Checco Zalone, gli incassi di tutti i suoi film fino al 2025
Il successo di Checco Zalone non conosce pause. Con altri 3,5 milioni di euro nel weekend fra il 15 e il 18 gennaio e 1,6 milioni solamente nelle ultime 24 ore, il suo Buen Camino è diventato il più grande incasso della storia al botteghino nazionale. L’ultimo lungometraggio del comico pugliese, stavolta nei panni di un ricco erede vanitoso e superficiale impegnato nel difficile rapporto con la figlia, ha superato il primato di Avatar che resisteva addirittura dal 2009 (68,6 milioni di euro) ed è divenuto anche il primo a sfondare il tetto dei 70 milioni al box office: al 19 gennaio 2026, infatti, gli incassi sono pari a 70.445.612 euro. Numeri in continua crescita che fanno impallidire quelli raggiunti dai cinque film della carriera del comico: eccoli nel dettaglio.
Checco Zalone, gli incassi di tutti i suoi film fino al 2025
Cado dalle nubi (2009): 14.073.000 euro
Esordio cinematografico di Checco Zalone, Cado dalle nubi è il film che ha incassato di meno in tutta la carriera del comico barese: “appena”, si fa per dire, 14 milioni di euro. Eppure, nonostante il dato più basso, con il suo successo commerciale ha rappresentato l’inizio della carriera al cinema dell’attore, che negli anni successivi avrebbe consolidato la propria popolarità con i record di Che bella giornata (2011), Sole a catinelle (2013) e soprattutto Quo vado?. Zalone interpreta un giovane cantante neomelodico con grossi problemi nello sbarcare il lunario: sognando il successo, nonostante la rottura con la sua storica fidanzata Angela, si trasferisce a Milano dal cugino Alfredo. E conosce la bella Marika.
Che bella giornata (2011): 43.474.047 euro
Sempre diretto da Gennaro Nunziante, Checco Zalone è tornato al cinema due anni dopo il debutto con Che bella giornata. Qui il comico veste ancora una volta i panni di un ragazzo pugliese, che però da anni vive al Nord con i genitori Anna e Nicola e che si guadagna da vivere come buttafuori in una discoteca. Grazie allo zio carabiniere, ottiene dall’arcivescovo di Milano un posto come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano, ma con la sua incompetenza finisce per creare più guai che ordine. Sul posto di lavoro conosce a bella Farah, ragazza araba che si finge studentessa di storia dell’arte per compiere un attentato terroristico. Il film ha chiuso la corsa con un incasso di oltre 43 milioni.
Sole a catinelle (2013): 51.936.318 euro
Checco Zalone è ancora una volta un emigrato meridionale in Sole a catinelle, terzo film in carriera capace di incassare quasi 52 milioni di euro (51.936.318 per l’esattezza). Stanco della vita monotona come cameriere, lascia il lavoro ma sfortunatamente, nello stesso giorno, la moglie Daniele viene licenziata dalla fabbrica in cui era impiegata. Divenuto venditore di aspirapolveri, ottiene un enorme successo convincendo i suoi numerosi parenti ad acquistarne uno, ma terminati i familiari finisce sul lastrico. Deciso nell’osservare la promessa fatta al figlio di portarlo in vacanza, parte con lui verso la Basilicata, dove conosce la francese Zoe e il figlio Lorenzo.
Quo vado? (2016): 65.365.676 euro
Vero simbolo del successo di Checco Zalone al cinema è Quo Vado?, suo quarto film e prima dell’arrivo di Buen Camino maggior incasso nella storia per un film italiano. Uscito nel 2016, ha terminato la sua corsa con l’incredibile cifra di 65.365.676 euro, appena 3,3 milioni sotto Avatar, in vetta alla classifica assoluta. Nel film è un ragazzo pugliese che ha realizzato il suo sogno sin da bambino: avere un posto fisso. Quando un giorno però il governo approva una riforma per il taglio degli impiegati pubblici, viene spinto al licenziamento con cospicua buona uscita. Pur di mantenere il lavoro, tuttavia, accetta di trasferirsi all’estero e di ricoprire i ruoli più improbabili e pericolosi. Al Polo Nord conosce Valeria, ricercatrice di cui si innamora e con cui inizia una nuova avventura prima di sentire il richiamo dell’Italia.
Tolo Tolo (2020): 46.201.300 euro
Prima di tornare con Buen Camino, Checco Zalone è stato protagonista di Tolo Tolo, che ha segnato anche il suo debutto alla regia. Giovane imprenditore pugliese che sognava di fare successo con un ristorante di sushi in Puglia, oberato dai debiti fugge in un resort africano, dove si confida con l’amico e collega Oumar. Quando la guerra civile spazza via tutto, finisce dapprima in un villaggio e in seguito sulla rotta dei migranti verso l’Europa: deciso a non tornare in Italia, dove debiti e parenti attendono solo di condurlo alla giustizia, decide di sfruttare il viaggio per andare in Liechtenstein. Innamoratosi di Idjaba, anche lei in fuga con il figlio Doudou, finirà in un’avventura capace di insegnarli molto più di quanto potesse immaginare. Il film ha terminato la sua corsa con un incasso di 46.201.300 euro.


































