Mosca: «Più vicini alla pace, ma Kyiv deve ritirarsi dal Donbass»

Il Cremlino è d’accordo con quello che ha detto Donald Trump, cioè che le parti sono vicine a risolvere il conflitto in Ucraina e che i colloqui per porre fine alla guerra sono nella fase finale. Lo ha affermato il portavoce presidenziale Dmitry Peskov, ricordando però che Kyiv «deve ritirarsi oltre i confini amministrativi del Donbass» se vuole la fine dei combattimenti». Ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la notizia di Fox News secondo cui i negoziati con Trump avrebbero offerto l’opportunità di una telefonata tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky (che ha appena incontrato il presidente Usa a Mar-a-Lago), Peskov ha ribadito che «una conversazione del genere non è attualmente in fase di valutazione» e che un colloquio diretto tra i due leader dovrebbe essere preceduta da colloqui tra i team negoziali di Mosca e Kyiv.

Milano, donna trovata morta nel giardino di un palazzo

Il corpo di una donna è stato trovato lunedì mattina nel giardino di un palazzo in mattoni marroni di via Paruta, una parallela di via Padova, a Milano. Il cadavere era a terra, in un angolo poco distante dal cancello d’ingresso dello stabile. A fare la scoperta è stato il custode del palazzo, intorno alle 8.30. Per la donna, di apparente età intorno ai 30 anni e non ancora identificata, i soccorsi sono risultati inutili. I primi a intervenire sono stati i carabinieri del Radiomobile, seguiti dagli specialisti della sezione Omicidi del nucleo investigativo. Dai primi accertamenti nessuno degli inquilini ha riferito di conoscerla. La vittima indossava un giubbotto, ma non la maglietta, e i jeans risultavano parzialmente abbassati. Sul corpo sono stati rilevati segni di violenza sul collo, un elemento che fa propendere per un’aggressione. Al momento gli investigatori sembrano escludere l’ipotesi di una caduta volontaria da una finestra del palazzo. I carabinieri stanno ascoltando alcuni residenti per ricostruire quanto accaduto. Sul posto è intervenuto anche il medico legale, che dovrà fornire le prime indicazioni sulle cause della morte e sull’orario del decesso.

Mamma e figlia morte per intossicazione alimentare: cinque indagati

Cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso sono indagati per omicidio colposo e lesioni colpose in relazione al decesso di madre e figlia per intossicazione alimentare dopo una cena a base di pesce e frutti di mare consumata alla vigilia di Natale. Lo scrive l’Ansa. Sara Di Vita, di 15 anni, e la mamma Antonella Di Ielsi, di 50 anni, erano state dimesse due volte dal pronto soccorso prima di essere ricoverate. Il marito della donna e padre della ragazza, ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma, resta in gravi condizioni.

Dopo Zelensky anche Netanyahu da Trump a Mar-a-Lago

Dopo Volodymyr Zelensky, a Mar-a-Lago è in arrivo anche Benjamin Netanyahu, alla quinta visita negli Stati Uniti nel giro di un anno: il primo ministro israeliano incontrerà Donald Trump alle 19 ore italiane. In cima all’agenda il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, in vigore da ottobre dopo due anni di operazioni militari da parte dell’Idf. Sebbene i termini concordati per la fase iniziale siano stati in gran parte completati – le forze israeliane si sono ritirate in nuove posizioni e Hamas ha rilasciato tutti gli ostaggi vivi e quelli morti tranne uno – l’attuazione della seconda parte del piano tarda non è ancora partita. Israele e Hamas non hanno formalmente firmato alcun impegno in tal senso e si accusano a vicenda di aver violato i termini della prima. Washington spingerà per l’attuazione della fase successiva, con l’istituzione di un governo tecnico palestinese per Gaza e l’invio della forza internazionale di stabilizzazione. C’è poi la questione della tregua col Libano: c’è il timore che Israele lanci nuove massicce offensive contro Hezbollah, rompendo un cessate il fuoco stabilito il 27 novembre 2024 (e che da allora è stato comunque instabile), ma anche contro l’Iran, accusato di aver accelerato negli ultimi mesi la produzione di missili balistici.

La Cina lancia esercitazioni a fuoco vivo attorno a Taiwan

La Cina ha avviato nuove esercitazioni militari a fuoco vivo attorno a Taiwan. Le manovre, denominate “Justice Mission 2025”, sono iniziate lunedì e coinvolgono marina, aviazione e forze missilistiche dell’Esercito Popolare di Liberazione. Secondo il comando del teatro orientale, le unità cinesi stanno simulando il blocco dei principali porti taiwanesi, attacchi contro obiettivi marittimi e operazioni di controllo dell’area attorno all’isola. Alle esercitazioni partecipano cacciatorpediniere, fregate, caccia, bombardieri, droni e missili a lungo raggio. La guardia costiera cinese infine è stata schierata per ispezioni definite di «law enforcement» nelle acque vicine alle isole periferiche di Taiwan.

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Gli Usa hanno approvato un pacchetto di vendita di armi da 11 miliardi a Taiwan

Taiwan ha reagito alla provocazione cinese denunciando un’escalation delle tensioni e una minaccia alla sicurezza della navigazione e dei pescatori, annunciando in risposta esercitazioni di prontezza operativa. Le autorità taiwanesi hanno anche segnalato l’avvicinamento di navi e velivoli cinesi fino alla zona contigua, a 24 miglia nautiche dalla costa. Le manovre di Pechino arrivano dopo l’approvazione da parte degli Stati Uniti di un pacchetto di vendite di armi a Taiwan da oltre 11 miliardi di dollari e dopo dichiarazioni del Giappone sulla possibilità di un suo coinvolgimento militare in caso di attacco cinese. Pechino rivendica Taiwan come parte integrante del proprio territorio e, sotto la guida di Xi Jinping, continua a combinare pressioni militari e retorica sulla «riunificazione pacifica», una visione respinta dalla maggioranza della popolazione taiwanese.

Joint venture Prysmian-Fincantieri per l’acquisizione di Xtera

Una joint venture guidata da Prysmian (partecipazione dell’80 per cento) con Fincantieri ha firmato un accordo per l’acquisizione da H.I.G. Capital di Xtera, società con sede nel Regno Unito e negli Stati Uniti: si tratta di una delle sole cinque aziende al mondo in grado di realizzare reti sottomarine globali. La transazione implica un enterprise value pari a 65 milioni di dollari. L’acquisizione di Xtera rimane soggetta alle approvazioni regolamentari: il completamento dell’operazione avverrà nel primo trimestre del 2026. Come si legge in una nota congiunta, Prysmian (azienda italiana specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell’energia e delle telecomunicazioni e di fibre ottiche) e Fincantieri hanno inoltre avviato una partnership che prevede lo sviluppo di servizi innovativi di installazione e sicurezza, con l’obiettivo di offrire un modello ‘one-stop shop’ per soluzioni complete di telecomunicazioni sottomarine.

Com’è andato il vertice tra Trump e Zelensky

Donald Trump e Volodymyr Zelensky si sono incontrati domenica a Mar-a-Lago, la residenza privata in Florida del presidente americano, per discutere del piano di pace in 20 punti elaborato dall’Ucraina e dagli Stati Uniti, nato per sostituire il progetto iniziale proposto da Washington dopo che era stato giudicato da Kyiv e alleati come troppo sbilanciato a favore di Mosca. A margine del vertice Trump ha detto che un accordo per la fine dell’invasione russa «è più vicino che mai» e che la bozza sarebbe «al 95 per cento» completa, pur ammettendo la presenza di «uno o due temi spinosi» ancora irrisolti. Prima dell’incontro, il presidente aveva sentito Vladimir Putin al telefono, descrivendo la chiamata come «buona e molto produttiva».

I nodi centrali del vertice tra Trump e Zelensky

Il principale nodo riguarda il futuro del Donbas, regione orientale dell’Ucraina su cui la Russia rivendica la piena sovranità. Zelensky respinge l’idea di cedere il territorio a Mosca ma ha aperto alla possibilità di creare una zona demilitarizzata come compromesso: «Non direi che su questo punto c’è accordo, ma ci stiamo avvicinando», ha detto. Per quanto riguarda le garanzie di sicurezza, Zelensky ha ribadito che il tema resta centrale per Kyiv: senza impegni chiari e credibili da parte dei partner occidentali, qualsiasi intesa rischierebbe di non reggere nel tempo. Questo è il punto su cui i due presidenti sembrano più d’accordo: Trump ha riconosciuto l’importanza della questione e ha parlato di un coinvolgimento europeo, spiegando che «ci sarà un’intesa sulla sicurezza» e che «le nazioni europee sono coinvolte», senza però entrare nei dettagli. Altro nodo cruciale è la centrale nucleare di Zaporizhzhia, sotto occupazione russa dall’inizio dell’invasione. Zelensky considera l’impianto essenziale per la ricostruzione postbellica e propone una gestione condivisa con gli Stati Uniti, che a loro volta potrebbero concedere alla Russia un controllo parziale della centrale. Zelensky, infine, si è detto aperto a rinunciare all’ingresso dell’Ucraina nella Nato, mentre ha insistito sulla necessità di una tregua di 60-90 giorni come fase preliminare per il cessate il fuoco: una proposta che Putin rifiuta perché gli permette di continuare a guadagnare vantaggio sul terreno.

Manovra, rush finale alla Camera

A seguito del via libera al Senato, la legge di bilancio è approdata alla Camera dei deputati. Dopo la discussione generale di oggi, domenica 28 dicembre, il governo porrà la questione di fiducia. Lunedì 29 dicembre nel primo pomeriggio ripartiranno i lavori dell’aula di Montecitorio con le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia: la chiama è prevista per la serata, a partire dalle 19. Al termine verrà avviato l’esame degli ordini del giorno con una preannunciata seduta notturna. Martedì 30 dicembre i lavori riprenderanno dalle 9:30, con le dichiarazioni di voto previste per le 11 e votazione finale entro le 13.

Corte dei Conti, Schlein: «Il governo si ritiene al di sopra della legge»

La segretaria del Pd Elly Schlein ha affermato che «la riforma della Corte dei Conti è un’altra prova del disegno di un governo che si ritiene al di sopra della legge» e che «il silenzio assenso e il tetto massimo di sanzione per un funzionario che viola la legge, insieme all’abolizione dell’abuso d’ufficio, crea una sacca d’impunità pericolosa».

Schlein: «Questo governo vuole le mani libere»

«Questo governo vuole le mani libere per fare tutto ciò che ritiene coi soldi degli italiani, rifiuta ogni forma di controllo, rifiuta ogni risposta che non sia ‘sì signora’», si legge in una nota. Schlein prosegue poi: «Per loro chi prende un voto in più alle elezioni non deve essere sottoposto al controllo di legalità. La separazione dei poteri è un principio fondamentale della democrazia, che vuole che ad ogni potere, specialmente di governo, corrisponda un limite adeguato a garanzia di tutti. È questo principio ad essere messo sotto attacco dalle riforme del governo Meloni».

Finanziamenti a Hamas, tra gli indagati anche una giornalista No Tav

Tra gli indagati nell’inchiesta sui finanziamenti ad Hamas coordinata dalla Direzione antimafia e antiterrorismo di Genova c’è anche Angela Lano, 62enne giornalista e direttrice dell’agenzia di stampa Infopal, autrice di diversi libri sul mondo arabo e islamico, nonché storica attivista No Tav (oltre che Pro Pal). Lo scrive La Stampa. Secondo gli inquirenti Lano avrebbe avuto rapporti quasi quotidiani con Mohammed Hannoun, imam di Genova e presidente dei Palestinesi d’Italia, al centro delle indagini: gli agenti della Digos hanno effettuato una perquisizione nella sua abitazione, che ha portato al sequestro di alcuni dispositivi informatici e delle bandiere con i simboli di Hamas. Lano, che sarebbe «considerata responsabile della propaganda in Italia», è accusata di concorso e partecipazione in associazione con finalità terroristica.

Al via le elezioni-farsa in Myanmar

Sono iniziate in Myanmar le elezioni organizzate dalla giunta militare che ha preso il potere nel 2020 con un colpo di Stato. Il voto avverrà in più fasi, zona per zona, per ragioni di sicurezza: durerà fino 25 gennaio, sotto lo stretto controllo di militari. Min Aung Hlaing, capo della giunta, pur ammettendo che l’esercito «continuerà a svolgere un ruolo nella leadership politica del Paese» ha dichiarato che le elezioni costituiscono «un’opportunità di riconciliazione». Ma la tornata elettorale, la prima dal golpe, è già stata ampiamente condannata dalle Nazioni Unite come una farsa messa in piedi per legittimare l’attuale governo. Innanzitutto, in base all’attuale costituzione del Myanmar, il 25 per cento dei seggi parlamentari è riservato alle forze armate. Inoltre la Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi (che sta scontando una condanna a 27 anni per vari reati), partito più popolare del Myanmar, è stato sciolto al pari altre formazioni politiche, a cui è stato impedito di presentare candidati. Infine, vaste aree del Paese saranno completamente escluse dal voto perché sotto il controllo di gruppi anti-giunta o teatro di combattimenti. Le elezioni appena iniziate godono del sostegno della Cina, che è l’alleato più importante dell’esercito. Oltre alla Repubblica Popolare, come hanno reso noto i media controllati dai militari, hanno inviato osservatori elettorali anche Russia, India e Vietnam.

Ucraina, cessate il fuoco alla centrale di Zaporizhzhia per riparare delle linee

Dopo un cessate il fuoco locale mediato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), sono iniziati lavori di riparazione delle linee elettriche nei pressi della centrale di Zaporizhzhia, in modo da ripristinare la trasmissione di energia tra le sottostazioni elettriche dell’impianto nucleare e l’impianto termico. Un team dell’Aiea sta monitorando i lavori, che dovrebbero durare alcuni giorni. Il direttore generale Rafael Grossi, come si legge in un post su X, ha ringraziato entrambe le parti per aver accettato questa nuova «finestra di silenzio» temporanea, volta a rafforzare la sicurezza nucleare.

Campobasso, madre e figlia morte per intossicazione alimentare dopo la cena della Vigilia

Una ragazza di 16 anni e la madre 50enne sono morte all’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove erano state ricoverate a causa di un dolore gastrointestinale persistente, iniziato dopo una cena a base di pesce e frutti di mare (delle cozze) la vigilia di Natale. Sono in corso accertamenti sanitari per stabilire le cause della tragedia, ma tutto lascia pensare che si sia trattato di un’intossicazione alimentare e non di un’intolleranza. Si trova ricoverato in ospedale anche il padre, che non sarebbe in pericolo di vita. Secondo quanto emerso, i tre si erano recati al pronto soccorso poco dopo la cena, ma erano stati rimandati indietro per due volte. Poi, nella serata del 27 dicembre, i dolori sono diventati insopportabili e infine è avvenuto il ricovero.

Il governo ha raggiunto l’accordo sul decreto armi per l’Ucraina

Il 29 dicembre è atteso in Consiglio dei ministri il decreto per la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina anche nel 2026. Una questione, quella del sostegno a Kyiv, che ha portato a forti tensioni all’interno della maggioranza. Ma, dopo settimane di trattative (e contatti continui tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini), la quadra finalmente sembra essere arrivata: il testo che approderà lunedì in Cdm – all’indomani del vertice in Florida tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky – prevede la fornitura di aiuti militari in munizioni, artiglieria e ogni altro possibile dispositivo armato utile alla resistenza ucraina, come nei testi precedenti. Ma (ecco la differenza rispetto al passato) parlerà anche di «autorizzazione prioritaria a equipaggiamenti sanitari e logistici» e di rafforzamento e ricostruzione della rete elettrica, ad esempio con l’invio di gruppi elettrogeni e generatori. Si tratta di misure, volte a “controbilanciare” l’invio di armi, che erano già tecnicamente possibile con i precedenti decreti. Ma la riformulazione viene incontro alla Lega, che chiedeva di inviare all’Ucraina aiuti principalmente civili.

Anticipato l’incontro tra Trump e Zelensky a Mar-a-Lago

Si terrà alle ore 19 italiane e non più alle 21 l’incontro a Mar-a-Lago tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Il vertice si svolgerà dopo una nuova notte di violenti attacchi russi sull’Ucraina, con il lancio di missili Kinzhal e i droni Shahed su numerose città del Paese, tra cui Dnipropetrovsk, Odessa e Kherson. Prima di volare negli Stati Uniti, Zelensky ha fatto tappa in Canada per incontrare il premier Mark Carney e ha partecipato a una videoconferenza con i principali leader europei, tra cui Friedrich Merz, Emmanuel Macron, Giorgia Meloni e Keir Starmer, che hanno ribadito la necessità di garanzie di sicurezza «specifiche e affidabili» per Kyiv. L’Ue ha confermato il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro concordato il 18 dicembre, «prestito ponte» fondamentale per la tenuta dell’Ucraina.

Salerno, aggredito a bastonate il sindaco di Castiglione del Genovesi

Un uomo ha aggredito il sindaco di Castiglione del Genovesi, Carmine Siano, ingegnere e primo cittadino del piccolo comune in provincia di Salerno. La sera del 26 dicembre, poco dopo le 20.30, l’uomo stava uscendo dalla propria abitazione in via provinciale Madonnelle per partecipare a un’iniziativa natalizia quando è stato assalito da una persona incappucciata, appostata al buio.

Le indagini: esclusa l’ipotesi di una rapina

L’aggressore lo ha colpito ripetutamente alla testa e al corpo, con ogni probabilità utilizzando un bastone, per poi allontanarsi rapidamente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di San Cipriano Picentino e i volontari della Croce Rossa di Giffoni Valle Piana. Dopo le prime cure, il sindaco è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Ruggi di Salerno, dove è stato ricoverato in codice rosso: non sarebbe in pericolo di vita, ma le sue condizioni restano gravi. Le indagini, condotte dai carabinieri, escludono al momento l’ipotesi di una rapina degenerata e si concentrano su un’aggressione pianificata, forse legata a motivi di rancore connessi all’attività amministrativa, tanto che non viene esclusa l’intenzione omicida.

Corte dei Conti, approvato dal Senato il ddl: che cosa cambia

Con il voto finale dell’Aula di Palazzo Madama, il disegno di legge sulla Corte dei Conti è stato approvato in modo definitivo, senza modifiche rispetto al testo già licenziato dalla Camera. I voti favorevoli sono stati 93, contrari 51 e cinque le astensioni. Il provvedimento, presentato a Montecitorio con prima firma di Tommaso Foti, diventerà legge dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tra le principali novità figura l’introduzione di un limite alla responsabilità erariale e una delega al governo per emanare uno o più decreti legislativi destinati alla riorganizzazione e al riordino delle funzioni della Corte dei Conti.

Sanzioni economiche per chi provoca ritardi nei procedimenti legati al Pnrr e Pnc

Sul piano della responsabilità, la legge stabilisce un tetto ai danni risarcibili: la Corte, «salvi i casi di danno cagionato con dolo o di illecito arricchimento, esercita il potere di riduzione ponendo a carico del responsabile, in quanto conseguenza immediata e diretta della sua condotta, il danno o il valore perduto per un importo non superiore al 30 per cento del pregiudizio accertato», con un limite massimo che non può superare il doppio della retribuzione lorda. In Aula la maggioranza ha richiamato «il principio secondo cui la buona fede degli amministratori politici si presume fino a prova contraria». Le nuove regole si applicano anche ai procedimenti ancora in corso alla data di entrata in vigore della legge e non definiti con sentenza definitiva. Sono inoltre previste sanzioni economiche per chi provoca ritardi superiori al 10 per cento nei tempi di conclusione dei procedimenti legati a Pnrr e Pnc.

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Mantovano: «Nessuna vendetta per il Ponte sullo Stretto»

Sulle critiche delle opposizioni è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, affermando: «Non c’è unanimità di dissensi tra i giudici contabili, più di uno di loro ha manifestato favore nei confronti della riforma, soprattutto nella parte di approfondimento che ha avuto alla Camera, vi è stata una costante interlocuzione con rappresentanti della corte dei conti che ha permesso di modificare più di una delle norme dell’impostazione originaria. Non c’è nessuna vendetta perché l’iter di questa riforma parte all’incirca due anni fa. In Senato è approdata nel marzo di quest’anno, vi è stata una serie di audizioni, legarla al provvedimento della magistratura contabile sul Ponte dello stretto che è intervenuto poco più di un mese fa mi sembra, per usare un eufemismo, una forzatura».

Ucraina, nuova indagine anticorruzione a Kyiv

Un nuovo filone investigativo scuote l’Ucraina. A renderlo noto è stata la Nabu, l’Agenzia nazionale anticorruzione, i cui funzionari nelle ultime ore hanno tentato di accedere al Parlamento per effettuare perquisizioni, senza riuscirci a causa dell’intervento dei servizi di sicurezza. In una nota ufficiale, l’agenzia ha riferito che «Nabu e Sap, a seguito di un’operazione sotto copertura, hanno smascherato un gruppo criminale organizzato che includeva alcuni attuali membri del parlamento». Lo stesso comunicato segnala inoltre che «I dipendenti del Dipartimento di Sicurezza dello Stato stanno opponendo resistenza agli agenti della Nabu durante le azioni investigative» all’interno dell’edificio parlamentare.

Non sono ancora noti i nomi dei parlamentari coinvolti

Lo scontro si inserisce nel contesto dell’estensione di un’indagine già avviata su un presunto sistema corruttivo che coinvolgerebbe esponenti della Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino. Secondo quanto riferito dalla Nabu, alcuni deputati in carica avrebbero incassato pagamenti illeciti in cambio del proprio voto su specifiche decisioni parlamentari. Gli investigatori descrivono un meccanismo strutturato e ripetuto nel tempo, che potrebbe aver funzionato anche grazie al ruolo di intermediari. Al momento, l’agenzia anticorruzione non ha reso noti i nomi dei parlamentari finiti sotto inchiesta.

Cinema, i numeri del nuovo film di Checco Zalone al botteghino

Dopo il debutto record del 25 dicembre, quando Buen camino aveva raccolto 5,6 milioni di euro, l’ultimo film di Checco Zalone ha accelerato ulteriormente il giorno di Santo Stefano con un incasso di 7,9 milioni. In appena 48 ore la commedia ha così toccato quota 13.766.122 euro, registrando una media per sala di 10.715 euro e conquistando una quota di mercato del 70,8 per cento: più di sette spettatori su dieci hanno scelto la pellicola girata da Gennaro Nunziante, favorito anche da una distribuzione molto ampia, con oltre 1.200 copie in circolazione. Buen camino ha superato in soli due giorni l’incasso complessivo di Avatar: fuoco e cenere di James Cameron, fermo a 12.196.000 euro.

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Ucraina, Salvini: «Trump per la pace, no ai guastatori occidentali»

Nonostante il massiccio attacco russo in Ucraina nella notte, Matteo Salvini ha manifestato ottimismo sulla situazione del conflitto in vista dell’incontro previsto a Mar-a-Lago tra Zelensky e Trump. Intervenendo a Radio Libertà il leader leghista ha detto: «Mi aspetto un altro passo avanti. Ringrazio come tutti dovrebbero ringraziare il presidente Trump per lo sforzo che sta facendo. E poi è chiaro che la partita finale sarà a tre: Trump-Zelensky e Putin. Spero non ci siano guastatori occidentali a cui conviene la continuazione della guerra con la produzione e la vendita delle armi magari per riconvertire settori industriali messi in ginocchio da Bruxelles. Ci sono migliaia di morti ogni giorno», ha affermaato il ministro dei Trasporti, «un massacro insensato per una guerra che ormai è chiaro a entrambi i fronti che nessuno vincerà sul campo», ha aggiunto, precisando che «la soluzione territoriale dovranno trovarla Zelensky e Putin con l’accompagnamento dell’amministrazione americana, non Macron, Kallas, Stamer o Salvini». Il vicepremier ha inoltre osservato: «Mi sembra che le parole di Zelensky nelle ultime settimane rappresentino la voglia di mettere fine a questo massacro».

Salvini sull’arresto di Hannoun: «Accusava me, ma è lui un finanziatore dei genocidi»

Nel corso della stessa trasmissione radiofonica, Salvini ha commentato anche l’arresto di nove persone accusate di aver finanziato Hamas, tra cui Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia: «Spero che vengano presi tutti. Che vengano espulsi quelli che sono in Italia illegalmente e spero che il processo di pace prosegua nonostante i pro-pal», ha dichiarato. Appresa la notizia in diretta, ha aggiunto: «Quindi il presidente dei giovani palestinesi, che è stato intervistato centinaia di volte e che mi dava dell’assassino e del genocida, come a tutto il governo, era lui un finanziatore dei genocidi». Salvini ha poi ribadito il ruolo degli Stati Uniti nel quadro internazionale: «Se oggi a Gaza e a Tel aviv non volano missili e scorre meno sangue non è grazie alla Flottilla, all’Albanese, a Greta Thumberg, alla Schlein ma è grazie a Donald Trump e alla buona volontà dimostrata da palestinesi e israeliani nonostante i fenomeni che in Italia e in Europa hanno fatto casino dalla parte sbagliata», ricordando infine che «l’Italia è fra i Paesi non musulmani quello che ha maggiormente aiutato la popolazione palestinese».