bloomberg manca soltanto l’approvazione delle leghe americane, visto che Arctos vanta partecipazioni all’interno di diversi club in vari sport. Tra questi ci sono i Golden State Warriors e gli Utah Jazz in NBA e i Los Angeles Dodgers e gli Houston Astros in MLB. Ma la società possiede anche quote nei Los Angeles Chargers della NFL e nei New Jersey Devils della NHL. E così anche nel calcio, ma in Europa. Arctos, infatti, è azionista del PSG, dell’Atalanta e del Fenway Sports Group, la holding che possiede il Liverpool. L’operazione include anche incentivi per i senior manager della società acquisita e la cifra quindi potrebbe salire fino a 1,5 miliardi di dollari. Ian Charles, cofondatore, resterà alla guida di Arctos e riceverà anche azioni di Kkr, che gestisce asset per oltre 700 miliardi di dollari in tutto il mondo.

L’ex cto di YouTube Shishir Mehrotra entra nel cda di Walmart

Walmart ha annunciato l’ingresso di Shishir Mehrotra, ex cto di YouTube e attuale ceo di Superhuman, nel proprio cda. La nomina ha effetto immediato dall’8 gennaio 2026. Il manager farà parte anche di due comitato strategici: quello per la Remunerazione e lo Sviluppo manageriale e quello per la Tecnologia e l’eCommerce. Mehrotra porta con sé più di 25 anni di esperienza nel settore tecnologico. Basti pensare che per YouTube, piattaforma video di Google, è stato sia Chief technology officer sia Chief product officer. Inoltre è stato amministratore delegato e cofondatore di Coda, la piattaforma basata sull’intelligenza artificiale utilizzata da milioni di utenti in tutto il mondo. Dopo la nomina ha affermato: «Sono entusiasta. Walmart ha una lunga storia di innovazione e sono entusiasta di unirmi a loro in un periodo di trasformazione e mentre costruiamo un futuro con l’AI».

Intesa Sanpaolo e Gruppo Grimaldi, finanziamento green per tre navi di nuova generazione

Intesa Sanpaolo, tramite la divisione IMI Corporate & Investment banking guidata da Mauro Micillo, ha concluso un finanziamento da 162,3 milioni di euro destinato a Grimaldi Euromed, società del Gruppo Grimaldi. L’operazione è finalizzata all’acquisizione di tre navi Pure car & truck carrier (Pctc) di nuova generazione denominate Grande Egitto, Grande Pacifico e Grande Oceania, con consegna prevista nel corso del 2026.

Le navi si distinguono per design unico e tecnologie avanzate

Si tratta di imbarcazioni ad alta tecnologia ed efficienza energetica facenti parte delle 17 nuove navi Pctc ordinate dal Gruppo Grimaldi tra il 2022 e il 2023, per un investimento complessivo di oltre 1,6 miliardi di dollari. Queste unità si distinguono non solo per l’elevata capacità di trasporto – di ben 9.800 Ceu (Car equivalent units) ciascuna – ma anche per il loro ridotto impatto ambientale. A rendere ognuna di queste navi così green e all’avanguardia sono un design unico e tecnologie avanzate, tra cui:

  • notazione di classe Ammonia Ready, che certifica che potranno essere convertite all’utilizzo dell’ammoniaca come combustibile a zero emissioni di carbonio;
  • notazioni di classe Green Plus, Green Star 3, Comfort Vibration and Comfort Noise Port;
  • mega batterie agli ioni di litio dalla capacità totale di 5 MWh;
  • 2.500 metri quadri di pannelli solari;
  • Cold ironing, sistema di alimentazione elettrica da terra;
  • Air lubrication system, sistema di lubrificazione della carena con bollicine d’aria che riducono la resistenza all’avanzamento;
  • timone innovativo denominato gate rudder, installato per la prima volta su navi Pctc, composto da due pale foil posizionate ai lati dell’elica che migliorano l’efficienza propulsiva e la manovrabilità.

Impegno comune in ambito Esg

Il finanziamento, strutturato come Green Loan, si inserisce nel più ampio impegno Esg del Gruppo Intesa Sanpaolo, guidato dal ceo Carlo Messina, come dimostra il sostegno alla clientela nella transizione energetica. Tra il 2021 e i primi nove mesi 2025 sono stati erogati circa 84,7 miliardi di euro a supporto di green economy, economia circolare e transizione ecologica. In questo contesto, trova naturale continuità la collaborazione con il Gruppo Grimaldi, che condivide la stessa visione di sviluppo sostenibile e ne interpreta con concretezza gli obiettivi. L’adozione di un modello di business sostenibile e socialmente responsabile è infatti una priorità per il Gruppo Grimaldi sin dalla sua fondazione, priorità che negli anni ha assunto un ruolo sempre più centrale con l’obiettivo prospettico di navigare e trasportare merci e passeggeri a zero emissioni. Tra il 2018 e il 2025, la compagnia ha effettuato ordini per ben 48 nuove navi dal valore complessivo di circa 5 miliardi di dollari. Parallelamente, ha investito nell’ammodernamento in chiave green della flotta già in servizio, e in quello dei porti e terminal portuali di proprietà e in gestione in Europa ed Africa. L’accordo testimonia come la cooperazione tra banca e industria possa attivare investimenti ad alto valore aggiunto, accelerando i processi di innovazione e sostenibilità del settore marittimo europeo.

Diviccaro: «Intesa in prima linea per supportare l’innovazione delle aziende»

Queste le dichiarazioni di Francesca Diviccaro, responsabile Retail & Luxury della divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo: «Grimaldi Euromed rappresenta un’eccellenza nella modernizzazione sostenibile del trasporto marittimo e come divisione IMI CIB ne supportiamo con continuità il percorso di crescita. Il Gruppo Intesa Sanpaolo è da sempre in prima linea nell’accompagnare le realtà aziendali nei loro investimenti strategici, favorendo processi di innovazione e di transizione energetica».

Pacella: «Prosegue il nostro percorso di crescita sostenibile»

A sua volta Diego Pacella, amministratore delegato del Gruppo Grimaldi, ha commentato: «Il finanziamento destinato all’acquisto delle navi Grande Egitto, Grande Pacifico e Grande Oceania supporta la nostra strategia di crescita sostenibile, in cui l’ammodernamento della flotta rappresenta uno dei tasselli fondamentali e di maggior impatto. Questa nuova operazione rinsalda, inoltre, la nostra storica partnership con il Gruppo Intesa Sanpaolo che si conferma tra i principali partner bancari del Gruppo Grimaldi».

Puma, Levin Reyher a capo del marketing europeo

Puma ha annunciato la nomina di Levin Reyher come Senior Director Marketing Europe. Per il manager si tratta di un ritorno a Herzogenaurach, vista la lunga esperienza maturata dal 2005 al 2020 in Adidas, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità fino a diventare Global Vice President Concept-to-Consumer. Dopo l’addio a Adidas ha lavorato come Director Marketing & Licenses per il gruppo S.Oliver. Più di recente è stato Chief Marketing Officer del marchio di gioielli Thomas Sabo.

Francesco Risso nuovo direttore creativo di Gu

Nuova avventura per Francesco Risso. Lo stilista italiano, fino a giugno 2025 alla guida di Marni, è il nuovo direttore creativo di Gu, marchio giapponese appartenente al gruppo Fast Retailing che, tra gli altri, gestisce anche Uniqlo. Il suo debutto arriverà mediante la collezione autunno-inverno 2026, mentre una collaborazione con Uniqlo è già in sviluppo e sarà lanciata nel corso dell’anno. Con quasi 500 store attivi in Asia e una crescita costante, il brand si prepara così a rafforzare la propria identità dopo essere approdato nel 2024 negli Usa con il primo store nel quartiere SoHo, a New York. «Voglio disegnare abiti veri per persone vere», ha spiegato lo stilista a Vogue. «È fondamentale che il futuro della moda sia carico di significato e scopo».

Chi è Francesco Risso, ex Marni approdato in Gu

Formatosi tra Firenze, New York e Londra, dove ha collezionato esperienze che hanno alimentato la sua sensibilità estetica sperimentale, Francesco Risso arriva da Marni, per cui è stato mente creativa dal 2016 al 2025 prima di lasciare lo scorso giugno. In precedenza aveva trascorso invece 10 anni in Prada, affinando la propria visione concettuale nella moda. Nel 2022, ha collaborato con Uniqlo, firmando una capsule collection con Marni.

Amandine Ohayon nuova ceo di Givenchy

Importante cambio al vertice di Givenchy. LVMH, il più grande gruppo di lusso al mondo, ha affidato l’incarico di amministratrice delegata della maison a Amandine Ohayon. Prende il posto di Alessandro Valenti, che assumerà il ruolo di vice direttore generale con responsabilità sulle attività commerciali di Christian Dior Couture. Ohayon riporterà a Pietro Beccari, presidente e cei di LVMH Fashion Group e presidente e ceo di Louis Vuitton.

Chi è Amandine Ohayon

Ohayon è una figura nota nell’industria del lusso, con un passato che comprende ruoli dirigenziali in ambito beauty e fashion in gruppi di primo piano. Arriva in Givenchy dopo aver ricoperto il ruolo di amministratrice delegata di Stella McCartney. In precedenza (2018-2023) è stata ceo di Pronovias. Ancora prima un’esperienza quasi ventennale in L’Oréal, dove è stata direttrice generale dei marchi YSL Beauty e Armani Beauty e ceo di L’Oréal Luxe i mercati di Regno Unito e in Irlanda.

Pirelli tratta con Sinochem per la riduzione della quota al 10 per cento

Sono riprese le trattative tra Pirelli e Sinochem, che erano state interrotte nella prima metà del 2025 dopo le infruttuose discussioni tra la multinazionale italiana e i principali soci per cercare una soluzione ai problemi che ostacolano l’espansione negli Stati Uniti. Bloomberg riporta che, tra le diverse opzioni sul tavolo, c’è anche la riduzione dal 34 al 10 per cento della partecipazione di Sinochem in Pirelli.

Con questa riduzione Sinochem diventerebbe investitore passivo

La riduzione della partecipazione di Sinochem porterebbe a riclassificare il conglomerato asiatico come investitore passivo e questo risolverebbe l’impasse provocato dalle restrizioni Usa sui componenti tecnologici riconducibili a interessi cinesi. Il governo italiano, che considera Pirelli un asset strategico e che aveva minacciato l’uso del golden power per congelare i diritti di voto, «accoglierebbe con favore un simile esito», spiegano fonti di Bloomberg. Un’altra opzione per Sinochem sarebbe quella di vendere l’intera partecipazione in Pirelli, ipotesi finora esclusa. Le due società non hanno commentato le indiscrezioni.

Hiroshi Shimada nuovo ceo e presidente di Daikin Italy

Hiroshi Shimada è stato nominato amministratore delegato e presidente di Daikin Air Conditioning Italy. Prende il posto di Geert Vos che, spiega l’azienda, «ricoprirà un nuovo incarico di leadership all’interno di Daikin Europe». Shimada, che da dicembre 2023 era vicepresidente, vanta una carriera trentennale nella multinazionale nipponica, che produce apparecchi di climatizzazione e depurazione dell’aria: da oltre due decenni lavora fuori dal Giappone e ha ricoperto anche importanti incarichi negli Stati Uniti e in Medio Oriente.

Thomas Ingenlath torna in Volvo come Chief Design Officer

Volvo, che ha di recente salutato la nomina di Håkan Samuelsson come amministratore delegato, ha annunciato il ritorno di Thomas Ingenlath nel ruolo di Chief Design Officer: prende il posto di Nicholas Gronenthal, subentrato ad interim a luglio dopo le dimissioni di Jeremy Offer. Samuelsson assumerà ufficialmente l’incarico dal primo febbraio.

Chi è Thomas Ingenlath

Samuelsson era entrato in Volvo nel 2012, dopo una lunga esperienza nel Gruppo Volkswagen (tra Audi, Volkswagen e Skoda), introducendo nel successivo quinquennio – come vicepresidente del design – una nuova identità visiva per la casa svedese. Dal 2017 aveva ricoperto il ruolo di amministratore delegato del marchio Polestar, marchio di proprietà di Volvo, incarico mantenuto fino a ottobre 2024. A luglio 2025 era stato nominato consulente senior per il design del Gruppo Geely.

Warner Bros rifiuta la proposta di Paramount

Warner Bros ha deciso di respingere la proposta di acquisizione avanzata da Paramount, valutata 108 miliardi di dollari, ribadendo la propria preferenza per l’offerta presentata da Netflix. Il consiglio di amministrazione del gruppo ha giudicato «inadeguata» l’iniziativa, nonostante il sostegno diretto annunciato dal miliardario Larry Ellison, cofondatore di Oracle, pronto a garantire personalmente parte dell’operazione. Secondo il board, la proposta di Netflix, pari a 83 miliardi di dollari e concentrata sugli studi di produzione e sulle attività di streaming, risulta più vantaggiosa rispetto a quella di Paramount, che riguarda l’intero perimetro di Warner Bros Discovery, inclusi asset come i canali televisivi, tra cui Cnn.

Warner Bros rifiuta la proposta di Paramount
Il logo di Paramount a Los Angeles (Ansa).

In una lettera indirizzata agli azionisti, il gruppo ha inoltre evidenziato i rischi finanziari legati all’offerta concorrente, definita «di fatto il più grande leveraged buyout della storia». L’operazione comporterebbe infatti l’assunzione di circa 54 miliardi di dollari di debiti verso istituti di credito come Bank of America, Citigroup e Apollo. «La struttura di questa transazione aggressiva porrebbe materialmente a maggiore rischio Wbd» rispetto alla proposta di Netflix, ha spiegato il cda, sottolineando anche che «un’enorme quantità di finanziamenti tramite debito aumenta il rischio di mancata chiusura» dell’accordo. Alla luce di queste valutazioni, il consiglio ha votato all’unanimità per bocciare l’ultima offerta di Paramount, pur accompagnata da una garanzia personale di Ellison fino a 40,4 miliardi di dollari.

Stellantis, crollo della produzione nel 2025: il dato più basso da 70 anni

Il 2025 è stato un anno molto difficile per Stellantis. A evidenziarlo è il report di Fim-Cisl su produzione e occupazione negli stabilimenti italiani. Secondo il documento del sindacato, il gruppo italo-francese ha prodotto in Italia appena 379.706 veicoli. Il calo rispetto al 2024 è stato del 20 per cento. Ferdinando Uliano, segretario generale, ha affermato: «Si è scesi sotto le 400 mila unità e il dato dell’auto non era così basso da oltre 70 anni».

Stellantis, prodotte appena 214 mila auto

Nel report si parla di 213.706 autovetture e 166 mila veicoli commerciali: la discesa rispettivamente è stata del 24,5 e del 13,5 per cento. Uliano ha aggiunto: «Il risultato avrebbe potuto essere ancora peggiore ma il lancio produttivo nell’ultimo trimestre della 500 ibrida a Mirafiori e della nuova Jeep Compass a Melfi ha consentito di recuperare parte delle perdite». Che se no «sarebbero state ben più consistenti dopo il crollo di circa un terzo delle produzioni auto nei primi nove mesi dell’anno».

Universal Music nomina James Steven alla guida delle comunicazioni

Universal Music Group ha nominato James Steven nuovo vicepresidente esecutivo e direttore delle comunicazioni. In carica a partire dal 26 gennaio, gestirà sia i comunicati interni sia i rapporti con le altre aziende dell’etichetta discografica, supervisionando anche le funzioni di comunicazione delle società operative in tutto il mondo. Con sede a New York, riporterà al direttore amministrativo Will Tanous che lo ha accolto come una persona di «straordinaria competenza e dedizione» anche grazie al suo «amore per la musica» e alla «vasta esperienza nel settore dei media e della tecnologia. «Non vediamo l’ora di approfittare del suo contribuito», ha aggiunto il Ceo Lucian Grainge. «Esperienza e prospettiva ci aiuteranno a plasmare il futuro della musica».

Chi è James Steven, vicepresidente esecutivo di Universal Music

Originario del Regno Unito, James Steven vanta una lunga esperienza nel settore delle comunicazioni e delle pubbliche relazioni. Formatosi all’Università di Edimburgo in Letteratura inglese, è entrato in Warner Music nel 2007 come parte del team con sede a Londra, dove è rimasto per quattro anni. A gennaio 2012 si è trasferito a New York, prima di essere promosso l’anno successivo a Senior Vice President dopo l’uscita di Tanous. Dal 2015 ricopriva per l’etichetta discografica il ruolo di Executive Vice President e Chief Communications Officer.

Universal Music nomina James Steven alla guida delle comunicazioni
Il logo di Universal Music Group (Ansa).

Francesco Spini è portavoce del gruppo Enel e del suo ceo

Dal 2 gennaio Francesco Spini è il nuovo Company Spokesperson nel gruppo Enel, all’interno del Ceo Office. Giornalista professionista, Spini ha una lunga esperienza nel settore dell’informazione e della comunicazione strategica. Nato a Sondrio nel 1974, ha lavorato per quasi 22 anni a La Stampa, quotidiano nel quale ha svolto gran parte della sua carriera. Nel corso degli anni ha operato come reporter e commentatore, fino a diventare capo della redazione di Milano. Nel suo percorso professionale ha seguito i principali eventi economici degli ultimi due decenni, scrivendo anche per Il Sole 24 Ore, Miaeconomia ed Eurofinanza.

Eni Industrial Evolution, Umberto Carrara presidente e ceo

Umberto Carrara è stato nominato presidente e amministratore delegato di Eni Industrial Evolution, nuova realtà societaria nata dal conferimento del ramo d’azienda Refining Evolution & Transformation, che avrà l’obiettivo di assicurare la gestione degli asset tradizionali in Europa e Medio Oriente. In Italia il perimetro di Eni Industrial Evolution comprende le raffinerie di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) e di Taranto, la partecipazione nella joint venture della Raffineria di Milazzo (Messina), lo stabilimento di Robassomero (Torino), il Centro Ricerche Sud di San Filippo del Mela (Messina), gli asset di logistica primaria, ovvero i depositi e oleodotti, e le partecipazioni in Ecofuel e Costiero Gas Livorno.

Byd raggiunge risultati record a dicembre 2025 ed entra nella Top 10 in Italia

Nel mese di dicembre 2025, in Italia, Byd ha compiuto un significativo passo avanti superando alcuni dei più noti marchi storici nel mercato nazionale, contraddistinti da una lunga legacy e una forte presenza sul territorio. L’azienda cinese ha saputo affermarsi mettendo in evidenza come la sua visione, la sua strategia e i suoi prodotti sempre più europei portino benefici tangibili ai clienti, al mercato e all’ambiente. Tutto questo anche grazie alla rapidissima espansione della rete di vendita e assistenza che oggi conta ben 101 punti su tutto il territorio nazionale, guidati da 30 importanti concessionari italiani.

Oltre 25 mila auto immatricolate nel 2025

Byd ha concluso il mese di dicembre con una quota di mercato del 3,1 per cento (3.347 immatricolazioni), posizionandosi nella Top 10 tra i costruttori di veicoli in Italia, esclusivamente grazie alla vendita di veicoli elettrici e ibridi plug-in. Si tratta di un risultato che non solo evidenzia la forza e la solidità della crescita del brand, ma lo rende anche l’unico marchio cinese in Italia a raggiungere tale traguardo, senza fare affidamento su veicoli a motore termico. Questo elemento lo contraddistingue non solo da tutti i marchi europei, ma anche da tutti gli altri brand cinesi che operano sul mercato e che hanno nella loro gamma anche vetture termiche. Il dato porta Byd a un totale annuo di 25.226 immatricolazioni, circa 10 volte in più rispetto alle 2.881 del 2024, raggiungendo una quota di ben l’1,5 per cento e confermandosi dunque come il primo brand in Italia nel mercato dei veicoli a nuova energia (elettrico e plug-in hybrid) con una quota del 15,4 per cento a dicembre e una quota annuale del 12,3 per cento. Il brand ha consolidato la sua crescita anche in Regno Unito, Germania, Spagna e Francia.

Il marchio continua a espandersi oltre la Cina

Decisivo è stato il rafforzamento del mercato dell’export. Solo a dicembre 2025, il volume delle esportazioni di veicoli a nuova energia ha raggiunto le 133.172 unità, pari a oltre il 31 per cento della produzione globale mensile del brand, rispetto a una media degli 11 mesi del 22 per cento. Questo dato sottolinea quanto le operazioni internazionali al di fuori della Cina stiano sempre più rilevanti per il marchio, che continua a espandere la propria presenza nei principali mercati. Nel 2025 ha venduto 2,26 milioni di veicoli elettrici puri, confermandosi come leader mondiale nel settore.

La nuova Atto 2 DM-i pronta a rivoluzionare il concetto di suv compatto

In termini di prodotto, la Seal U DM-i, il suv di taglia media del brand, si afferma come la prima vettura venduta in Italia con tecnologia super hybrid (plug-in hybrid) con 14.486 unità, quasi il doppio rispetto alla seconda in classifica. La Dolphin Surf, la city car elettrica del brand, in soli sei mesi dal lancio scala la quinta posizione con 4.563 unità, a poca distanza dalla top 3. Ed è da registrare il grande interesse per la nuova Atto 2 DM-i, con una raccolta ordini elevata. L’auto offre un’autonomia totale fino a 1.000 km, un abitacolo spazioso e soluzioni tecnologiche avanzate, e si prepara a ridefinire il concetto di suv compatto offrendo la flessibilità della mobilità elettrica senza sacrificare le necessità di autonomia e comfort per i viaggi più lunghi. Concludendo un 2025 segnato da una continua crescita e consolidamento, Byd guarda al 2026 con l’intento di proseguire il suo percorso di espansione, grazie a una notevole offensiva di prodotto che mira a rafforzare ulteriormente la sua presenza in Italia e nei principali mercati europei, puntando su innovazione, qualità e un’offerta sempre più diversificata.

Nel 2025 Byd ha superato Tesla nelle vendite per la prima volta

I dati sulle vendite globali certificano un passaggio di testimone nel mercato dell’auto elettrica: nel 2025 il gruppo cinese Byd ha venduto più veicoli a batteria della statunitense Tesla, cosa che non era mai accaduta su base annuale. Byd ha consegnato 2,26 milioni di auto elettriche, contro 1,64 milioni di Tesla. Un sorpasso che arriva dopo il 2024, anno in cui il gruppo cinese aveva già superato il competitor americano sul fatturato. Le vendite di Byd nel 2025 sono cresciute del 28 per cento rispetto all’anno precedente, mentre quelle di Tesla si sono ridotte dell’8 per cento, con cali diffusi nella maggioranza dei Paesi europei. In risposta al calo, l’azienda di Elon Musk sta cercando di compensare il rallentamento puntando su guida autonoma e intelligenza artificiale.

Nel 2025 Byd ha superato Tesla nelle vendite per la prima volta
Auto Byd in produzione (Ansa).

I risultati di Byd in Italia

In Italia, Byd ha chiuso dicembre 2025 con risultati record: 3.347 vetture immatricolate e una quota di mercato del 3,1 per cento, entrando nella Top 10 dei costruttori in appena quindici mesi, esclusivamente con modelli elettrici e ibridi plug-in. Nell’intero 2025 le immatricolazioni sono state 25.226, contro le 2.881 del 2024, con una quota dell’1,5 per cento. Nel segmento dei veicoli a nuova energia (elettrici e plug-in hybrid), la quota ha raggiunto il 15,4 per cento a dicembre e il 12,3 per cento sull’anno. A sostenere la crescita ha contribuito l’espansione della rete commerciale sul territorio italiano, con 101 punti vendita guidati da 30 concessionari.

Il mercato auto in Italia nel 2025

Il mercato automobilistico italiano ha chiuso il 2025 a 1.525.722 immatricolazioni, in calo del 2,1 per cento rispetto al 2024, secondo il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. A dicembre, però, si è registrata una crescita del 2,2 per cento, con 108.075 auto vendute. Segno positivo per le elettriche: nell’anno sono state immatricolate 94.230 vetture full electric, in aumento del 46,1 per cento, con una quota di mercato del 6,2 per cento. Nel solo mese di dicembre le registrazioni sono salite a 12.015 unità, più 107,2 per cento su base annua, grazie anche agli incentivi lanciati a ottobre.

Nestlé Waters, a Stefano Marini la guida del mercato americano

Nestlé Waters, divisione acqua in bottiglia di Nestlé che fondata nel 1992 è responsabile della produzione e distribuzione in tutto il mondo di marchi come Acqua Panna, San Pellegrino, Perrier e Vittel, ha posto alla guida del mercato americano l’italiano Stefano Marini.

Chi è Stefano Marini

Marini, diventato responsabile delle operazioni in tutto il continente americano, vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore delle acque minerali e delle bevande. Prima di questo nuovo incarico, sempre in Nestlé Waters, da gennaio 2025 ha ricoperto il ruolo di Head of Southern Europe & Africa e Oceania. Nei due anni precedenti era stato capo della sezione acque minerali di Nestlé e, prima ancora, per tre anni, ceo di Sanpellegrino (2020-2023): era entrato nel gruppo nel 1999, quando la società della Val Brembana era già stata acquisita dalla svizzera Nestlé.

Francesca Milano lascia Chora News: ecco dove andrà

Primi movimenti del 2026 nel mondo del giornalismo digitale. Francesca Milano, direttrice responsabile di Chora News, classe 1980, ha annunciato il suo addio ufficiale alla podcast company fondata nel 2020 da Mario Calabresi e che si era fusa formalmente con Will Media a gennaio 2024. Lo ha fatto salutando direttamente gli ascoltatori del podcast di rassegna stampa mattutina Seietrenta, che conduceva settimanalmente assieme ad altri giornalisti, a rotazione. Lascia dopo cinque anni. Ma per andare dove?

Ad attenderla c’è un posto da vicedirettrice a Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana a dicembre 2018 e attualmente diretto (dal 2023) dal 62enne Franco Bechis, ex, tra gli altri, di Milano Finanza, Il Tempo, Italia Oggi e Libero, che su Open si firma spesso con lo pseudonimo (nonché anagramma) Fosca Bincher.

L’indizio social dal profilo Instagram di Open

Milano affianca dunque Sara Menafra, altra vicedirettrice, e prende il posto di Serena Danna, che si è (temporaneamente) trasferita negli Stati Uniti per seguire il compagno e giornalista Andrea Marinelli. Un doppio indizio social era già stato notato dagli osservatori più attenti il 18 dicembre 2025, in occasione del settimo anniversario della nascita di Open: per celebrarlo, il profilo Instagram del giornale online aveva pubblicato una foto con tutta la redazione riunita, in cui sbucava appunto (a sorpresa) Francesca Milano e si notava l’assenza di Serena Danna, che aveva commentato con un cuoricino.

Francesca Milano lascia Chora News: ecco dove andrà
La redazione di Open e, nel tondino rosa, Francesca Milano.

Francesca Milano in passato ha lavorato per 15 anni al Sole 24 Ore, prima al quotidiano cartaceo e poi al sito, dove si è occupata dei social network e dei podcast.

Fastweb incorpora Vodafone Italia: nasce un nuovo leader Tlc

Dopo la fusione per incorporazione deliberata delle rispettive assemblee degli azionisti, Fastweb e Vodafone Italia sono diventate un’unica società: il primo gennaio 2026 è nata infatti Fastweb Spa. L’operazione, come si legge in una nota ufficiale, rappresenta «un nuovo capitolo per il mercato delle telecomunicazioni in Italia e dà vita a un operatore di primo piano a livello nazionale». Per quanto riguarda il profilo commerciale, invece, continueranno a essere utilizzati i brand Fastweb, Vodafone e ho., mentre per l’identità aziendale si userà ancora il corporate Fastweb + Vodafone.

Fastweb incorpora Vodafone Italia: nasce un nuovo leader Tlc
Walter Renna, Ceo di Fastweb + Vodafone (Imagoeconomica).

Fastweb e Vodafone Italia, i dati e la copertura mobile e rete fissa

Con più di 20 milioni di linee mobili e 5,8 milioni di linee fisse, Fastweb si afferma come il principale operatore infrastrutturato d’Italia, forte anche di oltre 20 mila siti radiomobili capaci di coprire l’87 per cento della popolazione nazionale in 5G. L’azienda conta anche una rete fissa proprietaria di oltre 74 mila chilometri, di cui più del 50 per cento in fibra Ftth, che garantisce una copertura capillare con le migliori prestazioni in termini di stabilità e latenza. Il comunicato ufficiale ha ribadito ancora una volta come il processo di integrazione abbia costituito l’esito della «più rilevante operazione di consolidamento realizzata negli ultimi anni nel mercato delle telecomunicazioni in Italia». A seguito della fusione, Fastweb continuerà nella propria strategia di creazione di valore per il mercato, investendo in infrastrutture e nell’innovazione tecnologica con lo scopo di divenire il punto di riferimento per la trasformazione digitale del Paese.