Eni, l’appello di Descalzi all’Europa: «Stop al bando sul gas russo»
Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ritiene che «sia necessario sospendere il bando che scatterà il primo gennaio 2027 sui 20 miliardi di metri cubi di gnl (gas naturale liquefatto) che vengono dalla Russia». Il riferimento è al regolamento adottato dal Consiglio europeo per l’abbandono delle importazioni russe di metano. Il divieto totale entrerà in vigore a partire dall’inizio dell’anno prossimo, mentre quello per il gas da tubo scatterà il 30 settembre 2027 (il primo novembre se nel frattempo non saranno stati raggiunti gli obiettivi di riempimento in vista dell’inverno). L’obiettivo della sospensione auspicata dal manager sarebbe quello di non aggravare in Europa lo squilibrio fra domanda e offerta causato dal venir meno delle forniture di metano dal Medio Oriente. «Suggerirei inoltre, come sta dicendo il governo italiano, di rivedere anche l’Ets, la tassa su tutta l’industria pesante. Non dico che deve essere cancellata ma deve essere sospesa, oppure redistribuita, per non penalizzare ulteriormente un settore industriale che già paga molto l’energia», ha aggiunto Descalzi intervenendo alla scuola politica della Lega.
Durigon: «La sospensione dello stop al gas russo non è un tabù»
«L’Europa dovrebbe ascoltare bene le parole di Descalzi», ha dichiarato il senatore leghista Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro. «L’amministratore delegato di Eni, peraltro non un caso isolato nel mondo dei servizi energetici, parla di sospendere lo stop al gas russo. Le sue dichiarazioni, rilasciate nel corso della scuola della Lega sono preoccupanti. Ha snocciolato numeri che fanno presagire una crisi senza precedenti, con lavoratori e imprese che rischiano di fermarsi. Auspicare una riflessione sul gas russo, come noi sosteniamo da tempo, non è un tabù o un messaggio sovversivo ma una soluzione di buonsenso».
Schlein: «Assolutamente no, Putin ha scatenato una guerra»
Di opinione opposta il Partito democratico, con la segretaria Elly Schlein che ha rigettato la proposta di Descalzi. «Oggi come oggi, no, assolutamente no, siamo in mezzo ad una guerra scatenata dall’invasione criminale di Putin», ha detto a InOnda su La7.





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