Scintille nel centrodestra su Freni e le altre pillole del giorno

Niente da fare. Anche stavolta, Antonio Tajani con la “sua” (davvero?) Forza Italia si è messo di traverso. Tanto che i leghisti duri e puri ormai lo hanno ribattezzato «Rompitajani». Non bastava la politica estera ad accendere le scintille tra Lega e FI, ora anche la Consob è diventata un casus belli: il leader azzurro in zona Cesarini ha posto il veto alla nomina di Federico Freni, indicato da Matteo Salvini e pare già bollinato dal potente sottosegretario Alfredo Mantovano, come successore di Paolo Savona. E il Consiglio dei ministri ha rinviato la decisione. «Abbiamo rinunciato ad altre nomine su altri enti», ha sbottato il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, minacciando indirettamente di fatto di far crollare il castello di carta delle nomine, presidenze, amministratori delegati, direttori generali, che devono essere fatte dal governo meloniano. «Quella di Freni era una nomina che partiva già con un accordo di massima con Forza Italia e che ora è stata messa in discussione», ha aggiunto assicurando: «Noi continueremo a portare avanti quel nome».

Scintille nel centrodestra su Freni e le altre pillole del giorno
Riccardo Molinari (Imagoeconomica).

Alla Consob però difficilmente sarà possibile rimpiazzare Freni con un altro leghista. Il dossier banche è infatti caro a Forza Italia che pare abbia già avanzato il nome di Federico Cornelli, dal 2023 commissario dell’Autorità per la vigilanza dei mercati. L’altro nome tornato in circolo è quello di Marina Brogi, professoressa di Economia e tecnica alla Bicocca di Milano. Ma i problemi non finiscono qui. Tajani lo scorso ottobre aveva accolto alcuni transfughi alleati da Noi Moderati, tra cui il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli. Un ritorno pesante, il suo, perché vale una poltrona al governo. Ora Maurizio Lupi, che aveva appoggiato la nomina di Freni – « Evitiamo veti pregiudiziali. Non sempre, peraltro, i ‘tecnici’ si dimostrano migliori», ha commentato – potrebbe rivendicare un posto per i suoi. E perché non proprio alla Consob?

Scintille nel centrodestra su Freni e le altre pillole del giorno
Maurizio Lupi e Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Mieli nelle foto di Di Piazza

C’era anche Paolo Mieli martedì sera a Roma all’inaugurazione della mostra dedicata alle fotografie dell’amico Giuseppe Di Piazza, per anni a capo delle pagine romane del Corriere della Sera, e rimpianto da molti giornalisti quando se n’è andato in pensione. Tra i tanti che sono accorsi ai Musei di San Salvatore in Lauro, negli spazi artistici de Il Cigno di Lorenzo Zichichi, c’erano anche Fabrizio Roncone, Bobo Craxi, Francesco Rutelli e Peppe Cerasa.

Scintille nel centrodestra su Freni e le altre pillole del giorno
Giuseppe Di Piazza (L43).

Da segnalare pure la presenza dell’attrice, pittrice e scultrice Marilina Succo. Nota al pubblico Rai per le previsioni del tempo, Succo vanta nel suo cv artistico anche la performance The Process andata in scena nel marzo 2025 al Vittoriale degli Italiani.

Tornando a Mieli: il giornalista e storico era “presente” anche nelle opere esposte con un scatto che lo ritrae assieme alla figlia Oleandra.

Scintille nel centrodestra su Freni e le altre pillole del giorno
Paolo Mieli e la figlia ritratti da Giuseppe Di Piazza (L43).

Parolin per Ceccherini e i giovani editori

È già passato un quarto di secolo dalla fondazione dell’Osservatorio dei giovani editori di Andrea Ceccherini recentemente ribattezzato Osservatorio for independent thinking. E mercoledì 21 gennaio a Roma, nell’Auditorium Antonianum, all’incontro con gli studenti sarà presente anche il cardinale Pietro Parolin. L’evento sarà moderato dal direttore del Corriere della sera, Luciano Fontana, e dalla giornalista Maria Latella.

Scintille nel centrodestra su Freni e le altre pillole del giorno
Andrea Ceccherini (Imagoeconomica).

Ok definitivo del Senato alla riforma dello statuto del Friuli-Venezia Giulia

Via libera definitivo di Palazzo Madama alla riforma dello statuto del Friuli-Venezia Giulia. Il disegno di legge costituzionale era al quarto e ultimo passaggio parlamentare: l’Aula del Senato lo ha approvato con 110 voti favorevoli, 50 contrari e 3 astensioni. Tra le opposizioni hanno dichiarato voto contrario M5s e Pd. Favorevole Avs, mentre Italia Viva si è astenuta. La legge – di iniziativa del Consiglio regionale – prevede il ripristino delle Province e l’introduzione degli ‘enti di area vasta’. Modifica poi la disciplina del referendum confermativo sulla legge su forma di governo e sistema elettorale regionale. Inoltre prevede un numero fisso di 49 consiglieri regionali.

Putin-Witkoff, confermato il nuovo incontro a Mosca

Vladimir Putin «ha previsto in agenda» di incontrare il 22 gennaio a Mosca l’inviato statunitense Steve Witkoff. Lo ha riferito alla Tass il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, confermando quanto annunciato dallo stesso Witkoff a margine del World Economic Forum in corso a Davos. Anche se c’è una leggera discrepanza sui tempi: l’inviato Usa ha infatti dichiarato che partirà – assieme a Jared Kushner, genero di Donald Trump – nella serata di giovedì 22 gennaio e che l’arrivo a Mosca è previsto «a tarda notte». Witkoff ha inoltre dichiarato: «La Russia ha richiesto l’incontro. Penso che si tratti di un segnale importante. E ho semplicemente la sensazione che tutti vogliano la pace in Ucraina». Il viaggio di Witkoff e Kushner proseguirà poi negli Emirati Arabi Uniti «per incontri nell’ambito dei gruppi di lavoro».

Putin-Witkoff, confermato il nuovo incontro a Mosca
Vladimir Putin (Imagoeconomica).

Ritrovato a Milano il 14enne scomparso nel Veronese

È stato ritrovato a Milano Diego Baroni, il 14enne scomparso il 12 gennaio da Pozzo, frazione di San Giovanni Lupatoto, nel Veronese. Il ragazzo stava camminando per le strade del capoluogo lombardo quando, nella mattinata del 21 gennaio, è stato fermato da alcuni agenti. Chiamato per nome, si è voltato e si è consegnato senza opporre resistenza, scoppiando in lacrime. Giorni di angoscia per la madre, Sara Agnolin, che poco prima del ritrovamento aveva diffuso un video-appello rivolto al figlio: «Diego torna a casa! Mettiti in contatto in qualche maniera, vengo a prenderti subito. Io e le tue sorelline non possiamo stare senza di te. .Si risolve tutto, torna a casa, non credere a quello che ti hanno raccontato. La tua vita è qua con noi, i tuoi amici e la tua famiglia, Per piacere mettiti in contatto torna a casa dalla mamma. Ti vogliamo bene, ti voglio bene, mi manchi». L’appello, però, non ha fatto in tempo a raggiungerlo: poco prima la polizia lo aveva già individuato. Restano da chiarire alcuni aspetti dei giorni trascorsi lontano da casa, compresa la possibilità che non fosse solo.

Contrabbando dalla Cina, maxisequestro di capi di abbigliamento e tessuto a Prato

Su disposizione della procura europea a Prato sono scattate perquisizioni in quattro magazzini e in una residenza privata, che hanno portato al sequestro complessivo di oltre 5,5 milioni di metri di tessuto grezzo e di 237 mila capi di abbigliamento, importati illegalmente dalla Cina senza il pagamento di dazi doganali e Iva. Il valore stimato della merce sequestrata è superiore ai 10 milioni di euro.

A capo del sistema una donna, assunta in un’azienda di pronto-moda e commercio all’ingrosso

Il sequestro è solo l’ultimo compiuto nell’ambito di un’ampia operazione denominata Fraus ab oriente. Le indagini, avviate da oltre un anno, si sono concentrate sui magazzini di stoccaggio a Prato: già nel corso dell’autunno è stato individuato un articolato sistema di imprese “apri e chiudi”, con immobili apparentemente sfitti o affittati a società estranee, ma utilizzati in realtà come hub logistici per lo smercio dei tessuti di contrabbando. A capo del sistema è stata individuata una donna di nazionalità cinese, residente a Prato, formalmente dipendente di una società di pronto moda e commercio all’ingrosso di tessuti, al momento non coinvolta nell’indagine. Contestati i reati di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

Victoria Beckham e il ballo proibito con Brooklyn: cos’è successo al matrimonio

Continua a tenere banco quella che in tanti hanno ribattezzato la guerra dei Beckham, scoppiata dopo che il primogenito di David e Victoria, il 26enne Brooklyn, ha duramente attaccato i genitori con una lunga serie di stories su Instagram. Spiegando di aver chiuso totalmente i rapporti con loro, il ragazzo ha raccontato diversi eventi tra cui il suo matrimonio con l’attrice ed ereditiera americana Nicola Peltz dell’aprile 2022, confessando di essere stato «umiliato» dalla madre che gli avrebbe rubato il primo ballo di nozze con la moglie. Ora i tabloid hanno svelato, citando alcuni presenti alla cerimonia, cosa sarebbe accaduto veramente quel giorno.

LEGGI ANCHE: La replica di David Beckham al figlio Brooklyn

Victoria Beckham si è «strusciata» al collo del figlio Brooklyn? La ricostruzione

A riportare in anteprima una ricostruzione degli eventi e soprattutto dell’ormai celebre ballo proibito di Victoria Beckham con il figlio Brooklyn sono il Daily Mail e Page Six. Secondo quanto riportato da alcune fonti, verosimilmente presenti alla cerimonia nuziale, l’ex stella delle Spice Girls, una volta salita sul palco, avrebbe iniziato a «strusciarsi» attorno al collo del primogenito, danzando con lui in modo del tutto inappropriato per la situazione e mettendolo a disagio di fronte ai circa 500 invitati. «Era molto imbarazzato, mentre sua moglie si è sentita umiliata ed era furiosa per essere stata messa in ombra», ha raccontato una fonte anonima. «Quella cosa ha rovinato l’intera serata». Come hanno raccontato alcuni presenti al Sun, Peltz avrebbe subito dopo lasciato la sala in lacrime, salvo tornare solo dopo diverso tempo su invito dei genitori, ma conservando un aspetto cupo e triste.

Victoria Beckham e il ballo proibito con Brooklyn: cos’è successo al matrimonio
Brooklyn Beckham con la moglie Nicola Peltz (da Instagram).

Non mancano tuttavia coloro che difendono Victoria Beckham. «Era solo un po’ alticcia e si stava divertendo con il figlio, non c’era alcuna malizia», ha raccontato un altro contatto del Daily Mail. Non a caso, l’ex cantante e il marito David sarebbero rimasti sconcertati dalle accuse del figlio Brooklyn, in quanto convinti che quel ballo non potesse sollevare tanto clamore. La verità potrà rivelarla solo lo stesso primogenito della coppia: assieme alla moglie Nicola, possiede infatti l’unica copia del video che immortalerebbe il presunto ballo proibito e «inappropriato» di Victoria, siccome l’uso dei cellulari venne vietato durante la cerimonia e l’azienda che ha prodotto il filmato ha cancellato quello in suo possesso. «Non è certo che lo pubblicherà», ha chiosato la fonte. «Potrebbe non voler rivivere una cosa così grande e difficile».

Anche l’ex di Brooklyn contro Victoria: «Non le sono mai piaciuta»

Gli attacchi a Victoria Beckham non si fermano qui. Mentre è scoppiata la bufera, infatti, la cantante e influencer scozzese Tallia Storm, fidanzata di Brooklyn in adolescenza, ha raccontato di non aver mai avuto un rapporto disteso con la madre del fidanzato. «Avremmo dovuto partecipare a un gala di Eva Longoria, amica intima della star delle Spice Girls», ha spiegato al Mirror. «Eravamo emozionatissimi, io e Brooklyn ci saremmo dovuti sedere accanto. Poi lui mi ha mandato un messaggio dicendomi che sua madre non lo lasciava venire: ovvio, a Victoria non sono mai piaciuta».

Victoria Beckham e il ballo proibito con Brooklyn: cos’è successo al matrimonio
L’ex fidanzata di Brooklyn, Tallia Storm (da Instagram).

I grossi danni della tempesta Harry in Sicilia

La Sicilia si è svegliata davanti a danni ingenti sul territorio dopo il passaggio del ciclone Harry, una tempesta di eccezionale intensità che nelle ultime ore ha provocato piogge, vento forte e mareggiate violente sul litorale. Fortunatamente, non si registrano vittime, ma i danni alle infrastrutture e alle abitazioni costiere sono ingenti. In totale, circa 190 persone sono state evacuate in tutta l’isola, tra cui gli ospiti della RSA Villa Aurora a Giampilieri Marina e residenti di Capo Mulini, Santa Maria La Scala e Riposto. In queste ore le squadre di soccorso continuano a lavorare per ripristinare energia elettrica, acqua e viabilità. Anche a Catania sono decine i nuclei familiari e le persone evacuate dalle abitazioni dei villaggi a mare della Plaia, zona in cui l’esondazione dei torrenti Buttaceto e Acquicella ha provocato l’allagamento della strada statale 121, mentre il fiume Simeto in alcuni tratti ha superato i livelli di guardia riversandosi nelle aree limitrofe.

I grossi danni della tempesta Harry in Sicilia
I danni sul lungomare di Catania (Ansa).
I grossi danni della tempesta Harry in Sicilia
I danni sul lungomare di Catania (Ansa).

A Itala spazzato via il tratto di un binario

Il ciclone ha paralizzato il sistema dei trasporti ferroviari: la circolazione sulla linea Messina – Catania – Siracusa e sulla tratta Catania – Caltanissetta Xirbi è completamente sospesa. A Itala, la furia del mare ha spazzato via un tratto di massicciata ferroviaria, lasciando i binari sospesi nel vuoto. Secondo gli esperti, la mareggiata potrebbe durare fino a «36-48 ore con onde alte fino a 7 metri», ha detto il meteorologo Daniele Ingemi al giornale locale Tempostretto. «Parliamo di un ciclone che rimane bloccato nella stessa posizione per diversi giorni consecutivi. Il moto ondoso va a battere sulle stesse aree. Più dura, più fa danni, più crea erosione e compromette tutti quei centri rivieraschi che si affacciano sul mare».

I danni più gravi nel Messinese

La fascia ionica del Messinese mostra i danni più gravi. A Santa Teresa di Riva il lungomare è completamente devastato per circa 800 metri, con blackout idrici ed elettrici diffusi. Letojanni e Roccalumera hanno registrato il crollo parziale di tratti del lungomare, case invase da acqua e sabbia, e danni a strutture turistiche e commerciali. Anche Sant’Alessio Siculo ha subito gravi danni a infrastrutture e lungomare. Nel Siracusano, il fiume Anapo è esondato a Siracusa, con ordinanze di evacuazione per le zone di Pantanelli, Traversa Cozzo Pantano, Fonte Ciane e Serramendola. Circa 20 persone sono state trasferite temporaneamente presso la Palestra Akradina, con supporto della Croce Rossa e della Protezione Civile. A Lentini, una casa disabitata è crollata a causa del maltempo, senza feriti.

Presidente Consob, scontro tra Lega e Forza Italia

La nomina di Federico Freni alla presidenza della Consob resta sospesa dopo lo stop arrivato dal Consiglio dei ministri, che nel pomeriggio del 20 gennaio ha rinviato ogni decisione almeno di una settimana. La scelta del sottosegretario all’Economia, indicato dalla Lega, sembrava ormai prossima alla ratifica, ma si è arenata a causa di un confronto interno alla maggioranza. Il vertice di governo, durato circa venti minuti, non ha sciolto il nodo e ha lasciato invariata la situazione alla guida della Commissione nazionale per le società e la Borsa, attualmente presieduta da Paolo Savona, in carica dal 2019 e con mandato in scadenza all’inizio di marzo.

Molinari: «Eventuale sostituto di Freni deve essere in quota Lega»

A rivendicare apertamente la candidatura di Freni è stato il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, intervenuto a Skytg24: «Freni è un nome che noi abbiamo proposto. C’era un accordo di massima in Cdm», ha spiegato, sottolineando che «è sottosegretario al Mef e ha le competenze per ricoprire quel ruolo, riteniamo che sia la persona adatta». Molinari ha poi accusato Forza Italia di aver «messo un freno e se ne discuterà». Ribadendo la posizione del Carroccio, ha aggiunto: «Noi continueremo a portare avanti quel nome», ricordando che «la Lega ha rinunciato ad altre nomine su altri enti». Alla domanda sulla necessità che anche un eventuale sostituto resti in quota Lega, la risposta è stata netta: «Assolutamente sì».

Nevi (Forza Italia): «La designazione di un politico alla Consob non convince»

Raffaele Nevi di Forza Italia ha spiegato che «la designazione di un politico alla Consob non ha mai convinto» il partito, che preferirebbe un profilo tecnico «autorevole e riconosciuto dagli operatori». Poi, rispondendo alle parole di Molinari: «Nessun accordo, nemmeno di massima». Da Fratelli d’Italia, Marco Osnato ha osservato che Freni «ha tutte le caratteristiche» per guidare la Consob, ma è anche «una pedina importante nello scacchiere del Mef». A sostegno del sottosegretario sono arrivati gli interventi di Matteo Salvini, secondo cui «Freni è stato un bravissimo sottosegretario all’Economia, può fare con altrettanta capacità altri ruoli», e di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, che ha invitato a evitare veti: «Evitiamo veti pregiudiziali, soprattutto in un momento così delicato per l’economia italiana. Non sempre, peraltro, i tecnici si dimostrano migliori».

Razzie Awards 2026, le nomination dei peggiori film e attori: ci sono anche premi Oscar

Anche quest’anno, come sempre con 24 ore di anticipo rispetto agli Oscar, tornano i Razzie Awards, “riconoscimenti” destinati ai peggiori film e attori dell’anno. Giunta alla sua 46esima edizione, la manifestazione è organizzata dalla Golden Raspberry Award Foundation, che l’ha ideata nel 1981 come contraltare degli Academy Awards per celebrare, tra ironia e satira, il peggio del cinema. Primi a pari merito con sei nomination ci sono Biancaneve, remake live action del classico Disney con Gal Gadot e Rachel Zegler, e l’altrettanto criticato La guerra dei mondi con protagonista Ice Cube. Tante le star in lizza per un “premio”, tra cui The Weeknd, Michelle Yeoh e Robert De Niro. La cerimonia di gala si terrà sabato 14 marzo, il giorno prima degli Oscar.

LEGGI ANCHE: Oscar, Bafta, David: le date di tutti i principali premi del cinema

Razzie Awards 2026, tutte le nomination ai peggiori film e attori

Razzie Awards 2026, le nomination dei peggiori film e attori: ci sono anche premi Oscar
Il rapper e attore Ice Cube (Ansa).

Da notare come tra i candidati per i Razzie Awards 2026 ci siano numerose star, tra cui anche tre attrici premio Oscar. Si tratta di Natalie Portman, che ricevette la statuetta dell’Academy per Il cigno nero, e Michelle Yeoh, vincitrice nel 2023 per Everything Everywhere All At Once. Con loro c’è anche Ariana DeBose, premiata per West Side Story di Steven Spielberg. Ecco tutte le categorie.

Peggior film

  • The Electric State
  • Hurry Up Tomorrow
  • Biancaneve
  • Star Trek: Section 31
  • La guerra dei mondi

Peggior attore protagonista

  • Dave Bautista, In The Lost Lands
  • Ice Cube, La guerra dei mondi
  • Scott Eastwood, Alarum
  • Jared Leto, Tron: Ares
  • Abel “The Weeknd” Tesfaye, Hurry Up Tomorrow

Peggior attrice protagonista

  • Ariana DeBose, Colpi d’amore
  • Milla Jovovich, In The Lost Lands
  • Natalie Portman, Fountain Of Youth – L’eterna giovinezza
  • Rebel Wilson, Bride Hard
  • Michelle Yeoh, Star Trek: Section 31

Peggior attore non protagonista

  • I sette nani artificiali, Biancaneve
  • Nicolas Cage, Gunslingers
  • Stephen Dorff, Bride Hard
  • Greg Kinnear, Off the Grid
  • Sylvester Stallone, Alarum

Peggior attrice non protagonista

  • Anna Chlumsky, Bride Hard
  • Gal Gadot, Biancaneve
  • Eiza Gonzalez, Fountain of Youth – L’eterna giovinezza
  • Amara Okereke, In the Lost Lands
  • Isis Valverde, Alarum

Peggior regia

  • Paul W.S. Anderson, In the Lost Lands
  • Rich Lee, La guerra dei mondi
  • Fratelli Russo, The Electric State
  • Trey Edward Shults, Hurry Up Tomorrow
  • Marc Webb, Biancaneve

Peggior sceneggiatura

  • The Electric State
  • Hurry Up Tomorrow
  • In the Lost Lands
  • Biancaneve
  • La guerra dei mondi

Peggior combo sullo schermo (peggior cast)

  • I sette nani artificiali, Biancaneve
  • Ariana DeBose & Ke Huy Quan, Love Hurts
  • Robert De Niro & Robert De Niro, The Alto Knights – I due volti del crimine
  • Ice Cube & la sua telecamera Zoom, La guerra dei mondi
  • The Weeknd & il suo ego colossale, Hurry Up Tomorrow

Peggior sequel/rip-off/remake

  • I Know What You Did Last Summer
  • Five Nights at Freddy’s 2
  • I Puffi
  • La guerra dei mondi
  • Biancaneve

Alessandro Lazzaroni nuovo amministratore delegato di Sebeto

Sebeto, società proprietaria del marchio Rossopomodoro, ha annunciato importanti cambiamenti ai vertici aziendali. Alessandro Lazzaroni è stato nominato amministratore delegato, mentre Nicola Saraceno – ceo dal 2022 di Rossopomodoro – ha assunto il ruolo di presidente esecutivo. Il riassetto arriva a pochi mesi dall’ingresso del Gruppo Spoon. Lazzaroni porta con sé un solido background nel food retail: a partire dal 2015 è stato infatti amministratore delegato delle divisioni italiane di Domino’s Pizza e Burger King e poi di Crazy Pizza, incarico che aveva assunto a giugno del 2022.

Alessandro Lazzaroni nuovo amministratore delegato di Sebeto
Nicola Saraceno (LinkedIn).

Groenlandia, von der Leyen: «Massiccio aumento degli investimenti Ue»

Dopo il suo intervento a Davos, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, parlando all’Eurocamera, ha nuovamente illustrato la linea europea sulla sicurezza nell’Artico: «L’Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma siamo pienamente preparati ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione». In questo quadro si inserisce il lavoro su un pacchetto dedicato alla sicurezza artica, che prevede come primo elemento «un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia, in particolare per sostenere l’economia e le infrastrutture locali».

Von der Leyen: «Spesa per la difesa utile ad acquistare attrezzature adatte all’Artico»

Von der Leyen ha ricordato il rafforzamento della presenza europea nell’isola e l’impegno finanziario già messo in campo. «Due anni fa, prima che tutto questo accadesse, mi trovavo a Nuuk per inaugurare il nostro primo ufficio in quella città. E nel prossimo bilancio europeo abbiamo già proposto di raddoppiare il nostro sostegno finanziario. Ma dobbiamo fare di più e più rapidamente», ha detto, sottolineando anche l’importanza di orientare l’aumento delle spese militari verso mezzi adeguati alle condizioni estreme del Nord. «Dovremmo utilizzare l’aumento della spesa per la difesa per acquistare attrezzature adatte all’Artico», ha aggiunto, indicando inoltre la necessità di rafforzare gli accordi di sicurezza con partner come Regno Unito, Canada, Norvegia, Islanda.

La Francia chiede un’esercitazione Nato in Groenlandia

La Francia, che assieme ad altri Paesi europei ha inviato personale militare in Groenlandia nel quadro dell’esercitazione congiunta Arctic Endurance, guidata dalla Danimarca, ha richiesto che nel territorio autonomo danese – nelle mire di Donald Trump – si svolgano esercitazioni Nato, dicendosi «pronta a contribuire». Lo ha annunciato l’Eliseo. Parigi, hanno spiegato fonti vicine a Emmanuel Macron citate da Le Parisien, auspica ora un’esercitazione sotto ombrello Nato «per lo stesso motivo della partecipazione» a quella a guida danese: inviare un segnale a Trump, perché la sicurezza nella regione artica «viene presa sul serio». La proposta è stata già avanzata da Danimarca e Groenlandia.

La Francia chiede un’esercitazione Nato in Groenlandia
Donald Trump (Ansa).

La Francia è stato il Paese a inviare più militari per l’esercitazione Arctic Endurance

La Francia è stato il Paese a inviare il maggior numero di militari in Groenlandia: 15 specialisti. Poco dopo l’avvio delle esercitazioni, Trump ha minacciato dazi commerciali del 10 per cento per la Francia e altri Paesi coinvolti: Regno Unito, Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia e Svezia. Le tariffe, ha fatto sapere Washington, sono destinate a rimanere in vigore fino al raggiungimento di un accordo sulla cessione dell’isola agli Usa.

Hannah Karp lascia la direzione di Billboard per Warner Music

Hannah Karp lascia la direzione editoriale di Billboard dopo quasi 10 anni all’interno della rivista di musica fra le più riconosciute al mondo. La manager ha accettato infatti l’incarico di vicepresidente e responsabile delle comunicazioni per Warner Music Group, prendendo il posto di James Steven, passato in Universal. Nel nuovo ruolo, la cui nomina avrà effetto a partire dal 26 gennaio, Karp avrà le redini non solo delle comunicazioni, ma supervisionerà anche le iniziative filantropiche e gli eventi speciali di WMG. Riporterà al Chief Executive Officer Robert Kyncl, che l’ha accolta come una donna di «acuto istinto e approccio innovativo alla narrazione» che la rendono «una leader ideale». Al suo posto, Billboard ha promosso i redattori Leila Cobo e Jason Lipshutz condirettori dei contenuti.

Chi è Hannah Karp, nuova Chief Communication Officer di Warner Music

Formatasi alla Duke University, dove ha conseguito una laurea triennale in Economia, con un anno di studio al St. Stephen’s College di Delhi, Hannah Karp vanta anche un master alla Medill School of Journalism della Northwestern University. Prima di approdare in Billboard nel 2017, per 13 anni era stata reporter al Wall Street Journal, occupandosi dell’industria musicale e di numerosi altri temi, tra cui sport, viaggi ed economia trascorrendo periodi a Londra, Bruxelles e San Paolo. News Director di Billboard da maggio 2017 a dicembre 2018, per sette anni è stata direttrice dei contenuti con sede a New York.

L’Italia non parteciperà al Consiglio di pace di Trump su Gaza

Con ogni probabilità l’Italia non parteciperà al Board of Peace voluto da Donald Trump per la supervisione post-bellica della Striscia di Gaza. Secondo quanto rivela il Corriere della Sera, la premier Giorgia Meloni potrebbe partecipare all’appuntamento a Davos che suggellerà la nascita del board, ma non firmerà l’ingresso formale del Paese. I motivi sono principalmente due. Il primo è inderogabile: l’articolo 11 della Costituzione consente la partecipazione italiana solo a organismi internazionali fondati sulla «parità tra Stati», mentre il board nasce come struttura privata, con gli Stati Uniti in posizione di primato e un accesso subordinato al pagamento di una quota stimata in un miliardo di dollari. C’è poi un nodo politico. L’idea stessa di un organismo privato svuota il diritto internazionale e il ruolo delle Nazioni Unite, attirando soprattutto la contrarietà di Forza Italia, apprende il Corriere, secondo cui anche la Lega si rimette alla linea del governo.

La posizione degli altri Paesi sul Consiglio di Pace

Tra i Paesi che si sono sfilati dal progetto di Trump c’è la Francia, che ha sollevato dubbi sul rispetto dei principi e della struttura delle Nazioni Unite. Il Canada ha escluso il pagamento di qualsiasi quota per ottenere un seggio permanente, pur confermando la partecipazione all’incontro a Davos. Secondo il Financial Times il premier britannico Keir Starmer è orientato a rifiutare l’invito, e anche la Germania considera l’adesione «improbabile» nella forma attuale. Hanno invece aderito Israele, con l’annuncio del primo ministro Benjamin Netanyahu, l’Autorità nazionale palestinese e diversi Paesi tra cui Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam.

Bonus edilizi, familiari conviventi e non: chi può detrarre le spese nel 2026?

La normativa riguardante i bonus edilizi definisce i criteri per l’accesso alle detrazioni fiscali riguardanti il recupero del patrimonio edilizio del 2026 non solo per il proprietario dell’immobile oggetto di lavori, ma anche per i familiari conviventi e non conviventi. Spesso, infatti, la necessità di ottimizzare la capienza fiscale spinge i beneficiari a suddividere l’onere economico tra i vari componenti del nucleo, purché si rispettino le condizioni poste dall’Agenzia delle entrate. Il diritto alla detrazione non è legato esclusivamente al pagamento, ma anche alla relazione anagrafica o giuridica con l’immobile oggetto dei lavori. Per i familiari residenti nella medesima abitazione del proprietario, le procedure sono agevolate e basate sulla semplice convivenza di fatto. Al contrario, per chi risiede altrove, la legge richiede una qualifica specifica di detentore, certificata da atti registrati prima della comunicazione di inizio dei lavori, al fine di evitare contestazioni future.

Quali familiari conviventi hanno diritto alla detrazione?

Bonus edilizi, familiari conviventi e non: chi può detrarre le spese nel 2026?
Il modello 730 per la denuncia dei redditi (Ansafoto).

I soggetti che risiedono stabilmente con il possessore dell’immobile possono sostenere le spese e beneficiare dello sgravio Irpef senza necessità di titoli contrattuali specifici. Come stabilito dalla circolare dell’Agenzia delle entrate numero 121 del 11 maggio 1998, la detrazione spetta sia al coniuge, sia ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado. Per usufruire del beneficio nel 2026, lo status di convivente deve sussistere alla data di inizio dei lavori o al momento del primo pagamento. I requisiti principali includono:

  • l’effettiva convivenza attestata da certificato anagrafico;
  • il pagamento tramite bonifico bancario specifico;
  • le fatture intestate al familiare che richiede la detrazione;
  • la dichiarazione sostitutiva di atto notorio per attestare lo stato di fatto.

La convivenza può riguardare qualsiasi immobile in cui si esplichi il rapporto, purché sia a disposizione del nucleo familiare e non risulti locato a terzi.

Come funzionano i bonus edilizi per i figli non residenti?

La posizione dei parenti che non risiedono nell’immobile oggetto di intervento segue regole differenti. In assenza di convivenza, il semplice legame di sangue con il proprietario non conferisce il diritto alla detrazione automatica delle somme versate. Pertanto, un figlio che abita in un comune differente o in un’altra abitazione può accedere ai benefici fiscali solo se risulta detentore legale dell’immobile. Questo status si acquisisce tramite la stipula di un contratto di comodato d’uso gratuito o di locazione, che deve essere regolarmente registrato presso l’Agenzia delle entrate prima dell’avvio dei cantieri. Senza tale adempimento, il solo pagamento delle fatture non dà diritto ad alcun rimborso fiscale. La distinzione è cruciale nel 2026 per pianificare correttamente gli investimenti edilizi e sfruttare la capienza fiscale dei soggetti con redditi più alti, a garanzia della regolarità formale richiesta per i bonus edilizi a favore dei familiari conviventi e non conviventi.

Quali sono i requisiti formali per il recupero delle spese?

Per assicurare il successo della pratica fiscale, è necessario che la documentazione sia impeccabile sin dalla fase preliminare. Innanzitutto, i bonifici devono contenere il riferimento all’articolo 16-bis del Dpr 917 del 1986 e il codice fiscale del beneficiario della detrazione. La tabella seguente riassume le casistiche principali per la ripartizione dei costi durante l’anno 2026.

Qualora vi siano più soggetti partecipanti alla spesa, le fatture possono essere cointestate oppure riportare l’annotazione della percentuale di spesa sostenuta da ciascuno. Tuttavia, è sempre preferibile che chi intende detrarre esegua personalmente i pagamenti dal proprio conto corrente per garantire la tracciabilità tra esborso finanziario e beneficio fiscale.

Rottamazione quinquies, attivo il servizio per presentare la domanda 2026

La domanda della Rottamazione quinquies può essere inoltrata dal 20 gennaio 2026 utilizzando esclusivamente i servizi telematici disponibili sul sito dell’Agenzia delle entrate – Riscossione. La misura, introdotta dalla legge numero 199 del 2025, rappresenta uno strumento fondamentale per la risoluzione delle pendenze fiscali maturate in un arco temporale di oltre venti anni. La definizione agevolata riguarda, infatti, i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. La procedura permette di estinguere i debiti versando solo il capitale e le spese accessorie, eliminando sanzioni e interessi. Poter regolarizzare la propria posizione contributiva senza l’aggravio degli interessi di mora è estremamente importante per i contribuenti, spesso in difficoltà con il pagamento delle rate dell’intero debito. La norma si applica sia ai debiti tributari sia ai contributi previdenziali, a esclusione di quelli derivanti dalle attività di accertamento.

Quando si può fare la domanda per la rottamazione quinquies?

Rottamazione quinquies, attivo il servizio per presentare la domanda 2026
La schermata dell’Agenzia delle Entrate (Ansafoto).

L’adesione alla Rottamazione quinquies deve essere comunicata entro il termine perentorio del 30 aprile 2026 attraverso il portale istituzionale dell’Agenzia delle entrate – Riscossione. L’ente provvederà a inviare la risposta entro il 30 giugno 2026, indicando l’accoglimento o i motivi del diniego. Il pagamento può avvenire a un’unica scadenza entro il 31 luglio 2026, oppure attraverso un piano di 54 rate bimestrali della durata di nove anni. Tuttavia, nel caso di dilazione, si applicano gli interessi pari al 3 per cento annuo a decorrere dal 1° agosto 2026. L’inefficacia della misura si determina con il mancato versamento di due rate, anche non consecutive. L’eventuale decadenza comporta, pertanto, la ripresa dei termini di prescrizione e delle procedure esecutive. È possibile includere anche carichi derivanti da precedenti definizioni agevolate risultate inefficaci alla data del 30 settembre 2025.

Come aderire alla definizione agevolata 2026?

Il contribuente può scegliere tra due percorsi digitali per l’invio della richiesta. Il primo, quello relativo all’area riservata del portale dell’Agenzia delle entrate – Riscossione, necessita dell’accesso tramite Spid, Cie o Cns. In questa modalità il sistema propone automaticamente i soli documenti definibili. Al contrario, l’area pubblica richiede la compilazione di un form e l’invio della copia del documento di identità. Per chi utilizza questa modalità, la procedura prevede la convalida di un link ricevuto via e-mail entro 72 ore, pena l’annullamento della richiesta. Successivamente, si riceve una conferma di presa in carico e, se i documenti sono corretti, una terza comunicazione con il link per scaricare la ricevuta entro 120 ore. I professionisti possono gestire le istanze per i propri assistiti direttamente dall’area EquiPro. I canali disponibili per il versamento delle somme sono:

  • le piattaforme digitali e l’app EquiClick;
  • la domiciliazione bancaria sul conto corrente;
  • i moduli di pagamento presso gli sportelli bancari e gli uffici postali;
  • i servizi di home banking;
  • i punti vendita presso ricevitorie e tabaccai;
  • gli sportelli bancomat dei circuiti Cbili;
  • gli sportelli Postamat;
  • gli uffici dell’ente della riscossione su appuntamento.

Roberto Bruzzone prossimo presidente di Msc Crociere

A partire da luglio Roberto Bruzzone assumerà l’incarico di presidente di Msc Crociere. La nomina avviene in concomitanza con l’ambizioso piano industriale del gruppo controllato dalla famiglia Aponte, che prevede l’ampliamento della flotta da 23 a 35 navi entro il 2036. Avrà base professionale a Ginevra e riporterà all’amministratore delegato Gianni Onorato.

Chi è Roberto Bruzzone

Architetto e ingegnere navale con laurea a Genova e MBA presso la London Business School, Bruzzone vanta oltre due decenni di esperienza nel settore delle crociere, con incarichi di rilievo presso altri big delle vacanze a bordo: Carnival Corporation, Royal Caribbean, Silversea, Norwegian Cruise Line. Inoltre ha supervisionato le operazioni marine di Silversea, TUI Cruises e Hapag-Lloyd Cruises. A marzo del 2025 era stato nominato da Royal Caribbean al vertice del nuovo Marine Center of Excellence aperto nel Regno Unito, incarico poi lasciato l’estate successiva. Attualmente sta completando un master in International Hotel Management presso l’istituto Les Roches, in Svizzera.

Pinterest, Lee Brown è il nuovo Chief Business Officer

Importanti novità in Pinterest. La piattaforma social ha annunciato infatti l’ingresso di due dirigenti per ricoprire altrettante posizioni chiave in azienda. Lee Brown, veterano di DoorDash e Spotify, sarà il primo Chief Business Officer, ruolo di nuova creazione, mentre Claudine Cheever, ex di Amazon, subentrerà ad Andréa Mallard come Chief Marketing Officer. La conferma è arrivata tramite il Ceo Bill Ready con un post sul suo profilo LinkedIn. «È un momento importante per noi mentre facciamo crescere la nostra attività a livello globale», ha spiegato l’ad. «Lee è un leader aziendale affermato e dalla profonda esperienza nella leadership, mentre Claudine ha guidato il marketing del più grande rivenditore al mondo. Sono fiducioso che grazie a loro raggiungeremo importanti traguardi». Nel post, Ready ha anche ringraziato Bill Watkins, Chief Revenue Officer, che lascerà Pinterest dopo più di 10 anni.

Chi sono Brown e Cheever, nuovi dirigenti nominati da Pinterest

Formatosi in ingegneria alla Vanderbilt University di Nashville, nel Tennessee, Lee Brown arriva in Pinterest da DoorDash, azienda di consegna del cibo online, per cui era Chief Revenue Officer dall’agosto 2025. In precedenza, aveva trascorso sei anni in Spotify ricoprendo le cariche di Vicepresidente e di Head of Advertising. In carriera anche un passato in BuzzFeed, Tumblr e ben 11 anni in Yahoo!, dove ha lavorato dal 1999 al 2010. Per quanto riguarda invece Claudine Cheever, che in Pinterest sarà Cmo, ha studiato all’Università della Carolina del Nord e negli ultimi nove anni è stata in Amazon: entrata nel 2016 come Global GM Amazon Integrated Advertising, da febbraio 2021 era VP Global Brand and Marketing. Da giugno 2019 è anche membro del Board di Effie Worldwide, piattaforma americana che fornisce strumenti e formazione nel marketing.

Pinterest, Lee Brown è il nuovo Chief Business Officer
Claudine Cheever (da LinkedIn).

Board of Peace, Netanyahu accetta l’invito di Trump

La firma per la nascita del Board of Peace, l’organismo promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump con l’obiettivo di vigilare sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e di intervenire più in generale nella risoluzione dei conflitti internazionali, è prevista per giovedì 21 gennaio, a margine del World Economic Forum di Davos, in Svizzera. All’iniziativa ha aderito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, come comunicato dal suo ufficio. La notizia è stata riportata dal Times of Israel. Tel Aviv entra così a far parte del gruppo di Paesi che hanno accettato l’invito di Trump, insieme ad Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam.

La composizione del Board: le posizioni di Italia, Francia e Ucraina

In vista della cerimonia, sta prendendo forma la composizione del nuovo organismo, anche se l’iniziativa ha suscitato perplessità tra diversi leader europei e ha già registrato defezioni importanti, come quella del presidente francese Emmanuel Macron. La decisione dell’Eliseo ha provocato una reazione da parte di Trump, che ha minacciato misure commerciali contro la Francia. «Applicherò dazi del 200 per cento sui suoi vini e champagne. E lui accetterà. Ma non è obbligato a farlo». Resta in bilico la decisione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo l’invito rivolto anche al presidente russo Vladimir Putin e a quello bielorusso Aleksandr Lukashenko, appare invece poco probabile la partecipazione del leader ucraino Volodymyr Zelensky, che ha fatto sapere che per ora non si recherà a Davos.

Corea del Sud, condannato a 23 anni di carcere l’ex premier Han

L’ex primo ministro sudcoreano Han Duck-soo è stato condannato a 23 anni di carcere per il ruolo avuto nel maldestro tentativo dell’ex presidente Yoon Suk-yeol di imporre la legge marziale il 3 dicembre 2024. Come ha spiegato Lee Jin-gwan, giudice della Corte distrettuale centrale di Seul, Han «ha ignorato il suo dovere e la sua responsabilità di premier fino alla fine», in quanto pur esprimendo preoccupazioni a Yoon «non si è opposto esplicitamente» al «piano di sovversione dell’ordine democratico», svolgendo dunque «un ruolo significativo negli atti insurrezionali di Yoon e di altri, garantendo, almeno formalmente, il rispetto dei requisiti procedurali». Il team del procuratore speciale Cho Eun-suk aveva chiesto la pena detentiva di 15 anni per Han con l’accusa di favoreggiamento dell’insurrezione.

Corea del Sud, condannato a 23 anni di carcere l’ex premier Han
Han Duck-soo (Ansa).

Yoon rischia addirittura la pena di morte

Durante il processo, Han ha negato ogni illecito, affermando di non aver mai sostenuto o favorito la dichiarazione di legge marziale da parte di Yoon, che aveva poi sostituito ad interim come presidente dopo la rimozione dall’incarico a seguito dell’impeachment validato dalla Corte costituzionale, carica poi lasciata a maggio per una nuova candidatura presidenziale (a cui ha successivamente rinunciato). Yoon è già stato condannato a 5 anni di carcere per reati che vanno dall’ostruzione alla giustizia ad altre legate alla dichiarazione della legge marziale, ma rischia ben di più: in un altro processo è stata infatti chiesta la pena di morte per l’ex presidente, sul banco degli imputati perché accusato di insurrezione.