La reazione di Mosca al presunto attacco alla residenza di Putin
Mosca ha denunciato come un’azione ostile il presunto attacco con droni contro una residenza del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod, attribuendone la responsabilità all’Ucraina, che respinge ogni coinvolgimento. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parlando con i giornalisti, ha definito l’episodio «un atto di terrorismo volto a far deragliare il processo negoziale» e ha confermato che, dopo quanto segnalato, la Russia adotterà una linea più rigida nei colloqui sull’Ucraina. Allo stesso tempo, Peskov ha precisato che l’accaduto «non è in grado di minare la natura fiduciosa del dialogo instaurato tra i presidenti russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump», aggiungendo che «i presidenti mantengono la natura fiduciosa del loro dialogo e lo stanno portando avanti».
Il ministro degli Esteri di Kyiv: «Mosca non ha fornito nessuna prova»
Da Kiev è arrivata una smentita delle accuse russe. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha affermato che Mosca non ha presentato alcun elemento concreto a supporto della propria versione dei fatti. In un messaggio pubblicato su X, Sybiha ha scritto: «E’ passato quasi un giorno e la Russia non ha ancora fornito alcuna prova plausibile alle sue accuse di presunto ‘attacco alla residenza di Putin’ da parte dell’Ucraina. E non lo farà. Perché non ce n’è. Nessun attacco del genere è mai avvenuto».
Medvedev: «La morte sta con il fiato sul collo di Zelensky»
Intanto, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitri Medvedev ha attaccato Volodymyr Zelensky in un lungo post su Telegram, scrivendo: «Di recente, un mostro ha augurato la morte a ‘una persona’. È ovvio a tutti che non desidera la morte di ‘una persona’, ma di tutti noi e del nostro Paese». Il riferimento è alle parole pronunciate da Zelensky nel discorso di Natale, quando aveva detto che gli ucraini hanno un desiderio: «Che lui (Vladimir Putin) muoia». Medvedev ha aggiunto che Zelensky «non solo ha augurato» la morte del leader russo, ma avrebbe anche «dato istruzioni per attacchi su larga scala», affermando inoltre: «Non scriverò qui della sua morte violenta, anche se in questo momento la morte gli sta con il fiato sul collo». Nel messaggio, ha infine dichiarato: «Desidero qualcos’altro, per scopi scientifici»: che «dopo una morte rapida», il corpo di Zelensky «venga esposto nella Kunstkamera di San Pietroburgo, dove gli zar russi collezionavano mostri per il divertimento».




(@iaeaorg) 
(@andrii_sybiha)